Lo scorso 23 settembre, nel distretto industriale di Bangpoo in Thailandia, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del terreno su cui Vittoria Group realizzerà un nuovo sito produttivo. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del senior management di Lion Tyres Thailand (LTT), l’attuale sede produttiva di Vittoria Group, di rappresentanti dell’industria thailandese e italiana e dell’Ambasciatore d’Italia a Bangkok Lorenzo Galanti. L’investimento complessivo sarà di 20 milioni di dollari e contribuirà all’ampliamento dell’attuale area produttiva che passerà da 36.000 a 52.000 metri quadrati. La nuova sede sarà operativa dalla fine del 2022 e potrà accogliere 400 nuovi addetti. La struttura sarà dedicata alla produzione di pneumatici premium e grazie a questo nuovo importante investimento Vittoria Group duplicherà la propria capacità produttiva.
Il nuovo impianto sorgerà nel distretto industriale di Bangpoo in Thailandia
La superficie produttiva passerà da 36.000 a 52.000 metri quadrati
Il nuovo impianto sorgerà nel distretto industriale di Bangpoo in Thailandia
La superficie produttiva passerà da 36.000 a 52.000 metri quadrati
Sostenibilità al centro
Nella progettazione del nuovo impianto massima attenzione è stata dedicata al tema della sostenibilità. La nuova struttura sarà dotata di pannelli solari, climatizzazione intelligente, materiali organici e riciclati così come reti elettriche a risparmio energetico. Il risultato finale sarà la realizzazione della prima fabbrica di pneumatici per biciclette al mondo a emissioni zero. I 16.000 metri quadrati dell’edificio ospiteranno apparecchiature per test e ricerca di prodotto, favorendo lo sviluppo continuo di tecnologie essenziali per realizzare pneumatici per biciclette sempre più performanti.
Legame sempre più solido
La realizzazione della nuova sede produttiva contribuirà a rafforzare il legame che unisce da diversi anni Vittoria Group e la Thailandia. Dall’apertura della prima fabbrica a Bangkok avvenuta nel 1988, la capacità produttiva dell’azienda italiana è costantemente cresciuta. Attualmente la capacità produttiva è suddivisa in cinque stabilimenti tra Bangkok e Rayong, inclusi il famoso centro di ricerca e produzione di mescole in grafene e l’unico estrusore in grado di unire quattro mescole in un solo battistrada (4C). Complessivamente sono 1.300 gli addetti impiegati con una produzione annua di pneumatici che supera i 7 milioni.
All’inaugurazione era presente anche l’Ambasciatore italiano a Bangkok Lorenzo GalantiAll’inaugurazione era presente anche l’Ambasciatore italiano a Bangkok Lorenzo Galanti
Soddisfazione Vittoria
Massimo Zanco, Chief Operations Officer di Vittoria Group, ha così commentato l’inaugurazione del terreno sul quale nascerà la nuova area: «Il nuovo sito produttivo di Lion Tyres Thailand è un investimento necessario per soddisfare la richiesta di prodotti di qualità e velocità di distribuzione che ci arriva dal mercato». Le sue parole sono state rilanciate da Stijn Vriends, Presidente & CEO di Vittoria Group: «Siamo molto contenti di investire nuovamente in Thailandia. La nazione più all’avanguardia per lo sviluppo e produzione di pneumatici per biciclette di alta qualità. La costruzione del nuovo stabilimento è un passo ulteriore nel viaggio che abbiamo intrapreso verso un modello produttivo sostenibile e a zero emissioni».
Vittoriaesporta la sua tecnologia nell’equipaggiamento da strada grazie ad Air Liner che permette di abbattere le forature e gli “stallonamenti” dovuti alla perdita di pressione. Questa tecnologia parte da lontano, le prime sperimentazioni sono nate sulle coperture da mountain bike.
Air Liner permette di abbattere le forature e gli stallonamenti dovuti alla perdita di pressioneAir Liner permette di abbattere le forature e gli stallonamenti dovuti alla perdita di pressione
Prestazioni e sicurezza al top
Lo pneumatico è una delle parti più importanti della bicicletta essendo a contatto con l’asfalto, preda degli ostacoli, dalle buche ai dossi. La tecnologia Air Liner road consente, in caso di guasti o perdite di pressioni, di tornare a casa in qualche modo grazie all’effetto run flat.
Studiato e disegnato per l’utilizzo con pneumatici tubeless, Air Liner road offre le stesse prestazioni senza discriminazione di marchio e modello. Il materiale di cui è composto è studiato per non ingombrare e per non assorbire il sigillante, il suo funzionamento è molto semplice ma estremamente efficace.
Con Air Liner road è possibile, in caso di guasti o perdite di pressioni, tornare in tranquillità a casa grazie all’effetto run flatCon Air Liner road è possibile, in caso di guasti o perdite di pressioni, tornare in tranquillità a casa grazie all’effetto run flat
Stessa pressione
Rispetto allo stesso funzionamento in altri campi, il Vittoria Air Liner Road garantisce la stessa pressione di gonfiaggio rispetto al normale tubeless. Inserendo aria all’interno della copertura, l’Air Liner si compatta riducendo il suo volume,non influendo in maniera negativa sull’attrito della massa rotante.
Quando la pressione scende l’Air Liner funziona da salvagente, gonfiandosi attiva la sua tecnologia run flat. Questo strumento innovativo ed estremamente utile garantisce un minimo di 50 chilometri di autonomia, perfetti per “salvarsi” in una situazione di emergenza.
Air-Liner Road è disponibile in tre misure. La small è per coperture da 25 millimetri, si adatta a canali da 21 millimetri e il suo peso è di 24 grammi. La medium è per coperture da 28 millimetri, si adatta a canali da 23 millimetri e pesa 31 grammi. Infine la large è per un copertone da 30 millimetri, richiede un canale da 26 millimetri e pesa 39 grammi.
Air-Liner Road è in 3 misure: small, medium e large e queste vanno bene per coperture da 25 millimetri a 30 millimetriAir-Liner Road è in 3 misure: small, medium e large e queste vanno bene per coperture da 25 millimetri a 30 millimetri
Per l’installazione?
Vittoria fornisce un kit di montaggio, composto da una pinza e sei clip, davvero efficace. La pinza, appositamente brevettata da Vittoria, permette una presa sicura e stabile sul copertone. Inoltre ha dei manici pensati per non danneggiare il cerchio nella fase di montaggio e smontaggio della copertura stessa.
L’azienda bergamasca pensa anche al lattice sigillante, fornendolo in diverse confezioni e formati da diversi millilitri a seconda dell’esigenze di utilizzo, (80, 150, 250, 500, 1000).
In ogni gara c’è sempre una squadra in più di quelle regolarmente iscritte: è quella del cambio ruote. L’assistenza neutra al Tour de Pologne era affidata a Vittoria, presente con un team di nove persone distribuito su tre auto e due moto: al volante ci sono gli ex professionisti Francesco Chicchi, Danilo Napolitano e Mario Manzoni assieme agli altri meccanici Fabio Alberti, Massimo Cisotto, Edoardo Fedre, Davide Tombini, Marino Vallarino e la ventitreenne Gloria Manzoni (più volte medagliata su pista da junior), responsabile della logistica.
La loro missione è quella di essere pronti alla necessità che richiede la corsa, anzi a quella del corridore in caso di emergenza. Foratura, guasto meccanico, caduta: loro devono esserci quando l’ammiraglia non può raggiungere un proprio atleta.
Le carriere di Chicchi, Napolitano e Manzoni – che assieme vantano più di 80 vittorie totali tra i professionisti – le conosciamo bene, però come se la cavano con l’assistenza ai loro ex colleghi? Abbiamo provato ad approfondire l’argomento con tutta la squadra, già schierata sul viale dello stadio del Gornik Zabrze per la partenza della settima ed ultima tappa del Polonia.
Ecco la squadra (quasi) completa di Vittoria al Tour de PologneEcco la squadra (quasi) completa di Vittoria al Tour de Pologne
Da quanto tempo siete al cambio-ruote?
Chicchi: «Per me questa è la quarta stagione».
Napolitano: «Io ho iniziato nel 2018, l’anno dopo che ho smesso di correre. Anch’io quindi sono al quarto anno».
Manzoni: «Per me invece è il primo».
Voi che siete stati professionisti per tanti anni pensate di avere un colpo d’occhio migliore rispetto al meccanico tradizionale nel svolgere le mansioni in gara?
Napolitano: «Un po’ di intuito ce l’hai perché ci sei stato dentro e penso che il colpo d’occhio di dove metterti al momento giusto sicuramente ci sia».
Chicchi: «Sono d’accordo con Danilo, indubbiamente essere stati in gruppo fino a poco tempo fa aiuta. Riesci a prevedere se uno si sfila, alza la mano perché ha bisogno e quindi dici al tuo meccanico di stare in campana perché magari c’è bisogno di intervenire».
Manzoni: «Va detto poi che essendo con più mezzi ci dividiamo i compiti. Seguiamo alcuni settori di corsa e può capitare a volte che fai numero, altre che diventi essenziale».
Manzoni al Polonia con Canola, che ha guidato alla Nippo Fantini
Chicchi ha smesso nel 2016, collabora con Rcs e Vittoria. Qui con Cipollini nel 2017
Napolitano ha smesso nel 2017, qui sopra al via della Roubiax di quell’anno
Manzoni al Polonia con Canola, che ha guidato alla Nippo Fantini
Chicchi ha smesso nel 2016, collabora con Rcs e Vittoria. Qui con Cipollini nel 2017
Napolitano ha smesso nel 2017, qui sopra al via della Roubiax di quell’anno
Fate riunioni pre e post gara fra di voi?
Manzoni: «Sì, lo decidiamo sempre la sera prima chi segue la corsa davanti con la prima e seconda ammiraglia, insieme alle moto, mentre la terza sta dietro a coprire il gruppo. Sappiamo quali sono i nostri ruoli».
Durante questi briefing vi date dei consigli?
Manzoni: «In gara via radio lo facciamo costantemente e ci sistemiamo. Naturalmente servono sempre i confronti costruttivi».
Chicchi: «In realtà no, perché ognuno di noi sa cosa deve fare. Ma è chiaro che se dovesse esserci un problema, la sera ci confrontiamo».
E’ capitato che qualcuno, tra corridori, direttori sportivi o organizzatori, si lamentasse per qualcosa?
Napolitano: «Fortunatamente no in questi miei quattro anni. Quando ti trovi con delle persone che lo fanno o l’hanno fatto di mestiere e sei in giro per settimane, penso che le lamentele vengano meno di quello che uno può pensare».
Chicchi: «Anch’io non ho mai ricevuto lamentele».
Manzoni: «Per evitare queste situazioni è importante avere un meccanico veloce ed un autista altrettanto svelto che sappia già dove mettersi».
Ora siete dall’altra parte della barricata, come cambia il vostro punto di vista sul cambio ruote rispetto a quando eravate corridori?
Napolitano: «A me tante volte capitava che mi desse una mano. Essendo velocista in certe gare, soprattutto quelle di un giorno, avevamo solo una ammiraglia della squadra e quindi l’assistenza mi aiutava con le borracce. Inveito contro un cambio ruote lento quando correvo? No, sono sempre stato buono, sono gli altri che mi vedono cattivo (ride, ndr)».
Chicchi: «Quando correvo non avevo particolare velocità per ripartire, anche se ci metteva 30 secondi in più non era un problema (ride anche lui, ndr). Battute a parte, per quello che mi riguarda ora vedo da vicino anche gli scalatori, che da pro’ non mi era mai successo. Poi ci può stare ogni tanto che quando il meccanico scende, visto che abbiamo set di ruote differenti, possa metterci quei dieci secondi in più del normale».
Manzoni: «Diciamo che fa parte anche del carattere di ognuno, ma se c’è da chiarirsi, si fa il giorno dopo, non durante la corsa. Mi sento di aggiungere, riprendendo quello che diceva Francesco, che una volta si cambiava la ruota e si andava, mentre adesso invece tra freni a disco e tradizionali le modalità sono totalmente diverse».
In effetti avete tanti tipi di bici sopra la vostra ammiraglia. Diversi i freni, diverse le pedivelle, diverse misure, diversi gruppi. Vi fate una lista di tutti i corridori che montano i vari materiali?
Manzoni: «Esatto, poi il meccanico in moto via radio trasmette i gruppi dei corridori in fuga».
Chicchi: «E a quel punto organizziamo le macchine che sono lì davanti, in modo che sappiano già in caso di necessità il materiale che serve».
La moto segnala alle auto la composizione della fuga e le dotazioni dei corridoriLa moto segnala alle auto la composizione della fuga e le dotazioni dei corridori
Bisogna essere anche un po’ psicologi o motivatori quando un ragazzo fora, cade o ha un guasto e dovete farlo ripartire?
Napolitano: «Direi di no, tante volte il corridore stesso se cade cerca di rialzarsi e ripartire velocemente senza troppe storie, a meno che non si sia fatto male veramente».
Manzoni: «Non saprei, l’importante è non abbandonarlo perché in quei casi non è molto piacevole quando un corridore sente che dietro di sé non c’è l’ammiraglia o il cambio ruote».
C’è stato in questi anni un aneddoto particolare col cambio ruote?
Manzoni: «Ho iniziato da troppo poco tempo, per fortuna finora solo cose belle».
Napolitano: «Anch’io nulla di strano».
Chicchi: «Per quello che mi riguarda ho avuto una bruttissima esperienza agli europei di Glasgow nel 2018. Il meccanico che avevo allora andò nel panico e non riuscì a cambiare la ruota posteriore. C’era già il freno a disco, ma non c’era ancora l’avvitatore elettrico per il perno passante. Quindi non riusciva a trovare la chiave a brugola giusta e restammo fermi quasi 40 secondi. E’ stato l’episodio più brutto».
Dettagli, meccanica e meccanico. Se le Pinarello Bolide Hr a Tokyo sono andate così forte il merito è anche del meccanico che era in Giappone. Anzi i meccanici: Carlo Buttarelli e Giovanni Carini. Ebbene con Buttarelli, ci tuffiamo nei segreti di queste bici. Come sono state preparate, come sono scese in pista…
Se a Tokyo tutto è filato liscio, il merito è anche dei meccanici che hanno svolto un lavoro certosinoSe a Tokyo tutto è filato liscio, il merito è anche dei meccanici che hanno svolto un lavoro certosino
Una Bolide già d’oro
Partiamo dalla Bolide in generale. Alla fine il set completo (manubrio, ruote…) che abbiamo visto a Tokyo lo si è avuto meno di un mese prima delle Olimpiadi.
«Il telaio è in pratica lo stesso da 4-5 anni – afferma Buttarelli – è quello del primo mondiale di Ganna e lo stesso che aveva utilizzato Viviani a Rio. Ruote e manubri sono arrivati ad un mese dal via (anche meno). Le bici complete del quartetto pesavano 7,2 chili, 7,3 quelle degli atleti più grandi. Ma il peso non è fondamentale in pista. Quelle dei velocisti fanno anche 8 chili».
Le bici quindi avevano telaio Pinarello, manubrio Most sempre di matrice Pinarello ma realizzato in collaborazione con Hardskin, movimenti CeramicSpeed, ruote Campagnolo e gruppo Miche.
Nonostante sia vincente, a Parigi 2024 si avrà una nuova Bolide. Qui i lavori a Montichiari prima di partire per TokyoNonostante sia vincente, a Parigi 2024 si avrà una nuova Bolide. Qui i lavori a Montichiari prima di partire per Tokyo
Movimenti super scorrevoli
«I movimenti CeramicSpeed – spiega Buttarelli – li abbiamo montati direttamente a Tokyo ed erano già stati trattati da loro. Poi c’era il movimento centrale, Miche. Questo è un componente molto importante. Di solito noi lo apriamo, gli togliamo le calotte, o-ring e ogni altra guarnizione o paratia che possa creare frizioni. Con delle presse particolari rimontiamo il tutto. La parte a sinistra va a battuta, quella destra è serrata forte (mettiamo anche una goccia di frenafiletti), ma senza che “tiri” troppo, altrimenti come si dice in gergo si “impacchettano” i cuscinetti e gira meno. Prima però, Giovanni ed io con la benzina ripuliamo i cuscinetti all’interno e poi aggiungiamo un solvente specifico che li rende completamente puliti e secchi. A quel punto aggiungiamo un olio particolare, un olio per armi, ne bastano due o tre gocce, e il gioco è fatto. Noi con l’occhio clinico del meccanico ormai vediamo quando sono apposto.
«Sistemata la parte del movimento, montiamo le pedivelle. Queste vengono serrate al massimo. A quel punto le si fanno girare un po’, a Tokyo li abbiamo fatti girare un po’ un paio di giorni prima delle gare. Affinché l’olio messo faccesse il suo lavoro. Questo scaldandosi va dappertutto e vedi proprio che non si fermano più».
I due meccanici azzurri: Giovanni Carini (a sinistra) e Carlo Buttarelli (a destra)I due meccanici azzurri: Giovanni Carini (a sinistra) e Carlo Buttarelli (a destra)
La catena
Uno dei componenti che più viene messo sotto stress dai pistard è la catena. E infatti quella che abbiamo visto era decisamente “corposa”. Non è di certo la catena che si usa sulle bici da strada!
«La catena – riprende Buttarelli – l’abbiamo trattata con una polvere ceramica che sembra più “dura” rispetto all’olio tradizionale, ma che invece a detta dei ragazzi sembra più scorrevole. Dà un leggero vantaggio. Questa catena è stata sviluppata con Miche, anche su indicazione di noi meccanici. E’ stata sigillata in un certo modo e la “rotellina” che va a contatto con la corona s’ingaggia meglio trasmettendo di più la forza. Si tratta di una catena molto rigida. Se la si guarda da davanti (o dietro) si vede che è molto più dritta rispetto alle altre».
Il lavoro svolto da Miche è stato davvero certosino. Maglie interne, esterne e perno hanno una lavorazione particolare. E quando si parla di “fiumi di watt”, scaricati tra l’altro con una certa violenza, si capisce facilmente quanto sia importante questo componente che poi di fatto è quello che trasmette la forza alle ruote.
La guarnitura Miche Attiva, con la corona Sei Giorni. La struttura è in alluminio ed ricavata dal pieno
Il tubolare Vittoria Pista Oro…
E il suo battistrada asimmetrico, totalmente slick per favorire il grip nella parte interna della curva della pista
La guarnitura Miche Attiva, con la corona Sei Giorni. La struttura è in alluminio ed ricavata dal pieno
Il tubolare Vittoria Pista Oro…
E il suo battistrada asimmetrico, totalmente slick per favorire il grip nella parte interna della curva della pista
Rapporti e gomme
Magari sembrerà un po’ strano, ma la scelta dei rapporti va a riguardare anche quella delle gomme. E adesso vedremo come. Ma andiamo con ordine.
«I ragazzi hanno usato il 63×14 (che sviluppa 9,40 metri) ad eccezione di Milan che ha preferito il 64×14. La scelta è fatta dal tecnico e dai ragazzi stessi. Questa piccola differenza di un dente e di cadenza si “aggiusta” con la scelta del tubolare. Avevano ilVittoria Speed Oro.La sezione era di 19 millimetri all’anteriore e di 23 al posteriore, ma Milan aveva il 19 anche dietro. Questo infatti sviluppa 1-1,5 centimetri in meno rispetto al 23. Sono piccoli dettagli…
«Abbiamo visto, in galleria del vento, che il 19 all’anteriore ci dava dei piccoli vantaggi aerodinamici. La pressione delle gomme era di 20 bar all’anteriore e di 16 bar al posteriore. Il velodromo ci ha messo a disposizione un compressore Makita che spingeva fino a 32 bar. Le gomme vengono gonfiate circa 40′ prima del via e di fatto le gonfiamo leggermente di più di quanto detto perché con la camera d’aria del tubolare in lattice e non in butile ci sta che si perda qualcosina. Ma è importante gonfiarle prima perché si ha il tempo di vedere se la gomma perde pressione, di controllare la spalla. Insomma che tutto sia okay ed eventualmente poter intervenire».
Milan ha scelto un dente in più: si è giocato con tubolare e regolazione della ruota nel forcellino per limare le differenze coi compagniMilan ha scelto un dente in più: si è giocato con tubolare e regolazione della ruota nel forcellino per limare le differenze coi compagni
Ma la bici di Milan…
Tornando al 64 di Milan, si è intervenuti sul numero delle maglie per colmare la differenza del rapporto?
«No, la differenza è talmente poca – spiega Buttarelli – che ci si regola con il serraggio della ruota lungo il forcellino. L’importante è che tra il battistrada e il telaio ci sia luce, che la ruota non sia carenata: questo dice il regolamento, altrimenti ci sarebbero dei vantaggi aerodinamici non consentiti. Basta ci sia spazio per una carta di credito».
Per quanto riguarda le pedivelle invece: Milan e Ganna, i più alti, avevano quelle da 175 millimetri, mentre Consonni e Lamon quelle da 172,5. Chiaramente erano sempre di Miche, così come i pignoni.
La Campagnolo Ghibli degli azzurri era leggermente diversa da quelle in commercioLa Campagnolo Ghibli degli azzurri era leggermente diversa da quelle in commercio
I siluri di Campagnolo
E dalle gomme passiamo alla ruote. Anche in questo caso il lavoro corale e l’investimento fatto è stato eccezionale. Segno ulteriore di quanto si credeva in questo quartetto. Sentiamo Buttarelli.
«Campagnolo ci ha fornito delle vere “bombe”. All’anteriore c’era la Ghibli ottimizzata per la nostra forcella, leggermente più stretta. Ha una struttura un po’ diversa da quella in produzione standard e dava più stabilità. La struttura del cerchio è diversa tra i due lati. Anche la lenticolare posteriore era un po’ più stretta. Inoltre avevano un sistema di aggancio tramite una chiave da 5 che potevamo regolare al millimetro, proprio per non compromettere lo scorrimento dei mozzi. E’ lo stesso discorso “dell’impacchettamento” dei cuscinetti fatto prima.
«Avevamo due tipologie di ruote, una più rigida e una più morbida. Parliamo di differenze impercettibili, che solo un atleta di vertice è in grado di cogliere: parliamo, di differenze di tensionamento (numeri a caso) di 15 Nm contro 15,2. Campagnolo ha sviluppato un tensionamento segreto. Alla fine i ragazzi si sono trovati meglio con la ruota più rigida. Il set dell’intera bici è rimasto lo stesso per tutte le sessioni».
Per la bici di Lamon niente cera nei punti in cui viene agganciata al blocco (lo strumento rosso)Per la bici di Lamon niente cera nei punti in cui viene agganciata al blocco (lo strumento rosso)
Dettagli e millesimi
Passione, dettagli, millimetri, sfumature… tutto conta e niente è marginale quando c’è da spaccare il decimo di secondo. Persino la pulizia della bici.
«Noi laviamo le bici con del normale sgrassatore, ma poi ci passiamo una cera di Muc-Off il cui risultato è stupefacente. La bici oltre che essere bellissima e luccicante, è molto scorrevole. Lo senti proprio quando ci passi il dito. La passiamo dappertutto tranne che su sella, manubrio e pedali. Chiaramente lì del grip deve esserci. E neanche nella parte del telaio che va a contatto con il blocco di partenza (la bici di Lamon): perché è così scorrevole che in fase di lancio la bici potrebbe muoversi quel mezzo centimetro e dare un contraccolpo inaspettato. Si passa un diluente diverso anche sulle ruote».
«Il grosso del nostro lavoro – conclude Buttarelli – è avvenuto ben prima di Tokyo. Laggiù sapevamo cosa serviva. Si trattava solo di scegliere cosa montare e fare piccoli ritocchi. Per esempio con la dima potevamo vedere se l’inclinazione di un pad cambiava di mezzo grado perché magari la spugnetta di appoggio si era un po’ consumata con l’uso».
Lo scorso mese di maggio, il produttore olandese di pneumatici da bici Dugast ha deciso di entrare a far parte dell’italianissima Vittoria, storica azienda produttrice di pneumatici da ciclismo, apportando il proprio prezioso contributo in termini di qualità ed esperienza. L’inizio di questa collaborazione è stata segnata dal lancio di un nuovo tubolare, realizzato completamente a mano: il tubolareVittoria per L’Eroica by A. Dugast. In esso rivivono alcune delle caratteristiche che hanno reso celebre il Vittoria Corsa CX, come ad esempio il battistrada con trama a diamanti che garantisce un grip eccellente sia sull’asfalto asciutto che bagnato.
Il nuovo tubolare Vittoria per l’Eroica by A. Dugast è realizzato a manoIl nuovo tubolare Vittoria per l’Eroica by A. Dugast è realizzato a mano
Entriamo nei dettagli
Andiamo allora a scoprire in che cosa consista il contributo di Dugast. Innanzitutto si nota la speciale carcassa in cotone “Flying Doctor” che offre maggiore protezione dai tagli laterali, mentre il rivestimento in neoprene garantisce maggiore protezione in condizioni meteorologiche avverse. Vengono utilizzati materiali naturali di prima qualità come cotone, gomma e lattice naturale che gli artigiani olandesi lavorano con grande impegno e professionalità. L’impiego delle migliori materie prime e di processi artigianali inoltre permette ad A. Dugast di offrire ai ciclisti un prodotto ecosostenibile, il cui impatto ambientale risulta essere veramente minimo.
E’ un’edizione limitata, può essere anche personalizzatoE’ un’edizione limitata, può essere anche personalizzato
Personalizzabile
Non è finita qui: grazie alla lavorazione a mano è possibile anche personalizzare il prodotto. Sulla parte laterale del tubolare Vittoria per L’Eroica by A. Dugast infatti riscontriamo il numero di serie e le iniziali di chi lo acquista, o di qualunque altra persona che voglia l’acquirente. Queste personalizzazioni faranno di ogni tubolare un pezzo unico da collezione.
E’ il frutto di un lavoro preciso da parte degli artigiani olandesi, svolto con impegno e professionalità E’ il frutto di un lavoro preciso da parte degli artigiani olandesi, svolto con impegno e professionalità
Edizione limitata
Ricordiamo che il tubolare Vittoria per L’Eroica by A. Dugast è disponibile nella misura da 25 millimetri, al fine di garantire il miglior comfort e un attrito esiguo sull’asfalto. I tubolari in questione inoltre sono realizzati in edizione limitata. Si parla di appena 118 pezzi, per cui soltanto 59 persone potranno equipaggiare la loro bici con questi speciali tubolari realizzati completamente a mano. Il prezzo consigliato al pubblico è di 230 euro.
Vittoria investe in Tailandia con una struttura a emissioni zero: dedicata alla produzione di pneumatici premium. Duplicherà anche la capacità produttiva
Vittoria, la tecnologia Air Liner nell’equipaggiamento da strada, permette di abbattere le forature e gli “stallonamenti” dovuti alla perdita di pressione
Vittoria rilancia l’azione con i nuovi Revolve, 100 per cento Made in Italy, che nascono da un concetto innovativo e vi spieghiamo il perché. Per realizzarli vengono impiegati due materiali di altissima qualità come la Microfibra Matte Silk e un inserto di Microfibra Square (rete di alta densità in nylon) che permettono di confezionare una calzatura performante e soprattutto confortevole, data la sua elevata capacità di fasciare il piede che ha la fortuna di calzarla. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la capacità dei Revolve di lasciar traspirare il piede. La traspirabilità infatti è garantita da microforature eseguite con il laser: sono presenti nella parte laterale della tomaia e assicurano al piede la giusta freschezza, soprattutto nelle stagioni più calde.
Vittoria Revolve con chiusura Boa Li2 Dial
I due rotori permettono una regolazione millimetrica
I microfori eseguiti al laser facilitano la traspirazione
Vittoria Revolve con chiusura Boa Li2 Dial
I due rotori permettono una regolazione millimetrica
I microfori eseguiti al laser facilitano la traspirazione
Chiusura efficace
Molto importante sul fronte della stabilità dello scarpino è il sistema di chiusura, che in questo caso prevede il doppio rotore BOA in alluminio anodizzato (che offre una finitura premium antiscivolo) e garantisce a sua volta una presa sicura in ogni condizione atmosferica (quindi anche indossando guanti pesanti). Elegante e a basso profilo, il rotore Li2 Dial assicura precisione micrometrica e resistenza ai massimi livelli. E’ quindi possibile gestire la forza del serraggio semplicemente eseguendo un piccolo movimento del rotore senza alcun tipo di sforzo.
L’accattivante design che prevede la colorazione metà nera e metà verde
La leggerezza è uno dei punti di forza dei Revolve: 231 grammi per misura 41
I tre fori sulla suola, pensati per le tacchette Look
La speciale soletta anatomica termoformabile, si modella alla forma del piede
L’accattivante design che prevede la colorazione metà nera e metà verde
La leggerezza è uno dei punti di forza dei Revolve: 231 grammi per misura 41
I tre fori sulla suola, pensati per le tacchette Look
La speciale soletta anatomica termoformabile, si modella alla forma del piede
Suola in carbonio
Ad agevolare la performance del ciclista concorre anche la suola in carbonio FCT con spessore da 3,5 millimetri e 3 fori compatibili con tacchette Look, che offre la migliore trasmissione di potenza. Mentre all’interno della scarpa troviamo una soletta anatomica termoformabile che si modella perfettamente sulla forma del piede.
Una nota di merito va infine rivolta anche al design accattivante degli Vittoria Revolve, il cui colore verde militare si abbina perfettamente alla linguetta nera, mentre la parte destra dello scarpino risulta essere per metà nera e per metà verde. Il peso di questo modello è di 230 grammi per la misura 41. Il prezzo consigliato al pubblico è di 399 euro.
Nei giorni scorsi Vittoria, realtà leader nel mercato degli pneumatici di alta gamma, ha presentato Vittoria2GO. Si tratta di un servizio basato su un abbonamento mensile per le aziende di noleggio biciclette a lungo termine e in leasing. L’obiettivo è ridurre l’incertezza dei costi operativi e di soddisfare le esigenze del cliente.
https://www.youtube.com/watch?v=EkoDYU4VlRc
Tanti i servizi offerti
Grazie a Vittoria2GO le aziende che sottoscriveranno l’abbonamento mensile riceveranno gli pneumatici di cui avranno bisogno senza che venga richiesto loro alcun pagamento anticipato. Sarà sufficiente riconoscere appunto una commissione mensile.
In caso di foratura o danneggiamento, verranno forniti pneumatici sostitutivi a costo zero. E il relativo costo di manutenzione sarà a carico di Vittoria. Stessa cosa nel caso di furto della bicicletta o atti vandalici ai danni degli pneumatici. Anche in questo caso sarà possibile ricevere nuove gomme gratuitamente o con il rimborso dei costi eventualmente sostenuti. Il servizio Vittoria2GO è completato dal recupero degli pneumatici consumati, per il loro smaltimento o riciclo.
Un logo speciale per questa importante iniziativaUn logo speciale per questa importante iniziativa
La riduzione dei rischi
Con il servizio Vittoria2GO, le aziende che aderiranno all’iniziativa potranno offrire prodotti premium ai propri clienti. Sopratutto potranno esternalizzare i rischi operativi, gestendo i resi attraverso una piattaforma centralizzata in grado di offrire informazioni utili riguardo a prestazione e manutenzione.
Cosa da non sottovalutare, aderendo al nuovo servizio offerto da Vittoria potranno prendere parte ad un ecosistema innovativo e sostenibile.
L’Adventure Tech in versione nera
La struttura dell’Adventure nella colorazione blu
L’Adventure Tech in versione nera
La struttura dell’Adventure nella colorazione blu
Il primo cliente
Swapfiets, azienda olandese di noleggio a lungo termine di biciclette più grande in Europa, sarà il primo cliente a usufruire del servizio Vittoria2GO. Swapfiets equipaggerà le proprie biciclette con una versione aggiornata del Vittoria Adventure Tech. Questa è una gomma realizzata con mescole potenziate dal grafene. Le sue prestazioni sono migliorate in termini di grip sul bagnato e durata. Adventure Tech utilizza una carcassa elastica per maggiore comfort e uno strato in gomma antiforatura di ben 3 millimetri per una protezione estrema. Gli pneumatici saranno disponibili sia in colore nero che in blu.
Marc de Vries, CEO Swapfiets, non ha mancato di esprimere la soddisfazione per il nuovo servizio offerto da Vittoria: «Il successo di Swapfiets testimonia che il modello di “acquisto per abbonamento” è apprezzato dai consumatori e ci consente di fornire loro prodotti di qualità superiore. Speriamo che l’approccio rivoluzionario di Vittoria possa influenzare positivamente l’industria del ciclismo e aiutarci a diventare un business al 100% circolare entro il 2025».
Stijn Vriends alla guida di Vittoria GroupStijn Vriends alla guida di Vittoria Group
Una nuova visione…
Il servizio in abbonamento Vittoria2GO è un passo importante per Vittoria verso un approccio più sostenibile alla distribuzione dei propri prodotti. È un primo esempio di economia circolare applicata all’industria degli pneumatici per bicicletta.
Stijn Vriends, President & CEO Vittoria Group ha voluto rimarcare l’importanza del nuovo servizio: «La fornitura tramite abbonamento e la circolarità sono concetti nuovi per l’industria degli pneumatici per bicicletta. Grazie a Vittoria2GO possiamo dare inizio ad un impiego più sostenibile dei nostri prodotti».
Un'idea diversa dal solito: seguiamo Nova Eroica sull'auto Vittoria. Che cosa vuol dire assistere i corridori di una prova gravel? Proviamo a spiegarlo
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Nei giorni scorsi il Tour de Pologne ha ufficializzato che anche per il 2021 il servizio neutro in corsa sarà affidato a Vittoria. Per il secondo anno consecutivo l’azienda italiana sarà partner tecnico della più importante corsa a tappe professionista in calendario nell’Est Europa.
La flotta Vittoria è già pronta ad entrare in garaLa flotta Vittoria è già pronta ad entrare in gara
La competenza di Vittoria
Il Tour de Pologne potrà contare sulla competenza, l’esperienza e la qualità del cambio ruote Vittoria e del suo personale specializzato in grado di fornire un supporto rapido ai corridori in caso di foratura, caduta o incidente meccanico. Complessivamente saranno tre le macchine che garantiranno il servizio neutro nei sette giorni di gara. E a queste si aggiungerà una moto. Nulla è lasciato quindi al caso.
Le strade polacche sono molto belle, ma spesso anche molto mosse, con alcuni tratti che molto ricordano quelle del Tour. E quest’anno abbiamo visto quanto nervosismo ci fosse in gruppo.
Lang, l’organizzatore del Tour de PologneLang, l’organizzatore del Tour de Pologne
Non a caso Czeslaw Lang, direttore generale del Tour de Pologne ha sottolineato la propria soddisfazione per il rinnovato accordo: «Siamo particolarmente contenti di collaborare con un’azienda importante quale Vittoria. La loro presenza e la qualità dei loro pneumatici innalza il livello tecnico della nostra gara e permetterà agli atleti di essere assistiti in ogni momento della gara. La continua ricerca e la voglia di migliorare sono tra i valori che accomunano Vittoria e il Tour de Pologne».
Personale preparato e velocissimo per gli interventi in garaPersonale preparato e velocissimo per gli interventi in gara
Le corse, test per prodotti
Ernesto Garcia Domingo, direttore commerciale Vittoria Group, ha voluto rimarcare l’importanza di una collaborazione come quella instaurata con il Tour de Pologne: «Partecipare a corse World Tour è molto importante per noi e per lo sviluppo dei nostri prodotti. I test su strada in queste occasioni sono feedback importantissimi per migliorarne costantemente la qualità. Il nostro pneumatico stradale “Corsa”, top di gamma della nostra azienda, è stato per anni la scelta quotidiana dei professionisti. I suoi punti di forza sono la struttura in cotone e la mescola arricchita con grafene. La carcassa in cotone offre flessibilità allo pneumatico, che si traduce in un continuo contatto tra il suolo e lo pneumatico stesso».
Ricordiamo che l’edizione 2021 del Tour de Pologne è in programma dal 9 al 15 agosto con partenza da Lublino e arrivo a Cracovia. Alla corsa saranno presenti i seguenti team che hanno in Vittoria il proprio partner tecnico: Jumbo-Visma, UAE Team Emirates, Lotto Soudal, Team DSM, Astana, Education First-Nippo e Alpecin-Fenix.
Il team olandese Jumbo Visma, dopo alcuni anni di collaborazione e successi con le biciclette Bianchi, quest’anno ha deciso di equipaggiare i suoi corridori con le canadesi Cervélo. A disposizione diPrimoz RogliceWout Van Aertci sono diversi modelli: R5, S5, Caledonia-5 e P5.
R5 la versatile
La R5 (nella foto di apertura) è la bicicletta più versatile fra quelle in dotazione allo squadrone olandese grazie alla sua geometria e alle soluzioni tecniche di cui è dotata. Per i tubi, si è fatto ricorso alla tecnologia Squoval Max. Essa unisce i vantaggi di una forma più quadrata con quelli di una forma più ovale cercando il punto di equilibrio fra rigidità, comfort e leggerezza. La zona del tubo sterzo e del movimento centrale godono di una lavorazione particolare del carbonio che ne ha aumentato la rigidità, rispettivamente del 18% e del 26% rispetto alla precedente versione. Proprio per la zona del movimento centrale Cervélo ha sviluppato il sistema BBright, che vede una misura oversize dei tubi verticale, obliquo e del fodero sinistro, con un vantaggio in termini di rigidità ed efficienze di pedalata.
Manubrio FSA
Il manubrio del team olandese è prodotto da FSA per la R5, dove la maggior parte dei corridori utilizza l’attacco e manubrio separati. Le ruote sono fornite da Shimano con le Dura Ace C40 in carbonio e con un profilo di 40 millimetri. Il peso di queste ruote è di 626 grammi per la ruota anteriore e di 774 grammi per la posteriore nella versione disco per tubolari.
L’aerodinamica S5 con le ruote Dura AceL’aerodinamica S5 con le ruote Dura Ace
Attacco manubrio a V
La S5 è la bicicletta più aerodinamica, utilizzata dai corridori della Jumbo Visma nelle tappe dal profilo altimetrico piatto o leggermente vallonato. Il design TrueAero della S5 combina una forma dei tubi specifica con una posizione di guida più aerodinamica, proprio per minimizzare l’impatto con l’aria. Anche sulla S5, per il movimento centrale si è adottato il sistema BBright. La lavorazione particolare della zona del tubo sterzo e del movimento centrale con un incremento di rigidità rispettivamente del 13% e del 25% rispetto alla versione precedente. Il manubrio di Cervélo è studiato in galleria del vento ed è composto dall’attacco CS28 a forma di V, che è stato progettato per lavorare alla perfezione con il manubrio, tanto da sembrare un integrato. Sono disponibili 6 taglie di lunghezza e 4 di larghezza con 5 gradi di rotazione possibile. Le ruote sono le Shimano Dura Ace C50 in carbonio con profilo da 50 millimetri.
La Caledonia-5 è adatta per le gare con i terreni sconnessiLa Caledonia-5 è la bicicletta adatta per le gare con i terreni sconnessi come la Roubaix
La più confortevole
Oltre alla R5 e alla S5, il Team Jumbo Visma può contare anche sulla Caledonia-5. E’ la bicicletta votata ai terreni più sconnessi. come il pavé. Questo modello è stato sviluppato insieme ai professionisti proprio per fornire una bicicletta dall’ottima guidabilità e maggiormente confortevole.
Le geometrie sono più… rilassate e il passaggio gomme permette di montare coperture fino a 34 millimetri di larghezza. Manubrio e attacco sono di FSA e le ruote di Shimano.
La P5 è un vero bolide per le cronometroLa Cervélo P5 è un vero bolide per le cronometro
Carbonio speciale
La P5 è l’arma di Roglic e Van Aert nelle cronometro. Su questa bicicletta tutto è stato pensato con l’unico scopo di massimizzare la velocità. I test in galleria del vento sono stati fatti per simulare le condizioni reali.
Un occhio è stato dedicato anche al peso, con l’utilizzo di uno speciale tipo di fibra carbonio. Il manubrio da cronometro è realizzato sempre da Cervélo. Le ruote sono Shimano.
Il manubrio con l’attacco a forma di V di CervéloIl manubrio con l’attacco a forma di V di Cervélo, un vero capolavoro di aerodinamica
La scheda tecnica
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Ruote
Shimano Dura Ace
Pneumatici
Vittoria
Manubrio
Cervélo e FSA
Sella
Fizik
Reggisella
Cervélo
Pedali
Shimano Dura Ace
Un tocco di Italia
Il gruppo è lo Shimano Dura Ace Di2, cme del marchio giapponese sono i pedali Dura Ace. Le selle sono le italiane Fizik, i portaborraccia e le borraccie sono di Tacx. Infine vengono dall’Italia anche gli pneumatici:i Vittoria Corsa in graphene.
Roglic al via della Vuelta (parte alle 20,47) su una Cervélo P5 d'oro in onore della vittoria olimpica. Come Excalibur, la spada nella roccia, per re Primoz