Mancano poche ore alla partenza della 116ª Milano-Sanremo, che da tre anni ha cambiato diverse volte la sede di partenza allontanandosi sempre più dal Castello Sforzesco. Dallo scorso anno il gruppo quindi parte da Pavia per andare sempre alla volta di Sanremo. E’ cambiata anche la distanza, ora di 289 chilometri, che fino a due anni fa era di 294.
Gorka Prieto è il nutrizionista del UAE Team Emirates-XRG (foto Instagram)Gorka Prieto è il nutrizionista del UAE Team Emirates-XRG (foto Instagram)
Una distanza che costringe il gruppo a partire presto, la gara degli uomini inizierà alle ore 10,15. In una corsa così particolare la strategia alimentare può fare la differenza, così siamo andati a bussare da uno dei team favoriti: il UAE Team Emirates-XRG di Tadej Pogacar (foto Instagram in apertura). Quali saranno le attenzioni del campione del mondo? Ci risponde Pietro Gorka, nutrizionista del team.
«Partiamo dalla colazione – racconta – i nostri ragazzi la fanno sempre tre ore e mezza prima della partenza. Mentre un’ora prima del via fanno un piccolo snack per immagazzinare le ultime energie. Se si parte troppo presto, però, la colazione slitta in avanti di un’ora. Per la Sanremo i ragazzi si siederanno a tavola tra le 7 e le 7,30».
I corridori della UAE possono contare sull’apporto dei prodotti Enervit (foto Fizza)Li consumano insieme alle rice cake per un apporto tra i 100 e i 130 grammi di carboidrati l’ora (foto Fizza)I corridori della UAE possono contare sull’apporto dei prodotti Enervit (foto Fizza)Li consumano insieme alle rice cake per un apporto tra i 100 e i 130 grammi di carboidrati l’ora (foto Fizza)
Si sveglieranno quindi molto presto?
Esatto, questo è il problema di quando ci sono delle gare lunghe (e quando l’hotel, come in questo caso, è distante dal via: la UAE Emirates ha dormito ad Assago, 36 chilometri da Pavia, ndr). E’ successo di recente anche alla Tirreno-Adriatico nella frazione di Colfiorito che misurava 239 chilometri. Noi abbiamo un menù che viene mandato al cuoco e lui prepara tutto con pesi e porzioni calibrate. Ogni corridore ha la sua quantità di cibo che deve mangiare in base al suo ruolo, al peso e tanti altri fattori.
Cosa troverà in tavola Pogacar?
Diversi tipi di pancake, waffles, porridge di avena, porridge di riso e tante tipologie di pane. Poi quello che i ragazzi avranno in tavola cambia a seconda di quello che comunico al cuoco, sabato si troveranno: waffles, pane con uvetta e porridge.
Nella colazione di Pogacar non può mancare l’omelette, ottima fonte di proteine e grassiNella colazione di Pogacar non può mancare l’omelette, ottima fonte di proteine e grassi
Siccome tutto sarà calibrato che porzioni avranno?
Tadej (Pogacar, ndr) avrà 230 grammi di carboidrati e 30 o 35 grammi di proteine e altrettanti di grassi. Poi un’ora prima del via facciamo il solito spuntino che prevede altri 40 grammi di carboidrati. Di solito questo consiste in una torta di riso al gusto marshmallow.
Porridge di riso o avena?
Di riso, perché avendo meno ore dalla colazione alla partenza riesce ad avere la stessa quantità di carboidrati con una porzione ridotta.
Durante le fase iniziali da Pavia è facile andare all’ammiraglia a prendere i rifornimentiDurante la corsa Pogacar consumerà un litro di liquidi all’ora tra borraccia d’acqua e di carboidratiDurante le fase iniziali da Pavia è facile andare all’ammiraglia a prendere i rifornimentiDurante la corsa Pogacar consumerà un litro di liquidi all’ora tra borraccia d’acqua e di carboidrati
In una gara così lunga ma senza ostacoli nella parte iniziale l’alimentazione in gara cambia?
Non troppo, la quantità di carboidrati che vanno ad assumere è sempre tra i 100 e i 130 grammi l’ora. Nelle prime ore si riescono a ingerire alimenti solidi come rice cake e barrette che ci fornisce Enervit e una borraccia con dentro 60 grammi di carboidrati, così si arriva all’apporto desiderato. Considerando che la partenza è più tranquilla perché non si va forte per tutto il giorno c’è più tempo per caricare le tasche con tutto il cibo che serve. In una gara del genere poi è facile per i corridori venire all’ammiraglia e prendere un rifornimento.
PAVIA – Il nuovo regolamento UCI riferito ai rifornimenti sta creando più di un imbarazzo e decisamente tanti malumori. La nuova regola prevede che non siano più le squadre a individuare il luogo in cui distribuire sacchetti e borracce nella porzione di strada prevista, ma si debba sostare in punti ben precisi stabiliti dagli organizzatori su richiesta dell’UCI.
Alla Tirreno-Adriatico un rifornimento in discesa ha fatto tremare i polsi ai direttori sulle ammiraglie e reso rischiosa la fase che si è cercato per anni di rendere meno pericolosa. Con questa norma, che si dice voluta dalle squadre francesi e dalle professional, la sensazione è che si sia tornati indietro. Il perché è presto detto e punterebbe a ridurre teoricamente i vantaggi derivanti dalla superiorità di alcuni budget. Se i punti di rifornimento sono fissi per tutti, chi dispone di più furgoni, più ammiraglie e più personale non potrà trarne vantaggi. Si parcheggia dove viene indicato e non sono ammesse eccezioni.
I punti vengono individuati dagli ispettori di percorso della società che organizza la gara, in base al chilometraggio indicato. Si tratta di trovare un tratto di strada in cui far parcheggiare 25 mezzi – ammiraglie o furgoni – in cui non ci siano auto in sosta o assembramenti di tifosi. RCS Sport di solito considera un tratto di un chilometro in cui far convivere il rifornimento e l’area verde in cui lasciare i rifiuti.
Yankee Germano spiega il punto di vista dei massaggiatori, non del tutto negativoYankee Germano spiega il punto di vista dei massaggiatori, non del tutto negativo
Davvero tutto sbagliato?
La regola non convince nessuno. Alla Tirreno-Adriatico ne avevamo parlato con Yankee Germano, massaggiatore della Soudal-Quick Step.
«Da quest’anno – ci ha spiegato – non è più come in passato, quando i direttori sportivi nelle loro riunioni decidevano i punti in cui andare a fare il rifornimento e quindi trovavi ammiraglie sparse da tutte le parti lungo il percorso. Da quest’anno l’UCI ha messo dei punti ben precisi dove tutte le squadre sono costrette a raggrupparsi. In sostanza non è cambiato moltissimo, perché i punti sono sempre numerosi. Noi massaggiatori forse rischiamo di meno, perché non c’è più la corsa ad accaparrarsi il posto migliore».
La scena non cambia, cambiano i posti in cui i massaggiatori possono fermarsi: ora sono impostiLa scena non cambia, cambiano i posti in cui i massaggiatori possono fermarsi: ora sono imposti
Meno rischi: sarà vero?
Il punto di vista del massaggiatore veneto va contro gli umori appena raccolti nella riunione dei direttori sportivi. Alcuni tecnici sostengono che avendo una porzione così limitata di strada, la gara fra equipaggi per accaparrarsi lo spicchio migliore sia ancora più sfrenata. E’ chiaro che chi guida le squadre spinga sempre al massimo, mentre chi esegue gli ordini vi si attiene, facendo buon viso a cattivo gioco.
«La rincorsa al posto migliore – prosegue Germano – era peggio prima. Ogni 20 chilometri c’era una macchina, quindi a volte dovevi prendere qualche rischio per arrivare in tempo. I corridori aumentano le medie e quindi non è sempre facile raggiungere il posto prima di loro. Perché una volta arrivati, devi anche condividere la posizione sui dispositivi che abbiamo con noi, così il direttore sportivo vede dove siamo e lo comunica ai corridori. Diciamo che erano fasi un po’ concitate».
Il tema del rifornimento del km 192 della Sanremo è stato affrontato nella riunione dei tecniciIl tema del rifornimento del km 192 della Sanremo è stato affrontato nella riunione dei tecnici
La scelta dei luoghi
Il ragionamento regge, ma si infrange su alcune scelte di percorso. Gli organizzatori farebbero volentieri a meno di decidere anche i punti in cui far fermare le squadre per il rifornimento, ma trattandosi di una norma UCI, non hanno alternative. Di solito prediligono i punti dotati di parcheggio, per non creare disagio nei luoghi attraversati. Un conto è avere 25 auto sparpagliate lungo il percorso, ben altra cosa è averle tutte insieme nello stesso tratto di strada.
Nella riunione dei direttori sportivi che si è tenuta alle 16 alla Camera di Commercio di Pavia, il Presidente di Giuria ha snocciolato le regole per la gara di domani. «Il rifornimento va svolto nei punti prestabiliti – ha detto Gabriel Berthelot – e non è possibile rifornire con sacchetti e borracce al di fuori di questi. E per favore ricordate ai vostri corridori di rispettare anche la litter zone, cioè l’area in cui buttare i rifiuti».
Kim Andersen, in una foto del 2022, ha sollevato il problema di un rifornimento al Km 192 della SanremoKim Andersen, in una foto del 2022, ha sollevato il problema di un rifornimento al Km 192 della Sanremo
Il rifornimento al chilometro 192
A quel punto, vista la richiesta eventuale di domande, dalla platea è arrivata la domanda di Kim Andersen, direttore sportivo della Lidl-Trek, seduto in prima fila con Adriano Baffi. «Il rifornimento al chilometro 192 è in discesa – ha detto – mentre un chilometro prima si sale. A farlo in discesa si rischia di provocare cadute, non si potrebbe anticiparlo di un chilometro?».
La risposta è arrivata da Stefano Allocchio, direttore di corsa: «Lo abbiamo messo in un tratto lungo di pianura in fondo alla discesa – ha detto – dove c’è posto anche per le auto, che nella salita non ci sarebbe. Detto fra noi, sono convinto che fosse meglio l’anno scorso, ma è una decisione Uci e non possiamo farci molto. Stiamo trattando con le varie autorità perché l’anno prossimo predispongano il divieto di sosta in quei punti, però è una concessione che in Italia non è tanto facile da ottenere».
Stefano Allocchio ha spiegato i criteri con cui vengono individuati i rifornimentiStefano Allocchio ha spiegato i criteri con cui vengono individuati i rifornimenti
Trovata la soluzione
La risposta però non ha convinto i tecnici della Lidl-Trek, che per bocca di Adriano Baffi sono tornati a incalzare il Presidente della Giuria. «E’ possibile – ha chiesto l’ex atleta cremasco – parcheggiare sotto, nell’area prestabilita, e mandare i massaggiatori a piedi nel tratto di salita, per fare lì il rifornimento?».
Berthelot ha ascoltato e non si è impuntato più di tanto, avendo intuito che certe decisioni non si possono prendere a spese delle squadre, senza ascoltare le loro istanze. A maggior ragione in questa fase di sperimentazione. «Solo per questo punto – ha detto – ammettiamo la possibilità di fare rifornimento nei 2 chilometri precedenti e nei 2 successivi. A patto però che il personale si muova a piedi e parcheggi nell’area indicata. So che per i team è molto difficile quest’anno, ma parlando è possibile trovare la soluzione».
Tour de France 2024, i punti dei rifornimenti erano stabiliti dai team, in punti comodi e poco rischiosiTour de France 2024, i punti dei rifornimenti erano stabiliti dai team, in punti comodi e poco rischiosi
La riunione per il Giro d’Italia
Il rifornimento del chilometro 192 è il quinto nella Milano-Sanremo che partirà domattina alle 10,15 da Pavia. Si trova tra Vado Ligure e Spotorno, 2 chilometri prima dell’ingresso in paese. Gli altri rifornimenti si incontrano ai chilometri 38-123-164-227-266. L’ultima litter zone, cioè il punto in cui gettare i rifiuti, si incontra invece all’imbocco del Poggio.
La collaborazione fra Giuria, Direzione Corsa e gruppi sportivi ha portato a gestire e risolvere una criticità. Nella riunione che si è svolta ieri sera fra team e RCS Sport parlando del Giro d’Italia, il tema dei rifornimenti è stato affrontato con dovizia di particolari. Chissà che l’UCI non decida di ascoltare coloro che governa. La sensazione è che a volte questi organismi prendano una direzione senza la voglia di condividerne i dettagli. Allo stesso modo in cui la FCI tempo fa aveva stabilito il tesseramento obbligatorio per i giornalisti. A volte basterebbe semplicemente mettere su un tavolo comune l’esigenza da gestire e cercare insieme la soluzione migliore.
Alla vigilia della Sanremo, abbiamo approfittato di Guarnieri per parlare della Orbea delle Lotto-Dstny. Rigida, veloce, all rounder: va bene dappertutto
PORTO POTENZA PICENA – Per un po’ si è temuto che la caduta nella tappa finale della Tirreno-Adriatico avrebbe impedito a Stuyven di correre la Sanremo. In realtà il recupero del belga è stato così repentino, da spazzare via ogni dubbio. Il giorno stesso è salito sul volo che lo avrebbe riportato a casa, ha tirato il fiato l’indomani e poi ha ripreso con la solita routine.
Nella Lidl-Trek della coppia Pedersen-Milan, due campioni certo da considerare fra i principali favoriti, l’unico ad aver vinto la Sanremo è proprio lui: Jasper Stuyven, 32 anni di Leuven, 1,87 per 78 chili. Vinse nel 2021 con un colpo di mano geniale alla fine della discesa del Poggio che gli permise di anticipare di pochissimo i velocisti. Il fatto che pochi lo tirino in ballo non sembra innervosirlo più di tanto, perché forse gli lascia lo spazio di manovra per un altro colpo a sorpresa. Con grande onestà, si professa aiutante, ma il verbo rinunciare non gli appartiene, come ci ha spiegato al via dell’ultima tappa della Corsa dei Due Mari.
Il 20 marzo del 2021, Jasper Stuyven conquista la Sanremo a 29 anniIl 20 marzo del 2021, Jasper Stuyven conquista la Sanremo a 29 anni
Alla Tirreno hai lavorato per le due vittorie di Milan e nel giorno di salita sei andato anche in fuga. Voglia di uscire dai meccanismi del gruppo?
Si prova. Vai a tutta in partenza e una volta che hai il distacco giusto, il gruppo rallenta. A quel punto, ti limiti a gestire il margine e naturalmente alla fine cerchi di accelerare, ma è sempre il gruppo a decidere se ce la farai o no. Sono azioni che si fanno per evadere e per fare il lavoro che manca per arrivare alla condizione, anche se per quello non credo sia necessario andare in fuga. Penso comunque che la settimana della Tirreno sia stata abbastanza utile per migliorare.
Quando nel 2021 hai vinto la Sanremo, hai corso la Parigi-Nizza. C’è qualche differenza tra le due gare come avvicinamento alla corsa di domani?
La Tirreno ha tappe più lunghe, mentre la Parigi Nizza può essere molto intensa con le sue pendenze sin dai primi giorni. Ma ad essere onesti, dato che finiscono lo stesso giorno, penso che siano più o meno uguali. Naturalmente quest’anno si potrebbe dire che forse la Tirreno sia stata migliore a causa del tempo, che alla Parigi-Nizza è stato molto peggiore. Ma è difficile saperlo prima, per cui sono corse abbastanza simili.
Ultima tappa della Tirreno: Milan ha vinto, Stuyven è caduto. Jonathan si sincera delle sue condizioniUltima tappa della Tirreno: Milan ha vinto, Stuyven è caduto. Jonathan si sincera delle sue condizioni
Milan non finisce mai di ringraziarti per il lavoro in preparazione dei suoi sprint, un ruolo che svolgi anche per Pedersen. Ci sono grandi differenze fra i due?
Sono velocisti un po’ diversi e credo che Jonathan al momento sia forse il più veloce al mondo. Entrambi hanno le loro qualità e il loro approccio al finale, mentre io mi adatto a dove mi trovo. Ne parliamo nei ritiri, sappiamo come dobbiamo muoverci.
Nella tua squadra sei il solo ad aver vinto la Milano-Sanremo. Ti capita di dare consigli a loro due oppure sotto sotto pensi che potresti farlo ancora?
Penso che siano abbastanza forti da vincere da soli (ride, ndr), ma ovviamente anche io ho la speranza e l’intenzione di vincere ancora. La Sanremo è una corsa strana, ormai dicono tutti questo. Quando vinsi, me ne andai alla fine della discesa del Poggio e riuscii ad anticipare Alaphilippe, Van Aert e Van der Poel. Ora bisogna fare i conti con Pogacar, che ama le mosse a sorpresa.
Sanremo 2021, Stuyven plana sull’Aurelia. Si volta e capisce che dietro il primo che si muove è spacciatoSanremo 2021, Stuyven plana sull’Aurelia. Si volta e capisce che dietro il primo che si muove è spacciato
Niente volata?
Di fatto, negli ultimi anni, la sola volta che è finita in volata è stata quella scorsa, con la vittoria di Philipsen. Nei due anni precedenti sono arrivati da soli Mathieu (Van der Poel, ndr) e Mohoric. Nel 2021 toccò a me e l’anno prima Van Aert e Alaphilippe anticiparono i velocisti di un soffio.
Quindi concludendo?
Penso sia difficile che si finisca nuovamente con uno sprint numeroso. Semmai ci sarà un gruppetto, ma soprattutto, mai come quest’anno, ci saranno tante variabili.
Milan è stato il dominatore delle volate di inizio stagione e con coraggio guarda alla Sanremo, Philipsen e la sorpresa Brennan dietro: parola a Minali
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«Vengo per vincere e spero di fare un gran casino». Con questa frase Claudio Chiappucci si approcciava alla Milano-Sanremo del 1991, vinta poi in solitaria sul traguardo di Via Roma. L’azione decisiva da parte del “Diablo” arrivò sul Passo del Turchino quando, sfruttando un meteo particolarmente avverso, fece sgretolare il gruppo in discesa. Da lì in poi la corsa prese forma sotto i colpi di Chiappucci. Il corridore di Uboldo, in provincia di Varese, aveva da poco compiuto 28 anni ed era sulla porta dell’esplosione ai massimi livelli, dopo essere stato secondo nel Tour de France dell’anno precedente.
«La mia dichiarazione – ci dice Chiappucci appena lo raggiungiamo al telefono – non era buttata lì a caso. Arrivavo da un periodo di ottima forma, confermato dalla Setmana Catalana dove vinsi due tappe. Non ero andato a correre alla Tirreno e alla Parigi-Nizza perché il tempo era troppo incerto. Mi sentivo bene, nonostante la Sanremo fosse una corsa difficile per un corridore dalle mie caratteristiche. Un percorso che non dà troppi spunti per attaccare e nemmeno tante chance, a volte se ne ha solo una».
Nell’edizione del 1991 quando la corsa arrivò sull’Aurelia il copione era già scrittoNell’edizione del 1991 quando la corsa arrivò sull’Aurelia il copione era già scritto
Da lontano
L’impresa di Chiappucci ci è sembrata molto attuale, nonostante poi di anni ne siano passati 34 da quel 23 marzo 1991. Lo scalatore lombardo vinse con un’azione coraggiosa a oltre 100 chilometri dall’arrivo. Una situazione che trova terreno fertile anche nelle dinamiche attuali, con uno scalatore del calibro di Pogacar che negli anni ha provato a sorprendere corridori dalle caratteristiche diverse.
«Ricordo – continua Chiappucci – che la mia voglia di vincere era legata al fatto di voler ribaltare i pronostici che non mi vedevano tra i favoriti. Anche io, come Pogacar sabato, avevo attorno avversari agguerriti e con caratteristiche da veri uomini da Classiche. La difficoltà per un corridore come me era doppia, non dovevo sbagliare l’attimo e allo stesso tempo trovare quello giusto. La stessa cosa deve fare Pogacar e nelle ultime due edizioni abbiamo visto come abbia cambiato strategia. Il primo anno aveva attaccato in cima al Poggio. Nella passata edizione aveva iniziato a far lavorare la squadra fin dalla Cipressa».
Il meteo avverso potrebbe essere l’alleato speciale di Pogacar per rendere la corsa ancora più duraIl meteo avverso potrebbe essere l’alleato speciale di Pogacar per rendere la corsa ancora più dura
Come nel 1991 sabato sulle strade della Sanremo è previsto brutto tempo…
Per la mia vittoria fu un fattore determinante. La pioggia aveva reso insidiosa la discesa del Turchino e insieme alla mia squadra avevamo fatto una gran selezione. Il maltempo per Pogacar può essere un’arma a doppio taglio, perché anche lui non è immune dalle cadute. Lo abbiamo visto al Tour due anni fa e alla recente Strade Bianche.
Dici che può essergli rimasta in testa?
Non si sa, dipende come reagisce. A me è successo di cadere ma sono tornato più forte ancora. Per lui è un punto di domanda.
Nel 2024 il UAE Team Emirates fece la Cipressa a tutta, ma non bastò per fare la selezione volutaNel 2024 il UAE Team Emirates fece la Cipressa a tutta, ma non bastò per fare la selezione voluta
La vittoria alla Strade Bianche, nonostante la caduta, è stato un messaggio chiaro per gli avversari…
Ha fatto vedere che è il più forte, perché una vittoria di quel tipo lascia un solo messaggio agli altri. Ovvero che non ce n’è per nessuno. Già spesso succede che quando attacca gli altri non lo seguono, se poi ci mettiamo la netta superiorità mostrata anche alle Strade Bianche. Non so a voi ma quando lui attacca sembra che in gruppo si pensi alle posizioni di rincalzo.
Al mondiale era andata così, un attacco a 100 chilometri dall’arrivo e non si è più visto.
In pochi hanno reagito. Pogacar ha una progressione impressionante e quando gli altri naturalmente calano lui mantiene watt altissimi. Riallacciandomi al discorso di prima, questa potrebbe essere una soluzione tattica a suo favore.
Negli anni Pogacar ha visto che attaccare in cima al Poggio non basta, se lo facesse fin dai primi metri?Negli anni Pogacar ha visto che attaccare in cima al Poggio non basta, se lo facesse fin dai primi metri?
Spiegaci…
Pogacar ha capito che attaccare in cima al Poggio non gli permette di fare troppa differenza, in gruppo ci sono corridori potenti che possono seguirlo sullo scatto secco (come Van Der Poel, ndr). Altri, invece, possono rientrare in discesa. Ma se Pogacar partisse ai piedi del Poggio in quanti avrebbero la capacità di stargli a ruota? A giudicare dal mondiale e dalla Strade Bianche direi nessuno. In questo caso la discesa del Poggio non basterebbe per rientrare.
Senza contare che la squadra è davvero forte.
La strategia di fare la Cipressa a velocità sostenuta non deve cambiare. Quando i suoi compagni di squadra tirano fanno la differenza e questo gli permetterebbe di isolare tanti avversari. Poi Pogacar è uno che corre d’istinto, quindi sa decidere cosa fare a gara in corso. Se gli altri rimangono soli lui avrebbe campo libero e in quel caso diventerebbe difficile fermarlo.
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Se c’è una gara nel calendario ciclistico internazionale che più di altre risponde all’aggettivo imprevedibile, questa è sicuramente la Milano-Sanremo. Che è esattamente il segreto del suo fascino. Considerata a lungo come la Monumento dei velocisti, in realtà la Classicissima ha visto alzare le braccia sul traguardo di via Roma ogni tipo di corridori. Velocisti puri, velocisti resistenti, passisti veloci, cronomen, vincitori di corse a tappe, scalatori, discesisti.
Ad ognuna di queste tipologie corrisponde un diverso scenario di corsa, con gli scalatori che cercano di staccare i velocisti sulla Cipressa e il Poggio, i velocisti che fanno di tutto perché ciò non accada, i finisseur che provano a cogliere l’attimo, eccetera. Per provare ad immaginare alcuni dei possibili scenari della Sanremo 2025, abbiamo parlato con Alessandro Petacchi, che questa corsa l’ha vinta giusto vent’anni fa, nel 2005.
Alessandro Petacchi ha vinto la Sanremo nel 2025, ora è un apprezzato opinionista per la Rai Alessandro Petacchi ha vinto la Sanremo nel 2025, ora è un apprezzato opinionista per la Rai
Petacchi, fare previsioni per la Classicissima è sempre difficilissimo. Da dove possiamo cominciare?
Dal meteo. Al momento sabato pare possa piovere, anche se nel pomeriggio dovrebbe migliorare. Ma se dovesse esserci corsa bagnata nei chilometri decisivi, è chiaro che questo potrebbe scombinare tutto. Meteo a parte, credo sia chiaro che Pogacar farà il diavolo a quattro per provare a vincere, schiererà la squadra a fare forte la Cipressa per mettere in difficoltà i velocisti.
Restiamo un attimo sul campione del mondo, da molti indicato come il favorito. Cosa dovrebbe fare di meglio rispetto all’anno scorso?
Più uomini avrà sul Poggio, meglio sarà per lui, perché se sei davanti e coperto fai molta meno fatica, non prendi la frustata nei tornanti che a quelle velocità si sente e come. Secondo me, se avesse due uomini a tenere un ritmo alto sarà tutto più facile, quando attaccherà farà più male perché saranno tutti già al limite.
Pedersen ha vinto la sesta tappa della Parigi-Nizza, e ha fatto vedere una gran gamba anche in salitaPedersen ha vinto la sesta tappa della Parigi-Nizza, e ha fatto vedere una gran gamba anche in salita
Quindi non vedi come possibile scenario un suo attacco sulla Cipressa?
La vedo dura, perché poi sarebbe da solo e ci sono da fare 10 chilometri di Aurelia con il gruppo dietro che tira alla morte. Magari potrebbe anche provarci, ma poi non potrebbe più essere fresco per il Poggio.
Però al mondiale l’attacco che sembrava azzardato gli è andato bene…
Non è la stessa cosa, il percorso è molto diverso, il mondiale era sicuramente più impegnativo e quindi di poteva fare la differenza. Nella Classicissima si scollina la Cipressa in 70 con i capitani che hanno ancora i compagni di squadra, se anche dovesse guadagnare 20 secondi non credo basterebbero. In quel caso Van Der Poel e Ganna dovrebbero aspettare e far lavorare le squadre. Certo, se poi dovessero seguirlo in 4-5 cambia tutto, ma sarebbe uno scenario davvero inedito per la Milano-Sanremo.
Alla Tirreno Van der Poel non ha colto la vittoria, ma ha affinato la preparazione per il primo grande appuntamento della stagioneAlla Tirreno Van der Poel non ha colto la vittoria, ma ha affinato la preparazione per il primo grande appuntamento della stagione
Oltre a Pogacar chi metti tra i favoriti?
Gli unici che possono rimanere con lui sul Poggio potrebbero essere Van Der Poel e Ganna, per quello che ha dimostrato nelle ultime gare. Vedo bene anche Pidcock, che potrebbe sfruttare l’ultima discesa per attaccare, ma anche in quel caso non credo che Van Der Poel si farà staccare facilmente. Ganna inveceforsepotrebbe avere più difficoltà in discesa.
Van Der Poel ha anche un compagno di squadra che è il campione in carica
Infatti tutto dipenderà da quello, se Philipsen al termine del Poggio sarà vicino ai migliori. In quel caso come lo scorso anno Van Der Poel probabilmente lavorerà per lui. Un altro che vedo bene è Matthews che è sempre andato bene qui ed è salito più volte sul podio.
Jonathan Milan ha vinto l’ultima volata della Tirreno-Adriatico, riuscirà a giocarsi lo sprint anche nella Classicissima di Primavera?Milan ha vinto l’ultima volata della Tirreno, riuscirà a giocarsi lo sprint anche nella Classicissima di Primavera?
Anche la coppia Lidl-Trek sembra piuttosto agguerrita
Sia Pedersen che Milan hanno fatto vedere ottime cose nelle ultime settimane, sicuramente stanno bene. Milan ha vinto alla grande alla Tirreno-Adriatico, anche se lo sprint di San Benedetto del Tronto non ha niente a che fare con quello in via Roma. Credo che partiranno tutti e due come leader, non credo potranno seguire gli attacchi, dovranno fare più una gara di attesa. Se allo scollinamento hai 7-8 secondi di svantaggio, devi avere qualcuno che ti aiuti e in quel caso loro dovranno aiutarsi. Anche se partiranno alla pari secondo me devono decidere alla riunione come muoversi. Pedersen dà sempre garanzie in questo tipo di gare, Milan invece è all’inizio, deve ancora capire, e se arriverà con i migliori in via Roma capiremo anche noi se se la può giocare.
Passiamo a Ganna. Dopo le buone prove delle ultime due edizioni può essere l’anno buono?
Sicuramente ha fatto vedere di essere in un periodo di grazia. Se arriva con un gruppetto senza un corridore velocissimo se la può giocare, anche contro Van Der Poel, perché dopo quasi 300 chilometri ogni volata è qualcosa a sé. Per esempio io nel 2004 sono arrivato alla Sanremo che non avevo perso neanche un sprint, ma quello non l’ho vinto perché alla fine non avevo più le gambe. L’anno dopo invece, che ero partito più in sordina, ho vinto. Perché ero più fresco, avevo patito meno sulla Cipressa e sul Poggio. Tornando a Ganna, lui ovviamente può anche giocarsi la sparata negli ultimi 2 chilometri.
Ganna, che ha dimostrato una grande forma in questo inizio di stagione, è tra i favoriti per la ClassicissimaGanna, che ha dimostrato una grande forma in questo inizio di stagione, è tra i favoriti per la Classicissima
Un altro scenario che renderebbe il finale molto emozionante
Perché a quel punto si aprirebbero i giochi tattici, dal momento che chi va a chiudere su una attacco di Ganna sa già di aver perso, a meno di non farlo proprio immediatamente. Per andare a prenderlo devi fare un fuori giri che poi paghi, anche se ti chiami Van Der Poel. Questo se a quel punto sono rimasti solo i capitani, se invece sono in più di uno di squadra cambia, anche perché un attacco di Ganna se lo aspettano. Ganna dovrà essere bravo a vedere la posizione e la faccia degli avversari in fondo al Poggio e cogliere l’attimo, alla fine in quei momenti è una questione di istinto. Dipenderà molto da come sta Van Der Poel, credo sarà lui ad essere determinante, l’anno scorso senza il suo lavoro probabilmente avrebbe vinto Pidcock.
Vedi altri possibili favoriti?
Sulla carta c’è Stuyven che lì ha già vinto, ma quella volta non aveva compagni. Mohoric ha vinto attaccando in discesa e potrebbe riprovarci, come in effetti ha fatto anche l’anno scorso. Poi non vedo altri corridori che possano fare differenza o scollinare il Poggio assieme ai migliori, con il ritmo che farà la UAE. Jorgenson sta andando forte ma non è il percorso per lui, Kooij ultimamente l’ho visto in difficoltà in salita.
Philipsen sul gradino più alto della Kuurne-Bruxelles-Kuurne 2025. Ma dopo la caduta alla Nokere Koerse di pochi giorni fa la sua condizione è un’incognita Philipsen sul gradino più alto della Kuurne-Bruxelles-Kuurne 2025. Ma dopo la caduta alla Nokere Koerse di pochi giorni fa la sua condizione è un’incognita
Quindi non credi che altre squadre possano prendere in mano la corsa sulla Cipressa e sul Poggio?
Credo che sarà solo la UAE a farle a tutta. Anche perché sarebbe una follia cercare di staccare Pogacar in salita, agli altri conviene aspettare e provare a rispondere. Non a caso Van der Poel è l’unico che è riuscito ad attaccarlo due anni fa, ma voleva dire che andava il doppio degli altri.
Bene, siamo alla fine. Dopo tutte questi possibili scenari, chi vince la Milano-Sanremo 2025?
Tadej se la meriterebbe per quello che cerca di fare da anni. Ma anche Van Der Poel è in gran forma. Ganna è un po’ più un’incognita, ma di certo sarà tra i protagonisti.
zondacrypto, uno dei principali exchange di criptovalute in Europa (scritto volutamente con la lettera minuscola), rafforza la propria presenza nel mondo del ciclismo diventando sponsor ufficiale delle Strade Bianche e della Milano-Sanremo, sia per le gare maschili che femminili. Questa partnership sottolinea l’impegno costante dell’azienda nel supportare atleti professionisti e amatoriali, promuovendo al contempo l’innovazione nel settore sportivo.
«La nostra missione – ha dichiarato Przemysław Kral, CEO di zondacrypto – è quella di supportare la crescita e il riconoscimento degli atleti europei e internazionali. Collaborare con eventi iconici come le Strade Bianche e la Milano-Sanremo ci permette di avvicinare il mondo delle risorse digitali allo sport, un settore con un enorme potenziale di innovazione e nuove esperienze per i tifosi. Siamo onorati di contribuire alla tradizione del ciclismo europeo».
«Siamo entusiasti di accogliere zondacrypto – ha ribattuto Paolo Bellino, CEO di RCS Sport & Events – collaborare con un’azienda lungimirante e dinamica come zondacrypto si allinea perfettamente alla nostra visione di integrazione delle nuove tecnologie per migliorare l’esperienza degli appassionati».
zondacryto è diventato sponsor della Strade Bianche 2025 e della relativa GranfondoEcco la partenza della Gran Fondo da Piazza del Campo a Sienazondacryto è diventato sponsor della Strade Bianche 2025 e della relativa Granfondo
L’impegno nello sport
La sponsorizzazione delle due classiche italiane si aggiunge a una serie di iniziative che zondacrypto ha già intrapreso nel mondo dello sport. L’azienda è infatti partner di prestigiosi club di calcio italiani, tra cui Juventus, Bologna, Atalanta e Parma, ed è attivamente coinvolta nel ciclismo supportando eventi di primo piano come il Giro d’Italia e il Tour de Pologne. Inoltre, il crypto exchange sostiene il Giro d’Italia femminile e la tennista Magdalena Fręch, dimostrando un forte impegno nella promozione dello sport femminile. Recentemente, zondacrypto ha annunciato una sponsorizzazione triennale del team femminile CANYON//SRAM zondacrypto, una delle squadre più importanti del ciclismo mondiale. Questa iniziativa conferma il sostegno dell’azienda agli atleti, favorendo la loro crescita e contribuendo allo sviluppo dello sport a livello internazionale.
Przemyslaw Kral, CEO zondacryptoPrzemyslaw Kral, CEO zondacrypto
Un’ampia gamma di asset digitali
Fondata nel 2014, zondacrypto è un exchange di criptovalute regolamentato e ormai consolidato nel panorama europeo. Nel corso degli anni, l’azienda ha ottenuto importanti licenze operative e registrazioni VASP in diversi Paesi, tra cui Italia, Svizzera, Cipro, Polonia, Estonia, Slovacchia e Canada, garantendo la piena conformità alle normative finanziarie internazionali. In particolare, zondacrypto si attiene al regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), che disciplina il settore degli asset digitali in Europa, e alle stringenti direttive AML (Anti-Money Laundering) dell’Estonia, volte a prevenire il riciclaggio di denaro e altre attività illecite nel mondo crypto.
L’obiettivo di zondacrypto è rendere il mercato delle criptovalute più accessibile sia ai singoli investitori che alle imprese, offrendo una piattaforma intuitiva e sicura per l’acquisto, la vendita e la gestione di asset digitali. Oltre a un’ampia gamma di criptovalute, valute fiat e stablecoin, l’ecosistema di servizi include strumenti avanzati come zondacrypto Pay, un gateway di pagamento dedicato alle transazioni in crypto, e ZND, una piattaforma innovativa per la gestione patrimoniale. Per supportare la formazione e l’educazione finanziaria, l’azienda ha creato l’Accademia zondacrypto, che fornisce risorse e corsi per comprendere al meglio il mondo degli asset digitali.
Grazie a soluzioni tecnologiche all’avanguardia e a un impegno costante nella sicurezza, zondacrypto continua a distinguersi come un punto di riferimento nel settore, contribuendo alla crescita del mondo delle criptovalute, dello sport e dell’economia digitale.
Letizia Paternoster si lega ancora di più alla preparazione di Marco Pinotti e punta sulle classiche. La squadra la sostiene e lei già fiuta la Sanremo
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Dopo lo spettacolo offerto dalla Strade Bianche e dal duello tra Tadej Pogacar e Thomas Pidcock è arrivato il momento di togliere il velo alla stagione delle Classiche. Se la gara tra gli sterrati delle Crete Senesi ha lasciato poco spazio agli sfidanti del campione del mondo in carica questo non accadrà di certo nei prossimi appuntamenti. I percorsi e il parterre ricco, cosa che è un po’ mancata alla Strade Bianche, metteranno davanti a Pogacar molti più rivali di spessore. Si partirà con la Milano-Sanremo, i cui ultimi preparativi arrivano proprio in questi giorni vista la concomitanza della Tirreno-Adriatico e della Parigi-Nizza.
I riflettori, per quanto riguarda la Corsa dei Due Mari, sono puntati su Jonathan Milan. E’ sulle sue qualità, e su quelle di Filippo Ganna, che si concentra la curiosità degli addetti ai lavori. I due giganti azzurri hanno già lanciato i primi segnali, ieri Ganna ha demolito la concorrenza nella cronometro di Camaiore. Mentre oggi nella volata di Follonica Milan ha messo tutti in fila (foto di apertura). Per il velocista friulano inizia un periodo fondamentale della stagione, con l’avvicinamento alla Milano-Sanremo e poi la stagione delle Classiche. Partendo proprio dalla Classicissima il dubbio riguarda la capacità da parte di Milan di tenere certi ritmi su salite brevi ma esplosive come Cipressa e Poggio.
Jonathan Milan durante il riscaldamento della cronometro di Camaiore, inizia un periodo cruciale della stagioneJonathan Milan durante il riscaldamento della cronometro di Camaiore, inizia un periodo cruciale della stagione
Un mese intenso
Per capire in che modo sta lavorando l’atleta della Lidl-Trek siamo andati a chiedere direttamente e Mattias Reck, suo coach. L’anno scorso Jonathan aveva detto che il suo obiettivo era arrivare sotto la Cipressa per aiutare la squadra.
«Non alleno Milan in modo così specifico da concentrarmi sulla Milano-Sanremo – dice Reck – cerco piuttosto di costruire il suo motore e la sua resistenza in modo che sia il più preparato possibile ad affrontare le Grandi Classiche. Questo prevede ovviamente che arrivi pronto alla Sanremo, ma non è l’unico obiettivo. Il mio obiettivo è fargli avere una condizione stabile nel corso delle quattro settimane in cui sono distribuite quelle corse».
Jonathan Milan e Filippo Ganna saranno i due atleti di riferimento per il movimento italiano alla SanremoJonathan Milan e Filippo Ganna saranno i due atleti di riferimento per il movimento italiano alla Sanremo
Le conferme
I primi passi di Milan in questo 2025 hanno mostrato quanto sia migliorato e cresciuto ulteriormente. Nelle volate di inizio anno ha fatto vedere di essere uno dei migliori velocisti al mondo, quello che serve ora è il giusto avvicinamento alla stagione delle Classiche.
«La Tirreno-Adriatico – continua Mattias Reck – svolge un ruolo fondamentale in questo senso, in quanto fornisce un grosso carico di lavoro al suo corpo per fare l’ultimo passo verso la primavera. Milan ha dimostrato già l’anno scorso alla Gent-Wevelgem di avere le carte in regola per diventare un forte concorrente nelle Classiche. Anche la recente Kuurne-Brussel-Kuurne (nella quale Milan ha conquistato il sesto posto finale, ndr) ha fatto vedere cose positive. La forma è buona, stabile e in crescita, quindi siamo fiduciosi per il prossimo periodo».
Coach Reck ha detto che per Milan la maggior parte degli allenamenti prevede un’attività aerobica di baseGli sprint vanno curati ma non devono far perdere il fondo che serve per affrontare gare come la SanremoCoach Reck ha detto che per Milan la maggior parte degli allenamenti prevede un’attività aerobica di baseGli sprint vanno curati ma non devono far perdere il fondo che serve per affrontare gare come la Sanremo
Quei 28 chilometri in più…
Tornando a parlare della Milano-Sanremo ricordiamo che nella stagione passata Jonathan Milan era arrivato fino ai piedi della Cipressa, fornendo un importante supporto alla squadra e al suo compagno Mads Pedersen. La prima delle due salite finali si trova a 28 chilometri dal traguardo, riuscire ad aggiungere questa distanza sembra facile ma diventa un lavoro difficile dove ogni dettaglio conta. Serve avere una resistenza importante, senza però perdere lo spunto veloce che permetterebbe a Milan di giocarsi la volata.
«Per combinare allenamenti aerobici e anaerobici – spiega ancora coach Reck – non ci sono veri e propri segreti. Essendo Milan un corridore esplosivo mi concentro soprattutto sulla resistenza e sugli intervalli ad alta intensità, evitando di lavorare troppo nelle zone medie come Z3 e Z4. Con un velocista anaerobico forte bisogna stare attenti a non esagerare, perché può scavare molto in profondità e svuotarsi con una potenza molto elevata in un tempo molto breve. Quindi, anche se lo sprint è uno dei suoi punti di forza, non deve concentrarsi troppo. Direi che l’80-85 per cento, a volte anche il 90, del suo allenamento è costituito da resistenza aerobica di base, mentre il resto è un mix delle altre zone».
Milan dovrà provare a resistere al ritmo di Pogacar su Cipressa e PoggioPogacar sarà uno di quelli che proverà a fare corsa dura per staccare i velocistiMilan dovrà resistere il più possibile agli attacchi
L’equilibrio
Le prestazioni del velocista della Lid-Trek sono legate alla costante ricerca di equilibrio tra resistenza e forza. Un lavoro non semplice, aiutato però dalle grandi doti naturali di Milan.
«Non è un problema allenare forza e resistenza insieme – conclude – sono due cose completamente opposte e non interferiscono più di tanto. Gli sprint brevi e la resistenza si adattano bene. Jonathan (Milan, ndr) ha una combinazione unica di Vo2Max molto elevata, quindi un grande motore aerobico, ma anche una potenza anaerobica e di sprint importante. Quello che stiamo facendo ora è lavorare sulla sua resistenza ed efficienza per essere in grado di usare il suo motore e i suoi picchi ancora di più nelle lunghe gare di un giorno. Con il suo peso, che è intorno ai 90 chilogrammi, non possiamo guardare troppo a Pogacar, Van Aert o Van der Poel e quello che sono in grado di fare loro sul Poggio. Quello su cui possiamo lavorare noi è raggiungere la miglior forma possibile».
Dovunque vada, Pogacar vince. Le eccezioni rafforzano la regola. A partire da gennaio 2024, lo sloveno ha… fallito appena due volte. Alla Milano-Sanremo, chiusa al terzo posto. Poi nel Grand Prix Cycliste de Quebec, in cui è arrivato settimo. Tolta la Tre Valli Varesine annullata per avverse condizioni meteo e problemi di sicurezza, le altre le ha vinte tutte. Parliamo di Strade Bianche, Catalunya, Liegi, Giro, Tour, Montreal, mondiale, Giro dell’Emilia, Lombardia, UAE Tour e ancora la Strade Bianche. Si può capire che gli altri ne abbiano paura.
Non si vuole dire che il ciclismo nell’era Pogacar risulti monotono, ma di certo – rischiando le ire dei suoi tantissimi tifosi – sarebbe auspicabile assistere a un minimo contraddittorio, che renderebbe le sue vittorie più emozionanti e lo spettacolo meno prevedibile.
Chiappucci contro Indurain, una sfida impari che però ha dato spesso il sale a Tour e GiroChiappucci contro Indurain, una sfida impari che però ha dato spesso il sale a Tour e Giro
I dominatori del passato
L’esperienza personale e diretta di un così grande dominatore, sia pure meno vorace, risale agli anni di Indurain. Era un altro ciclismo, lo spagnolo lasciava le classiche ai corridori più adatti e vinceva in serie il Giro e il Tour. Imbattibile, inattaccabile, educato e spietato. Qualcuno ci provava in Francia, qualcuno in Italia. Bugno, Chiappucci e per un po’ anche Chioccioli andavano all’assalto, ma alla fine neanche ci provavano più, vittime della paura e stanchi d’essere piegati.
Tolta la grande impresa di Chiappucci al Sestriere nel 1992, le corse seguivano lo stesso schema di attacchi spesso spuntati sull’ultima salita. E Indurain intanto dominava e probabilmente ringraziava, fino all’arrivo di Pantani che, sconfiggendolo e piegandolo, conquistò i cuori degli sportivi che dopo un po’ si erano anche stancati di quel dominio.
L’attacco di Pidcock ha acceso la Strade Bianche e messo pressione su Pogacar, vivacizzando il finaleL’attacco di Pidcock ha acceso la Strade Bianche e messo pressione su Pogacar, vivacizzando il finale
Il coraggio di Pidcock
Alla Strade Bianche è successo qualcosa di inatteso: qualcuno ha riposto la paura e ha attaccato Pogacar. Lo ha fatto Pidcock, pur sapendo probabilmente di essere sconfitto nel momento stesso in cui ci ha provato. Eppure la sua presenza e le ammissioni successive di Pogacar hanno dimostrato che in determinate circostanze il solo modo per tenere aperta mezza porta sul risultato a sorpresa sia mettere pressione al campione.
Lo ha detto Tadej, appunto, nella conferenza stampa dopo la vittoria. Avere a ruota uno che è stato campione del mondo e olimpico di mountain bike e campione del mondo di ciclocross lo ha spinto probabilmente a osare di più in discesa, fino all’errore e la caduta. Dinamiche che fanno parte del gioco, come la sua reazione da campione assoluto che si è rialzato e ha rimesso a posto i tasselli del mosaico. Lo stesso Mauro Gianetti, il grande capo del UAE Team Emirates, si è accorto delle novità e si è complimentato con il britannico del Q36.5 Pro Cycling Team.
Van der Poel ha debuttato a Le Samyn, attaccando e poi vincendo. Poteva correre a Strade Bianche? Probabilmente sìVan der Poel ha debuttato a Le Samyn, attaccando e poi vincendo. Poteva correre a Strade Bianche? Probabilmente sì
La paura di Van der Poel
Non si tratta di fare tifo contro, ma a favore del ciclismo. Affinché la Sanremo si trasformi nella più bella corrida, la Liegi proponga il confronto di alto livello con Evenepoel e magari il Tour mostri un Vingegaard finalmente a posto.
I mancati incroci per motivi di salute sono inevitabili. I mancati incroci per opportunità o paura di rimetterci la faccia sono la piaga di questa fase. Se alle spalle di Pogacar oltre a Pidcock ci fosse stato un altro campione del mondo di ciclocross, dopo la caduta forse lo sloveno non sarebbe rientrato. E Pidock e Van der Poel, collaborando, si sarebbero giocati la corsa. VdP ha avuto paura di fare una figuraccia? E’ possibile, molto possibile. La sua squadra ha preferito risparmiarsela e risparmiargliela? E’ altrettanto possibile. Chissà che fastidio avrà già addosso l’olandese al pensiero che Pogacar possa davvero sfidarlo anche alla Roubaix dopo averne subito la lezione nell’ultimo Fiandre corso insieme.
Lo abbiamo detto in apertura: dovunque vada, Pogacar vince. Gli altri, evitandolo, gli rendono semplicemente la vita meno complicata. Gli organizzatori, disegnando corse sempre più dure remano contro la possibilità di uno spettacolo aperto. Aspettiamo dunque la Sanremo, il primo scontro senza grandi assenti, sul percorso meno scontato di tutti.
Dici Zabel e pensi alla Sanremo. Poi ci sono le sei maglie verdi consecutive del Tour e un totale di oltre 200 vittorie, ma la Sanremo resta il fiore all’occhiello (in apertura quella del 2001, su Cipollini e Vainsteins). Per quattro volte l’ha vinta e una l’ha persa, nel 2004, alzando le braccia troppo presto e spalancando la porta a Freire. Il tedesco di Unna, professionista dal 1993 al 2008, è oggi uno dei riferimenti di Canyon anche per quanto riguarda il team femminile di Kasia Niewiadoma, Soraya Paladin e Chiara Consonni. Per questo, alla vigilia della prima Milano-Sanremo donne, ci è venuto in mente di cercarlo per farci dare qualche ispirazione sulla Classicissima di primavera. Sarà per le donne quello che è dal 1907 per gli uomini?
Non è dato ancora sapere quale sia il percorso della gara. Si parla di 154 chilometri da Genova a Sanremo, con un circuito iniziale che porterà le ragazze già in fila sull’Aurelia, nel punto in cui termina la discesa del Turchino. Non una distanza da Sanremo, piuttosto in media con le altre classiche del calendario WorldTour: più breve del Fiandre che ne misura 163.
Erik Zabel, classe 1970, è stato pro’ dal 1993 al 2008. Qui con Brian Holm, suo compagno alla Telekom Sanremo del 1997, Zabel ha 26 anni. La prima volta batte l’Itaila di Elli, Conte, Casagrande, Bartoli e CelestinoIl bis in via Roma arriva nel 1998, battendo Magnien e MoncassinSanremo del 2000, questa volta Zabel anticipa BaldatoQuesta poteva essere la quinta Sanremo, ma Zabel alzò le braccia troppo presto e Freire lo infiò. Era il 2004Erik Zabel, classe 1970, è stato pro’ dal 1993 al 2008. Qui con Brian Holm, suo compagno alla Telekom Sanremo del 1997, Zabel ha 26 anni. La prima volta batte l’Itaila di Elli, Conte, Casagrande, Bartoli e CelestinoIl bis in via Roma arriva nel 1998, battendo Magnien e MoncassinSanremo del 2000, questa volta Zabel anticipa BaldatoQuesta poteva essere la quinta Sanremo, ma Zabel alzò le braccia troppo presto e Freire lo infiò. Era il 2004
Che cosa era la Sanremo per Erik Zabel?
Ricordo ancora quando uscivi dal tunnel del Turchino. A volte ci entravi che a Milano faceva freddo e c’era nebbia, ma quando arrivavi al mare dopo quella galleria, sentivi come se davvero fosse arrivata la primavera. Fu amore a prima vista. Nel 1993, quando ero neopro’, feci la Tirreno. Ero in buona forma e la squadra (la Telekom, ndr) mi selezionò per la Sanremo. Arrivai 94°, ma me ne innamorai. Anche se per i primi quattro anni non riuscii a finire nella top 10, mi è sempre piaciuta.
Che cosa la rende così difficile da vincere?
E’ una miscela di distanza e altimetria, sono quasi 300 chilometri. Il finale è spaventoso. Diciamo che gli ultimi 50-60 chilometri sono sempre affascinanti. Ci sono tantissime cose che succedono sui Capi, sulla Cipressa e sul Poggio. Io non ero abbastanza forte per scappare sul Poggio, per cui cercavo di tenere la ruota dei più forti e passare in cima con i migliori dieci. Il mio obiettivo principale è sempre stato non perdere contatto, come per molti altri sprinter.
Una tattica che ha dato buoni frutti…
Ci sono sempre i finisseur e gli specialisti delle classiche che cercano di attaccare sul Poggio, come Pogacar. Penso che questo sia il fascino della Milano-Sanremo. E’ uno dei pochi Monumenti in cui ci sono diversi tipi di corridore che possono cercare di vincere. Vengono tutti insieme per questa gara. Ci sono tante tattiche diverse, ma il mio obiettivo è sempre stato quello di mantenere le ruote.
Se la corsa sarà troppo breve, Lotte Kopecky diventerebbe secondo Zabel la favorita numero unoSe la corsa sarà troppo breve, Lotte Kopecky diventerebbe secondo Zabel la favorita numero uno
Pensi che per le donne andrà alla stessa maniera oppure la distanza forse è insufficiente perché Capi, Cipressa e Poggio siano incisivi?
Penso che 150 chilometri siano una distanza già seria. Dall’altro lato, per gli uomini la Milano-Sanremo è la gara più lunga del calendario, per cui RCS dovrebbe fare qualcosa di simile e farne la gara più lunga del calendario femminile. In quel caso avremmo situazioni simili a quelle degli uomini. Ci sarebbero Kasia Niewiadoma o Demi Vollering, le specialiste dei Grandi Giri. Ma ci sarebbe Lotte Kopecky, che va bene in salita e potrebbe arrivare bene al finale. E poi ci sono tante atlete italiane che possono passare bene quelle salite. Penso che potrebbe diventare qualcosa di speciale. In una gara di 150 chilometri, penso che la migliore sarebbe Lotte Kopecky.
Le gare delle donne sono spesso imprevedibili. La Canyon//Sram ha Niewiadoma e Consonni. Daresti a entrambe le stesse occasioni?
E’ sempre buono avere diverse carte da giocare, per essere preparati agli scenari più vari. Se i Capi e la Cipressa saranno veloci e duri, avrai immediatamente una scelta e in quel caso la gara sarà più adatta per Kasia. Se c’è un po’ di vento di fronte sulla Cipressa, gli sprinter possono provare a tenere duro. A quel punto l’obiettivo principale saranno la discesa del Poggio e prendere posizione per via Roma. Come per gli uomini. Più difficili saranno le circostanze, più ci saranno gli uomini di classifica. Ad esempio come quando vinse Nibali…
Cosa ricordi?
Tutti erano molto stanchi al termine di una gara difficile. Vincenzo è stato il più forte e ha vinto con grande classe. Ma in altri anni c’era vento a favore oppure i favoriti si sono guardati troppo a lungo e gli sprinter sono rimasti con loro. E ovviamente se ti porti un velocista in via Roma, per lo scalatore non c’è speranza.
La vittoria di Nibali nella Sanremo del 2018 fu propiziata da una corsa molto duraLa vittoria di Nibali nella Sanremo del 2018 fu propiziata da una corsa molto dura
E’ importante avere un team forte per rendere la gara più difficile?
Abbiamo visto queste ultime due edizioni con il team di Tadej Pogacar. Hanno cercato di rendere la gara più difficile. Hanno preso il controllo. Sono state edizioni veloci, soprattutto l’ultima. Il gruppo è stato selezionato già sulla Cipressa: erano tanti davanti, ma tanti si sono staccati. Se una squadra controlla per 300 chilometri, non le restano gli uomini per rendere la corsa ancora più difficile nel finale. E se ci sono in giro campioni come Mathieu Van der Poel e Wout van Aert che non commettono errori, a volte riescono ad approfittarne, come la Alpecin lo scorso anno con Philipsen.
In una corsa tanto lunga, in cui non si possono sprecare energie, avere la squadra accanto può essere la chiave per il successo?
Se puoi proteggere il tuo leader e lo porti il più fresco possibile alla volata, allora hai fatto un ottimo lavoro. Sarebbe importantissimo avere un compagno accanto dopo il Poggio. Le ragazze non sono dei robot, sono meno controllabili degli uomini. Quindi puoi avere il giorno perfetto, ma anche un giorno storto, puoi sentirti super o non così bene. Stiamo parlando di esseri umani, ma nei miei occhi una delle atlete più importanti può essere, ad esempio, Soraya Paladin. Perché Soraya è in grado di diventare il regista in gruppo. Ha una visione perfetta della corsa e delle tattiche. Sa cosa fare. E’ importante avere qualcuno all’interno della squadra che sia consapevole della situazione e che possa prenderne il controllo.
La bicicletta per la Sanremo è speciale oppure ormai le bici sono relativamente standard?
Per la Sanremo serve una bici aero. Poi bisogna avere delle ruote ad alto profilo da 60 millimetri. Ruote molto veloci, con coperture da 28-30 mm, le gomme tubeless e una resistenza più bassa possibile. Bisogna avere la bicicletta più veloce possibile.
Soraya Paladin, qui al Trofeo Palma Femina 2025, è l’atleta che può guidare la Canyon//Sram alla SanremoSoraya Paladin, qui al Trofeo Palma Femina 2025, è l’atleta che può guidare la Canyon//Sram alla Sanremo
Qual è stata l’ultima volta che hai scalato la Cipressa o il Poggio?
Almeno dieci anni fa.
Tornerai alla Sanremo quest’anno?
No, non credo (ride, ndr). Penso di andare alla Strade Bianche e vedere il team in Toscana. La Milano-Sanremo è una gara meravigliosa da guardare in tv, però non è facile da seguire. I corridori sono molto veloci e per superarli a volte non basta l’autostrada. In più bisogna dirlo, fino agli ultimi 60 chilometri si vede meglio dal divano.