Tre elementi per Parigi 2024. Bennati fa già le sue valutazioni

29.01.2024
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I “giochi per i Giochi” sono fatti. L’Italia a Parigi avrà solamente 3 uomini in gara nella prova su strada. Una gara già di per sé di difficilissima interpretazione, con un elemento in meno lo sarà ancora di più. Per questo il cittì Daniele Bennati, ora che ha chiare sia le forze in campo che il terreno di battaglia, è già al lavoro per capire che cosa andrà fatto nella corsa più importante e dura dell’intero quadriennio.

A inizio stagione la tavola è apparecchiata, ma c’è molto sul quale ragionare e Bennati pone le basi del suo lavoro.

«Partiamo dal fatto che sarà una gara con 90 partecipanti – dice – e già questo elemento fa capire che sarà una corsa unica nel suo genere. Nel calendario non ci sono eventi simili e non parlo solo di WorldTour. Si rischia che la corsa possa esplodere da un momento all’altro, ben prima che si arrivi sul circuito finale».

Il cittì azzurro Bennati ha una decina di nomi sulla sua lista, ma aspetta indicazioni dalle Classiche
Il cittì azzurro Bennati ha una decina di nomi sulla sua lista, ma aspetta indicazioni dalle Classiche
E’ vero quindi che non si può pensare di controllarla…

Anche se hai il massimo del contingente, 4 corridori, puoi al massimo cercare di inserirti nelle azioni, ma un controllo vero e proprio non ci può essere. Non dimentichiamo che stiamo parlando di una corsa della lunghezza di una Sanremo e questo è un altro elemento da considerare. Ce n’è poi un terzo, poco messo in luce finora: si correrà senza le radioline, il che significa che i corridori dovranno essere bravi a valutare la situazione all’istante.

Tutto ciò come influenza le tue scelte?

Io ho bisogno di tre corridori che siano in grado di portare a casa il risultato, ma che al contempo siano anche a disposizione dei compagni. Capitano e gregario allo stesso tempo, per dirla tutta. La corsa con 3 soli elementi lo richiede, per questo guarderò con particolare attenzione quel che avverrà nella primavera delle classiche. Intanto però sto prendendo appunti sulla programmazione di ogni singolo corridore, per capire anche come sarà il cammino di avvicinamento alla gara olimpica d’inizio agosto.

La volata vincente di Casartelli a Barcellona 1992, battendo Dekker (NED) e Ozols (LET)
La volata vincente di Casartelli a Barcellona 1992, battendo Dekker (NED) e Ozols (LET)
Con tre elementi a disposizione si torna ai tempi delle Olimpiadi per dilettanti, ultima delle quali fu quella di Barcellona 1992 vinta da Casartelli con Rebellin e Gualdi al suo fianco…

Io ero ragazzino, avevo 12 anni – rammenta Bennati – ricordo quella gara anche se chiaramente non nei particolari. Quell’evento però a ben guardare dà delle indicazioni. Erano tre corridori tutti in grado di vincere. Anzi alla fine la spuntò quello che prima della gara olimpica aveva un palmares inferiore a quello dei due compagni. Per questo penso a gente che mi dia garanzie di rendimento.

Il Coni richiede i nomi con un certo anticipo, già a giugno. Questo è un problema?

Dipende da come si guarda la situazione. Chiaramente non è come per europei e mondiali per i quali si arriva quasi sotto l’evento, qui bisogna scegliere con corposo anticipo. Si può però poi lavorare con i prescelti in maniera razionale, mirata. Per questo è fondamentale per me conoscere la programmazione di ogni corridore inserito nella mia lista. Sapere chi andrà al Giro e chi al Tour per esempio è un fattore molto importante, perché significa che seguiranno strade diverse di approccio alla corsa olimpica.

Proviamo a fare i provocatori: il Cio valuta il contingente per nazione nel suo complesso, quindi non solo per le gare su strada ma anche per quelle su pista. Considerando il numero esiguo di corridori a nostra disposizione e le ambizioni che abbiamo su pista, non si può allora pensare a elementi che possano doppiare?

Se questo significa sacrificare del tutto le nostre ambizioni su strada no, se invece significa pensare a un lavoro di concerto con gli altri tecnici per le scelte, questo avviene già. Con Velo, tecnico delle crono, ci sentiamo spesso e sa già che uno dei miei corridori farà anche la crono al fianco di Ganna, quindi dovrà essere un corridore con spiccate capacità di passista, per puntare a un buon piazzamento.

Per Ganna il calendario è ideale per la crono, ma non per la gara in linea, come per Milan
Per Ganna il calendario è ideale per la crono, ma non per la gara in linea, come per Milan
A proposito di Ganna: pensarlo fra i tre della gara in linea è davvero impossibile?

Con il calendario che abbiamo, sì. L’inseguimento a squadre c’è due giorni dopo, uno sforzo come quello richiesto per la gara su strada non lo smaltisci in poche ore. Se il calendario fosse stato invertito, con la pista nella prima settimana e la strada nella seconda, ci si poteva anche pensare. Sappiamo bene che Filippo ha scelto di puntare alla crono e al quartetto. Da valutare invece la presenza su strada di Milan che, non facendo la crono, potrebbe rientrare nella rosa per la corsa su strada.

Hai saputo delle polemiche destate dai pronostici omnisportivi d’inizio anno, che escludono Pogacar dal podio…

Ho letto la reazione di Hauptman e mi sento di dargli ragione. Tadej non è un corridore qualsiasi, pensare che la doppietta Giro-Tour possa preventivamente inficiare le sue prestazioni a Parigi è una cosa stupida. Rispetto al passato lo sloveno avrà un inizio stagione più soft, quindi si sta pensando di portarlo al meglio proprio per l’estate. Io non credo che pagherà dazio in termini di condizione fisica. Guardate quel che ha fatto Kuss nel 2023: ha corso Giro, Tour e alla Vuelta ha vinto. Con la giusta programmazione si può fare.

Hauptman e Pogacar, il tecnico sloveno ha poco gradito lo scetticismo intorno alle scelte del suo pupillo
Hauptman e Pogacar, il tecnico sloveno ha poco gradito lo scetticismo intorno alle scelte del suo pupillo
Sei d’accordo nel pensare che la formula di gara si addica molto a Pogacar?

Sì, è un mago nell’uno contro uno e la gara olimpica sarà davvero una sfida individuale. Il motore farà la differenza. La Slovenia avrà un elemento in più insieme a noi e questo conta, perché magari nella prima parte di gara ci potrà essere chi si sacrificherà di più. Il circuito finale, con la salita di un chilometro su pavé a Montmartre, sembra disegnato apposta per lo sloveno.

Dì la verità: quanti elementi hai segnati sul tuo taccuino?

Sono almeno una decina, ma siamo a inizio stagione: qualcuno potrà essere cancellato e qualcun altro aggiunto. Valuterò per ciascuno i risultati ottenuti e la competitività in ogni gara, con particolare attenzione a quelle che – e mi riferisco alle classiche – sono più attinenti alla prova olimpica. E se devo dire la verità, vorrei tanto che qualcuno con le sue prestazioni stravolgesse i miei pensieri e mi mettesse in difficoltà nelle scelte. Allora sì che saremmo a buon punto…