Giorgia Pellizotti, Benidorm

Pellizotti regina di Coppa con un sogno iridato…

30.01.2026
6 min
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La settimana che ha portato a questo mondiale di ciclocross per Giorgia Pellizotti è trascorsa in maniera tranquilla. Tanto recupero e la voglia di liberare la mente, rimanendo però concentrata su quello che è l’appuntamento più importante della stagione invernale. Una volta terminata la gara di Hulst ci sarà modo di riposare, tirare il fiato e preparare l’esordio in mountain bike. Ora però gli occhi dell’atleta della FAS Airport Service-Guerciotti-Premac sono puntati sull’obiettivo principale: la gara che assegnerà la maglia di campionessa del mondo, categoria juniores.

L’avvicinamento all’appuntamento iridato è stato positivo, anzi potremmo dire molto positivo. A Benidorm, prima, e a Hoogerheide, poi, Giorgia Pellizotti ha trovato due vittorie in Coppa del mondo. Da zero a due nel giro di sette giorni, per la gioia del cittì Pontoni e la sua. 

Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
A Benidorm per Giorgia Pellizotti è arrivata la prima vittoria in Coppa del Mondo
Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
A Benidorm per Giorgia Pellizotti è arrivata la prima vittoria in Coppa del Mondo

Già sul posto

La nazionale è partita mercoledì sera per i Paesi Bassi, direzione Hulst. Gli azzurri giovedì mattina hanno fatto le prove del percorso e poi da venerdì 30 (oggi) inizieranno le prove iridate, il via lo darà il Team Relay. Il giorno dopo, sabato, arriverà il momento tanto atteso con la gara che assegnerà il titolo iridato.

La voce di Giorgia Pellizotti è calma e traspare una certa convinzione, il morale dopo le ultime due gare di Coppa del Mondo non può che essere alto. 

Giorgia Pellizotti, Lise Revolt, Reboca Bukovska
Giorgia Pellizotti è riuscita a conquistare il posto centrale sul podio, inserendosi tra Lise Revol (a sx) e Barbora Bukovska (a dx)
Giorgia Pellizotti, Lise Revolt, Reboca Bukovska
Giorgia Pellizotti è riuscita a conquistare il posto centrale sul podio, inserendosi tra Lise Revol (a sx) e Barbora Bukovska (a dx)
Facciamo due passi indietro, partiamo dalla vittoria di Benidorm? La prima in Coppa del Mondo…

E’ stata magica perché arrivata dopo un campionato italiano che non era andato per nulla bene (un quarto posto amaro per Giorgia Pellizotti, ndr). Quello di Benidorm è un percorso che mi piace parecchio, anche lo scorso anno avevo fatto bene. Ero arrivata a giocarmi il podio, poi all’ultimo giro mi è caduta la catena e ho perso tutto. Quest’anno volevo confermare che quello spagnolo fosse un percorso adatto alle mie caratteristiche

Tanto da vincere.

Il fatto di essermi messa alle spalle la campionessa del mondo e la campionessa europea mi ha dato una soddisfazione in più. Devo ammettere che è stato parecchio gratificante. Non me lo sarei mai aspettata, ho iniziato a realizzarlo con lo scorrere dei giri quando ho visto che Lise Revol (la campionessa del mondo che domani rimetterà la maglia in palio, ndr) era in difficoltà. Dentro di me mi sono detta: «E’ lei che sta male o io che sto andando bene?».

Sette giorni dopo, a Hoogerheide, Giorgia Pellizotti ha bissato il successo in Coppa del Mondo (foto Instagram)
Sette giorni dopo, a Hoogerheide, Giorgia Pellizotti ha bissato il successo in Coppa del Mondo (foto Instagram)
La risposta alla fine qual è stata?

Credo che sia calata rispetto all’inizio della stagione di cross, ma allo stesso tempo io sento di essere migliorata. Direi che è una via di mezzo: 50 e 50. 

Poi a Hoogerheide è arrivata la conferma…

Su un percorso che in teoria doveva essere meno adatto alle mie caratteristiche, ma il fatto di avere un clima secco e asciutto mi ha favorita. Alla fine le condizioni erano simili a quelle di Benidorm, quindi un fango scorrevole con dei tratti in salita che mi favoriscono sempre. Poi con la consapevolezza acquisita in Spagna partivo con maggiore convinzione di poter far bene. 

Dopo un periodo non fortunatissimo, compreso l’italiano, quanto ti servivano queste due vittorie?

Molto. A me fanno quasi meglio le batoste che i grandi risultati, perché sono i momenti difficili che mi spronano a fare di più. Però possiamo dire che di batoste ne ho prese abbastanza quest’anno (ride, ndr). 

Giorgia Pellizotti, Benidorm
Giorgia Pellizotti, dopo un periodo sfortunato, è nel momento migliore della sua stagione
Giorgia Pellizotti, Benidorm
Giorgia Pellizotti, dopo un periodo sfortunato, è nel momento migliore della sua stagione
A inizio stagione avevi detto di voler migliorare nei tratti che richiedono maggior forza, pensi di esserci riuscita?

Secondo me sì. Sono migliorata tanto anche nel riuscire a mantenere uno sforzo elevato e nel rilanciare anche quando le velocità sono già alte. Me ne sono resa conto a Hoogerheide dove la gara è stata veramente tirata dall’inizio alla fine. Il fatto di riuscire, anche nei tratti duri, a buttare giù un rapporto e rilanciare senza dover recuperare mi ha fatto capire di essere in ottima condizione

A Benidorm hai vinto in volata, ma a Hoogerheide sei arrivata da sola, una bella iniezione di fiducia?

C’è da dire che la campionessa europea (Barbora Bukovska, ndr) a Hoogerheide all’ultimo giro era davanti di circa cinque secondi. Poi è caduta due volte e questo mi ha permesso di raggiungerla e staccarla. Soprattutto il secondo errore, quando è inciampata sugli ostacoli saltandoli a piedi, mi ha fatto capire che fosse al limite. 

Giorgia Pellizotti (foto Instagram)
La crescita durante il suo secondo anno da juniores è stata evidente (foto Instagram)
Giorgia Pellizotti (foto Instagram)
La crescita durante il suo secondo anno da juniores è stata evidente (foto Instagram)
Certi errori arrivano quando si è spinto troppo?

La prima caduta è normale, capita spesso. Inciampare sugli ostacoli no, vuol dire che non aveva la percezione di quanto dovesse alzare le gambe. E’ un aspetto che in vista del mondiale mi dà fiducia, vuol dire che arriviamo tutte allo stesso livello. Vincerà chi sbaglierà di meno. 

La differenza la faranno i dettagli, come le parti tecniche?

Sì. A mio avviso io e Lise Revolt siamo sullo stesso livello in termini di guida, mentre Bukovska è un attimo indietro. In quanto a condizione atletica siamo tutte e tre nello stesso momento, sarà importante l’aspetto psicologico. Riuscire a spingere e mettere qualcosa in più anche quando si è al limite. 

Il percorso di Hulst lo conosci già?

E’ un tracciato che presenta molte insidie, se come da previsioni meteo rischia di essere ghiacciato rischiamo di avere una gara impegnativa dal punto di vista tecnico. Penso sia un percorso da mondiale, duro, con tante salite e discese. Non credo si farà la differenza tra salite e discese, ma quelle metteranno fatica nelle gambe e nella testa. Servirà molta attenzione perché non sono passaggi in cui si potrà vincere, ma perdere sì

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Al mondiale di Hulst Giorgia Pellizotti potrà contare sulle sue abilità tecniche e di guida per cercare di fare la differenza
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Al mondiale di Hulst Giorgia Pellizotti potrà contare sulle sue abilità tecniche e di guida per cercare di fare la differenza
Con questo livello di condizione ti senti più sicura?

Ho la sensazione di avere la gamba giusta per non arrivare al limite ogni volta e dover rischiare. Riuscire a fare un respiro in più, rimanendo comunque a ruota delle migliori, prima di buttarsi in discese e curve tecniche è un aspetto importante. 

Si parte con il Team Relay…

Io lo correrò, a differenza delle mie avversarie. Mi fa piacere correrlo e inoltre fare un giro a tutta mi sblocca la gamba. Inoltre girare a ritmo gara mi permette di vedere le traiettorie migliori e mi dà una maggiore consapevolezza sulla velocità alla quale affrontare le curve e i tratti più difficili.

Ai mondiali di Hulst per vincere. Pontoni non si nasconde

Ai mondiali di Hulst per vincere. Pontoni non si nasconde

27.01.2026
5 min
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Ricordate il film “Quella sporca dozzina”? Sarebbe riconducibile anche alla nazionale italiana di ciclocross, che è in partenza per Hulst per affrontare la rassegna mondiale con grandi prospettive. La chiusura della Coppa del mondo di domenica scorsa ha dimostrato innanzitutto che l’Italia c’è ed è al massimo della forma, con Patrik Pezzo Rosola che ha portato a casa il trofeo di cristallo, con Giorgia Pellizotti alla seconda vittoria consecutiva, con Stefano Viezzi sul podio fra gli U23 e in generale con tutta una serie di grandi prestazioni. Belgio e Olanda avranno rappresentative numericamente ben più corpose, ma la sfida per il medagliere è lanciata, ricordando come sono andati gli ultimi europei.

Daniele Pontoni attende il weekend di Hulst con grande fiducia e sulla base della sua esperienza protegge i suoi ragazzi dalle eccessive pressioni: «Siamo in salute e i ragazzi lo sanno, tutto quel che serviva è stato fatto e il weekend ci ha dato risposte importanti. Di pressione ne avremmo avuta anche a Hoogerheide, invece la nostra forza è andare ad approcciare questa corsa nel modo più semplice possibile, senza l’ossessione del risultato».

I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un'iniezione di fiducia verso i mondiali (foto Facebook)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un’iniezione di fiducia verso Hulst (foto Lollocazzutto)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un'iniezione di fiducia verso i mondiali (foto Facebook)
I grandi risultati in Coppa sono per Pontoni un’iniezione di fiducia verso Hulst (foto Lollocazzutto)
Neanche nel caso di Pezzo Rosola che si giocava il successo finale?

Con Patrik avevamo fatto tutti i calcoli prima, in che posizione potevamo concludere la corsa per vincere la Coppa e alla fine si è vinto anche per quello. Infatti Patrik all’ultimo giro, sugli ostacoli non ha rischiato niente, ha pensato alla classifica. La pressione direi che è meglio avercela, se i risultati sono questi, perché ho a che fare con ragazzi intelligenti. Abbiamo fatto 10 giorni assieme, credo che li stiamo mettendo nelle migliori condizioni per affrontare questo weekend iridato.

Che percorso troveranno a Hulst?

E’ impegnativo, un po’ cambiato rispetto allo scorso anno, perché si affronterà la collina del mulino in senso inverso. Sarà spettacolare perché ci sono ponti sull’acqua, ma il dislivello aumenta. Ci sono rettilinei un po’ più lunghi che ti permettono di spingere di più, forse l’anno scorso non avevi modo di esprimere tutta la potenza, io dico che è meglio adesso. Poi il meteo potrebbe fare la sua parte, correre con fango e ghiaccio potrebbe cambiare le prospettive, ma lo vedremo al momento.

Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Da sinistra Pellizotti, la vincitrice Revol e Bukovska. Il podio di Coppa si ripeterà a Hulst? (foto UCI)
Analizziamo il programma gara per gara. Sabato a inaugurare la rassegna di Hulst ci saranno le juniores. Tu parlavi di una Lise Revol una spanna sopra tutte le altre. Ne sei ancora convinto?

No, perché nelle ultime due settimane abbiamo visto la francese fare un passo indietro e le altre ragazze, la Bukovska, la Pelizzotti (nella foto di apertura, ndr), ma anche la svizzera Huber che potrebbero insidiarla. La Revol ha perso la sua brillantezza e quella facilità di vincere le gare che aveva avuto fino a quel punto della stagione, non so se per qualche malanno o un calo di forma. La differenza che faceva nella prima parte di corsa non è più così marcata e si può affrontarla senza paura.

Seconda gara saranno gli under 23. Quanto pesa l’assenza di Agostinacchio?

Tanto. Mattia ha numeri che forse nessuno ha nella sua categoria e anche oltre. Ma abbiamo Stefano Viezzi che ha dimostrato di essere lì davanti e credo che anche lui sabato a Hulst si giochi le sue carte perché arriva nella migliore condizione possibile, su un percorso che credo sia adatto anche alle sue caratteristiche.

A Hoogerheide Viezzi ha colto il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha centrato il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha colto il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
A Hoogerheide Viezzi ha centrato il 3° posto, cogliendo indicazioni utili per i mondiali di Hulst (foto Facebook)
Quanto sarà importante partire bene?

Fondamentale perché ci sarà una salita traversa, dove l’anno scorso andavano su uno alla volta e quindi potrebbe essere che passano il primo e il secondo, ma gli altri vanno su a piedi. Partire davanti è importante in tutte le gare, domenica prossima lo sarà ancora di più.

Il sabato si chiuderà con la prova elite femminile. La Casasola come ci arriva?

Bene, finora ha pagato un prezzo alto alla sfortuna, domenica prima della caduta per come pedalava, per come l’ho vista era davvero brillante, adesso speriamo che la caduta non comprometta la sua forma. Non ci sarà la Brand, quindi Pieterse e Alvarado saranno i riferimenti assoluti, con la forma migliore, ma Sara può fare la sua parte.

Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida nin una giornata finalmente positiva (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida in una giornata finalmente positiva a Hulst (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida nin una giornata finalmente positiva (foto Buyssens)
Dopo i problemi di asma e le cadute, Sara Casasola confida in una giornata finalmente positiva a Hulst (foto Buyssens)
Domenica si comincerà con gli juniores ed è chiaro che molte delle aspettative azzurre sono lì, visti i risultati. Come pensi di gestire i due ragazzi?

Intanto la buona cosa è che tutti e quattro i nostri partiranno nelle prime due file, grazie ai piazzamenti nella Coppa del mondo, Grigolini e Pezzo in prima, Cingolani e Dell’Olio in seconda. Vedremo come gestire le prime fasi, ma potremo parlare di strategie solo lì, verificando condizioni del terreno e clima. Credo che partiamo con l’obiettivo più alto. I risultati lo dimostrano, non dobbiamo nasconderci, ma avere rispetto di tutti. La gestione di gara diventa facile una volta che sono partiti, ne puoi prevedere diverse.

E’ un percorso adatto ad entrambi, sia Grigolini che Pezzo Rosola?

Sì, tecnicamente sono simili: molto influiranno le condizioni meteo, ma non credo che domenica saranno estreme. Invece faranno tanto il morale, la condizione fisica, ma soprattutto quella psicologica. Mantenere il fisico integro è il compito a casa che ho dato ai ragazzi, perché ormai la condizione abbiamo visto che è buona.

Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola con la maglia di vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola con la maglia di vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Il podio finale di Coppa con Pezzo Rosola vincitore e Grigolini terzo (foto UCI)
Nelle altre due categorie, under 23 donne ed elite uomini, come ci presentiamo?

Ci presentiamo con Elisa Ferri negli under 23, che a Hoogerheide ha fatto un’ottima corsa e tecnicamente credo che sia la ragazza che guida meglio tra tutte le nostre e non solo. Correre con la sua categoria l’aiuterà. Magari in certi punti, vista la sua struttura fisica, pagherà leggermente, ma io confido nelle sue doti di guida. Per Filippo Fontana vale la stessa cosa, si sta abituando a piazzamenti nella top 10 e credo che sia un obiettivo prestigioso alla sua portata.

Matilde Rossignoli è considerata la "capitana" delle junior secondo anno. Nel 2025 ha corso l'europeo (foto Frantz Piva)

Rossignoli guida la carica delle juniores di secondo anno

22.01.2026
6 min
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Chi parte per confermarsi, chi per raccogliere i frutti della crescita e chi per esplodere definitivamente. Il movimento delle juniores di secondo anno è piuttosto eterogeneo: sullo sfondo c’è il passaggio alla categoria elite o, nel migliore dei casi, il salto nel WorldTour.

La giovane Italia arriva dal 2025 portandosi in dote un discreto peso di metalli conquistati con la maglia azzurra tra strada e pista, fra i quali spicca il prezioso argento mondiale di Pegolo a Kigali, un podio che mancava alle juniores dal 2017 a Bergen. Se in pista le carte si mischiano un po’ di più, andando a ritroso negli ultimi dodici anni solo in quattro occasioni le nostre atlete del primo anno hanno saputo mettersi al collo una medaglia tra strada e crono nelle rassegne continentali e iridate, a riprova che sono quelle più grandi a sobbarcarsi oneri ed onori nei confronti internazionali.

Pertanto abbiamo chiesto a Marta Bastianelli, braccio destro del cittì Marco Velo, chi in questa stagione sia pronta a raccogliere tale eredità con doti da leader o di donne squadre, tenendo conto di un calendario italiano che potrebbe offrire qualche corsa qualitativamente più probante.

Marta Bastianelli (qui con Magnaldi) è la vice del cittì femminile Marco Velo e segue con attenzione le juniores
Marta Bastianelli (qui con Magnaldi) è la vice del cittì femminile Marco Velo e segue con attenzione le juniores
Come siamo messi con le juniores del secondo anno?

Stiamo parlando di una categoria la cui rosa delle più grandi va sempre ricostruita quasi da zero, così come per le ragazze del primo anno. L’anno scorso al mondiale e all’europeo erano tutte ragazze del secondo anno, a parte due del primo in Francia. Quest’anno potrebbe essere altrettanto, abbiamo profili di atlete molto interessanti che hanno già fatto una bella esperienza nel 2025. Poi stanno arrivando anchegrandi soddisfazioni dalle atlete del cross che possono fare altrettanto bene su strada. Con Marco (Velo, ndr) dobbiamo ancora sentirci con calma per decidere bene il programma delle juniores, ma direi che abbiamo una buona base delle secondo anno da cui partire.

Proviamo noi allora ad anticipare quel momento facendo qualche nome. Qual è la ragazza che può essere la capitana?

Non posso non iniziare da Matilde Rossignoli per diversi motivi. Innanzitutto perché è la campionessa italiana juniores in carica, un titolo non vinto per caso. Poi perché è quella che abbiamo avuto modo di conoscere di più avendola avuta nei ritiri della nazionale, dove ha lavorato ed è cresciuta accanto alle più grandi. Ha corso l’europeo in linea (in apertura foto Frantz Piva). Ha vinto tanto anche in pista, dove ha già ricominciato ad allenarsi. E’ veloce e tiene su percorsi misti, però crediamo e speriamo che possa migliorare ancora tanto.

Campana è stata la plurivittoriosa nel 2025 tra le juniores. Bastianelli si rivede in lei e si aspetta una conferma (foto Ossola)
Campana è stata la plurivittoriosa nel 2025 tra le juniores. Bastianelli si rivede in lei e si aspetta una conferma (foto Ossola)
Agata Campana con sei vittorie è stata quella che ha vinto di più l’anno scorso nell’intera categoria juniores. Cosa puoi dirci di lei?

Quello di Agata è forse l’altro nome che avrei fatto subito tra le ragazze che nel 2026 sono del secondo anno, se non altro proprio per quella statistica che non può essere trascurata. E’ campionessa del mondo in pista nella velocità a squadre. Agata ha dimostrato di essere pronta fin da subito, riuscendo a battere in volata ragazze più esperte di lei. E’ molto veloce e si difende sugli strappi. Devo dire che mi rivedo molto in lei.

Hai altre atlete da inserire in questo lotto?

Ce ne sono tante che ho notato e che mi sono appuntata. Penso ad Alessia Orsi che sta venendo su bene, ha già vinto nel 2025 ed è stata medagliata col quartetto al mondiale juniores. C’è Elisa Bianchi, che ora sta facendo risultati nel cross. L’anno scorso si è vista poco su strada, ma anche lei è nel giro azzurro della pista con cui ha conquistato un paio di argenti nell’inseguimento a squadre. Ha numeri per farsi notare. Poi abbiamo anche ragazze che stanno curando la crono.

Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una "primo anno" (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una “primo anno” (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una "primo anno" (foto Bizkaikoloreak)
Nel 2025 Rossignoli nei Paesi Baschi ha vinto tappa e generale. Un grande risultato per una “primo anno” (foto Bizkaikoloreak)
A chi ti riferisci?

Tra le tante farei luce su due ragazze che abbiamo visto più da vicino. Maria Acuti, che ha disputato la crono europea l’anno scorso, è un’altra da cui ci aspettiamo un bel salto nelle prove contro il tempo. Ed anche lei potrebbe essere una risorsa in pista per il quartetto e inseguimento individuale. Poi c’è Linda Rapporti che ha mostrato buone doti ed è anche stata argento europeo nell’inseguimento individuale juniores.

Ci sarebbero anche due figlie d’arte che promettono un ulteriore step. Come le vedi?

Credo che entrambe abbiano un grande talento. Azzurra Ballan (figlia di Alessandro, ndr) ha corso un ottimo campionato italiano chiudendo sesta e quest’anno saprà sfruttare i propri margini di miglioramento. Giorgia Pellizotti (figlia di Franco, ndr) adesso sta andando fortissimo nel ciclocross, vincendo in Coppa del Mondo a Benidorm e prima ancora la internazionale di Zonhoven. So che suo padre vorrebbe farla correre di più su strada dove ha già vinto e noi siamo felici. La lista in generale comunque è lunga e siamo contenti.

Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Rapporti vince davanti a Delle Fontane nel vicentino. Per Bastianelli entrambe nel 2026 possono raccogliere tanto (foto italiaciclismo.net)
Tutte le juniores di secondo anno saranno tenute sotto osservazione?

E’ un lavoro grande e complesso, ma lo facciamo volentieri, quantomeno per i verdetti che emetterà la strada, anche a livello tattico. Quest’anno potrebbero esserci ragazze capaci di mettersi n proprio, diciamo così, dopo tanto lavoro oscuro. Ad esempio Sofia Delle Fontane nel 2025 non si è vista molto in azione in prima persona, però ha sempre lavorato per le compagne di squadra. Lei potrebbe raccogliere qualcosa di buono. E come lei ce ne sono tante che seguiamo in questo processo di crescita.

Avete già pensato a come impostare la stagione?

Come dicevo prima, dobbiamo ancora discutere a fondo con Marco. Bisogna valutare se fare trasferte nelle gare internazionali oppure se puntare come nel 2025 ad un buon ritiro a Livigno che ha portato ad ottimi risultati. Piuttosto mi sento di chiedere una cortesia.

Prego, spiegaci pure.

Anche quest’anno sappiamo che avremo il mondiale in Canada ed europeo in Slovenia ancora con percorsi duri. Nella prima parte di stagione, complice anche il periodo della scuola, le gare in circuito daranno alcuni riferimenti, ma per quelle due rassegne dovremo inventarci nuovamente qualcosa. Quindi ci piacerebbe che gli organizzatori delle gare della seconda parte di stagione potessero tenere in considerazione questi aspetti tecnici e magari pensare a tracciati altimetricamente più impegnativi.

Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
Giorgia Pellizotti trionfa a Benidorm nella Coppa del Mondo di cross. Per Bastianelli ha talento per fare risultati anche su strada (foto UCI)
Giorgia Pellizotti, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, donne junior
Giorgia Pellizotti trionfa a Benidorm nella Coppa del Mondo di cross. Per Bastianelli ha talento per fare risultati anche su strada (foto UCI)
Vi aiuterebbe nelle convocazioni?

Per noi diventerebbero gare molto indicative per avere dei riscontri più attendibili. Non è una lamentela verso gli organizzatori che già fanno tantissimo, sia chiaro, quanto più un appello per poter aprire un dialogo per un’eventuale modifica dei loro percorsi. Un po’ come capita col campionato italiano quando l’organizzatore si consulta con il cittì di categoria. Sempre laddove sia possibile, perché piuttosto che perdere una gara per una strada che può stravolgere tutto, allora meglio lasciare come sono le cose.

Marta Bastianelli cosa vuole dire alle juniores?

Nulla di particolare a dire il vero. Qualche ragazza mi ha conosciuto un po’ nel finale della scorsa stagione dopo la gravidanza. Cercherò di essere a disposizione di tutte per una chiacchierata. Spero nella mia semplicità di dare buoni consigli alle ragazze, senza voler scavalcare il ruolo di nessuno. Io però sono convinta che faremo un buon lavoro.

Patrik Pezzo Rosola, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross juniores, vittoria

Pontoni guarda al mondiale: certezze, rinunce importanti e programmi

19.01.2026
5 min
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La nazionale di ciclocross guidata dal cittì Daniele Pontoni è rimasta a Benidorm, come da programma, per un ritiro in vista del finale di stagione. Lo sguardo è rivolto al prossimo impegno di Coppa del Mondo a Hoogerheide e poi al mondiale di Hulst. Due settimane intense che si costruiscono anche in questi giorni spagnoli dove il gruppo azzurro lavora e lavorerà. Oggi era il primo giorno sui cinque previsti, così Pontoni e i suoi atleti ne hanno approfittato per fare una sgambata dopo le fatiche di ieri nella prova di Coppa del Mondo

«Stamattina siamo usciti un po’ più tardi del previsto – ci racconta Pontoni – per un’uscita tranquilla e rilassata. Qualche coccola ai ragazzi dopo le fatiche di ieri, una pedalata su strada blanda e serena. Un giretto panoramico, anche se il meteo rispetto a ieri è peggiorato, nuvole e qualche goccia di pioggia, ma nulla di terribile. Da domani (martedì, ndr) partiremo con il programma».

Una nota negativa

I risultati di ieri hanno dato al cittì Daniele Pontoni una visione d’insieme chiara ed evidente. Nelle categorie giovanili gli azzurri hanno risposto presente. In particolare le gioie sono arrivate dalla categoria juniores: la vittoria di Patrik Pezzo Rosola, il terzo posto di Grigolini e anche il primo successo in Coppa del Mondo per Giorgia Pellizotti.

«Vincere di nuovo – afferma il cittì – e avere due ragazzi sul podio (il riferimento è alla gara juniores maschile, ndr) non è mai facile. Ma sono ancora più contento per il successo tra le donne junior, è la prima azzurra che vince in una prova di Coppa del Mondo in questa categoria sotto la mia gestione. A quindici giorni dal mondiale sono ottimi segnali. Spiace per la notizia di Mattia Agostinacchio, che per problemi fisici ha concluso la stagione. Il medico del team EF Education EasyPost lo ha fermato dopo gli ultimi accertamenti fatti internamente».

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Una rinuncia importante…

Dover rinunciare a un atleta del valore di Mattia Agostinacchio dispiace, soprattutto perché si tratta del campione europeo in carica. Un titolo conquistato al primo anno in questa categoria. Tuttavia avremo Stefano Viezzi, che è un atleta forte e saprà giocarsi le sue chance. 

Viezzi che arriva dalla vittoria all’italiano e dal quinto posto di ieri.

Sappiamo che il mondiale sarà una gara difficile. Stefano (Viezzi, ndr) è partito bene a Tabor con un terzo posto, inoltre lo scorso anno al mondiale raccolse un ottimo quarto posto. Per il nostro gruppo è una certezza, lo conosco da quando era bambino e so quanto vale. 

Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Quanto sarà importante il passaggio intermedio a Hoogerheide?

Tanto, soprattutto per la categoria juniores. Ieri facevo i conti, ma questa sera mi ci metterò ancora, che siamo in gara per vincere la Coppa del Mondo. Dovrò studiare bene tutte le varianti di punteggio e piazzamenti per gestire al meglio la prossima gara. Al momento è questo il punto dove siamo focalizzati maggiormente

Giorgia Pellizotti ha dato un gran bel segnale positivo…

Già prima di Benidorm avevo delle certezze in campo femminile, e maschile, sicuramente Giorgia Pellizotti era una di queste. Dopo il campionato italiano (chiuso al quarto posto, ndr) ha rimesso tutto in ordine. Una vittoria come quella di ieri, dove ha battuto in volata una delle favorite come Lise Revolt, campionessa del mondo in carica, fa bene al morale. 

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Ieri Sara Casasola non ha corso tra le elite, scelta condivisa?

Lei sta preparando il mondiale e Benidorm non era nei suoi programmi, infatti non c’era nemmeno Puck Pieterse, sua compagna di team. Casasola lavora tenendo anche conto dei problemi di salute avuti in questa stagione (il riferimento è all’asma, ndr). Questa è stata una stagione di ciclocross tra alti e bassi dove ha saltato diverse gare. Ma siamo in linea con il programma di avvicinamento al mondiale, la vittoria del campionato italiano lo conferma. 

Per quanto riguarda gli elite uomini?

A Hoogerheide rivedremo Filippo Fontana, campione italiano in carica. A Benidorm, come da piani, non ha corso. Dopo il periodo di gare fatto in Belgio è tornato con una gran forza e una condizione davvero buona. I prossimi impegni, mondiale compreso, si correranno su percorsi adatti alle sue caratteristiche

Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Inizia il conto alla rovescia per il mondiale?

Il programma di avvicinamento è stato condiviso dal team performance con i ragazzi e i team da tempo. Ora ci saranno da fare dei piccoli aggiustamenti personali in modo da arrivare a Hulst al massimo della condizione possibile. Qui a Benidorm lavoreremo al meglio, siamo in linea, non ci resta che proseguire.

I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

06.01.2026
6 min
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Quella vissuta domenica a Zonhoven è stata per molti versi l’apoteosi del movimento ciclocrossistico italiano, che mai aveva portato a casa due successi in Coppa del mondo juniores nello stesso giorno. Parliamo di apoteosi perché è innegabile che il movimento azzurro messo in piedi da Daniele Pontoni sia in questo momento un riferimento assoluto nella categoria, sperando di poterlo continuare ad essere quando questi ragazzi cresceranno e saranno coinvolti dal mondo della strada, naturale aspirazione di tutti.

Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)

Una pioggia di vittorie e top 10

Guardiamo quel che è successo finora considerando solo la challenge UCI. In campo maschile Grigolini con quella di Zonhoven porta a casa due vittorie (in Olanda e a Flamanville) a cui si aggiungono il secondo posto di Dendermonde e il terzo di Tabor. Poi c’è Patrik Pezzo Rosola, vincitore a Dendermonde davanti all’altro azzurro, 3° a Flamaville e 4° a Tabor. Fra le ragazze la Pellizotti aggiunge l’ultimo successo ai podi di Flamanville e Tabor, ma non c’è solo lei considerando i due quarti posti di Elisa Bianchi e i piazzamenti della Azzetti.

E parliamo solo di Coppa del mondo. Per Pontoni, tornando ad avere come riferimento la situazione maschile, risultati così altisonanti e soprattutto costanti nello sviluppo della stagione sono anche figli di una sana rivalità interna: «Sicuramente la sana competizione è mettere la ruota davanti all’altro. Bisogna trovare chiaramente la strada giusta perché non sia una competitività dannosa. E’ un equilibrio sottile, ma ho a che fare con due ragazzi molto intelligenti, che si sono messi a disposizione uno dell’altro quando c’era bisogno e devono sfruttare quest’arma».

A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
Cosa non semplice, considerando che sono di due club diversi…

Chiaramente io posso parlare per quando corrono insieme in nazionale, vestendo la maglia azzurra. Sanno che sono a un livello dove possono portare a casa il massimo risultato una volta uno, una volta l’altro. E un atleta per me deve sempre puntare a portare a casa il risultato massimo. Direi che al momento viaggiamo in sintonia, io e i ragazzi su questa direzione.

Quanto stanno influendo loro sugli altri juniores, sia quelli di secondo anno sia quelli che l’anno prossimo saranno chiamati a prendere il loro posto?

Loro sono il faro per chi è subito dietro e per i ragazzi più giovani. Avere in casa chi ti è superiore diventa praticamente il tuo obiettivo e questo sta favorendo il ricambio continuo. Guardiamo gli ultimi anni: prima avevamo Viezzi. Dietro di lui Agostinacchio ha fatto la trafila ed è stato Viezzi il suo traino. Poi l’anno scorso Mattia aveva già dietro Grigolini e Pezzo Rosola, che erano lì e già raccoglievano soddisfazioni internazionali.

Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
E oggi?

Quest’anno abbiamo già dietro altri quattro ragazzi come i due Cingolani, Bosio e Dall’Olio che arrivano dietro, quindi per noi questo è utilissimo perché oltre a questi due ragazzi che salgono sui podi internazionali, abbiamo ragazzi del primo anno che si fanno già a ben valere negli ordini d’arrivo delle gare importanti. Solo in Coppa del Mondo ognuno di loro 4 ha almeno una Top 10 all’attivo, non è un caso.

Che caratteristiche hanno?

Dall’Olio è un ragazzo che mi assomiglia molto sia caratterialmente che anche fisicamente, quindi scaltro, furbo. Ha avuto un problema ad inizio stagione, si è fatto male alla caviglia, ma sta arrivando anche lui. I Cingolani hanno in squadra Grigolini e questo è uno stimolo, poi hanno un papà che vive di ciclismo e aiuta molto in questo. Sono molto veloci soprattutto nelle partenze, possenti, ben strutturati. E poi c’è Bosio. Forse quello che l’anno scorso era un po’ più indietro rispetto agli altri, ma quest’anno ha fatto un bel salto di qualità con una tecnica molto importante di guida. Io confido che il prossimo anno saranno al livello dei due di oggi.

Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Considerando la loro costanza di rendimento ad altissimo livello e quella da parte di Agostinacchio e Viezzi tra gli under 23, qual è il il quid che fa la differenza? E’ solo questione di concorrenza internazionale più qualificata?

Domanda delicata – sottolinea Pontoni – Solitamente io non tiro mai in ballo la sfortuna, ma è vero che in queste ultime gare non sono stati molto fortunati. Ma questa non è una scusante e chiudo la parentesi. Agostinacchio ha una continuità figlia della preparazione che sta facendo con il suo team non esclusivamente per il ciclocross. Sta seguendo la stagione, ma in contemporanea sta già mettendo le basi per quella su strada. Quindi questo in certi momenti può toglierti lucidità e brillantezza. Ha programmato di essere pronto al campionato europeo e così è stato, ora punta al campionato italiano e mondiale, staremo a vedere.

E Viezzi?

Nel suo caso la sfortuna sotto forma di cadute si unisce al problema delle partenze che non sono il suo forte e lo penalizzano in questa stagione. Tranne che a Tabor, ha sempre patito tantissimo i primi giri, poi recupera e arriva davanti, ma quando è il momento di fare l’ultima accelerata, paga. Spero che nell’ultimo mese riesca a mettere a posto questo tassello, anche se è un po’ cronico.

Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Un livello simile tra gli juniores sembra ormai diventato un’abitudine, ma ora ci si sta abituando anche tra le ragazze. Secondo te dipende proprio dal fatto della concorrenza interna fra le varie Azzetti, Bianchi, Pellizzotti?

Sì, è la stessa cosa, è frutto della concorrenza, dell’emulazione – garantisce Pontoni – E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto per gli uomini e quindi anche loro cominciano a capire che le altre non sono degli extraterrestri. E’ chiaro che si trovano di fronte una campionessa assoluta come Lise Revol, la francese che è almeno una spanna superiore a tutte e che penso già il prossimo anno sarà vicina ai vertici anche fra le U23. A Koksijde faceva passaggi sulla sabbia che non facevano neanche le elite. Ma poi dalla seconda alla decima c’è un gruppo di atlete che si possono giocare il podio delle gare ogni domenica e tra loro ci sono anche le nostre.

Ma obiettivamente, il livello di competitività internazionale è più alto fra gli juniores maschili o femminili?

Non ci sono dubbi, in campo maschile, per questo i risultati di Filippo e Patrik sono così importanti.

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac

Pellizotti e il cross: sabbia, Belgio e papere di gomma

30.11.2025
5 min
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Per una volta la famiglia di Giorgia Pellizotti ha lasciato a casa il camper per seguire la prima trasferta di Coppa del mondo di ciclocross. Il freddo di Tabor, cittadina a sud-est della Repubblica Ceca, non ha perdonato e hanno preferito viaggiare in macchina. La giovane di casa Pellizotti ha raccolto un promettente podio al suo esordio stagionale in Coppa del mondo, corso in maglia azzurra. 

«Sono stata con la nazionale – racconta Giorgia Pellizotti, proprio in queste ore impegnata nella prova di Flamanville – fino a dopo la corsa, domenica mattina, poi sono tornata a casa con i miei genitori. Il viaggio era parecchio lungo e a me non piace molto stare seduta in macchina per troppe ore, così ci siamo fermati a un mercatino di Natale lungo la strada. Adoro questa festa e volevo assolutamente vederne uno, poi in Austria ci sono quelli più belli. Ci siamo fermati un’altra volta, in Friuli, per cenare e infine siamo arrivati a casa. Anche perché lunedì mattina c’era la presentazione del FAS Airport Service-Guerciotti-Premac (suo nuovo team per la stagione 2025/2026 di ciclocross, ndr)».

Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
Giorgia Pellizotti ha conquistato il terzo posto alle spalle di Barbara Bukovska e Lise Revol a Tabor
Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
Giorgia Pellizotti ha conquistato il terzo posto alle spalle di Barbara Bukovska e Lise Revol a Tabor

Il ritmo delle grandi

A Tabor, Davanti a Giorgia Pellizotti si sono piazzate le due dominatrici della passata stagione sul fango: Barbara Bukovska, Repubblica Ceca e Lise Revol, Francia. La francese è anche campionessa del mondo di ciclocross in carica di categoria. Il distacco della nostra azzurra è stato di ventisei secondi, un divario che non ha lasciato spazio a sogni di gloria. Ma Giorgia Pellizotti guarda con fiducia a questo risultato.

«Bukovska e Revool sono le più forti – analizza – però le altre sono tutte al mio livello. In realtà devo dire che le sensazioni in gara erano molto positive, sentivo di potermela giocare. Purtroppo al terzo giro, mentre ero attaccata al duo di testa, sono scivolata. Si è aperto un margine che non sono più riuscita a colmare. Diciamo che sono al loro livello, ma non posso permettermi di perdere nemmeno un metro. Non sono ossessionata dal raggiungerle, insieme al mio preparatore abbiamo deciso di non esagerare con gli allenamenti e di fare tutto con i giusti tempi».  

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Da quest’anno Giorgia Pellizotti nel cross corre con il team Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Da quest’anno Giorgia Pellizotti nel cross corre con il team Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La Coppa del mondo è un obiettivo?

Vorrei fare tutte le prove del calendario perché mi piacerebbe giocarmi il podio, anche se adesso insieme al team stiamo programmando il periodo di Natale. La squadra andrà in Belgio a correre (ce lo aveva detto anche Patrick Pezzo Rosola, ndr) e cercheremo di capire come incastrare i vari impegni. 

Come hai approcciato questa seconda stagione da junior? 

Sento di migliorare costantemente rispetto all’anno scorso, anche gli obiettivi sono cambiati. Se prima volevo fare esperienze nuove quest’anno, invece, voglio puntare un po’ più in alto. Per il resto non è che ci siano grandi differenze. Ho deciso di cambiare squadra per poter fare qualche gara in più in Belgio, per tenere il ritmo delle prime e migliorare ulteriormente.

Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
La sabbia rimane un terreno difficile da digerire per l’azzurra, sia in bici che nella corsa a piedi
Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
La sabbia rimane un terreno difficile da digerire per l’azzurra, sia in bici che nella corsa a piedi
Quali sono le corse in cui vorresti migliorare? 

Il grande obiettivo è riuscire a fare il podio e vincere una gara del calendario X2O Trophée, alle prime tre viene data una papera di gomma e la sogno da quando l’ho vista la prima volta (ride, ndr). Entrando nell’ambito tecnico vorrei migliorare il più possibile sulla sabbia, non è ancora il mio terreno. Mentre per il finale di stagione cercherò di arrivare in forma al mondiale, che si correrà a Hulst dove lo scorso anno ho ottenuto il mio miglior piazzamento in Coppa del mondo (quinta, ndr). Sarebbe bello ripetersi, o addirittura migliorare. 

Sulla sabbia come si migliora?

Mi manca un po’ di potenza, sia nella pedalata che nella parte di corsa a piedi. Quando risalgo in bici sento di avere le gambe affaticate, non pronte allo sforzo. All’europeo, corso due settimane fa, c’erano tanti tratti in sabbia e ho fatto fatica. Il quarto posto (Giorgia Pellizotti successivamente è stata squalificata a causa di problemi con la bici, ndr) è stato un buon risultato. 

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La stagione nel cross di Giorgia Pellizotti è iniziata alla grande, con cinque vittorie in nove giorni di gara
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La stagione nel cross di Giorgia Pellizotti è iniziata alla grande, con cinque vittorie in nove giorni di gara
Hai pensato anche alla strada?

Sto valutando di fare qualche gara in più il prossimo anno, visto che il mio livello è buono. Un obiettivo del 2026 sarà provare a entrare nel giro della nazionale anche su strada. E’ l’unica maglia azzurra che mi manca. Vorrei trovare il modo di partecipare a gare internazionali, come il Piccolo Trofeo Binda, ma dovrei trovare un team per correre oppure una squadra mista. Però al momento non ci penso molto, tra cross e scuola ho pochissimo tempo.

A proposito, come stanno andando gli studi?

Bene, sono al quarto anno del liceo scientifico sportivo. Noto che sta diventando sempre più difficile seguire il programma, visto che gli argomenti si complicano. Non è sempre facile studiare in furgone o in macchina tornando a casa dalle trasferte. Le giornate sono parecchio impegnative, tra scuola, allenamenti e studio mi alzo presto e finisco a mezzanotte. Per fortuna la scuola è vicino a casa, ad appena sei chilometri. 

Vai in bici anche a scuola?

A volte capita, quando mamma e papà non possono accompagnarmi in macchina mi tocca pedalare anche lì!

Altro che passo indietro… Guerciotti rilancia e punta al massimo

04.10.2025
5 min
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Un ridimensionamento del team? Nelle ultime settimane era circolata questa voce, a proposito del Fas Airport Services-Guerciotti. Considerando le notizie riguardanti suoi atleti approdati in altri team, come Gioele Bertolini, sembrava che la squadra considerata il riferimento del panorama italiano dovesse quantomeno rivedere programmi e aspettative. Niente di più falso, il team prosegue il suo cammino passando per un’opera di rinnovamento, questo sì, ma le ambizioni sono sempre molto alte.

Paolo e Alessandro Guerciotti con la new entry Patrick Rosola Pezzo (foto team)
Paolo e Alessandro Guerciotti con la new entry Patrick Rosola Pezzo (foto team)

Tanti cambiamenti per crescere

Alessandro Guerciotti ammette che gli ultimi mesi sono stati perlomeno impegnativi con molti cambiamenti in essere: «Abbiamo dovuto lavorare molto ma alla fine direi che il livello del team (presente domani alla seconda prova del Giro delle Regioni, ndr) è sempre molto competitivo, anzi secondo me da un certo punto di vista è cresciuto rispetto all’anno scorso.

«Proprio la scorsa settimana abbiamo tesserato il campione italiano juniores Patrick Pezzo Rosola, che subito ha messo la sua firma nella prova inaugurale della stagione a Illnau, in Svizzera. Con lui alla fine abbiamo tre figli d’arte: lui con due campioni per genitori, la figlia di Luca Bramati e la figlia di Franco Pellizzotti e tra l’altro anche Giorgia ha esordito con un successo».

A Illnau (SUI) subito due vittorie per il team italiano con la Pellizotti e con Rosola Pezzo (foto team)
A Illnau (SUI) subito due vittorie per il team italiano con la Pellizotti e con Rosola Pezzo (foto team)
Come numeri cambia qualcosa?

Direi di no nel senso che siamo presenti in tutte le categorie. Avremo un elite che al posto di Bertolini è Federico Ceolin. Torna da noi e per come sta crescendo dico che può competere tranquillamente con Fontana, Bertolini e gli altri di vertice. Tra gli under 23 abbiamo ancora Tommaso Ferri, come l’anno scorso. E’ un corridore che può farsi vedere bene nelle gare nazionali e darci il suo contributo per il campionato italiano team relay. Di Pezzo Rosola c’è poco da dire…

Diciamolo ugualmente…

E’ il campione italiano (e il nostro team avrà così ancora una maglia tricolore), si è già distinto con podi internazionali e potrebbe anche essere l’Agostinacchio di turno. Per questo gli faremo fare un percorso uguale a quello che abbiamo fatto fare a Mattia. Con lui Francesco Dell’Olio che è un junior primo anno ma che tra gli allievi è sempre andato al podio. Su strada è andato fortissimo e si sa che se emergi d’estate, lo farai anche d’inverno e viceversa.

Patrick Rosola Pezzo ha riportato la maglia tricolore nel team guidato da Luca Bramati (foto team)
Patrick Rosola Pezzo ha riportato la maglia tricolore nel team guidato da Luca Bramati (foto team)
E fra le donne?

Intanto abbiamo Lucia Bramati che passa elite andando a completare una categoria nella quale non eravamo presenti la scorsa stagione. Poi abbiamo confermato Elisa Ferri che tra le juniores ha fatto benissimo e passa under con tante aspettative e avremo Beatrice Fontana che è all’ultimo anno nella categoria, seconda all’italiano dell’anno scorso. Quindi diciamo che abbiamo due atlete che, nel caso la Corvi dovesse rinunciare alla stagione, possono essere protagoniste. Fra le juniores abbiamo la Pellizotti, anche lei già in evidenza al primo anno anche all’estero e sulla quale puntiamo forte come su Pezzo Rosola. Inoltre c’è una new entry, Nicole Righetto che a livello giovanile ha vinto quattro campionati italiani, due da esordiente e due da allieva, quindi in prospettiva è una delle atlete più interessanti del panorama.

Coprite quindi tutte le categorie, puntate a fare l’en plein ai tricolori?

Non voglio fare proclami, diciamo che abbiamo una squadra di 9 elementi, 5 donne e 4 uomini, molto competitiva dappertutto, che sicuramente può puntare al titolo tricolore nella staffetta, al quale teniamo molto. Secondo me comunque il team è un gradino superiore all’anno scorso e parliamo di un team 2024-25 che aveva colui che è diventato campione del mondo…

Dopo un’ottima stagione nella mtb, Giorgia Pellizotti punta in alto anche a livello internazionale (foto team)
Dopo un’ottima stagione nella mtb, Giorgia Pellizotti punta in alto anche a livello internazionale (foto team)
Nella ristrutturazione del team, che chiaramente richiede tempo e impegno, c’è stato qualche momento di difficoltà che avete affrontato e che ha portato alle voci di un ridimensionamento?

Nella costruzione del team sì. Sapendo chi andava via, chi era ingaggiato dai grande team. Lo ammetto senza timori, ma io lo reputo anche abbastanza normale, nell’ordine delle cose: al nostro livello fare il ciclocross diventa sempre più difficile. Un Agostinacchio ad esempio non puoi trattenerlo, non puoi competere con i team della massima serie che dal nulla possono creare una struttura concorrenziale anche nel ciclocross. Devi solo sperare che vada a finire in un team dove non fanno attività ciclocrossistica e quindi si debbano appoggiare a una squadra già esistente.

Dispiaciuti che sia andato via?

Ci sarebbe piaciuto averlo ancora con noi per un anno, ma non si sono create le condizioni. Lo stesso Pezzo Rosola lo abbiamo rincorso per un paio di mesi siamo andati a definirlo a fine agosto, perché aveva contatti con altre squadre e poi ha fatto la scelta secondo me più sensata per essere in una squadra italiana che possa fargli fare una attività internazionale.

Dopo l’esordio in Svizzera, il team Guerciotti seguirà lo sviluppo friulano del Giro delle Regioni (foto Facebook)
Dopo l’esordio in Svizzera, il team Guerciotti seguirà lo sviluppo friulano del Giro delle Regioni (foto Facebook)
Che cosa rispondi allora a chi preconizzava un calo?

Noi partiamo con gli stessi presupposti del settembre 2024. Chi allora si sarebbe potuto aspettare che Agostinacchio potesse vincere mondiale ed europeo e che Bertolini vincesse un altro campionato italiano? Oggi invece abbiamo un corridore, Ceolin, che è comunque ai livelli di Bertolini e anzi abbiamo una visibilità maggiore, non solo a livello juniores uomini, ma anche donne. Possiamo giocare le nostre carte in tutte le categorie. Insomma, secondo me la squadra è molto più competitiva. In futuro sarà sempre più difficile tenere questo livello.

Per voi però avere questo livello è fondamentale, anche come marketing per l’azienda considerando la diffusione delle vostre bici…

E’ vero, per noi la passione è legata a doppio filo a un discorso tecnico. La squadra la utilizziamo anche come veicolo per proporre nuovi prodotti e far conoscere l’azienda. I successi di Casasola prima e di Agostinacchio poi hanno indotto un bell’incremento di vendite in Belgio, Guerciotti è tornata a essere molto visibile come marchio, molto richiesto. Quindi appunto è importante che la squadra rimanga e lo faccia a un livello degno.

Giorgia Pellizotti: il ritorno su strada e la rivincita dopo sei anni

05.05.2025
4 min
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«In realtà fino a quando ero esordiente secondo anno correvo principalmente su strada, ma a causa della mia corporatura minuta non riuscivo ad esprimermi al meglio. Facevo fatica e non mi divertivo, in quel periodo ho anche pensato di smettere di andare in bici. Così sono passata a correre nel fuoristrada e le cose sono andate sempre meglio. Essere leggera mi ha permesso di primeggiare sia nella mountain bike che nel ciclocross. La vittoria a Gossolengo di settimana scorsa è stata una rivincita personale».

Dall’altra parte del telefono risponde Giorgia Pellizotti, figlia di Franco e anche lei ciclista (in apertura foto stella e Bft burzoni). Chi segue il ciclocross e la mountain bike la conosce sicuramente, lo scorso inverno è stata campionessa europea nel mixed team relay. Nella prova di categoria, tra le juniores, ha fatto vedere grandi cose. La sua stagione sul fango ha attirato l’interesse del TRINX Factory Team che l’ha voluta nel suo roster per il 2025. Con loro ha iniziato esattamente come aveva finito: vincendo. Sia nella mountain bike nelle prove di inizio anno e ora anche su strada.

Giorgia Pellizotti ha vinto la sua prima gara su strada a Gossolengo (foto stella e Bft burzoni)
Giorgia Pellizotti ha vinto la sua prima gara su strada a Gossolengo (foto stella e Bft burzoni)

“Colpa” del fratello

Giorgia Pellizotti, a detta del padre Franco che la conosce meglio di chiunque altro, non aveva molte intenzioni di rimettere le ruote sull’asfalto. Poi però il seme della curiosità, che fa parte dei giovani e li spinge a provare e riprovare, si era insinuato in lei.

«Insieme alla squadra – continua a raccontare mentre si gode una passeggiata prima delle vacanze scolastiche – avevamo pensato di inserire qualche corsa su strada in funzione della stagione di mountain bike. Mio fratello che è un grande appassionato di questa disciplina si è messo a cercare qualche gara. Ne aveva trovate alcune ma non era semplice riuscire a incastrare tutti gli impegni. L’occasione si è concretizzata la settimana scorsa e così siamo andati».

Le doti di Giorgia Pellizotti sono emerse durante lo scorso inverno, quando all’europeo di ciclocross ha conquistato il terzo posto nella prova juniores
Le doti di Giorgia Pellizotti sono emerse durante lo scorso inverno, quando all’europeo di ciclocross ha conquistato il terzo posto nella prova juniores
Con la squadra o da sola?

Da sola, la squadra era impegnata in un’altra gara. La mia famiglia mi ha seguito, per fortuna il percorso era suddiviso in tre circuiti diversi e passavo davanti a loro più volte. Così riuscivano a passarmi qualche borraccia.

Gara lunga, ti aspettavi di fare così bene?

Erano settantacinque chilometri con qualche salita impegnativa. La distanza un pochino mi preoccupava perché non sono di certo abituata a fare così tanti chilometri. Durante gli allenamenti arrivo a cinquanta, massimo sessanta.

Su strada le qualità del ciclocross e della mountainbike l’hanno aiutata ad emergere (foto stella e Bft burzoni)
Su strada le qualità del ciclocross e della mountainbike l’hanno aiutata ad emergere (foto stella e Bft burzoni)
Però li fai fuoristrada, a livello di ore l’impegno è simile…

In effetti sì. La gara è durata due ore e mezza più o meno. Partivo senza aspettative però, questo non lo nego. Alla fine doveva essere un passaggio in preparazione alla mountain bike.

Invece hai vinto…

E’ stato qualcosa di inaspettato. Sinceramente dopo l’arrivo ho avuto anche poco tempo per realizzare tutto, mi sono commossa e basta. Tornare a correre su strada e vincere è stato un modo per scacciare via i brutti pensieri che avevo avuto anni fa. Ho vinto io, in tutti i sensi.

Giorgia Pellizotti nel finale ha vinto con uno sprint lungo, dote che nemmeno lei pensava di avere (foto stella e Bft burzoni)
Giorgia Pellizotti nel finale ha vinto con uno sprint lungo, dote che nemmeno lei pensava di avere (foto stella e Bft burzoni)
Quali aspetti del fuoristrada ti hanno aiutata maggiormente?

Direi la capacità di fare sforzi ad alta intensità e per periodi abbastanza lunghi. Dall’inizio dell’ultima salita fino al traguardo avremo fatto una quarantina di minuti davvero a ritmo elevato. Dietro il gruppo stava comunque andando forte. Anche la forza esplosiva del ciclocross mi è tornata utile, in volata avevo ancora gambe per fare il massimo sforzo. Ah, c’è anche un altro aspetto.

Quale?

La dimestichezza nel guidare la bici, in gruppo riuscivo a destreggiarmi molto bene.

Tornerai?

Penso di sì, ma se mi state chiedendo di scegliere vi fermo subito. Per ora mi godo il momento. Mio fratello sta già cercando qualche altra gara, vedremo però.

Parte la Coppa del mondo, con una formula controversa

24.11.2024
5 min
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Con l’appuntamento odierno ad Anversa scatta la Coppa del mondo di ciclocross, profondamente diversa rispetto al passato e chi è addentro alla specialità se ne è già accorto, considerando che negli anni scorsi eravamo già molto avanti nel suo sviluppo considerando anche le prime prove oltre Atlantico. L’Uci ha cambiato tutto, cercando una formula che potesse attrarre e interessare anche tutti o parte dei “tre tenori”, negli ultimi anni disinteressati dall’evoluzione della challenge. Ora si va avanti fino al 26 gennaio attraverso 12 appuntamenti diversi (di cui uno in Italia, a Oristano l’8 dicembre), quindi con una grande concentrazione di eventi.

Pontoni davanti alla nazionale vincitrice dell’oro europeo nel team relay. Ora la stagione internazionale riparte
Pontoni davanti alla nazionale vincitrice dell’oro europeo nel team relay. Ora la stagione internazionale riparte

Si parte con gli elite

Quella di Anversa è una delle tappe riservata solo alle categorie Elite, mentre quelle giovanili saranno impegnate solo in metà delle prove in calendario, a cominciare da Dublino del primo dicembre e la nazionale sarà presente solamente in queste prove.

«A Dublino porterò una formazione molto ristretta – spiega il cittì Daniele Pontoni – comprendente solamente i tre medagliati di Pontevedra ossia i due Agostinacchio e la Pellizotti. Questo perché sappiamo che la logistica per Dublino è molto complicata sia per il viaggio che per l’alloggio lontano dal percorso. Le spese sono ingenti, è meglio investire sulle tappe successive».

Proprio in base al calendario di Coppa, Pontoni ha strutturato la preparazione della nazionale con un occhio sempre all’appuntamento principe, il mondiale: «Sarà importante il terzo weekend di dicembre, con Hulst (NED) al sabato e Zonhoven (BEL) alla domenica, poi il 29 saremo a Besancon (FRA), mentre il 19 gennaio saremo a Benidorm (ESP) dove fare anche il ritiro premondiale spostandoci direttamente da lì verso l’ultima tappa a Hoogerheide. Per quanto riguarda le categorie giovanili è bene considerare che la classifica si fa su 4 prove su 6, quindi valuterò anche la situazione di classifica per le mie convocazioni».

Da sinistra Orts, Nys e Iserbyt, sono loro i più attesi già dalla tappa odierna di Anversa
Da sinistra Orts, Nys e Iserbyt, sono loro i più attesi già dalla tappa odierna di Anversa

In Sardegna in gara per i propri team

Non ci sarà quindi la nazionale italiana in terra sarda, ma per una ragione ben precisa: «Non dipende dal fatto che non ci saranno le categorie giovanili. Si tratta di una specifica richiesta che è stata fatta dai team che vogliono essere presenti all’appuntamento principe della stagione italiana con le loro divise. Era giusto rispettare questa richiesta, d’altronde stiamo lavorando in stretta sinergia con un continuo scambio d’idee e un calendario strettamente condiviso. Ad esempio la scelta di portare soli 3 atleti a Dublino è data anche dalla contemporaneità con il GP Guerciotti, che è una prova C1 e quindi dà una grande quantità di punti per il ranking. E’ quindi conveniente partecipare a quello».

Ma questa nuova formula di Coppa piace al cittì? «Per rispondere mi svesto della mia carica e lascio rispondere al Pontoni semplice appassionato ed ex praticante: io avrei preferito una formula più semplice, con un appuntamento a ottobre, un paio a novembre, dicembre e gennaio fino al mondiale. Ben suddivise nel tempo e nello spazio. Questo sistema, scelto per favorire i big, concentra tutto fra le Feste e gennaio, ma una simile challenge dovrebbe premiare la costanza di rendimento lungo tutta la stagione, non in una sua sola parte. Da cittì comunque accetto le decisioni internazionali e mi adeguo, come è giusto che sia».

Van Der Poel dovrebbe iniziare le gare fra un mese, come anche Van Aert e Pidcock
Van Der Poel dovrebbe iniziare le gare fra un mese, come anche Van Aert e Pidcock

Porte aperte per la nazionale

Dopo Dublino ci sarà spazio anche per altri biker in nazionale? «Sicuramente, come avevo già anticipato alle società. Darò modo ad altri di esprimersi, considerando che per i mondiali nessuno ha il posto assicurato. Dal 21 al 29 dicembre vaglierò altri nomi per vederli all’opera nel massimo consesso, poi dopo i campionati italiani inizierò a trarre le mie conclusioni e fare una prima scrematura, ma non nascondo che a Benidorm potrebbe venire anche qualche altro corridore ancora in forse, per convincermi a portarlo a Lievin».

Ceolin e Bertolini, due degli 8 azzurri Elite (fra uomini e donne) in gara ad Anversa (foto Billiani)
Ceolin e Bertolini, due degli 8 azzurri Elite (fra uomini e donne) in gara ad Anversa (foto Billiani)

Agostinacchio, il metro di paragone

La vittoria di Agostinacchio, come anche le altre medaglie, hanno per il cittì una funzione ulteriore rispetto al prestigio riscosso.

«Io ho in loro un metro di paragone. Se un atleta arriva vicino a Mattia so che a livello internazionale può avere un certo livello di competitività, perché parliamo del campione europeo e questo mi aiuta nella mia lettura della situazione. Tenendo però sempre presente che ogni gara ha la sua storia. Io comunque sono convinto che faremo bene anche nel resto della stagione e per la sua parte finale penso che avremo anche qualche bella sorpresa fra le under 23, dove mi aspetto qualche recupero in base ai contatti che ho».