Bego imprendibile, Venturelli a un passo dal bronzo

05.08.2023
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GLASGOW – Quando si sono rese conto che la francese là davanti fosse imprendibile, dietro le ragazze hanno iniziato a cincischiare, pensando che toccasse alle inglesi chiudere il buco sull’imprendile Julie Bégo. Pioveva. La strada è diventata viscida, come sul ghiaccio. La stessa fuggitiva a un certo punto ha rischiato. Federica Venturelli a quel punto sentiva di avere gambe e voglia di allungare, ma da sola non si andava da nessuna parte e inesorabilmente la corsa si è chiusa. Dallo sprint per l’argento, l’azzurra è uscita con il quarto posto. E per questo, quando ce la troviamo davanti, non sa se essere felice.

«Non saprei darmi un voto – dice – però è stata un’esperienza positiva. Ci abbiamo provato fino alla fine, il risultato è mancato per poco. E’ l’ennesimo quarto posto di questa stagione (sorride con una punta di ironia, dopo due quarti posti agli europei in pista, ndr). Però direi che abbiamo condotto una buona gara, soprattutto nei primi tre giri. Siamo state unite, poi quando si è fatta la selezione purtroppo sono rimasta da sola. Ci stava su un percorso così impegnativo. Insomma, c’era da aspettarsi che non tutte riuscissero a reggere. E’ andata così, alla fine non siamo riuscite a chiudere sulla francese, che ha fatto un buon attacco. Io ho provato a prendermi un posto del podio. Però è andata male per pochi centimetri».

Il podio finale con da sinistra Ferguson, Bégo e Moors. Tre big della categoria, ma la Venturelli era all’altezza
Il podio finale con da sinistra Ferguson, Bégo e Moors. Tre big della categoria, ma la Venturelli era all’altezza

Buono in prospettiva

La zona dei bus è giusto alle spalle di George Square, il cuore della città e di questi mondiali sparsi per miglia e miglia nei dintorni. Dato che il pullman della nazionale l’hanno parcheggiato davanti al velodromo e da lì non si può muovere, per le corse di oggi è arrivato quello Vittoria e Daniele Callegarin, che lo guida, ha gli occhi dell’innamorato. Il ritorno ai mondiali ha un gran buon sapore.

Paolo Sangalli, tecnico delle ragazze, è vicino al furgone col meccanico Foccoli in attesa che le ragazze tornino tutte, per poter fare il punto.

«Il quarto posto – dice – è la medaglia di legno, la posizione più brutta in cui puoi arrivare. Però hanno fatto quello che hanno potuto. Nelle nostre previsioni, c’era di restare davanti in due, ma Eleonora La Bella non era in giornata. Se ci fosse stata lei, qualcosa di meglio avremmo fatto. Non ho ancora parlato con Federica Venturelli, mi dirà com’è andata. So solo che era un percorso molto, molto duro. Con la pioggia, ogni curva è diventata un pericolo.

«Sapevamo che la Francia avrebbe attaccato, ma io pensavo anche che la Gran Bretagna chiudesse, invece non hanno avuto gambe neanche loro. Diciamo che il quarto posto può essere una mezza delusione, ma in prospettiva di crescita è stata una buona esperienza. E ha confermato che il percorso, come si è sempre detto, è un percorso da classiche. Arriveranno davanti i corridori da classiche, fra le donne elite e anche gli uomini. A ruota fai fatica perché ad ogni curva devi rilanciare…».

Onore alle britanniche

Venturelli è come se avesse sentito, ma quando parla con noi deve ancora confrontarsi con il tecnico azzurro. Non ci sta a pensare che qualcuna delle avversarie abbia fatto la furba, ma è innegabile che le gambe di alcune siano mancate all’appello.

«Le inglesi – dice – hanno corso in modo più che onesto. Hanno chiesto anche il mio contributo per chiudere e io ho dato qualche cambio. Però alla fine quando hanno capito che ero da sola e che non avrei tirato come tutte loro messe insieme, non mi hanno detto più niente. Quindi, al contrario dell’omnium in pista, dove la Ferguson ha giocato d’azzardo stando sulla mia ruota, in questo caso hanno lavorato come una squadra e non hanno sicuramente ostacolato il mio risultato».

Per Federica un altro quarto posto, il quarto in gare titolate tra pista e strada
Per Federica un altro quarto posto, il quarto in gare titolate tra pista e strada

Rimpianti? Sì, no, forse…

L’ultima annotazione è sul percorso, mentre gli addetti dell’antidoping pressano perché la lasciamo andare. Dice che per lei asciutto o bagnato non è cambiato molto e che in questo la scuola del cross è preziosa.

«Però – sorride la Venturelli – penso che per alcune altre ragazze gli ultimi giri abbiamo fatto la differenza. Ho visto anche qualcuna ragazza che si è staccata, quindi la pioggia ha reso più insidioso un percorso che già di per sé era complicato da comprendere e su cui muoversi. Non ho rimpianti quando la francese ha attaccato, perché ero davvero tirata, davvero a tutta e quindi non sarei riuscita a starle a ruota. Nel finale, il progetto era quello di attaccare sull’ultimo strappo, però non mi sono sentita le gambe. Forse se fossi entrata in una delle tante fughe, mi avrebbe permesso di far andare la gara in un altro modo, però era troppo dura per correre dietro a chiunque. Sono stati 70 chilometri assolutamente impegnativi, anche senza fare attacchi inutili».

Francia, 13 anni dopo

Il mondiale delle donne junior è andato a Julie Bégo (18 anni), partita al penultimo giro, quando mancavano 22 chilometri al traguardo. La ragazza di Chambery, stagista alla Cofidis da appena quattro giorni, ha mantenuto un vantaggio di una quindicina di secondi in cima alla salita principale del circuito, Montrose Street, e ha finito per vincere da sola davanti alla britannica Cat Ferguson e alla belga Flower Moors. Per gli amanti delle statistiche, la Francia non vinceva un mondiale junior da 13 anni, dai tempi di Pauline Ferrand-Prevot.

Venturelli, due colpi all’estero prima di rimettersi sui libri

13.05.2023
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Questo weekend è il primo a casa per Federica Venturelli. Bici solo un po’, per tenere la gamba in condizione e il resto del tempo da passare sui libri, perché la scuola giustamente richiede concentrazione e attenzione. D’altronde la campionessa della Valcar-Travel&Service viene da due trasferte all’estero che hanno detto chiaramente qual è il suo valore nella categoria junior.

Per niente spaventata dalle nuove leve, la Venturelli si è presentata al via di due prove di Nations Cup, entrambe a tappe, EPZ Omloop Van Borsele in Olanda e Tour du Gevaudan Occitanie in Francia, portando a casa un secondo posto e una vittoria nelle classifiche generali. Una dimostrazione generale di superiorità che ha colpito soprattutto i selezionatori stranieri e che apre nuove prospettive.

«Non pensavo di andare così forte – ammette la diciottenne azzurra – avevo iniziato con calma, mi ero presentata a queste gare soprattutto per capire un po’ di più quale sia il mio valore da un anno all’altro. Sono arrivati due risultati insperati».

Proviamo a ripercorrere queste tre settimane così importanti. Presentando la corsa olandese avevi specificato come non fosse adatta alle tue caratteristiche…

La prima tappa a cronometro era piatta, oltre 14 chilometri, ma il vento l’ha resa molto dura. E’ stata quella a costruire la classifica perché le due frazioni successive erano piatte. Ho chiuso la prova contro il tempo al secondo posto, a 14” dalla britannica Sharp, una vecchia conoscenza perché ci siamo affrontate spesso in pista. Nelle tappe successive ho provato a rimontare attraverso i traguardi volanti che davano abbuoni, infatti ho più che dimezzato il divario. Entrambe si sono concluse in volata e quello non è davvero il mio forte.

Eppure sei finita sempre nelle zone alte, a cavallo della decima piazza.

Sapevo di dover comunque rimanere davanti per evitare rischi, io le volate le ho fatte, provavo a emergere per quanto possibile. Alla fine sono finita dietro per 4”, di più non si poteva davvero fare.

La seconda gara, due settimane dopo?

Era più breve, solo due tappe, ma molto più dure dal punto di vista altimetrico. C’erano molte salite, soprattutto nella prima parte e il gruppo si è frazionato. Nel finale siamo andate via io e la francese Bego e l’ho battuta allo sprint. La seconda era un po’ più semplice ed è diventata molto tattica, le nazionali hanno lavorato tantissimo e devo dire grazie alle mie compagne di squadra che hanno svolto un grande compito. Alla fine ho chiuso seconda dietro la Ferguson, ma davanti alla Bego e così ho conquistato la vittoria.

Che impressione hai tratto del livello generale?

L’impressione è che il livello non sia tanto diverso dallo scorso anno per la semplice ragione che era già molto alto. Sicuramente ho visto la francese molto cresciuta rispetto al 2022, era già una delle più forti al mondo di categoria, ma ora ha qualcosa in più. Poi vanno molto forte le due gemelle canadesi Holmgren ma loro le conosco bene, sono già ai vertici nel ciclocross e anche nella mtb, quando si va in salita sono davvero eccezionali. Fra le nuove spicca la Ferguson, sapevo che ne parlavano tutti ed è davvero di altissimo livello, non è un caso se ha vinto la seconda tappa in Francia.

Il podio del Tour du Gevaudan, con la francese Bego e la belga Van Sinaey
Il podio del Tour du Gevaudan, con la francese Bego e la belga Van Sinaey
E la Federica Venturelli di adesso è diversa da quella dello scorso anno?

Domanda difficile, perché mi accorgo che i parametri sono diversi. Cambiano le avversarie, ma sono cambiata anche io. Sento che dei miglioramenti ci sono, queste due trasferte mi hanno detto soprattutto che sono in grado di tenere un rendimento più costante, l’anno scorso andavo più a sprazzi. Riesco ad adattarmi di più a quel che mi propone ogni singola gara e questo fa parte della crescita.

E’ chiaro che stiamo parlando di juniores, ma emergere in due gare a tappe non è da poco. Pensi di avere una propensione per questo tipo di gare?

Io lo spero, diciamo che per ora vado bene, ma so bene che due corse che non vanno oltre i tre giorni di gara non fanno molto testo. Per ora vado bene in salita, ma non ho certo il fisico da scalatore. Quindi non posso sapere quale sarà il mio rendimento da elite fra qualche anno. So che dovrò fare tanta fatica, questo è sicuro.

A cronometro un ottimo 2° posto, ma c’è da lavorare…
A cronometro un ottimo 2° posto, ma c’è da lavorare…
Hai altre trasferte in programma?

Il 21 maggio c’è il Giro delle Fiandre dove vorrei far bene, poi ci sarà un periodo dedicato agli allenamenti in cui vorrei preparare bene il campionato regionale a cronometro. Ho visto in Olanda che, pur finendo seconda, sono lontana dai livelli dello scorso anno proprio perché non avevo fatto allenamenti specifici. E poi…

Poi?

Poi devo dare la precedenza allo studio. Ogni volta che torno a casa mi ritrovo con una caterva di compiti, di materie dove devo recuperare, ora sono le settimane decisive e mi devo concentrare sullo studio, quindi la mia amica bici verrà un po’ trascurata. Ma ci rifaremo, questo è sicuro.

Sangalli, dal Nord garanzie solide dalle sue azzurre

28.04.2023
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Quasi come un lampo, la prima parte di stagione del ciclismo femminile è volata via ed è già in archivio. All’orizzonte c’è una lunga sequela di giri a tappe che daranno altri spunti e indicazioni. Col cittì Paolo Sangalli abbiamo tracciato un bilancio sulla campagna del Nord delle nostre ragazze, tra elite e junior.

Quella di quest’anno non è stata sicuramente la grande primavera del 2022, ma dietro ci sono in maniera altrettanto certa più motivazioni che giustificazioni. Alla luce di tutto sono mancate alcune vittorie, non però risultati e prestazioni. E questo il tecnico azzurro, oltre che sul proprio profilo instagram, lo ha sempre riconosciuto a tu per tu con le sue atlete.

La nazionale junior schierata da Sangalli alla Omloop Van Borsele in Olanda (foto instagram)
La nazionale junior schierata da Sangalli alla Omloop Van Borsele in Olanda (foto instagram)
Paolo iniziamo dalle juniores, per le quali volevi che facessero innanzitutto esperienza estera. Come sono andate?

Sono molto contento di loro. In Belgio e Olanda hanno toccato con mano cosa significa correre lassù. Quest’anno ho voluto fortemente che cambiassero alcuni regolamenti in modo che anche un nostro team potesse partecipare. La BFT-Burzoni è venuta alla Gand-Wevelgem mentre la Valcar Travel&Service era presente alla recente Omloop Van Borsele. Direi che il loro contributo lo hanno dato ai fini della nazionale stessa. Dopo la Gand eravamo settimi nel ranking, ora invece siamo secondi. Tenete conto che le prime cinque nazioni della Nations Cup possono portare cinque atlete al mondiale, quindi una in più rispetto alle altre. E questo cambia tanto. Fra una settimana saremo al Tour du Gevaudan Occitanie con nazionale e BFT-Burzoni ed è l’ultima prova valida prima di Glasgow. Dobbiamo solo completare l’opera mantenendo o migliorando il nostro punteggio.

A livello individuale cosa puoi dirci?

Ho avuto buone risposte da tutte le ragazze. Venturelli è in crescita. Ha fatto seconda sia alla crono sia nella generale della Van Borsele tra le due britanniche Sharp e Ferguson. Iaccarino ha collezionato piazzamenti. Quarta alla Gand, poi terza e quinta di tappa in Olanda. Anzi, è stata pure sfortunata. Nella crono inaugurale dopo una svolta a destra si è trovata davanti a sé un camion che procedeva occupando tutta le sede stradale per tanti metri. Mai visto una cosa del genere. Ha perso comodamente trenta secondi e magari poteva piazzarsi anche lì. Hanno corso bene anche Baima e La Bella ma anche loro non sono state troppo fortunate con una serie di cadute. Anita (Baima, ndr) che aveva fatto ottava alla Gand, si è rotta una clavicola. Peccato ma so che tornerà presto in forma.

Venturelli ha corso la Van Borsele con la Valcar chiudendo al secondo posto nella generale (foto Ossola)
Venturelli ha corso la Van Borsele con la Valcar chiudendo al secondo posto nella generale (foto Ossola)
Passando alle elite invece come valuti questo periodo delle classiche?

In tutte le gare le ragazze sono state protagoniste e ben presenti negli ordini d’arrivo. Al netto di tante considerazioni, mi ritengo molto soddisfatto. Finora è stata una stagione un po’ falsata da varie defezioni o stati di forma che hanno stravolto le dinamiche di gara. Se in corsa ti mancano elementi come Longo Borghini o Van Dijk e la stessa Van Vleuten non è quella che siamo abituati a vedere, è ovvio che la gara può prendere una certa piega più facilmente. Sia chiaro, il valore di una corazzata come la SD-Worx non si discute perché sarebbe ingrato dire il contrario, ma possiamo dire che quest’anno i team rivali hanno pagato più del dovuto alcuni intoppi.

Come hai viste le tue ragazze specialmente nell’ultimo mese?

Una bella vittoria è senza dubbio quella di Persico al Brabante. Ha battuto in volata la dominatrice Vollering e credo che questo significhi qualcosa. Si vede che Silvia ha imparato la lezione del Fiandre. Longo Borghini è una garanzia, ormai non so più come definirla (sorride, ndr). Dopo un mese ferma per covid è rientrata facendo subito risultati. Peccato per il secondo posto alla Liegi ma a me ha entusiasmato il terzo al Fiandre. Dopo che aveva tirato tutto il giorno, senza risparmiarsi, ha avuto la forza di fare quel tipo di sprint. Per le altre posso andare un po’ in ordine sparso?

La vittoria di Persico su Vollering ha avuto un grande significato per Sangalli
La vittoria di Persico su Vollering ha avuto un grande significato per Sangalli
Certo, prego…

Un’altra costante è Paladin. Ha fatto bella figura ovunque. Il suo quinto posto all’Amstel meritava qualcosa in più dopo che aveva fatto una bella azione solitaria nel finale. Sono di parte, certo e ci mancherebbe altro, ma forse le sue compagne potevano fare qualcosa in più per proteggerla poco prima del Cauberg. Alla Roubaix davanti c’erano Tomasi e Ragusa. Laura è stata brava ma sfortunata nel cadere in uno degli ultimi settori altrimenti poteva arrivare col gruppetto di testa. Katia finalmente è stata ripagata di tutto il lavoro fatto. E’ un’atleta generosa ed ha avuto del coraggio andando in fuga da lontano. Non ha mollato e ha centrato un grande secondo posto. Sono contento per lei.

Andiamo pure avanti.

Una menzione la faccio volentieri per entrambe le sorelle Fidanza. Martina ha vinto a Mouscron grazie alla volata tirata da Arianna. Anche Gasparrini e Bastianelli, che ha vinto Le Samyn, hanno fatto molto bene. Uguale Consonni per i suoi podi e Bertizzolo, che ha avuto diversi problemi fisici. Sono contento di Barale e Ciabocco che non hanno sfigurato in generale. Mi dispiace per l’infortunio di Guazzini perché penso che avrebbe potuto ottenere qualcosa di importante. Barbieri ha corso poco, ma era impegnata con la Nations Cup in pista. Poi non posso dimenticare di tre ragazze come Sanguineti, Guarischi e Cecchini. Loro non compaiono in cima agli ordini d’arrivo ma prima svolgono sempre un lavoro encomiabile per le loro capitane.

Sangalli sorpreso del veloce ambientamento di Realini ai vertici delle gare WT
Sangalli sorpreso del veloce ambientamento di Realini ai vertici delle gare WT
Che impressione ti ha fatto Realini?

Gaia è stata davvero una sorpresa in positivo. Il terzo posto alla Freccia Vallone e il settimo alla Liegi sono davvero tanta roba. Quest’ultimo piazzamento per me vale di più di quello che dice la classifica. Conoscevo Realini ma non mi aspettavo che andasse subito così forte e che corresse come una che ha più esperienza. Merito suo e merito della Trek-Segafredo, dove si vede che è seguita molto bene. Questa sua crescita è un’ottima risposta in prospettiva Tour de l’Avenir ed anche mondiale 2024, visto che dicono che a Zurigo ci sarà un percorso molto duro.

Facciamo gli ultimi due nomi. Il primo è Balsamo.

Non è stata la stessa primavera per Elisa. Non tutte le stagioni sono uguali e direi che sta facendo un suo programma. Elisa ha fatto seconda a De Panne, poi è caduta alla Gand. Anche lei ha disputato la Nations Cup ed ha risentito in squadra di assenze come Longo Borghini e Van Dijk, come dicevo prima. Con Balsamo abbiamo un obiettivo ben preciso ed è quello iridato di Glasgow ad agosto. Sta lavorando per arrivare al top in quel periodo.

Il secondo è Cavalli.

Neppure Marta ha avuto lo stesso aprile dell’anno scorso e anche lei, seppur con obiettivi diversi, sta facendo un proprio percorso. Ci vuole più tempo e pazienza. Sta recuperando bene e con la calma necessaria. Ha subito un trauma importante e solo l’opinione pubblica pensava che dovesse essere già là davanti in testa al gruppo a fare risultato. Mi sento spesso con lei e capisco che è ancora una questione mentale per sentirsi sicura in gruppo. I dati che ho visto parlano di una atleta in forze, da corridori di vertice. Ha fatto una buona Liegi. Come dicevo a lei, vedrete che da un giorno all’altro le passerà questo timore. Ora iniziano le gare a tappe dove si corre in un altro modo e lei potrebbe già farsi vedere un po’ di più. Noi la aspettiamo senza fretta.

E’ tornata Venturelli e le ha suonate anche alle elite

20.04.2023
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Quella ottenuta a Cantù il 10 aprile è stata, per Federica Venturelli (in apertura, foto Ossola), una vittoria dal sapore speciale. Non solo la prima di questa stagione su strada, la prima dal suo ritorno dopo il ciclocross e l’esito sfortunato del mondiale finito a ridosso del podio, ma soprattutto il primo successo in una gara open, che per una ragazza ancora junior ha sempre un sapore speciale. Così motivante che dopo appena sei giorni è arrivata anche la vittoria di Corridonia.

Nel corso della sua ancor breve carriera, Federica ha vissuto tante esperienze vittoriose, considerando che sin da allieva fosse stata indicata come una predestinata, oltretutto esempio della multidisciplinarietà che contraddistingue le nuove generazioni. Ma quella di Cantù è stata una vittoria particolare, che le ha dato una spinta ulteriore verso i grandi appuntamenti della stagione.

Il podio di Cantù dove Venturelli ha preceduto Carmela Cipriani e Matilde Vitillo
Il podio dove Venturelli ha preceduto Carmela Cipriani e Matilde Vitillo

«Era una gara di 97 chilometri – racconta la diciottenne cremonese – con tanta salita degli ultimi due giri. Ci tenevo particolarmente, infatti al venerdì ero andata in ricognizione per studiare i punti salienti del percorso e avevo capito che non ci sarebbe stato un arrivo in volata. C’è stata tanta selezione sin dalle prime battute, tanto che ancor prima di metà gara sono entrata nella fuga che sarebbe stata decisiva. Eravamo in 4, poi siamo rimaste 3 e alla fine l’ho spuntata io».

Perché questo successo era così importante?

La fine della stagione invernale non è stata semplice, ho avuto problemi di salute che mi avevano un po’ rallentato nella preparazione. Questo era un test importante, proprio perché l’affrontavo ancora non al top della forma.

Il fatto di avere vinto contro le più grandi di età?

E’ qualcosa di nuovo, rappresenta un passaggio importante in vista del futuro perché saranno le mie avversarie principali in ambito italiano. Ora però torno alla mia categoria in ambito internazionale, con la EPZ Omloop van Borsele in Olanda nel prossimo fine settimana, composta da un prologo e due tappe piatte. Non sono percorsi a me propriamente adatti, ma il vento potrebbe scombinare le carte ed essendo gara internazionale ci tengo a fare bene. Ci saranno praticamente tutte le più forti. Servirà anche per farsi un’idea in vista delle gare titolate.

Tu sei ora al secondo anno di categoria: che cosa è cambiato?

Molto e poco allo stesso tempo. Ho visto intanto che le ragazze di primo anno sono tutte mediamente forti, anzi qualcuna che spicca c’è come la Ferguson. Quelle mie coetanee le conosco, il livello medio mi accorgo che è molto alto. Io nel frattempo ho cambiato squadra e molto è mutato intorno a me. La Valcar Travel & Service è molto ben strutturata, rappresenta davvero un passo in avanti. Quel che non è cambiato è il mio allenamento, anche se è in programma di aumentare progressivamente i carichi per abituarsi sempre più a quel che mi troverò di fronte dall’anno prossimo.

Con Ciabocco, sua amica-rivale, ha realizzato un 2022 molto proficuo per il ciclismo italiano
Con Ciabocco, sua amica-rivale, ha realizzato un 2022 molto proficuo per il ciclismo italiano
Non ti senti un po’ orfana della tua “gemella” Ciabocco?

La sua compagnia e la sua concorrenza in gara erano stimolanti, alle fine ci siamo spinte insieme verso risultati importanti. Non posso negarlo, un po’ manca nelle gare di categoria, ma so che ci reincontreremo spesso lungo le strade. Mi sono già accorta che le nuove leve danno filo da torcere…

Tu sei famosa per le tue varie “vite ciclistiche”, compresa quella della pista. Continuerai a competere nei velodromi?

Certamente, non ho intenzione di cambiare, anzi ho già ripreso la preparazione al velodromo di Montichiari con le trasferte ogni settimana. Io penso che quell’attività sia un aspetto fondamentale per il mio rendimento su strada. Il problema è l’abbondanza di appuntamenti nel calendario: soprattutto nei mesi a venire, bisognerà fare delle scelte.

Il ciclocross resta il suo grande amore, ma dovrà giocoforza ridurre le sue apparizioni nel prossimo inverno
Il ciclocross resta il suo grande amore, ma dovrà giocoforza ridurre le sue apparizioni nel prossimo inverno
E il ciclocross, resterà anche lui?

Sì, sapete che a me piace tantissimo, è la specialità che per certi versi prediligo, ma dovremo rivedere qualcosa. Penso che nella prossima stagione affronterò solo appuntamenti mirati per conciliare maggiormente l’attività con la preparazione per la stagione estiva.

Obiettivamente, parlando proprio di calendario, su che cosa hai puntato la tua attenzione?

Il mio sogno è di riconfermarmi nei miei successi internazionali su pista, mantenere il titolo europeo sia nello scratch che nel quartetto e quello mondiale di inseguimento. Per molti versi vincere è bellissimo quando lo fai per la prima volta, ma riconfermarsi è molto più difficile e proprio per questo intrigante.

Donne junior ed esperienza internazionale. Parla Sangalli

17.03.2023
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«Quest’anno vorrei far capire meglio alle junior cosa si dovranno aspettare quando faranno il grande salto nel WorldTour». Paolo Sangalli, cittì della nazionale femminile, ha già indicato la mission da perseguire nei prossimi mesi per le azzurre più giovani.

Il pensiero del tecnico milanese scatta d’obbligo considerando che gli esempi di Barale un anno fa e Ciabocco quest’anno (entrambe passate al Team DSM) potrebbero ripetersi a fine 2023, quando i team più importanti busseranno al mercato di casa nostra per prendere le migliori giovani. Parafrasando lo stesso Sangalli, quella delle junior è una categoria molto didattica, nella quale si insegna alle ragazze a diventare corridori, specie fuori dai propri confini. Dopo le due gare iniziali (in apertura foto Franz Piva), concluse con risultati un po’ a sorpresa, il calendario propone i primi appuntamenti internazionali che daranno il definitivo “la” ad un’annata da seguire con particolare interesse.

Il cittì Sangalli vuole preparare le junior all’eventuale salto nel WorldTour
Il cittì Sangalli vuole preparare le junior all’eventuale salto nel WorldTour
Paolo in questo weekend c’è il Piccolo Trofeo Binda. Cosa ti aspetti?

Come sempre, la gara di Cittiglio è il primo appuntamento internazionale in cui ci dobbiamo rapportare con le straniere. Cambia tanto, forse tutto, per le ragazze che hanno corso le prime due gare in Italia. Per me Cittiglio sarà una tappa di avvicinamento alla Gand-Wevelgem del 26 marzo, che a sua volta mi darà ulteriori indicazioni per la Omloop Van Borsele (21-23 aprile, ndr), il Tour dell’Occitania (6-7 maggio, ndr) e il nuovo Giro delle Fiandre del 21 maggio. Ricordiamoci che fare risultato in queste corse significa poi poter schierare una ragazza in più al mondiale.

Di questo inizio di stagione hai già qualche primo riscontro?

A dire il vero mi sono sentito solo con diversi diesse. Rossella (Callovi, la sua collaboratrice, ndr), che era con me al Nord per seguire in particolar modo la van Drenthe delle elite che si correva sul percorso degli europei, è riuscita a seguire la gara di Gossolengo appena siamo atterrati. Abbiamo visto che le due gare le ha vinte entrambe la Bft Burzoni con La Bella e Baima che sono due junior del primo anno. Non nascondo che questi risultati ci abbiano incuriositi però voglio vedere tutte le ragazze con i miei occhi e lo farò a Cittiglio. Abbiamo un movimento sano, con tante buone realtà che lavorano bene ma per me questo sarà un anno importante e diverso per queste ragazze.

Per quale motivo?

Le attuali junior sono quelle esordienti o allieve che durante la pandemia hanno perso quella continuità psicofisica che è fondamentale a quell’età. Tre anni fa facevano fatica ad allenarsi le elite, figuratevi ragazzine di 13/15 anni. All’epoca qualcuna di loro non aveva in casa rulli o ciclomulini per allenarsi e restare ferme due mesi è stato dannoso. Mentre invece altre hanno fatto pure troppo. E’ vero che sono passati tre anni, ma non avevamo precedenti su cui poter contare e quindi alcune situazioni le vedremo proprio nei prossimi mesi. Spero che il 2023 possa essere una stagione in cui colmare questo gap e in cui ritrovare la vera, giusta continuità.

E sul discorso dei rapporti cosa ci dici?

Anche le ragazze come i maschi non saranno più obbligate ad usare le classiche combinazioni. Ad esempio, chi era già forte prima a crono, ora potrà sviluppare ancora più potenza. Anche questo aspetto andrà seguito con molta attenzione.

Per europei e mondiali Sangalli vuole junior veloci, reattive e che tengano sugli strappi (foto Franz Piva)
Per europei e mondiali Sangalli vuole junior veloci, reattive e che tengano sugli strappi (foto Franz Piva)
Per la Gand sai già chi portare?

Sicuramente il Piccolo Binda mi aiuterà a sciogliere le riserve. Una pre-lista di convocate va comunicata tre settimane prima senza veri dati alla mano. Così dobbiamo affidarci anche a ciò che ci dicono i diesse delle varie squadre. Per la verità loro in maniera molto onesta, come sempre hanno fatto, ci danno un riscontro sulle ragazze più in forma in base ai loro parametri. E questo tipo di dialogo trasparente è stato fortemente promosso dalla Federazione per radicare ancor di più la collaborazione tra nazionale e club. In ogni caso di nomi ancora non ne faccio perché non ho nulla di certo in mano.

Proprio la Bft Burzoni correrà in Belgio. Sarà un ulteriore modo di visionare ragazze.

Sapete che noi cerchiamo di vedere più gente possibile all’opera. Consideriamo sia la ragazza che ogni domenica corre da sola sia quella che è in un team molto più numeroso. Per il resto mi fa piacere che alla Gand ci saranno dodici italiane che faranno esperienza in campo internazionale. D’altronde, come dicevo prima, abbiamo interesse comune a fare punti. A parte il risultato, in queste corse vorrei che arrivasse un messaggio forte. Ovvero capire ciò che c’è fuori dall’Italia. Uno degli obiettivi è far fare più esperienza possibile a più atlete possibili. Se arriva un team WorldTour che, ad esempio, si prende la campionessa italiana, io vorrei che lei sapesse già cosa c’è di là.

Venturelli e Toniolli sono le due ragazze che guidano la nidiata. C’è qualche altra ragazza da cui il cittì Paolo Sangalli si attende qualcosa in particolare?

Ripeto che di nomi non ne faccio (sorride, ndr), ma ovvio che loro due siano quelle più esperte, visto che sono già nel giro azzurro stabilmente. Federica (Venturelli, ndr) adesso sta recuperando perché tra ciclocross e scuola ha passato un inverno intenso. Non può essere sempre performante ed è necessario che tiri il fiato. Rientrerà con calma. Con Alice (Toniolli, ndr) invece approfondiremo il discorso crono. Diciamo che in generale mi aspetto conferme da tutte, a cominciare dalle junior del secondo anno, che dovrebbero fare la differenza.

E in vista di europeo e mondiale che atlete ci vorranno?

Serviranno ragazze esplosive, reattive e veloci. Entrambe le corse, seppur con qualche differenza, prevedono strappi, curve secche e rilanci. Ne abbiamo diverse di corridori così ma dovremo lavorare assieme affinché ci arrivino in forma visto che il mondiale ad agosto ci scombussola un po’ i piani. Abbiamo tempo per prepararci e farci trovare pronti.

Hoogerheide, apriamo i mondiali con due quarti posti

04.02.2023
6 min
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Dopo la vittoria degli “Oranje” ieri nella prova “relay misto”, oggi si sono disputate le gare junior donne, U23 uomini e donne Elite.  Come da copione, se si organizzano dei mondiali in Olanda, ad Hoogerheide, a febbraio, non sono venuti a mancare freddo e pioggia. Così il percorso, già di per sé impegnativo è diventato duro… o meglio morbido e scivoloso. Come è andata? Bene le azzurre e le azzurrine, male gli uomini U23.

Federica Venturelli e Silvia Persico sono state le nostre migliori protagoniste con due quarti posti entrambi sudati e meritati. Brave anche Valentina Corvi (decima tra le Junior) e Sara Casasola (dodicesima tra le Elite).

Valentina Corvi ha chiuso la gara delle juniores al 10° posto a 1’47” dalla vincitrice, Isabella Holmgren
Valentina Corvi ha chiuso la gara delle juniores al 10° posto a 1’47” dalla vincitrice, Isabella Holmgren

Amaro in bocca

A conti fatti rimane un sapore agrodolce, non quello delle centinaia di litri di birra venduti sul percorso, ma quello di due medaglie che avrebbero coronato il bellissimo lavoro svolto da atlete e staff in questa stagione. 

Diverse le dinamiche per come sono arrivati i piazzamenti e diverse le espressioni delle protagoniste dopo aver transitato il traguardo. Lacrime per la Venturelli, sorriso per Persico. Nuova delusione, purtroppo, per i maschi U23 come accennato… Davide Toneatti solo 23° e Filippo Agostinacchio 24°, maglia iridata al belga Thibau Nys.

Venturelli battuta al colpo di reni da Gery nello sprint per il bronzo
Venturelli battuta al colpo di reni da Gery nello sprint per il bronzo

Venturelli in lacrime

Le ragazze junior hanno aperto le danze, e solo il fotofinish ha tolto la gioia del bronzo alla Venturelli battuta di un soffio nella volata finale dalla francese Célia Gery, mentre le gemelle canadesi Holmgren si sono meritatamente aggiudicate l’oro (Isabella) e l’argento (Ava). 

«Ho avuto qualche problema in partenza – ha spiegato la Venturelli – perché mi sono toccata con la ragazza di fianco a me. Sono riuscita a rimanere concentrata e recuperare per rimanere con le prime e fare i primi giri con loro. Penso di aver corso al meglio che potevo. Mi sono giocata tutte le mie carte, però la Gery è stata più forte di me in volata».

«Un rammarico? Non sarei riuscita ad andare via prima, dunque tatticamente sono abbastanza soddisfatta di quello che ho fatto, purtroppo mi è venuta a mancare un po’ di brillantezza nello sprint finale». Sprint che per l’accortezza arrivava in salita e dopo la lunga scalinata.

Sul podio di Hoogerheide delle donne junior, le sorelle Holmgren ai primi due posti, poi la francese Gery
Sul podio di Hoogerheide delle donne junior, le sorelle Holmgren ai primi due posti, poi la francese Gery

Onore alle rivali

Malgrado la comprensibile amarezza per il podio sfiorato, Federica ha trovato la forza per onorare le sorelle Holgrem e la sfortunata olandese Molengraaf, solo settima e fuori dalla lotta per causa di una foratura.

Poi tra uno sfogo di lacrime e l’altro la Venturelli ha voluto aggiungere: «Con la stagione problematica che ho avuto posso ritenermi contenta per il quarto posto, ma dispiace soprattutto per la mia squadra, per la nazionale, per tutti quelli che hanno fatto degli sforzi per me, perché un podio sarebbe stato il miglior ringraziamento per quello che hanno fatto».

Delusa invece Valentina Corvi: «Sì… mi aspettavo di più, ero partita bene poi purtroppo è venuta a mancare la gamba. Era un percorso che richiede tanta spinta ed ho sofferto nella parte centrale, ma in generale non ero brillante».

Venturelli ha corso con grande piglio. Il bronzo le è sfuggito allo sprint, che non è il suo forte
Venturelli ha corso con grande piglio. Il bronzo le è sfuggito allo sprint, che non è il suo forte

Soddisfazione Persico

Soddisfazione invece per Silvia Persico, come conferma l’abbraccio con il cittì Pontoni una volta arrivata davanti al pullman della nazionale.

Malgrado uno start dalla terza fila, Silvia è partita a razzo agganciandosi al terzo posto fino al quarto giro. Poi purtroppo le tulipane Vam Empel (prima), Pieterse (seconda) e Brand (terza), galvanizzate dal tifo casalingo da stadio, hanno aperto il gas e Silvia ha dovuto accontentarsi del quarto posto battendo in volata l’altra olandese Alvarado. 

«Ho cercato di prendere subito le prime posizioni – ha detto la Persico a fine gara – sapendo che parto abbastanza bene perché la gara pensavo si giocasse già dal primo giro e mezzo. Poi purtroppo mi sono fatta scappare Lucinda Brand, ma ho dato tutto fino alla fine».

E in effetti la rabbiosa volata sulla rampa finale ne è la conferma.

«L’ambiente? Bellissimo – prosegue la lombarda – c’era davvero tanta gente oggi, un tifo bellissimo. Ho sentito parecchie volte gridare il mio nome e questo mi ha fatto piacere considerando che abbiamo corso in Olanda. Poi devo anche ringraziare la mia famiglia, un gruppo di venti persone venute dall’Italia, credo di aver veramente onorato la maglia e adesso testa alla strada. 

Il punto di Pontoni:

«Le medaglie di legno – ha detto il cittì azzurro – sono state tante oggi. Ma siamo comunque soddisfatti. Due quarti posti che se si guardano nel dopo corsa danno fastidio, perché sono il peggior piazzamento che si possa fare, però siamo stati in corsa fino alla fine, siamo stati protagonisti, e questo conta per il futuro.

«Bravissima la Silvia, ricordiamoci che è partita in terza fila ed ha corso contro otto olandesi… Poi certo, alla fine tutti ricordano le medaglie ma il settore ha lavorato bene. Brave anche la Corvi e la Casasola».

Persico ha fatto una gara di rimonta, chiudendo al 4° posto
Persico ha fatto una gara di rimonta, chiudendo al 4° posto

Maluccio gli U23…

«E sì – prosegue Pontoni – purtroppo abbiamo bucato con loro. Magari un po’ più di sincerità da parte di qualcuno ci stava. Ma tutto sommato ci teniamo stretti questi risultati».

Ma il tecnico friulano già guarda avanti e domani ci sono ancora carte importanti da giocare. «Domani? La categoria juniores è un punto di domanda, chissà magari i ragazzi ci fanno un regalo inaspettato. Invece con le ragazze U23 e Filippo Fontana, un piazzamento nella top 10 sarebbe un bel risultato».

Riposo meritato per tutti i protagonisti, mentre pubblico e addetti ai lavori crepitano già per lo scontro dei titani di domani tra Van der Poel e Van Aert.

Cross, strada e pista: Federica Venturelli piglia tutto

20.01.2023
4 min
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Dopo il terzo posto ottenuto al campionato italiano di ciclocross, Federica Venturelli non era propriamente felice. Delle tre sul podio di certo era colei che sorrideva meno. Forse perché da un percorso tanto filante si aspettava qualcosa di più, vista la sua potenza e le sue leve.

Ma le giornate non sono tutte uguali e soprattutto a 18 anni (tra l’altro appena compiuti) c’è tanto, tantissimo spazio per guardare avanti. A quell’età il futuro fa rima con speranza e allora ecco che il sorriso può tornare a splendere sul volto della portacolori della Selle Italia Guerciotti Elite.

Federica Venturelli, ha compiuto 18 anni il 12 gennaio, sul podio di Ostia (terza) avrebbe voluto di più
Federica Venturelli, ha compiuto 18 anni il 12 gennaio, sul podio di Ostia (terza) avrebbe voluto di più
Partiamo dalla gara tricolore, Federica: come è andata?

Sapevo già che su quel percorso non sarei stata favorita, perché anche se era molto veloce c’erano parecchie curve, ma soprattutto quelle due gocce di pioggia scese un attimo prima della partenza sono state per me un colpo basso. Qualcosa che mi ha sfavorito perché sono meno brava delle altre sul tecnico.

Però c’erano anche dei bei rettilinei…

Sì, ma questi tratti dritti non sono stati abbastanza per recuperare per quello che avevo perso in seguito a una caduta, tra l’altro una caduta anche un po’ stupida che mi ha lasciato qualche problemino sulla bici.

I tuoi “capi” Guerciotti, ci hanno detto che forse in quel frangente della scivolata hai anche un po’ perso la testa. E’ così?

No, non penso questo. Io sono sempre stata determinata a rientrare, però appunto, ho avuto qualche problema anche con le gomme, ho perso una trentina di secondi e non sono più riuscita a chiudere lo strappo. C’è stato un momento in cui sembrava che mi stessi riavvicinando, ma su un percorso  veloce come quello di Ostia recuperare 30” persi in un sol colpo non era fattibile.

La prima parte di gara è stata tattica. La Venturelli spingeva rapporti duri e in rettilineo controllava la Bianchi e la Corvi
La prima parte di gara è stata tattica. La Venturelli spingeva rapporti duri e in rettilineo controllava la Bianchi e la Corvi
Guardiamo avanti. Sei alta, potente, il fisico da stradista ce l’hai… E non a caso il futuro su strada si chiama Valcar…

L’anno scorso ho avuto qualche buon risultato, però ci sono molte avversarie più forti di me. Ho già visto anche ragazze di primo anno che saranno molto forti. Ma io oltre che sulla strada, cercherò anche di puntare sulla pista, che l’anno scorso mi ha dato tante soddisfazioni. Spero di riuscire a riconfermare il titolo mondiale dell’inseguimento individuale. 

Invece prima di Natale non avevi attraversato un gran periodo, avevi avuto lo streptococco. Ora come va?

I problemi di salute sembrano abbastanza risolti. Mi sono fermata, mi sono curata e non dovrebbero esserci più ricadute. Speriamo che vada avanti così, senza ulteriori intoppi, perché per quest’anno davvero già ho dato. Vorrei ritrovare la continuità necessaria per fare bene.

Riguardo al cross come ti gestirai?

Voglio finire la stagione al meglio pensando soprattutto al mondiale. L’anno scorso ho visto il percorso ed è abbastanza veloce, quasi tutto da spingere. Pertanto potrebbe essere abbastanza adatto alle mie caratteristiche, sperando però che non piova troppo perché io e il fango non andiamo molto d’accordo! Dopo la gara iridata, se sarò stanca farò un po’ di pausa, ma in ogni caso non sarà lunga perché comunque durante questo inverno ho già riposato molto. Cercherò di prepararmi bene per la strada e avviare al meglio questa stagione nella nuova squadra.

Lo scorso anno a crono la Venturelli è stata 1ª agli italiani, 4ª agli europei e 24ª ai mondiali… il tutto da junior di primo anno
Lo scorso anno a crono la Venturelli è stata 1ª agli italiani, 4ª agli europei e 24ª ai mondiali… il tutto da junior di primo anno
L’idea è di partire subito forte e sfruttare la condizione del cross, e magari riposare ad aprile, oppure staccare bene e poi riprendere?

Io credo che un minimo di stacco comunque mi serva, perché devo concentrarmi anche sulla scuola. Ho già fatto molte assenze e quest’anno ho la maturità. Una cosa in più a cui pensare! Sarebbe più uno stacco di testa perciò. Ma potrebbe anche essere utile in vista della maturità e salire di condizione prima del mondiale che sarà nel pieno della stagione su strada. 

Strada, nuovo team, c’è qualcosa che ti spaventa? Magari i chilometraggi…

Sono ancora junior di secondo anno, quindi non mi spaventano. L’anno scorso non ho fatto tanta fatica, neanche nelle gare open. Semmai ai chilometri ci penseremo dall’anno prossimo. Piuttosto mi piacerebbe usare di più la bici da crono. L’anno scorso ho perso il podio europeo per pochi decimi e non l’avevo usata molto.

Riecco la Venturelli, obiettivo puntato sui mondiali

12.11.2022
4 min
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Chi conosce Federica Venturelli sa che vederla ai margini delle gare è ciò che più non sopporta. A Namur lei non c’era e al di là della splendida prova della Corvi d’argento e della bella prestazione della Bianchi, la sua assenza si è sentita. Anche perché quest’anno aveva infilato una lunga serie di manifestazioni titolate, fra ciclocross a gennaio e poi mondiali ed europei fra strada e pista.

La portacolori della Selle Italia Guerciotti Elite è rimasta a casa, per colpa di un mal di gola che non poteva essere imputato a un normale “mal di stagione”: «Me lo portavo dietro dall’estate, ad agosto mi era stata diagnosticata un’infezione da streptococco e dopo Tabor si è ripresentato il problema. Sapevo che non era Covid, l’ho avuto a inizio anno e non era la stessa cosa. Ero stata molto meglio allora…».

Wollongong, braccio fasciato e smorfie di dolore. Ora però il peggio è passato
Wollongong, braccio fasciato e smorfie di dolore. Ora però il peggio è passato
Ultimamente la sfortuna sembra essersi accanita contro di te. Il braccio infortunato a Wollongong intanto come sta?

Quello è guarito del tutto, per fortuna. Mi è spiaciuto non poter vestire la maglia azzurra perché è sempre un’emozione, qualcosa d’importante da onorare. In nazionale c’è un clima eccezionale, dove veramente si diventa un tutt’uno.

Che cosa avresti potuto fare su quel percorso?

Non era adatto a me, non credo che avrei potuto fare grandi risultati. Per fortuna che su quei tracciati c’è Valentina (la Corvi, ndr) che va veramente forte. Diciamo che ci compensiamo e in questo modo copriamo ogni tipo di gara. Fra noi c’è una sana rivalità che ci porta a cercare di migliorare proprio dove l’altra va più forte.

Corvi prima e Venturelli seconda in Spagna a inizio stagione. Presto la rivincita…
Corvi prima e Venturelli seconda in Spagna a inizio stagione. Presto la rivincita…
Finora quante gare di ciclocross hai potuto fare?

Poche in verità, le 4 della trasferta azzurra in Spagna e la gara di Tabor, sempre con la nazionale. Il bilancio, considerando proprio le mie condizioni fisiche non è male, avevo tirato diritto dopo la stagione su strada proprio pensando agli europei. E’ andata a finire che ho staccato un po’ prima…

Avevi bisogno di recuperare più fisicamente o mentalmente?

Dal punto di vista mentale, avevo già recuperato in estate, prendendomi una pausa prima dei mondiali. E’ fisicamente invece che non mi ero ancora ripresa. Lo stop era già previsto, averlo anticipato e ampliato penso che mi abbia fatto bene. Ora comunque il peggio è passato e ho ripreso ad allenarmi normalmente.

In Italia la cremonese ancora non ha gareggiato nel cross. Ora punta agli Italiani di gennaio
In Italia la cremonese ancora non ha gareggiato nel cross. Ora punta agli Italiani di gennaio
Anche perché Pontoni ha detto apertamente di puntare molto su di te per i mondiali…

Il percorso iridato l’ho visto lo scorso anno, il cittì aveva fatto gareggiare anche noi junior nella gara Elite di Coppa del Mondo proprio pensando ai mondiali dell’anno successivo. Ho visto che è un tracciato che si adatta alle mie caratteristiche, non troppo tecnico, dove c’è molto da spingere. L’importante sarà arrivare pronti al momento del via, con la condizione giusta. Ho oltre due mesi per essere a punto, il tempo è più che sufficiente.

Quanto ti pesa ogni volta fermarti? Sappiamo che un’agonista nata come te ha sempre bisogno di stimoli…

A me piace troppo il clima delle gare, lo trovo molto stimolante, anche perché in gruppo ormai siamo tutti amici e per me i rapporti umani sono molto importanti. Con la vita che faccio, sempre in trasferta, mi è difficile stringere grandi amicizie a scuola, quindi compenso un po’ proprio con la nazionale, con le gare di ciclocross, vivendo le mie prove e soffrendo per gli altri.

Fino a quest’anno la Venturelli su strada ha corso per la Cicli Fiorin, e nel 2023?
Fino a quest’anno la Venturelli su strada ha corso per la Cicli Fiorin, e nel 2023?
Sappiamo che sei completamente assorbita dalla stagione di ciclocross, oltretutto sei ancora junior, ma già pensi anche a quel che ti attende su strada?

Sì, non perdo d’occhio le mie altre attività ciclistiche e a tal proposito penso che tra pochi giorni arriveranno novità per quanto riguarda la mia squadra per il 2023, ma ancora non posso ufficializzarlo.

Dall’ambiente la destinazione appare quella della nuova Valcar, che proprio sulla ragazza di San Bassano punta forte per ricostruire il team dopo la diaspora dei suoi talenti verso il WorldTour, ma nei prossimi giorni se ne saprà sicuramente di più.

Azzurri per Namur, Pontoni spiega le sue scelte

03.11.2022
5 min
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Daniele Pontoni è pienamente convinto delle sue convocazioni in vista degli europei di Namur in programma nel fine settimana. Ha portato in nazionale 17 corridori coprendo tutte le categorie e questo è già un risultato importante considerando che alcuni dei big (a cominciare dal bronzo mondiale Persico) non hanno ancora iniziato la loro stagione. Eppure fare la squadra non è stato così semplice, anche se lo zoccolo duro, quello relativo alle categorie giovanili, Pontoni lo ha forgiato nel tempo, portandolo a inizio stagione a gareggiare in Spagna con un obiettivo: fare gruppo.

«Visti numeri e risultati delle ultime gare – esordisce il cittì, in apertura al mondiale gravel con Chiara Teocchi – e considerando anche le caratteristiche del percorso, questa è la squadra migliore che si potesse avere. Ci sono anche altri corridori validi che avrebbero meritato di essere considerati, ma voglio ricordare che la stagione ha ancora tre mesi di gare, ci saranno altre occasioni, chi non c’è deve sentirsi stimolato a far meglio per guadagnarsi la convocazione».

Il dettaglio del percorso di Namur, una classica del calendario internazionale
Il dettaglio del percorso di Namur, una classica del calendario internazionale
Manca la Venturelli…

Sì, è l’unica assenza di peso che abbiamo. Ha sintomi di tosse e catarro, abbiamo preferito non rischiarla, d’accordo anche con la sua società. Ho aspettato fino all’ultimo per decidere, ma poi ho scelto così. Federica si era ripresa dall’infortunio al braccio dei mondiali su strada e stava progredendo, ma vista la situazione e considerando anche la stagione così pregna tra strada e pista che ha vissuto, preferisco averla più fresca più avanti, pensando ai mondiali, soprattutto dal punto di vista mentale.

Le convocazioni rispecchiano molto quelle che erano state fatte per le categorie giovanili per le prime gare in Spagna. Quanto è stata importante quella trasferta?

Molto, ci ha consentito di fare gruppo, anche perché eravamo soprattutto con ragazzi molto giovani. Fra gli junior ad esempio avremo 5 partenti, di cui due al primo anno come Bosio e Viezzi, ragazzi che hanno dato buone prove e si sono presi la maglia affrontando le gare con sfrontatezza. Con loro ci saranno Cafueri, Paccagnella e Scappini, più rodati, ma dietro ci sono tanti altri ragazzi che stanno crescendo, penso ad esempio a Travella e Stenico. Lo stesso si può dire per gli under 23: con Bergagna, Leone, Masciarelli e Toneatti lavoro da tempo e da settembre abbiamo formato un gruppo molto compatto. I risultati dimostrano che sono i più forti.

Corvi Namur 2021
Valentina Corvi sul podio di Namur 2021, nella prova di Coppa del mondo
Corvi Namur 2021
Valentina Corvi sul podio di Namur 2021, nella prova di Coppa del mondo
Partiamo dagli Under 23: che cosa possono fare?

A Tabor, in Coppa del mondo, Toneatti era tra gli ultimi all’inizio eppure i suoi tempi sul giro erano vicinissimi a quelli dei primi e pedalando dietro, tra sorpassi e contatti, è molto più difficile, per cui credo possa fare molto bene. Sugli junior c’è invece da fare un discorso a parte…

Quale?

I ragazzi mi avevano molto deluso a Tabor e gliel’ho detto. In Coppa per me sono da primi 5, ma i risultati arrivano correndo con attenzione e testa e loro non l’hanno avuta. A Maasmechelen ho cambiato molti nomi lanciando un segnale: bisogna restare umili e viaggiare con i piedi per terra. Se faranno tutto per bene si prenderanno belle soddisfazioni sul percorso belga, sanno che ho molta fiducia in loro, ma servono disciplina e attenzione.

Da sinistra Scappini, Cafueri e Paccagnella, sul podio in Spagna. Pontoni punta molto su di loro
Da sinistra Scappini, Cafueri e Paccagnella, sul podio in Spagna. Pontoni punta molto su di loro
Quanto pesa l’assenza della Venturelli?

Molto, ma Valentina Corvi su quel percorso è salita sul podio in Coppa del mondo, a lei il tracciato di Namur piace particolarmente. Con lei ci sarà Arianna Bianchi, campionessa europea allieve di mtb, è al suo primo anno di categoria, deve correre con la massima serenità e imparare quanto più possibile.

A Tabor ha impressionato la Casasola, che dopo aver dominato al Giro d’Italia ha sfiorato la Top 10 popolata però quasi interamente da olandesi.

Sara sembra rinvigorita dal cambio di squadra, sta tornando ai livelli che le erano abituali. A Tabor è partita dalla quarta fila, ha fatto qualcosa di notevole. Io so quanto vale, la nuova aria le ha dato nuovi stimoli, ma attenzione anche alla Gariboldi perché il percorso le si adatta. Fra le under 23 avremo tre giovani come Carlotta Borello, Alice Papo e Asia Zontone, potrebbero far bene in un contesto di massimo livello.

Per la Casasola un bell’inizio di stagione, ora gli europei possono lanciarla anche fuori dall’Italia (foto FB)
Per la Casasola un bell’inizio di stagione, ora gli europei possono lanciarla anche fuori dall’Italia (foto FB)
Fra gli elite ci sarà il solo Bertolini…

Gioele si sta pian piano ritrovando. Su quel percorso entrare nella Top 10 per lui equivarrebbe a un’impresa, ma so che può farlo.

Come dicevi, ci sono assenze importanti…

Dorigoni ha appena finito la stagione di mtb, la Persico so che inizierà il 26 novembre e poi seguirà tutto il calendario per essere al top per i mondiali. Avrei voluto vederla ai mondiali gravel, sono convinto che poteva stupire tutti anche lì, ma non va dimenticato che la sua stagione è stata ricchissima di impegni. Io poi parto da un presupposto: costringere gli atleti a gareggiare non va mai bene, devi correre con voglia, avere fame. Io confido molto in Silvia per i mondiali, quel percorso le si addice come un guanto e lo stesso vale per la Venturelli. Intanto però un passo alla volta: andiamo a Namur con la coscienza a posto e consci di poter far bene.