La firma di Tadej Pogacar sul Giro d’Italia è arrivata con una tappa di ritardo rispetto a quanto ipotizzato da tutti. Lo sloveno ha firmato la seconda frazione, con arrivo a Oropa, facendosi scivolare dalle mani la prima. Pogacar in rosa ci è arrivato comunque, con un giorno di ritardo ma poco importa. Non si è fatta attendere però la “febbre” intorno alla presenza del corridore del UAE Team Emirates alla corsa rosa. Pubblico, tifosi sfegatati, semplici curiosi hanno voluto ammirare le sue gesta da vicino.
Azioni di forza e classe che hanno trovato delle nuove compagne di avventura: le scarpe DMT Pogi’s. Ultime nate per la serie top di gamma di casa DMT e già vincenti, un binomio che non poteva iniziare in maniera migliore.
Pogacar ha avuto modo di provare le scarpe Pogi’s in allenamento e si è detto molto soddisfattoPogacar ha avuto modo di provare le scarpe Pogi’s in allenamento e si è detto molto soddisfatto
Classe e stile
Due parole che possono racchiudere tutte le caratteristiche sia di Tadej Pogacar come corridore che delle sue nuove scarpe. Per le Pogi’s disegnate e realizzate da DMT è stato scelto il filo knit, che rende la tomaia talmente leggera da essere trasparente. La combinazione di questi elementi porta ad avere una scarpa aerodinamica, resistente e avvolgente.
Una buona parte, se non gran parte della prestazione, passa dalla suola. Un materiale rigido riesce a sostenere la potenza dell’atleta e trasferirla sui pedali, allo stesso tempo la suola deve essere leggera. DMT ha scelto per le Pogi’s la suola Super Light: realizzata con una miscela di fibre di carbonio ad alta resistenza. La trasmissione della forza sui pedali è perfetta grazie alla rigidità ottimale dei materiali.
La tomaia leggera e dal design aerodinamico è uno dei punti di forza delle DMT Pogi’sLa tomaia leggera e dal design aerodinamico è uno dei punti di forza delle DMT Pogi’s
La differenza nei dettagli
Nel ciclismo di alto livello ciò che divide una vittoria da una sconfitta è spesso un dettaglio minimo. Curare tutti i particolari vuol dire cercare di limare ciò che divide il corridore da un possibile successo. Pogacar da tempo corre utilizzando una chiusura con i lacci, utile ma anche delicata, per questo in DMT hanno continuato a migliorare e perfezionare ogni particolare. Sulle Pogi’s sono state inserite le canaline integrate 3D con carrucole passalacci, alle quali si aggiunge un sistema di fasciatura e sostegno del piede.
DMT ha pensato anche a dove riporre poi i lacci. Una volta chiusi è possibile inserirli nella tasca AeroSafe direttamente integrata nella scarpa. Un sistema che garantisce sicurezza e priva l’atleta da ingombri, senza intaccare silhouette e aerodinamicità.
Per dare quel qualcosa in più ad un modello già di per sé unico e speciale, in DMT si è scelto di inserire la tecnologia Ice-Key, di cui l’azienda è stata una delle prime fornitrici mondiali. In caso di incidente o emergenza è in grado di attivarsi e consente il riconoscimento immediato di un ferito apprendendone i dati anagrafici e clinici.
Il calore che si genera tra scarpa ed estremità del corpo condiziona la prestazione e il benessere dell’atleta. Far abbassare la temperatura, mantenere una ventilazione costante ed avere un comfort ottimale sono gli obiettivi primari.
Affrontiamo l’argomento con Nicola Minali di DMT e con l’intervento di Luigi Bergamo di Q36.5. Inoltre abbiamo chiesto ad Elia Viviani, testimonial d’eccezione per DMT e tester che ha contribuito a sviluppare le calzature in knit dell’azienda veneta.
Elia Viviani usa le DMT KR0 con doppio BoaElia Viviani usa le DMT KR0 con doppio Boa
Il calore ai piedi fa male
Viviani è stato uno dei primi atleti ad indossare le scarpe con la tomaia in tessuto knit e ha contribuito in modo importante allo sviluppo di questa tipologia di calzature. «E’ un pignolo – come ci ha detto Minali – ma è in grado come pochi altri di dare dei feedback sul prodotto e riportare le sue idee, peraltro costruttive a favore del miglioramento».
«Il calore ai piedi è una delle cose che fa più male – dice Elia Viviani – ti condiziona e si cerca di trovare la soluzione perfetta. Con DMT abbiamo dato il via alla rivoluzione della tomaiautilizzando il tessuto Knit, a mio parere una sorta di gamechanger. Per abbattere ilproblema del calore eccessivo, si lavora principalmente in due direzioni. La scarpa ventilata e la qualità della calza. Le calze estive sono molto sottili e non piacciono a tutti, ma non accumulano calore».
Ogni calzatura passa prima da una bozza su carta (foto DMT)Ogni calzatura passa prima da una bozza su carta (foto DMT)
Il calore, una sfida costante
Se DMT è stata la prima ad utilizzare il tessuto knit nell’ambito del ciclismo, Q36.5 ha fatto della ricerca sui materiali e della guerra al calore eccessivo i due punti fermi per abbigliamento e scarpe. Le due aziende adottano un approccio differente per le fasi di sviluppo e di valutazione della calzatura. Entriamo nel dettaglio.
L’eccessivo calore ai piedi; un problema che condiziona la performance?
BERGAMO (Q36.5):«Certamente, qualsivoglia eccesso o deficit di temperatura influisce in modo sostanziale nelle prestazioni e nel benessere fisiologico. Questo è il credo da cui è nato il nostro brand: cercare sempre di mantenere il perfetto equilibrio dell’organismo».
MINALI (DMT): «Certo è uno dei problemi contro i quali si combatte da sempre, tanto per l’estate, quanto per l’inverno o la stagione fredda in genere. Ma è anche una sfida e un punto di partenza da considerare quando si sviluppano nuove scarpe».
La difficile realizzazione della scarpa per il ciclista (foto DMT)La difficile realizzazione della scarpa per il ciclista (foto DMT)
La problematica dei piedi bollenti è un tema che viene affrontato in fase di sviluppo di nuovi prodotti?
BERGAMO (Q36.5):«Tutto il processo di R&D di Q36.5 comprende un’attività di monitoraggio della temperatura, attraverso parametri scientifici standard, grazie a strumenti di rilevazione e con test empirici. Va inoltre specificato che, quando si parla di piedi bollenti, ci troviamo di fronte ad un’alterazione del sistema nervoso periferico conseguente a condizioni di estremo caldo ma altrettanto di estremo freddo. I nostri studi valutano entrambe».
MINALI (DMT): «In questo caso affermo con orgoglio che, da quando DMT ha virato completamente sull’utilizzo della tecnologia Knit, il problema della latenza del calore all’interno della calzatura è quasi scomparso. O meglio, abbiamo dato il via ad un nuovo modo di interpretare la calzatura per il ciclismo e tutto quello che riguarda il comfort, una ventilazione costante e anche l’abbinamento ottimale tra piede e tomaia. Inoltre si lavora anche sui punti di pressione. Credo che il processo evolutivo abbia ancora diversi margini di miglioramento e vedremo un ulteriore progresso in futuro. Inoltre è dovuta una precisazione: quando i corridori vanno sulle strade della Grande Boucle o corrono nei mesi estivi centrali, la temperatura dell’asfalto arriva a 50°C eed è difficile da combattere. Non è un semplice dettaglio».
Dietro ad una scarpa c’è molto da racontare (foto Q36.5)Dietro ad una scarpa c’è molto da racontare (foto Q36.5)
Fate collimare ricerca e feedback degli atleti?
BERGAMO (Q36.5): «Tomaie e suole sono determinanti nella creazione di una scarpa che sia globalmente adattabile alle differenti conformazioni fisiche. Seguendo il principio dei “three points of contact” di Q36.5, siamo naturalmente molto attenti anche ad altri fattori quali solette e tipologia di chiusure che possono impattare in modo determinante. Naturalmente quando si portano questi concetti agli estremi, come nel caso degli atleti professionisti, si innesca un processo che porta a spingersi ad un livello di dettaglio estremamente più profondo».
MINALI (DMT): «Grazie ai feedback degli atleti cerchiamo di mettere in pratica alcune soluzioni, ma anche di fornire delle alternative, perché i corridori sono diversi. In Diamant il lavoro di modellismo che viene fatto è enorme. Ogni modello viene provato dai professionisti e poi viene riportato ad una produzione su larga scala. Ne è un esempio la calzatura con i lacci usata da Pogacar, quando ha vinto il primo Tour. Si trattava semplicemente di una prova e non era in produzione. Gli avevamo consegnato la calzatura poco tempo prima che andasse in Francia».
Tour 2020, Pogacar indossa le DMT con i lacci, allora un prototipo Tour 2020, Pogacar indossa le DMT con i lacci, allora un prototipo
Calore eccessivo alle estremità del corpo, ci sono delle conseguenze?
BERGAMO (Q36.5):«Certamente, si parte da una semplice sensazione di fastidio, che rappresenta un elemento di stress e di distrazione da non sottovalutare quando si sta esprimendo un gesto atletico, sino ad arrivare a perdite di sensibilità che sono estremamente pericolose e penalizzanti».
MINALI (DMT): «Una volta si diceva che con il male ai piedi non si andava avanti. Molto è cambiato, nelle forme e nei materiali, nel modo di costruire le scarpe e fare bene quelle per i ciclisti non è facile. Ma il vecchio adagio rimane sempre valido ed attuale».
Avete notato delle correlazioni tra l’aumento della temperatura e la forma del piede?
BERGAMO (Q36.5):«Non c’è una correlazione diretta. La nostra esperienza ci porta piuttosto a considerare l’aumento della temperatura su tutte le parti terminali, mani e piedi, come una conseguenza di un non corretto scambio d’aria. Questo influisce sulla capacità del corpo di adattarsi al cambiamento del clima esterno o delle condizioni interne dovute alle dinamiche di corsa».
MINALI (DMT): «Non c’è un collegamento diretto tra i due fattori. Quello che abbiamo notato è un cambio radicale della forma dei piedi, che sono sempre più magri ed asciutti, quasi allungati. Sono sempre di più gli atleti che mostrano questa evoluzione».
Le Q36.5 usano la soletta sviluppata con Elastic Interface (foto Q36.5)La suola delle KR SL, estremamente scavata (foto DMT)Le Q36.5 usano la soletta sviluppata con Elastic Interface (foto Q36.5)La suola delle KR SL, estremamente scavata (foto DMT)
Le suole in carbonio e l’utilizzo di alcune tipologie di plantari personalizzati influiscono sulla temperatura interna alla scarpa?
BERGAMO (Q36.5):«Sicuramente i materiali hanno una rilevanza fondamentale, ma è altrettanto evidente che ci sono alcuni elementi ormai divenuti imprescindibili per gli atleti, come la suola in carbonio o il plantare personalizzato. E’ nostro compito trovare il modo di renderli efficienti anche in termini di gestione del calore».
MINALI (DMT): «Certamente. Le suole in carbonio non dissipano calore e sono molto rigide. Questa rigidità, tanto richiesta dai corridori, ha un prezzo. Si traduce in microsfregamenti che generano attrito e calore. La stessa cosa vale per i plantari, anche se in questo caso è sempre necessario considerare il materiale di costruzione, ma di sicuro non aiutano a rinfrescare».
In che modo si può intervenire per mantenere uno stato di comfort ottimale anche durante la stagione più calda?
BERGAMO (Q36.5): «Estremo caldo o estremo freddo non sono molto diversi da condizioni di clima mite quando si parla di comfort. Il principio è quello di garantire al piede di essere correttamente inglobato dal sistema scarpa, suola/tomaia, per scongiurare e allontanare il più possibile fenomeni di alterazione del sistema nervoso periferico. Quando il piede si trova in una condizione di corretta trasmissione nervosa e affluenza sanguigna si scongiura qualsiasi forma di discomfort».
MINALI (DMT): «L’aria deve circolare costantemente. Il calore prodotto dal piede, il vapore ed il sudore non devono bagnare la tomaia e devono uscire. Ovviamente si parla di materiali che lo rendono possibile e mi rifaccio allo Knit. Poi si può parlare di forme e delle soggettività degli atleti, ma una ventilazione costante dell’estremità corporea non deve essere sacrificata. Questa affermazione è valida per la stagione estiva, ma anche nel corso di quella fredda, perché una tomaia che non si inzuppa di sudore non si raffredda e non fa ghiacciare i piedi».
Viviani è pronto a partire per il Giro d'Italia. Damiani, suo direttore sportivo, parla del percorso di Elia fino alla corsa rosa. Ci sono forma e salute
Il campione europeo a cronometro, il talentuoso e giovane (appena diciannovenne!) gallese Joshua Tarling (in apertura con Federico Zecchetto), è entrato a far parte della prestigiosa famiglia di atleti e corridori professionisti sponsorizzati da DMT, brand dell’azienda manifatturiera Diamant che anche in virtù di questo importante accordo si conferma un riferimento per quanto riguarda la produzione di calzature da ciclismo.
DMT, che ha fatto del connubio tra pregio stilistico e prestazioni ottimali il proprio tratto distintivo, ha conquistato nel tempo una sempre più ampia “community” di entusiasti corridori, dai dilettanti ai professionisti, fino a campioni del calibro di Elia Viviani, Juan Ayuso e Tadej Pogacar. Per questi ultimi, DMT ha disegnato e realizzato esclusive calzature su misura, suggellando un accordo che, come dichiarato dal “product creator” del brand, nonché ex velocista professionista, Nicola Minali, vuole andare oltre la semplice collaborazione economica, mirando a creare una vera e propria fidelizzazione tra atleta e prodotto.
Questo il modello speciale realizzato da DMT per celebrare il successo europeo a cronometro di TarlingQuesto il modello speciale realizzato da DMT per celebrare il successo europeo a cronometro di Tarling
Un’annata da incorniciare
Conquistato dal design e dalla qualità delle stringate DMT alla scorsa Tirreno-Adriatico, Tarling, dopo un’eccellente stagione con la Ineos Grenadiers, ha ricevuto la propria, personale calzatura personalizzata nel corso di una recente visita in azienda, rimanendone letteralmente entusiasta. Il modello, una scarpa con lacci bianca dalle sfumature blu, presenta i dettagli delle stelle di campione europeo a cronometro, volte a celebrare i prestigiosi traguardi raggiunti dal corridore, classe 2004, in questa annata di debutto con i grandi del professionismo mondiale.
Campione europeo contro il tempo a Drenthe, nonché detentore del titolo nazionale britannico nella stessa categoria, Tarling ha anche ottenuto la medaglia di bronzo nel prestigioso mondiale di Glasgow, condividendo il podio con autentici giganti del calibro di Remco Evenepoel e Filippo Ganna.
Il giovane della INEOS si è aggiunto alla già grande famiglia di DMT: qui la firma con Federico ZecchettoIl giovane della INEOS si è aggiunto alla già grande famiglia di DMT
In attesa della prossima stagione, e degli importanti appuntamenti agonistici, su tutti le Olimpiadi di Parigi 2024, Tarling si è dichiarato onorato di poter indossare calzature così graficamente pregevoli e performanti a lui dedicate, nonché impaziente di poterle sfoggiare nelle gare in programma, augurandosi che possano essere di auspicio per un’annata ancora più sorprendente.
Egan Bernal è tornato a correre dopo uno stop di due mesi, lo ha fatto al Tour of the Alps dove ha lavorato e faticato in vista del suo obiettivo di stagione: il Giro
I giorni che ci separano dalla partenza del Tour de France sono sempre meno, la Grande Boucle, quest’anno, prenderà il via dai Paesi Baschi. I lavori di rifinitura proseguono, ormai il più è fatto, non ci si può nascondere. Uno dei favoriti, insieme al vincitore uscente Vingegaard, è Tadej Pogacar (in apertura foto Instagram Dmt). Lo sloveno è recentemente tornato alle corse dopo l’infortunio subito alla Liegi, ed ha subito conquistato il titolo nazionale a cronometro.
Viel ha avuto l’occasione, grazie al suo lavoro in Dmt, di passare una giornata con Pogacar (foto Instagram Dmt)Viel ha avuto l’occasione, grazie al suo lavoro in Dmt, di passare una giornata con Pogacar (foto Instagram Dmt)
Sempre sul Sestriere
Pogacar per rifinire la condizione e la gamba in vista del Tour ha fatto tappa sul Sestriere, dove siamo andati a curiosare qualche giorno fa. Un altro occhio attento sulle strade piemontesi lo ha portato Mattia Viel, il quale lavora da qualche mese con Dmt.
«Da gennaio sono nel gruppo marketing di Dmt- racconta Viel – tra i vari compiti svolgo anche attività di creazione di contenuti per le agenzie con cui lavoriamo. E’ bello rimanere a stretto contatto con il mondo del professionismo e le giornate passate con le atlete della UAE Team ADQ e poi con Pogacar sono state molto stimolanti».
Viel è rimasto sorpreso dalla qualità muscolare di Pogacar (foto Mattia Viel)Viel è rimasto sorpreso dalla qualità muscolare di Pogacar (foto Mattia Viel)
Com’è stato passare una giornata con un campione come Pogacar?
E’ una cosa molto bella, poi io ero concentrato sul lavoro, e sul momento non avevo realizzato di essere a contatto con uno dei ciclisti più forti al mondo.
Da vicino che impressione ti ha fatto?
Dallo schermo sembra giovane, e lo è, ma una volta visto dal vivo sembra ancora più piccolo. Ha un viso naif ma nonostante ciò ha le caratteristiche per essere il numero uno. Una cosa che ho pensato è come il ciclismo ti faccia maturare fin da giovane.
In che senso?
Pogacar tra una settimana si troverà al Tour de France a giocarsi la vittoria finale e questo lo vedi nel suo sguardo e nell’atteggiamento dello staff che lo circonda. I suoi atteggiamenti, invece, sono diversi, è molto disponibile, ha una tranquillità incredibile. Lo abbiamo seguito in una giornata di scarico, quindi era più sereno, però tutto doveva essere ben programmato. Bastano solamente due minuti di troppo fermo in cima al Colle delle Finestre per ammalarsi e perdere tutto il lavoro fatto.
Lo sloveno utilizzerà un nuovo modello delle Dmt KR SL con la suola bianca (foto Mattia Viel)Lo sloveno utilizzerà un nuovo modello delle Dmt KR SL con la suola bianca (foto Mattia Viel)
Altre cose che hai notato?
Le gambe, ha un muscolo “fresco”. Non si ritrova ad avere il polpaccio di un professionista navigato, dove si vede il muscolo teso o le vene in evidenza. Anzi, non ha nemmeno questa massa impressionante, poi però pensi a quello che fa e capisci che hai davanti un campione. Ah, c’è dell’altro…
Racconta…
Aver corso tra i professionisti mi permette di avere un occhio allenato e riesco ad apprezzare i particolari. Riesco a notare da come uno aggancia la scarpa sul pedale o da come parte come sta. Pogacar sembra davvero in ottima forma.
Cosa avete fatto lì al Sestriere?
Dei video e dei contenuti per dei prodotti. Abbiamo fatto venire una troupe per fare delle riprese e qualche foto: classici video dietro macchina ecc. Ho avuto la fortuna di osservarlo dalla macchina, l’ho visto sereno, sicuro di sé. Pedalava davvero bene, senza problemi. Ho respirato, però, l’atmosfera nella quale si capisce che sta per iniziare qualcosa di importante. Come una quiete prima della tempesta. Quello che impressiona è la serenità con cui viene vissuto l’avvicinamento alla corsa più importante dell’anno.
La troupe ha “litigato” per alcuni minuti per domare il ciuffo di Pogacar (foto Mattia Viel)La troupe ha “litigato” per alcuni minuti per domare il ciuffo di Pogacar (foto Mattia Viel)
Eravate lì per Dmt, Pogacar usa qualche accortezza per le sue scarpe?
No, Tadej indossa le KR SL, il modello con i lacci. Ad occhio nudo non si vedono particolari rilevanti, magari può esserci qualche piccola accortezza a livello di soletta, molti professionisti lo fanno.
C’è qualche aneddoto divertente della giornata?
Uno sì! La troupe per i video aveva anche due truccatrici, una di loro ha cercato invano di mettere il ciuffo di Pogacar dentro il casco. Probabilmente pensava che a livello estetico il video sarebbe venuto meglio, Tadej dopo un po’ di tentativi le ha fatto gentilmente notare che quel ciuffo è il suo segno distintivo. Fa parte del personaggio Pogacar, sono indivisibili!
Chi non lo conosce potrebbe pensare che fare tutto sia impossibile. Mattia Viel dal primo giorno in cui ha deciso di chiudere la sua carriera professionistica si è rimboccato le maniche e si è messo in gioco. Il suo ultimo progetto èAlive Cycling, un brand fondato insieme ad altri due amici Lorenzo Piotti e Stefano Natta. Prima di questo però c’è il Viel atleta, che ha partecipato in maglia azzurra al primo mondiale gravel della storia nel 2022. Ma c’è anche il Viel che oggi fa parte e collabora con il Gruppo Zecchetto, nello specifico DMT e MCipollini per quanto riguarda il marketing e la creazione di nuovi contenuti social.
Mattia in tutto questo la bici non l’ha mai mollata e continua a fare eventi gravel, utilizzando questa disciplina come filo conduttore tra la sua vita da atleta e quella lavorativa. Uniamo i puntini e scopriamo il presente, progetti e futuro di un ex pro’ pronto a raccogliere le opportunità di una scuola di vita che sport come il ciclismo sono in grado di regalare.
Qui Viel accanto a Sagan, alla partenza del mondiale gravel 2022Qui Viel accanto a Sagan, alla partenza del mondiale gravel 2022
Opportunità
Lo avevamo sentito più di un anno fa, nel suo periodo di riflessione in Sud Africa quando il Mattia Viel al termine dell’ultima stagione in Androni Giocattoli, doveva ancora iniziare il suo percorso da ambassador e imprenditore. Oggi lo troviamo attore primario nel marketing di DMT e MCipollini e co-fondatore di Alive Cycling.
«Ho cominciato con DMT da professionista – racconta Viel – quando ho smesso, è stata la prima azienda del Gruppo di Zecchetto a credere in me. Stesso discorso per MCipollini, con cui ho iniziato a collaborare in parallelo seguendo da vicino gli sviluppi delle bici gravel, dalla MC All road alla nuova Ago. Sfruttando gli studi di lingue, ho iniziato facendo diverse trasferte all’estero per supportare i distributori locali, con l’obiettivo di raccogliere feedback utili per l’azienda. Ma anche organizzando dei mini eventi come le social ride con i clienti, in cui ho potuto raccontare il prodotto trasmettendo esperienza e passione. Un esempio è stata la The Traka che ho vissuto con il doppio ruolo.
«Da quando mi è stata data l’opportunità, ho fatto questa scelta personale in cui ho posizionato prima il lavoro, poi la bici. E’ dura perché quando vedi i corridori vorresti essere ancora in mezzo a loro, ma so anche che questo nuovo capitolo mi piace molto e riesco ancora a combinare in parte il discorso del gravel con il mondo del lavoro.
«Mi occupo – spiega – di creare dei contenuti, con una prospettiva più rivolta al dietro le quinte. Dopo aver seguito tutto il Giro d’Italia per DMT. Adesso mi trovo a Livigno con la UAE Team ADQ per portare a casa dei contenuti su una delle nostre ambassador, Alena Amialiusik. Mi piace molto questo modo di raccontare il ciclismo e di lavorare a stretto contatto con gli atleti, perché so come ci si sente a stare dall’altra parte».
Per i fondatori di Alive Cycling la creazione della community è una delle fondamenta del brandIl core del brand Alive Cycling è la performancePer i fondatori di Alive Cycling la creazione della community è una delle fondamenta del brandIl core del brand Alive Cycling è la performance
Alive Cycling
Tre giovani imprenditori, appassionati e volenterosi di fare qualcosa di nuovo in un modo come quello del ciclismo, che corre e vive in mezzo a colossi internazionali. Parlando con Mattia scopriamo che dietro ad Alive Cycling si nasconde il concetto di performance, abbinato al divertimento e ad una community da costruire sui valori della passione per le due ruote.
«Ho sempre avuto – racconta Viel – una mente creativa. Combinare la passione e l’esperienza che ho raccolto da professionista è stata un po’ la chiave. Ci aggiungiamo il mio lato imprenditoriale e la voglia di fare qualcosa di proprio ed ecco Alive Cycling. Ovviamente non l’ho potuto creare da solo, infatti siamo tre ragazzi, tutti coinvolti nel settore. Io appunto ex professionista, Lorenzo Piotti coach e preparatore e Stefano Natta che ha esperienza nel mondo tessile.
«Alive Cycling ci sta già regalando delle soddisfazioni – prosegue Viel – il nostro concept è molto incentrato sulla performance. Non vogliamo però che la comunicazione ricada solo su questo. L’obiettivo rimane la ricerca del dettaglio tecnico e della qualità. La nostra volontà è però anche quella di creare una community che porti tutti a condividere questa passione, sia in sella che una volta scesi dalla bici. Vogliamo far divertire anche la gente. Ad esempio, la prossima settimana, ci sarà il launch party dell’e-commerce di Alive con il Dj set, open bar e molto altro. Faremo delle social ride a tema, dove saremo preseti e trasmetteremo l’idea e la passione del brand».
La pratica del gravel rimane centrale nella vita di MattiaLa pratica del gravel rimane centrale nella vita di Mattia
Il gravel come collante
Per Viel, il gravel non è un fuoco di paglia. Ci ha sempre creduto fin dal primo giorno. Dalla sua convocazione al mondiale fino allo sviluppo dei prodotti. Oggi continua a far parte del suo percorso.
«Il gravel – dice Viel – lo mantengo. Per me è un po’ come se fosse una vetrina. Ci ho creduto fin da subito. Andare avanti nella vita sfruttando ciò che mi ha insegnato la bicicletta è il mio motto. La mia vita fino a novembre dell’anno scorso, si basava sull’essere testimonial e atleta. Finito il mondiale gravel mi sono accorto che comunque vado per i 28 anni e il gravel ha avuto un picco di crescita che adesso si attenuerà e proseguirà con una crescita costante.
«Avessi qualche anno in meno potrei dedicarmici al 100% facendo il corridore, ma adesso voglio qualcosa di un po’ più concreto. Però perché mollarlo? Ci ho creduto e ci ho messo la faccia. Mi piace ed è la cosa fondamentale, quindi mi sono detto che è giusto rimanerci, magari anche come vetrina. Tant’è vero che io continuo a partecipare a degli eventi senza quella smania del risultato. Adesso la mia priorità è il lavoro.
«Senza la presunzione – conclude Viel – di essere un esempio da seguire, ma vorrei comunicare che il ciclismo ci ha insegnato tanto e dobbiamo farne tesoro per andare avanti nella vita. Non è un discorso economico, ma solo di grinta, passione ed ambizione».
Mancano oramai poche settimane all’apertura ufficiale delle iscrizioni per l’edizione 2023 di Roma XXIVh, il grande evento “endurance” in programma all’interno dell’autodromo di Vallelunga nel weekend del 15 e 16 luglio. E anche quest’anno si confermano importanti partnership di sponsorizzazione, definite direttamente dal comitato organizzatore, con aziende di primissima fascia ed operanti nel settore del ciclismo, come nel caso degli accordi recentemente ufficializzati con Dmt e Alè.
Ci ha pensato Alé a disegnare la divisa della RomaXIVh, un omaggio alla Città EternaCi ha pensato Alé a disegnare la divisa della RomaXIVh, un omaggio alla Città Eterna
Saranno dunque Dmt le scarpe ufficiali dell’edizione di Roma XXIVh 2023, e in corsa sarà presente un super team organizzato dal marchio di calzature veronese (lo stesso che supporta Pogacar, Viviani e Ayuso… per intenderci) composto da testimonial e ambassador importanti del brand, ma non solo. E all’interno del villaggio expo di Roma XXIVh presenzierà uno spazio espositivo Dmt (lo stesso che sta “seguendo” giorno dopo giorno tutte le gare targate RCS Sport…) a beneficio della curiosità dei tanti appassionati che interverranno.
«Spingere sul pedale dell’acceleratore – ha dichiarato l’ex pilota di F1 Giancarlo Fisichella, organizzatore dell’evento assieme a Emiliano Cantagallo – è stata da sempre la mia più grande passione, una passione che nella vita mi ha portato ad ottenere dei risultati più o meno grandi. Un parallelismo importante tra il ciclismo, che pratico per il mio allenamento, e l’automobilismo è anche questo: il più forte è quello che spinge di più… E in tutte e due i casi, farlo con scarpe ad alte prestazioni come Dmt è sicuramente un aspetto fondamentale. Con noi, quest’anno, a Roma XXIVh, abbiamo davvero il top!».
Le scarpe ufficiali, invece, saranno le DmtLe scarpe ufficiali, invece, saranno le Dmt
Una maglia iconica
Per quanto riguarda invece la maglia ufficiale di Roma XXIVh 2023, a proporla graficamente e a realizzarla penserà direttamente Alé: maglificio sempre molto vicino al mondo amatoriale e partner dei team WorldTour Bahrain Victorius, Groupama-FDJ e Jayco-AlUla.
«Erano circa due mesi che pensavamo alla data ufficiale di apertura delle iscrizioni di Roma XXIVh 2023 – ha dichiarato Emiliano Cantagallo – e dopo aver valutato il bombardamento mediatico durante il periodo natalizio, durante il quale tantissime manifestazioni hanno dato il via libera alle iscrizioni, Roma XXIVh ha deciso di aspettare… un Natale differente. Il suo Natale, ovvero la data della sua nascita: il 21 aprile. Ma non è tutto. Un altro segno importante di identificazione con la manifestazione sarà quest’anno rappresentato dal numero chiuso di partecipanti fissato a 753 iscritti, proprio come l’anno di nascita della Capitale (il 753 a.C.).
«E poi la bellezza iconica del completo ufficiale realizzato con Alé: una maglia ed un pantaloncino della collezione top di gamma PRR che i ragazzi coordinati da Alessia Piccolo hanno interpretato e realizzato al meglio. Una divisa davvero degna della grandezza di Roma! Il prezzo al pubblico del completo celebrativo Alé x Roma XXIVh 2023 ha un prezzo di 160 euro, la sola maglia di 70 euro (per entrambe le opzioni, le spese di spedizione sono incluse).
Si piazzavano ogni giorno nei pressi dell’arrivo, con il loro camion che si apre e diventa un vero e proprio showroom. Così gli amici di DMT, capitanati da Mauro Scovenna, hanno seguito tutta la Tirreno-Adriaticoe si stanno preparando a fare qualcosa di ancor più sbalorditivo al Giro d’Italia. Il loro scopo, oltre a mettere in mostra i propri prodotti, era quello di farli provare. Le scarpe sono belle da vedere, ma finché non ci infili dentro il piede, non riesci a capirle.
«Per questo ogni giorno – racconta Scovenna – invitavamo il pubblico a fare una prova calzata dei vari modelli Dmt. Avevamo con noi sia la scarpa di Pogacar, la KRSL, sia quella di Viviani, la KR0. Abbiamo avuto un bel riscontro. Se il cliente prova le scarpe, capisce la differenza tra una e l’altra. E al riguardo ci saranno delle novità nelle prossime settimane».
Presso lo showroom di DMT i clienti hanno potuto calzare le scarpe e farsi un’idea di cosa acquistareIl van di DMT è stato per tutta la Tirreno-Adriatico anche punto di incontro fra addetti ai lavoriPresso lo showroom di DMT i clienti hanno potuto calzare le scarpe e farsi un’idea di cosa acquistareIl van di DMT è stato per tutta la Tirreno-Adriatico anche punto di incontro fra addetti ai lavori
Impatto estetico
Mentre Scovenna raccontava (il nostro incontro si è svolto all’arrivo di Osimo, sabato scorso), al mezzo della DMT è arrivata Rebecca Fiscarelli, marchigiana in forza al piemontese Team Fiorin e campionessa italiana della velocità esordienti.
«La abbiamo presa nella nostra scuderia – dice Scovenna – sin da quando aveva 13 anni. L’abbiamo vista crescere».
Rebecca, che era accompagnata dalla sorella Ylenia e aveva tra le mani una DMT bianca, ha concordato con l’azienda la fornitura di un modello arancione. Viste le foto infatti, si è convinta che quel colore sia il più visibile nelle foto di gara.
Rebecca Fiscarelli ha l’appoggio di DMT sin dai primi colpi di pedaleA Dalmine, Fiscarelli ha preceduto la piemontese BonassiIl tricolore esordienti della velocità su pista in maglia FiorinDopo il tricolore , per Fiscarelli accoglienza regale a Civitanova, con videomessaggio di Valentina VezzaliRebecca Fiscarelli ha l’appoggio di DMT sin dai primi colpi di pedaleA Dalmine, Fiscarelli ha preceduto la piemontese BonassiIl tricolore esordienti della velocità su pista in maglia FiorinDopo il tricolore , per Fiscarelli accoglienza regale a Civitanova, con videomessaggio di Valentina Vezzali
Novità al Giro
Scovenna ha poi continuato a spiegare il motivo dell’impegno alla Tirreno: oltre all’immagine, la loro presenza si configura come un servizio al cliente.
«Ci interessa che facciano la prova della calzata – spiega – perché così, quando si va nel negozio, si sa già quale numero chiedere. Dovremo fare qualche modifica per il Giro, ma è un’attività che continueremo a proporre. DMT ha chiuso l’accordo con RCS Sport fino al 2024, quindi saremo ancora la calzatura ufficiale. E per celebrarlo, al Giro avremo tante novità che sveleremo nelle prossime settimane».
Questo gonfiabile era posto sugli arrivi circa 100 metri prima dello showroom, annunciandone la presenzaQuesto gonfiabile era posto sugli arrivi circa 100 metri prima dello showroom, annunciandone la presenza
L’esempio dei campioni
Un altro aspetto molto interessante è capire in che modo le scelte dei campioni e i modelli che indossano influenzino il gusto del pubblico, che ogni giorno si è avvicinato allo stand dell’azienda veronese.
«La scarpa di Pogacar è quella ultraleggera – spiega Scovenna – quindi la Rebecca, che è campionessa italiana della velocità, ha scelto le KR0, che utilizza anche Viviani. Poi le vogliono bianche, perché oramai tutti i professionisti, se guardiamo in gruppo, hanno scarpe e calze bianche. L’amatore viene e ti chiede la scarpa dei pro’. Perciò alla domanda se i campioni funzionano come testimonial, la risposta è certamente un sì».
Juan Ayuso aveva a disposizione l'arrivo in salita e lo sfrutta alla perfezione. Tappa e maglia. Ma Ganna fa una scalata portentosa e tiene il 3° posto
Domani la tappa di Camerino inizia con la scalata di Sassotetto, salita simbolo della Tirreno. La ricorda Simone Stortoni, che era solito farla con Scarponi
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«Quando indossi Dmt per la prima volta, la sensazione è completamente diversa rispetto alle altre scarpe. Ma è quando inizi a pedalare che te le godi davvero».
Tadej Pogacar è un convinto testimonial Dmt. Forse più di un testimonial, per giunta di grandissimo livello. Lo sloveno, come oramai è noto, è un autentico fan delle calzature Dmt, ed in modo particolare del modello KRSL: quello provvisto di lacci.
E per mettere ancor più in evidenza questa affinità… vincente, lo staff della comunicazione del brand veronese ha registrato e prodotto un video di grande impatto, una vera e propria video intervista, che racconta quanto Pogacar sia fermamente convinto della propria scelta tecnica… E i risultati in termini di vittorie in sequenza, anche in questo primo scorcio di stagione, costituiscono delle puntualissime conferme.
Passione per… i lacci
La scarpa Dmt preferita da Tadej Pogacar è il modello KRSL, con i celebri lacci e già due volte vincitrice del Tour de France. I tecnici Dmt sono riusciti a progettare un modello unico di calzature per il ciclismo capaci di coniugare la tradizionale chiusura con i lacci con un innovativo sistema di tiraggio interno alla tomaia, con l’obiettivo dichiarato di offrire una calzata salda e confortevole, mantenendo la migliore aerodinamicità ed una ottimale resa estetica.
Pogacar ha iniziato la stagione con tre successi: comprese anche le prime due tappe della Vuelta a AndaluciaPogacar ha iniziato la stagione con tre successi: comprese anche le prime due tappe della Vuelta a Andalucia
Il modello KRSL è esattamente da considerare come l’evoluzione della scarpa che Tadej Pogacar ha indossato nella sua impressionante corsa verso la vittoria al Tour de France edizione 2020, la sua prima “Grande Boucle”. La costruzione di questa calzatura è assolutamente innovativa, con una tomaia interamente mono pezzo e dunque senza cuciture. Comfort eccezionale e ottima traspirabilità: la costruzione Engineered Knit – un’esclusiva di Dmt – è in grado di eliminare i punti di pressione e si adatta al piede di chi la calza davvero come un guanto.
Comfort, traspirabilità e leggerezza sono i tre asset su cui DMT ha costruito la sua prima scarpa per il gravel. Se poi si aggiunge che la GK1 dispone della prima suola dedicata per questa disciplina firmata Michelin, l’eccellenza è servita. Una calzatura in grado di ridefinire i limiti di una specialità che si sta ampliando in senso tecnico sempre di più.
La casa veronese ha attinto dalle sue tecnologie e le ha integrate perfettamente con le prestazioni dell’innovativa suola. La costruzione infatti è totalmente a maglia e la chiusura è a lacci come le top di gamma stradali. La suola Michelin a doppia rigidità invece permette un’aderenza e una trazione ideali quando è necessario il controllo con piede a terra e quando si scende dalla bici.
Il design del battistrada interno offre una migliore trazione ed una maggior evacuazione dell’acquaIl design del battistrada interno offre una migliore trazione ed una maggior evacuazione dell’acqua
Suola unica
Il nome della tecnologia è Traction Power System ed è firmata Michelin. L’innovazione incontra il gravel e DMT lo eleva fornendo una scarpa ineccepibile sotto tutti gli aspetti. La suola è stata progettata per permettere un’ottima trazione e aderenza, sia quando è necessario controllare la pedalata che quando si cammina, garantendo inoltre durata e autopulizia. Quando si scende di sella la camminata risulta essere più naturale. Mentre la combinazione tra il supporto strutturato nella zona dell’arco plantare per la trasmissione della potenza ai pedali e il materiale flessibile è fondamentale.
Questa suola è stata creata per adempiere alle necessità di atleti e appassionati gravel come mai nessuno c’era riuscito prima. Dietro alla progettazione c’è JV International, il partner strategico scelto da Michelin per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di suole high-performance a brand Michelin.
Trazione e aderenza al terreno eccellenti, abbinate alla robustezzaTrazione e aderenza al terreno eccellenti, abbinate alla robustezza
Chiusura a lacci
Per ottimizzare il supporto della suola Michelin, DMT ha deciso di creare una scarpa che fosse performante e comoda sotto tutti gli aspetti. La GK1 è molto leggera con grande traspirabilità e sufficiente elasticità per adattarsi perfettamente alla forma del piede. Lacci integrati, riflettenti e rinforzati per la protezione dal fango e dall’abrasione dove è più importante.
La tomaia è realizzata in mesh per garantire leggerezza e comfort. La costruzione a maglia abbinata alla Engineered Knit 3D rende la calzatura leggera, meno ingombrante, con un’eccellente vestibilità, una maggiore traspirabilità e un’asciugatura veloce. Senza alcun compromesso la calzata fa sì che il trasferimento di potenza e i watt espressi vengano convogliati senza dispersioni direttamente sul pedale.
Leggerezza e traspirabilità sono due pregi inconfondibili di questa GK1La trama offre aderenza e adattabilità su diverse superfici.Leggerezza e traspirabilità sono due pregi inconfondibili di questa GK1La trama offre aderenza e adattabilità su diverse superfici.
Peso e taglie
A rendere la GK1 ancora più unica e inimitabile c’è l’incredibile peso di 307 g (taglia 42). Un dato rilevante che la posiziona di diritto tra le più leggere del mercato gravel. Alla sua prima apparizione in questa disciplina, DMT ha saputo distinguersi per comfort e performance all’avanguardia. Il design rappresenta l’ultima peculiarità di questa scarpa che si presenta con uno stile elegante e raffinato ma assolutamente non delicato. I colori disponibili sono tre nero/bordeaux, nero/ocra e nero/grigio. Le taglie selezionabili invece vanno dal 37 al 46 senza mezzi numeri.
Dmt lancia una calzatura già avvistata al Giro ai piedi di Elia Viviani, che ne è stato tester e testimonial. Si chiama KR0, record di leggerezza e comfort