Patrik Pezzo Rosola, Guerciotti, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross juniores, vittoria

Pontoni guarda al mondiale: certezze, rinunce importanti e programmi

19.01.2026
5 min
Salva

La nazionale di ciclocross guidata dal cittì Daniele Pontoni è rimasta a Benidorm, come da programma, per un ritiro in vista del finale di stagione. Lo sguardo è rivolto al prossimo impegno di Coppa del Mondo a Hoogerheide e poi al mondiale di Hulst. Due settimane intense che si costruiscono anche in questi giorni spagnoli dove il gruppo azzurro lavora e lavorerà. Oggi era il primo giorno sui cinque previsti, così Pontoni e i suoi atleti ne hanno approfittato per fare una sgambata dopo le fatiche di ieri nella prova di Coppa del Mondo

«Stamattina siamo usciti un po’ più tardi del previsto – ci racconta Pontoni – per un’uscita tranquilla e rilassata. Qualche coccola ai ragazzi dopo le fatiche di ieri, una pedalata su strada blanda e serena. Un giretto panoramico, anche se il meteo rispetto a ieri è peggiorato, nuvole e qualche goccia di pioggia, ma nulla di terribile. Da domani (martedì, ndr) partiremo con il programma».

Una nota negativa

I risultati di ieri hanno dato al cittì Daniele Pontoni una visione d’insieme chiara ed evidente. Nelle categorie giovanili gli azzurri hanno risposto presente. In particolare le gioie sono arrivate dalla categoria juniores: la vittoria di Patrik Pezzo Rosola, il terzo posto di Grigolini e anche il primo successo in Coppa del Mondo per Giorgia Pellizotti.

«Vincere di nuovo – afferma il cittì – e avere due ragazzi sul podio (il riferimento è alla gara juniores maschile, ndr) non è mai facile. Ma sono ancora più contento per il successo tra le donne junior, è la prima azzurra che vince in una prova di Coppa del Mondo in questa categoria sotto la mia gestione. A quindici giorni dal mondiale sono ottimi segnali. Spiace per la notizia di Mattia Agostinacchio, che per problemi fisici ha concluso la stagione. Il medico del team EF Education EasyPost lo ha fermato dopo gli ultimi accertamenti fatti internamente».

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano under 23 2026
La notizia della settimana per Pontoni è la fine anticipata della stagione del cross per Mattia Agostinacchio
Una rinuncia importante…

Dover rinunciare a un atleta del valore di Mattia Agostinacchio dispiace, soprattutto perché si tratta del campione europeo in carica. Un titolo conquistato al primo anno in questa categoria. Tuttavia avremo Stefano Viezzi, che è un atleta forte e saprà giocarsi le sue chance. 

Viezzi che arriva dalla vittoria all’italiano e dal quinto posto di ieri.

Sappiamo che il mondiale sarà una gara difficile. Stefano (Viezzi, ndr) è partito bene a Tabor con un terzo posto, inoltre lo scorso anno al mondiale raccolse un ottimo quarto posto. Per il nostro gruppo è una certezza, lo conosco da quando era bambino e so quanto vale. 

Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Stefano Viezzi, Alpecin-Premier Tech, Benidorm 2026, Coppa del mondo ciclocross, under 23
Tra gli under 23 Viezzi cercherà di tenere alta la bandiera azzurra, il friulano è apparso pimpante e in buona condizione nelle ultime gare
Quanto sarà importante il passaggio intermedio a Hoogerheide?

Tanto, soprattutto per la categoria juniores. Ieri facevo i conti, ma questa sera mi ci metterò ancora, che siamo in gara per vincere la Coppa del Mondo. Dovrò studiare bene tutte le varianti di punteggio e piazzamenti per gestire al meglio la prossima gara. Al momento è questo il punto dove siamo focalizzati maggiormente

Giorgia Pellizotti ha dato un gran bel segnale positivo…

Già prima di Benidorm avevo delle certezze in campo femminile, e maschile, sicuramente Giorgia Pellizotti era una di queste. Dopo il campionato italiano (chiuso al quarto posto, ndr) ha rimesso tutto in ordine. Una vittoria come quella di ieri, dove ha battuto in volata una delle favorite come Lise Revolt, campionessa del mondo in carica, fa bene al morale. 

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite
Sara Casasola dopo la conquista del tricolore ha rinunciato alla trasferta di Benidorm, tornerà a Hoogerheide (foto Giorgio De Negri)
Ieri Sara Casasola non ha corso tra le elite, scelta condivisa?

Lei sta preparando il mondiale e Benidorm non era nei suoi programmi, infatti non c’era nemmeno Puck Pieterse, sua compagna di team. Casasola lavora tenendo anche conto dei problemi di salute avuti in questa stagione (il riferimento è all’asma, ndr). Questa è stata una stagione di ciclocross tra alti e bassi dove ha saltato diverse gare. Ma siamo in linea con il programma di avvicinamento al mondiale, la vittoria del campionato italiano lo conferma. 

Per quanto riguarda gli elite uomini?

A Hoogerheide rivedremo Filippo Fontana, campione italiano in carica. A Benidorm, come da piani, non ha corso. Dopo il periodo di gare fatto in Belgio è tornato con una gran forza e una condizione davvero buona. I prossimi impegni, mondiale compreso, si correranno su percorsi adatti alle sue caratteristiche

Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Filippo Fontana, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, Parco Increa, vittoria
Filippo Fontana è tornato a ottimi livelli dopo l’infortunio a tibia e perone in estate, anche lui lo rivedremo in azione a Hoogerheide
Inizia il conto alla rovescia per il mondiale?

Il programma di avvicinamento è stato condiviso dal team performance con i ragazzi e i team da tempo. Ora ci saranno da fare dei piccoli aggiustamenti personali in modo da arrivare a Hulst al massimo della condizione possibile. Qui a Benidorm lavoreremo al meglio, siamo in linea, non ci resta che proseguire.

Dell’Olio, alla scoperta del nuovo talento pugliese del cross

Dell’Olio, alla scoperta del nuovo talento pugliese del cross

19.01.2026
5 min
Salva

Daniele Pontoni era stato chiaro: «Dietro Pezzo Rosola e Grigolini ci sono altri talenti, Francesco Dell’Olio nel 2027 sarà al loro livello internazionale». E i prodromi di questo vaticinio ci sono tutti, il pugliese lo sta dimostrando ripetutamente, anche alla Coppa del mondo di Benidorm di ieri. Mentre il campione tricolore coglieva il suo nuovo successo e Grigolini era terzo,il pugliese si confermava nella top 10 con un 9° posto a 1’20” dal vincitore.

Di Dell’Olio nell’ambiente si parla da molto tempo, da quand’era nelle categorie giovanili. Forse anche per la sua provenienza, la Puglia che richiama alla memoria l’epopea dell’indimenticato Vito Di Tano e anche per la sua resilienza, la capacità di emergere pur provenendo da una regione che non è propriamente al centro dell’attività nazionale.

Dell'Olio ormai è parte integrante della nazionale junior di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell’Olio ormai è parte integrante della nazionale juniores di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell'Olio ormai è parte integrante della nazionale junior di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)
Dell’Olio ormai è parte integrante della nazionale juniores di ciclocross, ha già due Top 10 in Coppa (foto Facebook)

«Il ciclismo ha sempre fatto parte della mia vita fin da quando ero piccolo – racconta Dell’Olio – perché ero ancora G0 quando ho iniziato a pedalare. Mia madre ha visto questa squadra sul lungomare di Bisceglie, la mia città natale, e mi ha consigliato di andare a fare la prova gratuita. Sono andato subito e non ho più smesso. In famiglia non ho ex ciclisti, mai nessuno che è andato in bici, ma io ho provato un giorno e mi ha subito preso».

Hai iniziato col ciclocross?

A dir la verità con la mountain bike, la strada e facendo la classica gimkana, quelle prove per i più piccoli. Nel ciclocross ho esordito da G6, ma un po’ prima andavo a vedere le gare di un mio amico, andavo con loro sui campi gara. Poi, appena sono arrivato al G6, ho iniziato anch’io: ho fatto tutta la stagione prima di passare a esordiente primo anno.

Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Ai tricolori ha colto il podio dietro Pezzo Rosola e Grigolini, confermando il suo ottimo stato di forma (foto Billiani)
Tu sei andato sempre crescendo, fino ad arrivare ai vertici italiani. A che punto pensi di essere?

Non lo so, sinceramente parlando, perché sto crescendo piano piano, in modo graduale, ma sto facendo grandi passi e non so fino a che punto potrei arrivare. Sento che da qui a fine stagione posso ancora crescere parecchio e i risultati internazionali mi stanno dando sempre più conferme.

Ti ostacola il fatto di venire dalla Puglia da questo punto di vista, più che altro per le trasferte che devi affrontare?

Effettivamente il problema sono i viaggi, perché la maggior parte delle volte sono costretto a fare lunghe trasferte per arrivare vicino Milano o Venezia e da lì spostarmi per raggiungere i campi gara. Fino agli anni passati era un deficit che si faceva sentire molto perché non prendevo aerei, viaggiavo sempre in macchina o in furgone. Quest’anno invece, da quando sono entrato nella Fas Airport Services Guerciotti, viene tutto molto più semplice perché viaggio praticamente sempre in aereo.

Lo scorso anno fra gli allievi Dell'Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell’Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell'Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Lo scorso anno fra gli allievi Dell’Olio è stato il terzo italiano per numero di vittorie, ben 9 condite da 4 podi (foto Facebook)
Stai esplodendo anche a livello internazionale. Ti aspettavi una crescita del genere?

Non mi aspettavo sinceramente di riuscire a fare dei risultati del genere, ero un po’ pensieroso su quanto andassero gli juniores secondo anno a inizio stagione. Sono partito abbastanza bene, poi ho avuto un infortunio, quindi i risultati che sono arrivati in Coppa sono molto sorprendenti. Correre all’estero è una cosa incredibile perché è completamente diverso rispetto a farlo in Italia. C’è un clima completamente diverso, soprattutto in Belgio: il pubblico, il livello di organizzazione, il livello degli altri atleti. Credo comunque che ci sia ancora del divario da chiudere tra me e quelli di lassù.

Lo stesso Pontoni e tanti altri addetti ai lavori dicono però che tu puoi arrivare il prossimo anno, con un bagaglio di esperienza in più, agli stessi livelli di gente come Agostinacchio, Grigolini, Pezzo Rosola nella stessa categoria.

Mi fa molto piacere, per il mio carattere è uno stimolo e non una responsabilità, perché sono uno che non si pone grandi aspettative: imposto degli obiettivi, ma prendo ciò che viene. Ovviamente do sempre il massimo, ma non ho un’aspettativa particolare sui risultati che dovrò fare l’anno prossimo solamente perché quest’anno sono tra i migliori dei primo anno. Non sento questo tipo di peso.

Dell'Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell’Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell'Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Dell’Olio sta riportando la Puglia ai vertici del ciclocross onorando la memoria di Vito Di Tano (foto Facebook)
Sei più ciclocrossista o più stradista?

Mi metti un po’ in difficoltà con questa domanda, perché mi piacciono entrambe le discipline allo stesso livello. Forse il ciclocross un po’ di più perché ti dà più esperienza, hai modo di gareggiare molto all’estero rispetto alla strada, anche se con il team su strada affrontiamo un calendario abbastanza importante anche fuori dall’Italia.

Anche su strada su di te ci sono molte aspettative, visto che lo scorso anno sei stato il terzo italiano per numero di vittorie fra gli allievi…

Sì, la stagione passata su strada è stata molto positiva, anche lì non mi sarei mai aspettato di fare tante vittorie. Come caratteristiche non mi sono ancora definito perché non ci sono percorsi troppo duri o troppo veloci, sono sempre misti. In salita vado bene, sono veloce. Il mio punto forte sono quelle gare dove si fa tanta selezione in salita e c’è l’arrivo in gruppetti ristretti di 4-5 persone, perché essendo veloce riesco a giocare al meglio le mie carte.

Per Dell'Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell’Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell'Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
Per Dell’Olio è importante conciliare sport e scuola, un connubio che diventa sempre più difficile (foto Billiani)
A scuola, a che punto sei?

Faccio il quarto superiore di un Istituto Tecnico Tecnologico. Sono anticipatario, avrei dovuto fare il terzo, ma ho un anno di anticipo perché ne ho fatto uno in meno di asilo. A scuola vado a Molfetta che è un paese a 10 chilometri da casa mia. Ultimamente faccio un po’ fatica a conciliare scuola e sport perché i programmi si stanno facendo più intensi. La scuola che faccio ha molte materie tecniche che hanno bisogno di studio costante, ma per ora sto ancora riuscendo a conciliare il tutto. Per me è fondamentale, come per la mia famiglia.

Eli Iserbyt, la parabola di un campione tra trionfi e controversie

Eli Iserbyt, la parabola di un campione tra trionfi e controversie

18.01.2026
5 min
Salva

Un annuncio breve, inatteso non tanto nel tema quanto nella portata. Quest’anno i prati del ciclocross non avevano visto all’opera Eli Iserbyt, si sapeva che i suoi problemi all’arteria iliaca fossero difficili da risolvere, ma nessuno pensava che lo avrebbero portato al ritiro anticipato, a soli 28 anni. Si chiude così una carriera costellata da vittorie prestigiose affiancate a episodi controversi che, in qualsiasi modo li si dipinga, ne hanno fatto un personaggio.

Il viso addolorato di Eli Iserbyt nel dare l'annuncio sul social del suo forzato ritiro dalle scene
Il viso addolorato di Eli Iserbyt nel dare l’annuncio sul social del suo forzato ritiro dalle scene
Il viso addolorato di Eli Iserbyt nel dare l'annuncio sul social del suo forzato ritiro dalle scene
Il viso addolorato di Eli Iserbyt nel dare l’annuncio sul social del suo forzato ritiro dalle scene

L’alternativa ai Tre Tenori

Già, perché il ciclocross perde un vero personaggio, uno dei pochissimi (forse l’unico) che in quanto a popolarità e attenzione destata poteva competere con i Tre Tenori. Quasi sempre finito alle loro spalle, ma non per questo meno valido. In Belgio, la sua patria, il popolo degli appassionati è diviso in maniera netta: chi lo considera un campione e lo ha sempre supportato e chi lo detestava. In ogni caso ha lasciato un segno indelebile nel panorama del ciclocross mondiale, forse ultimo grande esponente di quella razza di crossisti puri. Eli correva d’estate su strada, ma solo per tenersi in esercizio e preparare la stagione invernale.

Nato il 22 ottobre 1997 a Bavikhove, in Belgio, Iserbyt ha dimostrato fin da subito un’attitudine naturale per il ciclocross, iniziato a 11 anni facendo collezione di titoli nazionali per ogni età attraversata. Nelle categorie giovanili ha dominato la scena, vincendo due titoli mondiali Under-23 (nel 2016 a Heusden-Zolder e nel 2018 a Valkenburg) e un titolo europeo nel 2017.

Iserbyt alla sinistra di Van Aert e Van der Poel, con i quali ha spesso battagliato iniziando la stagione prima di loro
Iserbyt alla sinistra di Van Aert e Van der Poel, con i quali ha spesso battagliato iniziando la stagione prima di loro
Iserbyt alla sinistra di Van Aert e Van der Poel, con i quali ha spesso battagliato iniziando la stagione prima di loro
Iserbyt alla sinistra di Van Aert e Van der Poel, con i quali ha spesso battagliato iniziando la stagione prima di loro

Il collezionista di challenge

La collezione di titoli di Iserbyt si è arricchita anche fra gli elite: quello europeo nel 2020, quello belga nel 2024, ma ben presto il giovane talento ha puntato su un elemento distintivo: la costanza. Quella costanza che gli ha permesso di conquistare diverse volte le challenge internazionali della stagione. A chi gli chiedeva da dove nascesse, Iserbyt era molto chiaro: «Io sono un ciclocrossista, seguo tutta la stagione e faccio il mio. Arriveranno gli altri, capaci di dominare le singole tappe, ma il premio finale va a chi c’è sempre stato e allo stesso livello».

Attenzione: non è che Iserbyt si sentisse battuto in partenza. Non è mai stato così. Eli ha saputo infiammare i tifosi perché non stava mai in attesa, era sempre pronto a prendere l’iniziativa, a rilanciare la velocità ad ogni occasione anche grazie a una perizia tecnica appartenente a pochi. In gara era spavaldo, quasi in trance agonistica e Ryan Kamp lo sa bene…

Il famoso alterco con Ryan Kamp nel 2024, con il belga che ha appena calpestato la bici del rivale
Il famoso alterco con Ryan Kamp nel 2024, con il belga che gli ha appena calpestato la bici
Il famoso alterco con Ryan Kamp nel 2024, con il belga che ha appena calpestato la bici del rivale
Il famoso alterco con Ryan Kamp nel 2024, con il belga che gli ha appena calpestato la bici

La curva che diventa un ring…

Beringen, prima prova dell’Exact Cross 2024-25. I Tre Tenori non ci sono, c’è spazio per tutti e la lotta è accesissima. A una curva arriva il contatto fra il belga e l’olandese. I due cadono, Eli si rialza furibondo e calpesta con forza la bici del rivale, rompendola. Fa per partire e Kamp lo tira per la maglia, i due battibeccano e per poco non arrivano alle mani.

Alla fine la giuria dà torto a Iserbyt non solo squalificandolo dalla gara, ma attribuendogli una multa di 2.500 franchi svizzeri ed estromettendolo dalle gare per parte della stagione. Gli haters si scatenano sui social, invocando sanzioni molto più dure. Accanto ai successi, la carriera di Iserbyt è stata d’altronde spesso accompagnata da un’immagine di corridore aggressivo, che non rifuggiva dal contatto fisico e da tattiche al limite. Questa reputazione ha raggiunto l’apice con l’incidente che ha generato grande clamore e un’ondata di polemiche.

Iserbyt vanta un titolo europeo, una Coppa del Mondo, un Superprestige e tre X2O Trofée
Iserbyt vanta un titolo europeo, una Coppa del mondo, un Superprestige e tre X2O Trofée
Iserbyt vanta un titolo europeo, una Coppa del Mondo, un Superprestige e tre X2O Trofée
Iserbyt vanta un titolo europeo, una Coppa del mondo, un Superprestige e tre X2O Trofée

I problemi all’arteria iliaca

Iserbyt attende la fine della squalifica senza ribattere, concentrandosi sulla preparazione e sul suo fisico, che comincia a dare qualche scricchiolio. Pochi lo sanno, solo chi gli è vicino, ma sono anni che Eli fa i conti con un problema all’arteria iliaca, una condizione che limita il flusso sanguigno e causa dolore debilitante. Non un caso raro fra i ciclisti, Iserbyt sa che deve metterci mano. Inizia la trafila degli interventi chirurgici.

Alla fine il belga ne subirà quattro, ma senza risolvere il problema. All’inizio dell’attuale stagione, quando le cose cominciavano a rimettersi a posto, il dolore è ricomparso, forte, debilitante, scoraggiante. Tornato sotto le cure mediche, è arrivata la sentenza finale. La diagnosi medica è stata definitiva: non avrebbe più potuto pedalare né da professionista né da amatore a causa del rischio per la sua salute.

«Non sarebbe responsabile dal punto di vista medico continuare», ha annunciato sui social e le sue parole, espressione di un dolore psicologico puro, hanno messo a tacere tante voci critiche.

Il momento forse più felice della sua carriera: la conquista del titolo europeo nel 2020
Il momento forse più felice della sua carriera: la conquista del titolo europeo nel 2020
Il momento forse più felice della sua carriera: la conquista del titolo europeo nel 2020
Il momento forse più felice della sua carriera: la conquista del titolo europeo nel 2020

Una vita tutta da costruire

Ora, per Iserbyt inizia la fase più dura, immergersi nella vita, trovare un nuovo motivo sapendo di non poter più pedalare. Avrà un forte bisogno dei suoi cari per scacciare le nubi della depressione, per scuotersi dall’inerzia, per digerire il colpo. Di tempo ce n’è, resta l’immagine di un uomo che ha dato molto a questa disciplina e che, comunque la si pensi, meritava un finale di carriera fedele alla sua evoluzione, correndo, battagliando, magari anche litigando, ma in fin dei conti essendo se stesso fino all’ultimo colpo di pedale.

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost (foto Instagram)

Mattia Agostinacchio: il cross, il WorldTour e i suoi (soli) 18 anni

16.01.2026
6 min
Salva

BRUGHERIO – Occhi azzurri, sopracciglia nere e folte, lo sguardo di chi ha diciotto anni ma sa che deve mostrarne qualcuno in più. Mattia Agostinacchio è uno dei giovani che più va veloce nel ciclismo moderno, tanto da saltare a piè pari la categoria under 23. Il ragazzino di Aosta passerà direttamente nel WorldTour e lo farà con la EF Education EasyPost (in apertura foto Instagram). Il team americano crede talmente tanto in lui da avergli creato intorno una squadra di ciclocross nella quale corrono solamente Mattia Agostinacchio e il fratello Filippo. 

Il camper di famiglia parcheggiato a pochi metri dal percorso, dentro la madre dei fratelli Agostinacchio prepara il caffè e al termine dell’intervista ce ne offre uno fumante. Un toccasana in vista della giornata fredda che ci aspettava in occasione del campionato italiano di ciclocross. Pochi metri più in là il camion officina con ruote, copertoni, telai e tutto quello che serve a una squadra intera, ma i protagonisti della storia sono solamente due. Anche una troupe a riprendere ogni momento, arrivata direttamente da Los Angeles. Insomma, il mondo intorno a Mattia Agostinacchio è tutt’altro che normale, soprattutto quando si hanno appena diciotto anni. 

Cannondale, Fabio Agostinacchio, papà insieme al meccanico
A sinistra papà Fabio insieme al meccanico mentre lavorano all’assetto della bici prima del campionato italiano
Cannondale, Fabio Agostinacchio, papà insieme al meccanico
A sinistra papà Fabio insieme al meccanico mentre lavorano all’assetto della bici prima del campionato italiano

Fuori dal cerchio

Però Mattia Agostinacchio sembra avere qualcosa di speciale, chi lo conosce e lo ha intorno ogni giorno racconta di una forza e una classe fuori dal comune. Lo ha visto Daniele Pontoni, il cittì della nazionale di ciclocross, così come lo sa suo fratello Filippo, il quale ha provato a raccontarcelo. A Namur, in occasione della tappa di Coppa del mondo di ciclocross Mattia Agostinacchio nei due giri finali ha tenuto il ritmo di Va Der Poel e Thibau Nys.

«La stagione di ciclocross è iniziata subito con le gare in Italia – ci racconta Mattia Agostinacchio – ed è andata abbastanza bene, a parte qualche problema. Poi ci sono stati i campionati europei, dove sono riuscito a vincere nella prova riservata agli under 23, sinceramente non me l’aspettavo. Al primo anno in una nuova categoria non è facile trovare il ritmo e il titolo continentale è stata una bella iniezione di fiducia».

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, riscaldamento
Ecco il giovane Mattia Agostinacchio mentre si riscalda sui rulli, dietro di lui il camion officina della EF Education EasyPost
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, riscaldamento
Ecco il giovane Mattia Agostinacchio mentre si riscalda sui rulli, dietro di lui il camion officina della EF Education EasyPost
Abbiamo visto che sei stato anche in Spagna con la squadra WorldTour

Sì, sono andato a fare un primo ritiro stagionale. Il ciclocross non era ancora finito ma è stato bello entrare in contatto con il mondo dei grandi. Ho imparato già tanto dai corridori più esperti ed è stata una bellissima esperienza. Quando sono rientrato nel ciclocross ho avuto bisogno di una gara per riprendere il ritmo. 

Hai chiuso l’esperienza in Belgio con due DNF, cos’è successo?

Sono stato male e mi sono dovuto ritirare, nulla di grave, mi sono riposato qualche giorno e sono poi tornato a correre proprio qui al campionato italiano (chiuso in quarta posizione e che ha confermato lo stato di forma non eccezionale di Mattia Agostinacchio, ndr). 

Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano ciclocross, under 23, Brugherio 2026
Mattia Agostinacchio al campionato italiano ciclocross ha vissuto una giornata storta ma ha comunque conquistato il quarto posto finale
Mattia Agostinacchio, EF Education EasyPost, campionato italiano ciclocross, under 23, Brugherio 2026
Mattia Agostinacchio al campionato italiano ciclocross ha vissuto una giornata storta ma ha comunque conquistato il quarto posto finale
Com’è stato il primo approccio al WorldTour, spaventa?

No, penso che mi ci vorrà un po’ di tempo per abituarmi ma con calma si fa tutto. La cosa che ho notato è che anche nel ciclocross i ritmi sono tanto diversi nelle gare elite rispetto allo scorso anno quando correvo con gli juniores. Nelle corse under 23 che ho fatto, invece, la differenza non è così grande (lo confermano anche i risultati ottenuti, ndr). 

In Spagna ti sei sentito subito parte del team?

Mi hanno accolto bene, non c’è nessuno che non saluta o che non mi chiede come sto. Sono tutti molto accoglienti e disponibili, essere entrato in un team del genere mi ha reso felice. Anche lo stesso Ben Healy mi ha detto che per qualsiasi dubbio o domanda posso affidarmi a lui. 

Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia (foto Instagram)
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia
Filippo Agostinacchio con alle spalle il fratello Mattia (foto Instagram)
Andare direttamente nel WorldTour è stata una scelta da cogliere al volo? O magari è troppo presto?

Al momento sono valide entrambe le risposte, lo vedremo in futuro. 

Cosa ti ha spinto a fare questo tipo di salto?

La sfida anche con me stesso per vedere se ne sono in grado e se riuscirò ad essere già competitivo. Al momento non so esattamente dove collocarmi all’interno del gruppo. Con cuore e testa si può fare tutto, sono abbastanza tranquillo al momento, ma vedremo a fine marzo con la prima gara a che punto sarò. 

Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio in azione a Namur nella tappa di Coppa del mondo corsa con gli elite e conclusa al 13° posto (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio, Namur, Coppa del mondo ciclocross, 2025, EF Education-EasyPost (Photopress.be)
Mattia Agostinacchio in azione a Namur nella tappa di Coppa del mondo corsa con gli elite e conclusa al 13° posto (Photopress.be)
Il passaggio su strada è quello più difficile?

Sono sforzi diversi dal ciclocross e che richiedono maggiore impegno. Però farò delle gare adatte alle mie caratteristiche, quindi il passaggio sarà graduale. 

Quali sono queste gare?

Sicuramente con percorsi collinari, mossi. 

Quel famoso quarto d’ora nel ciclocross è possibile replicarlo su strada?

Vedremo, dipende dai percorsi e dagli sforzi che devo fare. Su una tappa o una gara collinare è più semplice perché lo sforzo massimale è simile a quello che faccio sul fango. In salita, invece, il processo di adattamento richiederà un po’ più di tempo. 

Mattia Agostinacchio, campione europeo ciclocross under 23, 2025
Dopo aver conquistato il titolo europeo tra gli under 23 per Agostinacchio ci sarà anche l’occasione al mondiale?
Mattia Agostinacchio, campione europeo ciclocross under 23, 2025
Dopo aver conquistato il titolo europeo tra gli under 23 per Agostinacchio ci sarà anche l’occasione al mondiale?
Hai già un programma su strada? 

Ne ho parlato con il team, ma mi hanno detto di non tenerlo troppo in considerazione perché cambierà. In teoria inizio con la Coppi e Bartali (dal 24 al 28 marzo, ndr). 

Il menu del cross cosa prevede?

Ora farò un ritiro in Spagna con la squadra WorldTour, per altri cinque giorni. Poi andrò direttamente a Benidorm per la Coppa del mondo, lì mi unirò alla nazionale e faremo un ritiro in vista dell’ultima parte di stagione. Andremo a Hoogerheide e poi ci sarà il mondiale

Ci pensi alla maglia iridata?

Sì, ma ora ho nel mirino gli appuntamenti che arrivano prima, per il mondiale c’è tempo.

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite

Casasola: tra cross e WorldTour la crescita continua

15.01.2026
4 min
Salva

Sara Casasola ha festeggiato un altro tricolore nel ciclocross, il suo grande amore e la disciplina che più la appassiona e la fa sentire vicina alla bicicletta. Nonostante tutto quello conquistato al Parco Increa di Brugherio è stato solamente il suo secondo titolo italiano nella categoria elite. Un rapporto di amore e odio quello con il tricolore, gara che a volte ha assunto sfumature poco fortunate per la ragazza della Crelan-Corendon. 

«Diciamo che avevo veramente voglia di riprendere il tricolore quest’anno – racconta Sara Casasola – quello di dicembre non è stato il periodo più facile. Sono stata malata parecchie volte, inoltre sono asmatica e quindi i bronchi non hanno retto. Mi sono presa un periodo di riposo nel quale ho ritrovato il colpo di pedale giusto. Riprendere il titolo italiano era un obiettivo che mi dà tanta fiducia in vista dei prossimi impegni».

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola al Parco Increa a Brugherio ha dominato la corsa riservata alla categoria donne elite (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite (foto Giorgio De Negri)
Sara Casasola al Parco Increa a Brugherio ha dominato la corsa riservata alla categoria donne elite (foto Giorgio De Negri)

Le conferme tanto attese

Quella del 2025-2026 è la seconda stagione in maglia Crelan-Corendon per Sara Casasola, il passaggio al team belga ha portato nuove consapevolezze e la voglia di crescere sempre di più nel ciclocross

«Fino ad ora è stata una stagione di ciclocross molto positiva – prosegue Casasola – soprattutto se togliamo l’ultimo mese nel quale non sono stata al meglio. Nonostante lo stop avevo comunque ottime sensazioni e una condizione molto buona, tanto che ero riuscita a raccogliere risultati di spicco. Ho vinto una prova di Superprestige a Overijse nel mese di ottobre. Spero di ritornare a quel picco di forma per affrontare al meglio il finale di stagione».

Quanto è stata importante quella vittoria?

Tanto. Mentalmente ha fatto la differenza, trovarsi lì davanti a lottare testa a testa con le migliori atlete del circuito mi ha dato tanta confidenza e fiducia nei miei pezzi. Ho visto e avuto la conferma che il percorso di crescita c’è effettivamente stato e i risultati lo hanno confermato. 

Una conferma del percorso fatto con Fenix-Deceuninck e Crelan-Corendon?

Il lavoro con la squadra ha pagato, quello passato è stato un anno intero dove ho potuto migliorare sia su strada che nel ciclocross. Penso sia stata una cosa che ha pagato a lungo termine in maniera complessiva

Cosa ti ha dato?

A livello di esperienza tanto, ma anche in termini di condizione fisica e atletica. Ho fatto molti più ritiri in altura durante la stagione su strada e ho lavorato parecchio con la squadra. Penso, e spero, di poter ottenere ancora tanto in futuro e di migliorare ulteriormente. 

Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite (foto Instagram)
Sara Casasola è cresciuta molto grazie al lavoro fatto nel cross con la Crelan-Corendon (foto Instagram)
Sara Casasola, Crelan-Corendon, ciclocross, campionato italiano ciclocross 2026, Brugherio, donne elite (foto Instagram)
Sara Casasola è cresciuta molto grazie al lavoro fatto nel cross con la Crelan-Corendon (foto Instagram)
Dal punto di vista tecnico quali sono stati i passi fatti?

Quando siamo in ritiro in Belgio ci alleniamo parecchio con la squadra (come aveva detto lo stesso Viezzi, ndr) e curiamo molto la guida e l’approccio alla bici. Sotto questo aspetto sono cresciuta tanto e l’ho visto fin dalle prime uscite, sento di avere una confidenza diversa in bici. Avere qualcuno che da fuori ti guarda e ti dà dei consigli è importante. 

Qual è stato il plus di entrare in un team del genere?

Mentalmente essere parte di una delle migliori squadre al mondo nel ciclocross fa tanto, soprattutto per quanto riguarda il morale e la motivazione nel cercare di migliorare sempre. 

L’esordio nel WorldTour nel 2025 ha permesso a Casasola di crescere ulteriormente e di affermarsi anche su strada (foto Nombre Media)
L’esordio nel WorldTour nel 2025 ha permesso a Casasola di crescere ulteriormente e di affermarsi anche su strada (foto Nombre Media)
Senti un po’ di pressione?

La squadra da questo punto di vista è molto tranquilla e professionale, non mettono pressione a noi corridori. La pressione arriva da sola, ma è qualcosa di positivo che ti spinge a rimanere sempre concentrata e attenta. 

Questo tricolore è un bel punto di partenza in vista del finale di stagione?

Diciamo che dà morale. Adesso c’è ancora molto lavoro da fare, però abbiamo qualche settimana per prepararci al meglio. Il programma prevede le ultime tre tappe di Coppa del mondo: Benidorm, Maasmechelen e Hoogerheide. Poi ci sarà il mondiale, il 31 gennaio a Hulst.

Filippo Grigolini, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani

Grigolini: il cross, la strada che parla francese e una vita normale

13.01.2026
4 min
Salva

BRUGHERIO – Filippo Grigolini sta macinando risultati e chilometri in questa stagione di ciclocross, la seconda nella categoria juniores. Un friulano che corre per una squadra marchigiana, il Team Cingolani Specialized. Ha 17 anni Grigolini, li ha compiuti il 7 ottobre scorso, un mese dopo ha conquistato anche la maglia di campione europeo a Middelkerke, davanti al compagno di nazionale e rivale Patrik Pezzo Rosola. Alto e magro, ma quando spinge sui pedali esprime una potenza impressionante, soprattutto quando si arrampica su pendii che invogliano gli altri a poggiare il piede a terra. Lui no, pedala e al massimo si alza sui pedali. 

Un friulano, nella patria italiana del ciclocross è facile appassionarsi a questa disciplina e l’amore verso il fango per Grigolini arriva abbastanza presto. 

«Mi sono avvicinato al ciclocross – racconta – quando ero G6. E’ iniziato tutto grazie a dei miei compagni di squadra più grandi, loro già correvano sul fango e io seguendoli mi sono appassionato».

Filippo Grigolini, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Filippo Grigolini alla partenza del campionato italiano ciclocross juniores insieme al compagno di squadra Tommaso Cingolani
Filippo Grigolini, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Filippo Grigolini alla partenza del campionato italiano ciclocross juniores insieme al compagno di squadra Tommaso Cingolani

Dal Friuli alle Marche

Il passaggio dalle realtà della sua zona al Team Cingolani è stato rapido, ormai sono due anni che Filippo Grigolini corre con la formazione marchigiana che da quelle parti è uno dei riferimenti per chi ama il fuoristrada. 

«Corro con loro da due stagioni – prosegue il campione europeo juniores in carica – perché mi avevano chiamato quando ancora ero allievo. Il rapporto che si è consolidato è davvero bello, quando sono venuto al Team Cingolani mi sono trovato bene e non me ne sono più andato. Ogni anno corro la stagione del ciclocross con loro».

Filippo Grigolini, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Fuori dal camper del Team Cingolani incontriamo Filippo Grigolini
Filippo Grigolini, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Fuori dal camper del Team Cingolani incontriamo Filippo Grigolini
Cosa ti ha attirato del ciclocross?

La disciplina in generale è molto bella. Mi piace molto l’arrivo al campo di gara, il riscaldamento, provare il percorso, la tecnica che c’è. E’ un gran divertimento. 

Hai fatto anche mountain bike?

Ho corso in mtb fino ad allievo secondo anno, ho vinto il campionato italiano allievi e poi ho deciso di iniziare a fare strada una volta passato juniores. Avevo sentito questa esigenza di cambiare, di mettermi alla prova in qualcosa di diverso.

E com’è andata?

La scorsa stagione si è trattato del primo approccio a questa disciplina, tanto diversa rispetto alla mtb. Tutto è andato abbastanza bene, c’è stato qualche inconveniente con il team ma da quest’anno cambio e spero che tutto possa andare per il meglio.

Filippo Grigolini, Patrik Pezzo Rosola, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Filippo Grigolini in azione a Brugherio al campionato italiano con alle spalle Patrik Pezzo Rosola
Filippo Grigolini, Patrik Pezzo Rosola, ciclocross, campionati italiani juniores 2026, Team Cingolani
Filippo Grigolini in azione a Brugherio al campionato italiano con alle spalle Patrik Pezzo Rosola
Cosa ti è piaciuto delle corse su strada?

La parte tattica, le strategie da utilizzare in corsa e capire come ci si deve muovere in gruppo. Imparare le fasi cruciali e muoversi di conseguenza. 

Sono già arrivati a cercarti dalla Francia, alla tua porta ha bussato la Decathlon CMA CMG U19 (la formazione juniores)…

Con loro correrò nelle gare internazionali, stiamo un po’ decidendo quale calendario fare e come dividere gli impegni. Da febbraio, finita la stagione del ciclocross, inizierò ad essere seguito da loro a livello di preparatore. Mentre nelle corse nazionale correrò con la Autozai Contri. Le due formazioni stanno iniziando a parlare.

Quindi non correrai solo con la Decathlon? 

No no, però loro ci tengono a fare un percorso insieme anche perché nel 2027 passerò under 23 con loro. 

28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)
Filippo Grigolini ha debuttato su strada nel 2025 con la maglia della Borgo Molino (foto Instagram)
28 giorni di gara su strada con 9 Top 10, un bottino di buon livello per la sua prima stagione (foto Instagram)
Filippo Grigolini ha debuttato su strada nel 2025 con la maglia della Borgo Molino (foto Instagram)
Hai già avuto modo di conoscere la nuova realtà internazionale?

Sì, vedere atleti più grandi è bello. Ho già fatto qualche ritiri con gli under 23 e questo ti fa crescere e soprattutto imparo tanto. 

Come va con il francese?

Non c’è (ride, ndr), ma parlo bene l’inglese quindi ci capiamo e comunico con tutti. E’ il bello di essere in un team internazionale. 

Spaventa o incoraggia questo nuovo percorso con la Decathlon?

C’è un pochino di paura, ma positiva perché sono felice di essere entrato in una squadra come questa. Sarà un bel capitolo, o almeno spero. 

Riesci a conciliare gli impegni scolastici?

Sì, sto continuando gli studi al liceo scientifico Marinelli, nella mia città: Udine. Mancano gli ultimi due anni (Grigolini è in quarta, ndr) e si tira dritto. Sto continuando la scuola anche perché mi diverto, mi piace stare con i miei compagni. E’ stancante ma non voglio concentrare tutto sulla bici già a questa età, rimane una parte normale della vita. Svegliarsi la mattina e sapere di dover andare in classe è bello.

La trasformazione della Bianchi, ora stella del ciclocross

La trasformazione della Bianchi, ora stella del ciclocross

12.01.2026
5 min
Salva

Non solo Pellizotti. Dietro la figlia d’arte, si sta sviluppando una generazione di ragazze che si stanno rivelando di alto livello internazionale. Basti pensare a una prima assoluta come quella di Heusden-Zolder, prova del Superprestige con due azzurre ai primi due posti, Nicole Azzetti e Elisa Bianchi. Proprio quest’ultima è cresciuta esponenzialmente nelle ultime settimane, allargando la forza d’urto del movimento italiano anche al femminile dopo i trionfi dei pari età.

Elisa fa parte di quel nutrito gruppo di cicliste della nuova generazione capace di eccellere in più discipline, visti i suoi ottimi risultati anche su strada. I suoi inizi sono stati, come per tanti, legati alle radici familiari: «Il ciclismo è una passione trasmessa da mio papà che faceva mountain bike. Il cross l’ha proposto lui prima a mia sorella più grande. Io vedendo loro ho chiesto di provarci, prima con la mtb, poi ho iniziato il ciclocross».

Per la Bianchi anche la Coppa del mondo è stata foriera di soddisfazioni: quarta a Koksijde (foto Facebook)
Per la Bianchi anche la Coppa del mondo è stata foriera di soddisfazioni: quarta a Koksijde (foto Facebook)
Per la Bianchi anche la Coppa del mondo è stata foriera di soddisfazioni: quarta a Koksijde (foto Facebook)
Per la Bianchi anche la Coppa del mondo è stata foriera di soddisfazioni: quarta a Koksijde (foto Facebook)
Ora quali discipline affronti?

Faccio strada, pista e da quest’anno ho preso il ciclocross più seriamente. Quella che però mi identifica di più è la strada. La mountain bike l’ho praticata perché piaceva a mio papà, ma è stato lui stesso che mi ha portato a fare qualche gara su strada e ho iniziato a capire che mi piaceva di più il fatto che c’era anche strategia, non solo prestazione fisica, poi è in ballo tutta la squadra e questo mi diverte di più. Mi sono detta di provare a fare quella benee allora mi sono buttata lì.

Quest’anno hai avuto un’autentica esplosione, soprattutto a livello internazionale. Da che cosa dipende?

L’anno scorso, soprattutto nel cross, ho avuto un periodo un po’ difficile. Sbagliavo ad alimentarmi, sotto consiglio di persone che non erano pienamente conoscenti del dell’ambito, così ho avuto dei problemi ormonali. Ero junior al primo anno ed è lì che si comincia ad accumulare esperienza, io ho perso tempo. Questa cosa mi ha un po’ condizionato anche mentalmente e quest’anno ho cambiato appunto il mio preparatore, ma abbiamo dovuto fare un lungo percorso per uscire dal periodo in cui ero. A livello di testa ancora mi manca quel qualcosa in più, penso però che quest’anno sia tutto diverso, appunto perché ho cambiato la mia alimentazione, il mio modo di lavorare.

Su strada corre per la BFT Burzoni VO2 e nel 2025 ha vinto la classifica del Lunigiana (foto Facebook)
Su strada corre per la BFT Burzoni VO2 e nel 2025 ha vinto la classifica del Lunigiana (foto Facebook)
Su strada corre per la BFT Burzoni VO2 e nel 2025 ha vinto la classifica del Lunigiana (foto Facebook)
Su strada corre per la BFT Burzoni VO2 e nel 2025 ha vinto la classifica del Lunigiana (foto Facebook)
Quanto ha influito l’esempio di Giorgia Pellizzotti e dei risultati che ha ottenuto nella scorsa stagione?

Io e Giorgia ci siamo sempre scontrate fin da piccole. E quindi per me vedere che comunque lei riusciva ad avere quei risultati mi spronava a dire «Ok, come fa lei, posso farlo anch’io». Per me è un importante punto di riferimento, nonostante sia sempre una mia avversaria. Mi ha aiutato tanto perché già l’anno scorso è riuscita a ottenere i suoi risultati. Mi ha dato la forza di rimettermi in sesto. L’anno scorso ho pensato anche di dire basta con il ciclocross, perché non riuscivo come volevo. Lei mi ha spronato, insieme alla mia compagna di squadra, Nicole.

Quanto conta avere due atlete di livello internazionale del tuo stesso Paese?

Questa cosa mi piace perché anche restando in Italia posso valutare la condizione e gareggiare a un livello molto alto.

L'arrivo di Heusden-Zolder con la Azzetti e la Bianchi insieme. Vittoria alla prima (foto Superprestige)
L’arrivo di Heusden-Zolder con la Azzetti e la Bianchi insieme. Vittoria alla prima (foto Superprestige)
L'arrivo di Heusden-Zolder con la Azzetti e la Bianchi insieme. Vittoria alla prima (foto Superprestige)
L’arrivo di Heusden-Zolder con la Azzetti e la Bianchi insieme. Vittoria alla prima (foto Superprestige)
Come perla di questa stagione c’è la gara di Zolder, il secondo posto spalla a spalla proprio con Nicole….

E’ stata una bellissima giornata, io in quella gara stavo veramente bene ma lei ha trovato il momento giusto per provarci, io sono riuscita a farle il buco. Mi sono messa in seconda posizione in un pezzo tecnico per mettere in difficoltà le altre e consetirle di avvantaggiarsi. Io poi sono riuscita a staccare le altre e raggiungerla. Non ce la siamo giocata, nel senso che comunque lei era davanti, mi ha aspettato e perciò mi sembrava giusto lasciare a lei la vittoria.

Su strada, che atleta sei?

Non l’ho ancora capito del tutto, so di non essere una scalatrice pura perché su salite lunghe non credo di essere all’altezza delle ragazze che ci sono adesso. Mi difendo su strappi brevi e non sono proprio lentissima in volata, ma sto ancora cercando di capire chi sono e posso essere.

Nel quartetto su pista la Bianchi ha ottenuto l'argento agli europei e ai mondiali junior 2025 (foto Facebook)
Nel quartetto su pista la Bianchi ha ottenuto l’argento agli europei e ai mondiali junior 2025 (foto Facebook)
Nel quartetto su pista la Bianchi ha ottenuto l'argento agli europei e ai mondiali junior 2025 (foto Facebook)
Nel quartetto su pista la Bianchi ha ottenuto l’argento agli europei e ai mondiali junior 2025 (foto Facebook)
E su pista quali discipline prediligi?

Ho provato solamente il quartetto perché appunto ho iniziato nel 2025, quindi sarebbe stato esagerato buttarmi proprio in mezzo al gruppo. Al campionato italiano ho comunque provato, ma per adesso prediligo il quartetto.

Cosa ti aspetti da quest’anno appena iniziato?

Spero di riuscire aa ottenere grandi risultati sia nel ciclocross che nelle altre discipline, sicuramente una cosa che spero di riuscire a fare è maturare a livello di prestazione mentale, di maturare sotto quell’aspetto, perché mi manca ancora un po’ la sicurezza, ho sempre la paura di sbagliare che mi blocca un po’, quindi spero di riuscire a migliorare questo aspetto che secondo me è la parte più importante. Su strada spero di avere un’occasione nelle Nations Cup e al campionato italiano. Poi se arriverà una convocazione per un europeo o un mondiale sarà il massimo. Su pista sono convinta che come quartetto potremo prenderci grandi soddisfazioni.

Per la lombarda si prospetta un anno impegnativo e senza soste, tra ciclocross, strada, pista e... la scuola (foto Facebook)
Per la lombarda si prospetta un anno impegnativo e senza soste, tra ciclocross, strada, pista e… la scuola (foto Facebook)
Per la lombarda si prospetta un anno impegnativo e senza soste, tra ciclocross, strada, pista e... la scuola (foto Facebook)
Per la lombarda si prospetta un anno impegnativo e senza soste, tra ciclocross, strada, pista e… la scuola (foto Facebook)
Tre discipline che ti prendono tutto l’anno, come riesci a conciliare tutto ciò con la scuola?

Faccio il liceo scientifico Luzzago e devo ringraziare i professori perché mi capiscono tanto, mi aiutano, sono sempre aggiornati sui miei successi, come anche quando non vado benissimo. Sono contenti di quello che sto facendo e me lo dimostrano aiutandomi ma comunque interessandosi anche oltre i miei voti, alla persona che sono.

E se un domani la tua carriera evolvesse tanto da trasferirti all’estero?

Lo farei perché per adesso il ciclismo è tutto quello che voglio nella mia vita e quindi farei qualunque cosa per riuscire a realizzare il mio sogno.

Bryan Olivo, ciclocross, europei 2019, juniores

Olivo: lo Swatt Club per rilanciarsi e il rimpianto del ciclocross

04.01.2026
5 min
Salva

Alla fine Bryan Olivo ha trovato una sistemazione per la prossima stagione, il friulano sarà parte dello Swatt Club. Un grande salto indietro dopo i quattro anni tra gli under 23 corsi con il CTF Friuli, diventato poi devo team della Bahrain-Victorious. Il talento descritto da Renzo Boscolo, strappato dal ciclocross e messo su strada alla fine non è sbocciato. Ma per Bryan Olivo non è il momento dei rimpianti, la sua storia è ancora da scrivere e ora può farlo da una prospettiva diversa dalla quale ha messo nel mirino la voglia di divertirsi ancora andando in bici. Aspetto non scontato quando si entra nella centrifuga dei devo team

«A parte un po’ di freddo durante gli ultimi allenamenti – racconta Olivo – sto bene. Dopo le cinque settimane di stop dalla bici che ho fatto a cavallo tra ottobre e novembre, ho ripreso a pedalare. Sto anche meglio del previsto, evidentemente avevo bisogno di fermarmi».

Olivo nel 2021 ha conquistato il tricolore nel ciclocross nella categoria juniores
Olivo nel 2021 ha conquistato il tricolore nel ciclocross nella categoria juniores
Ripartirai con lo Swatt Club, quando avete trovato l’accordo?

Era l’inizio di dicembre, ci siamo conosciuti e abbiamo subito trovato la giusta intesa. Ora mi sto allenando a casa, mentre il primo ritiro tutti insieme sarà a metà febbraio a Girona. Appena finito dovrei fare il mio esordio stagionale nel gravel per una due giorni di corse proprio lì in Spagna (Santa Vall, ndr).

Come sei arrivati allo Swatt Club?

Stavo cercando squadra ma continuavo a trovare porte chiuse, le rose erano già al completo ormai. Così mi è venuto in mente che un mio amico, Andrea De Biasi, fa parte dello Swatt Club ma come amatore. Lui conosce il presidente Carlo Beretta e ci ha messi in contatto, era metà novembre. E’ stato fatto tutto in extremis. 

Olivo ha abbandonato il ciclocross appena passato under 23 con il CTF (foto Roberto Ferrante)
Olivo ha abbandonato il ciclocross appena passato under 23 con il CTF (foto Roberto Ferrante)
Riparti da una squadra di club…

Sì ma non mi interessa. Quello che mi ha convinto ad entrare nello Swatt Club è lo spirito che muove la squadra e la loro idea di ciclismo. C’è un gruppo unito e solido, che va alle gare per fare bene e con la voglia di essere competitivo, ma con alla base l’idea di divertirsi. Non c’è lo stress che si trova in un devo team, è diverso e a mio avviso interessante. 

Lo consideri un passo indietro?

Per molti lo è, ma non credo sia così. Mi piace il progetto che c’è e finalmente mi sento di nuovo felice quando mi alleno. L’ultimo anno in Bahrain avevo perso questo spirito. Entro in qualcosa di nuovo, ma so che mi divertirò e il mio scopo ora è proprio questo. 

Olivo con il CTF ha cercato di capire quali fossero le sue attitudini su strada, si è pensato anche alle Classiche del Nord (foto helene_cyclingpix)
Olivo con il CTF ha cercato di capire quali fossero le sue attitudini su strada, si è pensato anche alle Classiche del Nord (foto helene_cyclingpix)
Hai parlato di gravel, hai un calendario?

E’ ancora da definire ma sarà internazionale e bello, con gare importanti in gare di alto livello. Non tutti faranno gravel e strada, ma io ho deciso di fare così. In fondo mi mancava il ciclocross e per tornarmi a divertire il fuoristrada è quello che mi serve. 

Quanto ti è mancato il ciclocross?

Mi è sempre mancato molto. Alla fine come ciclista arrivo da quel mondo e il ciclocross rimarrà per sempre in me. 

In un ciclismo che viaggia veloce sarebbe potuta essere una disciplina sulla quale puntare?

Non saprei dirlo con certezza. Si poteva tenere, avrei anche voluto, ma non era nelle idee degli altri (del CTF prima e della Bahrain Victorious poi, ndr). Posso assicurare che come disciplina il ciclocross non è mai uscito dalla mia testa. Con il senno di poi posso dire che fare sia strada che cross mi avrebbe permesso di tenere un’attività che mi è sempre piaciuta e nella quale mi sono divertito.

La cronometro è sempre stata una disciplina sulla quale Olivo ha investito tempo ed energie, conquistando anche il tricolore U23 nel 2023
La cronometro è sempre stata una disciplina sulla quale Olivo ha investito tempo ed energie, conquistando anche il tricolore U23 nel 2023
La tua storia ci insegna che è importante per un ragazzo giovane cercare di tenere qualcosa che piace e che fa divertire…

Esatto. Purtroppo non tutte le squadre sono propense. Ora forse c’è più apertura verso la doppia attività, il ciclocross in Italia è in grande ascesa, complici anche i risultati in campo internazionale. Una cosa è certa, io non lo avrei voluto abbandonare. Quattro anni fa, quando sono passato under 23, era difficile pensare di fare una cosa simile a quella fatta dai fratelli Agostinacchio, per i quali la EF EasyPost ha creato un team apposito per il ciclocross.

Certo, con il senno di poi è semplice.

Non ho mai avuto l’occasione di provare a tenere il ciclocross tra le mie attività. Adesso con il gravel ho modo di tornare al fuoristrada, sarà diverso ma non vedo l’ora. Appena mi arriverà la bici mi butterò tra i sentieri per prenderci dimestichezza. Il 2026 deve essere l’anno in cui ritrovare la passione. E sono sicuro che sarà un passaggio importante per il mio futuro.

I progetti dell’EF su Agostinacchio: subito nella mischia

I progetti della EF su Agostinacchio: subito nella mischia

01.01.2026
5 min
Salva

Al suo primo anno da under23, Mattia Agostinacchio sta bruciando le tappe. Molti ancora si stupiscono dei suoi risultati, soprattutto della sua presenza caratteriale che ne fa un ragazzo anche più maturo della sua età, ma tra questi non sono sicuramente i dirigenti della EF Education EasyPost che intorno a lui hanno costruito un vero e proprio staff comprendendo di avere fra le mani un gioiello raro, ma che va custodito con cura.

La squadra americana proprio per venire incontro alle esigenze del corridore nostrano è entrata nel mondo del ciclocross e nel corso dell’anno gli affiancherà anche il fratello Filippo, per ora nelle file della Biesse Carrera e che approderà al team come stagista nella seconda metà stagionale. Ma quello dell’attività sui prati è solo un aspetto di un progetto più ampio e dopo le prime settimane e i primi successi, il direttore sportivo Sebastian Langeveld ha tracciato un quadro più ampio delle aspettative riposte sul ragazzo.

Mattia e Filippo Agostinacchio stanno già mettendosi in evidenza anche nelle prove Open (foto EF)
Mattia e Filippo Agostinacchio, qui a Namur, stanno già mettendosi in evidenza anche nelle prove Open (foto EF)
Mattia e Filippo Agostinacchio stanno già mettendosi in evidenza anche nelle prove Open (foto EF)
Mattia e Filippo Agostinacchio, qui a Namur, stanno già mettendosi in evidenza anche nelle prove Open (foto EF)

Langeveld mette le cose in chiaro

Intervistato da In De Leiderstrui, un media olandese, Langeveld ha subito messo sul tavolo le carte in mano, identificabili con altissime ambizioni: «Vogliamo che Mattia cresca fino a diventare un ciclista su strada in grado di competere per le vittorie, in qualsiasi contesto».

Per farlo, considerando le sue caratteristiche e la sua capacità di emergere in più discipline, la squadra americana ha quindi accettato la sfida di allargare il suo orizzonte affiancandosi ad altre formazioni WT come la Alpecin Deceuninck che ne ha fatto un proprio segno distintivo, ma anche come Red Bull, FDJ-Suez, la stessa Visma-Lease a Bike. L’attività di ciclocross è importante e ancor di più lo è se Mattia prosegue nel suo cammino di crescita, nella sua raccolta di risultati. Ma senza mai dimenticare la… via maestra della strada.

Sebastian Langeveld sull'ammiraglia del team americano. Il diesse olandese si è ritirato nel 2022
Sebastian Langeveld sull’ammiraglia del team americano. Il diesse olandese si è ritirato nel 2022
Sebastian Langeveld sull'ammiraglia del team americano. Il diesse olandese si è ritirato nel 2022
Sebastian Langeveld sull’ammiraglia del team americano. Il diesse olandese si è ritirato nel 2022

Una divisione costruita apposta per loro

«Con Mattia c’è ancora tantissimo da fare. Questa è la sua prima annata da U23 nel ciclocross, ne seguiranno altre e poi da elite, ma dobbiamo sempre tener presente che l’attività di ciclocross deve anche essere usata al meglio come base per la stagione su strada. Io d’altro canto sono sempre stato convinto che l’attività di ciclocross, se presa sul serio, rafforza le qualità su strada e di esempi ne abbiamo avuti tanti, anche al di là di campioni assoluti come Van der Poel o Van Aert. E’ per questo che EF Education EasyPost ha creato una sua divisione speciale per l’attività invernale».

Non è stato facile: «Ci sono stati intoppi, è il primo anno ed è un po’ tutto sperimentale. Non abbiamo solo Mattia, c’è anche suo fratello Filippo che poi tornerà con noi su strada e la lussemburghese Nina Berton e abbiamo tutte le intenzioni di allargarci, ma facendo i passi con i giusti tempi. Dobbiamo guardare al futuro per vedere se e come vogliamo espandere quest’attività».

Per sostenere i fratelli Agostinacchio nel cross, l'EF Education EasyPost ha messo su un team apposito
Per sostenere i fratelli Agostinacchio nel cross, la EF Education EasyPost ha messo su un team apposito (foto EF)
Per sostenere i fratelli Agostinacchio nel cross, l'EF Education EasyPost ha messo su un team apposito
Per sostenere i fratelli Agostinacchio nel cross, l’EF Education EasyPost ha messo su un team apposito (foto EF)

Una tendenza da seguuire

Su un aspetto Langeveld è stato chiaro: «Se guardassimo solo ai campioni assoluti, ai “tre tenori” faremmo un errore di valutazione. Noi dobbiamo guardare al ciclocross nel suo insieme, comprendendo che è un terreno fertile per il talento. Io sono convinto che ciclocross e classiche possano coincidere bene, che l’attività sui prati sia utile anche per la primavera, guardiamo ai risultati di Del Grosso, Nys, Stybar, Boom e potremmo andare avanti».

Langeveld parla anche per esperienza diretta: «Anch’io ho fatto ciclocross ad alto livello nelle categorie giovanili, ma non ero abbastanza bravo da combinare quella disciplina con adeguati risultati su strada e non nascondo che mi dispiace. Sono rimasto lontano da quel mondo per molto tempo, ma ora mi sono ributtato nella mischia. Seguirò Mattia per tutto il suo inverno con lo staff della squadra e anche con il padre che ci dà una mano sempre importante. Rispetto a quando correvo, il ciclocross è cambiato molto, ma credo di poter dare ancora buoni consigli soprattutto su come interpretare certi percorsi».

La prima vittoria Open per l'aostano con la maglia del team, al GP Cicli Bianchi (foto EF)
La prima vittoria Open per l’aostano con la maglia del team, al GP Cicli Bianchi (foto EF)
La prima vittoria Open per l'aostano con la maglia del team, al GP Cicli Bianchi (foto EF)
La prima vittoria Open per l’aostano con la maglia del team, al GP Cicli Bianchi (foto EF)

Previste corse con la prima squadra

Il programma su strada del campione aostano è ancora in via di definizione per quanto riguarda la strada, ma in casa EF ci si sta già ragionando. E’ già sicuro che il campione europeo prenderà parte non solo ad alcune delle principali prove del calendario internazionale di categoria, ma inizierà a prendere le misure anche con il WorldTour, i dirigenti del team americano hanno intenzione di fargli fare più esperienze con la prima squadra e confrontarsi con il ciclismo dei campioni. Senza pressioni, ma per abituarsi prima possibile a quello che dovrà essere il suo livello abituale.