I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

I trionfi degli juniores. Ma Pontoni guarda anche alle loro spalle

06.01.2026
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Quella vissuta domenica a Zonhoven è stata per molti versi l’apoteosi del movimento ciclocrossistico italiano, che mai aveva portato a casa due successi in Coppa del mondo juniores nello stesso giorno. Parliamo di apoteosi perché è innegabile che il movimento azzurro messo in piedi da Daniele Pontoni sia in questo momento un riferimento assoluto nella categoria, sperando di poterlo continuare ad essere quando questi ragazzi cresceranno e saranno coinvolti dal mondo della strada, naturale aspirazione di tutti.

Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)
Due vittorie in Coppa per Filippo Grigolini, che si aggiungono al titolo europeo (foto IPA Agency)

Una pioggia di vittorie e top 10

Guardiamo quel che è successo finora considerando solo la challenge UCI. In campo maschile Grigolini con quella di Zonhoven porta a casa due vittorie (in Olanda e a Flamanville) a cui si aggiungono il secondo posto di Dendermonde e il terzo di Tabor. Poi c’è Patrik Pezzo Rosola, vincitore a Dendermonde davanti all’altro azzurro, 3° a Flamaville e 4° a Tabor. Fra le ragazze la Pellizotti aggiunge l’ultimo successo ai podi di Flamanville e Tabor, ma non c’è solo lei considerando i due quarti posti di Elisa Bianchi e i piazzamenti della Azzetti.

E parliamo solo di Coppa del mondo. Per Pontoni, tornando ad avere come riferimento la situazione maschile, risultati così altisonanti e soprattutto costanti nello sviluppo della stagione sono anche figli di una sana rivalità interna: «Sicuramente la sana competizione è mettere la ruota davanti all’altro. Bisogna trovare chiaramente la strada giusta perché non sia una competitività dannosa. E’ un equilibrio sottile, ma ho a che fare con due ragazzi molto intelligenti, che si sono messi a disposizione uno dell’altro quando c’era bisogno e devono sfruttare quest’arma».

A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
A Zonhoven trionfo per Giorgia Pellizotti, con oltre un minuto sulle avversarie (foto UCI)
Cosa non semplice, considerando che sono di due club diversi…

Chiaramente io posso parlare per quando corrono insieme in nazionale, vestendo la maglia azzurra. Sanno che sono a un livello dove possono portare a casa il massimo risultato una volta uno, una volta l’altro. E un atleta per me deve sempre puntare a portare a casa il risultato massimo. Direi che al momento viaggiamo in sintonia, io e i ragazzi su questa direzione.

Quanto stanno influendo loro sugli altri juniores, sia quelli di secondo anno sia quelli che l’anno prossimo saranno chiamati a prendere il loro posto?

Loro sono il faro per chi è subito dietro e per i ragazzi più giovani. Avere in casa chi ti è superiore diventa praticamente il tuo obiettivo e questo sta favorendo il ricambio continuo. Guardiamo gli ultimi anni: prima avevamo Viezzi. Dietro di lui Agostinacchio ha fatto la trafila ed è stato Viezzi il suo traino. Poi l’anno scorso Mattia aveva già dietro Grigolini e Pezzo Rosola, che erano lì e già raccoglievano soddisfazioni internazionali.

Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
Il podio di Dendermonde con Pezzo Rosola al centro fra Grigolini, 2° e il belga Lejeune (foto Facebook)
E oggi?

Quest’anno abbiamo già dietro altri quattro ragazzi come i due Cingolani, Bosio e Dall’Olio che arrivano dietro, quindi per noi questo è utilissimo perché oltre a questi due ragazzi che salgono sui podi internazionali, abbiamo ragazzi del primo anno che si fanno già a ben valere negli ordini d’arrivo delle gare importanti. Solo in Coppa del Mondo ognuno di loro 4 ha almeno una Top 10 all’attivo, non è un caso.

Che caratteristiche hanno?

Dall’Olio è un ragazzo che mi assomiglia molto sia caratterialmente che anche fisicamente, quindi scaltro, furbo. Ha avuto un problema ad inizio stagione, si è fatto male alla caviglia, ma sta arrivando anche lui. I Cingolani hanno in squadra Grigolini e questo è uno stimolo, poi hanno un papà che vive di ciclismo e aiuta molto in questo. Sono molto veloci soprattutto nelle partenze, possenti, ben strutturati. E poi c’è Bosio. Forse quello che l’anno scorso era un po’ più indietro rispetto agli altri, ma quest’anno ha fatto un bel salto di qualità con una tecnica molto importante di guida. Io confido che il prossimo anno saranno al livello dei due di oggi.

Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall'Olio intanto cresce all'ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Francesco Dall’Olio intanto cresce all’ombra dei più grandi. A Dendermonde ha chiuso 6° (foto Facebook)
Considerando la loro costanza di rendimento ad altissimo livello e quella da parte di Agostinacchio e Viezzi tra gli under 23, qual è il il quid che fa la differenza? E’ solo questione di concorrenza internazionale più qualificata?

Domanda delicata – sottolinea Pontoni – Solitamente io non tiro mai in ballo la sfortuna, ma è vero che in queste ultime gare non sono stati molto fortunati. Ma questa non è una scusante e chiudo la parentesi. Agostinacchio ha una continuità figlia della preparazione che sta facendo con il suo team non esclusivamente per il ciclocross. Sta seguendo la stagione, ma in contemporanea sta già mettendo le basi per quella su strada. Quindi questo in certi momenti può toglierti lucidità e brillantezza. Ha programmato di essere pronto al campionato europeo e così è stato, ora punta al campionato italiano e mondiale, staremo a vedere.

E Viezzi?

Nel suo caso la sfortuna sotto forma di cadute si unisce al problema delle partenze che non sono il suo forte e lo penalizzano in questa stagione. Tranne che a Tabor, ha sempre patito tantissimo i primi giri, poi recupera e arriva davanti, ma quando è il momento di fare l’ultima accelerata, paga. Spero che nell’ultimo mese riesca a mettere a posto questo tassello, anche se è un po’ cronico.

Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Per Pontoni è fondamentale fare gruppo, i risultati derivano da questa esigenza
Un livello simile tra gli juniores sembra ormai diventato un’abitudine, ma ora ci si sta abituando anche tra le ragazze. Secondo te dipende proprio dal fatto della concorrenza interna fra le varie Azzetti, Bianchi, Pellizzotti?

Sì, è la stessa cosa, è frutto della concorrenza, dell’emulazione – garantisce Pontoni – E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto per gli uomini e quindi anche loro cominciano a capire che le altre non sono degli extraterrestri. E’ chiaro che si trovano di fronte una campionessa assoluta come Lise Revol, la francese che è almeno una spanna superiore a tutte e che penso già il prossimo anno sarà vicina ai vertici anche fra le U23. A Koksijde faceva passaggi sulla sabbia che non facevano neanche le elite. Ma poi dalla seconda alla decima c’è un gruppo di atlete che si possono giocare il podio delle gare ogni domenica e tra loro ci sono anche le nostre.

Ma obiettivamente, il livello di competitività internazionale è più alto fra gli juniores maschili o femminili?

Non ci sono dubbi, in campo maschile, per questo i risultati di Filippo e Patrik sono così importanti.