In Thailandia il primo stabilimento a emissioni zero di Vittoria

14.10.2023
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Lo scorso 3 ottobre Vittoria ha ufficialmente inaugurato in Thailandia il primo stabilimento al mondo di pneumatici in cotone ad emissioni zero. Si tratta del Vittoria Cotton Tyres Thailand, realizzato nel distretto industriale di Bangpoo, vicino all’attuale sede di Vittoria Tyres Thailand. Per l’azienda di Brembate è un traguardo importante, ma nello stesso tempo un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi progetti. 

L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del senior management di Vittoria Tyres Thailand, delle autorità locali, dei rappresentanti dell’industria tailandese e italiana, del Direttore Generale del Dipartimento per l’Europa Amb Asi Mamanee, del Vice Segretario Generale del Thailand Board of Investment (BOI) Wirat Tatsaringkansakul, dell’Ambasciatore italiano S.E. Paolo Dionisi, il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Ecco la sede Vittoria Cotton Tyres Thailand, lo stabilimento produce copertoni in cotone a emissioni zero
Ecco la sede Vittoria Cotton Tyres Thailand, lo stabilimento produce copertoni in cotone a emissioni zero

Qualche numero

Grazie all’inaugurazione del Vittoria Cotton Tyres Thailand, la superficie complessiva della sede produttiva di Vittoria in Thailandia passa dai precedenti 36.000 metri quadrati a 51.000. La nuova struttura, i cui lavori sono partiti a inizio 2022, si svilupperà su una superficie di 10.000 metri quadrati e darà lavoro a circa 200 persone, in spazi progettati per fornire un ambiente di lavoro moderno e confortevole. 

Questi sono i nuovi copertoni realizzati con materiale riciclato
Questi sono i nuovi copertoni realizzati con materiale riciclato

Emissioni zero

La nuova fabbrica ospita processi di vulcanizzazione elettrica e pannelli solari sul tetto dell’edificio. Si affida a energie rinnovabili, procedimenti che non impiegano carta, veicoli elettrici a guida automatizzata e crediti di carbonio: tutte pratiche che hanno consentito al nuovo stabilimento di ricevere la certificazione CarbonNeutral. Questa certificazione, assegnata da CarbonNeutral Climate Impact Partners, riconosce che Vittoria ha soddisfatto le disposizioni del Protocollo CarbonNeutral. Si tratta di uno standard open source e una guida per le aziende che riunisce i principali standard indipendenti per la contabilità dei gas serra, in una guida pratica rivolta alle aziende che vogliono impegnarsi a ridurre le emissioni di CO2.

Nuovi progetti

Il nuovo stabilimento sarà dedicato alla produzione di pneumatici per biciclette in cotone di alta qualità come il Vittoria Corsa PRO, lo pneumatico per bici da strada che quest’anno è stato compagno di viaggio del team Jumbo-Visma nei suoi trionfi al Giro, al Tour e alla Vuelta.

Come dicevamo però all’inizio, la nuova sede produttiva sarà anche il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi progetti. Stiamo parlando del pneumatico più sostenibile mai realizzato da Vittoria che sarà lanciato nel segmento gravel nella primavera del 2024. Il nuovo pneumatico “green” sarà il primo pneumatico per bicicletta costruito con materiali rinnovabili e riciclati. Con questo progetto, Vittoria mira a rivoluzionare la produzione di pneumatici per biciclette facendo sempre meno affidamento su materiali di origine fossile e non rinnovabili.

Vittoria

Pellizzari e lo scontro con l’amico e rivale Del Toro

30.08.2023
6 min
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Il Tour de l’Avenir ha riservato i fuochi d’artificio nella faticosa tappa finale, dove i ragazzi hanno dovuto scalare Col de la Madeleine e l’Iseran. Per poi scendere in picchiata fino a Ste-Foy-Tarentaise. Dove Giulio Pellizzari ha conquistato la tappa, regalando questa gioia alla nazionale di Amadori all’ultimo momento disponibile. Il giovane marchigiano si è anche preso il secondo posto in classifica generale.

«A questo Tour de l’Avenir – ci racconta da casa dove ora si gode un po’ di riposo – ci siamo divertiti e siamo andati forte. Divertiti 10, andati forte 9,5. Quando arrivi secondo e terzo (il riferimento è al compagno di nazionale Piganzoli, ndr) pensi sempre che avresti potuto vincere. Che si sarebbe potuto fare qualcosa in maniera differente, però “con i se e con i ma non si fa la storia”. 

La vittoria di Pellizzari all’ultima tappa gli ha permesso di salire sul podio finale dell’Avenir (foto Tour de l’Avenir)
La vittoria di Pellizzari all’ultima tappa gli ha permesso di salire sul podio finale dell’Avenir (foto Tour de l’Avenir)

La vittoria 

Pellizzari ha nella voce il timbro genuino di un ragazzo giovane che nel ciclismo vede tanta competizione, ma che prende nella maniera giusta, divertendosi. Quindi quando gli chiediamo se è contento per quanto fatto non può nasconderlo. 

«Certo che sono contento – esclama – vincere l’ultima tappa è stata una gioia immensa. Alla partenza ero quarto in classifica generale e sul traguardo mi sono ritrovato improvvisamente secondo. Durante la tappa non ci ho mai pensato concretamente, ero partito con l’intento di vincere e basta. Una volta rimasti io e Del Toro sono andato diretto sulla tappa, senza pensare ad altro. Vincere è stato veramente bello.

In contemporanea alla nazionale a Sestriere c’era in ritiro anche Del Toro, i tre amici ne hanno approfittato per salutarsi
In contemporanea alla nazionale a Sestriere c’era in ritiro anche Del Toro, i tre amici ne hanno approfittato per salutarsi
Cosa ne pensi di Del Toro?

Lui va molto forte, era in ritiro a Sestriere anche lui quando eravamo su con la nazionale. Lo conosco molto bene, siamo amici, corriamo contro da quando eravamo juniores. E’ del mio stesso anno, 2003, ci siamo sempre visti e scontrati. A inizio agosto la nazionale è scesa dal ritiro, mentre Piganzoli ed io siamo rimasti su. Una sera abbiamo invitato Del Toro a mangiare una pizza, pensate che gli abbiamo anche offerto il gelato, e lui ha avuto anche il coraggio di batterci (dice scoppiando in una risata fragorosa, ndr)!

E’ cambiato il palcoscenico ma non i protagonisti, da junior chi vinceva?

Io avevo qualcosina in più, ora direi quasi che è il contrario. Lui era più bravo in discesa, anche se devo dire che quando ci siamo buttati a testa bassa per le curve dell’Iseran sono riuscito a stargli dietro. Questo grazie anche a tutte le discese fatte in ritiro alla ruota di Busatto. Che poi, gli stavamo a ruota per poco, alla fine ci dava sempre un paio di minuti!

Appena Del Toro ha attaccato Pellizzari si è fiondato a ruota, per non perdere neanche un metro (foto Tour de l’Avenir)
Appena Del Toro ha attaccato Pellizzari si è fiondato a ruota, per non perdere neanche un metro (foto Tour de l’Avenir)
Alla prima esperienza all’Avenir ti aspettavi di fare così bene?

Non mi aspettavo così tanto bene. Con Piganzoli siamo stati insieme 24 giorni al Sestriere e abbiamo parlato tanto. Lui sapeva di andare forte, dai dati si vedeva, io, invece, non mi sentivo al top. Poi però in corsa, da quando sono iniziate le montagne, miglioravo giorno dopo giorno. Mentre gli altri calavano di prestazione, infatti Riccitello ha pagato più di 2 minuti nell’ultima frazione. Mi sarei aspettato una top 5, e invece eccomi qui, secondo. 

Era la prima corsa a tappe che correvi con l’obiettivo di essere tra i primi, visto il Giro Next Gen saltato per febbre.

Dopo che il Giro è sfumato ho messo tutto verso questo traguardo. I primi giorni dell’Avenir avevo qualche timore, non sapevo che aspettarmi, non avevo mai fatto otto giorni di gara sempre a tutta. Il Giro sarebbe stato un bel modo di testarsi per capire anche come gestirmi. Nelle altre gare a tappe con i pro’ mi concetravo su una prova, mente nelle altre stavo più tranquillo, anche di testa. 

In Francia la gara è stata intensa fin da subito?

Sì. Cadute, volate, stress in gruppo. Basti pensare che Staune Mittet è caduto nella prima tappa ed è andato a casa. Altri sono andati a terra, mentre io sono rimasto in piedi. Una volta passati quei momenti mi sono sentito più tranquillo. Quando la strada sale per uno scalatore diventa tutto più “semplice”. 

Dopo il traguardo i festeggiamenti: per Del Toro la classifica generale, a Pellizzari la tappa (foto Tour de l’Avenir)
Giulio Pellizzari, Isaac Del Toro, Tour de l’Avenir, vittoria, Italia (foto Tour de l’Avenir)
Hai qualche punto della corsa dove avresti preferito fare meglio?

Nella quinta tappa, dove ho pagato 40 secondi dai primi, quella vinta dallo spagnolo Romeo. La notte prima non avevo dormito bene, faceva un gran caldo e non avevamo l’aria condizionata. Ho sudato molto e non ho praticamente chiuso occhio. L’ho pagata una volta in corsa. 

Con quei 40 secondi in meno sarebbe stata un’altra storia?

Non possiamo saperlo, magari avremmo potuto attaccare in maniera differente la maglia. In quel momento il leader era Riccitello, con lui avremmo agito alla stessa maniera. Però Del Toro sarebbe stato più sotto pressione, perché al posto che essere a 2 minuti sarei stato più vicino in classifica. Gli avremmo potuto mettere un po’ di pressione in più. 

Pellizzari, a sinistra e Piganzoli, a destra, hanno condiviso tanti momenti nell’ultimo periodo, qui in ritiro a Sestriere con la nazionale
Pellizzari, a sinistra e Piganzoli, a destra, hanno condiviso tanti momenti nell’ultimo periodo, qui in ritiro a Sestriere con la nazionale
Con Piganzoli come ti sei trovato?

Benissimo. E’ stato davvero un grande compagno ed un appoggio super. Questa volta in camera ci hanno separato – dice con una risata – però in corsa eravamo sempre insieme. Mi ha guidato praticamente passo per passo, fin dalle prime tappe. Lui in gruppo si muove davvero molto bene, si vede che ha più esperienza. 

Nell’ultima tappa come avete deciso la tattica in gara?

L’obiettivo era vincere la tappa. Abbiamo fatto un bel gioco di squadra, appena Del Toro ha attaccato io gli sono andato dietro, più per istinto che per tattica. Ho pensato: «se questo va via non lo prendiamo più». Così Piganzoli è rimasto a ruota di Riccitello che non ci ha seguito, perché non ne aveva. Infatti “Piga” sull’ultima salita lo ha attaccato e lasciato lì. Come detto non pensavo alla classifica, anche se scoprire di essere salito sul podio è stato davvero fantastico. 

I sopralluoghi delle tappe sono stati fondamentali per capire e interpretare il percorso al meglio
I sopralluoghi delle tappe sono stati fondamentali per capire e interpretare il percorso al meglio
Avete festeggiato?

Sul pulmino nel viaggio di ritorno verso Montichiari. Il massaggiatore non so come ci abbia sopportato (dice ancora ridendo, ndr). Una volta arrivati al velodromo ho preso la macchina e a casa ci sono arrivato alle 4 di notte. 

Allora il prossimo anno torni per prenderti la rivincita su Del Toro?

Magari lui il prossimo anno non ci sarà nemmeno. Però l’Avenir è bello e stimolante e la voglia di provarci c’è. 

Ora che calendario farai?

Vado in Francia, a Plouay per correre l’ultima gara dell’anno con gli under 23. Poi gran parte del calendario italiano con i professionisti. Il bello inizia ora, la stagione non è finita!

Ursus e Vittoria: test congiunti con l’obiettivo qualità

01.08.2023
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Ursus e Vittoria: un’attenta collaborazione tecnica tutta italiana con l’obiettivo di migliorare i reciproci prodotti a beneficio di tanti, tantissimi appassionati ciclisti. Non a caso, appena qualche giorno fa un team tecnico di Ursus spa ha viaggiato in direzione Brembate (Bergamo), presso il quartier generale di Vittoria Group, per condurre alcuni importanti test di resistenza al rotolamento (“rolling resistance”) in collaborazione appunto con Vittoria.

«Il nostro impegno costante per l’innovazione e per il raggiungimento dell’eccellenza – hanno dichiarato i tecnici Ursus – ci porta costantemente a ricercare nuovi metodi e rinnovati contesti per migliorare le prestazioni delle nostre ruote. Durante questi specifici test, i nostri tecnici hanno lavorato a stretto contatto con il team di Vittoria, mettendo alla prova diverse combinazioni di pneumatici e di ruote. Queste differenti procedure ci hanno permesso di raccogliere dati incredibilmente preziosi per analizzare le performance dei nostri prodotti con l’obiettivo di ottimizzarne il futuro livello di efficienza e di prestazione. Ed i risultati di questi test sono stati più che positivi, confermando quello che ci aspettavamo: ovvero che la sinergia tra le due realtà ha innescato una combinazione vincente destinata ad un miglioramento e ad uno sviluppo continuo».

Ursus e Vittoria hanno collaborato insieme facendo numerosi test su prodotti e materiali
Ursus e Vittoria hanno collaborato insieme facendo numerosi test su prodotti e materiali

Il cliente al centro

Ursus Spa è una azienda tutta italiana, con sede a Rosà (Vicenza), specializzata da oltre cinquant’anni nel settore delle lavorazioni meccaniche. Alle porte degli anni 2000, il business dell’azienda si è allargato anche al mondo delle biciclette, sia da corsa che Mtb, e questo grazie ad uno specifico “focus” nella produzione di ruote di alta gamma. Un esperimento fruttuoso, quest’ultimo, estremamente efficace che nell’ultimo decennio ha permesso all’azienda di addentrarsi nel mondo del ciclismo professionistico facendo leva su un prodotto in continua evoluzione con un punto di qualità sempre elevatissimo.

Mirko Ferronato, CEO Ursus Spa
Mirko Ferronato, CEO Ursus Spa

Un vero e proprio partner da sempre orientato al cliente. Un produttore che punta costantemente sull’elevata qualità, aperto all’innovazione ed alla continua ricerca dell’eccellenza… Questa è Ursus, una realtà che fa della “customer satisfaction” un elemento imprescindibile della propria quotidiana attività.

Ursus

Vittoria sponsor tecnico delle nazionali azzurre

06.07.2023
3 min
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Da sempre siamo abituati a vedere il marchio Vittoria al fianco della nazionale italiana di ciclismo nei suoi tanti trionfi tra strada e pista. Questa storica partnership fa oggi un ulteriore e significativo passo in avanti. Nei giorni scorsi Vittoria ha infatti ufficializzato di essere diventata sponsor tecnico e fornitore ufficiale di pneumatici della Federazione Ciclistica Italiana

Grazie a questo accordo l’azienda di Brembate fornirà il supporto tecnico alle nazionali azzurre mettendo a loro disposizione il meglio dei propri prodotti. Tra questi, un ruolo di assoluto rilievo l’avrà la gamma Pista, l’eccellenza in fatto di copertoncini e tubolari per il ciclismo su pista realizzati da Vittoria. Negli ultimi anni hanno saputo contribuire alla conquista di campionati europei, mondiali e Olimpiadi da parte della Nazionale Italiana.

I successi ottenuti da Vittoria in pista in questi anni sono stati tantissimi: nella foto Elia Viviani
I successi ottenuti da Vittoria in pista in questi anni sono stati tantissimi: nella foto Elia Viviani

Debutto iridato

Il debutto della nuova partnership tecnica tra Vittoria e la Federazione Ciclistica Italiana avverrà il prossimo mese, in occasione della rassegna iridata di Glasgow. In Scozia Vittoria sarà al fianco della Nazionale Italiana con il Bus Servizio Corse, fornendo supporto logistico e tecnico. Sarà una sorta di partenza ideale di un viaggio destinato ad accompagnare gli Azzurri fino alle Olimpiadi di Parigi 2024.

Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, ha commentato con queste parole, il nuovo accordo siglato con Vittoria: «Sono certo che la fiducia riposta sia ben ripagata (ha dichiarato, ndr). In questi anni abbiamo avuto modo di apprezzare i prodotti di questa azienda, frutto di ricerca e passione, la stessa che guida tutti noi della Federazione. Abbiamo un destino comune: essere testimonial dell’Italia nel mondo. Lo facciamo con il nostro stile, lo spirito di squadra e il lavoro di gruppo. Valori comuni che rappresentano il segreto del successo di Vittoria e dei nostri trionfi, i cui meriti condividiamo con piacere con chi ci sostiene da tempo».

La Federazione potrà utilizzare la struttura del Vittoria Park per far allenare i propri atleti
La Federazione potrà utilizzare la struttura del Vittoria Park per far allenare i propri atleti

C’è anche il Vittoria Park

Grazie al l’accordo siglato con Vittoria, la Federazione Ciclistica Italiana potrà usufruire del Vittoria Park come base per gli allenamenti. Situato attorno alla sede aziendale di Brembate, è il primo parco tematico dedicato all’esperienza, innovazione, ricerca e sviluppo degli pneumatici per bicicletta di qualsiasi disciplina ciclistica. I percorsi road e off-road, così come tutte le sue strutture, da oggi sono a disposizione dei ciclisti della Nazionale e del loro staff per le loro sessioni di allenamento fuori stagione.

Stijn Vriends, CEO & Chairman del marchio, ha commentato: «Siamo molto soddisfatti di continuare a supportare a lungo termine la Federazione Ciclistica Italiana attraverso i migliori pneumatici del mondo, il Vittoria Park e i nostri mezzi. E’ un onore poter contribuire al successo dell’eccellenza italiana e dei suoi più grandi atleti in tante gare in tutto il mondo».

Per celebrare la collaborazione con la Federazione Italiana di Ciclismo, Vittoria ha deciso di regalare a tutti gli appassionati uno sconto del 50% sul biglietto d’entrata del Park di sua proprietà, usufruendo del codice: SUM2023

Il codice è valido all’interno dell’app Vittoria Park (è possibile scaricarla da Google Play o App Store, nrd) fino al 15/09/2023.

Vittoria

Cretti: un giugno da favola e la maglia azzurra

03.07.2023
5 min
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La voce di Luca Cretti attraversa decisa il telefono, il momento del giovane bergamasco della Colpack-Ballan è positivo. Le prestazioni sono andate di pari passo con dei buoni risultati, il suo mese di giugno è stato un continuo progredire. Al Giro Next Gen sono arrivati due bei piazzamenti, il primo a Cansiglio, quarto, l’altro a Trieste, secondo. Cretti è stato bravo poi a riposarsi ed arrivare pronto al campionato italiano, dove però è stato battuto in volata da BusattoHa poi conquistato il Giro del Veneto (in apertura con la maglia di leader). E ieri, infine, è finito dietro Pellizzari nella Astico-Brenta.

Il giorno dopo il campionato italiano Cretti ha vinto la Pessano-Roncola (foto Rodella)
Il giorno dopo il campionato italiano Cretti ha vinto la Pessano-Roncola (foto Rodella)

Finalmente sbloccato

La prima vittoria stagionale è arrivata il giorno dopo della corsa tricolore, sulle strade di casa, alla Pessano-Roncola. Un bel successo che ha riequilibrato i conti con la fortuna e con qualche occasione lasciata a metà, per sua stessa ammissione. Il corridore bergamasco ha concluso la sua cavalcata del mese di giugno coronandola con la vittoria della classifica generale al Giro del Veneto (photors.it in apertura).

«Non ho considerato la vittoria della Pessano-Roncola come una liberazione – ammette Cretti – sapevo che con la condizione che avevo prima o poi sarebbe arrivato un successo. Quella mattina, però, a dire il vero neanche volevo partire. Alla fine Gianluca Valoti mi ha convinto, ma non mi aspettavo nulla. Non avevo mai vinto su un arrivo in salita, ma ripeto: la gamba c’era.

«Il Giro del Veneto ho insistito io per correrlo e fare classifica. Dopo aver vinto su una salita come quella della Roncola – prosegue Cretti – mi sentivo troppo bene per non provarci. Se mi dovessero chiedere che corridore sento di essere, non saprei rispondere. Questo mese di giugno è stato incredibile. Nel 2023 ho già corso cinque gare a tappe, questo è uno dei motivi per cui sono venuto in Colpack e sono contento che la scelta sia stata ripagata».

Per il corridore della Colpack quest’anno è arrivata anche la prima esperienza al Nord: alla Paris-Roubaix Espoirs
Per il corridore della Colpack quest’anno è arrivata anche la prima esperienza al Nord: alla Paris-Roubaix Espoirs
Facciamo un passo indietro al Giro Next Gen, quando hai capito di andare forte?

Fin dai primi giorni, parlando con i miei compagni nel post tappa capivo di avere sensazioni diverse da loro. Per fare un esempio: a volte parlavamo del ritmo tenuto su qualche salita e io mi accorgevo di aver fatto meno fatica rispetto a loro. Dopo due o tre volte che lo dicevo, ho capito che forse non erano loro ad andare piano, ma io ad essere in ottima forma. 

Tant’è che poi ci hai provato due volte, a Cansiglio e poi a Trieste.

Finiti i primi giorni di lavoro per Persico e Meris abbiamo avuto il via libera (tant’è che a Povegliano ha vinto Romele, ndr). Io nelle ultime due tappe mi sono buttato nella mischia, sono andato in fuga e ci ho provato. Mi considero un corridore da fughe, ce l’ho nel sangue. Non ho un particolare spunto veloce quindi devo sempre provare ad anticipare, inutile aspettare. 

E’ una condizione che hai trovato come?

Dal ritiro in altura che abbiamo fatto a Livigno con la squadra. Era la prima volta che andavo a fare una preparazione del genere ed i risultati si sono visti. 

A Mordano Cretti ha provato in ogni modo ad attaccare Busatto ma non è riuscito a levarselo di ruota (foto Zannoni)
A Mordano Cretti ha provato in ogni modo ad attaccare Busatto ma non è riuscito a levarselo di ruota (foto Zannoni)
Quale secondo posto ti ha fatto “rosicare” di più? Quello di Trieste o al campionato italiano?

Chiaramente vincere la maglia tricolore sarebbe stato un sogno, è una maglia unica alla quale tutti ambiscono. Ma sulle strade di Mordano ho fatto di tutto per staccare Busatto, anche quando siamo rimasti in due ho provato più volte a forzare. Non ho rimpianti. Mentre a Trieste contro Foldager non mi sentivo di aver dato tutto. Il percorso non era così duro e non avevo troppo spazio per provarci. Quindi direi che ho rosicato di più a Trieste. 

Questo è anche il tuo ultimo anno da under 23, un passaggio importante per la tua carriera…

Vero. Ho la fortuna di essere arrivato qui in Colpack in tempo per provare a giocarmi tutto, penso che sia la squadra migliore per farlo. Fin dall’inverno mi sono allenato bene, sono riuscito anche a perdere quei tre chili di troppo e si sente la differenza. Anche se la stagione non era iniziata al meglio.

In che senso?

Ho affrontato la prima parte del 2023 concentrandomi troppo sul fare il risultato. Mi dicevo: «Devi vincere per dimostrare che vali». Ad una gara in Croazia stavo parlando con un mio compagno che mi ha consigliato di andare da un mental coach.

A Trieste qualche rimpianto per Cretti, avrebbe potuto provare a staccare Foldager (foto LaStampa)
A Trieste qualche rimpianto per Cretti, avrebbe potuto provare a staccare Foldager (foto LaStampa)
E come ti sei trovato?

Era un’idea che avevo in mente da tanto tempo, mi stuzzicava. Le prime sedute sono servite per conoscerci, poi ho iniziato a vedere i frutti del nostro lavoro. Ci confrontiamo sul pre e sul post corsa. 

Cosa è cambiato?

Abbiamo spostato il focus dal risultato alla prestazione, bisogna migliorare quest’ultima per essere competitivi. Ci concentriamo sulle parti positive, senza vivere quest’ultimo anno con ansia. E’ tutto nelle mie mani, devo fare del mio meglio, se sei bravo va bene, altrimenti non era destino. 

Il ritiro a Livigno prima del Giro Next Gen ha portato i suoi frutti alla corsa rosa (foto Rodella)
Il ritiro a Livigno prima del Giro Next Gen ha portato i suoi frutti alla corsa rosa (foto Rodella)
Per ora sta andando bene, considerando che anche il cittì Amadori si è accorto delle tue prestazioni. 

Mi ha fatto i complimenti al Giro e poi anche al campionato italiano. In questi giorni mi ha comunicato che sarò tra i convocati per il ritiro in altura al Sestriere. Per gli appuntamenti importanti, come Avenir e mondiale, magari avrà già dei nomi in testa, io farò del mio massimo per metterlo in difficoltà. Se sarò all’altezza di essere convocato darò tutto per la maglia azzurra. 

Che effetto ti fa partire per il ritiro di Sestriere?

Contentissimo, ma l’ho vissuta con tranquillità. Sapevo che con le buone prestazioni sarebbe potuta arrivare questa convocazione. La cercavo da tanto e finalmente è arrivata.

L’affidabilità di Vittoria al servizio del TotA

17.04.2023
3 min
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Scatta oggi con la Rattenberg-Alpbach l’edizione numero 46 del Tour of the Alps. Complessivamente saranno cinque le tappe che porteranno il gruppo attraverso l’Euregio Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino fino all’arrivo finale di Brunico previsto per venerdì 21. Per il quarto anno consecutivo sarà il Servizio Corse Vittoria a garantire l’assistenza neutra agli atleti in gara.

A seguito degli atleti ci saranno tre auto equipaggiate con biciclette e ruote
A seguito degli atleti ci saranno tre auto equipaggiate con biciclette e ruote

Assistenza top

Per garantire un servizio ai massimi livelli, Vittoria porta sulle strade del Tour of the Alps un team di professionisti estremamente qualificato. Importante anche il “parco mezzi” a loro disposizione: tre auto equipaggiate con biciclette e ruote che montano i migliori pneumatici Vittoria, un bus a sostegno dei team e una moto e delle vetture a seguito della carovana del TotA. 

Grazie al collegamento diretto con Radio Corsa e i giudici, per i tecnici Vittoria sarà possibile intervenire tempestivamente a supporto di tutti gli atleti che richiederanno assistenza in gara.

Parte oggi la 46ª edizione del Tour of the Alps: il via proprio alle 11,45 da Achenrain
Parte oggi la 46ª edizione del Tour of the Alps: il via proprio alle 11,45 da Achenrain

La tutela degli atleti

La decisione di affidarsi per il quarto anno consecutivo al Servizio Corse Vittoria conferma ancora una volta uno dei principali obiettivi degli organizzatori del Tour of The Alps: garantire il massimo della tutela per gli atleti in gara. A confermarlo è lo stesso Giacomo Santini, Presidente del GS Alto Garda, che organizza il TotA:

«La sicurezza – racconta – è un aspetto fondamentale di un evento ad alti livelli. E’ quello che consente a ciascuna componente di dare il massimo e offrire il miglior risultato tecnico e spettacolare. Il TotA ha introdotto negli anni concetti innovativi, come quello degli hotspot ed il team di intervento sul percorso a traffico chiuso, ma il lavoro del Servizio Corse Vittoria rappresenta una certezza indispensabile per noi, come organizzatori, come per tutte le squadre e gli atleti in corsa».

Vittoria Air-Liner
A disposizione degli atleti ci saranno anche i Vittoria Air-Liner Road
Vittoria Air-Liner
A disposizione degli atleti ci saranno anche i Vittoria Air-Liner Road

C’è anche l’Air-Liner Road

Al Tour of the Alps sarà possibile toccare con mano uno dei prodotti più innovativi di Vittoria. Stiamo parlando dell’Air-Liner Road, l’inserto riutilizzabile che migliora le prestazioni e l’affidabilità degli pneumatici tubeless-ready da strada. Questo particolare inserto con una forma ad anello e sezione esagonale previene lo stallonamento del copertone dal cerchio e favorisce la tenuta di pressione in caso di foratura.

A parlare dell’importanza della collaborazione con il Tour of the Alps è Bruno Tecci, Global Marketing Director di Vittoria.

«Siamo felici di proseguire la nostra partnership col Tour of the Alps – racconta – un appuntamento che si svolge nel periodo dell’anno più carico di aspettative per tutti i ciclisti appassionati. E’ proprio in questo ambito che un’azienda come Vittoria vuole avere un ruolo fondamentale e unico. Non solo attraverso i migliori pneumatici del mondo ma anche con ogni possibile soluzione in grado di migliorare l’esperienza in bici, come nel caso degli inserti Air-Liner Road, capaci di incrementare le prestazioni in generale e di aiutare in caso di problemi. Tutto questo è possibile grazie all’approccio che adottiamo e che definiamo The Ride Ahead, ossia cercare di migliorarci sempre».

Vittoria

Il Vittoria Park è pronto a ripartire con tante novità

28.02.2023
4 min
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Lo scorso mese di ottobre abbiamo avuto l’opportunità di visitare il Vittoria Park, il primo parco al  mondo dedicato all’esperienza di tutte le discipline ciclistiche. La struttura, voluta da Vittoria accanto alla propria sede di Brembate, è ora pronta a riaprire le sue porte dopo la pausa invernale. L’apertura ufficiale della stagione 2023 è prevista per il primo fine settimana di marzo. La sosta invernale è servita per apportare dei miglioramenti ai percorsi e per implementare i servizi a disposizione degli appassionati e delle aziende che hanno nel Vittoria Park una location perfetta per incontrare i propri partner e clienti.

Il Vittoria Park è pronto ad aprire dopo la chiusura invernale
Il Vittoria Park è pronto ad aprire dopo la chiusura invernale

Per gli appassionati

Il Vittoria Park è oggi in grado di offrire lezioni di training con istruttori certificati per i ciclisti di ogni livello e disciplina. E’ inoltre previsto il noleggio di biciclette e protezioni per coloro che non dispongono di un loro equipaggiamento. Ogni visitatore potrà inoltre usufruire dei servizi messi a disposizione dal negozio con prodotti premium Vittoria e degli ampi spogliatoi con docce. Confermata anche la presenza del Bistrot interno per una pausa pranzo o anche per un semplice momento di ristoro dopo aver usufruito del parco.

Per le aziende

Il Vittoria Park mette a disposizione delle aziende un auditorium, spazi e servizi pensati per ospitare eventi, conferenze, attività di team building, presentazioni e test di prodotto, focus group e analisi quantitative. Sono previsti anche servizi aggiuntivi come produzione di contenuti e merchandise. Il Vittoria Park, con le sue ampie aree verdi e strutture moderne e all’avanguardia, è il luogo ideale per le aziende che intendono organizzare eventi unici e memorabili.

Quella di Vittoria è una “palestra” a cielo aperto per ogni disciplina legata alla bici
Quella di Vittoria è una “palestra” a cielo aperto per ogni disciplina legata alla bici

Weekend dedicati

Ogni fine settimana di marzo, il Vittoria Park ospiterà un evento dedicato ad una specialità ciclistica sempre diversa. Dalla mountain bike al BMX/Dirt, dal gravity al ciclismo su strada. Ambassador e squadre Vittoria mostreranno le loro abilità in bici e condivideranno consigli ed esperienze con i visitatori. Questi ultimi potranno anche godersi acrobazie da togliere il fiato. Figure di primo livello del mondo del ciclismo affronteranno tematiche d’interesse e daranno consigli ai ciclisti di ogni livello.

C’è anche la sostenibilità

Oltre ai miglioramenti dei percorsi e ai servizi aggiuntivi, il Vittoria Park si impegna per la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente. Il parco ospiterà un’area di raccolta per pneumatici fuori uso, che saranno poi riciclati per darne nuova vita. I visitatori saranno incoraggiati a portare i loro copertoni usati al punto di raccolta posizionato all’entrata del parco.

Vanessa Ten Hoff, Chief Innovation Officer di Vittoria, ha così commentato l’imminente riapertura del Vittoria Park: «Siamo entusiasti di riaprire il Vittoria Park nella stagione primaverile e di accogliere tutti quanti nella nostra bellissima struttura. Abbiamo apportato miglioramenti importanti ai percorsi e alle strutture per assicurarci che i nostri visitatori possano vivere esperienze memorabili. Siamo entusiasti di offrire nuovi servizi non solo ai consumatori ma anche alle aziende e non vediamo l’ora di ospitare eventi e conferenze». 

Il rettilineo delle grandi classiche: a sinistra il pavé del Fiandre, al centro l’asfalto, a destra la terra senese
Il rettilineo delle grandi classiche: a sinistra il pavé del Fiandre, al centro l’asfalto, a destra la terra senese

Loredana Calò, Cycling Park Managing Director, ha sottolineato con queste parole l’importanza del tema della sostenibilità molto caro a Vittoria: «L’impegno nei confronti della sostenibilità è una parte importante della nostra mission e speriamo che i visitatori ci aiuteranno a preservare l’ambiente riciclando i loro pneumatici fuori uso presso la nostra struttura». 

L’obiettivo di Vittoria Park è offrire esperienze uniche in bicicletta in un ambiente sicuro e all’avanguardia a tutti i visitatori. Per sapere come poter accedere al Vittoria Park basta consultare la pagina dedicata https://www.vittoria.com/it/it/vittoria-park.

Vittoria

Esosport, la seconda vita dei copertoni usati

20.02.2023
6 min
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Di Esosport ci accorgiamo ai primi di dicembre leggendo di Vittoria e del programma Re-Cycling, legato allo smaltimento dei vecchi pneumatici. Chi va in bici lo sa bene. Non sempre il ciclista si comporta come dovrebbe. Nelle strade capita di vedere camere d’aria buttate e assai più spesso i negozi di bici, per risparmiare due soldi, chiamano un furgone senza scritte né bandiera che si fa carico di portare via le vecchie gomme. E Dio solo sa dove va a sotterrarle o bruciarle…

L’idea di qualcuno che lavori per rendere il sistema ecologico è stata da subito interessante, unita al riciclo dei materiali che, tramite l’Associazione GoGreen Onlus danno vita ai Giardini di Betty e alla Pista di Pietro. Pietro è Mennea, il compianto campione olimpico dei 100 metri. Betty invece era Elisabetta Salvioni Meletiou, scomparsa prematuramente e coinvolta in prima persona nella nascita di Esosport. E proprio a suo marito Nicolas Meletiou, Managing Director di ESO, abbiamo chiesto di raccontare l’idea, il progetto e l’azienda.

«Già dal 1999 – racconta – abbiamo avuto l’obiettivo di introdurre un servizio che in Italia non esisteva: quello dello smaltimento dei rifiuti da ufficio. La gente buttava i toner delle stampanti nella spazzatura, noi abbiamo proposto di metterli in una scatola che si chiama ESObox, che ritiriamo noi, per evitare che finiscano nelle discariche. Nel 2009, 10 anni dopo, succede una cosa strana…».

Nicolas Meletiou è arrivato al ciclismo per caso e non se ne è più staccato, anche se resta un runner
Nicolas Meletiou è arrivato al ciclismo per caso e non se ne è più staccato, anche se resta un runner
Che cosa?

Io sono maratoneta amatoriale e un giorno arriva Marco Marchei, che invece è un maratoneta vero, e mi dice: «Guarda, io ho 20 paia di scarpe da ginnastica con cui ho corso due volte con la nazionale alle Olimpiadi e un sacco di gare in giro per il mondo. Non voglio buttarle via perché vanno a finire nella raccolta indifferenziata dei rifiuti. Che cosa possiamo fare?». Lo ascolto e gli dico di lasciarmi il tempo per pensarci. Esosport Run nasce così.

Che cosa fate con quelle scarpe?

Iniziamo a tagliarle e a dividere il tessuto dalla gomma. All’epoca come direttore tecnico dell’azienda c’era ancora mia moglie, che è mancata nel 2011. Dopo quella prima fase, iniziamo a triturare le scarpe e capiamo quasi subito che con la gomma possiamo fare dei giardini. Così in un battito, organizziamo il modo per ritirare le scarpe esauste. Quando poi nel 2011 Elisabetta è mancata, io ho deciso di dedicare questo progetto a lei, chiamandolo “Il giardino di Betty”.

Come si passa dalle scarpe da corsa alle gomme della bici?

Per caso. Durante una maratona cambio scarpe e mi lusso un tendine. Vado dal dottor Sergio Migliorini, un pezzo grosso nella medicina dello sport, e lui mi dice: «Per un po’ niente corsa, devi andare in bicicletta». Quindi vado a comprarne una, inizio a pedalare e il terzo giorno buco. Faccio per sistemare la ruota. Rifiuto le offerte di aiuto e alla fine ci riesco, ma resto con la camera d’aria in mano. Quindi cosa faccio? Torno da Decathlon, dove avevo comprato la bicicletta, e chiedo di smaltirla.

Le mattonelle di Esosport sono antishock e sono usate per giardini e piste di atletica
Le mattonelle di Esosport sono antishock e sono usate per giardini e piste di atletica
Che cosa le rispondono?

Il ragazzo del settore ciclismo mi dice che non fanno la raccolta e che rischiano regolarmente di prendere multe. E a me si accende la lampadina, perché quello è il mio lavoro. E dico: «Scusate, perché non ci pensiamo noi a ritirare le camere di area delle biciclette?». E così parte anche Esosport Bike.

Abbiamo letto di Vittoria…

Vittoria è stata brava, perché ha coperto i costi di smaltimento per un certo numero di negozi. Al servizio pensa ESO, perché abbiamo le autorizzazioni e l’impianto per trattare questi materiali. La cosa che trovo interessante è che l’azienda che produce pneumatici si è veramente data da fare per far sì che questi vadano a finire nel modo giusto.

E i negozi?

Tanti ciclisti sono bravissimi, altri sono un po’ birichini. Il servizio non costa tanto, ma alcuni preferiscono chiamare l’abusivo di turno che fa sparire gli pneumatici, ma non si sa dove vanno a finire. Con noi costa 180 euro, con un abusivo ne bastano 50. E se quel meccanico non è una persona attenta all’ambiente, sceglie la soluzione meno pulita.

Parliamo di gomme o anche di altre parti di bici?

Ci sono anche le selle, per le quali siamo in contatto con la Brooks. Stiamo facendo i primi esperimenti di triturazione per fare anche lì del materiale utile per il giardino o le piste di atletica leggera, per esempio. Lo scopo finale è la realizzazione di qualcosa e non il semplice smantellare e disperdere. Recuperare e riciclare, questo è il motto.

E’ un tema che fa parlare?

Suscita molto interesse e combacia con la sostenibilità. Io vado nelle scuole a insegnare, perché i ragazzi hanno bisogno di imparare queste cose, cioè l’etica sociale e l’etica ambientale, che è una cosa estremamente importante.

Le sedi di ESO ed Esosport sono tutte in zona Milano?

ESO, l’azienda che trasporta i rifiuti d’ufficio, è a Milano. Invece a Tolentino, in provincia di Macerata, c’è il primo impianto dei 10 impianti che vogliamo fare in Italia proprio per il recupero dei materiali derivanti dallo sport.

A Tolentino sorge il primo dei 10 impianti Esosport, dedicato ad Amato Cannara
A Tolentino sorge il primo dei 10 impianti Esosport, dedicato ad Amato Cannara
Perché Tolentino?

Perché mio nonno Amato era di Tolentino e quindi ho deciso di dedicare a lui questa cosa. Era un grande lavoratore, una bellissima persona e quindi era importante dare il suo nome al progetto: Amato Cannara Plant. E giusto sabato c’è stata la conferenza stampa col sindaco di Tolentino per celebrare un Giardino di Betty e iniziare il programma di ritiro delle scarpe da ginnastica per la costruzione di un nuovo giardino all’asilo nido di Tolentino.

Vittoria Air Liner e gomme differenziate, cosa cambia

03.01.2023
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Prendendo spunto dalla chiacchierata con Nick Mondelaers prima del Lombardia 2022, abbiamo voluto provare gli inserti road Vittoria Air Liner e i tubeless con sezioni differenziate tra anteriore e posteriore.

Bisogna gestire le pressioni di gonfiaggio e l’inserto diventa un gran bel sostegno per la gomma tubeless, soprattutto per l’anteriore. Non solo perché non abbiamo lasciato nulla per strada (in termini di watt persi) con il tubeless da 28 dietro. Noi abbiamo cercato di replicare il setting dei corridori pro’, utilizzando delle ruote DT Swiss ARC1600 e tubeless Vittoria Corsa N.EXT. Entriamo nel dettaglio dei feedback.

Nick Mondelaers, meccanico del Team Lotto-Soudal-DSTNY (ora Lotto-DSTNY)
Nick Mondelaers, meccanico del Team Lotto-Soudal-DSTNY (ora Lotto-DSTNY)

Scorrevolezza garantita

«I dati relativi alla rolling performance, che traduciamo come scorrevolezza – spiega Tommaso Cappella, product specialist di Vittoria – tengono conto dei test eseguiti su una macchina con superficie liscia. Questa è comune alle prove di tutte le coperture. La scorrevolezza della soluzione TLR, tubeless, è uguale, con o senza AirLiner ed è paragonabile alla versione copertoncino, a parità di sezione. Quest’ultima inoltre prevede l’impiego della camera d’aria in poliuretano, quindi ultra leggera. Questo per contestualizzare un inserto che non toglie nulla nei termini di scorrevolezza. Vittoria Air Liner Road è un progetto che parte da lontano, che prende forma grazie alla versione mtb, ma che in realtà è molto più che una rivisitazione. Air Liner Road punta alla sicurezza e alla prestazione. Inoltre è molto leggero. Contribuisce a trattenere la gomma in caso di foratura e permette di pedalarci sopra.

«Quando si affronta l’argomento degli pneumatici di ultima generazione – continua Capella – è necessario considerare la combinazione tra gomma e ruota. Uno pneumatico da 25-622, misura divenuta comune e di largo utilizzo negli ultimi 7/8 anni, era stata disegnata su cerchi con un canale interno da 15 millimetri. Oggi l’ETRTO relativo alla misurazione degli pneumatici è cambiato e la stessa misura di gomma va disegnata su un cerchio con un canale interno da 19».

PneumaticoInstallazionePeso (g)Rolling Performance
Corsa N.EXT TLR 26-62220 ml Universal Sealant305+ 14,3%
Corsa N.EXT TLR 26-62220 ml Unversal Sealant + Air Liner Road small329+ 14,3%
Corsa N.EXT Fold 26-622Vittoria Ultra Light Speed230+ 14,3%
Corsa N.EXT Fold 26-622Vittoria Competition Latex280+ 13,6%

AirLiner, facile da installare

Il “salsicciotto” si presenta come una sorta di spugna esagonale ed è disponibile in tre misure. Noi abbiamo utilizzato la più piccola, adatta a cerchi con un canale interno che arriva fino a 19 millimetri di larghezza. Vittoria Air Liner ha una consistenza mediamente morbida e molto compatta al tempo stesso. Buona l’elasticità al pari dell’allungamento.

Partendo dal presupposto che il canale interno delle ruote DT Swiss è di 20 millimetri ed è tubeless (non è hookless), l’operazione combinata (tubeless + inserto in taglia small) d’ingaggio non si è allungata in termini temporali. Da considerare che gli pneumatici Corsa N.EXT hanno una carcassa completamente sintetica e nel complesso hanno un’elasticità media. A nostro parere sono tra i migliori tubeless di ultima generazione che hanno trovato sviluppo, considerando l’insieme: facilità di montaggio, versatilità d’impiego e durata, al pari del prezzo.

La gomma da 28 usata per il comparto posteriore ha tallonato in un amen, senza entrare in contrasto con l’inserto. Quella anteriore ha richiesto un minuto in più e uno sforzo minimo aggiuntivo negli ultimi 5/6 centimetri, fattore dovuto ad una sezione minore. Anche in questo secondo caso non si sono verificati attriti con l’Air Liner.

Pressioni da capire

Non c’è da meravigliarsi che le pressioni di utilizzo scendano in modo esponenziale, perché al pari di volumi d’aria considerevoli, abbiamo anche un prodotto che sostiene la gomma da dentro e fa girare l’aria al suo interno. Banale? No, per nulla, perché non ci troviamo di fronte un prodotto che ha l’obiettivo di salvare gli uncini del cerchio in caso di foratura e gomma a terra (per lo meno non solo). L’Air Liner diventa funzionale alla tecnologia tubeless, perché se utilizzato nel modo corretto, con le pressioni adeguate e dentro un cerchio con il canale giusto, spinge contro le pareti dello pneumatico aumentando il sostegno e la tenuta.

Si percepisce di più sulla sezione più piccola (per noi quella anteriore), meno su quella posteriore (che corrisponde alla gomma da 28), per via del maggiore volume d’aria e di un inserto che spinge meno ai lati. A prescindere, lo shape di entrambe le gomme non ha deformazioni e/o cambiamenti, rispetto alla stessa gomma senza inserti. Dopo alcune prove abbiamo trovato il setting ideale con un pressione anteriore di 4,5/4,6 atmosfere e posteriore compresa tra le 4,8/5 atmosfere. Il nostro “peso invernale ready to ride” è di 67 chilogrammi.

In conclusione

L’inserto dedicato alla categoria road, in questo caso il Vittoria Air Liner è molto differente, soprattutto per utilizzo e concept, da quello impiegato in ambito mtb. Sì, è vero, permette di continuare la corsa (per un periodo limitato) in caso di foratura e aiuta a proteggere il cerchio tubeless in carbonio (che non è un aspetto secondario). Però ci sono anche altri fattori da considerare, non dei semplici dettagli e capaci di cambiare la prestazione del prodotto.

L’inserto verde sostiene lo pneumatico tubeless, principalmente ai lati e nelle sezioni mediane, anche quando si decide (i motivi sono diversi) di diminuire la pressione di gonfiaggio. Non indurisce e non influisce in modo negativo sulla pastosità della mescola. La gomma risulta sostenuta, non spancia e non si deforma, neppure in quelle situazioni di fuori sella quando si carica tanto sull’anteriore. La natura e la struttura degli pneumatici influiscono in maniera importante.

Non si hanno percezioni di attriti aggiuntivi, la sensazione di esprimere i watt e scaricarli a terra è la medesima, con o senza inserti. Un singolo inserto ha un valore alla bilancia di 19 grammi (rilevati), poca roba e permette di risparmiare qualche centilitro di liquido anti-foratura che, deve comunque essere inserito.

Concettualmente potremmo comunque farne a meno sui cerchi con predisposizione tubeless, ma onestamente riteniamo un inserto come il Vittoria Air Liner un prodotto molto importante ai fini della sicurezza e della performance per i cerchi hookless in carbonio con pesi ridotti.