Valcar 2023: piano A o piano B? Rispondono Villa e Arzeni

19.07.2022
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Che la Valcar Travel&Service sia stata protagonista durante tutta la stagione e soprattutto al recente Giro Donne è un dato di fatto. La formazione blu-fucsia ha chiuso la corsa rosa con il successo di tappa di Chiara Consonni (a Padova) e il settimo posto nella generale di Silvia Persico. E grazie a loro due ha sempre centrato la top 10 in ogni frazione, fatta eccezione per la cronometro iniziale di Cagliari.

Per una squadra continental, all’interno di un WorldTour femminile sempre più in espansione, sono risultati di rilievo che nella fattispecie confermano la crescita esponenziale fatta dalla Valcar negli ultimi sei anni, ovvero da quando nel 2017 è sbarcata tra le elite. Tuttavia all’orizzonte c’è un ridimensionamento che incombe per una serie di motivi, non necessariamente economici.

La squadra di patron Valentino Villa e del team manager Davide Arzeni potrebbe essere alla fine di un ciclo. E che ciclo bisogna dire. Non è un mistero che molte delle loro ragazze siano sulla lista della spesa di altri team per il 2023 e che molte siano già certe di un trasferimento. Consonni, Gasparrini e Persico pare abbiano già un accordo con la UAE Team ADQ, così come Arzuffi, Carbonari e Sanguineti starebbero definendo la nuova destinazione. Il ciclo-mercato poi in questo periodo, si sa, è in fermento.

Proprio all’ultima tappa del Giro Donne avevamo scritto di un Arzeni commosso in compagnia del suo presidente Villa. A distanza di qualche giorno, prendendo spunto dalle parole dei due dirigenti, è venuto fuori un quadro un po’ più definito sul futuro della Valcar.

Lo spirito Valcar

«Questa squadra – inizia a raccontare “Capo” Arzeni, che secondo alcune voci potrebbe seguire qualche sua atleta in un team WorldTour – l’abbiamo fatta assieme noi due. Ed assieme abbiamo sempre scelto dicendoci che le atlete dovevano essere da Valcar. Devono avere dei requisiti. Ad esempio, la Carbonari non è venuta da noi perché aveva fatto la fuga al Giro del 2021. Bensì perché ha investito su se stessa venendo da noi ad agosto e chiedendoci di farle un test. Al di là dei valori, era stato importante l’incontro di persona per conoscerci meglio. Lei ha poi mostrato di essere da Valcar».

Nemo profeta in patria

Quindi come devono essere queste caratteristiche? «Le ragazze devono avere spirito di squadra – prosegue il team manager – sapendo lavorare per le compagne. Contemporaneamente devono saper sfruttare le possibilità quando gli vengono date. Non è un caso se finora abbiamo ottenuto undici vittorie con sette atlete diverse. Caratterialmente so che sono tutte brave ragazze, ma devono rientrare in quello che è lo spirito del presidente. Villa è la persona più corretta che ho trovato nel ciclismo, senza che si offenda nessuno. La Valcar è riconosciuta per questo aspetto nel mondo. Anzi…».

L’attimo di sospensione anticipa un discorso che si fa un po’ più riflessivo. «Pensate che quando andiamo al Nord a correre – ci confida Arzeni – tanti addetti ai lavori ci ripetono che vorrebbero che in Belgio esistessero più formazioni simili alla Valcar. Paradossalmente facciamo molta più fatica ad essere riconosciuti in Italia. Abbiamo una mentalità estera.

«Tutte le nostre ex ragazze che ora sono nel WorldTour devono ammettere che se non fossero state da noi non so se si sarebbero trovate bene fuori dal nostro Paese. Valentino ha sempre investito nel calendario al Nord. Abbiamo sempre ritenuto che correre in Belgio o Olanda fosse l’università del ciclismo ed era giusto che noi ci confrontassimo lassù. Se impari a correre là, impari a correre ovunque».

Le soluzioni per il 2023

L’anno prossimo pertanto che attività vedremo da parte della Valcar? Ridotta o incrementata? Attualmente nel loro vivaio c’è la promettente junior Francesca Pellegrini, che passerà elite senza dimenticare che ci sono altre giovani nel roster di quest’anno che stanno compiendo il proprio processo di crescita in modo adeguato.

«I rumors che sentite sono fondati – spiega il presidente Villa – perché proprio in questi giorni stiamo decidendo cosa fare del nostro futuro. Abbiamo atlete fortissime, sempre presenti negli ordini d’arrivo della gare più importanti. E’ normale che le vogliano le squadre più attrezzate di noi».

«A cavallo del Tour Femmes avremo e faremo più chiarezza continua – vedremo chi andrà e chi arriverà. Abbiamo ricevuto richieste di atlete straniere per venire da noi. Come diceva Davide prima, siamo riconosciuti nel mondo come una squadra che scopre i talenti e li lancia. Questa è la nostra forza. E poi la filosofia Valcar ti rimane dentro»

Il sogno WorldTour

Le considerazioni finali lasciano aperta la porta anche per un salto nel WorldTour insieme ad un’altra società che detiene già la licenza.

«E’ presto per fare i nomi del 2023 o dire che status avremo – ribadiscono all’unisono Villa e Arzeni, concludendo la nostra chiacchierata – abbiamo un piano A e un piano B. Riuscire a fare il WorldTour sarebbe bello, ma complicato. L’alternativa è portare l’orologio indietro di cinque anni e puntare ai talenti, italiani e esteri, ripartendo da zero con una squadra leggera e senza pressioni. Di sicuro possiamo dirvi che in qualsiasi fascia si posizionerà la Valcar, sarà al vertice che le compete. Se sarà una squadra di sviluppo, sarà la migliore in circolazione. Noi abbiamo attirato l’attenzione ovunque, tranne che in Italia. Le soluzioni ci sono e arrivano tutte dall’estero. Sapremo scegliere al meglio».

Consonni brucia tutte e mette il punto per la Valcar

10.07.2022
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E’ finita tra docce di spumante e lacrime. L’atto finale del Giro d’Italia Donne a Padova viene dominato da un gran colpo di reni di Chiara Consonni, che fa riecheggiare il suo urlo liberatorio in tutta Prato della Valle. La 23enne bergamasca regala alla Valcar-Travel&Service il primo successo della sua storia nella corsa, battendo allo sprint Rachele Barbieri ed Emma Norsgaard.

I bagni di spumante sono quelli sul podio di tutte le ragazze della Movistar che festeggiano in modo esuberante il terzo trionfo al Giro di Annemiek Van Vleuten, dopo quelli del 2018 e 2019. Dietro di lei una splendida Marta Cavalli (a 1’52”, celebrata anch’essa alla stessa maniera dalle sue compagne durante la premiazione del miglior team) ed una tenace Mavi Garcia (a 6’45”).

Sul podio di Padova, Van Vleuten ottimamente scortata da Cavalli e “Mavi” Garcia

«La mia terza vittoria al Giro quest’anno – dichiara la 39enne olandese che si porta a casa anche la maglia ciclamino oltre a quella rosa – ha un gusto differente perché sono in un nuovo team, la Movistar. E’ bello indossare nuovamente questa maglia dopo aver abbandonato nel 2020 per la rottura di un polso a due tappe dalla fine quando ero in testa.

«Il rosa non è il mio colore preferito – chiude Van Vleuten – ma lo è nel Giro e qui in Italia da voi rappresenta la maglia più importante. E’ bello sentirlo di dire dalle persone. Ed è bello portare a casa la maglia rosa. Il Giro Donne per me è sempre speciale. Non era scontato che lo vincessi, come dicevano tutti. A Cesena ho voluto forzare i tempi per stare più serena nelle tappe successive. Infatti nelle ultime due ho avuto paura di perdere la corsa. Prima per la caduta, il giorno dopo per l’attacco in discesa di Marta. Ora penserò al Tour de France Femmes. Avremo un roster simile e so che la concorrenza delle rivali sarà molto alta.”

Energia Chiara

Ti contagia la Consonni. La sua felicità è la stessa di tantissima gente, anche quelli che sono arrivati a vedere la tappa e che non conoscono nulla del ciclismo.

«E’ una grande soddisfazione anche solo per aver portato a termine il Giro Donne», esordisce Chiara alla quarta vittoria stagionale. «Sono senza parole – prosegue – devo ringraziare tutte le mie compagne, così come la mia squadra che ci ha supportato e sopportato per dieci giorni. E vi assicuro che non è semplice. Però è sempre una grande emozione che spero di aver regalato loro».

Barbieri, Consonni e Norsgaard: il sorriso di Chiara non lascia spazio a dubbi su chi abbia vinto
Barbieri, Consonni e Norsgaard: il sorriso di Chiara non lascia spazio a dubbi su chi abbia vinto

Senza il solito treno

A Reggio Emilia aveva avuto un simpatico siparietto con Arzeni, di cui eravamo stati testimoni esclusivi. Il suo diesse le diceva che si può vincere senza le solite apripista.

«Non avevo le due solite ragazze – racconta – che di solito mi tirano la volata. In questo sprint però ci abbiamo provato ed è andata alla grande. Con le volate di oggi è sempre più importante avere il proprio treno. Però in questi dieci giorni io mi sono fidato di loro e loro di me. Qui a Padova dai meno 10 dall’arrivo, si sono messe a tirare. Anche Silvia (Persico, ndr), pur essendo in classifica e magari rischiando di perdere secondi preziosi nel finale. Le ringrazio tutte, una ad una».

Tricolore amaro

Dopo il campionato italiano l’abbiamo vista piangere dalla delusione per il quarto posto al fotofinish. Una rarità vederla così, però Chiara ha saputo trovare il lato positivo già dal mattino successivo, anche perché c’era un Giro da affrontare con tutt’altro piglio.

«Era solo una questione di credere nei propri mezzi – dice – e stamattina mi sono svegliata con una carica assurda. Silvia mi ha chiesto come facessi ad avere ancora questa energia dopo dieci giorni intensi. Ma io ci credevo, volevo fare bene e finire questo Giro in bellezza. Credo di esserci riuscita, meglio di così non poteva andare. Preparerò il Tour ,anche se so che le ultime tappe sono molto dure. Ora penso a festeggiare e recuperare. I prossimi obiettivi sono gli europei in pista ed anche quelli su strada».

Una nuova strada

Il 2022 tuttavia sarà probabilmente l’ultimo anno di Chiara in Valcar-Travel&Service. I soliti rumors – che da agosto potrebbero trovare conferme – dicono che abbia già firmato per un team WorldTour. Il nome della nuova squadra per la verità è già certo, ma preferiamo non nominarlo. Con lei invece lo facciamo e lei ne parla con serenità.

«Passare elite è stato un sogno realizzato – dice – che qui in Valcar è arrivato nel punto più alto in cui poteva arrivare. Cambiare squadra sarà una motivazione in più per me, per imparare nuove cose dalle atlete più esperte. Sono davvero pronta a tuffarmi nel mondo del WT. So che devo ancora crescere perché sono ancora piccola.

«Però ho già fatto vedere di avere la grinta giusta, anche perché le cicliste sono un po’ tutte pazze. Ed oggi penso che sia stata una vittoria da WorldTour per come è arrivata (è il suo secondo successo in una gara di tale status, il primo lo ottenne nel 2019 al Boels Ladies Tour, ndr). Nel futuro mi piacerebbe diventare un corridore da classiche. Come riferimento ho sempre preso la Bastianelli e vorrei diventare come lei. Spero di imparare da lei in Fiamme Azzurre».

«Devo tanto a Davide (Arzeni, ndr) – conclude Consonni – è sempre stata la mia persona di fiducia. Ci conosciamo da quando ero davvero giovanissima, da tanto tempo. Mi ha aiutata tantissimo a crescere. E’ la persona che ha creduto di più in me. Sono contentissima di averlo incontrato anche se ha i suoi momenti, come tutti del resto. Devo tanto a lui, è davvero speciale.

«Sembra una frase fatta, ma la Valcar è una famiglia. Abbiamo condiviso tantissimo in questi sei anni, anche Vittoria ed Elisa (rispettivamente Guazzini e Balsamo). E naturalmente sono felicissima di avere conosciuto un’altra grande persona come Valentino (il presidente Villa, ndr) e tutto lo staff».

Le lacrime del Capo

Sembra quasi un passo d’addio il successo della Consonni. Sia per lei che per la stessa Valcar. Davide Arzeni sotto il podio vive un turbinio di emozioni.

«E’ vero, un po’ mi sono commosso – confida il tecnico – questa è la ciliegina sulla torta, ci mancava solo la vittoria anche se non sono sorpreso. Continuavo a dirle che a Padova avrebbe vinto. Ieri le ho messo accanto due compagne per sostenerla moralmente. Ha tenuto duro e oggi ha vinto. Lo ripeto, per me è una delle prime tre velociste al mondo. Vedremo il futuro, comunque andranno le cose, la Valcar è per sempre. Però ora è giusto godersi il momento».

Ancora Balsamo allo sprint. E tanta Italia alle sue spalle

05.07.2022
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Balsamo, Kool, Vos, la volata al Giro d’Italia Donne è questione loro. A Reggio Emilia nella quinta frazione la campionessa del mondo in carica bissa il sigillo di Tortolì battendo le due olandesi mentre Consonni e Bastianelli completano la top five. Settima Rachele Barbieri e nona Emanuela Zanetti si segnalano in uno sprint particolarmente caotico.

Al triangolo rosso infatti una caduta coinvolge, fra le tante, Martina Fidanza, Vas, Zanardi, Longo Borghini e Norsgaard che sembra subito quella con le conseguenze più serie. La danese della Movistar passa il traguardo tenendosi costato e spalla destra con smorfie di dolore condite da grandi lacrime. In partenza al podio-firma ci aveva confidato, incrociando le dita, che sperava di fare risultato.

Le formazioni delle prime tre hanno preso in mano la situazione quando stavano lasciando troppo spazio alla fuga. Carbonari, Barnes, Vitillo, Monticolo e Bariani (ultima ad arrendersi e ripresa a 5 km dalla fine) hanno avuto fino a 5’20” a circa 40 km dalla fine. Sulle primissime colline reggiane il gruppo le ha messe nel mirino riducendo sensibilmente il margine e a quel punto bisognava concentrarsi solo su chi avrebbe preso in testa l’ultima curva secca a sinistra – a -200 metri – che portava al traguardo. Balsamo la imbocca davanti, il resto è storia nota.

Il bis di Elisa

«E’ un bilancio positivo finora – dice la 24enne della Trek-Segafredo che rafforza la propria leadership della maglia ciclamino – non posso che essere contenta. Oggi la mia squadra ha fatto nuovamente un grande lavoro. Domani sarà molto bello partire da casa a Sarnico. Sarà una frazione impegnativa che si presta molto alle fughe. Staremo a vedere. Per quanto riguarda la caduta, in radio ho sentito Elisa (Longo Borghini, ndr) che diceva che era rimasta coinvolta. Non vedendola arrivare mi sono preoccupata. Dopo il traguardo le ho detto che mi aveva fatto prendere un infarto. Spero che sia lei che tutte le altre ragazze stiano bene. Questa vittoria la dedico a tutta la mia squadra».

Felicità Guercilena

A due chilometri e mezzo dall’arrivo avevamo incontrato Luca Guercilena, team manager della Trek-Segafredo, che stava andando ad ispezionare quella famosa ultima curva per poi dare indicazioni all’ammiraglia.

«Ero comodo per venire a Reggio Emilia – ci ha detto – prima di raggiungere gli uomini al Tour de France. I nostri obiettivi qui al Giro Donne erano chiari puntando alle tappe. Finora ne abbiamo vinte due, abbiamo vestito la maglia rosa, stiamo indossando quella ciclamino. Siamo soddisfatti. Vedremo poi con Longo Borghini se ci sarà la possibilità di fare qualcosa o comunque restare agganciata alla top ten. Non sembra nulla di grave la sua caduta. Tutto ancora può succedere, ma la maglia rosa al momento ce l’ha una delle atlete più forti degli ultimi cinque anni per le gare a tappe. Quest’anno le ragazze hanno fatto e vinto tanto, dobbiamo gestirle al meglio visto che la stagione è ancora lunga».

Le domande di Chiara

Dietro alle solite tre, si affaccia la Consonni che ha scalato una posizione rispetto allo sprint di Tortolì. Dopo l’arrivo nella zona dei bus la intercettiamo poco prima di partire verso la prossima tappa. Accanto a lei c’è Davide “Capo” Arzeni e la chiacchierata con loro è un piacevole confronto.

«Cosa manca? Non so, cosa dici Capo?», chiede Chiara in modo scherzoso al suo diesse attento ad ascoltarla. «La grinta ce l’ho, ho voglia di fare risultato e intanto mi sto facendo vedere. Speriamo di fare un podio della fine. In volata ho preso l’ultima curva troppo indietro e non sono più riuscita a recuperare. Pensavo che il rettilineo fosse un po’ più lungo. C’è sempre tanto nervosismo. Non avendo treni troppo lunghi ma solo di 2/3 ragazze, una cerca di prendere la posizioni saltando da una ruota all’altra nei treni delle altre formazioni e si crea caos. Ci riproverò a Padova, anche se ho Bergamo nel cuore e domani vorrei fare qualcosa».

Chiara Consonni è alla ricerca del podio in uno sprint senza il suo solito treno
Chiara Consonni è alla ricerca del podio in uno sprint senza il suo solito treno

Le risposte del Capo

Il botta e risposta Valcar-Travel&Service continua sviscerando i temi della giornata.

«Mi fa piacere, devo dire che Chiara vede bene le cose in volata», ribatte Arzeni mentre la Consonni lo incalza ricordandogli che corre in gruppo tutti i giorni. «Qui non è come alla Gand-Wevelgem dove i team si presentano con sei velociste. Qui ci sono le squadre con le capitane per la generale ed anche se c’è la regola della neutralizzazione dei 3 chilometri per le cadute, tutte vogliono stare davanti lo stesso per tenere le posizioni migliori.

«Sono felicissimo per Elisa ma corre per un’altra squadra. Noi però, cronometro a parte, siamo sempre stati nelle prime dieci. Il bilancio è positivo, ma sarebbe potuto esserlo ancora di più se nella terza tappa non ci fosse stato l’infortunio di Olivia Baril (ventuno punti di sutura ad un ginocchio per una caduta appena dopo il via di Villasimius, ndr). Lei era la nostra atleta designata per la classifica, ma abbiamo dovuto cambiare un po’ in corsa i nostri piani. A Cesena la Persico si è fatta trovare prontissima. Viviamo alla giornata».

Elena Balsamo con Davide Arzeni dopo l’oro mondiale di Leuven
Elena Balsamo con Davide Arzeni

«Per gli sprint posso dire che Chiara è una delle prime tre velociste al mondo – conclude Arzeni la sua disamina – Corre per vincere, anche per battere Elisa. Ma anche Chiara ha fatto qualche errorino. Lei avverte la mancanza di una come la Sanguineti, che per me è la miglior pesce-pilota del mondo, però Chiara deve fare esperienza sapendosi arrangiare in queste situazioni in cui è sola. Ho fatto una scelta di portare ragazze più per la salita che per gli sprint anche per questo motivo».

La sesta tappa – Sarnico-Bergamo di 114,7 chilometri con 5 gpm di terza categoria e lo strappo secco della città alta a tre dalla fine – sembra tagliata apposta per corridori come Balsamo e Vos. Bisognerà vedere chi si inserirà accanto a loro.

Attenti, dal Belgio sta arrivando una nuova Masetti

14.06.2022
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Un mese intero a casa. Per Gaia Masetti è una novità dopo una prima metà di anno a fare la pendolare con il Belgio. Si torna a casa con la consapevolezza che quella scelta fatta con coraggio e un pizzico di sfrontatezza sta iniziando a pagare. Il terzo posto alla Dwars door de Westhoek è stata la conferma, il premio dopo tante corse al servizio delle compagne e la conferma che la scelta era stata quella giusta.

Un risultato, quello colto a Boezinge che l’ha un po’ sorpresa: «Visto il percorso, la nostra diesse Jolien D’Hoore mi aveva detto che se la gara si metteva in un certo modo e si arrivava in volata, le compagne avrebbero corso per me. Era una gara nervosa, difficile, con strade strette. C’è stata addirittura una caduta che ha richiesto l’intervento dell’ambulanza e la sospensione della corsa. Quando si è ripartiti c’è stata una sequenza infinita di scatti».

Consonni Boezinge 2022
La vittoria della Consonni a Boezinge, con l’olandese Van Rooijen fra lei e la Masetti (foto Anton Vos)
Consonni Boezinge 2022
La vittoria della Consonni a Boezinge, con l’olandese Van Rooijen fra lei e la Masetti (foto Anton Vos)
Come ti sei gestita?

Jolien era stata chiara: se la corsa si metteva in un certo modo dovevo attaccarmi alla ruota di Chiara Consonni e soprattutto essere tra le prime 5 all’ultima curva. Ho fatto molta attenzione e seguito le istruzioni, sul rettilineo ho dato tutto ed è arrivato il terzo posto che mi ripaga di tanti sacrifici.

Con il tuo ritorno a casa si chiude la prima parte della stagione, come la giudichi?

Molto bene, considerando le difficoltà che ho incontrato e che sapevo accettando questa sfida. Inizialmente è stata dura, non conoscevo nessuno, era difficile comunicare. Ma io sono un tipo sociale, mi adatto presto e soprattutto mi piace stare a contatto con le persone, ho trovato un ambiente ideale. Con le ragazze siamo diventate subito amiche, la squadra poi ci garantisce davvero tutto e ci mette in condizione di pensare solo alle corse.

Ti pesa la lontananza da casa?

Faccio un po’ la pendolare, i periodi di trasferta non superano di regola le 2-3 settimane, ma certamente è dura. La famiglia manca sempre, mancano le strade, le abitudini, ma è un lavoro e bisogna accettarlo, poi come detto mi sono adattata bene e quindi pesa meno. 

Masetti podio 2022
Sul podio a Boezinge. La Masetti ha poi colto il 10° posto alla Dwars door Het Hageland (foto Anton Vos)
Masetti podio 2022
Sul podio a Boezinge. La Masetti ha poi colto il 10° posto alla Dwars door Het Hageland (foto Anton Vos)
La squadra ti ha già convocata per il Tour de France il che significa che al Giro non ci sarai: ti dispiace?

Molto, il Giro è sempre l’appuntamento principe in Italia e per un’italiana non esserci non è mai piacevole. La scelta però la capisco e la condivido, perché il Tour sarà un’esperienza fantastica, anche se ci sarà tanta salita. Ma la prima sarà a Parigi, nel giorno dell’incoronazione del vincitore maschile ed è un traguardo al quale sono in tante ad aspirare, me compresa. Ci saranno poi un altro paio di tappe veloci e poi le più dure, dove si dovrà lavorare per la squadra.

Ci eravamo sentiti a inizio stagione con la prospettiva di vedere la vostra squadra nel WorldTour: quali sono le notizie al riguardo che avete all’interno?

Il prossimo anno entreremo sicuramente nella massima serie. All’inizio Lefevere era dentro come cofondatore della squadra, ma a marzo le cose sono cambiate, è entrata l’AG Insurance come nuovo sponsor e Lefevere è molto più coinvolto anche perché ora la squadra è ufficialmente nel quadro della Quick Step. Questo team rimarrà come continental, serbatoio per la più grande e ci sarà anche la formazione Under 19.

Masetti Roubaix 2022
La sassuolese ha corso anche la Roubaix, finendo al 68° posto a 9’19” dalla Longo Borghini
Masetti Roubaix 2022
La sassuolese ha corso anche la Roubaix, finendo al 68° posto a 9’19” dalla Longo Borghini
Si sa già chi farà parte del team WorldTour?

Non ufficialmente, ma un’idea ce l’abbiamo un po’ tutte, c’è chi sa di essere nel gruppo, sono quelle che hanno preso parte al Fiandre e alla RideLondon, poi ci sarà sicuramente qualche nuovo acquisto. Io sicuramente resterò nel team e ho buone speranze di essere “promossa”.

Visti i risultati e soprattutto la tua crescita, un pensierino alla maglia azzurra lo fai?

Qui apriamo un capitolo un po’ doloroso, perché in passato anche a fronte dei risultati la convocazione è rimasta un miraggio. Diciamo che io do sempre il 100 per cento e se arriva la chiamata garantisco che ce la metterò tutta. Se arriva bene, altrimenti comunque di gare da disputare ce ne sono tante lo stesso…

Sanguineti, dal Belgio occhiolino a tricolore e Mediterraneo

13.06.2022
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«Se gira lei – così ripete Davide “Capo” Arzeni – gira tutta la squadra». Stavolta però lei, Ilaria Sanguineti, si è messa in proprio. Sabato 11 giugno in Belgio ha tagliato a braccia alzate il traguardo della Dwars door het Hageland regolando, nello sprint a due, la austriaca Christina Schweinberger della Plantur-Pura al termine di una fuga di cinque atlete evasa a 12 chilometri dalla fine.

Ieri poi la 28enne nativa di Sanremo – all’ottava vittoria in carriera, la prima in una classica delle pietre (di categoria 1.1) – è tornata ad essere decisiva per le sue compagne tirando la volata vincente a Chiara Consonni alla Spar Flanders Diamond Tour, per il terzo sigillo stagionale della bergamasca e nono di squadra.

Inevitabile quindi sentirla al termine delle due gare anche per capire il suo stato di forma e i suoi programmi a breve termine.

Yaya finalmente è arrivata la vittoria.

Sì, ci voleva. Non mi posso lamentare della mia stagione. Ero già felicissima, come se avessi vinto io, una settimana fa quando avevo tirato la volata a Chiara (Consonni, ndr) alla Dwars door de Westhoek. O come ogni volta che vince una mia compagna. Avevo vinto l’anno scorso a Tarzo (era il 25 luglio, ndr), ma era una gara open. Un successo UCI mi mancava dal 2016 dalla quarta tappa del Tour de Bretagne. Ormai non me la ricordavo più (ride, ndr).

Che valore ha questo successo?

Può essere un nuovo punto di partenza, quantomeno sotto l’aspetto morale. Sono una ragazza espansiva con tutti, ma su me stessa non lo sono, non ho molta autostima. Devo ancora convincermi dei miei mezzi mentre gli altri invece lo sono. Tuttavia sabato, considerando che il “Capo” mi aveva battezzata per fare la corsa, è stata la prima volta in stagione che mi sentivo davvero di poter vincere. Questa vittoria mi ha dato una bella percentuale di consapevolezza, anche perché…

Sanguineti è elite dal 2013. Quattro stagioni alla BePink e cinque alla Valcar
Sanguineti è elite dal 2013. Quattro stagioni alla BePink e cinque alla Valcar
Cosa?

Nell’ultima settimana avvertivo cattive sensazioni, non la muovevo proprio. Tant’è che ad Arzeni avevo detto che forse avrei dovuto saltare il Tour de Suisse (in programma dal 18 al 21 giugno, ndr) per recuperare in vista del campionato italiano. Invece dopo queste due gare in Belgio andrò in Svizzera con rinnovato ottimismo, anche perché se non corro perdo subito il ritmo gara. Quindi lassù cercherò di affinare la condizione e magari portare a casa una tappa.

Arriviamo al campionato italiano appunto dove hai già ottenuto due terzi posti, l’ultimo l’anno scorso. Quest’anno sei più libera per puntare alla maglia tricolore…

Sarà un terno al lotto quella gara. Ha un percorso piatto e paradossalmente si apre ad tante soluzioni. Fuga da lontano, colpo da finisseur o volata generale, con tante possibili vincitrici. Noi in Valcar non abbiamo una sprinter pura visto che Consonni correrà con le Fiamme Azzurre. La Gasparrini è quella più veloce di noi, mentre la Persico, le altre ed io potremmo giocarci le nostre carte in base a come andrà la gara. Non abbiamo ancora una tattica prestabilita, secondo me la vedremo direttamente in corsa.

Dopo l’italiano però non farai il Giro Donne. E’ stata una scelta sofferta?

Sì, molto difficile perché in ballo c’era la mia partecipazione ai Giochi del Mediterraneo con la nazionale. A me il Giro è sempre piaciuto e l’anno scorso ero andata molto bene. Poi ho pensato che ne ho già corsi 8 mentre la maglia azzurra non la indosso dal 2016, agli europei elite in Francia. Così ho deciso a cuore più leggero.

Ad Orano, in Algeria sede dei Giochi, con che ruolo correrai la gara del 2 luglio?

Innanzitutto sono contenta di essere stata convocata. Sono emozionata. Per me è un onore correre con la nazionale. Conservo anche un bel ricordo, quando nel 2015 avevo fatto seconda agli europei U23. Ancora non so che ruolo avrò, ma sarò totalmente votata alla causa.

Per la seconda parte di stagione hai già una bozza del calendario che farai?

Farò il Tour de France Femmes (dal 24 al 31 luglio, ndr) ma onestamente non so ancora cosa farò dopo. Dobbiamo decidere e vedere come starò ma so che ci saranno tante corse. Intanto l’intento è di mantenere la condizione fino al Tour. In Francia vorrei fare bene, essere la solita donna-squadra e vedere se salta fuori un’occasione per me. Insomma, vediamo come giro (ride di nuovo, ndr).

Persico e Consonni, regine della domenica Valcar

06.06.2022
5 min
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Dalla Romagna alle Fiandre Occidentali nel segno della V, come vittoria e Valcar Travel&Service. A milletrecento chilometri di distanza la formazione di Davide Arzeni vive una domenica bestiale centrando una grande doppietta nell’arco di poche ore.

A Meldola Silvia Persico (in apertura, foto Ossola) ha trionfato nel “Memorial Monica Bandini” mentre a Boezinge Chiara Consonni ha dominato in volata la Dwars door de Westhoek. Per entrambe si tratta del secondo successo stagionale, il settimo di squadra contando i sigilli di Olivia Baril ad Eibar (e terza a Meldola), Gasparrini nella crono di Romanengo e Lizzie Stannard alla Euganissima Flanders.

Ormai la Valcar ha assorbito le partenze eccellenti dell’inverno e si sta ritagliando sempre di più il proprio spazio in ogni gara, anche in quelle a tappe dove solitamente era meno predisposta. Al prossimo Giro d’Italia Donne potremmo vedere una ulteriore versione della squadra blu-fucsia, magari con Silvia Persico o Olivia Baril possibili sorprese per la generale.

Chiara Consonni conquista in volata la Dwars door de Westhoek, suo 2° successo stagionale (foto Vos)
Chiara Consonni conquista in volata la Dwars door de Westhoek, suo 2° successo stagionale (foto Vos)

Consapevolezza Persico

«La vittoria di Meldola – ci spiega la Persico – è stata la finalizzazione di una tattica che avevamo studiato a tavolino. Sapevamo che, dopo i dieci giri bassi, la salita del Castello di Teodorano da fare tre volte avrebbe fatto selezione. Era lunga circa 6 chilometri di cui due duri. Ci abbiamo provato durante i primi due passaggi anche se è sempre stata la Realini (della Isolmant Premac Vittoria, ndr) a forzare il ritmo e metterci un po’ in difficoltà.

«Abbiamo sempre reagito e gestito la situazione, poi all’ultimo giro abbiamo scollinato in sei. Negli ultimi 5 chilometri sono iniziati gli scatti. Noi della Valcar non siamo riuscite a sfruttare la superiorità numerica e alla fine è andata bene lo stesso. L’ucraina Shekel ha iniziato la volata lunghissima e mi aveva sorpreso, però contemporaneamente mi ha dato un punto di riferimento e l’ho poi passata bene».

La consapevolezza della Persico passa anche dai piazzamenti delle gare precedenti.

«Naturalmente sono felice per questo successo – prosegue la bergamasca di Cene classe ’97 – però arrivo da tre gare a tappe che mi hanno dato ancor più convinzione. Sono contentissima del sesto posto ottenuto nell’ultima frazione della Vuelta a Burgos in un arrivo in salita, al termine di una ascesa di 12 chilometri. Non mi era mai successo prima. Ora farò 15 giorni di altura a Livigno dove lavorerò sodo per farmi trovare pronta per i campionati italiani e Giro Donne».

Con una condizione del genere è giusto non precludersi nessun obiettivo.

«Il tricolore sarà in pianura – conclude Silvia Persico – e noi della Valcar correremo separate. Consonni, Pirrone e Arzuffi correranno con i loro corpi militari mentre Sanguineti, Gasparrini, io e le altre avremo un po’ più di libertà. Qualcosa ci inventeremo, movimenteremo la gara come sempre, contateci (ride, ndr)».

«Al Giro invece vedrò strada facendo se curare la classifica generale però mi piacerebbe fare bene nella tappa che arriva al Passo Maniva. L’ho provata, gli ultimi 30 chilometri sono praticamente sempre all’insù e sarà dura. Non è adatta alle mie caratteristiche ma voglio provare a fare bella figura.

«Poi ci sarebbe anche l’arrivo di Bergamo del giorno prima che mi intriga. Vedremo, non voglio mettermi ulteriori pressioni».

Balsamo MIlton 2022
Chiara Consonni in Nations Cup ha trovato sia la vittoria della madison in coppia con Balsamo che il giusto colpo di pedale
Balsamo MIlton 2022
Chiara Consonni in Nations Cup ha trovato sia la vittoria della madison in coppia con Balsamo che il giusto colpo di pedale

Gli obiettivi della Consonni

Programmi diversi invece per la sua compagna Consonni, che dopo la Dwars door Vlandereen ha conquistato un’altra “attraverso” belga.

«Correrò il 12 giugno la Spar Flanders Diamond Tour poi andrò a Livigno per una settimana e tornerò anch’io per italiano e Giro. La gara di domenica la conoscevo bene, l’avevo già corsa tre volte e nel 2019 l’avevamo vinta con Balsamo. E’ vero che non c’era una grande concorrenza perché molte erano già in Gran Bretagna per il Women’s Tour ma vincere è sempre bello.

«Questo successo mi fa piacere perché abbiamo corso da grande squadra e in volata ho vinto piuttosto nettamente, grazie anche allo spunto che mi ha dato la pista durante la trasferta in Canada per la Nations Cup».

«A San Felice sul Panaro (sede del campionato italiano, ndr) correrò con la maglia delle Fiamme Azzurre – spiega la Consonni – al fianco di Guderzo, Cecchini e Bastianelli. Sono emozionata di farlo con atlete di quel calibro, anche perché sono ancora alle prime armi e non posso pensare di essere io la capitana, nonostante si debba ancora discutere la tattica.

«Sono consapevole dei miei mezzi ma per me non sarà un problema mettermi al loro servizio e sono certa che se si dovesse arrivare allo sprint potrei essere una pedina fondamentale nel treno di Bastianelli. Vincere con lei per me sarebbe bellissimo lo stesso».

Il profilo velocissimo del prossimo tricolore elite
Il profilo velocissimo del prossimo tricolore elite

Verso l’italiano

Il tricolore si corre due giorni dopo il 23° compleanno di Chiara e, come le avevamo suggerito ad inizio anno, potrebbe farsi un bel regalo da sfoggiare poi al Giro d’Italia Donne.

«Eh, mi piacerebbe molto – chiude ridendo la Consonni – conquistare quella maglia, visto che anche nelle categorie giovanili non sono mai riuscita a fare benissimo (un secondo posto nel 2012 da esordiente primo anno, ndr). Alla corsa rosa vado per puntare a qualche tappa. Anche a me piace quella di casa, quella di Bergamo ma ci penseremo fra un mesetto».

“Scarte”, come si prepara la madison con le ragazze?

02.06.2022
5 min
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Elisa Balsamo, nel suo racconto che prendeva spunto dalla felice trasferta di Nations Cup su pista a Milton, era stata chiara a proposito della madison: a dispetto della vittoria, è un “work in progress”. Nella specialità Villa sta gettando le fondamenta di una costruzione che dovrà essere “inaugurata” in occasione di Parigi 2024. Per allora tutto dovrà essere messo a punto per puntare al bersaglio grosso.

Sedute a coppie miste

L’iridata, parlando della sua vittoriosa esperienza con la Consonni, aveva stimolato la nostra curiosità: «Su pista lavoriamo sempre insieme ai ragazzi, proprio perché dobbiamo migliorare tantissimo nella tecnica. Sappiamo che il cittì è molto esigente, sui cambi ad esempio siamo ancora carenti. Quando saremo abbastanza brave faremo coppie diverse, tutte al femminile, ma ci vuole tempo e pazienza». Parole che non potevano restare fini a se stesse.

Abbiamo allora sentito chi lavora con loro e non è uno qualunque, perché parliamo del vicecampione del mondo di specialità Michele Scartezzini, in partenza per l’Adriatica Ionica Race nelle file della nazionale.

«Quel che ha raccontato Elisa – dice – è la pura verità e fa bene a chiarire che quella vittoria non deve distogliere dal discorso generale. La madison al femminile ha iniziato il suo corso pochi anni fa, quindi è normale che le ragazze manchino di esperienza. A questo si aggiunga che Marco (Villa, ndr) è molto esigente, riprende spesso anche noi e ci ricorda sempre che non si finisce mai d’imparare la tecnica ed è quella che fa la differenza».

Balsamo Consonni Milton 2022
Balsamo e Consonni, a Milton un successo importante, che non deve esaltare troppo
Balsamo Consonni Milton 2022
Balsamo e Consonni, a Milton un successo importante, che non deve esaltare troppo
Com’è strutturato il lavoro con le ragazze?

Marco ci dispone per coppie miste e questo ha molti significati. Innanzitutto bisogna considerare che dal punto di vista della forza pura, che serve nel rilancio, c’è uno squilibrio, come anche nella velocità. Viaggiamo quindi a ritmi minori rispetto ai nostri soliti, ma spesso Marco ci chiede di accelerare un pochino per portare le ragazze sempre al loro limite.

Quanto durano queste sessioni?

Dipende, dai 20 ai 30 minuti con cambi frequenti. Cerchiamo di curare ogni minimo dettaglio, dalle prese al movimento dell’avambraccio (notare il dettaglio nella foto di apertura, ndr). Ad esempio le mani non devono intrecciarsi, ma la presa deve comunque essere solida per lanciare il compagno. Il lancio deve avvenire non tanto con la spalla, quanto con la leggera torsione del braccio. All’inizio senti dolore, ma via via che il gesto diventa naturale, il dolore non arriva più. Allora significa che stai lavorando tecnicamente bene.

Scartezzini Viviani
Scartezzini e Viviani al cambio, molto incide anche a che altezza della pista esso viene fatto
Scartezzini Viviani
Scartezzini e Viviani al cambio, molto incide anche a che altezza della pista esso viene fatto
Oltre al momento del cambio, su quale altro aspetto si lavora con loro?

E’ importantissima la posizione che si tiene quando il compagno è in gara. Un errore che spesso veniva commesso era girare piuttosto bassi, a metà pista pensando che così, facendo meno metri, si faticava di meno. Invece in questo modo ci si stanca prima. Bisogna girare in alto facendo così girare maggiormente le gambe, ma in modo che, non essendo impegnati, il cuore possa scendere di pulsazioni. Quando è il momento del cambio, si arriva a maggiore velocità e questo permette non solo di non perderla, ma di renderlo più semplice anche per chi sta finendo la frazione.

Lavorando con le ragazze, hai notato in loro dei miglioramenti rispetto al recente passato?

Enormi. Chiara Consonni ad esempio ha cambiato totalmente modo di interpretare questa specialità, gira in un modo completamente diverso.

Scartezzini Villa
Villa è sempre molto attento ai dettagli, grazie alla sua grande esperienza nella madison
Scartezzini Villa
Villa è sempre molto attento ai dettagli, grazie alla sua grande esperienza nella madison
Elisa raccontava anche che Villa vuole continuare su questo metodo, solo più avanti comincerà a far allenare le ragazze da sole, ma mischiando continuamente le coppie…

E’ giusto. Devi innanzitutto assimilare ogni gesto in modo che diventi naturale, a quel punto si cominceranno a verificare altri fattori per formare le coppie migliori. E’ così anche fra gli uomini. Molti pensano che basta mettere insieme i due uomini più forti, ma non è così. Spesso abbiamo visto emergere coppie con un campione famoso e un corridore sulla carta molto inferiore, ma l’affiatamento faceva la differenza. Addirittura hanno vinto gare e medaglie importanti coppie che individualmente rendevano molto meno. I nomi non fanno il risultato…

Un altro aspetto: i cambi sono fissi, ossia ogni frazione ha un numero definito di giri da fare?

No, ci si parla in gara. Dipende da molte cose. Quando decidi di fare la volata e chi dei due deve farla, ci si dice dove ci si troverà per il cambio e dovrai farti trovare pronto. Inoltre spesso in gara si va incontro a qualche momento di crisi, allora l’altro andrà a ridurre i propri tempi di recupero per permettere all’altro di riprendersi. L’equilibrio nasce anche da queste cose, si deve formare una sinergia molto stretta.

Barbieri Paternoster 2021
Barbieri e Paternoster agli ultimi mondiali. Nel cambio ci si danno anche indicazioni tattiche
Barbieri Paternoster 2021
Barbieri e Paternoster agli ultimi mondiali. Nel cambio ci si danno anche indicazioni tattiche
Ha ragione quindi Villa a dire che, a prescindere dai risultati, per ora si continua a lavorare a coppie miste?

Sì, perché sono meccanismi che si acquisiscono solo con il tempo, senza dimenticare che tutti noi, uomini e donne, abbiamo poi anche altre discipline da curare. Nel caso specifico della madison, quando noi ci alleniamo solo fra uomini andiamo a velocità molto più alte e fatichiamo molto di più. Nell’altro caso siamo degli sparring partner e il minor stress fisico serve anche per prestare attenzione a quei piccoli ma fondamentali particolari di cui sopra.

Ora sei in partenza per l’Adriatica Ionica Race, con quali obiettivi?

Sinceramente, salvare la gamba e fare fatica… Non parto certo per fare chissà cosa, questa trasferta servirà per accumulare lavoro da trasformare poi al ritorno su pista. E comunque le gare non si sa mai prima come andranno…

Balsamo MIlton 2022

Tre vittorie su pista, ma ora la Balsamo torna alla strada

27.05.2022
4 min
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Facciamo un piccolo salto indietro perché la trasferta azzurra alla seconda tappa di Coppa del Mondo su pista a Milton ha dato segnali importanti. Si ha un bel dire che mancavano molti big, a differenza di quanto avvenuto a Glasgow dove c’erano tutti per “mettersi al sicuro” in vista delle convocazioni per i Mondiali di ottobre in Francia. Sarà anche vero, ma se guardiamo numeri e presenze, i risultati sono stati importanti in chiave italiana, soprattutto per Elisa Balsamo.

La campionessa del mondo su strada manca dal calendario “on the road” da un mese, un’assenza considerevole ma che era stata programmata con la Trek Segafredo pensando alla lunghezza della stagione e agli obiettivi da identificare dopo la più che proficua campagna del Nord: «Dovevo staccare, la prima parte era stata pesante. Durante questo periodo, tra Glasgow e Milton sono stata anche una settimana senza toccare la bici. Abbiamo valutato, con la squadra e con Villa, la mia presenza in Canada e poteva essere utile per riprendere in vista della strada, così ho accettato di partecipare alla trasferta».

Balsamo Villa 2022
Consonni e Balsamo fra Fabio Masotti e Marco Villa. A Milton una vittoria di spessore nell’americana
Balsamo Villa 2022
Consonni e Balsamo fra Fabio Masotti e Marco Villa. A Milton una vittoria di spessore nell’americana
Bilancio migliore non poteva essere, con 3 vittorie…

Effettivamente mi sono ritrovata con una condizione migliore di quanto pensassi e questo mi ha dato molta fiducia per il prosieguo della stagione.

Partiamo dall’inseguimento a squadre. Al di là dell’assenza di Germania e Gran Bretagna, la sensazione è che rispetto allo scorso anno siate cresciute.

Un passo avanti c’è stato, indubbiamente. Soprattutto perché non siamo solamente 4 ragazze, ma c’è un gruppo ampio, con continui innesti: a Milton siamo scese in qualificazione senza mai esserci allenate insieme e dopo la prima prova eravamo già affiatate, come si è visto in semifinale e finale. Il tempo finale non è stato dei migliori, ma è normale se non provi insieme. Vorrei poi sottolineare che fra noi c’era Barbara Guarischi che non gareggiava su pista da una decina d’anni… E’ questo che intendo quando parlo di un gruppo ampio, sono tante le ragazze che possono entrare nel team e questo significa anche che c’è concorrenza per farlo, non ci sono posti assicurati.

Che cosa manca per chiudere quel piccolo gap rispetto alle nazioni citate prima?

Sinceramente è difficile dirlo, so che Villa ci sta lavorando molto. Il metodo di allenamento è cambiato, lui è prodigo di consigli e si lavora molto anche sulla base dell’esperienza dei ragazzi arrivati all’oro olimpico. Intanto però dimostriamo costantemente che pista e strada possono convivere benissimo, senza nulla togliere l’una all’altra.

Quartetto Milton 2022
Con Balsamo e Consonni anche Zanardi, Fidanza e Guarischi hanno contribuito al successo
Quartetto Milton 2022
Con Balsamo e Consonni anche Zanardi, Fidanza e Guarischi hanno contribuito al successo
Se nel quartetto mancavano i vertici, nell’omnium c’erano l’oro e l’argento di Tokyo. Averle messe alle spalle ti ha dato una soddisfazione in più o ti ha fatto rimpiangere ancora di più quella caduta?

A dir la verità non ci ho pensato, non avevo riflettuto sul fatto di chi mi ero messa alle spalle. Mi fa piacere, dà un senso ulteriore a quella vittoria, ma se proprio devo dire, ormai a Tokyo non ci penso più, è una pagina chiusa alla quale ne sono succedute tante altre, molte davvero belle e poi sono sempre stata portata a guardare avanti. Non avevo un particolare spirito di rivincita, questo è sicuro, ogni gara fa storia a sé.

Terza gara e terza vittoria, nella madison. Villa ha sempre affermato che per emergere in quella che era la “sua” specialità serve grande affiatamento fra i compagni.

E’ vero e il fatto che io e Chiara (Consonni, con lei nella foto d’apertura, ndr) abbiamo vinto alla nostra prima gara insieme non deve trarre in inganno. L’affiatamento è la prima componente per emergere e la madison è un grande “work in progress”, tanto è vero che su pista lavoriamo sempre insieme ai ragazzi, proprio perché dobbiamo migliorare tantissimo nella tecnica. Sappiamo che il cittì è molto esigente, sui cambi ad esempio siamo ancora carenti. Quando saremo abbastanza brave faremo coppie diverse, tutte al femminile, ma ci vuole tempo e pazienza.

Balsamo Omnium Milton 2022
Il podio dell’Omnium, con l’azzurra fra l’olimpionica americana Valente e l’australiana Manly
Balsamo Omnium Milton 2022
Il podio dell’Omnium, con l’azzurra fra l’olimpionica americana Valente e l’australiana Manly
Quando tornerai su pista?

Non lo so, non ne abbiamo ancora parlato. Per gli Europei ci sarà da capire come gestire il poco spazio temporale fra le gare su pista e su strada, vedremo di trovare la soluzione più adatta. Quello di Monaco è un percorso piatto, che potrebbe portare a una volata finale e io voglio esserci. Magari gareggiare su pista prima potrebbe anche darmi quel quid in più.

E su strada?

Ricomincio questa settimana con la RideLondon, dove sono salita già due volte sul podio. Mi aspettano Giro e Tour, con tanta voglia di correre ora che le batterie sono state ricaricate…

ULTIM’ORA: Non c’è due senza tre. Nella prima tappa della RideLondon l’iridata ha chiuso seconda nella volata di gruppo, battuta dall’altra regina dello sprint, l’olandese Lorena Wiebes con Guazzini, Persico e Consonni dal quinto al settimo posto. Come ritorno non c’è male…

Sanguineti, compleanno sul pavè della Roubaix

13.04.2022
5 min
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Più corre e meglio va. Se gira lei, come dice Davide “Capo” Arzeni, gira tutta la squadra. Ilaria Sanguineti è sempre più calata nella parte della regista della Valcar-Travel&Service. Ed il ruolo non le dispiace anche perché «venerdì 15 aprile – ci dice ridendo – ne faccio 28, ormai ho un’età importante per questo genere di cose».

Queste sono ore intense per la Sanguineti. Freccia del Brabante appena finita, poi immancabile (e benaugurante) brindisi di compleanno alla vigilia della Parigi-Roubaix Femmes di sabato 16 aprile.
Abbiamo sentito Yaya mentre era in viaggio tra Ath (Vallonia) ed Izegem (Fiandre), i due paesi che negli ultimi giorni hanno fatto da quartier generale alla Valcar, per parlarci proprio della gara con cui l’anno scorso ha avuto un impatto conflittuale.

Davide “Capo” Arzeni dice che se gira la Sanguineti, gira anche la Valcar-Travel&Service
Davide “Capo” Arzeni dice che se gira la Sanguineti, gira anche la Valcar-Travel&Service
Yaya come è stato l’avvicinamento alla Roubaix?

Buono direi. Ho fatto tutte le classiche delle “cobbles”, delle pietre. Quindi di pavè ne ho mangiato abbastanza. Anche come squadra siamo andate molto bene. Abbiamo vinto la Dwars door Vlaanderen con Chiara Consonni, che ha fatto anche seconda a Le Samyn, a Oetingen e Scheldeprijs, oltre a tanti altri piazzamenti. E’ andata forte anche Silvia Persico che ha fatto quattro top ten ed è arrivata 11ª al Fiandre. Ultimamente non partiamo più per piazzarci come capitava negli anni scorsi. Partiamo per vincere, perché sappiamo che possiamo farlo.

Come la affronterai?

Meglio dell’anno scorso, che era a fine stagione. Ero arrivata fuori tempo massimo. Stavolta ci arrivo con una condizione decisamente migliore. Da un lato sono più tranquilla proprio perché mi sento bene. Dall’altro sono un po’ tesa perché possiamo fare molto bene e quindi non vorrei deludere le mie compagne. Partiremo con una squadra attrezzata. Ad esempio Silvia è bravissima a guidare la bici e per me può fare risultato. Idem per Chiara. Comunque sarei ben contenta di andare ancora fuori tempo massimo, se vincesse una mia compagna.

In queste gare voi siete viste come una mina vagante dalle avversarie?

Sì, ormai non ci sottovalutano più. Lo abbiamo capito perché quando prova ad evadere una fuga con dentro una di noi, anche a tanti chilometri dal traguardo, vedi subito che le squadre più forti che non sono in quella azione lavorano per chiudere subito. Sanno che corriamo all’attacco, che abbiamo più frecce e che se ci lasciano spazio siamo pericolose. Ci siamo meritate il rispetto delle altre. E per noi è una bella soddisfazione. Ho capito che siamo considerate anche allo Scheldeprijs…

Questo è Stitch, il bulldog francese di Ilaria. Lei sostiene che sia la sua reincarnazione animale (foto Instagram)
Questo è Stitch, il bulldog francese di Ilaria. Lei sostiene che sia la sua reincarnazione animale (foto Instagram)
Da cosa?

Lì ha vinto bene la Wiebes e non si discute. Però lei stessa ad un certo punto ha mollato la ruota delle sue compagne per seguire il nostro treno. Venivamo su forte e ci siamo trovate subito di fianco al Team DSM e lei ci ha seguito. Per arrivare là davanti in poco tempo abbiamo fatto un vero e proprio numero negli ultimissimi chilometri passando in un pertugio prima di un restringimento con le transenne.

Che differenze ci sono tra le pietre belghe e quelle della Roubaix?

Tutti dicono che sono sempre pietre e quindi uguali, ma non è così. In Belgio il pavè è abbastanza regolare e principalmente in salita e questo lo rende ovviamente molto duro. Le pietre della Roubaix invece sono molto più disconnesse su strade a schiena d’asino. Se piove, diventano saponette. Rischi tantissimo, nelle Fiandre molto meno. Ho visto da vicino l’anno scorso la Guazzini che è volata via facendosi molto male. A parere mio quando piove alla Roubaix, possono anche non partire quelle che non sanno guidare bene la bici perché tra una curva e l’altra può diventare un massacro. Le stigmati alle mani mi sono venute solo alla Roubaix e mai nelle classiche fiamminghe.

Finora come sta andando la tua stagione?

Bene. Sono partita facendo subito seconda a Valencia, poi sono calata un po’ ed ora sono in ripresa. Di base però mi metto a disposizione delle compagne, soprattutto quando non ho una buona forma. So di essere anch’io una delle frecce della Valcar da scagliare ma io sono contenta ugualmente quando vince una mia compagna. Quando la “Conso” dopo l’arrivo di Waregem, dove ha vinto, o dopo lo Scheldeprijs, mi ha cercata con lo sguardo per ringraziarmi del lavoro fatto, per me è stata una grande soddisfazione.

Ilaria Sanguineti durante la ricognizione della Parigi-Roubaix ’21 (foto facebook)
Ilaria Sanguineti durante la ricognizione della Parigi-Roubaix ’21 (foto facebook)
Nel ruolo di regista come ti stai trovando?

Bene. Il “Capo” dice che sono un’ottima pesce pilota. E’ bello poter essere un esempio per qualcuna, come ad esempio per Gasparrini. L’anno scorso al Giro Donne, dov’ero io, c’era anche lei. Quest’anno uguale. Ora vivo bene questo ruolo, con meno agitazione e pressione rispetto a prima. Anche se talvolta ancora mi capita di fare i primi 30 chilometri di gara per riconnettermi col mondo e pensare ai fatti miei (ride, ndr).

Che regalo ti aspetti per il tuo compleanno?

Vincere la Roubaix sarebbe il massimo, ma sono realista sulle mie possibilità e dubito che possa succedere. Però possiamo vincerla come squadra e quello sarebbe un regalo fantastico. Fuori dal contesto agonistico invece, non saprei che regalo vorrei. Anzi sì. Una bella Ford Puma blu. Una roba esagerata.