Miche: prima volta al Giro d’Italia assieme a un team WorldTour

23.05.2025
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Dalle officine di San Vendemiano alle grandi salite del Giro d’Italia, Miche firma un esordio molto atteso del ciclismo professionistico: l’azienda veneta è entrata ufficialmente nel circuito WorldTour in qualità di partner tecnico del team Groupama-FDJ, portando sulle strade della corsa rosa tutto il “know-how” italiano nella produzione di ruote e componentistica ad alte prestazioni.

Fondata nel cuore della provincia di Treviso, Miche ha difatti siglato un accordo triennale con Groupama-FDJ, storico team francese precedentemente legato a Shimano. Il debutto in occasione del Giro d’Italia avviene dunque in una stagione che segna una svolta strategica nella storia dell’azienda. In un settore dominato da player asiatici sin dagli anni Ottanta, la scelta di un marchio italiano rappresenta un segnale forte di rilancio del Made in Italy nel ciclismo d’elite.

I corridori del team Groupama-FDJ affrontano il Giro con le nuove Kleos RD (Race Division), ruote sviluppate da Miche in galleria del vento per ottimizzare aerodinamica, affidabilità e robustezza. Il set comprende tre profili – 36, 50 e 62 mm – per adattarsi ai diversi scenari di gara, dalle tappe pianeggianti alle grandi montagne.

Il profilo da 50 mm è il più versatile: garantisce equilibrio perfetto tra peso, rigidità e penetrazione aerodinamica, risultando la scelta preferita da molti atleti. Realizzate in fibra di carbonio T700 e T1000, con mozzi in alluminio Ergal e raggi in acciaio, le ruote si distinguono per la scorrevolezza, più che per la leggerezza estrema: la RD 36 pesa 1.380 grammi, la RD 50 si ferma a 1.455 grammi, mentre la RD 62 arriva a 1.560 grammi.

Miche e i suoi prodotti sono al loro primo Giro d’Italia, lo stanno correndo con la Groupama-FDJ
Miche e i suoi prodotti sono al loro primo Giro d’Italia, lo stanno correndo con la Groupama-FDJ

Tecnologie integrate con Wilier

Il team Groupama-FDJ pedala su biciclette Wilier Triestina, altra eccellenza veneta oggi parte dello stesso gruppo industriale di Miche. La collaborazione consente lo sviluppo di soluzioni integrate tra telaio e ruote, con vantaggi tangibili in termini di prestazioni. Nelle tappe in linea, i corridori utilizzeranno la Filante SLR, mentre per le cronometro è prevista la Supersonica SLR con ruote Miche specifiche: Kleos RD SPX3 a tre razze all’anteriore e Kleos RD Crono al posteriore.

Per le tappe di montagna, la squadra sarà dotata della Verticale SLR, bici ultra leggera e rigida, costruita con tre differenti tipi di fibra di carbonio Toray.

Miche ad oggi fa parte del Gruppo Wilier Triestina, che fornisce le bici alla Groupama-FDJ
Miche ad oggi fa parte del Gruppo Wilier Triestina, che fornisce le bici alla Groupama-FDJ

Innovazione 100% italiana

Oggi parte del gruppo Wilier Triestina, Miche è un’azienda moderna e profondamente legata al territorio. Con 42 dipendenti specializzati, e una produzione annuale che include oltre 25.000 coppie di ruote e 50.000 pacchi pignone, ogni fase – dalla progettazione al collaudo – si svolge nella sede unica di San Vendemiano (in Provincia di Treviso), dove tecnologie avanzate e robotica convivono con la passione artigianale.

Il 95% del fatturato Miche proviene dall’estero, con il 71% dedicato al settore strada, l’8% al Gravel, l’8% alla E-Bike, il 6% alla Mtb e il restante alla pista.

Il debutto al Giro d’Italia nel WorldTour rappresenta per Miche non solo una sfida tecnica, ma un’opportunità strategica per consolidare il proprio brand a livello globale. Il Giro d’Italia è la prima grande corsa a tappe di un percorso ambizioso che vede il Made in Italy protagonista sui tracciati più duri del ciclismo mondiale.

Miche

Ursus (al Giro) presenta e introduce il progetto #BehindTheRace 

21.05.2025
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Il Giro d’Italia di quest’anno, ed attualmente nel pieno del proprio svolgimento, segna una tappa fondamentale per Ursus, azienda italiana ben attiva nella produzione di ruote e componenti per il ciclismo ad alte prestazioni. Per la prima volta, il brand di Rosà sarà difatti presente in corsa in qualità di partner tecnico ufficiale di una squadra WorldTour: il Team Picnic-PostNL. Un traguardo che arriva dopo anni di esperienza maturata al fianco di team professional e che inaugura una nuova stagione di ambizioni elevate e visione internazionale.

Alzare il sipario

In occasione di questo debutto, Ursus ha presentato #BehindTheRace, un progetto editoriale che accompagnerà gli appassionati lungo le tre settimane del Giro d’Italia – e successivamente anche durante Tour de France e Vuelta a Espana – con uno sguardo esclusivo su tutto ciò che accade dietro le quinte del ciclismo professionistico. Più di un semplice reportage: #BehindTheRace è una narrazione autentica del mondo che vive attorno alla corsa, tra tecnica, emozioni e fatica quotidiana.

Grazie all’accesso esclusivo della crew fotografica di Poci’s Pix, il progetto racconterà le dinamiche interne di una squadra WorldTour durante un Grande Giro, dai momenti di tensione nel pre-gara alle emozioni post-tappa, passando per il lavoro dei meccanici, i briefing tecnici, la gestione dello stress e il rapporto umano tra atleti e staff. Un diario visivo che vuole restituire la complessità e il fascino del ciclismo vissuto al massimo livello, su un palcoscenico globale.

Mirko Ferronato, CEO di Ursus, con Giada Borgato ambassador dell’azienda e inviata al Giro per la RAI
Mirko Ferronato, CEO di Ursus, con Giada Borgato ambassador dell’azienda e inviata al Giro per la RAI

In corsa con la protagonista PROXIMA

Protagonista su strada sarà anche la nuova Ursus PROXIMA Team Edition, ruota in carbonio top di gamma, pensata per le esigenze più estreme degli atleti professionisti. Leggerezza, reattività e aerodinamica si fondono in un prodotto d’élite, sviluppato per affrontare ogni scenario, dalla salita più aspra agli sprint ad altissima velocità. PROXIMA accompagnerà i corridori del Team Picnic-PostNL lungo le tre settimane di corsa, garantendo prestazioni costanti e affidabilità anche nelle condizioni più impegnative. Ogni dettaglio è stato studiato in collaborazione con gli atleti per massimizzare la performance su ogni terreno.

Il racconto di #BehindTheRace sarà articolato in tre episodi settimanali per ciascun grande Giro, pubblicati sui canali social di Ursus (Instagram e Facebook) e attraverso la newsletter ufficiale. Un’occasione unica per vivere il ciclismo professionistico da una prospettiva nuova, intima e coinvolgente, fatta di passione, sacrificio e innovazione tecnologica al servizio dello sport.

Ursus

Carboni e la rinascita alla Unibet Tietema: «Un punto di partenza»

22.04.2025
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La stagione di Giovanni Carboni è entrata nel vivo, il marchigiano doveva prendere parte alla Amstel Gold Race. Quello che poteva segnare il ritorno nelle corse di massimo livello, quello di categoria WorldTour, è stato però rimandato. Ora l’azzurro della Unibet Tietema Rockets ha cambiato rotta e sarà protagonista al Tour of Turkiye. Cambia la gara ma non l’obiettivo, confermare quanto di buono fatto fino ad ora.

«Non è stato il miglior momento della stagione – racconta – visto che nei giorni precedenti all’Amstel ho avuto uno sfortunato incontro con un’ape che mi ha punto sul labbro. Non ho potuto prendere medicinali a causa del protocollo antidoping, quindi mi sono armato di pazienza e ho combattuto il prurito pedalandoci sopra. Venerdì parto per la Turchia, una bella gara a tappe che ho già disputato in passato al secondo anno under 23 con la Trevigiani. Finalmente si va a correre al caldo e sarà comunque un bel banco di prova.».

Carboni in questo 2025 ha collezionato già 23 giorni di corsa e sei top 10 (foto Instagram)
Carboni in questo 2025 ha collezionato già 23 giorni di corsa e sei top 10 (foto Instagram)

Tornato a respirare

Entrare nel mondo della Unibet Tietema Rockets è stato come aprire un nuovo capitolo nella vita di Giovanni Carboni. In un libro fatto di tante buone qualità e altrettanta sfortuna la nuova avventura con la formazione professional sembra avergli ridato lo slancio dei giorni migliori. La vita dei corridori è sempre sotto i riflettori e ogni momento è registrato e trasportato sui social, ma questa è la parte che emerge dalla superficie. Però, come in un iceberg, quello che conta è sotto il pelo dell’acqua.

«A livello di preparazione e nutrizione – spiega Carboni – c’è uno staff dedicato che lavora in maniera semplice, ma estremamente efficace. Internamente è tutto suddiviso per settori: ci sono tre preparatori, un addetto ai materiali e un medico. Il mio allenatore è Boy Sanders, un ragazzo giovane molto bravo ad unire metodi di lavoro nuovi con quelli che ho sempre usato in passato. L’esempio concreto è che mi sto allenando con un metodo polarizzato e devo dire che i risultati sono buoni. Se paragono questo inizio di stagione agli anni passati mi rendo conto di star facendo i miei migliori risultati».

Per Carboni uno dei migliori risultati di inizio stagione è stato il quinto posto al Trofeo Laigueglia (foto Instagram)
Per Carboni uno dei migliori risultati di inizio stagione è stato il quinto posto al Trofeo Laigueglia (foto Instagram)
Ti sei rilanciato…

Ci tengo a dire che la squadra capace di rilanciarmi è stato il JCL Team UKYO l’anno scorso. Volpi, Boaro e tutto lo staff mi hanno accolto dopo due stagioni difficili e mi hanno permesso di tornare ad alti livelli. Con la Unibet sto facendo uno step successivo, ma senza la JCL non sarei qui. Pensare di aver corso il Laigueglia e la Vuelta Andalucia ha il sapore di una rivincita personale

Come materiali come ti trovi?

Molto bene, abbiamo tanti partner e sponsor italiani: Kask, Santini, Dmt, Prologo. Con alcuni di loro avevo già lavorato in passato. La novità dal punto di vista tecnico è rappresentata per me dalle bici Cannondale, non ci ero mai salito e devo ammettere che mi sto trovando molto bene. 

Carboni per la prima volta in carriera sta correndo con bici Cannondale
Carboni per la prima volta in carriera sta correndo con bici Cannondale
Hai trovato una nuova motivazione?

Con questa prima parte di stagione sono riuscito a mostrare che ho ancora tanta voglia di allenarmi e correre. Ho la giusta motivazione che mi spinge a cercare il risultato e il piazzamento. 

Sei stato tante volte in top 10, manca la vittoria come ciliegina sulla torta?

Sta diventando un po’ un pallino perché tante volte ci sono andato vicino ma per un motivo o per un altro è scivolata via. Intendo nel vero senso del termine visto che in un paio di occasioni una caduta nel momento sbagliato mi ha tagliato fuori dai giochi. Anche in Grecia (nell’ultima gara a cui ha preso parte, ndr) sono stato in lotta per vincere la tappa regina. Ha vinto un mio compagno: Adrien Maire. Io ho fatto quarto. 

A novembre, dopo la firma, avevi detto che il tuo ruolo sarebbe stato anche quello di portare esperienza, come sta andando?

Bene! Correre insieme a ragazzi giovani mi piace, riesco a mettere a disposizione quel che ho imparato. Anche in Grecia ho aiutato Maire a conquistare la vittoria, sentirmi dire «grazie» è stato bello, dà comunque tanta soddisfazione. Essere interpellato in una riunione tecnica mi fa sentire importante e apprezzato. 

Si parla inglese?

Certamente. Inizialmente avevo qualche “limite” ora sto facendo dei corsi extra per imparare la lingua. Credo sia fondamentale per il futuro in ambito lavorativo e non solo. 

Carboni in Grecia ha conquistato la classifica dei GPM (foto Instagram)
Carboni in Grecia ha conquistato la classifica dei GPM (foto Instagram)
L’impressione è che sia una squadra in cui ci si diverte molto. 

La squadra è giovane, si tratta di una realtà al suo terzo anno di attività. Qui si fa tutto con il sorriso ma c’è la consapevolezza di sapere quali sono i passi giusti da fare. Anche prendere parte a corse WorldTour come la Roubaix o l’Amstel fa parte del cammino, ricordiamoci che l’obiettivo del team è prendere parte al Tour de France. 

Che cosa hai provato nel tornare in una gara WorldTour?

Non ci ho pensato molto, complice anche l’incidente con l’ape. La verità è che mi piace pensare di essere arrivato a un punto di partenza e non di arrivo. Lo scorso anno è stato di transizione, nel 2025 voglio dimostrare che posso stare nel ciclismo che conta e di poter dire la mia.

“Ruota Libera”: torna con la seconda stagione del podcast Ursus 

16.04.2025
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Dopo il successo della prima edizione, “Ruota Libera”, il podcast ideato e prodotto da Ursus, è tornato per una seconda stagione ancora più ricca di contenuti, ospiti e curiosità dal mondo del ciclismo. La partenza è già avvenuta, sabato 12 aprile, in concomitanza con uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la Parigi-Roubaix.

A condurre questa nuova avventura sarà ancora Giada Borgato, ex ciclista professionista e volto noto di Rai Sport, che guiderà gli ascoltatori in un viaggio… a ruota libera tra il presente, il passato e il futuro delle due ruote. La seconda stagione conferma lo stile diretto e coinvolgente del format, che ha saputo conquistare gli appassionati fin dalla prima puntata.

Registrato all’interno della sede Ursus di Rosà (Vicenza), “Ruota Libera” è molto più di un semplice podcast: è un progetto editoriale che riflette l’anima dell’azienda veneta, da sempre punto di riferimento nella produzione di ruote ad alte prestazioni per bici da strada, gravel e mtb. Il legame tra “Ruota Libera” e la passione per l’innovazione trova massima espressione nel 2025, anno che segna l’ingresso ufficiale di Ursus nel WorldTour al fianco del Team Picnic-PostNL, sia nella sezione maschile che femminile. Le nuove PROXIMA Team Edition, presentate alla Milano-Sanremo, sono il frutto di questa visione e accompagneranno gli atleti nelle competizioni più importanti al mondo.

Con Ursus nel cuore del ciclismo

Come anticipato, la prima puntata – già disponibile online – ha avuto come protagonista Alessandro Ballan, ultimo italiano a vincere sia il Giro delle Fiandre che il Mondiale su strada. Ballan ha svelato i segreti delle Classiche del Nord, tra pavé, fatica e adrenalina, offrendo uno sguardo autentico e coinvolgente su uno dei momenti più iconici del calendario ciclistico.

La nuova stagione di “Ruota Libera” proporrà un episodio al mese, disponibile su Spotify e YouTube, con interviste esclusive a protagonisti del ciclismo professionistico e tecnico. Tra gli ospiti annunciati ci saranno: Angelo Furlan, ex professionista oggi esperto in preparazione atletica, Diego Bragato, Head of Performance della Federazione Ciclistica Italiana e Niklas Quetri, specialista in “bike fitting” e biomeccanica. Ma non solo: la seconda stagione sarà arricchita da contenuti tecnici, approfondimenti sui materiali, racconti inediti dal mondo delle corse, e uno sguardo dietro le quinte del professionismo, portando in primo piano le persone, le idee e le tecnologie che fanno girare le ruote del ciclismo moderno.

Con “Ruota Libera”, Ursus conferma il proprio impegno nel raccontare il ciclismo dall’interno, offrendo contenuti di qualità, approfondimenti tecnici e storie vere. Una visione in linea con l’evoluzione del brand, sempre più presente nei grandi eventi internazionali e al fianco degli atleti.

Ursus

Olivo: il talento e le mille strade tra cui scegliere

24.03.2025
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Il percorso di Bryan Olivo tra gli under 23 sembrava avviato verso più rosei destini. Per il tre volte campione italiano nel ciclocross, prima nella categoria esordienti e poi anche tra negli allievi e juniores, la strada era spalancata. L’approdo nel Cycling Team Friuli di Renzo Boscolo, nel 2022, era la ciliegina sulla torta per un talento da scartare e consegnare al mondo dei grandi.

Invece la sfortuna ci ha messo del suo, dalla sua stagione d’esordio tra gli under 23 il friulano ha fatto fatica a mettere insieme un numero di gare accettabile. A inizio 2022 fu un problema al ginocchio a fermarlo per un po’, l’anno successivo si inserì un problema intestinale nel mese di maggio. Per concludere la collezione di episodi sfortunati nel 2024 è arrivato il carico da novanta con un’infiammazione al miocardio che lo ha tenuto fermo per due mesi. 

Per Bryan Olivo l’esordio stagionale è arrivato con la formazione WT del Bahrain Victorious, alla Volta ao Algarve
Per Bryan Olivo l’esordio stagionale è arrivato con la formazione WT del Bahrain Victorious, alla Volta ao Algarve

Qualità

A fronte di tutti questi episodi Renzo Boscolo ha deciso di portare con sé Olivo nel progetto del devo team Bahrain Victorious. Il quarto anno da under 23 non è nelle corde del tecnico triestino ma il talento di Olivo meritava di essere accompagnato ancora, nel tentativo di farlo sbocciare.

«Per il momento – racconta Renzo Boscolo – i due passaggi che Olivo ha fatto con la formazione WorldTour sono andati bene. Nelle gare di Rodi ha avuto un po’ di influenza, lui come altri del team, però si è ripreso bene. Ha lavorato tanto quindi speriamo abbia superato tutti i problemi di salute perché le qualità sono buone».

Finite le gare a Rodi con il devo team per il friulano rotta verso Nord, qui alla Nokere Koerse
Finite le gare a Rodi con il devo team per il friulano rotta verso Nord, qui alla Nokere Koerse
Quando è stato bene i risultati sono arrivati…

Oltre ai risultati nel ciclocross Olivo è andato forte sia a cronometro che in pista. Ha vinto il titolo nazionale under 23 nelle prove contro il tempo nel 2023. Mentre su pista nel 2021 ha conquistato l’argento nell’inseguimento a squadre juniores. Il suo problema sono i guai fisici che gli hanno tolto una grande fetta di attività e di crescita. 

Pensi abbia le qualità per emergere comunque?

Sì, indubbiamente. Un ragazzo come Olivo merita di stare al piano superiore, quello dei professionisti. 

In un mondo che va sempre più veloce con lui serve pazienza, tanto che anche voi siete andati oltre il vostro credo di non lavorare con ragazzi al quarto anno da U23.

Per il fatto di avere appeal tra i professionisti non posso negare quello che ho sempre detto, ai ragazzi viene chiesto sempre di più e poco importa delle problematiche che ci sono dietro al percorso di ognuno di loro. Un esempio che mi viene in mente in questo senso è quello di Pietrobon. Lui è rimasto fermo per due mesi, è ripartito dalla continental di Basso e Contador per poi entrare nella professional l’anno successivo. 

Olivo nel 2024 aveva iniziato la stagione alla grande con la vittoria alla San Geo
Olivo nel 2024 aveva iniziato la stagione alla grande con la vittoria alla San Geo
Il percorso di crescita non può essere lineare per tutti.

Diventa più difficile, ma non impossibile, lui è uno che può scalare questo muro e passare tra i grandi. Magari lo farà più piano, ma quando lo chiameranno sarà pronto. Poi credo che questa tendenza a prendere gli juniores e farli passare direttamente nel WorldTour si esaurirà. E ce ne sono altri di atleti che hanno avuto un percorso non lineare, ad esempio Malucelli.

Dopo il caso Gazprom sembrava tutto finito.

Invece si è messo in gioco ed è tornato a un buonissimo livello, tanto da essere rientrato nel WorldTour. Se ci è riuscito lui a trent’anni non vedo perché non debba farlo un ragazzo di ventidue. La cosa importante è che il lavoro dietro sia fatto bene, con una struttura che segua il ragazzo. A mio avviso c’è ancora spazio per Olivo. 

Che tipo di percorso c’è ora per lui?

Siamo stati chiari fin dall’inizio del progetto devo team. Dopo quattro anni da under 23 l’obiettivo deve essere fare determinate esperienze e correre gare di un certo livello. La cosa più importante è farsi trovare pronti quando il WorldTour chiama. Olivo fino a qui lo ha fatto, alla Volta ao Algarve

La sensazione negli anni è di aver avuto davanti agli occhi un corridore in grado di fare bene ovunque ma senza aver capito che strada può intraprendere, ce lo dici?

Per quanto mi riguarda Olivo è un croman e un pistard di valore. Un ragazzo in grado di dare un grande supporto alla squadra e capace di lavorare per i capitani. La sua forza in questo caso è sul passo e sull’affidabilità in corsa. 

Su pista lo si è visto poco.

Dopo quell’europeo al Cairo di quel gruppetto juniores (formato da Mion, Delle Vedove, Violato, Nicolisi e Olivo, ndr) in pochi sono stati portati avanti nel percorso con la pista. Al di là di questa considerazione Olivo ha portato avanti la disciplina, correndo i campionati italiani e andando spesso a girare a Montichiari. 

Olivo si è dedicato anche alla pista, qui in azione in maglia Cycling Team Friuli
Olivo si è dedicato anche alla pista, qui in azione in maglia Cycling Team Friuli
Può trasportare a tutti gli effetti queste qualità anche su strada diventando un vincente anche lì?

Alla San Geo del 2024 ha vinto e una settimana dopo sono iniziati gli ennesimi problemi. Lui è un corridore che ha bisogno di una corsa molto dura per emergere, però su strada può dire la sua. Il ragionamento è che tra gli under 23 potrebbe essere un vincente, ma non è detto che poi sali di categoria e continui ad esserlo. E’ un percorso di crescita da fare con calma perché da U23 sei forte fisicamente ed emergi, ma una volta che sei nei professionisti sono tutti forti a livello fisico. 

Forse un percorso di crescita in un devo team può fargli bene, ma non passare direttamente nel WorldTour, vista la poca possibilità di mettersi in mostra. 

Ognuno ha il suo cammino. Tanti ragazzi che sono passati da noi, ancora quando eravamo CTF, hanno poi avuto carriere diverse. Pietrobon è un esempio, ma pensate anche a De Cassan o ai gemelli Bais. Penso che un corridore come Olivo possa trovare la sua dimensione, dipenderà anche da quali offerte arriveranno. Per ora ha una stagione sulla quale puntare tanto e nella quale migliorare ancora.

Il 2025 di ABUS? Nuove partnership e bandiera del Made in Italy

18.03.2025
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Il 2025 si prospetta un anno di grande rilievo per ABUS, azienda leader nella sicurezza e punto di riferimento nel ciclismo su strada. Con un impegno costante nell’innovazione, nella qualità e nella protezione degli atleti, il brand rafforza ulteriormente la propria presenza nel panorama internazionale attraverso nuove e prestigiose collaborazioni. Le nuove partnership e la conferma di alleanze consolidate evidenziano la continua crescita di ABUS tra i protagonisti delle competizioni mondiali.

I caschi ABUS, interamente realizzati in Italia, rappresentano l’eccellenza nel settore grazie a un perfetto connubio tra sicurezza, leggerezza e aerodinamica. L’attenzione ai dettagli e l’impiego delle tecnologie più avanzate permettono di rispondere alle esigenze dei ciclisti più esigenti, garantendo performance di alto livello.

Il marchio tedesco ha una partnership storica con il team Movistar e con Alejandro Valverde
Il marchio tedesco ha una partnership storica con il team Movistar e con Alejandro Valverde

Tra le collaborazioni di spicco confermate per il 2025, la storica partnership con il Movistar Team prosegue con entusiasmo. La formazione spagnola, tra le più prestigiose del WorldTour, continuerà ad affrontare la stagione con i caschi ABUS di ultima generazione, sinonimo di affidabilità e protezione ai massimi livelli. Anche il team Euskaltel-Euskadi rinnova la fiducia nei prodotti ABUS, consolidando il legame tra il marchio e le squadre professionistiche di riferimento.

Una delle novità più significative riguarda la partnership con Alpecin-Deceuninck, una delle formazioni emergenti più competitive del ciclismo internazionale. In qualità di Security Partner, ABUS fornirà agli atleti soluzioni avanzate per la sicurezza, sia in gara che in allenamento, adattandosi alle esigenze di un ciclismo sempre più veloce e performante.

Una delle novità del 2025 è la collaborazione con il team Alpecin-Deceuninck
Una delle novità del 2025 è la collaborazione con il team Alpecin-Deceuninck

Ambassador e nuove sfide

Oltre alle competizioni su strada, ABUS amplia il proprio impegno con una rete di ambassador di primo piano. Alejandro Valverde e Alessandro Ballan, icone del ciclismo mondiale, continueranno a rappresentare il brand, testimoniando i valori di eccellenza e innovazione. Al loro fianco, Omar Di Felice, specialista delle imprese estreme, metterà alla prova i caschi nelle condizioni più difficili, dimostrando la loro affidabilità anche nelle avventure più impegnative.

Il 2025 vedrà inoltre un maggiore coinvolgimento di ABUS nel mondo del gravel e del bikepacking, discipline in forte crescita tra gli appassionati delle due ruote. In Italia, Pietro Franzese e Virginia Cancellieri saranno tra i principali interpreti di questa tendenza, portando il marchio in viaggi che combinano esplorazione e tecnologia.

Con una gamma sempre più ampia e diversificata, ABUS continua a investire nella sicurezza di ciclisti professionisti e amatoriali, con l’obiettivo di migliorare ogni esperienza su due ruote. Grazie a un mix di esperienza, innovazione e passione, l’azienda si conferma un punto di riferimento globale, pronta a lasciare il segno anche nella stagione 2025.

Dal 1924, ABUS è sinonimo di sicurezza. L’azienda tedesca è riconosciuta per la qualità, l’affidabilità e la durata dei suoi prodotti, offrendo soluzioni innovative per la sicurezza domestica, commerciale e mobile. Il gruppo ABUS include ABUS August Bremicker Söhne KG, ABUS Security Center GmbH & Co. KG e ABUS Pfaffenhain GmbH. Con sede a Wetter an der Ruhr è una realtà che opera a livello globale.

ABUS

Morgado: la UAE, la crescita e la voglia di star bene

11.03.2025
5 min
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LAIGUEGLIA – Antonio Morgado ha iniziato la sua seconda stagione tra le fila del UAE Team Emirates-XRG con un altro ritmo rispetto allo scorso anno. Il portoghese che da junior aveva stupito tutti per la sua forza, tanto da saltare subito nel WorldTour dopo un solo anno da under 23, ha già trovato due vittorie in appena quindici giorni di corsa. Un bottino di tutto rispetto se si considera la concorrenza e il livello che c’è all’interno della squadra numero uno al mondo. Classe 2004, fisico strutturato, massiccio e con tanta potenza nelle gambe che sembra possa spaccare il mondo. 

Il lavoro di Morgado al Laigueglia è stato fondamentale per la vittoria del compagno di squadra Ayuso
Il lavoro di Morgado al Laigueglia è stato fondamentale per la vittoria del compagno di squadra Ayuso

Un altro step

Al Trofeo Laigueglia il suo apporto è stato fondamentale a Juan Ayuso per controllare la gara, imprimendo un ritmo che ha fatto male a tanti. Se lo spagnolo, più grande di appena due anni rispetto a Morgado, è riuscito a vincere in Liguria tanto lo deve alle sue capacità quanto a quelle del baffuto portoghese. 

Appena finito il Trofeo Laigueglia, chiuso comunque in venticinquesima posizione a poco più di un minuto da Ayuso, gli chiediamo di parlare e lui acconsente. Dopo una breve rinfrescata sul pullman del team emiratino Morgado scende gli scalini con sguardo languido e un sorriso appena accennato inizia a parlare. 

«Mi sento bene, grazie – ci dice subito – mi sono allenato ottimamente e sono contento della mia forma. Dopo un anno nel WorldTour penso di essere cresciuto molto, mi sento maggiormente a mio agio in gara e molto più motivato. In questa stagione credo di aver fatto un passo di crescita ulteriore».

Hai molti obiettivi per questa stagione?

No, il mio obiettivo è di essere costante e cercare di vincere le gare quando mi viene data libertà, altrimenti mi metterò a disposizione dei miei compagni per aiutarli a vincere. Tutto qui. 

Che passi senti di aver fatto?

Mentali e fisici. Mi sento più forte di testa, l’anno scorso era diverso. Era il primo anno in questo mondo e non si sa mai cosa può succedere. Pensi sempre che gli altri siano più forti o troppo forti, ma poi ti rendi conto che non è così. Correre accanto a dei grandi campioni e professionisti è molto bello, perché ho modo di vedere come vivono, mangiano e recuperano. Quindi penso di essere un privilegiato a far parte di questa squadra.

Nonostante fosse il tuo primo anno nel WorldTour l’anno scorso sei andato al Fiandre e hai trovato un fantastico quinto posto, inizialmente sembrava che queste gare non ti piacessero…

Sono un altro tipo di corse. Nel 2024 sono stato al Nord per la prima volta, anche da junior non avevo mai corso lì. Andare direttamente in appuntamenti di quel livello è diverso, ma mi sono sentito bene e ho iniziato ad apprezzare quel tipo di gare. 

Morgado non ha mai dichiarato un grande amore per le Classiche ma il suo esordio al Fiandre nel 2024 è stato promettente
Morgado non ha mai dichiarato un grande amore per le Classiche ma il suo esordio al Fiandre nel 2024 è stato promettente
Cosa ti piace di questo tipo di gare, le corse sul pavé?

Sono dure e lunghe, quando vai lì è impossibile vincere senza allenamento. Non ci si può nascondere e questo mi piace molto. Però non mi immagino in una sola tipologia di gare, mi piace venire al Laigueglia e provare a vincerlo, così com’è stato in Spagna e in Portogallo a inizio anno. E’ bello potersi giocare una carta quando si viene alle corse.

Cosa vuol dire essere nella formazione migliore al mondo con il ciclista più forte al momento? Vorresti un giorno essere tu al suo posto?

Sì, certo. Mi piace molto questa squadra. Ma credo che dobbiamo rispettare tutti, quando si ha il migliore atleta al mondo si lavora per lui, in me non c’è mai stata la voglia di superarlo nelle gerarchie. Avere in squadra Tadej (Pogacar, ndr) ci spinge tutti a fare del nostro meglio. E’ un piacere correre con questo tipo di atleti. 

Per Morgado la cosa importante è sentirsi bene in corsa, al momento non importa su quale palcoscenico
Per Morgado la cosa importante è sentirsi bene in corsa, al momento non importa su quale palcoscenico
Quali step si possono fare per diventare il più forte al mondo?

Si può solo migliorare la propria forza, diventare sempre più competitivi. Questa è l’unica cosa che si può fare se si hanno grandi numeri. 

Quest’anno proverai a fare delle grandi corse a tappe, pensi siano nelle tue corde?

No, non ne farò ancora. Prima di sapere se posso diventare quel tipo di corridore devo prima partecipare. Al momento non so bene che tipo di atleta sono, davvero. Quando ho buone gambe penso di poter fare un po’ di tutto. Ma quando non sono in condizione non riesco a fare nulla. Mi piace sentirmi bene, è una sensazione che mi dà fiducia nella quale so che posso fare del mio meglio.

La nuova data del Binda e l’idea di una “campagna” italiana

28.02.2025
5 min
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Alla fine non c’è stato alcun braccio di ferro fra il Trofeo Binda e la Milano-Sanremo Women per la data delle due gare. Si è trattato solo di aspettare l’evoluzione quasi naturale della situazione e cogliere un’opportunità buona per tutti. A Cittiglio si correrà il 16 marzo, sei giorni più tardi andrà in scena la prima edizione della “Classicissima” al femminile.

La querelle di una possibile concomitanza in calendario tra le due corse era sorta due anni fa, alle prime voci della nascita della Milano-Sanremo Women. Tuttavia Mario Minervino, presidente della Cycling Sport Promotion che organizza il Trofeo Binda, era stato tanto irremovibile quanto sereno di ciò che sarebbe stato. Ora, con la vicenda già archiviata senza alcun strascico di polemica, lo stesso Minervino ci ha spiegato cosa gli piacerebbe vedere per il bene del ciclismo femminile nelle prossime primavere in Italia.

Mario Minervino, qui con Elisa Balsamo, vorrebbe che si creasse una “campagna” italiana attorno alle tre gare WorldTour italiane
Mario Minervino, qui con Elisa Balsamo, vorrebbe che si creasse una “campagna” italiana attorno alle tre gare WorldTour italiane
Mario giusto per chiarire una volta per tutte, com’è andata la questione delle date?

Non abbiamo avuto l’imposizione di nessuno nel cambiare il giorno. Il Trofeo Binda è arrivato alla ventiseiesima edizione, migliorandosi di anno in anno, e quindi l’UCI ha sempre privilegiato noi nel calendario rispetto ad altre corse dello stesso weekend. Contestualmente ho sempre ragionato col buon senso e penso di averlo fatto anche stavolta. Non appena ho saputo che la Ronde van Drenthe in Olanda quest’anno non si sarebbe fatta, ho proposto all’UCI di anticipare di una settimana la nostra gara e hanno accettato. In realtà speravo si potesse creare un nuovo progetto per le corse italiane.

Cosa intende?

Innanzitutto voglio precisare che adesso ho occupato il nuovo slot della data per il Trofeo Binda anche per il futuro. Quindi d’ora in poi l’Italia con Strade Bianche e Sanremo avrà tre gare WorldTour femminili consecutive nell’arco di due settimane. Ecco, a contorno di tutto ciò, sarebbe stato bello che all’interno di questo lasso di tempo si fosse inserito anche il Giro del Mediterraneo in Rosa (previsto dal 9 al 13 aprile, ndr) oltre al Trofeo Oro in Euro di Montignoso e il Ponente in Rosa in Liguria. Ci pensate…

Sarebbero dodici giorni di gare italiane in due settimane. Sarebbero gestibili?

Io penso proprio di sì. Avremmo la possibilità di avere tutte le formazioni straniere e italiane, WorldTour e non, che magari restano in Italia ad allenarsi per tutto quel periodo. Ne gioverebbe tutto il ciclismo femminile italiano, giovanile compreso, oltre che la ricettività alberghiera e altri settori. Se si fa da sempre la consueta campagna del Nord stando un mese tra Belgio, Francia e Olanda, non vedo perché non si possa fare la stessa cosa da noi. La Federciclismo dovrebbe pensarci e cogliere questo messaggio di valorizzazione del nostro movimento.

E’ un’idea interessante su cui riflettere, però torniamo sul Trofeo Binda. Quali sono le novità?

Vi dico la verità, mi trovo più a mio agio a parlare della nostra corsa, che è rimasta l’unica classica WorldTour in Europa ad essere totalmente al femminile. Quest’anno partiremo da Luino, ci sarà un primo tratto rinnovato prima di arrivare a Cittiglio per il finale. Abbiamo portato da 5 a 6 i giri del tradizionale circuito, aumentando pertanto il chilometraggio da 140 a 152 chilometri. Come vedete ci siamo adeguati al resto delle corse di questa portata. Naturalmente avremo sempre il Piccolo Trofeo Binda per le juniores con tre giri del circuito per un totale di 72,5 chilometri.

Il Trofeo Binda, vinto nel 2024 da Balsamo su Kopecky, da quest’anno anticipa di una settimana
Il Trofeo Binda, vinto nel 2024 da Balsamo su Kopecky, da quest’anno anticipa di una settimana
Riporterete anche esordienti e allieve il 16 marzo?

No, restiamo come abbiamo fatto l’anno scorso. Ci sarebbe piaciuto avere ancora le quattro gare femminili come nel 2023, ma ci siamo accorti che diventava tutto più complicato da gestire. Avremmo rischiato di non dare il giusto peso alle corse. Un anno fa abbiamo organizzato il Trofeo Binda Giovanile per esordienti e allieve il 30 giugno e quest’anno dovremmo mantenere quel periodo. Lo ufficializzeremo fra poco.

Visti i risultati di questo inizio di stagione, si sentirebbe di fare un pronostico per il Trofeo Binda?

Francamente no, troppo difficile. Cittiglio è una gara a sé, tutta da scoprire solo quando la corri. E’ un percorso che si apre alle velociste come alle passiste-scalatrici. Forse è una frase fatta, ma dipenderà da come interpreteranno la corsa le atlete e le squadre. Guardando l’albo d’oro, è una gara che premia grandi campionesse o, nel caso delle juniores, che lancia giovani talenti verso un sicuro futuro. Anche quest’anno il livello sarà molto alto in entrambe le corse.

Noemi Cantele, Tatiana Guderzo, tricolori 2011
A Minervino sarebbe piaciuto vedere la varesina Cantele (qui prima al tricolore nel 2011) trionfare al Trofeo Binda
Noemi Cantele, Tatiana Guderzo, tricolori 2011
A Minervino sarebbe piaciuto vedere la varesina Cantele (qui prima al tricolore nel 2011) trionfare al Trofeo Binda
Invece considerando tutte le edizioni che ha condotto, c’è una atleta che Mario Minervino avrebbe voluto vedere trionfare a Cittiglio?

Non ho mai avuto preferenze, anche se non nascondo che sono contento quando vince un’italiana. Un nome però lo faccio volentieri. Mi sarebbe piaciuto vedere vincere Noemi Cantele perché è un’amica innanzitutto e perché è di Varese. Se lo sarebbe meritato e un suo successo avrebbe fatto bene a tutto il nostro territorio.

FSA e Vision: ancora accanto al Team Visma Lease a Bike

25.02.2025
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Full Speed Ahead e Vision hanno recentemente ufficializzato il rinnovo della partnership con il Team Visma Lease a Bike. Una delle squadre più prestigiose e vincenti del panorama ciclistico internazionale. Anche per la stagione 2025, i due brand forniranno alla squadra componenti d’eccellenza, progettati per garantire prestazioni di altissimo livello nelle competizioni più esigenti del calendario WorldTour.

La collaborazione tra FSA, Vision e il Team Visma Lease a Bike rappresenta un perfetto equilibrio tra innovazione, tecnologia e ricerca della performance assoluta. Gli atleti della formazione olandese possono già contare su un’esclusiva gamma di manubri. Tra cui gli avanzati Vision Metron 5D EVO, i compatti FSA K-FORCE/SL-K COMPACT ACR accoppiati agli specifici attacchi manubrio, oltre alle estensioni Metron TFE PRO P5 e Metron TFE Team Edition, progettate per massimizzare le prestazioni nelle prove a cronometro.

L’attenzione ai dettagli, e la continua evoluzione tecnologica, sono alla base di questa collaborazione, che mira a fornire soluzioni su misura per ogni specialità. Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo (R&D) di FSA e Vision, composto da ingegneri altamente qualificati, lavora costantemente per sviluppare componenti personalizzati in grado di soddisfare le esigenze specifiche di ogni atleta.

Vision sarà accanto a Vingegaard e compagni nelle gare più importanti del calendario WorldTour
Vision sarà accanto a Vingegaard e compagni nelle gare più importanti del calendario WorldTour

Componenti su misura

Tra i protagonisti di questa partnership ci sono atleti del calibro di Jonas Vingegaard, Wout Van Aert, Edoardo Affini e Matteo Jorgenson. Atleti che potranno contare su componenti progettati per ottimizzare le loro prestazioni individuali. Grazie all’uso di materiali innovativi e soluzioni aerodinamiche avanzate, FSA e Vision puntano a garantire il massimo rendimento in ogni condizione di gara, contribuendo in maniera decisiva ai successi della squadra.

«Siamo entusiasti di continuare a supportare il Team Visma Lease a Bike con le nostre soluzioni all’avanguardia – ha dichiarato Claudio Marra, Global Vice President di FSA – la loro ricerca della perfezione e della… vittoria rispecchia perfettamente i valori di FSA e Vision. Siamo certi che questa partnership contribuirà a spingere i limiti della tecnologia ciclistica».

I ragazzi della Visma Lease a Bike potranno contare sul supporto di ottimi componenti, come il manubrio Vision Metron 5D EVO
I ragazzi della Visma Lease a Bike potranno contare sul supporto di ottimi componenti, come il manubrio Vision Metron 5D EVO

«Scegliere i componenti giusti – ha ribattuto Sven Van Der Lugt, Head of Partnerships del Team Visma Lease a Bike – è essenziale per ottenere le migliori prestazioni. Siamo felici di rinnovare la collaborazione con FSA e Vision, aziende che condividono il nostro approccio all’innovazione e alla performance. Le loro soluzioni tecniche daranno ai nostri atleti un vantaggio competitivo fondamentale nelle gare più importanti della stagione».

Con questo rinnovo, FSA e Vision confermano ancora una volta il proprio impegno nello sviluppo di tecnologie di alto livello per il ciclismo professionistico. La collaborazione con il Team Visma Lease a Bike rappresenta una straordinaria opportunità per continuare a innovare e supportare i migliori atleti del mondo con prodotti all’avanguardia. Grazie a questa sinergia, il 2025 si preannuncia come un’altra stagione di grandi successi e ambizioni sempre più alte.

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