Sidi Fast 2: leggere, veloci e di grande qualità

02.02.2024
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Sidi mette insieme tutte le sue conoscenze e competenze per creare una nuova scarpa da ciclismo. Si chiama Fast 2 ed è un prodotto di grande qualità, nato per soddisfare le richieste dei ciclisti più esigenti, sia per comfort che per prestazione. Sidi ha inserito in questa scarpa tutta la sua esperienza, al fine di garantire la massima esperienza di guida. 

La chiusura di Sidi offre una microregolazione su tutta la lunghezza della scarpa
La chiusura di Sidi offre una microregolazione su tutta la lunghezza della scarpa

Comode

La comodità non è un fattore da sottovalutare, anche quando si ricerca il massimo delle prestazioni. La scarpa Fast 2 è estremamente rapida e facile da indossare, ma è altrettanto semplice regolarla e personalizzarla. Sidi ha creato un prodotto adatto a tutte le situazioni, con un design lineare e pulito. Le Fast 2 sono realizzate con i materiali migliori, un altro dettaglio rilevante sono gli inserti intercambiabili. In modo tale da poter essere sostituiti quando richiesto dall’utente. Tutte queste attenzioni permettono alle scarpe Fast 2 di durare molto nel tempo

Il tallone, stabile e leggero, è studiato per non far scomporre il piede anche nelle fasi più concitate
Il tallone, stabile e leggero, è studiato per non far scomporre il piede anche nelle fasi più concitate

Leggere

Sidi, nel realizzare le Fast 2, ha messo al centro il comfort, unendolo però alla prestazione. Per fare questo è stata usata una tomaia ultraleggera, in Politex Matt, che avvolge completamente il piede. A tutto questo si deve aggiungere il grande supporto fornito al piede, che così può scaricare ogni watt sui pedali. 

La chiusura personalizzabile, sempre ad opera di Sidi, chiude il cerchio per un prodotto che si posiziona ai massimi livelli per tecnica e qualità. Il sistema di chiusura risulta estremamente preciso, grazie alla microregolazione che si estende per tutta la lunghezza della scarpa. 

Per concludere, non si può non parlare della suola e del tallone. La prima, con un design aerodinamico e una rigidità di livello 5 offre grande stabilità. Il tallone, invece, stabile in ogni situazione, è ideale per le situazioni di gara o di massimo sforzo.  Prezzo al pubblico: 189 euro.

Sidi

Scappini, il cross e la strada: tutto con la Beltrami

09.12.2023
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La stagione del ciclocross prosegue spedita verso i prossimi appuntamenti, tra cui la tappa di Coppa del mondo in Val di Sole. In questo finale di 2023 una delle novità è la presenza del classe 2005 Samuele Scappini tra la categoria under 23. Il giovane umbro si affaccia per la prima volta tra i grandi e di lui si fa un gran parlare. Nel fuoristrada va forte, ma su strada la curiosità è se possibile più grande. Il primo a credere nelle sue qualità è stato Eros Capecchi, responsabile tecnico del Comitato Regionale Umbria. 

Dalla prossima stagione, Scappini vestirà la maglia della Beltrami TSA-Tre Colli, con cui ha già iniziato il periodo del cross. «Correre con la stessa squadra – racconta Scappini – sia nel ciclocross che su strada permetterà di fare un percorso comune di crescita

La stagione di Scappini nel ciclocross è iniziata con delle buone prestazioni (foto Instagram)
La stagione di Scappini nel ciclocross è iniziata con delle buone prestazioni (foto Instagram)

Primo anno U23

Il cross ha già lanciato Scappini nel mondo degli under 23, il ragazzo umbro ha già corso tanto e non sembrerebbe volersi fermare. 

«Domani – ci dice Scappini in una pausa – farò il mio esordio in Coppa del mondo con la Beltrami. Andremo a correre in Val di Sole, sarà la prima volta che mi metterò alla prova su un fondo del genere (il riferimento è alla neve, ndr). Scoprirò se mi piace o meno. Sono un pochino emozionato, ma onestamente punto a fare bene».

«La stagione è iniziata nel modo giusto – continua – nonostante il passaggio di categoria sto facendo tante gare. Vedo i ragazzi più grandi, ma non sono così distanti. Mi aspettavo di avere qualche difficoltà in più. Mi alleno tanto e i risultati sono positivi, sono curioso di vedere cosa riuscirò a fare la prossima stagione, quando sarò under 23 di secondo anno».

Nel 2022, Scappini ha corso con il team Fortebraccio, vincendo il titolo nazionale juniores (foto Instagram)
Nel 2022, Scappini ha corso con il team Fortebraccio, vincendo il titolo nazionale juniores (foto Instagram)
Dove hai sentito il passaggio di categoria?

Nella tecnica, sono migliorato tanto in questi mesi. La cosa che mi preoccupava di più era la durata della gara, che sarebbe passata da 40 minuti ad un’ora. Però sono riuscito a reagire bene, mi alleno di più ed i risultati sono buoni. Mi manca poco per avere la resistenza giusta per fare un’ora di gara ed essere competitivo. 

C’è tanta attesa anche per quello che potrai fare su strada, lo aveva detto per primo Eros Capecchi.

Mi conosce da quando sono piccolo praticamente. Mi ha sempre incoraggiato nel seguire il mio percorso di crescita, è convinto che possa fare davvero bene. 

Scappini su strada si è messo alla prova con la maglia della nazionale (foto DirectVelo)
Scappini su strada si è messo alla prova con la maglia della nazionale (foto DirectVelo)
E tu che ne pensi?

Per il 2024 vedremo cosa riuscirò a fare, se migliorerò anche lì. Non so bene cosa aspettarmi perché non ho mai messo troppo l’accento su questa disciplina. Il mio focus è sempre stato il ciclocross. 

I primi passi in Beltrami come sono stati?

Mi hanno accolto molto bene e mi sto allenando al meglio. La squadra mi segue passo dopo passo con un allenatore. Sicuramente far parte di un team continental vuol dire che ora la strada avrà maggior peso nel mio calendario, ma non abbiamo ancora deciso come.

Insieme alla Beltrami TSA-Tre Colli correrà anche su strada, c’è tanta curiosità in merito (foto Instagram)
Insieme alla Beltrami TSA-Tre Colli correrà anche su strada, c’è tanta curiosità in merito (foto Instagram)

Il perché di Miodini

Una vera e propria motivazione sull’arrivo di Scappini ce la dà Miodini, diesse della Beltrami. L’umbro parla con lo stupore di una giovinezza che lo vede voglioso di provarci, a lui tocca pedalare. A chi lo circonda, invece, il compito di indirizzarlo sulla strada giusta.

«I suoi obiettivi – dichiara Miodini – nascono da un bisogno più ampio. La voglia di mettersi alla prova in qualcosa di nuovo. E’ chiaro che ci saranno delle difficoltà, non sarà facile all’inizio. Scappini è tanto determinato, nella sua motivazione rivedo Pesenti. Entrambi hanno una grinta che li porta a stare sempre ai massimi livelli. E’ un ragazzo sul quale abbiamo scommesso, si tratta del suo primo anno tra gli under 23, vedremo come si adatterà. Sicuramente correrà tanto nel cross, poi si fermerà e farà una pausa nei mesi di febbraio e marzo. Ripartirà, come ha fatto anche Agostinacchio l’anno scorso, a fine marzo o inizio aprile.

Paletti fra strada e cross, ma come li concilia?

10.11.2023
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Luca Paletti è da poco tornato dall’europeo in Francia, la sua prima esperienza internazionale nel ciclocross da under 23. Il corridore della Green Project-Bardiani-CSF Faizanè ha messo alle spalle la sua prima stagione da professionista. Intorno a lui sono cambiate un po’ di cose, ma nel suo calendario è rimasto saldo il ciclocross, con obiettivi ben chiari.

«Avevo impostato insieme alla squadra – racconta Paletti – per arrivare all’europeo e poi fermarmi per una settimana e riposare. Partecipare alla spedizione continentale era il mio obiettivo negli ultimi mesi. Volevo essere convocato per fare nuove esperienze internazionali, quella in Francia sarebbe stata la mia prima tra gli under 23. Da junior ho corso spesso all’estero, partecipando a sei prove di Coppa del mondo e al mondiale».

Da metà settembre Paletti ha iniziato a lavorare per arrivare pronto all’europeo di Pontchateau 
Da metà settembre Paletti ha iniziato a lavorare per arrivare pronto all’europeo di Pontchateau 

Un anno di prova

Il salto nella categoria under 23, per quanto riguarda il ciclocross, Paletti lo aveva già fatto nell’inverno del 2022. Ma la sua stagione sul fango è stata nettamente ridotta rispetto agli anni precedenti.

«Lo scorso inverno – spiega – ho fatto solamente gare del calendario italiano, volevo correre fuoristrada, ma senza un impegno troppo elevato. Insomma, il piano era di tenermi in movimento fino al momento in cui avrei iniziato la preparazione con la Green Project per la stagione su strada.

«E’ stato un anno intenso – continua Paletti – perché ho iniziato nell’autunno del 2022 e sono arrivato fino a luglio 2023 senza mai fermarmi. Insieme alla squadra avevamo previsto un periodo di pausa dopo il Giro Next Gen, così da avere le energie per arrivare fino all’europeo dello scorso fine settimana».

La prima gara di ciclocross disputata è stata a Tarvisio il primo ottobre
La prima gara di ciclocross disputata è stata a Tarvisio il primo ottobre

Ritmi diversi

La stagione di Luca Paletti, quindi, ha vissuto di momenti “sfalsati” rispetto agli altri ragazzi della Green Project. Tuttavia la pianificazione della sua prima annata da professionista è stata studiata per essere in pari con i propri compagni nei momenti opportuni.  

«I miei compagni alla Green Project – ci spiega Paletti – si sono fermati un mese dopo rispetto a me. Dopo il Tour of Taihu Lake, in Cina a metà settembre, ho messo da parte la bici da strada e ho iniziato gli allenamenti per il ciclocross. Ho debuttato il primo ottobre a Tarvisio (in apertura foto di Alessandro Billiani), le sei corse fatte in Italia mi sono servite per arrivare pronto all’europeo. Dal quale, devo essere sincero, torno soddisfatto per quanto fatto.

«Ora mi riposo per una settimana – dice – e poi riprendo con gli allenamenti su strada fino al ritiro di Benidorm di dicembre. Penso che la mia condizione, nonostante il mese di attività in più nel cross, sarà la stessa dei miei compagni. Una volta tornato da quel blocco di lavoro riprenderò ancora la bici da cross per finire la stagione». 

Su strada Paletti (in primo piano) ha goduto dei benefici del cross nella prima parte di stagione
Su strada Paletti (in primo piano) ha goduto dei benefici del cross nella prima parte di stagione

I benefici ci sono

Il giovane corridore guidato da Rossato e Reverberi ha già avuto modo di vedere i benefici della doppia attività lo scorso inverno. Sicuramente il lavoro fatto fuoristrada mantiene il fisico attivo e pronto ai primi impegni della stagione

«Utilizzo questo metodo di gestione delle due attività da quando ero junior secondo anno – conclude Paletti – mi trovo molto bene. Ho fatto più fatica ad adattarmi ai ritmi che ho trovato su strada, in quanto molto diversi rispetto agli anni precedenti. I benefici di fare cross, invece, li ho sentiti fin dalle prime corse in Croazia, dove sono arrivato pronto. Sarà importante mantenere lo stesso equilibrio e vedere come uscirò dalla stagione del cross». 

Masciarelli e la Colpack protagonisti in Turchia

08.10.2023
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Lorenzo Masciarelli è tornato da qualche giorno dal Tour of Istanbul, che ha corso insieme alla Colpack Ballan. Il team bergamasco è stato invitato in Turchia ed ha accettato, tuffandosi nell’avventura di un ciclismo tutto da scoprire. Masciarelli e compagni hanno messo insieme tanti piazzamenti ed un’esperienza che sicuramente li ha arricchiti. 

«Abbiamo avuto questa occasione – dice Masciarelli da casa sua – e l’abbiamo colta. Ci avevano parlato bene di questa gara e così è stato. Si tratta di una corsa giovane ma davvero ben organizzata, ci siamo trovati benissimo. L’organizzazione ci ha fornito l’ammiraglia, con tanto di adesivi degli sponsor, e un pulmino a nove posti per noi ragazzi. L’hotel in cui abbiamo alloggiato era a cinque stelle, quindi con un servizio invidiabile».

Il rientro

Masciarelli sta concludendo la sua prima stagione su strada con il Team Colpack, annata che ha avuto anche dei bassi, non ultimo la pericardite che ha costretto il giovane abruzzese a fermarsi per qualche mese. 

«Appena ho avuto il via libera dai medici – racconta Masciarelli – ho chiamato la squadra per organizzare e pianificare al meglio questo finale di stagione. L’obiettivo di quest’anno era fare tanta esperienza su strada, per questo una volta avuto il permesso per correre sono tornato. Il team non mi ha messo alcuna pressione e mi ha dato la possibilità di gareggiare senza alcuna pressione. Anche in Turchia mi sono messo a disposizione dei compagni e ho fatto tanta fatica, cosa fondamentale per prendere il feeling giusto con questo nuovo ciclismo.

«Dopo la pericardite – spiega – ho ripreso con calma a fine giugno e la condizione è stata fin da subito decente. Ho avuto un piccolo calo, ma già dal Matteotti stavo bene, ho corso davanti e solo nel finale mi si è spenta la luce, ma ci stava. Già da dopo quella gara stavo bene, forse meglio di come stavo a inizio stagione».

Il ciclismo turco

Andare a correre in Paesi dove il ciclismo è in rampa di lancio permette di sperimentare e provare qualcosa di nuovo. Terre diverse e persone differenti che si affacciano a questo sport per la prima volta. 

«Sapevamo che il ciclismo in Turchia non fosse molto seguito – dice Masciarelli – ma la gente era davvero curiosa. E’ capitato più volte che in qualche negozio le persone ci fermassero per farci domande sulla gara e quello che stava accadendo. Il tifo a bordo strada era davvero tanto, soprattutto nell’ultima tappa. Ci chiedevano borracce e autografi, ci siamo divertiti molto e la fatica non è mancata».

Le tappe

In Turchia le tappe erano quattro e la Colpack si è messa in evidenza in tutte e quattro. Il maltempo ha colpito la gara, rendendola ancora più dura e selettiva. 

«Ha piovuto tre giorni su quattro – racconta Masciarelli – non pioggia leggera, ma davvero forte. Nella prima tappa Romele ed io eravamo in fuga insieme ad un’altra decina di corridori, ma ci hanno ripreso. Sono usciti dal gruppo altri tre corridori e hanno preso un grande margine che non siamo riusciti a chiudere, complice anche la pioggia. Ci sono state tante cadute, lo stesso Romele mentre inseguivamo. Invece Volpato ha bucato. Alla fine siamo rimasti io e Persico, e lui è stato bravo a buttarsi nella mischia e cogliere un sesto posto. Anche nelle altre tappe ha piovuto molto, nella seconda Romele ha colto l’occasione giusta e si è agganciato al gruppetto che è arrivato all’arrivo, arrivando secondo. 

«La vittoria – prosegue – è arrivata nella terza tappa, l’unica senza pioggia, lì siamo riusciti a ricucire sulla fuga e Persico ha premiato il nostro lavoro con un grande sprint. A livello di squadra ci siamo comportati bene durante tutta la corsa, potevamo raccogliere qualcosa in più, forse. Ma alla fine possiamo ritenrci soddisfatti».

Avversari e strada

Scorrendo fra la startlist del Tour of Instanbul si notano i nomi di alcuni team development come quello dell’Astana e Novo Nordisk. 

«Le squadre presenti – continua Masciarelli – erano forti, soprattutto le straniere. C’era un team danese della Restaurant Suri che ha vinto la corsa, i belgi del Tarteletto e qualche devo team. La differenza con le squadre orientali si sentiva, tanto che all’ultima tappa siamo partiti in 80. Tanto ha fatto il meteo, perché si vedeva che lì non piove molto, infatti le strade erano viscide e ci sono state tante cadute e forature. Il percorso risultava sempre impegnativo, con continui sali e scendi e davvero poca pianura. L’esperienza, come detto è stata davvero positiva e ci ha fatto conoscere un ciclismo diverso dal nostro, mettendoci alla prova anche lontani da casa. Sono stato contento anche di quanto ho fatto io, aiutando la squadra e i miei compagni.

«Ora la stagione – conclude – sta finendo e insieme alla squadra vedremo come organizzare l’inverno. Vorrei fare qualche gara di ciclocross, come promesso lo scorso inverno, ma dopo i problemi al cuore bisogna capire come gestire il riposo. In inverno capiremo come gestirci, probabilmente correrò verso il finale della stagione del cross, verso gennaio o febbraio».

Le collezioni di Bianchi Milano sposano strada e gravel

30.09.2023
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Bianchi Milano torna sulla scena con una capsule collection dedicata al mondo strada e quello del gravel. Cinque nuovi completi dedicati al mondo del ciclismo e a chi unisce tecnica, performance e stile. Soluzioni funzionali e all’avanguardia per soddisfare anche i ciclisti più esigenti. Elemento comune a tutte le realizzazioni è l’iconica striscia che ha caratterizzato le maglie Bianchi nei decenni passati

Rc Icon 999

Quello della capsule RC 999 è un completo che vuole unire velocità e aerodinamicità. Il tessuto utilizzato per realizzare questi capi è il Rombo Mesh 3D. La tecnica e lo studio alla base della collezione RC 999 permette di guadagnare watt e velocità grazie alla ricerca dei marginal gains. Una collezione che unisce il DNA da competizione del Reparto Corse di Bianchi con lo stile 999. Si tratta di un numero significativo per Bianchi, che dal 1952 in poi fu utilizzato per numerare i telai destinati al mondo delle competizioni. 

Ultralight è la maglietta leggera e traspirante, pensata per chi ama pedalare in salita
Ultralight è la maglietta leggera e traspirante, pensata per chi ama pedalare in salita

Arriva Ultralight

Il nome di questa seconda collezione è una garanzia, un accostamento di capi studiato appositamente per chi ama l’endurance: ovvero pedalare per tante ore. Non solo distanza, ma anche salita, infatti la leggerezza della capsule Ultralight è amata anche da chi vuole dare il massimo quando la strada sale. Leggera e traspirante, queste sono le due principali caratteristiche. La tecnologia dei tessuti permette infatti un’ideale gestione dell’umidità, favorendo la rapida espulsione del sudore. Ultralight presenta inoltre tante soluzioni innovative: cuciture ridotte al minimo, fondello ad alta densità e scelta di materiali con spessori e caratteristiche diverse.

Remasted

L’ultima capsule dedicata alla strada che vi presentiamo è la Remasted, la quale offre ai ciclisti una buona soluzione tecnica, unita però ad una vestibilità meno estrema. I principi di Bianchi Milano si vedono anche in questi capi, ma senza l’estremizzazione della competizione. Ogni capo della collezione Remasted è adatto ad un utilizzo meno estremo, più urbano, per chi cerca nella bici prima di tutto uno svago. 

Spazio al gravel

Le capsule dedicate al mondo del fuoristrada sono due: Tech Gravel e Lifestyle. La prima ha l’obiettivo di supportare gli amanti di questa nuova disciplina verso il mondo della “competizione”. Quindi design aggressivo unito a tessuti tecnici che possono garantire alte performance. Il particolare di maggior rilievo è nei pantaloncini: il fondello ultraresistente e protettivo dei pantaloncini rende Tech Gravel la scelta perfetta anche quando le sollecitazioni del terreno si fanno più decise. Ridurre i fastidi della pedalata è il primo passo per aumentare la performance. 

Lifestyle, invece, è la seconda collezione dedicata al mondo del gravel. Abbigliamento dedicato a chi ama pedalare e viaggiare con la propria bici, insomma: spirito gravel all’ennesima potenza. In questa capsule la fa da padrone il design, con colori ispirati alle tante avventure lontane dall’asfalto. Lifestyle  offre l’opportunità di esprimersi con il proprio stile, ma sempre con la cura del minimo dettaglio.

Bianchi Milano

Pinazzi con Reverberi: i pro’ e il rebus della pista

25.07.2023
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Nonostante questa stagione non sia ancora finita, anzi non se ne veda nemmeno l’orizzonte, c’è chi lavora in vista del 2024. Una delle squadre che ha già lanciato lo sguardo al breve futuro è la Green Project-Bardiani-CSF-Faizanè. I ragazzi di Bruno e Roberto Reverberi vedranno presto un nuovo compagno: Mattia Pinazzi (nella foto di apertura insieme a Bruno Reverberi). Parmense, classe 2001, che nelle ultime tre stagioni ha vestito la maglia dell’Arvedi. 

Nel 2023 Pinazzi ha iniziato la stagione su strada a gennaio in Argentina, con la Vuelta a San Juan
Nel 2023 Pinazzi ha iniziato la stagione su strada a gennaio in Argentina, con la Vuelta a San Juan

Continua il progetto giovani

Pinazzi è un altro giovane che arriva alla Green Project: una linea, quella dei Reverberi, che ha portato tanti ragazzi a vestire questa maglia. 

«E’ un ragazzo veloce – esordisce – in salita fa leggermente fatica, ma può migliorare tanto. Abbiamo dei corridori buoni tra i nostri, ma raccogliamo soltanto piazzamenti. Pinazzi è uno che può vincere, in questa stagione ha vinto due corsette di 110 chilometri. Alle quali ha poi aggiunto due bei successi (Vicenza-Bionde e Porto, ndr), gare lunghe insomma. Con i dilettanti che ci sono, abbiamo deciso di puntare su di lui, offrendogli un contratto di quattro anni. Vogliamo programmare le prossime stagioni con dei corridori che possono crescere e fare bene. Siamo da sempre legati ai giovani, da noi sono passati tanti corridori che si sono poi affermati: Ciccone, Battaglin, Modolo e Colbrelli».

Tra le quattro vittorie di quest’anno spicca la Vicenza-Bionde (foto Italiaciclismo)
Tra le quattro vittorie di quest’anno spicca la Vicenza-Bionde (foto Italiaciclismo)

Pistard e sprinter

Pinazzi, nel corso della stagione, ha colto quattro vittorie: le ultime due sono state la Vicenza-Bionde ed il Circuito del Porto. Gare dedicate alle ruote veloci. Non solo strada, anzi, Pinazzi è uno dei volti che costantemente vediamo sfrecciare sul parquet. Infatti nel suo palmares si contano anche molti successi su pista. All’ultimo anno da under 23 è arrivata la chiamata di Bruno Reverberi e proprio con lui parliamo dell’arrivo di Pinazzi. 

«Abbiamo visto – riprende Bruno Reverberi – che il binomio pista e strada funziona bene. Soprattutto per i velocisti. Si è avuto conferma di ciò dal grande Giro d’Italia fatto da Milan, e prima di lui dalla carriera di Viviani. Il problema sarà abbinare strada e pista al meglio, trovare il giusto equilibrio. Pinazzi è un nostro corridore, quindi prima andrà curata la strada. Su pista potrà correre, ma gli appuntamenti più importanti: mondiali, europei e corse internazionali. Il calendario lo decideremo noi, questo Pinazzi lo sa e ne abbiamo parlato: sì la pista, ma non sarà un pistard. L’attività al velodromo è importante, non va trascurata, insegna a guidare la bici e a lanciarsi nelle volate». 

Ai recenti campionati europei su pista, per juniores e U23, Pinazzi ha conquistato l’argento nel quartetto (foto Federciclismo)
Ai recenti campionati europei su pista, per juniores e U23, Pinazzi ha conquistato l’argento nel quartetto (foto Federciclismo)

Futuro incerto

La sensazione è quella che l’equilibrio tra strada e pista sarà difficile da trovare. Va bene partecipare alle competizioni più importanti sul parquet, ma la qualificazione passa anche dalle gare minori. Pinazzi in questi anni ha avuto molto spazio per mettersi in gioco, con meno frecce al suo arco riuscirà a mantenere il posto all’interno di un movimento in crescita? Nell’ultimo europeo su pista, chiuso due giorni fa ad Anadia, l’Italia ha portato a casa 22 medaglie, di cui 14 d’oro. 

«Fin dall’inizio di quest’anno – dice Pinazzi – volevo far bene su strada per passare professionista. Nel 2022 ho avuto anche la possibilità di entrare in un corpo militare, occasione non concretizzata per problemi esterni. Dopo la prima prova di Coppa del mondo ho vinto la Vicenza-Bionde ed il Circuito del Porto. Da lì sono arrivate le prime offerte, quella della Green Project è stata la più concreta. E’ una squadra forte ed attrezzata che mi potrà dare molto. Sarà diverso rispetto all’Arvedi, qui ogni volta che la pista chiamava andavo a correre. L’anno prossimo sarà più difficile, ma lo stesso Villa è favorevole. Ci ha sempre detto che fare bene su strada torna buono anche in pista, si vede da Ganna, Milan, Consonni e Viviani. Correre su strada dà un bel fondo, per questo fin dall’inizio del 2023 ho aumentato i chilometri, partendo da San Juan».

Pinazzi ha una forte impronta da pistard, dovrà adattarsi a correre su strada con maggior continuità (foto Federciclismo)
Pinazzi ha una forte impronta da pistard, dovrà adattarsi a correre su strada con maggior continuità (foto Federciclismo)

Calendario più semplice

Il tema principale sarà coordinare al meglio le due attività, tenere un piede in due scarpe non sarà semplice. Le esigenze sono alte da entrambe le parti, ma Pinazzi sembra fiducioso. 

«Secondo me sarà più semplice – dice – il calendario under 23 non aiuta a coordinare le due attività. Ogni settimana c’è una gara, quindi non hai un vero momento di “riposo”. Tra i professionisti è diverso, ci sono più corse a tappe, quindi si può programmare al meglio il tutto. La pista è un’attività che dà tanto, ma allo stesso tempo va curata, soprattutto un’attività importante come il quartetto. Da gennaio avrò il calendario per le corse su strada e da lì programmerò anche la stagione su pista».

Super Baroni: equilibrista tra strada e cross

12.06.2023
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Francesca Baroni macina chilometri praticamente 365 giorni all’anno. Una volta posata la bici da ciclocross prende quella da strada e viceversa. Dopo una stagione invernale sul fango corsa con i belgi del team Pissei – Groep TOM, che ha messo in mostra le sue qualità, è tornata a vestire la maglia della Aromitalia-Basso Bikes-Vaiano. Il 26 febbraio ha chiuso la stagione in Belgio con l’Internationale Sluitingsprijs – Oostmalle ed il 4 marzo era alla Strade Bianche.

Francesca Baroni il 4 marzo era già in corsa alla Strade Bianche (foto pedaleforchetta)
Francesca Baroni il 4 marzo era già in corsa alla Strade Bianche (foto pedaleforchetta)

Un sottile equilibrio

Matteo Ferrari, diesse della Aromitalia, è uno dei coordinatori della doppia attività di Baroni. La squadra è rientrata da qualche giorno dalla Spagna, più precisamente dall’Andalusia dove hanno corso la Ruta del Sol. 

«Francesca (Baroni, ndr) sta bene – ci dice Ferrari – è totalmente concentrata sulla strada, ora farà un piccolo periodo di stacco per preparare i campionati italiani ed il Giro d’Italia Donne. Dopodiché si concentrerà sul cross, anche se avrà ancora una o due gare con noi. Ci si muove su un filo sottile, vero, ma fino a quando i risultati arrivano non ci si può lamentare, sia da una parte che dall’altra.

«Il segreto, se così vogliamo definirlo – riprende il diesse – è la comunicazione. Si imposta tutto diversamente: i contatti avvengono prima con la Baroni, poi con il suo preparatore, infine con il team del ciclocross. Francesca è aiutata in tutto questo dalla sua grande professionalità, fa la vita da atleta, totalmente». 

Per Baroni un periodo di pausa dopo la Ruta del Sol, poi si prepareranno campionato italiano e Giro Donne (foto sergii_raw)
Per Baroni un periodo di pausa dopo la Ruta del Sol, poi si prepareranno tricolori e Giro Donne (foto sergii_raw)

Periodi più brevi

Baroni e la Aromitalia-Basso Bikes-Vaiano sfruttano ogni momento per recuperare e poi correre, non c’è spazio nemmeno per un raffreddore, ma il sistema funziona. Questo grazie all’equilibrio trovato con la Pissei. 

«Esce dalla stagione del cross a febbraio – dice sempre Ferrari – noi sfruttiamo un po’ il lavoro invernale e la facciamo correre fin da subito. Quest’anno appena rientrata dal Belgio è venuta subito alla Strade Bianche. Ha una buona gamba viste le tante gare fatte durante l’inverno, ma il periodo di forma è più breve. L’idea era di portarla fino a Cittiglio, ma un’influenza l’ha fermata al Trofeo Ponente in Rosa. Per questo l’abbiamo portata a correre in Belgio, anche se non era previsto. Baroni spalma quello che è il periodo di stacco classico di un mese in diversi micro-periodi. Il primo è stato a marzo, il secondo arriva ora prima di preparare italiani e Giro, l’ultimo sarà a luglio prima di ributtarsi verso il ciclocross».

La stagione sul fango di Francesca Baroni inizia presto: metà settembre
La stagione sul fango di Francesca Baroni inizia presto: metà settembre

Un picco di forma (e mezzo)

Chiaramente quando un’atleta si divide in due attività deve lavorare al meglio, se si hanno a disposizione cinque mesi su strada al posto dei canonici nove, tutto va ricalibrato. Si devono scegliere gli obiettivi in maniera sistematica, lavorando al meglio per raggiungerli. 

«Per come è fatta – spiega Ferrari – più Francesca corre e meglio sta, anzi lei è una di quelle ragazze che preme per gareggiare. Tanto che a volte dobbiamo stopparla. Con lei si può puntare ad un picco di forma all’anno, uno e mezzo se si conta quello che sfruttiamo quando arriva dal Belgio. In questa stagione abbiamo puntato sul campionato italiano e sul Giro Donne. Non si ha tempo di fare il lavoro della preparazione invernale, e non ce n’è bisogno. La sua condizione è sempre buona, lei sta crescendo in diversi campi, soprattutto resistenza e forza. Il ciclocross le fa bene e si vede direi.

«Una volta terminato il periodo più intenso – chiude il diesse – Baroni inizia a concentrarsi sulla stagione del ciclocross. Per esempio l’ultima corsa che dovrebbe fare con noi è il Giro di Toscana, dal 24 al 27 agosto, ma lì starà già lavorando per arrivare preparata nel ciclocross. Anche perché la sua stagione inizia presto: metà settembre. Tra tutto mette insieme 70 giorni di corsa».

Michelin: quattro copertoni dedicati a tutti i ciclisti

28.04.2023
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All’interno del Pro-M Store, a Milano, Michelin decide di presentare i suoi nuovi copertoni. Un modo per lanciarsi all’interno di un mercato che per il marchio francese diventa sempre più importante. Quelli che vengono proposti da Michelin sono quattro prodotti destinati al mercato della strada, del gravel e della mtb. Segnale che la voglia di riproporsi è estremamente forte, infatti entro il 2028 è previsto il lancio di oltre 20 gamme destinate al mercato delle biciclette premium.

Il Power Cup è stato il primo dei quattro copertoni presentati ed è dedicato alla strada
Il Power Cup è stato il primo dei quattro copertoni presentati ed è dedicato alla strada

Power Cup: strada

Il copertone dedicato agli amanti della strada è il Michelin Power Cup, progettato per le competizioni di alto livello e per accontentare gli amatori più esigenti. Le novità tecniche sono molte, la prima è il battistrada, progettato per migliorare la velocità e l’efficienza di rotolamento. Un’altra caratteristica, importante soprattutto per chi ricerca le massime prestazioni, è l’aderenza in curva. Tra vincere e perdere una corsa, a volte, la differenza si trova nei minimi dettagli. 

Il Power Cup è disponibile nelle versioni Tubular, Tubetype e Tubeless Ready. Questa gamma soddisfa le aspettative di tutti, sia dei corridori del WorldTour che degli amatori, anch’essi alla ricerca delle migliori prestazioni durante le loro uscite.

Una guida migliore

Nella versione tubolare del Power Cup sono incluse diverse tecnologie, tra cui quella Gum-X, una delle più interessanti presentate da Michelin. Si tratta di un modo per ottimizzare l’efficienza di guida e l’aderenza in curva. La tecnologia High Density Shield, inoltre, offre degli alti livelli di resistenza alle forature. La carcassa dello pneumatico con 2×160 TPI migliora il comfort ad alte pressioni di esercizio. Il peso è estremamente contenuto, questo grazie alla combinazione dello pneumatico con una camera d’aria in lattice. 

La parte esterna tassellata del Power Adventure garantisce un alto grip sulle strade sterrate
La parte esterna tassellata del Power Adventure garantisce un alto grip sulle strade sterrate

Power Adventure: gravel

Per il mondo del gravel la novità prende il nome di Power Adventure, un copertone con battistrada ibrido. Pensato per ciclisti che non si pongono limiti e che pedalano in ogni situazione. Michelin amplia la sua linea Power con questo pneumatico tubeless ready, uno prodotto che va alla ricerca di alte prestazioni, disponibile in due colorazioni: nero e classic.

Si tratta di un copertone in grado di performare al massimo anche su sentieri sterrati. L’intento di Michelin è alimentare l’interesse dei ciclisti nel settore del gravel, offrendo un prodotto con una bassa resistenza al rotolamento e un’eccellente aderenza. 

Il copertone Power Adventure è disponibile con un’ampia scelta di misure: 30-622; 36-622; 42- 622; 48-622
Il copertone Power Adventure è disponibile con un’ampia scelta di misure: 30-622; 36-622; 42- 622; 48-622

Sterrato e ghiaia

Il disegno del battistrada, dotato di piccoli tasselli e di un cordone centrale liscio, permette di pedalare su sentieri sterrati o ghiaiosi. La parte dentellata, invece, è ideale per avere la massima aderenza su questo tipo di percorsi e, allo stesso tempo, anche su strada.

La nuova mescola di gomma, Gum-X, presente anche in questo modello, ottimizza l’aderenza su superfici asciutte e bagnate. Inoltre, il Power Adventure utilizza la tecnologia Bead 2 Bead, che consiste in uno strato supplementare che protegge l’intera carcassa ed offre un’ottima durata.

Per la mtb sono disponibili diverse scelte, a seconda del terreno che si affronta in gara
Per la mtb sono disponibili diverse scelte, a seconda del terreno che si affronta in gara

Force e Wild: mountain bike

Le ultime due novità riguardano la mtb: si tratta dei copertoni XC2 e XC, sviluppati e utilizzati ai massimi livelli dal Team KMC-Orbea. Il primo dei due: il Force XC2 ha un battistrada che offre grip su molte varietà di terreni. I tasselli sono centrali ed allungati, per mantenere un’ottima efficienza di rotolamento e di conseguenza un’alta velocità di percorrenza. Quelli laterali, invece, posizionati in maniera progressiva, offrono stabilità nelle curve.  

I Wild XC, invece, si concentrano sull’aderenza e sulla trazione, sono progettati per essere usati su terreni morbidi e misti. I tasselli centrali distanziati ottimizzano l’autopulizia in condizioni fangose o con molta ghiaia. Anche questo copertone, nella parte laterale, offre un alto grip.

Michelin

Challenge Strada, scorrevolezza per lunghe distanze

27.03.2023
3 min
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Macinare chilometri su salite, pianure e discese. Farlo in sicurezza e al fianco delle prestazioni non è cosa semplice. Challenge ha come obiettivo quello di fornire al ciclista prodotti che fanno della qualità e affidabilità il proprio cavallo di battaglia. A rappresentare questa mission, quando si parla di bici da corsa, c’è il modello Strada. Questo pneumatico per tutte le condizioni combina un profilo arrotondato che elimina le asperità della pavimentazione ruvida con una costruzione che offre il massimo controllo e una bassa resistenza al rotolamento.

Grip e rotolamento

Pochi millimetri di estrema tecnologia applicata alla strada: questo, in breve, è ciò che rappresentano le coperture Challenge. Tanto sottili quanto importanti, le gomme permettono di modificare il comportamento su strada della bicicletta e le reazioni che essa manifesta in risposta agli input che le arrivano dal ciclista. Lo Strada è la copertura perfetta per le giornate più lunghe. Questo copertone per tutte le condizioni combina un profilo arrotondato che elimina le asperità dell’asfalto con una costruzione che fornisce sicurezza e scorrevolezza.

Il battistrada è spinato con mescola in grado di garantire un mix ottimale tra grip e facilità di rotolamento. Lo Strada è disponibile in più versioni per garantire ogni tipo di caratteristica o abitudine al quale lo sportivo è legato. Dalla praticità del copertoncino, alla performance del tubolare e per finire alla novità dei tubeless ready.

La bassa resistenza al rotolamento è un pregio dovuto alla sua costruzione ingegnerizzata
La bassa resistenza al rotolamento è un pregio dovuto alla sua costruzione ingegnerizzata

Più scelte

Challenge mette sul piatto un vasto ventaglio di scelte in grado di adattarsi ad ogni esigenza del ciclista. A partire dai copertoni fatti a mano che combinano molti attributi per creare i copertoni più comodi e fluidi alle alte velocità. I copertoni fatti a mano hanno una forma che permette alla carcassa di deformarsi naturalmente sulle imperfezioni della superficie e di minimizzare la resistenza al rotolamento.

Disponibile anche in versione vulcanizzata che regala un composto elastico, resistente alle abrasioni e soprattutto alle forze di trazione. Tra le caratteristiche condivise dalle varie versioni c’è il PPS (Puncture Protection Strip) un tessuto speciale posizionato tra il battistrada e la carcassa per aumentare la resistenza alle forature.

Le misure disponibili sono in tre: 25, 27 e 30 mm. Il prezzo consultabile dal sito parte da 42,90 euro. 

Challenge