Anche la Parigi-Roubaix 2022 è stata vinta da un atleta con ai piedi le scarpe Sidi Wire 2. Dopo il trionfo di Colbrelli dello scorso anno tra fango e pioggia, questa volta ci ha pensato Van Baarlea portare a casa la pietra più pesante del mondo. Quella vinta dal corridore olandese è stata una Roubaix dove polvere e vento hanno caratterizzato la corsa. Questi ultimi successi sono la dimostrazione di come le scarpe Sidi siano in grado di performare al meglio in ogni situazione.
Con Sidi la Ineos è riuscita ad imporsi su tutti i terreni, a dimostrazione della versatilità del modello Wire 2 Con Sidi la Ineos è riuscita ad imporsi su tutti i terreni, a dimostrazione della versatilità del modello Wire 2
Una settimana magica
Quella di Sidi è stata una settimana di corse davvero intensa e ricca di emozioni. Infatti, prima di conquistare per il secondo anno di fila il velodromo di Roubaix, era arrivata anche la vittoria all’Amstel Gold Race. A trionfare sul traguardo di Valkenburg, con un gran colpo di reni, è stato Michal Kwiatkowski. La particolarità? Anche il corridore polacco ha vinto con addosso le Sidi Wire 2.
La settimana di trionfi per Ineos e Sidi si è aperta con la Amstel conquistata da Kwiatkowski
Si è chiusa poi con la conquista della terza classica monumento della stagione: la Roubaix di Van Baarle
La settimana di trionfi per Ineos e Sidi si è aperta con la Amstel conquistata da Kwiatkowski
Si è chiusa poi con la conquista della terza classica monumento della stagione: la Roubaix di Van Baarle
Un delicato equilibrio
Le Sidi Wire 2 sono delle scarpe estremamente tecniche. Studiate e sviluppate per avere un equilibrio che favorisce la migliore prestazione su tutti i terreni. Una delle sue particolarità è nel sistema di chiusura, che, con il suo meccanismo centrale, permette un’equa distribuzione della tensione sul collo del piede. E’ stato aggiunto anche un innovativo pulsante che, se schiacciato, fa alzare una levetta per avere una miglior regolazione in corsa. Potrebbe essere stato anche questo uno dei segreti che hanno permesso a Van Baarle di vincere domenica.
Il sistema di chiusura si divide due parti: parte alta per il collo del piede e bassa per la punta
Il tacco è regolabile per una perfetta calzata
Il sistema di chiusura si divide due parti: parte alta per il collo del piede e bassa per la punta
Il tacco è regolabile per una perfetta calzata
Micro regolazioni
Il tallone è uno dei punti più delicati da far calzare all’interno della scarpa. Sidi ha ideato un sistema di regolazione che rinforza lo spoiler e migliora la calzata, permettendo di stringere il tallone in modo che non scalzi durante gli sforzi della pedalata.
Ogni lato del tallone può essere regolato in modo indipendente, per una calzata perfetta. Per una regolazione personalizzata, girare la vite verso il segno (più) per stringere il meccanismo e verso il segno (meno) per allentarlo.
Passato dalla Ineos alla UAE Emirates, Pavel Sivakov ha scoperto che lavorare per Pogacar è gratificante e semplice: lui tira e l'altro quasi sempre vince
Anche Chris Froome ha fatto… tappa in Sidi. Il campione britannico con Sidi ha vinto tutto: il Giro d’Italia 2018 e ben quattro volte del Tour de France. Froome ha recentemente approfittato della sua partecipazione alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali per passare dalle parti di Maser (Treviso) dove sorge il quartier generale Sidi. E proprio nel corso di questa graditissima visita aziendale, Chrisha raccontato come stia recuperando il proprio stato di forma e quanto i prossimi appuntamenti siano fondamentali per avvicinarsi al meglio ai grandi obiettivi di questa stagione.
Froome è passato a visitare la sede di Sidi prima di partecipare alla Settimana Coppi e Bartali
Chris in azione durante la breve corsa a tappe
Froome è passato a visitare la sede di Sidi prima di partecipare alla Settimana Coppi e Bartali
Chris in azione durante la breve corsa a tappe
L’emozione del Giro
«Nel corso della mia lunga carriera – ha affermato Chris Froome in Sidi – ho avuto il privilegio di vivere tantissimi momenti a dir poco indimenticabili. Non nego che tra questi il successo al Giro d’Italia del 2018 sia stato probabilmente il risultato più straordinario. Ero difatti perfettamente cosciente che dovevo fare qualcosa di assolutamente sensazionale per ribaltare la classifica generale, e così ho attaccato sullo sterrato del Colle delle Finestre: dando tutto quello che avevo e senza sapere come sarebbe andata. E alla fine, come spesso succede nel ciclismo, il coraggio ha pagato…
«Parlando poi degli anni successivi a quel bellissimo successo – ha aggiunto con una punta di malinconia – sfortunatamente con l’incidente prima della cronometro del Critérium du Dauphiné le cose non sono andate così bene… Ma questo fa parte della vita e dello sport. Quello che oggi posso dire è che per me è davvero importante poter fare ciclismo ad alti livelli e correre con una mentalità che sento ancora più forte di prima».
Froome indossa scarpini Sidi da 12 anni, le sue preferite sono le Shot2Froome indossa scarpini Sidi da 12 anni, le sue preferite sono le Shot2
Shot 2: potenza e sostegno
Chris Froome ha ovviamente anche parlato del rapporto che lo lega a Sidi, raccontando in modo particolare quanto l’aspetto tecnico sia per lui una parte fondamentale nella professione del ciclista.
«Fidarsi di una squadra che lavora con te e per te – ha aggiunto Froome – è davvero molto, molto importante, ed io sono estremamente felice di poter affermare di avere un rapporto speciale con tutte le aziende che mi sostengono. E tra queste c’è la Sidi. Pensate, mi alleno e corro con calzature Sidi da ben 12 anni, e oggi sono affezionatissimo al modello Shot 2. Quel che amo di queste scarpe è il doppio rotore in posizione centrale in grado di eliminare tutta la zona di pressione sul collo del piede migliorando la sensazione di chiusura.
«Ma anche la suola – ha aggiunto – realizzata con l’impiego di fibra di carbonio di ultima generazione, grazie alla speciale conformazione della zona metatarsale, è in grado di aumentare la trasmissione della potenza direttamente sui pedali, garantendo un sostegno e un supporto davvero ideali. Due dettagli… concreti in grado di rendere questo paio di calzature davvero speciali».
Il 2022 potrebbe essere l’anno di Gianni Moscon. Il passaggio del trentino dalla corazzata INEOS Grenadiers all’Astana Qazaqstan Team, al fianco di Vincenzo Nibali, ha rappresentato di fatto una delle grandi sorprese proposte dal recente “giro” di ciclomercato. Per Moscon sono cambiati la bicicletta – sempre italiana, da Pinarello a Wilier – i componenti e gli accessori montati sulla sua specialissima, l’abbigliamento, il casco… Un unico brand è rimasto invece “ai piedi” del “trattore di Cles” assicurando all’atleta un percorso di continuità: questo marchio è Sidi.
Il calco dei piedi di Moscon fra quelli dei tanti altri corridori che calzano scarpe SidiIl calco dei piedi di Moscon fra quelli dei tanti altri corridori che calzano scarpe Sidi
Obiettivo classiche
L’obiettivo principale di Gianni Moscon per questa stagione sono le Classiche, ripensando alla splendida Roubaix corsa lo scorso anno. E proprio qualche giorno prima di concentrarsi sui prossimi impegni stagionali, Moscon è passato presso il quartier generale di Sidi per un piccolo tour e una piacevole chiacchierata.
«Quando sei immerso nella frenesia della corsa – ha dichiarato Gianni – le emozioni non si elaborano con coscienza. Proprio a Roubaix mi ero reso conto di essere in testa e, pedalata dopo pedalata, ero concentrato solo ed unicamente su un unico pensiero: quello di arrivare al velodromo. Gli ultimi chilometri sono stati difatti come una cronometro. Dovevo raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile. Ero così concentrato che non ho lasciato nessuno spazio alle emozioni. Volevo solo gestire al meglio il mio vantaggio».
Gianni Moscon nei magazzini di Sidi, dove vengono stoccate le scarpe per tutti i corridoriGianni Moscon nei magazzini di Sidi, dove vengono stoccate le scarpe per tutti i corridori
In Sidi, Moscon ha anche raccontato della sua speciale inclinazione per questo genere di corse, ripensando alle prime volte in cui si è approcciato agli insidiosi e tecnici percorsi del Nord.
«In squadra quelle corse erano poco battute dai corridori che puntavano ad altre competizioni, quindi ho avuto da subito la possibilità di cimentarmi su questi terreni. Non era programmato, ma è stato davvero un amore a prima vista».
Con Sidi dai 14 anni
Rosella Signori, che ha accolto il trentino in azienda, si è detta entusiasta della volontà di Moscon di confermare la partnership con Sidi anche per il 2022.
«Lo scorso anno – ha confessato la Signori – Gianni ci ha regalato emozioni incredibili. Gli ultimi chilometri verso Roubaix sono stati letteralmente da cardiopalma: siamo davvero contenti di avere ancora un atleta così forte nel nostro grande team».
La sede di Sidi a Maser, proprio di fronte ai Colli AsolaniLa sede di Sidi a Maser, proprio di fronte ai Colli Asolani
Moscon, che calza Sidi sin dall’età di quattordici anni, da quando era esordiente, si è detto entusiasta di aver ritrovato gli atleti italiani che corrono con l’Astana Qazaqstan: anch’essi testimonial Sidi.
«E’ un po’ come tornare in famiglia – ha confessato – basti pensare che con Leonardo (Basso) e Simone (Velasco) ho corso da Under alla Zalf e da Castelfranco è passato anche Battistella.Per me quest’anno sarà come fare un salto nel passato… Con loro mi trovo molto bene: siamo amici. E sapere che saremo di nuovo in corsa con gli stessi colori mi fa sentire come se fossi a casa».
Samuele Battistella entra da quest’anno nella ampia squadra di atleti e testimonial Sidi. Il giovane corridore di Castelfranco Veneto, classe 1998, è stato campione del mondo U23 nel 2018 e corre dal 2021 nel team Astana Qazaqstan, con cui l’anno scorso ha vinto la bellissima prima edizione della Veneto Classic. Di recente ha visitato il quartier generale Sidi di Maser per conoscere nel dettaglio la produzione artigianale con cui vengono realizzate le calzature del marchio veneto.
Samuele Battistella ha chiuso la stagione con la splendida vittoria alla Veneto ClassicBattistella ha chiuso il 2021 vincendo la Veneto Classic
Una visita graditissima
«Quella che ci fatto Battistella – ha dichiarato Rosella Signori, la figlia del fondatore Dino – è stata davvero una bellissima sorpresa. Non posso negare che le visite di tutti gli atleti che sponsorizziamo e supportiamo tecnicamente durante l’intera stagione mi riempiono di gioia e orgoglio.
«Come succede in questi casi – continua Rossella – una giornata lavorativa si è trasformata in festa, ed aver avuto in sede Samuele è stato davvero un graditissimo regalo. Abbiamo passato un bel momento assieme a questo giovane, promettente e piacevole ragazzo. E devo ammettere che si è anche comportato bene in produzione! Siamo contenti che abbia acquisito maggiore conoscenza del prodotto. Sono convinta che entrambi faremo tesoro di questa giornata, come di tutti i confronti tecnici che inevitabilmente e fortunatamente si creano in occasione di incontri come questo».
Battistella all’interno dei laboratori di Sidi Battistella all’interno dei laboratori di Sidi
Una volta entrato all’interno dello stabilimento Sidi, Battistella si è letteralmente “tuffato” nel mondo della produzione artigianale di calzature per ciclismo. Si è messo al collo il grembiule realizzando passo dopo passo alcuni dei procedimenti che rientrano nei canoni specifici della manifattura produttiva delle calzature Sidi. Guidato dagli artigiani e da alcuni dipendenti Sidi di lungo corso, Battistella ha avuto l’opportunità di lavorare sulle sue proprie scarpe. In questo modo è riuscito ad apprendere in prima persona l’attenzione al dettaglio e la meticolosità che rendono unico ciascun paio di calzature Sidi…
Artigiano per un giorno
«E’ stato davvero incredibile – ha dichiarato Battistella – non avevo mai visto così da vicino la produzione di una grande azienda di calzature per il ciclismo. E’ stato veramente bello osservare con quanta esperienza venga affrontato ciascun passaggio. Il risultato di questo lavoro è sotto gli occhi di tutti, ma ciò che rende questo brand speciale è proprio il cosiddetto dietro le quinte. La storia, la tecnologia e il tempo che richiede la realizzazione qualitativa di un vero prodotto fatto a mano in Italia».
Calco del piede di Samuele Battistella che aiuta gli artigiani di Sidi a realizzare le scarpe per il corridore dell’Astana Calco del piede di Samuele Battistella che aiuta gli artigiani di Sidi a realizzare le scarpe per il corridore dell’Astana
«Le scarpe rappresentano una delle componenti fondamentali per un ciclista – ha proseguito il corridore – richiedendo una perfezione ed una cura che definirei da… orologiaio. Questa azienda è certamente un punto di riferimento per l’alta qualità nel proprio settore ed è emozionante vedere quante personalità del ciclismo e del motociclismo hanno scritto pagine gloriose di sport indossando queste scarpe. Una motivazione in più per i giovani corridori come me».
Il giovane corridore veneto ha inoltre colto l’opportunità per visitare il piccolo museo di Dino Signori: un luogo molto caro al fondatore della Sidi e davvero “colmo” di innumerevoli ricordi dei grandi campioni che hanno corso e vinto indossando ai propri piedi Sidi.
Pronto il ricchissimo catalogo Brn che sfoggia una fantastica livrea tricolore e presenta due novità. Le scarpe Kr01 e gli occhiali Rx Wide. E' già 2021
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Sidi rinnova le proprie scarpe Shot2. Un modello che vi abbiamo già presentato all’Italian Bike Festival di Rimini lo scorso settembre. Le scarpe amate dagli scalatori e dagli attaccanti si rifanno il look con una nuova colorazione: grigio-rossa che si aggiunge alle precedenti versioni: nero, bianco, nero-grigio lucido e blu galaxy.
La tomaia è disegnata con un grigio antracite al quale si aggiungono delle sfumature cromate. Un colore armonioso, deciso ma estremamente versatile. I dettagli posteriori ed il logo, invece, vengono messi in risalto dal rosso che dona carattere alla nuova versione delle Sidi Shot2.
Sulla suola sono ci sono delle nuove viti più resistenti all’abrasione dell’asfalto Sulla suola sono ci sono delle nuove viti più resistenti all’abrasione dell’asfalto
Versatile e performante
La nuova Shot2 mantiene le caratteristiche l’hanno resa una delle scarpe più amate dai corridori che necessitano di traferire ogni watt sui pedali. Grazie alla conformazione della suola C-Boost SRS la potenza viene completamente trasferita sul pedale. E’ disegnata e progettata in carbonio e dotata di una speciale conformazione metatarsale che le consente una miglior trasmissione della potenza.
Il tallone è totalmente integrato e rinforzato per non subire deformazioni
Inoltre è regolabile con il sistema Reflex Adusable Heel Retention Device
Il tallone è integrato e rinforzato per non subire deformazioni
Inoltre è regolabile grazie all’apposito sistema di chiusura
Il carbonio è un materiale estremamente performante ma anche soggetto a deterioramento. Sidi ha quindi deciso di rinforzare queste parti aggiungendo filo di nylon e poliuretano termoplastico: una plastica con molteplici proprietà tra cui elasticità, resistenza ad olio, grasso ed abrasione. Sono state cambiate anche le viti in acciaio inserendone delle nuove che resistono meglio allo sfregamento durante la camminata.
Sistema di chiusura Doppio Tecno3 Flex che riduce i punti di pressione sul collo del piede Sistema di chiusura Doppio Tecno3 Flex
Regolabili al millimetro
In ogni scarpa che vuole ambire al top la chiusura gioca un ruolo fondamentale. Sidi offre la propria chiusura migliore sulle nuova Shot2: la Doppio Tecno3 Flex. Nessun punto di pressione sul collo per il massimo comfort e trasferimento di potenza. La possibilità di modificare la chiusura della scarpa è micrometrica ed il rotore permette di apportare anche le più minime regolazioni.
Un altro punto interessante della scarpa è il tallone integrato, rinforzato ed alleggerito per evitare deformazioni dopo sforzi intensi e prolungati.
Sidi ha lanciato le nuove scarpe Shot 2 contraddistinte dalla nuova suola in carbonio C-Boost SRS e dal nuovo sistema di chiusura Doppio Tecno-3 Push Flex
Sidi rinnova nel segno di colori iridescenti la Genius 10. Scarpa stilosa che be si adatta a qualunque situazione, nel sengo di specifiche tecniche al top
Sidi ha supportato Sonny Colbrelli in ogni sua vittoria quest’anno. Il campione bresciano ha rispedito in fabbrica le sue scarpe per ben due volte in questa stagione. Per merito sia chiaro, a lui sono state dedicate due livree speciali. La prima versione della Wire 2 Carbon aveva una colorazione ad hoc con il tricolore che avvolgeva la scarpa a testimoniare il successo di Imola. La seconda invece, che utilizzerà nella stagione 2022, vede affiancata alla bandiera italiana quella europea a celebrare anche il titolo conquistato a Trento.
Vi abbiamo raccontato della sua visita in fabbrica a Maser. Dopodiché abbiamo sbirciato il dietro le quinte dell’adattamento della calzatura per le sue necessità. E’ arrivato il momento di sviscerare le caratteristiche che fanno della Wire 2 Carbon la scarpa vincente a cui si è affidato Colbrelli quest’anno.
Sulle Wire 2 Carbon di Colbrelli in risalto il tricolore di campione italiano e le insegne di campione europeoSulle Wire 2 Carbon di Colbrelli in risalto il tricolore di campione italiano e le insegne di campione europeo
Comfort e chiusura
La Wire 2 Carbon ha una tomaia confortevole grazie ai materiali premium ed eco-friendly che donano leggerezza e traspirazione. Per tradurre la massima espressione della potenza è fondamentale che la scarpa avvolga il piede e lo tenga ben saldo. Il meccanismo TECNO-3 centrale di questa calzaturacreaequilibrio tra la parte interna ed esterna della scarpa. La chiusura simmetrica garantisce una chiusura in grado di adattarsi a ogni tipo di collo del piede. Sul rotore è presente un pulsante che se premuto, fa alzare la leva così da agevolare la regolazione anche durante le fasi più concitate della corsa.
I sistemi di chiusura, sono completamente sostituibili. Inoltre sono stati migliorati grazie ad un nuovo tipo di cavo.
La chiusura centrale permette una calzata avvolgente e omogenea
I cinturini e i cavi sono interamente sostituibili e disponibili sul sito
La chiusura centrale permette una calzata avvolgente e omogenea
I cinturini e i cavi sono interamente sostituibili e disponibili sul sito
Tallone regolabile
Per avere una pedalata performante la parte del tallone è fondamentale che sia salda e avvolgente. In questo modello il meccanismo di regolazione del tallone rinforza lo spoiler e migliora la calzata permettendo di chiudere la parte posteriore della scarpa in modo più sicuro. Ogni lato del tallone può essere regolato in modo indipendente, girando la vite in senso orario o antiorario. La parte posteriore è in plastica e anatomicamente modellata, con il vantaggio di ridurre lo scivolamento e fornire massima potenza di trasferimento. Il tacco è in poliuretano ed è sostituibile in caso di rottura o usura.
Il tacco è regolabile per una perfetta calzata anche durante gli sforzi massimi
La suola VENT Carbon è interamente realizzata a mano in carbonio
Il tacco è regolabile per una perfetta calzata anche durante gli sforzi massimi
La suola VENT Carbon è interamente realizzata a mano in carbonio
La suola
Grazie a leggerezza e rigidità, la suola VENT Carbon ha un’ottimo trasferimento di potenza. E’ disegnata con una presa d’aria integrata e canali per la ventilazione e dispersione del calore. Il condotto può essere aperto o chiuso, per un comfort ottimale in ogni stagione. La suola è fatta a mano, interamente in fibra di carbonio a tramatura intrecciata, che massimizza la rigidità consentendo un grado minimo di flessione controllata in punta. Questa flessione, allevia biomeccanicamentelo stress ai tendini plantari e contribuisce a migliorare la circolazione. La regolazione dei tacchetti è facilitata dalla scala di allineamento con un margine di 10 mm in avanti e indietro.
Il prezzo consultabile sul sito delle Wire 2 Carbon è di 369 euro.
Vi avevamo raccontato pochi giorni fa della visita in Sidi di Sonny Colbrelli, il marchio che da quando corre per la Bahrain Victorious, gli fornisce le scarpe. Il campione europeo aveva detto come la forma particolare del suo piede fosse difficile da assecondare. E’ ormai diventato raro vedere un corridore con delle scarpe su misura visti i progressi dei materiali e dello sviluppo. Infatti, i pro’ tendono ormai ad utilizzare gli stessi prodotti che possiamo trovare in commercio.
Ce lo dice anche Denis Favretto: «I modelli che utilizzano i ragazzi in gruppo sono quasi del tutto simili a quelli che si trovano sul mercato. Le più grandi differenze si hanno per quanto riguarda la taglia o per le caratteristiche fisiche ed atletiche del corridore in questione. Nel caso di Sonny le scarpe che utilizza lui, le Wire 2, sono adatte a sostenere la grande esplosività degli sprinter. Oltre a lui in gruppo le usano anche Demare e Bettiol, tanto per dire due nomi…».
Sidi Wire 2, scarpe che Sonny utilizza dalla stagione appena conclusa, con le quali ha ottenuto i suoi più grandi successi Sidi Wire 2, le scarpe che Sonny ha utilizzato per la stagione 2021
Qual è la particolarità nei piedi di Colbrelli?
Ha un piede lungo ma molto magro, ha una fisionomia più unica che rara se pensiamo che ha il 45 di taglia.
Come avete lavorato per assecondare questa particolarità?
Abbiamo delle forme in fabbrica che riproducono il piede di Sonny. La scarpa, dalla suola alla tomaia, viene assemblata intorno a questo stampo, praticamente è come fare un abito su misura. I materiali utilizzati sono gli stessi che utilizziamo per la produzione industriale.
Come siete arrivati a fare questo stampo?
Direi che è stato un processo naturale, le prime scarpe che ha usato non avevano modifiche, tuttavia non si è mai trovato male. A testimonianza della validità dei nostri prodotti. Man mano che lavoravamo assieme abbiamo perfezionato i vari dettagli e siamo arrivati a ricreare la forma del suo piede.
Quanto lavoro vi è servito?
Molto, prima di arrivare a quella che possiamo definire la scarpa definitiva. Il feedback con l’atleta era pressoché giornaliero e, lavorando insieme, lui affinava la sua sensibilità arrivando a darci informazioni sempre più precise.
Con le Sidi Wire 2 in colorazione tricolore Colbrelli ha corso e vinto il campionato europeo a Trento Con le Wire 2 Colbrelli ha corso e vinto il campionato europeo a Trento
Quanto è difficile trasformare le sensazioni in parole?
E’ una questione di esperienza. Dopo tanti anni di lavoro fianco a fianco, il lavoro ormai è semplice. Lo dice spesso anche Dino Signori: «Gli atleti una volta trovata la scarpa giusta non dovrebbero mai cambiarla». E’ un lavoro lungo, ci abbiamo messo 4 anni.
Come è arrivato alle attuali scarpe?
Sonny è con noi dal passaggio in Bahrain, nel 2017. Le Wire 2, invece, sono nate solamente tre anni fa. Essendo con noi da molto tempo ha provato tutti i nostri modelli. Inizialmente ha indossato le Shot, per le prime due stagioni, ma non avevamo ancora la “forma” del suo piede. Nel 2019 e 2020 ha usato le Ergo 5 per cambiare il sistema di chiusura. Solamente da questa stagione ha iniziato ad usare le Wire 2.
Quindi ci siete voi alla base dei numerosi successi di quest’anno?
No dai, noi abbiamo solo lavorato per dargli comfort ed il miglior sostegno possibile. Il talento ce l’ha Sonny, diciamo che noi gli abbiamo fornito lo strumento per esprimersi al cento per cento.
Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate?
Le più grandi problematiche erano legate alla suola e alla chiusura. Ma con il fatto che siamo riusciti a ricreare la forma del suo piede le abbiamo superate egregiamente.
Sidi Shot 2 è la nuova versione della scarpa utilizzata da Sonny nel 2017 e nel 2018Sidi Shot 2, la scarpa usata da Colbrelli nelle stagioni 2017 e 2018
Come mai la suola?
Perché avendo il piede magro la suola andava adattata, tuttavia Sonny è un velocista, come detto prima, quindi sprigiona grande potenza. Dovevamo ridimensionare la suola ma senza fargli perdere il sostegno nelle volate.
Invece la chiusura? Sidi ha il suo sistema…
Ne andiamo molto orgogliosi. In quel caso il problema era che il corridore aveva la necessità di stringere molto la scarpa a causa della fisionomia del piede. Si è lavorato maggiormente sulla tomaia riducendola al minimo e risistemando, con piccole modifiche il sistema di chiusura.
Lo stesso Colbrelli ha detto che ormai non ha più neanche bisogno di “testare” le vostre scarpe.
Si riferivano a quelle con la livrea tricolore indossate al Tour de France. Sono parole che ci fanno immenso piacere perché vuol dire che lavoriamo bene insieme e che la strada percorsa ha portato ottimi risultati.
Sonny Colbrelli ha recentemente reso omaggio a Sidi, il brand veneto che gli fornisce le calzature. Ha visitato l’azienda di Maser al termine di una stagione che l’ha visto trionfare al campionato italiano, al campionato europeo e alla mitica Parigi-Roubaix. Tutti successi che abbiamo avuto il piacere di raccontarvi.
Sonny Colbrelli firma le Sidi tricolore con le quali ha vinto la Parigi-RoubaixSonny Colbrelli firma le Sidi tricolore con le quali ha vinto la Parigi-Roubaix
Wire 2, le preferite…
«Proprio il giorno del mio successo al campionato italiano a Imola – ha dichiarato Colbrelli – è scattato qualcosa nella mia testa. La maglia tricolore è un vero orgoglio per ciascun corridore del nostro Paese ed io sono davvero fiero di indossarla. Sono felicissimo, certo, dopo mesi di allenamento in altura lontano dalla mia famiglia sono finalmente riuscito ad ottenere un risultato che attendevo da tanto tempo. Qualche mese dopo ho avuto poi l’opportunità di riascoltare l’inno di Mameli anche sul podio del campionato europeo di Trento e poi alla Parigi-Roubaix. Incredibile».
«Vincere la classica più ambita, quella delle pietre, in una giornata infernale con tanto fango e acqua, è davvero qualcosa di unico. Ancora oggi, rivedendo i video di quella giornata e di quel successo, non riesco a credere di aver vissuto tutte quelle emozioni. Grazie Sidi».
«Personalmente – ha continuato Sonny – ho un piede con una conformazione particolare, non facile da assecondare, ma Sidi è sempre stata pronta a venire incontro alle mie richieste. Durante il Tour de France, quando mi sono arrivate le scarpe speciali con la livrea tricolore, le ho indossate immediatamente. Non è una cosa da tutti, ma io mi fido ciecamente di Sidi e so benissimo che le mie calzature sono realizzate al millimetro. La mia scarpa preferita è la Wire 2. L’ho scelta dopo aver provato tutti i modelli e devo dire che sembra sia stata concepita proprio per i miei piedi».
«E’ sempre bello vedere i ragazzi vincere – ha ribattuto Rosella Signori – come Sidi supportiamo Sonny da oramai molti anni, e sapere che ha coronato alcuni dei suoi sogni ci riempie di grande gioia. In qualche modo anche noi siamo parte di questa sua meravigliosa stagione, fornendogli il meglio delle nostre calzature per ciclismo. Frutto di una lunghissima esperienza nel settore con l’obiettivo (centrato) di assicurargli assoluto comfort e prestazioni al top».
Sonny all’interno dei reparti Sidi alle prese con gli attrezzi del mestiere Sonny all’interno dei reparti Sidi alle prese con gli attrezzi del mestiere
Un successo per il made in Italy
La visita che Sonny Colbrelli ha effettuato in Sidi ha anche rappresentato l’occasione per riconfermare la collaborazione esistente tra l’atleta e l’azienda. Un’attività che sancisce la volontà reciproca di sviluppare nuovi prodotti unendo alla lunga esperienza Sidi i preziosi feedback di chi, come Colbrelli, testa le calzature nelle condizioni più estreme. Il dialogo continuo tra il brand e gli atleti ha infatti contribuito all’impronta lasciata dall’azienda nel panorama del Made in Italy e dell’artigianato di settore.
La stagione 2021 non è stata diversa dai trend degli anni passati. Sidi è stata protagonista delle grandi competizioni internazionali e partecipe dei successi di grandi campioni. Sono numerosi i successi ottenuti: partendo dal Giro d’Italia con Egan Bernal e continuando con Richard Carapaz campione olimpico. Quella conquista dal corridore ecuadoriano è la quarta olimpiade vinta dall’azienda di Dino Signori. I successi sono poi continuati a Leuven, dove Elisa Balsamo è diventata campionessa del mondo nella categoria elite donne e Filippo Baroncini campione del mondo under 23. Gli ultimi successi sono arrivati sul parquet di Roubaix con Martina Fidanza vincitrice della medaglia d’oro nello scratch e Liam Bertazzo componente prezioso del quartetto iridato.
La Roubaix ha portato la tensione alle stelle. La foratura di Van Aert frutto di sfortuna? Per Gilbert è stato un errore. E resta il problema calendario
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Dagli anni ’70 Sidi è presente nel mondo del ciclismo con le calzature sportive. L’elenco dei professionisti che negli anni si sono serviti e ancora si servono delle calzature dell’azienda veneta (e con essa celebrano vittorie con livree speciali o chiedono prodotti ad hoc per esigenze particolari) è molto lungo. Una mole di richieste e responsabilità che non sempre si riesce a intuire. Ci siamo chiesti come si gestisca un anno al fianco delle squadre e lo abbiamo domandato all’anello di giunzione, nonché responsabile di Sidi per Teams & Athletes, Denis Favretto.
E’ lui che in prima persona accumula chilometri in tutto il mondo per fornire il materiale e coccolare gli atleti senza però essere invadente. Dal tricolore di Sonny Colbrelli che si tingerà presto con i colori dell’europeo, alle scarpe rosa di Egan Bernal in onore del Giro conquistato. Oppure per le richieste sgargianti come quelle di Alberto Bettiol: ogni colore fuori dal comune che viene prodotto è il primo a volerlo provare.
Scarpe tricolori a Roubaix, ma in corsa Colbrelli aveva i copriscarpeScarpe tricolori a Roubaix, ma in corsa Colbrelli aveva i copriscarpe
Si possono tirare ormai le somme di questa stagione ciclistica, com’è andata?
E’ stato sicuramente un anno positivo in termini di risultati e collaborazioni. Un po’ complicato, come immagino per tutti i colleghi del settore, per quanto riguarda le forniture. Tutto sommato è stata un’annata intensa. Siamo riusciti a fare tutto quello che ci eravamo prefissati.
Giri mezza Italia per seguire e coccolare tutti gli atleti?
Piu che mezza Italia, la giro tutta in lungo e in largo e non solo. L’attività che faccio è prevalentemente europea, dove si concentrano gare e la maggior parte degli impegni. Di solito sono io che li seguo in prima persona, leggermente più complicato negli ultimi 2 anni causa Covid. Per le corse cerchiamo di essere presenti senza essere invadenti. Loro sanno che ci siamo, al bisogno mi chiamano e cerco di risolvere velocemente.
Per i professionisti non europei?
C’è un periodo dell’anno, che è questo in particolare, dove gli atleti passano in azienda a salutare il fondatore Dino Signori e la figlia Rossella Signori, responsabile commerciale. Si fa il punto della situazione. Che siano australiani, statunitensi, sudamericani… Cerchiamo di intercettarli quando sono in Europa per seguirli meglio e magari farli passare in azienda.
Scarpa bianca per Bernal al Giro. La rosa celebrativa è venuta dopoScarpa bianca per Bernal al Giro. La rosa celebrativa è venuta dopo
Come si organizza un anno al fianco delle squadre?
Abbiamo una parte di magazzino, una sezione dedicata ai team. Che è pressoché fornita di materiali in pronta consegna. Poi abbiamo un reparto in produzione dedicato alla customizzazione dei prodotti per gli atleti che ne hanno bisogno all’occorrenza. Dopodiché si produce in base alla necessità dei corridori.
Sapete già quante scarpe specifiche per gli atleti dovete produrre?
Abbiamo uno storico, sappiamo quali atleti potrebbero avere una necessità della scarpa su “misura” con degli accorgimenti diversi rispetto al mercato e in base a quello sappiamo quante ne serviranno durante la stagione.
Per quanto riguarda le livree celebrative, le prevedete già?
Quelle si sperano sempre, ma non si prevedono. Scaramanticamente non la prepariamo mai, abbiamo i materiali in casa. Come la scarpa rosa di Egan Bernal per il Giro d’Italia. Oppure la tricolore di Sonny Colbrelli, mentre non è stata fatta quella europea nella speranza che potesse cambiare ancora colore…
Sonny vi ha dato da fare quest’anno.
Fortunatamente si, ed è un bel da fare. Con Colbrelli abbiamo un rapporto speciale lo incontriamo spesso. Per il campionato europeo gli abbiamo fatto i complimenti e sapendo che mancavano due settimane al mondiale, come da prassi a un evento europeo si fa una scarpa celebrativa. La domanda è stata: «Sonny facciamo le scarpe per l’europeo o vediamo se ci sono altri colori da aggiungere?». E scaramanticamente parlando abbiamo aspettato, l’obbiettivo mondiale era forte e chiaro. Purtroppo però sappiamo tutti come è andata a finire.
Per i mondiali di Imola dello scorso anno, per Bettiol scarpini Sidi azzurri
Invece per il Giro d’Italia 2021, le sue Sidi erano in tinta con i colori del team
Per i mondiali di Imola dello scorso anno, per Bettiol scarpini Sidi azzurri
Invece per il Giro d’Italia 2021, le sue Sidi erano in tinta con i colori del team
Quindi quella per il titolo europeo è in arrivo?
Stiamo iniziando a sviluppare qualcosa, lui ha finito la stagione adesso con quello che aveva perché non è uno di quegli atleti che non ama cambiare le scarpe durante l’anno. Ora abbiamo tutto il tempo per progettarla insieme e confrontarci.
Vi hanno mai messo in difficoltà con design particolari?
Abbiamo il reparto interno di ricerca e sviluppo che si occupa del design sempre attivo. Diciamo che richieste che hanno messo in difficoltà gli atleti non ce ne sono, anzi forse siamo più noi che mettiamo in difficoltà loro. A volte proponiamo qualche materiale particolare con qualche colore fuori dal comune. Ma anche qui abbiamo qualche atleta come per esempio Alberto Bettiol. Ogni colore particolare, sgargiante, fuori dal comune è il primo a volerlo.
Quindi non siete sempre voi a decidere i colori e i modelli?
Normalmente saremmo noi a decidere i colori e i modelli da fare utilizzare ai professionisti, uso il condizionale perché la nostra è un’azienda familiare in tutti i sensi, ovvero il rapporto che c’è con gli atleti è un rapporto di dialogo aperto, quindi se c’è un ciclista che ha esigenze particolari siamo a disposizione per assecondarlo, non siamo a senso unico ma pronti ad ascoltare.
Per i grandi Giri come funziona?
Parliamo di una componente molto particolare e delicata. Quando si cambia scarpa, per quanto tutte siano uguali tra di loro, la posizione della tacchetta sia copiata e incollata, comunque si va cambiare una parte sensibile. La scarpa celebrativa solitamente si fornisce nelle ultime tappe compatibilmente con esse. Come abbiamo fatto con Egan Bernal quest’anno. Se l’ultima tappa è una tappa passerella, tutti gli atleti vanno a cambiare le scarpe, la bici e tutto quello che si può… Se invece è una tappa decisiva come per esempio una crono o una tappa impegnativa, allora la scarpa celebrativa viene consegnata, ma non utilizzata in gara.
Sidi dai colori sgargianti nel giorno di Chateauroux all’ultimo TourSidi dai colori sgargianti nel giorno di Chateauroux all’ultimo Tour
Vi capita di intervenire all’ultimo momento?
Fondamentalmente cerchiamo di prevedere e lavorare in anticipo su tutti gli aspetti necessari, poi è chiaro che siamo pronti a tutto. Può capitare, ma tutti i ragazzi quando vanno a una corsa a tappe hanno almeno tre paia di scarpe e quindi due di scorta che tengono nella borsa del freddo in ammiraglia.
In un anno solare qualche capriccio o intoppo da parte di qualche atleta vi è capitato?
Fortunatamente no. Mi spiego meglio. E’ passato il messaggio agli addetti ai lavori e agli atleti, che fosse un anno dove i capricci non erano necessari e non erano nemmeno ben visti perché è stato un anno complicato per il settore. Se devo essere sincero, con gli atleti abbiamo un rapporto speciale e di fiducia reciproca e non ci sono state situazioni tali da metterci in difficoltà.
Avete testato sul campo qualche prodotto nuovo, magari nascondendolo tra il gruppo?
Non quest’anno, perché appunto quello che era in previsione era già stato testato. Non avevamo novità strutturali. Nel caso però in cui ce ne siano, ci rivolgiamo a qualche atleta fidato per recepirne le sensazioni e i feedback, che poi possono andare a ottimizzare il prodotto. Ma la bozza del catalogo 2022 era già pronta nel cassetto.
Vi state già preparando alla prossima stagione?
Sì, anche perché nel nostro caso, abbiamo atleti che provengono da tutto il mondo. Stiamo già lavorando con tutti gli atleti extra continente ancora in Europa dalle ultime gare, per anticipare la consegna del materiale per la prossima stagione, in modo che possano tornare a casa con già il necessario per potersi allenare per la nuova stagione.