Search

Colbrelli, queste lacrime portano al paradiso. E ora il mondiale

12.09.2021
4 min
Salva

Se potesse mettersi a saltare, Colbrelli rimbalzerebbe da Trento fino a casa. I tifosi con le sue bandiere hanno preso il podio d’assedio e quando Evenepoel lo manda a quel paese, il campione d’Europa un po’ accusa il colpo, poi però si lascia trasportare dalla gioia e se ne infischia. Rivede il Tour. Il male al ginocchio. Lo stop forzato. Livigno a rincorrere la condizione. Rivede le speranze e poi guarda la medaglia. Cosa vuole Evenepoel? Da che mondo è mondo, il più veloce non dà cambi al più forte in salita. Anche il ragazzino, crescendo, se ne farà una ragione. Quando arriva a portata di taccuino, l’Inno è già suonato, Colbrelli ha già versato le sue lacrime e ora indossa la maglia candida e azzurra d’Europa, con l’oro che squilla sulla pancia.

Con Cosnefroy ed Evenepoel, entrambi più scalatori di lui
Con Cosnefroy ed Evenepoel, entrambi più scalatori di lui
Racconta, dai…

Sono davvero contento, non è mai semplice partire da favorito. Correvamo in casa, non ero nella super condizione, perché un po’ di pressione me la sono messa. La nazionale girava alla grande e volevo ricambiarli.

Evenepoel avrebbe gradito un po’ di aiuto…

Non potevo dargli cambi. Anche lui sta andando forte e vuol dire che stavamo salendo a un passo importante. Io non avevo più la gamba fresca, però sapevo che dovevo tenerlo e non dovevo lasciarlo. Perché finita la salita, potevamo arrivare in volata.

S’è un po’ offeso…

Lui ha giocato le sue carte, io ho giocato le mie. E anche se sono più veloce, ho voluto andare sul sicuro. Non dargli tanti cambi, non ero fresco. E’ stata una giornata impegnativa, ricordiamo il mondiale di Trentin. Anche lui era il favorito con Pedersen e abbiamo visto come è andata a finire. Non volevo cascarci. Mi ha mandato a quel paese, ma io gli ho detto che avevo un po’ di crampi ed era anche vero (sorride, ndr).

Cosa c’era in quelle lacrime dopo l’arrivo?

La pressione di questa gara. Perché me la sono messa da me, volevo fare bene. C’erano la mia famiglia e i miei fans. Non capita tutti i giorni di vincere un europeo da professionisti. Quando sto bene così, posso competere ad alto livello. Non è il mondiale, ma un tassello molto importante della mia carriera.

Dopo l’arrivo, il bresciano è scoppiato in lacrime
Dopo l’arrivo, il bresciano è scoppiato in lacrime
A chi la dedichi?

La dedico a Cassani che ci ha creduto fino alla fine, anche se è il suo ultimo anno. Penso che possa lasciare il suo ruolo ancora da vincitore. E comunque c’è ancora il mondiale, siamo una squadra molto forte. Però intanto godiamoci questo giorno.

L’ultima curva?

Volevo passare per primo. L’ho fatta un po’ forte e anche se ero concentrato, ho sentito il grandissimo boato della gente. Vincere qua è stata davvero un’emozione doppia. Ho sprintato con un 54×14.

Quali sono stati i momenti decisivi?

Sicuramente la salita del Bondone, dove sono iniziati gli scatti. Poi la discesa perché l’abbiamo fatta davvero forte. Matteo (Trentin, ndr) è rientrato sui primi e il gruppo si è frazionato. Abbiamo fatto inseguire Mohoric che era uno dei favoriti e dovevamo farlo fuori. E da quel momento è stata una gara tirata, un po’ per i belgi e un po’ per i francesi. Scatti e controscatti, siamo rimasti in otto corridori e Remco metteva sempre il compagno a tirare e fare l’andatura. Finché all’ultimo giro ha dato una botta e l’ho tenuto bene.

Perché è speciale?

Perché ho vinto da favorito, sono davvero contento. Vuol dire che ho fatto un altro step importante. Ti metti tanta pressione e anche se c’è la gamba, rischi di complicarti la vita, invece è andato tutto bene.

Sul podio con Sonny, anche i figli Vittoria e Tommaso
Sul podio con Sonny, anche i figli Vittoria e Tommaso
E adesso si cambia maglia…

Mi dispiace coprire quella tricolore, perché l’avevo fatta disegnare così per me. Ma adesso ne indosso una ancora più importante.

La folla lo inghiotte sulla strada che porta in sala stampa, dove nella conferenza di rito ripeterà più o meno le stesse cose. Quando affianca e supera Evenepoel, non si scambiano nemmeno uno sguardo. Il giovane belga ha la faccia livida e probabilmente avrà bisogno di tempo per digerire la sconfitta. Anche questo lo farà crescere. Non si poteva andare avanti a suon di vittorie. Noi lo sapevamo, lui lo sta scoprendo. Ma l’atleta non si discute. E’ davvero fortissimo.