Van Aert e Jumbo sulle pietre: scatta l’operazione Roubaix

28.12.2023
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Le Classiche del Nord sono lontane, ma chi ha segnato in rosso quelle date già ci pensa. Wout Van Aert e la Jumbo Visma (che dal primo gennaio sarà Visma-Lease a Bike) sono tra quelli. Il team olandese era sulle pietre della Roubaix qualche giorno fa. Tra loro c’era anche Edoardo Affini, scudiero di Wout Van Aert nelle ultime edizioni e preziosa pedina della squadra (in apertura Photo News/HLN). 

Una pedalata di un centinaio di chilometri, come riportato dal file Strava dei presenti. Un modo per riprendere il feeling con le ruvide pietre che tanto hanno fatto male a Van Aert nell’ultima edizione della Parigi-Roubaix

Sul profilo Strava di Affini ecco la ricognizione degli ultimi 110 chilometri della Roubaix
Sul profilo Strava di Affini ecco la ricognizione degli ultimi 110 chilometri della Roubaix

Ripartenza sulle pietre

Affini lavora, insieme ai suoi compagni di squadra, per iniziare la stagione nel migliore dei modi. Anche in Jumbo Visma i gruppi sono divisi a seconda delle bozze dei vari calendari. C’è chi riparte dall’Australia, a breve, e chi, invece, riprenderà più avanti. 

«Anche in questo periodo natalizio – dice Affini – mi sono tenuto attivo, non ci si può fermare. Mi hanno dato un calendario indicativo, ripartirò dalla Omloop Het Nieuwsblad, quindi tra un mese e mezzo praticamente. E’ lo stesso inizio di stagione che ho da tre anni a questa parte e mi trovo bene, il tempo per correre ci sarà.

«Chi partirà dall’Australia – continua – è già in viaggio praticamente. Mentre noi che iniziamo dalle corse del Nord andremo in ritiro a gennaio, sempre in Spagna, per una decina di giorni. Ormai siamo tutti lì, se volessimo fare una corsa WorldTour non ci sarebbe alcun problema (dice con una risata, ndr)». 

Il feeling con le pietre va ricostruito passo dopo passo per arrivare pronti al grande evento
Il feeling con le pietre va ricostruito passo dopo passo per arrivare pronti al grande evento

Ritrovare la pedalata

E’ di qualche giorno fa, più precisamente del 20 dicembre, l’ultima ricognizione della Jumbo sulle pietre. Le poche foto sono rimbalzate da una parte all’altra del web. 

«In occasione della presentazione del team – spiega Affini – abbiamo sfruttato la vicinanza e siamo andati a fare una ricognizione sulle pietre della Roubaix. Non sono di certo le stesse pietre che trovi nella settimana della corsa, queste erano sporche e non curate, ma è sempre utile fare un giro. Si è trattata di una ricognizione nella quale provare i vari materiali: copertoni, pressioni, gruppo e tutto il resto. E’ utile perché non si ha modo di passare spesso su questi settori, alla fine se ci pedali sopra 3 o 4 volte all’anno è tanto».

Wout Van Aert “scortato” da Laporte durante la ricognizione del 20 dicembre (Photo News/HLN)
Wout Van Aert è stato scortato anche da Laporte durante la ricognizione del 20 dicembre (Photo News/HLN)

Un’idea di base

Curare tutto nel minimo dettaglio serve per arrivare al 100 per cento nel giorno della corsa. I materiali devono essere sicuri: forse il belga, scottato dalla foratura della passata edizione, ha deciso di prendere con largo anticipo l’impegno.

«Sicuramente la foratura fuori dal Carrefour de l’Arbre – continua Affini – non ha fatto piacere a Wout. Però in queste corse c’è anche una dose di sfortuna, noi dobbiamo arrivare pronti per quello che ci riguarda: la parte meccanica. La Roubaix mette sotto stress la bici nella sua interezza. Nel giorno in cui siamo andati a provare i tratti di pavè, abbiamo cercato di curare tutto. Bisogna arrivare nella settimana della corsa con una linea di cosa serve, non ci si può ridurre alla ricognizione del giovedì (quella che anticipa la gara, ndr). 

«Siamo partiti dal settore prima della Foresta di Arenberg e siamo arrivati fino al velodromo di Roubaix. Le velocità non sono state esagerate, ma in alcuni settori come la Foresta, il Carrefour e Mons en Pévèle devi spingere un pochino di più altrimenti non ne esci. E comunque spingere un po’ serve anche per testare i materiali, passeggiare non è utile».

Van Aert “cacciatore”

La Jumbo era presente in gran numero sulle strade della Roubaix, anche se foto e immagini sono state tutte per Van Aert. 

«Sfruttando il fatto che fossimo lì vicino per la presentazione del team – dice ancora Affini – eravamo un bel po’. Praticamente tutto il blocco delle Classiche del Nord, in totale eravamo in una decina. Una sorta di lista lunga. Wout l’ho visto concentrato, ma comunque sereno. In queste situazioni devi essere attento perché cerchi il “pelo nell’uovo”. Si fa il punto sui vari prodotti che i nostri partner ci mettono a disposizione».

Copertoni, pressioni, gruppo… La preparazione e i test dei materiali partono da lontano (foto Instagram)
Copertoni, pressioni, gruppo… La preparazione e i test dei materiali partono da lontano (foto Instagram)

Materiali e test

«Quella del 2024 potrebbe essere la mia quinta Parigi-Roubaix – conclude Affini – non ho un’esperienza esagerata, ma ho visto tanti cambiamenti tecnici. Uno dei più grandi riguarda la dimensione delle coperture, dovuta all’allargarsi della “luce delle forcelle”. Ora un copertone da 30 millimetri passa ovunque. Noi abbiamo provato diverse misure e, di conseguenza, varie pressioni. Un’altra grande novità arrivata nel tempo sono i tubeless e l’air liner, forniti da Vittoria.

«Nella ricognizione vanno valutate anche le parti meccaniche. Il cambio in una corsa come la Roubaix è messo tanto sotto pressione e lavora in condizioni uniche. La “cambiata” è diversa, la catena saltella su e giù e non essendo mai “in tiro” l’affidabilità deve essere massima. Trovare qualche criticità ora ci dà la possibilità di lavorarci su da qui alla settimana che precede la gara».