Squadra che vince non si cambia. Northwave ha rinnovato per altri cinque anni il proprio accordo di sponsorizzazione e collaborazione con Filippo Ganna, che continuerà così a supportare il marchio fino alla stagione 2028 (!) nello specifico sviluppo delle calzature per il ciclismo. L’estensione di questa partnership per un periodo di tempo così lungo dimostra ancora una volta il profondo legame tra l’azienda veneta e il cinque volte campione del mondo: un sodalizio nato dalla volontà di unire e concentrare le forze mettendo in gioco ancora per molto tempo l’esperienza pluriennale di entrambi.
Non solo una semplice sponsorizzazione, dunque, ma un vero e proprio progetto volto a trovare insieme, stagione dopo stagione, il prodotto e le soluzioni tecniche che più soddisfano le esigenze di ciascun praticante ciclista. Come avvenuto nel corso delle ultime sette stagioni, Filippo “Top” Ganna lavorerà a stretto contatto con il reparto R&D di Northwave per contribuire allo sviluppo dei nuovi prodotti alto di gamma della collezione: come le nuovissime Extreme Pro 3, la massima espressione in termini di prestazioni e design nel campo delle calzature road/corsa di Northwave.
Da sinistra, Federica Piva, CEO Northwave, assieme a Filippo Ganna e a Gianni Piva che del brand NW è il fondatoreDa sinistra, Federica Piva, CEO Northwave, assieme a Filippo Ganna e a Gianni Piva che del brand NW è il fondatore
Ricerca, sviluppo e design
«Siamo davvero orgogliosi – ha commentato Gianni Piva, il fondatore di Northwave – di avere un campione del calibro di Filippo Ganna ancora nella nostra squadra. Siamo stati accanto a lui a Tokyo nel 2021 quando ha vinto la medaglia nell’inseguimento a squadre insieme al quartetto azzurro, e poi durante il Giro d’Italia, così come quando lo scorso ottobre ha stabilito il nuovo record dell’Ora. Ma siamo soprattutto orgogliosi che anche lui supporti ciò che facciamo e che riponga grande fiducia in Northwave: averlo al nostro fianco ci dà la carica per affrontare con grinta le stagioni che ci attendono».
Il nuovo modello ExtremePro3Il nuovo modello ExtremePro3
Fondata da Gianni Piva nel 1971, il quartier generale è a Montebelluna (la provincia è quella di Treviso), Northwave progetta e realizza calzature e accessori per lo snowboard (questi ultimi sotto il marchio Drake) e per il ciclismo. Grazie ad una filosofia che si concentra sulla ricerca dell’innovazione, della qualità, di un’estetica raffinata e di uno sviluppo sostenibile, nel corso dei decenni Northwave e i suoi prodotti si sono legati a sportivi di grande successo, tanto nel mondo degli sport invernali quanto in quello del ciclismo, affermandosi nel tempo come uno degli attori di maggior successo nel panorama delle calzature sportive.
Ricordate quando qualche tempo fa eravamo andati al Service Course della Jumbo-Visma? In quel regno del massimo ciclismo in mezzo a campioni, test, reparti di meccanica… siamo stati testimoni di un appuntamento davvero all’avanguardia e segretissimo: la consegna delle scarpe Nimbl.
Il team olandese e l’azienda italiana ci hanno aperto le porte per questa esperienza che ci regala un esempio concreto di quei marginal gains di cui tanto parliamo.
Un accordo incredibile
Un po’ come per la scelta dei nuovi gruppi, è stata la corazzata giallonera a contattare Nimbl. In test privati, dopo aver acquistato in incognito alcune paia di scarpe di varie marche, gli olandesi avevano visto che quelle italiane rispondevano ai loro canoni di performance. Da lì è germinato l’accordo, tra Jumbo-Visma e Nimbl.
«In effetti – racconta Francesco Sergio di Nimbl – i Jumbo ci hanno espresso il loro desiderio di correre con le nostre scarpe, ma visto che siamo un’azienda artigianale, la cosa all’inizio poteva “spaventarci”. Tra continental, WorldTour e squadra femminile qui ci sono 60 corridori, avremmo avuto difficoltà nella capacità di rispondere alle loro esigenze. E parlo proprio di produzione.
«Quando ci siamo trovati, avevo con me le scarpe e i loro tecnici mi hanno detto che le conoscevano. In qualche modo già le avevano provate ed erano rimasti soddisfatti. C’era solo un piccolo miglioramento da fare riguardo al sistema di posizionamento delle tacchette, ma solo perché loro avevano preso un modello prodotto fino a maggio.
«A quell’epoca ancora non avevamo un macchinario specifico e le faceva Luigino (Verducci, ndr) a mano. Ma in quanto a peso, rigidità e aerodinamica, erano soddisfatti dei nostri modelli».
Luigino Verducci e Francesco Sergio hanno unito le loro esperienze per il progetto Nimbl e la sfida Jumbo-VismaLuigino Verducci e Francesco Sergio hanno unito le loro esperienze per il progetto Nimbl e la sfida Jumbo-Visma
Sfida accettata
Pensate, una piccola realtà con base nelle Marche che opera sì nella sfera dell’altissima qualità, ma anche dei piccoli numeri, che si ritrova sul piatto una collaborazione con il team che ha appena vinto la classifica UCI e il Tour. Non solo, la vita di Nimbl è recentissima: due anni e mezzo. Alla base c’è la grandissima esperienza di Luigino Verducci e dello stesso Francesco Sergio nel mondo delle scarpe e dei materiali. Sin qui le collaborazioni con i professionisti erano state con i singoli corridori e non con i team.
«A quel punto ci siamo guardati in faccia. E ci siamo dettI: “Abbiamo la possibilità di collaborare con il più grande team del momento. Buttiamoci!”. E abbiamo accettato la sfida».
Parte quindi questa collaborazione e nei mesi intermedi tra le due stagioni, in attesa della fine del contratto col brand precedente, Nimbl realizza per i ragazzi della Jumbo-Visma un modello camouflage. Perché qui ogni cosa va provata e riprovata al millimetro. Sono le richieste del settore performance dei materiali, i quali volevano che i corridori appunto provassero le scarpe, anche per guadagnare tempo.
Col nuovo anno la collaborazione italo-olandese ha visto la luce (foto Instagram)Col nuovo anno la collaborazione italo-olandese ha visto la luce (foto Instagram)
Iniziano i lavori
Guadagnare tempo per metterle a punto. I feedback dei ragazzi infatti sono utilissimi. Quelle scarpe camouflage erano modelli standard e sono serviti come base di partenza per la personalizzazione, fiore all’occhiello di Nimbl e una delle peculiarità che ricercava la Jumbo-Visma.
«Una volta fatto l’accordo, abbiamo ricevuto le taglie dal team – va avanti Sergio – e abbiamo inviato le scarpe ad ogni atleta. Come potete vedere, a turno vengono qui e ci dicono cosa va bene, cosa bisogna cambiare, i dettagli da affinare.
«Essendo la produzione nostra, per noi è facile intervenire sulla tomaia, ma anche sul layup del carbonio. Non si tratta d’intervenire solo sulla forma, ma anche sulla rigidità. C’è infatti chi vuole la scarpa più rigida avanti e meno rigida dietro e chi il contrario. Per la realizzazione di una scarpa, c’è bisogno di circa 7 giorni, mentre per i piccoli cambiamenti servono mediamente 3-4 ore per corridore. Per alcuni abbiamo dovuto rifare la suola ex novo.
«Abbiamo sviluppato un’App con la quale annotiamo misure e richieste di intervento. Per esempio se c’è un corridore che ha un osso sporgente, cerchiamo di aumentare la parte esterna dove c’è il punto di pressione. O ancora, c’era un corridore che aveva una taglia 47 in quanto a lunghezza, ma una 44 quanto a larghezza. In questo caso abbiamo rifatto la suola nuova direttamente».
Dopo aver posto una striscia di nastro sul collo del piede, Verducci inizia il calco…Il gesso viene posato su tutto il piedeUna volta terminato, libera il piede dal gesso con un frullino (la cui lama è particolare e sicura)Ecco il calco finale con già i punti di maggior pressione individuati nel colloquio precedenteDopo aver posto una striscia di nastro sul collo del piede, Verducci inizia il calco…Il gesso viene posato su tutto il piedeUna volta terminato, libera il piede dal gesso con un frullino (la cui lama è particolare e sicura)Ecco il calco finale con già i punti di maggior pressione individuati nel colloquio precedente
Il calco
E mentre Sergio ci spiegava questo progetto, Verducci eseguiva il calco sugli atleti. Seduti su una sedia, a sua volta posta su un tavolo, l’artigiano marchigiano eseguiva un calco in gesso che riprendeva la forma esatta del piede fino alla caviglia.
Una volta ottenuto il calco, Verducci con un frullino apriva “la scultura” e sfilava il piede. In fase di realizzazione vengono presi in considerazione il calco, chiaramente, ma anche i feedback del corridore.
I feedback dei corridori sono importantissimi. Qui le prime indicazioni dopo aver provato il modello camouflage (prima del calco)I feedback dei corridori sono importantissimi. Qui le prime indicazioni dopo aver provato il modello camouflage (prima del calco)
Dettagli e progetti
Per il momento Nimbl ha messo a disposizione il modello Ultimate (con il Boa), Air Ultimate (con i lacci) ed Exceed.
«Perché i lacci? Non ci crederete ma le scarpe risultano essere più aerodinamiche. E non di poco, secondo alcuni test in pista sono emersi vantaggi fino a 4 watt».
Come dicevamo Nimbl ormai è presa totalmente in questo progetto. Dopo l’accordo c’è stato un grande riassetto aziendale, grazie al quale si prevede di raddoppiare la produzione, migliorare ulteriormente il sistema per il serraggio delle tacchette e lanciare nuovi modelli. In arrivo infatti ci sono un modello full carbon, uno special edition per il Tour e anche uno gravel.
Le indicazioni dei corridori sono annotate su un’AppLe indicazioni dei corridori sono annotate su un’App
Feedback preziosi
La cosa bella è che i corridori sono rimasti piacevolmente colpiti da questo nuovo modo di lavorare, questa personalizzazione così certosina. Uno di questi è stato Primoz Roglic, che ha tempestato di domande per oltre mezz’ora i tecnici di Nimbl (foto di apertura). Il lavoro a stretto confronto fa alzare l’asticella da entrambe le parti.
Un esempio di alcune domande? Si dice che il carbonio non aiuti molto a refrigerare il piede e vedendo così tanto carbonio gli stessi corridori hanno posto la questione a Sergio e colleghi.
«E’ una domanda che ci hanno fatto in parecchi – ha detto Sergio – noi abbiamo risposto che tra coloro che l’hanno utilizzata nei 40°C del Tour de France nessuno si era lamentato. Era ben più calda la suola in plastica di qualche tempo fa. Se ricordate c’erano corridori come Cipollini che con il trapano andavano a forare le suole. In ogni caso è un aspetto che abbiamo preso in considerazione e che non trascureremo».
Quando ieri mattina la Jumbo-Visma ha diffuso il video dell'abbraccio con Vingegaard, Van Aert era già a casa. Decisione presa nel riposo. Parla il diesse
Il brand italiano UDOG, produttore di scarpe ed accessori per il ciclismo, ha recentemente inserito in organico due nuove figure professionali decisamente “chiave” per poter proseguire spedito nel proprio percorso di crescita sui mercati. Nello specifico, si tratta di Luc Hall, nuovo direttore vendite (nella foto di apertura), e Francesca Pozzobon, già operativa nel fondamentale ruolo di “content manager”.
Luc Hall – ex professionista al Team Wiggins – arriva a UDOG direttamente dalla filiale inglese di Pinarello: contesto nel quale ha ricoperto la prestigiosa carica di brand manager.
Il modello Tensione nella colorazione Artic WhiteIl modello Tensione nella colorazione Artic White
«Sono estremamente lieto – ha commentato Alberto Fonte, fondatore e CEO di UDOG – di dare il benvenuto a Luc Hall nella famiglia di UDOG. Negli ultimi anni Luc ha maturato una grande esperienza nel settore del ciclismo, ed il suo inserimento all’interno della nostra giovane famiglia è estremamente focalizzato sull’ampliamento della rete distributiva».
«UDOG è più di un marchio – ha ribattuto Luc Hall – avendolo sin da subito considerato un progetto al quale oggi sono davvero entusiasta di potermi unire. Quella che andrò ad affrontare con UDOG sarà un’incredibile opportunità per espandere la mia esperienza a livello internazionale: non vedo davvero l’ora di guardare al futuro con UDOG!».
Alberto Fonte, fondatore e CEO di UDOGAlberto Fonte, fondatore e CEO di UDOG
Si gioca di squadra
Il progetto UDOG nasce nel 2021 in Veneto da ciclisti estremamente appassionati e motivati da una “mission” ben precisa: creare calzature per il ciclismo “intelligenti” e capaci di migliorare la propria esperienza in bici. I modelli in gamma sono oggi due: Cima e Tensione.
Autentico “motore” dell’iniziativa è Alberto Fonte, precedentemente brand manager di fi’zi:k e poi direttore vendite e marketing sia di Pinarello quanto di Kask. Ciclista competitivo da tutta la vita, con un amore spassionato per lo sport in tutte le sue discipline, dopo quindici anni di lavoro presso alcuni dei marchi più iconici del ciclismo, Alberto, insieme all’amico ed ex business manager di fi’zi:k e Crankbrothers Antonio Gerolimetto, decide appena due anni fa di creare questo nuovo brand: un marchio che è l’abbreviativo del termine Underdog, un’espressione sportiva che identifica un atleta in competizione dato per sfavorito ma in grado di catturare la passione dei fan. L’Underdog cerca di dimostrare che, con una spinta al successo, e un duro lavoro, chiunque può sorprenderci e vincere, chiunque può raggiungere i propri obiettivi: così nel ciclismo quanto nella vita.
Inverno vuol dire fango, sentieri, offroad. Durante questi mesi sono tanti gli appassionati che si cimentano nella sfide del ciclocross e altri che sperimentano nuove discipline. E’ il mondo che cresce, giorno dopo giorno, il bello della bici è anche questo: sperimentare. Per chi ama farlo al meglio in ogni situazione, Crono ha presentato delle nuove scarpe per offroad: le CX1.
La tomaia è in microfibra: leggera e traspiranteLa tomaia è in microfibra: leggera e traspirante
Punta e tallone rinforzati
La CX1 è un modello di scarpa estremamente tecnico e dal peso contenuto. In Crono hanno premiato la robustezza, mediante l’inserimento di una punta realizzata in gomma anti strappo. Anche il tallone è stato rinforzato per proteggere la parte posteriore del piede, una della più sollecitate nelle uscite in fuoristrada. Il design della CX1 è ideato per offrire il massimo scarico di detriti e di fango. La superficie centrale è disegnata per un grip ottimale per ogni terreno.
«Questa scarpa – ci racconta Stefano Stocco, titolare di Crono – nasce dal modello strada CR1. Una scarpa dalla quale abbiamo preso tanti spunti tecnici. Uno su tutti è la chiusura Boa bilaterale, per avere un calzata sempre salda. Un altro spunto portato anche su questo modello è la tomaia in microfibra: leggera e traspirante, tiene il piede al riparo da acqua e detriti ma allo stesso tempo evita l’accumulo di calore.
Il sistema di chiusura usato da Crono è il Boa Li2Il sistema di chiusura usato da Crono è il Boa Li2
Multi-Contact Closure System
Il sistema di chiusura utilizzato per la CX1 è il Multi-Contact Closure System: sviluppato da Crono stessa. Permette una chiusura avvolgente e distribuita su 8 punti di pressione diversi, eliminando il fastidio della linguetta e con una chiusura incredibilmente avvolgente.
Il Multi Contact System permette la trazione della prima fascia di chiusura della scarpa distribuita su due vettori. Questo consente alla CX1 di adattarsi molto meglio alle diverse morfologie dei piedi. Il sistema di chiusura lavora, inoltre, su una linea nella direzione dell’angolo del tallone e ne evita il sollevamento durante la pedalata.
La suola delle CX1 è realizzata in carbonio:, questo la rende resistente e performanteLa suola delle CX1 è realizzata in carbonio:, questo la rende resistente e performante
BOA Li2 e suola top
I rotori sono i BOA Li2 con cavo in acciaio rivestito e sostituibile, che consentono un miglior contatto con la scarpa. La regolazione è millimetrica e non è un problema agire sui rotori anche durante la vostra uscita.
La suola usata da Crono è la Carboncomp, il top di gamma del brand: rigida e robusta. Studiata per avere un grip eccezionale su qualsiasi terreno, anche nei momenti di “portage” (ovvero quando si superano ostacoli o sezioni con la bici in spalla, ndr). Grazie ai sei livelli di carbonio intrecciati, la trasmissione della potenza sui pedali è eccezionale.
Un’edizione limitata firmata proprio da Tadej Pogacar. Le Pogi’s sono le nuove scarpe di DMT realizzate in soli 500 esemplari e arricchite da una grafica inedita dove campeggia l’emblema del campione sloveno. I più attenti l’hanno intravista nella prova in linea ai suoi piedi nei mondiali australiani di Wollongong appena conclusi.
«Sono superleggere e hanno i lacci – ha detto Pogacar – sono molto comode e pesano poco più di 200 grammi, il che è molto importante per le salite perché ogni grammo può fare la differenza nei percorsi difficili».
Qui Tadej Pogacar con l’edizione limitata a lui dedicataQui Tadej Pogacar con l’edizione limitata a lui dedicata
Le scarpe del campione
La Pogi’s dispone di una costruzione innovativa con una tomaia interamente monopezzosenza cuciture e una reinterpretazione della classica chiusura a lacci. Comfort eccezionale e ottima traspirabilità. Aggiornata e testata da Tadej con la nuova suola Anatomic SL e una tomaia ancora più leggera.
Lo spessore variabile e le strutture a maglia fanno si che questa calzatura sia un concentrato di comfort anche per lunghe pedalate. L’iconica chiusura scelta da Pogacar è presente con gli occhielli per i lacci integrati per favorire una fasciatura del piede ottimale.
I lacci favoriscono una fasciatura del piede omogeneaNella parte posteriore è presente il logo di Tadej e il numero dell’edizione limitataI lacci favoriscono una fasciatura del piede omogeneaNella parte posteriore è presente il logo di Tadej e il numero dell’edizione limitata
Tecnologia 3D Knit
La costruzione Engineered Knit esclusiva di DMT elimina i punti di pressione e si adatta come un guanto. Utilizzando filati tecnici e specifiche strutture si uniscono le singole esigenze di ogni stile di pedalata ad ogni parte della scarpa.
Grazie a questa tecnologia le DMT Pogi’s risultano essere leggere, meno ingombranti, con un’eccellente vestibilità, maggiore traspirabilità e asciugatura veloce. Senza alcun compromesso fra calzata e supporto grazie alla costruzione leggermente elastica.
La tomaia interna favorisce un comfort ottimale e performance in ogni condizioneLa tecnologia 3D Kit permette una traspirazione molto performanteLa tomaia interna favorisce un comfort ottimale e performance in ogni condizioneLa tecnologia 3D Kit permette una traspirazione molto performante
Caratteristiche tecniche
La performance passa da tutti i dettagli e per la Pogi’s, DMT non ha fatto eccezioni. La suola implementata è in carbonio SL e gode di un’ottima traspirazione. Il massimo che un atleta possa richiedere per ottimizzare al 100% il trasferimento di potenza. Un ultimo dettaglio costruttivo si trova nella regolazione di 8 mm del tacchetto anteriore e posteriore.
Le taglie selezionabili vanno da 37 a 47 con la possibilità di scegliere i mezzi numeri dal 37,5 al 45,5. Il peso piuma della scarpa nella versione 42 ferma l’ago della bilancia ad appena 208 g.
Scarpe LIV Macha Pro, ossia disegnate e realizzate per l’utente donna. Noi le abbiamo provate in questa parte di stagione in cui l’estate è esplosa con particolare veemenza, mettendoci a dura prova.
La resa delle Macha Pro in fase di spinta è notevole: sensazione riscontrata immediatamenteLa resa delle Macha Pro in fase di spinta è notevole: sensazione riscontrata immediatamente
La prova su strada
Le nuove scarpe LIV Macha Pro sono super leggere, comode e si adattano perfettamente anche ad un piede magro. La chiusura con i Boa permette che la scarpa si stringa e si modelli perfettamente sul piede.
In più dopo parecchi chilometri ci si rende conto che questa scarpe traspirano molto e rendono piacevoli gli allenamenti anche a temperature elevate. E poi, cosa che non guasta affatto, sono belle, femminili e, soprattutto, dal momento che sono interamente bianche, anche molto eleganti.
La suola è in carbonio, le cuciture sono come saldature: la Macha Pro è leggera e filanteLa suola è in carbonio, le cuciture sono come saldature: la Macha Pro è leggera e filante
Cuciture invisibili
Entrando nel dettaglio tecnico, la tomaia è realizzata in poliuretano rivestito in rete e microforato al laser. Questo garantisce resistenza a lungo e la massima ventilazione. Le cuciture sono come saldate e questo riduce il peso, aumenta l’elasticità e dà alla scarpa un profilo snello.
Il tallone in TPU stampato ad iniezione garantisce una vestibilità aderente, eliminando lo scivolamento del tallone. Il collo è foderato in microfibra, mentre la soletta TransTexturaPlus ™, traspirante e removibile, consente di sfuggire al calore, mantiene i piedi freschi e offre la possibilità di regolare il supporto dell’arco plantare.
Le LIV Macha Pro sono disponibili oltre che in colorazione White anche in opzione Blur
La chiusura con doppio BOA permette di far aderire la scarpa perfettamente al piede
Le LIV Macha Pro sono disponibili oltre che in colorazione White anche in opzione Blur
La chiusura con doppio BOA permette di far aderire la scarpa perfettamente al piede
Suola in carbonio e doppio BOA
La suola appartiene invece alla nuova generazione ExoBeam, realizzata con una doppia piastra di carbonio che riduce il peso e aumenta la rigidità e l’efficienza nella fase di spinta. Inoltre riduce lo sforzo sulle articolazioni del ginocchio e della caviglia.
La chiusura a doppio BOA, distribuisce ottimamente la pressione e questo, unitamente al tallone imbottito e all’omogeneità della tomaia permette di bloccare il piede, personalizzando la chiusura senza rinunciare a un sol grammo di comfort. La microregolazione offre infatti una vestibilità e un supporto insuperabili.
Rachele Barbieri utilizza le LIV Macha Pro dall’inverno. Qui al Trofeo BindaRachele Barbieri utilizza le LIV Macha Pro dall’inverno. Qui al Trofeo Binda
«All’inizio soprattutto sul pavé – ci ha detto – non ero perfettamente a mio agio, poi sono venuti i tecnici LIV per farci le suole su misura e da quel momento sono state perfette. Sono rigide quanto basta, ma il piede sta comodo e abbastanza stretto. Nonostante siano bianche, ho fatto tutto l’inverno con il primo paio e sono ancora abbastanza pulite. Il materiale è molto valido e non si rovina con l’uso intenso. La chiusura con i Boa è molto comoda sia in gara che in allenamento».
Le LIV Macha Pro sono disponibili in due colorazioni: White e Blur. In entrambi i casi, il prezzo alla vendita, come indicato nel sito di Liv, è di 299,99 euro.
Sempre un passo in avanti. Sempre più nel dettaglio, tanto più quando si ha a che fare con i campioni e Nimbl, giovane realtà italiana e più precisamente del distretto artigianale delle calzature nelle Marche, lo sa bene.
Nella cronometro individuale di Verona, che chiude il Giro d’Italia numero 105 ai piedi di Vincenzo Nibali potremmo vedere una scarpa a dir poco innovativa, merito soprattutto della chiusura sotto la suola.
Il rotore di chiusura nella rivoluzionaria posizione sotto la suolaIl rotore di chiusura nella rivoluzionaria posizione sotto la suola
Monoscocca in fibra
Si tratta di un paio di scarpini super personalizzati. Le calzature sono state infatti realizzate sul calco del piede di Nibali, la cui misura è 42,5, e sono interamente in carbonio. Avete capito bene: pezzo unico e in carbonio.
Suola e tomaia sono un monoscocca in composito, che riproduce fedelmente il piede dello Squalo.
Quasi impossibile definire con precisione il carbonio utilizzato. Ci sono moltissime variabili nel layout della fibra stessa: la sua disposizione, i punti di pressione, quanto debba essere rigida o meno, la tipologia del piede… Di certo si tratta di un composito “madre” di prima scelta.
Le Nimbl da crono di Nibali. Design davvero super minimalista e peso piuma (165 grammi)Le Nimbl da crono di Nibali. Design davvero super minimalista e peso piuma (165 grammi)
Artigianato italiano
Ma la sua produzione non è affatto semplice.
«L’idea di questa scarpa – spiega Francesco Sergio, Sport Marketing di Nimbl – è nata quasi a caso. Ducci già produceva le scarpe in carbonio per la pista. Noi poi le abbiamo fatte agli olandesi, sempre su pista e con loro è venuta l’idea di portarle su strada. E di fatto il modello è “lo stesso”, ma con degli accorgimenti sul rotore di chiusura.
«Come detto, si tratta di una scarpa fatta interamente a mano e sul corridore. E prevede anche i difetti del piede. Il processo produttivo è piuttosto lungo. Si parte dal calco del piede da cui nasce un prototipo in fibra di vetro. Ed è questo primo modello che il corridore prova per la prima volta. Lo testa 3-4 volte, ma chiaramente ci fa pochi chilometri. Successivamente, in base alle indicazioni dell’atleta e alle eventuali modifiche, nasce un primo modello in carbonio che è quasi quello definitivo. Ancora test e si vanno a ritoccare i punti che segnala sempre il corridore. Punti di pressione, punti “più lenti”».
«A quel punto si passa al modello definitivo che solitamente va bene nell’80% dei casi. In alternativa è necessario produrre un quarto modello, con cui si accontenta il 100% dei casi. Pertanto tra la prima misurazione del piede al modello definitivo può passare anche un mese e mezzo. Ed è questo, il lavoro, non tanto il carbonio, che porta il prezzo di queste scarpe a 1.500 euro».
Tallone affusolato per scaricare al meglio l’ariaTallone affusolato per scaricare al meglio l’aria
Aero e leggere
In una crono quel che conta di più in assoluto è l’aerodinamica e Nimbl non ha lasciato nulla al caso. Per tale motivo ha posto il rotore per la chiusura al di sotto della suola. Non andando così ad inficiare il deflusso dell’aria sulla scarpa.
Non solo aerodinamica però. Peculiarità di Nimbl è il peso. E non lo è solo per questo modello. Ma vale tanto di più oggi che da scalare c’è la salita delle Torricelle.
Le Nimbl full carbon fermano l’ago della bilancia ad appena 165 grammi.
Adesso c’è solo da vedere se Nibali le calzerà per questa tappa finale del Giro. In teoria le condizioni ci sono tutte. La durata della crono non dovrebbe superare di molto i 20′ e la temperatura è alquanto fresca.
Va da sé infatti che una scarpa del genere, che punta alla massima prestazione, in termini di peso, rigidità e aerodinamica, non è fatta per essere areata. Pertanto in Nimbl stessa dicono che si può utilizzare per sforzi fino ad un’ora.
Nimbl Exceed è una calzatura ricercata, ambita e richiesta da da diversi campioni del pedale. Questa scarpa non è solo tecnicità allo stato puro, ma è la dimostrazione che la modernità del carbonio e dei rotori Boa possono convivere con quella sapienza artigianale del “fare le scarpe”. Abbiamo avuto l’onore di provarle.
La versione delle Nimbl Exceed con rotori Boa Li2La nuova versione delle Nimbl Exceed con rotori Boa Li2
Nimbl Exceed, evoluzione della specie
E’ uno dei due modelli top di gamma, l’altro è rappresentato da Nimbl Ultimate ed è un simbolo in fatto di rigidità, qualità dei materiali e capacità artigianale.La suola ha uno chassis rigido, completamente in carbonio e capace di mantenere quel tocco “fatto a mano” che è molto più che un valore aggiunto. E’ perfetta con le sue imperfezioni, che diventano un segno di distinzione per un tessuto composito lavorato hand made.
Ci sono le tre asole filettate per la tacchetta del pedale e ci sono i fori per aumentare l’ingresso e la fuori uscita dall’aria. C’è una protezione sulla punta e un tacchetto posteriore che aumenta il grip e protegge il carbonio. Si vede una sorta di nastro nella sezione centrale e anteriore, che protegge il punto in cui la tomaia entra nel carbonio.
La linguetta non è spessa e con quella scritta “fatto a mano” che fa sempre piacere
Il velcro che aiuta a stabilizzare la linguetta
La linguetta non è spessa e con quella scritta “fatto a mano” che fa sempre piacere
Il velcro che aiuta a stabilizzare la linguetta
Lo tomaia è come un guanto di velluto
Ci sono i due rotori Boa Li2 di ultima generazione, quello superiore con il cavo che tira in modo diretto, quello inferiore è incrociato. La linguetta è sottile e forata, non ci sono spessori aggiuntivi che aumenterebbero il peso e l’accumulo del caldo. Inoltre c’è un piccolo velcro che stabilizza la linguetta sotto la tomaia, migliorando anche la qualità della ritenzione in genere.
La tomaia è forata e ha degli spessori ridottissimi, ma non è per nulla cedevole, neppure nella zona della caviglia e nell’arco plantare. E’ cucita alla suola in carbonio e si vede in particolar modo nella parte posteriore.
L’interno della Exceed, l’intersuola è in pelleL’interno della Exceed, l’intersuola è in pelle
Dentro è essenziale
C’é uno strato che separa la soletta dal carbonio ed è in pelle. Una soluzione del genere da Nimbl te l’aspetti, ma quando la vedi e ne sfrutti le potenzialità, beh è un’altra cosa.
La soletta è minimale e il volume della calzatura lascia tanto spazio per un eventuale plantare personalizzato. E poi c’è il suo profilo basso, in particolare nella zona della caviglia, che aumenta ulteriormente quella sensazione di comfort e di libertà dei movimenti.
Il giro-caviglia è ribassato, a tutto vantaggio della libertà articolareIl giro-caviglia è ribassato, a tutto vantaggio della libertà articolare
Le nostre impressioni
Che scarpa! E’ rigida e si sente, ma non dà fastidio, perché i punti di pressione sono praticamente assenti. La suola ha uno shape che permette di sfruttare sempre una certa libertà delle dita. E’ come un… catino, un contenitore, più alto e avvolgente sul retro, con le due bordature davanti e ai lati. Le dita si muovono, ma il piede è ben saldo e non fa spanciare la tomaia, portando dei cedimenti ai bordi.
Esternamente, la suola ha due incavi non estremamente pronunciati e sono nella parte centrale. Aiutano a sentire la scarpa nelle fasi di spinta, a fare forza quando si è in piedi sui pedali. Non ha un arco plantare pronunciato verso l’alto, un fatto che per molti può essere un vantaggio non da poco. La Nimbl Exceed non si stacca mai dal piede. Il tallone è tondo nella sezione bassa e più chiuso verso il tendine: non scalza.
Il valore alla bilancia delle due scarpe con soletta all’interno
Il tallone asciutto, mentre la pianta ha un volume abbondante
Il tallone, non ci sono tessuti aggiuntivi che potrebbero generare calore
Il lato interno della scarpa che non ha un arco plantare pronunciato, piuttosto neutro
Il valore alla bilancia delle due scarpe con soletta all’interno
Il tallone asciutto, mentre la pianta ha un volume abbondante
Il tallone, non ci sono tessuti aggiuntivi che potrebbero generare calore
Il lato interno della scarpa che non ha un arco plantare pronunciato, piuttosto neutro
I rotori non comprimono
Merito della tomaia che dà modo di sfruttare a pieno le potenzialità dei due rotori Boa Li2. Proprio la tomaia aiuta a distribuire in maniera ottimale le pressioni che inevitabilmente si generano in fase di chiusura, distribuendole tra parte alta e i i bordi. Molto bene la funzione delle linguetta, che pur non avendo uno spessore esagerato dissipa a dovere.
E poi c’è la suola con i suoi bordi che, oltre a contenere il piede, permettono proprio alla tomaia di scaricare all’esterno, senza che il piede subisca pressioni e costrizioni.
La suola, con il suo shape, forma e la depressione centrale che la caratterizza
Una suola che invita a spingere e sostiene parecchio
La suola, con il suo shape, forma e la depressione centrale che la caratterizza
Una suola che invita a spingere e sostiene parecchio
In conclusione
La Nimbl Exceed è una calzatura costosa, 449 euro di listino, un fattore da considerare e che la rende una scarpa “non per tutti”. Ma probabilmente non vuole neppure esserlo, conservando così quella unicità che è parte integrante di questa calzatura artigianale, una sorta di esclusività che è parte del DNA Nimbl.
Le sue prestazioni, se valutate a 360°, sono difficilmente riscontrabili su altre scarpe da bici, considerando prima di tutto che è tutt’altro che scomoda, non obbliga a sacrifici e sofferenze. Il piede è sempre comodo, un comfort che proviene anche da una ventilazione ottimale e costante, ma anche dalla combinazioni di materiali di prim’ordine che non bloccano e non trattengono il sudore.
Fizik presenta la sua nuova opera d’arte in carbonio per ciclisti, la Tempo Decos Carbon. Una scarpa progettata per essere un agglomerato di prestazioni e comfort con un design pulito ed elegante.
Le caratteristiche tecniche di questa calzatura sono da top di gamma e combinano specifiche come rigidità e reattività in appena 228 grammi. La nuova chiusura BOA aggiunge qualità ed efficienza ad un prodotto ideato per soddisfare tutte le esigenze della strada, che sia montagna, pianura o discesa.
Il sistema BOA Li2 a un solo rotore permette una regolazione veloce e affidabile Il sistema BOA Li2 a un solo rotore permette una regolazione veloce e affidabile
Design minimalista
L’estetica di questa scarpa incarna un design semplice in pieno stile Fizik. La tomaia è composta da un resistente poliuretano laminato combinato con la rete di tessuto morbida. La calzata della Tempo Decos è avvolgente e permette al piede di rimanere ancorato alla tacchetta ed esprime al massimo l’energia sprigionata.
Oltre alla struttura, a favorire ciò c’è l’affidabile sistema di chiusura BOA. Su questo modello i tecnici Fizik hanno deciso di installare un singolo rotore bidirezionale Li2. La sua peculiarità è un’altezza del comando più bassa e una conseguente ergonomia utile per essere facilmente regolato durante la prestazione.
La suola in carbonio ha una posizione delle viti per le tacchettò arretrata per una migliore spintaLa suola in carbonio ha una posizione delle viti per le tacchettò arretrata per una migliore spinta
La più reattiva
Per definire l’efficienza di una scarpa, il trasferimento di potenza è sicuramente uno degli aspetti più determinanti. Questa Tempo Decos Carbon è stata ingegnerizzata per essere la più reattiva e rigida della gamma. Il carbonio della suola R2 è composto da un layup della fibra che consente di risparmiare peso e offrire una rigidità massima (indice 10). Questa caratteristica permette di avere una suola reattiva e scattante.
Ad ottimizzare l’energia espressa in fase di spinta c’è il nuovo posizionamento della tacchetta, leggermente arretrato rispetto alla tradizionale impostazione. A conferma di ciò viene massimizzata l’efficienza della pedalata e ridotta la compressione del ginocchio, nel caso di posizioni avanzate e aggressive.
Oltre a particolari performanti anche il comfort non è lasciato al caso. L’ampio ingresso di sfiato e la canalizzazione interna del flusso d’aria, permette una termoregolazione costante ed efficiente.
Il colore viola combinato con il nero dona estrosità e unicità alla calzatura
Disponibile in colorazione nera per un’estetica classica
La versione bianca esalta le forme semplici e aerodinamiche
La colorazione iridescente valorizza le linee morbide della scarpa
Il colore viola combinato con il nero dona estrosità e unicità alla calzatura
Disponibile in colorazione nera per un’estetica classica
La versione bianca esalta le forme semplici e aerodinamiche
La colorazione iridescente valorizza le linee morbide della scarpa
Specifiche e prezzo
La Tempo Decos Carbon è un concentrato di caratteristiche rivolte alla performance e al comfort che fanno di questa scarpa una valida compagna per ogni tipo di uscita. Con i suoi 228 grammi vanta un peso piuma in linea con le esigenze dei top di gamma.
Le taglie disponibili vanno da 36-48 (da 37 a 47 anche nelle mezze taglie). I colori selezionabili sono quattro: nero/nero, bianco, viola/nero e iridescente. Le scarpe sono acquistabili sul sito oppure presso i rivenditori autorizzati ad un prezzo di 290 euro.