Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo D'aiuto maglia di leader, General Store

Tra devo team e continental il gap si sta davvero chiudendo?

08.04.2026
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NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR) – Nella nostra intervista con il cittì della nazionale under 23 Marino Amadori, lo stesso tecnico ha sottolineato l’importanza che hanno avuto due corse a tappe come Giro di Sardegna e Coppi e Bartali nella crescita e nella costruzione della condizione per i ragazzi delle continental. Una serie di giorni di gara che hanno portato i corridori di queste squadre a lottare ad armi pari anche contro i devo team. 

Le stesse squadre continental durante l’inizio di stagione sono riuscite a valorizzare i propri ragazzi, in modi diversi a seconda del metodo di lavoro e della programmazione. Pensiamo a Lorello, terzo nella tappa di Valdobbiadene alla Coppi e Bartali, ma anche a D’Aiuto vincitore di tappa a Massalengo. 

Alzare il livello

Nel parcheggio dei pullman al Palio del Recioto, tra camper, ammiraglie e un sole che scalda come se fosse estate, siamo andati a parlare con i diesse di due squadre: General Store-Essegibi-F.lli Curia e Biesse-Carrera-Premac.

Il primo con cui abbiamo parlato è Daniele Calosso, diesse della formazione veronese. 

«Abbiamo voluto programmare la stagione – ci racconta – proprio con l’obiettivo di arrivare alle gare internazionali under 23 con dei giorni importanti di gara alle spalle. Ci eravamo resi conto che i ragazzi faticavano a essere competitivi con poche corse alle spalle, soprattutto di un certo livello. Per questo abbiamo investito su questo tipo di attività con Giro di Sardegna e Coppi e Bartali».

«E’ cambiato anche il metodo di lavoro – continua – infatti abbiamo strutturato il mese di gennaio con un ritiro di tre settimane in Spagna proprio per arrivare pronti a fine febbraio. In questo modo gli elite sono arrivati pronti per competere contro i professionisti, e allo stesso tempo gli under 23 hanno potuto macinare chilometri».

Giro di Sardegna 2026, Cristian Remelli
Le corse di inizio stagione sono state utili anche per gli under 23 dei team continental, qui Remelli alla prima tappa del Giro di Sardegna
Giro di Sardegna 2026, Cristian Remelli
Le corse di inizio stagione sono state utili anche per gli under 23 dei team continental, qui Remelli alla prima tappa del Giro di Sardegna

Struttura diversa

La programmazione è la base dalla quale partire se si vuole fare un certo tipo di attività, considerando la potenza e la forza che i devo team possono mettere in campo. Una strategia poco meno inferiore, o addirittura pari a quella delle formazioni WorldTour di riferimento.

«Con queste due gare a inizio stagione – spiega ancora Calosso – è cambiata la struttura, perché abbiamo una programmazione a lunghissima data. Già a novembre sapevamo come e dove andare a correre, un aspetto che ha permesso ai nostri preparatori e allo staff di lavorare al meglio. Di fatto ci siamo avvicinati molto al lavoro di una squadra development».

«Un approccio che ci ha permesso – conclude – di poter lavorare bene anche con gli elite, come D’Aiuto e De Cassan. Quest’ultimo andrà anche a correre il Tour of the Alps con la nazionale (sarà l’unico elite dei sette corridori selezionati da Amadori, ndr)».

Il lavoro della Biesse

Di fatto per le continental quel gap che sembrava incolmabile ora è diventato un gradino, e grazie anche all’aiuto della nazionale si può lavorare in maniera programmata. Come conferma Marco Milesi, diesse della Biesse-Carrera-Premac.

«Sicuramente i ragazzi hanno fatto un bel volume di lavoro – conferma – anche se abbiamo cambiato leggermente il metodo di lavoro per arrivare poi alle corse internazionali under 23 in forma. Come ho detto anche ai miei corridori queste gare ci saranno utili in ottica Giro Next Gen, dove negli anni passati tutti dicevano che le squadre italiane arrivavano con poche gare a tappe nelle gambe. Adesso grazie anche al supporto della nazionale al Tour of the Alps alcuni arrivano al Giro Next Gen con due o tre gare a tappe alle spalle».

Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo Agostinacchio
Le corse a tappe come Sardegna e Coppi e Bartali sono state utili anche per gli elite, che hanno avuto modo di mettersi in mostra
Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo Agostinacchio
Le corse a tappe come Sardegna e Coppi e Bartali sono state utili anche per gli elite, che hanno avuto modo di mettersi in mostra

Competitivi

Marco Milesi nonostante i devo team siano arrivati spesso al successo e si siano imposti nelle principali corse under 23 è fiducioso e dice che nonostante tutto la Biesse-Carrera le sue soddisfazioni se le è tolte. 

«Così come le altre squadre – continua – perché Lorello ha vinto al Piva, Bambagioni si è piazzato sul podio allo stesso Piva e poi al Belvedere. Insomma, io credo che con le formazioni di sviluppo del WorldTour si possa competere. Anche i nostri Vesco e Bicelli si sono fatti vedere, tra l’altro saranno anche con la nazionale al Tour of the Alps».

«Al contrario in ottica Giro Next Gen – dice Milesi – non cambieremo il metodo di lavoro, negli anni abbiamo visto che funziona bene e siamo stati in grado di farci trovare sempre pronti. Credo che l’abbinamento tra corse a tappe e altura possa darci qualcosa in più ancora».

Ivan Toselli, Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone

Caffè Borbone entra nel naming della Technipes #inEmiliaRomagna

27.02.2026
4 min
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Nel panorama del ciclismo italiano cresce anno dopo anno un progetto che unisce sport, territorio e impresa. Per la stagione 2026 il Team Technipes #inEmiliaRomagna vede Caffè Borbone entrare nel naming ufficiale della squadra. Un cambio di nome che non è solo formale. E’ il segnale concreto di una partnership rafforzata e sempre più strategica.

Il team, fondato nel 2019, nasce con un obiettivo preciso: valorizzare i giovani talenti del ciclismo italiano. La categoria è quella continental, snodo fondamentale tra il mondo dilettantistico e il professionismo. Qui si costruiscono carriere, qui si forma il futuro del ciclismo azzurro.

Per il 2026 il roster è composto da 13 atleti under 23 ed elite. Giovani corridori impegnati in un calendario di gare di alto livello, in Italia e all’estero. Competizioni che rappresentano un banco di prova tecnico e mentale. Un percorso di crescita progressiva, accompagnato da uno staff esperto e da una struttura organizzativa solida.

Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone
Il Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone è uno dei riferimenti del panorama ciclistico italiano giovanile
Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone
Il Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone è uno dei riferimenti del panorama ciclistico italiano giovanile

Visibilità importante

Come anticipato, la grande novità riguarda l’ingresso di Caffè Borbone nel naming ufficiale del team. L’azienda, un riferimento nel settore della torrefazione e del caffè monoporzionato, consolida così una collaborazione avviata già nel 2024.

Il nuovo assetto rafforza il ruolo di Caffè Borbone accanto al main sponsor Technipes, realtà imprenditoriale di Santarcangelo di Romagna attiva da quattro anni nel ciclismo continental. Insieme al progetto di marketing territoriale #inEmiliaRomagna, promosso da APT Servizi Emilia Romagna e dal Consorzio Terrabici, il team diventa sempre più un modello di sinergia tra sport e promozione del territorio.

Il marchio Caffè Borbone è presente sulle divise ufficiali dei corridori. Una visibilità che accompagnerà la squadra lungo le strade d’Italia e d’Europa, portando con sé un messaggio chiaro: investire nei giovani significa investire nel futuro.

Davide Cassani, Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone
La formazione continental potrà contare sulla carica e l’energia del Caffè Borbone prima di ogni gara e allenamento
Davide Cassani, Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone
La formazione continental potrà contare sulla carica e l’energia del Caffè Borbone prima di ogni gara e allenamento

Eventi, territorio, cultura sportiva

La partnership non si limita alla presenza del logo sulle maglie. Si sviluppa su più livelli. Coinvolge eventi di grande richiamo come il Suzuki Bike Day e il “Cassanata” Tour. Occasioni in cui atleti, staff e lo stesso Cassani incontrano appassionati e famiglie, promuovendo il ciclismo come stile di vita.

Un capitolo centrale è rappresentato dal Gran Premio Caffè Borbone, giunto nel 2026 alla terza edizione. La gara, dedicata alla categoria Juniores (17-18 anni), è in programma il 22 agosto tra Errano di Faenza e Brisighella. Un appuntamento che rafforza l’impegno verso la filiera giovanile, accompagnando i ragazzi nel passaggio dalla categoria juniores fino agli under 23 e agli elite. In questo percorso è coinvolta anche la Polisportiva Zannoni, storica realtà del ciclismo emiliano-romagnolo. L’obiettivo è chiaro: creare continuità tecnica e formativa. Offrire ai giovani un ambiente strutturato. Prepararli al salto nel professionismo.

Il Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone è guidato in ammiraglia da Francesco Chicchi
Il Team Technipes #InEmiliaRomagna Caffè Borbone è guidato in ammiraglia da Francesco Chicchi

Un modello di ciclismo sostenibile 

Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone, sottolinea il valore culturale del progetto. L’ingresso nel naming rappresenta un ulteriore passo avanti in una collaborazione basata su valori condivisi. Talento, disciplina, spirito di squadra. Elementi che nello sport diventano strumenti di crescita sociale.

Anche Davide Cassani evidenzia la sintonia tra le parti. Per l’ex cittì azzurro, il ciclismo è scuola di vita. E’ sacrificio quotidiano. E’ appartenenza al territorio. Vedere un brand italiano credere nel progetto significa rafforzare una visione di lungo periodo. Non è un caso che il caffè venga evocato come simbolo di partenza. Per molti atleti è il primo gesto della giornata. Un rito. Un momento di condivisione prima dell’allenamento o della gara. Un dettaglio che diventa metafora di coesione.

Il Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone rappresenta oggi un esempio virtuoso nel panorama del ciclismo italiano. Un progetto che integra imprese, istituzioni e promozione turistica. Una piattaforma che valorizza l’Emilia-Romagna come terra di sport e di eccellenza.

In un’epoca in cui il ciclismo professionistico richiede strutture solide e investimenti mirati, questa squadra dimostra che la collaborazione tra aziende italiane può generare opportunità concrete per i giovani corridori.

Caffè Borbone

Continental

Continental Terra Competition: la copertura gravel veloce (ma che grip!)

27.02.2026
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Forse dire che è una gomma senza compromessi può sembrare scontato. E’ però esattamente la definizione che meglio descrive la nuova Continental Terra Competition. Una copertura gravel pensata per chi non vuole scegliere tra velocità su asfalto e sicurezza sullo sterrato, ma pretende entrambe.

Una copertura nella quale è racchiusa tutta l’efficienza e la qualità di Continental che abbiamo potuto ammirare dal vivo a Korbach.

Il concept è chiaro: “blur the lines between road and gravel”. Cancellare i confini. Terra Competition nasce per l’all-road moderno, quello fatto di asfalti rovinati, strade bianche compatte, gravel leggero e tratti off-road più tecnici. E lo fa con un obiettivo preciso: velocità senza compromessi, aerodinamica migliorata e resistenza al rotolamento ridotta.

Continental
Il nostro test è iniziato in Germania, su fondo decisamente più umido, e proseguito sulle strade di casa, in Sabina, con la versione dalle sponde marroni
Continental
Il nostro test è iniziato in Germania, su fondo decisamente più umido, e proseguito sulle strade di casa, in Sabina, con la versione dalle sponde marroni

Protitipi al mondiale

Si alzano così oggi i veli sulla Terra Competition, ma noi abbiamo avuto il piacere di provarla in anteprima, su terreni differenti e in condizioni diverse. La prestazione resta al centro. Pensate che questa gomma era già montata sulle bici di alcuni atleti all’ultimo mondiale gravel: nonostante fosse un prototipo, i corridori non hanno voluto rinunciarvi.

Le parole di Alexander Haenke, MTB & Gravel Product Manager di Continental, chiariscono la filosofia del progetto: «L’idea è offrire uno pneumatico capace di unire l’efficienza su asfalto alla sicurezza necessaria quando il percorso si trasforma in sterrato, rispondendo a una richiesta sempre più concreta da parte dei ciclisti moderni».

Continental
La tassellatura appare più compatta al centro e più diradata ai lati: questo rispettivamente per scorrevolezza e grip
Continental
La tassellatura appare più compatta al centro e più diradata ai lati: questo rispettivamente per scorrevolezza e grip

Leggerezza e velocità

E’ giusto partire dal dato che più colpisce: il peso. Nella versione più leggera, quella da 35 millimetri con carcassa Race, Terra Competition pesa appena 345 grammi. Un valore che la colloca ai vertici della categoria.

La costruzione è monostrato, disponibile in due varianti: Race Casing, più leggera e orientata alla performance pura, e Trail Casing, più robusta e pensata per un utilizzo off-road impegnativo. In entrambi i casi troviamo una protezione tessile sotto il battistrada per migliorare la resistenza alle forature, fianchi rinforzati e compatibilità Tubeless Ready e hookless, con tallone in aramide pieghevole.

Le mescole sono due: Rapid, dedicata a chi cerca massima velocità e accelerazione su pianura e salite, e Grip, più equilibrata e votata alla trazione nei contesti più tecnici. Entrambe integrano la rinomata mescola BlackChili di Continental.

Le misure disponibili sono 35, 40 e 45 millimetri, con pesi che vanno dai 345 grammi della 35 Race Rapid, come detto, fino ai 530 grammi della 45 millimetri nella più robusta Trail Grip.

Continental
Grande lavoro è stato fatto anche in termini di resistenza alle forature. I TPI sono 330
Continental
Grande lavoro è stato fatto anche in termini di resistenza alle forature. I TPI sono 330

Scorrevolezza ma non solo

Il battistrada è uno degli elementi più interessanti. Terra Competition è progettata per applicazioni gravel veloci, con una tassellatura leggera adatta a terreni compatti, strade bianche e asfalti rovinati, in condizioni da asciutto a leggermente umido.

Al centro troviamo un’area quasi continua che favorisce la massima scorrevolezza in linea retta. Su asfalto, in certi frangenti, non sembra nemmeno una gomma gravel. Il confronto con la Terra Speed evidenzia un risparmio fino al 17 per cento in termini di resistenza al rotolamento, con benefici tangibili soprattutto alle velocità medio-alte.

Man mano che si procede verso la spalla, la tassellatura diventa più pronunciata. Qui entrano in gioco grip, stabilità in curva e capacità di evacuazione di terra, piccoli detriti e fango leggero. Il tutto con un disegno studiato anche per ridurre il drag aerodinamico, un concetto ormai centrale anche nel gravel moderno.

Continental
Sterrato e asfalto, ma anche fondi decisamente più tecnici: il Continental Terra Competition si è sempre mostrato a suo agio
Continental
Sterrato e asfalto, ma anche fondi decisamente più tecnici: il Continental Terra Competition si è sempre mostrato a suo agio

Come vanno

La prima volta che abbiamo testato le Terra Competition eravamo in Germania. Il fondo era variegato: foglie, tratti umidi, sezioni compatte e altre più sconnesse. La stabilità non è mai venuta meno. Ottimo il grip anche su un tratto sassoso in salita.

Ma ciò che ci ha stupito maggiormente è stato il comportamento sui sentieri di casa, quelli che conosciamo metro per metro. Dove avevamo un termine di paragone preciso, abbiamo percepito tutta la modulabilità di questa gomma.

Su fondo argilloso, teoricamente più adatto a una MTB che a una gravel, siamo sempre riusciti a cavarcela, anche sul bagnato. Nei single track il grip e quella sensazione di flow non sono mai venuti meno. Anzi, hanno esaltato la guida, rendendola più fluida e intuitiva.

E’ però fondamentale individuare la pressione corretta. Terra Competition dà il meglio quando si trova il giusto equilibrio tra sostegno e deformazione. Una volta centrato quel punto, la sensazione è quella di avere sotto di sé uno pneumatico che davvero cancella molti confini tra i vari fondi sterrati… e l’asfalto, che non va mai trascurato.

Continental

MG.K Vis Costruzione e Ambiente, 2026, bici evolve

evolve e MG.K Vis Costruzioni e Ambiente: una nuova partnership tecnica

20.02.2026
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Nel ciclismo di oggi, dove ogni singolo dettaglio può fare davvero la differenza, la sinergia tra ingegneria, visione sportiva e sviluppo degli atleti è diventata un fattore estremamente decisivo. In questo contesto si inserisce la nuova partnership tra evolve e il team MG.K Vis Costruzioni e Ambiente per la corrente stagione 2026. Un accordo che rappresenta un passaggio chiave per il brand emergente di biciclette ad alte prestazioni, pronto a validare le proprie soluzioni tecniche nel ciclismo professionistico.

Fondata su una filosofia orientata alla performance reale e al design “rider-first”, evolve compie così un salto di qualità. Dal mondo dell’ingegneria avanzata e dei test di laboratorio, il marchio entra nel vivo delle competizioni UCI. E lo fa scegliendo una squadra che, da oltre vent’anni, è sinonimo di continuità e formazione di talenti.

MG.K Vis Costruzione e Ambiente, 2026, bici evolve
Gli atleti del team MG.K Vis Costruzione e Ambiente correranno su bici evolve in questo 2026
MG.K Vis Costruzione e Ambiente, 2026, bici evolve
Gli atleti del team MG.K Vis Costruzione e Ambiente correranno su bici evolve in questo 2026

Una scuola di ciclismo

MG.K Vis Costruzioni e Ambiente nasce come struttura dilettantistica. Cresce rapidamente. Si consolida nel panorama internazionale fino a diventare una delle realtà continental più rispettate in Italia. Alla guida del progetto c’è Angelo Baldini, figura centrale nello sviluppo sportivo e organizzativo del team.

Nel tempo, sponsor e partner si sono avvicendati. La squadra è rimasta. Con una visione chiara e di lungo periodo. Il team si è affermato come vera e propria “scuola di ciclismo”. Un ambiente capace di accompagnare gli atleti verso i massimi livelli. Dal vivaio di MG.K Vis Costruzioni e Ambiente sono usciti corridori come Michał Kwiatkowski, Paul Double e Filippo Zana. Profili diversi. Stesso denominatore comune: crescita graduale e risultati concreti.

Un percorso che trova continuità anche nel presente. Tra gli ex atleti figura Ben Granger, oggi leader in un UCI ProTeam che nel 2026 correrà anch’esso su bici evolve. Un segnale forte. Coerenza progettuale. Visione condivisa.

evolve, bici, Roma, MG.K Vis Costruzioni e Ambiente
Gli atleti utilizzeranno il modello CIMA, telaio di punta del brand cinese dal peso davvero contenuto
evolve, bici, Roma, MG.K Vis Costruzioni e Ambiente
Gli atleti utilizzeranno il modello CIMA, telaio di punta del brand cinese dal peso davvero contenuto

Calendario internazionale

La struttura tecnica del team è uno dei suoi punti di forza. L’esperienza non manca. Lo staff può contare su figure come Paolo Tiralongo, protagonista in tutti i Grandi Giri, Maurizio Frizzo e Daniele Della Tommasina. Un mix di competenze che garantisce metodo, attenzione al dettaglio e sviluppo atletico strutturato.

I risultati parlano chiaro. La stagione 2025 ha confermato MG.K Vis Costruzioni e Ambiente come una delle squadre continental più competitive. Vittorie internazionali. Successi nel calendario italiano. Un terzo posto finale nella Coppa Italia delle Regioni alle spalle di formazioni Professional. Un dato che racconta solidità e continuità.

Da segnalare anche le partecipazioni al Campionato del Mondo UCI a cronometro a squadre. Un elemento che sottolinea l’efficacia del lavoro collettivo.

Per il 2026 il roster si presenta equilibrato e ambizioso. Giovani di talento. Atleti esperti. Corridori completi. Tra i nomi più attesi c’è George Wood, protagonista nel panorama U23 e già competitivo a livello internazionale. Accanto a lui, l’esperienza di Matteo Spreafico, vincitore di una corsa a tappe internazionale e presenza solida per le gare di più giorni.

Il “roster” è completato da profili come William Rees Harding, Francesco Parravano e Andrea Cantoni. Un gruppo versatile. Ideale per testare materiali in ogni contesto…

MG.K Vis Costruzione e Ambiente, 2026, bici evolve
Ecco la evolve CIMA nella colorazione ufficiale del team MG.K Vis Costruzioni e Ambiente
MG.K Vis Costruzione e Ambiente, 2026, bici evolve
Ecco la evolve CIMA nella colorazione ufficiale del team MG.K Vis Costruzioni e Ambiente

evolve CIMA: perfetto

Al centro della partnership c’è la evolve CIMA. Il telaio di punta del brand cinese. Progettato senza compromessi. Realizzato con una raffinata combinazione di carbonio TORAY T1100, T800 e M40. Peso di riferimento: 650 grammi in taglia M, senza vernice. Un equilibrio preciso tra leggerezza, rigidità e affidabilità in gara.

I test in galleria del vento a Silverstone hanno evidenziato un risparmio medio di 4,1 watt in abbinamento ai componenti aerodinamici KREUZA: brand quest’ultimo, assieme a quello produttore di ruote alto di gamma Elitewheels, della stessa proprietà di evolve. Un dato che si traduce in quasi 48 secondi su 40 km a 300 watt. Numeri concreti. Prestazione misurabile.

Durante tutta la stagione 2026, evolve e MG.K Vis Costruzioni e Ambiente porteranno questo pacchetto tecnico direttamente in gara. Ogni corsa diventa un banco prova. Ogni feedback contribuirà allo sviluppo.

Fondata da professionisti del settore, e da un ex corridore UCI, evolve si posiziona come un nuovo attore credibile nel panorama internazionale. La partnership con MG.K Vis Costruzioni e Ambiente nasce da valori comuni. Precisione ingegneristica. Performance sotto pressione. Crescita nel tempo, perchè nel ciclismo del futuro innovazione e tradizione non sono opposte: sono alleate.

evolve

Iridio Team Edition di Drali

Iridio Team Edition, la bici della Drali-Repsol per tutti

19.02.2026
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Da quest’anno Drali è title sponsor della formazione novergese continental che fino alla scorsa stagione si chiamava Coop-Repsol. Dal 2026 invece, e almeno per i prossimi tre anni, il nuovo nome è e sarà Drali-Repsol.

«Per noi rappresenta un’ottima opportunità di crescita», ci aveva detto il presidente di Drali Robert Carrara lo scorso novembre. «La squadra è ben strutturata e siamo orgogliosi di poter iniziare una collaborazione con un team innovativo, con cui condividiamo gli stessi valori e la stessa passione».

Naturalmente il nuovo team sarà equipaggiato con bici dello storico brand milanese, in particolare con il modello Iridio, una bici dalle spiccate caratteristiche aero. Ora Drali ha deciso di metterla a disposizione di tutti, lanciando la Iridio Team Edition: non una semplice replica, ma la sintesi del massimo della qualità di Drali pensata per i professionisti.

Drali Team Iridio
Iridio Team Edition è replica esatta della bici usata quest’anno dalla squadra norvegese Drali-Repsol
Drali Iridio Team Edition
Iridio Team Edition è replica esatta della bici usata quest’anno dalla squadra norvegese Drali-Repsol

Telaio Drali super aero, ma equilibrato

Partiamo dal telaio, il cuore della Iridio Team Edition. Essendo una bici pensata per il massimo delle prestazioni, l’attenzione principale è stata rivolta alla minimizzazione della resistenza aerodinamica. Le sezioni dei tubi sono state progettate con analisi CFD (Computational Fluid Dynamics), che hanno portato ad adottare profili ottimizzati per la gestione del flusso dell’aria in particolare nel tubo obliquo e nel reggisella. Quest’ultimo è anche disponibile in due diverse opzioni di arretramento, in modo che ognuno possa trovare la migliore regolazione biomeccanica.

La rigidità, aspetto cruciale per la trasmissione della potenza, è garantita dall’impiego di fibre di carbonio ad alto modulo orientate strategicamente. Specialmente dove serve di più, cioè nella zona del movimento centrale e del carro posteriore, punti cruciali per la reattività generale della bici.

Ma la Iridio Team Edition è anche un mezzo pensato per spingere al massimo per diverse ore. Infatti la geometria è stata affinata per mantenere un ottimo equilibrio tra efficienza e comfort sulle lunghe distanze, quindi anche quando più serve: negli ultimi chilometri di gara.

Iridio Team Edition di Drali
Il reggisella è disponibili con due arretramenti, in modo che ognuno possa scegliere il proprio set-up
Iridio Team Edition di Drali
Il reggisella è disponibili con due arretramenti, in modo che ognuno possa scegliere il proprio set-up

Componenti da pro’

Essendo la Iridio Team Edition una replica esatta del modello utilizzato dal team Drali-Repsol, tutti i componenti sono il meglio che si possa trovare sul mercato. Il gruppo è lo Shimano Dura Ace Di2, che non ha bisogno di presentazioni, impreziosito inoltre dalla guarnitura Fsa K-Force Team Powerbox. Questo particolare aumenta la rigidità strutturale della bici grazie alla costruzione in carbonio, e integra un misuratore di potenza di preciso e affidabile, strumento ormai imprescindibile anche per gli amatori evoluti. In più sfoggia una colorazione speciale che si abbina con quella scelta per la bici (di cui parleremo in seguito).

Le ruote sono le Vision Metron SL, anch’esse con un design estetico coordinato, assicurano il giusto mix tra aerodinamica e peso, e sono state accoppiate agli pneumatici Continental GP5000. Si tratta di copertoncini di altissima qualità, tra i migliori disponibili sul mercato, grazie alle loro bassa resistenza al rotolamento e grande aderenza su fondi diversi.

Per quanto riguarda il manubrio, la scelta è caduta sul cockpit Vision Metron 5D EVO. Questo manubrio è completamente integrato, cosa che non solo migliora la pulizia estetica e l’aerodinamica, ma assicura anche una maggiore rigidità strutturale dell’intera bici. Veniamo ora la sella, che è il modello SLR 3D Carbon di Selle Italia. E leggerissima (attorno ai 140 grammi a seconda della versione) e unisce il classico design SLR con la tecnologia di stampa 3D e un telaio in carbonio che, oltre ad abbattere il peso, assorbe al meglio le vibrazioni del terreno.

Iridio Team Edition di Drali
Il manubrio, come le ruote, arriva da Vision: integrato, aereodinamico e super rigido
Iridio Team Edition di Drali
Il manubrio, come le ruote, arriva da Vision: integrato, aereodinamico e super rigido

Colore (team edition) e prezzo

Infine il colore. La Iridio Team Edition riprende, com’è naturale, la livrea del team Drali Repsol. Di alcuni componenti personalizzati abbiamo già detto. Il telaio ha una base blu scuro profondo che omaggia il colore dominante della maglia, reso più aggressivo però dai dettagli giallo-arancio in stile Repsol nel tubo orizzontale e nella zona interna del telaio. 

Il prezzo di questa bici da professionisti ora a disposizione di tutti? 11.950 euro.

Drali Milano

Trofeo Piva 2025 (foto Bolgan)

Inizia la stagione U23: Amadori, cosa ti aspettti dalle continental?

13.02.2026
5 min
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Domani, sabato 14 febbraio, inizierà ufficialmente la stagione under 23 e saranno in programma tre gare: la Coppa San Geo, arrivata alla sua 102ª edizione, mentre in Toscana andrà in scena la prima delle due  corse del Mugello Circuit. Per il cittì Marino Amadori e il suo collaboratore Mario Scirea sarà il momento di iniziare a prendere le misure con i nuovi arrivati e di riprenderle con chi già c’era. 

«Il movimento under 23 purtroppo non si capisce bene dove stia andando a parare – dice Marino Amadori – questa è la realtà dei fatti. L’avvento dei devo team (dal 2026 tutte le squadre WorldTour ne hanno una, ndr), ha portato questa categoria ad essere sempre più di nicchia. Potremmo dire che siamo davanti a un ciclismo che va a due velocità. La conseguenza è che il movimento del nostro Paese ne soffra, ma come ne stanno soffrendo anche altre Federazioni».

Pro.Gi.T Team, under 23
Secondo Amadori le squadre continental e di club continuano un lavoro sempre più difficile, per questo serve la giusta programmazione
Pro.Gi.T Team, under 23
Secondo Amadori le squadre continental e di club continuano un lavoro sempre più difficile, per questo serve la giusta programmazione

Italiani all’estero

La quota di corridori under 23 italiani che militano in formazioni development è arrivata a 39 (32 in formazioni di sviluppo di squadre WorldTour e gli altri in quelle delle professional), un numero importante con il quale il nostro movimento deve fare i conti. Vedere così tanti ragazzi andare all’estero può far piacere, da un lato, ma d’altra parte è evidente come queste siano risorse in meno per le squadre continental italiane.

«La cosa che mi fa più specie – prosegue il cittì della nazionale under 23 – è che tanti di questi sono atleti al primo anno nella categoria. Capisco che la volontà sia intercettarli fin dalla categoria juniores, come capisco anche che un ragazzo giovane possa far fatica a rifiutare una formazione development. Però bisogna pensare anche al rovescio della medaglia. Molti di loro rischiano poi di rimanere con il cerino in mano. Per entrare poi nelle formazioni WorldTour l’imbuto c’è comunque».

I corridori che tornano dai devo team sono una risorsa per le squadre continental, come Favero (medaglia di bronzo agli europei su pista nell’inseguimento individuale)
I corridori che tornano dai devo team sono una risorsa per le squadre continental, come Favero (medaglia di bronzo agli europei su pista nell’inseguimento individuale)
Bisogna lavorare con chi rimane, compito che spetta alle nostre continental…

Lo dirò sempre, a queste realtà va fatto un plauso, così come a quelle di club. E’ grazie a loro che rimane in piedi la struttura cercando di proporre un calendario importante e di livello. Da questo punto di vista siamo fortunati perché l’Italia è uno dei Paesi in cui c’è il maggior numero di gare under 23. In questo modo riescono a proporre ai ragazzi un percorso di crescita e di realizzare il sogno di entrare nel professionismo

Riescono a confrontarsi con i devo team.

Quando succede il livello si alza e la competizione si fa più difficile, ma non impossibile. E’ chiaro che  i migliori siano in quella cerchia di squadre, ma non dimentichiamo che anche tra chi rimane in Italia si nasconde il talento da scovare e far crescere. Non tutti maturano nello stesso tempo o sono pronti a 18 anni. 

Nonostante la cancellazione della Nations Cup Amadori vuole che la nazionale rimanga un punto saldo per la crescita dei ragazzi
Nonostante la cancellazione della Nations Cup Amadori vuole che la nazionale rimanga un punto saldo per la crescita dei ragazzi
Le continental possono usufruire anche delle nuove gare realizzate dalla Lega Ciclismo?

E’ una bella occasione. Alla fine i devo team portano i ragazzi in gare dove si confrontano con gli elite. Senza dimenticare che le stesse squadre WorldTour se vedono un corridore valido gli fanno fare esperienza tra i grandi. Grazie a queste nuove gare (si partirà a fine febbraio con il Giro di Sardegna, ndr) le nostre continental potranno confrontarsi con i professionisti in maniera continuativa. E soprattutto fare delle gare a tappe, aspetto importante per la crescita dei ragazzi. 

Con quale obiettivo andrai a queste prime gare?

Per vedere come si sono strutturate le squadre e i nuovi corridori. Adesso ormai si ha tutto sotto mano tramite internet ma andare sul campo ci permette di capire se ci sono profili interessanti. E questo vale anche per le squadre di club. Iniziamo a capire chi può avere la possibilità di fare attività con la nazionale. Anche quest’anno non faremo mancare il nostro supporto, c’è sempre bisogno di tenere in piedi il movimento e di dare la possibilità ai ragazzi di realizzare il proprio sogno.

Amadori vuole fare un calendario importante per permettere anche ai corridori delle continental e dei club di fare sempre più esperienze internazionali (foto Tomasz Smietana)
Amadori vuole fare un calendario importante per permettere anche ai corridori delle continental e dei club di fare sempre più esperienze internazionali (foto Tomasz Smietana)
Che lavoro farete?

In questi giorni sto parlando con Elia Viviani e cerchiamo di capire, sicuramente faremo il Tour of the Alps. Avremo con noi dei professionisti, ma anche atleti interessanti in prospettiva futura di squadre devo e continental, con i quali cercare di mettere un mattoncino importante in termini di esperienza e di crescita. 

E’ un lavoro in prospettiva?

Nelle continental ci sono nomi interessanti, ci sono ragazzi che la scorsa stagione hanno indossato la maglia della nazionale nelle prove di Nations Cup. Nonostante la sua cancellazione vorrei tenere delle esperienze internazionali da proporre a questi corridori. Mi vengono in mente Lorello, Stefano Masciarelli, Riccardo Infantini, insomma i profili interessanti non mancano. Abbiamo anche Renato Favero, che torna dal devo team della Soudal, Arrighetti e tanti altri. Ho in mente una ventina di nomi, anche qualcuno in più, con cui vorrei lavorare. 

Il nostro devo team può essere la nazionale?

Esatto, la nazionale, con un calendario e un’attività di livello, può dare una mano alle continental a far sviluppare i talenti rimasti qui. L’attività giovanile non si ferma alla categoria juniores.

Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, ritiro 2026, Sardegna

Campana Imballaggi: preparazione in Italia e nuova vita da continental

02.02.2026
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Le prime pedalate della Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, come team continental, si sono svolte tra Sud Italia e Sardegna. Una fase di preparazione che porterà la squadra guidata da Alessandro Coden ad esordire il 14 febbraio alla Coppa San Geo per quanto riguarda l’attività under 23, mentre a fine febbraio ci sarà modo di esordire con i professionisti al Giro di Sardegna. Tutto può sembrare normale e facile, ma passare da squadra di club a continental il passo è lungo e impegnativo. La struttura c’è, la voglia di fare non è mai mancata. Non rimane solo che togliere il nastro e salpare. 

«Siamo stati a fare il primo ritiro stagionale in provincia di Lecce, a Gallipoli – racconta Alessandro Coden – abbiamo fatto una dozzina di giorni. Ora, invece, siamo alla Maddalena, in Sardegna. Qui uno dei nostri sponsor (Morbiato Costruzioni, ndr) ha un residence e lo lascia a disposizione del team e dei ragazzi da ormai un quattro o cinque anni».

Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, 2026 (foto Xpix)
Ecco i 14 atleti che compongono la rosa del team continental della Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino (foto Xpix)
Una scelta particolare quella di rimanere in Italia, in un momento in cui tutti volano in Spagna…

Saremmo dovuti andare anche noi in Spagna, dove si trovano i ragazzi della Biesse-Carrera. Un giorno parlando con Marco Milesi mi ha detto che gli era arrivata un’offerta per la Puglia. La sera torno a casa, controllo le email e vedo che la stessa offerta è stata inviata anche a noi. Così alla fine siamo andati in provincia di Gallipoli. Abbiamo risparmiato tanti chilometri ai nostri mezzi e il prezzo dell’alloggio devo dire che è lo stesso.

Com’è rispetto alla Spagna?

Tempo uguale, bellissimo e con temperature sempre tra i quindici e i diciotto gradi centigradi. Ha piovuto un paio di giorni, e in quantità davvero irrisoria. Un problema, se vogliamo trovarlo, è che nella zona di Gallipoli mancano salite lunghe sulle quali fare dei lavori. Si trovano tanti percorsi vallonati, che comunque sono utili quando si tratta di fare fondo a inizio stagione

Francesco Moser, Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, 2026 (foto Xpix)
La presentazione ufficiale della Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino è avvenuta a casa Moser, qui Francesco Moser con i ragazzi del team (foto Xpix)
Francesco Moser, Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, 2026 (foto Xpix)
La presentazione ufficiale della Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino è avvenuta a casa Moser, qui Francesco Moser con i ragazzi del team (foto Xpix)
In Sardegna è diverso?

Sì, qui di salite ce ne sono parecchie. La cosa comoda di venire a La Maddalena è che si tratta di un’isola grande dove se vogliamo fare un paio d’ore abbiamo modo di non doverci spostare. Per fare allenamenti lunghi e specifici prendiamo il traghetto e in un quarto d’ora siamo a Palau e da lì abbiamo tutto. 

Come sta andando il lavoro con i corridori?

Bene, quelli più grandi sono ormai due o tre anni che corrono e sono esperti per la categoria under 23. Al contrario i più piccoli, quindi chi esce dalla categoria juniores, hanno meno chiari certi aspetti che si dovrebbero quasi dare per scontati. Bisogna insegnare e spiegare tante cose, sembra che ormai l’interesse sia di farli andare forte senza però dare delle basi. 

In quale aspetto?

Un po’ su tutto. sul mangiare, sulla puntualità, su tante cose che in questi ultimi anni vedo non esserci più. Tutti questi ragazzini parlano di nutrizionista o sono seguiti ma poi non hanno chiaro il concetto del perché mangiare certe cose o sulle quantità. Il nutrizionista o il diesse non deve fare da guardia, ma se lavori con certe figure devi capire e imparare. Non farti guidare e basta. 

Avete tanti primi e secondi anni, come li state gestendo?

Li stiamo dividendo in base agli allenamenti e agli impegni che hanno in calendario. Abbiamo quattordici atleti, di cui nove tra primi e secondi anni. Tre di quarto anno e due atleti elite. La squadra ha già ricevuto parecchi inviti per gare all’estero, dodici o tredici in Belgio, altri in Inghilterra e qualcuno ancora in giro per l’Europa.  

Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, ritiro 2026, Sardegna
In questi giorni invece i ragazzi della Campana Imballaggi, guidati da Coden, sono in Sardegna, ormai è il quarto anno che vanno a pedalare sull’isola
Campana Imballaggi-Morbiato-Trentino, ritiro 2026, Sardegna
In questi giorni invece i ragazzi della Campana Imballaggi, guidati da Coden, sono in Sardegna, ormai è il quarto anno che vanno a pedalare sull’isola
Lo staff si è allargato?

Siamo in tre diesse, oltre a me ci sarà anche Roberto Sant e Darren Brown, inglese. Quest’utlimo curerà tutta la parte di gare che faremo all’estero, alcuni inviti in Inghilterra sono arrivati anche grazie a lui. In Belgio avremo anche un ritiro sul quale appoggiarci per tutto il periodo di gare. 

Come dividerete i corridori tra i vari impegni?

All’estero andranno i due elite sicuramente, la loro esperienza sarà importante. Poi aggiungeremo i ragazzi più grandi come può essere Volpato, ad esempio. In Sardegna partiremo con le gare professionistiche ma le useremo anche per far fare esperienza ai giovani. Gli altri ragazzi under 23 faranno le gare in Italia, tra nazionali e internazionali. Partiamo con la San Geo poi faremo le gare in Toscana. 

Un equilibrio delicato, viste anche le tante gare all’estero…

Da poco ci è arrivato anche l’invito dal Giro di Ungheria, siamo contenti del modo in cui stiamo lavorando e dell’attività che abbiamo programmato. Abbiamo dei corridori interessanti da far emergere, come Volpato e Simoni, che arriva dalla MBH Bank dopo un anno difficile. I nomi e la voglia di far vedere che il progetto funziona ci sono, quindi tocca rimboccarsi le maniche e partire.

Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol

Un pomeriggio con Kristoff: il team Drali-Repsol, i giovani e le continental

29.01.2026
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BUSNAGO – Nella sede di FSA è stata presentata la nuova squadra continental con affiliazione norvegese Drali-Repsol che vedrà in Alexander Kristoff uno dei volti di riferimento (in apertura insieme a Gianluca Pozzi e Robert Carrara di Drali Milano, foto Matteo Cicerone). Quest’anno, all’età di 38 anni, Kristoff ha lasciato il ciclismo professionistico decidendo di lanciarsi in un progetto nuovo per far emergere e dare spazio ai giovani talenti del suo Paese. 

La nuova Drali-Repsol ha sede a Stavanger, piccola cittadina sul Mare del Nord nella quale è nato anche Alexander Kristoff. Un passaggio quasi naturale e delicato dove l’esperienza di sedici anni da professionista potrà essere di supporto alla crescita dei giovani, in un ciclismo che si sta scoprendo sempre più veloce e selettivo in ogni parte del mondo. 

«Non ho mai corso per questo team – racconta Kristoff – ma negli ultimi anni mi sono allenato spesso con loro e i ragazzi che vivono a Stavanger. La rosa sarà composta da corridori provenienti da tutta la Norvegia, come se fosse un vivaio di futuri talenti».

Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, FSA Vision
Alexander Kristoff con la Drali Iridio equipaggiata FSA e Vision (foto Matteo Cicerone)
Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, FSA Vision
Alexander Kristoff con la Drali Iridio equipaggiata FSA e Vision (foto Matteo Cicerone)

Mentore

Il team Drali-Repsol, forte dei due sponsor e del supporto tecnico ricevuto da FSA, vuole lavorare per crescere e avere un progetto forte. Non si parla di crescita, ma di un lavoro costante e programmato nel breve-medio periodo. Lottare e confrontarsi con potenze economiche ben più strutturate (nonostante a Repsol, società petrolifera spagnola, il potenziale di investimento non manchi) è difficile.

«L’obiettivo – dichiara Kristoff – è quello di accompagnare i ragazzi nel passaggio dalla categoria juniores a quella under 23. E’ un momento delicato della loro carriera, nel quale il rischio di commettere errori o di farsi sopraffare da essi è alto. Io voglio essere per loro un riferimento al quale rivolgersi in ogni momento. Le categorie giovanili rimangono quelle in cui si deve correre, imparare, sbagliare e ripartire. Il ciclismo è uno sport in cui si migliora tanto attraverso il lavoro e l’impegno, io stesso sono diventato professionista dopo i 23 anni».

Dopo l’addio di Coop come sponsor è entrata una realtà come Drali…

In maniera silenziosa e poco esposta, ho fatto parte del team per diversi anni perché Coop era anche mio sponsor personale e sono diventato co-proprietario della squadra. Anche ora che Coop ha lasciato il progetto continuo a lavorare con il team, grazie a Drali possiamo proseguire e portare avanti l’attività della squadra continental norvegese più longeva. Si tratta di una realtà importante per il nostro movimento, che negli anni ha portato tanti corridori al professionismo. 

Anche perché la Uno-X, la squadra con la quale hai terminato la carriera, ha chiuso il devo team nel 2024

Aiutare i giovani norvegesi ad avere una squadra dalla quale partire per ambire al professionismo è importante. Questa è la principale motivazione che mi spinge a lavorare e investire tempo ed energie nel progetto. 

Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, FSA Vision
Da destra: Claudio Marra e Giorgio Marra di FSA insieme a Kristoff durante la presentazione del team (foto Matteo Cicerone)
Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, FSA Vision
A destra, Giorgio Marra di FSA insieme a Kristoff durante la presentazione del team (foto Matteo Cicerone)
Ora che la Uno-X è entrata nel WorldTour è possibile pensare di diventare una sorta di devo team?

Potrebbe essere una strada da intraprendere, è vero che ora alcuni dei migliori juniores saltano la categoria under 23, ma per un ragazzo norvegese avere un ambiente sicuro dove crescere è importante. Ha modo di conoscere tutti, lavorare in maniera tranquilla e senza stress. Anche io sono diventato professionista passando attraverso una formazione continental del mio Paese. Quando ero giovane, in Norvegia avevamo quattro o cinque squadre continental, adesso ne abbiamo solo due.

Avere una squadra WorldTour di riferimento può aiutare?

Non abbiamo una collaborazione ufficiale, ma il dialogo c’è e parliamo molto con i membri dello staff della Uno-X. In caso dovessero osservare dei giovani corridori, ma senza avere spazio nel team, noi possiamo diventare un supporto. Siamo ancora all’inizio del progetto, quindi nulla è ufficiale.  

Drali-Repsol potrebbe aggiungere, in futuro, anche una formazione juniores?

Al momento il budget non è sufficiente per una doppia squadra. L’anno scorso c’era anche la formazione femminile, che però ora si è divisa. Le ragazze riuscivano ad avere i loro sponsor e lavorare in maniera autonoma. Magari in futuro potrebbe esserci lo spazio per un progetto juniores

Secondo te potrebbe essere una buona idea o no? In Italia ne parliamo spesso perché i devo team prendono i migliori talenti e per le squadre continental è difficile andare avanti…

Questo è un problema anche in Norvegia. Molti dei migliori juniores e under 23, compreso mio fratello (Felix Orn Kristoff, ndr) saltano questo passaggio e vanno direttamente al livello successivo, nel WorldTour. Felix è andato nel devo team dell’Intermarché e poi è passato nella squadra professionistica. I migliori juniores al mondo hanno questa possibilità, ma non è per tutti. Grazie alle squadre continental molti corridori possono avere comunque un progetto e inseguire il loro sogno, avendo più anni per realizzarlo. 

Quando nel 2024 tuo fratello Felix ha dovuto scegliere per il suo futuro tu gli hai dato dei consigli?

Gli ho detto che sarei stato felice di vederlo con me alla Uno-X (che era ancora professional, ndr) ma lui aveva un suo progetto. Sono contento che l’abbia seguito, da un lato lo capisco perché ora i giovani sono più seri rispetto a quando ero junior io

Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, SciCon
SciCon fornirà gli occhiali al team Drali-Repsol, qui Kristoff insieme Claudio Fantin responsabile SciCon
Alexander Kristoff, Team Drali-Repsol, SciCon
SciCon fornirà gli occhiali al team Drali-Repsol, qui Kristoff insieme Claudio Fantin
Si è arrivati a un livello più alto?

Sì. Ad esempio il livello di Felix è molto più alto rispetto al mio alla sua stessa età. Questo lo si può vedere dai dati e dai numeri, la potenza non cambia e lui a 20 anni aveva valori migliori di quelli che avevo io. In generale, si vedono molti juniores entrare direttamente nel WorldTour e ottenere buoni risultati.

Tutto si estremizza?

Semplicemente questo non era possibile quando ero giovane. C’erano atleti giovani che arrivavano al professionismo, ma ora la cosa sembra più comune. Penso sia dovuto agli allenamenti e a uno standard elevato. Si vedono giovani fare altura, cosa che quando correvo io in quelle categorie non era possibile. Adesso ci si allena ai massimi livelli fin da giovani, ma non è uno standard per tutti e le squadre continental devono lavorare con chi ha voglia di crescere seguendo il proprio percorso.

Drali Iridio, Drali-Repsol

Drali-Repsol: ecco com’è nata la nuova formazione continental

21.01.2026
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MILANO – L’appuntamento con Manuel Colombo di Drali Milano è per la tarda mattinata di lunedì. Solo 24 ore prima il nostro interlocutore era in Belgio per Velofollies, fiera ciclo nata per il mercato del Benelux, e oggi sempre più evento di riferimento a livello internazionale. Anche per questo il nostro ringraziamento a Manuel per averci voluto comunque incontrare è tutt’altro che scontato. Dalle sue parole traspare subito la voglia di raccontare un progetto appena nato, ma già molto ambizioso.

Motivo della nostra visita è il voler sapere qualcosa di più sulla sponsorizzazione tecnica del team norvegese Coop-Repsol che da quest’anno si chiamerà Drali-Repsol e che ha fra i suoi proprietari l’ex professionista Alexander Kristoff. Ne avevamo già parlato a fine novembre e ci eravamo ripromessi di approfondire la notizia con chi aveva avuto un ruolo importante nel renderla operativa.

Drali Iridio, Drali-Repsol, Velofollies 2026
Ecco la Drali Iridio del team Drali-Repsol esposta alla fiera Velofollies appena conclusa
Drali Iridio, Drali-Repsol, Velofollies 2026
Ecco la Drali Iridio del team Drali-Repsol esposta alla fiera Velofollies appena conclusa
Come è nata la sponsorizzazione di un team norvegese fino ad oggi poco conosciuto in Italia?

Il 2025 è stato per noi un anno ricco di obiettivi da raggiungere, e senza dubbio il più ambizioso era quello di essere partner di una squadra professional. Inizialmente avevamo definito un accordo con una formazione già esistente, ma purtroppo, per ragioni economiche, il team ha dovuto interrompere a fine anno il suo progetto. A quel punto abbiamo avviato la ricerca di una nuova realtà e, consultando l’elenco UCI delle squadre continental, siamo rimasti subito colpiti dalla Coop-Repsol.

Per quale motivo?

Pur essendo il team norvegese con più storia alle spalle, più della stessa Uno-X, hanno una squadra giovanissima formata da ragazzi molto promettenti, tra cui il campione nazionale 2025 juniores. Lui come altri ragazzi del team sono già nell’orbita di varie formazioni WorldTour. Questo perché per loro è fondamentale dare spazio ai giovani talenti e accompagnarli nel passaggio al mondo professionistico. Una filosofia molto vicina alla nostra e che fino a oggi ci ha guidato nella scelta delle squadre che abbiamo deciso di sponsorizzare.

Drali Iridio, Drali-Repsol
La formazione continental norvegese correrà con le bici Drali, modello Iridio
Drali Iridio, Drali-Repsol
La formazione continental norvegese correrà con le bici Drali, modello Iridio
Cosa avete fatto allora?

Abbiamo organizzato una prima call conoscitiva durante la quale entrambe le parti hanno condiviso valori e obiettivi. Loro ci hanno raccontato che a fine 2025 terminava la sponsorizzazione da parte di Coop, che durava da più di dieci anni, e che quindi erano alla ricerca di un nuovo partner. 

Da parte nostra abbiamo espresso il nostro forte desiderio di crescita. Grazie ai numerosi punti in comune emersi nel corso della call, dalla lunga storia alla profonda passione per il ciclismo, abbiamo capito fin da subito che questa collaborazione avrebbe potuto generare grandi risultati e soddisfazioni reciproche.

Dopo la call, con Robert Carrara (uno dei proprietari di Drali, ndr) siamo andati in Norvegia per definire il nostro accordo di sponsorizzazione. Da lì è poi partita la corsa per organizzare il tutto, in particolare per la personalizzazione della bici, visto che eravamo già a novembre.

Che durata avrà la vostra sponsorizzazione?

Saremo partner del team per i prossimi tre anni, con la possibilità di rivedere insieme l’accordo al termine del 2026, qualora se ne presentasse la necessità.

Con che bici correranno i ragazzi del team?

Correranno con il modello Iridio in una livrea molto particolare, che abbiamo fatto scegliere ai nostri follower su Instagram tra quattro diverse varianti. Nel weekend di Velofollies la bici ufficiale della squadra era esposta presso il nostro stand e ha riscosso un grandissimo successo.

Alexander Kristoff, Uno-X
Il team Drali-Repsol avrà al suo interno una figura di grande esperienza come quella di Alexander Kristoff
Alexander Kristoff, Uno-X
Il team Drali-Repsol avrà al suo interno una figura di grande esperienza come quella di Alexander Kristoff
Cosa vi aspettate a livello di visibilità in Italia da questa nuova partnership? 

Ad oggi il calendario delle gare che il team andrà ad affrontare è ancora da definire. Nel nostro accordo è però previsto che la squadra gareggi anche in Italia. Sappiamo che sono in attesa di ricevere una risposta in merito dal Giro Next Gen.

…e all’estero?

Grazie all’apertura da quest’anno da parte del Tour de l’Avenir ai team e non solo alle squadre nazionali, non è da escludere una partecipazione della Drali-Repsol alla corsa a tappe transalpina. Questo ci offre l’opportunità di far conoscere il nostro brand a nuovi mercati. C’è anche un discorso di prestigio, data la collaborazione con una realtà come Repsol, riconosciuta in tutto il mondo. Poi c’è una bella iniziativa in programma a febbraio.

Di cosa si tratta?

Dal 11 al 14 febbraio il team ha organizzato un training camp ad Albir, in Spagna, con sponsor e ospiti. Parliamo di quasi ottanta persone. Anche noi come Drali Milano porteremo alcuni nostri clienti selezionati. Sarà un’occasione preziosa per vivere un’esperienza unica insieme al team, condividendone la quotidianità e respirando l’atmosfera che vive un professionista, in attesa del debutto ufficiale della squadra.

Drali