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Dal triathlon arriva Volpato, specialista per gare a tappe

27.10.2022
5 min
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Nel ciclismo attuale c’è ancora la possibilità di guadagnarsi spazio e scalare la ripida montagna che porta a un contratto fra i professionisti a suon di risultati. L’esempio di Leonardo Volpato è da questo punto di vista abbastanza indicativo. Il portacolori dell’Uc Giorgione approda al suo esordio fra gli under 23 nelle file della Colpack con la consapevolezza che i suoi successi di quest’anno gli hanno spianato la strada e spera che lo stesso avverrà nello stadio successivo, d’altronde niente come i risultati sono qualcosa di tangibile nel giudizio su un corridore.

Volpato è arrivato al ciclismo quasi per caso: «Posso dire di essere ancora nelle prime fasi della mia vita da ciclista. Fino a due anni fa facevo triathlon, ma mi accorgevo che era sempre più dura con una società per il nuoto, una per il ciclismo, poi gli allenamenti a piedi… Mi proposero di provare a fare qualche gara ciclistica e mi divertii molto, assolutamente senza ottenere alcun risultato, così passando nella categoria junior ho scelto di fare solo ciclismo».

Due anni indimenticabili all’Uc Giorgione sotto la guida del diesse Giuseppe Parolisi
Due anni indimenticabili all’Uc Giorgione sotto la guida del diesse Giuseppe Parolisi
Come ti sei trovato al tuo primo anno all’Uc Giorgione?

Ho dovuto davvero imparare tutto, fare un corso intensivo. Arrivavo sempre dietro ma intanto imparavo a muovermi in gruppo, a capire le tattiche di corsa. I risultati non arrivavano ma non me ne facevo un problema né mi arrivavano pressioni dal team. Quest’anno poi sono arrivati i frutti, ho iniziato a sentirmi sempre più a mio agio e sono arrivate le prestazioni importanti.

Che cosa è cambiato?

In questi mesi sono cresciuto da ogni punto di vista. Mi sono alzato di 3-4 centimetri e ho messo su qualche chilo di muscoli. Ma soprattutto è andata aumentando la mia esperienza e questo ha influito molto. Mi accorgo sempre più che è questo il fattore che fa davvero la differenza.

Per Volpato vittoria al Giro della Valdera a tappe, davanti a Scalco e Gualdi
Per Volpato vittoria al Giro della Valdera a tappe, davanti a Scalco e Gualdi
Hai un fisico da scalatore?

Sì, sono alto 1,78 per 64 chili quando sono in forma. La salita mi è sempre piaciuta, mi trovo bene e riesco davvero a fare la differenza, anche su quelle lunghe. Di contro sono praticamente fermo in volata, anche nei gruppi ristretti quindi per vincere devo cercare sempre la soluzione di forza.

Si parla molto di te come uno dei migliori prospetti italiani per le gare a tappe ed è un fatto importante, visto che non ce ne sono poi tanti…

Mi piacciono molto, non posso negarlo. Mi piace l’ambiente che si instaura nel corso dei giorni, la complicità che si stabilisce in squadra, la ricerca delle migliori tattiche. Ho una buona resistenza, vado migliorando col passare dei giorni, anzi un fatto che devo migliorare è il mio approccio perché i miei risultati peggiori sono sempre all’inizio. D’altronde ho affrontato sempre gare brevi, bisognerà vedere che cosa succede gareggiando su più giorni.

In gara con il Veneto al Giro della Lunigiana, Leonardo ha chiuso 7° grazie alla sua costanza
In gara con il Veneto al Giro della Lunigiana, Leonardo ha chiuso 7° grazie alla sua costanza
Sei stato tra i migliori italiani al Giro della Lunigiana. Che cosa ti è rimasto di quell’esperienza?

E’ stata qualcosa di diverso da ogni altra gara. E’ stata una grande esperienza gareggiare con corridori che normalmente non riusciamo a vedere se non in sporadiche occasioni, lì c’erano davvero i migliori. Si vede che in salita hanno una marcia in più, che soprattutto i francesi hanno un modo diverso di correre. La cosa che mi ha colpito di più è la loro capacità di guida: spesso si parla di salita, ma a me hanno impressionato in discesa, spesso non si nota quanto vanno veloce ma alla fine fanno la differenza. Questo rappresenta anche un fatto negativo: non correndo spesso con loro non conosciamo i loro punti deboli e quando li affrontiamo siamo quasi indifesi.

Tu hai fatto parte anche della spedizione italiana agli europei in Portogallo. Che esperienza è stata quella azzurra?

Vestire quella maglia è sempre qualcosa di speciale. Conoscevo tutti i compagni, avevamo chiara la situazione, dovevamo correre per Belletta per costruirgli la volata, ma la gara si è messa in maniera diversa. Faceva tantissimo caldo, io credo che abbia influito.

In azzurro agli europei di Anadia, Volpato è giunto 20°, a 2’39” dallo svizzero Christen
In azzurro agli europei di Anadia, Volpato è giunto 20°, a 2’39” dallo svizzero Christen
Ora passi di categoria, con chi?

Ho firmato con il Team Colpack, non vedo l’ora di iniziare con loro. Avevo avuto contatti con molte squadre, ma loro mi hanno convinto. Ora dopo qualche giorno di necessaria vacanza inizieranno i preparativi per la nuova stagione, ma con questo non dimentico quanto ho avuto dalla mia precedente squadra, mi hanno dato un grande esempio, mi hanno segnalato quando sbagliavamo. Sono stato fortunato a trovare un bel gruppo.

Che cosa ti aspetti ora?

Non mi pongo obiettivi specifici, voglio solo far bene, sin dal primo anno perché so che le grandi squadre guardano a quest’età, cercano già fra gli junior. Significa che bisogna far bene da subito. E’ chiaro che il mio sogno è un contratto da prof’, ma dovrò meritarmelo e già il primo anno sarà decisivo.