Colnago V5Rs, una bici da agonista senza compromessi

12.05.2025
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Colnago V5Rs è molto più che l'erede della V4Rs, è una bici tutta nuova nel progetto, nella sostanza e nelle prestazioni. E' certamente leggera ed elegante, ma è anche briosa, a tratti perentoria. Con tutta sincerità è la prima Colnago che si mostra così "cattiva", perché va guidata con decisione, a tratti senza tentennamenti, al tempo stesso è davvero gratificante.

Dopo la presentazione ufficiale e dopo aver visto la Colnago V5Rs primeggiare con il solito Pogacar, anche noi (a nostro modo) abbiamo voluto testarla a fondo, mettendola sotto torchio e mettendo noi stessi alla prova.

Rispetto alla V4Rs cambia tutto. Cambiano le risposte e l’impostazione in sella. Cambia radicalmente il feeling di una bici che, rispetto alla precedente, è un purosangue come poche altre, ma è anche più impegnativa ed esigente. Entriamo nel dettaglio della nostra prova.

Una taglia 51, con il manubrio integrato Colnago CC.01, la trasmissione Sram Red AXS (48×35-10×30). Le ruote sono l’ultima versione delle Vision SC45 gommate Pirelli da 28 (con camera d’aria), mentre la sella è Prologo modello Scratch M5 Nack. Il peso rilevato è di 6,85 chilogrammi (senza pedali), versione che ha un prezzo di listino di 11.800 euro.

La prima fase del test a Desenzano, poi circa 700 chilometri sulle nostre strade (foto Nicola Vettorello)
La prima fase del test a Desenzano, poi circa 700 chilometri sulle nostre strade (foto Nicola Vettorello)

Non è solo una questione di numeri

Ormai si contestualizza tutto grazie ai numeri, ai dati, eppure c’è ancora spazio per le sensazioni. Se vai forte e spingi pesante sui pedali, ma sei scomodo, prima o poi arriva la fase di cedimento. Se vai forte, sei comodo sulla bici e ti senti bene, sei un tutt’uno con il mezzo meccanico che ti segue e risponde ad ogni tua esigenza, i numeri diventano il giusto completamento di una gratificazione che, prima di tutto è personale. Questa considerazione è a nostro parere la sintesi perfetta di quello che rappresenta la Colnago V5Rs. E’ una bicicletta che trasmette tantissimo in fatto di resa tecnica, ma deve essere cucita in modo perfetto sulle esigenze dell’utilizzatore.

Colnago V5Rs è una di quelle bici dal DNA corsaiolo che quasi non traspare, se il giudizio parte dalla pura considerazione estetica. E’ sfinata, quasi minimale ed essenziale, non è voluminosa ed ingombrante. E’ elegante. Quando si monta in sella la valutazione relativa all’immagine che offre non cambia, ma quella convinzione di bici comoda e docile sparisce in un amen. Invita a spingere ed alzarsi di sella andando ben oltre i numeri che si leggono sul Garmin.

Cosa cambia rispetto alla V4Rs

Cambia tutto. Andiamo oltre al peso del telaio e della bici completa. Andiamo oltre i numeri di Pogacar, di quello che esprime quando è sulla V5Rs e proviamo a ragionare nell’ottica di una sfruttabilità di persone normali, che hanno wattaggi normali e usano una V5Rs prima di tutto per soddisfare il proprio ego, passione e voglia di pedalare su una bella bici.

La V5Rs è una bici molto più veloce a parità di allestimento, soprattuto nei tratti pianeggianti, vallonati e dove è necessario rilanciare la bici uscendo di sella. In questi contesti si percepisce il grande lavoro (che si può tradurre in una rigidità maggiore) che è stato fatto sull’intero comparto centrale. E’ molto più tosto rispetto al precedente e segue con una fedeltà non comune, diventando una bici estremamente divertente/efficiente/gratificante proprio in fase di cambio di ritmo. Paradossalmente (sempre dal lato utilizzo, al netto dei numeri), la bici risulta più comoda e fluida quando si pedala da seduti.

E’ completamente stravolto il setting della pedalata, a parità di taglia e biomeccanica. La V5Rs porta ad avere, in modo maggiore, il corpo centrato sul piantone e tutto caricato sull’anteriore. Si è molto più efficienti nelle diverse fasi di spinta ed in salita questo cambio emerge all’ennesima potenza. E’ altrettanto necessario darsi del tempo per abituare la pedalata ed a una dinamica dello sforzo che cambia inevitabilmente. In discesa la nuova Colnago è una belva, che impegna e deve obbligatoriamente essere guidata con tanta concentrazione, ma è una bicicletta chirurgica.

In conclusione

Per quello che concerne lai resa tecnica, una volta su strada, la nuova V5Rs offre tantissimo, ma chiede anche molto (sempre nell’ottica di essere sfruttata per quello che è e al massimo delle potenzialità). Colnago ha fatto bingo, perché sfruttando le caratteristiche e le richieste di Pogacar, mette sul piatto una bicicletta che non solo sfrutta i moderni canoni delle geometrie, ma diventa la Colnago più leggera e più corsaiola di sempre.

La V5Rs è una bicicletta che indossa l’abito da cerimonia ed il papillon, in realtà sotto nasconde una forza e una prepotenza non da sottovalutare, soprattutto per chi in bicicletta pedala per diletto. Eppure, come spesso ci piace sottolineare durante i bike test, le perentorietà caratteriali del mezzo, se gestite nel modo corretto e plasmate sulle esigenze soggettive, si trasformano in divertimento e piacere di guida. La V5Rs è una di quelle bici che possono fare la differenza? La risposta è sì, la Colnago V5Rs è una bicicletta super top di gamma che invita a stare con il gas aperto ed è superlativa un po’ su ogni terreno.

Colnago

La Colnago V5Rs di Longo Borghini: «Una bici che mi segue»

30.04.2025
6 min
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LIEGI (Belgio) – E’ stato un colpo di fulmine. Salire su questa bici è stato come un colpo di fulmine. Perché è reattiva, ti segue. Inizia così l’intervista a Elisa Longo Borghini che ci parla della sua nuova Colnago V5Rs.

Vi avevamo già detto di questa nuova perla del brand lombardo. Lo avevamo fatto da un punto di vista strettamente tecnico, della struttura, della costruzione… Ora passiamo all’atleta. Il riscontro della professionista è sempre qualcosa in più. L’atleta che sul mezzo ci lavora, ci gareggia, ci vince. Sensibilità che solo chi corre ad un certo livello può avere, tanto più che ha seguito l’evoluzione del mezzo, passando dalla Colnago V4Rs appunto alla V5.

La Colnago V5Rs di Elisa Longo Borghini
La Colnago V5Rs di Elisa Longo Borghini
Elisa, siamo partiti dalla reattività, come hai detto. Hai avvertito subito la differenza rispetto al precedente modello?

Sì, quando sono salita sul V5Rs ho detto: «Ok, questa è la mia bici. Non che il V4 non mi piacesse, anzi. Era una bicicletta con la quale ho avuto subito un buon feeling, ma il V5 è stato per me amore a prima vista.

Bello quando è così…

E’ veramente una bici leggera perché comunque è montata con le ruote Enve 4.5. E grazie anche alla mia misura di telaio, abbastanza piccola, è proprio al limite del peso imposto dall’UCI (6,8 chili, ndr). E’ veloce e in salita, come ho detto, è reattiva. Quando rilancio dopo le curve è una bici che mi segue, che viene con me. Per questo la sento mia e per questo mi piace tanto.

Questo è importante anche per il feeling in discesa. Immaginiamo tu sia più tranquilla…

Chiaramente avere una bici che comandi tu e che non ti porti lei dove vuole fa una grande differenza. In discesa sento che la posso mettere dove voglio io, la posso portare dove voglio io. Poi magari mi ribalterò alla prima curva! Però è veramente una delle biciclette migliori che io abbia mai usato.

Qual è il tuo setup preferito?

Il mio setup prevede le ruote Enve 4.5 quindi con profilo da 45 millimetri e i rapporti 11-34 al posteriore e 54-36 all’anteriore.

La soluzione 54-36 è un bel salto: 15 denti…

Sì, però con Shimano è una cosa che si può fare. In più i nostri meccanici hanno lavorato abbastanza su questo aspetto. Anche a casa ho fatto parecchie prove. E’ una soluzione che funziona, ovviamente bisogna avere una certa sensibilità nella cambiata, però, ripeto, con gli aggiustamenti da parte dei meccanici e la giusta sensibilità da parte dell’atleta si può fare.

Quali sono questi aggiustamenti oltre al “dente di cane”?

La regolazione elettronica e la corretta messa in posa dell’intero cambio stesso.

Restiamo in tema di rapporti, Elisa. Sei passata da Sram a Shimano: altri ingranaggi, altri sviluppi metrici. Come ti sei trovata?

Nel complesso mi sono trovata molto meglio con Shimano, non perché lo Sram non fosse un bel gruppo, anzi… In sei anni che l’ho utilizzato è sempre andato bene. Però Shimano ti dà la possibilità di giocare un pochino di più sulle scelte, di avere sempre le scale perfette per ogni gara. Come dicevo per le corone, io adesso posso montare il 54 e il 36, cosa che con Sram non era possibile. Ero legata al 41 se volevo una corona da 54. Sram infatti fa 50-37, 52-39, 54-41.

Tra Longo Borghini la Colnago V5Rs subito un grande feeling (foto Instagram)
Tra Longo Borghini la Colnago V5Rs subito un grande feeling (foto Instagram)
Chiarissima…

La cosa che forse mi manca un pochino di Sram è il 10, che Shimano non fa. Però alla fine con il 54 davanti sono arrivata ad un ottimo compromesso. Prima usavo quasi sempre la soluzione con il 52 davanti, adesso ho il 54: due denti in più, pertanto siamo lì. Il 52×10 mi tornava utile nelle discese veloci. Il vantaggio attuale è che con il 54, in generale, non solo in discesa, posso tenere la catena più dritta.

Invece in quanto ad ergonomia delle leve e alla cambiata?

Eh – sospira e sorride Elisa – questo all’inizio non è stato semplice. Anzi, direi che è stato un po’ un trauma! Anche nell’ultima Amstel Gold Race mi è capitato di aver fatto una cambiata come se avessi ancora Sram, pensando di aver messo il 36. Morale: mi sono accorta in cima al Cauberg di averlo fatto, e per ben due volte, con il 54. Ho detto: «Wow, vabbè almeno le gambe vanno bene!».

Se ti può consolare, Davide Formolo più o meno per lo stesso motivo fece il Giau con la corona grande!

Sì, ma non ho la stessa forza di Formolo! E’ stata una mia sciocchezza, ma può succedere dopo tanti anni… Specie quando sei un po’ annebbiata.

Passiamo alle tue misure, Elisa. Nel passaggio dalla Colnago V4Rs alla V5Rs, hai ritoccato qualcosina?

E’ cambiato veramente poco perché i due telai hanno le stesse geometrie. Il V5 è 2-3 millimetri più lungo nelle misure maggiori, io in tal senso sono stata fortunata. C’erano 1-2 millimetri di differenza quindi è tutto rimasto come sul V4, per così poco non si è toccato nulla.

Quindi anche le specifiche?

Sì, tutto uguale: pedivelle da 170 millimetri e attacco manubrio da 125. Stessi spessori sotto al manubrio. Idem l’arretramento della sella. Sella che cambiando squadra è nuova: ho scelto la Fizik Antares ed è posta ad un’altezza, come sempre, di 70 centimetri.

Capitolo gomme…

La copertura che uso di più è il tubeless Continental Gran Prix 5000 TT da 28 millimetri, che di suo è già abbastanza grande (il 28 Continental corrisponde a un 29 delle altre marche, ndr) e sulle Enve, con canale interno largo, sembra ancora più cicciotto. In effetti, osservando anche le gomme delle altre, ho notato anch’io che sembra più grande di un 28 millimetri. Fino all’anno scorso usavo il 28 Pirelli e noto la differenza. Non solo, ma stando a casa con Jacopo (Mosca, il marito in forza alla Lidl-Trek, ndr) noto che il Continental 28 sembra più grosso.

Passando da Pirelli a Continental: le tue pressioni di riferimento sono cambiate?

Chiaramente a dettare le pressioni sono il meteo e la corsa, cioè pavé o non pavé, sterrato… Però rispetto a prima uso delle pressioni molto più basse. Viaggio a 3,8 davanti e 4 dietro. A volte anche 3,6 e 3,8. E devo dire che mi sto trovando molto bene.

Nuova V5Rs, genesi della Colnago più leggera di sempre

16.04.2025
6 min
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DESENZANO DEL GARDA – Colnago V5Rs toglie i veli e si presenta in modo ufficiale alla stampa internazionale. Rispetto alla V4Rs, la nuova bici di Pogacar e compagni al UAE Team Emirates ha subìto una cura dimagrante non banale e porta con sé un concetto di analisi della rigidità diverso dalla concorrenza. Se messa a confronto con la V4Rs è meno rigida durante una valutazione statica. Invece, lo è molto di più quando si analizza il valore durante la pedalata, nel corso della fase dinamica.

La nuova Colnago, che debutterà domenica all’Amstel Gold Race, è il risultato perfetto di un’equazione. Aerodinamica (grazie ad un drag paragonabile ad una aero concept) e leggera. E’ capace di trasmettere un buon feeling in ottica comfort, rigida in salita e durante gli sprint. Eccola nel dettaglio.

Anche la nostra Longo Borghini ha in dotazione la V5Rs (foto Colnago)
Anche la nostra Longo Borghini ha in dotazione la V5Rs (foto Colnago)

Parola a Davide Fumagalli, responsabile R&D Colnago

La richiesta di una nuova bicicletta è arrivata dal team, in un normale processo di evoluzione legato alla V4Rs. La squadra non ha chiesto in maniera perentoria una bici più leggera (anche se è la Colnago più leggera di sempre), quanto piuttosto, una bici con performance complete.

«Nel caso della Y1Rs – spiega Davide Fumagalli, responsabile di ricerca e sviluppo – il team ha espresso la volontà di una bici super veloce. Per quanto concerne la nuova V5Rs, le richieste sono rimaste su un delta piuttosto ampio. E’ cambiato il carbonio: la sua laminazione e l’intero processo costruttivo. A parità di taglia c’è un risparmio di 150 grammi, se messa a confronto con la V4 è costruita in cinque parti diverse. Il triangolo principale è un monoblocco, mentre il carro posteriore è diviso in quattro sezioni. Per la V5 utilizziamo dei mandrini interni che permettono di lavorare il carbonio in modo estremamente preciso, a tutto vantaggio di riduzione del peso e cura del prodotto finito.

«Abbiamo adottato dei modelli evoluti di CFD, in parte mutuati dal progetto Y1Rs – conclude Fumagalli – con geometrie dalle differenze minime rispetto alla V4Rs, per cui abbiamo creato un doppio rake della forcella in base alle taglie. E’ unico il supporto per il deragliatore, che può essere rimosso e supporta corone fino a 55 denti».

Davide Fumagalli è il responsabile ricerca e sviluppo di Colnago (foto Nicola Vettorello-Colnago)
Davide Fumagalli è il responsabile ricerca e sviluppo di Colnago (foto Nicola Vettorello-Colnago)

Le particolarità della V5Rs

Il rinnovato processo di costruzione permette di stabilizzare le fibre che, non si muovono e non cambiano direzione nelle fasi di cottura del carbonio. La scatola del movimento centrale adotta delle calotte esterne filettate ed è larga 68 millimetri. Tutta l’area frontale della V5Rs è stata ridotta del 13%. E’ da considerare anche un reggisella completamente ridisegnato (disponibile con arretramento zero, oppure 1,5 centimetri).

Rispetto ai normali canoni sono stati rialzati i foderi posteriori ed il punto di transizione del tubo verticale, verso la scatola del movimento, ha un raggio ottimizzato. La parte inferiore della scatola centrale è il naturale ingresso della batteria Shimano Di2, poi alloggiata nel profilato obliquo.

La bici tradotta in numeri

Il valore dichiarato alla bilancia è di 685 grammi, telaio non verniciato nella taglia 48,5 (342 per la forcella). Il peso totale di telaio/forcella passa da 1.173 grammi a 1.027. 32 millimetri di larghezza, la capacità di forcella e carro posteriore per il passaggio degli pneumatici.

Sette taglie: 42 e 45,5, 48,5 e 51, 53 e 55, 57. Dalla taglia 42 alla 51 il rake della forcella è di 47, dalla 53 alla 57 è di 43 millimetri. L’unico valore in comune a tutte le taglie è la lunghezza del carro posteriore di 408 millimetri. A parità di misura, in un ipotetico confronto con la V4Rs, la nuova Colnago presenta degli angoli di sterzo e piantone più dritti/verticali, a favore di un avanzamento della posizione del ciclista verso l’avantreno.

Allestimenti e prezzi

Quattro combinazioni cromatiche, spiccano le due Team Replica UAE-XRG e UAE-ADQ, la colorazione nera con scritta “quasi” olografica e la World Champion. Sono sette gli allestimenti disponibili. Allestimento completo Campagnolo SR Wireless e ruote Bora Ultra WTO a 15.400 euro.

Tre allestimenti prevedono la trasmissione Shimano Dura Ace, a 15.900, 14.350 e 12.600 euro, rispettivamente con ruote Enve SES 4.5, Shimano C50 e Vision SC45.

Il pacchetto con Sram Red e ruote Vision SC45 (quello in test e sul quale svilupperemo una prova completa) ha un listino di 11.800 euro. Si passa a due allestimenti Ultegra Di2 e Sram Force, entrambi con Vision SC45 e 10.800 euro di listino. Tutte le Colnago V5Rs menzionate hanno il manubrio integrato full carbon Colnago CC.01.

Colnago

Da oggi si può pedalare su una Colnago iridata

26.02.2025
3 min
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Lo scorso 20 febbraio Colnago ha annunciato una bella novità che farà sicuramente piacere a tutti gli amanti del brand di Cambiago… e soprattutto a tutti i tifosi di Tadej Pogacar. Il comunicato stampa che la stessa Colnago ha inviato ai media di settore si apriva con queste parole: “Colnago è lieta di annunciare la firma di un accordo con l’UCI, grazie al quale i modelli V4Rs (nella foto di apertura, ndr) e Y1Rs con livrea iridata, la stessa che Tadej Pogacar, campione del mondo su strada 2024, utilizzerà durante la stagione 2025, saranno messi in vendita.”

Come ben spiega il comunicato stampa, grazie ad un accordo raggiunto da Colnago con l’Unione Ciclistica Internazionale, presto sarà possibile acquistare presso i rivenditori autorizzati Colnago una V4Rs oppure una Y1Rs con la stessa livrea iridata presente sui modelli utilizzati in gara da Pogacar

Già vincenti

Andiamo a scoprire ciascun modello partendo dalla V4Rs WC24. Si tratta della bicicletta con la quale lo scorso anno l’asso sloveno ha fatto suo Il Lombardia per la terza volta consecutiva.

La livrea della V4Rs WC24 si presenta bianca, con le strisce iridate dell’UCI sulla forcella, sul tubo orizzontale e sul tubo sella. Ciò che rende speciale questa colorazione è l’utilizzo del logo vintage di Colnago, con le strisce del campione del mondo sullo sfondo. Questo nuovo design andrà a completare le combinazioni colori già presenti in gamma, cioè quella UAE Team Emirates-XRG (SDM4), quella UAE Team ADQ (WT24), RVBO, RVWO, RVLM, RVBU.

La livrea Y1Rs WC24 è simile a quella della V4Rs WC24. E‘ bianca con le strisce iridate UCI sul tubo orizzontale e sulla forcella, e il caratteristico logo vintage Colnago nella parte anteriore. Le opzioni di colore disponibili per questo modello, oltre alla livrea iridata, sono la versione UAE Team Emirates-XRG (SDM5) e la versione completamente bianca (YSWW).

Ricordiamo che, appena presentata, la nuova Y1Rs WC24 ha già vinto all’UAE Tour dove Pogacar ha trionfato nei due arrivi in salita di Jebel Jais e Jebel Hafeet.

Questa la Colnago Y1Rs in versione arcobaleno che sarà messa in vendita
Questa la Colnago Y1Rs in versione arcobaleno che sarà messa in vendita

Parla il CEO

Lasciamo la chiosa finale a Nicola Rosin, CEO di Colnago, che non ha mancato di evidenziare la soddisfazione e l’orgoglio della sua azienda nell’offrire a tutti gli appassionati la possibilità di poter pedalare su una Colnago “iridata”.

«Siamo incredibilmente orgogliosi della storia di successi di Colnago – dice – e questo è un altro modo per celebrare questa incredibile legacy. Il successo di Tadej Pogacar, che ci ha portato al nostro 28° titolo mondiale UCI, è l’ennesima testimonianza dell’eccellenza delle biciclette Colnago. Ora, anche gli appassionati possono provare la stessa bicicletta con i colori del Campione del Mondo».

Colnago

Pogacar e la Colnago Y1Rs, prove (ben riuscite) di intesa

24.02.2025
4 min
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Dategli una bicicletta e indicategli l’arrivo, al resto Tadej Pogacar pensa da sé. Il campione del mondo ha divorato il UAE Tour in sella alla nuova Colnago Y1Rs, utilizzandola anche per vincere le tue tappe con l’arrivo in salita a Jabel Jais e a Jebel Hafeet. Non si tratta di scalate a doppia cifra su cui anche 100 grammi farebbero la differenza (figurarsi i 600 grammi che la dividono dalla V4Rs), ma parlando di salite su strade larghe e tendenzialmente veloci, l’impiego della nuova bicicletta aerodinamica ha prodotto i frutti sperati.

«Mi è servito un po’ di tempo per adattarmi alla Y1Rs – ha spiegato Pogacar a corsa conclusa – e devo dire che è una bicicletta fantastica. Ha un bell’aspetto ed è sia veloce che rigida. Posso dire con piacere di averla già usata per vincere la mia prima gara della stagione e penso che i nostri ragazzi più veloci se ne serviranno per vincere qualche sprint».

Pogacar ha sfruttato ottimamente la Colnago Y1Rs sulle salite pedalabili del UAE Tour
Pogacar ha sfruttato ottimamente la Colnago Y1Rs sulle salite pedalabili del UAE Tour

I mozzi argentati

Sulla Colnago di Pogacar facevano bella mostra di sé anche le nuove ruote ENVE SES 6.7, con un montaggio diverso da quelle utilizzate dai compagni nella corsa emiratina. La differenza salta facilmente agli occhi nella foto della tappa di Jabel Jais, in cui la Y1Rs l’ha utilizzata anche Jay Vine. I mozzi in uso all’australiano erano neri e non argentati come quelli del capitano, che li ha utilizzati anche per la ruota anteriore nella cronometro del secondo giorno.

Ci sarà da capire se si tratti di nuovi modelli o di una configurazione personalizzata, come avviene anche per guarnitura e freni. Il UAE Team Emirates ha per questo un contratto con Shimano, ma non è un mistero che in passato la squadra abbia utilizzato ugualmente componenti Carbon-Ti.

Pesante ma più veloce

La bicicletta attualmente in uso alla squadra pesa intorno ai 7,4 chili: 600 grammi più del minimo consentito, ma il vantaggio in termini di aerodinamica sarebbe tale da compensare il valore sulla bilancia. Gran parte delle migliorie riguarda la parte anteriore della bici, mentre la modifica di quello che un tempo avremmo chiamato piantone elimina una serie di turbolenze.

Gli studi aerodinamici effettuati da Colnago con la Khalifa University di Abu Dhabi e il Politecnico di Milano in modo specifico sulla sezione frontale della nuova bici (si parla dell’impiego di 70 sensori di pressione) hanno rilevato un risparmio aerodinamico del 19 per cento. Come dire che andare a 50 all’ora su una V4Rs costa 415 watt a fronte dei 395 della Y1Rs. Viste le qualità atletiche degli uomini in questione, l’utilizzo su salite veloci risulta piuttosto redditizio.

Il punto della “Longo”

Discorso ancora opposto per le donne, che sulle stesse salite del loro UAE Tour hanno utilizzato la bici più leggera, come ci ha confermato Elisa Longo Borghini, vincitrice di Jebel Afeet e della classifica finale.

«La nuova bicicletta è decisamente veloce – ci ha detto – e ed è anche molto leggera, non mi stupisce che i ragazzi l’abbiano usata per la tappa di Jebel Hafeet. Io per essere sicura ho usato il V4Rs perché è stata la bici che ho utilizzato di più nell’ultimo periodo e con cui ho fatto anche tutto il blocco di gennaio sul Teide. Però sono sicura che con una pratica maggiore avrei potuto utilizzare anche la Y1Rs. E’ sicuramente una bicicletta rigida, molto veloce e allo stesso tempo leggera. E se fai un buon bike fitting, è anche molto maneggevole in curva e si guida in modo molto reattivo».

Ecco il primo Report di Sostenibilità firmato Colnago

19.02.2025
4 min
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Lo scorso 10 febbraio Colnago ha reso pubblico il suo primo Report di Sostenibilità sviluppato in collaborazione con Up2You, società benefit e B Corp certificata che trasforma la sostenibilità in un vantaggio competitivo per le aziende. Il report evidenzia i risultati ottenuti in tema di sostenibilità da parte di Colnago per l’anno 2023. A introdurlo non poteva che essere Nicola Rosin, CEO di Colnago, che si è espresso con queste parole.

«Siamo entusiasti di presentare il nostro primo Report sulla Sostenibilità, che mostra i progressi significativi che abbiamo fatto su questo tema. Per noi la sostenibilità non è solo una scelta, ma una parte integrante dei nostri valori. La nostra strategia si concentra sulla riduzione dell’impatto ambientale, sulla promozione di un ambiente di lavoro inclusivo e sul miglioramento delle pratiche di governance. Questo rapporto fornisce un quadro chiaro di come stiamo raggiungendo questi obiettivi e delinea quelli futuri».

Il UAE Team Emirates – XRG davanti alla sede di Colnago a Cambiago
Il UAE Team Emirates – XRG davanti alla sede di Colnago a Cambiago

Numeri importanti

Il primo Report sulla Sostenibilità da parte di Colnago è fatto di tanti numeri che evidenziano i molti risultati raggiunti in tema di impatto ambientale. L’azienda ha compiuto notevoli passi avanti nella riduzione dell’impronta ecologica, monitorando le emissioni di gas a effetto serra negli Scope 1, 2 e 3. Scopriamo a tal proposito qualche numero.

  • Scope 1: si tratta di emissioni dirette da fonti di proprietà o controllate. Per Colnago, questo include le emissioni derivanti dall’uso di gas naturale nelle attività produttive e dal carburante per i veicoli aziendali. Nel 2023, le emissioni dello Scope 1 sono state di 134,60 tonnellate metriche di CO2 equivalente.
  • Scope 2: si tratta di emissioni indirette derivanti dalla generazione di energia elettrica acquistata. Nel rapporto del 2023, le emissioni dello Scope 2 sono state riportate a 125,65 tonnellate metriche di CO2 equivalente, sulla base dell’elettricità acquistata per le attività produttive.
  • Scope 3: si tratta di altre emissioni indirette lungo la catena del valore, comprese quelle derivanti dalla produzione di materie prime, dal trasporto e dall’utilizzo dei prodotti finali. Per Colnago, lo Scope 3 rappresenta il 93% delle emissioni totali nel 2023, pari a 3.506,35 tonnellate metriche di CO2 equivalente.

La raccolta dei dati, il calcolo e il monitoraggio della Carbon Footprint, così come la redazione del Bilancio di Sostenibilità, sono stati semplificati e accelerati da CliMax, la piattaforma proprietaria di Up2You.

Una ricerca continua 

Il Report sulla Sostenibilità ha evidenziato come Colnago si stia muovendo in più direzioni in tema di sostenibilità, a partire da un aspetto pratico come quello della gestione dei rifiuti da imballaggio. L’azienda di Cambiago sta lavorando per sostituire i materiali non riciclabili con alternative ecologiche, e continua a esplorare nuove strade per eliminare gli imballaggi in plastica. La riduzione dell’impatto ambientale viene perseguita anche attraverso il ricorso a materiali alternativi e tecnologie di riciclaggio della fibra di carbonio grazie alla collaborazione con partner come la Khalifa University e il Politecnico di Milano.

Il Report evidenza anche lo spazio dedicato al benessere delle persone che lavorano in azienda. Questo avviene attraverso l’implementazione di programmi che danno priorità al benessere dei dipendenti, offrendo iniziative come orari di lavoro flessibili, benefit per la salute e il benessere e formazione continua. Colnago riserva inoltre una forte attenzione all’inclusività e alla diversità, garantendo un ambiente di lavoro armonioso.

L’azienda ha inoltre definito solide pratiche di governance, enfatizzando gli standard etici, la trasparenza e la conformità alle normative. Proprio per questo sta ultimando il suo Codice Etico per rafforzare il suo impegno verso pratiche commerciali responsabili.

Nicola Rosin, amministratore delegato Colnago
Nicola Rosin, amministratore delegato Colnago

La chiusura al CEO

Oggi Colnago è impegnata in un cammino virtuoso finalizzato a promuovere la sostenibilità in tutta la sua catena del valore. Con iniziative come l’adozione di tecnologie pulite nel suo nuovo stabilimento e la collaborazione con istituti di ricerca, Colnago mira a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di sostenibilità. A confermarlo è lo stesso Nicola Rosin al quale lasciamo simbolicamente la chiosa finale.

«Siamo consapevoli che il raggiungimento della sostenibilità è un percorso a lungo termine e ci impegniamo a compiere progressi significativi negli anni a venire. Attraverso la collaborazione, l’innovazione e la trasparenza, puntiamo a creare un impatto positivo per l’ambiente, i nostri dipendenti e le comunità in cui operiamo».

E’ possibile scaricare il Report di Sostenibilità di Colnago al seguente link.

Colnago

Colnago, Passoni e PAS: ecco le prime stelle di BECYCLE 2025

10.12.2024
4 min
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Dal 15 al 17 marzo prossimi, la Stazione Leopolda di Firenze ospiterà la seconda edizione di BECYCLE, l’evento che celebra il mondo della bicicletta in tutte le sue sfaccettature. Organizzato da Pitti Immagine, questo appuntamento si propone per divenire un vero e proprio punto di riferimento per brand, destinazioni ciclo turistiche e “opinion leader” del settore, offrendo tre giornate ricche di contenuti, innovazioni e ispirazioni.  

A cento giorni esatti dalla giornata di inaugurazione, i primi dettagli dell’edizione 2025 iniziano ad emergere, rivelando un mix di stile, performance e innovazione. Tre brand d’eccezione sono stati confermati come protagonisti: Pas Normal Studios, Colnago e Passoni, marchi che incarnano valori elevatissimi in rapporto a design, tecnologia e tradizione ciclistica.  

BECYCLE 2025
BECYCLE 2025

Colnago: performance e tradizione

Dopo il successo del 2024, segnato dalla vittoria di Tadej Pogacar al Tour de France, Colnago sarà di nuovo protagonista a Firenze. Il brand di Cambiago porterà alla Leopolda le sue creazioni top di gamma, incluse le edizioni speciali dedicate al campione sloveno, oltre alla nuovissima Steelnovo, un modello in acciaio che celebra i 70 anni dell’azienda con un’edizione limitata di 70 pezzi. Quest’ultima bicicletta rappresenta un tributo all’artigianalità e alla tradizione del marchio, che dal 1954 incarna l’eccellenza del ciclismo, in Italia e nel mondo.  

Pas Normal Studios è all’opposto una realtà aziendale giovanissima (fondata appena nel 2014) che però ha saputo rivoluzionare l’abbigliamento tecnico per il ciclismo, coniugando funzionalità ad una estetica ispirata al mondo del fashion. Per celebrare il decimo anniversario, il marchio danese sarà presente a Firenze con due appuntamenti. Il primo a gennaio, durante Pitti Uomo, dove presenterà la collezione lifestyle autunno-inverno “Off-Race“. Mentre a marzo tornerà appunto a BECYCLE con il meglio della gamma tecnica.  

«BECYCLE – ha dichiarato Karl-Oskar Olsen, il co-fondatore e direttore creativo del brand – è l’occasione ideale per ispirare sempre più persone a esplorare il mondo su due ruote».  

Specialista del titanio, Passoni torna a BECYCLE con le sue creazioni di altissima gamma. Il marchio italiano si distingue per l’attenzione al dettaglio e l’artigianalità, proponendo modelli come la nuova Titanio Disco e la Vinci V2, entrambe rigorosamente Made in Italy. Passoni rappresenta l’essenza del ciclismo come stile di vita, in perfetta sintonia con la filosofia di BECYCLE.  

Nicola Rosin, amministratore delegato Colnago (foto BECYCLE)
Nicola Rosin, amministratore delegato Colnago (foto BECYCLE)

Un evento in evoluzione

L’edizione 2025 di BECYCLE non si limiterà ai brand. Nelle prossime settimane verranno svelate le destinazioni cicloturistiche che parteciperanno, oltre a un programma ricco di talk e ospiti di rilievo. Dopo il successo della prima edizione, coincisa con la storica partenza del Tour de France da Firenze, BECYCLE punta dunque a crescere e a consolidare il proprio ruolo come piattaforma di riferimento per il ciclismo e il lifestyle.  

Con Firenze e la suggestiva Stazione Leopolda a fare da cornice, BECYCLE 2025 si prepara a presentare e ad offrire un’esperienza unica, capace di affascinare professionisti, appassionati e curiosi, portando il mondo delle due ruote sotto i riflettori. L’obiettivo? Quello di creare tutti i presupposti per realizzare un’appuntamento davvero imperdibile per chiunque ami il ciclismo e tutto ciò che lo circonda.

BECYCLE

Nuova Colnago Y1Rs, design azzardato e unico? Vediamo perché

09.12.2024
8 min
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CAMBIAGO – Colnago V4Rs rimane la bici tuttofare dell’azienda e del Team UAE-Emirates, ma per le gare più veloci era necessario sviluppare una bici specifica: la Y1Rs nasce da questo concetto. La prima bicicletta che prende forma anche grazie alla collaborazione tra il Politecnico di Milano e la Khalifa University di Abu Dhabi.

Che piaccia oppure no la nuova aero di Colnago pone un altro tassello all’evoluzione del concetto performance della bici. Un ciclismo sempre più veloce, estremo e dove il mezzo tecnico fa la differenza.

Politecnico di Milano, sempre più un riferimento per il ciclismo (foto Colnago)
Politecnico di Milano, sempre più un riferimento per il ciclismo (foto Colnago)

Y1Rs, al passo coi tempi

Il progetto Y1Rs si sviluppa considerando lo scenario attuale. Competizioni con punte di velocità e medie orarie che aumentano, anche in salita e le lunghe fughe sono all’ordine del giorno. La vittoria allo sprint è questione di millimetri.

Gli specialisti delle prove contro il tempo sono atleti competitivi anche in salita (e viceversa). Le regole UCI sono cambiate, soprattutto in merito al design e alle geometrie. Ognuno di questi fattori gioca un ruolo fondamentale e di primaria importanza nello sviluppo delle biciclette.

Filippo Galli con una delle primissime stampe 3D del nuovo telaio
Filippo Galli con una delle primissime stampe 3D del nuovo telaio

Parola all’ingegnere

Per entrare ancor più nello specifico, abbiamo chiesto a Filippo Galli, Project Ingeneering Colnago che negli ultimi 2 anni ha vissuto da vicino l’evoluzione della bici, tra la Lombardia e Abu Dhabi.

«Le regole UCI attuali, definite nel 2022 e comunque in costante evoluzione – spiega – permettono di posizionare il reggisella in un punto qualsiasi dell’orizzontale, a patto che i due profilati siano uniti. Ovvio che si tratta di rendere la bici funzionale e nel nostro caso si è puntato sull’aerodinamica, con un concetto di comfort non banale.

«Aerodinamica: in fase prototipale – prosegue Galli – abbiamo inserito 70 sensori di pressione per valutare la pressione e l’impatto dell’aria sulle tubazioni e anche sul manubrio ad ali di gabbiano. Questo sarà disponibile in due larghezze diverse, ognuna con un flare di circa 6°.

«Comfort: la Y1Rs presenta uno sloping molto contenuto, soluzione che permette di sfruttare a pieno la deformazione controllata del punto di raccordo della zona con disegno ad Y. La deformazione è ottenuta grazie al layup del carbonio, non è inserito nessun accessorio meccanico. Significa – conclude Galli – che abbiamo una bici rigidissima nella sezione più bassa e con un grado di comfort del tutto paragonabile alla V4Rs nel comparto più alto».

Modelli CFD e pianeta terra

La stragrande maggioranza delle attuali biciclette, super performanti a prescindere, nascono anche grazie alle valutazioni e analisi derivanti dai modelli CFD. Questi sono una sorta di semplificazione dell’aerodinamica, con dati che però si discostano dall’impiego reale (talvolta lo scostamento supera anche il 30%).

Colnago, proprio grazie alle due Università (Politecnico e Khalifa) ha messo a punto un modello CFD più accurato e attendibile. Significa che il margine negativo che si può creare tra la galleria del vento e l’utilizzo reale su strada è stato ridotto in maniera drastica. In aggiunta: l’ambiente “virtuale” spesso non considera e/o ha difficoltà a considerare le condizioni di vento laterale una volta su strada (al di fuori del wind tunnel). Lo sviluppo della Y1Rs ha tenuto conto anche di questo fattore. La Y1Rs è diversa dalla V4Rs, diversissima dalla C68.

L’obliquo vicinissimo alla ruota
L’obliquo vicinissimo alla ruota

I cinque punti chiave

La zona del reggisella segue un design chiamato Defy. Il profilato obliquo curvo ed il comparto dello sterzo con l’integrazione “a baionetta” della forcella. L’integrazione ed il posizionamento dei portaborraccia. Il manubrio Colnago CC.Y1 specifico per la Y1Rs. Le geometrie.

La zona del regggisella e sottostante ad essa è di sicuro uno dei punti che crea maggiore interesse. E’ una sorta di doppia Y (normale ed inversa) che pur non sacrificando la rigidità verticale aumenta il potere dissipante. Le vibrazioni che arrivano dal basso sono “spalmate” su una superficie maggiore. La zona di unione delle due Y, l’incavo tra l’orizzontale ed il piantone offre una flessione controllata.

Manubrio integrato CC.Y1

Il manubrio si innesta direttamente alla base superiore del tubo sterzo. Si possono inserire degli spessori (fino a 2 centimetri) dedicati tra attacco manubrio e battuta superiore dello sterzo. Questo ha obbligato anche ad una rivisitazione del concetto di serie sterzo (che è CeramicSpeed SLT). Il manubrio è in carbonio e rispetto al tradizionale CC.01 (quello in dotazione standard alla V4Rs) ha ridotto del 19% la superficie di impatto frontale.

Obliquo. Le forme di questo obliquo sono la risposta al quesito che chiede se è più performante un tubo vicino alla ruota o meno. L’obliquo della Colnago Y1Rs è molto vicino nella parte bassa e mediana. Nelle forme e nelle svasature del profilato rientra anche il posizionamento dei portaborraccia (disegnato per le borracce rotonde tradizionali), studiato per minimizzare le turbolenze negative. In caso di utilizzo della trasmissione Shimano con la batteria, quest’ultima è posizionata nell’obliquo sotto il portaborraccia. E’ una richiesta che arriva dal team mirata a facilitare l’estrazione in caso di necessità.

Una interessante prospettiva del carro e nel “nodo” sella
Una interessante prospettiva del carro e nel “nodo” sella

Non in ultimo le geometrie

Geometrie. Il naturale confronto con la V4Rs. I due angoli di riferimento del telaio Y1Rs, quello dello sterzo e del piantone hanno una verticalità maggiore. La soluzione è voluta in modo da configurarsi al meglio con posizioni più raccolte degli atleti. Il rapporto tra reach e stack è stato aumentato, sempre rispetto ai valori della V4Rs. Significa posizioni in sella più aggressive e protese in avanti.

A parità di taglia la Y1Rs ha la sella più avanzata, rispetto alla V4Rs. Il rake della forcella è personalizzato per ogni singola taglia. Da considerare che il trail complessivo considera ottimale l’utilizzo di pneumatici da 28 millimetri di sezione (i test sono stati eseguiti con gomme da 28 e cerchi con canale interno da 25 millimetri). L’unico valore comune a tutte le taglie è la lunghezza del carro posteriore, 40,8 centimetri. Le taglie disponibili della Y1Rs sono 5: xs e small, medium, large e xl.

Gli altri dettagli della Y1Rs

La scatola del movimento centrale ha le sedi filettate per le calotte esterne BSA. La larghezza è di 68 millimetri. Non aumenta la rigidità già altissima del comparto inferiore. Il supporto del deragliatore è mobile e supporta corone fino a 56 denti. L’ancoraggio del bilanciere posteriore del cambio è di natura UDH. La Y1Rs supporta pneumatici con una larghezza massima da 32 millimetri. Il reggisella è disponibile con due arretramenti, zero e 1,5 centimetri. Un altro dettaglio da sottolineare sono le sedi dei perni passanti. Integrate e perfettamente in linea all’asimmetria del carro quelle posteriori, quasi arretrate e nascoste dalla forcella (asimmetrica) quelle anteriori.

Perché? L’asimmetria che riguarda la Colnago Y1Rs è strutturale e non solo design. Inoltre le sedi anteriori del perno passante, così concepite, permettono di mantenere un profilo lineare della forcella, eliminando la svasatura della pinza del freno. La Y1Rs non è un monoscocca, ma si basa su cinque blocchi principali uniti tra loro. Il telaio e la forcella (grezzi) hanno un valore alla bilancia dichiarato di 965 e 450 grammi (taglia media). A parità di montaggio e misura, ha un peso di 300 grammi superiore, se messa a confronto con la V4Rs.

Configurazioni e prezzi

Cinque allestimenti previsti, tutti al top e un kit telaio. Il più costoso porta in dote il pacchetto Campagnolo SuperRecord Wireless con le ruote Bora Ultra WTO, con un listino di 16500 euro.

Tre i montaggi con Shimano Dura Ace, dove la variabile è legata alle ruote. Enve SES 4.5, Dura-Ace C50 e e Vision 45, rispettivamente a 16.200, 15.000 e 13.200 euro. Il quinto prevede lo Sram Red, le ruote Vision 45 ed ha un listino di 12.300 euro. Il frame-kit è proposto a 6.710 euro.

Colnago

Una capsule collection per i 70 anni di Colnago

03.12.2024
3 min
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Lo scorso 20 novembre Colnago ha festeggiato i suoi “primi” 70 anni con una festa che ha chiamato a raccolta a Milano tanti amici di un brand oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per l’occasione l’azienda di Cambiago ha presentato una Colnago speciale in acciaio chiamata Steelnovo, completamente realizzata in Italia e prodotta in soli 70 esemplari. La Steelnovo è stata una delle tante attrazioni della serata milanese, ma non è stata l’unica novità che Colnago ha voluto realizzare per celebrare al meglio i 70 anni dalla sua nascita.

La capsule collection per celebrare i 70 anni di Colnago, coniugando moda e stile
La capsule collection per celebrare i 70 anni di Colnago, coniugando moda e stile

Colnago incontra la moda

Chi ha avuto la fortuna di essere presente alla festa di Milano avrà sicuramente potuto notare la presenza di alcuni modelli che, come in una vera sfilata di moda, indossavano dei capi di abbigliamento firmati Colnago. Incuriositi e per saperne qualcosa di più abbiamo contattato direttamente l’azienda.

«Per celebrare i settant’anni del marchio – ci hanno raccontato da Colnago – abbiamo deciso di regalarci una capsule collection di abbigliamento high-end. Colnago è un marchio ricco di storia, che è diventato iconico nel mondo della bici. Per i settant’anni volevamo regalarci qualcosa di diverso, e abbiamo pensato ad una capsule di abbigliamento, anche per avere una nuova modalità tramite cui raccontare il mondo Colnago, un mondo basato su valori come il Made in Italy, l’artigianato e l’esclusività. Si tratta di valori universali, che abbiamo cercato di raccontare tramite pochi capi di altissima qualità, realizzati a mano in Italia e disponibili in numero limitato». 

Una serie di capi d’abbigliamento high-end
Una serie di capi d’abbigliamento high-end

Scopriamo la collezione

La capsule collection firmata Colnago ha un design elegante e minimal, ed composta da dieci capi dallo stile timeless. Si tratta in particolare di capi d’abbigliamento classici e versatili, adatti tanto a look più eleganti quanto alla vita quotidiana. Eccoli nel dettaglio: 

  • Tre capispalla realizzati con tessuti Loro Piana: un trench, una field jacket e una varsity jacket, realizzati in 70 esemplari. All’interno della fodera è presente un’etichetta con il Manifesto di Colnago e il numero del capo (es. 4/70).
  • Un gilet reversibile, con una facciata in lana e una in nylon, adatto come extra layer o come strato più esterno nelle mezze stagioni.
  • Due polo in cashmere (70% cashmere, 30% seta), morbidissime e dal fit estremamente comodo, una a manica lunga e una a manica corta, realizzate sempre in 70 esemplari.
  • Una felpa con cappuccio.
  • Una felpa girocollo.
  • Una t-shirt, disponibile in tre varianti colore.
  • Una polo in cotone piquet, disponibile in tre varianti colore.

«Come brand – raccontano ancora da Colnago – tutto il lavoro degli ultimi anni è stato volto a consolidare il marchio e i suoi valori, per diventare il brand più desiderato nel mondo delle bici, e per parlare a tutti quelle audience che sono “esclusive”. Questa capsule si inserisce indubbiamente in questo disegno a lungo termine, ma nasce anche come volontà di celebrare, in maniera originale, i nostri settant’anni. L’importanza della manualità nel nostro processo produttivo, la figura dell’artigiano, l’italianità, l’attenzione alle materie prime, il fatto che anche il carbonio, materiale alla base della nostra produzione, sia, prima di esser impregnato di resina, nient’altro che un tessuto, ha fatto sì che ci venisse naturale pensare all’abbigliamento».

Solo online

Tutti i capi sono disponibili esclusivamente online sul sito Colnago alla seguente pagina.

Chiudiamo con le parole della stessa azienda: «Nonostante di recente il marchio abbia fatto diverse operazioni nel mondo dell’abbigliamento, Colnago resta un brand di biciclette, un “bike manufacturer“. La nostra ambizione è quella di essere il brand più desiderabile nel segmento delle biciclette dell’alto e altissimo di gamma drop bar. La scelta di regalarci anche dei capi di abbigliamento lifestyle l’abbiamo fatta, da una parte, per dare la possibilità di vivere Colnago in un modo nuovo e originale ai tanti appassionati del marchio, ma anche per raccontare Colnago, un marchio comunque ricco di storia, a un pubblico nuovo, più affine al mondo dell’esclusività».

Colnago