Colnago TT2 (prototipo), arriva la nuova bici da crono per Pogacar e compagni

Colnago TT2 (prototipo), la nuova bici da crono per Pogacar e compagni

28.04.2026
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Colnago TT2, si parla ancora di un prototipo, ma in realtà è la nuova bici per le prove contro il tempo, un’evoluzione dell’attuale TT1. Il progetto TT2 si focalizza sul risparmio di peso e sul miglioramento dell’efficienza aerodinamica.

Non solo, la Colnago TT2 nasce come un sistema bici semplificato. Meccanicamente più accessibile, con alcuni passaggi facili ed intuitivi, nell’ottica di velocizzare le operazioni di setting e preparazione del mezzo meccanico. Vediamo nel dettaglio la nuova crono Colnago TT2.

Colnago TT2 (prototipo), arriva la nuova bici da crono per Pogacar e compagni
Tubo sterzo, un esercizio di design
Colnago TT2 (prototipo), arriva la nuova bici da crono per Pogacar e compagni
Tubo sterzo, un esercizio di design

Più leggera di oltre mezzo chilo

Proprio così, la nuova TT2, a parità di taglia ha subito una cura dimagrante importante, ben 550 grammi per il kit telaio (telaio, forcella e reggisella). Un risparmio notevole. E’ complice la fibra di carbonio utilizzata, sono protagonisti i volumi e le forme dei tubi, completamente stravolti rispetto a TT1.

Il primo impatto visivo si traduce in una bici maggiormente sfinata, che porta certamente in dote concetti aerodinamici pronunciati, ma anche più essenziale e compatta rispetto alla Colnago TT1, con un design meno articolato.

Colnago TT2 (prototipo), arriva la nuova bici da crono per Pogacar e compagni
Stem/sterzo, una certa somiglianza con la Y1Rs
Colnago TT2 (prototipo), arriva la nuova bici da crono per Pogacar e compagni
Stem/sterzo, una certa somiglianza con la Y1Rs

A suo agio sui percorsi tecnici

La leggerezza diventa un passaggio obbligato anche nell’ambito delle prove contro le lancette. Perché? Perché, rispetto al passato i tracciati delle cronometro sono cambiati, sono più impegnativi e nervosi, non di rado prevedono salite e dislivello di una certa importanza. Gli stessi percorsi sono più tecnici, tortuosi, fattori che obbligano a rilanci continui, pretendono stabilità da parte della bici.

Le biciclette da crono, devono essere tecnicamente diverse, più leggere, agili e reattive. La nuova Colnago TT2 è il riassunto perfetto della ricerca e dello sviluppo che abbraccia tutti questi aspetti.

Un anteriore più alto

Anche sotto questo fattore tecnico, la nuova Colnago TT2 conferma la tendenza attuale che vuole una posizione del corridore tanto efficiente, quanto meno estremizzata rispetto al passato. Busto e diaframma non schiacciati e compressi verso il basso, schiena in linea con l’orizzonte, viso in linea con il mozzo della ruota anteriore e braccia piegate sulle estensioni del manubrio.

La taglia small (quella usata da Pogacar) mantiene le quote geometriche del tutto accostabili alla TT1, mentre la media e la large mostrano un anteriore più alto. Uno sterzo più allungato aiuta a contenere l’impiego di adattatori per le estensioni.

La TT2 debutta la Romandia

La nuova TT2 debutterà proprio oggi nel corso della crono di apertura del Giro di Romandia. Alcuni dettagli della nuova bici che vale la pena sottolineare. E’ previsto il forcellino posteriore di matrice UDH, meno aerodinamico rispetto a quello standard, ma capace di rendere la trasmissione 1X maggiormente efficiente e funzionale. Proprio a riguardo della trasmissione è stato implementato il “concetto monocorona”, perché la TT2 può supportare l’impiego di ben 70 denti (enorme). 62 in caso di doppia corona.

A riguardo del passaggio pneumatici, TT2 offre spazio a gomme fino a 30 millimetri di larghezza. La scatola del movimento centrale è del tipo BSA 68, larga 68 millimetri, filettata e con calotte esterne, disegno utilizzato anche per la Y1Rs.

Colnago TT2 è resa disponibile per i corridori del Team UAE-XRG e anche per la compagine femminile Team UAE-ADQ. La piattaforma TT2 prevede lo sviluppo e la produzione di 4 taglie, XS e S, M e L. Ovviamente la bici, come da regole UCI sarà disponibile al pubblico (si parla di fine estate/Settembre), anche se non è stato ancora fissato un listino ufficiale.

Colnago

Teatro alla Scala di Milano, 15 aprile 2026, presentazione Colnago C72, Antonio Colombo

La musica, la bicicletta, la cultura: il mondo secondo Colnago

17.04.2026
6 min
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MILANO – Una serata di rara eleganza alla Scala ha celebrato mercoledì il lancio della nuova C72 di Colnago (numero che rievoca gli anni del marchio): la bici che nello stesso giorno è uscita dalla riservatezza ed è stata presentata anche in una versione esclusiva per il museo di uno dei teatri più prestigiosi al mondo.

Nella serata si è parlato di musica e ciclismo e l’accostamento non è stato affatto casuale. E’ emerso in modo sorprendente dalle parole di Fortunato Ortombina, sovrintendente della Scala: fra il ciclismo e la lirica ci sono molti punti in comune. Le arie sono state associate al vento incontrato dai corridori alla Parigi-Roubaix e il testo del Va Pensiero è stato paragonato al percorso della Tre Valli Varesine i cui paesaggi rievocano quelli del Nabucco.

«Mettere insieme lo sport e la musica – ha detto – vuol dire soprattutto riconoscere i valori più profondi dei due mondi. La musica ti insegna a sentire, a riconoscere e ad avere rispetto ed amore per la natura. La bicicletta per me rimane il mezzo più straordinario per godere della natura. Quando vado in bici ho l’impressione di sentire girare la terra. Quando ascolto il rumore della catena e soprattutto il rumore dei copertoni sull’asfalto, io ho l’impressione di sentire la terra che gira sotto di me».

Tributo a Ernesto Colnago 

Sono cinque anni che il marchio è passato dalle mani di Ernesto Colnago a Chimera Investments e non passa stagione senza che si cerchi di rendere clamorosa ogni nuova presentazione. Tuttavia a Milano si è raggiunto sicuramente un punto difficile da superare, forse l’approdo sulla luna potrebbe rappresentare il prossimo step. 

C’è stata la musica del tenore cileno Cristobal Campos Marin e della soprano Mariapaola Di Carlo accompagnate al piano dalla direttrice d’orchesta Margherita Colombo. Ci sono state appunto le parole di introduzione di Fortunato Ortombina e poi il microfono è passato a Nicola Rosin, amministratore delegato di Colnago.

Tutto intorno una numerosa compagnia composta da campioni, sponsor, appassionati, influencer dagli USA, il fotografo Yuzuru Sunada venuto dal Giappone, la famiglia Squinzi e giornalisti: amici di un marchio così glorioso che deve la propria fortuna al genio e all’imprenditorialità di Ernesto Colnago. Non è per caso che Rosin, nel prendere il microfono, abbia ringraziato proprio il capostipite dell’azienda per la sua capacità di aver reso i primi 70 anni del marchio così importanti e annunciando tutti gli sforzi messi in campo perché questa storia prosegua ancora a lungo…

Le quattro C72, più una

Marmi, affreschi, lampadari, calici, bollicine e abiti di gala hanno fatto da cornice alla serata che ha vissuto il momento clou nel sollevarsi del velo sulle C72: opere d’arte a tutti gli effetti, su cui si sono subito concentrati gli sguardi dei presenti (in apertura, Antonio Colombo, grande appassionato di arte e fondatore di Columbus).

Prima Davide Fumagalli, responsabile R&D di Colnago, ha spiegato la filosofia alla base della concezione della C72, poi ha affiancato Nicola Rosin nel sollevare il velo, mentre contemporaneamente sono state scoperte le altre tre biciclette presenti nella sala. Quella customizzata per il Teatro alla Scala, la quinta, è stata mostrata in un secondo momento.

Che cosa sia la C72 lo abbiamo spiegato mercoledì nell’articolo dedicato, che cosa rappresenti è un altro affare. Significa aver messo a disposizione di un pubblico selezionato, esigente e al contempo poco amante delle esasperazioni, una bicicletta dalle grandi performance, ma con il comfort che si addice a chi ama passare delle ore sulla sella tornando a casa con la schiena ancora in ordine. In questo senso, la bicicletta diventa un oggetto prezioso che non ha affatto sfigurato nel salone della Scala.

Colnago Cultura, cos’è?

Infine, un cenno al progetto Colnago Cultura e al grande libro nero esposto in diversi angoli della sala. Qualcosa che esce dai canoni del ciclismo in senso stretto, ma che va a cercare ciò che nel ciclismo è in grado di sviluppare a sua volta cultura. 

«Colnago Cultura è un progetto che vuole celebrare le eccellenze italiane – ha spiegato Manolo Bertocchi, head of strategy and marketing di Colnago – sicuramente nel mondo del ciclismo ma non solo. Nei prossimi anni sarà promosso tutto ciò che è manifattura, cucina, saper fare italiano. Parliamo di prodotti editoriali e audiovisivi, nonché mostre con un respiro internazionale.

«Stasera presentiamo il nostro primo libro, l’Atlante Colnago, un volume di 480 pagine, stampato su 5 carte diverse e con 7 inchiostri. Attraverso il contributo di alcune firme molto importanti nel mondo del giornalismo di tutto il mondo, giocando proprio con la parola Atlante che ricorda i libroni con cui da ragazzi abbiamo esplorato la geografia, mostra come il marchio Colnago e queste bici siano conosciute in tutto il mondo»

E’ questo il messaggio più forte che ci siamo portati via, lasciandoci alle spalle il prestigioso teatro (oltre all’annuncio di un documentario sul dietro le quinte degli ultimi 5 anni di Pogacar). Al pari di un pianoforte, una chitarra o di qualunque altro strumento che regali emozioni a contatto con chi è capace di suonarlo, la bicicletta si è conquistata negli anni un posto nelle eccellenze delle emozioni, dell’artigianato, del gusto e della cultura. E ancora una volta Colnago ha marcato un punto a suo favore.

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro

15.04.2026
7 min
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CAMBIAGO (MI) – Ecco la nuova Colnago C72, quella della storica famiglia C della maison lombarda, in un certo senso la bici da dove tutto è cominciato. C’è un accostamento con la versione precedente C68, non solo in termini di design, ma anche in fatto di metodologia costruttiva, anche se molto è cambiato. Resta il pilastro del Made in Italy (completamente fatta a mano nella fabbrica di Cambiago) che da sempre caratterizza la dinastia delle bici Colnago C.

La nuova C72, proprio come la C68 (lo abbiamo sottolineato in diverse occasioni), non è una bici da salotto, o meglio, la gratificazione vera è portarla su strada ed apprezzarne le qualità. Più “morbida” della C68 e più moderna in fatto di integrazione dei diversi componenti. Vediamola nel dettaglio, anche grazie al responsabile R&D Colnago, Davide Fumagalli.

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Colnago C72, tra eleganza, storia e futuro
Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Colnago C72, tra eleganza, storia e futuro

Design rinnovato per le giunzioni

«Mentre la C68 ha utilizzato ancora l’identificativo sistema di giunzioni esterne, visibili, per la nuova C72 abbiamo introdotto un nuovo sistema di costruzione – dice Davide Fumagalli – le tubazioni della C72 sono monoscocca, sono unite tra loro con innesti specifici ed i diversi punti di giunzione sono fasciati. In questo modo abbiamo ottenuto un impatto estetico pulito e molto elegante.

«In alcune parti del telaio il richiamo con il passato è lampante – prosegue Fumagalli – ma senza sacrificare in toto uno dei concetti portanti della famiglia C. Parlando di famiglia di biciclette, tengo a sottolineare che la C72 ad oggi è una sola bici, mentre in passato la C68 era rappresentata dalla versione stradale, Allroad e gravel».

Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Davide Fumagalli, responsabile R&D di Colnago
Colnago C72, richiamo al passato, il Made in Italy del futuro
Davide Fumagalli, responsabile R&D di Colnago

Quanto tempo per costruire un telaio C72?

«E’ difficile quantificare in modo preciso il tempo necessario per la costruzione della nuova Colnago C72, essendo fatto completamente a mano le variabili ci sono e sono da considerare – dice Fumagalli – di fatto è una catena di montaggio. Potrei dire che per le operazioni fatte internamente è necessaria 1 ora e mezza, poco più, poco meno.

«Però – conclude Fumagalli – c’è la parte di laminazione/realizzazione delle tubazioni, operazione fatta in esterno e qui ci vogliono circa 2 ore».

Colnago C72, vocazione comfort

Pur non snaturando completamente il suo DNA, C72 vuole essere comoda, un comfort ottenuto con un blend di fattori. La nuova geometria della C72 porta ad avere una bici più alta sull’anteriore (tendenza che abbraccia anche le bici completamente dedicate all’ambito professionistico, come ci ha confermato Fumagalli), che permette il passaggio di pneumatici fino a 35 millimetri (effettivi) di sezione.

La stessa geometria, con i suoi angoli (in particolare quello anteriore) è studiata per interfacciarsi al meglio con gomme da 30 e 32. Rispetto alla C68 c’è un aumento del valore di stack, taglia per taglia. E poi c’è il vano porta oggetti integrato nell’obliquo, al di sotto del porta borraccia.

Nuovo manubrio integrato CC.02

E’ un’evoluzione del CC.01 già presente in gamma, utilizzato sulla C68 e anche sulla V5Rs. Il nuovo CC.02 (full carbon) riprende solo in parte lo shape del predecessore, con un’ampiezza della curva che è stata addolcita. Il cap tra stem e tubo della forcella non integra più il mini-tool ed è prodotto con dei filamenti di carbonio derivati dalle lavorazioni del telaio.

Un occhio alla sostenibilità che non guasta. Anche se di pochi grammi, il manubrio Colnago CC.02 è stato alleggerito (rispetto al CC.01)

Alcuni dettagli da considerare

Colnago C72 ha il forcellino posteriore di natura UDH ed il supporto del deragliatore può essere rimosso. La scatola centrale (larga 68 millimetri) ha le sedi filettate ed il movimento centrale è di tipo BSA con calotte esterne (come il modello Y1Rs). Non è compatibile con i gruppi meccanici. Il reggisella full carbon è specifico per questo modello ed è disponibile con arretramento zero oppure 1,5 centimetri. Il vano porta oggetti è studiato in ottica road con un volume specifico per la propria bag.

Quest’ultima include una bomboletta C02, due camere d’aria in TPU ed un tool-kit con piccola chiave dinamometrica. Il peso dichiarato del frame in taglia 48,5 è di 895 grammi, senza verniciatura (370 per la forcella).

Allestimenti e prezzi

Prima di tutto le taglie. Sono sette e vanno dalla 42 alla 57. Ognuna di queste ha dei valori propri, per tutto quello che concerne angoli, interasse, trail, in puro stile Colnago e della famiglia C. L’unico valore accostabile e comune a tutte le misure è il rake della forcella, 45 millimetri. 4 allestimenti, Campagnolo Super Record, 2 versioni con Shimano Dura-Ace (con ruote Enve SES 4.5, oppure con Fulcrum Sharq 57), infine con la trasmissione Sram Red AXS. E’ disponibile anche il kit telaio.

I prezzi sono rispettivamente di 15.900 euro (stesso prezzo per la Dura Ace con le Enve), 14.200 e 16.600 euro. Il frame-kit ha un listino di 5.940 euro.

Colnago

Colnago V5Rs e Y1Rs Dark Series

Dark Series, nuovo look racing per V5Rs e Y1Rs 

11.03.2026
4 min
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In principio, come spesso accade in questa epoca, fu Pogacar. Fu infatti il campione sloveno ad utilizzare per la prima volta, al Tour dell’anno scorso, il bolide aerodinamico Y1Rs senza vernice. Quella scelta fu dettata dalla ricerca della massima leggerezza durante la cronoscalata di Peyragudes (vinta, guarda caso). Colnago, Pogacar e la UAE videro che era cosa buona giusta e da allora non cambiarono praticamente mai. 

Su quella bici, oltre al Tour, il fuoriclasse di Komenda ha poi vinto anche il mondiale, l’europeo, il Lombardia e, solo qualche giorno fa, la Strade Bianche. Ora Colnago ha deciso di rendere disponibile quella speciale versione della sua bicicletta più veloce a tutti gli appassionati, lanciando la Y1Rs Dark.

Ma non solo. In contemporanea è stata presentata anche la V5Rs Dark, cioè la variante con carbonio a vista della bici più leggera e versatile del catalogo dell’azienda. E’ nata così la Dark Series, la versione (in edizione limitata) più accattivante dei due modelli più racing mai prodotti da Colnago.

Colnago Y1Rs Dark Series
In questa foto si apprezzano tutta l’estetica del carbonio a vista e lo stemma di Colnago cromato al centro del tubo sterzo
Colnago Y1Rs Dark Series
In questa foto si apprezzano tutta l’estetica del carbonio a vista e lo stemma di Colnago cromato al centro del tubo sterzo

Carbonio a vista e dettagli cromati in titanio

La livrea Dark di Y1Rs e V5Rs è stata progettata per mettere in risalto il più possibile l’anima del telaio, cioè l’intreccio della fibra di carbonio. 

L’assenza dello strato di vernice colorata infatti rende visibile ogni pezza di carbonio, ogni sfumatura del materiale che costruisce la bicicletta, dando vita ad un’estetica che è allo stesso tempo minimal ed elegantissima. Il carbonio in tutta la sua purezza, si potrebbe dire.

Per rendere ancora più unica e particolare questa serie Dark, Colnago ha deciso di aggiungere anche dei dettagli cromati in tonalità titanio, tra cui la scritta Colnago sul tubo obliquo e l’emblema dell’asso di fiori sulla parte anteriore. La scelta della colorazione titanio per questi dettagli è stata studiata per fare in modo che spiccassero sul nero del telaio quel tanto che basta per rendere Y1Rs Dark e V5Rs Dark ancora più raffinate.

L’unica verniciatura presente è un leggerissimo velo di trasparente a protezione del telaio. Anche perché si tratta di una realizzazione davvero limitata: solo 300 V5Rs e 300 Y1Rs prodotte per tutto il mondo.

Colnago Y1Rs Dark Series
La Colnago Y1Rs Dark Series, ispirata da quella usata per la prima volta da Pogacar al Tour 2025
Colnago Y1Rs Dark Series
La Colnago Y1Rs Dark Series, ispirata da quella usata per la prima volta da Pogacar al Tour 2025

V5Rs e Y1Rs: la stessa anima racing

Non è affatto un caso che la colorazione Dark sia stata scelta per questi due modelli. Si tratta infatti delle due bici top di gamma di Colnago, quelle usate dai professionisti (e dagli amatori) più esigenti.

La V5Rs, presentata nell’aprile dell’anno scorso, è il modello più leggero e versatile dello storico brand italiano, nata come una vera allrounder per ogni terreno. Progettata per le salite, considerato il suo telaio con un peso dichiarato di 685 grammi (il più leggero mai prodotto da Colnago), è anche un mezzo adattissimo ad ogni situazione. Ha una geometria tradizionale, ottimizzata quindi anche per i percorsi vallonati, dove oltre il peso contano anche la rigidità e l’aerodinamica.

Anche se, vedendo almeno l’utilizzo dei professionisti, Pogacar in primis, la vera allrounder è diventata la Y1Rs. Questo modello avveniristico è stato presentato a fine 2024 come bici super aero, pronto a scatenarsi sui terreni pianeggianti. Col passare dei mesi però è stata utilizzata dai corridori sempre ed ovunque, anche nelle tappe e nelle gare più impegnative. Resta comunque un mezzo estremo, progettato per chi davvero vuole tutto il meglio del meglio quando c’è da ricercare la massima velocità.

Colnago V5Rs Dark Series
La nuova livrea è stata resa disponibile (in 300 esemplari) anche sulla V5Rs, l’allrounder da salita del brand italiano
Colnago V5Rs Dark Series
La nuova livrea è stata resa disponibile (in 300 esemplari) anche sulla V5Rs, l’allrounder da salita del brand italiano

Kit telaio e prezzi

V5Rs e Y1Rs Dark Series sono presentate per il momento soltanto come kit telaio.

Kit che per la V5Rs Dark comprende telaio, forcella, reggisella, mentre per la Y1Rs comprende telaio, forcella, reggisella e anche il cockpit integrato. La buona notizia è che il prezzo di queste nuove versioni super racing è lo stesso rispetto a quello della colorazione standard.

Colnago

Chicche tecniche dalla Strade Bianche 2026 tra vincitori e vinti

Chicche tecniche dalla Strade Bianche tra vincitori e vinti

08.03.2026
7 min
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SIENA – La Strade Bianche aggiunge un nuovo tassello al suo essere mito, una gara unica nel suo genere, affascinante anche per quello che concerne le scelte tecniche dei corridori. Vediamo cosa abbiamo sbirciato, tra conferme, sorprese e novità non ancora ufficiali, ma che probabilmente vedremo a breve.

Le due bici che hanno vinto

Buona parte delle donne con trasmissione Shimano hanno utilizzato 54-36 per l’anteriore e 11-34 per i pignoni, così la nostra Longo Borghini e la vincitrice, la svizzera Chabbey. Pogacar ha utilizzato la sua Y1Rs con le Enve 6.7 ed una scala rapporti 11-34 posteriore, 55 denti per la corona grande. La corona più piccola è la 38 (Carbon-Ti), dentatura molto apprezzata dal corridore sloveno, realizzata per lui e già usata in altre occasioni.

Le novità Bontrager

Le nuove ruote Bontrager con i cerchi dal profilo differenziato, una sorta di unofficial e unbranding. Prima notate sulla Trek Madone di Sobrero, cerchio più alto all’anteriore (forse da 43-45) e con profilo ridotto per la posteriore (potrebbe essere un 37-38 millimetri). Raggi in carbonio e nuovo mozzo RSL con design rinnovato rispetto alla precedente versione e livrea argento.

In aggiunta abbiamo visto quello che potrebbe essere stato l’unico corridore alla Strade Bianche con la trasmissione 1×13. Ovvero il giovane (appena 20 anni) Albert Whitten Philipsen con il pacchetto Sram Red AXS XPLR, configurazione che verrà utilizzata molto durante la campagna belga. Per tutti i corridori Lidl-Trek tubeless Pirelli PZero Race TLR RS da 30.

Ruote DT Swiss GRC per le BMC della Tudor

Per tutti gli atleti del team svizzero bici BMC Teamachine SLR 01 R (quella più aero della famiglia Teammachine) e ruote GRC 1100 originariamente sviluppate per il gravel race. Per tutti i tubeless Schwalbe Pro One TLR da 30 millimetri.

Infine sempre in ambito Tudor ci ha colpito la scelta del corridore Fabian Weiss, che usa la sella da crono Selle Italia Watt anche sulla bici per le corse in linea.

Tanti pedali Favero Assioma

E’ l’ultima versione aggiornata con il misuratore integrato, Favero Assioma. Li abbiamo notati sulla Orbea Orca Aero (montati su un paio di bici) del Team Lotto-Intermarché, che dovrebbe utilizzare (ufficialmente) il power meter Shimano Dura Ace. Resta la piattaforma di aggancio per le tacchette Shimano.

Gli stessi pedali dell’azienda italiana erano montati sulle De Rosa del Team Bardiani CSF-7Saber. Quindi non il misuratore Campagnolo (la trasmissione è Campagnolo 2×13 Super Record di ultima generazione), bensì i pedali con power meter integrato.

Nuovi tubeless Specialized Turbo Cotton

Li abbiamo notati da prima sulle S-Works del team femminile SD Works e poi sulle SL8 del Team Red Bull-Bora. Per tutti i nuovi TLR Turbo Cotton da 32 millimetri di larghezza, montati sulle Roval con i raggi in carbonio.

Il team più acclamato di inizio 2026

Il Team Rockets, impattante per colori e anche per una serie di corridori di primissimo piano. Alla Strade Bianche gli atleti del team avevano in dotazione la Rose Shave con le ruote Vision RS 45. Scelte differenti per quanto concerne i tubeless, tra Vittoria Pro da 30 e Pro Control. Crediamo una scelta più conservativa e votata a minimizzare il rischio di forature per i Pro Control, per una maggiore scorrevolezza invece quella dei TLR Pro.

Restando in ambito Vittoria, gli unici tubeless con sezione da 28 che abbiamo notato, quelli montati sulle Pinarello Dogma di scorta del Team Pinarello-Q36.5.

Aggiornamento ruote Reserve

I corridori del Team Visma-Lease a Bike hanno scelto il modello Turbulent Aero, aggiornato nei mozzi. Sempre DT Swiss, ma non più di base Spline, ma con design e meccanica Dicut. Gli atleti del team Giallo-nero si sono spartiti le scelte tra i modelli 42/49 e 34/37.

Bici Del Toro

La bici di Del Toro e le sue pedivelle cortissime

08.01.2026
5 min
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BENIDORM (Spagna) – Isaac Del Toro è senza dubbio uno dei personaggi del momento. Su di lui, come abbiamo potuto constatare dal vivo, c’è un’attenzione mediatica seconda forse solo a quella di Tadej Pogacar, e comunque non inferiore a quella di un Mathieu Van der Poel… per dire. Programmi, crescita, rapporto con Tadej stesso. Ma c’è anche un aspetto tecnico che attrae.

E’ proprio su questo che ci siamo focalizzati: sulla sua bici. Osservare da vicino il “cavallo di battaglia” di Del Toro è stata l’occasione per scoprire i ritocchi 2026 alla Colnago V5Rs in dotazione alla UAE Emirates, la bici all-round della squadra emiratina. Considerando i tempi, si potrebbe quasi definirla ormai la bici da salita, visto che gli atleti utilizzano sempre più spesso la Colnago Y1Rs. Tuttavia la V5Rs resta un modello estremamente performante e continueremo a vederla spesso in gara.

Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)
Bici Del Toro
La Colnago V5Rs, la bici all round della UAE Emirates in questo 2026 (foto Fizza)

Telaio e colori 2026

La bici che utilizza Del Toro corrisponde a una taglia 51 della Colnago. Tradotta in numeri assoluti significa un orizzontale di 54,4 centimetri e un’altezza del tubo sterzo di 146 millimetri. Considerando che il messicano è alto 180 centimetri, ciò indica la preferenza per un telaio relativamente piccolo, coerente con la sua posizione compatta in sella.

A questo si abbina un manubrio integrato Enve SES Aero Pro One-Piece, con larghezza di 38 centimetri (centro-centro) e attacco da 140 millimetri. Una soluzione non prevista nel montaggio standard della casa, poiché attacchi di questa misura sono abitualmente destinati a taglie superiori. Ma parliamo del mondo dei pro’ e certi confini decadono.

La novità estetica riguarda la colorazione: rispetto al 2025 c’è forse un po’ più di nero e qualche dettaglio rosso. Una fascia diagonale bianca parte dalla forcella, attraversa il tubo sterzo e arriva all’orizzontale. Per il resto la livrea rimane invariata.

La componentistica

Questa è probabilmente la sezione più interessante. La prima scelta che colpisce è quella delle pedivelle: Del Toro, nonostante le gambe lunghe, utilizza pedivelle molto corte, addirittura da 165 millimetri. Per lui dunque sono cortissime.

Questo gli consente di far girare più rapidamente la gamba e sfruttare al massimo gli sviluppi metrici, ci spiegavano i meccanici, specie in combinazione con corone maggiorate: adotta un 54-40 Shimano sia nella versione tradizionale sia nel setup da gara con Carbon-Ti, anche se in quel caso sposa la filosofia di Tadej con il 55. In sostanza una pedalata piena, ma un minor tempo morto: questo è il concetto alla base.

Restando in tema Carbon-Ti, spicca il forcellino posteriore. Era già comparso in alcune gare la scorsa stagione, ma ora è di serie su tutte le bici della UAE Emirates, sia V5Rs sia Y1Rs.
«Questo componente – ci ha detto Alberto Chiesa, uno dei meccanici storici del team – è più rigido e oltre a rendere la cambiata più sicura, contribuisce a far scorrere meglio la catena e a guadagnare qualche watt».

Assieme al forcellino in ergal sono nuove anche le viterie del manubrio e la placca in carbonio che serra il manubrio all’expander della forcella, riconoscibili dal colore rosso.

“Dieta” da marginal gain

Non è tutto. In un’ottica di ottimizzazione continua siamo nel pieno dei marginal gains, d’altra parte partendo da un livello così alto è difficile migliorare. Tuttavia Elite ci è riuscita. Il brand veneto ha lavorato molto sui portaborraccia. Con un intervento mirato sono riusciti a togliere 9 grammi da ciascuno: sembrano pochi, ma a partire da una base già leggera la riduzione è pari a circa il 30 per cento. I tecnici di Elite ci hanno confermato che in squadra sono molto soddisfatti del risultato.
«Non essendo in carbonio ma in una plastica speciale – spiegano – risultano leggermente meno rigidi e questo fa sì che anche sullo sconnesso le borracce restino ben aderenti. Non a caso Mattia De Marchi li utilizza anche nelle sue gare gravel».

Del Toro, come i suoi compagni, si sta allenando con coperture Continental GP 5000 S da 30 millimetri, mentre in gara dovrebbero tornare ai 28. C’è però chi ipotizza l’arrivo di nuove gomme da 30 millimetri anche per le corse.

Per quanto riguarda la sella, utilizza una Fizik Argo R1 Adaptive 3D con punta più bassa di circa 1,5 centimetri. Il pacco pignoni è il classico 11-34 Shimano, abbinato ovviamente al Dura Ace Di2, il top di gamma del marchio giapponese. Del Toro adotta inoltre una soluzione personale: un secondo comando aggiuntivo all’interno della piega per cambiare in presa bassa o durante gli attacchi.

«Di base – conclude Chiesa – Isaac è un ragazzo d’oro. Usa sempre lo stesso setup, cambia pochissimo e quando chiede qualcosa ti ringrazia sempre. Fossero tutti così».

Colnago C35, Enzo Ferrari

All’asta da Sotheby’s 4 capolavori firmati Colnago

04.12.2025
4 min
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Ancora una volta Colnago e la casa d’aste Sotheby’s tornano simbolicamente a incrociare le proprie strade. Quattro delle più importanti e rare biciclette che hanno fatto la storia del brand lombardo saranno messe all’asta in occasione della Collector’s Week organizzata da Sotheby’s ad Abu Dhabi. L’asta si svolgerà online e si chiuderà questo venerdì 5 dicembre alle 19:30 GST (Gulf Standard Time, le nostre 16:30 ndr).

Colnago Y1Rs, Tadej Pogacar, Tour de France
Ecco la Y1Rs con la quale Tadej Pogacar ha vinto il suo quarto Tour, il secondo Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia
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Ecco la Y1Rs con la quale Tadej Pogacar ha vinto il suo quarto Tour, il secondo Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia

La bici di Tadej al Tour

La prima delle quattro bici messa all’asta è la Y1Rs Nacked Black usata da Tadej Pogacar in occasione della 16° tappa del Tour de France di quest’anno. Con quella bici l’asso sloveno ha conquistato il suo quarto Tour, il bis Mondiale, l’Europeo e il quinto Lombardia.

Un pezzo unico e di enorme valore storico, la Colnago Y1Rs Stripped Black è a tutti gli effetti una bicicletta destinata a incontrare l’interesse dei collezionisti più esigenti e appassionati.

Colnago C68, Joao Almeida, presentazione Vuelta 2025
All’asta andrà anche la C68 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione della Vuelta 2025
Colnago C68, Joao Almeida, presentazione Vuelta 2025
All’asta andrà anche la C68 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione della Vuelta 2025

La C68 di Almeida

La seconda bici messa all’asta è la Colnago C68 Rossa No.1 utilizzata da Joao Almeida durante la presentazione ufficiale della Vuelta 2025, tenutasi a Torino nella suggestiva cornice di Piazzetta Reale.

Prodotta in una serie limitata e numerata di soli 80 esemplari, la C68 Rossa si distingue per la sua brillante livrea rossa, ottenuta attraverso un complesso processo di applicazione a foglia d’argento, una finitura che ha richiesto più di un anno di lavoro meticoloso. Interamente realizzata in Italia, esprime l’essenza dell’eccellenza artigianale di Colnago. La C68 Rossa No.1 rappresenta il capitolo conclusivo della straordinaria trilogia C68, un’opportunità rara per possedere il primo esemplare di un’edizione limitata storica.

Colnago Eddy Merckx
C’è spazio anche per un pezzo di storia nell’asta Sotheby’s con il telaio Colnago utilizzato da Merckx per il record dell’Ora nel 1972
Colnago Eddy Merckx
C’è spazio anche per un pezzo di storia nell’asta Sotheby’s con il telaio Colnago utilizzato da Merckx per il record dell’Ora nel 1972

Omaggio a Merckx

La terza bici del lotto è un telaio da pista Colnago restaurato, costruito secondo le esatte geometrie associate al Record dell’Ora realizzato nel 1972 da Eddy Merckx a Città del Messico, con misure 61×57 cm, coerenti con quelle delle biciclette preparate per il campione belga.

Il telaio presenta tubazioni Columbus SL perfettamente tonde e foderi posteriori rinforzati, una testimonianza dei principi ingegneristici dell’epoca: purezza, rigidità e velocità.

Colnago C35, Enzo Ferrari
Il quarto e ultimo modello all’asta è la C35 realizzata da Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari nel 1989
Colnago C35, Enzo Ferrari
Il quarto e ultimo modello all’asta è la C35 realizzata da Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari nel 1989

Un modello che ha fatto storia

L’ultimo modello messo all’asta è la Colnago C35, una bicicletta che racchiude la costante ricerca di innovazione e l’inconfondibile stile italiano. Ideata nel 1989 per celebrare il 35° anniversario dell’azienda, la C35 nacque dalla collaborazione tra due menti visionarie: Ernesto Colnago ed Enzo Ferrari.

Prodotta in Italia sotto la supervisione tecnica di Ferrari, la C35 fu uno dei primi telai da strada realizzati in composito di fibra di carbonio, un materiale che all’epoca apparteneva più all’ingegneria aerospaziale e automobilistica che al ciclismo. La sua introduzione segnò un momento fondamentale: un audace salto nel futuro in un periodo in cui il carbonio non era ancora lo standard.

Questo esemplare si distingue per il gruppo Campagnolo Super Record placcato oro e per le iconiche ruote Colnago a cinque razze in fibra di carbonio, dettagli che elevano la bicicletta da oggetto all’avanguardia a vero capolavoro da collezione.

Colnago

Steelnovo azzurro

Torna Steelnovo, nuovi colori per il gioiello in acciaio di Colnago

24.11.2025
3 min
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Un anno fa Colnago ha festeggiato il suo 70° anniversario con Steelnovo, l’edizione limitata di un gioiellino in acciaio, in omaggio alla sua gloriosa storia. Ora Steelnovo torna disponibile in due nuovi colori, ma con la stessa altissima qualità artigianale: telaio lavorato a mano, congiunzioni stampat in 3D, cavi integrati. Il tutto progettato e prodotto interamente in Italia.

Steelnovo azzurro
Le congiunzioni in 3D danno alla Steelnovo una linea ancora più elegante
Steelnovo azzurro
Le congiunzioni in 3D danno alla Steelnovo una linea ancora più elegante

Un omaggio alla storia tutta italiana

La scelta di un materiale classico ed elegante come l’acciaio è un chiaro rimando alla tradizione del brand italiano, che a partire dalla sua fondazione nel 1954 ha inanellato innumerevoli traguardi. Riproporre una bici di altissima gamma in acciaio nel 2025 (e nel 2024), però, significa dover pensarla con un occhio verso il futuro.

Infatti Steelnovo ha reinterpretato la tradizione, con un processo produttivo in cui i classici tubi Columbus hanno incontrato le nuovissime congiunzioni e i raccordi stampati in 3D. Proprio per questo tutta la produzione si svolge in Italia e con i tempi dell’artigianalità. Non a caso per essere completato ogni telaio necessita di un’intera giornata lavorativa, motivo per cui Colnago ne produce soltanto 400 ogni anno.

Steelnovo giunti 3D
Le congiunzioni in 3D sono state sviluppate in collaborazione con Additiva
Steelnovo giunti 3D
Le congiunzioni in 3D sono state sviluppate in collaborazione con Additiva

Anima antica, design moderno 

Il design della Steelnovo è pulito ed essenziale, come solo l’acciaio riesce ad essere. Questo anche grazie alle congiunzioni che la rendono ancora più armoniosa rispetto anche alle migliori saldature. Inoltre il passaggio cavi è completamente integrato, come accade cioè nei modelli più moderni, un altro segno dell’altissima attenzione ai dettagli che Colnago ha messo nella progettazione di Steelnovo.

La forcella è in carbonio (con passaggio ruote fino a 35 mm) che si innesta nella serie sterzo sovradimensionata, così come sovradimensionato è il movimento centrale: il tutto per aumentare la rigidità nelle aree cruciali. Infine, il telaio è predisposto per il nuovo forcellino UDH, cioè lo standard di tutti i gruppi elettronici moderni.

Steelnovo serie sterzo
La serie sterzo è oversize, per aumentare la rigidità
Steelnovo serie sterzo
La serie sterzo è oversize, per aumentare la rigidità

Taglie, colori (nuovi), versioni e prezzi

La Steelnovo è disponibile in sette taglie, dalla 420 mm fino alla 570 mm. La versione 2025, come dicevamo all’inizio, è presentata in due nuovi colori, cioè azzurro e arancione pastello. E’ disponibile sia come kit telaio, al prezzo di 5,500 euro, che con due montaggi top di gamma.

Con gruppo Shimano Dura-Ace Di2 a 12 velocità (guarnitura 52-36 e pacco pignoni 11-30) e ruote Enve a 15.900 euro. Oppure con gruppo Campagnolo Super Record a 13 velocità (guarnitura 52-36 e pacco pignoni 11-36) e ruote Campagnolo Bora Ultra a 15.400 euro.

Colnago

Grazie all’IA Colnago unisce tradizione e innovazione

31.07.2025
3 min
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Colnago arricchisce la propria storia di un nuovo capitolo capace di unire tradizione e innovazione tecnologica. Tutto questo grazie ad un progetto di intelligenza artificiale presentato nei giorni scorsi e che va a pescare a piene mani nel ricchissimo archivio storico e tecnico dell’azienda di Cambiago. 

Il nuovo strumento si basa su tecnologia RAG (Retrieval-Augmented Generation) e consente di integrare in tempo reale un patrimonio di informazioni che fino ad oggi non era possibile consultare. Da ora in avanti gli appassionati di ciclismo, i collezionisti e professionisti del settore ciclo avranno la possibilità di accedere, attraverso un’esperienza immersiva e interattiva, a informazioni e curiosità davvero uniche.

Grazie all’AI è possibile scoprire tante curiosità sulla storia dell’azienda, qui Ernesto Colnago insieme a Paolo Bettini ai tempi della Mapei
Grazie all’AI è possibile scoprire tante curiosità sulla storia dell’azienda, qui Ernesto Colnago insieme a Paolo Bettini ai tempi della Mapei

Si parte dalla storia

L’intelligenza artificiale, accessibile dal sito ufficiale Colnago, è attualmente in grado di stabilire un dialogo diretto con l’utente che ora può ottenere in prima persona tutta una serie di informazioni che potremmo definire di natura “storica”. Al momento queste riguardano i seguenti temi: libri rari e pubblicazioni tecniche; fotografie storiche e contemporanee; articoli e racconti dai Grandi Giri e dalle principali corse; cataloghi d’epoca e documentazione tecnica. Il tutto riguardante sempre il mondo Colnago, i suoi successi sportivi e le tante innovazioni tecniche.

Gli utenti possono chattare direttamente con l’intelligenza artificiale per esplorare storie uniche, riscoprire le storie di ciclisti che hanno corso su bici Colnago e immergersi nei dettagli tecnici dei modelli più iconici del marchio.

Colnago è tornata da anni al centro del mondo del ciclismo grazie alle imprese di Tadej Pogacar
Colnago è tornata da anni al centro del mondo del ciclismo grazie alle imprese di Tadej Pogacar

Un ponte tra tradizione e futuro

Alessandro Turci, Colnago Heritage Manager, ha così commentato questo nuovo capitolo della storia della sia azienda: «Non è solo un assistente digitale: è un ponte tra la nostra tradizione e il futuro di Colnago. Il nostro obiettivo è offrire un modo immersivo per vivere la tradizione del marchio, alimentato dal potenziale dell’intelligenza artificiale».

Presto nuovi aggiornamenti

Come anticipato, il nuovo progetto di Colnago basato sull’intelligenza artificiale si è concentrato sull’enorme archivio del brand. Sono già in previsione però futuri aggiornamenti che lo trasformeranno in una piattaforma di assistenza clienti completa. L’obiettivo è quello di farlo diventare l’interfaccia di riferimento per la manutenzione e cura delle biciclette Colnago, l’assistenza tecnica personalizzata, la raccolta di informazioni pre e post vendita, ma anche una guida esperta per aiutare l’utente nella scelta del modello ideale.

Per l’azienda di Cambiago l’arrivo nel Team UAE ADQ di Elisa Longo Borghini ha portato visibilità e successi
Per l’azienda di Cambiago l’arrivo nel Team UAE ADQ di Elisa Longo Borghini ha portato visibilità e successi

Ora in versione beta

L’intelligenza artificiale è attualmente in versione beta. Pertanto, alcune risposte potrebbero essere imprecise o contenere bug. Proprio per questo motivo Colnago invita la sua community globale a partecipare attivamente a questa innovazione testando l’intelligenza artificiale e condividendo il proprio feedback all’indirizzo digital@colnago.com.

Lasciamo alla stessa Colnago la chiosa finale con il seguente pensiero contenuto nel comunicato stampa che ci è stato inviato.

“Per chi vive il ciclismo come una vera passione, la nuova IA Colnago sarà uno strumento indispensabile per esplorare, imparare e connettersi con il mondo dell’Asso di Fiori in un modo completamente nuovo.”

Colnago