Guerciotti-story, un tuffo fra i campioni di casa

20.12.2023
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La famiglia-azienda Guerciotti nella sua storia ha prodotto bici, formato corridori, allestito squadre e gare. E quando si è prossimi a festeggiare i primi 60 anni di attività, diventa complicato battezzare i momenti più importanti.

Con l’organizzazione del campionato italiano il prossimo 14 gennaio a Cremona – dove negli ultimi due anni si è disputato il Trofeo Guerciotti – abbiamo colto l’occasione per chiedere ad Alessandro Guerciotti (in apertura con Sara Casasola a Vermiglio) quali sono stati i campioni di casa a cui sono più legati. Un compito di memoria, cuore e speranza forse non facile, sicuramente piacevole.

I big del passato

Appena concludiamo la nostra introduzione, Alessandro Guerciotti ha già pronta la risposta. I primi nomi sono quelli del passato, gli stessi che ha apprezzato anche papà Paolo.

«Vado abbastanza sul sicuro – racconta l’amministratore delegato – nominandone tre. Il primo non può che essere Vito Di Tano. Lui ha fatto la storia prima e dopo per noi. E’ stato un nostro corridore ed ora è il diesse. Ha corso praticamente sempre solo con noi per 13 stagioni vincendo da dilettante sei campionati italiani e due mondiali. Scontato dire che siamo molto legati a lui. L’altro nome è Daniele Pontoni, l’attuale cittì della nazionale. E’ stato con noi 7 anni vincendo tanto, soprattutto manifestazioni importanti. Oltre a diversi tricolori, detiene due primati tutt’ora imbattuti ottenuti con la nostra maglia. Nel 94/95 ha vinto Coppa del Mondo, unico italiano a riuscirci, ed il mondiale elite nel 1997, ultimo italiano a vincerlo».

«Se invece penso ai campioni stranieri – prosegue Guerciotti – non posso che fare il nome del belga Roland Liboton. Per darvi l’idea, lui negli anni ’80, la sua epoca era un cannibale del ciclocross. Una vera star, ciò che adesso lassù sono Van der Poel e Van Aert. Con noi ha vinto due dei suoi quattro mondiali e cinque dei suoi dieci campionati belgi. Ancora adesso quando vado in Belgio per le gare, trovo persone che ricordano bene il connubbio Guerciotti-Liboton di quel periodo. E naturalmente per noi è motivo di orgoglio e soddisfazione».

Marco Aurelio danza e vince nel fango l’italiano 2008. E’ stato lanciato da Guerciotti, ha ricambiato con risultati e visibilità
Marco Aurelio danza e vince nel fango l’italiano 2008. E’ stato lanciato da Guerciotti, ha ricambiato con risultati e visibilità

Epoca recente

L’arco temporale si sposta più avanti con atleti che hanno smesso da poco e le cui imprese appaiono più fresche. E c’è spazio anche per ricordare quei talenti inespressi che avrebbero potuto raccogliere di più.

«Certamente Marco Aurelio Fontana – va avanti Alessandro Guerciotti – è quello che ha contrassegnato un determinato periodo. E’ rimasto da noi per quattro-cinque anni nei quali lo abbiamo fatto sbocciare e lui ha contraccambiato dandoci tanta visibilità. Ha vinto un titolo italiano U23 ed elite, tanti podi in Coppa del mondo da U23 e sempre da U23 nel 2006 ha conquistato un incredibile quarto posto al mondiale che valeva una vittoria. In pratica fu il primo degli umani arrivando dietro a Stybar, Boom e Albert, ovvero tre extraterrestri in quegli anni. Quella per Marco Aurelio fu una grande stagione. Poi ha scelto la Mtb e guardando poi i risultati ottenuti, come il bronzo olimpico di Londra, direi che ha fatto bene».

«Con noi c’è stato anche Franzoi – continua – che avevamo inseguito a lungo. Purtroppo ha vinto meno di quello che poteva, anche per sfortuna. Dorigoni negli ultimi anni ci ha regalato bei successi, tra campionati italiani e tappe del Giro d’Italia del ciclocross. Però l’atleta che ritengo il più grande rimpianto in maglia Guerciotti è Elia Silvestri. Ragazzo dotato di tantissima classe e grande potenza che invece si è perso. Da junior era già con noi facendo quarto al mondiale (dove secondo chiuse Sagan, ndr) poi ha conquistato un argento all’europeo U23. Purtroppo talvolta la testa non segue le gambe e si spreca un talento. Peccato, aveva un potenziale incredibile, che avrebbe potuto vincere molto».

Le grandi ex

I vari team Guerciotti che si sono succeduti nel corso del tempo, hanno poi visto nascere anche le formazioni femminili negli ultimi 15 anni. Una realtà che vanta nomi di spicco.

«La nostra atleta più rappresentativa – spiega Alessandro – è sicuramente Alice Maria Arzuffi. La sentiamo un nostro prodotto. Ha vinto cinque tricolori tra juniores e U23, categoria quest’ultima con cui ha conquistato un argento e un bronzo agli europei. Andando ancora più indietro, ricordo con piacere Sanne Cant, una che poi ha vinto tre mondiali consecutivi da elite. L’abbiamo avuta solo nel suo secondo anno da junior con cui ha vinto a Oderzo e il titolo belga, ma è stato un vero piacere. Passa sempre a salutarci quando ci incontriamo alle Coppe del Mondo».

Fino a pochi anni fa con la maglia Guerciotti correva Gaia Realini. Non era ancora l’atleta di adesso ma già mostrava grandi doti. «Siamo legati a Gaia. Per un paio di stagioni è stata con noi, riuscendo a vincere anche un campionato italiano U23. Aveva ancora un anno di contratto, ma non potevamo chiederle di correre ancora. Abbiamo assecondato la sua volontà di abbandonare il ciclocross per la strada dove andava fortissimo. Siamo molto contenti per quello che sta facendo, è già una delle migliori in assoluto. Quest’anno ci siamo sentiti spesso per tutti i suoi risultati».

Presente e futuro

L’attualità del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac è proprio l’ingresso dei due nuovi sponsor, ormai già inseriti da tempo nel ciclismo. La filosofia per Alessandro sembra essere cambiata, andando verso una linea decisamente giovanile che sta regalando buone prestazioni a tutti i marchi della società.

«Tra gli uomini – chiude Alessandro Guerciotti – oggi ci simboleggia Gioele Bertolini. Ha raggiunto undici anni con noi seppur non consecutivi, ma è il secondo per militanza dietro Di Tano. Gioele ha tagliato tanti traguardi importanti con la nostra maglia. E’ stato il primo italiano U23 ad indossare la maglia di leader di Coppa del Mondo. Da U23 ha vinto il campionato italiano elite, come aveva fatto tra l’altro Silvestri. Ha vinto tappe al Giro d’Italia. E può raccogliere tanto».

«Nelle donne stiamo portando Sara Casasola a livelli sempre più alti. Stiamo facendo un buon lavoro con lei e gli sforzi stanno pagando. Il terzo posto agli europei è un grande risultato. Anche lei correrà su strada, ma al momento il ciclocross resta la sua prima disciplina. Tra le U23 la sorpresa migliore è senza dubbio Valentina Corvi se pensiamo che la sua prima gara di ciclocross l’ha fatta ad inizio novembre. A Vermiglio sulla neve ha chiuso sesta assoluta e seconda U23, prestazione grandiosa.

«Tra i più giovani stanno venendo su molto bene Mattia Proietti Gagliardoni ed Elisa Ferri. Sono al primo anno junior e non gli chiediamo subito i risultati. Vogliamo che crescano con calma per vederli protagonisti più avanti. Il ciclocross non perdona e tutto è possibile, ma nelle tre categorie femminili spero di centrare un bel tris ai prossimi campionati italiani».

Tante novità in casa Guerciotti, in vista dei 60 anni

19.09.2023
4 min
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Casa Guerciotti è il simbolo del ciclocross italiano, non a caso l’azienda milanese nel 2024 festeggerà i 60 anni di attività e vuole farlo alla grande, perché è una ricorrenza non di poco conto. Ci sono tante novità all’orizzonte, quel che può sembrare strano è che esse non riguardano solo il roster del team, anche perché alla Guerciotti sono fedeli al motto “squadra che vince non si cambia” e quindi le punte sono tutte lì.

Il team riparte dai 4 titoli italiani conquistati a gennaio. L’ambizione è fare ancora meglio
Il team riparte dai 4 titoli italiani conquistati a gennaio. L’ambizione è fare ancora meglio

Nuovo team, nuovo logo

Cambia invece la denominazione della società, che diventa Team Fas Airport Services-Guerciotti-Premac grazie all’innesto dell’azienda bresciana specializzata in materiale per l’edilizia.

«Questa nuova avventura con Guerciotti può scrivere altre grandi pagine del ciclismo – sottolinea il presidente della Premac Srl Angelo Tonoli – insieme lavoriamo già nel ciclismo su strada (con la Isolmant-Premac-Vittoria, ndr) e la collaborazione tra di noi procede bene. L’ingresso nel ciclocross sarà proiettato sull’investire verso i giovani e puntare nuovamente alla maglia iridata».

Un’ambizione non da poco, addirittura stimata in 3 anni, quasi azzardata considerando il livello attuale del ciclocross italiano, che pure le sue soddisfazioni riesce a prendersele infiltrandosi ogni tanto nello schiacciante duopolio Olanda-Belgio. Intanto però la squadra guarda al panorama nostrano con l’ambizione di essere competitiva in ogni categoria assoluta.

Il logo del team fa bella mostra sul telaio della bici, modello CXS, che domenica sarà a Hillnau
Il logo del team fa bella mostra sul telaio della bici, modello CXS, che domenica sarà a Hillnau

Si punta sui (e sulle) giovani

«E’ vero che nel suo complesso la formazione ha un’intelaiatura basata su quella dello scorso anno – spiega il team manager Alessandro Guerciotti – ma è anche vero che qualche novità c’è, perché abbiamo inteso lavorare soprattutto in prospettiva. Ferme restando le presenze di Bertolini e Casasola, che sono garanzie assolute fra gli elite, abbiamo portato sotto il nostro tetto il meglio che c’è a livello junior femminile, con Arianna Bianchi, Elisa Ferri e l’italoalbanese Neria Kabetaj. Fra le Under 23 arriva Nicole Pesse, fra i pari categoria abbiamo Travella, Leone e il neoentrato Tommaso Ferri». E la campagna acquisti potrebbe anche non essere finita…».

Cambia anche la livrea, i corridori avranno una divisa completamente nuova e questo non è un fattore secondario, come illustra la Marketing Director dell’azienda Micaela Guerciotti: «Abbiamo voluto rinnovare anche lo stile, puntare sulla milanesità del nostro brand. La nuova maglia, infatti, è disegnata da un collettivo post modernista chiamato Memphis Studio, una maglia che si ispira alla popart, art déco e stile anni 80-90. Le stesse idee sono state trasportate anche sul telaio della nostra CXS, in dotazione al team».

La nuova divisa della società. Il team sarà rappresentato in tutte le categorie assolute
La nuova divisa della società. Il team sarà rappresentato in tutte le categorie assolute

Attività in Italia e all’estero

L’esordio della squadra è ormai imminente: non si aspetterà l’inizio della stagione italiana, coincidente con la prima tappa del Giro d’Italia il 1° ottobre a Tarvisio, ma si partirà per la Svizzera già nel fine settimana, per affrontare la trasferta di Hillnau che, sia tecnicamente che anche per scaramanzia, è un punto fisso dell’agenda del team milanese e non solo. Ma qualche cambiamento, nella struttura del calendario, c’è ed è figlio del lavoro effettuato in sede federale per allargare numero e prestigio degli eventi.

«Continueremo a seguire la Coppa del Mondo – spiega Alessandro Guerciotti – e faremo anche qualche capatina nel cuore dell’attività tra Belgio e Olanda nella tradizionale campagna delle feste natalizie con tante gare di seguito, perché è fondamentale per costruire la condizione necessaria per i Campionati Italiani che sono il nostro appuntamento principale. Ma terremo nel dovuto conto anche la stagione italiana, ora che c’è un calendario finalmente soddisfacente. Sono state aggiunte altre prove tra nazionali e internazionali, che danno punteggio nel ranking e questo è utile, anche se non sufficiente per certi aspetti».

Bertolini resta la punta di diamante del team e cerca un rilancio internazionale (foto Billiani)
Bertolini resta la punta di diamante del team e cerca un rilancio internazionale (foto Billiani)

Un cammino appena iniziato

Risuonano nella mente le parole di Tonoli: parlare di ambizioni iridate sembra stridere con la situazione del ciclocross attuale: «E’ chiaro che gareggiando solo in Italia manca il polso della situazione, mancano quelle fondamentali esperienze contro i più forti, per questo terremo sempre nel dovuto conto gli appuntamenti esteri. I nostri ragazzi devono continuare a crescere e possono farlo solo affrontando i migliori. Nelle gare italiane la partecipazione estera, salvo rari casi, è scarsa se non parliamo di prove di Coppa del Mondo. E’ uno step sul quale lavorare, ma serve un budget adeguato ed è questo che fa la fondamentale differenza fra noi e i principali team europei. Noi comunque ci proviamo, è un cammino verso i vertici che vogliamo percorrere tutto, per il tempo che sarà necessario».

Ciclocross alle porte, viaggio fra i team nostrani

13.09.2023
6 min
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Mentre la stagione su strada si avvia alla sua conclusione con ancora tante emozioni da vivere, tra finale della Vuelta, europei, classiche italiane di fine stagione già si parla di ciclocross. Pontoni è diviso fra l’allestimento della nazionale di gravel per i mondiali dell’8 ottobre e la programmazione dei primi impegni sui prati, le squadre intanto fanno i loro progetti per il nuovo anno, con qualche novità e soprattutto con un atteggiamento nuovo verso la struttura della stagione italiana.

Questo almeno è quel che emerge dai primi contatti con i responsabili di alcune squadre fra quelle più in vista, quelle che vengono viste un po’ come le colonne portanti di un movimento che attende lo start, previsto per il 1° ottobre con l’apertura del Giro d’Italia.

Guerciotti con Sara Casasola, che resta la sua punta di diamante femminile, ma si lavorerà sulle junior
Guerciotti con Casasola, sua punta di diamante femminile, ma si lavorerà sulle junior

Nuovi sponsor per Guerciotti

A prima vista può sembrare che in casa Guerciotti tutto sia come prima, ma non è così: la squadra di ciclocross viene ridisegnata partendo soprattutto dal sostegno degli sponsor.

«Entrano importanti entità come Premac e Fas Airport Services – afferma Alessandro Guerciotti – grazie a loro contiamo di allargare la nostra attività e naturalmente ottenere sempre nuovi successi. La nostra ambizione è essere protagonisti un po’ in tutte le categorie, ma soprattutto abbiamo investito sul settore femminile junior acquisendo i migliori prospetti, per dare anche un messaggio di speranza e investire sulla crescita del settore».

L’obiettivo del team lombardo è fare molta attività all’estero, in contesti che consentano ai ragazzi di acquisire esperienze ed emergere: «Gareggeremo soprattutto in Svizzera – prosegue Guerciotti – dove faremo il nostro esordio il 24 settembre e in Francia, ma non per questo trascureremo il Belgio che resta la patria di questo sport. Nel periodo delle feste tutti i migliori si concentrano lì, noi ci saremo speriamo nella forma migliore, anche perché di lì a poco ci saranno i campionati italiani che sono il nostro riferimento principale».

Cambio di casacca per Lucia Bramati e tutto il suo gruppo che approda in Emilia Romagna
Cambio di casacca per Lucia Bramati e tutto il suo gruppo che approda in Emilia Romagna

Anche Bramati cambia colori

Novità in vista anche per Luca Bramati: se nella mtb il marchio di riferimento resta Trinx, nel ciclocross tutto il suo gruppo affluisce nell’Alé Cycling Team: «E’ il gruppo di Milena Cavani, con la quale ho condiviso svariate stagioni di ciclismo offroad. Il roster resta pressoché lo stesso, con Eva Lechner che probabilmente vivrà la sua ultima stagione di vertice».

Anche la Alé Cycling affronterà tutte le categorie con un gruppo di 19 corridori, decisamente ampio: «Quest’anno però seguiremo con più attenzione il calendario nazionale, che è stato arricchito con molte prove internazionali che danno punti Uci, ma non per questo trascureremo l’attività all’estero. La sensazione è che comunque, da parte della Federazione, si ascoltino finalmente le richieste e i suggerimenti delle società».

Bramati mantiene però un punto di vista critico sulla gestione della nazionale di Pontoni: «Lasciamo che finisca il quadriennio olimpico, poi si vedrà. Pensare di partecipare ai grandi eventi solo se hai la possibilità di vincere medaglie è utopistico. Ho sempre detto che mondiali ed europei devono essere l’occasione per far fare ai ragazzi esperienze fondamentali. Io comunque vado avanti per la mia strada, so che a livello giovanile ho bei talenti per le mani, ma devono crescere con calma e facendo i giusti passi».

Per Nicolas Samparisi e il suo team un inizio stagione ritardato a causa di mtb e gravel
Per Nicolas Samparisi e il suo team un inizio stagione ritardato a causa di mtb e gravel

Samparisi e lo stress da fuoristrada

Chi invece mantiene la sua impostazione consolidata è la Ktm Alchemist powered by Brenta Brakes, ossia il team dei fratelli Samparisi. Tra mtb e gravel, la loro stagione del ciclocross inizierà più tardi e questo certamente rappresenta un problema, considerando i calendari.

«Noi abbiamo avuto una stagione molto intensa nelle ruote grasse – spiega Lorenzo – partecipando a ben 7 corse a tappe. Ormai il calendario delle marathon e prove a tappe è ricchissimo, i nostri chiuderanno con oltre 50 giorni di gara, siamo a livelli da ciclismo professionistico su strada. Questo influirà sul nostro calendario di ciclocross, ma ci aiuta la sua nuova struttura nazionale, significa che viaggeremo un po’ meno, faremo meno prove di Coppa del mondo ormai strutturata su troppe gare».

Una scelta che Lorenzo è deciso ad attuare anche per preservare i suoi ragazzi: «L’esperienza mi ha insegnato che i risultati arrivano solo quando i ragazzi sono al massimo dal punto di vista fisico, ma anche mentale e psicologico. Un’attività troppo stressante non fa assolutamente bene, la coincidenza dei tre aspetti deve sempre essere considerata».

Diversa invece la sua posizione sulla gestione della nazionale: «Con Pontoni abbiamo contatti frequenti, c’è un feedback continuo e questo va a vantaggio dell’attività e della gestione dei ragazzi. Ora siamo tutti concentrati, noi e lui, sul gravel, vedremo poi come venirci incontro per il ciclocross. Il nostro gruppo è rimasto lo stesso, ma contiamo molto sul giovanissimo Falcioni, laureatosi tricolore di cross country nella sua categoria, che può fare il salto di qualità anche sui prati».

Alessia Bulleri in azione. L’elbana farà una stagione a metà visti gli impegni per il team della strada
Alessia Bulleri in azione. L’elbana farà una stagione a metà visti gli impegni per il team della strada

Cycling Café, un anno italiano

Il nuovo calendario, arricchito di prove internazionali, rappresenta un indubbio aiuto e anche la Cycling Café, la società di Cristian Cominelli e Alessia Bulleri è intenzionata a sfruttare maggiormente questa possibilità. Fabio Ottaviani, responsabile del team di Ciampino alle porte di Roma conferma che la squadra, riconfermata nel suo roster salvo Baldestein che passa fra i dirigenti, svolgerà la sua attività soprattutto in Italia.

«Il calendario in questo modo sicuramente ci aiuta – spiega – anche se non rinunceremo ad alcune trasferte, in Svizzera per l’apertura della stagione in Slovenia a novembre per due gare. Il problema è la gestione dei corridori che fanno anche strada: la stessa Bulleri già sa che quest’anno non potrà rinunciare allo stage invernale di preparazione con il suo team spagnolo».

Anche per questo il team segue un po’ un sentiero tracciato da altri e punta sui giovani: «Abbiamo 5 junior, di cui un paio dalla Toscana e uno dalla Puglia, che sono molto promettenti e puntiamo su di loro per la stagione italiana, come Ferruzzi che quest’anno ha vinto l’Eroica per allievi».

E il discorso nazionale? Questo resta un punto interrogativo: «Con Pontoni non ci sono stati contatti, salvo per lo stage di Monte Prat dove ho portato mia figlia. Ma so che Daniele deve far fronte a mille impegni soprattutto ora che c’è alle viste il mondiale gravel che interesserà anche i nostri, quindi confido che dopo ci saranno occasioni di confronto. Una Bulleri brillante potrebbe rientrare nel giro azzurro».

Guerciotti accanto ai migliori talenti italiani

24.08.2023
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Per il sesto anno consecutivo la versione italiana del magazine Forbes ha deciso di premiare il meglio dell’imprenditoria giovanile del nostro Paese. L’evento si è svolto a metà luglio a Milano e ha avuto tra i suoi protagonisti anche il brand Guerciotti.

Alessandro Guerciotti davanti alla BRERA I.ON la bici esposta all’evento di Forbes Italia
Alessandro Guerciotti davanti alla BRERA I.ON la bici esposta all’evento di Forbes Italia

Premiate le “giovani” idee

Per i pochi che non conoscono Forbes, stiamo parlando di un magazine di fama internazionale che ha oltre un secolo di vita essendo stato fondato negli Stati Uniti nel 1917. Si occupa principalmente di economia e finanza. La rivista è nota per le sue liste e classifiche, come per esempio la lista degli statunitensi più ricchi, delle compagnie più influenti al mondo, dei miliardari nel mondo e degli Under 30 che si sono distinti in determinati settori. Proprio quest’ultima classifica ha una sua “versione italiana” che da sei anni si propone di premiare le 100 giovani personalità che, dalla sanità allo sport, dalla moda alla tecnologia, passando per la finanza e la musica, contribuiscono con le loro idee e azioni a cambiare il nostro Paese

A spiegare il valore delle persone premiate è la stessa rivista Forbes che sul suo sito così scrive: “Ragazzi che, con il loro coraggio e intraprendenza, stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci e di mangiare e startupper, manager, artisti, sportivi e scienziati che hanno avuto il coraggio di investire nei loro progetti ambiziosi”.

Quello di Forbes è un evento dedicato ai giovani imprenditori
Quello di Forbes è un evento dedicato ai giovani imprenditori

Guerciotti e Milano

Come anticipato, la serata di premiazione dell’edizione 2023 si è svolta a Milano presso l’Hotel Principe di Savoia con la partecipazione di numerosi ospiti. Tra questi anche alcuni importanti sponsor che hanno contribuito ad omaggiare le giovani personalità di spicco che si sono distinte per talento, creatività e spirito imprenditoriale. Non poteva mancare tra gli sponsor il brand Guerciotti, da sempre legato alla città di Milano e molto attento ad aprirsi a nuove sinergie e collaborazioni. 

Micaela Guerciotti, Direttore Marketing della storica azienda milanese, ha così commentato la presenza della sua azienda come sponsor della manifestazione: «E’ fondamentale sostenere e celebrare i giovani che, grazie al loro istinto e alle loro capacità imprenditoriali, sono riusciti a lasciare il segno, ispirando sia i loro coetanei che quanti sono nel business da diversi anni».

Nel corso dell’evento, gli ospiti della serata hanno avuto l’opportunità di ammirare una delle creazioni Guerciotti di maggiore successo. Si tratta della gravel elettrica BRERA I.ON nella versione Touring.

«Abbiamo scelto di esporre un modello adatto sia agli appassionati delle due ruote che ad un pubblico più lontano da questa specialità – ha dichiarato Alessandro Guerciotti, amministratore delegato del brand – per stuzzicare l’interesse di quanti ancora non si sono avvicinati con reale convinzione al mondo della bicicletta».

Nel corso della serata lo stesso Alessandro Guerciotti ha avuto modo di approfondire con appassionati delle due ruote e neofiti della disciplina presenti le caratteristiche principali della BRERA I.ON esposta per l’occasione. Si tratta di un modello di bici pensato per il gravel ma ideale anche per il commuting su brevi percorsi. Questa sua versatilità è agevolata dall’adozione di un motore elettrico Polini E-P3+ estremamente leggero e compatto, ma al contempo potente ed in grado di rivoluzionare il concetto di pedalata assistita.

Guerciotti

Guerciotti Lembeek Disc, la CX vincente per tutti

15.07.2023
3 min
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Guerciotti è da sempre un faro quando si parla di ciclocross. Lembeek Disc è uno dei suoi gioielli, una bici che si presta ad un utilizzo trasversale. Dalle categorie giovanili fino ad arrivare al mondo dei professionisti. Un esempio di come la crescita vada di pari passo con la performance. Non a caso la Lembeek Disc è diventata la bici iridata di Jan Christen ai campionati del mondo di ciclocross 2022 a Fayetteville. 

Disponibile in più allestimenti la Lembeek è un must del ciclocross
Disponibile in più allestimenti la Lembeek è un must del ciclocross

Versatile e performante

Veloce e affidabile con carbonio monoscocca, strategicamente rinforzato in speciali punti di torsione. La Lembeek Disc è resistente ma elastica, per aiutare il ciclista nelle azioni di rilancio e rappresenta un’ottima scelta sia per i giovani ciclocrossisti che per quelli più esperti.

I freni a disco regalano un’esperienza di frenata assolutamente efficace. Nel ciclocross, dove per vincere è necessario domare le caratteristiche condizioni di fango e bagnato, questo aspetto è fondamentale. I cavi idraulici sono completamente integrati all’interno del telaio: il risultato è una bici performante ed esteticamente pulita.

«La Lembeek Disc – spiega Alessandro Guerciotti – è un medio gamma in carbonio. Una bici con un ottimo rapporto qualità/prezzo, studiata soprattutto per le categorie giovanili. Va bene fin dall’esordiente, perché oggi come oggi l’utilizzo a livello agonistico di una bici in alluminio non ha più tanto senso. Tutti gli utilizzatori chiedono il carbonio, quindi abbiamo preparato questa bici per coprire una fascia che può arrivare fino agli under 23. Nel 2022 abbiamo vinto il mondiale juniores a Fayetteville con Jan Christen. Abbiamo quindi dimostrato che è un mezzo con elevate prestazioni e un ventaglio di utilizzo ampio».

La Lembeek DIsc ha dimostrato di essere vincente al mondiale CX 2022 con Jan Christen
La Lembeek DIsc ha dimostrato di essere vincente al mondiale CX 2022 con Jan Christen

Per crescere

La passione che da sempre Guerciotti nutre per il ciclocross, ha portato a lanciare una promozione rivolta a tutti i tesserati FCI e altri enti e volta ad avvicinare il maggior numero possibile di amanti delle due ruote a questa disciplina. L’utente finale che presenterà la propria tessera al rivenditore di riferimento, potrà infatti acquistare la bici completa Lembeek Disc montata con ruote in carbonio Ursus Orion Disc a partire da 2.520 euro IVA inclusa.

«E’ un’offerta – afferma Guerciotti – per dare la possibilità di garantire delle condizioni più favorevoli a tutti quelli che si vogliono avvicinare al ciclocross con una bici ottima. Questo perché negli ultimi anni si è visto che l’utente del CX sta crescendo come la stessa disciplina, anche lei in continua crescita. Ancora oggi tanti, soprattutto nelle categorie giovanili alcuni usano magari in gara la MTB o bici adattate. Il concetto è avvicinare più persone possibili al ciclocross agevolandoli con un prodotto ideale. 

«Nell’offerta – conclude – proponiamo vari gruppi che possano permettere di avere vari livelli di allestimento, come per esempio mono corona o doppia corona. Basti pensare a chi magari deve contenere il prezzo o viceversa per dare la possibilità ad un U23 di scegliere i componenti migliori. Inoltre può essere utilizzata anche come gravel, seppure con un assetto più racing ma che si adatta a chi durante l’inverno vuole pedalare ovunque. E’ una bicicletta che forniamo ai nostri team satellite come la Sanfiorese o la Sorgente Pradipozzo e per alcuni corridori del team Development Guerciotti».

Guerciotti

Eclipse S Disc: la Guerciotti della Trevigiani che sa vincere

15.04.2023
4 min
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Il bianco e il blu dell’Eclipse S Disc brilla sotto al sole della Valpolicella, per il team U.C. Trevigiani e Guerciotti si tratta del secondo anno di collaborazione. Se il primo è servito per prendere le misure, si può dire che il 2023 abbia già portato buone novità.

D’Aniello ha vinto a Fucecchio con un colpo da finisseur anticipando lo sprint di Milan (foto Pagni)
D’Aniello ha vinto a Fucecchio con un colpo da finisseur anticipando lo sprint di Milan (foto Pagni)

La famiglia Eclipse

La S Disc fa parte della ben nota famiglia Eclipse. Il telaio è stampato con un composito di fibre di carbonio e resine epossidiche, alla stregua di quanto accade per le tecnologie aerospaziali. Il monoscocca che ne deriva è estremamente compatto e resistente, ma soprattutto con i suoi 900 grammi è uno dei telai più leggeri fra quelli predisposti per freni a disco e cavi integrati.

Il suo design è asimmetrico e, come si diceva, il passaggio dei cavi è totalmente interno al telaio e al manubrio. Sul fronte dei freni, siamo di fronte a pinze flat mount e mozzi con perno passante, che danno rigidità alla bici nelle diverse fasi di guida, ma soprattutto in fase di frenata. Nell’avantreno, in particolare, i freni a disco abbinati al perno passante e alla forcella monoscocca danno una sensazione di grande solidità.

Per ogni terreno

I ragazzi hanno già portato al successo la Eclipse S Disc, a farlo è stato Immanuel D’Aniello, e proprio da lui ci facciamo descrivere la bici. 

«Il telaio è molto rigido – ci spiega – si vede dalla geometria, ha una buona aerodinamica e un peso contenuto, siamo nell’ordine dei 7,4 chilogrammi. In discesa, come ci è capitato di usarla spesso in queste ultime gare, è molto maneggevole e reattiva. Grazie al peso ridotto possiamo dire che si tratta di una bici con delle ottime prestazioni sia in salita che in pianura.

«Anche nelle volate – prosegue D’Aniello – ha una grande trasmissione di potenza, questo perché la rigidità del telaio consente di perdere pochissimi watt. Il design del carro posteriore, ribassato, garantisce un’ottima reattività del mezzo, in qualsiasi situazione».

Le selle sono Selle Italia, in questo caso il modello è la SLR
Le selle sono Selle Italia, in questo caso il modello è la SLR

I dettagli

Le scelte tecniche sulle quali i ragazzi del team U.C. Trevigiani possono fare affidamento sono di alto livello, quello che serve per emergere in competizioni sempre più elevate. 

«Abbiamo una doppia scelta per quanto riguarda le ruote – racconta D’Aniello – nelle gare più impegnative usiamo delle Vision 30 con dei copertoni continental tubeless ready. Mentre per le corse più veloci usiamo ruote Vision con profilo da 55 millimetri. Il manubrio è integrato, come gruppo utilizziamo lo Shimano Ultegra elettronico a 11 velocità. Le corone anteriori sono 54-40, la cassetta posteriore va dall’11 al 28».

Parola a Guerciotti

Alessandro Guerciotti ci spiega quella che è l’idea e l’obiettivo di questa collaborazione che è appena iniziata ma già procede nella direzione giusta. 

«Siamo contenti ed orgogliosi di poter collaborare con il team Trevigiani – racconta – si tratta di una squadra storica per il movimento del ciclismo giovanile. Per questa seconda stagione insieme il team ha investito su corridori di alto profilo, come Zurlo (recentemente convocato dalla nazionale al Circuit des Ardennes, ndr). Noi di Guerciotti ci siamo quindi impegnati a fornire un mezzo che fosse all’altezza di queste sfide».

«Il modello Eclipse S Disc è il nostro top di gamma – continua Alessandro Guerciotti – e rispetta i canoni che il mercato richiede. L’upgrade più grande che abbiamo fatto per i ragazzi della Trevigiani è stato il manubrio integrato in carbonio del nostro marchio QTC. In carbonio sono anche le ruote Vision».

Guerciotti, look estrosi e la stagione del cross alle porte

21.09.2022
5 min
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Le top di gamma e non solo si rifanno il look, con colorazioni uniche, Made in Italy e fatte rigorosamente a mano

Tra le tante novità presenti all’Italian Bike Festival chiusosi poco più di una settimana fa, abbiamo trovato e soprattutto visto le iconiche bici di Guerciotti. Il primo senso a goderne è stata proprio la vista, grazie alle nuove colorazioni vivaci ed estrose. Belle da vedere in grado di esaltare le peculiarità tecniche di tutta la gamma. 

Alessandro Guerciotti, titolare dell’azienda insieme a suo padre Paolo, ci ha mostrato e fatto toccare i telai rinnovati e vestiti con i nuovi look unici, interamente Made in Italy dalla costruzione alla verniciatura a mano.

A pochi giorni dall’esordio stagionale del Team Selle Italia Guerciotti Elite ne abbiamo approfittato per chiedere ad Alessandro gli obiettivi stagionali, le novità della squadra e di illustrarci la nuovissima Eureka CXS in dotazione alla formazione italiana. 

Colorazioni uniche

A far risaltare le geometrie e le bici in gamma ci sono le colorazioni customizzate, con le Eclipse, Veloce e Escape verniciate con effetti oleografici o con l’incredibile effetto cristallo. Colorazioni uniche e irripetibili, ogni bicicletta è infatti in grado di avere una sua caratteristica distintiva grazie alla verniciatura a mano con tinte rigorosamente ecologiche a basso impatto ambientale. Fino a 8 colori mescolati fra loro per effetti di verniciatura straordinari, eleganti e freschi al tempo stesso.

Tra le colorazioni nuove spunta anche la presentazione della nuova Cartesio completamente ridisegnata. La entry level che strizza l’occhio alle top bike è una bicicletta in carbonio reattiva e leggera, con un look molto muscolare ma anche estremamente filante.

Il Team Selle Italia Guerciotti Elite da quest’anno userà la Eureka CXS
Il Team Selle Italia Guerciotti Elite da quest’anno userà la Eureka CXS

Esordio stagionale

Mancano pochi giorni all’inizio della stagione cross e il Team Selle Italia Guerciotti Elite è carico di aspettative e obiettivi ambiziosi. Tra riconferme e nuove leve la squadra è pronta ad aggredire la prima gara. 

«Il 25 settembre – dice Guerciotti – inizia la stagione di ciclocross, dove saremo all’esordio a Illnau in Svizzera. Sicuramente il primo appuntamento non prevederà la presenza di tutti i corridori ma ci saranno i corridori top come Gioele Bertolini. Avremo alla partenza anche i nostri nuovi acquisti come Sara Casasola nella categoria elite donne e dal 9 ottobre con la tappa del Giro d’Italia Cross avremo la squadra al completo con tutti gli atleti che punteranno a fare bene».

Tricolori e mondiali

Ci sono due maglie tricolore da difendere e tanta voglia di fare bene. Alessandro Guerciotti in primis alza l’asticella e l’ambizione diventa mondiale. 

«I nostri obiettivi – spiega Guerciotti – come sempre saranno i campionati italiani e a livello internazionale abbiamo una Federica Venturelli che sicuramente, essendo agonista a livello pista e strada, sarà una delle protagoniste non solo a livello italiano ma anche internazionale. Sarà quindi molto competitiva al campionato europeo e poi metterà nel mirino anche l’appuntamento mondiale. Un’atleta come la Venturelli che ha vinto il campionato mondiale su pista ci auguriamo che possa fare lo stesso regalandoci una maglia iridata anche nel ciclocross».

Eureka CXS

E’ stata presentata un anno fa, ma per i problemi che hanno investito tutto il mondo bike non era riuscita a prendersi il proprio spazio. La nuova Eureka CXS è pronta a esordire con tutto il team domenica in Svizzera. 

«L’abbiamo già introdotta – dice – come prodotto nuovo. Ad essere sinceri per problemi di produzione non siamo riusciti ad usarla la scorsa stagione e i nostri atleti hanno così pedalato sulla Eureka CX. Quest’anno invece sarà il debutto ufficiale. Sarà il mezzo della squadra, prevederà il montaggio come l’anno scorso dei gruppi Sram, poi ci sarà chi userà il mono e chi il doppia corona con Force Rival Explorer. Le ruote saranno le Ursurs, nella versione qui esposta troviamo le Miura TS37 Evo disc a conferma di una collaborazione che dura da anni. Come sella abbiamo il modello Selle Italia XLR, mentre il manubrio sarà il QTC Carbon Integrated cockpit. Per quanto riguarda le coperture Challenge ci fornisce tutto l’occorrente, in particolare su questa Eureka CXS sono montati i tubolari Challenge Grifo. Infine un altro nostro sponsor importante che ha esordito l’anno scorso con casco e occhiali sarà Ekoi».

Guerciotti

Guerciotti celebra la sua storia “milanese” davanti al Sindaco

20.07.2022
4 min
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Il marchio Guerciotti è da sempre legato alla città di Milano. Nel capoluogo lombardo l’azienda ha mosso i primi passi 58 anni anni fa, partendo dal primo negozio di via Petrella, in zona Corso Buenos Aires, fino ad arrivare alla sede attuale di via Petrocchi sempre a Milano. L’unico denominatore comune è la stessa famiglia alla guida dell’azienda. Prima Italo e Paolo Guerciotti, poi solo Paolo e ora anche Alessandro. A fare da sfondo ad una carriera di successi, c’è la città di Milano alla quale la famiglia Guerciotti, profondamente milanese, si sente da sempre legata

Nei giorni scorsi Paolo e Alessandro Guerciotti hanno avuto l’onore di essere accolti nella casa di tutti i milanesi: Palazzo Marino, la sede del Comune di Milano. Ad aspettarli hanno trovato il Sindaco Giuseppe Sala.

Per farci raccontare qualcosa in più di questo importante incontro, abbiamo fatto visita ad Alessandro Guerciotti presso i suoi uffici di via Petrocchi in un caldissimo pomeriggio di luglio.

Alessandro Guerciotti ha omaggiato il sindaco di Milano Giuseppe Sala con la maglia tricolore dei campionati italiani di ciclocross
Il sindaco di Sala omaggiato con la maglia tricolore dei campionati italiani di ciclocross
Come nasce l’incontro con il Sindaco Sala?

Tutto rientra in un processo di grande evoluzione che sta interessando ultimamente la nostra azienda. Abbiamo progetti ambiziosi ed alcuni sono legati proprio alla città di Milano. Ci pareva quindi doveroso raccontarli al Sindaco che si è dimostrato davvero molto disponibile nel riceverci.

Come è andata?

Direi che è andata benissimo. Ci siamo trovati di fronte una persona appassionata di ciclismo e soprattutto molto disponibile ad ascoltarci. Con lui abbiamo parlato di molti argomenti a partire dalla nostra storia fino ad arrivare al nostro sogno di mettere in bicicletta il maggior numero di persone possibile. Vogliamo rendere la città di Milano un posto sicuro per chi va in bici. Devo dire che su questo tema con il Sindaco Sala ci siamo trovati in grande sintonia. Dal nostro incontro sono nate idee e spunti sui quali lavorare fin da subito. Da parte nostra ci metteremo, come sempre, il massimo dell’impegno e dell’entusiasmo. Abbiamo approfittato dell’occasione per consegnare al Sindaco una maglia tricolore, l’ennesima da noi vinta ai campionati italiani di ciclocross grazie a Gaia Realini e Jakob Dorigoni.

Alessandro Guerciotti ai Pro Days di Parigi, un evento riservato ai negozianti motivo di incontro e confronto tra diverse realtà
Alessandro Guerciotti ai Pro Days di Parigi, un evento riservato ai negozianti motivo di incontro e confronto tra diverse realtà
Ci sembra di capire che in Guerciotti stia avvenendo un cambiamento significativo. E’ corretto?

Direi di proprio di sì. Guerciotti nasce con un’anima racing che non vogliamo assolutamente rinnegare. Siamo sempre stati attivi nel mondo del professionismo accanto a team di prestigio e da sempre siamo un punto di riferimento per quel che riguarda il ciclocross. La nostra idea è che oggi sia sempre più importante fare di tutto per avvicinare più gente possibile alla bicicletta. Anche per questo abbiamo creduto fin da subito nel gravel. Siamo convinti che possa essere una bici ideale anche per chi vive in città e voglia spostarsi per lavoro o per il semplice piacere di farlo utilizzando una bicicletta.

Rientra in questa nuova “visione” anche il restyling del vostro sito?

Abbiamo deciso di rinnovare il nostro sito rendendolo parte della nuova “mission” che ci siamo dati: mettere il maggiore numero di persone possibile in bicicletta. Per farlo dobbiamo collaborare tutti alla realizzazione di un mondo a misura di bicicletta. Anche per questo stiamo lavorando per creare delle sinergie con aziende milanesi che possono esserci d’aiuto nel diffondere la “cultura della bicicletta”. Il ciclismo oggi non è solo agonismo. La bicicletta è mezzo di trasporto e stile di vita. Grazie alla bicicletta si sta bene a livello di salute e non si inquina. Usare una bici è avere a cuore il futuro, e noi lavoriamo per quello…e poi andare in bici è anche divertimento.

A Parigi è stata esposta tutta la gamma Guerciotti, una bella opportunità per crescere e mostrare i propri prodotti
Esposta a Parigi tutta la gamma Guerciotti: opportunità per crescere e mostrare i propri prodotti
Ultima domanda. Ti incontriamo il giorno dopo essere tornato da una fiera in Francia. Come è andata?

Direi molto bene. Siamo stati a Parigi per “Pro Days”, un evento riservato ai negozianti. In tre giorni hanno visitato la fiera circa 1.400 operatori. Direi un numero interessante. Era dall’edizione 2020 di Velofollies in Belgio che non partecipavamo ad una fiera tradizionale. Ora ci aspetta a settembre Italian Bike Festival dove avremo l’opportunità di incontrare il pubblico italiano per mostrare le nostre ultime novità tra cui un modello corsa in alluminio, la nuova versione della Eureka Air Disc e le tante novità di colori che interesseranno l’intera gamma. 

Guerciotti

Guerciotti: dopo la gara, il punto della situazione

03.11.2021
6 min
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«Pensate che quando correvo io, partivamo in settanta e solo in 3-4 avevano una bici Guerciotti. A Cremona nella gara junior ho contato 74 partenti e ben 34 avevano una nostra bici. Quasi il cinquanta percento. Ecco, questo per me è motivo di grande soddisfazione».

Parole e musica di Paolo Guerciotti al termine del cerimoniale del Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti di lunedì scorso, disputato per la prima volta al Parco del Po di Cremona. Già, quest’anno l’evento ha lasciato Milano e così l’area verde in riva al grande fiume è diventata la grande novità e contemporaneamente il quarto campo di gara della storia dopo il Parco Lambro, Parco Paini e l’Idroscalo.

Di Tano Mondiali
Vito Di Tano con la maglia iridata marcata Guerciotti. Il pugliese ha vinto il titolo mondiale nel 1979 e 1986
Di Tano Mondiali
Vito Di Tano con la maglia iridata marcata Guerciotti. Il pugliese ha vinto il mondiale nel 1979 e 1986

Parla il padre Paolo

Il tipico clima autunnale, condito da una pioggia divenuta sempre più battente, rende più suggestiva la giornata per chi del ciclocross fa la principale attività lavorativa ed organizzativa. Paolo Guerciotti, col figlio Alessandro poco, si trova a suo agio a parlare della propria gara sotto l’acquazzone, malgrado sia dovuto ricorrere a una protezione di fortuna per ripararsi meglio. 

Paolo fonda l’azienda di famiglia nel 1964 insieme al fratello Italo, partendo da un piccolo negozio di biciclette a Milano. Nel 1975 si allarga in una sede più adatta, incrementa la produzione di bici da corsa e da ciclocross. Due anni dopo nasce il Gs Guerciotti, la squadra ciclocrossistica.

Paolo nel frattempo riesce a partecipare in maglia azzurra al mondiale del 1979 a Saccolongo, nella pianura padovana, vinto da Vito Di Tano. Proprio colui che è stato il simbolo della formazione milanese per 13 stagioni e che l’anno prima aveva conquistato il primo Trofeo Guerciotti. Il resto è storia.

Paolo Guerciotti, come è andata la manifestazione?

Il bilancio è positivo. Aver spostato il Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti a Cremona è stata una prova che abbiamo voluto fare e siamo molto soddisfatti. A Cremona abbiamo trovato gente disponibile in persone come Fulvio Feraboli e Marco Baccin (del Velo Club Cremonese, ndr) che hanno dei bei collaboratori. Per fare tutto questo lavoro hanno iniziato presto, pensate che Vito Di Tano ed un suo collega erano qui già da una settimana per tracciare e fettucciare il percorso. Tutte cose che per un evento come il nostro richiedono esperienza. C’è una bella area parcheggio per camper, perché ormai tutti i corridori si spostano così. Quando correvo io, cinquant’anni fa, mettevamo le bici sopra le auto, mentre ora non le usa quasi più nessuno. Sono organizzati diversamente, quindi giusto pensare anche a questo aspetto della logistica. 

E dal punto di vista della vostra squadra?

Abbiamo fatto un terzo posto con Gaia Realini nella prova femminile e poi la doppietta Dorigoni-Bertolini nella gara più importante (in apertura padre e figlio sono con Dorigoni, ndr). Questo primo e secondo ci volevano perché il giorno prima a Brugherio c’è stata un po’ di confusione a giochi quasi fatti, però sono cose che capitano. Due scivolate ai 200 metri ed è andata come sappiamo tutti. 

Quindi per la gara, appuntamento e testa già al 2022?

Dopo quarantadue gran premi, guardando l’albo d’oro, ho pensato: “Come sono vecchio!”. In realtà sono ben contento e anche mio figlio Alessandro è appassionato, sta facendo un gran lavoro in azienda. Per cui è una soddisfazione personale vedere il nome Guerciotti che va avanti nel tempo, sia con le bici sia con le organizzazioni delle gare. 

Risponde il figlio Alessandro

Alessandro Guerciotti, che dal 2000 è entrato in azienda proprio quando il marchio è sbarcato nuovamente tra i professionisti, completa il bilancio e spiega che a Milano mancava uno staff che potesse aiutarli ad organizzare, cosa che invece hanno trovato a Cremona. Così hanno cambiato scenari…

Un po’ colore e un po’ banda di amici, nel 2016 li guidano Arzuffi e Dorigoni
Un po’ colore e un po’ banda di amici, nel 2016 li guidano Arzuffi e Dorigoni
Per questo vi siete spostati?

Per organizzare gare di alto livello come le nostre serve sempre più avere un pool di sponsor e un gruppo di lavoro importante e imponente, specie attualmente con le normative anticovid che sono molto difficili. Sicuramente abbiamo trovato una location spettacolare. Il percorso è migliore rispetto all’Idroscalo, è più tecnico e in tanti lo hanno paragonato ad alcune corse del Belgio. Il clima tipicamente nordico ha reso tutto più impegnativo.

Tornerete nei prossimi anni?

L’obiettivo è rimanere. Abbiamo trovato un partner ottimo nel Velo Club Cremonese. Poi abbiamo avuto l’appoggio da parte dell’assessorato dello sport del Comune di Cremona che è stato fondamentale per organizzare una corsa di questo livello. Quello di quest’anno è stato un po’ un evento zero, vista la nuova location. Ma abbiamo già ricevuto dei complimenti da parte chi ha provato e corso su questo circuito. In futuro qui potremmo anche organizzare nuovamente un campionato italiano (già successo nel 1998, 2010 e 2019, ndr).

Sei il team manager anche della Selle Italia Guerciotti…

Abbiamo una squadra, la più storica del ciclocross italiano, con elementi importanti come Dorigoni, Bertolini e Realini, che saranno senz’altro protagonisti della stagione sia nazionale che internazionale.

Gaia Realini è la punta di diamante del team per questa stagione
Gaia Realini è la punta di diamante del team per questa stagione
Torniamo un attimo sulla questione Baroni. Vuoi aggiungere qualcosa?

Noi non recriminiamo nulla. Abbiamo fatto le nostre scelte, abbiamo Realini che è la giovane di maggior talento, che potrà portarci grandi risultati, anche internazionali. Francesca ha cambiato squadra. La ringraziamo per quello che ha fatto con noi vincendo due titoli italiani, ma guardiamo avanti.

Visto ciò che è successo, ti senti di dare un messaggio per evitare che in futuro possano verificarsi ancora casi del genere?

Dipende dagli accordi che ci sono tra le squadre. Con il Covid si sono allungate le stagioni su strada, creando quell’accavallamento che in passato non c’era. Noi di problemi non ne abbiamo mai avuti. E’ ovvio che ci debba essere una giusta comunicazione tra le squadra di cross, strada e mountain bike. Con le formazioni dei nostri atleti abbiamo ottime partnership, senza alcun problema. Tuttavia credo che le squadre su strada debbano capire che il ciclocross è importante e propedeutico. Oggi gli esempi di Van Aert, Pidcock e Van der Poel dimostrano che se uno ha talento può vincere da una parte e dall’altra. E che il dialogo è alla base di tutto.