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Zurlo ci crede: «Nel 2023 mi giocherò il tutto per tutto»

03.03.2023
4 min
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Matteo Zurlo, a pochi minuti dalla partenza della Coppa San Geo, si aggira tra i pullman con la sicurezza di uno che questo ambiente lo conosce bene. Si ferma a salutare tutti: ex compagni, sponsor venuti a godersi la prima corsa dell’anno e diesse. Lo sguardo è sicuro, il casco sulla testa e gli occhiali calati sul viso, come se non volesse farsi guardare attraverso. 

Nel 2023 Zurlo è passato dalla Zalf alla UC Trevigiani, un cambio di squadra sì, ma non è quello che si aspettava lui che sognava, ed ancora sogna, il professionismo. 

Zurlo alla partenza della Coppa San Geo, la sua prima gara di stagione (foto Sonia Castelli)
Zurlo alla partenza della Coppa San Geo, la sua prima gara di stagione (foto Sonia Castelli)

Nuovi stimoli

A pochi metri dal pullman della sua squadra c’è una piccola attività, ci spostiamo vicino alla vetrata e l’intervista inizia. 

«Sto bene dai – ci dice – tutto a posto. Iniziamo con la Coppa San Geo, prima gara della stagione, si iniziano a scoprire un po’ le carte e vediamo chi ne ha. Il cambio di team è dovuto a diversi motivi: il primo è perché la mia ex squadra (la Zalf, ndr) non teneva più tanti corridori elite. In più sentivo il bisogno di cambiare aria e di trovare nuovi stimoli, fino ad adesso li sto avendo. Con l’inizio delle gare spero di continuare con queste sensazioni che devo proprio ammettere, sono positive».

Il veneto si ferma a parlare con tutti, il suo nome è uno di quelli più importanti in gruppo
Il veneto si ferma a parlare con tutti, il suo nome è uno di quelli più importanti in gruppo

Il salto mancato

In sottofondo lo speaker chiama a rapporto le ultime squadre per la presentazione e le foto di rito. Zurlo continua a parlare, il suo palmares parla chiaro, i risultati sono arrivati: Giro del Veneto nel 2021 più dei bei piazzamenti al Giro del Friuli tra 2021 e 2022 e tanti altri. Tuttavia la chiamata dal mondo dei grandi non è arrivata. 

«In questi ultimi anni – dice con voce convinta – ho fatto molti risultati, anche nelle gare con i professionisti sono andato spesso in fuga e mi sono fatto vedere. Non sono mancate nemmeno le vittorie a dire il vero. D’altro canto ho avuto anche tanta sfortuna in queste ultime stagioni, ho combattuto con problemi al cuore, all’inizio del 2022 ho rotto due vertebre e lo scafoide. Posso dire che avrei gradito un po’ di fortuna in più, questo sicuramente, il mio però in questi anni l’ho sempre dato. Spero in questa stagione di poter cogliere l’obiettivo del professionismo, che sarebbe anche ora, dai. Ho gareggiato poco con loro, sicuramente vanno forte, però correndoci un po’ di più insieme ti adegui ed alzi il livello. Bisogna provarlo per capirlo».

Zurlo, a destra, insieme a Baseggio, i due sono tra i corridori più esperti della UC Trevigiani (foto Sonia Castelli)
Zurlo, a destra, insieme a Baseggio, i due sono tra i corridori più esperti della UC Trevigiani (foto Sonia Castelli)

Inverno senza freni

Il 2023, però, è partito bene, senza intoppi fisici e dalla San Geo in poi Zurlo ha già messo nelle gambe altri giorni di corsa. 

«Non posso lamentarmi – ammette – è filato tutto liscio e non ho mai avuto intoppi. Si comincia nel migliore dei modi, siamo belli motivati e vedremo gara per gara. Avere un anno in più in questa categoria dà un po’ di sicurezza. Ma bisogna guardare anche l’altra faccia della medaglia, ovvero che si è un po’ in là con l’età per i professionisti. Poi la speranza è l’ultima a morire, ci si prova ancora per quest’anno e speriamo di dimostrare quel che valgo. Ci sono degli esempi positivi, alla fine Lucca, che è del ‘97 (ha un anno in più di Zurlo, ndr) è passato alla Green Project quest’anno. Sono sicuro che anche lui fosse un pochino rassegnato, ma insistere gli ha dato ragione e speriamo che anche la mia tenacia venga ripagata».

L’esperienza di Zurlo è stata fondamentale per la vittoria di D’Aniello al Gran Premio La Torre (foto UC Trevigiani)
L’esperienza di Zurlo è stata fondamentale per la vittoria di D’Aniello al Gran Premio La Torre (foto UC Trevigiani)

La voce esperta

Zurlo ha quell’esperienza che serve, l’audacia di chi conosce la categoria e sa come affrontarla. Il veneto può essere un punto di riferimento della UC Trevigiani.

«Sicuramente qualche consiglio – afferma – potrò darlo ai miei compagni. Che sia in gara o in allenamento, è una cosa in più pure per loro avere dei compagni che hanno qualche anno alle spalle. Siamo in tre: Rocchetta, che correva con me alla Zalf, Baseggio ed io».

L’esperienza di Zurlo la si è subito vista anche in corsa alla San Geo, sempre al coperto, nella pancia del gruppo e pronto a mettersi davanti nei momenti giusti. Anche al Gran Premio La Torre, chiuso in quinta posizione, ha giocato un ruolo chiave nella vittoria del suo compagno Immanuel D’Aniello.