La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

27.03.2026
5 min
Salva

Passato di categoria da junior con un pedigrée di tutto rispetto e tante aspettative, per Matteo Scalco l’approccio con il ciclismo dei pro’ non è stato semplice. Tante buone prestazioni ma quel corridore che spesso chiudeva le classiche giovanili sul gradino più alto del podio era un’altra cosa. La maturazione è stata lenta ma costante e alla fine la vittoria internazionale è arrivata ed è anche di peso, al Tour of Rhodes.

La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto Cyclingphotos.gr)
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto (Cyclingphotos.gr)

Ci si giocava tutto all’ultima tappa

Il successo nella classifica finale della corsa greca, condito da una bellissima vittoria di tappa, inaugura come meglio non si potrebbe la sua prima stagione al devo team dell’XDS Astana, dove il ventunenne di Thiene è approdato dopo tre anni alla Bardiani. Un successo che gli ha restituito il sorriso.

«Siamo andati in Grecia con l’obiettivo di provare a vincere – racconta Scalco – non lo nascondo. Avevo iniziato bene la stagione al Tour de la Provence e avevamo valutato la possibilità di andare in Grecia per sfruttare un percorso senza arrivi in salita e adatto a me. Solo l’ultima tappa era impegnativa e visto che la condizione era buona e la gamba c’era, ho preparato proprio l’ultima frazione dove sapevamo che si sarebbe deciso il tutto».

Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Era una corsa di un certo livello, con molti devo team del WorldTour…

Sì, il livello era alto. Dietro di me sono arrivati Rafferty che aveva fatto più che bene al Giro Next Gen e Rodriguez, colombiano dell’EF emerso anche alla Volta ao Algarve. Quindi è un successo di valore, che mi dà una grande spinta.

Un fine settimana che ti ha dato risposte anche in base alla al tuo cambio di squadra, al livello che hai raggiunto…

Sicuramente sì, nel senso che la squadra credeva in me, che potessi andare lì in Grecia e vincere la generale. Tra il dire e il fare ce n’è di strada, ma già il fatto di avere tanta fiducia intorno ha rappresentato qualcosa di nuovo, avere la squadra a disposizione, gestirla e questo mi dà molto morale anche per le prossime gare, già per la Coppi e Bartali che stiamo correndo.

In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
E’ un po’ una chiusura di un cerchio? Tu eri passato da junior con tante aspettative su di te, visti i risultati che avevi ottenuto nel calendario italiano e non solo. Tanti ti aspettavano, forse anche un po’ troppo presto…

Sì, può essere, nel senso che da junior ho fatto due belle annate, in particolare l’ultima e nel salto fra gli under 23 ne avevo un po’ risentito. Ammetto anche di aver fatto qualche errore, forse questo è veramente l’anno buono. Sento che la squadra crede in me, mi supporta in tutto e questo mi spinge a fare molto per provare a ricambiare questa fiducia che loro hanno nei miei confronti.

Si dice sempre che l’Astana è una mezza squadra italiana, visto che son tanti gli italiani, però ha una licenza estera. Cambia tanto dal correre in una squadra italiana che chiaramente World Tour non è a una squadra estera?

Enormemente, anche perché sull’XDS Astana bisogna fare chiarezza su un punto: a differenza della squadra maggiore, il devo team ha una maggiore impronta kazaka. Lo staff è quasi interamente composto da gente del posto. La prima squadra è un po’ più italiana, come corridori e come dirigenti, ma noi viviamo in una realtà connessa ma parallela, diversa. In questa trasferta, ad esempio. eravamo solo io e Zanutta, tra l’altro in camera insieme. E poi c’era anche Mellano, solamente che è stato male ed è andato a casa dopo la prima tappa.

Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Tu sei un corridore da gare a tappe o ti vedi bene anche nelle prove di un giorno?

Mi piacciono molto di più le gare a tappe perché credo di avere ottime doti di recupero. Mi piace anche come gestirle, giorno per giorno, ma quando la gamba è buona, quando si sta bene, anche le corse di un giorno possono essere alla portata.

Tu stai correndo la Coppi e Bartali con il team principale. Che cosa cambia nell’attraversare il guado e correre con la squadra maggiore?

Quando ho fatto la mia prima gara con loro al Laigueglia non nascondo l’emozione, perché è un po’ il sogno di un bambino correre in una squadra WorldTour. Non ci sono ancora formalmente, ma quando sono al via con scritto sotto il nome della squadra World Tour, fa sicuramente piacere. Ora tutto sta nel confermarmi per far sì che quel nome diventi incancellabile…

Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Stando nel devo team, sei comunque nel grande gruppo dell’Astana. C’è un corridore che ti ha preso sotto la sua ala, un corridore al quale ti ispiri?

Al ritiro di dicembre ho conosciuto quasi tutti i ragazzi e sono stati tutti molto disponibili con me a spiegarmi com’è il vero mondo dei pro’, perché c’è sempre molto da imparare. Come nome potrei dire forse Ulissi, il Laigueglia l’ho fatto con lui, è un ragazzo di molta esperienza che di gare ne ha vissute parecchie e c’è solo da apprendere da persone come queste.

Galbusera, il “bocia” dell’XDS Astana, già pronto a dare una mano

Galbusera, il “bocia” della XDS Astana, già pronto a dare una mano

17.01.2026
5 min
Salva

Avevamo lasciato Pietro Galbusera come talento della Pool Cantù in giro per l’Europa, a confrontarsi con il meglio della categoria juniores trovando anche i suoi spazi. Lo ritroviamo pronto a iniziare la sua nuova avventura nel devo team dell’XDS Astana, alle porte della massima serie e si sente dalla sua voce tutta l’emozione nell’approccio con il nuovo mondo.

Pietro Galbusera è al suo primo anno all'XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno alla XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno all'XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno alla XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni

Il giovanissimo lombardo sa che ha per le mani un’opportunità enorme e vuole giocarsi le sue carte con grande attenzione: «Ho conosciuto un po’ il mondo XDS Astana a dicembre, quando abbiamo fatto il primo camp, siamo andati una settimana ad Altea. Poi a metà gennaio ho fatto un’altra settimana a Calpe, sempre con la squadra. Il mio procuratore mi ha messo in contatto direttamente con loro, in particolare con Mazzoleni, dopo l’Aubel Thimister Stavelot, la gara in Belgio dov’ero andato bene, con un podio di tappa e la top 15 finale».

Pensi che quelle prestazioni abbiano influito?

Credo di sì, perché è stato subito dopo che il team mi ha avvicinato. A ottobre ho avuto la conferma che mi avrebbero preso in squadra. Dopo l’emozione iniziale, ho cominciato a sentirmi col preparatore e mi hanno inserito nei vari gruppi della squadra e abbiamo cominciato la collaborazione».

Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Che impressioni immediate hai avuto?

Devo essere onesto, mi sono trovato molto bene, perché l’ambiente, nonostante io sia l’unico primo anno della squadra, è molto accogliente. La maggior parte dei corridori nella devo sono italiani e quindi mi sono subito integrato bene all’interno del gruppo. Poi, avendo fatto due settimane di ritiro, ho avuto modo di conoscere un po’ tutti e devo dire che mi sto trovando bene anche con i preparatori.

Una squadra, anche se affiliata in Kazakhstan, per molti versi italiana. Questo rappresenta un aiuto per il tuo inserimento?

Sì, sia tra i corridori devo, siamo in 7, ma anche tra i pro’ ce ne sono molti, poi anche nello staff. Potrei dire che quasi la metà del personale è italiano, quindi ci si sente quasi a casa a parlare quasi sempre italiano. E’ vero che è una squadra con licenza estera, ma io la sento un po’ come il team italiano nella massima serie.

Il devo team dell'XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team della XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team dell'XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team della XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Lo scorso anno avevamo parlato del fatto che c’era una squadra come il Team Grenke che schiacciava un po’ gli altri. Nella nuova categoria, con tanti devo team, trovi molta più concorrenza?

Io credo che qualsiasi team development abbia un bel budget e delle buone possibilità di crescita, poi chiaramente ognuno deve trovare il suo ambiente e magari non per tutti vanno bene tutte le squadre devo. Penso che ci sia un livello medio fra tutti i devo team, tutti offrono delle ottime possibilità e quindi questa differenza si appiattisce un po’. E’ diverso rispetto alla situazione nella categoria inferiore.

Ma chi viene da un grande team juniores è avvantaggiato?

Chiaramente il lavoro fatto da ragazzi che possono aver corso nel Team Grenke da juniores parte magari uno-due passi avanti, con un serbatoio di esperienza in più. Ma devo dire che anche nel mio team non mi hanno fatto mancare niente. Certo, a questo livello le cose cambiano. Anche come organizzazione si vede che comunque è un organico grande, abituato a muovere tante persone.

Per Galbusera un passato da allievo anche in mtb con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in MTB con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in mtb con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in MTB con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Tu cambi categoria quest’anno: ti approcci alla nuova con timore, con curiosità?

Sicuramente senza timore, ma con tanta curiosità e anche voglia di esordire. Perché voglio vedere il cambio di livello tra juniores e under 23 e comunque fare nuove sfide, avere nuovi obiettivi. Nella prima parte della stagione so che farò un po’ più fatica, sia per il cambio di categoria, ma anche perché devo finire la scuola, ma non ho assolutamente paura. Voglio mettermi in gioco sia per me sia per la squadra e aiutare e magari anche fare qualche risultato, se ci si riesce.

Spesso chi è nei team development poi ha anche occasioni di correre con i grandi. E’ una cosa alla quale ambisci intanto per questo tuo primo anno?

Sarebbe già qualcosa di eccezionale. Ho parlato anche con gli altri ragazzi nel ritiro di dicembre e mi hanno detto che sono esperienze che ti formano tantissimo perché alla fine vai a correre con atleti che sono professionisti da anni e hanno fatto la storia di questo sport. Mi farebbe molto piacere avere quest’opportunità prima della fine dell’anno.

Per il lombardo lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittoirie e ben 18 Top 10 (foto Rodella)
Per Galbusera lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittorie e ben 18 top 10 (foto Rodella)
Per il lombardo lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittoirie e ben 18 Top 10 (foto Rodella)
Per Galbusera lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittorie e ben 18 top 10 (foto Rodella)
Hai un obiettivo specifico, un target che ti sei posto?

Da quando ho iniziato a correre ho sempre avuto una predilezione per il campionato italiano, quindi anche quest’anno non mi precludo niente per quella gara. Poi so che sarà un’annata un po’ complicata perché la prova tricolore è nel periodo degli esami e quindi chiaramente sarà dura. E’ una gara però che mi ha sempre affascinato, c’è una maglia in palio e quindi sicuramente sarò pronto a dare tutto in quella gara.

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025

La crescita di Scalco: graduale, costante e rivolta al futuro

25.12.2025
5 min
Salva

Quando in XDS Astana c’è stato da valutare su quali atleti puntare per costruire la squadra del futuro, sono stati visti diversi profili e dati. Nel momento in cui tra le mani dello staff della formazione WorldTour è passato quello di Matteo Scalco l’indice ha smesso di correre lungo il foglio. Quando si valutano i corridori si passa anche sotto la lente d’ingrandimento dei preparatori, i quali valutano numeri e tabelle dando un riscontro oggettivo alle sensazioni e alle idee dei tecnici. Claudio Cucinotta, preparatore della XDS Astana, di materiale su Matteo Scalco ne aveva parecchio visto che con il ragazzo veneto lavora da un anno. 

«Quando mi è stato chiesto un parere su di lui – dice Cucinotta – ho detto loro che a mio avviso è un atleta valido. Alla fine la squadra ha deciso di prenderlo. Sicuramente mi fa piacere, anche perché è un bravo ragazzo con ottimi valori. Poi il fatto di averlo seguito direttamente nella passata stagione mi fa ancora più piacere».

Claudio Cucinotta è uno dei preparatori della XDS Astana e lavora con Scalco dal 2025
Claudio Cucinotta è uno dei preparatori della XDS Astana e lavora con Scalco dal 2025
Come avete iniziato a lavorare insieme?

Mi ha contattato Scalco stesso, sapeva chi fossi e voleva essere seguito da me. Io gli ho dato la mia disponibilità e abbiamo cominciato il nostro percorso insieme. Ho trovato un buon corridore, di buon livello. Nel 2025 è migliorato tanto, ha avuto un’ulteriore maturazione fisica e ancora più solidità. 

Che corridore hai trovato?

Ho cercato di esaltare le sue caratteristiche. Scalco è un un ottimo scalatore, ha da migliorare sull’esplosività e su questo abbiamo lavorato, ma non in maniera eccessiva. A livello di allenamenti non abbiamo stravolto nulla rispetto ai due anni precedenti da under 23. Inoltre è maturato ancora fisicamente e non è un dettaglio da poco. 

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Scalco ha dimostrato una costanza importante, una qualità sulla quale lavorare e da valorizzare in futuro
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Scalco ha dimostrato una costanza importante, una qualità sulla quale lavorare e da valorizzare in futuro
Era in linea con gli altri ragazzi under 23?

Possiamo dire che l’ho trovato un pochino più indietro rispetto ai suoi coetanei a livello di maturazione fisica. E’ una cosa che si percepisce a livello di muscolatura, infatti nel corso della stagione è cambiato. Diciamo che ha ancora margine. 

Quanto avete spinto sull’acceleratore?

Non sono uno che esagera a livello di carico sui giovani, magari anche a discapito di un risultato a breve termine. L’idea è di lavorare in prospettiva futura, soprattutto con i ragazzi che possono raggiungere il professionismo e magari fare anche una bella carriera. L’obiettivo non deve essere quello di farli migliorare oggi per domani, ma di costruire a lungo termine.

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Con il passaggio nel devo team della XDS Astana Scalco potrà correre le gare under 23 sfruttando il quarto anno nella categoria
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Con il passaggio nel devo team della XDS Astana Scalco potrà correre le gare under 23 sfruttando il quarto anno nella categoria
Scalco è stato uno dei ragazzi under 23 più costanti…

Si tratta dell’unico corridore capace di fare una top 10 sia al Giro Next Gen che al Giro della Valle d’Aosta. Erano le due corse a tappe più importanti nel suo calendario da under 23, questo è sinonimo di grande costanza e solidità nelle prestazioni. 

Quanto può fare conto su queste caratteristiche e quanto si deve un po’ lavorare per migliorare sul risultato finale?

L’essere costante va a suo vantaggio, magari non è un corridore che raggiunge grandi picchi durante la stagione. Questa è anche la mia filosofia, puntare su obiettivi tanto specifici durante l’anno non è sempre il massimo per un under 23. C’è sempre il rischio di perdere delle esperienze diverse o certe gare che possono rivelarsi alla tua portata. Chiaramente è impossibile andare forte tutto l’anno, ma per un under 23 si possono evidenziare le classiche di aprile in Italia e poi il periodo con Ronde de l’Isard, Giro Next Gen e Giro della Valle d’Aosta

Quando arriverà il momento di specializzarsi?

Con questo percorso di crescita Scalco avrà modo di arrivare al professionismo (ha già contratto per le stagioni 2026-2027 nel WorldTour, sempre con XDS Astana, ndr) con un bagaglio di esperienze ampio e una solidità di performance importante. Specializzarsi ora la vedo una scelta precoce, non ci interessa il numero di vittorie ma la crescita dell’atleta. 

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Trofeo Valdengo-Oropa 2025
Scalco ha fatto vedere anche buone prestazioni tra i professionisti, qui alla Valdengo-Oropa chiusa al decimo posto
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Trofeo Valdengo-Oropa 2025
Scalco ha fatto vedere anche buone prestazioni tra i professionisti, qui alla Valdengo-Oropa chiusa al decimo posto
Da qui la scelta di fare un anno nel devo team?

Non c’è fretta di passare professionisti e soprattutto un anno ancora da under 23 con la possibilità di fare altre esperienze con la formazione WolrdTour gli permetterà di capire che corridore potrà essere. E’ presto per dirlo, sicuramente è uno scalatore ma non sappiamo se da corse a tappe di una settimana o da Grandi Giri. Tanti under 23 sembravano poter diventare atleti da tre settimane, per poi non diventarlo mai. Inoltre con il cambio di regolamento i corridori di squadre WorldTour e professional non possono correre le gare under 23. 

Senza fretta quindi?

Ultimamente la ricerca del fenomeno ci porta a pensare che se un ragazzo di 20 anni non passa professionista è da buttare. Non è così, qualcuno è pronto ma tanti altri devono fare esperienza e farsi tutta la gavetta nella categoria under 23. Quattro anni permettono di fare un cammino progressivo e lineare e far emergere gradualmente le qualità dell’atleta. In questo modo rischiamo di perdere tanti talenti per strada. A cosa servono i devo team allora se comunque ci troviamo a far bruciare le tappe ai ragazzi?

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè

Il 2026 di Scalco: devo team XDS Astana e una finestra sul WT

14.12.2025
4 min
Salva

Matteo Scalco in questi giorni si trova in Spagna, ad Altea, e si sta allenando sulle strade che negli ultimi tre anni lo hanno visto crescere e mettere chilometri nelle gambe. Tuttavia quest’anno qualcosa è cambiato, perché il ragazzino di Thiene si veste di nuovi colori. Ha abbandonato il nido della VF Group-Bardiani ed è pronto a spiccare il volo con la XDS Astana. Quello che lo aspetta è un altro anno da vivere come under 23, l’ultimo a disposizione, ma ciò che cambia è la prospettiva. Matteo Scalco infatti con la XDS Astana ha firmato un contratto triennale: una stagione nel devo team e due nel WorldTour. 

«Rispetto agli scorsi anni – dice Scalco – l’hotel dell’Astana è a un chilometro di distanza rispetto a quello in cui alloggiavamo con la VF Group-Bardiani. Siamo qui da quattro giorni e piano piano mi sto ambientando. Ieri (sabato, ndr) sono arrivati gli altri ragazzi del devo team».

Matteo Scalco nei tre anni con la squadra dei Reverberi è cresciuto diventando un riferimento nelle corse under 23 (Photors.it)
Matteo Scalco nei tre anni con la squadra dei Reverberi è cresciuto diventando un riferimento nelle corse under 23 (Photors.it)
Ultimo anno da under, allora perché cambiare?

In VF Group-Bardiani ero un professionista contrattualmente, ma mi sono sempre sentito come un ragazzo che fa parte di un devo team. Per questo penso di avere ancora ampi margini di crescita e che per sfruttarli al meglio sia giusto fare un passaggio intermedio. Essere parte della formazione di sviluppo qui in XDS Astana mi darà modo di prendere parte alle gare under 23 e di fare un passo alla volta. 

Pensi sia un ulteriore step?

Entrare in un devo team di una squadra WorldTour è sempre un passo in avanti. Non per togliere niente al team di Reverberi, ma sappiamo tutti che nel ciclismo moderno il budget fa tanto. Alle spalle ora ho uno staff molto più grande che mi segue in tutti gli aspetti, non che prima mancasse qualcosa, ma il cambio c’è. 

I progressi del corridore veneto (qui a Capodarco) lo hanno messo sotto la lente di tanti team WorldTour (Photors.it)
I progressi del corridore veneto (qui a Capodarco) lo hanno messo sotto la lente di tanti team WorldTour (Photors.it)
Con chi lavorerai?

Il mio preparatore sarà Cucinotta, mi seguiva già nella passata stagione. Mi sono trovato subito molto bene con lui e non avevo motivo di cambiare, anzi.

Hai già parlato di programmi di lavoro?

Tutto rimarrà invariato più o meno, il principale cambiamento sarà che non inizierò a correre a fine gennaio, ma a metà febbraio. Quando ero in VF Group il programma era stabilito su una ventina di corridori, di cui sei o sette erano under 23. Qui ci sono ventotto atleti del WorldTour e una quindicina del devo team. Per cui i programmi saranno distinti, qualche volta andrò comunque a correre con i professionisti.

Con il devo team della XDS Astana Scalco potrà correre il suo ultimo anno da under puntando a consolidare i progressi fatti (Photors.it)
Con il devo team della XDS Astana Scalco potrà correre il suo ultimo anno da under puntando a consolidare i progressi fatti (Photors.it)
Al Giro delle Valle d’Aosta parlavi di essere un corridore costante, questo ulteriore anno da under servirà per raccogliere qualche risultato di rilievo?

Nel momento in cui ho avuto i primi contatti con l’Astana abbiamo parlato proprio di questo. Il fatto di fare un altro anno da under 23 mi permetterà di tornare in certe gare per cercare di fare risultati importanti. Un calendario ben diviso tra under 23 e gare con la squadra WorldTour mi permetterà di concentrarmi al meglio. Comunque con la VF Group-Bardiani era diverso.

Cosa intendi?

Che anche nelle gare professionistiche si andava con l’obiettivo di fare il miglior risultato e di non mollare. Mentre quest’anno il mio ruolo in squadra, tra i grandi, sarà di supporto

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Poggiana 2025
Il 2025 di Scalco è stato un anno solido, impreziosito dalla vittoria al GP Sportivi di Poggiana (Photors.it)
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Poggiana 2025
Il 2025 di Scalco è stato un anno solido, impreziosito dalla vittoria al GP Sportivi di Poggiana (Photors.it)
Dopo risultati del 2025 non avevi voglia di entrare già nel WorldTour?

Mi è sempre piaciuto fare le cose con calma. Ci sono tanti ragazzi che in pochi anni entrano nel WorldTour, però sono dell’idea che non per tutti questo sia il cammino giusto. A volte serve tempo per crescere. Magari avrei anche potuto trovare un contratto di due anni nel WorldTour, ma avrei avuto le occasioni contate. Qui sento di avere tanta fiducia e il 2026 sarà un anno fondamentale per gettare le basi in vista dei prossimi due. 

Podio Lombardia U23 2025: Callum Thornley, Elliot Rowe, Antoine l'Hote

Nel giorno dell’europeo U23, Thornley si prende il Lombardia

04.10.2025
5 min
Salva

OGGIONO – Le nuvole grigie e il cielo che sembra sfiorare le teste dei corridori hanno portato un vero clima autunnale sulle strade del Lombardia U23. Ha vinto Callum Thornley, cronoman scozzese della Red Bull-BORA-Hansgrohe Rookies, con una volata dove contava avere testa e lucidità. Ha battuto gli altri tre contendenti alla vittoria: Elliot Rowe, Antoine l’Hote (i due sono insieme al vincitore nella foto di apertura) e Mattia Negrente .Una volta appoggiata la bici al muro giallo pastello di una casa qualunque Thornley non sta più fermo, cammina a destra e sinistra, esulta, urla e sorride felice. La sua prima vittoria in linea da under 23 coincide con una classica della categoria, arrivata alla sua 97ª edizione e che ha lanciato grandi nomi del ciclismo professionistico.

«Vincere qui è davvero speciale – dice con un sorriso largo così dall’alto dei suoi 190 centimetri – lunedì ho parlato con il diesse del team e abbiamo deciso che sarei venuto qui con l’obiettivo di vincere. Riuscirci è davvero surreale, anche perché è la prima vittoria su strada in una gara difficilissima. La Federazione della Gran Bretagna non ha partecipato agli europei U23, quindi sono venuto qui in una gara di grandissima importanza per questa categoria».

Un cronoman sul Ghisallo 

La giornata è stata caratterizzata da una fuga uscita quando all’arrivo mancavano oltre cento chilometri. Tanti per pensare di arrivare fino alla fine, ma i quattordici corridori che si sono avvantaggiati durante i giri iniziali hanno trovato l’accordo giusto e da dietro il gruppo ha potuto solamente guardare la corsa scivolare via. Per tutti il momento cruciale sarebbe stata la salita del Ghisallo. In un certo modo lo è stata, perché da dietro nessuno si è mosso e così la gara davanti è continuata. Si trattava di resistere, stare davanti e non sprecare troppe energie e così Thornley ha fatto.

«Quando siamo entrati sui fuggitivi – continua a raccontare il corridore della Red Bull-BORA-Hansgrohe nel retro podio – ho guardato il computerino e ho visto che mancavano ancora 110 chilometri all’arrivo. Ho capito subito che sarebbe stata una giornata lunga. La penultima salita (Colle Brianza, ndr) era durissima, molto più del Ghisallo, lì ero ancora in controllo».

«E’ un bel modo per salutare la categoria U23 – dice Thornely – l’anno prossimo sarò promosso nel WorldTour. Questa vittoria era l’ultima cosa che dovevo fare prima di diventare professionista. Molti pensano sia un cronoman, ma non so nemmeno io che corridore posso diventare, spero solo di lavorare bene per il team il prossimo anno». 

La generosità di Negrente

Il più attivo nella giornata di oggi è stato sicuramente Mattia Negrente, il veneto della XDS Astana Development Team ha corso in maniera generosa, forse troppo in certi momenti. Ha rischiato, poi si è staccato ed è rientrato con uno sforzo incredibile. Quando ha lanciato la volata finale ha però sbagliato il momento cui alzarsi sui pedali, e questo è il suo unico rammarico di oggi. 

«Dopo cinquanta chilometri io e un ragazzo del team Tirol – racconta all’arrivo – abbiamo lanciato la fuga giusta. E’ stata un’azione nata per caso, perché non mi sentivo benissimo e volevo provare a sbloccare le gambe. Poi quando sono rientrati anche gli altri abbiamo trovato l’accordo, ci siamo guardati quasi ridendo e siamo andati».

«Nel finale, su uno strappo, mi sono staccato – continua – ma perché pensavo che la salita fosse più lunga e volevo gestire le forze. Una volta rientrato, insieme a due ragazzi della Decathlon AG2R LA Mondiale, non c’era un grande accordo. Ho tirato tanto, e ho tentato anche un allungo, ma evidentemente li ho pagati. Allo sprint sono arrivato poco lucido, penso di non aver mai sbagliato una volata in questo modo. Ho visto l’arrivo e sono partito, quando ho alzato gli occhi sui cartelli ero ai 300 metri e mi sono detto: «Basta, l’ho persa».

L’europeo della discordia

Il Lombardia U23, così come la Coppa Agostoni domani, e oggi il Giro dell’Emilia Donne, si svolgono in concomitanza con le prove su strada degli europei. In Francia i migliori atleti sono in lotta per il titolo continentale, un danno non da poco per alcune delle corse di riferimento del calendario italiano e non solo. 

«Le squadre non sono mancate – racconta a fine corsa Daniele Fumagalli, Presidente del Velo Club Oggiono, società organizzatrice del Lombardia U23 – anche i nomi. Thornley era uno dei favoriti e non ha deluso, purtroppo la sovrapposizione di date ci ha in qualche modo penalizzati. Abbiamo parlato con la Federciclismo ma ci hanno detto che non potevano fare nulla, sono decisioni che spettano all’UCI e al UEC. In settimana ho anche chiesto alla Federazione di lasciare Lorenzo Finn libero dal campionato europeo per farlo correre qui in maglia iridata. Ci hanno detto che non sarebbe stato possibile, è stato un altro schiaffo che abbiamo preso ma noi andiamo avanti e cerchiamo di fare sempre tutto al meglio».

Negrente riparte dalla Grecia, ma quel pari tempo non va giù…

06.03.2025
5 min
Salva

Se lo scorso anno l’inizio di stagione di Mattia Negrente era stato incoraggiante, questo 2025 ha preso il via ancora meglio per il diciannovenne del devo team della XDS Astana. L’anno scorso aveva colto la terza piazza al Visit South Aegean Islands, in Grecia, questa volta ha fatto ancor meglio con la seconda piazza condita però da una vittoria di tappa. Ma in generale è tutta la sua corsa che ha destato molta sensazione, come se anche nel suo caso fosse in corso una vera evoluzione, al pari di altri corridori del “team madre” kazako.

Lo scorso anno Negrente ha colto una vittoria in Slovenia e 7 Top 10. Un bilancio da migliorare
Lo scorso anno Negrente ha colto una vittoria in Slovenia e 7 Top 10. Un bilancio da migliorare

La protezione del team

Questa volta però il veronese aveva avuto già occasione per rompere il ghiaccio partecipando alle 4 corse di Mallorca nelle file del team WT, lavorando per i compagni, ma evidentemente quel lavoro ha avuto buon influsso.

«Ho sentito subito che la gamba girava bene – afferma da Rodi dove tornerà in gara sabato – avevo belle sensazioni, ma la corsa positiva è stata anche che sul percorso della prima tappa, pieno di su e giù, la squadra ha corso davvero bene. Mi hanno permesso di risparmiare molte energie stando a ruota e quelle forze mi sono venute utili quando a una trentina di chilometri dal traguardo abbiamo ripreso la fuga. Sull’ultima salita i compagni mi hanno aiutato a chiudere un importante buco e a mettermi in buona posizione per la volata finale. Parte della vittoria è anche loro».

Alla fine però, nella classifica generale hai perso dal danese Hansen pur essendo a pari tempo. Quanto ti è dispiaciuto?

Enormemente, qualche parolaccia quando l’ho saputo mi è uscita… E’ come perdere per mezzo millimetro e stai lì a chiederti dove potevi guadagnare, recuperare, se hai fatto qualche sbaglio… Non era certo una gara WorldTour, però dispiace sempre, perché una vittoria ci sarebbe servita. Probabilmente nella seconda tappa eravamo in tanti e ho perso qualche posizione, dovendo partire così presto. Abbiamo chiuso con Mellano quarto e io quinto. Hansen era davanti, con poco potevamo batterlo. Ma come team siamo andati bene, abbiamo anche vinto la classifica a squadre, quindi nel complesso non ci possiamo lamentare.

La volata vincente di Koskinou, battendo Hansen che però lo befferà il giorno dopo (Cyclingphoto.gr)
La volata vincente di Koskinou, battendo Hansen che però lo befferà il giorno dopo (Cyclingphoto.gr)
La sensazione è che però ci troviamo di fronte a un Negrente diverso dallo scorso anno…

Sicuramente l’inverno è stato molto proficuo, abbiamo lavorato molto con il nuovo staff. In generale tante differenze non ci sono, io ero con loro già lo scorso anno e devo dire che avevo visto subito un’organizzazione di prima qualità. La cosa che apprezzo molto è che non ci mettono pressione, chiaramente la nostra situazione è diversa da quella del team principale dove c’è da fare i conti con il ranking.

Tu però hai “assaggiato” anche l’attività principale, hai trovato qualche cambiamento?

Diciamo che noi del devo team prendiamo un po’ ispirazione, perché si vede come riescano a correre di squadra. Per noi sono uno stimolo e così cerchiamo di replicare quell’affiatamento. Inoltre, non è cosa di poco conto che quasi la metà della squadra sia italiana, quindi si è formato un bel gruppo, ma non solo con noi, anche con i russi, i kazaki, il danese Wang.

In Grecia fondamentale è stato l’affiatamento nel team, con Delle Vedove e Vinokourov a proteggerlo (Cyclingphoto.gr)
In Grecia fondamentale è stato l’affiatamento nel team, con Delle Vedove e Vinokourov a proteggerlo (Cyclingphoto.gr)
E’ questione anche di lingua? Spesso si dice che un ostacolo per molti che vanno all’estero è riuscire a superare l’ostacolo della comunicazione…

Questo è un tema interessante. Noi parliamo principalmente inglese perché ormai nel ciclismo se non lo sai sei davvero in difficoltà. Poi è chiaro che nel nostro gruppo riusciamo a intenderci più rapidamente con l’italiano, ma bisogna dire che molti dello staff lo sanno parlare. Il massaggiatore è italiano, il meccanico è russo ma parla quasi meglio l’italiano dell’inglese. Le riunioni si fanno comunque sempre in inglese, questa è una regola di base.

Tu avevi ottenuto buoni risultati anche lo scorso anno, ti è rimasto qualche rammarico per essere ancora nella development?

Assolutamente no, sono convinto che sarebbe stato troppo presto. Mi ero ripromesso che mi servivano almeno un paio d’anni fra gli Under 23, per imparare, capire bene e infatti vedo che già rispetto al 2024 la differenza da questo punto c’è, ma mi sento ancora un “work in progress”. Vedremo come andranno le cose quest’anno, ma se alla fine mi diranno che serve ancora una stagione nel team accetterò di buon grado.

Negrente ha iniziato la sua stagione correndo le 4 corse di Mallorca, insieme al team maggiore
Negrente ha iniziato la sua stagione correndo le 4 corse di Mallorca, insieme al team maggiore
Avrai ancora occasione di correre con il team principale?

Sicuramente, come ho già fatto in Spagna e come avevo fatto lo scorso anno. Andrò ad esempio alla Settimana Coppi e Bartali dove sarò al servizio di chi sarà scelto come leader, poi da aprile a giugno avremo tanta attività di categoria e lì spero davvero di tirare fuori qualcosa di buono. Non mi pongo obiettivi particolari, non c’è una gara che mi piace più di altre. Voglio solo tirare il colpo quando ci sarà l’occasione per avvicinarmi sempre più a quel grande traguardo di fine stagione…

Delle Vedove al devo team Astana: ha vinto la voglia di cambiare

04.01.2025
5 min
Salva

Dopo un lungo periodo di silenzio Alessio Delle Vedove ha tolto il velo sulla stagione 2025. Il veneto di Mirano, che tra poco più di un mese compirà ventuno anni correrà nel devo team della XDS Astana Team. Messa alle spalle l’esperienza con la Intermarché-Wanty è ora di concentrarsi su questa nuova avventura. Le feste sono trascorse serenamente, in compagnia della fidanzata, tra Milano e la Valle d’Aosta. Nei prossimi giorni sarà tempo di chiudere nuovamente la valigia per partire alla volta del secondo ritiro stagionale. 

«Sto andando in stazione a prendere il treno – ci racconta subito – tra poco sarò a casa. Durante queste vacanze ho pedalato, con calma e tranquillità. Nonostante fossi in posti di montagna non faceva nemmeno troppo freddo, si stava sui cinque o sei gradi».

Nella XDS Astana Development Team i ragazzi italiani sono sei sui sedici totali
Nella XDS Astana Development Team i ragazzi italiani sono sei sui sedici totali

Il nuovo mondo

Un italiano nel devo team kazako, il sesto sui sedici ragazzi che ne vanno a comporre la rosa. Si fa presto a chiedere come sia stato per Delle Vedove, ragazzo italiano cresciuto negli ultimi due anni in Belgio, tornare a respirare aria di casa. 

«Mi sono trovato subito bene – ci dice – è vero che il clima qui è familiare, disteso. La squadra mi piace molto, nel primo ritiro eravamo tutti insieme nella stessa struttura. Solo durante gli allenamenti eravamo divisi. Anche a tavola mi è capitato spesso di trovarmi seduto accanto a corridori del team WorldTour. Una cosa che in Intermarché difficilmente accadeva, la divisione era più netta. Cambiare lingua e passare dal belga all’italiano è bello. La comunicazione è più facile e diretta, anche dopo cena capita di restare a parlare e scherzare. Mentre in Intermarché si tornava subito in stanza».

Delle Vedove arriva nel team kazako dopo due anni con la formazione di sviluppo dell’Itermarché (Photo Gomez)
Delle Vedove arriva nel team kazako dopo due anni con la formazione di sviluppo dell’Itermarché (Photo Gomez)
Conoscevi già qualcuno?

Negrente e Romele. Con loro ho corso spesso insieme da juniores. Nel ritiro di dicembre ero in stanza con Negrente. Ci siamo confrontati tanto, abbiamo parlato di molte cose. Arrivo in un momento in cui mi sento in vena di nuove esperienze e con tante motivazioni.

Quali sono gli stimoli che ti muovono?

In generale l’aria che si respira in squadra. E’ arrivato lo sponsor nuovo e si vede la qualità maggiore dei materiali e la cura dei dettagli. Sono stato un’ora e mezza a fare dei plantari e ho speso lo stesso tempo per sistemare la posizione in bici. 

Il corridore veneto ha corso tanto nel Nord Europa (foto Flanders Tomorrow Tour)
Il corridore veneto ha corso tanto nel Nord Europa (foto Flanders Tomorrow Tour)
Come arrivi in questo nuovo anno?

Il 2024 non è stato il migliore, ma ho imparato tanto. Non si scoprono cose nuove solo quando si vince, ma anche quando si perde. Vedo i miei valori aumentati e voglio partire da questa cosa. 

Il contatto con Astana quando è avvenuto?

A luglio. Mi cercavano da un po’. Ne ho parlato con il mio procuratore e avevamo pensato che potesse essere una bella occasione. Poi anche in Intermarché mi sono trovato bene, non lo posso negare. Ma la scelta è arrivata per il gusto di provare e vedere qualcosa di nuovo. 

Delle Vedove vorrebbe tornare in Belgio per correre le classiche U23 da protagonista
Delle Vedove vorrebbe tornare in Belgio per correre le classiche U23 da protagonista
Per questo hai corso poco nella seconda metà della scorsa stagione?

Può essere. Ho terminato le gare a settembre, non l’ho scelto io però me ne sono fatto una ragione. Nonostante non corressi più ho comunque continuato ad allenarmi fino al 20 ottobre, concentrandomi su di me. Grazie al preparatore ho messo insieme un bel blocco di lavoro e sento che ha dato i suoi frutti. 

Come ti senti in vista del 2025?

Più maturo, sento di stare facendo i passi giusti sia in gara che fuori. In vista della stagione sono fiducioso, correrò subito con i professionisti in Spagna, poi forse all’AlUla Tour. Al di là di tutto tornerò a correre in Italia, mi era mancato. Mi piacerebbe correre il Giro Next Gen, ma vedremo come andrà la selezione. 

Che aria si respira in squadra, vista anche la classifica UCI?

Un po’ si capisce che ci sono dei pensieri a riguardo, d’altro canto siamo in un momento in cui vedo tutti concentrati per fare le cose al meglio

Nel suo primo anno da U23 ha vinto tre corse, tutte nel Nord Europa (foto DirectVelo)
Nel suo primo anno da U23 ha vinto tre corse, tutte nel Nord Europa (foto DirectVelo)
A livello atletico c’è stato qualche cambiamento?

In bici no. I lavori e gli allenamenti che si fanno sono sempre gli stessi, non ho visto cambiamenti nemmeno sull’intensità. La cosa diversa è la cura della palestra, dove sto facendo più ripetute sulla parte alta. Infatti fisicamente mi sento meglio, più definito. Anche nella pedalata mi sento più stabile, con più forza nella parte della schiena. 

Prossimi appuntamenti?

Tra poco partiremo per il secondo ritiro, sempre in Spagna. Non vedo l’ora, anche perché poi inizieremo a correre!