Matteo Scalco, XDS Astana, Tour of Turkey 2026

Scalco e il Giro Next Gen preparato a “casa” di Gall

11.06.2026
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«Siamo tornati ieri (martedì, ndr) dall’altura, insieme alla squadra siamo stati in Osttirol in Austria, ora starò a casa per tre giorni e poi sarà l’ora di partire per il Giro Next Gen. Giusto il tempo per un cambio valigia, una visita a tutti i parenti e poco altro».

A parlare è Matteo Scalco, che al prossimo Giro Next Gen sarà il punto di riferimento per la XDS Astana Development Team. Il corridore veneto arriva alla corsa rosa under 23 senza gare in mezzo. Passerà direttamente dal ritiro in Austria alle strade di Reggio Calabria, un approccio che dice di aver studiato a fondo insieme al team e che pensa potrà essere il modo migliore per dare battaglia agli altri scalatori. Scalco non corre dall’ultima tappa del Tour of Turkey, era il 3 maggio. 

Matteo Scalco, XDS Astana, Tour of Turkey 2026
Il Tour of Turkey è stata l’ultima gara di Matteo Scalco, che poi è partito andato in altura a preparare il Giro Next Gen
Matteo Scalco, XDS Astana, Tour of Turkey 2026
Il Tour of Turkey è stata l’ultima gara di Matteo Scalco, che poi è partito andato in altura a preparare il Giro Next Gen
Più di un mese senza gare, come hai gestito l’avvicinamento al Giro Next Gen?

Abbiamo preso come base la regione austriaca dell’Osttirol, per me era la prima volta mentre gli altri miei compagni di squadra erano già stati ad allenarsi qui lo scorso anno. Io sono salito prima, insieme ai corridori della formazione WorldTour, mentre gli altri del devo team hanno corso alla Ronde de l’Isard.

Come mai questa scelta?

Perché la squadra mi ha proposto di correre tra Cina e Turchia nel mese di aprile, ci teneva a farmi fare queste esperienze con i professionisti. Così mentre io ero a correre gli altri ragazzi del devo team sono stati in altura due settimane prima di andare alla Ronde de l’Isard. Ci siamo incontrati nuovamente in ritiro una settimana fa, quando sono saliti a fare un richiamo di altura. 

XDS Astana, ritiro Osttirol
In Osttirol, Scalco ha lavorato prima con i compagni del WorldTour, poi con quelli del devo team
Prima volta a pedalare in Osttirol?

Sì, mi sono trovato davvero bene. Ci sono molte strade e piste ciclabili adatte ad allenarsi. L’hotel era nel paese d’origine di Felix Gall, infatti tutti i KOM sulle salite li aveva lui. Non ho provato a rubarglieli (ride, ndr). 

Che salite hai trovato?

Non ci sono passi dolomitici, ma salite impegnative e dure. Quella che ci riportava in hotel misurava undici chilometri con l’11 per cento di pendenza media, per tornare su ogni volta facevamo una bella pedalata. 

Nessuna corsa prima del Giro Next Gen, anche questa una tua scelta?

Sempre in accordo con la squadra, ma già gli altri anni alla Bardiani avevo visto che appena sceso dall’altura mi trovo sempre bene, ho il colpo di pedale giusto. Lo scorso anno dopo il ritiro ero andato a correre al Giro di Slovenia e le gambe giravano bene, mentre al Giro un pochino meno. 

Scalco con la XDS Astana Development sta affrontando il suo ultimo anno da under 23
Scalco con la XDS Astana Development sta affrontando il suo ultimo anno da under 23
Hai guardato il percorso? cosa ne pensi?

Rispetto alla passata edizione hanno invertito il giorno della cronometro, quest’anno sarà all’ultima tappa. Sinceramente lo preferisco, è sempre una giornata stressante in cui possono succedere tante cose e si è da soli. Meglio iniziare con una tappa in linea. Sicuramente le ultime tre tappe (cronometro inclusa, ndr) saranno molto impegnative. 

Hai gestito in maniera diversa l’altura?

Non tanto – riflette Scalco – l’unica differenza è stata che rispetto agli anni scorsi mi sono allenato insieme ai miei compagni. Avere una squadra e uno staff, compreso il preparatore, mi ha permesso di fare tutto al meglio in vista del Giro Next Gen. Abbiamo fatto diversi test, tra cui quello del lattato. 

Lorenzo Finn, 19 anni, correrà il Giro Next Gen indossando la maglia iridata
Secondo Scalco, Finn sarà il favorito numero uno al Giro Next Gen, che correrà indossando la maglia iridata
Lorenzo Finn, 19 anni, correrà il Giro Next Gen indossando la maglia iridata
Secondo Scalco, Finn sarà il favorito numero uno al Giro Next Gen, che correrà indossando la maglia iridata
Un modo anche per fare gruppo visto che sarai tu l’uomo di classifica?

La squadra è forte e completa, abbiamo Mellano e Negrente che possono giocarsi le loro chance nella prima tappa, mentre Delle Vedove (aggiunto all’ultimo al posto di Zanutta, ndr) avrà modo di provarci nella seconda frazione. Infine Zanini e Basset saranno due ottimi corridori per la salita.

Studiato anche gli avversari?

Penso che Lorenzo Finn sia il favorito numero uno, corre anche con la maglia di campione del mondo. Inoltre la Red Bull gli ha costruito una squadra intorno, lasciando a casa anche velocisti come Magagnotti. Un altro nome interessante è Mateo Ramirez della UAE Gen Z, oltre al belga Matisse Van Kerckhove della Visma che ha vinto Alpes Isere e Fleche du Sud. 

In Austria, alla Oberosterreich Rundfahrt, si è fatto vedere Henrique Bravo, scalatore brasiliano della Soudal Devo…

Vero, lui è uno scalatore puro e molto forte, ad inizio stagione ha vinto anche al Tour of Antalya mentre io vincevo in Grecia. In questi giorni ci siamo scritti, ci siamo fatti i complimenti a vicenda e ci siamo dati appuntamento per il Giro Next Gen.

Sei al tuo ultimo anno da under 23, come vivi questo Giro?

Con la consapevolezza che è la mia ultima occasione per fare bene, lo scorso anno sono entrato nei primi dieci. Quest’anno mi piacerebbe migliorare, scherzando a inizio stagione insieme al team dicevo che un obiettivo può essere il podio. Sento di avere una buona condizione e l’esperienza dalla mia parte. D’altronde sono uno dei pochi che lo ha corso per tutti gli anni da under 23. Penso possa essere un vantaggio.

Cosa si mette in valigia come ultima cosa?

Grinta e voglia di osare. Siamo una squadra forte e proveremo a dare il massimo. Per il resto si parte venerdì.

La prima di Mellano, su strade che conosce bene

La prima di Mellano, su strade che conosce bene

31.05.2026
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“Tanto tuonò che piovve” dice il proverbio e il detto popolare ben si attaglia alla recente attività di Ludovico Maria Mellano. Il giovanissimo talento dell’XDS Astana era da settimane che si stava mettendo in evidenza nel devo team, sia come aiuto per i compagni che come finalizzatore, ma mancava l’acuto, arrivato sulle strade della Ronde de l’Isard evidentemente a lui molto favorevoli.

Mellano con il team alla Ronde de l'Izard. Per il corridore di Savigliano un test verso il Giro Nex Gen (foto DirectVelo)
Mellano con il team alla Ronde de l’Isard. Per il corridore di Savigliano un test verso il Giro Next Gen (foto DirectVelo)
Mellano con il team alla Ronde de l'Izard. Per il corridore di Savigliano un test verso il Giro Nex Gen (foto DirectVelo)
Mellano con il team alla Ronde de l’Isard. Per il corridore di Savigliano un test verso il Giro Next Gen (foto DirectVelo)

Mellano infatti aveva conquistato la vittoria anche lo scorso anno, dimostrando la sua affinità con quella specifica corsa: «E’ un bell’evento sulle strade francesi, dove tra l’altro la prima tappa era perfetta per le mie caratteristiche, con questo arrivo su una salita non troppo lunga. Sono andato lì soprattutto per fare un po’ di intensità in vista del Giro Next Gen prima della fase di preparazione in altura e quindi la vittoria dà morale».

Più difficile la vittoria di quest’anno o quella del 2025?

Forse quest’anno era un po’ più dura. Nella passata edizione mi aggiudicai la vittoria in una volata di un gruppo piccolo, mentre questa è stata su uno strappo e per questo mi è piaciuta di più perché mi ha dato la misura della mia condizione, del mio valore in vista di un evento centrale per la mia stagione.

Già 22 giorni nella stagione di Mellano, con 4 Top 10 oltre alla vittoria francese (foto Instagram)
Già 22 giorni nella stagione di Mellano, con 4 Top 10 oltre alla vittoria francese (foto Instagram)
Già 22 giorni nella stagione di Mellano, con 4 Top 10 oltre alla vittoria francese (foto Instagram)
Già 22 giorni nella stagione di Mellano, con 4 Top 10 oltre alla vittoria francese (foto Instagram)
Il resto della corsa francese, l’hai interpretato più come preparazione?

Sì, esatto. Ho anche provato ad andare in fuga, a mettermi alla prova ma non sono riuscito a entrare nella fuga giusta anche perché poi sono entrati spesso dei miei compagni e quindi lavoravo per loro. Quindi sì, l’ho usata per fare la gamba pensando ai futuri impegni.

Come sta andando la stagione?

All’inizio sono stato molto bene in Grecia, dove la prima gara era stata piuttosto sfortunata perché ero caduto poco prima dell’ultima salita e avevo rotto il telaio, ma il secondo giorno ero riuscito a far secondo. Dovevo rimanere lì per una gara a tappe, ma pochi giorni dopo ho preso un virus e sono stato male. Ho faticato un pochino a riprendermi e questo mi è pesato nelle classiche internazionali in Italia dove mi aspettavo qualcosa di più, ma non sono riuscito mai a trovare l’occasione giusta, ma anche la forma non era quella sufficiente per emergere.

Il successo ottenuto nel 2025 nella stessa corsa, ma in circostanze diverse, spuntandola allo sprintn (foto organizzatori)
Il successo ottenuto nel 2025 nella stessa corsa, ma in circostanze diverse, spuntandola allo sprint (foto organizzatori)
Il successo ottenuto nel 2025 nella stessa corsa, ma in circostanze diverse, spuntandola allo sprintn (foto organizzatori)
Il successo ottenuto nel 2025 nella stessa corsa, ma in circostanze diverse, spuntandola allo sprint (foto organizzatori)
Adesso sarai al Giro Next Gen. Con che ambizioni e con che ruoli soprattutto?

Non per la generale perché siamo d’accordo che come piano principale saremo lì per Scalco, quindi io cercherò di aiutare lui per la generale, poi però punterò a una vittoria di tappa.

Hai dato un’occhiata al programma per trovare quella adatta a te?

Ho visto le altimetrie e sulla carta ce ne sono due o tre che mi piacciono, che possono essere adatte a me. Il finale è molto duro, le ultime due tappe saranno pesanti e dipenderà molto dalle energie residue di ognuno, ma anche la prima mi piace parecchio, anzi diciamo che come caratteristiche su quella mi gioco un po’ tutto, non mi dispiacerebbe vestire la maglia alla fine. Inoltre quella che arriva a Bacoli, quella lì è bella.

Per Mellano a fine stagione potrebbe esserci la promozione nella squadra maggiore
Per Mellano a fine stagione potrebbe esserci la promozione nella squadra maggiore
Per Mellano a fine stagione potrebbe esserci la promozione nella squadra maggiore
Per Mellano a fine stagione potrebbe esserci la promozione nella squadra maggiore
Nel programma hai anche il Tour de l’Avenir, questo significa che sei ormai visto dalla tua squadra come un corridore da corse a tappe?

Sì, ma come cacciatore di traguardi, non per la classifica. Crescendo ho capito che preferisco conquistare una tappa in un giro rispetto a una gara singola se non è di grandissimo prestigio. Per le generali dipende da che tipo di corse a tappe sono: la Ronde de l’Isard era veramente impegnativa, troppo per me. Su una un po’ più “morbida” se sto bene posso difendermi e dire la mia.

Tu vai per i vent’anni ad agosto, pensi per il fine stagione di fare il grande salto e c’è la possibilità di poterlo fare in seno all’Astana?

Quello è un obiettivo, ma c’è tanto da valutare con la squadra, è un cammino lento. Se sarò pronto per passare già l’anno prossimo ok, sennò rimanere un altro anno nel devo team non sarebbe certamente una tragedia. Non è una vergogna fare il terzo anno, bisogna valutare bene con la squadra avendo una visione futura per non fare il passo più lungo della gamba.

In Spagna a inizio stagione Mellano ha corso più gare con la squadra maggiore lavorando per Scaroni
In Spagna a inizio stagione Mellano ha corso più gare con la squadra maggiore lavorando per Scaroni
In Spagna a inizio stagione Mellano ha corso più gare con la squadra maggiore lavorando per Scaroni
In Spagna a inizio stagione Mellano ha corso più gare con la squadra maggiore lavorando per Scaroni
Tra l’altro tu con la squadra maggiore hai già corso in Spagna, come ti sei trovato?

Sì, ho fatto le prime a Maiorca e poi Murcia. Erano molto dure e ho potuto lavorare per aiutare Scaroni. Ovviamente è stata una bella esperienza perché ho corso delle belle gare e imparato tanto, ma sono stati episodi, in attesa che correre a quei livelli diventi un’abitudine.

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Circuito del Porto 2026 (foto Camilla Santaromita)

Delle Vedove: il ritorno alla vittoria e un cammino da scrivere

21.05.2026
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Al Circuito del Porto è tornato al successo Alessio Delle Vedove, con la sua prima vittoria con il devo team della XDS Astana (in apertura foto Camilla Santaromita). Una volata vinta anche grazie all’esperienza accumulata nei chilometri e nelle tappe corse accanto a Davide Ballerini al Tour of Turkey. Il corridore veneto che da juniores aveva fatto la valigia per il Belgio, destinazione devo team dell’Intermarché ha riallacciato il filo con la vittoria a quasi tre anni di distanza. Sembrano e possono sembrare tanti, ma in mezzo ci sono piazzamenti, sconfitte e vittorie sfiorate che hanno fatto crescere Alessio Delle Vedove un passo dopo l’altro

Vincere è importante, ma non è da una corsa che si scrive il cammino di un atleta, per questo il classe 2004 in questi giorni non ha abbassato la guardia continuando ad allenarsi e lavorare al meglio. C’è una prima parte di stagione da terminare nel miglior modo possibile, poi si traccerà una riga e saranno fatti i conti di questo cammino. 

«Sarò impegnato anche alla Due Giorni Marchigiana – ci racconta Delle Vedove – mentre poi andrò in Belgio a inizio giugno per due gare nel fine settimana del 6 e 7 giugno, per concludere giugno con il Baloise Belgium Tour insieme ai professionisti. Nei due anni nel devo team dell’Intermarché ho imparato molto su come si corre lì e ora in Astana se serve un corridore da aggregare ai professionisti mi portano».

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove arrivava dal Tour of Turkey, un’esperienza che gli ha fatto imparare molto
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove arrivava dal Tour of Turkey, un’esperienza che gli ha fatto imparare molto
Ripartiamo dalla vittoria al Circuito del Porto? Quanto è stata importante?

E’ stata una bellissima sensazione tornare al successo dopo tanto tempo. In questi anni ho lavorato molto e sono migliorato parecchio, ma non sempre si raccolgono i risultati sperati. Diciamo che questa vittoria dà tanto morale. 

Quanto è stato difficile rimanere concentrati e lavorare al massimo anche se i risultati non arrivavano?

Per nulla, alla fine quello che mi spinge è la passione verso questo sport, che è poi il mio lavoro. La mattina mi sveglio con il sorriso e faccio tutto al meglio delle mie possibilità, non c’è stato un calo di convinzione. Anche la squadra mi ha sempre supportato e dato fiducia, e la cosa più bella è quando domenica mi hanno detto: «Oggi tocca a te, provaci».

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
In queste due stagioni con il devo team XDS Astana Delle Vedove sta lavorando per diventare un corridore il più completo possibile
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
In queste due stagioni con il devo team XDS Astana Delle Vedove sta lavorando per diventare un corridore il più completo possibile
Sei al secondo anno nel devo team XDS Astana, come ti stai trovando?

Bene, ho avuto modo di crescere e migliorare sotto tanti aspetti, mi sto concentrando sul diventare un corridore completo. Un cammino lungo, ma che sta ripagando gli sforzi fatti, inoltre ho avuto modo di correre tanto con i professionisti e di imparare molto anche da loro.

Ad esempio?

Al Tour of Turkey su otto giorni di gara ci sono state ben sei volate, e io ero impegnato nel treno di Ballerini. In quei chilometri e nella settimana passata insieme su quelle strade ho visto e imparato molto su come si gestisce una volata, anche solo con le parole e le indicazioni date a noi compagni, aspetti che mi sono tornati utili nella vittoria di domenica scorsa. Quando il gruppo ha preso la parte destra io mi sono messo a sinistra seguendo l’istinto e il vento.

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove è alle prese con il suo ultimo anno da U23, intanto la sua crescita prosegue
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove è alle prese con il suo ultimo anno da U23, intanto la sua crescita prosegue
Che anno deve essere questo 2026, considerando che sarà il tuo ultimo da under 23?

Dipende da come lo si vuole intendere, io voglio e devo essere il più professionale possibile, sempre. In gara faccio, o cerco di fare, quello che mi viene chiesto a seconda dei vari aspetti tecnici e tattiche che si hanno in mente. L’obiettivo è continuare al massimo, certo che una vittoria come quella di domenica auita.

Si parla di futuro?

Se ne parlerà più avanti, a me tocca impegnarmi al massimo in allenamento e in gara, al mio procuratore e alla squadra spettano gli altri aspetti. Spero di riuscire a ritagliarmi uno spazio per passare professionista, alla fine è il sogno di tutti e spetta a me concretizzarlo. Ho tutto nelle mie mani, dovrò essere bravo a sfruttare le occasioni che mi verranno date. Poi sarà la squadra a decidere se mi vuole o meno. 

Alessio Delle Vedove, Matteo Scalco, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Al Giro Next Gen Delle Vedove non ci sarà, l’Astana Development lavorerà per Scalco, costruendo una squadra intorno a lui
Alessio Delle Vedove, Matteo Scalco, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Al Giro Next Gen Delle Vedove non ci sarà, l’Astana Development lavorerà per Scalco, costruendo una squadra intorno a lui
Le esperienze e le gare con i professionisti cosa ti hanno dato?

Ho portato a casa tanti consigli, anche solo legati ad aspetti mentali o piccole cose tecniche, come il curare di più la salita o tenere sempre stretti denti. Dagli anni in Intermarché mi sono portato dietro una grande passione per il Belgio e tante esperienze che possono tornarmi utili anche qui.

Anche questa può essere una chiave per ritagliarsi il proprio spazio nel WorldTour?

Non nascondo che il mio sogno è diventare un corridore da Classiche, quando vado in Belgio a correre sento qualcosa in più che mi spinge e mi dà motivazione. E’ un modo di correre particolare, dove contano le qualità fisiche ma anche l’esperienza, sarebbe bello provare a diventare uno specialista di quei percorsi, intanto vediamo di fare il massimo in questa stagione.  

La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

27.03.2026
5 min
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Passato di categoria da junior con un pedigrée di tutto rispetto e tante aspettative, per Matteo Scalco l’approccio con il ciclismo dei pro’ non è stato semplice. Tante buone prestazioni ma quel corridore che spesso chiudeva le classiche giovanili sul gradino più alto del podio era un’altra cosa. La maturazione è stata lenta ma costante e alla fine la vittoria internazionale è arrivata ed è anche di peso, al Tour of Rhodes.

La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto Cyclingphotos.gr)
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto (Cyclingphotos.gr)

Ci si giocava tutto all’ultima tappa

Il successo nella classifica finale della corsa greca, condito da una bellissima vittoria di tappa, inaugura come meglio non si potrebbe la sua prima stagione al devo team dell’XDS Astana, dove il ventunenne di Thiene è approdato dopo tre anni alla Bardiani. Un successo che gli ha restituito il sorriso.

«Siamo andati in Grecia con l’obiettivo di provare a vincere – racconta Scalco – non lo nascondo. Avevo iniziato bene la stagione al Tour de la Provence e avevamo valutato la possibilità di andare in Grecia per sfruttare un percorso senza arrivi in salita e adatto a me. Solo l’ultima tappa era impegnativa e visto che la condizione era buona e la gamba c’era, ho preparato proprio l’ultima frazione dove sapevamo che si sarebbe deciso il tutto».

Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Era una corsa di un certo livello, con molti devo team del WorldTour…

Sì, il livello era alto. Dietro di me sono arrivati Rafferty che aveva fatto più che bene al Giro Next Gen e Rodriguez, colombiano dell’EF emerso anche alla Volta ao Algarve. Quindi è un successo di valore, che mi dà una grande spinta.

Un fine settimana che ti ha dato risposte anche in base alla al tuo cambio di squadra, al livello che hai raggiunto…

Sicuramente sì, nel senso che la squadra credeva in me, che potessi andare lì in Grecia e vincere la generale. Tra il dire e il fare ce n’è di strada, ma già il fatto di avere tanta fiducia intorno ha rappresentato qualcosa di nuovo, avere la squadra a disposizione, gestirla e questo mi dà molto morale anche per le prossime gare, già per la Coppi e Bartali che stiamo correndo.

In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
E’ un po’ una chiusura di un cerchio? Tu eri passato da junior con tante aspettative su di te, visti i risultati che avevi ottenuto nel calendario italiano e non solo. Tanti ti aspettavano, forse anche un po’ troppo presto…

Sì, può essere, nel senso che da junior ho fatto due belle annate, in particolare l’ultima e nel salto fra gli under 23 ne avevo un po’ risentito. Ammetto anche di aver fatto qualche errore, forse questo è veramente l’anno buono. Sento che la squadra crede in me, mi supporta in tutto e questo mi spinge a fare molto per provare a ricambiare questa fiducia che loro hanno nei miei confronti.

Si dice sempre che l’Astana è una mezza squadra italiana, visto che son tanti gli italiani, però ha una licenza estera. Cambia tanto dal correre in una squadra italiana che chiaramente World Tour non è a una squadra estera?

Enormemente, anche perché sull’XDS Astana bisogna fare chiarezza su un punto: a differenza della squadra maggiore, il devo team ha una maggiore impronta kazaka. Lo staff è quasi interamente composto da gente del posto. La prima squadra è un po’ più italiana, come corridori e come dirigenti, ma noi viviamo in una realtà connessa ma parallela, diversa. In questa trasferta, ad esempio. eravamo solo io e Zanutta, tra l’altro in camera insieme. E poi c’era anche Mellano, solamente che è stato male ed è andato a casa dopo la prima tappa.

Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Tu sei un corridore da gare a tappe o ti vedi bene anche nelle prove di un giorno?

Mi piacciono molto di più le gare a tappe perché credo di avere ottime doti di recupero. Mi piace anche come gestirle, giorno per giorno, ma quando la gamba è buona, quando si sta bene, anche le corse di un giorno possono essere alla portata.

Tu stai correndo la Coppi e Bartali con il team principale. Che cosa cambia nell’attraversare il guado e correre con la squadra maggiore?

Quando ho fatto la mia prima gara con loro al Laigueglia non nascondo l’emozione, perché è un po’ il sogno di un bambino correre in una squadra WorldTour. Non ci sono ancora formalmente, ma quando sono al via con scritto sotto il nome della squadra World Tour, fa sicuramente piacere. Ora tutto sta nel confermarmi per far sì che quel nome diventi incancellabile…

Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Stando nel devo team, sei comunque nel grande gruppo dell’Astana. C’è un corridore che ti ha preso sotto la sua ala, un corridore al quale ti ispiri?

Al ritiro di dicembre ho conosciuto quasi tutti i ragazzi e sono stati tutti molto disponibili con me a spiegarmi com’è il vero mondo dei pro’, perché c’è sempre molto da imparare. Come nome potrei dire forse Ulissi, il Laigueglia l’ho fatto con lui, è un ragazzo di molta esperienza che di gare ne ha vissute parecchie e c’è solo da apprendere da persone come queste.

Galbusera, il “bocia” dell’XDS Astana, già pronto a dare una mano

Galbusera, il “bocia” della XDS Astana, già pronto a dare una mano

17.01.2026
5 min
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Avevamo lasciato Pietro Galbusera come talento della Pool Cantù in giro per l’Europa, a confrontarsi con il meglio della categoria juniores trovando anche i suoi spazi. Lo ritroviamo pronto a iniziare la sua nuova avventura nel devo team dell’XDS Astana, alle porte della massima serie e si sente dalla sua voce tutta l’emozione nell’approccio con il nuovo mondo.

Pietro Galbusera è al suo primo anno all'XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno alla XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno all'XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni
Pietro Galbusera è al suo primo anno alla XDS Astana. Il suo approccio è stato ricco di emozioni

Il giovanissimo lombardo sa che ha per le mani un’opportunità enorme e vuole giocarsi le sue carte con grande attenzione: «Ho conosciuto un po’ il mondo XDS Astana a dicembre, quando abbiamo fatto il primo camp, siamo andati una settimana ad Altea. Poi a metà gennaio ho fatto un’altra settimana a Calpe, sempre con la squadra. Il mio procuratore mi ha messo in contatto direttamente con loro, in particolare con Mazzoleni, dopo l’Aubel Thimister Stavelot, la gara in Belgio dov’ero andato bene, con un podio di tappa e la top 15 finale».

Pensi che quelle prestazioni abbiano influito?

Credo di sì, perché è stato subito dopo che il team mi ha avvicinato. A ottobre ho avuto la conferma che mi avrebbero preso in squadra. Dopo l’emozione iniziale, ho cominciato a sentirmi col preparatore e mi hanno inserito nei vari gruppi della squadra e abbiamo cominciato la collaborazione».

Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Una delle tante belle prestazioni di Galbusera da junior, 2° al Trofeo Buffoni 2024 dietro Anastasia (foto Rodella)
Che impressioni immediate hai avuto?

Devo essere onesto, mi sono trovato molto bene, perché l’ambiente, nonostante io sia l’unico primo anno della squadra, è molto accogliente. La maggior parte dei corridori nella devo sono italiani e quindi mi sono subito integrato bene all’interno del gruppo. Poi, avendo fatto due settimane di ritiro, ho avuto modo di conoscere un po’ tutti e devo dire che mi sto trovando bene anche con i preparatori.

Una squadra, anche se affiliata in Kazakhstan, per molti versi italiana. Questo rappresenta un aiuto per il tuo inserimento?

Sì, sia tra i corridori devo, siamo in 7, ma anche tra i pro’ ce ne sono molti, poi anche nello staff. Potrei dire che quasi la metà del personale è italiano, quindi ci si sente quasi a casa a parlare quasi sempre italiano. E’ vero che è una squadra con licenza estera, ma io la sento un po’ come il team italiano nella massima serie.

Il devo team dell'XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team della XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team dell'XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Il devo team della XDS Astana ha nel 2026 ben 7 corridori italiani al suo interno (foto Facebook)
Lo scorso anno avevamo parlato del fatto che c’era una squadra come il Team Grenke che schiacciava un po’ gli altri. Nella nuova categoria, con tanti devo team, trovi molta più concorrenza?

Io credo che qualsiasi team development abbia un bel budget e delle buone possibilità di crescita, poi chiaramente ognuno deve trovare il suo ambiente e magari non per tutti vanno bene tutte le squadre devo. Penso che ci sia un livello medio fra tutti i devo team, tutti offrono delle ottime possibilità e quindi questa differenza si appiattisce un po’. E’ diverso rispetto alla situazione nella categoria inferiore.

Ma chi viene da un grande team juniores è avvantaggiato?

Chiaramente il lavoro fatto da ragazzi che possono aver corso nel Team Grenke da juniores parte magari uno-due passi avanti, con un serbatoio di esperienza in più. Ma devo dire che anche nel mio team non mi hanno fatto mancare niente. Certo, a questo livello le cose cambiano. Anche come organizzazione si vede che comunque è un organico grande, abituato a muovere tante persone.

Per Galbusera un passato da allievo anche in mtb con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in MTB con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in mtb con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Per Galbusera un passato da allievo anche in MTB con buoni risultati, alla SC Triangolo Lariano
Tu cambi categoria quest’anno: ti approcci alla nuova con timore, con curiosità?

Sicuramente senza timore, ma con tanta curiosità e anche voglia di esordire. Perché voglio vedere il cambio di livello tra juniores e under 23 e comunque fare nuove sfide, avere nuovi obiettivi. Nella prima parte della stagione so che farò un po’ più fatica, sia per il cambio di categoria, ma anche perché devo finire la scuola, ma non ho assolutamente paura. Voglio mettermi in gioco sia per me sia per la squadra e aiutare e magari anche fare qualche risultato, se ci si riesce.

Spesso chi è nei team development poi ha anche occasioni di correre con i grandi. E’ una cosa alla quale ambisci intanto per questo tuo primo anno?

Sarebbe già qualcosa di eccezionale. Ho parlato anche con gli altri ragazzi nel ritiro di dicembre e mi hanno detto che sono esperienze che ti formano tantissimo perché alla fine vai a correre con atleti che sono professionisti da anni e hanno fatto la storia di questo sport. Mi farebbe molto piacere avere quest’opportunità prima della fine dell’anno.

Per il lombardo lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittoirie e ben 18 Top 10 (foto Rodella)
Per Galbusera lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittorie e ben 18 top 10 (foto Rodella)
Per il lombardo lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittoirie e ben 18 Top 10 (foto Rodella)
Per Galbusera lo scorso anno 29 giorni di gara con 2 vittorie e ben 18 top 10 (foto Rodella)
Hai un obiettivo specifico, un target che ti sei posto?

Da quando ho iniziato a correre ho sempre avuto una predilezione per il campionato italiano, quindi anche quest’anno non mi precludo niente per quella gara. Poi so che sarà un’annata un po’ complicata perché la prova tricolore è nel periodo degli esami e quindi chiaramente sarà dura. E’ una gara però che mi ha sempre affascinato, c’è una maglia in palio e quindi sicuramente sarò pronto a dare tutto in quella gara.

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025

La crescita di Scalco: graduale, costante e rivolta al futuro

25.12.2025
5 min
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Quando in XDS Astana c’è stato da valutare su quali atleti puntare per costruire la squadra del futuro, sono stati visti diversi profili e dati. Nel momento in cui tra le mani dello staff della formazione WorldTour è passato quello di Matteo Scalco l’indice ha smesso di correre lungo il foglio. Quando si valutano i corridori si passa anche sotto la lente d’ingrandimento dei preparatori, i quali valutano numeri e tabelle dando un riscontro oggettivo alle sensazioni e alle idee dei tecnici. Claudio Cucinotta, preparatore della XDS Astana, di materiale su Matteo Scalco ne aveva parecchio visto che con il ragazzo veneto lavora da un anno. 

«Quando mi è stato chiesto un parere su di lui – dice Cucinotta – ho detto loro che a mio avviso è un atleta valido. Alla fine la squadra ha deciso di prenderlo. Sicuramente mi fa piacere, anche perché è un bravo ragazzo con ottimi valori. Poi il fatto di averlo seguito direttamente nella passata stagione mi fa ancora più piacere».

Claudio Cucinotta è uno dei preparatori della XDS Astana e lavora con Scalco dal 2025
Claudio Cucinotta è uno dei preparatori della XDS Astana e lavora con Scalco dal 2025
Come avete iniziato a lavorare insieme?

Mi ha contattato Scalco stesso, sapeva chi fossi e voleva essere seguito da me. Io gli ho dato la mia disponibilità e abbiamo cominciato il nostro percorso insieme. Ho trovato un buon corridore, di buon livello. Nel 2025 è migliorato tanto, ha avuto un’ulteriore maturazione fisica e ancora più solidità. 

Che corridore hai trovato?

Ho cercato di esaltare le sue caratteristiche. Scalco è un un ottimo scalatore, ha da migliorare sull’esplosività e su questo abbiamo lavorato, ma non in maniera eccessiva. A livello di allenamenti non abbiamo stravolto nulla rispetto ai due anni precedenti da under 23. Inoltre è maturato ancora fisicamente e non è un dettaglio da poco. 

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Scalco ha dimostrato una costanza importante, una qualità sulla quale lavorare e da valorizzare in futuro
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Scalco ha dimostrato una costanza importante, una qualità sulla quale lavorare e da valorizzare in futuro
Era in linea con gli altri ragazzi under 23?

Possiamo dire che l’ho trovato un pochino più indietro rispetto ai suoi coetanei a livello di maturazione fisica. E’ una cosa che si percepisce a livello di muscolatura, infatti nel corso della stagione è cambiato. Diciamo che ha ancora margine. 

Quanto avete spinto sull’acceleratore?

Non sono uno che esagera a livello di carico sui giovani, magari anche a discapito di un risultato a breve termine. L’idea è di lavorare in prospettiva futura, soprattutto con i ragazzi che possono raggiungere il professionismo e magari fare anche una bella carriera. L’obiettivo non deve essere quello di farli migliorare oggi per domani, ma di costruire a lungo termine.

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Con il passaggio nel devo team della XDS Astana Scalco potrà correre le gare under 23 sfruttando il quarto anno nella categoria
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Giro Next Gen 2025
Con il passaggio nel devo team della XDS Astana Scalco potrà correre le gare under 23 sfruttando il quarto anno nella categoria
Scalco è stato uno dei ragazzi under 23 più costanti…

Si tratta dell’unico corridore capace di fare una top 10 sia al Giro Next Gen che al Giro della Valle d’Aosta. Erano le due corse a tappe più importanti nel suo calendario da under 23, questo è sinonimo di grande costanza e solidità nelle prestazioni. 

Quanto può fare conto su queste caratteristiche e quanto si deve un po’ lavorare per migliorare sul risultato finale?

L’essere costante va a suo vantaggio, magari non è un corridore che raggiunge grandi picchi durante la stagione. Questa è anche la mia filosofia, puntare su obiettivi tanto specifici durante l’anno non è sempre il massimo per un under 23. C’è sempre il rischio di perdere delle esperienze diverse o certe gare che possono rivelarsi alla tua portata. Chiaramente è impossibile andare forte tutto l’anno, ma per un under 23 si possono evidenziare le classiche di aprile in Italia e poi il periodo con Ronde de l’Isard, Giro Next Gen e Giro della Valle d’Aosta

Quando arriverà il momento di specializzarsi?

Con questo percorso di crescita Scalco avrà modo di arrivare al professionismo (ha già contratto per le stagioni 2026-2027 nel WorldTour, sempre con XDS Astana, ndr) con un bagaglio di esperienze ampio e una solidità di performance importante. Specializzarsi ora la vedo una scelta precoce, non ci interessa il numero di vittorie ma la crescita dell’atleta. 

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Trofeo Valdengo-Oropa 2025
Scalco ha fatto vedere anche buone prestazioni tra i professionisti, qui alla Valdengo-Oropa chiusa al decimo posto
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Trofeo Valdengo-Oropa 2025
Scalco ha fatto vedere anche buone prestazioni tra i professionisti, qui alla Valdengo-Oropa chiusa al decimo posto
Da qui la scelta di fare un anno nel devo team?

Non c’è fretta di passare professionisti e soprattutto un anno ancora da under 23 con la possibilità di fare altre esperienze con la formazione WolrdTour gli permetterà di capire che corridore potrà essere. E’ presto per dirlo, sicuramente è uno scalatore ma non sappiamo se da corse a tappe di una settimana o da Grandi Giri. Tanti under 23 sembravano poter diventare atleti da tre settimane, per poi non diventarlo mai. Inoltre con il cambio di regolamento i corridori di squadre WorldTour e professional non possono correre le gare under 23. 

Senza fretta quindi?

Ultimamente la ricerca del fenomeno ci porta a pensare che se un ragazzo di 20 anni non passa professionista è da buttare. Non è così, qualcuno è pronto ma tanti altri devono fare esperienza e farsi tutta la gavetta nella categoria under 23. Quattro anni permettono di fare un cammino progressivo e lineare e far emergere gradualmente le qualità dell’atleta. In questo modo rischiamo di perdere tanti talenti per strada. A cosa servono i devo team allora se comunque ci troviamo a far bruciare le tappe ai ragazzi?

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè

Il 2026 di Scalco: devo team XDS Astana e una finestra sul WT

14.12.2025
4 min
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Matteo Scalco in questi giorni si trova in Spagna, ad Altea, e si sta allenando sulle strade che negli ultimi tre anni lo hanno visto crescere e mettere chilometri nelle gambe. Tuttavia quest’anno qualcosa è cambiato, perché il ragazzino di Thiene si veste di nuovi colori. Ha abbandonato il nido della VF Group-Bardiani ed è pronto a spiccare il volo con la XDS Astana. Quello che lo aspetta è un altro anno da vivere come under 23, l’ultimo a disposizione, ma ciò che cambia è la prospettiva. Matteo Scalco infatti con la XDS Astana ha firmato un contratto triennale: una stagione nel devo team e due nel WorldTour. 

«Rispetto agli scorsi anni – dice Scalco – l’hotel dell’Astana è a un chilometro di distanza rispetto a quello in cui alloggiavamo con la VF Group-Bardiani. Siamo qui da quattro giorni e piano piano mi sto ambientando. Ieri (sabato, ndr) sono arrivati gli altri ragazzi del devo team».

Matteo Scalco nei tre anni con la squadra dei Reverberi è cresciuto diventando un riferimento nelle corse under 23 (Photors.it)
Matteo Scalco nei tre anni con la squadra dei Reverberi è cresciuto diventando un riferimento nelle corse under 23 (Photors.it)
Ultimo anno da under, allora perché cambiare?

In VF Group-Bardiani ero un professionista contrattualmente, ma mi sono sempre sentito come un ragazzo che fa parte di un devo team. Per questo penso di avere ancora ampi margini di crescita e che per sfruttarli al meglio sia giusto fare un passaggio intermedio. Essere parte della formazione di sviluppo qui in XDS Astana mi darà modo di prendere parte alle gare under 23 e di fare un passo alla volta. 

Pensi sia un ulteriore step?

Entrare in un devo team di una squadra WorldTour è sempre un passo in avanti. Non per togliere niente al team di Reverberi, ma sappiamo tutti che nel ciclismo moderno il budget fa tanto. Alle spalle ora ho uno staff molto più grande che mi segue in tutti gli aspetti, non che prima mancasse qualcosa, ma il cambio c’è. 

I progressi del corridore veneto (qui a Capodarco) lo hanno messo sotto la lente di tanti team WorldTour (Photors.it)
I progressi del corridore veneto (qui a Capodarco) lo hanno messo sotto la lente di tanti team WorldTour (Photors.it)
Con chi lavorerai?

Il mio preparatore sarà Cucinotta, mi seguiva già nella passata stagione. Mi sono trovato subito molto bene con lui e non avevo motivo di cambiare, anzi.

Hai già parlato di programmi di lavoro?

Tutto rimarrà invariato più o meno, il principale cambiamento sarà che non inizierò a correre a fine gennaio, ma a metà febbraio. Quando ero in VF Group il programma era stabilito su una ventina di corridori, di cui sei o sette erano under 23. Qui ci sono ventotto atleti del WorldTour e una quindicina del devo team. Per cui i programmi saranno distinti, qualche volta andrò comunque a correre con i professionisti.

Con il devo team della XDS Astana Scalco potrà correre il suo ultimo anno da under puntando a consolidare i progressi fatti (Photors.it)
Con il devo team della XDS Astana Scalco potrà correre il suo ultimo anno da under puntando a consolidare i progressi fatti (Photors.it)
Al Giro delle Valle d’Aosta parlavi di essere un corridore costante, questo ulteriore anno da under servirà per raccogliere qualche risultato di rilievo?

Nel momento in cui ho avuto i primi contatti con l’Astana abbiamo parlato proprio di questo. Il fatto di fare un altro anno da under 23 mi permetterà di tornare in certe gare per cercare di fare risultati importanti. Un calendario ben diviso tra under 23 e gare con la squadra WorldTour mi permetterà di concentrarmi al meglio. Comunque con la VF Group-Bardiani era diverso.

Cosa intendi?

Che anche nelle gare professionistiche si andava con l’obiettivo di fare il miglior risultato e di non mollare. Mentre quest’anno il mio ruolo in squadra, tra i grandi, sarà di supporto

Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Poggiana 2025
Il 2025 di Scalco è stato un anno solido, impreziosito dalla vittoria al GP Sportivi di Poggiana (Photors.it)
Matteo Scalco, VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, Poggiana 2025
Il 2025 di Scalco è stato un anno solido, impreziosito dalla vittoria al GP Sportivi di Poggiana (Photors.it)
Dopo risultati del 2025 non avevi voglia di entrare già nel WorldTour?

Mi è sempre piaciuto fare le cose con calma. Ci sono tanti ragazzi che in pochi anni entrano nel WorldTour, però sono dell’idea che non per tutti questo sia il cammino giusto. A volte serve tempo per crescere. Magari avrei anche potuto trovare un contratto di due anni nel WorldTour, ma avrei avuto le occasioni contate. Qui sento di avere tanta fiducia e il 2026 sarà un anno fondamentale per gettare le basi in vista dei prossimi due. 

Podio Lombardia U23 2025: Callum Thornley, Elliot Rowe, Antoine l'Hote

Nel giorno dell’europeo U23, Thornley si prende il Lombardia

04.10.2025
5 min
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OGGIONO – Le nuvole grigie e il cielo che sembra sfiorare le teste dei corridori hanno portato un vero clima autunnale sulle strade del Lombardia U23. Ha vinto Callum Thornley, cronoman scozzese della Red Bull-BORA-Hansgrohe Rookies, con una volata dove contava avere testa e lucidità. Ha battuto gli altri tre contendenti alla vittoria: Elliot Rowe, Antoine l’Hote (i due sono insieme al vincitore nella foto di apertura) e Mattia Negrente .Una volta appoggiata la bici al muro giallo pastello di una casa qualunque Thornley non sta più fermo, cammina a destra e sinistra, esulta, urla e sorride felice. La sua prima vittoria in linea da under 23 coincide con una classica della categoria, arrivata alla sua 97ª edizione e che ha lanciato grandi nomi del ciclismo professionistico.

«Vincere qui è davvero speciale – dice con un sorriso largo così dall’alto dei suoi 190 centimetri – lunedì ho parlato con il diesse del team e abbiamo deciso che sarei venuto qui con l’obiettivo di vincere. Riuscirci è davvero surreale, anche perché è la prima vittoria su strada in una gara difficilissima. La Federazione della Gran Bretagna non ha partecipato agli europei U23, quindi sono venuto qui in una gara di grandissima importanza per questa categoria».

Un cronoman sul Ghisallo 

La giornata è stata caratterizzata da una fuga uscita quando all’arrivo mancavano oltre cento chilometri. Tanti per pensare di arrivare fino alla fine, ma i quattordici corridori che si sono avvantaggiati durante i giri iniziali hanno trovato l’accordo giusto e da dietro il gruppo ha potuto solamente guardare la corsa scivolare via. Per tutti il momento cruciale sarebbe stata la salita del Ghisallo. In un certo modo lo è stata, perché da dietro nessuno si è mosso e così la gara davanti è continuata. Si trattava di resistere, stare davanti e non sprecare troppe energie e così Thornley ha fatto.

«Quando siamo entrati sui fuggitivi – continua a raccontare il corridore della Red Bull-BORA-Hansgrohe nel retro podio – ho guardato il computerino e ho visto che mancavano ancora 110 chilometri all’arrivo. Ho capito subito che sarebbe stata una giornata lunga. La penultima salita (Colle Brianza, ndr) era durissima, molto più del Ghisallo, lì ero ancora in controllo».

«E’ un bel modo per salutare la categoria U23 – dice Thornely – l’anno prossimo sarò promosso nel WorldTour. Questa vittoria era l’ultima cosa che dovevo fare prima di diventare professionista. Molti pensano sia un cronoman, ma non so nemmeno io che corridore posso diventare, spero solo di lavorare bene per il team il prossimo anno». 

La generosità di Negrente

Il più attivo nella giornata di oggi è stato sicuramente Mattia Negrente, il veneto della XDS Astana Development Team ha corso in maniera generosa, forse troppo in certi momenti. Ha rischiato, poi si è staccato ed è rientrato con uno sforzo incredibile. Quando ha lanciato la volata finale ha però sbagliato il momento cui alzarsi sui pedali, e questo è il suo unico rammarico di oggi. 

«Dopo cinquanta chilometri io e un ragazzo del team Tirol – racconta all’arrivo – abbiamo lanciato la fuga giusta. E’ stata un’azione nata per caso, perché non mi sentivo benissimo e volevo provare a sbloccare le gambe. Poi quando sono rientrati anche gli altri abbiamo trovato l’accordo, ci siamo guardati quasi ridendo e siamo andati».

«Nel finale, su uno strappo, mi sono staccato – continua – ma perché pensavo che la salita fosse più lunga e volevo gestire le forze. Una volta rientrato, insieme a due ragazzi della Decathlon AG2R LA Mondiale, non c’era un grande accordo. Ho tirato tanto, e ho tentato anche un allungo, ma evidentemente li ho pagati. Allo sprint sono arrivato poco lucido, penso di non aver mai sbagliato una volata in questo modo. Ho visto l’arrivo e sono partito, quando ho alzato gli occhi sui cartelli ero ai 300 metri e mi sono detto: «Basta, l’ho persa».

L’europeo della discordia

Il Lombardia U23, così come la Coppa Agostoni domani, e oggi il Giro dell’Emilia Donne, si svolgono in concomitanza con le prove su strada degli europei. In Francia i migliori atleti sono in lotta per il titolo continentale, un danno non da poco per alcune delle corse di riferimento del calendario italiano e non solo. 

«Le squadre non sono mancate – racconta a fine corsa Daniele Fumagalli, Presidente del Velo Club Oggiono, società organizzatrice del Lombardia U23 – anche i nomi. Thornley era uno dei favoriti e non ha deluso, purtroppo la sovrapposizione di date ci ha in qualche modo penalizzati. Abbiamo parlato con la Federciclismo ma ci hanno detto che non potevano fare nulla, sono decisioni che spettano all’UCI e al UEC. In settimana ho anche chiesto alla Federazione di lasciare Lorenzo Finn libero dal campionato europeo per farlo correre qui in maglia iridata. Ci hanno detto che non sarebbe stato possibile, è stato un altro schiaffo che abbiamo preso ma noi andiamo avanti e cerchiamo di fare sempre tutto al meglio».

Negrente riparte dalla Grecia, ma quel pari tempo non va giù…

06.03.2025
5 min
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Se lo scorso anno l’inizio di stagione di Mattia Negrente era stato incoraggiante, questo 2025 ha preso il via ancora meglio per il diciannovenne del devo team della XDS Astana. L’anno scorso aveva colto la terza piazza al Visit South Aegean Islands, in Grecia, questa volta ha fatto ancor meglio con la seconda piazza condita però da una vittoria di tappa. Ma in generale è tutta la sua corsa che ha destato molta sensazione, come se anche nel suo caso fosse in corso una vera evoluzione, al pari di altri corridori del “team madre” kazako.

Lo scorso anno Negrente ha colto una vittoria in Slovenia e 7 Top 10. Un bilancio da migliorare
Lo scorso anno Negrente ha colto una vittoria in Slovenia e 7 Top 10. Un bilancio da migliorare

La protezione del team

Questa volta però il veronese aveva avuto già occasione per rompere il ghiaccio partecipando alle 4 corse di Mallorca nelle file del team WT, lavorando per i compagni, ma evidentemente quel lavoro ha avuto buon influsso.

«Ho sentito subito che la gamba girava bene – afferma da Rodi dove tornerà in gara sabato – avevo belle sensazioni, ma la corsa positiva è stata anche che sul percorso della prima tappa, pieno di su e giù, la squadra ha corso davvero bene. Mi hanno permesso di risparmiare molte energie stando a ruota e quelle forze mi sono venute utili quando a una trentina di chilometri dal traguardo abbiamo ripreso la fuga. Sull’ultima salita i compagni mi hanno aiutato a chiudere un importante buco e a mettermi in buona posizione per la volata finale. Parte della vittoria è anche loro».

Alla fine però, nella classifica generale hai perso dal danese Hansen pur essendo a pari tempo. Quanto ti è dispiaciuto?

Enormemente, qualche parolaccia quando l’ho saputo mi è uscita… E’ come perdere per mezzo millimetro e stai lì a chiederti dove potevi guadagnare, recuperare, se hai fatto qualche sbaglio… Non era certo una gara WorldTour, però dispiace sempre, perché una vittoria ci sarebbe servita. Probabilmente nella seconda tappa eravamo in tanti e ho perso qualche posizione, dovendo partire così presto. Abbiamo chiuso con Mellano quarto e io quinto. Hansen era davanti, con poco potevamo batterlo. Ma come team siamo andati bene, abbiamo anche vinto la classifica a squadre, quindi nel complesso non ci possiamo lamentare.

La volata vincente di Koskinou, battendo Hansen che però lo befferà il giorno dopo (Cyclingphoto.gr)
La volata vincente di Koskinou, battendo Hansen che però lo befferà il giorno dopo (Cyclingphoto.gr)
La sensazione è che però ci troviamo di fronte a un Negrente diverso dallo scorso anno…

Sicuramente l’inverno è stato molto proficuo, abbiamo lavorato molto con il nuovo staff. In generale tante differenze non ci sono, io ero con loro già lo scorso anno e devo dire che avevo visto subito un’organizzazione di prima qualità. La cosa che apprezzo molto è che non ci mettono pressione, chiaramente la nostra situazione è diversa da quella del team principale dove c’è da fare i conti con il ranking.

Tu però hai “assaggiato” anche l’attività principale, hai trovato qualche cambiamento?

Diciamo che noi del devo team prendiamo un po’ ispirazione, perché si vede come riescano a correre di squadra. Per noi sono uno stimolo e così cerchiamo di replicare quell’affiatamento. Inoltre, non è cosa di poco conto che quasi la metà della squadra sia italiana, quindi si è formato un bel gruppo, ma non solo con noi, anche con i russi, i kazaki, il danese Wang.

In Grecia fondamentale è stato l’affiatamento nel team, con Delle Vedove e Vinokourov a proteggerlo (Cyclingphoto.gr)
In Grecia fondamentale è stato l’affiatamento nel team, con Delle Vedove e Vinokourov a proteggerlo (Cyclingphoto.gr)
E’ questione anche di lingua? Spesso si dice che un ostacolo per molti che vanno all’estero è riuscire a superare l’ostacolo della comunicazione…

Questo è un tema interessante. Noi parliamo principalmente inglese perché ormai nel ciclismo se non lo sai sei davvero in difficoltà. Poi è chiaro che nel nostro gruppo riusciamo a intenderci più rapidamente con l’italiano, ma bisogna dire che molti dello staff lo sanno parlare. Il massaggiatore è italiano, il meccanico è russo ma parla quasi meglio l’italiano dell’inglese. Le riunioni si fanno comunque sempre in inglese, questa è una regola di base.

Tu avevi ottenuto buoni risultati anche lo scorso anno, ti è rimasto qualche rammarico per essere ancora nella development?

Assolutamente no, sono convinto che sarebbe stato troppo presto. Mi ero ripromesso che mi servivano almeno un paio d’anni fra gli Under 23, per imparare, capire bene e infatti vedo che già rispetto al 2024 la differenza da questo punto c’è, ma mi sento ancora un “work in progress”. Vedremo come andranno le cose quest’anno, ma se alla fine mi diranno che serve ancora una stagione nel team accetterò di buon grado.

Negrente ha iniziato la sua stagione correndo le 4 corse di Mallorca, insieme al team maggiore
Negrente ha iniziato la sua stagione correndo le 4 corse di Mallorca, insieme al team maggiore
Avrai ancora occasione di correre con il team principale?

Sicuramente, come ho già fatto in Spagna e come avevo fatto lo scorso anno. Andrò ad esempio alla Settimana Coppi e Bartali dove sarò al servizio di chi sarà scelto come leader, poi da aprile a giugno avremo tanta attività di categoria e lì spero davvero di tirare fuori qualcosa di buono. Non mi pongo obiettivi particolari, non c’è una gara che mi piace più di altre. Voglio solo tirare il colpo quando ci sarà l’occasione per avvicinarmi sempre più a quel grande traguardo di fine stagione…