Per Belletta prima esperienza in Olanda e già pregusta il 2023

10.10.2022
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Negli scorsi giorni Dario Igor Belletta è stato in Olanda, per la prima presa di contatto con responsabili e strutture della Jumbo Visma. Un incontro rimandato più volte dopo la firma, ma che il corridore di Magenta attendeva con grande impazienza, voglioso d’iniziare la sua nuova grande avventura.

L’estate ha portato mille emozioni al diciottenne lombardo, tra la conquista del titolo italiano e l’approdo in un team così prestigioso. Il mondiale non è certamente andato come sperava, terminando anzitempo rispetto alla sua conclusione e, trasferta australiana a parte, i suoi risultati sono stati meno brillanti rispetto a prima ma una ragione c’è e Belletta lo ammette: «Da quando ho firmato cerco di rischiare il meno possibile. Non corro con l’obbligo del risultato, anzi se posso essere utile ai compagni lo preferisco. Per me il 2023 sarà decisivo, mi gioco tantissimo e voglio arrivarci integro».

L’ultima vittoria di Belletta, il successo al Trofeo Fiorina di Clusone (foto Giuliano Viganò)
L’ultima vittoria di Belletta, il successo al Trofeo Fiorina di Clusone (foto Giuliano Viganò)
Da quando hai firmato il contratto, in che contatti sei con il team olandese?

Li sento quasi tutti i giorni, finalmente poi sono potuto andare alla sede per ritirare il materiale e prendere contatto con la struttura. Incontrare di persona i responsabili è un’altra cosa, abbiamo potuto gettare le basi per la stagione che verrà. Sarà il primo anno nella nuova categoria, c’è tanto da imparare ma io voglio adattarmi il prima possibile.

Come giudichi questa stagione rispetto alla precedente?

I risultati ci sono stati in entrambe, in questa stagione ci sono stati più alti e più bassi mentre al primo anno junior ero stato leggermente più costante nel rendimento. Con un po’ di fortuna in più avrei portato a casa risultati maggiori ma nel complesso è stato un buon anno.

Salvoldi con Belletta in pista: il lombardo è argento mondiale nella corsa a punti (foto Fci)
Salvoldi con Belletta in pista: il lombardo è argento mondiale nella corsa a punti (foto Fci)
Come ti sei trovato a lavorare in nazionale con Salvoldi, che lo scorso anno non c’era?

Con lui il lavoro è assiduo e molto attento. Abbinare strada e pista non è semplice e sicuramente influisce sull’evoluzione della stagione perché molti eventi sono ravvicinati, ma quel che è certo è che in quest’anno, sia nei raduni che nelle trasferte azzurre ho imparato molto.

Il cittì, parlando della categoria, sottolineava il fatto di come si lavori con ragazzi molto diversi fra loro come evoluzione fisica, c’è chi si sviluppa nel corso dei due anni di appartenenza agli junior e chi è precoce e quindi al primo anno ha un vantaggio fisico sugli altri. Tu sei cambiato in questi 12 mesi?

Fisicamente sono rimasto com’ero, sono alto 1,87 per 73 chili. Quello che dice il cittì è vero, io forse ho sviluppato prima ma credo che in definitiva questo poco influisca sull’evoluzione di un corridore. Per emergere oltre al fisico devono esserci altre caratteristiche che riguardano la tecnica, il colpo d’occhio, il vero senso di essere un corridore. Credo di avere il classico fisico da passista veloce, capace di tenere anche su certi tipi di salite.

Per il corridore della Pool Cantù 1999 la gioia della maglia tricolore vinta a Cherasco
Per il corridore della Pool Cantù 1999 la gioia della maglia tricolore vinta a Cherasco
Approdando alla Jumbo Visma avete già parlato di obiettivi per il 2023?

No, credo che se ne parlerà nel corso dei primi ritiri ma per assurdo credo che non ce ne saranno di specifici e la cosa non mi dispiace. Il 2023 sarà importantissimo per crescere e continuare a sviluppare il motore. Il mio vero obiettivo è migliorare e dare sempre il massimo ed è questo alla base della mia scelta di entrare in un progetto così prestigioso.

Quasi tutti i tuoi compagni di nazionale e avversari nelle classiche italiane hanno scelto di andare all’estero come te: è una scelta che ti pesa, soprattutto per non avere alternative all’altezza in Italia?

Io non lo vedo come un problema. Non è che lascio l’Italia, continuo ad allenarmi prevalentemente a casa, a studiare, in realtà almeno inizialmente cambia poco. Bisogna poi partire da un presupposto: se scelgo questa vita lo faccio sapendo che si viaggia molto, non si può restare nel nido in eterno. Io non vedo svantaggi.

In Australia un mondiale senza squilli, chiuso con un ritiro. Lo scorso anno era stato 33°
In Australia un mondiale senza squilli, chiuso con un ritiro. Lo scorso anno era stato 33°
Che cosa ti proponi per il finale di stagione?

Vorrei solo chiudere in maniera tranquilla, non ho l’assillo dei risultati, poi finalmente potrò riposare e ricaricare le batterie in vista della nuova stagione. Non so quando riprenderemo e quando e dove ci sarà il ritiro, me lo dovranno far sapere.

Continuerai a dividerti fra strada e pista?

Sicuramente, anche se il focus sarà maggiormente sulla strada. Ma per le eventuali convocazioni per la nazionale sarò sempre pronto, ci mancherebbe…