Wout van Aert, Mathieu Van der Poel, Coppa del mondo, Dendermonde 2020

Van Aert risponde, in Coppa è un assolo

27.12.2020
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Nel ciclocross 24 ore possono cambiare tutto. Innanzitutto le condizioni atmosferiche e quindi del terreno: se ieri a Zolder si era corso su un percorso liscio, battuto anche se non privo di insidie, oggi a Dendermonde, nella terza prova di Coppa del mondo, la situazione è stata ben diversa, con fango da tutte le parti e le bici, anche se cambiate a ogni giro, che faticavano a procedere. Una volta un grande ciclocrossista del passato, alla partenza di una gara simile, disse: «Oggi serviranno garretti buoni…». Quelli di Van Aert erano superiori a tutti.

Mathieu Van der Poel, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Per Mathieu Van der Poel e il suo fisico pesante, c’era forse troppo fango
Mathieu Van der Poel, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Troppo fango per Van der Poel e il suo peso

Fango padrone

Tutti si aspettavano la sfida tra il belga e Mathieu Van Der Poel, vincitore ieri e infatti dopo un giro i due erano già davanti. La sola differenza è che questa volta era Van Aert ad avere l’iniziativa, a spingere con l’olandese che a prezzo di grandi sacrifici teneva la sua ruota. Il problema però emergeva appena si doveva mettere il piede a terra. Van Aert nei tratti a piedi, con la sua leggerezza e il fisico da mezzofondista, riusciva a fare la differenza, mentre per Van Der Poel, più pesante, non c’erano tanti tratti dove far emergere la sua tecnica.

Il fango era il vero padrone, un giudice che non aveva un minimo di indulgenza. Basti guardare Pidcock, troppo piccolo e leggero, troppo poco attrezzato muscolarmente per emergere. Ha resistito 5 giri, navigando sempre nelle retrovie, poi ha deciso che era il caso di dire basta. Non è colpa sua, non aveva le armi adeguate per poter competere su questo campo di battaglia…

Mathieu Van der Poel, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Alla fine della gara, neppure David Van der Poel (il fratello) era proprio felice
Mathieu Van der Poel, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Dopo la gara, furibondo anche David Van der Poel

Van Der Poel addio

Dopo un giro passato a ruota, Van Der Poel non ce l’ha più fatta, non riusciva più a colmare la differenza e quei pochi metri sono diventati tanti, sempre di più. Guardando l’ordine di arrivo si rimane quasi spaventati dai distacchi. Van der Poel ha chiuso a 2’49”, il belga Toon Aerts, brillantissimo nelle fasi finali tanto da quasi riprendere l’olandese, a 3’06”. Scendendo ancora si scopre che il decimo, l’altro belga Gianni Vermeesch, ha collezionato oltre 5 minuti di distacco. Roba da grande tappa alpina al Giro o al Tour.

«E’ stata una delle gare più belle di sempre – affermava alla fine un entusiasta Van Aert – il percorso peggiorava a ogni tornata, ma io adoro queste condizioni epiche. Non è che improvvisamente io sia meglio degli altri, ma mi conferma che sono sulla strada della forma migliore».

Wout van Aert, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Per Van Aert, la testa della Coppa del mondo è un bel colpo alle sicurezze del rivale
Wout van Aert, Coppa del mondo, Dendermonde 2020
Van Aert è ora in testa alla Coppa del mondo

Gara a due

Una gara, quella di Dendermonde, che da una parte accresce la rivalità tra i due, dall’altra conferma l’alternanza di successi degli ultimi giorni: domenica primo VDP a Namur, martedì risposta di Van Aert a Herentals, ieri assolo dell’olandese e oggi altrettanto dal belga.

Chi è il più forte? Probabilmente la risposta arriverà solo dai mondiali, intanto molto influiscono le condizioni dei percorsi, unite a diverse condizioni di forma, in rapporto a come i due stanno lavorando. Non solo pensando all’appuntamento iridato, ma anche (forse soprattutto?) alla stagione su strada dalla quale entrambi si attendono moltissimo. Intanto Van Aert sale in testa alla classifica di Coppa del mondo, con 11 punti su Vanthourenhout e la challenge diventa comunque un obiettivo di questo suo inverno.

Eli Iserbyt, Superprestige Zolder 2020

Iserbyt respira, il gomito non è rotto…

26.12.2020
4 min
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La penultima tappa del Superprestige di Heusden-Zolder, più che per la vittoria di Mathieu Van Der Poel, resterà impressa nella memoria per il brutto incidente nel quale è incorso il campione europeo Eli Iserbyt (nella foto di apertura), leader della classifica generale.

Tornante traditore

Eravamo nella fase iniziale del terzo giro e il campione del mondo olandese aveva appena impresso la sua proverbiale accelerazione facendo il vuoto alle sue spalle. Iserbyt era al comando del gruppetto inseguitore, quando in un tornante è scivolato sul fango secco. Su di lui, mentre provava a rialzarsi, è franato Lars Van Der Haar e il belga è caduto con il peso del suo corpo sul gomito sinistro. Mentre gli altri risalivano in sella, Iserbyt ha iniziato a contorcersi e a girarsi su se stesso in preda al dolore, tanto che gli addetti sono dovuti entrare sul percorso e prenderlo in braccio per portarlo fuori.

Mathieu Van der Poel, Superprestige Zolder 2020
Mathieu Van der Poel, arrivo in solitaria nel Superprestige di Zolder. Van Aert 2° a 38″
Mathieu Van der Poel, Superprestige Zolder 2020
A Zolder, 1° Van der Poel, 2° Van Aert a 38″

A Capodanno

Si era capito subito che l’infortunio era grave e a confermarlo sono stati gli stessi responsabili della sua squadra, la Pauwels-Sauzen Bingoal affermando che, dopo i primi controlli medici e mentre Iserbyt veniva portato in ambulanza al più vicino ospedale, la frattura del gomito era più di un sospetto.

Tuttavia dopo esami più approfonditi si è scoperto che si tratta solo di una forte lussazione, che rende meno complicato il recupero. Un vero peccato, ma anche la speranza che si riaccende in chiave mondiale, dato che Iserbyt potrebbe tornare in gara il primo dell’anno. Dopo le ultime uscite un po’ opache, il belga sembrava tornato quello della vittoria europea. Tanto che nelle prime due tornate era stato l’unico a provare a tenere il passo dello scatenato Van Der Poel. Difficile dire ora se l’infortunio gli costerà la classifica del Superprestige, dove ha subìto il sorpasso da parte del connazionale Toon Aerts.

«Fortunatamente non hanno trovato una frattura – ha detto Iserbyt alle telecamere di Sporza – il mio gomito si è slogato. Proprio mentre il braccio era allungato, qualcuno lo ha colpito, provocando la lussazione e la slogatura del gomito. Non ho mai provato tanto dolore. Un aspetto positivo di questo incidente è stato che il mio braccio non era a terra, altrimenti si sarebbe sicuramente rotto. Vorrei rientrare a Baal il 1° gennaio. Aspetto di vedere cosa dirà lo specialista lunedì a Kortrijk. Il mio obiettivo è ancora il campionato belga del 10 gennaio a Meulebeke. Sono pienamente concentrato su questo obiettivo».

Rivincita VdP

La gara a quel punto ha avuto una doppia lettura. Da una parte Van Der Poel che volava verso un’altra vittoria, riscattando così la delusione incassata prima di Natale a Herentals, nella tappa dell’X2O Badkamers Trophy quando una foratura aveva lasciato via libera a Van Aert. Dall’altra gli inseguitori a lottare per le piazze d’onore, compresi lo stesso Van Aert, attardato da una foratura sempre nel “maledetto” terzo giro e Thomas Pidcock. Il britannico di fatto è stato subito messo fuori gioco alla prima curva da una caduta a centro gruppo. Essendo partito dietro per la mancanza di punti nella challenge, il corridore della Trinity ha dovuto sempre inseguire, senza però mai poter entrare nel vivo della competizione.

Wout Van Aert (BEL - Team Jumbo - Visma) - Mathieu Van Der Poel (NED - Alpecin - Fenix) - Lars Van Den Haar (NED - Telenet Baloise Lions), Superprestige Zolder 2020
Sul podio, oltre ai due giganti, sale Lars Van Der Haar
Wout Van Aert (BEL - Team Jumbo - Visma) - Mathieu Van Der Poel (NED - Alpecin - Fenix) - Lars Van Den Haar (NED - Telenet Baloise Lions), Superprestige Zolder 2020
Sul podio anche Lars Van Der Haar

Speedy Van Aert

Alla fine Van Der Poel ha vinto con 38” su Van Aert, ma a favore del belga va sottolineato lo splendido penultimo giro, dove ha abbassato di 2” il limite stabilito dall’olandese, chiudendo di fatto la competizione per la seconda piazza, anche Van Der Haar gl è arrivato ad un solo secondo, ma solo perché Van Aert si era già rialzato (forse un po’ troppo presto…). Pidcock ha chiuso 9° a 1’01”.

In campo femminile solita sfilata di olandesi e “solita” vittoria della Brand: curioso il fatto che nell’ultima tornata, con 4 atlete a giocarsi la vittoria, la Brand, già davanti a tutte, si sia piantata in salita, costringendo le avversarie a mettere piede a terra. Un errore che di fatto le ha consentito di lanciare la volata nettamente in testa, vincendo davanti ad Alvarado e Worst.

Wout Van Aert, Herentals 2020

Dal cross alla strada, quale futuro per i tre tenori?

26.12.2020
3 min
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Nel cross il periodo delle feste natalizie è storicamente quello più ricco. Da oggi e fino al 3 gennaio saranno ben 5 gli eventi internazionali in programma, divisi fra le varie challenge. Oggi Van der Poel ha stravinto nel Superprestige di Zolder, ma senza che ci sia stata contesa. Negli occhi perciò abbiamo ancora lo splendido spettacolo di domenica scorsa a Namur, in Coppa del mondo, con la sfida a viso aperto fra i tre grandi della specialità, Van Der Poel, Van Aert e Pidcock, finiti nell’ordine. Una sfida che ha detto molto anche in proiezione futura e non parliamo solamente del ciclocross e dei mondiali di fine gennaio, ma anche delle loro rispettive ambizioni su strada. 

Molto c’è da capire, per farlo sono necessari occhi attenti ed esperti. Noi ci siamo serviti di quelli di Enrico Franzoi, ultimo azzurro a salire sul podio iridato elite del cross nel 2007.

«Di tempo ne è passato – racconta il veneziano – ma guardando la gara belga devo dire che questi campioni vanno forte, decisamente più forte di come andavo io».

Tom Pidcock, mondiali 2020
Tom Pidcock, passo da scalatore: sulle salite è il più forte dei tre
Tom Pidcock, mondiali 2020
Tom Pidcock è il più forte nei tratti in salita
Partiamo dal vincitore Mathieu Van Der Poel, come l’hai visto?

Ha sicuramente tanto margine di progresso davanti a sé. Si vede che rispetto agli altri due ha riposato un po’ di più, evidentemente aveva bisogno di ricaricare le batterie. Sta seguendo l’esempio dello scorso anno, sono sicuro che per fine gennaio avrà una condizione stratosferica. Per ora gli manca brillantezza.

A un certo punto, sembrava che VdP non ne avesse più e che Pidcock potesse scappar via…

Nel cross, la brillantezza incide anche sulla tecnica e può comportare passaggi a vuoto, ma col carattere ha reagito. L’olandese ha solo bisogno di correre, facendolo ritroverà anche la capacità di fare la differenza nella guida come gli è sempre accaduto.

Van Aert in che condizioni ti è parso?

Premesso che a simili livelli le differenze sono veramente minime, si vede che il belga ha lavorato più su strada e quindi paga rispetto agli altri quanto a tecnica specifica. Van Aert è più passista, Van Der Poel è più veloce ed esplosivo, nelle fasi di rilancio guadagnava sempre. Il belga però ha più fondo e questo gli deriva proprio dalla preparazione fatta pensando alla successiva stagione 2021. Secondo me si è ben programmato, anche lui per i mondiali sarà al top, il giusto equilibrio fra tutte le componenti.

Mathieu Van der Poel, Herentals 2020
Mathieu Van der Poel ha esplosività da vendere ed è arrivato al cross più fresco di Van Aert
Mathieu Van der Poel, Herentals 2020
Van der Poel, il più fresco dei tre
Resta il terzo incomodo, Thomas Pidcock…

Va in salita che è una meraviglia, si vedono le qualità da scalatore. E’ meno potente degli altri due, ma ha un rapporto peso/potenza secondo me superiore. E’ chiaro che su tracciati piani soffre, anche a Namur dove c’era da spingere sul passo perdeva. Ma sui tracciati più tecnici e con difficoltà altimetriche, può davvero dare filo da torcere agli altri due

Guardandolo, credi al fatto che si alleni poco per il ciclocross?

Non saprei, ma sono sicuro che ha doti tecniche naturali, si vede che fa azioni di guida che gli vengono spontanee. Diciamo che come tecnica si avvicina di più a VdP, Van Aert è un filino inferiore. Quello che a Pidcock manca è l’esperienza, data l’età e nel finale l’esperienza paga sempre…

Proiettando quanto si è visto alla prossima stagione su strada?

Il ciclocross è molto diverso dal ciclismo su strada, è difficile fare paragoni, ma vedo l’olandese come un grande cacciatore di classiche, grazie alla sua potenza unita alle sue doti veloci. Pidcock è più tagliato per le prove a tappe. Van Aert è potente sul passo, potrà fare davvero bene nelle Classiche del Nord. Anche a me erano le gare che piacevano di più, soprattutto la Roubaix. Van Aert è il più simile a me dei tre, un po’ mi ci rivedo, facendo le dovute differenze…

Mathieu Van der Poel, Wout Van Aert, Namur 2020

Namur incendiata dal duello tra Van Aert e VdP

20.12.2020
4 min
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La prima sfida è arrivata: a Namur (Belgio), nella seconda tappa di Coppa del mondo, Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert si sono ritrovati faccia a faccia per la prima volta nella stagione del ciclocross. Poco più di due mesi dopo l’esito clamoroso del Giro delle Fiandre, che li aveva divisi per pochissimi centimetri a favore dell’olandese, ma che nella realtà ha scavato un solco profondissimo fra i due.

Nel Cyclocross de la Citadelle di Namur, uno degli appuntamenti più classici della stagione, i due hanno messo in campo tutto quello che avevano in un confronto di un’ora nel quale la bilancia ha oscillato a lungo per decretare il vincitore, premiando alla fine, ancora una volta, l’olandese. Anche se non sono stati solo loro i protagonisti di una gara davvero entusiasmante perché sempre sulla linea dell’incertezza.

Thomas Pidcock, Namur 2020
A Namur, Pidcock è parso a lungo superiore nei tratti pedalati in salita
Thomas Pidcock, Namur 2020
Nei tratti pedalati in salita di Namur Pidcock volava

Attacco di Pidcock

Fango a profusione sul tracciato belga, fango che ha influito molto sull’evoluzione della gara e che probabilmente ha contribuito a togliere subito di mezzo uno dei più attesi. Il campione continentale Eli Iserbyt è rimasto intruppato al via ed è transitato già al primo giro appena 65° a 1’35”. Il suo compagno di squadra alla Pauwels-Sausen Bingoal, Michael Vanthourenthout ha provato a sostituirlo mettendosi in testa (pensando anche che la situazione era ideale per costruirsi un gruzzolo di vantaggio in classifica generale), ma nel secondo dei 9 giri previsti è salito in cattedra Tom Pidcock. Il piccolo britannico della Trinity ha guadagnato subito qualche secondo sui due più attesi rivali. Ripreso nel 3° giro, “Pidders” ci ha riprovato nel 4° e si è andati avanti così, a fisarmonica per tutta la parte centrale.

Arriva la forma

Guardando l’evoluzione della gara, i segnali che arrivavano erano i seguenti: un Pidcock molto brillante in salita dove guadagnava sui rivali; un VdP già in possesso di una discreta potenza, ma un po’ carente nella parte a piedi, segno che c’è ancora da lavorare nello specifico (l’olandese confida molto nel periodo intorno alle Feste per crescere di condizione in vista della difesa della maglia iridata); un Van Aert che sembrava essere appena sceso dalla bici da strada, già in possesso di una buona condizione frutto del gran lavoro fatto in Spagna al ritiro della Jumbo-Visma, ma “acerbo” nei tratti più tecnici. Il bello è che i tre, seppur ancora con una forma da costruire, hanno mostrato una differenza abissale nei confronti degli altri, quelli che ad inizio stagione sembravano volare. Il solo Vanthourenhout è riuscito a tenere il loro ritmo, seppur perdendo secondi su secondi nella parte finale di gara.

Wout Van Aert, Namur 2020
Van Aert ha mostrato la condizione in crescendo e poca confidenza con la bici nel fango
Wout Van Aert, Namur 2020
Per Van Aert qualche problema di guida nel fango a Namur

Tattica vincente

Pidcock transitava a 2 giri dalla fine con 7” sulla coppia belga-olandese e 13” su Vanthourenhout e a quel punto sembrava che la gara fosse decisa, proprio per la maggiore brillantezza del britannico sui tratti iniziali del circuito, quelli più altimetricamente difficili. Lì però emergeva innanzitutto la capacità dei due di “leggere” la gara e le sue difficoltà. Pidcock infatti si intestardiva a pedalare anche sui tratti più fangosi, Van Aert invece scendeva di bici e correndo lo ha ripreso, trascinando con sé un VdP dal volto sofferente. A metà tornata “nuovo giro di roulette” ed ecco che proprio il VdP così apparentemente stanco dava un’improvvisa accelerata sul piano. Van Aert rispondeva soprattutto di carattere, Pidcock incassava il colpo, seppur rimanendo molto vicino.

Acuto Van der Poel

Nell’ultimo giro, in un tratto di discesa reso molto scivoloso dal fango ma pressoché impossibile da affrontare in bici, VdP riusciva clamorosamente nell’impresa di rimanere in sella, Van Aert non ci provava neanche. L’olandese partiva di gran carriera guadagnando metri su metri: il belga lo guardava allontanarsi, mentre avrebbe voluto ritrovarsi subito di fronte a lui, a giocarsi la vittoria sul (brevissimo) rettilineo conclusivo. Invece no, lo stesso VdP che appariva affranto pochi minuti prima sprigionava potenza a ogni pedalata. La sfida era vinta, Van Aert chiudeva a 3”, Pidcock a 11”, con la faccia di un pugile suonato da un 1-2 micidiale. Quarto Vanthourenhout a 1’07”, comunque contento per la leadership in Coppa con 7 punti su Van Aert, quinto l’altro belga Quinten Hermans a ben 2’09”. Iserbyt? E’ finito doppiato, ultima beffa di un pomeriggio da dimenticare quanto prima.

Mathieu Van der Poel, Namur 2020
E alla fine per Mathieu Van der Poel a Namur, vittoria con appena 3 secondi di vantaggio
Mathieu Van der Poel, Namur 2020
Per Van der Poel a Namur vittoria con margine risicato

Ancora Lucinda

Un cenno lo merita anche la gara femminile, unica altra disputata: la notizia non è certamente la vittoria di Lucinda Brand, l’olandese che ormai ha messo la museruola alle sue connazionali, quanto che fra lei e le altre arancio si è inserita la 23enne americana Clara Honsinger, finita a 29”: di nomi nuovi nel panorama femminile non ne emergono molto spesso, per questo è una notizia…

Mathieu Van der Poel, Namur 2019

Namur, percorso storico per il primo duello

19.12.2020
3 min
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Non ci ha messo poi molto Namur per entrare nella storia del ciclocross. Nel piccolo borgo belga vanno molto fieri della propria creatura, il Cyclo-cross de la Cittadelle, nato nel 2009. La gara nacque dietro la spinta delle autorità cittadine, che volevano creare un evento internazionale in grado di far risaltare tutta la regione vallone in qualcosa che normalmente era più appannaggio dei fiamminghi.

Domani su quei sentieri spesso infangati si consumerà il primo duello tra Van der Poel (nella foto di apertura, la vittoria a Namur 2019) e Van Aert, con Pidcock e Iserbyt pronti ad approfittarne.

Wout Van Aert, Namur 2018
Wout Van Aert in azione a Namur nel 2018
Wout Van Aert, in azione a Namur 2018

La storia dimezzata

Le basi poste furono solide, affidandosi alla competenza del pluricampione del mondo Roland Liboton per disegnare il tracciato e aderendo subito a un circuito importante, il Trophee Gazet van Antwerpen. Importante sì, ma le ambizioni erano ben altre. Dal 2011 infatti la gara fa stabilmente parte della Coppa del mondo e ne è diventata una colonna portante. Un evento atteso tutto l’anno, si può quindi ben immaginare la sofferenza degli organizzatori e della città intera quando si è presa la decisione di ridurre le gare di domenica prossima solo a quelle elite, a causa della pandemia.

Thomas Pidcock, Namur 2018, U23
Thomas Pidcock ha vinto a Namur 2018 fra gli U23 e domenica scorsa nel Superprestige
Thomas Pidcock, Namur 2018, U23
Thomas Pidcock ha vinto a Namur nel 2018, da U23

Smacco Van der Poel

Il re di Namur è, manco a dirlo, Mathieu Van Der Poel. Il campione olandese ha trionfato su quel percorso che ben conosce per 4 volte fra il 2015 e il 2019. L’unica sconfitta è arrivata nel 2017, ma è stata una sconfitta dolorosa. In quella stagione infatti VdP stava dominando, andando a caccia di quel Grande Slam (vittoria ai Mondiali e nelle tre grandi challenge) confermatosi un obiettivo troppo grande anche per lui.

In gara però la sua tattica garibaldina sin dall’inizio non ottenne il risultato che sperava. Il suo grande nemico Van Aert, allora in maglia iridata, gli rimase attaccato per poi andare via di forza, con l’olandese superato anche dall’altro belga Toon Aerts. VdP si è rifatto l’anno successivo, Van Aert per ben tre volte gli è finito alle spalle a Namur, ma probabilmente non ci pensa neanche più. A VdP, invece, quel ricordo non piace

Eva Lechner, Namur 2018
Eva Lechner, sopra nel 2018, sul podio dal 2015 L 2017
Eva Lechner, Namur 2018
Per Eva Lechner, podio dal 2015 al 2017

Italiani da podio

Agli italiani Namur non ha mai sorriso appieno, ma qualche piazzamento di spicco è arrivato. Jakob Dorigoni, che non ha mai fatto mistero del fatto che il percorso di Namur è fra i suoi preferiti, ha chiuso secondo nel 2018 e terzo lo scorso anno, sempre fra gli under 23.

Secondo anche Gioele Bertolini nella stessa categoria nel 2015. I due sono stati battuti da due signori ciclocrossisti, il britannico Pidcock nel caso di Dorigoni e l’attuale campione europeo Iserbyt per il Bullo.

Nulla però a che vedere con Eva Lechner, per tre volte sul podio fra il 2015 e il 2017: la curiosità è che in nessuna di quelle occasioni a vincere è stata un’olandese, ma d’altronde la dittatura arancione è iniziata solo due anni fa, con il podio monocolore e la vittoria che in entrambe le occasioni ha arriso a Lucinda Brand, pronta a fare tris.

Vout Van Aert, Mathieu Van der Poel, Julian Alaphilippe, caduta moto, Giro delle Fiandre 2020

Van Aert: «Non penso solo alla strada…»

12.12.2020
4 min
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L’inizio di stagione nel ciclocross per Wout Van Aert non è stato certamente quello che tutti si aspettavano. Dopo aver chiuso un 2020 su strada ricco di soddisfazioni e sempre da protagonista, molti pensavano che sui prati avrebbe imposto subito la sua legge, ma così non è stato, collezionando piazzamenti.

Ora però non si scherza più, oggi ad Anversa nel X2O Badkamers Trofee ci sarà il primo confronto diretto con Mathieu Van Der Poel, l’avversario di sempre, non più solo nel ciclocross ma anche su strada. L’esito infausto dello sprint a due al Giro delle Fiandre è ancora lì a bruciare nell’animo (in apertura la foto della caduta di Alaphilippe, che il belga ha in qualche modo favorito puntando la moto e poi scostandosi all’ultimo secondo) .

Wout Van Aert, Coppa del mondo Tabor 2020
Rientro piuttosto faticoso, per i suoi standard, in Coppa del mondo a Tabor
Wout Van Aert, Coppa del mondo Tabor 2020
A Tabor un rientro faticoso

La ferita brucia

«Quando sono caduto lungo il percorso ho perso un po’ di forze e di concentrazione – ha dichiarato a redbull.com – eppure ce l’avevo quasi fatta, mi sono mancati pochi centimetri. E’ stata la mia ultima gara su strada e non la dimenticherò tanto presto, ci ho ripensato per giorni interi. Ora non vedo l’ora di affrontarlo sul campo e non credo sarà facile anche se è la sua prima uscita. Tutti conoscono la sua agilità, ma io negli ultimi anni, per circostanze, infortuni o anche per una forma minore non ho potuto mostrarmi al meglio, ma spero di tornare ai miei vecchi livelli e allora si vedrà».

Wout Van Aert, conferenza stampa prima della stagione ciclocross 2019, Kortrijk
In Belgio qualche polemica sul modo in cui si è preparato al ritorno nel cross
Wout Van Aert, conferenza stampa prima della stagione ciclocross 2019, Kortrijk
In Belgio polemiche sulla sua preparazione

Venti di guerra

In Belgio i giorni introduttivi al grande rendez-vous del X2O Badkamers Trofee sono trascorsi con una forte atmosfera polemica. Sul quotidiano Het Laatste Nieuws il due volte iridato Niels Albert (che ha diretto Van Aert ai tempi della Veranda’s Willems nel 2017) è stato molto severo con il suo vecchio pupillo.

«Uomini come Iserbyt, Aerts e Vanthourenhout – ha detto – sono impegnati nel ciclocross ogni giorno. Ho letto invece che Wout nel ritiro in Spagna non aveva neanche la bici da cross. E’ normale quindi che ci sia una differenza. Temo che così con il passare del tempo peggiorerà. Zdenek Stybar ad esempio tecnicamente era un maestro, ma dopo anni su strada, ora ha perso tutta la pratica».

Van Aert, pur non rispondendo direttamente, incassa il colpo: «Per il momento mi sono preparato poco per il ciclocross, ma i miei obiettivi sono in là nella stagione, al campionato nazionale e ai mondiali di fine gennaio. Le gare del periodo natalizio saranno decisive per crescere di condizione, saranno il miglior allenamento».

Wout Van Aert, caduta Fiandre 2020
Secondo Van Aert la caduta del Fiandre ha condizionato il suo rendimento nel finale
Wout Van Aert, caduta Fiandre 2020
La caduta del Fiandre potrebbe aver inciso sul risultato

Lavori specifici

In Spagna però Van Aert non ha dimenticato gli obiettivi immediati: «Certamente si lavora per la strada, ma non dimentico di lavorare sulla mia esplosività, perché qualcosa si perde durante la stagione da pro’. Non potendo fare esercizi sul campo, insieme ai lavori di resistenza necessari per il periodo ho inserito anche lavori diversi. Ad esempio ripetute di 60 o 90 secondi su strada. Sono sprint molto lunghi, che fanno davvero male… Ma so che me ne potrò giovare, perché nel ciclocross devi rilanciare dopo ogni curva, è un continuo alternarsi di sprint».

Effetto Covid

L’esito della grande sfida di oggi in apparenza non lo interessa più di tanto, o meglio più che VdP a dargli pensiero sono gli altri.

«La pandemia sta influendo tanto, ci sono poche gare, spesso una a settimana e questo significa che non avrò quei vantaggi derivanti da un’attività ridotta a dicembre rispetto agli avversari come avveniva in passato, saremo tutti allo stesso livello. Io comunque penso a me stesso e so che a gennaio sarà un Van Aert diverso, questo solo conta».

 

Sarà possibile seguire la sfida del X2O Badkamers Trofee su www.cyclingfans.com

Mathieu Van der Poel, ritiro, caduta De Panne 2020

Van der Poel: «Per me Van Aert sbaglia!»

12.12.2020
3 min
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Anversa, X2O Badkamers Trofee: Mathieu Van Der Poel e Wout Van Aert uno di fronte all’altro. La sfida che tutti stanno aspettando, neanche fosse il campionato mondiale dei pesi massimi di pugilato. Due mesi dopo quello sprint al Giro delle Fiandre che ha premiato l’olandese e non è andato giù al belga. Due mesi possono essere pochi, ma per Van der Poel sono stati un tempo infinito, nel quale molto è successo, innanzitutto la brutta caduta successiva, alla Driedaagse Brugge-De Panne (foto di apertura) che gli è costata una commozione cerebrale e due settimane di assoluto stop.

«Non mi sono ancora del tutto ripreso – ha dichiarato alla tivù olandese Ziggo Sports – perché poi ci siamo trovati nel mezzo di un nuovo lockdown, posso dire di aver riposato molto e aver messo anche su un po’ di peso eccessivo».

Mathieu Van der Poel, mondiali cross 2020
Van der Poel, campione del mondo ciclocross a Dubendorf 2020
Mathieu Van der Poel, mondiali cross 2020
Campione del mondo ciclocross a Dubendorf 2020

Niente da dimostrare

Ora è ancora un paio di chili in sovrappeso e l’olandese se li sente tutti addosso, ma non è solo questo l’effetto delle settimane di forzato riposo: «Mi sto approcciando alla stagione di ciclocross in maniera molto diversa rispetto al passato. Devo far attenzione a non esagerare. Mentalmente ogni volta che salgo in bici vorrei spaccare il mondo, ma devo farlo con gradualità. Poi devo ammettere che i miei interessi sono un po’ cambiati: nel ciclocross non devo più dimostrare nulla a nessuno…».

Mathieu Van der Poel, Wout Van Aert, Fiandre 2020
Il duello con Van Aert al Fiandre, uno dei tanti round della sfida
Mathieu Van der Poel, Wout Van Aert, Fiandre 2020
Il duello con Van Aert al Fiandre

Gregario? Mai…

Intanto c’è l’appuntamento di oggi e tutto il resto della stagione nel ciclocross prima di tornare alla strada, sempre con l’eterno rivale Van Aert di fronte.

«Wout è un corridore d’attacco – dice – è un vincente. Non capisco come possa avere corso l’ultimo Tour in quella maniera, mettendosi al servizio di Roglic. Io non so se ci riuscirei, ma finché non correrò anch’io il Tour il paragone non ha molto senso. La nostra generazione sta cambiando il ciclismo professionistico. Le gare sono più aperte e piene di attacchi, ma noi abbiamo sempre corso così».

Mathieu Van der Poel, vittoria Fiandre 2020
La sua vittoria per il belga è stata una mazzata tremenda
Mathieu Van der Poel, vittoria Fiandre 2020
La sua vittoria una vera mazzata per Van Aert

Ambizione Remco

Il campione olandese ne ha anche per l’altro grande talento belga, Remco Evenepoel.

«A volte esagera con le sue affermazioni – dice – ma è il suo modo di essere. Può sembrare arroganza, ma probabilmente è solo fiducia in se stesso. Alle dichiarazioni fa sempre seguire grandi imprese sui pedali. Anch’io dico che voglio essere il primo a vincere tre titoli mondiali in tre discipline e essere olimpionico nella Mtb, se non sono dichiarazioni ambiziose queste…».

Oggi si passerà dalle parole ai fatti: riuscirà l’olandese a contenersi, a lasciare l’iniziativa a chi è più allenato? Chi lo conosce dice di no, non è nella sua natura…

Telenet Superprestige Cyclocross 2020 - Cyclocross Boom - 06/12/2020 - Eli Iserbyt (BEL - Pauwels Sauzen - Bingoal)

Iserbyt alza la voce, Wout affonda, Vdp arriva…

07.12.2020
3 min
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Inutile girarci intorno: l’inizio di stagione nel ciclocross per Wout Van Aert non è andato come sperava. Dopo un’estate su strada quasi da dominatore, con classiche in carniere e un Tour sontuoso, il belga sperava che il poco riposo fosse quanto bastava per ritornare al primo amore da padrone.

Brusco risveglio

Ma Van Aert ha trovato un ambiente ben diverso e anche un po’ di sfortuna. Quella ad esempio materializzatasi a Boom, nella tappa del Superprestige. Wout era in fuga insieme ai suoi rivali, l’ex campione europeo Toon Aerts e la coppia della Pauwels-Sauzen Bingoal, con Eli Iserbyt e Michael Vanthourenhout che da fine ottobre non ne sbagliano una. Aerts era già caduto e poco dopo è toccato a lui. E per i due ragazzi terribili la strada era spianata. Alla fine l’ha spuntata Iserbyt, bravo a cogliere il momento propizio al settimo dei 9 giri in programma, finendo con 15” sul compagno-rivale, Aerts ha chiuso a 21”, Van Aert a 32”.

E adesso arriva Vdp

Certamente non un bel biglietto da visita per la prossima tappa, a Gavere nel prossimo weekend. Perché? Perché quel giorno dovrebbe tornare il grande nemico, il campione del mondo Mathieu Van der Poel, quello che gli ha strappato per centimetri il trionfo al Giro delle Fiandre, acuendo una rivalità già forte. Tutti aspettano il primo faccia a faccia sui prati, il belga voleva arrivarci con almeno una vittoria in carniere.

Pidcock rimonta

Intanto attenzione all’altro ragazzino terribile che si divide fra strada e ciclocross (e mettiamoci pure la Mtb…): Tom Pidcock sta crescendo, a Boom ha chiuso 9° a 2 minuti. Troppi? Per ora sì, ma i mondiali sono fra poco meno di due mesi…

Lucinda fa poker

Meno da dire fra le donne, dove ormai non c’è solo il dominio di una nazione (5 olandesi davanti a tutte), ma di una sola donna, Lucinda Brand, alla quarta vittoria consecutiva, che con la sua velocità di base sta diventando uno spauracchio anche per la Alvarado, per la quale il trionfo europeo sembra lontano un secolo fa…

Michael Vanthourenhout coppa del mondo Tabor 2020

Bramati: «Nel ciclocross non si inventa niente»

29.11.2020
3 min
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A Tabor tutti gli occhi, anche quelli di Luca Bramati, erano puntati sugli Elite. Soprattutto sul ritorno di Pidcock e Van Aert, due dei tre grandi che dai prati si sono proiettati verso la strada con risultati eccezionali. Il ritorno all’antico amore non è però semplice e anche il vincitore della Milano-Sanremo lo ha capito.

Coppa del mondo Tabor
Otto giri sul circuito di Tabor, freddo cade e tratti molli di fango insidioso
Coppa del mondo Tabor
Otto giri su un circuito duro e a tratti fangoso

L’occhio di Bramati

A bordo pista Luca Bramati, uno che di Coppa del mondo se ne intende (ha vinto l’edizione del 1996), ha tratto molte riflessioni interessanti, iniziando proprio dal campione belga.

«Van Aert – ci ha detto – si è visto subito che non aveva ritmo, ma ha fatto leva sul suo grande talento. Contro la coppia della Pauwels, Vanthourenhout-Iserbyt, non aveva abbastanza energie per controbattere gli attacchi. Iserbyt lo ha lasciato per ricongiungersi a Vanthourenhout e la vittoria se la sono giocata loro (con successo per quest’ultimo, foto in apertura, ndr). Il terzo posto vale, però Van Aert è così, ha bisogno di correre per raggiungere la giusta condizione, Van Der Poel è diverso…».

Eli Iserbyt Coppa del mondo Tabor, 2020
Eli Iserbyt ha onorato la maglia di campione europeo, ma è arrivato secondo
Eli Iserbyt Coppa del mondo Tabor, 2020
Eli Iserbyt un secondo posto che sa di conferma
In che senso?

Van Der Poel quando corre lo fa sempre per vincere. Si prepara a fondo, sono sicuro che lo sta già facendo, ma rientra solo se sente di potercela fare. Anche se magari poi anche lui avrà bisogno di qualche gara per raggiungere la forma migliore. Il ciclocross non s’inventa, neanche da parte di fuoriclasse assoluti.

Pidcock lo ha capito oggi…

E’ un bagno di umiltà che gli farà bene. Ha sofferto tanto, non è mai stato brillante. Ha viaggiato sempre lontano dalla lotta per le posizioni che contano. Si è fermato dopo la stagione su strada, ma non puoi pretendere d’inventarti niente. Non è questo il vero Pidcock, bisognerà attendere un po’…

Wout Van Aert, Coppa del mondo Tabor 2020
Wout Van Aert, bel debutto in Coppa: 3° ma condizione insufficiente per vincere
Wout Van Aert, Coppa del mondo Tabor 2020
Van Aert, buon debutto in Coppa: 3° posto
Dorigoni e gli altri azzurri?

Dorigoni sta crescendo, si vede, ma resta sempre lontano dai belgi. A me è piaciuto. Il 15° posto vale anche perché davanti sono praticamente tutti di quelle due Nazioni. Ma è piaciuto anche Gioele Bertolini, che è partito molto indietro e ha chiuso 23°. E’ ancora agli inizi, deve prendere il ritmo. Io sono convinto che il suo valore sia molto superiore e possa finire anche più avanti rispetto a Jakob, ma anche nel suo caso serve avere pazienza.

Quando potremo vedere azzurri in lotta con i grandi?

E’ un discorso lungo, la diarchia Belgio-Olanda non finirà tanto presto, ci sono almeno 6-7 corridori che fanno gara a sé. Si sta lavorando bene attualmente, ma la differenza fra il nostro mondo e il ciclocross che si fa lì è enorme, per questo voglio che Lucia gareggi soprattutto lì. Quella è l’università del ciclocross.