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Percorso De Gasperi

Alle radici dell’Europeo di Trento: torniamo al… 1955

07.09.2021
4 min
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L’imminenza dei Campionati Europei di Trento riporta agli onori della ribalta il Trofeo De Gasperi. Il legame fra le due gare è piuttosto stretto anche se sottile e riguarda il percorso di gara: il circuito nel centro città trentino coinvolge gran parte delle strade che dal 1955 sono teatro di una delle prove più famose del calendario Under 23, che si svolge tradizionalmente in coincidenza della festa della Repubblica del 2 giugno (quest’anno a trionfare è stato Lucca su Verza).

Può sembrare strano parlare di una classica ciclistica intitolata al grande statista, ma a parte il fatto che quello che è uno dei padri della Costituzione era un profondo appassionato delle due ruote e delle sfide fra Coppi e Bartali, non va dimenticato che De Gasperi era proprio di quelle parti e la città ha voluto rendergli omaggio annuale attraverso la gara ciclistica. Andrea Furlani è sicuramente troppo giovane per avere vissuto l’inizio della storia, risalente al 1955, ma ha studiato come si deve…

Il podio del De Gasperi 2021, con Lucca al centro fra Verza e il tedesco Knolle
Il podio del De Gasperi 2021, con Lucca al centro fra Verza e il tedesco Knolle

«Una gara che vanta 66 edizioni è qualcosa di unico nel panorama nazionale – afferma il dirigente trentino – ed è nata per rendere omaggio al valore morale di un personaggio storico per queste terre, non solo il Trentino, infatti la gara cambia ogni anno itinerario alternando l’arrivo di Pergine Valsugana (TN) a quello di Bassano del Grappa (VI) che la stagione successiva si scambiano partenza e arrivo. Infatti sono due le società che l’organizzano, l’Us Aurora e l’Angarano Team».

Perché un legame così stretto con gli Europei?

Più che l’ultima edizione bisogna guardare a quella del 2016, con l’arrivo davanti al Muse, quella si correva su gran parte del tracciato dei prossimi Europei. Gli stessi Colbrelli e Trentin hanno corso e vinto il De Gasperi su un tracciato molto simile, per loro sarà davvero come correre in casa.

Trentin De Gasperi 2011
Strade di casa per Matteo Trentin, quelle del De Gasperi e dell’Europeo: qui la sua vittoria del 2011
Trentin De Gasperi 2011
Strade di casa per Matteo Trentin, quelle del De Gasperi e dell’Europeo: qui la sua vittoria del 2011
Quelle strade voi le conoscete bene, dal punto di vista della sicurezza come sono?

E’ un circuito che si gestisce con grande facilità, comprende strade larghe, non propone strettoie e men che meno curve a gomito, insomma è agevole da questo punto di vista, per corridori e organizzatori. Poi è chiaro che al giorno d’oggi nulla può essere sottovalutato e bisogna curare ogni minimo dettaglio, ma con una zona così ampia e pianeggiante non ci saranno problemi. E’ un circuito che va interpretato, anche perché prevede passaggi su acciottolato, per emergere bisogna davvero fare tutto per bene.

Torniamo un attimo al Trofeo De Gasperi: di che numeri parliamo?

Solitamente la gara raggiunge il suo tetto massimo di partecipazione, che è di 176 corridori, con 8 team internazionali che sono una piccola parte degli inviti che mandiamo. Basti pensare che al trofeo, negli ultimi anni, hanno preso parte formazioni di Sud Africa, Kazakistan e Paraguay oltre a quasi tutti i Paesi europei.

De Gasperi settanta
Un’immagine della storia antica del Trofeo De Gasperi, sempre popolato da molti team stranieri
De Gasperi settanta
Un’immagine della storia antica del Trofeo De Gasperi, sempre popolato da molti team stranieri
Oltretutto parliamo di una corsa che, a differenza di molte altre del calendario Under 23, non ammette la presenza di squadre World Tour…

Infatti, è una prerogativa di questa competizione che può dare maggiore spazio veramente ai migliori prospetti, a quelli che hanno ancora tanta strada davanti per affermarsi. Per noi è un grande onore sapere che un pezzettino della nostra storia sia servito per portare a Trento i Campionati Europei ed è chiaro che la gara degli Under 23 la seguiremo con un’attenzione e un calore particolare.

Guazzini: va bene tutto, ma la gamba serve a Tokyo

04.06.2021
4 min
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Inutile dire che sugli europei in pista puntassero tutte molto. Le ragazze italiane in odore di quartetto olimpico avrebbero avuto l’occasione per provare la gamba e i meccanismi di gara, riprendere confidenza con il clima della competizione e guardare in faccia le rivali da troppo tempo fuori dai radar. Tolti gli europei di Plovdiv 2020, corsi senza troppe Nazioni partecipanti, l’ultimo vero confronto internazionale restano i mondiali di Berlino della scorsa primavera. Se la Bielorussia non avesse dimenticato la democrazia, mettendosi a dirottare aerei per sequestrare un giornalista scomodo al regime di Lukashenko, gli europei si sarebbero svolti regolarmente a Minsk.

«Noi per un po’ si è sperato che li collocassero nelle stesse date ma da un’altra parte – dice la toscana Vittoria Guazzini, in apertura mentre coglie il quarto posto alla Dwars door Vlaanderen – invece martedì mentre eravamo nell’ultimo giorno di ritiro a Livigno, Salvoldi ci ha comunicato che li faremo a ottobre. E’ stato veramente brutto. Non sarebbero stati un obiettivo, ma un passaggio per capire. Allenarsi non è come correre, ma Dino ci conosce e valutando le nostre prestazioni in pista, saprà scegliere lo stesso».

Vittoria Guazzini, Martina Alzini, Chiara Consonni: tre pedine importanti per il quartetto, ma la rosa è ben più ampia
Vittoria Guazzini, Martina Alzini, Chiara Consonni: tre pedine importanti per il quartetto, ma la rosa è ben più ampia

Priorità alla pista

Si andrà dritti all’esame di laurea senza averne sostenuti altri in avvicinamento. Le Olimpiadi senza gare. Si disse in tempi non sospetti: per tante discipline, il ciclismo fra queste, sarà l’edizione più folle di sempre.

«Si va alla cieca – ride con il solito tono scanzonato – e del resto nemmeno sapevamo se agli europei sarebbero venuti tutti. Il primo quartetto sarà quello delle Olimpiadi, per cui a giugno passeremo tanti giorni in pista, correndo nei weekend per velocizzare. Io sto bene, lavori in corso. In altura abbiamo fatto tanti lunghi e palestra. Nella prima parte di stagione ho corso tanto in Belgio, ma adesso la priorità è la pista. Per cui ad esempio non farò il Giro d’Italia».

Nel tempo libero suona la chitarra: l’acustica e l’elettrica (foto Instagram)
Nel tempo libero suona la chitarra: l’acustica e l’elettrica (foto Instagram)

Sana competizione

La gara avrebbe se non altro permesso a ciascuna di trovare la sua collocazione, farsi una ragione davanti alle prestazioni delle altre: la selezione in allenamento ha il sapore del trial e non sempre si riesce a vivere in modo sereno.

«In questo ritiro siamo state bene – dice Vittoria che è burlona ma anche tosta – ognuna sa che può essere selezionata e si è creato un clima di sana competizione. Ciascuna di noi ha pianificato con il proprio allenatore un cammino verso Tokyo e di certo il picco di forma andrà raggiunto là. Essere con la gamba al top a giugno in Italia non lo vedo troppo saggio».

Agli ultimi europei di Plovdiv, ha vinto la madison in coppia con Elisa Balsamo
Agli ultimi europei di Plovdiv, ha vinto la madison in coppia con Elisa Balsamo

Tricolori in Puglia

Intanto le ragazze della Valcar, la squadra di Vittoria Guazzini, si sono vaccinate e stanno viaggiando verso il Belgio a correre domani la Dwars door het Hageland e il giorno dopo la Dwars door de Westhoek.

«Del gruppo pista – dice – ci saremo Balsamo, Consonni e io. Ma troveremo anche Ilaria Sanguineti e Silvia Persico che pochi giorni fa ha vinto la Euganissima Flanders e dovrebbe avere una gran gamba. Noi tre andremo per fare i nostri lavori, ma la squadra si farà vedere di sicuro. E poi a fine giugno sarò ai campionati italiani in Puglia. Insomma, c’è parecchio da fare…».

De Gasperi a Lucca e Simoni applaude Rebellin

03.06.2021
4 min
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«Bravo Riccardo Lucca – scrive Gilberto Simoni su Facebook – spero che questo Trofeo De Gasperi porti fortuna come l’ha portata a me!! E bravo anche Davide Rebellin, mio coscritto, che 29 anni fa mi ha fregato la doppietta a Bassano e oggi è ancora in corsa con la stessa determinazione di allora! Difficile giudicare, certamente se i ragazzi in gruppo vogliono imparare qualcosa da qualcuno… be’ quel qualcuno è proprio lui!!».

Simoni su Facebook

Il De Gasperi (dedicato ad Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana, per 8 volte Presidente del Consiglio, nato a Pieve Tesino e morto nel 1954 a Borgo Valsugana), si corre dal 1955 fra Bassano del Grappa e il Trentino, un anno in un verso e un anno nell’altro lungo la strada della Valsugana. Una volta si arrivava o si partiva da Trento, poi ci si è spostati a Borgo, questa volta a Pergine. Simoni lo vinse nel 1991, con l’arrivo a Trento, mentre l’anno dopo fu terzo dietro Davide Rebellin. Sono passati trent’anni. E mentre Gilberto, vinti due Giri d’Italia e varie altre corse, si è ritirato a Palù di Giovo dove si diverte a fare il muratore, Rebellin è ancora in gruppo e ha chiuso la corsa nel gruppo principale. Trentesimo, in mezzo a ragazzi che hanno la metà dei suoi anni.

Gilberto Simoni con il vincitore Riccardo Lucca, anche lui trentino
Gilberto Simoni con il vincitore Riccardo Lucca, anche lui trentino

Anche Rebellin su Facebook

Davide, ugualmente su Facebook, aveva dedicato alla corsa un post alla vigilia, pubblicando anche la foto del podio che lo vedeva davanti a Mirko Gualdi e Gilberto Simoni.

«Son passati quasi 30 anni dalla mia vittoria al Teofeo Alcide Degasperi (1992) – aveva scritto – e con il solito entusiasmo di correre ci sarò anche domani».

Per i corridori trentini, vincere il De Gasperi è motivo di vanto. Come accade per la Coppa d’Oro quando sono allievi, il Trofeo è la corsa per la quale hanno iniziato a correre. Il primo fu Zampredi, che vinse la seconda edizione nel 1956, poi fu la volta di Enzo Moser nel 1961 e venendo a tempi più recenti, dopo il Simoni del 1991, nel 2011 fu la volta di Matteo Trentin, che precedette Moreno Moser. Giusto dieci anni dopo, ecco un altro trentino: Riccardo Lucca.

Questa la foto postata da Davide Rebellin, riferita al De Gasperi del 1992
Questa la foto postata da Davide Rebellin, riferita al De Gasperi del 1992

La salita di Tenna

Il corridore della General Store, nato e cresciuto a Rovereto, aveva già vinto il Memorial Mantovani battendo il compagno Rocchetta, mentre stavolta alle sue spalle è finito Verza in maglia Zalf.

«Sono soddisfattissimo – ha commentato Lucca – il Trofeo De Gasperi è una corsa importante e, soprattutto, è la corsa di casa. Sapevo che in tanti avrebbero fatto il tifo per me e questo mi ha dato una motivazione in più per fare bene. La salita di Tenna, poi, mi è sempre piaciuta. Diciamo che ce l’ho nel cuore. Faceva parte del percorso di una corsa per allievi che avevo affrontato da ragazzino e ritrovarla in una corsa internazionale è stato emozionante».

Venti in fuga

La corsa ha avuto subito la svolta grazie a una fuga di venti corridori. Poi un po’ la fatica e un po’ il caldo, nell’ultimo dei quattro giri finali il gruppo ha iniziato a farsi sotto. E a quel punto, proprio sull’ultima salita di Tenna, Lucca ha cambiato passo, piazzando l’affondo che gli ha permesso di arrivare davanti al gruppetto che si è giocato il resto del podio.

«Quella corsa di allievi – continua a ricordare – era organizzata da Silvano Dusevich, che era anche il presidente della mia squadra. Purtroppo Silvano se ne è andato nel 2019 per cui un pensiero va sicuramente a lui. Avevamo un rapporto bellissimo e prima di partire ho pensato che sarebbe stato bello potergli dedicare qualcosa. Adesso mi dedicherò a un periodo di allenamento in altura per prepararmi alle prossime corse. Il Giro del Piave, l’Adriatica Ionica Race con i professionisti, il campionato Italiano e il Giro del Veneto, dove spero di fare altrettanto bene».

Sul podio di Pergine, oltre a Lucca, ecco Verza e il tedesco Knolle
Sul podio di Pergine, oltre a Lucca, ecco Verza e il tedesco Knolle

Billy sull’ammiraglia

Fra le curiosità di questo insolito viaggio nel tempo c’è che sull’ammiraglia della General Store viaggiava anche Billy Ceresoli, che di Rebellin fu il direttore sportivo in tutto il suo cammino fra gli allora dilettanti. Da oggi la General Store è impegnata nel Giro d’Italia U24. Lucca, che è del 1997 ed è fuori dall’età prevista, seguirà il cammino di cui ha raccontato.