Canyon presenta due nuovissimi modelli di Ultimate Limited Edition. Ciascuno disponibile in una serie limitata di sole 50 biciclette, che riuniscono le classiche prestazioni su strada della Ultimate CF SLX . Una rappresentazione in carbonio del famoso DNA del design di Canyon, verniciatura e finiture uniche applicate a mano in Germania. Il tutto in due allestimenti speciali per il ciclismo su strada che combinano velocità e stile.
Prestazioni elevate e un’estetica audace ed esclusivaPrestazioni elevate e un’estetica audace ed esclusiva
Tributo al successo
La Canyon Ultimate CF SLX ha un palmares ineguagliabile. Si tratta di una lunga storia di successo guidata da un’esperienza di livello mondiale. Con il suo famoso rapporto rigidità/peso, la Ultimate ha rappresentato la punta di diamante dell’ingegneria all’avanguardia di Canyon. Questo concetto infatti viene tutt’ora riconfermato da quattro generazioni dalla sua prima presentazione sul mercato.
Estetica accattivante grazie al carbonio grezzo e la struttura del telaio di alta gamma In combinazione con una speciale verniciatura perlata. Il segreto della pigmentazione sta nella sua struttura: le sue piastrine di ossido di alluminio hanno superfici perfettamente piatte e sono rivestite di ossidi metallici altamente rifrangenti.
La finitura brilla alla luce che fa risaltare le linee e la colorazioneLa finitura brilla alla luce che fa risaltare le linee e la colorazione
Prestazioni assicurate
Manifesto di un’estetica audace, i modelli Ultimate CF SLX LTD sono paragonabili ad opere d’arte. Prestazioni garantite dalle dinamiche di guida ai vertici della categoria favorite dalla collaudata geometria Sport Pro di Canyon.
I modelli di Ultimate CF SLX LTD combinano la comprovata performance con una dose estrosa di stile. Le due bici sono allestite sul telaio di alta gamma e dotate di un set di componenti premium.CambioSRAM Force eTap AXS a 12 velocità wireless, con misuratore di potenza incluso. Cockpit in carbonioCanyon CP30 leggero e rigido. Ruote in carbonioDT Swiss ARC 1400 Dicut ad altro profilo da 50 mm, che completano l’ottica generale dell’edizione limitata. Pneumatici Continental GP 5000 per fornire prestazioni al top con un peso contenuto
Ogni bici Ultimate CF SLX LTD è disponibile in una serie limitata di soli 50 esemplari da martedì 22 marzo 2022, esclusivamente su canyon.com al prezzo di 6.199 euro.
Sram prosegue spedita nel suo percorso di acquisizioni aziendali, aggiungendo al proprio “pool” di brand il produttore americano (e la sede è nel New England) di abbigliamento per il ciclismo Velocio. Un marchio relativamente giovane se si pensa che è stato fondato appena nel 2013.
Ecco la locandina che annuncia l’acquisizione di Velocio da parte di Sram Ecco la locandina che annuncia l’acquisizione di Velocio da parte di Sram
Anche l’abbigliamento
Il focus aziendale di questa giovane realtà è sempre stato quello della produzione e della commercializzazione di abbigliamento per ciclismo. Sin dalla sua costituzione, Velocio ha registrato una vera e propria crescita vertiginosa sul mercato. Il fatturato aziendale è aumentato in modo significativo anno dopo anno, grazie al lancio di prodotti riconosciuti e ben considerati da moltissimi appassionati.
Non a caso, tra i principi che animano l’attività di Velocio troviamo una spiccata attenzione al design ed una altissima responsabilità ambientale, unita allo sviluppo di una cultura inclusiva attorno al mondo del ciclismo. Un’esempio concreto di quanto appena affermato è rappresentato dal progetto Unity che ogni anno mette sotto i riflettori alcune importantissime questioni sociali ed ambientali. Un progetto volto a influenzare ed accelerare un cambiamento positivo sull’annosa ed ancora poco risolta tematica ambientale mondiale.
I capi di Velocio uniscono innovazione e design I capi di Velocio uniscono innovazione e design
Innovazione e design
«I pilastri su cui poggia il credo e l’attività di Velocio – ha dichiarato Clint Weber, il Vice Presidente Sram per quanto riguarda il nuovo business – hanno sempre positivamente impattato con i clienti del brand. Al tempo stesso anche con Sram… Nonostante si tratti di un marchio relativamente piccolo all’interno della comunità ciclistica, l’attenzione e la considerazione guadagnata in così poco tempo ne testimonia la concretezza, la fiducia e la potenzialità per quanto attiene il possibile sviluppo futuro. Soprattutto considerando tematiche quali l’innovazione e il design».
Vale la pena ricordare che Sram è stata fondata a Chicago nel 1987. Un marchio che nel corso dei propri trentacinque anni di storia ha saputo focalizzare l’attività sul tema dell’innovazione e dello sviluppo del prodotto. Questo per tutte le discipline ciclistiche, dal corsa fino alla Mtb. Vi ricordate ad esempio i mitici comandi al manubrio Grip Shift? Sram “conta” oggi oltre 4000 dipendenti ed uffici di produzione sparsi in ben 16 paesi nel mondo, e l’acquisizione di Velocio va ad aggiungersi a quelle già effettuate di brand del calibro di RockShox, Truvativ, Zipp, Quarq, Time e Hammerhead.
A decorrere dallo scorso 1 settembre, la commerciale reggiana Beltrami TSA è la nuova realtà distributrice sul mercato italiano dei pedali Time. La gamma 2022 sarà disponibile a fine anno, ad inizio dicembre per la precisione. Le tacchette invece lo saranno a breve, ovvero dalla fine del corrente mese di settembre.
I pedali Time che produrrà SramI pedali Time che produrrà Sram
Ai piedi dei campioni
Time torna dunque sul mercato, affidandosi ad una commerciale con moltissima esperienza nel settore, dei prodotti assolutamente iconici. Per dirne una, erano Time i pedali con i quali Marco Pantani centrò la doppietta Giro d’Italia e Tour de France nel 1998…
Fondata a Nevers, in Francia, nel 1987, il sistema di pedali automatici Time ha ridefinito molti standard. Soluzioni a beneficio dei ciclisti di tutto il mondo, migliorando ad esempio l’oscillazione laterale e angolare del pedale e perfezionando il loro equilibrio tra prestazioni e comfort. Time è poi nel tempo arrivata ad aggiungere modelli di pedali per la Mtb (correva l’anno 1993), mentre tra i campioni delle diverse discipline che hanno vinto con Time – oltre al citato quanto indimenticato Marco Pantani – figurano altri grandissimi atleti del calibro di Julien Absalon, Greg LeMond, Tom Boonen, Anna van der Breggen e Miguel Indurain.
I pedali Time Xpro 15I pedali Time Xpro 15
L’Xpro 15, al top…
La massima espressione tecnologica Time applicata ai pedali oggi si chiama XPro 15. Questo è il modello top di gamma caratterizzato dal corpo in carbonio e dal nuovo disegno. Un disegno con il quale si ottiene una struttura più resistente ed ottimizzare il trasferimento della potenza dal ciclista alla strada. Lo stesso trasferimento della potenza, e la stabilità, è migliorato anche dalla superficie di appoggio più larga. Questa è di 725 millimetri quadrati contro la già ampia superficie di contatto del modello Xpresso (700 mm2). Il sistema ICLIC è stato progettato per permettere un ingaggio ed un comfort migliore, senza trascurare l’utilizzo su questi pedali dei cuscinetti CeramicSpeed a bassissimo attrito, oltre al superleggero asse cavo in titanio dell’Xpresso 15 (il peso è di appena 87,3 grammi per pedale…). La lama in carbonio è regolabile su tre posizioni per ottimizzare la tensione di ingaggio. Lo spessore è basso, in modo da posizionare la suola della calzatura più vicina possibile al centro del pedale.
L’officina dell’Experience Center Beltrami TSA a Reggio EmiliaL’officina dell’Experience Center Beltrami TSA a Reggio Emilia
La famiglia è quella di Sram
Quest’anno, Sram ha ufficializzato il definitivo completamento dell’acquisizione dal Gruppo Rossignol. Gruppo di cui fa parte Time, inserendo quest’ultimo brand nel “pool” di marchi di proprietà alla pari di Zipp, Rock Shox, Truvativ, Avid e Quarq.
E per avviare al meglio il completo rilancio di Time, Sram ha recentemente inaugurato in Portogallo, nella città di Coimbra, una nuova ed importante struttura dislocata sopra un’area di circa 2.000 mila metri quadri. Una struttura pronta per poter essere rapidamente ampliata ad oltre 3.500 con l’obiettivo dichiarato di puntare ad una produzione di 200.000 paia di pedali all’anno.
Guerciotti, azienda milanese da quasi 50 anni nel mondo del ciclismo, coglie al volo i cambiamenti imposti dalle nuove tendenze e lancia due nuovi modelli: Escape, per il gravel e Eclipse S per la strada. Abbiamo visto queste bici brillare sotto il sole di Rimini all’Italian Bike Festival, preso d’assalto nella sua prima giornata di questa edizione 2021.
L’Eclipse è un monoscocca in carbonio. Può essere equipaggiato con i gruppi top di gamma di Sram, Shimano e CampagnoloIl telaio della Eclipse è un monoscocca in carbonio. Può essere equipaggiato con i gruppi top di gamma di Sram, Shimano e Campagnolo
Peso piuma Eclipse
Il modello Eclipse S è lo sviluppo del vecchio telaio già utilizzato dalla Caja Rural in questa stagione. È stata resa più leggera e scattante per essere ancora più performante su tutti i tipi di terreno. Il peso del telaio scende sotto i 900 grammi, 890 per la precisione. E’ realizzato in carbonio monoscocca, con possibilità di dotazione di tutti i gruppi top di gamma di Sram, Shimano e Campagnolo.
Passaggio dei cavi totalmente integrato per rendere la nuova Eclipse S ancora più aerodinamica e pulita nel suo design. Il carro posteriore è studiato dal reparto G-Lab e rende la bici scattante e rigida, viene aumentato il grip al terreno senza però inficiare sul comfort.
Il manubrio della Escape è integrato ed è studiato per le esigenze del gravelIl manubrio della Escape è integrato ed è studiato per le esigenze del gravel
Escape, l’evasione sullo sterrato
Escape è, invece, la nuova arrivata per il mondo gravel con delle novità molto interessanti. Il telaio è lo stesso della versione ciclocross, ma con geometrie sviluppate per essere performante nel mondo delle strade bianche. Il marchio milanese ha pensato ad una bici duttile per poterla utilizzare anche su strada, il telaio infatti, ha una risposta pronta sul rilancio della pedalata. Il manubrio è integrato QTC è studiato per il mondo gravel.
La Escape è in dotazione con due gruppi in versione monocorona e due con la doppia corona. Per il monocorona è disponibile in versione: Sram Force Axs con corone da 48 e 33, e Shimano Grx 812 con corone da 46 e 30.
Invece, le due possibilità di scelta tra la versione mono corona sono: Campagnolo Ekar con corona da 42 e Sram Rival Explorer sempre con corona da 42.
Era il 18 febbraio di quest’anno quando Sram ha ufficializzato il completamento dell’acquisizione dal Gruppo Rossignol di Time, lo storico marchio francese riconosciuto produttore di pedali. E oggi un primo grande passo verso il rilancio di questo iconico brand – adesso inserito nel “pool” Sram con Zipp, Rock Shox, Truvativ, Avid e Quarq – viene compiuto.
I pedali Time da sempre segno di qualità: nelle prestazioni e nell’affidabilitàI pedali Time da sempre segno di qualità: nelle prestazioni e nell’affidabilità
200.000 pedali all’anno
Di cosa parliamo? Parliamo del recentissimo avviamento da parte di Sram di una nuova ed importante struttura. Questa si trova nella città di Coimbra in Portogallo, sarà dislocata su un’area di circa 2.000 metri quadri ed è già pronta per poter essere ampliata a oltre 3.500. Attualmente la fabbrica ha creato sei nuovi posti di lavoro, ma il piano industriale prevede l’ulteriore inserimento di altri 18/20 lavoratori entro il prossimo novembre. Questo insediamento inoltre sarà capace di produrre anche mozzi e ruote complete.
«La recente acquisizione di Time – ha dichiarato Isabel Gomes, la direttrice di Sram in Portogallo – permetterà al nostro gruppo di continuare a diversificare la linea di prodotti. Questa volta entrando nella specifica produzione di pedali e contribuendo di conseguenza allo sviluppo dell’industria legata al settore della bicicletta in Portogallo. Il nostro obiettivo qui a Coimbra sarà quello di arrivare a produrre 200.000 paia di pedali all’anno».
I pedali con cui Anna Van der Breggen ha conquistato il Giro d’Italia DonneAnna Van der Breggen, testimonial Time, ha vinto il Giro Donne di quest’anno
Una squadra di campioni
Fondato a Nevers, in Francia, nel 1987, il sistema di pedali automatici Time ha ridefinito molti standard a beneficio dei ciclisti di tutto il mondo, migliorando ad esempio l’oscillazione laterale e angolare del pedale e perfezionando il loro equilibrio tra prestazioni e comfort. Time è poi nel tempo arrivata ad aggiungere modelli di pedali per la Mtb (anno 1993), mentre tra i campioni delle diverse discipline che hanno vinto con Time figurano atleti del calibro di Julien Absalon, Greg LeMond, Tom Boonen, Anna van der Breggen,Marco Pantani e Miguel Indurain.
Il Gruppo Sram ha storicamente ampliato le proprie piattaforme di prodotto anche – e soprattutto – attraverso acquisizioni strategiche, come nei citati casi di RockShox, Avid, Zipp, Truvativ e Quarq.
Lanciato il settore, dai primi passi pionieristici, si passa ad uno step successivo decisamente più tecnico e strutturato. Ed è quello che sta succedendo al mondo del gravel. E sta accadendo sia per quel che riguarda i suoi eventi, più numerosi e ben organizzati, sia da un punto di vista tecnico. E la collezione XPLR di Sram (Sram, Rock Shox e Zipp) ne è la prova.
La Canyon Grizl con molti elementi della collezione XPLRLa Canyon Grizl con molti elementi della collezione XPLR
L’esempio della Canyon Grizl
E la gravel bike del brand tedesco è un ottimo esempio per studiare questo step del settore gravel. Una vera finestra sul futuro. Giusto pochissimi giorni fa Sram, che è stato un antesignano del “offroad veloce”, ha lanciato dei nuovi componenti e il nuovo gruppo, l’XPLR. Questa è stata l’occasione per Canyon, ma anche altri marchi (vedi 3T) di mostrare le loro bici.
La Grizl è un concentrato di tecnologia d’avanguardia. Il meglio delle concezioni stradistiche con quelle della Mtb: la sintesi che ne deriva è una gravel bike che rappresenta lo stato dell’arte attuale: velocità, leggerezza, comfort, manutenzione ridotta all’osso e grande piacere di guida.
Il pezzo forte è senza dubbio la forcella: la Rock Shox Rudy che con la sua escursione di 30 millimetri amplia notevolmente il range di utilizzo di questa bici. In pratica si può accedere a percorsi prima impensabili. Non a caso Canyon la inserisce nella sua sezione “gravel tosto”… Il reggisella a doppio stelo assicura il 15% di flessibilità in più. Senza contare la qualità del carbonio utilizzata.
Il peso del telaio è di soli 950 grammi e le sue geometrie aiutano moltissimo a combattere le vibrazioni, specie quelle verticali, come la “spezzata” dei foderi bassi del carro.
Con i nuovi componenti si possono percorrere tracciati più tecniciCon i nuovi componenti si possono percorrere tracciati più tecnici
Da Sram un nuova visione
Ma per capire l’evoluzione del settore gravel, lasciamo il singolo modello e studiamo meglio i prodotti proposti da Sram, che tracciano la via. Non si può non partire dalla forcella, la Rudy, come accennato.
Una forcella ammortizzata su una bici che di fatto è un telaio “da strada” è una svolta mica da poco. Questo significa che c’è un cambio di approccio significativo. Una gravel bike ammortizzata, impone delle riflessioni anche sulle Mtb: ha ancora senso usare una front con escursione da 80-100 millimetri? E questa considerazione vale ancora di più in Italia dove spesso persino nelle granfondo di Mtb i tracciati sono delle strade bianche o poco più. Va da sé che si potrebbe affrontarli con una gravel ammortizzata e magari anche dotata di reggisella telescopico. Ma al tempo stesso filare via meglio nei tratti di asfalto.
La forcella Rock Shox Rudy
Il reggisella telescopico Reverb per gravel bike
La forcella Rock Shox Rudy
Il reggisella telescopico Reverb per gravel bike
Forcella e reggisella in stile Mtb
La forcella Rudy ha un’escursione di 30 millimetri (estendibile anche a 40). Ha un alloggio per un eventuale parafango al suo interno, così di limitare lo sporco in faccia. E sempre a proposito di sporco, la sua larghezza consente di montare coperture fino a 50 millimetri così che anche in caso di fango estremo sia sempre assicurato un ottimo scarico. La forcella sfrutta l’idraulica Charger Race Day (leggerissima) e la molla ad aria Solo Air. Leggeri anche gli steli in alluminio “targati” Kashima.
Questa tipologia di forcella, abbinata al reggisella telescopico, può davvero cambiare i connotati di una gravel. “Togliere di mezzo” la sella significa avere più spazio per una guida anche estrema (o agevolare coloro che hanno più difficoltà sul tecnico).
Questo reggisella è il Reverb AXS XPLR, con meccanica ad aria. Il suo diametro è di 27,2 millimetri e già questo è sufficiente ad avere un certo comfort. Due i travel disponibili: 50 e 75 millimetri. Il suo comando è elettronico, facile ed intuitivo, ed è alimentato dalla batteria del cambio.
La nuova cassetta Sram a 12 velocità, 10-44
Il gioiello di casa Sram, il cambio Force eTap Asx
La guarnitura Force con spider in carbonio
Il gioiello di casa Sram, il cambio Force eTap Asx
La guarnitura Force con spider in carbonio
Una tecnologia, tre modelli
E a proposito di cambio. La collezione XPLR passa anche per i nuovi componenti della trasmissione. Sono stati rivisti i comandi elettronici, la guarnitura e i rapporti di tutti e tre i gruppi: dal più pregiato RED, passando per il Force e fino al Rival…
Un balzo in avanti è dato soprattutto dalle nuove cassette posteriori a partire dal 10-44 XPLR. Le pulegge over size e la tecnologia X-Sync sfruttano al meglio i rapporti della cassetta il cui range è del 440%. In più la catena lavora in modo più fluido e anche in caso di sporco “fatica” di meno. Il disegno dei denti (e il conseguente ingaggio della catena nella cambiata) è stato pensato per il cambio elettronico. Insomma tutto è in armonia. E’ stato fatto un lavoro sui dettagli.
E lo stesso discorso vale per le guarniture: più leggere, con pedivelle più rigide in carbonio (in alluminio solo per il Rival) e disponibili da 38, 40, 42, 44 e 46 denti. E a proposito di pedivelle, si hanno a disposizione molte lunghezze: si va da 165 a 177,5 millimetri, con scarti di 2,5 millimetri.
Le ruote Zipp 101 XPLR
La curva manubrio Zipp Sl 70 XPLR prevede un reach di 70 millimetri e un drop di 115
Per la copertura tubeless ready G40 XPLR una spalla rinforzata antiforatura
Le ruote Zipp 101 XPLR
La curva manubrio Zipp Sl 70 XPLR prevede un reach di 70 millimetri e un drop di 115
Le coperture da 40 millimetri di Zipp
Componenti Zipp al vertice
Completano la collezione XPLR anche ruote, manubri e gomme. Stavolta il brand di riferimento della famiglia Sram è Zipp.
Senza dubbio le ruote 101 XPLR la fanno da padrona. Si tratta del primo set completo appositamente creato dal brand americano per il gravel. La filosofia costruttiva? Far divertire il ciclista: quindi massimo comfort, tenuta e robustezza. Sono disponibili sia per la misura da 27,5” (segno che sono state sfruttate le enormi conoscenze di Sram nella Mtb) che da 29”. Il canale interno è da 27 millimetri, quello esterno da 35, il profilo appena di 15 millimetri. Il tutto a fronte di un peso sbalorditivo per essere così “toste”: 1.665 grammi (1.590 nella versione da 27,5”). Ma la vera particolarità di questo cerchio è che grazie a particolari niplles il cerchio stesso può “ruotare trasversalmente” seguendo le asperità del terreno e agevolando il lavoro della gomma.
Il nuovo gruppo Sram Rival eTap Axs è stato progettato seguendo la più innovativa tecnologia wireless. Ogni modifica apportata rispetto al modello precedente serve a rendere più fluido possibile il cambio di rapporto. Rapido e determinato, lo scatto della trasmissione accompagna il colpo di pedale in perfetta sintonia con la spinta, senza provocare sgradevoli salti di catena. Per approfondire il discorso e capire quanto ci sia da sapere del nuovo gruppo Sram, abbiamo sentito Stefano Faustini, Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Amg Srl, distributore per l’Italia del marchio americano.
Le leve del nuovo gruppo Sram Rival sono in alluminioLeve del nuovo gruppo Sram Rival sono in alluminio
Quali sono i vantaggi che si traggono dall’utilizzo dello Sram Rival eTap Axs?
La trasmissione è molto semplice, per cominciare. Inoltre un gruppo senza fili, secondo il mio punto di vista, agevola la manutenzione. Un altro particolare interessante potrebbe essere il pulsante della leva, ha una superficie di appoggio abbastanza larga, sicuramente non ci si può sbagliare nel cambiare rapporto.
Abbiamo letto anche di un’applicazione per gli smartphone, a cosa serve?
Le principali funzioni dell’applicazione Sram Axs offrono la possibilità di personalizzare i comandi, ma non è tutto, ci sono ancora altri vantaggi.
Ad esempio?
Uno dei vantaggi dell’applicazione Sram Axs è che tutte le funzioni sono raggiungibili tramite l’applicazione. Inoltre si possono attivare i sistemi di cambiata avanzata: il sequenziale e il recovery. La differenza tra questi due è semplice. Il recovery, consigliato per gli agonisti, permette di gestire meglio e più rapidamente anche passaggi multipli da un pignone all’altro. Il sequenziale rispetta il funzionamento tradizionale. Queste funzioni si attivano tramite l’applicazione. Una volta attivate, le puoi anche disattivare tramite i pulsantini interni alla leva.
I freni a disco del nuovo Sram Rival eTap AxsI freni a disco del nuovo Sram Rival eTap Axs
C’è qualche informazione in più che si può vedere nei file dell’allenamento tramite l’app Sram Axs?
Assolutamente sì, è possibile vedere tutte le volte che si è cambiato rapporto. Ma non è finita qui, si potranno vedere anche i watt espressi in un determinato segmento con quel rapporto.
Ci sono delle accortezze da prendere per la manutenzione e la pulizia del gruppo?
I prodotti Sram sono omologati e resistono alla pressione di un’atmosfera per un ora, è uno standard internazionale. Da evitare assolutamente è l’idropulitrice. Il suo getto d’acqua è troppo potente. Io consiglio i prodotti semplici, uno spray sgrassatore e un pennello, sono ben graditi.
Quali regolazioni
Come avviene la regolazione del deragliatore e del cambio?
Vengono regolati entrambi in fase di montaggio, dopodiché non ci sarà molto da metterci mano. In linea di massima il deragliatore se montato correttamente non andrà piu regolato, salvo una caduta o una botta. Per quanto riguarda il cambio, la procedura importante è sempre quella eseguita dal meccanico. Il ciclista comunque potrà fare delle microregolazioni tramite i pulsanti nella leva, laddove lo ritenga necessario.
Non è il top di gamma, nonostante questo si possono usare le migliori funzioni…
Rispetto al Red e al Force è completamente in alluminio, certo questo influisce notevolmente sul peso. Tuttavia le funzioni wireless sono le stesse dei nostri top di gamma. Ovviamente costa meno, però mi permetto di dire che il rapporto tra qualità e prezzo è impressionante. Un ottimo gruppo che costa poco e garantisce tutte queste funzionalità? E’ un’occasione.
Per le specifiche sui pesi del Rival eTap Axs si può consultare il sito di Sram. Il prezzo del gruppo completo è di 1.688 euro
Le parole di Frapporti sul gruppo Sram della sua Ktm ci hanno incuriosito e così, tirando il filo del discorso siamo arrivati da Stefano Faustini di Amg (uno dei due importatori italiani di Sram, l’altro è Beltrami) e ad una interessante scoperta.
Per quale motivo i corridori della Vini Zabù-Ktm hanno dovuto correre il Giro d’Italia (e le altre gare di stagione) con guarnitura 37-50 mentre Nibali e la Movistar (foto di apertura) hanno avuto il 52? E perché non è stato possibile un adeguamento per i corridori di Scinto?
«Quando è nato il Red Etap Axs a 12 velocità – spiega Faustini – sono state presentate nuove combinazioni di rapporti. Al posteriore ci sarebbe stato il pignone da 10 in due configurazioni (10-26 e 10-33). Questo avrebbe permesso un salto inferiore rispetto alle corone davanti, abbinate in combinazione 33-46, 35-48, 37-50. La più venduta sul mercato è stato subito la 35-48 mentre la 33-46 è più per cicloturisti veri e propri. L’obiettivo di Sram era di favorire i passaggi ravvicinati, tanto è vero che dal 10 al 17 i pignoni sono tutti in fila per uno…».
La guarnitura Sram 37-50 con cui ha corso la Vini Zabù-KtmSram 37-50 con cui ha corso la Vini Zabù-Ktm
Ma quando si parla di professionisti?
Diciamo che per la prima volta un gruppo è stato pensato per l’acquirente finale, quindi per un impiego amatoriale, e non per il professionista. Ma il problema si è posto l’anno scorso al Tour, quando la Katusha ci ha chiesto di avere corone più grandi. Il professionista ha più potenza di un amatore, è innegabile.
Quindi che cosa ha fatto Sram?
Dato che il passaggio da 11 a 10 al posteriore è impegnativo, sono state realizzate delle guarniture 41-54 con cui Mollema ha vinto il Lombardia e Pedersen il mondiale. Quest’anno la richiesta identica è partita da altri corridori, credo Nibali per primo. E così per Trek-Segafredo e Movistar abbiamo realizzato un 39-52.
E gli altri come la Vini Zabù?
Loro hanno avuto materiale di serie. La fornitura Trek e Movistar è stata frutto di un accordo privato fra Sram e le squadre, ma a questo punto…
A questo punto?
Non si potrebbe dire, ma visto che c’è richiesta per prodotti di quel tipo…
Li metterete in catalogo?
Sembrerà strano ma le guarniture classiche 39-53 rappresentavano il 3-5 per cento delle nostre vendite. Ma è chiaro che se si passa a un 52, il 10 viene sacrificato.
Ci hanno detto che il 10 è troppo piccolo e la catena nel girarci attorno genera troppo attrito.
Mi sembra davvero strano, perché la catena è stata riprogettata per il 10 con un diverso accoppiamento con il pignone. I piolini hanno diametro maggiore proprio per compensare gli attriti della catena standard. Diciamo che in questo settore molto spesso sono le abitudini a fare la differenza, ma è chiaro che se un certo tipo di richiesta esiste, non si può lasciarla inevasa…
Il campionato italiano segna il ritorno in gara di Giulio Ciccone. Dopo il Giro a due facce, i circuiti e il necessario riposo, ora Giulio fa rotta sul Tour
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Poco dopo la fine del Giro, quando di solito si torna dai propri cari per raccontare le proprie avventure, Marco Frapporti ha scritto su Facebook un messaggio carico di amarezza, che parlava di fatica, di delusione e di un anno storto, lasciando anche intuire l’incertezza sul futuro. In effetti la corsa del bresciano è stata una faticosa rincorsa, nella quale si possono rintracciare i temi di tutto in questa stagione così strana.
Tutto sul Giro
«Avevo dato tanta attenzione al Giro – spiega “Frappo” – invece niente è andato come volevo. Forse il Covid. Forse il freddo. Forse la stagione. Avevo fatto un bel lavoro di forza alla ripresa dopo il lockdown. Poi due ritiri in altura a Livigno prima e dopo la Tirreno-Adriatico, ma quando sono arrivato al via non ho mai avuto una sensazione accettabile. Non so se abbia pagato le ore sui rulli durante la chiusura, ma non sono di quelli che ci passava sopra le giornate. Il fatto è che sono arrivato a Palermo imballato e non mi sono mai ripreso. Anche se finire il Giro con la paura che si aveva di non riuscirci è stato bello. Nonostante la fatica, ci siamo tutti divertiti».
Prima del Giro d’Italia per Frapporti la Tirreno-AdriaticoPrima del Giro, la Tirreno-Adriatico
Attesa e gratitudine
Dopo un anno non esaltante alla Androni Giocattoli, Frapporti aveva riparato alla Vini Zabù-Ktm e per palese gratitudine avrebbe voluto ripagare il team.
«Citracca dice che sono un suo corridore – sorride – ma ancora non si è parlato di contratto. Il Covid ha gelato ogni cosa, mi sento di dire che rimarrò con rispetto e gratitudine, ma sarebbe bello avere qualche risposta. L’idea di puntare tutto sul Giro in qualche modo l’abbiamo condivisa, perché sarebbe stata la vetrina migliore. Purtroppola caduta di Wackermann è stata un duro colpo. Avremmo lottato per lui nelle tappe più adatte e questo avrebbe dato morale a tutta la squadra. E quando alla fine è arrivato il ritiro di Visconti, sembrava che fosse finito il Giro. E non è stato bellissimo per chi è rimasto».
Rapporti corti
Ma nel Giro sfortunato di Frapporti, si è vista anche la differenza abissale fra squadre WorldTour e resto del mondo.
«Me ne sono accorto – dice – e l’ho provato sulla mia pelle. Quando aprivano il gas, la differenza era abissale. Vedi che sono in un altro mondo, possono permettersi di spendere e dedicare attenzione alle bici e ai dettagli. E così quando guardi i wattaggi in corsa, vedi che non sono troppo lontani da te, ma la differenza cronometrica è enorme. Vuol dire che a (quasi) parità di sforzo, loro vanno più veloci».
I corridori delle Vini Zabù-Ktm poi correvano con guarnitura Sram 37-50 e dietro il pacco pignoni con la scala che partiva dal 10. Non certo l’ideale per le giornate più veloci.
«Ed è stato un problema – dice – che nemmeno era risolvibile. So che Citracca ci ha provato ed è venuto fuori che Sram ha fatto una fornitura personalizzata con la guarnitura più grande per la Trek-Segafredoe la Movistar, mentre a noi è rimasta quella di serie. Che non è compatibile con altri gruppi in circolazione. E devo dire che quando si andava a 60 all’ora, girare il 50×11 ci imballava tantissimo. Il 10 non puoi usarlo troppo, se non in discesa, perché è molto piccolo e aumentano gli attriti. Pensare che negli altri anni, io andavo abitualmente con il 54…».
Arriva l’inverno
In attesa dell’inverno, una settimana di riposo dopo il Giro e poi si ricomincerà da lunedì con la mountain bike e qualche camminata in montagna.
«E visto che in Trentino si può cenare negli hotel – sorride – e finora ho trascurato la mia ragazza, ho prenotato un weekend a Pinzolo, mentre domani raggiungo un mio grande amico in Val Passiria, che è lassù con moglie e bimbi. Non vi dico chi è, perché sennò si guasta la sorpresa. Vi basti sapere che è più piccolo di me e ha cominciato nella squadra dei miei genitori».
D’accordo, acqua in bocca. Speriamo che non se ne accorga, speriamo che un contratto arrivi presto e speriamo che la sorpresa alla fine riesca. Anche se la vera sorpresa arriva alla fine della chiacchierata, davanti a una semplice domanda.
Come si chiama la tua ragazza?
Loris Corli… e se vuoi dirlo, diventerò papà a maggio dell’anno prossimo. Inizio a dirlo ora. Abbiamo aspettato il terzo mese per essere certi. Siamo insieme da poco, è un amore sbocciato velocemente e inaspettatamente. Uscivano entrambi da storie lunghe e ci siamo trovati».
Bè, cosa dire d’altro a questo punto: auguri, ragazzi!