Sram Force AXS, il nostro test

21.12.2025
8 min
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SRAM AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test sul lungo periodo, in un video che mette in luce le caratteristiche del nuovo gruppo, le accortezze per il suo montaggio e che mette alla prova il suo rendimento in una messa alla prova durata mille chilometri.

L’ultima versione del sistema Sram Force AXS si pone come riferimento per la fascia media del mercato. L’abbiamo definito come il discendente diretto del Red AXS, affermazione più che mai vera che prende ancora maggiore corpo dopo un test intenso e di lunga durata.

Le due più grandi differenze (rispetto al Red AXS) sono legate al peso ed al prezzo di listino. Il Red è più leggero a parità di configurazione, di circa 250/350 grammi, il delta di peso è ben distribuito tra i vari componenti, la parte del leone la recita la guarnitura. Sul nuovo Force è stato fatto un gran lavoro in merito alla riduzione dei rumori della trasmissione e sull’allineamento del deragliatore anteriore, oltre ad un impianto frenante che è al pari del Red. Lo abbiamo provato e queste sono le nostre considerazioni.

Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Il cuore del pacchetto resta la trasmissione
Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Il cuore del pacchetto resta la trasmissione

Race ready a tutti gli effetti

E’ stato provato nella configurazione 2×12 ed il nuovo Force è una macchina da guerra. Non sbaglia un colpo. Durante il suo processo evolutivo è cambiato, si è trasformato, si è arricchito. E’ diventato sempre più, soprattutto in termini di efficienza ed ergonomia, un sistema high-performance con un prezzo accessibile, sempre contestualizzato alle bici di media gamma race oriented. E’ stato anche semplificato. Nella versione 2×12 porta in dote un deragliatore ed un solo bilanciere posteriore (gamma road) che copre la scala pignoni fino alla 10/36.

Dal punto di vista dell’utilizzo è al pari del Red AXS. Funziona alla stessa maniera. Un sistema cambio che non è più veloce della concorrenza, nelle fasi di risalita e deragliata, ma non perde una cambiata neppure su asfalto al limite della praticabilità e non perde mai la tensione del bilanciere posteriore. Una volta abbinati i componenti, regolato e con una lunghezza corretta della catena (nel nostro caso 112 maglie, sempre importante per tutte le trasmissioni elettroniche), il Force non necessita di manutenzione ed aggiustamenti. La catena non ha bisogno di rodaggio ed assestamento.

L’ergonomia dei manettini

Sono uguali al Red AXS e hanno le leve in carbonio, mutuando completamente il sistema idraulico dell’impianto frenante, shape e superficie di appoggio delle mani. Sono uno dei punti cardine delle trasmissioni Sram di nuova generazione. Sopra c’è tanto spazio per il palmo delle mani e la distanza tra sezione alta e fulcro della leva è estremamente ridotto.

Cosa significa? La leva del freno è sempre a portata di dita ed il sistema frenante si attiva anche tirando (senza arpionare la leva) con forza ridotta. La sicurezza ne guadagna, così come un feeling immediato e diretto, ma anche quella sorta di confidenza che permette di mantenere la concentrazione sempre alta. Nonostante il profilo race, il design e la sagoma dei manettini gli permette di essere pienamente sfruttabile da differenti tipologie di utenza (non per forza solo gli agonisti).

Pedivelle in carbonio, più larghe, più belle

Trasmettono una sensazione di pienezza maggiore. Il design gratifica maggiormente. In tutto quello che riguarda il comparto centrale entra in gioco anche la qualità del movimento centrale. In occasione di questa prova non abbiamo usato un originale Sram, ma un Bikone con sedi e fusto completamente in alluminio, molto rigido, capace di influire anche sulla stessa rigidità di tutto il comparto.

La pedivella opposta alle corona ha sempre la ghiera in materiale plastico. Permette di regolare la battuta sul movimento centrale, tanto comoda, quanto delicata e ha bisogno di mani di velluto per essere gestita nel modo corretto.

Nuove corone e piena compatibilità

Le nuove pedivelle portano in dote anche un rinnovato sistema di ingaggio delle corone, sempre accoppiate, con o senza misuratore Quarq integrato. Il nuovo plateau si blocca al ragno della guarnitura come fosse un dado che scorre sulla superficie filettata, ma ci sono anche le viti Torx, come la versione precedente delle corone. Questa doppia soluzione permette di usare anche le corone “vecchie”. Per meglio contestualizzare questo upgrade abbiamo chiesto informazioni ad Alvise Rizzi di Sram.

«Questo Force è stato presentato ufficialmente a giugno – spiega – insieme al nuovo Rival. Rispetto al Red c’è un punto prezzo diverso, ma uno degli obiettivi di Sram è stato portare il comfort e l’efficienza del Red verso una platea più ampia di utilizzatori. I plus tecnici e le fasi di ammodernamento del Force hanno toccato ogni singolo componente, iniziando dall’ergonomia delle leve, passando da un deragliatore con dimensioni ridotte, fino ad arrivare alla doppia possibilità del power meter Quarq. Una versione prevede il misuratore inserito nel perno passante, una con integrazione nello spider. Per quest’ultimo è stato fatto un gran lavoro proprio in merito all’integrazione, si aggancia alle corone – conclude Rizzi – senza l’obbligo di separarlo dalla pedivella».

Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
L’impianto idraulico è una sorta di pre-confezionato pronto all’uso, non necessita di spurgo
Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
L’impianto idraulico è una sorta di pre-confezionato pronto all’uso, non necessita di spurgo

Ogni cosa al suo posto

Sram Force AXS è sempre wireless, non ha cavi (solo le guaine idrauliche), non ha batterie al di fuori delle due abbinate a deragliatore e bilanciere posteriore (le due batterie sono uguali ed intercambiabili, così come le due batterie a moneta dei manettini). I suoi componenti si possono associare prima di essere montati sulla bici.

Non è diverso neppure l’impianto frenante, “pre-confezionato” con il liquido DOT dentro i tubi idraulici e nelle camere di pinze e shifter. Un fattore da non trascurare è l’ermeticità migliorata di tutto il comparto idraulico, riscontrata prima sul Red, confermata anche sul nuovo impianto Force. Durante il primo montaggio è sufficiente la connessione, non è obbligatorio effettuare lo spurgo di eliminazione dell’aria. Un gran bel vantaggio per il meccanico professionista, per l’appassionato che si diletta ed un enorme risparmio di tempo.

Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Tanto spazio per le mani e con tutta comodità
Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Tanto spazio per le mani e con tutta comodità

I feedback dopo oltre 1000 km

Ci colpisce positivamente la totale assenza di assestamento dell’intero sistema e di ogni singolo componente, catena inclusa. L’impianto frenante, a parità di configurazione, è più efficiente (se messo a confronto con la vecchia generazione), soprattutto nel corso delle frenate prolungate, secche e perentorie.

Conserva quell’approccio on/off tipico di Sram, gli manca un pelo di modulabilità nella fase centrale e mostra i muscoli fin da subito. Un impianto che morde. L’ergonomia (delle leve, di tutto il corpo del manettino) e l’ampio range di regolazioni sono un aspetto che aiuta, non poco. Le pedivelle sono belle rigide.

Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Performance di altissimo livello al pari degli alto di gamma
Sram Force AXS, pochi fronzoli e tanta sostanza. Il nostro test
Performance di altissimo livello al pari degli alto di gamma

In conclusione

Per gli amanti dei numeri: 2.760 grammi rilevati, con power meter, corone 48-35 e pedivelle da 172,5, pignoni 10-33, dischi 160/140, movimento centrale Bikone con fusto e calotte completamente in alluminio. Un bel valore alla bilancia, basti pensare che è perfettamente in linea con il Red più anziano. Questo peso ci ha permesso di montare una Giant TCR SL, con le Zipp 303SW (non superleggere), restando poco al di sopra dei 7,2 chilogrammi.

Se dovessimo considerare il prezzo di listino, la configurazione descritta (con il Quarq incluso) è di poco superiore ai 2.600 euro, per biciclette (ovviamente dipende molto dal marchio e dalle ruote) da gara, ma con un prezzo accessibile e giustificabile. Per diversi motivi un pacchetto completo come il Force ha molto senso, perché è super performante, è assemblato con materiali di pregio e si arricchisce ulteriormente con quell’impatto estetico mutuato dal top di gamma.

Sram é distribuita in Italia da Beltrami TSA e da Accell Italia.

Sram

Open House Beltrami TSA, 2025

Open House Beltrami TSA: due giorni per il futuro della bici

02.12.2025
5 min
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A Reggio Emilia, l’ultima domenica di novembre ha ormai un significato speciale per chi vive il ciclismo con passione autentica. Ogni anno, nella sede XPC di Beltrami TSA, si rinnova difatti l’appuntamento con l’Open House, due giornate che riuniscono appassionati, brand internazionali e operatori del settore. L’edizione 2025, svoltasi il 30 novembre e l’1 dicembre, ha confermato ancora una volta il valore di un evento che è diventato un punto di riferimento per chi vuole capire le nuove tendenze del mercato e intercettare l’innovazione tecnica.

Sin dalle prime ore della domenica, il clima era quello delle grandi occasioni. Le porte si sono aperte su un flusso continuo di ciclisti, famiglie, giovani atleti e curiosi. L’atmosfera era accogliente, dinamica, senza barriere: un ambiente che raccontava il ciclismo attraverso oggetti, storie, materiali e tecnologie. Un luogo dove chiunque poteva avvicinarsi ai prodotti, fare domande, toccare con mano le novità e parlare direttamente con chi quei prodotti li progetta e li utilizza ogni giorno.

Open House Beltrami TSA, 2025
La giornata di domenica 30 novembre era riservata al pubblico e agli appassionati
Open House Beltrami TSA, 2025
La giornata di domenica 30 novembre era riservata al pubblico e agli appassionati

Una domenica dedicata al grande pubblico

La prima giornata, rivolta agli appassionati, è stata un successo di partecipazione. Lo “showroom” XPC è diventato uno spazio vivo, in cui le novità 2026 distribuite da Beltrami TSA hanno attirato l’interesse di professionisti e ciclisti di ogni livello. Nelle tre sale allestite per l’occasione si sono alternati workshop, incontri tecnici e momenti di approfondimento pensati per chi ha voluto comprendere in modo concreto come si muove un settore sempre più sofisticato.

Le sessioni non erano semplici presentazioni. Erano conversazioni vere. I tecnici Corima hanno aperto la giornata raccontando come nascono le ruote in carbonio ad alte prestazioni e quali processi permettono di trasformare una struttura leggera in un prodotto efficace e affidabile. A seguire, Santa Madre ha portato al centro la nutrizione sportiva, trasformando la sala in un piccolo laboratorio fatto di strategie alimentari, casi reali, gel energetici e barrette. L’obiettivo era spiegare perché un dettaglio apparentemente minimo può cambiare la performance di un atleta

La domenica ha visto anche la partecipazione di numerosi brand partner. Sram ha approfondito i gruppi strada, gravel e Mtb, introducendo dettagli tecnici che anticipano le tendenze del prossimo anno. Hutchinson ha mostrato alcune delle novità più attese per il 2026. A seguire, sono intervenuti Muc-Off, Lezyne, CeramicSpeed, BMZ e Feedback, ognuno con una prospettiva diversa su materiali, lubrificazioni, elettronica e strumenti di manutenzione.

All’esterno, una ginkana colorata e vivace ha coinvolto adulti e bambini. L’area si è trasformata in un piccolo parco giochi ciclistico, ricreando il lato più ludico e inclusivo del ciclismo.

Il momento più emozionante della domenica è arrivato nel pomeriggio, quando il palco dell’Open House ha ospitato le premiazioni del Mini Giro Reggiano 2025. Il pubblico ha potuto ascoltare anche gli interventi del Comitato Provinciale della Federazione Ciclistica Italiana e dei responsabili del team Beltrami TSA, che hanno presentato i progetti del circuito Gran Fondo “TSA Beltrami Challenge”. Un’occasione per mostrare il lavoro che si svolge dietro le quinte, quello che spesso non emerge sui social ma che costruisce l’identità di un’azienda e di un territorio.

Presenti anche i tecnici Hutchinson arrivati dalla Francia: il 2026 sarà ricco di novità
Presenti anche i tecnici Hutchinson arrivati dalla Francia: il 2026 sarà ricco di novità
Presenti anche i tecnici Hutchinson arrivati dalla Francia: il 2026 sarà ricco di novità
Presenti anche i tecnici Hutchinson arrivati dalla Francia: il 2026 sarà ricco di novità

Lunedì dedicato ai professionisti

La seconda giornata, il Dealer Day del 1° dicembre, ha assunto un taglio differente, più tecnico e verticale. Riservata ai rivenditori, alla stampa e agli operatori del settore, ha rappresentato un momento di formazione avanzata. Si è parlato di strategia commerciale, di gestione dei prodotti, di analisi dei trend e di anteprime tecniche inedite. Il clima era professionale ma non impersonale: il valore dell’incontro diretto è rimasto come sempre centrale. Il light lunch finale ha chiuso la giornata con un momento di networking in cui si è parlato di collaborazioni future, di nuove opportunità e sinergie tra brand.

Ciò che rimane di questa edizione dell’Open House Beltrami TSA è la qualità delle connessioni create. In un settore che corre veloce e in un mercato che cambia con rapidità, Beltrami TSA riesce a offrire uno spazio autentico in cui soffermarsi, osservare, ascoltare e confrontarsi. Un luogo dove l’innovazione non è solo un prodotto, ma un dialogo.

Open House Beltrami TSA, 2025
Sram ha tenuto degli incontri per approfondire la conoscenza riguardo i gruppi strada, gravel e mtb
Open House Beltrami TSA, 2025
Sram ha tenuto degli incontri per approfondire la conoscenza riguardo i gruppi strada, gravel e mtb

Chi è Beltrami TSA

Beltrami TSA è oggi uno dei principali distributori italiani di componenti e accessori per biciclette di alta gamma. Da oltre 30 anni collabora con alcuni dei marchi più prestigiosi del settore, sostenendo la diffusione di tecnologie avanzate e prodotti innovativi. L’azienda si distingue per un sistema logistico efficiente, grazie a due magazzini verticali automatizzati e a un software gestionale all’avanguardia che garantisce un servizio rapido e preciso tutto l’anno.

«Pur essendo un’azienda di origine familiare – ricorda Graziano Beltrami – l’orientamento all’innovazione è sempre stato nel nostro DNA”. Una visione ribadita anche dal fratello Marco: «la nostra filosofia si basa sul tecnicismo del prodotto. Ricerchiamo sempre soluzioni innovative e diverse, per offrire ai clienti tecnologie all’avanguardia. È questa costanza che ci ha permesso di conquistare la fiducia in Italia di oltre 2.000 clienti attivi».

L’edizione 2025 dell’Open House conferma una volta di più questa identità: un evento che unisce tecnica, passione e persone. Un appuntamento che racconta il ciclismo di oggi e quello di domani.

Beltrami TSA

Il test completo della nuova BMC Teammachine SLR01

27.10.2025
6 min
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Taglia 51. Trasmissione Sram Red AXS 48-35 e 10-33 con power meter Quarq incluso. Ruote DT Swiss ARC 38 1100 Dicut con tubeless Pirelli Race TLR da 28. Manubrio full carbon integrato BMC e sella Fizik. Abbiamo rilevato un valore alla bilancia di 6,65 chilogrammi

L’abbiamo provata e ancora una volta BMC ha fatto centro. Una volta messa su strada emergono tutte le diversità (tante davvero) rispetto alla versione più anziana e la nuova è superiore in tutto. Viene da pensare che la versione in test della nuova Teammachine SLR01, con allestimento One, dalla precedente eredita solo il nome e l’acronimo che identifica il montaggio.

Se in salita ci si attende una bici al top, comunque molto più reattiva a parità di allestimento, in discesa è un proiettile, una bici tanto briosa quanto chirurgica per stabilità e gratificazione anche nella guida veloce. E poi è agile, agilità che è frutto di una geometria non completamente stravolta, ma capace di aumentare la qualità della performance.

Quello che c'è da sapere sulla nuova BMC Teammachine SLR01
Una Teammachine SLR01 tanto reattiva e super efficiente
Quello che c'è da sapere sulla nuova BMC Teammachine SLR01
Una Teammachine SLR01 tanto reattiva e super efficiente

BMC Teammachine SLR01 One

Una taglia 51. Trasmissione Sram Red AXS 48/35 e 10/33 con power meter Quarq incluso. Ruote DT Swiss ARC 38 1100 Dicut con tubeless Pirelli Race TLR da 28. Manubrio full carbon integrato BMC e sella Fizik. Abbiamo rilevato un valore alla bilancia di 6,65 chilogrammi (senza pedali).

Il prezzo di listino della bici descritta è di 12.999 euro, non per tutti, ma in linea con il segmento e la fascia di mercato nella quale è inserita.

Provata con ruote da 38 e da 55

Non ci accontentiamo di un singolo setting. Il nostro obiettivo costante è quello di immedesimarci nell’utente finale che può utilizzare differenti tipologie di ruote, di pneumatici e di conseguenza avere risposte tecniche differenti. Abbiamo usato la nostra BMC con le “sue” DT Swiss 38 e tubeless da 28, con l’ultima versione delle ARC 55 e tubeless dalle sezioni differenziate. Continental Aero111 Swiss Side da 29 per l’avantreno, GP5000TR da 30 per il retrotreno.

La bici ci ha decisamente impressionato per la semplicità di adattamento e per come facilita l’adattamento stesso dell’utilizzatore. Non perde il DNA ed il core principale, ovvero quello di bici leggera, agile e super guidabile, parecchio sprintosa quando gli si chiede un cambio di ritmo perentorio. Con le 55 è facile immaginare una flessione dell’andatura in salita, poca roba. Se l’ambizione è di avere una bici pulita ed a tratti minimale nell’impatto estitico, leggermente più comoda e 200 grammi circa più leggera, con le ruote da 38 la Teammachine SLR01 è perfetta. Se l’obiettivo è avere in dotazione una macchina da guerra per fare le gare, tanto veloci, quanto ricche di dislivello positivo, con le ruote alte paga l’occhio ed è un aereo. A nostro parere il fattore di valutazione diventa soggettivo e va ben oltre la prestazione messa su strada.

Con il naso all’insù

Una di quelle bici che invita ad uscire di sella, a spingere come un forsennato, o semplicemente stare in piedi sui pedali sfruttando un telaio ed una forcella che non subiscono l’azione scomposta del corpo. La bici non alleggerisce ne davanti ne dietro e nella sezione centrale è super sostenuta. E’ reattiva, a prescindere dal setting delle ruote, una delle bici più reattive (considerando l’ultima generazione di prodotti) provate ad oggi.

Ottimale a nostro parere, in ottica salita e discesa il giusto binomio tra la forcella con rake da 48 e l’angolo dello sterzo a 71,5°, con una lunghezza di quest’ultimo di 133 millimetri. E poi il passo contenuto a 98,6 centimetri, corto, non estremo. Traducendo, agilità e stabilità da sfruttare a pieno.

In discesa e alle andature briose

Non è veloce come può esserlo una BMC Teammachine R (anche se non abbiamo mai avuto l’occasione di metterla veramente alla frusta), ma per essere una superleggera la SLR01 è un bel missile. Andando oltre i dati, le analisi dei numeri da protocollo, il vantaggio per un utilizzatore agonista (se pur normale, non professionista) arriva da una geometria che mette perfettamente al centro della bici il corpo del corridore.

Angolo del piantone a 74° e sterzo aperto in avanti, significa avere la possibilità di spingere di gamba e con i glutei, avere il viso sul mozzo davanti e le spalle che non vanno oltre la verticale dello sterzo. Si può tirare con forza anche con le braccia e con tutto il corpo ed in pianura a volte può fare una grande differenza, così come nei tratti vallonati quando si cambia ritmo in parecchie situazioni.

Quello che c'è da sapere sulla nuova BMC Teammachine SLR01
Una resa tecnica che va ben oltre la salita
Quello che c'è da sapere sulla nuova BMC Teammachine SLR01
Una resa tecnica che va ben oltre la salita

In conclusione

Rispetto alla versione più anziana la nuova Teammachine SLR01 sembra essere stata sviluppata da un’altra mano, con un concetto diverso che ha saputo non snaturare il progetto BMC di maggiore successo. Sì i materiali, sì l’evoluzione della posa del carbonio e le diverse tecnologie produttive, ma i numerosi dettagli (differenti) di una geometria maggiormente funzionale si percepiscono alla grande. E’ più agonista della precedente, ma non è più cattiva, perché è maggiormente completa e facile da sfruttare in tutte le sue sfaccettature.

BMC

TCR SL, abbiamo provato la bici simbolo di Giant

13.10.2025
7 min
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TCR SL, abbiamo provato la bici simbolo di Giant in un test curioso e fuori dai normali schemi. Una bici custom nell'allestimento. Veloce come una aero-bike, ma facile da manovrare. La salita è il suo pane quotidiano.

La prima parte del test della Giant TCR SL risale a più di un anno e mezzo fa, quando il marchio ha presentato ufficialmente la nuova versione a Taiwan. Oltre al primissimo approccio verso la bici, la sorpresa era riferita a quanta tecnologia, a quante competenze entrano in gioco, oltre alla quasi totalità del “fatto a mano” che riguarda proprio il top di gamma SL.

A distanza di oltre 18 mesi completiamo la nostra prova, sulle strade che normalmente solchiamo e con una bici che non rientra nel listino Giant. Alla base il kit telaio Giant TCR SL (taglia small), l’attacco manubrio full carbon Giant Contact SL (adatto ad interfacciarsi con il diametro maggiorato dello stelo della forcella), ma tutto il resto è custom, non presente nel listino Giant. Entriamo nel dettaglio di questa prova fuori dagli schemi.

Il primo approccio in Taiwan (foto Giant-Sterling Lowrence)
Il primo approccio in Taiwan (foto Giant-Sterling Lowrence)

Giant TCR SL, quella del test

Una taglia S (small), con la curva manubrio Zipp SL80 Race in carbonio e l’ultima versione dello Sram Force AXS (power meter Quarq incluso). Abbiamo montato il movimento centrale Bikone con sfere in acciaio, un componente molto buono, con involucro tutto in alluminio. Durante la prova abbiamo utilizzato tre setting differenti di ruote. Zipp 303SW, le nuove Mavic Cosmic SLR 45 e le DT Swiss ARC38, il tutto per avere riscontri differenti non solo in termini ambientali, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo. Un lavoro voluminoso e non semplice, ma questo ci ha permesso di estrapolare il reale comportamento di telaio e forcella. Abbiamo utilizzato una Selle Italia Flite Boost Kit Carbonio.

Per gli amanti dei pesi e dei numeri. Abbiamo rilevato un peso del telaio di 700 grammi (con viteria e componenti in alluminio montati, è da considerare anche il reggisella). Con le Zipp il peso della bici completa è di 7,1 chilogrammi (tubeless da 30), 6,75 con le DT Swiss (gomme da 28), mentre con le Mavic è di 7 chili (gomme da 30). Non potendo essere precisi a riguardo del prezzo, prendiamo in considerazione i 3699 euro del kit telaio chiesti dal costruttore.

Veloce e facileda sfruttare

Il compito principale della TCR SL è quello di accontentare un’utenza di agonisti che ama fare tanta salita e competere. L’ultima versione della TCR SL entra in quella schiera di bici che permettono di essere veloci anche in pianura e di farlo non necessariamente usando le ruote altissime. Il plus arriva da una bici tanto leggera, quanto reattiva e parecchio sostenuta sull’avantreno, in modo quasi inaspettato. Ha un ruolo davvero importante anche il reggisella integrato. Non è scomodo. Rispetto ad un reggisella tradizionale ha qualcosa in più in termini di resa tecnica diretta, pur non “picchiando” troppo sulla schiena. Può diventare un limite per chi aggiusta in continuazione l’altezza della sella (anche se il margine è ampio, oltre il centimetro e mezzo, grazie ad appositi spessori). Non è un compromesso e segue il fil rouge della bicicletta.

Qualcosa a proposito della geometria

E’ impegnativa e taglia per taglia mostra una bici corta, compatta sopra e sotto. E’ una di quelle che permette di sfruttare a pieno tutto il comparto centrale e l’avantreno del mezzo meccanico, ma ci vuole qualche ora di utilizzo per prendere la confidenza necessaria. Soprattutto l’angolo anteriore permette di avere la faccia quasi perpendicolare al mozzo della ruota (non è un fattore comune a tutte le bici).

In salita e in discesa

Gratificazione all’ennesima potenza. In salita ci si aspetta una performance del genere. La bici è leggera e tirata, perché l’impatto estetico parla da solo e trasmette molto del carattere della bici. Quando si percorrono lunghi tratti da seduti, la TCR aiuta, sembra offrire qualcosa in più. Merito del piantone allungato verso l’alto e di misure super compatte? E’ l’insieme, non è solo una cosa a fare la differenza. Di sicuro non ci sono flessioni, per una bici che offre dei vantaggi anche nelle fasi di rilancio dell’andatura, alle basse e alte velocità. Invita ad alzarsi in piedi e spingere.

In discesa ci vuole un po’ di manico, non è estrema ed è stabile (una di quelle bici che invita a caricare maggiormente l’avantreno). E’ una lama calda nel burro quando si tratta di stringere le traiettorie e gira in un amen, è molto sensibile agli spostamenti dei pesi del corpo. Non è di quelle bici che perdona l’errore, ma il vantaggio è proprio la grande stabilità, unita alla sua agilità. Pur essendo amanti dei tubeless da 28, abbiamo trovato nei 30 la soluzione più adatta per sfruttare al massimo le potenzialità della TCR SL nei segmenti più tecnici, guidati e veloci.

La salita, il suo pane a prescindere dall’allestimento
La salita, il suo pane a prescindere dall’allestimento

In conclusione

Ci sarebbe piaciuto mettere più pepe ed usare il manubrio Cadex integrato e le nuove ruote Cadex 40, due componenti tanto ambiti dai pro’ e dei quali se ne parla davvero bene. Tornando a noi. Giant TCR SL è una di quelle biciclette top di gamma, sviluppate per l’agonismo professionale che va ben oltre gli standard. Non è solo questione di un reggisella integrato ed uno stelo della forcella con diametro maggiorato. E’ stata una delle prime bici ad essere prodotta con la tecnica dei mandrini interni in PU. Il procedimento adottato da altri e per le bici alto di gamma, che ha permesso di ridurre drasticamente i pesi e l’impiego di resine.

Complice una geometria che mette sul piatto “una bici molto chiusa”, può essere una bici che non regala un feeling immediato. Una bicicletta da capire e deve essere cucita addosso all’utilizzatore, tenendo presente lo stile di guida e le capacità soggettive. TCR SL è tutt’altro che una bici impossibile. Le nostre considerazioni sono rivolte a massimizzare le possibilità di andare a tutta con una bici che ha fatto la storia degli ultimi 20 anni, la prima capace di proporre forme slooping e geometrie compatte poi mutuate da molti.

Giant

Campionati del mondo di Zurigo 2024, conferenza stampa presidente UCI David Lappartient

Nuova grana per l’UCI. Sram ricorre al Garante belga

21.09.2025
5 min
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Il 12 settembre 2025, Sram ha presentato un reclamo formale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (BCA) belga contro l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Si contesta il Protocollo UCI sul Rapporto Massimo. Il 17 settembre 2025, esaminato il reclamo, la BCA ha avviato un procedimento antitrust formale.

Il limite dei 10,46 metri

Inizia così la comunicazione diffusa venerdì da Sram cui l’UCI ha risposto con una velocità mai vista prima. Le nuove regole sui materiali, varate a luglio, hanno provocato più di qualche mal di pancia: prevedibile e ben motivato. Sapere che al Tour of Guangxi sarà effettuata la prova rapporti, come un tempo fra gli juniores, ha fatto scaldare gli animi.

La limitazione a partire dal 2026 per l’altezza dei cerchi ha provocato un danno non solo di immagine, ma anche economico. Si era nel pieno del lancio delle nuove gamme: averle messe fuori legge è stato una doccia fredda. La limitazione dello sviluppo metrico dei rapporti ha invece colpito soprattutto il brand americano. Avendo spinto per la diffusione dei sistemi monocorona, Sram infatti ha introdotto il pignone da 10. Anche abbinato al 52, il 10 porta a superare il limite dei 10,46 metri imposto dall’UCI nel nome della riduzione delle velocità indicata da SafeR. La curiosità di tale commissione è che comprende tutti gli esponenti del ciclismo, ma non gli sponsor tecnici su cui tuttavia può legiferare.

Fra le squadre dotate di trasmissione Sram spiccano Lidl-Trek, Visma-Lease a Bike e Red Bull-Bora
Fra le squadre dotate di trasmissione Sram spiccano Lidl-Trek, Visma-Lease a Bike e Red Bull-Bora

Un clima (poco) trasparente

Quel che si legge è che Sram avrebbe tentato più volte di coinvolgere l’UCI in un approfondimento sul tema, senza tuttavia ottenere una risposta esauriente. A fronte della possibile penalizzazione degli atleti (e del rischio – aggiungiamo noi – che il rinnovo delle sponsorizzazioni sia messo a rischio), l’azienda ha intrapreso la sua azione legale.

«Definirlo un test non lo rende meno una gara – ha affermato Ken Lousberg, CEO di Sram – tutti i ciclisti sulla linea di partenza dovrebbero competere ad armi pari. Al momento, i team equipaggiati con Sram dovranno gareggiare in condizioni di svantaggio. Con un equipaggiamento compromesso e un numero ridotto di opzioni di cambio rispetto ai concorrenti. Inoltre, non è chiaro cosa venga testato. Dato il modo in cui l’ente governativo prende le sue decisioni, è impossibile sapere chi potrebbe essere interessato in futuro al ciclismo. Attraverso questo processo speriamo di creare un clima più trasparente e collaborativo per le squadre e i fornitori di componenti. Per avere uno sport migliore e più sicuro per tutti».

Ken Lousberg, CEO di Sram (foto Bike Europe)
Ken Lousberg ha commentato l’azione legale intentata da Sram (foto Bike Europe)
Ken Lousberg, CEO di Sram (foto Bike Europe)
Ken Lousberg ha commentato l’azione legale intentata da Sram (foto Bike Europe)

Il primo comunicato dell’UCI

L’UCI si trova a gestire parecchi fronti. L’aspetto singolare è che ciascuna criticità parrebbe causata da azioni intempestive messe in atto senza applicare i regolamenti cui l’ente svizzero sembra così attaccato. Alle normative tecniche si è aggiunto infatti il goffo passaggio dei GPS da gara, testati al Tour de Romandie delle donne. Considerare da questi episodi che SafeR sia diventato un nuovo strumento di potere, al pari dell’antidoping in altri anni, è fin troppo elementare.

In un primo comunicato rilasciato ieri mattina, l’UCI si è detta perplessa dalla pubblicazione del comunicato stampa di Sram, prima di esserne stata informata. Ha aggiunto che dagli esiti del test cinese dipenderà la possibilità di farne ancora nel 2026, avendo come obiettivo “le misure per aumentare la sicurezza dei ciclisti. L’UCI è convinta che la sua proposta di testare le limitazioni al cambio sia conforme al diritto della concorrenza dell’UE e belga. Non è compito di chi tutela il diritto alla concorrenza portare a un “livellamento verso il basso” degli standard normativi e di sicurezza“.

Campionati del mondo di Zurigo 2024, colloqui CPA, SafeR, Adam Hansen, Alessandra Cappellotto
Di SafeR fanno parte anche i sindacati dei corridori: qui Hansen e Cappellotto del CPA
Campionati del mondo di Zurigo 2024, colloqui CPA, SafeR, Adam Hansen, Alessandra Cappellotto
Di SafeR fanno parte anche i sindacati dei corridori: qui Hansen e Cappellotto del CPA

Il secondo comunicato

A metà pomeriggio però hanno aggiustato il tiro. In un secondo comunicato, l’UCI ha dettagliato le motivazioni che hanno portato alla decisione di procedere alla verifica dei rapporti. «E’ stato dimostrato – si legge – che l’aumento delle velocità massime raggiunte dai ciclisti negli ultimi anni, in particolare in discesa, è legato all’evoluzione dell’equipaggiamento e costituisce un fattore di rischio per la loro sicurezza. Va inoltre sottolineato che la maggior parte dei ciclisti si è espressa a favore della verifica dei limiti massimi del rapporto di trasmissione in un questionario inviato prima della definizione del protocollo. Il Protocollo per il Test del Massimo Rapporto non si rivolge a un marchio o fornitore specifico, ma si applica uniformemente a tutti i ciclisti del gruppo».

La chiusura è da capire, a metà fra una mano tesa e il ribadire la propria volontà. «L’UCI rimane pienamente aperta al dialogo con i produttori di attrezzature – scrive – al fine di proseguire lo sviluppo armonioso e innovativo del nostro sport. L’innovazione tecnologica è un motore essenziale del ciclismo, ma deve essere inserita in un quadro normativo chiaro e trasparente che rispetti la sicurezza degli atleti. Tuttavia, l’UCI mette in discussione gli obiettivi di Sram nell’opporsi a un test progettato per valutare la pertinenza di una misura di miglioramento della sicurezza, minando così la necessaria unità tra gli attori del ciclismo, essenziale per il progresso verso uno sport più sicuro».

Campionati del mondo Zurigo 2024, meeting SafeR
L’istituzione della commissione SafeR è una valida idea, ma al suo interno manca la voce delle aziende
Campionati del mondo Zurigo 2024, meeting SafeR
L’istituzione della commissione SafeR è una valida idea, ma al suo interno manca la voce delle aziende

La voce che manca

Di sicuro la riduzione del profilo delle ruote e dello sviluppo metrico porta a una riduzione delle velocità. Tuttavia è possibile stabilire con certezza se le cadute più disastrose degli ultimi anni siano state determinate da bici troppo veloci o piuttosto dalle strade impraticabili e piene di barriere architettoniche?

Costringere un così vasto numero di aziende a rivedere la propria produzione ha conseguenze e provoca reazioni. Non avere all’interno di SafeR la voce delle aziende fa sì che si legiferi con scarsa cognizione di causa e questo rende l’UCI meno credibile. Sono apprezzabili gli slanci dati dalla necessità di fare qualcosa, ma esiste un livello superiore cui rendere conto. Lo sviluppo armonioso e innovativo del ciclismo non si raggiunge con regole dettate senza la minima condivisione e con un preavviso ridicolo e dannoso. Non si può pretendere di dettare l’agenda alle grandi aziende con iniziative di questo tipo. L’innovazione tecnologica è effettivamente un motore essenziale del ciclismo, a patto di non limitarsi a uno sfoggio di parole.

SRAM rafforza la propria presenza in Italia: nel 2026 la nuova sede

19.09.2025
3 min
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SRAM, player globale nel settore della componentistica per biciclette, si prepara a consolidare la propria presenza in Italia con l’apertura prevista per il prossimo anno di una nuova sede a Varese. Questa iniziativa segna un passo significativo per l’azienda, che riconosce nel Bel Paese un punto di riferimento mondiale per il ciclismo, non solo per le sue leggendarie competizioni su strada, ma anche per una fervente comunità di appassionati e un’industria in continua crescita.

La scelta di Varese non è casuale. La regione, strategicamente posizionata, offre un terreno ideale per il ciclismo in tutte le sue discipline: strada, gravel e Mtb. La nuova struttura, che si estenderà su una superficie di circa 1.500 metri quadrati, sarà un vero e proprio “hub” per l’innovazione e il supporto tecnico.

SRAM è partner del Team Lidl-Trek
SRAM è partner del Team Lidl-Trek

Un centro di innovazione

La sede italiana di SRAM non sarà un semplice ufficio. Ospiterà difatti il team di ingegneri di Ochain, l’azienda italiana recentemente acquisita da SRAM, specializzata in deragliatori e guida catena. La fusione tra le competenze di Ochain e la tecnologia di SRAM aprirà nuove opportunità per lo sviluppo di prodotti all’avanguardia. Oltre al team di ingegneria, la struttura includerà sezioni dedicate a sviluppo prodotto, marketing e vendite. Questo favorirà una collaborazione più stretta con i partner locali e l’intera comunità ciclistica. La sede, inoltre, si presterà a ospitare eventi e incontri, diventando un punto di riferimento per l’intero settore.

Uno degli elementi chiave della nuova sede sarà il SRAM Technical Service Center (STS). Questo centro, pensato per rivoluzionare il servizio post-vendita, sarà dedicato a supportare direttamente i rivenditori italiani. Gli esperti del centro forniranno assistenza tecnica, consulenza specializzata e una gestione efficiente delle garanzie per l’intera gamma di marchi del gruppo: SRAM, RockShox, TIME, Quarq e Ochain. Questo servizio diretto garantirà una maggiore rapidità ed efficacia nella risoluzione delle problematiche, elevando lo standard di supporto per i professionisti del settore.

Beltrami TSA partner strategico

L’apertura del nuovo centro STS non metterà fine alla storica collaborazione con Beltrami TSA, il principale partner distributivo di SRAM in Italia. Al contrario, il rapporto tra le due aziende si evolverà, rafforzandosi. Beltrami TSA continuerà a operare come un distributore chiave, focalizzandosi sui servizi tecnici a pagamento, sul supporto ai team di gara regionali e sulla gestione delle garanzie per i prodotti Zipp.

«Accogliamo con favore l’investimento di SRAM in Italia – ha dichiarato Salvatore Miceli, Direttore Commerciale di Beltrami TSA – il nuovo Tech Center rappresenta la naturale evoluzione del lavoro svolto negli ultimi tre anni e garantisce una forte continuità nell’assistenza post-vendita. Con SRAM, che gestirà direttamente le attività di garanzia, noi potremo concentrarci nel fornire servizi con alto valore aggiunto, espandere l’Academy e rafforzare il ruolo di Beltrami TSA come partner di fiducia per rivenditori e ciclisti».

Beltrami TSA continuerà dunque a gestire la SRAM Tech Academy, un programma di formazione che nel solo 2024 ha già formato oltre 150 tecnici. L’investimento di SRAM in Italia permetterà a Beltrami TSA di concentrarsi su servizi ad alto valore aggiunto e sull’espansione dell’Academy, garantendo una continuità nel servizio di assistenza.

Con l’apertura della sua nuova sede in Italia, SRAM non solo rafforza la propria presenza nel mercato europeo, ma si impegna a diventare un attore sempre più integrato e di riferimento per l’intera comunità ciclistica italiana. Questo progetto si inserisce in una più ampia strategia europea, che vede già la presenza di centri STS in Germania, Benelux e Francia.

SRAM

Beltrami TSA

Inferno RCR-F Pro, l’edizione limitata della Van Rysel

08.07.2025
4 min
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Van Rysel lancia l’edizione limitata della RCR-F Pro, la bici aerodinamica sviluppata in collaborazione con Swiss Side, l’ultima nata in casa Van Rysel. La bici Inferno è una delle primissime bici che viene ufficialmente proposta con la trasmissione monocorona.

L’edizione limitata Inferno comprende anche il casco, sempre della categoria aero RCR-F. Questa collezione, con delle livree dedicate ed accese, mira a celebrare la ricerca della prestazione massima e si rivolge ad un pubblico di agonisti. Vediamo i dettagli più importanti.

Una Van Rysel con il fuoco dentro

Sotto il profilo tecnico la RCR-F Pro Inferno si basa sulla piattaforma RCR-F presentata nel corso della primavera 2025. Si tratta di un monoblocco in carbonio che nasce per essere efficiente sotto il profilo aerodinamico, senza compromessi e mezze misure. Il telaio è costruito grazie a 517 pelli di carbonio con orientamento specifico. Ci sono forme e volumi importanti delle tubazioni, c’è un manubrio integrato full carbon sviluppato in modo specifico per questo progetto (dove rientra la collaborazione con l’italiana Deda), ma la vera particolarità è la trasmissione con monocorona anteriore.

Il pacchetto trasmissione è creato sulla base dello Sram Red AXS 1×12, con una corona da 50 denti e una scala pignoni 10/36. La guarnitura è dotata di power meter Quarq ed il movimento centrale è Sram con sfere ceramiche. Il comparto ruote è con le Zipp 454 NSW, gommate Continental GP5000 TR (tubeless) con sezione da 28. In taglia media il peso dichiarato (senza pedali) è di 7,1 chilogrammi ed il prezzo di listino proposto è di 8.499,99 euro. Le taglie disponibili sono 5, dalla XS alla XL.

RCR-F Mips Inferno, il casco aero

Mutuando il medesimo concetto della bici descritta in precedenza, adottando anche la stessa combinazione cromatica, Van Rysel mette in catalogo anche il casco. Anche in questo caso la base tecnica è la medesima del casco già presente a listino ed è la versione Mips. Nonostante il suo profilo aerodinamico marcato, RCR-F Inferno risulta particolarmente ventilato, grazie ai canali interni che massimizzano il flusso dell’aria in entrata, distribuendola su tutta la superficie della testa. Le imbottiture integrano Mips Air Node, che aumenta il potere di slittamento del casco in caso di impatto. Le taglie disponibili per RCR-F Inferno sono tre (small, medium e large) ed il prezzo di listino è di 119,99 euro.

Decathlon

Nuovo Sram Force AXS, discendente diretto del Red

17.06.2025
6 min
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Il nuovo Sram Force non ha nulla (o ben poco) da invidiare al più costoso Red AXS. Si basa sulla ormai assodata piattaforma wireless, mutua il design dei suoi componenti proprio dal fratello maggiore. Maggiore ergonomia e più efficienza. Pesi che si riducono ulteriormente e prende sempre più spazio la monocorona, usata (piattaforma Red) molto e con successo durante le classiche di primavera. .

Non in ultimo il concetto di versatilità d’impiego, un must per le trasmissioni Sram. Si passa dalle 2×12 alle 1×13 XPLR. Entriamo nel dettaglio.

Parola d’ordine: ergonomia

Il concetto si riferisce principalmente ai due manettini, perfettamente accostabili a quelli dello Sram Red AXS (anche in termini di costruzione e design, funzionano con le batterie a moneta). La leva del freno permette di azionare il pompante idraulico dell’impianto frenante con il minimo sforzo, con un solo dito e una pressione irrisoria: fattore vantaggioso anche nel medio e lungo periodo, anche nell’ottica di un utilizzo femminile e perché no, pensando all’off-road.

Le leve sono in carbonio e rispetto al fratello maggiore la grande differenza risiede in alcuni materiali (per il Red si punta ad una leggerezza estremizzata) e agli appoggi in gomma. La corsa delle stesse leve è completamente personalizzabile. Da notare che il nuovo Force AXS è compatibile con i pulsanti satellitari Blips.

Deragliatore e cambio posteriore Force

Entrambi hanno un design rivisitato, rispetto alla versione più anziana, dalla quale sono state mutuate le batterie (a nostro parere una gran scelta da parte di Sram, spesso protagonista di rivisitazione e miglioramenti, senza stravolgimenti veri e propri).

Il deragliatore è molto differente nella gabbia, diversa e con una corsa ridotta, più efficiente. Il bilanciere posteriore adotta le pulegge maggiorate X-Sync (senza sfere ceramiche) ed è compatibile con i pignoni fino a 36 denti. Ma c’è anche la versione Force XPLR, tanto differente da quella dedicata alla trasmissione con doppio plateau anteriore. Visivamente è accostabile ad un bilanciere da mtb, può essere usato con la monocorona e su strada, non nasconde la sua propensione gravel.

Sul nuovo Force AXS sono stati mantenuti i registri manuali (due brugole per componente) di regolazione della corsa, mentre il micro-trim (le microregolazioni) avvengono in modo elettronico attraverso i manettini. Come è facile immaginare, anche il nuovo Sram Force AXS è gestibile, configurabile e personalizzabile tramite la app Sram.

Le guarniture disponibili

Le pedivelle sono in carbonio e l’asse passante oversize DUB. Sono disponibili in sei lunghezze: 160 e 165, 167,5 e 170, 172,5 e 175 millimetri. Le corone (sempre in coppia) hanno una livrea completamente nera, senza cromatura silver, disponibili con accoppiamenti 50-37, 48-35 e 46-33.

Le corone ci sono anche con il misuratore Quarq incorporato che, per questa ultima versione del Force è stato previsto anche nella versione upgrade da inserire nell’asola del perno passante (calcolo della parte sinistra). Pensando alla monocorona anteriore è disponibile “piena”, o per meglio dire la Force 1 Aero ring, con o senza power meter Quarq, con dentature “ufficiali” comprese tra i 44 e 50 denti.

I pignoni

Sono un blocco unico full pin (proprio come quelli del Red) in acciaio con finitura nichel e adottano l’ingaggio XDR del corpetto. 10-28 e 10-30, 10-33 e 10-36 le scale disponibili con i 12 pignoni. Per quanto riguarda la versione XPLR a 13 rapporti, prevede la scala pignoni 10-46 e richiede il bilanciere Force XPLR specifico. E’ necessario sottolineare il fatto che la trasmissione con le 13 velocità funziona sempre con la catena Flattop usata per le 12 velocità ed i medesimi shifter.

Un breve inciso sulle pinze e sui dischi. Le pinze sono state alleggerite in modo importante e anche per quanto conncerne l’impatto estetico si notano importanti lavori di fresatura del materiale. I dischi non hanno subito stravolgimenti.

Per gli amanti dei pesi

Il valore alla bilancia dichiarato (pacchetto completo) del nuovo Force AXS è di 2.776 grammi nella configurazione con doppia corona 48-35 e pignoni 10-33, includendo il power meter Quarq alle corone (un valore eccellente degno di un vero top di gamma). I prezzi di listino (dipende dalla configurazione) vanno da un minimo di 2.040 euro, ad un massimo di 2.670 per il pacchetto 2×12 con il Quarq.

Sram

Ruote, sensori per la pressione e gomme, fuochi d’artificio Zipp

22.05.2025
6 min
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L’universo Zipp non finisce mai di proporre componenti e soluzioni funzionali ed interessanti. L’azienda americana rinnova la famiglia delle ruote NSW che ora si basa su un nuovo mozzo. Viene ufficializzato il sensore di pressione AXS che permette di avere gli pneumatici sotto controllo, strumento che è configurabile con la app Sram. Di certo è divertente, ma in ottica sicurezza e analisi della performance viene fatto un altro passo in avanti.

E poi ci sono i nuovi pneumatici Zipp-GoodYear. Sono sviluppati per interfacciarsi al meglio con canali interni (dei cerchi) sempre più larghi ed in grado di supportare le camere d’aria in TPU, grande novità se consideriamo che le ruote Zipp restano con cerchio Hookless. Entriamo nel dettaglio delle varie novità.

Sono le Zipp più leggere della gamma. Le vedremo al Giro o al Tour? (foto Zipp)
Sono le Zipp più leggere della gamma. Le vedremo al Giro o al Tour? (foto Zipp)

Il sensore Zipp AXS

E’ portato in dote dalla nuova ruota Zipp 353NSW e dal modello aggiornato 303 SW. Permette di monitorare la pressione degli pneumatici non solo in fase di gonfiaggio, ma lungo tutto il tracciato che viene percorso. Si collega alla app Sram AXS, ma i dati relativi alla pressione atterrano e sono visualizzabili anche sui dispositivi Garmin, Wahoo e Hammerhead. Inoltre i dati restano nel file.fit dell’attività, quindi visualizzabili in un secondo momento nel post attività. Non è un aspetto banale, a nostro parere, perché permette di fare una serie di confronti/sovrapposizioni quando si cambiano (ad esempio) gli pneumatici, oppure le pressioni di esercizio.

Il sensore AXS è integrato nel cerchio in carbonio della ruota più leggera della gamma, ha un valore dichiarato alla bilancia di soli 12 grammi. Funziona con una batteria CR2032, è perfettamente compatibile con il liquido sigillante per i tubeless e con la nuova camera d’aria in TPU di Zipp.

Il sensore AXS, poi applicato all’interno del cerchio, lascia spazio anche per le camere d’aria
Il sensore AXS, poi applicato all’interno del cerchio, lascia spazio anche per le camere d’aria

Alla base c’è un super mozzo

Prima di entrare nel dettaglio delle nuove NSW è fondamentale capire cosa c’è alla base. Si chiama Zipp ZR1 SL ed il nuovo mozzo, estremamente leggero con una ruota dentata (meccanismo d’ingaggio interno) con 66 punti di contatto con sei cricchetti. Significa un mozzo posteriore che non ha spazi vuoti e un ingaggio prontissimo in ogni situazione (ed i cuscinetti sono ceramici).

Il fusto del mozzo, tutto in alluminio, ha subito una cura dimagrante ed ha delle flange laterali piuttosto pronunciate, con 20, 24 oppure 28 fori per i raggi. La ruota libera è disponibile per Sram XDR, Campagnolo e Shimano (HG e Microspline). Zipp ZR1 SL è disponibile anche come componente aftermarket. Il prezzo di listino è di 280 e 500 euro, rispettivamente per anteriore e posteriore.

Le ruote Zipp 353 NSW

La novità maggiore è rappresentata dalle 353 NSW, ovvero la più leggera della gamma. Integra il sensore di pressione AXS e porta in dote il nuovo mozzo ZR1 SL con cuscinetti ceramici. I raggi sono in acciaio ed i nipples sono esterni al cerchio. Quest’ultimo è full carbon ed ha il classico profilo NSW con altezza variabile 35/40 millimetri. E’ hookless con un canale interno di 25 millimetri di larghezza (la sezione ottimale dello pneumatico è di 30 millimetri). Il peso dichiarato è di 1310 grammi ed il prezzo di listino è di 3900 euro.

Zipp 454 NSW e 858 NSW, entrambe sono state alleggerite grazie all’impiego dei mozzi ZR1 SL (con sfere ceramiche), con un risparmio di oltre 30 grammi. 1400 grammi dichiarati per le 454, 1500 per le più alte 858, con profilo ondulato (rispettivamente) di 53/58 e 82/85 millimetri. Non integrano il sensore di pressione AXS e portano in dote il cerchio NSW. Entrambe hanno un canale interno hookless con 23 millimetri di larghezza. Il prezzo di listino è di 3.800 euro, comune ai due modelli.

Anche le 303 SW si aggiornano

Una tipologia di ruota che è diventata un vero e proprio simbolo per versatilità, utilizzata tanto su strada, quanto in ambito gravel (anche da competizione e pure nel ciclocross). La Zipp 303 SW ora integrano il sensore di pressione AXS, montato su un cerchio full carbon con canale interno hookless da 25 millimetri di larghezza.

E’ alto 40 millimetri ed il suo profilo è regolare (non NSW) e di fatto mutua il concetto espresso sulle XPLR. Anche in questo caso è stato utilizzato il nuovo mozzo ZR1, senza suffisso SL e senza i cuscinetti ceramici. Il prezzo di listino è di 1900 euro, mentre il valore alla bilancia è di 1440 grammi. Queste ruote sono ottimizzate per coperture larghe da 30 a 35 millimetri.

Novità anche per le gomme

Quella principale è relativa allo pneumatico top di gamma GoodYear F1 R Z29 Aero, sviluppato in collaborazione con Zipp. Z29 è un suffisso che rappresenta la larghezza dello pneumatico una volta montato sul cerchio Zipp TSS con canale interno da 23. Ha una carcassa da 180 Tpi ed un disegno del battistrada differenziato su tre punti. E’ slick al centro, mentre ai lati presenta dei ribs paralleli e dei piccoli cerchi (DNA Zipp) con diametri diversi. E’ una gomma sviluppata per essere veloce ed aerodinamica. I talloni sono con design Dual Angle, perfettamente configurabili con cerchi hookless.

La seconda novità in ambito gomme è rappresentata dalle GoodYear Vector R XPLR da 40 millimetri di sezione. E’ una gomma stradale maggiorata, prodotta nell’ottica di accontentare chi utilizza le ruote gravel XPLR anche in configurazione stradale. Questi pneumatici sono ottimizzati per canali interni da 32 millimetri. I due pneumatici, disponibili come aftermarket hanno un prezzo di listino di 100 euro (per singola gomma).

Zipp