Non una, ma ben due selle dedicate all’ultimo vincitore del Tour de France, vale a dire Tadej Pogacar. La corsa a tappe francese si avvicina e per l’occasione Prologo ha creato due selle Scratch M5 specialissime, che celebrano la vittoria del campione sloveno dell’edizione del 2020.
La sella di Tadej
La prima delle due selle è la replica esatta di quella usata da Tadej Pogacar sulla sua bicicletta. Questa versione sarà disponibile in 10 pezzi sull’e-commerce di Prologo e nella confezione ci sarà una cartolina autografata a mano dallo stesso Pogacar. A livello estetico si presenta con una banda gialla posta nella parte posteriore per ricordare la vittoria al Tour de France 2020 con il logo Prologo colorato con i colori della bandiera slovena e il logo personale del campione.
La sella Scratch M5 di Pogacar
In primo piano il logo personale del campione sloveno
La banda gialla per celebrare la vittoria del 2020 al Tour de France
La sella Scratch M5 di Tadej Pogacar
In primo piano il logo personale del campione sloveno
La banda gialla per celebrare la vittoria del 2020 al Tour de France
Edizione celebrativa
La seconda sella è la versione celebrativa che è stata data a tutto l’UAE Team Emirates per il Tour de France in modo da ricordare la vittoria dello scorso anno. Questa sella si presenta con un’ampia zona colorata di giallo con la scritta commemorativa della vittoria del 2020 e il logo di Tadej Pogacar. Anche per la versione celebrativa il logo Prologo è composto dai colori della bandiera slovena. Di questa versione ne saranno disponibili 100 pezzi nei migliori negozi di ciclismo sparsi nel mondo con un packaging speciale.
Ben visibile il logo Prologo con i colori sloveniE’ ben visibile il logo Prologo con i colori sloveni
Le tecnologie più moderne
A livello tecnico la Scratch M5 ha una forma ergonomica che è stata sviluppata con le più moderne tecnologie. Proprio grazie al suo design e alla sua forma è una sella unisex, con 250 millimetri di lunghezza e 140 millimetri di larghezza con un peso di soli 144 grammi. Questo risultato è dovuto all’utilizzo di materiali di grande qualità e al carro Nack Carbon.
Anche per la versione celebrativa c’è il logo personale di Pogacar
Il carro è in carbonio
L’ampia area gialla è per celebrare la vittoria al Tour del 2020
Anche per la versione celebrativa c’è il logo personale di Pogacar
Il carro è in carbonio
L’ampia area gialla è per celebrare la vittoria al Tour del 2020
Il Multi Sector System
Tra le varie tecnologie di cui è dotata la Scratch M5 spicca il Multi Sector System MSS, progettato con il supporto del Politecnico di Milano, che prevede diverse zone individuali mappate e separate lungo la sella. Ogni zona è composta da diverse schiume interattive e imbottiture unicellulari. Queste aree funzionano in modo indipendente adattandosi alle varie posizioni assunte dal ciclista durante la pedalata.
Tadej Pogacar in maglia gialla al Tour 2020Tadej Pogacar in maglia gialla a Parigi al Tour de France 2020
Stabilità e supporto
La forma rotonda permette di ruotare con naturalezza il bacino donando più stabilità e supporto alle zone lombari con un appoggio su una superficie ampia. Il sistema Active unisce i vantaggi dello scarico della pressione di una sella aperta, con la superficie più ampia di una sella chiusa. Il tutto si concretizza in una base aperta e coperta che scarica il peso del ciclista, favorendo la circolazione sanguigna. Inoltre, un ulteriore vantaggio è che si ha un’area di appoggio grande e fornisce maggiore protezione contro l’acqua e il fango provenienti dall’asfalto.
Viaggio con Van der Poel nella Sanremo vinta nonostante lo strepotere di Pogacar. La fatica sulla Cipressa. E poi la volata lunga che ha sorpreso Ganna
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La Scratch M5 CPC di Prologo vuole offrire lo standard più alto che una sella possa permettersi di garantire in termini di comfort e prestazioni. Per ottenere questo risultato, Prologo ha riportato sui propri prodotti la tecnologia CPC (Connect Power Control), già utilizzata in Formula 1. Si tratta di un sistema che garantisce comfort e performance grazie all’assorbimento delle vibrazioni. Inoltre protegge muscoli, tendini e tessuti molli dalle sollecitazioni della strada, essendo posizionata in punti fisiologicamente strategici. Tra le qualità più interessanti troviamo la nano-struttura, realizzata grazie a uno speciale polimero conico 3D che riesce a ridurre la fatica muscolare e soprattutto diminuisce la temperatura che si genera nella zona di contatto, facilitando il flusso d’aria.
Il profilo molto filante della Prologo Scratch M5 CPCIl profilo molto filante della Prologo Scratch M5 CPC
Prologo e il Sistema PAS
Osservando attentamente la sella, non può sfuggire lo spazio interno aperto, ovvero il sistema PAS (Perineal Area System). E‘ un canale studiato per migliorare la circolazione sanguigna riducendo i picchi di pressione e i conseguenti intorpidimenti dovuti al contatto prolungato con lo spazio centrale della sella. E’ estremamente performante, permette al ciclista di assumere posizioni aerodinamiche senza il rischio di scivolare, grazie all’efficace grip. Il prezzo consigliato al pubblico è di 167 euro.
La cronometro inaugurale di Torino è partita da poco. Alcuni corridori l’hanno già conclusa, alcuni sono sul percorso ed altri ancora devono partire. Sarebbe stato il giorno ideale di “Monsieur Prologue”, all’anagrafe Thierry Marie.
Nella sua carriera divenne uno specialista di questi prologhi. Ne conquistò tre al Tour de France, uno alla Vuelta e uno al Giro d’Italia. Ma la crono d’apertura, specie quando è breve è per “specialisti al quadrato”: non solo passisti dotati di grande potenza, ma corridori che preparano in modo specifico quella gara, lavorano sulla durata di quello sforzo. E curano anche gli aspetti tecnici.
“Gli occhi più belli del ciclismo” lo definirono le appassionate“Gli occhi più belli del ciclismo” lo definirono le appassionate
Marie dalla Normadia…
Ma chi era questo Thierry Marie? Era un ragazzo nato il 25 luglio del 1963 nel Nord della Francia e più precisamente a Bénouville cittadina nel Calvados, una regione storica della Normandia. La sua era un cittadina fiera e combattiva e Thierry deve averne ripreso il suo carattere battagliero. Bénouville infatti fu la prima ad essere liberata dall’occupazione nazista. Ma una grossa mano agli Alleati la diedero i suoi abitanti. Meno di 20 anni dopo quella liberazione nacque Thierry.
Il ragazzo sin dalle scuole mostrò il suo interesse per il ciclismo. Ma se nel suo paese non c’erano squadre, nella vicinissima Caen non solo c’è era un team per ragazzi, il Velo Club Caen, ma anche un velodromo. Ed è lì che cresce Thierry. E’ lì che sviluppa le sue doti di cronoman e sviluppa la sua forza. E’ particolarmente bravo nell’inseguimento, come il nostro Filippo Ganna. Ma non a suoi livelli è chiaro!
Thierry Marie ha vinto 11 prologhi in carrieraThierry Marie ha vinto 11 prologhi in carriera
Piccolo ma potente
Eppure Marie, capelli biondi e occhioni azzurri, non è un gigante. E’ alto 174 centimetri e il suo peso è quasi da scalatore: 68 chili. Ma la salita non è il suo forte e infatti conquista la Roubaix dei dilettanti, tanto per far capire che corridore fosse.
Nel 1985 passa professionista nella Renault Elf. In quegli anni la casa francese dominava in Formula Uno con il Turbo e nel ciclismo aveva uno squadrone: i fratelli Madiot, Charly Mottet e soprattutto Laurent Fignon. Non era facile farsi notare tra quei calibri. Thierry ci riesce.
Esordisce al Tour de France con un 12° posto nel prologo iniziale. Davanti a lui ci sono assi come Hinault, Lemond, Roche, Anderson. La Grande Boucle però lo lancia alla grande verso il finale di stagione e vince il prologo dell’Avenir e poi il Tour du Limousin.
Prima dei prologhi Marie era concentratissimo. E anche un po’ nervoso a suo direPrima dei prologhi Marie era concentratissimo. E anche un po’ nervoso a suo dire
Il primo specialista
Marie è intelligente e capisce subito quali sono i suoi punti di forza. Cerca di esaltare le sue caratteristiche. In qualche modo fu tra i primi a specializzarsi.
E così l’anno dopo, nel 1986, si divora i 4,6 chilometri tra Boulogne e Billancourt che aprono il Tour de France. La sua media oraria supera i 51,5 all’ora. Qualche mese prima, quando la Vuelta anticipava il Giro, aveva vinto anche il prologo in Spagna.
«Ma vincere il prologo del Tour era il mio obiettivo», disse l’allora 23 enne Thierry. «Prima di una crono e di un prologo, specialmente, erano guai a parlarmi. In quei momenti ero concentrato, quasi in trance. Mi informavo sul percorso e lo ripassavo nella mia mente all’infinito, lo imparavo a memoria e lo facevo più volte possibile anche in bici».
Le cronometro diventano il suo pane. Vince quelle d’apertura alla Parigi-Nizza (1989, 1991) e in altre corse più piccole. Fa suo un Trofeo Baracchi con Fignon e, più in là, conquista anche un titolo nazionale.
Per tornare ad alzare le braccia al cielo nell’appuntamento a cui tiene di più, il prologo del Tour, Thierry deve aspettare quattro anni però. E’ il 1990, il normanno è passato alla Castorama e la Grande Boucle scatta da Futuroscope, un parco divertimenti del futuro, ad un centinaio di chilometri a Sud di Tours. E’ il 30 giugno e nei 6,3 chilometri di quel prologo precede nientemeno che Greg Lemond. Il francese rifila 4” all’americano infliggendogli la metà del distacco con cui 12 mesi prima aveva vinto il famoso Tour a danno di Fignon. Greg poi vincerà anche quell’edizione del Tour.
L’anno dopo Marie si ripete a Lione. Prologo di 5,4 chilometri. Vince per appena 2” su Erik Breuking e 3” ancora su Lemond.
Questa bici la utilizzò nel 1992Questa bici la utilizzò nel 1992
Super bici per il Giro
Con quello della Vuelta e i tre del Tour, a Marie manca il suggello di questa tipologia di gara in Italia. L’occasione gli si presenta nel 1992. Il Giro torna a partire con un prologo. Marie è il favorito. E’ il 24 maggio, ci sono da affrontare 8 chilometri spaccati nel cuore di Genova e fa caldo. La gente si sventola con quello che ha in mano alle transenne. Marie nel finale per un istante smette di pedalare e guarda in basso. Poi riprende come se nulla fosse. Il suo tempo è di 9’59”. E’ primo e sarà l’unico ad abbattere la soglia dei 10′.
Curiosità: prima di lui partì Cipollini. Mario non aveva il casco e impugnava il manubrio aerodinamico con le “corna di bue” ai lati e non sulle protesi. Marie invece era in posizione e aveva il casco aerodinamico, che più o meno era il guscio d’uovo di Calimero!
Ultimi successi…
Marie sull’arrivo di Le Havre al Tour del 1991 dopo 234 chilometri di fuga solitariaMarie sull’arrivo di Le Havre al Tour del 1991 dopo 234 chilometri di fuga solitaria
Quel 1992 però segna anche l’inizio del tramonto di Thierry. Un tramonto lungo e costellato comunque di bei successi.
Un mese dopo il Giro, al Tour incontra Indurain che non è più il giovane che cresce ma il campione che tutti conosciamo. Nonostante Thierry si presenti al via con una bici futuristica non va oltre il quarto posto. Il Navarro è il re di quel prologo e alle sue spalle ci sono Zuelle, Bugno e proprio Marie, che resta comunque l’idolo dei francesi. Lui infatti è un combattente nato. Oltre a vincere i prologhi e a indossare le maglie gialle va anche in fuga. E‘ detentore tutt’ora della fuga solitaria più lunga dell’era moderna. Siglò questa impresa nel 1991 nella tappa di Le Havre: 234 chilometri di attacco su 259 chilometri di tappa.
Negli anni iniziano ad arrivare altri specialisti. A rubargli la scena nel 1994 è Chris Boardman: inglese mastodontico anche lui con passato, e che passato, nella pista (campione olimpico nell’inseguimento a Barcellona 1992). E infatti Chris mette in riga persino Indurain. Marie è sesto quell’anno. Boardman si presenta con una bici che si era vista solo in pista. Un missile rivoluzionario, simile a quello con cui aveva strappato l’anno prima il Record dell’Ora a Moser. Cura l’aerodinamica in modo diverso. Insomma apre davvero le porte del futuro.
Marie alla fine della sua carriera conquistò 11 prologhi e molte altre cronometro, tra cui un titolo nazionale, come abbiamo detto, nel 1995 suo ultimo grande successo. Gli si chiedeva di provare a fare classifica visto che il suo peso non era particolarmente elevato, ma lui non cadde nella trappola. Pensate che il suo miglior piazzamento in un grande Giro è stato un 53° posto al Tour del 1994 ad un’ora e 48′ da Indurain. E alla fine ha avuto ragione lui se oggi ancora ci ricordiamo di Monsieur Prologue.
Merida e Bahrain è uno dei tanti binomi che si sono rinnovati in questo 2021. Le biciclette del marchio taiwanese accompagneranno Mikel Landa, Damiano Caruso e Pello Bilbao alla ricerca di un successo in un grande Giro. A disposizione della Bahrain Victorious ci sono: la Scultura, la Reacto e la Time Warp TT.
Scultura per la salita
Tra tutte le biciclette in dotazione ai ragazzi della squadra bahrenita, certamente la Scultura è quella più adatta ai tracciati con molta salita. Il telaio in carbonio versione per freni a disco fa fermare l’ago della bilancia a 830 grammi nella taglia 54. Le linee sono certamente più sfinate rispetto alle biciclette aerodinamiche, come la Reacto, anche se i tecnici Merida hanno realizzato dei profili dei tubi “Naca Fastback” per ottimizzare l’impatto con l’aria. La Scultura permette di montare dei pneumatici fino ad un massimo di 28 millimetri di larghezza.
Manubri e ruote sono Vision
A livello di manubrio troviamo varie soluzioni, in quanto i corridori della Bahrain possono scegliere fra i tanti manubri prodotti da Visione daFSA. Come abbiamo avuto modo di capire conEros Capecchi, alcuni corridori preferiscono montare il manubrio con l’attacco separato di FSA dalle linee più tradizionali, mentre altri come lui, preferiscono utilizzare il manubrio integrato Vision Metron 6D e altri ancora il Metron 5D.
Anche le ruote sono marchiate Vision e nella Scultura che vediamo nell’immagine di apertura sono montate le Metron 40SL, con un profilo da 40 millimetri un po’ più adatte alla salita. Il cerchio ha un profilo aerodinamico frutto di studi al CFD e in galleria del vento e sono assemblate a mano in Italia.
La Merida Reacto è una delle più longeve bici aeroLa Merida Reacto è una delle più longeve biciclette aerodinamiche
Una delle prime
Passando alla nuova Reacto, diciamo che siamo di fronte a una delle prime biciclette aerodinamiche comparse sul mercato. Quella che vediamo oggi è l’ultima evoluzione di una bici dal design molto generoso con dei tubi con profilo tagliato a goccia Naca0028, che permette ai flussi d’aria di scorrere in maniera più pulita e veloce. Sulla Reacto i corridori della Bahrain Victorious montano i manubri integrati in carbonio di Vision e le ruote Metron 55SL con un profilo di 55 millimetri e raggi piatti per essere più aerodinamiche. Ovviamente anche queste ruote vantano le stesse tecnologie e metodo costruttivo delle Metron 40SL.
La Wrap TT con la lenticolare Metron TFWLa Wrap TT con la ruota lenticolare Vision Metron TFW
Più leggera e veloce
In occasione delle cronometro verrà utilizzata la Time Warp TT. L’ultima versione ha visto la luce alla fine del 2018 con una seri di miglioramenti notevoli rispetto alla precedente. La Ricerca e sviluppo di Merida è riuscita a migliorare l’aerodinamica con un incremento di 9 watt a parità di velocità. Inoltre, il peso è stato ridotto di 400 grammi, un bel vantaggio in caso di cronometro con un profilo ondulato. Il manubrio da cronometro è fornito sempre da Vision, così come le ruote, con la lenticolare Metron TFW al posteriore e la Metron 81SL all’anteriore.
La Scratch M5 è molto apprezzata dai prò della BahrainLa sella Prologo Scratch M5 è una dalle più apprezzate dai ragazzi della Bahrain Victorious
A livello di gruppo troviamo lo Shimano Dura Ace Di2 così come i pedali, mentre come pneumatici vengono montati i tubolari o i tubeless di Continental. A completare l’equipaggiamento ci sono i portaborracciaElite e le sellePrologo.
Anche per il 2021 Prologo conferma la propria qualificata presenza nel mondo del professionismo affiancando in qualità di partner tecnico alcuni fra i team più forti e prestigiosi a livello maschile e femminile.
Si fa notare la sella con il leone delle Fiandre di BettiolTra le selle dell’Education First-Nippo spicca quella con il leone delle Fiandre di Bettiol
Al Giro con la Eolo-Kometa
Scendendo nel WorldTour e fra i Continental Team, le due categorie al di sotto del WorldTour, troviamo rispettivamente i seguenti team: Total Direct Energie, Gazprom-Rusvelo, Vital Concept, Euskadi, Team Novo Nordisk, Burgos BH, Rally Cycling, Vorarlberg Santic, Eolo-Kometa. In quest’ultimo caso stiamo parlando di un team che ha raccolto l’interesse e la curiosità di tifosi ed addetti ai lavori essendo il frutto di un progetto nato dalla collaborazione fra due campioni del calibro di Alberto Contador e Ivan Basso. Per la Eolo-Kometa quest’anno è in programma il debutto al Giro d’Italia.
La Dimension TRI che usa anche Pogacar a cronometroLa sella Prologo Dimension TRI usata anche da Pogacar nelle prove contro il tempo
L’intera gamma a disposizione
Prologo ha messo a disposizione di tutti i team l’intera gamma delle proprie selle in modo da poter soddisfare ogni genere di richiesta e necessità. Sono però due le linee a farla da padrone: Scratch M5 e Dimension. Per quel che riguarda la Scratch M5 è possibile scegliere tra la versione chiusa e quella aperta, con CPC (i polimeri 3D posizionati sulla cover) oppure senza. Nel caso della linea Dimension merita una particolare attenzione la Dimension TRI, la sella da crono scelta da molti professionisti, tra cui lo stesso Pogacar. Entrambe le linee sono usate indifferentemente dai team maschili e femminili. Si tratta infatti di selle corte ed ergonomiche, pensate appositamente per essere unisex. Il fatto che i team utilizzino modelli diversi è una conferma del fatto che le selle Prologo rispondono al meglio ad ogni tipo di richiesta.
La Festa della donna, 8 marzo, anche in bicicletta: ci pensa Prologo. Si è così presi da record e prestazioni, che ci si ferma raramente ad approfondire il bello che abbiamo intorno. Così l’azienda lombarda si è riproposta di valorizzare il proprio impegno nel ciclismo femminile, non certo o non solo per parlare dei suoi prodotti, ma per raccontare il ciclismo delle ragazze. Il modo in cui essere donna si coniuga con una disciplina cui vengono spesso associati soltanto i concetti di fatica e sofferenza e che invece può essere vissuta con grazia, impegno e passione.
Il manifesto di Prologo per la celebrazione dell’8 marzo, la Festa della donnaIl manifesto di Prologo per la Festa della donna
Un’intera settimana
A partire da oggi, con una campagna che durerà per tutta la settimana, Prologo vuole far capire che i prodotti sviluppati per i professionisti sono a disposizione di tutti.
«Come sponsor tecnici – racconta Alberto Mizzon, Referente Marketing dell’azienda – siamo accanto a sei grandi squadre di ciclismo femminile, come la Fdj Nouvelle Aquitaine e la Monex, ma quello che vogliamo emerga davvero è il modo in cui la bicicletta si inserisce nella vita di una serie di nostre ambassador. Professioniste e madri, showgirl e attiviste».
Justin Mattera, showgirl e madre (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Francesca Giani, madre e ciclista (foto Emanuele Barbaro)
Francesca Giani e Justin Mattera, entrambe madri (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Sabrina Schillaci, ultracyclist e fondatrice di Onlus (foto Emanuele Barbaro)
Durante lo shooting, qualche momento di sosta (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Sabrina Schillaci, ultracyclist e fondatrice di Onlus (foto Emanuele Barbaro)
Justn Mattera, la bici è anche glamour (foto Emanuele Barbaro)
Elena Martinello è social media manager e guida di Mtb (foto Emanuele Barbaro)
Ancora Justin Mattera, volto noto nel ciclismo (foto Emanuele Barbaro)
Valentina Recanati, ex atleta, showgirl e ingegnere (foto Emanuele Barbaro)
Justin Mattera, showgirl e madre (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Francesca Giani, madre e ciclista (foto Emanuele Barbaro)
Francesca Giani e Justin Mattera, entrambe madri (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Sabrina Schillaci, ultracyclist e fondatrice di Onlus (foto Emanuele Barbaro)
Greta Seinwald, pro’ del Team Santa Cruz (foto Emanuele Barbaro)
Durante lo shooting, qualche momento di sosta (foto Emanuele Barbaro)
Sabrina Schillaci, ultracyclist e fondatrice di Onlus (foto Emanuele Barbaro)
Justn Mattera, la bici è anche glamour (foto Emanuele Barbaro)
Elena Martinello è social media manager e guida di Mtb (foto Emanuele Barbaro)
Ancora Justin Mattera, volto noto nel ciclismo (foto Emanuele Barbaro)
Valentina Recanati, ex atleta, showgirl e ingegnere (foto Emanuele Barbaro)
Sette ragazze
A partire da oggi, 8 marzo, nei profili social delle sette ambassador selezionate e su quelli di Prologo, sono apparsi dei video in cui ciascuna racconta il modo in cui si è avvicinata al ciclismo e offre consigli ad altre donne che vogliano fare lo stesso, in modo da far capire che la passione per questo sport sia aperta a tutti.
«Sono personalità differenti – racconta Mizzon – con storie differenti. Stiamo parlando fra le altre di Justin Mattera, triatleta e showgirl. Sabrina Schillaci, ultracyclist. Valentina Recanati, ex atleta e showgirl. Elena Martinello social media manager e guida di Mtb. Dopo questa prima fase, mercoledì le atlete posteranno le foto scattate nell’apposito shooting, mentre noi presenteremo le squadre sponsorizzate per il 2021. E il Team Tibco-Silicon Valley Bank, squadra americana che dal 2004 manda fior di atlete a mondiali e Olimpiadi, sarà protagonista di un video sui prodotti che forniamo loro».
Una settimana speciale, fortemente voluta da Prologo, perché il ciclismo continui a fare breccia nell’universo femminile che, obiettivamente, rappresenta una frontiera fertile e ricca di margini. Con le palestre di spinning ancora chiuse e la bella stagione in arrivo, il mondo là fuori è il set perfetto per un film al femminile.
"Seconda puntata" dopo la scelta, come si monta la sella? La messa in bolla non è più un dogma. Sentiamo Tosello, meccanico Astana, Fusaz, biomeccanico del CTF Lab
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Lo scorso anno Prologo ha legato il proprio nome a Tadej Pogacar, vincitore di un Tour de France che sarà molto difficile da dimenticare per le forti emozioni che ha saputo regalare. Prologo non vuole però limitarsi ad essere solo sinonimo di selle di successo, vuole anche fare informazione o forse è più corretto dire formazione.
Informazioni precise
Il management dell’azienda è infatti fermamente convinto che non siano solo le nuove tecnologie a migliorare la performance dell’atleta e il suo comfort. Un ruolo di primo piano lo devono avere anche una serie di precise informazioni fornite all’utente finale con lo scopo di aiutarlo nella scelta della sella corretta.
Angelo Furlan è uno dei due insegnanti scelti da PrologoAngelo Furlan è uno dei due insegnanti scelti da Prologo
Bettini e Furlan insegnanti
Per raggiungere l’obiettivo prefissato sono stati realizzati una serie di video, visibili sul sito di Prologo, con protagonisti Paolo Bettini e Angelo Furlan che si propongono di guidare l’utente finale nell’individuazione della sella giusta e del suo set-up ottimale. La scelta dei due insegnanti non è casuale. Nel primo caso stiamo parlando di un fuoriclasse del ciclismo con un palmares ricchissimo di successi impreziosito da due campionati del mondo e da un oro olimpico. Angelo Furlan invece ha alle sue spalle una carriera professionistica di assoluto rilievo. Oggi è coach e consulente di alto livello oltre ad essere anche collaboratore della Federazione Ciclistica Italiana nel ruolo di istruttore/formatore.
Due selle Prologo messe a confronto da Paolo BettiniDue selle Prologo messe a confronto da Paolo Bettini
Il calendario
Le video lezioni sono iniziate nella seconda metà di gennaio e termineranno a inizio marzo secondo un calendario ben preciso finalizzato ad aiutare l’utente finale a individuare la sella adatta:
– 22 gennaio – introduzione alla scelta della sella perfetta. – 29 gennaio – sella corta e sella lunga. – 5 febbraio – sella chiusa o con canale? – 12 febbraio – uomo o donna: le differenze. – 19 febbraio – valutazione del BMI o indice di massa corporea. – 26 febbraio – la sella migliore per la strada. – 5 marzo – montaggio sella corta.
Sarà naturalmente possibile inviare delle domande a Bettini e Furlan che non mancheranno di dare risposte precise e fornire consigli utili mettendo a disposizione dell’utente finale la loro grande esperienza di atleti.
La bicicletta usata da Pello Bilbao nella cronometro del Giro d’Italia di Valdobbiadene è la Merida Warp TT. Tra tutti i componenti con cui è equipaggiata merita una particolare attenzione la ruota lenticolare di Vision: la Metron TFW.
Vernice super leggera
Iniziamo con il dire che la Warp TT è una bicicletta che il marchio taiwanese ha presentato nella seconda parte del 2018 ed è improntata alla massima efficienza aerodinamica, anche se rispetto alla versione precedente è più leggera di ben 400 grammi. Nello specifico la Merida Warp TT di Pello Bilbao è dotata di freni caliper con ruote Vision. Proprio queste sono molto interessanti, perché la lenticolare posteriore è una novità assoluta di Vision. La Metron TFW ha una verniciatura leggerissima di solo 4 grammi che migliora anche l’aerodinamica. Per l’occasione è stata creata un’elegante grafica customizzata McLaren. Il peso è di soli 945 grammi.
La nuova ruota lenticolare Metron TFW usate da Bilbao
La nuova ruota lenticolare Metron TFW usata da Bilbao nelle cronometro al Giro d’Italia
Manubrio e sella specifici
Anche il manubrio tipico da cronometro è marchiato Vision. La Warp permette un’ampia regolazione in altezza in modo da far trovare la posizione migliore ai corridori del Team Bahrain-McLaren.
La sella Prologo T-Gale TT CPC è pensata per le prove contro il tempo e presenta una misura di 240 per 180 millimetri. Una sella con un naso più corto della media, che aiuta a mantenere la posizione bassa per lunghi tratti. Il CPC, Connect Power Control, aiuta ad assorbire meglio gli urti e a stabilizzare la posizione in sella del corridore.
Per quanto riguarda i rapporti, Pello Bilbao ha montato all’anteriore un 56-42 con un pacco pignoni 11-30. Rapporti scelti per spingere al meglio nei tratti pianeggianti e andare agile sulle salite arcigne come Cà del Poggio.