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Jonathan Milan nuova Merida Reacto

La Merida Reacto CF5 di Milan e compagni

13.04.2021
4 min
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Con la stagione 2021 sono arrivati in casa Bahrain il promettente corridore Jonathan Milan e la nuova Merida Reacto. La storico modello del marchio taiwanese ha raggiunto così la sua quarta versione. Per capire come si comporta questa nuova bicicletta abbiamo parlato proprio con il giovane friulano.

Rigida e guidabile

Diciamo subito che Merida è un marchio che ha ben 40 anni di esperienza nella produzione di biciclette ed è ormai da molti anni impegnata nel professionismo sempre accanto a corridori di primissimo livello. La Reacto è stata una delle prime aero bike presenti sul mercato e ha conseguito numerosi successi. Ora la nuova versione si presenta sempre molto amica dell’aerodinamica, ma con alcuni accorgimenti che la rendono un po’ più confortevole e leggera.
«E’ una bicicletta rigida che mi è piaciuta molto sin da subito – ci dice Jonathan Milan – e di cui apprezzo molto la guidabilità».

Jonathan Milan con Marco Haller sulle nuove Merida Reacto
Jonathan Milan con Marco Haller sulle nuove Reacto
Jonathan Milan con Marco Haller sulle nuove Merida Reacto
Jonathan Milan con Sonny Colbrelli e Marco Haller sulle nuove Merida Reacto

Coperture più larghe

Una delle novità maggiori della nuova Reacto sta nella possibilità di montare coperture più larghe rispetto al modello precedente, arrivando fino a 30 millimetri di larghezza. Una qualità che è risultata comoda nella recente campagna del Nord.
«Nelle gare sul pavé ho montato pneumatici da 28 millimetri – ci spiega il neoprofessionista friulano – e mi sono trovato ottimamente. Durante le ricognizioni dei percorsi, quando si provano anche i materiali, ho visto che la Reacto si guidava molto bene e mi dava sicurezza anche sui terreni più difficili».

Jonathan Milan nuova Merida Reacto
Da notare lo sterzo basso e il carro molto compatto
Jonathan Milan Nuova Merida Reacto
Si notano lo sterzo basso e il carro molto compatto della nuova Reacto

Geometria racing

La Reacto è una bicicletta con geometrie orientate alla competizione. Il carro posteriore è molto compatto, con una lunghezza dei foderi bassi di 40,8 millimetri. Il tubo sterzo è basso, mentre il tubo orizzontale è abbastanza lungo. Un’impostazione pensata per chi ama gareggiare.
«Il carro così compatto la rende molto reattiva nei rilanci, sento proprio che mi viene dietro alla perfezione – e poi Milan aggiunge – la Reacto ha una geometria che la rende lunga e bassa e all’inizio della stagione avevo un po’ di timori, perché io sono uno molto sensibile ai cambiamenti tecnici, sento molto le differenze nei materiali. Invece, devo dire che abbiamo riportato le misure che avevo sulla Pinarello e non ho avuto nessun problema, anzi come dicevo prima mi trovo molto bene».

Un occhio al comfort

I tecnici Merida oltre a permettere il passaggio gomme più largo hanno lavorato sul comfort introducendo il reggisella S-Flex, sempre dalla forma aerodinamica, ma con una specie di incavo che ha la funzione di smorzare le vibrazioni.
«Venendo da una bicicletta molto diversa come la Pinarello F12, avevo timore di soffrire anche a livello di comodità, invece anche in questa caratteristica mi sono trovato bene e non ho patito il cambio».

Reacto CF3
La versione CF3 con stesse geometrie e colori di quella della Bahrain
Reacto CF3
La Reacto nella versione CF3 con stesse geometrie e colori di quella della Bahrain Victorious

Due versioni disponibili

Ricordiamo che i corridori della Bahrain Victorious corrono con il telaio nella versione CF5 dal peso di 965 grammi in taglia M, che è la più pregiata, ma per chi volesse risparmiare qualche euro, Merida ha realizzato anche la versione CF3 sempre con le stesse linee e geometrie ma con qualche grammo in più. A proposito di peso abbiamo chiesto a Jonathan Milan come si trova quando la strada sale.
«Per le mie caratteristiche io non devo fare chissà che ritmi in salita, però devo dire che su questo terreno mi ha sorpreso perché va molto bene, grazie alla sua reattività mi da delle buone sensazioni anche in salita».