Alessio Magagnotti, Francesco Lamon, Italia, mondiali pista Shanghai

Quartetto (con Magagnotti), passo d’argento verso Los Angeles

16.10.2026
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La prima avventura nel quartetto dei grandi per Alessio Magagnotti è terminata con una medaglia d’argento al collo, al suo fianco i campioni di Tokyo: Filippo Ganna, Jonathan Milan e Francesco Lamon. Il ragazzo di Trento era stato accolto subito bene nel gruppo della pista, lui che da junior aveva fatto vedere grandi cose. Un talento che lo ha portato a soli 19 anni ad entrare nei quattro atleti che si sono giocati la medaglia d’oro a Shanghai, in una disciplina delicata se si considera la difficoltà del gesto. A tutto questo si aggiunge anche il cammino da fare in ottica Los Angeles, nel quale servirà raccogliere i punti sufficienti per strappare la qualificazione alle olimpiadi americane. 

«All’inizio di questo cammino mondiale c’era un po’ di ansia – ammette Magagnotti – ma ho cercato di rimanere tranquillo e di dare il meglio di me, come sempre. Il cambio di ritmo in una prova elite è evidente, inoltre arrivavo a questo mondiale con una nuova posizione che è quella del secondo. Non si tratta di un ruolo facile, perché la partenza la subisci molto e dopo c’è da fare una bella tirata per tenere alta la velocità. Senza dimenticare che alle mie spalle avevo due atleti del calibro di Milan e Ganna».

Mondiali Shanghai 2026, pista, Filippo Ganna, quartetto, inseguimento a squadre, argento
L’Italia è uscita dal mondiale di Shanghai con un argento nell’inseguimento a squadre, un bel segnale per il futuro
Mondiali Shanghai 2026, pista, Filippo Ganna, quartetto, inseguimento a squadre, argento
L’Italia è uscita dal mondiale di Shanghai con un argento nell’inseguimento a squadre, un bel segnale per il futuro

Avvicinamento da interpretare 

Il primo mondiale su pista tra gli elite di Alessio Magagnotti è iniziato nel velodromo di Montichiari, quando ha preso le misure con i nuovi compagni di quartetto.

«A Montichiari abbiamo provato tanto – spiega Magagnotti – per capire come affrontare la nuova posizione e cosa potessi fare. Il secondo è un ruolo delicato ma l’unico nel quale potessi inserirmi. Nel momento della tirata, anche se corta, ho sentito tanto la fatica. Allenarmi e poi correre con Milan, Lamon e Ganna è sicuramente uno stimolo. Era la prima volta che mi trovavo a girare a queste velocità in un quartetto, quindi i riferimenti da prendere non erano molti. Inoltre ho sempre girato a Montichiari in estate, con una pista più veloce di quella che abbiamo trovato nelle settimane scorse di preparazione ». 

«Come ho detto ero abituato a fare il terzo da junior – dice – quindi avevo tirate più lunghe ma regolari perché mi portavano subito a velocità. Ora questo compito è toccato a me, con velocità e ritmi molto elevati per lanciare al meglio Milan e Ganna».

I consigli dei grandi

Il viaggio verso Shanghai e l’approccio alla pista e al clima di gara lo hanno portato a confrontarsi con la realtà avendo i primi riferimenti concreti e un confronto con gli altri. Jonathan Milan ce lo aveva detto quanto fosse importante parlare con Magagnotti e dargli i giusti consigli in vista dell’esordio al mondiale di Shanghai. Un conto però è girare a Montichiari, un altro è trovarsi poi a giocarsi l’accesso alle semifinali e alla finale. 

«La qualifica del primo giorno ci è servita per prendere le misure in corsa – dice ancora Alessio Magagnotti – perché abbiamo fatto molti errori, in particolare da parte mia. E’ stata importante la pausa prima delle semifinali dove i ragazzi mi hanno dato dei consigli e mi hanno detto dove migliorare. Ho affrontato la seconda sessione più concentrato e consapevole di dove sarei potuto arrivare e cosa non si poteva sbagliare. Siamo riusciti ad abbassare il tempo di quasi due secondi tra le due sessioni. I ragazzi mi hanno fatto i complimenti, dicendomi anche quali aspetti fossero da migliorare ancora».

Il gruppo 

L’aspetto che rimane dalle parole di Alessio Magagnotti è la semplicità con la quale si riesce a lavorare nonostante ci si trovi davanti a dei mostri sacri della pista. Il giovane ancora in forze alla Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies è entrato nel quartetto come uno di famiglia e il lavoro verso Los Angeles è appena iniziato. 

«Lamon lo conoscevo da molto tempo – racconta ancora – ogni volta che venivo a Montichiari a girare lui era sempre lì. Milan e Ganna li ho conosciuti poi ma sono due persone normalissime, magari all’inizio avevo un po’ di ansia addosso. Invece una volta entrato nel ritiro ho avuto modo di scambiarci due parole e abbiamo subito fatto squadra. Secondo me è l’aspetto più bello, quanto sia affiatato il gruppo azzurro».

«Il secondo posto a un mondiale è positivo – conclude – perché arriviamo tutti da una stagione intensa su strada. Inoltre non abbiamo provato come le altre nazionali, abbiamo sicuramente fatto il nostro massimo per questa rassegna. La Danimarca è stata nettamente più forte, ma noi lavoreremo, conosciamo le nostre potenzialità e cercheremo di arrivare più pronti possibile per gli appuntamenti che ci aspettano e speriamo di rafforzare il gruppo. Insieme a Salvodi già abbiamo parlato di come limare questo gap con la Danimarca, quindi la voglia di lavorare c’è».

Salvoldi: la prima medaglia a Shanghai se la gioca il quartetto

15.10.2026
4 min
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Il finale di stagione di Dino Salvoldi lo sta vedendo in Cina, dove guida la nazionale maschile ai mondiali su pista di Shanghai. Un secondo appuntamento iridato sul parquet con gli azzurri elite dopo l’esordio in Cile un anno fa. Il cittì bresciano a Montichiari ha lavorato con i ragazzi delle varie discipline endurance e di gruppo preparando questo delicato appuntamento, domani sarà il giorno in cui inizieranno ad arrivare le prime risposte. 

Fino ad adesso i confronti esterni sono stati pochi, l’europeo di febbraio in Turchia è un lontano ricordo. Troppo anche per prenderlo come riferimento, dato che nel mezzo c’è stata un’intera stagione su strada. Le varie tappe di coppa del mondo hanno detto qualcosa, ma ora è arrivato il momento di avere dei primi riscontri reali del cammino fatto. I primi risultati parlano di una nazionale arrivata a giocarsi la finale per la medaglia d’oro nel quartetto. Oggi capiremo il metallo che gli azzurri metteranno al collo. 

«Arriviamo al mondiale di Shanghai – racconta Salvoldi – con un percorso altalenante e che deve tenere in considerazione degli impegni avuti dai nostri ragazzi. Qualcuno di loro ha lavorato con maggiore continuità, ad esempio Lamon. Mentre Milan è arrivato con una seconda parte di stagione improntata a questo mondiale. Un corridore come Ganna, infine, ha concluso la stagione su strada alla Coppa Bernocchi (il  5 ottobre, ndr)».

Montichiari, Dino Salvoldi, Filippo Ganna
Salvoldi ha lavorato con i ragazzi del quartetto a Montichiari per rifinire gli ultimi dettagli prima del mondiale
Montichiari, Dino Salvoldi, Filippo Ganna
Salvoldi ha lavorato con i ragazzi del quartetto a Montichiari per rifinire gli ultimi dettagli prima del mondiale
Tu in che modo hai preso le misure?

Lo si fa gioco forza, è così e lo sappiamo. Bisogna trovare l’equilibrio, magari ci manca un po’ di sicurezza sulle prove di gara. In quelle sessioni si curano aspetti che migliorano con continuità e applicazione, lo si vede nel quartetto ma anche in altre discipline. 

Quale aspetti o punti avete curato maggiormente?

Credo che l’aspetto più importante, in qualsiasi specialità della pista e in generale nello sport, è partire da un buon livello di salute e di qualità degli atleti. Da questo punto di vista abbiamo avuto qualche problemino con il più giovane del gruppo, Magagnotti. Alessio ha avuto un problema alla gamba destra ma è stato valutato positivamente e sarà parte del quartetto. 

Montichiari, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti
L’esperienza di corridori come Lamon è stata fondamentale per inserire al meglio il giovane Magagnotti
Montichiari, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti
L’esperienza di corridori come Lamon è stata fondamentale per inserire al meglio il giovane Magagnotti
Che mondiale sarà?

L’obiettivo è cercare di fare il miglior piazzamento possibile, perché oltre ad essere un campionato del mondo è anche la prima prova di qualificazione per le Olimpiadi e tra tutte è quella che assegna il maggior numero di punti. Sapendo come sono calendarizzate le altre gare di qualifica diventa importante partire con il piede giusto. 

Il primo passo è il più importante?

In un certo senso, qualificarsi per le Olimpiadi è veramente un’impresa, molto più che programmare l’evento stesso. 

Montichiari, Jonathan Milan, Simone Consonni
Simone Consonni correrà omnium e madison, ma Salvoldi lo ha inserito anche come riserva per il quartetto
Montichiari, Jonathan Milan, Simone Consonni
Simone Consonni correrà omnium e madison, ma Salvoldi lo ha inserito anche come riserva per il quartetto
Anche per questo Consonni andrà a fare le prove di gruppo?

Diciamo intanto che la sua bicicletta da inseguimento sarà presente a Shanghai. La scelta di puntare su l’omnium è condivisa, soprattutto è un’opportunità che Consonni aspetta da tanto tempo. Era arrivato il momento di raccogliere l’eredità di Viviani.

Che impressione hai del gruppo azzurro?

L’atmosfera e l’armonia mi sembrano davvero ottime, anche per me sarà il primo mondiale con Milan, Ganna, Consonni. Nonostante li conosca da anni non ho mai avuto modo di vederli da dentro e di conoscere le dinamiche di gruppo che vanno al di fuori dell’allenamento. Capiremo in prossimità dell’evento, ma penso che il loro ruolo sarà fondamentale in supporto dei giovani. 

Salvoldi insieme a Milan, anche lui a disposizione per il quartetto. A Shanghai si riformerà il team olimpionico a Tokyo 2020
Salvoldi ha lavorato per la prima volta nel suo percorso da cittì della pista con gli atleti di riferimento come Milan e Ganna
Salvoldi insieme a Milan, anche lui a disposizione per il quartetto. A Shanghai si riformerà il team olimpionico a Tokyo 2020
Salvoldi ha lavorato per la prima volta nel suo percorso da cittì della pista con gli atleti di riferimento come Milan e Ganna
A proposito, nel quartetto è entrato Magagnotti…

Ha le potenzialità e le velocità che servono nei quartetti di oggi. Certo non gli possiamo chiedere la maturità o l’esperienza di vivere eventi importanti come un mondiale. Però avrà la tranquillità di partire accanto a corridori come Milan, Ganna e Lamon. 

Ci saranno anche altri giovani interessanti.

Certamente, come Grimod, Fiorin oppure Stella. Sarà importante partire bene, ma sono contento di come i più esperti hanno accolto i giovani.

Jonathan Milan, Montichiari, pista, Italia, ritiro, preparazione mondiali pista Shanghai 2026

Milan: la caduta e la ripresa, ora è pronto per Shanghai

12.10.2026
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MONTICHIARI (Brescia) – Il sorriso sulle labbra di Jonathan Milan racconta tanto della felicità di ritornare su pista insieme ai compagni di tante avventure e vittorie. Su un divanetto rosso, di pelle, il gigante di Buja si siede accanto a noi e inizia a parlare. Alle sue spalle il parquet di Montichiari lo attende per un’ultima sessione di allenamento. La divisa azzurra della nazionale è allacciata e con grande serenità Jonathan Milan ci racconta l’avvicinamento al mondiale di Shanghai e il ritorno alla pista. 

Aveva in mente un programma differente, ma la caduta al Renewi Tour lo ha costretto a trovare una via alternativa per questo mondiale su pista a Shanghai. Era però vietato mancare al ritrovo dei campioni olimpici di Tokyo, a caccia adesso di un’altra partecipazione alla corsa a cinque cerchi. Il cammino inizia in Cina, con un mondiale che lancia il biennio olimpico. 

Acciacchi alle spalle

Jonathan Milan ha la spensieratezza di chi è tornato a casa sua, in un luogo amico dove sai trovare quel che cerchi al primo colpo. E’ stato lo stesso con i primi giri di pista sul parquet dove la nazionale italiana ha costruito i più grandi successi. 

«L’ultima fatica che ho fatto su strada – racconta Milan – è stata in Belgio al Renewi Tour, quindi un po’ di tempo fa. La caduta mi ha procurato qualche fatica in più del previsto per recuperare, sinceramente non me lo sarei aspettato. Solitamente non ho tutta questa difficoltà, però sono contento di come mi sono allenato in pista nelle ultime settimane. Siamo riusciti a fare un bel volume di lavoro e fisicamente mi sento bene».

Jonathan Milan, Simone Consonni, Francesco Lamon, Niccolò Galli, Montichiari, pista, Italia, ritiro, preparazione mondiali pista Shanghai 2026
Jonathan Milan insieme a Simone Consonni, Francesco Lamon e Niccolò Galli, al friulano mancava il clima disteso di Montichiari
Jonathan Milan, Simone Consonni, Francesco Lamon, Montichiari, pista, Italia, ritiro, preparazione mondiali pista Shanghai 2026
Jonathan Milan insieme a Simone Consonni e Francesco Lamon, al friulano mancava il clima disteso di Montichiari
Qual è stata la cosa più difficile da recuperare di questa caduta? 

A livello muscolare, sentivo sempre male a schiena, gambe, bacino e la parte più dolorante è stato il polso a causa della botta presa. Ho dovuto fare particolare attenzione, perché in alcuni gesti sentivo ancora dolore, come ad esempio sollevare la bici. 

In pista però nessun problema?

Qualcosa in partenza a causa dello sforzo, poi però una volta messo in posizione non ho dolori o problemi. 

Cosa provi nel tornare in pista dopo tutto questo tempo?

Non vedevo l’ora, sono super gasato di correre. Negli ultimi due anni mi era mancata parecchio la pista, è stata sicuramente una scelta studiata. Ho deciso di concentrarmi maggiormente sulla strada e così ho fatto. Adesso però in avvicinamento alle prossime Olimpiadi di Los Angeles era giusto tornare. 

Jonathan Milan, Montichiari, pista, Italia, ritiro, preparazione mondiali pista Shanghai 2026
Milan è tornato a girare su pista per preparare il mondiale di Shanghai, che aprirà il biennio olimpico
Jonathan Milan, Montichiari, pista, Italia, ritiro, preparazione mondiali pista Shanghai 2026
Milan è tornato a girare su pista per preparare il mondiale di Shanghai, che aprirà il biennio olimpico
Avete un nuovo componente del quartetto, è entrato Alessio Magagnotti, lo conoscevi già?

Sapevamo quanto potesse andare forte e quanto sia pronto per fare questo lavoro. I risultati raccolti su strada parlano da soli, ma anche in pista ha fatto vedere grandi cose. Siamo felici che sia entrato nel quartetto, gira bene. Voglio aggiungere che si sono tanti altri ragazzi giovani e forti: Favero, Grimod e tanti altri. 

Entriamo nel tecnico, Magagnotti ha detto che farà il secondo nel quartetto, che ruolo è?

Difficile, perché deve partire bene e riuscire a prendere subito la ruota di Lamon. Inoltre ha due tirate da fare e sarà importante tenere alta la velocità per portarci in tabella e prendere il ritmo gara. Soprattutto nel momento del cambio si troverà a reggere le tirate mie e di Ganna, dovrà essere bravo a rimettersi in coda. 

Italia, nazionale, Montichiari, meccanico, bicicletta Jonathan Milan
Un ultimo ritocco alla bici prima della sessione di allenamento del pomeriggio
Italia, nazionale, Montichiari, meccanico, bicicletta Jonathan Milan
Un ultimo ritocco alla bici prima della sessione di allenamento del pomeriggio
Domanda delicata forse, qual è la cosa che gli esce meglio e la cosa in cui lo avete più redarguito, se si può dire così…

Partiamo con quello che gli riesce bene, ovvero tirare forte. Mantiene la velocità alla quale viene lanciato ed è importante. Non soffre la partenza più di tanto, quindi il ruolo di secondo mi sembra perfetto. Io sono subito dietro di lui e ho avuto modo di vederlo bene, quello che gli ho detto è di tenere la linea in curva. Ma sono dettagli minimi. 

Sono i dettagli che costruiscono poi il quartetto… 

Nessuno è perfetto, quindi bisogna conoscersi e provare tanto. Perché qui è un conto ma in gara le cose cambiano e quando si va a tutta e l’ossigeno inizia a mancare non è semplice.  

Negli ultimi giorni a Montichiari avete lavorato su questi aspetti?

Maggiori sono le prove e meglio è, tutti gli aspetti diventano più meccanici e si acquisisce sicurezza. Il mondiale di Shanghai sarà importante, ma apre un biennio lungo nel quale avremo modo di lavorare ancora tanto tutti insieme. 

Jonathan Milan in Cina correrà anche nell’inseguimento individuale, disciplina che gli ha portata la medaglia d’oro al mondiale del 2024
Jonathan Milan in Cina correrà anche nell’inseguimento individuale, disciplina che gli ha portata la medaglia d’oro al mondiale del 2024
Quanto sei felice di tornare a un mondiale su pista?

La felicità è grande perché mi mancava la competizione in pista, mettermi a confronto anche con un’altra disciplina o un segmento individuale e confrontarmi con me stesso. Perché su pista in primis corro contro di me, mi mancava tutto ciò. Sono proprio contento di essere qui, di godermi le settimane di allenamento e il buon umore. 

La difficoltà più grande per te nel tornare a girare? 

Devo dire la verità: ho fatto un po’ di fatica magari nelle partenze, soprattutto nel ritrovare la coordinazione nel partire da fermo. Per il resto ho fatto fatica nei lavori specifici, quelli di intensità. Era da tanto tempo che non venivo a Montichiari e non ero abituato. Nella prima settimana di ritiro ho fatto tre giorni di allenamento ed ero distrutto (ride, ndr). Con il tempo mi sono focalizzato su determinati aspetti, grazie al supporto di Salvoldi, piano piano mi sono calibrato ritrovando le giuste sensazioni.

Podio campionato italiano 2026: Jonathan Milan, Tommaso Dati, Alessandro Romele

Dati: l’argento all’italiano, il confronto con i grandi e il futuro da scrivere

30.06.2026
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CUNEO (CN) – Un pugno che viene morso in segno di rabbia e rammarico, in questo modo si è concluso il campionato italiano di Tommaso Dati dopo la linea d’arrivo. Fino a pochi istanti prima la sua rimonta silenziosa e precisa alle spalle del possente Jonathan Milan stava per culminare in un risultato davvero grosso. Invece il toscano, che da quest’anno corre nel Team Ukyo e che lavora insieme a Manuele Boaro e sotto lo sguardo Michele Bartoli, si deve accontentare del secondo posto al campionato italiano. 

Lo si vede che è contento, ma allo stesso modo in lui rimane quel pizzico di amarezza di chi ha assaporato qualcosa di grande e invece si ritrova a fare i conti con un senso di incompiuto. Tommaso Dati è stato anche protagonista della fuga della mattina, ripresa lontana dall’arrivo. 

«Quando il gruppo ha chiuso – racconta – sono riuscito a rifiatare un po’ nel circuito finale. Inizialmente dovevo tirare la volata per Iacomoni, poi non ci siamo trovati e ho provato io. E’ andata così, con un secondo posto alle spalle del velocista più forte. Non ho rimpianti, forse la posizione. Se fossi partito dietro di lui chissà, ma alla fine Milan è stato il migliore».

Tommaso Dati, Team Ukyo, Jonathan Milan, campionato italiano 2026
Lo sprint di Cuneo, dietro la figura di Milan emerge quella di Dati, a un soffio dal successo
Tommaso Dati, Team Ukyo, Jonathan Milan, campionato italiano 2026
Lo sprint di Cuneo, dietro la figura di Milan emerge quella di Dati, a un soffio dal successo

Felice, non del tutto

Dopo il traguardo intorno Tommaso Dati c’erano compagni e amici che festeggiavano, lui però sembrava quasi deluso. In questa stagione ha già fatto vedere di poter battere i grandi nomi, come Tom Pidcock al Tour of the Alps (tanto che la Q36.5 Pro Cycling lo ha contattato, come detto da Dati al podcast DNF, ndr). 

«Effettivamente a caldo ero un po’ deluso – ci dice – perché quando sei lì provi a vincere e vuoi vincere, però ripensandoci è un’emozione davvero grande. Allo stesso modo essere tra i professionisti e raccogliere un secondo posto è bello, quest’anno ci sono già riuscito e oggi ci sono andato davvero vicino». 

Tommaso Dati, campionato italiano 2026, secondo posto
Dopo l’arrivo intorno al toscano una festa. La sua reazione è stata un genuino: «Ma non ho vinto», detto ridendo
Tommaso Dati, campionato italiano 2026, secondo posto
Dopo l’arrivo intorno al toscano una festa. La sua reazione è stata un genuino: «Ma non ho vinto», detto ridendo
Cosa significa confrontarsi con questi grandi campioni, cosa porti a casa da queste sfide?

Sicuramente tanta consapevolezza, quando arrivi a fare certi risultati contro gente del genere vuol dire che non sei da meno. Quindi penso di essere in grado di fare anche io un risultato su grandi palcoscenici. 

Quando sei uscito agli ultimi 100 metri ci hai creduto?

In realtà ci credevo perché era un rettilineo che tirava all’insù, e ho pensato che Milan potesse piantarsi un attimo. In quel caso sarei riuscito a trovare lo spunto, non è successo ed è arrivato un secondo posto ma direi che va bene così. 

Tour of the Alps 2026, Tommaso Dati, Team Ukyo, Innsbruck, vittoria
Tour of the Alps Tommaso Dati anticipa Tom Pidcock a Innsbruck, da lì il corridore della Ukyo finisce sui taccuini dei grandi team
Tour of the Alps 2026, Tommaso Dati, Team Ukyo, Innsbruck, vittoria
Tour of the Alps Tommaso Dati anticipa Tom Pidcock a Innsbruck, da lì il corridore della Ukyo finisce sui taccuini dei grandi team
Hai grandi ambizioni, lo si nota dall’atteggiamento…

Sicuramente sto facendo di tutto per crearmi il miglior futuro possibile, ho grandi ambizioni ma per questo vedremo. Questo campionato italiano è stata un’altra bellissima giornata nel mio cammino e ho ottenuto un grande risultato.

Quanto sei cambiato in termini di consapevolezza? 

Nel corso della stagione non tantissimo, in confronto allo scorso anno sono un’altra persona, molto più fiducioso nei miei mezzi. Il mio preparatore Michele Bartoli mi dà una grande fiducia in quel che faccio e sono sereno, poi per fortuna stanno arrivando anche i risultati. 

Tommaso Dati, Team Ukyo, Tour of the Alps 2026
La crescita di Dati nel 2026 è stata evidente, frutto del lavoro fatto con il Team Ukyo e con Michele Bartoli
Tommaso Dati, Team Ukyo, Tour of the Alps 2026
La crescita di Dati nel 2026 è stata evidente, frutto del lavoro fatto con il Team Ukyo e con Michele Bartoli
Correre contro questi velocisti cosa ti dà?

Tanta consapevolezza di essere lì con loro, soprattutto dopo una corsa esigente come un campionato italiano e con un grande caldo. Vedremo per le prossime gare, al momento posso dire di essere davvero contento. 

Del futuro, cosa puoi dirci?

Che non ho ancora preso una decisione, vedremo. Al momento non sono arrivate proposte per stage, ma sono propenso a finire la stagione con il Team Ukyo. 

Settimana Coppi e Bartali 2026, Tommaso Dati, Mauro Schmid
Settimana Coppi e Bartali 2026: Tommaso Dati batte Mauro Schmid in volata, anche la Jayco AlUla si è interessata a lui
Settimana Coppi e Bartali 2026, Tommaso Dati, Mauro Schmid
Settimana Coppi e Bartali 2026: Tommaso Dati batte Mauro Schmid in volata, anche la Jayco AlUla si è interessata a lui
Cosa cerchi per il futuro?

Vorrei una realtà che mi permetta di crescere, magari con tre anni di progetto, ma non sto qua a pretendere troppo. Sicuramente la cosa che mi interessa è vedere valorizzate le mie caratteristiche. 

Quanto è stato importante tenere duro e continuare anche quest’anno?

A questo punto posso dire che è stato fondamentale, perché sta andando alla grande e sono contentissimo. Ero già abbastanza deciso l’anno scorso di continuare, continuavo a dire ai miei amici che il professionismo sarebbe ritardato solo di un anno e per fortuna sembra essere così.

Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan, maglia tricolore

Milan e lo sprint tricolore: un sogno e un regalo per Guercilena

27.06.2026
6 min
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CUNEO (CN) – La maglia tricolore si posa sulle spalle di Jonathan Milan che non trattiene l’emozione nel vestirla. Glielo si legge negli occhi, anche se da quei 194 centimetri si fa fatica a scrutarli fino in fondo. Il velocista della Lidl-Trek ha vinto una volata nella quale era il favorito, ma non per questo si è trattata di un successo facile. Milan lo ha scoperto sulla sua pelle lo scorso anno a Gorizia, non sempre le cose vanno secondo i piani. 

Oggi, a Cuneo, è andato tutto come disegnato e progettato. Lo si legge nel sorriso di Jacopo Mosca, nel volto arrossato dalla fatica di Giulio Ciccone e nella soddisfazione di Matteo Sobrero. A loro si aggiungono anche le pacche di Simone Consonni e Andrea Bagioli, perché oggi la Lidl-Trek aveva un obiettivo e lo ha raggiunto. E‘ il tricolore anche del giovane Scagliola, che avrebbe dovuto prendere parte alla corsa ma un incidente durante un allenamento lo ha privato di questa esperienza

Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan
A Cuneo Jonathan Milan trova lo sprint giusto, il campionato italiano su strada è suo
Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan
A Cuneo Jonathan Milan trova lo sprint giusto, il campionato italiano su strada è suo

Obiettivo tricolore

Il gigante di Buja si siede, mentre Cuneo e i tifosi intorno alle transenne ne scandiscono il nome cercando foto ricordo e autografi. Respira Milan, poi inizia a rispondere alle domande. Dal palco delle premiazioni è sceso per ultimo, anticipato dagli altri due protagonisti di questo sprint tricolore: l’ormai certezza Tommaso Dati e il sorprendente Alessandro Romele. La maglia tricolore è finalmente addosso a Jonathan Milan, dal cui collo pende anche la medaglia della Federazione.

«E’ un’emozione che devo ancora capire e metabolizzare – racconta Milan una volta accomodato su una sedia alle spalle del podio – indossare il tricolore era un sogno e un obiettivo. Oggi siamo partiti con questo scopo in testa e il risultato è stato frutto di un fantastico lavoro di squadra. I miei compagni oggi mi hanno dato una grande forza, perché questa maglia la indosso io, ma ognuno di loro ne meriterebbe un pezzo».

Sei abituato a vincere, tra strada e pista hai ottenuto tanti successi, ma questo successo sembra averti colpito…

Mi ha veramente commosso, devo ammetterlo, è sempre stato un sogno indossare la maglia tricolore e finalmente è diventato realtà. Intanto quella di oggi delle premiazioni finirà appesa in camera, poi quella ufficiale debutterà al Tour de Pologne.

Hai vissuto un Giro d’Italia non semplice, c’è stato un momento in cui hai avuto dei dubbi?

Al Giro non è andato tutto come ci saremmo immaginati, è stato difficile ma non abbiamo mai smesso di crederci. La squadra ha sempre lavorato al meglio e dato il massimo ogni giorno, sia per trovare delle motivazioni ma anche per fare del nostro meglio e arrivare a giocarci le nostre possibilità nella volata di Roma. Anche l’avvicinamento a questo campionato italiano non è stato semplice, ma oggi è andato tutto per il meglio.

Campionato Italiano 2026, Cuneo
La corsa è stata gestita per larga parte della sua durata dalla Lidl-Trek, un lavoro immenso concretizzato poi da Milan
Campionato Italiano 2026, Cuneo
La corsa è stata gestita per larga parte della sua durata dalla Lidl-Trek, un lavoro immenso concretizzato poi da Milan
Che giornata è stata?

Difficile, con un percorso mosso nella prima parte che ha portato il gruppo a frazionarsi ed è andata via una fuga abbastanza numerosa (17 corridori, ndr). I miei compagni hanno sempre lavorato alla grande, tenendo la gara chiusa e non permettendo alla fuga di prendere troppo vantaggio. 

Ti abbiamo visto anche portare delle borracce ai tuoi compagni nel finale di gara…

Mi è sembrato un gesto normale e giusto da fare nei loro confronti, i miei ragazzi si sono impegnati tantissimo e il minimo che potessi fare era portare qualche borraccia e un po’ di ghiaccio ogni tanto. Oltre che finalizzare il lavoro con una vittoria. 

E’ stata una giornata particolare, l’ultimo campionato italiano di Guercilena in ammiraglia, cosa c’era in quell’abbraccio con lui dopo il traguardo?

Anche questo era un mio ultimo sogno, o per meglio dire un regalo che volevo fargli. Abbiamo trascorso degli anni bellissimi insieme, Guercilena mi ha preso e fatto diventare il corridore che sono ora. Insieme abbiamo condiviso un percorso indimenticabile, mi ha fatto capire il mio valore e averlo qui mi ha dato un boost di energia in più per oggi. 

Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan, maglia tricolore
Dietro il palco il corridore della Lidl-Trek ha ancora negli occhi le emozioni di questa vittoria
Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan, maglia tricolore
Dietro il palco il corridore della Lidl-Trek ha ancora negli occhi le emozioni di questa vittoria
Una maglia tricolore che arriva 25 anni, è un inizio anche di un percorso di ulteriore conferma anche su strada?

Non si può nascondere che le Classiche saranno un grandissimo obiettivo per i prossimi anni. Ovviamente le cose non vanno sempre come programmato, ma la voglia è di arrivare a fare un grande passo in avanti in questo senso. 

Un tricolore che torni ad indossare dopo quello a cronometro da under 23…

Di quel giorno condivido l’emozione e l’incredulità, ricordo di essere arrivato e di non avere ancora i tempi di tutti. Quando poi mi hanno detto che avevo vinto il campionato italiano ho davvero provato una gioia immensa, la stessa che provo oggi. 

Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan, Lidl-Trek, Luca Guercilena
L’abbraccio con Guercilena, il Team Manager era al suo ultimo campionato italiano con la Lidl-Trek
Campionato italiano 2026, Cuneo, Jonathan Milan, Lidl-Trek, Luca Guercilena
L’abbraccio con Guercilena, il Team Manager era al suo ultimo campionato italiano con la Lidl-Trek

Il saluto di Guerci

Li abbraccia uno a uno, a bordo strada, con l’asfalto rovente che lancia vampate di caldo verso l’alto. Luca Guercilena e i ragazzi della Lidl-Trek avevano un sogno questa mattina, nel momento in cui si è avverato l’unica parola che esce dalla bocca del General Manager del team tedesco è: «Grazie». E la dice a ognuno dei protagonisti della cavalcata tricolore.

«E’ bellissimo – dice Guercilena – abbiamo corso bene, credendoci, perché oggi non era semplice controllare la corsa visto che ci sono stati attacchi e contrattacchi. Sul finale abbiamo dimostrato di essere più forti e Johnny (Milan, ndr) ha finalizzato il lavoro di tutti».

«Da italiano, vincere l’ultima gara nel mio Paese nel ruolo di General Manager e farlo con una squadra così compatta è fantastico. Alla fine è la cultura che spero di aver creato, farlo con il mio gruppo di corridori italiani è qualcosa di magico. L’abbraccio con ognuno di loro è un’emozione enorme, chiudere in bellezza è quello che voglio fare».

Giro d'Italia Women 2026, Buja, Elisa Balsamo

Balsamo si prende anche Buja, ma domani cambia tutto

01.06.2026
4 min
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Prima anche sul traguardo di Buja, a casa del compagno di Lidl-Trek che ieri ha sbancato Roma nel Giro degli uomini, Elisa Balsamo centra la seconda vittoria in due giorni e sembra rinata. E se si pensa che la squalifica di Lorena Wiebes le abbia reso la vita più facile, forse non si coglie che Elisa per prima avrebbe preferito provare a batterla sul campo. Sul traguardo di oggi, in cima a uno strappo per niente facile, il confronto sarebbe stato magistrale.

Uno scossone fra le big

La tappa si stava mettendo male. La salita di Montenars ha chiamato in avanscoperta le donne di classifica e quando si muovono Vollering, Van der Breggen, Longo Borghini e Reusser, per le velociste il gioco si fa improvvisamente durissimo. Invece questa volta il gruppo è rientrato e nello sprint a ranghi ristretti, Balsamo è stata bravissima a scegliere il tempo e imporre il suo spunto veloce.

«Allora, sono sincera – dice con la proverbiale trasparenza – quando sono venuta a fare la recon, in realtà il file GPX dava il finale un pochino più avanti, quindi io pensavo che dopo il pezzettino in cui spianava, l’arrivo fosse 200 metri oltre. Quando invece siamo passate la prima volta sull’arrivo, mi sono subito resa conto di questa piccola differenza e ho capito che dovevo tenere sul pezzo duro e poi lanciare la volata dopo i 150 metri, perché avrei fatto la differenza nel breve tratto meno ripido».

Sulla salita di Montenars il primo test fra donne di classifica, con Vollering, Longo Borghini, reusser e Van der Breggen
Sulla salita di Montenars il primo test fra donne di classifica, con Vollering, Longo Borghini, Reusser e Van der Breggen
Sulla salita di Montenars il primo test fra donne di classifica, con Vollering, Longo Borghini, reusser e Van der Breggen
Sulla salita di Montenars il primo test fra donne di classifica, con Vollering, Longo Borghini, Reusser e Van der Breggen
Hai avuto paura che l’attacco da lontano ti avrebbe impedito di rientrare?

Sapevo che i chilometri dopo la salita erano piatti – spiega Balsamo – quindi che ci sarebbe stata la possibilità di rientrare. Ovviamente non avevo la certezza, però so sempre che rimanere in un gruppetto è una cosa positiva. La squadra ha fatto un lavoro fantastico, hanno lavorato tutto il giorno per cercare di tenere sotto controllo la fuga. Siamo state anche un po’ sfortunate perché Lucinda (Brand, ndr) è caduta poco prima dell’inizio del GPM però è riuscita a rientrare. Abbiamo preso la salita davanti e poi anche Fisher-Black e Holmgren, che sono qui per fare la classifica generale, mi hanno aiutato nel finale. Quindi devo ringraziarle tutte.

Il morale è la chiave: ne dà più la maglia rosa o più la vittoria di tappa?

Devo dire che ieri ne ha dato di più la vittoria di tappa perché mi mancava alzare le braccia al cielo (Elisa Balsamo non vinceva dal 14 giugno 2025 al Giro di Svizzera, ndr). Oggi forse entrambe. Però avendo già ottenuto una vittoria di tappa, forse ero più concentrata a cercare di mantenere la maglia.

Ci piace pensare che in una volata così tecnica, oggi anche Wiebes avrebbe dovuto inchinarsi
Ci piace pensare che in una volata così tecnica, oggi anche Wiebes avrebbe dovuto inchinarsi a Elisa Balsamo
Ci piace pensare che in una volata così tecnica, oggi anche Wiebes avrebbe dovuto inchinarsi
Ci piace pensare che in una volata così tecnica, oggi anche Wiebes avrebbe dovuto inchinarsi a Elisa Balsamo
Come stai vivendo questi giorni da leader? Senti anche un’attenzione diversa da parte del pubblico?

Sia ieri che oggi c’era tantissimo pubblico ed è una cosa bellissima. Io devo sempre ridere sinceramente, perché sento sempre l’incitamento: “Vai Elisa, vai Elisa”, poi tante volte mi giro e vedo di fianco a me la Longo. Quindi non so se tifano per me o per lei, ma io lo prendo come tifassero per me.

Domani è una giornata molto complicata, hai fatto anche la recon della crono di Nevegal?

Sinceramente mi viene già da ridere – Balsamo ride davvero – io detesto le cronometro. Non mi piace stare da sola e per di più quella di Nevegal è pure in salita, quindi veramente la ciliegina sulla torta. Ovviamente darò il massimo e so benissimo che non potrò tenere la maglia, quindi adesso cercheremo di fare le migliori valutazioni con la squadra, anche per cercare di non andare troppo oltre il limite. Ci sono ancora tante tappe e altre opportunità e magari dovrò anche aiutare le mie compagne quando arriveranno le giornate più dure. Per cui la crono cercheremo di gestirla al meglio.

Jonathan Milan, Lonardi

Finalmente Milan, che pareggia i conti con Roma

31.05.2026
5 min
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ROMA – Meglio tardi che mai. Dietro l’urlo di Jonathan Milan c’è lo sfogo di una tensione accumulata in tre settimane di Giro d’Italia, con questa vittoria che non arrivava. Ma soprattutto c’è gioia. Gioia sincera. Alla fine è lui a tagliare, anzi, a divorarsi il traguardo finale di questa edizione della corsa rosa. Ultima chiamata per lui e per la Lidl-Trek.

Le ombre si allungano su Roma. La Basilica di Massenzio si accende come fossero le Dolomiti al tramonto. E il gruppo solca le due ali di folla. Roma che, ancora una volta, ha risposto presente. Questo finale nella Capitale, con questo circuito ormai simbolico, è una vera perla del Giro. Eredità da non perdere di Mauro Vegni.

Il tentativo di Ganna (a ruota s'intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all'ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s’intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all’ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s'intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all'ora
Il tentativo di Ganna (a ruota s’intravedono) Sobrero e Stuyven. Pippo è stato fuori un giro. Andava sul filo dei 60 all’ora

Ganna scappa, Sobrero stoppa

Eppure le cose non si erano messe bene per Milan e gli altri velocisti. L’attacco di Filippo Ganna, Jasper Stuyven e Matteo Sobrero stava per scombussolare i piani. Ma, per fortuna di Milan, Sobrero e Stuyven sono stati ligi ai dettami delle rispettive squadre che, guarda caso, avevano due dei favoriti: Milan appunto e Magnier.

«Abbiamo vinto – racconta Sobrero – ci abbiamo sperato fino all’ultimo giorno e ovviamente oggi ci abbiamo sperato con Johnny. Nel finale sapevo che avrebbero attaccato e io dovevo coprire affondi importanti come quello di Ganna. Non potevo tirare perché la priorità era Milan. Anche Stuyven non collaborava perché aveva Magnier dietro. Mi dispiace per Filippo. Gliel’ho detto: Pippo, non posso tirare, fai quello che credi. Ma così facendo i ragazzi dietro hanno potuto restare calmi fino all’ultimo. Fino a quando non mi hanno ripreso».

Sobrero è stato poi riassorbito dal gruppo e si immediatamente infilato nel treno della sua Lidl-Trek. Stavolta gli uomini della squadra tedesca sono stati perfetti, nonostante la mancanza di Simone Consonni, appiedato da una foratura. Matteo è stato ripreso ai 2 chilometri dall’arrivo e a quel punto ha collaborato alla preparazione dello sprint per Milan.

Questa vittoria in qualche modo è stata una liberazione. Era lecito pensare che la tensione crescesse attorno a Milan.

«Sì – conclude Sobrero – un po’ cresceva. I giorni passavano e questa vittoria non arrivava. Però, come ripeto, non abbiamo mai smesso di crederci e tutti noi abbiamo sempre dato il 110 per cento».

Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo ha corso da stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo è stato uno stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo ha corso da stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek
Milan abbraccia Sobrero dopo il traguardo. Matteo è stato uno stopper perfetto per la tattica della Lidl-Trek

Esplosione Milan

Milan dopo l’arrivo urla di nuovo. Piomba sui massaggiatori e sugli altri membri dello staff con l’inerzia della volata. Un bestione in piena carica. Tutti, noi compresi, facciamo un balzo indietro. E nella festa tutti i nomi vengono italianizzati. Così, per esempio, Derek Gee diventa addirittura Terenzio.

Milan inizia a raccontare lo sprint: «Il percorso lo si conosceva, era lo stesso dell’anno scorso. Io non c’ero, però l’abbiamo studiato, visto e rivisto nei video. Ci si aspettava un finale veloce e ci si aspettavano degli attacchi. Per fortuna avevamo Sobrero a coprire. Stavolta noi non volevamo inseguire, tanto è vero che non abbiamo usato nessuno per chiudere sulla fuga. Max Walscheid mi ha pilotato e mi ha portato sulla ruota di Dylan Groenewegen proprio in quello sciacquone prima del finale. Ai 200-180 metri ho iniziato lo sprint e ho pensato soltanto a spingere più forte che potevo».

Il retroscena. Poco prima del via, Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore. L'ha sostituita all'ultimo minuto
Prima del via Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore, che è stata sostituita. «Non mi convinceva. Sono molto sensibile su questi aspetti»
Il retroscena. Poco prima del via, Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore. L'ha sostituita all'ultimo minuto
Prima del via Milan ha sentito una vibrazione alla ruota anteriore, che è stata sostituita. «Non mi convinceva. Sono molto sensibile su questi aspetti»

Dal Friuli a Roma

Dal bagno d’amore in Friuli, con tanto di visita tra parenti e amici, fino a Roma con in testa questo benedetto sprint. Tra l’altro il conto con la Capitale era aperto. Erano già due le occasioni in cui i Fori Imperiali avevano respinto Milan.

«Però non posso dire che ero teso prima di oggi – ci tiene a chiarire Milan – diciamo che ci tenevo molto. Ieri, in effetti, è stato bellissimo con tutta quella gente a Piancavallo e sulle mie strade. Riconoscere i miei posti durante il Giro è stata davvero una grande emozione. Un’emozione speciale che forse mi è servita anche per oggi. Così come il non aver ancora vinto. Alla fine la mancanza del successo ci ha tenuto tutti molto motivati».

E a proposito di motivazione, una spinta importante l’ha data anche il team manager della Lidl-Trek, Luca Guercilena, che ha raggiunto la squadra. «Luca ha fatto un bel discorso, uno dei suoi discorsi motivazionali. Siamo partiti con la giusta carica», aggiunge Milan.

La volata imperiosa di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi (si vede meglio nella foto di apertura), bravo secondo
La volata imperiosa e senza intoppi di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi, bravo secondo
La volata imperiosa di Milan. Da notare, alla sua sinistra, anche Lonardi (si vede meglio nella foto di apertura), bravo secondo

Roma, atto terzo

Alla fine Milan non può che tracciare un bilancio positivo del suo Giro d’Italia e a pesare, giustamente, è la vittoria di Roma. All’improvviso anche i piazzamenti precedenti assumono un altro valore. Anche se, altrettanto giustamente, non si può dire che sia stato tutto rose e fiori. Ed è lo stesso Jonathan a sottolinearlo.

«Siamo venuti qui con l’obiettivo di portare a casa magari altre vittorie e la maglia ciclamino. Non siamo riusciti a centrare tutto per errori, sfortune o per la forza degli avversari. Abbiamo ottenuto tanti piazzamenti, ma non abbiamo mai perso la voglia di combattere. Siamo rimasti uniti anche nei momenti di difficoltà, quando il risultato non arrivava. Ogni volta siamo riusciti a voltare pagina e a ripartire. Fino a questa vittoria. Personalmente non ho mai smesso di credere nelle mie qualità, né in quelle dei compagni. Mai avuti certi dubbi.

«E comunque abbiamo vinto anche la maglia azzurra con Ciccone e ottenuto un ottimo quinto posto nella generale con Derek Gee».

E poi riemerge il discorso del conto aperto con Roma. Un conto che ora si è magicamente chiuso. «Tre anni fa arrivai a Roma dopo una tappa, quella delle Tre Cime di Lavaredo, in cui ero stato malissimo e non ebbi la forza per sprintare. Due anni fa, invece, ci fu quella foratura nei giri finali e Merlier mi anticipò sul pavé sotto il Colosseo. Stavolta finalmente è andata bene».

Adesso è quasi buio, altro che ombre allungate. I Visma-Lease a Bike continuano a fare festa e a intonare cori sul podio. Intanto Nino Daniele, il medico romano della Lidl-Trek, accompagna Milan al controllo antidoping. Mentre si allontanano, ci dice che per la grande mangiata di carbonara e amatriciana della serata è già tutto pronto.

Buon appetito…

Giro d'Italia 2026, Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step

Stuyven e la Soudal: ambizioni personali e volate con Magnier

31.05.2026
6 min
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PADERNO DUGANO (MI) – Solo Jonathan Milan sa quanto gli sono mancate le trainate di Jasper Stuyven in questo Giro d’Italia, se fino al secondo giorno di riposo era un fattore potenzialmente rilevante ora ne abbiamo ufficialmente la certezza. Il lavoro fatto dal belga della Soudal Quick-Step a supporto di Paul Magnier è valso una grande fetta della terza vittoria di tappa del corridore francese qui alla corsa rosa. E se oggi a Roma la formazione belga potrà festeggiare la conquista della maglia ciclamino, sarà merito anche di Jasper Stuyven. 

Quanto manca Jasper Stuyven alla Lidl-Trek lo sa anche Luca Guercilena, il quale ce lo ha detto nell’intervista di settimana scorsa. Ma la scelta da parte del belga di cambiare squadra e passare alla Soudal Quick-Step è stata dettata dalla voglia di trovare spazio per far vedere le proprie qualità. Abbiamo raggiunto Stuyven nell’hotel della Soudal Quick-Step nell’ultimo giorno di riposo a disposizione in questo Giro, per farci raccontare da lui scelte e cambiamenti.

«Con Luca Guercilena – racconta abbiamo avuto una conversazione molto onesta, dopo tante stagioni insieme era giusto che fosse così. E’ stata una scelta della Lidl-Trek, che vedeva le cose diversamente da quanto avrei voluto io dal punto di vista tattico. Non mi ritenevano adatto per ricoprire il ruolo di leader nelle Classiche. Se avessi accettato la loro visione sarei rimasto, non era un discorso economico ma di ambizioni personali».

In un certo senso hai dimostrato che le ambizioni sono andate di pari passo con i risultati…

Penso di aver fatto vedere di essere un leader a tutti gli effetti e di meritarmi questo ruolo, magari non sono Van Der Poel o Pogacar, ma tutto sommato sono andato molto bene nelle Classiche. Un terzo posto alla Roubaix, una top 10 al Fiandre e alla Sanremo non sono risultati da buttare. E’ stato bello che la Soudal Quick-Step mi abbia dato questa possibilità e che io sia riuscito a ricompensarli con ottime prestazioni.

Da corridore belga correre in un team come la Soudal Quick-Step cosa significa?

E’ bello, una sensazione che non avevo mai provato. Sono sempre stato in una squadra internazionale, ma è fantastico trovarsi in un ambiente in cui si parla la propria lingua madre. Si tratta di un aspetto che mi è sempre piaciuto, come correre in nazionale e parlare fiammingo. Mi sento apprezzato e felice.

Il testa a testa fra Ballerini e Stuyven come in una classica del Nord
A Napoli Jasper Stuyven ha sfiorato la vittoria di tappa, battuto dal solo Davide Ballerini
Il testa a testa fra Ballerini e Stuyven come in una classica del Nord
A Napoli Jasper Stuyven ha sfiorato la vittoria di tappa, battuto dal solo Davide Ballerini
Era arrivato il momento di cambiare…

Sì, non perché fosse successo qualcosa di male con la Lidl-Trek, ma solo per stare in un nuovo ambiente, per ritrovare un po’ di motivazione. Naturalmente entrare in una squadra belga mi ha fatto sentire un po’ come a casa.

Hai portato la tua esperienza anche a servizio di Paul Magnier, come ti stai trovando con lui?

E’ solamente al suo secondo Grande Giro, lo sto aiutando nelle volate e sto dando una mano anche al team. Non che ogni cosa che dico sia sempre la verità, voglio solo dare i miei consigli e portare un contributo alla squadra. Ci sono anche tanti altri corridori esperti qui, si tratta di parlare e dialogare tutti insieme. Ognuno contribuisce a modo suo e cerca di insegnare a Paul che esiste la gara, ma ciò che conta è anche fuori.

Giro d'Italia 2026, Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
L’esperienza in corsa di Stuyven è fondamentale per la Soudal Quick-Step su come affrontare le corse
Giro d'Italia 2026, Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
L’esperienza in corsa di Stuyven è fondamentale per la Soudal Quick-Step su come affrontare le corse
In che senso?

Abbiamo molti trasferimenti. In un Grande Giro non è solo la gara in bicicletta a prosciugare le energie, ma anche tanti altri aspetti. A Magnier tocca ascoltare, o provare a mettere in pratica ciò che gli diciamo, poi lui imparerà lungo il percorso.

C’è un esempio in questo Giro in cui la tua idea, la tua esperienza, è tornata utile a Magnier?

Credo che le prime volate che abbiamo vinto siano davvero arrivate perché sia io che Fabio Van den Bossche abbiamo analizzato in ogni suo aspetto la corsa e cosa potesse succedere. Entrambe le volte abbiamo avuto ragione al 100 per cento, un aspetto che ha contribuito nel rimanere calmi e restare uniti. Sono due esempi in cui forse l’esperienza su come prevedere l’andamento di uno sprint e come reagiranno le altre squadre ci ha permesso di pensare in anticipo e fare le giuste previsioni. 

Il tuo ruolo è cambiato da questo punto di vista?

No, penso che soprattutto negli ultimi due anni con Milan fosse lo stesso. Theuns ed io facevamo un piano e guardavamo al finale di corsa cercando di anticipare cosa avrebbero fatto le altre squadre. 

Giro d'Italia 2026, Jonathan Milan, Lidl-Trek. Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
Fino al 2025 il belga era un punto di riferimento nel treno di Milan, un’assenza che in questo Giro si sta sentendo
Giro d'Italia 2026, Jonathan Milan, Lidl-Trek. Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
Fino al 2025 il belga era un punto di riferimento nel treno di Milan, un’assenza che in questo Giro si sta sentendo
Magnier e Milan sono tanto diversi, no?

Non sono d’accordo, penso che siano due velocisti i quali hanno bisogno di spazio per sprintare e sono molto forti. Quindi per me sono abbastanza simili.

Ci saranno delle differenze…

Milan in corsa è più nervoso, mentre Magnier si distrae maggiormente, per lui è più difficile concentrarsi per cinque ore consecutive. Ma è giovane, fa parte del suo percorso di crescita. 

Hai tanta esperienza con loro e non ti chiedo di giudicare, ma come vedi questo Giro e le difficoltà della Lidl-Trek?

Sono felice che siamo riusciti a vincere le nostre tappe, ma allo stesso tempo lo sarei anche se Milan riuscisse a sbloccarsi. Non credo sia un segreto dire che stanno faticando un po’ in questa stagione, ma questo non significa che sia un disastro. Hanno corridori forti e c’è stata anche un po’ di sfortuna. Si stanno impegnando molto per ribaltare la situazione ma spesso non è così facile. 

Giro d'Italia 2026, Paul Magnier, Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
Stuyven è diventato un punto di riferimento per Magnier, guidandolo nelle tre vittorie di tappa al Giro
Giro d'Italia 2026, Paul Magnier, Jasper Stuyven, Soudal Quick-Step
Stuyven è diventato un punto di riferimento per Magnier, guidandolo nelle tre vittorie di tappa al Giro
Al contrario voi siete in un momento molto positivo…

E’ la stessa cosa, quando stai vincendo tanto e sei in un flusso positivo, dove tutto funziona più facilmente, si è maggiormente rilassati e tranquilli. 

Quali sono le tue ambizioni per la seconda parte di stagione?

Cominciamo con il portare a termine il Giro, penso sia la cosa più importante al momento. Poi avrò un’estate impegnativa con il Tour de France, dove spero di far parte di una squadra altrettanto forte in grado di conquistare alcune vittorie di tappa. Per la fine della stagione vedremo, ma mi piacerebbe andare al mondiale, non necessariamente come capitano. Tuttavia è un bel percorso dove posso essere di grande aiuto per i leader che abbiamo in squadra, sia Van Aert che Evenepoel avranno occasione di essere competitivi. 

Giro d'Italia 2026, Pieve di Soligo, Paul Magnier

Il Magnier che (oggi) non t’aspetti e 3 italiani

28.05.2026
6 min
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PIEVE DI SOLIGO (TV) – «Stamattina era pretattica, perché non spettava a noi tenere chiusa la corsa. Ma se qualcuno si fosse preso la responsabilità, avremmo potuto giocare le nostre carte. Per questo sul pullman abbiamo parlato anche di questa eventualità. L’importante era superare Ca’ del Poggio non troppo indietro e comunque rimanere tutti vicini a Magnier. Perché anche con 20 secondi di ritardo, saremmo potuti rientrare…».

Davide Bramati parla dal parcheggio dei pullman, un paio di chilometri oltre l’arrivo su cui ha ripreso a gocciolare dopo lo scroscione violento che ha costretto tutti a ripararsi sotto pochi ripari. Stamattina nel piazzale di Fai della Paganella il tono delle sue parole era stato ben diverso. Frasi come: «Impossibile tenere il gruppo cucito in una tappa come questa il diciottesimo giorno. Narvaez farà il traguardo volante e vincerà pure la tappa e a quel punto sarà impossibile prendergli la maglia ciclamino».

Parole miste fra astuzia e sconforto, mentre il tecnico bergamasco analizzava le tappe precedenti e il fatto che i traguardi a punti siano stati finora quasi tutti su tratti di percorso piuttosto impegnativi.

«Durante la tappa – dice ora – mi sono reso conto che le gambe del gruppo erano stanche e che quindi nessuno sarebbe riuscito a portare via una fuga numerosa, per questo bisognava stare attenti a non sprecare troppe energie. Siamo stati bravi. Su Ca’ del Poggio siamo passati subito dietro il gruppo dei migliori quindici. E’ stata la vittoria più inaspettata perché sulla prima salita lunga, con Magnier eravamo indietro di due minuti. Ma la squadra gli si è stretta attorno, lo ha motivato e siamo riusciti a rientrare. Siamo stati proprio bravi».

Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria
Magnier conquista così la terza tappa al Giro, dopo le due in Bulgaria

Magnier, crisi sulla prima salita

Paul Magnier, che a 22 anni dà la sensazione di non radersi ancora troppo, ha vinto la terza tappa in questo Giro dopo le due in Bulgaria. Guardando l’altimetria, era difficile pensare che si potesse arrivare a uno sprint di gruppo, ma era anche sciocco escludere a priori che qualche velocista potesse sopravvivere alla serie degli strappi che nei 171 chilometri dalla Paganella a Pieve di Soligo componeva un dislivello di 1.896 metri. E per fare un vuoto incolmabile su Ca’ del Poggio sarebbero servite gambe da super scalatore. Sempre Bramati raccontava che il KOM sul celebre Muro è stato fatto con 7,5 wtt/kg e che il suo detentore sia Filippo Zana.

«Ai piedi della prima salita – sorride dopo il periodo scampato – non mi aspettavo di poter vincere, in cima invece ho iniziato a sperarci, perché sapevo che avrei avuto qualche possibilità. Avevo ancora tanti compagni molto forti, e devo ringraziare tutta la squadra per avermi dato tanta fiducia. Stamattina non mi aspettavo davvero di riuscire a superare quella salita così ripida. Invece su Ca’ del Poggio mi sono davvero sorpreso di me stesso».

Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale
Zambanini secondo, battuto soltanto da Magnier: un risultato che dà morale

Stuyven, la carta vincente

L’ordine d’arrivo alle sue spalle parla italiano, con Zambanini, Milan e Busatto nelle posizioni subito successive. E certo, prendendo nota della soddisfazione di Magnier, questa volta viene da chiedersi se sia davvero impossibile disegnare un arrivo dritto in una tappa che potrebbe concludersi in volata. A Pieve di Soligo c’era una curva a 90 gradi verso destra a 300 metri dall’arrivo e poi una semicurva verso sinistra negli ultimi 100. E se Milan era passato indenne e ben piazzato a ruota di Stuyven e Magnier nella prima, è uscito invece largo dalla seconda perdendo la traiettoria giusta.

«Non è stata una giornata facile – dice Milan fermo sulla sinistra accanto a una transenna – non potevamo permetterci di far andare una grande fuga. Non era scontato che saremmo arrivati allo sprint, ma abbiamo cercato di controllarla fin dall’inizio. I ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario e mi scuso con loro se non abbiamo ottenuto il risultato che speravamo. Alla fine, dopo un grande sforzo come quello di oggi, avrebbero avuto bisogno proprio di questo. Credo sia stata un po’ colpa mia per aver preso male quell’ultima curva. Sarei dovuto restare nella linea».

E forse Milan ha rimpianto il fatto di non esserci lui a ruota di Stuyven, come invece accadeva fino allo scorso anno, quando proprio il belga era il pilota del suo treno e nelle situazioni più spinose era capace di prenderlo per mano e guidarlo. Magnier lo conferma: il compagno ha fatto un lavorone, prendendoselo a ruota a 600 metri dall’arrivo e lasciandolo agli ultimi 200, poi è toccato a lui.

Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto
Incredulo dopo la volata, Magnier non credeva che oggi avrebbe vinto

Zambanini contento a metà

Meglio di Milan e Francesco Busatto, raggiunto in Italia dai tifosi del fan club belga, Edoardo Zambanini ha il tono e l’espressione di chi aspettava qualche conferma, che finalmente è arrivata.

«Oggi è stata una bella tappa – dice il corridore della Bahrain Victorious – proprio quella che cercavo. Ieri ero nelle mie zone e penso che i miei amici e i miei genitori mi abbiano dato un po’ più di energia in più. La partenza è stata davvero caotica e impegnativa, perché nella prima ora era tutta salita e discesa. Siamo andati molto veloci e poi all’improvviso il gruppo ha iniziato a controllare la corsa, così ho deciso di provare a giocare le mie carte per il finale.

«Sapevo che Ca’ del Poggio era adatto a me e sono arrivato davvero vicino alla vittoria, però Magnier è stato più forte. E’ uno dei più forti sprinter al mondo e anche in questo Giro ha dimostrato di valere molto, anche se so di avere il mio spunto. Sono contento anche di questo secondo posto, ma spero che la vittoria arrivi presto».

Eulalio è caduto a 49 km dall'arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall’arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall'arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti
Eulalio è caduto a 49 km dall’arrivo, ha attaccato e poi è statto sottoposto ad accertamenti

La ciclamino al sicuro

A Magnier chiedono anche se non abbia speso troppe energie in vista della tappa di Roma. E lui, che ha vinto, forse si chiede quale sia il problema, ma risponde con eleganza e leggerezza.

«Mi sono stancato come gli altri negli ultimi chilometri – dice – ma penso che l’energia che ho speso per vincere questa tappa mi tornerà sotto forma di motivazione. Oggi c’era in ballo anche la maglia ciclamino per la quale negli ultimi due giorni ho dovuto lottare con Narvaez. Mi ha reso la vita davvero difficile, devo ammettere, attaccando spesso. Ora credo di avere nuovamente un bel vantaggio e sono davvero felice di poter indossare di nuovo questa maglia».

Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca' del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca’ del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca' del Poggio
Vingegaard ha colto la potenza del tifo di Ca’ del Poggio

Ca’ del Poggio e Vingegaard

I saluti di giornata li affidiamo a Jonas Vingegaard che si è tolto il gusto di scollinare davanti su Ca’ del Poggio, riprendendo Eulalio che si era avvantaggiato.

«Ca’ del Poggio è stata una salita ripida – sorride – un momento difficile e il fatto che fosse nel finale l’ha reso ancora più duro. Per tutto il tempo c’è stata un’atmosfera fantastica. C’era tanta gente e si percepiva davvero che è stato qualcosa di speciale. Davvero bello. Quanto al resto, procediamo giorno per giorno. Non so quale sarà la tattica per domani, ma so che abbiamo Davide (Piganzoli, ndr) che è molto vicino alla maglia di miglior giovane e penso che vincerla sarebbe un grande traguardo per lui. E penso che anche per me sarebbe fantastico vederlo con quella maglia».

Purtroppo Eulalio non se la giocherà ad armi pari. Rientrato dopo la caduta a 49 chilometri dal traguardo, il portoghese ha attaccato su Ca’ del Poggio, ma è stato poi sottoposto ad accertamenti. «A seguito di una nuova visita da parte del medico della squadra e di radiografie – recita il comunicato della Bahrain Victorious – non sono state riscontrate fratture. Afonso ha riportato solo lievi abrasioni al gomito. Le sue condizioni sono stabili e rimane sotto osservazione medica».