BURGAS (Bulgaria) – Se all’arrivo a Sofia il caldo era molto intenso, qui sulle sponde del Mar Nero l’aria è alquanto frizzante. E’ da questa cittadina di 200.000 abitanti, appunto Burgas, la quarta più grande della Bulgaria, che dopodomani scatterà il Giro d’Italia numero 109 della storia.
La mix zone, posta alle spalle del teatro, dove è andata in scena la presentazione dei team, è un vero via vai di tecnici, corridori, giornalisti e alcuni tifosi più intraprendenti. Fans che in qualche modo provano a intrufolarsi per un selfie o un autografo, magari con qualche secondo in più di calma. Qualcuno ci riesce anche.




Grande Partenza, grande accoglienza
Certamente la Bulgaria non vanta un’enorme tradizione ciclistica, e qualcuno poteva anche lamentare il rischio che ci fosse poca attenzione attorno a questa Grande Partenza del Giro d’Italia. E invece siamo stati smentiti subito.
L’Open Theatre di Burgas è stracolmo e all’esterno tanta gente si è radunata nel parco circostante fra bancarelle e stand. Chi non è entrato segue l’evento da alcuni schermi posti nei viali del parco che cingono il teatro.
«Questi sono giorni di festa per Burgas – ci ha detto Simeon Kichukov, giornalista bulgaro – c’è una bella atmosfera. Vedrete quanta gente ci sarà lungo le strade durante le tappe. Qui in Bulgaria, specie in questa zona, sono in tanti ad andare in bici».
All’arrivo di Jonas Vingegaard, dietro le quinte, quasi lo assalgono. E lo stesso con gli altri big. Alla fine i corridori li conoscono eccome ed è un gran bel segnale.
L’investimento per la Grande Partenza del Giro d’Italia è stato forte e strategico per la Bulgaria e in particolar modo per la zona di Burgas. Si parla di cifre che oscillano tra i 12,5 e i 15 milioni di euro. Tre tappe da venerdì a sabato con il gran finale a Sofia, capitale della Bulgaria. Qualcosa deve pur lasciare sul territorio.
Ma più che sulle infrastrutture qui si parla di promozione turistica, visto che Burgas ha una forte vocazione in tal senso. Si affaccia sul mare, ha un porto importante sia turistico sia mercantile. E potremmo anche aggiungere che nel suo entroterra non mancano ottime strade per pedalare. Da quel poco che abbiamo visto possiamo raccontare di fondi stradali ottimi e di un traffico veramente, veramente scarso. Per di più, e non è un aspetto da poco, i bulgari sono estremamente attenti al rispetto delle strisce pedonali e dei limiti di velocità: due dettagli che non guastano mai per chi vuole andare in bici.


E’ già duello?
Ma poi c’è anche ovviamente l’aspetto tecnico del Giro d’Italia e qui in Bulgaria tutti già parlano di duello. Un duello che potrà infiammare e appassionare gli italiani come non succedeva da moltissimo tempo. Infatti tutti danno Giulio Pellizzari quale vero rivale di Jonas Vingegaard.
Suggestione? Realtà? Sarà solo la strada a dircelo, ma una cosa è certa: nessuno dei due si nasconderà e i numeri dicono che, soprattutto in salita, sono i più forti.
«Fa piacere sentire queste parole – ha detto Pellizzari – significa che qualcosa di bello lo stiamo facendo. Ma bisogna restare con i piedi per terra. Sarà un Giro durissimo. Le prime sette tappe saranno abbastanza insidiose e poi becco il Blockhaus e la crono. Lì inizierà il vero Giro. Per ora non sto sentendo grande pressione».
Andrea Berton di Eurosport ha chiesto proprio a Giulio: «Vingegaard è imbattibile?». E il marchigiano ha risposto: «D’imbattibile non c’è nessuno». Risposta secca, chiara, affatto sbruffona, ma piuttosto capace di lasciare speranze e sogni aperti. Due elementi che possono trasformarsi in una benzina buona quasi come quella dei tanto decantati carboidrati. «Ma l’importante – ha concluso Pellizzari – è dare il massimo, fare bene. Non vedo l’ora di iniziare».




Jonas: testa solo al Giro?
E Vingegaard? Il leader della Visma-Lease a Bike fa tutta la mix zone con le mani raccolte dietro la schiena. Appare magro il giusto ma anche molto tranquillo. Non è super espansivo e neanche con i selfie si concede più di tanto al pubblico. Ma si sapeva.
«Sono pronto – dice il danese – Ho deciso di fare il Giro lo scorso novembre e la ragione principale è che è una delle grandi gare. Ho sempre sognato di farlo. Sarà una corsa difficile e molto dura. Alla Vuelta, dopo il Tour, sono stato più forte e questo Giro può portarmi a un livello più alto per la Grande Boucle.
Adesso sono contento di essere qui e sto aspettando queste tre settimane. Se dovessi riuscire a vincere il Giro realizzerei un sogno».
«Pellizzari il mio primo contendente? Penso che sia uno dei contendenti. Ci sono molti altri corridori forti. UAE Emirates e proprio la sua Red Bull-BORA hanno delle ottime squadre. Sarei venuto anche se ci fosse stato Pogacar».
La presentazione di Burgas, indovinate come si conclude? Con l’immancabile Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri, un must d’Italia (e del Giro) nel mondo. Ma che ci sta molto bene per chiudere la serata e lanciare la corsa rosa, sempre avvolta da enorme passione.