Agostinacchio, le vittorie e la chiamata che non arriva

05.01.2025
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Non era stato un fuoco di paglia. Quella vittoria al campionato europeo è stata per Mattia Agostinacchio un punto di partenza e non di arrivo, comunque andranno le gare da ora in poi, comunque finiranno i mondiali che per molti, poco addentro al mondo del ciclocross, sono l’unico metro di giudizio. Mattia ormai è un personaggio del cross e non solo in Italia.

Dopo la vittoria di Koksijde un momento di riposo. Il giorno dopo 2° posto a Gullegem
Dopo la vittoria di Koksijde un momento di riposo. Il giorno dopo 2° posto a Gullegem

Un pokerissimo di successi

Il portacolori della Fas Airport Services Guerciotti Premac sta onorando al meglio la sua maglia di campione continentale. Cinque vittorie su 10 gare, di cui tre in Belgio, nella patria del ciclocross sono il suo ruolino di marcia, conquistando classiche come quelle di Zonhoven e Koksijde venerdì (foto di apertura), primo italiano a riuscirci. Appena sceso di sella, il talentuoso diciassettenne ha chiarito subito da dove arrivano questi risultati fulminanti.

«Sono percorsi che ormai conosco bene, è stato fondamentale averli assaggiati lo scorso anno, al primo di categoria, attraverso un periodo di allenamenti e gare di 3 settimane. Oggi li affronto con più cognizione di causa».

Tutta la fatica dopo la vittoria di Zonhoven. Per il campione europeo il primo sigillo in Coppa (foto Instagram)
Tutta la fatica dopo la vittoria di Zonhoven. Per il campione europeo il primo sigillo in Coppa (foto Instagram)
Com’è stato questo periodo post europei?

Non semplice, la schiena mi ha dato problemi soprattutto fra la fine di novembre e inizio dicembre. Ho fatto i dovuti trattamenti e ho continuato ad allenarmi e correre, ma non ero certo al massimo. Diciamo che l’ho presa con più calma, cercando di risolvere il guaio fisico e di progredire nella condizione pian piano considerando che l’appuntamento principe è a fine mese.

Vista la tua condizione, questi risultati ti hanno sorpreso?

Un po’ sì, non posso negarlo. Ho colto vittorie importanti correndo come voglio io e il fatto che ci sia ancora margine mi dà molto coraggio. Vedo che gli avversari mi guardano con rispetto, cercano di battermi ma io preferisco sempre guardare a me stesso, a dove io posso arrivare, i risultati vengono di conseguenza.

Per Agostinacchio finora 11 vittorie in stagione con 17 gare disputate. Un ruolino di marcia regale (foto Uci)
Per Agostinacchio finora 11 vittorie in stagione con 17 gare disputate. Un ruolino di marcia regale (foto Uci)
Ti adatti comunque bene ai percorsi belgi, ormai…

Sono duri, venendo spesso da queste parti ho capito perché dicono che è la patria del ciclocross. Quest’anno non abbiamo trovato condizioni estreme, come pioggia e fango, ma restano sempre molto faticosi, devi conquistare ogni metro, in bici o correndo a piedi. Sono molto più duri di quello degli europei, questo è sicuro… Il clima comunque è stato favorevole, lo scorso anno ho trovato molto più freddo e condizioni di percorso estreme.

Una stella del ciclocross che va bene anche su strada. E’ il profilo perfetto del corridore ricercato da queste parti, soprattutto da un team del WorldTour come la Fenix. Ti sono già arrivate chiamate?

Di questo si occupa il mio procuratore, io penso a correre e a fare il meglio che posso. Devo comunque dire che qualche telefonata da parte di grandi team è arrivata, io ho subito messo in chiaro che voglio fare la doppia attività e spero chiaramente che arrivi qualche contatto di quelli importanti. Ma da parte di quella squadra chiamate non ce ne sono ancora state…

In Belgio il campione europeo ha dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio (foto Instagram)
In Belgio il campione europeo ha dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio (foto Instagram)
Gli unici due flop finora sono arrivati nelle prove di Coppa del Mondo a Dublino e Besançon, guarda caso proprio nelle località lontane dal tuo amato Belgio. Che cosa era successo?

A Dublino ero nel pieno del problema alla schiena e proprio non riuscivo a spingere, da lì ho iniziato la fase di trattamenti per riprendermi. A Besançon è stata una gara sfortunata fin dall’inizio. Sono caduto in partenza ed è stata una prova tutta a inseguimento, ma non ero neanche in una buona giornata. Io però preferisco guardare alle gare più belle che ho fatto, Hulst ma ancora di più Zonhoven, perché sono riuscito a vincere pur essendo stato costretto a rimontare.

E’ chiaro che ora tutti ti indicano come uno dei grandi favoriti per il mondiale…

Io cerco di non pensarci, d’altro canto ci sono ancora appuntamenti importanti, intanto i campionati italiani, poi le due restanti gare di Coppa del Mondo a Benidorm e Hoogerheide, sono a 13 punti dalla vetta, tutto può ancora succedere. Dei mondiali ci sarà tempo per occuparsene…

C’è Selle SMP per il team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac 

11.12.2024
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A chi come noi di bici.PRO ha avuto l’opportunità di essere presente domenica 1 dicembre al 45° Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti, non sarà certo passata inosservata una bella novità che ha interessato il team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac. Mentre si svolgeva la gara riservata alle donne open, lo speaker della manifestazione ha chiamato vicino a se per una breve intervista Maurizio Schiavon, co-titolare con il fratello Franco dell’azienda Selle SMP.

E’ stata quella l’occasione per ufficializzare una partnership tecnica davvero importante fra il team milanese e l’azienda padovana. Da quest’anno le biciclette in dotazione ai ragazzi del team guidato da Paolo e Alessandro Guerciotti possono infatti contare sul supporto tecnico di Selle SMP.

Alessandro Guerciotti insieme a Elisa Bianchi ed Elisa Ferri, le juniores che hanno dominato il Trofeo Guerciotti domenica 1 dicembre
Alessandro Guerciotti insieme a Elisa Bianchi ed Elisa Ferri, le juniores che hanno dominato il Trofeo Guerciotti domenica 1 dicembre

Eccellenza italiana

Senza timori di essere smentiti, possiamo tranquillamente affermare che oggi il marchio Selle SMP rappresenta un punto di riferimento nel mondo delle selle, con modelli in grado di assecondare le esigenze di chi ama l’agonismo come di chi vede nella bicicletta un semplice mezzo di trasporto o di svago. 

Selle SMP è da sempre legata al mondo del ciclocross, così come lo è la famiglia Guerciotti. Negli ultimi anni l’azienda di Casalserugo, comune del padovano, ha investito molto nel ciclocross. Una scelta che ha reso il brand fortemente riconoscibile grazie ad un mix perfetto di eccellenza di prodotto, abile strategia di comunicazione ed investimenti mirati. 

Gli atleti del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac correranno con le selle di Selle SMP
Gli atleti del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac correranno con le selle di Selle SMP

Il meglio di Selle SMP

Maurizio Schiavon ha commentato con queste parole la nuova collaborazione con la famiglia Guerciotti.

«Siamo orgogliosi di questa nostra nuova collaborazione e di pedalare al fianco del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac. Questo rappresenta non solo una nuova partnership, ma quello che vogliamo dare è un supporto concreto che permetterà agli atleti del team di affrontare le sfide future al massimo della loro performance». 

I ragazzi del team potranno contare sui modelli F20C, VT20C e VT30C. Si tratta di selle progettate con un’attenzione particolare al fuori strada e nello specifico al ciclocross. 

«Le nostre selle – ha aggiunto Maurizio Schiavon – permettono una maggiore libertà di movimento, facilitando i cambi di posizione rapidi e frequenti necessari nel ciclocross. Questo design, inoltre, contribuisce a migliorare il controllo della bicicletta e la stabilità, soprattutto in situazioni tecniche come le curve strette e i terreni viscidi e fangosi. La nostra tecnologia avanzata e la filosofia ergonomica “Designed on your body” mira a migliorare le prestazioni degli atleti permettendogli di concentrarsi completamente sulla competizione».

Mattia Agostinacchio si è di recente laureato campione europeo nella categoria juniores
Mattia Agostinacchio si è di recente laureato campione europeo nella categoria juniores

Orgoglio Guerciotti

Lasciamo la chiusura ad Alessandro Guerciotti, team manager del team  FAS Airport Services-Guerciotti-Premac: «Siamo orgogliosi e onorati che un’azienda leader del settore come Selle SMP abbia sposato il nostro team. Selle SMP, ma soprattutto la famiglia Schiavon, oltre a essere grandi intenditori di ciclismo, sono prima di tutto grandi appassionati di ciclocross. E questo lo dimostra il fatto di come negli anni hanno incrementato gli interventi in tutte le competizioni più importanti del panorama italiano.

«Possiamo sicuramente offrire ai nostri corridori dei prodotti di eccellenza e all’avanguardia per poter competere sui più importanti scenari nazionali e internazionali. Da parte nostra, non possiamo fare altro che portare risultati e ritengo che abbiamo iniziato nel migliore dei modi, poiché in questo inizio di stagione abbiamo conquistato due traguardi storici come il titolo europeo di Mattia Agostinacchio e la medaglia d’argento con suo fratello Filippo. Oltre ovviamente alle vittorie in tutte le classiche internazionali con i nostri corridori».

Guerciotti

Selle SMP

Esordio in Coppa, per la Bramati il bicchiere è mezzo pieno

25.11.2024
5 min
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La prima tappa di Coppa del Mondo ad Anversa era riservata solamente alle categorie maggiori, con gli Under 23 chiamati a correre fra gli Elite. Erano 8 gli italiani in gara, 5 uomini (il migliore è stato Stefano Viezzi, 30° nella prima volta fra gli “adulti”) e 3 donne. Fra loro Lucia Bramati, anche lei chiamata a confrontarsi fra le più grandi, ma per la figlia d’arte non è certo una novità…

Il podio della gara femminile, vinta dalla Van Empel su Brand e Schreiber, lussemburghese prima delle U23
Il podio della gara femminile, vinta dalla Van Empel su Brand e Schreiber, lussemburghese prima delle U23

La sua voce quand’è ancora ad Anversa, in attesa di un volo di ritorno programmato solo per la tarda serata, è squillante. Il suo 7° posto di categoria ha pur sempre un certo peso: «E’ una tappa nella mia stagione, iniziata un po’ così. La mia estate è stata resa molto complicata dal ritorno della mononucleosi, dopo 5 anni che mi ha dato grossi problemi a fegato e milza e fatto stare un mese e mezzo senza bici. Ho saltato buona parte dell’annata di mtb e ripreso con calma con il ciclocross, andando sempre un po’ di rincorsa. Ancora oggi non sono nella miglior condizione, ma la prestazione mi ha lasciato soddisfatta».

Che clima avete trovato ad Anversa?

Siamo stati fortunati perché fino a sabato c’era tanto freddo e vento forte – racconta la Bramati – Durante la giornata di gare invece il vento è rimasto, ma la temperatura si è elevata fino a 19°. Il problema erano proprio le folate nella parte orientale del tracciato, dove c’erano lunghi rettilinei. Se non trovavi qualcuno a cui accordarti restavi esposto al vento contrario che ti respingeva.

Ancora un 4° posto per la Casasola, unica vera alternativa allo strapotere olandese
Ancora un 4° posto per la Casasola, unica vera alternativa allo strapotere olandese
Com’è stata la tua gara?

Io sono partita dalla quinta delle 7 file previste, quindi ero un po’ indietro e chiaramente tutte cercavano di avanzare perché in fondo al rettilineo c’era la curva che fungeva da strettoia, era difficile anche restare in piedi. Poi c’erano due strappi a piedi, la gara iniziava praticamente lì. Il percorso presentava anche punti sabbiosi e io non sono molto abituata ad affrontarli, questo è un po’ un gap che abbiamo tutti noi italiani visto i tracciati delle principali gare. Ma alla fine ero contenta perché li ho affrontati tutti in bici, senza mettere piede a terra, facendo meno fatica e preservando le gambe.

La Bramati agli Europei, dove insieme all’oro in staffetta aveva chiuso settima fra le U23
La Bramati agli Europei, dove insieme all’oro in staffetta aveva chiuso settima fra le U23
Quanto cambia nel correre insieme alle Elite? Cosa che tra l’altro in campo femminile è ordinaria amministrazione, anche nelle sei tappe con le prove per categorie inferiori, la gara U23 sarà solo al maschile…

Cambia tanto, perché hai riferimenti diversi. Intanto consideriamo che le più forti della categoria sono tutte lì davanti, a lottare fra le prime 10. Io poi sono cresciuta gareggiando sempre con le più forti, anche quand’ero junior non c’era la prova per la categoria più giovane, è stata sdoganata dopo che sono passata. Le gare U23 sono solo quelle titolate, in queste occasioni d’altro canto saremmo troppo poche. Io poi penso che essere con le Elite sia un vantaggio, perché corri al massimo livello, a blocco, per 50 minuti non respiri praticamente mai. L’unica difficoltà è che siamo differenziate da loro attraverso il colore del pettorale, quindi ogni volta che superi o vieni superata devi stare attento al numero della concorrente…

Tu hai sulle spalle il peso di un cognome importante per il ciclocross italiano. Avere tuo padre Luca Bramati che è anche il diesse del team Fas Airport Services Guerciotti Premac dà più o meno vantaggi, è più genitore o allenatore?

Io dico che è un vantaggio, questa sua doppia veste la vivo in modo molto sereno, per me non cambia nulla. Anzi, poter affrontare le trasferte insieme a lui mi dà serenità, mi consente di concentrarmi maggiormente sulla gara non dovendo pensare ad altro e averlo al mio fianco mi rende più sicura.

Thibau Nys (n.18) era il favorito della vigilia, ma il campione europeo non è andato al di là del 12° posto
Thibau Nys (n.18) era il favorito della vigilia, ma il campione europeo non è andato al di là del 12° posto
Il 7° posto di categoria che cosa rappresenta?

Un passo avanti nella mia stagione. Venivo da una buona piazza d’onore in Svizzera, qui sono finita dietro nel computo generale, ma vedo che sto guadagnando posizioni rispetto alle mie pari età rispetto ad esempio agli Europei, dove comunque non me l’ero cavata male sempre in riferimento ai problemi prestagionali. Quel che mi manca è assaporare il gradino più alto del podio, finora non ci sono mai riuscita, sarebbe uno step ulteriore.

Continuerai a seguire lo sviluppo della Coppa?

Sì, a dicembre e gennaio la mia attività sarà soprattutto all’estero, per cercare di crescere ulteriormente ed essere al top per le gare del nuovo anno a cominciare dai campionati italiani e guadagnarmi così la selezione per i mondiali.

Per Iserbyt una vittoria di peso dopo un inizio stagione difficile, con anche una squalifica
Per Iserbyt una vittoria di peso dopo un inizio stagione difficile, con anche una squalifica
Tu sei, anche per famiglia, legata all’offroad ma è chiaro che chi guarda al ciclismo in maniera professionale punta alla strada. Che cosa vedi nel tuo futuro?

Il ciclocross è il mio grande amore, seguito dalla mtb e questo non cambia. So però che le ragazze che vengono dalla strada hanno un altro passo nelle prove invernali ed è qualcosa che devo considerare. Io ho una certa ritrosia ad affrontare le gare su strada, diciamo che non mi sento ancora pronta mentalmente. E’ qualcosa che con mio padre prenderemo in considerazione, magari per affrontare qualche gara in meno in mountain bike e privilegiare la strada nella seconda parte dell’anno proprio per arrivare pronta alla stagione invernale. Ma avrò tempo per pensarci…

C’è Ekoi per la FAS Aiport Services – Guerciotti – Premac

20.11.2024
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La stagione del ciclocross corre veloce con il suo calendario sempre ricco di appuntamenti. Se in Italia a farla da padrone è stato fin qui il Giro delle Regioni, in Belgio le prime sfide hanno avuto come palcoscenico i tanti circuiti che ogni settimana richiamano tantissimi appassionati di ciclocross. Tutto questo in attesa dell’inizio della Coppa del Mondo previsto il prossimo 24 novembre ad Anversa. Se il roster dei vari team è ormai definito da diverse settimane, non mancano però novità relative al tema sponsor che meritano di essere raccontate. Restando in ambito italiano, nei giorni scorsi il team FAS Airport Services Guerciotti Premac ha annunciato due importanti novità.

La prima ha riguardato l’ingresso dell’azienda Isolmant fra i propri sponsor. La seconda novità è stata invece di natura squisitamente tecnica e ha interessato caschi e occhiali in dotazione alla squadra.

Lucia Bramati e Gioele Bertolini con i nuovi prodotti che Ekoi fornirà al team Guerciotti
Lucia Bramati e Gioele Bertolini con i nuovi prodotti che Ekoi fornirà al team Guerciotti

Ecco Ekoi

Agli osservatori più attenti non sarà certo sfuggita in queste prime gare la presenza di un partner tecnico molto importante accanto al team della famiglia Guerciotti. Si tratta di Ekoi, che dall’inizio di questa stagione fornisce i caschi e gli occhiali ai ragazzi del team FAS Airport Services Guerciotti Premac. Attraverso un comunicato stampa inviato nei giorni scorsi ai media specializzati, il team ha voluto ufficializzare questa nuova e prestigiosa partnership tecnica.

Gli atleti correranno con il casco AR14 e gli occhiali Magnetic
Gli atleti correranno con il casco AR14 e gli occhiali Magnetic

Prodotti top

Per quel che riguarda il casco, si tratta del modello aero AR14. Quest’anno lo abbiamo visto indossato dai migliori team professionistici, come Israel Premier-Tech e Cofidis. Si tratta di un casco dalle eccellenti prestazioni in quanto combina aerodinamica all’avanguardia, comfort ergonomico e protezione ottimale. Testato in galleria del vento, è costruito per garantire velocità e versatilità, offrendo una ventilazione ottimale e un design leggero, perfetto per ogni disciplina

Per quanto riguarda invece gli occhiali, la scelta è caduta sul modello Magnetic. Si tratta di occhiali dotati di tecnologia innovativa, con lenti che consentono una rapida e intuitiva sostituzione. Sono infatti disponibili tre diverse tipologie di lenti, adatte a qualsiasi condizione di visibilità.

Ekoi rappresenta un partner tecnico di grande importanza per il team FAS Airport Services Guerciotti Premac. Grazie al supporto tecnico di Ekoi gli atleti del team potranno pertanto contare su prodotti in grado di garantire loro sicurezza e prestazioni ai massimi livelli.

Guerciotti

Isolmant nuovo sponsor della Fas Aiport Services – Guerciotti – Premac

15.11.2024
3 min
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Siamo solo a metà novembre e la stagione del ciclocross deve ancora entrare nel vivo. Tanto per restare in ambito internazionale, la coppa del mondo scatterà infatti solo il prossimo 24 novembre da Anversa. Se anche la stagione dovesse terminare oggi ci sarebbe un team italiano che potrebbe sicuramente ritenersi soddisfatto per i risultati fin qui raggiunti. Stiamo parlando del FAS Airport Services Guerciotti Premac. La formazione della famiglia Guerciotti, oltre a fare incetta di successi in Italia, pochi giorni fa ha visto i suoi portacolori conquistare importanti successi ai campionati europei di ciclocross di Pontevedra, in Spagna. In terra iberica, e solo per restare alle gare individuali, sono infatti arrivate le medaglie d’oro di Mattia Agostinacchio fra gli juniores e quella d’argento di suo fratello Filippo fra gli under 23.

Mattia Agostinacchio con a destra Paolo Guerciotti e a sinistra suo figlio Alessandro
Mattia Agostinacchio con a destra Paolo Guerciotti e a sinistra suo figlio Alessandro

Un nuovo sponsor

Il periodo estremamente positivo a livello di risultati è coinciso con l’arrivo di un nuovo sponsor. Si tratta dell’azienda Isolmant, già presente da anni nel mondo del ciclismo su strada tanto da essere main sponsor del team professionistico femminile guidato da Giovanni Fidanza, la Isolmant Premac Vittoria. L’azienda lombarda, specializzata nell’isolamento acustico e termico, diventa così il quarto nome del team di Paolo e Alessandro Guerciotti e conferma il suo feeling con il mondo ciclismo. Tanto per restare in ambito ciclocross, lo scorso anno Isolmant è stato tra gli sponsor dei Campionati Italiani di Ciclocross organizzati da Guerciotti. Nel ruolo di Amministratore Delegato dell’azienda troviamo Eugenio Canni Ferrari.

Il team FSA Airport Guerciotti Premac ha una grande impronta nel ciclocross femminile, qui Elisa Bianchi (foto Lisa Paletti)
Il team FSA Airport Guerciotti Premac ha una grande impronta nel ciclocross femminile, qui Elisa Bianchi (foto Lisa Paletti)

Orgoglio Guerciotti

Alessandro Guerciotti, Team manager della  FAS Airport Services Guerciotti Premac si è fin da subito dichiarato estremamente orgoglioso per l’ingresso di Isolmant fra gli sponsor della sua squadra.

«La partnership con Eugenio e il marchio Isolmant ci rende molto orgogliosi – ha dichiarato Alessandro Guerciotti – in quanto rappresenta un marchio presente da anni nel mondo del ciclismo ad importanti livelli. Questo grazie alla passione di Eugenio, che è una persona estremamente carica e positiva. Ci siamo conosciuti quando siamo diventati sponsor tecnico del team Isolmant Premac Vittoria e tra di noi si è creata subito un’ottima sintonia. E’ un piacere poter contare su uno sponsor come Isolmant perché sono persone che mangiano e vivono il ciclismo come pochi e lo stesso Eugenio ci ha confermato che sarà presente ad alcune gare, prima fra tutte i campionati italiani di Faè di Oderzo. Se il buongiorno si vede dal mattino, grazie a questo inizio vittorioso di stagione, sono pronto a puntare sul fatto che daremo ottime soddisfazioni a tutti i nostri sponsor».

L’orgoglio di Guerciotti è lo stesso che ritroviamo nelle parole di Eugenio Canni Ferrari. 

«Per la nostra azienda e per il nostro brand – ha dichiarato – è motivo di orgoglio essere entrati nella grande famiglia del team FAS Airport Services Guerciotti Premac. Questa partnership è la naturale prosecuzione di un rapporto importante che si è andato costruendo con la famiglia Guerciotti e che si fonda sui valori positivi dello sport come la passione e il sacrificio. Siamo pronti a sostenere il team in tutte le gare certi che ci saranno per questa maglia ottime opportunità di successo e visibilità».

Guerciotti

La nuova avventura della Casasola, e già arrivano podi…

29.10.2024
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Gli effetti della nuova avventura si vedono già. Sara Casasola (in apertura, foto Mtb Nazgul) ha iniziato alla grande la sua avventura alla Crelan Corendon: dopo un decimo posto d’assaggio al Be-Mine Cross non è più scesa sotto il quarto posto, con subito due prestazioni di grande effetto nel Superprestige. Challenge di grande richiamo che noi italiani eravamo soliti snobbare un po’ privilegiando la Coppa del Mondo. Ma ora Sara fa parte di uno dei team di punta del movimento belga e quindi la situazione cambia tanto è vero che sta scalando a grandi passi il ranking internazionale.

Una scelta la sua coraggiosa, ma fondamentale per la sua carriera e che ha avuto tanti motivi alla base, primo fra tutti il prestigio del team: «Sapere che l’Alpecin aveva interesse nei miei confronti è stato un vero colpo al cuore. Mi hanno proposto un contratto di tre anni, per dedicarmi a questa attività nella loro patria, sarebbe stato folle rifiutare. Era quello che volevo, per fare il definitivo salto di qualità. Non che prima alla Guerciotti non mi trovassi bene, anzi devo solo dire grazie ad Alessandro e al suo staff perché è merito loro se sono qui».

Il podio di Overijse, con la Brand al centro fra Van Empel e l’azzurra, già quarta a Ruddenvoorde
Il podio di Overijse, con la Brand al centro fra Van Empel e l’azzurra, già quarta a Ruddenvoorde
Hai già tastato con mano le differenze rispetto al passato?

E’ un altro mondo. Tutto un altro livello, altra attenzione, questo è ciclocross al massimo grado in un territorio dove questa disciplina è davvero amata. Tra l’altro sono rimasta sorpresa dal mio livello, subito molto alto, pensavo e temevo di pagare lo scotto, invece ho visto che posso giocarmela.

Quanto in questa scelta ha inciso il puntare sul ciclocross in luogo della strada?

Non è proprio così, anzi uno dei motivi che mi ha spinto a questo investimento umano prima ancora che professionale è proprio il fatto di poter fare attività con loro per tutto l’anno. Prima, appena finivo l’attività di ciclocross dovevo passare a un altro team per un altro livello di gare su strada. Qui no, c’è continuità, credono in me anche per le gare da primavera in poi, vogliono investire su di me a 360°.

Sara davanti ai microfoni della Tv belga. Sta già diventando un personaggio nel mondo del ciclocross
Sara davanti ai microfoni della Tv belga. Sta già diventando un personaggio nel mondo del ciclocross
Le gare sono abbastanza diverse rispetto a quelle che affrontavi di solito…

Qui è come se fossi all’università, posso approfondire la mia tecnica, imparare anche quegli aspetti sui quali mi sentivo meno sicura come pedalare sul fango o in contropendenza. C’è un lavoro oscuro durante la settimana, prima di arrivare alle gare e gli effetti già si vedono.

Come ti sei trovata al tuo approccio con il team? La Arzuffi che ti ha preceduto ha raccontato di una realtà a due facce…

Ho letto con molta attenzione le sue parole. Io mi sono sorpresa inizialmente nel trovarmi davanti una struttura professionale così qualificata. Ci sono mezzi e personale a nostra disposizione, dobbiamo pensare solo a correre. Penso che rispetto a quando lei militava qui le cose siano cambiate perché c’è stata una crescita anche dello staff, poi le dinamiche sono in continua evoluzione. Vedremo come andranno le cose, io spero che si continui su questa falsariga.

La Casasola ha militato due anni nel team Guerciotti, vincendo molte classiche nazionali
La Casasola ha militato due anni nel team Guerciotti, vincendo molte classiche nazionali
Hai iniziato alla grande, con addirittura un podio in una classica come quella di Overijse…

Effettivamente è un grande risultato. La squadra mi ha dato subito fiducia, alla vigilia mi avevano detto che poteva essere una prova su misura per le mie caratteristiche, di provare a tenere il ritmo delle migliori. Mi è mancato un po’ il finale, spesso mi succede soprattutto a inizio stagione, infatti quando stavo a ruota tenevo bene ma quando dovevo imporre io il ritmo faticavo. Ma alla fine il terzo posto mi gratifica considerando chi mi è arrivata davanti.

A tal proposito sei rimasta sorpresa dalla vittoria della Brand sulla Van Empel? Si dice che questa sia la stagione del definitivo cambio generazionale, ma l’ex iridata non sembra d’accordo…

So che la Brand è già in buona forma, la Van Empel invece a dispetto dei risultati ottenuti dice che ancora deve lavorare tanto e che ha grandi margini. A ben guardare, la Brand è un po’ un’eccezione con i suoi 38 anni, perché se guardate le Top 10 di queste gare internazionali sono quasi tutte atlete Under 30. Io credo che il cambio generazionale sia davvero in corso d’opera e sono contenta di fare parte di questo momento di passaggio.

La tricolore insieme alla campionessa belga Sanne Cant: la friulana è l’unica non belga o olandese
La tricolore insieme alla campionessa belga Sanne Cant: la friulana è l’unica non belga o olandese
Ora ti aspettano gli europei.

Sicuramente sarà una gara veloce, non proprio nelle mie corde, so che Pontoni ha già visto il tracciato e ci ha detto che ne verrà fuori una gara molto tattica. Io cercherò di giocarmela, ma poi c’è anche il fattore climatico da considerare: se piove tutte le gerarchie della vigilia verranno stravolte.

Sei l’unica straniera del team: non temi che ci sia un po’ di nazionalismo, come raccontava la Arzuffi?

Al team interessa che arrivino i risultati, su questo sono stati molto chiari. Anzi, temo il momento che le cose possano non andare nella maniera migliore. Tutti hanno gli stessi materiali, lo stesso supporto, non mi sento per nulla penalizzata. Probabilmente c’è sempre un po’ di patriottismo, ma se anche fosse non lo fanno vedere, questo lo posso assicurare.

Ferri, toscana d’attacco con l’offroad nel sangue

28.10.2024
5 min
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O prima o seconda. La stagione italiana di ciclocross, se parliamo di juniores femminili, non sfugge a questa regola e le attrici di questo balletto sono Giorgia Pellizotti ed Elisa Ferri. Se la prima, per via del cognome decisamente importante nel mondo delle due ruote è già abbastanza conosciuta, la seconda è meno famosa, anche se parliamo di una ragazza che vanta già ben 8 maglie tricolori nelle categorie giovanili, fra ciclocross e mountain bike.

A Osoppo la sua unica vittoria nel Giro delle Regioni, gareggiando con le Elite (foto Billiani)
A Osoppo la sua unica vittoria nel Giro delle Regioni, gareggiando con le Elite (foto Billiani)

Invogliata seguendo papà

D’altronde per Elisa l’offroad è sempre stata la sua passione, ci è praticamente nata, per “colpa” di suo padre: «Lo seguivo nelle sue gare perché era un corridore di downhill e la sua passione per la velocità mi ha subito contagiato. Io però ho cercato altro, infatti la mia più grande passione è il cross country di mtb, amo la guida, la tecnica, le capacità di scelta delle traiettorie e di valutazione del terreno, caratteristiche che poi sono utili anche nel ciclocross».

Elisa, nata a Montevarchi nel 2007 affronta questa sua passione con grande professionalità senza assolutamente trascurare la scuola, al punto da dare appuntamento per l’intervista telefonica alle 7,15 di mattina, prima di entrare. Se non è disponibilità questa…: «Sono una delle tante ragazze che amano il ciclismo a 360°, faccio anche gare su strada, ma l’attività in superleggera l’interpreto soprattutto come preparazione per i miei impegni offroad. Che cosa sceglierò in futuro è difficile a dirsi, è troppo presto e so bene che la strada schiude possibilità che le altre discipline non danno, ma per ora non voglio pensarci, ho già la testa piena…».

Giorgia Pellizotti in azione, anche lei protagonista con 3 successi stagionali (foto Billiani)
Giorgia Pellizotti in azione, anche lei protagonista con 3 successi stagionali (foto Billiani)

Una sfida finora alla pari

La stagione come detto ha visto finora la toscana battagliare spesso con la Pellizotti. Nelle prove del Giro delle Regioni (dove la portacolori della Fas Airport Service Guerciotti ha saltato il primo appuntamento a Corridonia) il conteggio è 1-1, considerando però che si corre insieme alle categorie più grandi e questo dà alle più giovani anche l’opportunità di acquisire maggiore esperienza. Nell’ultimo fine settimana, si è invece gareggiato in prove a sé stanti e la Ferri ha portato a casa il prestigioso successo di Brugherio.

«E’ stata una grande soddisfazione anche perché si gareggiava su un tracciato molto tecnico come piace a me – racconta Elisa – dove le curve hanno avuto un grande peso per il rilancio, facendo alla fine la differenza. Sin dall’inizio mi sono trovata con Giorgia, poi nel secondo giro ho provato ad andar via sfruttando i punti più tecnici e dove serviva il “manico”, alla fine ho accumulato un buon distacco che ho mantenuto fino alla fine».

La Ferri ha preso parte agli europei 2023, finendo 21esima, ma centrando la Top 10 in World Cup a Benidorm
La Ferri ha preso parte agli europei 2023, finendo 21esima, ma centrando la Top 10 in World Cup a Benidorm

Le ambizioni europee

37” secondi per la precisione, il giorno dopo a Salvirola la figlia d’arte ha però restituito pan per focaccia con 1’32” di vantaggio, pari e patta anche in questo caso e questo dimostra come la lotta fra le due sarà uno dei leif motiv della stagione: «Fra noi ragazze c’è molta competitività in gara e non nascondo che qualche volta ne nasce anche qualche piccola discussione, ma appena tagliato il traguardo è tutto dimenticato. Ci conosciamo tutte, facciamo gruppo e questo aiuterà quando saremo in nazionale».

L’appuntamento europeo si avvicina, nel prossimo fine settimana ci si confronterà per la prima volta con le migliori ragazze della categoria e la toscana non nasconde le sue ambizioni: «Abbiamo lavorato tanto per quest’appuntamento e le gare sono servite non solo per acquisire la condizione, ma anche per guadagnare punti nel ranking e permettermi di poter partire dalla prima fila. Io sono convinta che in questa maniera potrò giocarmela ad armi pari, senza paura di nessuna».

I percorsi più tecnici e fangosi sono molto graditi dalla toscana, 4 volte tricolore nel ciclocross (foto Billiani)
I percorsi più tecnici e fangosi sono molto graditi dalla toscana, 4 volte tricolore nel ciclocross (foto Billiani)

Conciliare sport e studio

La Ferri è al suo secondo anno nel team Guerciotti e il militare nel team di riferimento del ciclocross italiano ha un suo peso: «E’ molto professionale, danno un supporto importante non solo in gara o in allenamento ma in tutta la mia attività. Ad esempio tengono molto al mio rendimento scolastico, pur nella consapevolezza che l’attività dei fine settimana richiede dei sacrifici nello studio. E’ la scelta giusta per progredire».

Bertolini continua a collezionare successi: doppietta fra Brugherio e Salvirola (foto Billiani)
Bertolini continua a collezionare successi: doppietta fra Brugherio e Salvirola (foto Billiani)

Il weekend dei soliti noti

Per il resto il weekend delle gare internazionali italiane ha confermato Gioele Bertolini e Carlotta Borello come i riferimenti assoluti fra gli open. Il Bullo ha dominato a Brugherio mentre a Salvirola ha trovato molta più resistenza in Folcarelli, 2° a 11” e a un ritrovato Viezzi in decisa crescita a 21”, ma che non farà il suo esordio internazionale nella nuova categoria U23 agli europei. Per la Borello due prove quasi fotocopia, con un deciso vantaggio sulle avversarie fra cui si inizia a distinguere Beatrice Fontana, ormai qualcosa di più che una semplice U23.

Parola ad Agostinacchio, lo junior che vince sempre

21.10.2024
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La stagione di ciclocross appena iniziata ha trovato già un sicuro protagonista nella categoria junior, orfana del campione del mondo Stefano Viezzi salito ai piani superiori. Il personaggio in questione è Mattia Agostinacchio, approdato quest’anno alla Fas Airport Service Guerciotti seguendo le orme di suo fratello Filippo e sabato, sul fango e sotto l’acqua di Jesolo, ha condiviso per la prima volta con suo fratello la gioia della vittoria.

A Jesolo il valdostano ha trovato tanto fango, non le sue condizioni preferite (foto Billiani)
A Jesolo il valdostano ha trovato tanto fango, non le sue condizioni preferite (foto Billiani)

Mattia quest’anno non ha fallito un colpo: due successi al Giro delle Regioni e il sigillo a Jesolo, in una gara difficile non solo per le condizioni climatiche: «Sono partito male, anche peggio del solito e mi sono trovato intruppato nel gruppo. Ho iniziato subito a risalire e nel secondo giro ho provato subito a fare selezione per trasformare la gara in una prova solitaria, come piace a me. Anche perché su quel percorso non c’era da correre rischi».

Come ti trovi a gareggiare in condizioni simili, che tanto amano nell’Europa del Nord?

Non sono propriamente le mie preferite, io gradisco percorsi più tecnici dove la differenza non la fa il fango o il galleggiamento ma la guida, la forza in salita. A Jesolo abbiamo trovato tanto fango soprattutto nelle curve, un fango colloso che si attaccava alle gomme. Non è stata una gara facile, sicuramente è stata la più complicata che ho finora incontrato nella stagione.

E’ una stagione importante per te e per i tuoi compagni di categoria, avete una responsabilità pesante da portarvi dietro considerando che siamo campioni del mondo di categoria…

Lo so bene. E’ una responsabilità che sentiamo molto e proprio per questo sto preparando con grande attenzione l’europeo, perché sarà la prima occasione di confronto con gli stranieri. Ma per allora bisogna lavorare tanto e soprattutto migliorare il proprio ranking in modo da poter partire in prima fila, per questo non salto nessuna prova internazionale del calendario italiano.

In azzurro nella mtb, su  strada e presumibilmente anche nel ciclocross (il fratello Filippo è stato anche ai mondiali gravel), sei espressione pura della nuova generazione legata alla multidisciplina. Hai una preferenza?

Difficile a dirsi, diciamo che mi concentro su quel che faccio al momento. Nel 2023 una caduta in mtb mi aveva portato a stare 15 giorni in ospedale e per riprendermi, viste le troppe vibrazioni sulla mountain bike ho provato la strada. L’anno dopo ero già in nazionale. Non mi pongo domande, dove il mio percorso su due ruote mi porterà, io andrò…

I protagonisti del raduno azzurro a Jesolo, 4 maschi e 4 femmine insieme al cittì Pontoni
I protagonisti del raduno azzurro a Jesolo, 4 maschi e 4 femmine insieme al cittì Pontoni
Intanto eri in nazionale nel raduno che il cittì Pontoni ha fatto a Jesolo. In che cosa è consistito?

Abbiamo lavorato molto su tutto quel che circonda una gara di ciclocross: l’alimentazione, il riscaldamento, l’approccio tattico ma anche mentale. Sono stati tre giorni intensi dove ho imparato molto, culminati con le gare. Pontoni non ci ha dato veri e propri consigli, era quasi un professore che ci ha insegnato come avvicinarci alle gare che contano e ora stanno arrivando quelle importanti.

A cominciare dall’europeo. Che cosa ti aspetti?

Non mi pongo particolari obiettivi se non quello di partire davanti e poi capire qual è il mio reale valore rispetto agli altri. Poi da lì inizierà la vera e propria stagione internazionale, gareggiando con il team azzurro o con il mio. Io spero solo di trovare i percorsi giusti che mi facciano emergere, che esaltino le mie qualità.

Su strada una stagione positva per Mattia, vincitore anche del GP BCC a Cantù (foto Rodella)
Su strada una stagione positva per Mattia, vincitore anche del GP BCC a Cantù (foto Rodella)
Sei al secondo anno di categoria. Secondo te il livello generale in Italia, rispetto a un anno fa quando c’era anche l’annata di Viezzi e compagnia, è molto diverso?

No, siamo alla pari secondo me. E’ chiaro che con un anno in più, con l’esperienza dalla mia parte le cose almeno per me sono cambiate, ma anche chi lotta con me, Grigolini e Serangeli in primis, è di alto livello. Per questo la sfida europea di inizio novembre è così importante, capiremo davvero a che punto siamo nella gerarchia continentale.

La stagione della Guerciotti, con cambiamenti in corso d’opera

09.10.2024
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La seconda tappa del Giro delle Regioni di ciclocross ha subito messo in evidenza la forza d’urto della Fas Airport Service Guerciotti, vincitrice fra gli Open con Bertolini (in apertura, foto Billiani) e fra gli juniores con Agostinacchio. Che il team sia il riferimento assoluto della specialità non lo scopriamo certamente ora, ma è chiaro che questa è una stagione particolare per il team, che ha dovuto modificare il suo assetto in corso d’opera.

Bertolini subito dopo il traguardo ha rivolto il suo pensiero a Vito Di Tano, il due volte campione del mondo che da anni curava l’aspetto tecnico della società e che ha dovuto passare la mano in anticipo rispetto ai suoi propositi per motivi di salute. Alessandro Guerciotti che del team è il presidente racconta come le ultime settimane siano state davvero difficili.

Il gruppo dirigente con Luca Bramati e sua figlia Lucia, nuova stella del team femminile
Il gruppo dirigente con Luca Bramati e sua figlia Lucia, nuova stella del team femminile

«La notizia della malattia di Vito ci ha spiazzati, anche perché ci aveva già detto che intendeva chiudere con questa stagione. Ma la sua situazione di salute lo ha costretto a mollare dall’oggi al domani per concentrarsi sulle sue cure e noi siamo completamente al suo fianco. E’ e sarà sempre parte del nostro team, su questo non si discute. Abbiamo quindi affrontato la situazione, essendo chiamati a rivoluzionare tutto lo staff tecnico».

Come siete arrivati a Luca Bramati?

A fine agosto avevamo raggiunto un accordo con sua figlia Lucia. Dopo che la Casasola ha deciso di cambiare squadra e che la Corvi ha chiuso con il ciclocross per concentrarsi sulla preparazione per la Mtb, eravamo rimasti scoperti sul fronte femminile, ma con Lucia sappiamo di aver preso un prospetto molto valido, in grande crescita sia in ambito italiano che internazionale. Poi a settembre Di Tano ci ha dato la brutta notizia, così abbiamo contattato Luca per chiedergli se se la sentiva di seguire non solo sua figlia ma tutto il team e la sua risposta è stata positiva. Era la soluzione migliore possibile considerando anche che Luca ha anche corso con noi e conosce l’ambiente come nessun altro.

Il messaggio di saluto per Lucia Bramati pubblicato sui social del team
Il messaggio di saluto per Lucia Bramati pubblicato sui social del team
Quanto è cambiato il team?

Delle novità ci sono. Ad esempio, oltre alla Bramati, abbiamo portato in squadra anche il più giovane Agostinacchio che ha subito vinto al suo esordio e che raggiunge così suo fratello che era già con noi e corre fra gli U23. Tra gli juniores abbiamo confermato Tommaso Ferri e Mattia Proietti Gagliardoni, fra le Under 23 con la Bramati c’è l’italoalbanese Nelia Kabetaj, poi tra le juniores c’è la confermata Ferri e la novità Bianchi. Siamo scoperti fra le Elite, venendo via la Casasola non c’era un’atleta sulla quale poter investire e soprattutto che potesse garantire un buon rendimento internazionale, quindi andiamo avanti con 5 categorie su 6.

Il vostro obiettivo?

Noi guardiamo sempre ai campionati italiani, lo scorso anno abbiamo colto un clamoroso poker di titoli compreso quello nel team relay e puntiamo a fare altrettanto, anche se sappiamo bene che il tricolore è una gara a sé stante.

Filippo Agostinacchio ha iniziato subito con una vittoria, con lui c’è suo fratello Mattia (foto Billiani)
Filippo Agostinacchio ha iniziato subito con una vittoria, con lui c’è suo fratello Mattia (foto Billiani)
Voi siete un po’ il riferimento per tutto il movimento. Obiettivamente e considerando sia la situazione italiana che quella internazionale, ha ancora significato investire tante risorse, non solo economiche, sul ciclocross?

Noi ne siamo convinti anche perché vediamo che intorno a noi si stanno sviluppando belle realtà. Prendete ad esempio la Beltrami che già lo scorso anno ha affiancato la sua attività sui prati a quella su strada, oppure il Team Cingolani, che sin dall’avvio di stagione ha mostrato un grande potenziale. Sono realtà che investono, che ci credono e che alzano la competitività. Certo, a livello internazionale soffriamo ancora, perché tanti atleti sono affascinati da altre discipline e progressivamente lasciano il nostro mondo, ultimo caso quello della Corvi. Per avere più peso all’estero servirebbe allargare il movimento e considerare il ciclocross non come l’ultima ruota del carro come spesso purtroppo si fa.

E’ un problema di cultura preesistente?

Sì, inutile nasconderlo, dopo l’epoca dei Pontoni e Bramati abbiamo vissuto su episodi sporadici, da Malacarne a Franzoi fino all’exploit di Viezzi, ma sono appunto episodi e questo continuerà finché i ragazzi italiani abbandoneranno la strada della multidisciplina che invece all’estero è la più seguita.

Elisa Ferri resta un riferimento fra le juniores, da quest’anno con lei anche Arianna Bianchi (foto Billiani)
Elisa Ferri resta un riferimento fra le juniores, da quest’anno con lei anche Arianna Bianchi (foto Billiani)
Cambierebbe la situazione se, come viene indicato da più parti, il ciclocross diventasse disciplina olimpica invernale dal 2030?

E’ chiaro che la vetrina a cinque cerchi dà un’immagine diversa di ogni sport, lo abbiamo visto con la mountain bike quale sviluppo sia riuscito ad avere, quali investimenti e ingresso di nuovi sponsor siano arrivati. Non parliamo di una disciplina di nicchia, ma per un vero salto di qualità servirebbe un traino, un campione che faccia la differenza e porti grandi investimenti nel settore.

Che attività farete?

Fino agli europei privilegeremo il calendario italiano per permettere ai nostri ragazzi di crescere di condizione in maniera graduale, poi dopo la rassegna continentale seguiremo di più la stagione internazionale, prendendo parte alla Swiss Cup e partecipando anche alla Coppa del Mondo con Bertolini, la Bramati e Agostinacchio. Sono certo che ci prenderemo le nostre soddisfazioni.