Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac

Pellizotti e il cross: sabbia, Belgio e papere di gomma

30.11.2025
5 min
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Per una volta la famiglia di Giorgia Pellizotti ha lasciato a casa il camper per seguire la prima trasferta di Coppa del mondo di ciclocross. Il freddo di Tabor, cittadina a sud-est della Repubblica Ceca, non ha perdonato e hanno preferito viaggiare in macchina. La giovane di casa Pellizotti ha raccolto un promettente podio al suo esordio stagionale in Coppa del mondo, corso in maglia azzurra. 

«Sono stata con la nazionale – racconta Giorgia Pellizotti, proprio in queste ore impegnata nella prova di Flamanville – fino a dopo la corsa, domenica mattina, poi sono tornata a casa con i miei genitori. Il viaggio era parecchio lungo e a me non piace molto stare seduta in macchina per troppe ore, così ci siamo fermati a un mercatino di Natale lungo la strada. Adoro questa festa e volevo assolutamente vederne uno, poi in Austria ci sono quelli più belli. Ci siamo fermati un’altra volta, in Friuli, per cenare e infine siamo arrivati a casa. Anche perché lunedì mattina c’era la presentazione del FAS Airport Service-Guerciotti-Premac (suo nuovo team per la stagione 2025/2026 di ciclocross, ndr)».

Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
Giorgia Pellizotti ha conquistato il terzo posto alle spalle di Barbara Bukovska e Lise Revol a Tabor
Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
Giorgia Pellizotti ha conquistato il terzo posto alle spalle di Barbara Bukovska e Lise Revol a Tabor

Il ritmo delle grandi

A Tabor, Davanti a Giorgia Pellizotti si sono piazzate le due dominatrici della passata stagione sul fango: Barbara Bukovska, Repubblica Ceca e Lise Revol, Francia. La francese è anche campionessa del mondo di ciclocross in carica di categoria. Il distacco della nostra azzurra è stato di ventisei secondi, un divario che non ha lasciato spazio a sogni di gloria. Ma Giorgia Pellizotti guarda con fiducia a questo risultato.

«Bukovska e Revool sono le più forti – analizza – però le altre sono tutte al mio livello. In realtà devo dire che le sensazioni in gara erano molto positive, sentivo di potermela giocare. Purtroppo al terzo giro, mentre ero attaccata al duo di testa, sono scivolata. Si è aperto un margine che non sono più riuscita a colmare. Diciamo che sono al loro livello, ma non posso permettermi di perdere nemmeno un metro. Non sono ossessionata dal raggiungerle, insieme al mio preparatore abbiamo deciso di non esagerare con gli allenamenti e di fare tutto con i giusti tempi».  

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Da quest’anno Giorgia Pellizotti nel cross corre con il team Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
Da quest’anno Giorgia Pellizotti nel cross corre con il team Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La Coppa del mondo è un obiettivo?

Vorrei fare tutte le prove del calendario perché mi piacerebbe giocarmi il podio, anche se adesso insieme al team stiamo programmando il periodo di Natale. La squadra andrà in Belgio a correre (ce lo aveva detto anche Patrick Pezzo Rosola, ndr) e cercheremo di capire come incastrare i vari impegni. 

Come hai approcciato questa seconda stagione da junior? 

Sento di migliorare costantemente rispetto all’anno scorso, anche gli obiettivi sono cambiati. Se prima volevo fare esperienze nuove quest’anno, invece, voglio puntare un po’ più in alto. Per il resto non è che ci siano grandi differenze. Ho deciso di cambiare squadra per poter fare qualche gara in più in Belgio, per tenere il ritmo delle prime e migliorare ulteriormente.

Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
La sabbia rimane un terreno difficile da digerire per l’azzurra, sia in bici che nella corsa a piedi
Podio, Coppa del Mondo di ciclocross, Tabor 2025, juniores donne, Giorgia Pellizotti
La sabbia rimane un terreno difficile da digerire per l’azzurra, sia in bici che nella corsa a piedi
Quali sono le corse in cui vorresti migliorare? 

Il grande obiettivo è riuscire a fare il podio e vincere una gara del calendario X2O Trophée, alle prime tre viene data una papera di gomma e la sogno da quando l’ho vista la prima volta (ride, ndr). Entrando nell’ambito tecnico vorrei migliorare il più possibile sulla sabbia, non è ancora il mio terreno. Mentre per il finale di stagione cercherò di arrivare in forma al mondiale, che si correrà a Hulst dove lo scorso anno ho ottenuto il mio miglior piazzamento in Coppa del mondo (quinta, ndr). Sarebbe bello ripetersi, o addirittura migliorare. 

Sulla sabbia come si migliora?

Mi manca un po’ di potenza, sia nella pedalata che nella parte di corsa a piedi. Quando risalgo in bici sento di avere le gambe affaticate, non pronte allo sforzo. All’europeo, corso due settimane fa, c’erano tanti tratti in sabbia e ho fatto fatica. Il quarto posto (Giorgia Pellizotti successivamente è stata squalificata a causa di problemi con la bici, ndr) è stato un buon risultato. 

Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La stagione nel cross di Giorgia Pellizotti è iniziata alla grande, con cinque vittorie in nove giorni di gara
Giorgia Pellizotti, Fas Airport Service-Guerciotti-Premac
La stagione nel cross di Giorgia Pellizotti è iniziata alla grande, con cinque vittorie in nove giorni di gara
Hai pensato anche alla strada?

Sto valutando di fare qualche gara in più il prossimo anno, visto che il mio livello è buono. Un obiettivo del 2026 sarà provare a entrare nel giro della nazionale anche su strada. E’ l’unica maglia azzurra che mi manca. Vorrei trovare il modo di partecipare a gare internazionali, come il Piccolo Trofeo Binda, ma dovrei trovare un team per correre oppure una squadra mista. Però al momento non ci penso molto, tra cross e scuola ho pochissimo tempo.

A proposito, come stanno andando gli studi?

Bene, sono al quarto anno del liceo scientifico sportivo. Noto che sta diventando sempre più difficile seguire il programma, visto che gli argomenti si complicano. Non è sempre facile studiare in furgone o in macchina tornando a casa dalle trasferte. Le giornate sono parecchio impegnative, tra scuola, allenamenti e studio mi alzo presto e finisco a mezzanotte. Per fortuna la scuola è vicino a casa, ad appena sei chilometri. 

Vai in bici anche a scuola?

A volte capita, quando mamma e papà non possono accompagnarmi in macchina mi tocca pedalare anche lì!

Altro che passo indietro… Guerciotti rilancia e punta al massimo

04.10.2025
5 min
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Un ridimensionamento del team? Nelle ultime settimane era circolata questa voce, a proposito del Fas Airport Services-Guerciotti. Considerando le notizie riguardanti suoi atleti approdati in altri team, come Gioele Bertolini, sembrava che la squadra considerata il riferimento del panorama italiano dovesse quantomeno rivedere programmi e aspettative. Niente di più falso, il team prosegue il suo cammino passando per un’opera di rinnovamento, questo sì, ma le ambizioni sono sempre molto alte.

Paolo e Alessandro Guerciotti con la new entry Patrick Rosola Pezzo (foto team)
Paolo e Alessandro Guerciotti con la new entry Patrick Rosola Pezzo (foto team)

Tanti cambiamenti per crescere

Alessandro Guerciotti ammette che gli ultimi mesi sono stati perlomeno impegnativi con molti cambiamenti in essere: «Abbiamo dovuto lavorare molto ma alla fine direi che il livello del team (presente domani alla seconda prova del Giro delle Regioni, ndr) è sempre molto competitivo, anzi secondo me da un certo punto di vista è cresciuto rispetto all’anno scorso.

«Proprio la scorsa settimana abbiamo tesserato il campione italiano juniores Patrick Pezzo Rosola, che subito ha messo la sua firma nella prova inaugurale della stagione a Illnau, in Svizzera. Con lui alla fine abbiamo tre figli d’arte: lui con due campioni per genitori, la figlia di Luca Bramati e la figlia di Franco Pellizzotti e tra l’altro anche Giorgia ha esordito con un successo».

A Illnau (SUI) subito due vittorie per il team italiano con la Pellizotti e con Rosola Pezzo (foto team)
A Illnau (SUI) subito due vittorie per il team italiano con la Pellizotti e con Rosola Pezzo (foto team)
Come numeri cambia qualcosa?

Direi di no nel senso che siamo presenti in tutte le categorie. Avremo un elite che al posto di Bertolini è Federico Ceolin. Torna da noi e per come sta crescendo dico che può competere tranquillamente con Fontana, Bertolini e gli altri di vertice. Tra gli under 23 abbiamo ancora Tommaso Ferri, come l’anno scorso. E’ un corridore che può farsi vedere bene nelle gare nazionali e darci il suo contributo per il campionato italiano team relay. Di Pezzo Rosola c’è poco da dire…

Diciamolo ugualmente…

E’ il campione italiano (e il nostro team avrà così ancora una maglia tricolore), si è già distinto con podi internazionali e potrebbe anche essere l’Agostinacchio di turno. Per questo gli faremo fare un percorso uguale a quello che abbiamo fatto fare a Mattia. Con lui Francesco Dell’Olio che è un junior primo anno ma che tra gli allievi è sempre andato al podio. Su strada è andato fortissimo e si sa che se emergi d’estate, lo farai anche d’inverno e viceversa.

Patrick Rosola Pezzo ha riportato la maglia tricolore nel team guidato da Luca Bramati (foto team)
Patrick Rosola Pezzo ha riportato la maglia tricolore nel team guidato da Luca Bramati (foto team)
E fra le donne?

Intanto abbiamo Lucia Bramati che passa elite andando a completare una categoria nella quale non eravamo presenti la scorsa stagione. Poi abbiamo confermato Elisa Ferri che tra le juniores ha fatto benissimo e passa under con tante aspettative e avremo Beatrice Fontana che è all’ultimo anno nella categoria, seconda all’italiano dell’anno scorso. Quindi diciamo che abbiamo due atlete che, nel caso la Corvi dovesse rinunciare alla stagione, possono essere protagoniste. Fra le juniores abbiamo la Pellizotti, anche lei già in evidenza al primo anno anche all’estero e sulla quale puntiamo forte come su Pezzo Rosola. Inoltre c’è una new entry, Nicole Righetto che a livello giovanile ha vinto quattro campionati italiani, due da esordiente e due da allieva, quindi in prospettiva è una delle atlete più interessanti del panorama.

Coprite quindi tutte le categorie, puntate a fare l’en plein ai tricolori?

Non voglio fare proclami, diciamo che abbiamo una squadra di 9 elementi, 5 donne e 4 uomini, molto competitiva dappertutto, che sicuramente può puntare al titolo tricolore nella staffetta, al quale teniamo molto. Secondo me comunque il team è un gradino superiore all’anno scorso e parliamo di un team 2024-25 che aveva colui che è diventato campione del mondo…

Dopo un’ottima stagione nella mtb, Giorgia Pellizotti punta in alto anche a livello internazionale (foto team)
Dopo un’ottima stagione nella mtb, Giorgia Pellizotti punta in alto anche a livello internazionale (foto team)
Nella ristrutturazione del team, che chiaramente richiede tempo e impegno, c’è stato qualche momento di difficoltà che avete affrontato e che ha portato alle voci di un ridimensionamento?

Nella costruzione del team sì. Sapendo chi andava via, chi era ingaggiato dai grande team. Lo ammetto senza timori, ma io lo reputo anche abbastanza normale, nell’ordine delle cose: al nostro livello fare il ciclocross diventa sempre più difficile. Un Agostinacchio ad esempio non puoi trattenerlo, non puoi competere con i team della massima serie che dal nulla possono creare una struttura concorrenziale anche nel ciclocross. Devi solo sperare che vada a finire in un team dove non fanno attività ciclocrossistica e quindi si debbano appoggiare a una squadra già esistente.

Dispiaciuti che sia andato via?

Ci sarebbe piaciuto averlo ancora con noi per un anno, ma non si sono create le condizioni. Lo stesso Pezzo Rosola lo abbiamo rincorso per un paio di mesi siamo andati a definirlo a fine agosto, perché aveva contatti con altre squadre e poi ha fatto la scelta secondo me più sensata per essere in una squadra italiana che possa fargli fare una attività internazionale.

Dopo l’esordio in Svizzera, il team Guerciotti seguirà lo sviluppo friulano del Giro delle Regioni (foto Facebook)
Dopo l’esordio in Svizzera, il team Guerciotti seguirà lo sviluppo friulano del Giro delle Regioni (foto Facebook)
Che cosa rispondi allora a chi preconizzava un calo?

Noi partiamo con gli stessi presupposti del settembre 2024. Chi allora si sarebbe potuto aspettare che Agostinacchio potesse vincere mondiale ed europeo e che Bertolini vincesse un altro campionato italiano? Oggi invece abbiamo un corridore, Ceolin, che è comunque ai livelli di Bertolini e anzi abbiamo una visibilità maggiore, non solo a livello juniores uomini, ma anche donne. Possiamo giocare le nostre carte in tutte le categorie. Insomma, secondo me la squadra è molto più competitiva. In futuro sarà sempre più difficile tenere questo livello.

Per voi però avere questo livello è fondamentale, anche come marketing per l’azienda considerando la diffusione delle vostre bici…

E’ vero, per noi la passione è legata a doppio filo a un discorso tecnico. La squadra la utilizziamo anche come veicolo per proporre nuovi prodotti e far conoscere l’azienda. I successi di Casasola prima e di Agostinacchio poi hanno indotto un bell’incremento di vendite in Belgio, Guerciotti è tornata a essere molto visibile come marchio, molto richiesto. Quindi appunto è importante che la squadra rimanga e lo faccia a un livello degno.

Il Gran Premio Guerciotti si veste nuovamente di tricolore

18.09.2025
4 min
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La notizia era nell’aria da una decina di giorni, esattamente dalla giornata inaugurale di Italian Bike Festival in quel di Misano, quando Guerciotti ha annunciato che a distanza di due anni dall’ultima volta tornerà ad organizzare i Campionati Italiani di Ciclocross

La prossima rassegna tricolore andrà in scena sabato 10 e domenica 11 gennaio 2026. Coinvolgerà tutte le categorie federali, ad eccezione di esordienti ed allievi, passando per juniores, under 23, elite e amatori, e rappresenterà il momento clou della stagione crossistica italiana. 

La regia dell’intera manifestazione sarà a cura del Gruppo Sportivo Fas Airport Services–Guerciotti–Premac e del team MTB Increa Brugherio.

Il campionato italiano di ciclocross del 2025 si è svolto a Faè di Oderzo, in provincia di Treviso
Il campionato italiano di ciclocross del 2025 si è svolto a Faè di Oderzo, in provincia di Treviso

Doppia veste

I prossimi Campionati Italiani di ciclocross saranno validi come come 46° edizione del Gran Premio Guerciotti, storica competizione di livello nazionale e internazionale, e come 16° edizione del Brugherio CX International, evento che nel corso degli anni ha saputo conquistare un posto di rilievo nel calendario UCI. 

Ad ospitare l’intera manifestazione sarà il Parco Increa di Brugherio, in provincia di Monza e Brianza. Una location perfetta per una rassegna tricolore. Il tracciato, interamente disegnato all’interno del Parco Increa, si preannuncia altamente spettacolare e tecnico, con curve, rilanci, salite e tratti da interpretare con grande abilità. Un contesto ideale per assegnare le ambitissime maglie tricolori e per offrire al pubblico due giornate di sport e adrenalina ai massimi livelli

Il Gran Premio Guerciotti torna ad essere prova valevole per il campionato italiano due anni dopo l’ultima volta
Il Gran Premio Guerciotti torna ad essere prova valevole per il campionato italiano due anni dopo l’ultima volta

Parla Guerciotti

Micaela Guerciotti, responsabile Marketing e Comunicazione del team Sportivo Fas Airport Services–Guerciotti–Premac, non ha mancato di sottolineare come sia motivo di orgoglio poter tornare a organizzare un Campionato Italiano: 

«Siamo orgogliosi di riportare i Campionati Italiani alle porte di Milano – ha dichiarato Micaela Guerciotti – la città che ha visto nascere la nostra azienda nel 1964 e che è stata teatro di alcune tra le edizioni più spettacolari del Gran Premio Guerciotti, dalle prime svoltesi al Parco Lambro a quelle più recenti presso l’Idroscalo. La partnership con Brugherio CX International e la grande competenza ed entusiasmo del suo team renderà questa edizione dei Campionati Italiani capace di offrire uno spettacolo di altissimo livello». 

Alle parole di Micaela Guerciotti hanno fatto seguito quelle del fratello Alessandro, Team Manager del team Fas Airport Services–Guerciotti–Premac:

«A distanza di soli due anni ci ritroviamo a riorganizzare un altro campionato italiano – ha dichiarato Alessandro Guerciotti – Anche in questa occasione, ci troveremo a rivestire il doppio ruolo sia di società organizzatrice che di team in gara, puntando a trionfare nelle diverse categorie presenti ai nastri di partenza. Il Parco Increa rappresenta uno dei percorsi, se non il percorso, più spettacolare del circuito italiano, e lo sarà anche in questa edizione grazie anche al livello e all’impegno tecnico di tutti i partecipanti, che sarà elevatissimo. Come accade per ogni Gran Premio Guerciotti, daremo  la massima copertura TV anche per quella giornata. Come Team ci presenteremo ai nastri di partenza con l’obiettivo di riconfermarci per il quarto anno consecutivo vittoriosi nel team relay e faremo in modo di ripetere la tripletta conquistata a Faè di Oderzo nel 2025». 

Alessandro e Micaela Guerciotti
Alessandro e Micaela Guerciotti

Parola alla padrona di casa

Rosa Digioia, Presidente di MTB Increa Brugherio, nel ruolo di “padrona di casa” dei prossimi Campionati Italiani di ciclocross si è espressa con queste parole:

«Siamo orgogliosi di partecipare all’organizzazione del Campionato Italiano di Ciclocross 2026 che si terrà al Parco Increa di Brugherio il 10 e 11 gennaio. Questa sarà la prima edizione che si svolgerà in questo magnifico luogo, con un percorso che nel corso degli anni è sempre stato apprezzato per essere unico e completo per la disciplina. Ospitare il Campionato Italiano al Parco Increa è un’emozione unica per noi e non vediamo l’ora di accogliere tutti gli atleti e i team per questo evento che speriamo possa essere indimenticabile. Ci vediamo il 10 e 11 gennaio per una grande festa del ciclocross!»

Guerciotti

Gli 11 iridati di casa Guerciotti: ognuno diverso dall’altro

13.02.2025
6 min
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Vedere la rimonta di Mattia Agostinacchio, assaporare la conquista della maglia iridata rappresenta sempre qualcosa di speciale, anche per Alessandro Guerciotti che nel corso della sua vita, queste gioie le ha vissute spesso. Sono infatti ben 11 con lo stesso valdostano coloro che hanno vestito la maglia arcobaleno militando nel team. Di alcuni Alessandro ha ricordi legati alla sua infanzia, ma poi la sequenza di successi ha accompagnato tutta la sua crescita, personale e professionale (nella foto di apertura la festa dei 60 anni Guerciotti, con Djernis, Kluge e Liboton)

Parlarne significa fare un tuffo nella piscina dei ricordi e il primo è particolarmente toccante quanto recente: «Il nostro primo campione è stato proprio Vito Di Tano e averlo perso proprio poco dopo la conquista del titolo ha allargato la ferita. Vito è stato un precursore anche in questo, ci è sempre stato vicino, era davvero uno di famiglia. Io lo ricordo gigantesco quand’ero bambino, questo campione che parlava con mio padre, che vestiva quella maglia meravigliosa. Poi abbiamo avuto modo di lavorare insieme per tanto tempo e condividere tantissimo delle nostre vite».

Di Tano e Liboton, campioni nelle due principali categorie. Due fisici all’opposto
Di Tano e Liboton, campioni nelle due principali categorie. Due fisici all’opposto
Chi ha però caratterizzato molto anche l’evoluzione del vostro team è stato Roland Liboton…

E’ vero. Un’operazione come quella oggi è praticamente impossibile, ma il ciclocross di allora era completamente diverso. Aveva una diffusione diversa e anche il giro di denaro non era lontanamente paragonabile. Noi avevamo un florido mercato in Belgio e contrattualizzare Liboton era la maniera migliore per promuovere i nostri prodotti. Noi lo prendemmo l’anno prima della sua vittoria iridata a un prezzo ridicolo se paragonato a quelli che girano oggigiorno. Nel contratto era previsto tutto, ossia anche il meccanico, il massaggiatore, il motorhome che lo seguiva. In pratica aveva uno staff a aua completa disposizione. Dopo il suo successo però volevano venire tutti da noi…

Qual era la sua forza?

Molti dicono che sia stato uno dei più grandi ciclocrossisti di sempre, sicuramente lo era nella sua epoca, ma la sua vera forza era il suo essere personaggio fuori dagli schemi. E’ stato il primo vero cannibale del ciclocross con 5 titoli mondiali vinti. Un anno ci siamo ritrovati ad avere lui iridato fra i professionisti e Vito tra i dilettanti, eravamo al centro del mondo… Roland era però uno che “bucava” lo schermo, era di bell’aspetto, attirava sponsor anche al di fuori del mondo ciclistico tanto che persino la Coca Cola lo sponsorizzava. Era uno molto estroverso, in un mondo di gente riservata.

Paolo Guerciotti con Mike Kluge. Il tedesco vinse 2 titoli mondiali dilettanti e quello professionistico nel 1992
Paolo Guerciotti con Mike Kluge. Il tedesco vinse 2 titoli mondiali dilettanti e quello professionistico nel 1992
Poi è venuto Kluge, considerato da molti un maestro di eleganza…

Era completamente diverso da Liboton, uno che aveva fatto anche il modello e il suo portamento traspariva in tutto, anche quando era in bici. Con il tedesco avevo più affinità, più che altro perché stavo crescendo. Anche lui era un personaggio, anzi il suo modo di esserlo calamitava attenzione anche da parte di chi normalmente non seguiva il ciclocross. Potrei dire che è stato un po’ il Valentino Rossi dei prati. Era molto showman, diciamo che amava anche la bella vita. Oggi sarebbe stato una star dei social…

Che cosa ricordi del periodo dei campioni boemi, come Glajza e Simunek?

Glajza venne prima, fu un acquisto last minute proprio legato a un campionato del mondo, arrivò da noi e vinse l’iride. Simunek è stato con noi di più. Diciamo che la loro appartenenza è stata più frutto di contingenze, non avevamo particolari interessi economici nel loro Paese. Loro vennero che avevamo già Liboton, il meglio del ciclocross mondiale era da noi. La nostra squadra era il riferimento planetario. Erano diversi dagli altri, molto riservati, molto professionali, ma il rapporto si concentrava tutto sull’aspetto agonistico.

Un altro molto riservato era Henrik Djernis…

Era uno dei più forti nella mountain bike, dove aveva già vinto il titolo mondiale nel 1992, venne da noi e nel 1993 accoppiò anche quello di ciclocross. Era un professionista, ma non lo ritengo un vero e proprio specialista: ci aveva chiesto ospitalità per fare attività d’inverno, ma per lui il ciclocross era un riempitivo, serviva come preparazione per la mountain bike. Eppure nelle sue poche apparizioni in gara faceva la differenza.

Erano i tempi di Pontoni…

Daniele ha attraversato tutta la nostra esistenza. Un campione vero, che tra l’altro ha insegnato a tanti che cosa significa svolgere questa attività in maniera professionale, andando a correre nella patria del ciclocross. La sua attività era prevalentemente all’estero. E’ sempre stato estremamente pignolo dal punto di vista tecnico perché da quello nascevano i risultati, quindi avevamo con lui un legame strettissimo. Coinvolse con i suoi risultati anche sponsor grossi, come Selle Italia e Brescialat. Questo sport iniziava a cambiare faccia, giravano più soldi ma anche il suo baricentro si spostava sempre più verso il Centro Europa: Belgio e Olanda in particolare.

Anche Daniele Pontoni è passato nelle file della Guerciotti. La sua attività era prevalentemente estera
Anche Daniele Pontoni è passato nelle file della Guerciotti. La sua attività era prevalentemente estera
Era molto diverso dal Pontoni di oggi, cittì della nazionale?

Molti dicono che al tempo era una testa calda, ma io devo dire che aveva le stesse caratteristiche che oggi stanno aiutando l’evoluzione del nostro sport. Il puntiglio, l’attenzione per i particolari. Una cosa che va detta è che al tempo lui faceva davvero tutta la stagione, tra Coppa del Mondo e Superprestige. Oggi sarebbe praticamente impossibile seguire tutte le challenge. Da questo punto di vista era un vero belga e io glielo dicevo sempre…

Ora c’è Agostinacchio…

Mi dispiace che non abbia la possibilità di utilizzare la maglia, cambiando di categoria. Ma è chiaro che un titolo juniores non è la stessa cosa, anche se ha sempre un grandissimo valore. Oggi sinceramente avere un iridato nelle nostre fila, un campione elite non sarebbe semplice, troppi interessi intorno. Basti pensare che ogni corridore di vertice ha 6 bici, un camper a disposizione, uno staff composito.

Mattia Agostinacchio, l’ultimo gioiello del team. Passando U23 non potrà mostrare la sua maglia in gara
Mattia Agostinacchio, l’ultimo gioiello del team. Passando U23 non potrà mostrare la sua maglia in gara
Mattia com’è?

Un ragazzo che sta crescendo innanzitutto come uomo prima che come corridore. Molto riservato, meno personaggio, ma questo dipende anche molto dall’età. Ancora non si è reso conto di quel che ha fatto non solo a Lievin ma nel corso di tutta la sua stagione. E’ un ragazzo molto concentrato su quel che vuole, senza fronzoli. Viezzi che nell’albo d’oro iridato lo precede è la stessa cosa. Per questo sono due ragazzi che, da tifoso italiano, mi danno fiducia.

La grande passione di Premac tra ciclocross e strada

08.01.2025
4 min
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Spesso per comodità, o anche per semplice pigrizia, siamo abituati a utilizzare l’espressione “Team Guerciotti” per riferirci alla FAS Airport Services-Guerciotti-Premac, la formazione guidata da Paolo e Alessandro Guerciotti, punto di riferimento del ciclocross tricolore. Giustamente in più di una occasione dal team ci è arrivata la richiesta di utilizzare il nome per esteso, anche per ringraziare gli sponsor che con il loro tangibile sostegno permettono alla formazione giallonera di svolgere al meglio la propria attività agonistica.

Il team FAS Airport Service-Guerciotti-Premac è il punto di riferimento nel ciclocross italiano (foto Giorgio De Negri)
Il team FAS Airport Service-Guerciotti-Premac è il punto di riferimento nel ciclocross italiano (foto Giorgio De Negri)

Tanto ciclismo

Fra gli sponsor della FAS Airport Services-Guerciotti-Premac un ruolo primario è svolto proprio da Premac, azienda bresciana specializzata nella realizzazione di sottofondi con sistemi e materiali innovativi nel campo dell’isolamento termico ed acustico. Il nome Premac nasce da “premiscelati a macchina”. A guidare l’azienda fondata nel 2005 troviamo Angelo Tonoli, che due anni fa ha deciso di mettere il suo nome sulle maglie del team della famiglia Guerciotti. 

L’azienda bresciana è sponsor di altri due team. Stiamo parlando della formazione femminile Isolmant-Premac-Vittoria, guidata da Giovanni Fidanza, e della Biesse-Carrera, impegnata nella categoria Continental e che ha in Simone Boifava il nuovo presidente. 

A unire la  FAS Airport Services-Guerciotti-Premac alla Isolmant-Premac-Vittoria non è solamente lo sponsor comune, Premac appunto, ma anche il marchio di bici. Entrambe le formazioni gareggiano su biciclette Guerciotti.

Il 2025 porterà in “dote” alla Premac una nuova formazione. Si tratta della Salus Seregno impegnata nella categoria juniores.

Tra le atlete spicca anche Nelia Kabetaj, campionessa nazionale albanese (foto Flaviano Ossola)
Tra le atlete spicca anche Nelia Kabetaj, campionessa nazionale albanese (foto Flaviano Ossola)

Tutti importanti

Risulta molto difficile per Angelo Tonoli stilare una classifica di importanza fra i team da lui sponsorizzati.

«Come squadre sono tutte importanti allo stesso modo per me – racconta Angelo Tonoli – è diverso il rapporto strettamente personale. Ad esempio Davide Boifava è un mio amico da tanti anni, mi ha trascinato nella Biesse-Carrera e altri progetti ciclistici. Io quando penso a Boifava sono contento di aiutarlo a vincere, non tanto alla pubblicità che mi faccio. La stessa cosa per Giovanni Fidanza, grazie al quale mi sono altresì avvicinato al mondo Guerciotti. Tutti alla pari con uno scopo: formare gli atleti, donne e uomini, prepararli ad avere responsabilità maggiori». 

Su strada l’azienda bresciana affianca le ragazze della Isolmant-Premac-Vittoria
Su strada l’azienda bresciana affianca le ragazze della Isolmant-Premac-Vittoria

Gioia Agostinacchio

Gli ultimi mesi del 2024 hanno regalato alla Premac una soddisfazione davvero speciale grazie a Mattia Agostinacchio, campione europeo juniores nel ciclocross. 

«Mattia Agostinacchio si è laureato campione d’Europa e per noi sponsor la gioia è immensa. Paolo e Alessandro Guerciotti, grazie a Mattia, hanno completato un mosaico. Il palmares della squadra abbondava di titoli nazionali e Mondiali, quello Europeo mancava. Di colpo è arrivato quello di Mattia nella gara individuale di cross. Senza dimenticare l’altro Europeo, quello di team relay, ottenuto dallo stesso Mattia Agostinacchio con suo fratello Filippo e Lucia Bramati. Gli ho portato bene».

Angelo Tonoli è alla guida dell’azienda Premac dal 2005 (foto Ossola)
Angelo Tonoli è alla guida dell’azienda Premac dal 2005 (foto Ossola)

Un pensiero per i giovani

Lasciamo allo stesso Angelo Tonoli la chiusura parlando dei giovani e non solo: «Ciò che conta è contribuire alla loro crescita. La consapevolezza che Mattia Agostinacchio e gli altri boys di Guerciotti siano orgogliosi di avere il nostro marchio sulla maglia è un premio. La serietà professionale dei ragazzi è un altro premio. La loro gioia dopo che hanno dato tutto nelle competizioni è ulteriore premio. Non tollero il doping: fa del male all’atleta, a chi lo sponsorizza e in generale al ciclismo».

Premac

Agostinacchio, le vittorie e la chiamata che non arriva

05.01.2025
4 min
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Non era stato un fuoco di paglia. Quella vittoria al campionato europeo è stata per Mattia Agostinacchio un punto di partenza e non di arrivo, comunque andranno le gare da ora in poi, comunque finiranno i mondiali che per molti, poco addentro al mondo del ciclocross, sono l’unico metro di giudizio. Mattia ormai è un personaggio del cross e non solo in Italia.

Dopo la vittoria di Koksijde un momento di riposo. Il giorno dopo 2° posto a Gullegem
Dopo la vittoria di Koksijde un momento di riposo. Il giorno dopo 2° posto a Gullegem

Un pokerissimo di successi

Il portacolori della Fas Airport Services Guerciotti Premac sta onorando al meglio la sua maglia di campione continentale. Cinque vittorie su 10 gare, di cui tre in Belgio, nella patria del ciclocross sono il suo ruolino di marcia, conquistando classiche come quelle di Zonhoven e Koksijde venerdì (foto di apertura), primo italiano a riuscirci. Appena sceso di sella, il talentuoso diciassettenne ha chiarito subito da dove arrivano questi risultati fulminanti.

«Sono percorsi che ormai conosco bene, è stato fondamentale averli assaggiati lo scorso anno, al primo di categoria, attraverso un periodo di allenamenti e gare di 3 settimane. Oggi li affronto con più cognizione di causa».

Tutta la fatica dopo la vittoria di Zonhoven. Per il campione europeo il primo sigillo in Coppa (foto Instagram)
Tutta la fatica dopo la vittoria di Zonhoven. Per il campione europeo il primo sigillo in Coppa (foto Instagram)
Com’è stato questo periodo post europei?

Non semplice, la schiena mi ha dato problemi soprattutto fra la fine di novembre e inizio dicembre. Ho fatto i dovuti trattamenti e ho continuato ad allenarmi e correre, ma non ero certo al massimo. Diciamo che l’ho presa con più calma, cercando di risolvere il guaio fisico e di progredire nella condizione pian piano considerando che l’appuntamento principe è a fine mese.

Vista la tua condizione, questi risultati ti hanno sorpreso?

Un po’ sì, non posso negarlo. Ho colto vittorie importanti correndo come voglio io e il fatto che ci sia ancora margine mi dà molto coraggio. Vedo che gli avversari mi guardano con rispetto, cercano di battermi ma io preferisco sempre guardare a me stesso, a dove io posso arrivare, i risultati vengono di conseguenza.

Per Agostinacchio finora 11 vittorie in stagione con 17 gare disputate. Un ruolino di marcia regale (foto Uci)
Per Agostinacchio finora 11 vittorie in stagione con 17 gare disputate. Un ruolino di marcia regale (foto Uci)
Ti adatti comunque bene ai percorsi belgi, ormai…

Sono duri, venendo spesso da queste parti ho capito perché dicono che è la patria del ciclocross. Quest’anno non abbiamo trovato condizioni estreme, come pioggia e fango, ma restano sempre molto faticosi, devi conquistare ogni metro, in bici o correndo a piedi. Sono molto più duri di quello degli europei, questo è sicuro… Il clima comunque è stato favorevole, lo scorso anno ho trovato molto più freddo e condizioni di percorso estreme.

Una stella del ciclocross che va bene anche su strada. E’ il profilo perfetto del corridore ricercato da queste parti, soprattutto da un team del WorldTour come la Fenix. Ti sono già arrivate chiamate?

Di questo si occupa il mio procuratore, io penso a correre e a fare il meglio che posso. Devo comunque dire che qualche telefonata da parte di grandi team è arrivata, io ho subito messo in chiaro che voglio fare la doppia attività e spero chiaramente che arrivi qualche contatto di quelli importanti. Ma da parte di quella squadra chiamate non ce ne sono ancora state…

In Belgio il campione europeo ha dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio (foto Instagram)
In Belgio il campione europeo ha dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio (foto Instagram)
Gli unici due flop finora sono arrivati nelle prove di Coppa del Mondo a Dublino e Besançon, guarda caso proprio nelle località lontane dal tuo amato Belgio. Che cosa era successo?

A Dublino ero nel pieno del problema alla schiena e proprio non riuscivo a spingere, da lì ho iniziato la fase di trattamenti per riprendermi. A Besançon è stata una gara sfortunata fin dall’inizio. Sono caduto in partenza ed è stata una prova tutta a inseguimento, ma non ero neanche in una buona giornata. Io però preferisco guardare alle gare più belle che ho fatto, Hulst ma ancora di più Zonhoven, perché sono riuscito a vincere pur essendo stato costretto a rimontare.

E’ chiaro che ora tutti ti indicano come uno dei grandi favoriti per il mondiale…

Io cerco di non pensarci, d’altro canto ci sono ancora appuntamenti importanti, intanto i campionati italiani, poi le due restanti gare di Coppa del Mondo a Benidorm e Hoogerheide, sono a 13 punti dalla vetta, tutto può ancora succedere. Dei mondiali ci sarà tempo per occuparsene…

C’è Selle SMP per il team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac 

11.12.2024
4 min
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A chi come noi di bici.PRO ha avuto l’opportunità di essere presente domenica 1 dicembre al 45° Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti, non sarà certo passata inosservata una bella novità che ha interessato il team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac. Mentre si svolgeva la gara riservata alle donne open, lo speaker della manifestazione ha chiamato vicino a se per una breve intervista Maurizio Schiavon, co-titolare con il fratello Franco dell’azienda Selle SMP.

E’ stata quella l’occasione per ufficializzare una partnership tecnica davvero importante fra il team milanese e l’azienda padovana. Da quest’anno le biciclette in dotazione ai ragazzi del team guidato da Paolo e Alessandro Guerciotti possono infatti contare sul supporto tecnico di Selle SMP.

Alessandro Guerciotti insieme a Elisa Bianchi ed Elisa Ferri, le juniores che hanno dominato il Trofeo Guerciotti domenica 1 dicembre
Alessandro Guerciotti insieme a Elisa Bianchi ed Elisa Ferri, le juniores che hanno dominato il Trofeo Guerciotti domenica 1 dicembre

Eccellenza italiana

Senza timori di essere smentiti, possiamo tranquillamente affermare che oggi il marchio Selle SMP rappresenta un punto di riferimento nel mondo delle selle, con modelli in grado di assecondare le esigenze di chi ama l’agonismo come di chi vede nella bicicletta un semplice mezzo di trasporto o di svago. 

Selle SMP è da sempre legata al mondo del ciclocross, così come lo è la famiglia Guerciotti. Negli ultimi anni l’azienda di Casalserugo, comune del padovano, ha investito molto nel ciclocross. Una scelta che ha reso il brand fortemente riconoscibile grazie ad un mix perfetto di eccellenza di prodotto, abile strategia di comunicazione ed investimenti mirati. 

Gli atleti del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac correranno con le selle di Selle SMP
Gli atleti del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac correranno con le selle di Selle SMP

Il meglio di Selle SMP

Maurizio Schiavon ha commentato con queste parole la nuova collaborazione con la famiglia Guerciotti.

«Siamo orgogliosi di questa nostra nuova collaborazione e di pedalare al fianco del team FAS Airport Services-Guerciotti-Premac. Questo rappresenta non solo una nuova partnership, ma quello che vogliamo dare è un supporto concreto che permetterà agli atleti del team di affrontare le sfide future al massimo della loro performance». 

I ragazzi del team potranno contare sui modelli F20C, VT20C e VT30C. Si tratta di selle progettate con un’attenzione particolare al fuori strada e nello specifico al ciclocross. 

«Le nostre selle – ha aggiunto Maurizio Schiavon – permettono una maggiore libertà di movimento, facilitando i cambi di posizione rapidi e frequenti necessari nel ciclocross. Questo design, inoltre, contribuisce a migliorare il controllo della bicicletta e la stabilità, soprattutto in situazioni tecniche come le curve strette e i terreni viscidi e fangosi. La nostra tecnologia avanzata e la filosofia ergonomica “Designed on your body” mira a migliorare le prestazioni degli atleti permettendogli di concentrarsi completamente sulla competizione».

Mattia Agostinacchio si è di recente laureato campione europeo nella categoria juniores
Mattia Agostinacchio si è di recente laureato campione europeo nella categoria juniores

Orgoglio Guerciotti

Lasciamo la chiusura ad Alessandro Guerciotti, team manager del team  FAS Airport Services-Guerciotti-Premac: «Siamo orgogliosi e onorati che un’azienda leader del settore come Selle SMP abbia sposato il nostro team. Selle SMP, ma soprattutto la famiglia Schiavon, oltre a essere grandi intenditori di ciclismo, sono prima di tutto grandi appassionati di ciclocross. E questo lo dimostra il fatto di come negli anni hanno incrementato gli interventi in tutte le competizioni più importanti del panorama italiano.

«Possiamo sicuramente offrire ai nostri corridori dei prodotti di eccellenza e all’avanguardia per poter competere sui più importanti scenari nazionali e internazionali. Da parte nostra, non possiamo fare altro che portare risultati e ritengo che abbiamo iniziato nel migliore dei modi, poiché in questo inizio di stagione abbiamo conquistato due traguardi storici come il titolo europeo di Mattia Agostinacchio e la medaglia d’argento con suo fratello Filippo. Oltre ovviamente alle vittorie in tutte le classiche internazionali con i nostri corridori».

Guerciotti

Selle SMP

Esordio in Coppa, per la Bramati il bicchiere è mezzo pieno

25.11.2024
5 min
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La prima tappa di Coppa del Mondo ad Anversa era riservata solamente alle categorie maggiori, con gli Under 23 chiamati a correre fra gli Elite. Erano 8 gli italiani in gara, 5 uomini (il migliore è stato Stefano Viezzi, 30° nella prima volta fra gli “adulti”) e 3 donne. Fra loro Lucia Bramati, anche lei chiamata a confrontarsi fra le più grandi, ma per la figlia d’arte non è certo una novità…

Il podio della gara femminile, vinta dalla Van Empel su Brand e Schreiber, lussemburghese prima delle U23
Il podio della gara femminile, vinta dalla Van Empel su Brand e Schreiber, lussemburghese prima delle U23

La sua voce quand’è ancora ad Anversa, in attesa di un volo di ritorno programmato solo per la tarda serata, è squillante. Il suo 7° posto di categoria ha pur sempre un certo peso: «E’ una tappa nella mia stagione, iniziata un po’ così. La mia estate è stata resa molto complicata dal ritorno della mononucleosi, dopo 5 anni che mi ha dato grossi problemi a fegato e milza e fatto stare un mese e mezzo senza bici. Ho saltato buona parte dell’annata di mtb e ripreso con calma con il ciclocross, andando sempre un po’ di rincorsa. Ancora oggi non sono nella miglior condizione, ma la prestazione mi ha lasciato soddisfatta».

Che clima avete trovato ad Anversa?

Siamo stati fortunati perché fino a sabato c’era tanto freddo e vento forte – racconta la Bramati – Durante la giornata di gare invece il vento è rimasto, ma la temperatura si è elevata fino a 19°. Il problema erano proprio le folate nella parte orientale del tracciato, dove c’erano lunghi rettilinei. Se non trovavi qualcuno a cui accordarti restavi esposto al vento contrario che ti respingeva.

Ancora un 4° posto per la Casasola, unica vera alternativa allo strapotere olandese
Ancora un 4° posto per la Casasola, unica vera alternativa allo strapotere olandese
Com’è stata la tua gara?

Io sono partita dalla quinta delle 7 file previste, quindi ero un po’ indietro e chiaramente tutte cercavano di avanzare perché in fondo al rettilineo c’era la curva che fungeva da strettoia, era difficile anche restare in piedi. Poi c’erano due strappi a piedi, la gara iniziava praticamente lì. Il percorso presentava anche punti sabbiosi e io non sono molto abituata ad affrontarli, questo è un po’ un gap che abbiamo tutti noi italiani visto i tracciati delle principali gare. Ma alla fine ero contenta perché li ho affrontati tutti in bici, senza mettere piede a terra, facendo meno fatica e preservando le gambe.

La Bramati agli Europei, dove insieme all’oro in staffetta aveva chiuso settima fra le U23
La Bramati agli Europei, dove insieme all’oro in staffetta aveva chiuso settima fra le U23
Quanto cambia nel correre insieme alle Elite? Cosa che tra l’altro in campo femminile è ordinaria amministrazione, anche nelle sei tappe con le prove per categorie inferiori, la gara U23 sarà solo al maschile…

Cambia tanto, perché hai riferimenti diversi. Intanto consideriamo che le più forti della categoria sono tutte lì davanti, a lottare fra le prime 10. Io poi sono cresciuta gareggiando sempre con le più forti, anche quand’ero junior non c’era la prova per la categoria più giovane, è stata sdoganata dopo che sono passata. Le gare U23 sono solo quelle titolate, in queste occasioni d’altro canto saremmo troppo poche. Io poi penso che essere con le Elite sia un vantaggio, perché corri al massimo livello, a blocco, per 50 minuti non respiri praticamente mai. L’unica difficoltà è che siamo differenziate da loro attraverso il colore del pettorale, quindi ogni volta che superi o vieni superata devi stare attento al numero della concorrente…

Tu hai sulle spalle il peso di un cognome importante per il ciclocross italiano. Avere tuo padre Luca Bramati che è anche il diesse del team Fas Airport Services Guerciotti Premac dà più o meno vantaggi, è più genitore o allenatore?

Io dico che è un vantaggio, questa sua doppia veste la vivo in modo molto sereno, per me non cambia nulla. Anzi, poter affrontare le trasferte insieme a lui mi dà serenità, mi consente di concentrarmi maggiormente sulla gara non dovendo pensare ad altro e averlo al mio fianco mi rende più sicura.

Thibau Nys (n.18) era il favorito della vigilia, ma il campione europeo non è andato al di là del 12° posto
Thibau Nys (n.18) era il favorito della vigilia, ma il campione europeo non è andato al di là del 12° posto
Il 7° posto di categoria che cosa rappresenta?

Un passo avanti nella mia stagione. Venivo da una buona piazza d’onore in Svizzera, qui sono finita dietro nel computo generale, ma vedo che sto guadagnando posizioni rispetto alle mie pari età rispetto ad esempio agli Europei, dove comunque non me l’ero cavata male sempre in riferimento ai problemi prestagionali. Quel che mi manca è assaporare il gradino più alto del podio, finora non ci sono mai riuscita, sarebbe uno step ulteriore.

Continuerai a seguire lo sviluppo della Coppa?

Sì, a dicembre e gennaio la mia attività sarà soprattutto all’estero, per cercare di crescere ulteriormente ed essere al top per le gare del nuovo anno a cominciare dai campionati italiani e guadagnarmi così la selezione per i mondiali.

Per Iserbyt una vittoria di peso dopo un inizio stagione difficile, con anche una squalifica
Per Iserbyt una vittoria di peso dopo un inizio stagione difficile, con anche una squalifica
Tu sei, anche per famiglia, legata all’offroad ma è chiaro che chi guarda al ciclismo in maniera professionale punta alla strada. Che cosa vedi nel tuo futuro?

Il ciclocross è il mio grande amore, seguito dalla mtb e questo non cambia. So però che le ragazze che vengono dalla strada hanno un altro passo nelle prove invernali ed è qualcosa che devo considerare. Io ho una certa ritrosia ad affrontare le gare su strada, diciamo che non mi sento ancora pronta mentalmente. E’ qualcosa che con mio padre prenderemo in considerazione, magari per affrontare qualche gara in meno in mountain bike e privilegiare la strada nella seconda parte dell’anno proprio per arrivare pronta alla stagione invernale. Ma avrò tempo per pensarci…

C’è Ekoi per la FAS Aiport Services – Guerciotti – Premac

20.11.2024
3 min
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La stagione del ciclocross corre veloce con il suo calendario sempre ricco di appuntamenti. Se in Italia a farla da padrone è stato fin qui il Giro delle Regioni, in Belgio le prime sfide hanno avuto come palcoscenico i tanti circuiti che ogni settimana richiamano tantissimi appassionati di ciclocross. Tutto questo in attesa dell’inizio della Coppa del Mondo previsto il prossimo 24 novembre ad Anversa. Se il roster dei vari team è ormai definito da diverse settimane, non mancano però novità relative al tema sponsor che meritano di essere raccontate. Restando in ambito italiano, nei giorni scorsi il team FAS Airport Services Guerciotti Premac ha annunciato due importanti novità.

La prima ha riguardato l’ingresso dell’azienda Isolmant fra i propri sponsor. La seconda novità è stata invece di natura squisitamente tecnica e ha interessato caschi e occhiali in dotazione alla squadra.

Lucia Bramati e Gioele Bertolini con i nuovi prodotti che Ekoi fornirà al team Guerciotti
Lucia Bramati e Gioele Bertolini con i nuovi prodotti che Ekoi fornirà al team Guerciotti

Ecco Ekoi

Agli osservatori più attenti non sarà certo sfuggita in queste prime gare la presenza di un partner tecnico molto importante accanto al team della famiglia Guerciotti. Si tratta di Ekoi, che dall’inizio di questa stagione fornisce i caschi e gli occhiali ai ragazzi del team FAS Airport Services Guerciotti Premac. Attraverso un comunicato stampa inviato nei giorni scorsi ai media specializzati, il team ha voluto ufficializzare questa nuova e prestigiosa partnership tecnica.

Gli atleti correranno con il casco AR14 e gli occhiali Magnetic
Gli atleti correranno con il casco AR14 e gli occhiali Magnetic

Prodotti top

Per quel che riguarda il casco, si tratta del modello aero AR14. Quest’anno lo abbiamo visto indossato dai migliori team professionistici, come Israel Premier-Tech e Cofidis. Si tratta di un casco dalle eccellenti prestazioni in quanto combina aerodinamica all’avanguardia, comfort ergonomico e protezione ottimale. Testato in galleria del vento, è costruito per garantire velocità e versatilità, offrendo una ventilazione ottimale e un design leggero, perfetto per ogni disciplina

Per quanto riguarda invece gli occhiali, la scelta è caduta sul modello Magnetic. Si tratta di occhiali dotati di tecnologia innovativa, con lenti che consentono una rapida e intuitiva sostituzione. Sono infatti disponibili tre diverse tipologie di lenti, adatte a qualsiasi condizione di visibilità.

Ekoi rappresenta un partner tecnico di grande importanza per il team FAS Airport Services Guerciotti Premac. Grazie al supporto tecnico di Ekoi gli atleti del team potranno pertanto contare su prodotti in grado di garantire loro sicurezza e prestazioni ai massimi livelli.

Guerciotti