Bianchi e Treviglio, un legame sempre più forte

18.03.2022
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Pochi giorni prima di Natale Bianchi ha presentato alla stampa il progetto della nuova sede destinata a sorgere sulla stessa area che ospita attualmente il quartier generale di Treviglio.

Nel corso della conferenza stampa era emerso in maniera chiara il forte legame che lega da sempre la stessa Bianchi al proprio territorio. A differenza di altre realtà italiane che hanno deciso negli anni di avviare un processo di delocalizzazione della propria attività produttiva, Bianchi ha voluto manifestare la propria ferma volontà di investire sulla realtà sociale ed economica nella quale opera da anni, promuovendo una coraggiosa operazione di re-shoring.

Juri Imeri, sindaco di Treviglio, e Fabrizio Scalzotto (foto Luca Cesni)
Juri Imeri, sindaco di Treviglio, e Fabrizio Scalzotto (foto Luca Cesni)

Ecco il premio

Un legame così forte con il proprio territorio non poteva certo passare inosservato. L’amministrazione comunale di Treviglio ha così deciso di assegnare a Bianchi il “San Martino d’Oro”, la più prestigiosa benemerenza civica del comune della provincia di Bergamo. Il premio, istituito nel 1979, è un riconoscimento ad aziende e cittadini che in tempi e modi diversi hanno contribuito al bene comune, alla crescita e alla notorietà della Città di Treviglio.

La premiazione è avvenuta lo scorso 28 febbraio. Nell’occasione è stato lo stesso Sindaco di Treviglio, Juri Imeri, a consegnare nelle mani di Fabrizio Scalzotto, Amministratore Delegato di Bianchi, il “San Martino d’Oro” (nella foto di apertura di Luca Cesni). 

Lo stesso Scalzotto ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale di Treviglio con queste parole: «Siamo orgogliosi di questo riconoscimento da parte della Città di Treviglio, con la quale stiamo condividendo l’importante percorso di rigenerazione urbana della nostra sede, destinato ad avere un impatto fortemente positivo per tutto il territorio. E’ stata una scelta industriale ma soprattutto di cuore e attaccamento al territorio». Durante la cerimonia è stato proiettato anche un videomessaggio di ringraziamento di Salvatore Grimaldi, Presidente e proprietario di Bianchi.

Ecco come apparirà la nuova sede Bianchi di Treviglio
Ecco come apparirà la nuova sede Bianchi di Treviglio

Un progetto ambizioso

La nuova sede di Bianchi, i cui lavori sono già stati avviati, si estenderà su un’area di oltre 30.000 mq, e segnerà il ritorno in Italia di competenze tecniche e produttive che negli ultimi anni erano state trasferite al di fuori dell’Europa. Questo permetterà all’azienda di acquisire maggiore controllo su tutte le fasi del processo produttivo. Ma soprattutto di rispondere alla costante crescita della domanda di biciclette muscolari e a pedalata assistita che si è verificata negli ultimi due anni.

La nuova sede di Bianchi sorgerà su un’aera di 30.000 metri quadri
La nuova sede di Bianchi sorgerà su un’aera di 30.000 metri quadri

Con il nuovo investimento l’attuale area produttiva sarà completamente rigenerata, senza consumo di suolo e con un impatto ambientale sostanzialmente pari a zero. Altro aspetto da non sottovalutare, il re-shoring di Bianchi è destinato ad avere un rilevante peso occupazionale. A pieno regime il nuovo stabilimento occuperà infatti oltre 250 dipendenti.

Bianchi

Bianchi guarda al triathlon e lavora per Parigi 2024

22.02.2022
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Le Olimpiadi di Parigi 2024 sono meno lontane di quanto si possa pensare e gli atleti sono già al lavoro per guadagnarsi il pass olimpico. Tra questi c’è anche Jonas Schomburg, tedesco classe 1994, specialista nella distanza del triathlon Olimpico e già protagonista alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Nella sua rincorsa alla qualificazione per la rassegna olimpica francese, Schomburg potrà contare sul supporto tecnico del Reparto Corse Bianchi, una vera eccellenza dell’azienda di Treviglio. Tramite l’accordo con il tedesco, Bianchi conferma così il proprio DNA racing anche nel triathlon Olimpico.

La nuova sede Bianchi di Treviglio
La nuova sede Bianchi di Treviglio

Il meglio di Bianchi

Bianchi ha deciso di mettere a disposizione di Jonas Schomburg i seguenti tre modelli: Specialissima, Oltre XR4 e Aquila.

Con le sue qualità all-rounder, Specialissima si caratterizza per la sua leggerezza e offre al tempo stesso la rigidità ideale per trasferire tutta la potenza sull’asfalto, soprattutto nelle frazioni caratterizzate da salita.

Oltre XR4 è invece il modello aero per eccellenza di Bianchi, perfetto su segmenti veloci.

Aquila è infine il modello da crono. Presenta forme appositamente disegnate per ricercare la massima aerodinamicità, garantendo un’ottima configurazione anche per il triathlon Olimpico che prevede un tratto bici di 40 chilometri (preceduto da 1.500 metri di nuoto e 10 chilometri di corsa).

Ispirato da Pantani

Jonas Schomburg nei giorni scorsi ha fatto visita alla sede Bianchi di Treviglio. Nell’occasione non ha mancato di sottolineare l’orgoglio per essere stato scelto da un marchio così importante.

«E’ un onore – ha detto il tedesco – entrare a far parte della famiglia Bianchi. Rappresentare un brand così iconico e ricco di know-how tecnologico mi motiva moltissimo e allo stesso tempo mi carica di responsabilità. Marco Pantani e Lothar Leder sono gli atleti che mi hanno ispirato da giovane e, infatti, la bici è il mio punto forte tra le tre specialità del triathlon. Non vedo l’ora di portare, con orgoglio, lo spirito Bianchi in tutto il mondo nel mio percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Parigi 2024.

«Ho la possibilità di scegliere tra tre modelli dalle caratteristiche diverse – ha concluso – ciascuno appositamente progettato per differenti situazioni di gara. Valuterò in base al tracciato quale utilizzare. Avere un partner come Bianchi verso le Olimpiadi di Parigi 2024 è un onore».

Fabrizio Scalzotto CEO di Bianchi, ha accolto Schomburg nella sede di Treviglio
Fabrizio Scalzotto CEO di Bianchi, ha accolto Schomburg nella sede di Treviglio

Una scelta strategica

La scelta di affiancare Jonas Schomburg nella sua rincora alle Olimpiadi di Parigi 2024 permetterà a Bianchi di portare il proprio know-how nel triathlon e nello stesso tempo di rafforzare la propria presenza nel mercato tedesco. A sottolinearlo è lo stesso Fabrizio Scalzotto, CEO del brand.

«Siamo molto felici – ha commentato – di annunciare questa partnership con Jonas Schomburg perché ci permette di portare l’esperienza Reparto Corse nell’élite del triathlon. Affiancheremo Jonas nel suo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Parigi 2024, con l’obiettivo di raccogliere vittorie e presentarci ai nastri di partenza della prova olimpica. Dal punto di vista strategico, inoltre, questo accordo è importante per rafforzare la nostra presenza sul mercato tedesco, dove vogliamo essere sempre più protagonisti».

Il primo appuntamento stagionale che vedrà protagonisti Jonas Schomburg e Bianchi è previsto il prossimo 11 marzo a Miami nel circuito Clash Endurance.

Bianchi

Contini 1982

Contini, quel giorno a Liegi e le uscite con Saronni

13.01.2022
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Nell’era del ciclismo specialistico ci è tornato alla mente un personaggio degli anni Ottanta, un corridore che sapeva emergere ovunque, nelle classiche come nei grandi Giri, pur non essendo (e lui stesso non perde occasione per ripeterlo) un campione. I più anziani ricorderanno la figura di Silvano Contini (nella foto d’apertura ai mondiali 1982, il suo anno d’oro), colui che riaprì la storia della Liegi-Bastogne-Liegi come la “course des italiens”, prima dei successi a ripetizione di Argentin, Bartoli e Bettini con condimento di altre vittorie tricolori.

Contini chiuse la sua carriera del 1990, poi non se ne è saputo più nulla, nel senso che è uscito dal mondo delle due ruote. Nessun incarico neanche a livello locale, nessuna ospitata televisiva. E’ rientrato nei ranghi, ma la curiosità di sapere che fine ha fatto ci è rimasta.

Contini famiglia 2021
Contini con la famiglia: alla sua destra il figlio Moreno, al centro la figlia Romina e sua moglie Bibiana
Contini famiglia 2021
Silvano Contini con parte della famiglia: suo genero Marco, sua figlia Romina e la moglie Bibiana

Da allora Contini, oggi 63 enne, si è sempre dedicato alla falegnameria di famiglia: «Ero stanco di girare il mondo – racconta – il ciclismo si era allontanato dal mio modo di essere. Misi la bici in soffitta e ce l’ho tenuta per 25 anni, ogni tanto sentivo qualche collega dei tempi, guardavo le gare in Tv ma nient’altro. Poi pian piano è tornata la nostalgia e ho ripreso in mano la bici: nei fine settimana mi vedo con Saronni al negozio di Luigi Botteon (ex pro’ dal 1987 al 1991) e ci facciamo una pedalata tranquilla, chiacchierando sul passato e il presente».

Con Saronni è rimasta quest’amicizia salda e duratura, mentre in gara ve le davate di santa ragione…

Eravamo amici già allora, avevamo praticamente iniziato insieme, ci affrontavamo già da junior. Ma non eravamo la stessa cosa: lui era un fuoriclasse, che ha vinto dappertutto e trionfato in corse importantissime, io ero un buon corridore che si difendeva un po’ su ogni terreno e che alla fine ha portato a casa un buon numero di vittorie. Oltretutto con Beppe abbiamo condiviso un anno alla Del Tongo e due alla Malvor (dal 1987 al 1989, ndr) dove trovammo anche Giovanni Visentini.

Contini gara
Contini è nato nel 1958 a Leggiuno (VA). Pro’ dal 1978 al 1990, ha conquistato 48 vittorie in carriera
Contini gara
Contini è nato nel 1958 a Leggiuno (VA). Pro’ dal 1978 al 1090, ha conquistato 48 vittorie
Dicevi di aver ottenuto un buon numero di vittorie: 48 per la precisione, con la Liegi come perla ma anche altri importanti traguardi come Giro di Germania, Giro dei Paesi Baschi… Qual era la tua forza?

Mi sono sempre applicato con forza e dedizione, ero molto serio nella mia vita d’atleta, anche se negli ultimi anni uscirono fuori tante storielle sulla mia vita privata. Negli ultimi due anni ero meno concentrato, sentivo che quello non era più il mio ambiente e decisi di chiudere. Tecnicamente me la cavavo dappertutto, ma credo che sia stata la testa la mia arma in più.

Tu passasti professionista molto presto, a 19 anni.

In quel periodo accadde lo stesso proprio con Saronni e Visentini, ma rispetto a oggi c’è una differenza sostanziale: ci davano il tempo per crescere. Io nel 1978 passai grazie alla Bianchi, ma in quella squadra c’era gente come Gimondi, De Muynck che vinse il Giro d’Italia, Knudsen, Van Linden che era un grande velocista. Non mi chiedevano di vincere, solo di imparare, come fossi a scuola e di crescere per gradi. E’ stata la scelta giusta, da lì sono venuti i risultati. Oggi invece vedo che tutto è esasperato.

Contini De Wolf 1982
Una storica foto d’epoca, la volata vincente su Fons De Wolf: la Liegi torna a essere italiana dopo 17 anni
Contini De Wolf 1982
Una storica foto d’epoca, la volata vincente su Fons De Wolf: la Liegi torna a essere italiana dopo 17 anni
Quando si parla di te la mente torna a quel giorno di primavera del 1982, quando trionfasti a Liegi. Che cosa ti è rimasto nella memoria di quel giorno?

Tutto. Quando ripenso a quello sprint con De Wolf, a quella ruota davanti sulla linea del traguardo mi sembra di averla vista ieri, di aver provato ieri quell’immensa gioia derivata dalla constatazione che avevo vinto. Sapevo di star bene, venivo dalla mia unica partecipazione alla Parigi-Roubaix chiusa al 25° posto pur non essendo la mia gara. Per vincere però serve che tutto collimi alla perfezione e quel giorno tutto girò davvero per il verso giusto. Ero un corridore che negli arrivi ristretti poteva dire la sua. Mi era già capitato un arrivo a due al Lombardia 1979, ma allora avevo di fronte un certo Hinault

Quell’Hinault con il quale battagliasti a lungo al Giro del 1982, chiuso al terzo posto.

Io ho avuto a che fare con grandi campioni e un fuoriclasse assoluto, che è alla stregua dei Coppi e Merckx. Molti paragonano i campioni di oggi a quelli del passato, ma bisogna andarci piano con i paragoni, quelli erano uomini speciali. Pogacar è bravissimo, ma deve ancora far vedere e vincere tanto prima di poter essere inserito in quella categoria.

Contini Bianchi 2021
Con Ferretti i “suoi ragazzi”: Pozzi, Vanotti, Baronchelli, Contini e a sinistra Prim
Contini Bianchi 2021
Con Ferretti i “suoi ragazzi”: Vanotti, Baronchelli, Contini e a sinistra Prim
C’è in vista un nuovo Contini?

E’ difficile da dire, giovani di valore ne abbiamo, il problema è che mancano le squadre. Ai miei tempi c’erano 8-10 team internazionali in Italia, i giovani avevano modo di poter passare e come detto essere lasciati crescere con calma, oggi il ciclismo ha costi enormi. Noi nel team eravamo al massimo in 15 corridori, ora ce ne sono 30 senza contare tutto il personale. Però un nome mi sento di farlo…

Chi?

Alessandro Covi, perché Saronni lo sta facendo crescere alla vecchia maniera, in un team di grandi corridori nel quale sta imparando. Beppe me ne dice un gran bene e penso che ci darà soddisfazioni quando sarà il momento giusto.

Bianchi presenta il progetto della nuova casa

21.12.2021
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In un articolo dello scorso mese di luglio avevamo anticipato il piano industriale messo in atto da Bianchi per i prossimi anni, con un investimento di 40 milioni di euro. Nei giorni scorsi l’azienda di Treviglio ha messo un ulteriore tassello nella costruzione del proprio futuro industriale. Ha infatti presentato alla stampa il piano di rigenerazione urbana che porterà alla creazione del nuovo impianto produttivo.

La presentazione è avvenuta nella sede di Treviglio, che da oltre mezzo secolo ospita l’azienda. A fare gli onori di casa Fabrizio Scalzotto, Amministratore Delegato di Bianchi, insieme al Sindaco di Treviglio Juri Fabio Imeri.

Da sinistra: Guido Guidesi, Fabrizio Scalzotto e Juri Fabio Ieri, Sindaco di Treviglio (foto Da Re)
Da sinistra: Guido Guidesi, Fabrizio Scalzotto e Juri Fabio Ieri, Sindaco di Treviglio (foto Da Re)

Una scelta mirata

La nuova sede sorgerà sulla stessa area che ospita attualmente il quartier generale Bianchi a Treviglio. Complessivamente si estenderà su un’area di 30.000 mq, dei quali oltre 17.000 destinati alla produzione. Alla base di tale decisione vi è l’avvio di un processo industriale finalizzato a riportare in Italia competenze tecniche e produttive che negli ultimi decenni avevano trovato sede fuori dall’Europa.

Come ha sottolineato durante la conferenza stampa lo stesso Amministratore Delegato di Bianchi Fabrizio Scalzotto, si tratta di un intervento che segna una nuova fase per l’azienda, sempre più determinata ad acquisire maggiore controllo sul proprio processo produttivo. Una scelta finalizzata a dare una risposta alla costante crescita della domanda sul mercato di biciclette ed e-bike esplosa negli ultimi due anni. Una decisione coraggiosa e lungimirante nonostante le difficoltà di approvvigionamento di materie prime determinate dalla attuale situazione globale.

La conferenza stampa di presentazione della nuova sede di Bianchi
La conferenza stampa di presentazione della nuova sede di Bianchi

L’obiettivo è raggiungere a lavori ultimati le 1.000 unità prodotte per turno, con l’avvio della produzione di telai in carbonio prevista per il 2023. La nuova sede e l’innalzamento della capacità produttiva avranno importanti e positive ricadute anche sulla realtà locale, a partire dall’aspetto occupazionale. A pieno regime, il nuovo stabilimento occuperà infatti oltre 250 dipendenti fra impiegati, risorse tecniche e produttive.

Sempre a Treviglio

La decisione di ampliare la propria storica sede conferma il profondo legame di Bianchi con il Comune di Treviglio e nello stesso tempo il desiderio di riqualificare un’area industriale da consegnare alla comunità locale come bene fruibile. Il nuovo stabilimento ospiterà infatti per la prima volta un Museo Bianchi, destinato a richiamare grande interesse da parte di turisti, appassionati del settore e seguaci del marchio Bianchi. Un’opportunità importante per Treviglio ed il suo territorio, come sottolineato dallo stesso Sindaco Juri Fabio Imeri. Con il nuovo investimento l’attuale area produttiva sarà completamente rigenerata, senza consumo di suolo e con un impatto ambientale sostanzialmente pari a zero.

All’interno dello stabilimento sarà presente anche un museo dedicato alla storia del marchio Bianchi nel ciclismo
All’interno dello stabilimento ci sarà un museo dedicato alla storia di Bianchi nel ciclismo

Il pensiero di Grimaldi

Salvatore Grimaldi, Presidente e Proprietario di Bianchi, ha così commentato il nuovo piano industriale: «Far crescere e sviluppare le aziende è la sfida che mi appassiona più di ogni altra ed oggi ne abbracciamo una nuova: realizzare con Bianchi uno degli stabilimenti di produzione di biciclette più avanzati al mondo. Ci sentiamo orgogliosi di aver scelto Treviglio come base per questo rinnovamento e per il nostro futuro. Treviglio sarà la casa non solo di uno stabilimento avanzato e di design, ma di un’azienda leader, ambiziosa e con una visione globale».

I lavori nella nuova area hanno preso il via nel mese di Novembre 2021.

Bianchi

Bianchi celebra il Giro con una Specialissima limited edition

29.11.2021
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Bianchi ha scritto pagine indelebili nella storia del Giro d’Italia. Basta pensare ai trionfi di Fausto Coppi che, ad eccezione di quello del debutto, ha vinto tutti i suoi Giri d’Italia in sella ad una bicicletta Bianchi. Dopo il Campionissimo sono stati tanti i corridori a legare il proprio nome al marchio di Treviglio. A partire da Felice Gimondi fino ad arrivare a Marco Pantani.

Per celebrare il forte legame con la corsa rosa, Bianchi ha deciso di creare un’edizione speciale e in numero limitato del telaio della Specialissima. Si tratta di uno dei modelli top di gamma della propria produzione che racchiude in sé il meglio del know-how di Bianchi Reparto Corse. Ecco così arrivare il telaio Specialissima Giro105. La scelta del numero non è casuale. Il prossimo maggio si celebrerà l’edizione numero 105 della corsa rosa e il nuovo telaio sarà disponibile in soli 105 esemplari.

Il telaio della Specialissima è verniciato a mano in Italia con il colore “bianco corsa”
Il telaio della Specialissima è verniciato a mano in Italia

Un’opera d’arte

Il nuovo telaio Specialissima Giro105 si presenta come una vera opera d’arte e, come tale, è destinato a diventare l’oggetto del desiderio degli appassionati. Ogni telaio sarà numerato sul tubo orizzontale da 001 a 105. In questo modo ogni possessore avrà la certezza di poter disporre di un pezzo unico ed esclusivo, come lo può essere una vera opera d’arte.

La cura nei dettagli

Nel progetto del telaio Specialissima Giro105 nulla è stato lasciato al caso a partire dalla verniciatura, rigorosamente fatta a mano in Italia. A dominare è il colore bianco, per l’occasione denominato “Bianco Corsa”, che richiama il colore della linea del traguardo e che fa da sfondo al rosa utilizzato per dare risalto ai dettagli. Le sezioni interne della forcella, del carro posteriore e dei loghi, anch’essi verniciati a mano, sono infatti realizzati in una speciale tonalità di rosa chiamata “Enrosadira”.

Si tratta del colore della luce che illumina le Dolomiti all’alba e al tramonto quando le cime sembrano brillare di rosso, oro e soprattutto rosa, il colore del Giro. Le Dolomiti sono state spesso teatro delle grandi imprese dei campioni del ciclismo in sella ad una Bianchi. A rendere ancora più tangibile il legame tra Bianchi e il Giro d’Italia sulla forcella della Specialissima Giro105 è stato previsto un tema grafico che richiama il Trofeo Senza Fine, il premio destinato al vincitore della corsa rosa.

Il rosa “Enrosadira” è ispirato alle Dolomiti, montagne mitiche del Giro d’Italia sulle quali si è scritta la storia di questa corsa
Il rosa “Enrosadira” è ispirato alla luce delle Dolomiti all’alba ed al tramonto

Disponibile da aprile

Il nuovo telaio della Specialissima Giro105 pesa solo 750 grammi e sarà disponibile sul sito ufficiale dell’azienda a partire dal 15 aprile 2022 e solo per un periodo limitato. Ad impreziosire quella che si annuncia come una vera opera d’arte sarà una confezione prestigiosa arricchita da un kit esclusivo che sarà svelato nelle prossime settimane.

Una volta acquistato il telaio, i 105 fortunati possessori potranno recarsi presso un rivenditore ufficiale Bianchi per allestire la propria bicicletta con la componentistica preferita.

www.bianchi.com

Bianchi spinge forte con la nuova Impulso Pro per il gravel

13.08.2021
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La professionalità e l’amore che Bianchi dimostra di avere per il ciclismo si manifestano nella nuova Impulso Pro un modello con freni a disco, pensato per esaltare le prestazioni degli appassionati del gravel. Il telaio è realizzato con tubazioni full carbon, che coniugano due aspetti importanti come leggerezza e resistenza. Proprio per garantire quest’ultimo aspetto il telaio è stato rinforzato nei punti dove si manifesta una maggiore concentrazione di carico come ad esempio la scatola del movimento centrale. Il peso finale è di 1,100 chilogrammi, prendendo in considerazione la taglia 55.

Leggera e resistente, ottima anche su strada
Leggera e resistente, ottima anche su strada

Guidabilità top

La guidabilità è uno dei punti di forza della Impulso Pro e questo ci spinge ad osservare attentamente le forme delle tubazioni per individuarne le ragioni. Iniziamo da quelle sottili del carro posteriore che grazie alla loro sorprendente rigidità trasferiscono nel migliore dei modi la potenza sull’asfalto. Il tubo obliquo invece presenta una struttura leggermente più solida al fine di garantire una doverosa resistenza alle sollecitazioni e una superiore rigidità. Merita una particolare attenzione la forcella che, grazie agli steli diritti e compatti, garantisce una reattività eccezionale all’avantreno andando inoltre ad aumentare il livello di rigidità, caratteristica principale della nuova Impulso Pro.

Passaggio interno

Soffermando sempre la nostra attenzione sulla forcella possiamo notare l’ampio passaggio interno ruota che può arrivare ad ospitare pneumatici larghi fino 38 millimetri. Tale larghezza impedisce inoltre l’accumularsi di fango in caso di uscite sotto la pioggia e su terreni particolarmente fangosi.

L’altro colore disponibile: verde mediterraneo che si mimetizza con la natura
L’altro colore disponibile: verde mediterraneo che si mimetizza con la natura

Design selezionato

La nuova Impulso Pro è disponibile in due differenti versioni, entrambe bicolori e con una grafica moderna che ben si sposa con l’ambiente naturale circostante. Nella prima versione abbiamo una prevalenza del tradizionale “Celeste Bianchi”. Nella seconda invece è presente un’alternanza chiaro-scuro del colore verde mediterraneo per una maggiore identificazione con l’ambiente circostante. In entrambe le versioni la forcella presenta una finitura in fibra di carbonio a vista con ben in evidenza su entrambi i lati il simbolo distintivo dell’aquila di Bianchi. La Impulso Pro è disponibile nelle seguenti taglie: 48, 50, 52, 54, 56, 58.

bianchi.com

Bianchi lancia un piano industriale da 40 milioni di euro

09.07.2021
3 min
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In una recente intervista concessa a Pierangelo Soldavini de Il Sole 24 Ore, Fabrizio Scalzotto, amministratore delegato di Bianchi, ha spiegato il piano industriale della propria azienda per i prossimi anni.

L’intervista si è aperta con un’affermazione dello stesso Scalzotto che definisce in maniera chiara i programmi futuri della casa di Treviglio: «Mai come in questo momento l’Europa ha di fronte la grande opportunità di riportare a casa la produzione e la tecnologia della bicicletta».

Fabrizio Scalzotto, alla guida di Bianchi
Fabrizio Scalzotto, alla guida di Bianchi

Un’opportunità di crescita

Nell’ultimo anno il settore della bicicletta ha conosciuto in tutto il mondo, Italia compresa, un vero e proprio boom che ha trovato molte aziende impreparate nel gestire una domanda superiore alla propria capacità produttiva. Poche fra loro hanno saputo fin da subito affrontare la difficoltà del momento, trasformandola in un’opportunità di crescita. Fra queste rientra sicuramente Bianchi. 

È lo stesso Fabrizio Scalzotto, sempre nella sua intervista a Il Sole 24 Ore, a fornire un quadro d’insieme della situazione in cui si sono venuti a trovare molti marchi di bici europei e ad anticipare i programmi futuri di Bianchi.

«I telai in carbonio non hanno mai attecchito in Italia, arrivano tutti dal lontano Est, come anche il grosso dei componenti. Questo ci porta a una dipendenza dall’estero ormai non più sostenibile: con tempi di ordini che ormai variano tra i 500 e i 700 giorni, è il momento adatto per recuperare una leadership anche tecnologica che potrebbe essere a portata di mano».

Michael Matthews con il telaio Oltre XR4 in una colorazione speciale per il Tour
Michael Matthews con il telaio Oltre XR4 in una colorazione speciale per il Tour

Nuovo impianto produttivo

Il primo passo verso il recupero di questa leadership Bianchi lo ha individuato nella realizzazione di un impianto produttivo. Un impianto da 10.000 metri quadrati che permetterà di portare la produzione giornaliera di bici dagli attuali 250-300 pezzi a 1.000-1.500, grazie anche ad una forte robotizzazione dell’intera fase di assemblaggio. Aspetto non secondario, è previsto un aumento anche della manodopera. Entro agosto 2022 si passerà da 180 a circa 300 dipendenti. Per questo primo step è previsto un investimento di circa 30 milioni di euro.

Il secondo passo riguarderà la produzione diretta di telai in carbonio che interesserà un’area di circa 6.000 metri quadrati e comporterà un investimento di ulteriori 10 milioni di euro. I tempi stimati per essere operativi sono decisamente più lunghi. Si parla del 2024, anche per la necessità di trovare competenze e mano d’opera specializzata. Nel breve periodo è inoltre previsto il ritorno in Italia di Bianchi Holding che entro fine anno andrà a riunirsi alla sede operativa di Treviglio.

Il mondo eBike rappresenta una fetta crescente di Bianchi
Il mondo eBike rappresenta una fetta crescente di Bianchi

La spinta delle e-bike

Bianchi ha saputo fin da subito credere nelle grandi potenzialità della bicicletta a pedalata assistita come testimonia il progetto E-Omnia lanciato lo scorso anno. Si tratta di una piattaforma di e-bike in grado di soddisfare al meglio le esigenze di ogni ciclista e che consente ad ogni utente di creare personalmente l’e-bike dei propri sogni.  

La bicicletta elettrica ha contribuito negli ultimi tre anni a far lievitare il giro di affari di Bianchi facendolo passare dai 50 milioni del 2018 ai 75 milioni del 2020. Per il 2021 si stima un volume di affari finale di 120 milioni a fronte di ordini già acquisiti che arrivano fino al 2023.

Bianchi

Bianchi Oltre XR4

Cambio in Australia: tutti su Bianchi

20.04.2021
3 min
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Da quest’anno le biciclette Bianchi saranno al fianco degli uomini del Team Bike Exchange. I modelli usati da Simon Yates e compagni saranno: Oltre XR4, Specialissima e Aquila CV. Le prime due sono dedicate alle gare in linea, mentre la terza è per le cronometro.

Una certezza

La Oltre XR4 è una bicicletta dai profili aerodinamici molto spiccati e adatta a tutti i terreni, non a caso nelle stagioni passate ha vinto gare come la Milano-Sanremo e corse a tappe come la Vuelta. Quest’anno la vedremo nella versione con i freni a disco. Il telaio è stato realizzato utilizzando la tecnologia Bianchi CV (Countervail) che cancella l’80% delle vibrazioni che provengono dalla strada. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’utilizzo di una resina speciale.
L’ottima efficienza aerodinamica della Oltre XR4 è dovuta anche al manubrio integrato firmato RC Reparto Corse e realizzato da Vision, che permette il passaggio interno dei cavi per la massima pulizia frontale.
Le ruote sono le Shimano C60 disc in carbonio con un profilo di 60 millimetri. Il mozzo a flange larghe e il cerchio disassato aiutano in termini di aerodinamica e di elevata rigidità. Saranno disponibili sia per pneumatici tubolari che tubeless.

Specialissima team bike exchange
La Bianchi Specialissima ha un telaio da 750 grammi
Specialissima team bike exchange
La Bianchi Specialissima ha un telaio da 750 grammi

La novità di Bianchi

La nuova Specialissima è la bicicletta adatta per affrontare gli arrivi in salita impegnativi, infatti il peso del telaio è di 750 grammi. Anche su questa bicicletta troviamo il freno a disco. Il telaio è stato realizzato con la tecnologia Bianchi CV di cui abbiamo parlato in precedenza. Le linee dei tubi sono meno generose rispetto alla sorella Oltre XR4, anche se la nuova versione strizza l’occhio all’aerodinamica.
Anche per la Specialissima c’è il manubrio firmato Reparto Corse, realizzato in collaborazione con Vision con il passaggio interno dei cavi. Le ruote sono sempre di Shimano, in questo caso le C40 in carbonio con un profilo di 40 millimetri.

Jack Bauer Bianchi Aquila CV
Jack Bauer sull’Aquila CV nella crono dell’UAE Tour
Jack Bauer Bianchi Aquila CV
Jack Bauer sull’Aquila CV nella crono dell’UAE Tour

Un’Aquila molto veloce

Per le prove contro il tempo i ragazzi della Bike Exchange avranno a disposizione l’Aquila CV. Un telaio che spicca per le sue doti aerodinamiche e garantisce la piena trasmissione di potenza alla ruota posteriore. Anche per l’Aquila CV è stata usata la tecnologia Countervail per ridurre le vibrazioni.
Per la bicicletta da cronometro le ruote sono di Vision, più esattamente la Metron 81 SL all’anteriore e la lenticolare Metron TFW al posteriore. Proprio su quest’ultima è stata usata una vernice ultraleggera che incrementa l’efficienza aerodinamica e mantiene il peso sui 945 grammi. Oltre alle ruote saranno di Vision anche il manubrio e le appendici.

Portaborraccia Tacx Ciro
Le Bianchi saranno equipaggiate con il portaborraccia Tacx Ciro
Portaborraccia Tacx Ciro
Le Bianchi saranno equipaggiate con il portaborraccia Tacx Ciro in carbonio

La scheda tecnica

GruppoShimano Dura Ace Di2
RuoteShimano e Vision per le cronometro
PneumaticiPirelli
ManubrioReparto Corse by Vision
Sella Reparto Corse by Vision
ReggisellaReparto Corse
PedaliShimano

Shimano, Fizik, Tacx e Pirelli

Tutte le biciclette sono equipaggiate con lo Shimano Dura Ace Di2 Disc, selle Fizik e portaborracce Tacx. Infine, i pneumatici sono i Pirelli PZero sia nella versione tubolare che tubeless.

Il coraggio di Bianchi sta dando i suoi frutti

13.02.2021
5 min
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Bianchi cambia passo. Anzi, l’ha cambiato prima che il Covid prendesse forma e ora benedice la scelta. Nell’inchiesta che bici.PRO sta conducendo per raccontare il mercato della bicicletta nel post lockdown, la sua esperienza assume tratti molto interessanti. Ne parla Fabrizio Scalzotto, Ceo dell’azienda, che nel 2020 la rivista Forbes ha inserito fra i 100 manager più influenti d’Italia.

«Rispetto a quello che avete raccontato finora – dice – qui lo scenario è dissimile, grazie al fatto che da un certo punto in poi, siamo partiti con due stili diversi. Da un lato il Reparto Corse in cui vive l’alta gamma sportiva, dall’altro Life-E che rilegge il ciclismo attraverso l’uso quotidiano e che in questo periodo è fortemente sotto pressione. Se dicessi che avevamo previsto tutto, ovviamente mentirei. Ma lo abbiamo fatto e siamo molto contenti».

Fabrizio Scalzotto è il Ceo di Bianchi (foto Bianchi)
Fabrizio Scalzotto, Ceo di Bianchi (foto Bianchi)
Questo vi ha permesso indubbiamente di gestire meglio la criticità.

Ci ha permesso di dare risposte diverse. Il muscolare ha avuto un’esplosione iniziale nel basso di gamma. Gruppi come il Tiagra e il 105 sono introvabili ed è impossibile per questo fare pianificazione. L’alto di gamma è ugualmente in sold out a causa dei componenti che non arrivano, ma è più gestibile. Sono saltati fuori clienti da ogni angolo del mondo e la nostra fortuna è stata il fatto che fossimo in fase crescente e abbiamo avuto il coraggio di non bloccare niente quando il mondo si è fermato. Avevamo i magazzini pieni, quindi i ritardi nelle consegne non ci hanno toccato e non ci toccano come sta accadendo ad altri.

Tornando per un istante al basso di gamma, qualcuno dice che i clienti della prima ora dopo l’estate abbiano già acquistato bici di livello superiore.

Credo sia difficile poter fare una statistica, è ancora presto. Diverso invece con le e-Bike, dove il consumatore sta diventando più sofisticato. In questo senso abbiamo richiesta crescente.

Dal 2021, Bianchi equipaggia il Team Bike Exchange (foto @greenedgecycling)
Dal 2021, Bianchi con il Team Bike Exchange (foto @greenedgecycling)
E’ possibile dividere le quote di mercato fra elettrico e bici tradizionale?

Bianchi è ancora fortemente legata alla sua base road, per cui si può dire che siamo 60-40 a favore delle bici tradizionali, ma l’elettrico si sta avvicinando.

Avere la squadra WorldTour, quest’anno la Bike Exchange, a cosa serve?

Il discorso ha due facce. Da un lato ci serve per avere i feedback dei professionisti sui nostri prodotti. Le bici hanno bisogno di essere collaudate al massimo livello per mettere alla prova le innovazioni. Contestualmente c’è il ritorno di immagine, che è molto potente e varia da Paese a Paese, in base alle sensibilità. Il fatto di aver puntato su un team australiano ovviamente ha alle spalle motivazioni commerciali, per il tipo di espansione che stiamo vivendo laggiù.

Il professionista è un buon veicolo anche per promuovere l’elettrico?

Si può provare a mettere un campione su una di queste bici per far vedere che la usa, ma di base non è un personaggio troppo adatto. Diverso in Nord Europa, dove si vince facile. Siamo brand di riferimento e per il lancio di e-Omnia abbiamo scelto Rosberg. Il fascino del pilota di Formula Uno, oltre al fatto che Nico è imprenditore e consulente nel settore della sostenibilità e della mobilità elettrica, ha dato ottimi frutti.

Per il lancio di e-Omnia, testimonial di eccezione è stato Nico Rosberg (foto Bianchi)
Per il lancio di e-Omnia, testimonial di eccezione è stato Nico Rosberg (foto Bianchi)
In Nord Europa si vince facile…

L’Italia invece è immatura, non gli italiani. Mancano totalmente le infrastrutture, altrimenti lo scenario sarebbe differente.

Il Bonus Bici è stato in qualche modo vantaggioso?

Di sicuro per i nostri punti vendita, dove ha portato gente e momenti di panico. Il click-day è stato a suo modo un evento.

A proposito di punti vendita, c’è chi auspica che il negozio di bici diventi un punto di aggregazione. In tempi non sospetti avete lanciato i Bianchi Cafè, ma…

Siamo stati visionari con quel tipo di operazione, ma è stato prematuro per il mercato italiano. Non siamo riusciti a far cogliere la portata del vivere la bicicletta in quel modo, il parlarne che di fatto nei negozi c’è sempre stato. Così prima abbiamo scisso gli ambienti, poi abbiamo parcheggiato l’iniziativa. Era un’operazione di marketing, che riprenderà.

Qual è quindi ad ora il quadro dei negozi?

E’ molto complesso. Si sta scavando la selezione fra l’imprenditore con investimenti, strumenti finanziari e capacità di rischio e il meccanico all’antica, che è in sofferenza e non riesce ad adeguarsi. Paradossalmente vanno meglio quelli entrati dopo. Ma la bottega non è condannata, semmai è destinata a specializzarsi. Ci saranno punti vendita e punti di servizio, con il piccolo indipendente che dovrà fare della riparazione il suo business. In questo momento di carenza di pezzi di ricambio, chi è capace di riparare fa la differenza.

Ai corridori del team, la Oltre Xr4 e la Specialissima (foto @greenedgecycling)
Al team, la Oltre Xr4 e la Specialissima (foto @greenedgecycling)
Un passo indietro: come mai la scissione fra Reparto Corse e Life-E?

Una soluzione caduta al momento giusto. Non volevamo inquinare il marchio Bianchi con l’elettrico. Quando si parla di noi, il primo riflesso è citare Coppi e Gimondi: la bici celeste. Pur restando legatissimo a quella storia, il nostro lavoro oggi è smantellare l’hard core del brand puntando alla modernità. Per questo, Reparto Corse Bianchi non poteva convivere con la spinta del nuovo mercato, perché il solo nome è un valore storico. Oggi come oggi siamo l’azienda che ha aderito ad Ancma da più anni. Forse quello che ci manca è la capacità di trasmettere il nostro valore. Non abbiamo niente da invidiare a Specialized, il nostro bacino a livello mondiale è superiore, siamo un brand radicato.

Quanto conta saperlo trasmettere nel mondo social?

Conta per il 99% di ogni campagna. Sui social affianchiamo alla comunicazione sui prodotti anche spunti di lifestyle, a livello di visibilità non siamo secondi a nessuno. Abbiamo creato un team di marketing che va ad intercettare un bacino enorme, in un momento in cui si deve prevalere ai più alti livelli. Ed è questo il motivo per cui stiamo incrementando la produzione italiana. Perché è vero che la proprietà è svedese, ma lo stesso Salvatore Grimaldi (titolare di Bianchi, ndr) vuole che il marchio resti ancorato all’eccellenza italiana e a Treviglio. Nel nuovo stabilimento produrremo centinaia di migliaia di nuove biciclette. Davvero questa fase non ci ha fatto tremare poi molto.

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