Miche, Kleos 2026

Miche Kleos 2026: nuovi profili e un canale interno maggiore

02.10.2025
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La novità firmata Miche per la nuova stagione è la gamma di ruote Kleos 2026, realizzate in fibra di carbonio. Disponibili in quattro diversi profili: 42, 50, 67 e 67/85 millimetri che segnano un passo in avanti nell’approccio del marchio ai prodotti di alta gamma. Queste nuove ruote rappresentano il risultato di due anni di studi, ricerca e sviluppo, il tutto con l’obiettivo di offrire tecnologie all’avanguardia. Un fattore importante lo gioca anche il prezzo, che risulta molto più competitivo rispetto al passato.  

«Abbiamo voluto abbassare il prezzo per renderlo più accessibile», racconta Paolo Bisceglia, Product Manager di Miche. «Una scelta dalla doppia via, ingegneristica e commerciale. Perché volevamo offrire un prodotto senza compromessi tecnici, rendendolo anche più attrattivo».

Miche, Kleos 2026, profilo da 50 millimetri
La nuova gamma Kleos 2026 gode di un ottimo rapporto qualità/prezzo
Miche, Kleos 2026, profilo da 50 millimetri
La nuova gamma Kleos 2026 gode di un ottimo rapporto qualità/prezzo

Profili e canali interni

Per la nuova serie di ruote Kleos 2026 la novità tecnica principale è nell’aver scelto un canale interno da 23 millimetri per i due modelli con altezza profilo da 42 e 50 millimetri. Una differenza rispetto al passato, quando la larghezza del canale era di 21 millimetri, volta a seguire l’evoluzioni tecniche del WorldTour. Infatti in questo modo le nuove Kleos potranno ospitare copertoni con diametri maggiori rispetto agli standard di qualche anno fa. Si è visto che montando pneumatici con diametro tra i 28 e i 30 millimetri si ha un maggior comfort di guida, migliore stabilità laterale e un notevole guadagno in termini di aerodinamica. 

«La suddivisione in quattro profili – continua Bisceglia – già esisteva nella gamma precedente. A differenza del passato abbiamo però rivoluzionato alcuni punti: ad esempio il profilo da 36 millimetri è stato sostituito da quello da 42 millimetri. Una scelta che rispecchia la richiesta del mercato e che permette di avere una ruota “all round”».

«Portare la larghezza interna del canale a 23 millimetri – spiega ancora – rispecchia quelle che sono le scelte normative e tecniche degli ultimi tempi. Ora si montano copertoni con larghezza tra i 28 e i 30 millimetri e servono canali interni maggiori per supportarli». 

Contro il tempo

Miche con la gamma Kleos 2026 propone anche due scelte per chi ama spingersi al limite quando c’è di mezzo il cronometro. La serie di ruote del marchio di San Vendemiano si completa con il modello con profilo da 67 millimetri e da 67/85 millimetri

«Per le ruote con profilo da 67 millimetri – ci dice Paolo Bisceglia – abbiamo lasciato una larghezza del canale interno da 21 millimetri. La scelta è data dal fatto che stiamo parlando di profili utilizzati nelle cronometro o nel triathlon. In queste prove il copertone da 25 millimetri di larghezza porta ancora dei vantaggi in termini aerodinamici. Per quanto riguarda l’altezza del profilo da 85 millimetri (disponibile solo al posteriore, ndr) il canale interno è da 23 millimetri, in modo da poter montare copertoni da 28 o 30 millimetri. Questo garantisce una migliore resistenza al rotolamento».

Miche, Kleos 2026, profilo da 87 millimetri
Il profilo con altezza di 85 millimetri, da montare al posteriore, è perfetto per le prove contro il tempo
Miche, Kleos 2026, profilo da 87 millimetri
Il profilo con altezza di 85 millimetri, da montare al posteriore, è perfetto per le prove contro il tempo

Scelte tecniche

I cerchi delle nuove ruote Kleos sono realizzati in fibra di carbonio T700 UD con profilo “mini-hook”. Miche ha scelto di garantire la compatibilità sia per il sistema tubeless che per la camera d’aria tradizionale. Ogni ciclista potrà così scegliere la soluzione che più si adatta alle proprie esigenze. Un altro punto di forza di queste ruote sono i mozzi in alluminio AL7075-T6, lavorati CNC negli stabilimenti di Miche. La raggiatura adotta uno schema 24 raggi (configurazione 16+8) in acciaio inox, soluzione che ottimizza il rapporto tra rigidità torsionale, peso e affidabilità nel tempo. 

Uno dei lavori più importanti svolto dai tecnici di Miche è quello legato al peso, infatti il dato alla bilancia delle Kleos 2026 stupisce. Si parla di 1.515 grammi per il modello con altezza profilo da 42 millimetri. Mentre se si sceglie il profilo da 50 millimetri il peso sale a 1.545 grammi. Se si opta per la versione tubeless ready si aggiungono solamente 20 grammi, in entrambi i casi. 

Prezzo: 1.350 euro. 

Miche

Team Villefranche Beaujolais 2025, Francia, foto di gruppo (@patrickberjotphotographies)

EDITORIALE / U23, juniores e devo team. Anche la Francia vacilla

22.09.2025
5 min
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Ci siamo spesso ripetuti, a torto o a ragione, che se in Italia ci fosse una squadra WorldTour, sarebbe possibile tutelare meglio il vivaio e i talenti che produce. Ma è davvero così? Siamo stati spesso attaccati da procuratori e da qualche tecnico federale per aver fatto notare che l’attività U23 italiana sia ai minimi termini. Ci è stato spesso risposto, anche con sufficienza, che non è vero e che i talenti ci sono e vengono fuori ugualmente. Ci sono, certo, ma a meno di poche eccezioni, vengono fuori in squadre continental non italiane. Non avere al via delle corse italiane gli elementi più forti incide in qualche modo sul livello del movimento?

I quattro azzurri convocati per i mondiali U23 di Kigali corrono tutti all’estero. Simone Gualdi alla Wanty NIPPO ReUz, Pietro Mattio alla Visma-Lease a Bike Development, Lorenzo Finn alla Red Bull-Bora, Alessandro Borgo nel devo team della Bahrain Victorius. E non è andata meglio al Tour de l’Avenir, dove il solo “italiano” è stato Turconi che però corre già da professionista alla VF Group-Bardiani.

Gli azzurri del Tour de l’Avenir corrono tutti in team stranieri, ad eccezione del pro’ Turconi (foto Aurélien Regnoult/DirectVelo)
Gli azzurri del Tour de l’Avenir corrono tutti in team stranieri, ad eccezione del pro’ Turconi (foto Aurélien Regnoult/DirectVelo)

Fra Palazzo e realtà

Ci rendiamo conto di essere spesso una goccia fastidiosa. Eravamo quasi rassegnati a dire che il progresso porta in questa direzione, finché ci siamo imbattuti in un paio di articoli de L’Equipe. Il più recente, dal titolo: “C’è uno spreco enorme”: la scomparsa delle squadre dilettantistiche fa temere una generazione sacrificata”. Il quotidiano francese ha messo il naso nelle cose di casa, con una lucidità e un senso di responsabilità che nessun quotidiano italiano ha mai ancora mostrato.

«Da diversi anni ormai – scriveva già il 26 novembre Eloi Thouault – il ciclismo dilettantistico, pilastro della crescita dei talenti francesi, sta attraversando una profonda crisi. Chiusure di squadre, calo del numero di gare giovanili, mancanza di volontari. La lista è lunga per molti dirigenti che faticano a vedere la luce in fondo al tunnel. Mentre la Federazione Ciclistica Francese è soddisfatta di un “aumento dell’11% delle licenze” per il ciclismo su strada dopo i Giochi, molti dirigenti non sono ottimisti. I club faticano a mantenere le loro attività. Organizzare una gara sta diventando un lusso che pochi possono permettersi».

Liegi-Bastogne-Liegi U23, 2022, Lenny Martinez, Romain Gregoire, Enzo Paleni (foto Alexis Dancerelle)
La Groupama-FDJ è stato il primo team WorldTour francese a dotarsi di un devo team U23 (foto Alexis Dancerelle)
Liegi-Bastogne-Liegi U23, 2022, Lenny Martinez, Romain Gregoire, Enzo Paleni (foto Alexis Dancerelle)
La Groupama-FDJ è stato il primo team WorldTour francese a dotarsi di un devo team U23 (foto Alexis Dancerelle)

Talenti davvero a rischio?

La Francia ha quattro squadre WorldTour e una grande professional come la TotalEnergies. Non dovrebbe avere problemi nel tutelare il movimento di base, invece anche lì il sistema scricchiola. Paul Seixas, Lenny Martinez, Romain Grégoire, Brieuc Rolland e Paul Magnier sono i nomi da mostrare in vetrina, ma alle loro spalle la crisi galoppa.

«C’è uno spreco enorme – lamenta Anthony Barle, direttore generale del Vélo Club Villefranche Beaujolais che ha lanciato Seixas (immagine di apertura Patrick Berjot) – non vi dirò nemmeno la generazione che sacrificheremo. I corridori avranno carriere di uno o due anni e poi rinunceranno al ciclismo. E’ una cosa seria».

Victor Jean vince il GP De Vougy, CC Etupes, aprile 2025
Victor Jean ha 21 anni e corre al CC Etupes. Nonostante 4 vittorie passerà nella continental ST Michel-Auber 93 (immagine Instagram)
Victor Jean vince il GP De Vougy, CC Etupes, aprile 2025
Victor Jean ha 21 anni e corre al CC Etupes. Nonostante 4 vittorie passerà nella continental ST Michel-Auber 93 (immagine Instagram)

Undici team in tre anni

La piramide si sta sgretolando dall’alto. Alcune squadre storiche negli U23 stanno chiudendo una dietro l’altra. La storica sezione CC Etupes, fondata 32 anni fa, da cui sono usciti Thibaut Pinot, Warren Barguil e Adam Yates, ha appena annunciato la chiusura del team U23.

«In due anni – scrive questa volta Audrey Quétard, in un articolo pubblicato il 9 settembre – il numero di queste squadre è diminuito di un terzo: 28 nel 2023, 19 all’inizio del 2025, di cui tre che non riprenderanno nel 2026».

«E’ il portafoglio che ha deciso – riassume Sylvain Chalot, presidente del CC Etupesle competizioni di alto livello stanno diventando sempre più costose, nonostante la congiuntura economica sfavorevole. Le cose sono cambiate molto. Se non vogliamo fallire, dobbiamo prendere decisioni, anche se non ci piacciono».

Il budget per una squadra U23 di prima fascia che voglia fare attività non può scendere sotto i 350.000 euro, ma affinché il progetto sia sostenibile, è più probabile che costi circa 500.000 euro.

Seixas ha vinto il Tour de l’Avenir. La Decathlon ha pagato per lui 6.000 euro (foto Tour de l’Avenir)
Seixas ha vinto il Tour de l’Avenir. La Decathlon ha pagato per lui 6.000 euro (foto Tour de l’Avenir)

Il ruolo dei devo team

Le squadre WorldTour ci sono, ma non pagano grandi indennizzi quando portano via un corridore. Per Seixas, sono stati versati appena 6.000 euro per i tre anni in cui è rimasto nella sua squadra di origine. In Francia non c’è il sistema dei punti, ma un’indennità stabilita nel 2024 e legata al lavoro fatto sull’atleta. Un club riceve 1.000 euro all’anno dal 15° compleanno fino al passaggio al professionismo in una squadra Continental, mentre sono 2.000 euro all’anno se passa in una squadra WorldTour.

«A volte – spiega ancora Barle – ci prendono i corridori senza nemmeno chiamarci, niente. E poi però trovano facilmente 2 milioni di euro per organizzare una squadra continental».

E a ben vedere, il succo sta proprio nella difficile convivenza fra le squadre giovanili e i devo team, che hanno svuotato anche il movimento italiano senza che esista ancora un’esatta contabilità dei corridori partiti e poi diventati dei professionisti. Il confine fra dilettantismo e professionismo è stato cancellato, si pesca fra gli juniores e così dal 2026 il CC Etupes punterà soltanto sui più giovani.

«Le squadre U23 – prosegue invece Barle – permettono ai corridori di diventare più esperti, di imparare a correre e a vivere in gruppo. Altrimenti, c’è un divario enorme tra juniores e professionisti. I ragazzi non hanno quasi mai corso in un gruppo d’élite. Non c’è da stupirsi che ci siano così tanti incidenti».

Ci è stato sempre detto che si tratti di una particolarità tutta italiana, ma così non è. Vogliamo scommettere che ci sarebbe davvero il margine per fare un po’ d’ordine sedendosi allo stesso tavolo con i francesi e gli altri Paesi che navigano nelle stesse acque?

Pavel Novak, Giro Next GEn 2025, Prato Nevoso, vittoria, MBH Bank-BAllan-Csb

Valoti saluta il suo “figlioccio” Novak che dal 2026 va alla Movistar

22.09.2025
5 min
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Dal 2026 Pavel Novak sarà un nuovo corridore del Team Movistar, dopo tre anni alla corte della MBH Bank-Ballan-Csb è arrivato l’addio del ragazzo arrivato dalla Repubblica Ceca per diventare grande. I riflettori intorno a Novak si erano già accesi in passato, ma la vittoria di Prato Nevoso al Giro Next Gen e il terzo posto finale alle spalle di due atleti dei devo team hanno fatto capire di avere davanti un corridore maturo (in apertura foto LaPresse). 

La squadra di Antonio Bevilacqua dalla prossima stagione sarà professional, e sulle qualità di Novak contava per affermarsi nelle corse internazionali under 23. Allo stesso tempo il ceco si sarebbe messo alla prova in gare più importanti, pronto a migliorare ulteriormente. 

Pavel Novak, Giro Next GEn 2025, Prato Nevoso, vittoria, MBH Bank-BAllan-Csb
Novak quest’anno si è confermato tra gli under 23 vincendo la tappa di Prato Nevoso e conquistando il terzo posto finale al Giro Next Gen (foto LaPresse)
Pavel Novak, Giro Next GEn 2025, Prato Nevoso, vittoria, MBH Bank-BAllan-Csb
Novak quest’anno si è confermato tra gli under 23 vincendo la tappa di Prato Nevoso e conquistando il terzo posto finale al Giro Next Gen (foto LaPresse)

A malincuore

L’addio di Pavel Novak è come quello di un figlio, non perché ci siano preferenze all’interno del team. Ma lo scalatore taciturno si era trasferito definitivamente nell’appartamento del team ad Almé, esattamente al piano sopra rispetto a quello in cui vive Gianluca Valoti. Nel tempo Novak è diventato come un figlio per il diesse bergamasco. 

«Purtroppo saremo costretti a salutare Pavel (Novak, ndr) – continua Valoti – è stata una decisione sofferta per tutti. Lui stesso ci ha pensato per un po’ di giorni, ma quando arriva una squadra WorldTour l’offerta è troppo allettante, come fai a rifiutare?».

Novak in questi tre anni con la MBH Bank-Ballan è cresciuto e maturato molto, ora è pronto per il WT(foto NB Srl)
Novak in questi tre anni con la MBH Bank-Ballan è cresciuto e maturato molto, ora è pronto per il WT(foto NB Srl)
Quando è arrivata l’offerta della Movistar?

Un mese fa più o meno, lo hanno chiamato per dirgli che erano interessati al suo profilo, poi sono passati un po’ di settimane. E’ normale, la squadra era alla Vuelta e alla fine è arrivata la proposta. Ci abbiamo pensato tutti insieme perché Novak si fida di noi e ci ha coinvolto. Purtroppo alla fine lo abbiamo lasciato andare, non c’era modo di tenerlo con noi. 

Quanto dispiace?

Ho detto “purtroppo” perché a noi è dispiaciuto tanto sia umanamente che ciclisticamente. Dal punto di vista sportivo avere un corridore come Novak ci avrebbe permesso di affrontare il salto a professional in un certo modo

Pavel Novak aveva dato segnali importanti già nel 2024, qui alla vittoria del Trofeo Piva (fotobolgan)
Pavel Novak aveva dato segnali importanti già nel 2024, qui alla vittoria del Trofeo Piva (fotobolgan))
Ne avevamo parlato quel giorno a Prato Nevoso, Novak sarebbe dovuto diventare il vostro punto di riferimento. 

Vero, ma come fai a dirgli di no quando arriva una squadra WorldTour? E’ giusto che faccia la sua strada e inizi a diventare grande. Un team come la Movistar fa gola a tutti. Diventare professionista è il sogno di ogni ragazzo, lo avremmo fatto insieme il prossimo anno ma quando si presenta un’offerta del genere… E comunque per noi vedere un nostro ragazzo che va nel WorldTour è motivo di orgoglio, vuol dire che abbiamo lavorato bene insieme. Se vogliamo il merito è un pochettino anche nostro…

Sembra che anche Novak fosse poco convinto di lasciarvi…

Mi ha chiesto subito cosa ne pensassi con quel suo tono di voce lento e sempre calmo. Penso che anche per lui lasciare un ambiente familiare come il nostro sia difficile. Sai, alla fine sono anni che vive al primo piano della nostra palazzina ad Almé. Per noi è come un figlio, sempre un po’ coccolato. Probabilmente ha paura che possa fare fatica a trovare la stessa cosa alla Movistar, ma credo che lì troverà il giusto ambiente. 

Pavel Novak, Jayco AlUla, stage, Giro della Toscana 2024
Novak nel 2024 ha corso come stagista con la Jayco AlUla, qui al Giro della Toscana
Pavel Novak, Jayco AlUla, stage, Giro della Toscana 2024
Novak nel 2024 ha corso come stagista con la Jayco AlUla, qui al Giro della Toscana
In passato erano già arrivate squadre WorldTour a chiederlo?

Era arrivata Cofidis, poi aveva fatto degli stage con Ineos, Jayco-AlUla e Q36.5. Ma alla fine non si era fatto nulla.

Secondo te perché quest’anno si è convinto?

Movistar è stata convincente e anche Novak stesso si è deciso che fosse arrivato l’anno giusto. 

Può essere la squadra giusta per lui?

Sicuramente sì, Movistar è una squadra WorldTour ma con una dirigenza e delle figure di riferimento italiane. C’è Formolo che può essere un ottimo punto di riferimento per Novak.

Pavel Novak, MBH Bank-Ballan-Csb, GP Industria e Artigianato
Avere un corridore come Novak in squadra avrebbe reso più facile il passaggio a team professional
Pavel Novak, MBH Bank-Ballan-Csb, GP Industria e Artigianato
Avere un corridore come Novak in squadra avrebbe reso più facile il passaggio a team professional
Si trasferirà in Spagna?

Vedremo. Perché il fratellino piccolo (Filip, ndr) lo raggiungerà nel team continental, dal prossimo anno Movistar avrà una squadra di sviluppo. La cosa da capire è se sarà devo team o una squadra satellite. Entrambi, sia Pavel che Filip, sono abituati a passare l’inverno a Calpe, quindi potrebbero trasferirsi definitivamente in Spagna. 

Voi come ripartirete senza Novak?

Ripartiremo, stiamo cercando un corridore che possa sostituirlo, quindi un under 23. E’ difficile perché i migliori sono già nei devo team o nel WorldTour. Poi comunque in casa abbiamo nomi interessanti: Chesini, che ha vinto in Romania, Bracalente, Cipollini. 

Come sarà non avere più Novak al piano di sopra?

Non ci sarà più nessuno che rompe le scatole (ride, ndr). Non è vero, Pavel è tranquillissimo, non lo sentivi mai. Anzi, ogni tanto andavo a controllare che fosse ancora lì.

I pensieri di Savino: «Sogno il WorldTour ma con i giusti passi»

01.09.2025
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I giorni di Federico Savino scorrono tra allenamenti, recupero e qualche risata insieme ai compagni di squadra nel clima ancora estivo del Belgio. Il toscano si trova nell’appartamento messo a disposizione dalla Soudal-QuickStep insieme ad altri quattro compagni del devo team: Pesenti, Favero e i due spagnoli Munoz e Zafra. Dopo aver corso la Muur Classic Geraardsbergen i cinque atleti saranno al via anche della Grote Prijs Stad Halle, nella quale Savino partirà con il numero uno visto il successo del 2024. 

«L’estate belga – ci dice Savino – probabilmente finirà presto e domenica correremo sotto l’acqua. In questi giorni tra una corsa e l’altra ci stiamo allenando ma senza trascurare il recupero. Abbiamo avuto anche il modo di visitare Gent, il nostro compagno Viktor Soenens ci ha fatto da guida. Se avremo tempo andremo anche a Brugge, spostandoci in treno c’è da capire se riusciremo a incastrare un giro tra i vari impegni».

Federico Savino in maglia gialla al West Bohemia, conquistata alla prima tappa e mai lasciata
Federico Savino, Soudal-QuickStep Federico Savino in maglia gialla al West Bohemia, conquistata alla prima tappa e mai lasciata
Innanzitutto, come sta andando questo periodo di gare?

Abbastanza bene, ho avuto un calo fisico a metà stagione dal quale mi sono ripreso. Una volta ripartito la mia condizione è migliorata fino alla vittoria al West Bohemia, corsa dove ho ritrovato anche ottime sensazioni e prestazioni. Anche alla Muur Classic sentivo di avere una buona gamba, poi ho forato all’inizio del muro di Geraardsbergen e la corsa è scivolata via, capita.

La vittoria al West Bohemia ha dato qualcosa in più?

Mi mancava il successo in una corsa a tappe. In questi anni ho vinto una gara di un giorno (la Stad Halle, ndr) e una tappa al Circuit des Ardennes, quindi sono felice di aver fatto anche questo ulteriore passo. L’anno scorso al West Bohemia avevo raccolto un bel terzo posto, quindi sapevo che corsa aspettarmi.

La vittoria al West Bohemia è la prima in una gara a tappe per Savino
La vittoria al West Bohemia è la prima in una gara a tappe per Savino
Raccontaci…

Il percorso è duro ma non abbastanza per scavare grandi distacchi, ci si gioca la vittoria sul filo dei secondi e degli abbuoni. Per questo la prima tappa ero partito con l’idea di andare in fuga e vincere tutti i traguardi volanti, e così ho fatto. Il prologo iniziale era andato bene, quindi sapevo di avere ottime chance per prendere la maglia. 

L’hai presa senza più mollarla. 

E’ una corsa tattica e molto nervosa, sapevo dove e come farmi trovare pronto. Nei giorni successivi mi sono mosso bene e ho conquistato una bella vittoria finale. 

Savino il 27 agosto ha corso alla Muur Classic Geraardsbergen, corsa di categoria 1.1
Savino il 27 agosto ha corso alla Muur Classic Geraardsbergen, corsa di categoria 1.1
Un successo che ti mancava e che può servire al Federico del futuro?

In questi due anni, il terzo è in corso, nel devo team della Soudal-QuickStep ho capito di essere un corridore che può essere competitivo su percorsi mossi e nervosi. Tra Francia e Belgio mi sono sempre trovato bene, così come al West Bohemia. Prediligo molto le gare ricche di sali e scendi, nelle quali non è facile rifiatare. 

Rispetto a quando sei partito per il Belgio ti senti diverso?

Tecnicamente no. Al mio ultimo anno da juniores sapevo di avere determinate caratteristiche e le ho migliorate nel corso di queste stagioni. Sono cresciuto, questo sicuramente. Per il resto rimango un corridore che ha voglia di attaccare, mi rivedo molto nell’atleta che ero. Probabilmente l’aspetto in cui sono migliorato maggiormente è sugli sforzi brevi, tra i 5 e i 10 minuti. 

Savino in questi tre anni con la Soudal-QuickStep Development è migliorato molto negli sforzi brevi
Savino in questi tre anni con la Soudal-QuickStep Development è migliorato molto negli sforzi brevi
Crescita che può portarti a fare il salto nel WorldTour il prossimo anno?

Ne sto ancora parlando con il team. Ci sono diversi aspetti da considerare e sui quali dobbiamo confrontarci. Sicuramente non ho paura di fare un altro anno tra gli under 23. La squadra non mi mette fretta, hanno le idee chiare e si fidano di me. Ho il pieno sostegno e non mi sento di voler anticipare i tempi. Ho già avuto modo di correre con i professionisti.

E cosa ne dici?

Che il salto è grande, molto. L’idea per il 2026 potrebbe essere quella di rimanere un altro anno tra gli under 23 (sarebbe il quarto e l’ultimo, ndr) e fare ancora più esperienze con la formazione WorldTour. Sarebbe un modo per “alleggerire” il salto e arrivare ancora più pronto. Il rischio è di bruciarsi e non ne vedo il motivo. E poi c’è il discorso nazionale.

Savino nel 2025 ha corso molto con i professionisti, il prossimo anno vuole aumentare il numero di gare
Savino nel 2025 ha corso molto con i professionisti, il prossimo anno vuole aumentare il numero di gare
In che senso?

Con le nuove regole UCI che impediscono agli atleti professionisti di correre con le nazionali under 23 c’è un incentivo in più nel restare nella categoria. Se pensiamo che questa restrizione si allargherà anche alle prove di Nations Cup allora la cosa diventa molto limitante. Restare tra gli under mi darebbe modo di fare ulteriori esperienze e di provare ad arricchire il mio palmares. 

Cosa manca?

Una vittoria importante. Ma basterebbe iniziare a vincere con più frequenza, insomma voglio passare nel WorldTour ritagliandomi anche più spazio per me. La Soudal sta cambiando molto, l’addio di Evenepoel rivoluzionerà il team. Si punta tanto su Paul Magnier e sul costruire una squadra giovane capace di stargli intorno. Vorrei farne parte, vero, ma senza rinunciare alle mie ambizioni personali

Ultimate Glade: l’evoluzione di Nimbl non si ferma

09.08.2025
3 min
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Nimbl è un marchio che è stato capace di affermarsi ai massimi livelli del ciclismo mondiale realizzando calzature di grande qualità. Le quali, indossate poi dagli atleti dei team migliori al mondo come la Visma Lease a Bike, hanno conquistato le corse più prestigiose. Solamente in questa stagione si contano due grandi vittorie come il Giro d’Italia e il Tour de France Femmes Avec Zwift. Quelle realizzate da Nimbl, marchio che fa del Made in Italy una sua caratteristica fondamentale, sono calzature pensate per chi vuole ottenere il massimo da ogni colpo di pedale. Sia che ci si trovi sui valichi di montagna più impegnativi, sia per un allenamento intenso. 

La tomaia delle Ultimate Glade è estremamente leggera e traspirante
La tomaia delle Ultimate Glade è estremamente leggera e traspirante

La novità

Nimbl ha così presentato un nuovo modello di scarpe da ciclismo: Le Ultimate Glade. Progettate per tutti i ciclisti che vogliono abbattere ogni muro e cercare la migliore prestazione possibile ogni volta che agganciano i pedali. Lo sviluppo tecnico ha portato alla ricerca del cosiddetto guadagno marginale e anche Nimbl non è stata da meno. 

Le Ultimate Glade sono delle calzature progettate dai tecnici Nimbl con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la connessione tra atleta e bicicletta. Il guadagno marginale di cui parlavamo prima lo si può notare in ogni momento: quando si pedala in salita o nel momento in cui cerchiamo ogni watt possibile in pianura. 

Dettagli tecnici

La struttura delle Ultimate Glade godono di un nuovo sistema di tomaia che permette al piede di adattarsi in maniera totale alla scarpa migliorando il comfort anche nelle uscite più lunghe e impegnative. Il telaio, realizzato con una monoscocca in carbonio, garantisce un miglior trasferimento di potenza sui pedali. Ogni singolo watt sprigionato dall’atleta sarà indirizzato all’asfalto. 

Nimbl ha optato per un sistema di chiusura tradizionale: il BOA Li2, capace di rendere la calzata comoda e regolabile al millimetro

Nel ciclismo dei guadagni marginali è importante riuscire a trovare ogni dettaglio e limare al fine di migliorare la prestazione. Per le Ultimate Glade il peso risulta estremamente contenuto, nella taglia 43 arrivano a 190 grammi

Taglie disponibili dal 39 al 47.

Prezzo: 549 euro. 

Nimbl

ABUS: accordo esteso al 2028 con Van Der Poel e compagni 

30.07.2025
3 min
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Nel competitivo mondo del ciclismo professionistico, dove la velocità e la prestazione catturano l’attenzione globale, la sicurezza delle attrezzature e dei team è fondamentale. Dalle biciclette da corsa ultra-leggere, ai sofisticati veicoli di supporto, ogni singolo elemento richiede difatti una protezione ineccepibile. Dal 2024, ABUS, realtà tedesca e leader mondiale nelle tecnologie di sicurezza, ha assunto il ruolo di Partner Ufficiale per la Sicurezza dei team WorldTour Alpecin-Deceuninck e Fenix-Deceuninck (in apertura foto ABUS). Questa collaborazione, mirata a salvaguardare le preziose attrezzature di atleti del calibro di Mathieu van der Poel, Jasper Philipsen e Puck Pieterse, è stata recentemente estesa per ulteriori tre anni.

La partnership tra ABUS e i team Alpecin-Deceuninck e Fenix-Deceuninck ha già prodotto risultati importanti. Il team ha celebrato numerosi successi, tra cui le due maglie di Campione del Mondo nel Gravel e nel Ciclocross conquistate da Mathieu Van Der Poel, il titolo di Campionessa del Mondo Mtb di Puck Pieterse, e vittorie in prestigiose Classiche Monumento come la Milano-Sanremo, il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix.

A questi trionfi di grandissimo prestigio si aggiungono diverse vittorie di tappa nei Grandi Giri e molte altre vittorie. In tutti questi frangenti, ABUS ha giocato un ruolo cruciale dietro le quinte, garantendo che le attrezzature che hanno contribuito a queste vittorie fossero sempre al sicuro, sia presso il quartier generale del team quanto durante le competizioni e i ritiri di allenamento in giro per il mondo.

Alpecin-Deceuninck che al Tour de France ha vinto tre tappe, qui quella di Van Der Poel a Boulogne-Sur-Mere (foto Leon van Bon)
Alpecin-Deceuninck che al Tour de France ha vinto tre tappe, qui quella di Van Der Poel a Boulogne-Sur-Mere (foto Leon van Bon)

La visione sulla sicurezza integrata

«Noi di ABUS – ha commentato Christian Rothe, membro del management dell’azienda – siamo entusiasti di poter continuare a supportare i team Alpecin-Deceuninck e Fenix-Deceuninck come in qualità di Official Security Partner. Formazioni di così alto livello, con i loro atleti e le loro atlete stellari, sono costantemente sotto i riflettori e necessitano quindi di un elevatissimo livello di sicurezza, spesso con requisiti molto complessi. Mettere in sicurezza una singola bici da corsa di Mathieu Van Der Poel durante una sosta caffè è una cosa. Proteggere efficacemente un intero service course, inclusa la flotta di veicoli utilizzata in tutto il mondo, è una sfida particolare e completa il ciclo di sicurezza. Questa collaborazione evidenzia come ABUS sia in grado di integrare perfettamente le sue due principali aree di business: la sicurezza mobile e la sicurezza domestica, offrendo un concetto complessivo ben arrotondato per la sicurezza mobile e stazionaria».

Il team femminile, la Fenix-Deceuninck, è impegnata ora nel Tour de France Femmes avec Zwift (foto Tornanti CC)
Il team femminile, la Fenix-Deceuninck, è impegnata ora nel Tour de France Femmes avec Zwift (foto Tornanti CC)

Un reale partner strategico

«ABUS è per noi un partner importante – ha ribattuto Philip Roodhooft – team manager della Alpecin-Deceuninck – e questo sia sulla bici che lontano dagli allenamenti e dalle gare. Se si considera che spesso operiamo contemporaneamente su diversi eventi ciclistici e ritiri di allenamento, che si svolgono anche in luoghi completamente diversi del mondo con esigenze individuali per i corridori, il team e la logistica, si può forse immaginare la complessità di ciò che facciamo.

«La sicurezza gioca un ruolo cruciale in ogni passo che compiamo – conclude – siamo lieti di continuare a lavorare con ABUS come partner che ci supporta in ognuno di questi passaggi e che vanta una vasta esperienza nel mondo della sicurezza. Che si tratti del service course, delle gare, dei ritiri o dei viaggi, ABUS si conferma un partner competente e affidabile, capace di fornire supporto e protezione in ogni scenario, assicurando che i nostri team possano concentrarsi esclusivamente sulla performance, sapendo che le loro preziose risorse sono al sicuro».

ABUS

FNT-9 Knit: stessa qualità e due nuove colorazioni

28.07.2025
3 min
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Le scarpe firmate da FLR, le FNT-9 Knit, sono un concentrato di tecnologie differenti e tutte al servizio di una sola cosa: la ricerca della migliore prestazione quando si sale in bici. Le FNT-9 Knit sono un prodotto capace di affermarsi e di essere apprezzato anche dai ciclisti migliori al mondo, quelli che corrono nel WorldTour. La consacrazione di quanto queste scarpe siano performanti, comode e leggere è arrivata grazie ai risultati conquistati nella massima serie del ciclismo mondiale. Con ai piedi le FNT-9 Knit Jay Vine ha conquistato due tappe alla Vuelta Espana

Il modello FNT-9 Knit ha una chiusura estremamente semplice e intuitiva
Il modello FNT-9 Knit ha una chiusura estremamente semplice e intuitiva

Ancora più leggera

La collaborazione con alcuni dei migliori atleti della categoria WorldTour ha portato a un costante miglioramento e alla ricerca di tecnologie sempre più performanti. Per quanto riguarda la tomaia FLR Shoes ha scelto di utilizzare una costruzione a tre strati di filo di nylon XD-Knit, una soluzione capace di donare resistenza ma allo stesso tempo una grande traspirabilità. Nel ciclismo ad alto livello quest’ultima è una caratteristica fondamentale al fine di poter esprimere sempre il massimo in ogni situazione. 

Anche quando le temperature si fanno torride il piede troverà sempre il giusto equilibrio tra temperatura e potenza all’interno della FNT-9 Knit. Infatti, anche durante le salite più lunghe, quando le velocità si riducono, il ricambio d’aria è assicurato. 

Potenza al massimo

Per competere nel WorldTour e vincere, è necessario che ogni watt sprigionato dal ciclista venga trasferito a terra. La potenza passa dalle gambe ai pedali e poi ancora alle ruote, un meccanismo semplice ma delicato. Ogni passaggio deve avvenire nella maniera migliore in modo da non sprecare nemmeno una goccia di energia. 

Un grande contributo lo dà la suola in carbonio R500 Road la quale, unita alla soletta ammortizzata, garantisce il massimo trasferimento di potenza. Anche il flusso sanguigno è uno dei parametri da considerare, e la costruzione delle FNT-9 Knit riduce i punti caldi del piede e ne aumenta il comfort.

La novità principale per le FNT-9 Kint riguarda la suola che è disponibile in due nuove colorazioni: Pure White e Midnight Gold. 

FLR Shoes

Con CMA CMG il team Decathlon pedala già verso il 2026

23.07.2025
4 min
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Solo pochi giorni fa Decathlon e AG2R La Mondiale annunciavano che a partire dal prossimo primo gennaio Decathlon diventerà l’unico proprietario del team, subentrando ad AG2R La Mondiale. A distanza di un paio di settimane, ecco arrivare un altro annuncio che aggiunge un nuovo tassello al futuro della squadra francese. A partire dal 2026 il nuovo nome del team sarà Decathlon CMA CGM (in apertura foto Pauline Ballet).

Rodolphe Saadé, Chairman e Chief Executive Officer di CMA CGM, si è espresso nei seguenti termini parlando di questo nuovo capitolo “sportivo” nella storia della sua azienda.

«Sono orgoglioso di annunciare che il nostro Gruppo sta diventando uno sponsor della squadra di ciclismo Decathlon CMA CGM. Questa partnership riflette ciò che condividiamo con Decathlon: forti radici familiari, una visione a lungo termine e valori come l’audacia, la perseveranza e l’umiltà. Oggi, ci uniamo a una grande storia sportiva francese, con l’ambizione di portare una squadra di alto livello ai vertici».

Lo scorso 21 luglio è stato presentato il nuovo progetto che coinvolge Decathlon e CMA CMG (foto Pauline Ballet)
Lo scorso 21 luglio è stato presentato il nuovo progetto che coinvolge Decathlon e CMA CMG (foto Pauline Ballet)

Realtà globale

Il Gruppo CMA CGM è un attore globale nelle soluzioni di trasporto marittimo, terrestre, aereo e logistica. Presente in 177 Paesi, impiega 160.000 persone, di cui quasi 6.000 a Marsiglia, dove si trova la sua sede centrale. 

Terza compagnia di navigazione al mondo, CMA CGM serve oltre 420 porti in 5 continenti con una flotta di oltre 650 navi. La sua controllata CEVA Logistics, uno dei primi cinque operatori mondiali, gestisce 1.000 magazzini e nel 2024 ha gestito 15 milioni di spedizioni. La divisione di trasporto aereo merci del Gruppo opera una flotta di aerei cargo con i marchi CMA CGM AIR CARGO e Air Belgium.

La Fondazione CMA CGM fornisce aiuti umanitari in situazioni di crisi ed è impegnata nell’istruzione per tutti e nelle pari opportunità in tutto il mondo. Ad oggi, la Fondazione CMA CGM ha trasportato 63.000 tonnellate di aiuti umanitari in 97 Paesi e ha sostenuto oltre 550 progetti educativi.

In questi giorni il team Decathlon AG2R La Mondiale (che dal 2026 diventerà Decathlon CMA CMG) è impegnato al Tour de France (foto KBLB_DAT)
In questi giorni il team Decathlon AG2R La Mondiale (che dal 2026 diventerà Decathlon CMA CMG) è impegnato al Tour de France (foto KBLB_DAT)

Lo sport nel DNA

CMA CGM è molto vicina al mondo dello sport. L’azienda è infatti partner principale dell’Olympique Marsiglia, formazione che milita nella Ligue 1, il massimo campionato di calcio transalpino. 

CMA CGM è dal 2023 un sostenitore del Tour Internazionale della Guadalupa. Nel 2024, il Gruppo è stato anche Partner Ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024, a riprova del suo profondo impegno nello sport.

Valori condivisi

Javier López, Chief Executive Officer di Decathlon, ha tenuto a sottolineare come siano tanti i valori condivisi con CMA CGM: «Questa partnership con CMA CGM incarna i nostri valori umani condivisi e la nostra dedizione alle persone. Insieme, ci impegniamo a portare la squadra al più alto livello del ciclismo, non solo raggiungendo l’eccellenza sportiva ma anche coltivando i campioni di domani. Guidati dallo spirito di miglioramento personale, dal lavoro di squadra e da una profonda convinzione nello sport come forza positiva, continuiamo a sviluppare non solo una squadra, ma un progetto vincente. Un progetto che riflette la nostra visione di progresso collettivo e contribuisce in modo significativo al futuro del ciclismo. Non vediamo l’ora di scrivere questo nuovo capitolo con CMA CGM, con passione, umiltà e ambizione».

La crescita del nuovo team WorldTour avverrà puntando sui giovani, tra loro ci sarà sicuramente Paul Seixas (foto Pauline Ballet)
La crescita del nuovo team WorldTour avverrà puntando sui giovani, tra loro ci sarà sicuramente Paul Seixas (foto Pauline Ballet)

Un progetto a lungo respiro

L’aver annunciato fin da subito il nuovo nome per il 2026 conferma che in casa Decathlon CMA CGM le idee siano ben chiare: l’obiettivo futuro è arrivare a competere con le migliori squadre del circuito WorldTour costruendo al contempo un progetto a lungo termine partendo dai giovani. La formazione Development (12 corridori di 7 nazionalità) e quella Juniores (14 corridori di 7 nazionalità) saranno elementi centrali in questa strategia. Entrambe le formazioni riflettono il desiderio della squadra di crescere dall’interno, preparare i campioni di domani e plasmare il futuro del ciclismo con determinazione e passione.

Decathlon

Widar vince ancora: ora la testa va di pari passo con le gambe

20.07.2025
4 min
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CERVINIA – Il Giro Ciclistico della Valle d’Aosta, anche nella sua sessantunesima edizione, parla belga. Jarno Widar concede il tris con un’altra vittoria di tappa ai danni degli stessi due atleti battuti ieri allo sprint. Copia e incolla insomma, all’apparenza sembra tutto semplice ma scavando a fondo si capisce che per Widar questi mesi sono stati complicati per diversi motivi. 

«La prima vittoria di tappa – spiega con il solito tono di voce appena accennato che lo contraddistingue – era per Samuele Privitera, così come le altre due arrivate nei giorni scorsi. Non ci sono altre persone a cui dedicare un pensiero al momento, oggi si chiude un Giro della Valle d’Aosta difficile per tutti. In questi giorni non riuscirò a fare un ultimo saluto a Samuele, ma appena finiti gli impegni proverò a passare a Soldano».

Resettare

Scherzando, gli altri giornalisti presenti dicono a Widar che dovrebbe imparare la nostra lingua visti i tanti successi raccolti in Italia. Lui sorride di gusto e dice di aver provato a utilizzare un’applicazione sul telefono che aiuta a studiare le lingue, ma che la nostra è troppo difficile. Sorride e un po’ si scioglie. Il belga della Lotto Development è tornato a correre dopo il ritiro dal Giro Next Gen, quando era in odore di una doppietta importante a conferma delle sue qualità.

«Il Giro Next Gen era il mio grande obiettivo con la Lotto Development – racconta – perché poi il resto della stagione lo correrò con la nazionale visto che sarò al Tour de l’Avenir e poi al mondiale in Rwanda. Volevo lasciare la squadra di sviluppo con un bel ricordo (dal 2026 Widar correrà con la formazione maggiore, ndr). Non è facile accettare che un obiettivo sul quale hai investito tanto tempo, sia nella preparazione che nelle energie mentali, non vada come desideri».

L’Avenir

La stagione di Widar, come lo scorso anno, è stata costruita con in testa due grandi obiettivi: Giro Next Gen e Tour de l’Avenir. Nel 2024 lo scalatore di Hasselt era arrivato scarico alla corsa a tappe francese e la classifica sfumò presto. Le settimane successive furono difficili, si arrivò anche a pensare che il rapporto tra Widar e il team Lotto si fosse incrinato. L’allarme era poi rientrato e il cammino è continuato per la strada prestabilita

«Quest’anno – dice ancora Widar con la maglia gialla addosso – tra il Giro della Valle d’Aosta e il Tour de l’Avenir farò un periodo di altura, di due settimane, per prepararmi. Sono dell’idea che ogni opportunità vada colta e così ho fatto in questi giorni in Val d’Aosta. Abbiamo cercato una via diversa per arrivare pronti in Francia tra un mese (l’Avenir inizierà il 23 agosto, ndr)».

Per Widar inizia la parte finale della stagione nella quale correrà tanto con la nazionale U23 (foto Direct Velo/Hervé Dancerelle)
Per Widar inizia la parte finale della stagione nella quale correrà tanto con la nazionale U23 (foto Direct Velo/Hervé Dancerelle)

Ora è pronto

Nella scorsa stagione si parlava delle grandi qualità atletiche di Widar: fosse stato solamente per quelle, sarebbe già passato fra i più grandi. Ma il ciclismo non è solo gambe, è anche testa. Ce lo ha detto ieri Omrzel, lo hanno capito anche lo stesso Widar e il suo diesse alla Lotto Development Wesley Van Speybroeck

«Il ritiro dal Giro Next Gen – ci racconta proprio il diesse – lo ha messo a dura prova mentalmente. Il giorno stesso ha avuto un brutto calo psicologico ma dopo ventiquattro ore era già focalizzato sui prossimi impegni. Ha capito che nel ciclismo c’è anche la sconfitta

«Con il Giro della Valle d’Aosta si è chiuso il suo percorso nel devo team – prosegue Van Speybroeck – e il prossimo anno lo rivedremo con la maglia della Lotto. Atleticamente è pronto e lo ha dimostrato quando ha corso insieme ai professionisti in questi due anni. Anche a livello mentale ha fatto un bel passo, ha lavorato con un mental coach su tanti aspetti e ora è forte abbastanza anche da questo punto di vista».