Mattia De Marchi The Grip

The Grip, il nuovo progetto (race) di Mattia De Marchi

24.01.2026
5 min
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Mattia De Marchi non smette di evolversi, progettare, cercare nuove strade. L’anno scorso ha organizzato la sua prima gara gravel: The Hills. In questa stagione il cambiamento è stato ancora più radicale. Ha lasciato il collettivo Enough, di cui era stato co-fondatore, e si è lanciato in un nuovo progetto gravel chiamato The Grip. L’abbiamo contattato per farci raccontare tutto di questa nuova avventura.

Mattia, come al solito cominciamo dall’inizio. Qual è la genesi di The Grip? 

Il gravel non è più quello di cinque anni fa, questo è chiaro a tutti. Ero già stato approcciato da Wilier tre anni fa, ma in quel momento ho voluto continuare con il collettivo Enough, perché quel progetto era appena cominciato. Poi ne abbiamo riparlato a luglio scorso, in Wilier volevano creare un team gravel con dietro una forte comunicazione. L’idea mi è piaciuta e loro si sono fidati di me. Quindi abbiamo deciso di creare assieme questa nuova squadra. 

Mattia De Marchi The Grip
The Grip è il nome scelto da De Marchi per il suo nuovo progetto
Mattia De Marchi The Grip
The Grip è il nome scelto da De Marchi per il suo nuovo progetto
Possiamo dire che la differenza con Enough è che The Grip avrà una vocazione più competitiva?

La differenza è che c’è più propensione verso la performance, sì, anche per come ci siamo strutturati. Avremo per tutta la stagione un meccanico e una nutrizionista che ci aiuteranno anche nelle trasferte. In Enough ci arrangiavamo in tutto con le nostre forze, ma ormai anche nel gravel è diventato tutto molto specifico, si è alzata l’asticella su ogni aspetto, ed è importante avere a fianco delle figure professionali. Saremo sempre seguiti anche da un fotografo e da videomaker, perché la comunicazione rimarrà un aspetto centrale. 

Parliamo della squadra di The Grip. Chi ne fa parte e qual è il tuo ruolo?

Con Wilier abbiamo cercato di mettere insieme degli sponsor che ci permettessero di avere il budget necessario per creare una squadra come si deve. L’ideale era avere 3-4 persone con una ragazza, ma per quest’anno siamo partiti in tre. C’è Jordy Bouts, un ragazzo belga già affermato nel gravel che correva nello Swatt Club, che conosco perché abbiamo gareggiato tante volte assieme. L’altro è Eddy Le Huitouze, che esce dal World Tour, (fino alla scorsa stagione correva nella Groupama-FDJ, ndr), ma si annoiava, si divertiva solo quando c’era il pavè.

Rave The Grip
Il nuovo team è nato in stretta collaborazione con Wilier. De Marchi & co. correranno sul modello Rave
Rave The Grip
Il nuovo team è nato in stretta collaborazione con Wilier. De Marchi & co. correranno sul modello Rave
E poi ci sei tu…

Oltre a correre, gestisco la squadra. Un’altra differenza rispetto ad Enough è che saremo sempre insieme durante tutte le gare. Già in questi mesi abbiamo passato molto tempo assieme, sia a casa mia che in Liguria, perché era importante fare gruppo, specie in queste prime fasi.

Il nome della squadra, invece, da dove arriva?

La prima cosa che viene in mente è l’idea del grip sul terreno, delle mani sul manubrio, eccetera. Ma in realtà il concetto che c’è dietro è il contatto con le persone, grip in quel senso lì. Voglio tenere il più possibile il legame con la community. Infatti, oltre al piano delle gare, abbiamo anche un piano parallelo di eventi a cui stiamo lavorando, ma per tenerci vicini alle persone. Parlo di social ride, partecipazioni ad altri eventi, anche non competitivi, festival, eccetera. Anche raccontando quello che facciamo in modo genuino, il più possibile dal vivo.

Mattia De Marchi The Grip
La squadra per questa stagione sarà composta da tre atleti. Oltre a De Marchi ci saranno Jordy Bouts e Eddy Le Huitouze
Mattia De Marchi The Grip
La squadra per questa stagione sarà composta da tre atleti. Oltre a De Marchi ci saranno Jordy Bouts e Eddy Le Huitouze
La vostra estetica anni ‘90 è stata una tua scelta?

E’ una continuazione del progetto iniziato con la presentazione della bici Rave, lanciata da Wilier nel giugno scorso. Quell’estetica aveva funzionato e quindi abbiamo deciso di andare avanti per quella strada. Ovviamente declinando i colori e il design in modo nuovo. Mi hanno convinto proprio perché la comunicazione è seguita molto bene da loro, internamente, quindi riusciamo a curare tutto nel dettaglio. L’altra grossa componente estetica è Café du Cycliste, che ci fornisce l’abbigliamento, perché alla fine le due cose che identificano una squadra sono la bici e il kit.

Quando debutterete in gara?

A metà febbraio alla Santa Vall a Girona, poi a fine febbraio andremo alla Sahara Gravel, una gara di quattro tappe tra le montagne dell’Atlante e il deserto. Ci tenevo ad iniziare subito con qualcosa di importante.

Mattia De Marchi The Grip
Il debutto in strada (di ghiaia) è previsto per il 14 febbraio alla Santa Vall
Mattia De Marchi The Grip
Il debutto in strada (di ghiaia) è previsto per il 14 febbraio alla Santa Vall
Parteciperete anche agli Europei e ai Mondiali UCI?

Agli europei di sicuro, anche perché saranno in Belgio, un territorio che interessa molto a Wilier e agli sponsor. Il mondiale ci piacerebbe molto, dobbiamo capire un attimo con il budget, dal momento che sarà in Australia. Magari capiremo in un secondo momento durante la stagione, anche in base ai risultati. 

Quale orizzonte temporale ha per il momento The Grip?

Per ora è a tre anni, ma stiamo già pensando a come crescere, perché è fondamentale ragionare in prospettiva. La prima cosa per la prossima stagione potrebbe essere inserire una ragazza in squadra. Non è mai facile iniziare un progetto nuovo da zero, devi convincere gli altri di qualcosa che c’è solo nella tua testa. Poi quando è uscito il video di presentazione tutti hanno avuto le idee più chiare ed è stato più semplice per me, per noi, presentarci agli sponsor. Anche perché volevo creare un team vero e proprio

Mattia De Marchi The Grip
The Grip ha per il momento un orizzonte di tre anni, ma le idee per le prossime stagioni sono già molte
Mattia De Marchi The Grip
The Grip ha per il momento un orizzonte di tre anni, ma le idee per le prossime stagioni sono già molte
Quindi, oltre a te, anche gli altri due ragazzi hanno uno stipendio? 

Avrei potuto avere il doppio degli atleti, ma ho preferito averne pochi ma retribuiti, in modo che potessero dedicarsi davvero al progetto. E’ stata una scelta mia, volevo avere persone che venissero non solo per pedalare su una bella bici e avere uno stipendio aiuta ad essere motivati. Ma siamo solo all’inizio. Vorrei arrivare a trovare degli sponsor anche fuori dalla bike industry, in modo che sia ancora tutto più sostenibile. Perché ho un sacco di idee per il futuro.

Wilier Filante SLR ID2, efficienza e velocità hanno una forma

Wilier Filante SLR ID2, efficienza e velocità hanno una forma

24.10.2025
8 min
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CISON DI VALMARINO – Wilier lancia ufficialmente la seconda generazione della Filante SLR e ora adotta il suffisso ID2 (proprio come l’ultima versione della Rave SLR). Una delle bici aero più versatili di sempre, leggera, armoniosa nelle forme ed elegante si rinnova, ma non stravolge il suo DNA.

Cosa è cambiato rispetto alla generazione precedente? Quali sono i dettagli e gli aspetti tecnici da considerare? Come ha contribuito la collaborazione con il Team Groupama-FDj allo sviluppo della nuova bici? Questi e altri quesiti. Entriamo nel dettaglio anche grazie al contributo del responsabile prodotto di Wilier, Claudio Salomoni e con le considerazioni di Thierry Cornec, General Manager del team transalpino.

Wilier Filante SLR ID2, efficienza e velocità hanno una forma
Romain Gregoire con la nuova Filante all’ultimo Lombardia
Wilier Filante SLR ID2, efficienza e velocità hanno una forma
Romain Gregoire con la nuova Filante all’ultimo Lombardia

Wilier Filante ID2, sviluppata per i pro’

«La nuova Filante SLR – spiega Salomoni – nasce dalle richieste dei professionisti ed è disegnata per i corridori. Siamo partiti dai cardini del vecchio progetto, ovvero leggerezza e rigidità. Per meglio dire il rapporto ottimale tra i due fattori: uno dei punti chiave di Filante, un benchmark assoluto e da quel punto siamo partiti. Era necessario – prosegue Salomoni – migliorare l’aspetto dell’efficienza aerodinamica, che si è evoluta tantissimo nelle ultime 2/3 stagioni, cercando di studiare il pacchetto atleta/bici nel complesso.

«La grande sfida – conclude Salomoni – è stata far collimare i 5 passaggi primari della base di sviluppo. I nuovi modelli CFD e modelli 3D. Finalizzare i test nella galleria del vento di Silverstone. Ripetere i test e confermarli ed eventualmente fare delle modifiche apportando altre soluzioni. Non in ultimo, abbiamo fornito la bici ad un team selezionato di corridori per validare il test. Una volta su strada sono stati confermati e addirittura migliorati i dati delle simulazioni CFD».

Un gruppo ristretto di atleti

«Le prime fasi di prova su strada della nuova Wilier Filante – spiega Thierry Corbec – sono state condotte con un gruppo ristretto e super selezionato di corridori. La bici è stata fornita a coloro che hanno mostrato sensibilità. Una spiccata lettura ed interpretazione tecnica del mezzo, attenzione ai dettagli, come ad esempio il giovane Romain Gregoire. Per un team WorldTour di oggi, la partnership tecnica, la collaborazione stretta e lo sviluppo fatto a braccetto con la stessa azienda sono importanti tanto quanto la sponsorizzazione. Il mezzo tecnico può fare una grande differenza, è uno strumento di lavoro dal quale non si può prescindere».

L’impatto estetico della Filante SLR ID2

Complessivamente e al primo sguardo, la Filante ID2 mostra subito delle diversità, ma l’accostamento tra le due generazioni (per lo meno a livello di impatto visivo) è possibile. Le tubazioni nascono dal concetto NACA, ma il disegno di foderi del carro e della forcella è completamente differente, così come l’intera zona dello sterzo. Quest’ultimo ricorda da vicino la crono Supersonica e con le dovute proporzioni il know-how creato proprio dalla bici da cronometro è servito non poco.

C’è un’evidente svasatura creata per ottimizzare il binomio con il manubrio integrato F-Bar ID2 e per nascondere completamente l’hardware di fissaggio. Gli obliqui del retrotreno hanno ingombri sottili se visti frontalmente, hanno l’innesto al piantone più largo con angolo completamente variato, (inclinati verso l’interno di 2,5°). E’ stata migliorata e resa più efficiente l’integrazione dei perni passanti, con una sede che quasi “nasconde” la testa dei perni e la finestra ceca dal lato opposto.

In collaborazione con Elite è stato sviluppato il comparto dei due portaborraccia (l’Aerokit), perfettamente integrato nell’obliquo e nel verticale. Elite ha realizzato di pari passo anche le borracce specifiche (1100 millilitri di capacità), ma la compatibilità con le borracce tradizionali è reale. Il reggisella è tutto nuovo, full carbon e specifico (due arretramenti disponibili, 0 e 15 millimetri), ma ha obbligato a trasferire la batteria Di2 in un alloggio posizionato tra movimento centrale e foderi bassi del carro. Dietro le corone della guarnitura c’è una sede per il magnete del power meter Shimano.

Il supporto del deragliatore può essere rimosso (in ottica monocorona) e si possono montare corone fino a 56 denti. Per il posteriore c’è la soluzione UDH. In termini di sviluppo geometrico la nuova Filante SLR ID2 si ispira alla Wilier Verticale SLR, a nostro parere un valore aggiunto non da poco considerando proprio la bontà delle geometrie delle Verticale SLR.

Per i maniaci dei numeri e dei dati

L’impiego e l’integrazione dell’Aerokit, una delle sfide da mal di testa per gli ingegneri Wilier, ha permesso di abbassare il drag complessivo del binomio bicicletta/ciclista di ben 4,5 punti percentuali.

Differenti prove, condotte a 40 e 50 chilometri orari di media, con borracce standard e borraccce specifiche per l’Aerokit, hanno mostrato un risparmio del wattaggio di 11,51 e 14,15, che diventano 24,55 e 28,80 con la media più elevata. Su una prova di 70 chilometri, rispetto alla Filante SLR di prima generazione si arriva a risparmiare anche 145”.

Gli altri dettagli da considerare

Il peso dichiarato del telaio è di 860 grammi per la taglia media, in linea con la precedente, ma con una scatola centrale decisamente più rigida. Il baricentro è stato abbassato. Significa migliore stabilità, precisione e maneggevolezza. Si possono montare pneumatici fino a 34 millimetri di sezione, il che comporta anche ad un’adeguamento della sfruttabilità di ruote con canali interni ampi.

La laminazione del carbonio della nuova Wilier è il risultato di un blend (T800 e T1100, oltre a M46JB) ottenuto in collaborazione con Toray e la nuova Filante SLR ID2 è un monoscocca.

Taglie ed allestimenti

Le misure disponibili sono 6 (dalla XS alla XXL), ma in totale le configurazioni disponibili sono ben 420, comprendendo anche le possibilità dovute al manubrio integrato. Le combinazioni cromatiche invece sono 5. I montaggi sono 8 in totale e si aggiunge anche il kit telaio (telaio, forcella e serie sterzo, F-Bar ID2 con supporto device, Aerokit), il prezzo di listino di quest’ultimo è di 5.800 euro.

Il pacchetto con il nuovo Campagnolo Super Record 13 e ruote Miche Kleos RD 50 ha un listino di 13.100 euro, mentre con la trasmissione Sram Red AXS scende a 12.900. Tre le possibilità per Shimano Dura Ace, con o senza power meter e sempre con le Miche Kleos RD 50, rispettivamente a 12.700 e 11.900 euro. Si scende leggermente di prezzo con le ruote Miche Kleos 50, 10.900 euro. Si passa a Sram Force AXS con o senza misuratore Quarq, Shimano Ultegra, tutti allestimenti che portano in dote le Kleos 50 (non RD). Rispettivamente i prezzi di listino sono di 10.300 e 9.900 euro, chiudendo a 9.700 euro. 

Wilier

Nuova Wilier Rave SLR ID2 seconda generazione, figlia del vento

23.06.2025
6 min
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Nasce la seconda generazione della gravel race di Wilier, ovvero la Rave SLR ID2. Rave SLR è stata una delle primissime bici a mettere sul piatto un concetto race estremizzato, poi mutuato da molti e che naturalmente è evoluto con il tempo, con i materiali e le tecnologie.

Rave SLR ID2 è gravel race senza se e senza ma. C’è tanta galleria del vento, una geometria racing, nuove soluzioni tecniche in genere votate per massimizzare l’utilizzo dei componenti attuali, ad esempio le gomme larghe. Entriamo nel dettaglio di questa super bici per le competizioni gravel.

Rave SLR ID2, nata per le gare
Rave SLR ID2, nata per le gare

Wilier Rave SLR ID2

Un monoscocca che adotta tre differenti tipologie di carbonio, ma facendo nostra una considerazione di Claudio Salomoni di Wilier, che recita «il segreto e la grande differenza è fatta dal layup», la nuova Rave SLR è anche figlia di un rinnovato design della casa veneta. Sfinata ed elegante, con delle forme che mostrano tanti dettagli, particolarità: ogni tassello è funzionale a qualcosa.

Davanti è più massiccia e voluminosa, con il rake della forcella (mutuati alcuni concetti di sviluppo dalla Supersonica SLR) che tende ad aprirsi in avanti. La sezione superiore della serie sterzo adotta una svasatura dove è incastonato il cap dello sterzo e trova un alloggio (dedicato) la base del manubrio integrato. Man mano che le tubazioni scorrono verso il retro sembrano smagrirsi leggermente, non troppo. L’unione tra piantone e orizzontale è ben rinforzata (dove alloggia anche il blocchetto del reggisella).

La sezione mediana e bassa del verticale è curvata, copre la ruota (l’efficienza aerodinamica ne guadagna) ed il carro è più corto. I foderi obliqui sono marcatamente aero nel disegno ed hanno un innesto ribassato. Permetteteci un accostamento con la categoria road: un po’ Filante, un po’ Verticale. I foderi bassi non hanno curvature o “gomiti” che tendono in basso e la pulizia estetica ne guadagna. C’è il forcellino posteriore UDH.

Alcuni numeri

Il telaio ha un valore alla bilancia dichiarato di 990 grammi. Sempre in merito al peso, Wilier dichiara 8,10 chili per la bici con allestimento Sram Red XPLR 1×13 e con le nuove ruote Graff 48 Aero, oltre al manubrio full carbon integrato F-Bar. La nuova Wilier Rave SLR ID2 riduce l’impatto all’aria di ben l’8,9%. Tradotto nel risparmio di tempo, si parla di 54 secondi su un tracciato di 70 chilometri. Si possono montare coperture fino a 52 millimetri di sezione: tantissimo se consideriamo una bici da gara. E’ pur vero che la tendenza in ambito competizioni sono ruote alte con canali larghi e gomme dalla sezione abbondante.

ID2 è compatibile con la sola monoring anteriore ed è possibile montare corone fino a 52 denti. I foderi orizzontali del retrotreno presentano al loro interno una lamina in carbonio. Quest’ultima, in combinazione con una scatola del movimento centrale più rigida, è complice di un aumento della rigidità pari all’11,78%. Le taglie disponibili sono sei, dalla XS alla XXL.

Allestimenti e prezzi

Wilier Rave SLR ID2 è disponibile in sei allestimenti diversi in totale, ricordando che è possibile la sola configurazione con la corona singola davanti. Le sei configurazioni si dividono in due macro categorie, ognuna composta da tre modelli. La prima porta in dote il manubrio integrato F-Bar e le ruote Miche Graff Aero 48. Sram Red XPLR 1×13, Force XPLR 1×13 e Shimano GRX Di2, rispettivamente a 9.900, 7.800 e 6.600 euro.

La seconda macro categoria prevede il manubrio Stemma S2 e due tipologie di ruote a scelta, Miche Graff Allroad, oppure Graff XL. Sram Rival XPLR 1×13, Shimano GRX Di2 e GRX 1×12, rispettivamente a 5.600 o 4.900 euro, 5.600 o 4.900 euro, 4.900 oppure 4.400 euro.

Cosa vale la pena considerare?

Wilier aveva necessità di rinnovare e rendere più moderna una delle bici di maggiore successo della sua gamma:proprio la Rave SLR. Perché? Perché il gravel è mutato in modo rapido, anche se la nuova piattaforma ID2 ha seguito un iter di evoluzione ben preciso.

La nuova Rave SLR nasce per essere una bici da competizioni gravel ai massimi livelli, che si deve configurare con gli allestimenti attuali e del prossimo futuro. Ruote alte e gomme larghissime, trasmissioni con la monocorona e manubri che non fanno altro che aumentare il discorso l’efficienza aerodinamica (stretti sopra e larghi sotto). Naturalmente c’è l’integrazione e non solo quella legata alle guaine del sistema frenante, perché come integrazione moderna si intende che ogni singolo componente diventa uno strumento funzionale all’aumento del resa tecnica complessiva. La nuova Wilier Rave SLR ID2 è disegnata per essere al top in tutto.

Wilier

Miche: prima volta al Giro d’Italia assieme a un team WorldTour

23.05.2025
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Dalle officine di San Vendemiano alle grandi salite del Giro d’Italia, Miche firma un esordio molto atteso del ciclismo professionistico: l’azienda veneta è entrata ufficialmente nel circuito WorldTour in qualità di partner tecnico del team Groupama-FDJ, portando sulle strade della corsa rosa tutto il “know-how” italiano nella produzione di ruote e componentistica ad alte prestazioni.

Fondata nel cuore della provincia di Treviso, Miche ha difatti siglato un accordo triennale con Groupama-FDJ, storico team francese precedentemente legato a Shimano. Il debutto in occasione del Giro d’Italia avviene dunque in una stagione che segna una svolta strategica nella storia dell’azienda. In un settore dominato da player asiatici sin dagli anni Ottanta, la scelta di un marchio italiano rappresenta un segnale forte di rilancio del Made in Italy nel ciclismo d’elite.

I corridori del team Groupama-FDJ affrontano il Giro con le nuove Kleos RD (Race Division), ruote sviluppate da Miche in galleria del vento per ottimizzare aerodinamica, affidabilità e robustezza. Il set comprende tre profili – 36, 50 e 62 mm – per adattarsi ai diversi scenari di gara, dalle tappe pianeggianti alle grandi montagne.

Il profilo da 50 mm è il più versatile: garantisce equilibrio perfetto tra peso, rigidità e penetrazione aerodinamica, risultando la scelta preferita da molti atleti. Realizzate in fibra di carbonio T700 e T1000, con mozzi in alluminio Ergal e raggi in acciaio, le ruote si distinguono per la scorrevolezza, più che per la leggerezza estrema: la RD 36 pesa 1.380 grammi, la RD 50 si ferma a 1.455 grammi, mentre la RD 62 arriva a 1.560 grammi.

Miche e i suoi prodotti sono al loro primo Giro d’Italia, lo stanno correndo con la Groupama-FDJ
Miche e i suoi prodotti sono al loro primo Giro d’Italia, lo stanno correndo con la Groupama-FDJ

Tecnologie integrate con Wilier

Il team Groupama-FDJ pedala su biciclette Wilier Triestina, altra eccellenza veneta oggi parte dello stesso gruppo industriale di Miche. La collaborazione consente lo sviluppo di soluzioni integrate tra telaio e ruote, con vantaggi tangibili in termini di prestazioni. Nelle tappe in linea, i corridori utilizzeranno la Filante SLR, mentre per le cronometro è prevista la Supersonica SLR con ruote Miche specifiche: Kleos RD SPX3 a tre razze all’anteriore e Kleos RD Crono al posteriore.

Per le tappe di montagna, la squadra sarà dotata della Verticale SLR, bici ultra leggera e rigida, costruita con tre differenti tipi di fibra di carbonio Toray.

Miche ad oggi fa parte del Gruppo Wilier Triestina, che fornisce le bici alla Groupama-FDJ
Miche ad oggi fa parte del Gruppo Wilier Triestina, che fornisce le bici alla Groupama-FDJ

Innovazione 100% italiana

Oggi parte del gruppo Wilier Triestina, Miche è un’azienda moderna e profondamente legata al territorio. Con 42 dipendenti specializzati, e una produzione annuale che include oltre 25.000 coppie di ruote e 50.000 pacchi pignone, ogni fase – dalla progettazione al collaudo – si svolge nella sede unica di San Vendemiano (in Provincia di Treviso), dove tecnologie avanzate e robotica convivono con la passione artigianale.

Il 95% del fatturato Miche proviene dall’estero, con il 71% dedicato al settore strada, l’8% al Gravel, l’8% alla E-Bike, il 6% alla Mtb e il restante alla pista.

Il debutto al Giro d’Italia nel WorldTour rappresenta per Miche non solo una sfida tecnica, ma un’opportunità strategica per consolidare il proprio brand a livello globale. Il Giro d’Italia è la prima grande corsa a tappe di un percorso ambizioso che vede il Made in Italy protagonista sui tracciati più duri del ciclismo mondiale.

Miche

Wilier e Miche si affidano a Athletic Affair per Marketing e PR global

17.12.2024
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Athletic Affair, conosciuta agenzia di Marketing e PR sportivo con sede a Girona nel nord della Spagna, è stata scelta da Wilier Triestina e Miche per guidare nei prossimi due anni le loro rispettive strategie globali di comunicazione e marketing. Questa partnership ambiziosa punta a rafforzare la presenza internazionale di entrambi i brand, sfruttando un approccio innovativo e mirato a coinvolgere le comunità ciclistiche di tutto il mondo.  

L’accordo si fonda su quattro pilastri strategici: Marketing, Pubbliche Relazioni, Attivazione di Partnership e Sviluppo del Brand. L’obiettivo principale è migliorare l’interazione con i ciclisti e gli appassionati, supportando progetti innovativi e amplificando il legame con i media specializzati. In particolare, Wilier Triestina, già affermata come partner tecnico di squadre WorldTour, intende consolidare la sua posizione di rilievo nel settore del ciclismo professionistico. Miche, a sua volta, con la propria esperienza nella produzione tutta italiana di componenti di precisione, completa questa visione con il suo impegno verso l’eccellenza e l’innovazione.  

Fondata nel 1906, Wilier Triestina rappresenta un simbolo di qualità e tradizione italiana nel settore delle biciclette ad alte prestazioni. Miche, dal canto suo, aggiunge valore a questa eredità con soluzioni all’avanguardia nel design dei componenti, garantendo prestazioni di alto, altissimo livello e affidabilità.

Cavendish in Wilier Triestina “disegna” la livrea della sua bici celebrativa del record di vittorie al Tour de France.
Cavendish in Wilier Triestina “disegna” la livrea della sua bici celebrativa del record di vittorie al Tour de France.

Un ponte tra marchio e comunità

«Siamo estremamente orgogliosi di collaborare con due marchi iconici come Wilier Triestina e Miche – ha dichiarato Xavi Güell, co-fondatore di Athletic Affair – e questa partnership non solo testimonia la loro fiducia nella nostra capacità di creare campagne d’impatto globale, ma ci offre anche l’opportunità di supportare il loro sviluppo nel dinamico mercato del Sud-est asiatico, grazie al nostro nuovo ufficio a Singapore».  

Athletic Affair, già nota per l’impegno verso progetti che generano un impatto positivo su società e ambiente, rappresenta un vero e proprio ponte tra marchi e comunità. Con un focus diretto su valori condivisi e passione per l’outdoor, l’agenzia ha difatti dimostrato di saper costruire connessioni autentiche e durature.  

Michele, Enrico e Andrea Gastaldello
Michele, Enrico e Andrea Gastaldello

Questa collaborazione tra Athletic Affair, Wilier Triestina e Miche segna un passo importante nel percorso di crescita dei due bike brand italiani. I quali, grazie al supporto strategico di Athletic Affair, sono adesso ancor più organizzati nel poter consolidare il proprio ruolo di protagonisti nel mondo del ciclismo globale.  

Wilier

Miche

Wilier Supersonica SLR, entriamo nel cuore del progetto

26.09.2024
5 min
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MISANO – La collaborazione con i tecnici FDJ-Groupama ha portato Wilier ad un piano superiore in termini di sviluppo e di applicazione dell’aerodinamica. La Supersonica SLR è il risultato. Stefan Kung l’ha usata per vincere la crono finale della Vuelta, poi per centrare il secondo posto ai campionati europei (tra Affini e Cattaneo) e l’ottavo domenica scorsa nella crono di Zurigo.

Grazie al responsabile del progetto, Claudio Salomoni, entriamo nel dettaglio di questa bici che nasce per le prove contro il tempo. Non una bici ibrida tra crono e triathlon, uno strumento specifico per i cronoman.

Cosa differenzia una bici da crono da tutte le altre?

La Supersonica SLR nasce per corridori come Kung, solo per fare un esempio, atleti che sono cronoman prima di tutto e hanno bisogno di uno strumento specifico. Il reggisella integrato, non estraibile può essere un dettaglio, una sorta di spartiacque tra le bici da crono vere e proprie e quelle nate anche per il triathlon. Zero compromessi.

Prestazione su tutto?

Sì. Siamo andati alla ricerca di una resa tecnica in senso assoluto e avevamo necessità di migliorare i prodotti esistenti. La collaborazione con il team francese ci ha spinto ad un livello superiore di ricerca e non mi riferisco solo alla galleria del vento.

Qui all’ultima rassegna europea di Hasselt, chiusa con la medaglia d’argento dietro Affini
Qui all’ultima rassegna europea di Hasselt, chiusa con la medaglia d’argento dietro Affini
Come siete partiti con il progetto Wilier Supersonica?

Siamo partiti dalla taglia large, quella di Kung. L’atleta svizzero doveva essere il primo. Forte cronoman, molto tecnico per i feedback e svizzero. I mondiali si sono corsi in Svizzera, non è un dettaglio. Ovviamente la bici è stata usata anche alle Olimpiadi.

Però, tempi stretti per mettere insieme i vari tasselli!

Strettissimi. Per un prodotto del genere ci vogliono circa 12/15 mesi, a volte 18: noi l’abbiamo fatto in 5. Una corsa estenuante contro il tempo. Non ricordo quante volte siamo stati in galleria del vento, anche durante le ferie. Però, che grande soddisfazione e che stimoli…

Cosa è cambiato rispetto al passato?

Tutto. A partire dai modelli di analisi usati, fino ad arrivare alla bici così come la vediamo. Ogni tubo ha uno specifico sviluppo Naca, ogni curvatura e ogni sezione. Questa Wilier non è frutto di un disegno fatto a matita, ma è il risultato di un’insieme di algoritmi combinati tra loro, poi tradotti in una bicicletta.

Le nuove regole UCI hanno influito sul progetto?

Chiaramente sì. Ne sono un esempio la forcella molto larga e fine, il manubrio e anche la borraccia integrata, che è asimmetrica, disegnata sulla bici. Tutto ha contribuito a miglioramenti rispetto alla Wilier Turbine.

I profili alari del posteriore
I profili alari del posteriore
Colpisce anche la dimensione della scatola centrale. A cosa è dovuta?

Deve contrastare le torsioni e buona parte di esse convergono in quel punto. Se poi consideriamo quanti watt sviluppano oggi atleti come Kung… Abbiamo una sezione centrale rigidissima, che anche in fatto di impatto visivo è quasi mezza bici.

Avete usato le stampe 3D?

Sì. La prima Supersonica è stata di fatto un pezzo di plastica, mi piace definirla come tale, ma questo pezzo di plastica ci ha permesso di approcciare la galleria del vento, di presentare ufficialmente il progetto a FDJ-Groupama, ottenendo fin da subito dei risultati eccellenti. Anche i francesi sono rimasti a bocca aperta.

Borraccia asimmetrica e specifica per la Supersonica SLR
Borraccia asimmetrica e specifica per la Supersonica SLR
C’è stato un punto critico che ti lasciava qualche perplessità?

I primi prototipi in resina vibravano leggermente in fase di angolazione laterale accentuata. Ormai la galleria del vento prevede test completi considerando tutte le direzioni, non solo le prove frontali. In realtà queste vibrazioni erano riferite alla sola resina. Una volta posizionata la bici definitiva in carbonio, tutto più che perfetto, abbiamo avuto ragione.

Avete usato il binomio bici/corridore?

A partire dal secondo step in galleria del vento. I tecnici francesi hanno stampato in 3D due manichini con le caratteristiche fisiche di Kung, che ovviamente era impegnato nelle gare e negli allenamenti. Un manichino statico e uno con le gambe mobili. Siamo oltre la F1.

In caso di monocorona sono garantiti i 70 denti (anche oltre)
In caso di monocorona sono garantiti i 70 denti (anche oltre)
Supersonica è un monoblocco?

Il telaio è un monoblocco, ma devi considerare i tre pezzi principali. Telaio, forcella e manubrio. E’ tutto carbonio al quale si aggiungono alcune parti stampate in 3D, come ad esempio borraccia e portaborraccia fatti in collaborazione con Elite. C’è anche lo zampino di Miche per le ruote, nuove anche queste, dove abbiamo approfondito degli studi sui tubeless.

Con o senza deragliatore?

La gabbietta del deragliatore, disponibile in due versioni, si può rimuovere. In caso di una monocorona si può montare anche un piatto da 70 denti, ma anche oltre.

Viste in azienda da Wilier, le protesi personalizzate di Kung
Viste in azienda da Wilier, le protesi personalizzate di Kung
E’ possibile quantificare il costo di una bici del genere?

In termini industriali una bici del genere non dovrebbe neppure esistere, non solo per Wilier, per chiunque affronta questa categoria di prodotti. Anche se per regolamento deve essere inserita nel catalogo e prodotta. E’ un’immagine per chi la produce, è tecnologia, è know-how e dà un bagaglio di conoscenze che vengono riportate a cascata su tutte le altre categorie di bici. Una bici come Wilier Supersonica SLR non è una bici creata con l’intento di vendere migliaia di pezzi.

Una bici che Wilier è in grado di fare!

Esattamente, è come un biglietto da visita. Oggi la Supersonica è la bici più veloce.

Wilier Verticale SLR leggerissima ed elegante

25.06.2024
8 min
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La Wilier Verticale SLR è la naturale evoluzione della famiglia Zero SLR, quella che va alla ricerca della massima leggerezza. Una bici “solo” per gli scalatori? A nostro parere c’è molto di più.

Verticale va oltre il progetto bicicletta, perché porta in dote un rinnovato processo di costruzione del telaio, impiegando un blend di fibre composite (sono tre) dalla qualità elevatissima. Non è solo una questione di carbonio, perché la leggerezza della Verticale è ottenuta anche grazie alla cura maniacale delle lavorazioni. E poi le geometrie, tutte diverse rispetto anche a Filante SLR, con taglie che non presentano nessuna sovrapposizione (considerando anche l’esposizione che si ottiene abbinando le diverse misure del manubrio integrato).

Materie prime e lavorazioni di altissima qualità

Entriamo nel dettaglio grazie al contributo di Claudio Salomoni, responsabile dell’innovazione Wilier. «Il carbonio e le resine di alta qualità – spiega – sono più che importanti, fanno la differenza nell’economia prestazionale e nella bontà complessiva del progetto, ma non si riduce tutto alla fibra composita. Sono importantissime anche le lavorazioni e i procedimenti con i quali le materie prime vengono plasmante. Ogni telaio della Wilier Verticale SLR è costruito grazie ad oltre 400 pelli di carbonio ed è un monoscocca vero e proprio. E’ un blocco unico.

«Gli step di crescita e di valore del progetto sono più di uno. Ad esempio la zona della testa della forcella – prosegue Salomoni – ha un design asimmetrico e nel punto dove è ancorata la pinza del freno permette di distribuire meglio le forze che si generano. La testa conica collima con una sorta di inspessimento maggiorato, soluzione che permette di sfruttare la continuità nel posizionamento delle fibre. Non ci sono interruzioni, non ci sono angoli e/o gomiti che possono creare stress. Il tutto si riflette in modo esponenziale sul feeling e precisione di guida».

Verticale SLR, come è fatta

Un monoscocca in carbonio che utilizza un mix di fibre T800, T1100 e M46JB, ognuna applicata in modo specifico in zone dedicate e con orientamento altrettanto specifico. T800 e T1100 sono caratterizzate da resistenza alla rottura, la terza è usata per aumentare la rigidità torsionale. Al pari della laminazione del carbonio all’interno degli stampi, c’è l’innovativo processo Active Molding, che utilizza dei controstampi in polimeri espansi. L’obiettivo è quello di consolidare i materiali e curare ogni singola parte delle tubazioni, azzerando la formazione di arricciature e dopositi di materiale.

Oltre ai dettagli costruttivi e di design citati da Claudio Salomoni, è stato ridisegnato il sistema di blocco del reggisella. La vite lavora diagonalmente e l’intero blocchetto è integrato nel nodo sella (la vite di chiusura è posta nel rinforzo tra piantone ed orizzontale). Il seat-post è sfinato, ma non è rotondo ed ha una sorta di disegno a goccia. Supporta una luce con batteria ricaricabile e lo stesso supporto può essere utilizzato come portanumero. Due gli arretramenti disponibili, 15 millimetri oppure zero off-set.

Una brugola, due asole, doppia possibilità di posizionare il support del deragliatore
Una brugola, due asole, doppia possibilità di posizionare il support del deragliatore

Corone fino a 56 denti

L’attacco del deragliatore non è più rivettato e mobile. Tutta la zona è più leggera rispetto al passato e meno soggetta a stress. Il doppio posizionamento del deragliatore dà modo di supportare corone fino a 56 denti (in ottica WorldTour non è un dettaglio banale).

Rimanendo nella zona della trasmissione, c’è un forcellino sagomato che supporta il bilanciere posteriore. E’ intercambiabile e presenta una sorta di sbalzo all’interno (ricorda quelli UDH, ma è disegnato da Wilier). Ottima scelta, perché il suo disegno tiene lontana la catena dai foderi del telaio e lo stesso forcellino non è soggetto a rotazione. Inoltre, così come è disegnato permette di risparmiare un foro, che andrebbe rinforzato.

Bici sviluppata a braccetto con il Team Groupama-FDJ (foto Wilier)
Bici sviluppata a braccetto con il Team Groupama-FDJ (foto Wilier)

Nuovo concetto per le geometrie

La geometria della nuova Wilier Verticale SLR è completamente differente dalla Zero SLR e dalla Filante SLR, sviluppata grazie alla collaborazione con il Team FDJ-Groupama. Se lo stack (a parità di taglia) è rimasto quasi invariato, il reach è stato modificato profondamente, concentrandosi sul binomio telaio/manubrio.

In linea generale la Verticale SLR nelle taglie più piccole è stata accorciata, mentre per le misure più grandi è stata allungata leggermente. E’ bene considerare che questo nuovo progetto nasce per la competizione, quindi le valutazioni finali partono sempre dalle posizioni più aggressive del corridore.

Cockpit integrato, non solo questione di flare

Un manubrio integrato che colpisce non poco grazie alla sagoma non usuale, bella da vedere e capace di completare il pacchetto Verticale. Un monoblocco in carbonio da 310 grammi dichiarati, dove tutto scorre internamente.

Tra la sezione superiore dove appoggiano i polsi (ed i manettini del cambio) ed i terminali bassi ci sono 3 centimetri di differenza (ad esempio 37 sopra e 40 centimetri sotto, oppure 39 e 42). Ma è la sezione centrale della piega a fare la differenza, con una sorta di gomito che agevola la presa ribassata e lo scarico della forza in fase di sprint e rilancio. Efficiente e funzionale.

Tanta componentistica Miche

Miche è entrata a fare parte del portfolio Wilier, non è un segreto. Sulla Verticale SLR è montato il movimento centrale Miche Integrale RD sviluppato in collaborazione con CeramicSpeed. Scorrevolissimo e rigido, capace di influire in modo positivo sulla rigidità della stessa scatola centrale. Ottima soluzione. Tutte le versioni della Verticale SLR portano in dote le ruote Miche Kleos, versioni standard oppure le top di gamma RD.

Miche ha sviluppato e dedicato al nuovo manubrio una prolunga per il computerino, con il braccetto che si innesta frontalmente e all’interno del cockpit. Pulito, elegante e un altro componente che permette di risparmiare grammi, per un kit telaio Verticale SLR (telaio, forcella e reggisella, manubrio e serie sterzo, viteria inclusa e nella taglia media), con un valore dichiarato alla bilancia di soli 1.669 grammi.

Versioni e prezzi

Le taglie sono 6: xs e s, m e l, xl e xxl. Le combinazioni cromatiche 4, per un totale di 7 allestimenti ai quali si aggiunge il frame-kit (5800 euro di listino). L’allestimento con la trasmissione Shimano Dura Ace è disponibile con e senza power meter, con le ruote Miche Kleos RD36. I prezzi di listino sono rispettivamente di 13.000 e 12.200 euro. Si passa all’allestimento con il nuovo Sram Red AXS e Quarq incluso (con ruote Kleos RD) ad un listino di 13.000 euro. Il montaggio con il Campagnolo Wireless e ruote Miche Kleos RD ha un valore di listino di 13.400 euro.

Tre le versioni che hanno le ruote Kleos standard. Quella con Ultegra Di2 e Sram Force AXS, con o senza misuratore di potenza. I prezzi ufficiali sono rispettivamente di 9.900, 10.400 e 9.900 euro.

Wilier

Eccola: è la Wilier Filante SLR 2024 della Groupama-FDJ

01.01.2024
4 min
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«Per tutti gli appassionati di ciclismo, e anche per noi di Wilier, la bicicletta rappresenta l’essenza di questo bellissimo sport. E’ parte della nostra mission realizzare dei prodotti che non solo siano performanti e tecnologicamente avanzati, ma che sappiano emozionare…». E’ con queste parole, una personale dichiarazione d’amore nei confronti della bici e del ciclismo, che Wilier Triestina ufficializza oggi la nuova livrea speciale della bicicletta – il modello è il Filante SLR – che il team francese Groupama-FDJ utilizzerà nel corso dell’imminente stagione agonistica 2024.

«La nuova partnership con il team Groupama–FDJ – ha dichiarato Michele Gastaldello, CEO e responsabile del prodotto Wilier Triestina – è motivo di grande orgoglio per noi e uno dei focus principali di questa collaborazione è la parte di ricerca e sviluppo prodotto. Aver incontrato uno staff di ingegneri di primissimo livello ci ha galvanizzato e già da metà stagione vedrete i primi risultati di questa importante collaborazione. Ma rimanendo sulla più stretta attualità, per il 2024 appena iniziato ci sarà Filante SLR ad accompagnare gli atleti del team: un mezzo polivalente, altamente performante, senza dubbio il modello di punta della nostra gamma road performance».

«La livrea – ha continuato – è chiaramente un tributo ai colori del team ed alla bandiera francese, ma abbiamo voluto farlo con un tocco di novità, con una tipologia di decal nuova, che introduce un effetto di finto vissuto nella grafica, se vogliamo in linea con i trend di moda e abbigliamento. Il colore alla base è bianco. Finalmente abbiamo avuto l’occasione di sfatare il falso mito che una bici a base bianca è una bici più pesante delle altreFilante SLR in configurazione team, con pedali, porta borraccia, ruote con profilo da 50mm, ciclo computer, in taglia M, pesa 7,2 chilogrammi. Niente male per una bicicletta aero…».

Per il 2024 il team WorldTour francese correrà su bici Wilier Triestina
Per il 2024 il team WorldTour francese correrà su bici Wilier Triestina

Visibilità… commerciale

«E’ stata una grande soddisfazione ricevere in prima persona i feedback entusiasti dei corridori su Filante SLR al ritiro di Calpe di dicembre – ha aggiunto Enrico Gastaldello, CEO e direttore commerciale Wilier Triestina – e soddisfare al meglio le esigenze dei corridori World Tour è professionalmente davvero molto appagante. Siamo davvero felici di aver iniziato al meglio questa collaborazione, e sono personalmente sicuro che anche a livello commerciale questa partnership ci porterà molta visibilità a livello internazionale. L’obiettivo che abbiamo è doppio: consolidare la presenza sui nostri mercati di riferimento e crescere in quelli dove ci sono delle ottime potenzialità, ancora inespresse. Vogliamo far crescere e far conoscere il nostro brand e con i ragazzi capitanati da Marc Madiot sentiamo di essere sulla strada giusta».

Durante il primo ritiro invernale, i corridori della Groupama-FDJ hanno preso confidenza con la Filante SLR
Durante il primo ritiro invernale, i corridori della Groupama-FDJ hanno preso confidenza con la Filante SLR

Le prime impressioni di Gaudu

«Ho provato Filante SLR per la prima volta durante il training camp di Calpe – ha dichiarato David Gaudu, uno dei capitani della Groupama-FDJ – e questa sarà la bicicletta con cui affronteremo la stagione 2024. C’è sempre una certa eccitazione nel salire su un mezzo nuovo. Ho visto per la prima volta la bici ad ottobre, ma questa volta ho potuto provarla direttamente e utilizzarla per oltre dieci giorni consecutivamente.

«I primi test hanno dato subito buoni riscontri dato che sono riuscito subito a trovare la corretta posizione in sella per avere il giusto feeling. Nelle sezioni pianeggianti, la bici risponde immediatamente ai cambi di ritmo, è molto leggera ed estremamente maneggevole all’avantreno. E’ molto facile impostare le linee che vuoi seguire, ed è più versatile della biciclette che avevamo nella stagione precedente, ma senza perdere in leggerezza. Wilier ha fatto davvero un ottimo lavoro con questa bici».

La Wilier Filante SLR 2024 in dotazione al team Groupama-FDJ monta un manubrio Zero Bar, un gruppo completo Shimano Dura-Ace, ruote Shimano Dura-Ace C50, copertoni Continental Grand Prix 5000 TT, sella Prologo Scratch M5, porta borraccia Elite Vico Carbon, pedali sempre Shimano Dura-Ace e nastro manubrio Prologo Q.

Wilier Triestina

Koralie x Wilier 0 SLR: fusione perfetta tra arte e ciclismo

02.12.2023
3 min
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Si chiama Koralie x Wilier 0 SLR ed è il nuovo progetto unico ideato da Wilier Triestina nel quale arte e sport si fondono in un connubio unico, per celebrare un telaio iconico della stessa marca vicentina: il modello 0 SLR.

La Wilier 0 SLR Unico plasmata dall’estro artistico di Koralie, una talentuosa artista francese originaria della suggestiva Provenza, rappresenta un omaggio alla gioia di percorrere in bicicletta le strade più affascinanti della Francia. Non a caso, è proprio dalla Provenza che si scorge l’imponente vetta del Monte Ventoux: un vero e proprio simbolo di quel territorio. Ma anche a Biarritz, l’attuale dimora di Koralie, l’Oceano permea il paesaggio con tonalità blu intense, riflesso nei suoi disegni e nelle sue opere, mentre più a est si delineano i profili dei Pirenei: una fonte immediata di ispirazione per tantissimi appassionati ciclisti…

La Provenza e la costa atlantica trasmettono un messaggio chiaro: è possibile godersi il ciclismo con un sorriso sulle labbra. Ammirando ciò che si trova a breve distanza e trascorrendo giornate pedalando, ma anche cogliendo l’ispirazione per affrontare le leggendarie salite del Tour de France, così vicine e impregnate delle gesta dei grandi campioni. La libertà nel ciclismo è proprio questa: la possibilità di decidere ogni giorno cosa chiedersi e quale sfida affrontare. E questo, nell’opera unica di Koralie, rappresenta il più profondo significato: l’incontro libero e vivace tra l’arte e l’esplorazione in bicicletta dei luoghi più incantevoli della Francia.

Un omaggio al ciclismo e alla Francia

Koralie, con le sue radici provenzali, incarna non solo un’artista di talento ma anche una ciclista appassionata. La sua esperienza a Montpellier, crocevia di influenze culturali, ha plasmato il suo approccio all’arte e alla vita stessa. Le strade sinuose della Provenza, con i loro paesaggi che attraversano campi di lavanda, vigneti e affascinanti città medievali, hanno forgiato la sua prospettiva artistica.

La Wilier 0 SLR Unico, frutto della collaborazione tra Koralie e Wilier Triestina, è un vero e proprio capolavoro. Ogni linea, colore e dettaglio riflette l’amore per la Francia e il ciclismo. La connessione tra arte e sport in questa bicicletta non è solo superficiale ma profondamente radicata nell’essenza stessa dell’esplorazione. La libertà del ciclismo si riflette nel messaggio di Koralie: ogni pedalata è un’opportunità per scoprire, esplorare e affrontare sfide. Nella sua opera, si cela la fusione vibrante tra l’arte e l’esplorazione. Queste due discipline creano un legame indissolubile tra la bellezza delle creazioni artistiche e l’avventura che si vive pedalando attraverso i luoghi più affascinanti di Francia.

Il telaio realizzato dall’artista Koralie per Wilier Triestina
Il telaio realizzato dall’artista Koralie per Wilier Triestina

Questa connessione tra l’artista, la bicicletta e i luoghi iconici della Francia rafforza il concetto che lo sport e l’arte non sono entità distinte, ma si intrecciano armoniosamente, ispirandosi reciprocamente per creare esperienze uniche e indimenticabili. La Wilier 0 SLR, divenuta un’opera d’arte funzionale grazie all’estro di Koralie, incarna questa fusione, trasformando ogni pedalata in un viaggio artistico attraverso la Francia.

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