Valcismon: megastore e nuova immagine corporate

16.12.2021
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Manifattura Valcismon, il gruppo industriale bellunese al quale fanno capo i brand Castelli, Sportful e Karpos, ha recentemente inaugurato a Seren del Grappa (presso il Rondò Santa Lucia) un bellissimo quanto… avveniristico “megastore”. All’evento inaugurale, rigorosamente su invito, hanno partecipato istituzioni, autorità, giornalisti, personaggi del mondo della televisione e dello sport, oltre ad amici veri della famiglia Cremonese.

A tagliare simbolicamente il nastro di questo store multi-brand è stato Giordano Cremonese – il fondatore – mentre a fare gli onori di casa ci hanno pensato i figli Alessio e Alberto. I due sono rispettivamente Amministratore delegato e Presidente del gruppo Manifattura Valcismon. Assieme a Massimiliano Monti, membro sia del CdA quanto di Equinox: il Fondo entrato nel capitale societario dal 2019.

All’inaugurazione era presente anche il fondatore Giordano Cremonese
All’inaugurazione era presente anche il fondatore Giordano Cremonese

Il sogno diventa realtà…

«Finalmente – ha dichiarato Alberto Cremonese, Presidente del Gruppo Manifattura Valcismon – quello che dieci anni fa sembrava un sogno oggi si realizza e diviene realtà. Nata come semplice filanda, e localmente conosciuta come La Sportful, in 75 anni di attività Manifattura Valcismon è divenuta un riferimento globale per quanto riguarda l’abbigliamento tecnico sportivo per il ciclismo.

Oggi siamo presenti in 75 paesi nel mondo, con oltre 250 dipendenti e attraverso sei partecipate. Ci è sembrato doveroso esprimere questo percorso di crescita anche attraverso una nuova immagine corporativa».

«Uno dei driver di questa crescita – ha ribattuto Massimiliano Monti, advisor del Fondo Equinox – è la strategia del gruppo. In cui si inserisce il progetto del nuovo MVC Store. Quest’ultimo rappresenta sia un vero e proprio hub per gli sportivi quanto un luogo ideale per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio feltrino».

Col tempo a Sportful si sono affiancati altri due brand di assoluto valore come Castelli e Karpos
Col tempo a Sportful si sono affiancati altri due brand di assoluto valore come Castelli e Karpos

Un punto d’incontro per gli sportivi

Come anticipato, hanno approfittato di questa importante occasione per salutare la famiglia Cremonese anche alcuni importanti campioni dello sport. Tra cui: Juri Chechi, Gabriella Paruzzi, Silvio Fauner, Antonio Rossi, l’alpinista Marco Confortola, oltre a personaggi della televisione come Red Canzian e Marino Bartoletti.

Il nuovo MVC Store – progettato e realizzato con criteri di sostenibilità ambientale ed energetica – è stato concepito, anche in virtù della sua posizione strategica, per diventare un vero e proprio punto d’incontro interregionale per gli appassionati di sport all’aria aperta: ciclismo, alpinismo, arrampicata e sci di fondo su tutti.

La superficie complessiva del “negozio” è di 1.500 mq (!), sono state previste docce e spogliatoi e addirittura delle colonnine per la ricarica delle e-bike. Il MVC Store è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 fino alle 20. Il sabato e la domenica orario continuato, dalle 9 fino alle 20.

MVCGroup

Sportful, 10 anni con Sagan: amicizia, famiglia e buoni affari

03.12.2021
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Dieci anni di contratto tra Sportful e Peter Sagan. Quando mai si è visto un accordo di sponsorizzazione così lungo? Qualcuno pensa che fra dieci anni Peter sarà ancora in sella? Decisamente no, la data del ritiro pare sia stata già stabilita e non è così lontana. Il discorso va spostato davvero sulla sfera dell’amicizia, come si legge nel comunicato attraverso le parole di Dario Cremonese e quelle che abbiamo raccolto di suo fratello Alessio?

«Il rapporto con Peter è sempre stato prima umano e poi professionale – dice Dario Cremonese – legarci a lui è un passo importante ma del tutto naturale per chi sa che tipo di relazione Peter ha con l’azienda, tanto con la proprietà quanto con i suoi dipendenti. E’ sempre un piacere accoglierlo fra di noi e sapere che potremo farlo per i prossimi dieci anni è un orgoglio e un privilegio».

«Peter – gli fa eco Alessio, Ceo dell’azienda – sta rappresentando ed ha rappresentato un modo di vivere il ciclismo dove si può essere vincenti pure quando non si è vinto. Questo lo ha fatto arrivare sia al pubblico del ciclo, ma anche ai meno vicini al nostro mondo. Credo che anche una volta sceso dalla bici, possa continuare a mandare questo bellissimo messaggio».

Un po’ di storia

Sportful come pure Castelli fanno capo alla Manifattura Valcismon, di proprietà della famiglia Cremonese. Un po’ di storia non guasta. Il gruppo nasce nel 1946 dall’idea di Olindo e Irma Cremonese, che partono dai filati di lana per approdare negli anni alla produzione di intimo di qualità. Nel 1972 la prima svolta. Giordano Cremonese, figlio dei fondatori, prende in mano l’azienda ed essendo appassionato di sci di fondo, ma non avendo l’abbigliamento giusto, crea una tenuta elasticizzata che supera gli standard di comfort e prestazione dei capi in lana. Il marchio Sportful nasce proprio così e già l’anno successivo viene messa a punto una linea di abbigliamento per lo sci di fondo. La prima disegnata appositamente per il ciclismo è invece datata 1985. L’acquisizione del marchio Castelli è più recente ed è datata 2003.

L’azienda, in cui nel 2019 è entrato al 40 per cento il fondo Equinox, è oggi gestita e amministrata dai quattro figli di Giordano Cremonese – Alessio, Alberto, Dario e Gioia – e nonostante numeri da prima della classe ha mantenuto al centro la crucialità dei rapporti umani. Per capirci, pare che alla base della chiusura della collaborazione fra Castelli e il Team Ineos, che negli anni ha dato vita a risultati importanti di cui ha beneficiato anche la nazionale italiana, ci sia stata proprio la scarsa empatia fra i vertici del team britannico e l’azienda-famiglia.

Sagan presta da anni la sua immagine al brand, che ne ha colto la credibilità (foto Sportful)
Sagan presta da anni la sua immagine al brand, che ne ha colto la credibilità (foto Sportful)

Visite in azienda

Alla luce di questo, è credibile che dietro la scelta di legarsi a Sagan per così tanto tempo ci sia davvero l’affinità personale. Eravamo presenti a Feltre quando venne lanciata la linea di abbigliamento intitolata allo slovacco ed era evidente che Peter fosse davvero nel suo ambiente. E non stentiamo a credere che amicizia e solidarietà siano valori importanti per dirigenti che nel periodo del lockdown hanno raccolto circa 200 mila euro dalle risorse personali, intervenendo così in appoggio ai dipendenti.

«Quando abbiamo fatto l’accordo – spiega Federico Mele, Head of Global Marketing dell’azienda – non abbiamo guardato agli affari. Non si va avanti soltanto con i numeri, ma anche guardando il lato umano. Peter era già un nostro testimonial, ma soprattutto fa ormai parte della famiglia. Quando viene in azienda si ferma a parlare con tutti, con i Cremonese ma anche con i dipendenti. Vive momenti molto familiari. Il suo contributo inoltre è anche tecnico. I suoi feedback sono importanti. Uno che ha vinto tre mondiali, un Fiandre e la Roubaix sa quali indicazioni dare».

Concluso il contratto con la Bora, Sagan si sposta con bici e abbigliamento alla TotalEnergies (foto Sportful)
Concluso il contratto con la Bora, Sagan si sposta con bici e abbigliamento alla TotalEnergies (foto Sportful)

Sagan e sponsor

L’aspetto più interessante e singolare della vicenda è tuttavia legato alle sponsorizzazioni di squadra. Prendere Sagan ha un costo. Si paga il suo ingaggio, si prendono gli uomini del suo entourage e poi ci sono i suoi sponsor. Il passaggio alla Team TotalEnergies ha visto lo spostamento contemporaneo delle bici Specialized e ovviamente di Sportful. Ma cosa succede se ad esempio la nuova squadra ha già un contratto in essere con un fornitore di abbigliamento?

«Peter ha un contratto con Sportful – spiega Federico Mele – per cui la squadra che lo vuole sa che dovrà prendere anche il suo sponsor. Nel ciclismo i contratti di sponsorizzazione tecnica durano di solito un paio di stagioni, non sono mai lunghissimi. Ma è chiaro che se vogliono Sagan e hanno un contratto in essere, starà alla squadra trovare il modo di risolverlo o comunque gestire la situazione».

Una situazione ben strana, a pensarci bene, che ribalta i rapporti tecnici all’interno delle squadre. Non è più il corridore a doversi adattare ai materiali offerti dal team, ma il team e tutti i suoi atleti a passare su quelli portati in dote dal nuovo corridore.

Colpo d’occhio alternativo per la Roubaix vinta nel 2018. Anche Sportful sul podio
Colpo d’occhio alternativo per la Roubaix vinta nel 2018. Anche Sportful sul podio

Come Contador e Cancellara

La singolarità del contratto Sportful-Sagan, si diceva, sta anche e soprattutto nella durata decennale.

«Non abbiamo alcun rapporto così lungo – aggiunge Federico Mele – anche se con alcuni, come Paolo Bettini l’azienda ha una relazione che si protrae da anni. C’è una bella amicizia anche con Daniel Oss. Allo stesso modo, nello sci di fondo c’è un rapporto molto importante con Dorothea Wierer e con Federico Pellegrino. Ci teniamo molto a tenerli vicini, perché sono portatori degli stessi valori in cui crediamo come azienda. E tornando a Peter, i dieci anni sono una dimostrazione di fiducia e la conferma che non si guarda solo al lato della prestazione sportiva, ma anche e soprattutto al lato emozionale dello sport. Ci sono campioni che non passano mai, come Contador e Cancellara, che hanno smesso ma hanno ancora una voce potente. Crediamo che Peter sia uno di loro».

Così nel 2019 ha festeggiato la settima maglia verde del Tour (foto Sportful)
Così nel 2019 ha festeggiato la settima maglia verde del Tour (foto Sportful)

Lo sbarco in Francia

E poi c’è l’aspetto legato al marketing, perché si tratta pur sempre del rapporto fra un’azienda e un testimonial, il cui ruolo è diffonderne il nome grazie alla sua popolarità.

«Ma non abbiamo scritto l’elenco dei suoi impegni – chiarisce subito Federico Mele – non abbiamo la necessità di farlo, vista la disponibilità che ha sempre dimostrato. Tolto il periodo del Covid in cui gli atleti erano irraggiungibili, nell’ultimo mese ci siamo visti tre volte, poi inizieranno le corse e rispetteremo i suoi tempi. Sbarcare con lui in Francia significa entrare in uno dei cinque mercati per noi più interessanti, dove dobbiamo e possiamo crescere. Il team francese, che peraltro ha anche interessi in Spagna, è un’opportunità, dopo essere stati con lui in uno tedesco. Ma ripeto, dietro questo accordo c’è la voglia di avere Peter con noi a prescindere da quello che ci potrà dare. Sembrerà anche strano, ma quando si è proposto di fare questa cosa, lo scopo era ed è ancora esattamente questo».

Sportful, freddo e acqua non ci terranno lontani dalla strada

16.10.2021
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Per temperature rigide e maltempo bisogna affidarsi a prodotti performanti e di qualità. Ecco tre proposte di Sportful per queste condizioni avverse che faranno da contorno agli allenamenti invernali di ogni ciclista. E se già il kit fornito ai professionisti è un’ispirazione per chiunque pedali, quel che segue alza ancora l’asticella. La Fiandre Medium Jacket, una giacca tecnica invernale che non teme l’acqua. E infine le calzamaglie: Fiandre Bibtight e Fiandre Norain Team Bibtight per proteggere le gambe dal freddo e dalle intemperie. 

Fiandre Medium Jacket

Uno strato in più per spingere contro il freddo, è questo l’obiettivo di Fiandre Medium Jacket. Una giacca adatta quando la temperatura scende, ma la voglia di salire in sella rimane. Frontalmente presenta uno strato in Goretex Infinium, sul retro invece un tessuto traspirante NoRain, con dettagli idrorepellenti lungo tutta la giacca. Le tasche hanno fori anti-acqua per proteggere gli oggetti personali.

Il tessuto nella parte superiore del collo, polsi e coda, è trattato con water-repellent. Comfort di utilizzo assicurato per vestibilità, grazie ai dettagli come il colletto doppio. Disponibile in 4 colori per 6 taglie da S a 3XL ad un prezzo di 189,90 euro. 

Fiandre Bibtight

La calzamaglia Fiandre Bibtight è adatta a ogni condizione invernale. La membrana in Polartec Neoshell è stata applicata su punti strategici come fondo gamba e ginocchio, per consentire massimi livelli di protezione ed elasticità. Il capo ha uno spessore importante sulle gambe, ma leggero sul busto per accogliere meglio la termicità della giacca invernale.

Prezioso e funzionale il trattamento NoRain contro ogni imprevisto meteo. In corrispondenza della giacca la rete è leggera per favorire la traspirazione degli indumenti della parte alta. Disponibile in 6 taglie da S a 3XL ad un prezzo di 169,90 euro. 

Fiandre Norain Team Bibtight

Un altro modello di calzamaglia ideata per la pioggia e non solo è Fiandre Norain Team Bibtight. Il tessuto termico spazzolato NoRain è trattato con esclusive nanotecnologie. Molto traspirante, non trattiene il calore nelle giornate secche e il suo trattamento idrorepellente è in grado di tenere fuori pioggia, neve bagnata e schizzi sollevati in corsa. In condizioni di bagnato estremo, non assorbe l’acqua e tiene più caldi. Ideale per uscite non inferiori ai 5°C, il capo ha un peso contenuto di 235 grammi. Disponibile in 6 taglie da S a 3XL ad un prezzo di 119,90 euro. 

sportful.com

enough cycling collective: i partner? Sono veri amici!

31.07.2021
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Sportful, Campagnolo, Fulcrum, Pirelli, Met, Elite, f’izi:k, Alba Optics, Komoot, 3T, Miss Grape, Milkit, Scavezzon e Tony Spray. Eccoli, sono loro i partner tecnici – e che partner tecnici – che affiancano e supportano il progetto enough cycling collective. 

E per comprendere cosa significhi essere parte del “collettivo” enough cycling, ovvero cosa voglia dire far parte di questo gruppo ciclistico che in poco tempo ha fatto molto parlare di sé, è senz’altro indicativo leggere il “manifesto” del team pubblicato sul sito ufficiale.

Si viaggia, si esplora, si gareggia

«Siamo un gruppo di persone matte – è chiaramente e orgogliosamente riportato – con alcune cose in comune, e la più importante è che ci piace pedalare! Alcuni di noi hanno viaggiato attraverso l’Italia con un cane nel carrello, altri hanno vinto gare tra i professionisti in passato. Alcuni di noi sono pazzi abbastanza da partecipare a gare di endurance, altri a delle Gran Fondo. Poi ci sono quelli che di gare non ne hanno mai fatte… Andiamo in bici perché pensiamo sia abbastanza per sentirci appagati. Esploriamo e gareggiamo. Ci divertiamo e soffriamo. Ci spingiamo oltre ai nostri limiti e ce la prendiamo comoda. Pedaliamo in gruppo e da soli. Pedaliamo su strada e pedaliamo off-road. Viaggiamo nelle aree più remote ed esploriamo i dintorni di casa.

«Crediamo che pedalare sia il miglior modo per esplorare il mondo e allo stesso tempo guardarsi dentro. Pensiamo che il ciclismo non sia molto ma sia già abbastanza per sentirsi vivi e in pace con se stessi. enough cycling collective è iniziato con otto persone ma non è di nessuno. Anzi, è di tutti. Ognuno ha il suo concetto di abbastanza e quello di limite. Ognuno ha quelle cose di cui vorrebbe dire che ne ha abbastanza e altre di cui invece non ha mai abbastanza. Tutti sono enough, nessuno escluso».

Un nuovo modo di condividere la passione

Il gruppo di  enough cycling collective si ritrova per pedalare assieme e per vivere assieme moltissime esperienze da condividere su due ruote – ma anche sui profili social ufficiali dove sono molto attivi – come avvenuto ad esempio in occasione della recente NOVA Eroica a metà luglio a Buonconvento (Siena).

«Il nostro collettivo può contare sul supporto di molte aziende partner, pressoché tutte italiane e di primissima fascia. Noi, come loro, pensiamo al ciclismo nello stesso modo, ma soprattutto ogni tanto pedaliamo con loro e magari ci beviamo una birra insieme. Ecco perché ci piace chiamarli amici più che partner… Non conta molto quello che ci forniscono. Quello che ci importa è quanto siano convinti di un nuovo approccio al ciclismo. E di come credono che possiamo fare cose semplici ma grandi. Insieme. Alcuni sono nuovi amici, altre vecchie conoscenze. Non vediamo l’ora di vedere cosa ci proporranno prossimamente. Possiamo dire che abbiamo un gruppo di amici abbastanza incredibile per andare là fuori a divertirci?».

enough

Supergiara Sportful

Sportful Supergiara, la linea per gli amanti del gravel

09.04.2021
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Il gravel si sta evolvendo non solo per quanto riguarda le biciclette, ma anche negli accessori e nell’abbigliamento. E’ così che Sportful presenta la seconda versione della maglia e del pantaloncino Supergiara.

Aero e traspirante

Partiamo dalla Supergiara Jersey, una maglia a maniche corte realizzata con il tessuto poliestere DR tridimensionale che è dotato di una struttura che aumenta la traspirabilità rimanendo elastico e quindi favorendo la comodità. Il fitting aerodinamico ben aderente al corpo ne fanno una maglia adatta a chi piace essere competitivo anche sulle bici gravel.

Supergiara Gialla
La maglia Supergiara vanta un tessuto molto traspirante
Supergiara gialla
La maglia Sportful Supergiara è realizzata con un tessuto molto traspirante

Le tasche raddoppiano

Una caratteristica importante della Supergiara la troviamo nella parte posteriore, infatti capita spesso di vedere maglie dedicate al gravel con le tasche aggiuntive poste sui lati. Sportful ha optato per raddoppiare le tasche nella parte posteriore. Il ciclista può contare su sei tasche! Questo risultato è stato ottenuto grazie a degli inserti interlock 100% poliestere, che fanno in modo che le tasche non si deformino anche quando sono piene. Inoltre, è stato aggiunto un nastro grip sul fondo maglia che la tiene stabile anche sui sentieri accidentati. La zip lunga YKK permette di aprire e chiudere la maglia a proprio piacimento in base alle condizioni climatiche.
Una caratteristica che va nella direzione della sicurezza è la presenza di elementi reflex sulle spalle, sui fianchi e sul retro della maglia.

Sportful Supergiara tasche posteriori
Le sei tasche nella parte posteriore
Sportful Supergiara tasche posteriori
La Supergiara è dotata di ben sei tasche nella parte posteriore

Per le uscite lunghe

I Supergiara Bibshort hanno un fitting piuttosto racing e sono realizzati con un tessuto molto elastico e resistente alle abrasioni e alle cadute, che nel gravel possono essere più frequenti rispetto alla strada. Le qualità dei tessuti uniti al taglio da gara ne fanno un capo perfetto anche per chi vuole affrontare lunghe distanze sulla strada. Un’altra caratteristica che rende i Supergiara Bibshort adatti alle uscite lunghe è la presenza di due tasche posteriori e di una tasca laterale in rete sulla gamba sinistra. In questo modo il ciclista avrà ulteriore spazio dove riporre barrette, gel e altri oggetti.

Tasca laterale pantaloncino Supergiara
La tasca laterale del pantaloncino Supergiara
Tasca laterale pantaloncino Supergiara
Il pantaloncino Supergiara è dotato di tasca laterale sulla gamba sinistra

Fondello dedicato

Sportful ha lavorato molto sul fondello dotando i Supergiara del DMS. Un fondello specifico per il gravel, che unisce diversi livelli di densità e una forma più ridotta rispetto ad altri modelli dedicati al settore strada. Anche il posizionamento è stato studiato specificatamente per il gravel in modo che combaci con la posizione del corpo e con i movimenti che si fanno quando si è su strada sconnesse.
Come per la maglia anche per i pantaloncini sono presenti diversi inserti riflettenti sui lati delle gambe.

Completo Sportful Supergiara
La maglia e il pantaloncino Supergiara sono disponibili in diversi colori
Completo Sportful Supergiara
La maglia Supergiara è disponibile in cinque colori mentre il pantaloncino in tre colori

Prezzi e colori

Infine, diamo uno sguardo ai prezzi e ai colori disponibili. Per quanto riguarda quest’ultimi, per la maglia sono disponibili cinque colori: Black, Blu Sea, Blu Sky, Red Rumba e Yellow. Mentre per i pantaloncini abbiamo tre colori: Black, Cacao e Red Wine.

Il prezzo della maglia Supergiara è di 99,90 euro, mentre i pantaloncini si attestano a 139,90 euro.

sportful.com

Fiandre Pro Jacket, ecco perché alla Bora lo adorano

12.03.2021
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Come viene utilizzata dai corridori professionisti della Bora-Hansgrohe il giubbino Fiandre Pro Jacket che nasce per affrontare le condizioni climatiche peggiori come freddo, vento e pioggia?

Questo capo di abbigliamento prodotto da Sportful, in due configurazioni e diversi…pesi (leggero e pesante, manica lunga e manica corta) è confezionato con un tessuto di ultima generazione: il Polartec Neoshell, con minime cuciture termonastrate. Il risultato che si ottiene utilizzando questo innovativo prodotto è quello di mantenere il massimo della protezione coniugata a traspirabilità ed elasticità.

Cesare Benedetti e il suo Fiandre a manica corta
Cesare Benedetti e il suo Fiandre a manica corta

Per approfondire questo discorso abbiamo deciso di sentire un corridore del team Bora-Hansgrohe, vale a dire Cesare Benedetti, esperto corridore trentino, che vanta una vittoria di tappa al Giro d’Italia e che attualmente è impegnato in Francia, alla Parigi-Nizza.

Come sta andando la corsa?

Non male, stiamo inseguendo la vittoria con Ackermann. Ieri è arrivato terzo. La tappa è stata un po’ monotona, senza fuga. I primi cento chilometri siamo andati piano.

Fa freddo tra l’altro, immaginiamo che vi dobbiate coprire bene…

Sì, per fortuna siamo ben riforniti con i materiali.

Quale giubbino termico state utilizzando?

Utilizziamo il Fiandre di Sportful dato che è il nostro sponsor. Io non lo indosso solo quando piove. Durante l’inverno per allenarmi lo utilizzo piuttosto di indossare vari strati di indumenti. Quando il clima è freddo, lo prediligo.

Se il clima è incerto, alla partenza di una corsa, preferisci indossarlo oppure aspetti che piova per metterlo?

La maggior parte delle volte parto con la gabba, anche se non piove, quando fa freddo è utile ugualmente. Qui in Francia ad esempio la stiamo utilizzando nonostante non abbia piovuto. Oggi a metà gara le ho raccolte dai miei compagni di squadra e le ho riportate in ammiraglia

Benedetti ha utilizzato un termine da anni gergale fra i corridori. In effetti la Gabba è un capo di abbigliamento prodotto da Castelli a partire dal 2010 e poi esportato per concezioni anche nella produzione di Sportful che, come Castelli, fa riferimento alla Manifatture Valcismon di Fonzaso.

Nella borsa del freddo è indispensabile averlo…

Nella borsa del freddo io ne ho tre: uno a maniche lunghe, uno a maniche corte e uno un po’ più leggero sempre a maniche corte.

Ne avete di vari tipi, questo vi garantisce una copertura completa?

Sì, alla fine ne abbiamo due a maniche corte che possiamo tranquillamente alternare in base alle condizioni atmosferiche, in più per quando fa molto freddo ne abbiamo una a maniche lunghe.

Che differenza c’è tra le due a maniche corte?

Semplicemente una è più imbottita dell’altra. L’utilizzo è comodo perché non si limita alla sola pioggia, bensì se sento freddo e al tempo stesso non voglio sudare eccessivamente, utilizzo quella più leggera.

Pensi che abbia sostituito la tradizionale mantellina?

Sicuramente ne ha limitato l’uso perché adesso con il Fiandre si hanno notevoli vantaggi rispetto alla mantellina, però è anche vero che se piove forte si utilizzano entrambi.

Che differenza c’è tra questo giubbino e mantellina?

Il Fiandre è più aderente, si modella perfettamente al corpo. La mantellina talvolta fa l’effetto paracadute, questo in discesa e in pianura ti penalizza.

Quindi si traggono vantaggi soprattutto aerodinamici?

Esattamente, è un bel passo avanti. Anche per il sudore perché la mantellina ti isola di più, il Fiandre invece si presta meglio agli sforzi.

Le condizioni migliori per utilizzarla sono le mezze stagioni?

Sì, freddo e temperature miste. 

Che programmi hai per le prossime corse?

Sono in lista per la Sanremo, poi dovrei fare il giro dei Paesi Baschi. Ecco vi dico che in quella corsa sicuramente servirà il Fiandre perché nel Nord della Spagna piove spesso, i percorsi sono misti e con la mantellina sei scomodo. Preferisco la gabba anche perché le discese sono brevi e non ci si raffredda molto. Dopo il Paesi Baschi in  programma ci sono le classiche delle Ardenne.

La tua condizione fisica attuale com’è?

Sono migliorato. Ho perso qualche giorno a gennaio perché sono stato ammalato, non per Covid, ma per una semplice influenza. Quest’inverno ho fatto molto sport alternativo, perché gli ultimi due anni ho pedalato troppo.

Benedetti e Fabbro, a Camigliatello Silano, al Giro 2020
Benedetti e Fabbro, a Camigliatello Silano, al Giro 2020
Che tipo di sport hai fatto?

Ho fatto un po’ di sci alpino, a novembre non ho praticamente toccato la bici da strada perché ho preferito la mountain bike e il trekking. 

Quindi hai utilizzato sicuramente il Fiandre…

Certo che sì, inoltre ho potuto fare allenamenti di tre ore ad alta frequenza cardiaca, in bici con il freddo è un po difficile riuscirci.

Daniel Oss Strade Bianche 2018

Daniel Oss, come ti vesti quando fa freddo?

21.01.2021
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Per pedalare bene in inverno c’è bisogno di un abbigliamento tecnico adeguato alle temperature, perché come dice anche Daniel Oss «l’inverno è la stagione più fastidiosa per andare in bicicletta». Dopo aver sentito Sonny Colbrelli, abbiamo chiesto proprio al trentino della Bora-Hansgrohe come si veste per affrontare il freddo.

Grande evoluzione

Le qualità tecniche dei capi d’abbigliamento per il ciclismo hanno avuto un’evoluzione notevole, sia per quanto riguarda i completi estivi e soprattutto quelle invernali.
«Sono professionista da tanti anni – inizia Daniel Oss – però mi sono accorto che negli ultimi anni c’è stato un grande sviluppo per quanto riguarda i materiali. Devo dire che Sportful ci fornisce tanti prodotti per coprirci dal freddo e non mi da fastidio pedalare anche con temperature vicino a zero gradi».

Oss e Sagan a Peschiera del Garda
Oss e Sagan nel primo ritiro stagionale a Peschiera del Garda (Foto Bora-Hansgrohe)
Oss e Sagan Peschera del Garda
Oss e Sagan nel primo ritiro stagionale a Peschiera del Garda (Foto Bora-Hansgrohe)

Con temperature basse

Daniel Oss è appena tornato dal primo ritiro con la squadra a Peschiera del Garda dove le temperature non sono state molto alte.
«Anche se sul Garda fa un po’ meno freddo, durante il ritiro le temperature sono state abbastanza basse, poco sopra lo zero – ci racconta Oss – e per allenarmi mi mettevo l’intimo invernale a maniche lunghe con il collo abbastanza alto. Pantaloni lunghi felpati che mi coprivano bene anche il tronco e la pancia».

Proprio la parte alta del corpo è quella che va protetta meglio, ed è anche quella dove si possono variare maggiormente le scelte in base alle temperature.
«Se ci sono più di cinque gradi metto una maglia estiva da gara – continua a spiegarci – se invece siamo sotto i cinque gradi allora opto per una maglia felpatina corta che ci viene fornita e che trovo molto utile in tante occasioni. Sopra metto la giacca Fiandre Pro che ha uno strato di pile sulle maniche e sul petto».

Daniel Oss partenza Fiandre 2020
Alla partenza del Giro delle Fiandre 2020 con orecchie, collo e mani coperte
Daniel Oss partenza Fiandre 2020
Alla partenza del Giro delle Fiandre 2020, con orecchie, collo e mani ben coperte

Vestirsi a strati

L’importante è vestirsi a strati perché in bicicletta ci sono momenti in cui si suda parecchio e altri in cui l’intensità dello sforzo è al minimo.
«Mi vesto a strati perché quando sono in salita e apro la giacca non mi arriva l’aria direttamente sullo stomaco e sul petto, ma ho sempre uno strato che mi protegge».

E se piove? «Io con la pioggia non esco – ci dice ridendo – però se ci sono quelle giornate un po’ incerte oppure con la nebbia allora mi porto una mantellina, ma in genere con il Fiandre sono ben protetto anche dall’umidità. Però è sempre meglio avere uno strato in più che uno in meno, meglio soffrire un po’ di caldo che di freddo».

Mani e piedi

Abbiamo scopeto che pur essendo un uomo di montagna Daniel Oss preferisce coprirsi un po’ di più e non si fa mancare niente.
«Copro bene anche il collo, infatti metto sempre lo scaldacollo. Felpato se siamo in inverno, più sottile se siamo in primavera o autunno. Con il freddo metto il casco aerodinamico che è più chiuso e passa meno aria e sotto ho un cappellino per coprire le orecchie. Se dovessi avere caldo lo tolgo e lo metto in tasca».

E poi ci sono le mani e i piedi, punti sensibili al freddo: «Per quanto riguarda i piedi non ho grandi problemi, metto i copriscarpe Fiandre con un calzino classico in cotone. Invece soffro di più per quanto riguarda le mani, infatti uso i guanti più pesanti di Sportful».

Daniel Oss arrivo Strade Bianche 2018
Daniel Oss all’arrivo della Strade Bianche 2018
Daniel Oss all'arrivo delle Strade Bianche 2018
Daniel Oss all’arrivo delle Strade Bianche 2018

E in gara?

Siamo abituati a vedere Oss battagliare nelle Classiche del Nord dove capita che il meteo non sia clemente. Come ci si veste in gara con il freddo?
«Uno dei segreti è cambiarsi spesso – ci dice Daniel – per esempio io che soffro alle mani metto nella borsa in ammiraglia due o tre paia di guanti di riserva. Parto sempre con le orecchie coperte e lo scaldacollo, poi quando la gara entra nel vivo li tolgo».

Giornate da ricordare

Una giornata che è rimasta nella mente del corridore trentino è la Strade Bianche del 2018, quella vinta da Tiesj Benoot: «Quel giorno avevo i pantaloncini corti felpati con i gambali lunghi, così se le condizioni cambiavano li potevo togliere. Sopra avevo l’intimo invernale a maniche corte e la maglia Classic Jersey di Sportful, che è proprio adatta a quelle giornate perché ha una leggera felpatura perfetta per correre in quelle condizioni. Ne avevo una di scorta anche nella borsa in ammiraglia. Ero così stanco che non ricordo se quel giorno i gambali li ho tolti o no!».
In generale Daniel Oss consiglia di vestirsi a strati e portarsi sempre alcuni capi di scorta da tenere in tasca o sotto la maglia principale. E in caso di grande freddo: «C’è stata una Gand Wevelgem vinta da Sagan che c’erano meno due gradi alla partenza. Quel giorno ho usato dei cerotti riscaldanti che agiscono per alcune ore. Li avevo messi sulle spalle, mani e piedi e sono stato bene»

Bora Hansgrohe, Sportful, 2021

Sportful con Sagan, a caccia di futuro

21.12.2020
6 min
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Sarà che Sagan per primo è un attore nato, ma certo ogni volta che il lancio di un prodotto Sportful riguarda lui, non è mai un lancio banale. A ben guardare il marchio veneto, riconducibile alla stessa Manifattura Valcismon che detiene anche Castelli, ha intrapreso da qualche tempo una rotta ben determinata. Se i “cugini” della maglia azzurra sono sinonimo di alte prestazioni, ricerca, Ineos e velocità, Sportful coniuga mirabilmente le qualità precedenti con un approccio “fun” al ciclismo. Meno compassato, ma non per questo meno efficace. Anzi.

Per capire meglio la situazione ci siamo rivolti a Devis Barchi che, nella sua qualità di Brand Manager, sa esattamente dove Sportful si trovi e dove voglia arrivare.

«Con Bora-Hansgrohe – dice – stiamo facendo un lavoro importante, perché riusciamo a conciliare benissimo quello che viene da noi e quello che parte da loro. Il risultato sono i prodotti che poi mettiamo sul mercato e si chiamano Aqua Pro Jacket e il nuovo Fiandre. I tedeschi sono molto attenti. Tu gli dai il prototipo e loro lo provano. Per Sportful che ha sempre lavorato con sportivi di vertice, avere un team WorldTour è importante».

E anche per Sagan quest’anno sarà Natale…
In azienda convivono l’anima dello sci nordico e quella del ciclismo. Ci sono punti di contatto?

Ci sono sicuramente linguaggi differenti, in base agli ambienti. Però in alcune situazioni ci si incrocia. In bici l’impatto con l’aria è molto più alto che sugli sci di fondo, ma la gestione del calore è molto simile. In entrambi i casi abbiamo atleti che spingono a tutta e hanno un elevato battito cardiaco, quindi hanno bisogno di capi che favoriscano la traspirazione e che garantiscano una buona ventilazione. E poi ci sono le forme. Devono essere capi confortevoli, senza tagli che limitino i movimenti. E poi c’è l’aerodinamica…

Anche nello sci?

Certo, la tuta di Chicco Pellegrino (campione del mondo 2017 nella sprint, vincitore di una Coppa del mondo e dell’argento olimpico nel 2018, ndr) passa ugualmente per la galleria del vento. E alla fine il punto di contatto c’è anche perché parecchi fondisti si trovano bene con i capi da bici che fa parte del loro programma di allenamento.

Tutti gli atleti riescono a sviluppare i prodotti?

E’ come per le bici, è un fatto di sensibilità individuale. In squadra ce ne sono alcuni che in precedenza correvano in squadre più piccole e quando ricevono la dotazione, sembrano aver scoperto il paese dei balocchi. Con loro al momento del fitting va fatta anche una spiegazione, perché magari non sanno come si usi tutto quello che gli diamo. E se invece in certe giornate di pioggia vedete atleti usare capi diversi dal loro sponsor, è perché ci sono squadre che non ritengono di dover puntare su certi capi o aziende che non li producono.

E poi c’è Sagan.

Che sembra disinteressato, ma è attentissimo. Quando gli diamo un prodotto, lo studia. Ed è poi uno di quelli che dice grazie perché la giacca che gli abbiamo dato, gli ha impedito di avere freddo fino all’arrivo della corsa. Per noi queste sono soddisfazioni che ripagano la passione che mettiamo nel lavorare con loro.

Freddo e caldo sono due gatte ugualmente da pelare?

Col freddo il problema è percepibile più rapidamente, ma anche il caldo è da gestire. Abbiamo introdotto i calzoncini in rete con un sistema di traspirazione che riguarda anche il fondello e per il Tour di solito si tira fuori il kit più leggero. Ma bisogna anche stare attenti a non esagerare e bisogna fare anche il trattamento anti UV che aumenta il potere schermante dei tessuti nei confronti delle radiazioni solari dannose per l’epidermide. Ricordate la foto di Froome con la schiena arrossata a forma di rete? Sono le cose che vogliamo evitare. Primo perché se sono costretti a usare creme protettive, si incide sulla traspirazione. E poi perché certi capi poi vanno sul mercato e la gente comune potrebbe bruciarsi di più.

Con Sagan realizzate anche una linea personalizzata, come mai?

Esatto, la Peter Sagan Line, con la nuova collezione ormai in rampa di lancio. E’ stato l’incrocio fra il suo desiderio di esprimersi e la nostra voglia di fare qualcosa di particolare. Parte da quello che lui usa normalmente e lo rielabora. Peter ha un’incredibile quantità di fan. Ci stupiamo ogni volta, ad esempio di come rispondano dagli Usa. Un 30 per cento degli ordini viene dall’America. E’ una collaborazione che nasce dal rapporto molto stretto fra lui e la famiglia Cremonese. Ha pedalato molto con noi, ma è qualcosa che va al di là della squadra.

Anche Oss si è prestato per il lancio del nuovo kit da gara Sportful della Bora-Hansgrohe
Anche Oss testimonial della campagna Sportful
Peter significa anche un’immagine più sbarazzina…

Abbiamo cercato di evolvere la comunicazione di Sportful, per differenziarci da Castelli e per individuare nuovi margini di crescita. E proprio per distinguerci, non avrebbe avuto senso puntare su immagini di Sagan in galleria del vento, non funzionerebbero. Allora si esce dalla comunicazione più classica e si punta su qualcosa di più libero. Trovare un testimonial che spontaneamente va sul podio con la maschera da motocross crea il perfetto abbinamento tra il divertimento e la passione che generano la vittoria. Perché non dimentichiamoci che Peter non è secondo a nessuno quanto ad allenamento e cura dei dettagli.

C’è qualcosa di studiato insieme oppure è ancora tutto spontaneo?

Certi atteggiamenti credo appartengano al suo essere. Quando firma un libro in salita al Tour de France, oppure fa un bunny hop o si attacca alla macchina dei tifosi perché ha perso la strada dell’albergo, quello è proprio lui e per questo è credibile.

Bora Hansgrohe, Sportful, 2021
Per ogni corridore, un bel mucchio di scatole come questa: che il 2021 abbia inizio
Bora Hansgrohe, Sportful, 2021
Ecco la maglia da gara Sportful: che inizi il 2021
Questo vi permette anche di varcare i confini del disegno, puntando su capi in qualche modo più trasgressivi?

Il mondo strada lo conosciamo, ma da poco abbiamo cominciato a spingere sul gravel, che guarda molto all’experience. Si sta aprendo un nuovo mondo e si possono confezionare capi diversi per materiali e concezioni nuove. Si sperimenta. E anche su strada, accanto alla linea top di gamma del team, abbiamo inserito una linea Monocrom, tingendo direttamente il capo una volta cucito. Senza stampa e altro. Il prodotto così cambia faccia, pur essendo tecnologicamente evoluto. E ci stiamo divertendo facendolo utilizzare ai ragazzi del team. Anche per questo è utile avere una squadra.

Hanno già ricevuto tutto?

Saranno al completo per le prime gare di stagione. La maglia è stata presentata qualche giorno fa, con un cambiamento del colore di fondo che punta sul grigio di base. E per il resto manteniamo la dotazione dei capi 2020, che sono appena usciti e hanno bisogno di un altro anno di comunicazione per essere ben conosciuti. Il 2020 è stato una stagione frenetica. Eravamo tutti contenti di andare alle corse per rivedere gli amici, ma non credo che il pubblico abbia avuto il tempo di vedere tutto. Speriamo che il 2021 gliene dia la possibilità.

VIDEO/Metti un giorno con Bennati e la Filante

01.12.2020
4 min
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Appuntamento con Daniele Bennati per una serie di test che si aprono con la Filante SLR, la nuova bicicletta aerodinamica di Wilier Triestina. Grande lavoro in galleria del vento per smussare angoli e tubi. Nuova concezione del passaggio ruota alla forcella e al carro posteriore, per consentire all'aria di incanalarsi, rendendo così la bicicletta molto più stabile e più veloce. Una bici compatta che agevola il compito di tenere alta la velocità e rilanciare. «Se fossi ancora un corridore - ha detto il Benna - sarebbe senza dubbio la mia bici».

La strada sale dolcemente, quando Bennati cala due denti e si alza sui pedali. La Filante SLR grigia cambia subito passo e avanza in un fruscio. La nuova nata di casa Wilier Triestinaun senso di compattezza e velocità. E vederla tra le mani di uno che su un’altra bici della casa veneta, 13 anni fa, vinse la tappa di Parigi al Tour de France, rende più credibile ogni parola.

Siamo nell’entroterra Piceno con il corridore aretino che di Wilier è testimonial, per una serie di test di cui iniziamo a raccontarvi da qui. E il primo riguarda appunto la bici più veloce, presentata il 10 novembre, ma non ancora messa sotto torchio. Chi meglio del Benna?

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, manubrio aerodinamico integrato
Il manubrio integrato nasce proprio per questa bicicletta
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, manubrio aerodinamico integrato
Il manubrio integrato creato su misura

«Su salite così – dice avvicinandosi al furgone da cui lo riprendiamo – va molto bene. Poi chiaramente su pendenze più marcate, la Zero SLR va meglio, è più da salita. Ma se fossi stato ancora un corridore, questa sarebbe stata la mia bici. Senza dubbio».

Flussi d’aria

Il manubrio realizzato per l’uso. Gli spigoli del telaio smussati. La distanza superiore al passaggio ruota sia all’anteriore che al posteriore per far defluire meglio i flussi d’aria. Gli ingegneri Wilier l’hanno studiata a lungo e bene, il riscontro del campione è immediato.

«Il concetto di aerodinamicità – prosegue Bennati mentre sullo sfondo si stagliano i Monti Sibillini già innevati – non si esaurisce solo alla pianura. La domanda per una bici del genere è se va bene anche in salita. Secondo me, se parliamo di salite pedalabili in cui fai velocità, anche 30 all’ora, una bici aerodinamica ti aiuta comunque. Ma forse è persino riduttivo limitarsi all’aerodinamica, che pure è decisiva».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020
Wilier Triestina Filante SLR, presentata il 10 novembre 2020
Wilier Triestina Filante SLR, 2020
Wilier Filante SLR, presentata il 10 novembre

Scorrevolezza top

Il discorso si fa interessante, per cui rallentiamo perché possa parlare senza rischiare l’attacco di cuore.

«Io con Wilier ho vinto a Parigi – dice – ma parliamo di 13 anni fa ed è impossibile fare paragoni. Le bici cambiano anno dopo anno, ma ad esempio usando questa che ha i freni a disco e il perno passante, ti rendi conto che l’insieme fa la differenza. Non tanto sulla rigidità quanto sulla scorrevolezza. Ti rendi conto che ad alte andature, riesci a mantenere bene la velocità. E’ meno problematico rilanciare la bici quando vai davvero forte. Nel caso di un velocista, ad esempio, è chiaro che quando ti alzi sui pedali a 65 all’ora, è molto meno complicato non solo mantenere la stessa velocità, ma fare proprio la volata negli ultimi 200 metri. La differenza di questa bici rispetto a quella di Parigi è proprio questa».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, Campagnolo Super Record
La Filante di Bennati monta il Campagnolo Super Record elettronico con freni a disco
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, Campagnolo Super Record
Per Bennati Super Record e freni a disco


Cura dei dettagli

E’ un insieme di cose che si chiamano progresso e spiegano tanti altri aspetti del ciclismo contemporaneo.

«Magari – dice Bennati leggendoci nel pensiero – ci si meraviglia che le medie siano sempre molto alte, però forse tanti non valutano anche questo aspetto. Cioè che le bici sono molto più veloci rispetto a un tempo. Viene studiato tutto nei minimi dettagli. Dalla scarpa al casco, fino all’abbigliamento, che è una componente fondamentale, tanto che nelle tappe di montagna ci sono corridori che utilizzano il body. Ormai si può limare l’impossibile, c’è una continua ricerca della perfezione e della massima aerodinamicità. Rispetto a un tempo si va molto più forte anche per questi motivi».

Wilier Triestina Filante SLR, 2020, freni a disco Campagnolo
Il sistema frenante Campagnolo si distingue per potenza e modulabilità
Wilier Triestina Filante SLR, 2020, freni a disco Campagnolo
Freni Campagnolo, potenti e modulabili

Il furgone accelera, Bennati scatta, allunga, si distende, prova la volata, si tuffa nel tornante in discesa come un bambino con il giocattolo più bello. La descrizione tecnica della bici nei dettagli potete leggerla nell’articolo di Filippo Lorenzon, per continuare a capire il pensiero del toscano c’è questo video bellissimo che lo racconta. Mentre il nostro viaggio con lui non si ferma qui e presto vi porteremo su altre traiettorie…

www.wilier.com/it