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Sperotto, piatti e ricette di una cuoca da WorldTour

22.01.2024
7 min
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«Se la nutrizionista è la mente che programma i menù degli atleti, io cuoca sono il braccio che li prepara». Con questa metafora Maria Vittoria Sperotto spiega sorridente il ruolo che ricopre adesso, da quando, scesa dalla bici, è diventata una chef da WorldTour.

Nemmeno farlo apposta, ci risponde al telefono mentre sta rientrando con le borse della spesa da un supermarket spagnolo, perché una cuoca non ha mai troppo tempo libero. La 27enne vicentina di Schio va veloce tra i fornelli come faceva sui pedali, forse anche meglio. Curiosamente il suo ultimo podio da atleta lo ha ottenuto in una tappa al Giro Donne del 2021 battuta in volata da Lorena Wiebes, una ragazza per cui recentemente si è ritrovata a cucinare in diverse occasioni.

Sperotto attualmente è sotto contratto con la Jayco-Alula, ma ha già accumulato una grande esperienza in tante altre squadre maschili e femminili. Con la nostra chiacchierata abbiamo conosciuto meglio la sua nuova carriera.

Panificatrici. Sperotto, cuoca della Jayco Alula, e Share Marche, nutrizionista della SD Worx, si confrontano spesso sui lievitati salati
Panificatrici. Sperotto, cuoca della Jayco Alula, e Share Marche, nutrizionista della SD Worx, si confrontano spesso sui lievitati salati
Maria Vittoria siamo curiosi. Per chi è questo carrello di spesa e cosa c’è dentro?

Ho preso ciò che compro di solito. Latte, farina, burro, verdura, carne bianca, pasta, yogurt greco, frutta. Evito prodotti come funghi o pomodori che non tutte mangiano. Insomma una spesa abbastanza normale. Siamo agli ultimi giorni di ritiro a Javea, nella zona di Valencia, con la SD Worx-Protime. Eccezionalmente è il caso di dire però.

Per quale motivo?

Fino all’anno scorso, essendo io libera professionista, ho cucinato sia per la SD Worx che per la Jayco-Alula, che invece mi ha voluto in esclusiva per quest’anno e l’anno prossimo soprattutto per il team maschile. Ringrazio la mia attuale squadra perché tuttavia mi ha concesso di fare i due ritiri in Spagna con la formazione olandese rispettando alcuni protocolli. Diciamo che sono solo andata in prestito, anche perché non volevo abbandonare le ragazze della SD Worx con cui si è instaurato un bellissimo rapporto.

Raccontaci come funziona una giornata tipo con loro?

Per il ritiro di gennaio la squadra sceglie sempre una villa per fare più gruppo. Da una parte della casa dormono le atlete e nell’altra lo staff, però cucina e sala da pranzo sono in una zona comune. Ed è lì che si svolge una sorta di team building. Infatti ogni giorno, seguendo un programma fatto dai diesse, ci sono due ragazze che preparano la tavola per le compagne e poi mi aiutano a cucinare il menù previsto dalla nutrizionista. In realtà non si limitano solo a quello perché provvedono a sparecchiare, fare pulizie in cucina. E spesso e volentieri, le ragazze che non sono di turno si propongono per dare una mano.

Come si comportano da apprendiste-cuoche?

Premetto che la colazione se la preparano da sole. Solitamente loro mi aiutano per la merenda pomeridiana e la cena, visto che per pranzo sono fuori in allenamento. Per il resto devo dire che nella SD Worx sono tutte appassionate di cucina, veramente tanto. Tutte sanno fare il pane, alcune di loro col proprio lievito madre. Ammetto che lo fanno migliore del mio. Anzi, un giorno ho detto a loro che le assumerei subito nel locale che ho aperto qualche mese fa a Schio assieme a mia madre (dice ridendo, ndr). Adesso che poi hanno scoperto la “latte-art”, si divertono a fare decorazioni sui loro cappuccini come veri professionisti del settore.

Quindi ti alleggeriscono il lavoro…

Sì, assolutamente, specie per i dolci. Ad esempio Shackley è molto portata per le crostate. Markus è bravissima nel preparare torte simili a quelle nuziali. Shara Marche, la nutrizionista, invece fa un tiramisù a regola d’arte come dice la ricetta. Con lei è stato davvero molto bello cucinare. Io le ho spiegato certi segreti per fare una buona pasta, lei mi ha insegnato come usare al meglio il lievito oppure alcuni dettagli su altri cibi. Ad esempio per lei mangiare il pane non è così demonizzato come si potrebbe pensare.

C’è qualche ragazza che ha gusti difficili?

No, per nulla. Devo dire che quasi tutte sono di “bocca buona”, come si dice dalle nostre parti. Mangiano la pasta in qualsiasi modo. A parte Elena e Barbara (rispettivamente Cecchini e Guarischi, ndr) che sono abituate alla cucina italiana, devo dire che Vollering e Kopecky mangiano veramente di tutto. Non hanno mai fatto storie se era un piatto che non avevano mai assaggiato. Sono campionesse anche il questo. In ogni caso sono fortunata perché tutte le ragazze, sia in SD Worx che di altre squadre, mi hanno sempre dato dei feed-back veritieri. Io chiedo sempre come sono i piatti che preparo e ci tengo sempre che mi rispondano in modo sincero, specie se non sono venuti bene. Serve per la mia crescita.

Maria Vittoria Sperotto com’è passata dalle volate ai fuochi della cucina?

Sono autodidatta perché mi ero diplomata in un istituto biologico. Credo di aver ereditato inconsciamente e per osmosi la passione per la cucina dalla mia baby-sitter. Ricordo che quando ero bambina, lei continuava a fare da mangiare per me e per i miei genitori che erano al lavoro. Quando poi ho smesso di correre, ho iniziato nel 2022 per caso grazie ad una chiamata del cittì Sangalli. All’epoca avevo fatto un corso da sommelier, in previsione dell’apertura del locale, e da massaggiatrice. Sono andata in trasferta con la nazionale junior e mi sono trovata ogni tanto a fare la pasta nell’hotel in cui dormivamo.

Poi com’è proseguito?

Da lì mi hanno contattato in Ceratizit, con cui ho fatto il Tour Femmes da cuoca. Poi, sempre quell’anno ho fatto la Vuelta con la Cofidis maschile grazie alla segnalazione di Alzini, mia amica. Si partiva dall’Olanda ed avevo un food-truck, quelli da fiera per intenderci. Per fortuna che per raggiungere la Spagna mi ha dato il cambio alla guida un collega, ma per il resto delle tappe ero sempre sola. Esperienza incredibile che rifarei. Infine ad inizio 2023 sono stata chiamata dalla SD Worx per sostituire Shara Marche in maternità, che era anche cuoca oltre che nutrizionista. Ora sono a contatto con Laura Martinelli, bravissima anche lei, e noto i diversi approcci.

Che tipo di cuoca sei?

Sono una ragazza a cui piace confrontarsi con colleghi, staff o ragazze. Mi piace anche proporre piatti nuovi e capire se possono andare bene o meno. Le mie specialità sono i risotti e la carne rossa. L’anno scorso alla fine delle Ardenne con la Jayco, ho fatto una grande grigliata con patatine fritte. Preferisco la cucina industriale di un hotel in cui trovo tutto, ma in quella di una casa sto meglio perché posso fare due chiacchiere con qualcuno dello staff o della squadra.

Quali possono essere gli obiettivi per una cuoca?

Non sono passati tanti anni, ma rispetto a quando correvo io ho notato quanto la nutrizione faccia la differenza nelle prestazioni. Mangiare bene fa bene anche alla mente. Ecco, mi piacerebbe dare un mio contributo attraverso il cibo. E quando i miei atleti vincono, è come se vincessi un po’ anch’io.