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Wegelius: «Piccolo è un talento grosso»

04.03.2023
4 min
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«Andrea è un talento grosso», inizia con queste parole la chiacchierata con Charles, per tutti Charly, Wegelius, direttore sportivo della EF Educational-Easy Post. Si parla di Andrea Piccolo, ragazzo approdato alla corte del team americano in fretta e furia durante la scorsa estate.

Per Piccolo già 13 corse nel sacco, un quinto posto e subito una breve pausa. Non è un caso. Tutto è calibrato. In casa EF hanno capito che non hanno preso un corridore come gli altri e ci puntano molto. Vogliono gestire al meglio la loro gemma.

L’inglese Charles Wegelius (classe 1978) è il diesse della EF Education-EasyPost
L’inglese Charles Wegelius (classe 1978) è il diesse della EF Education-EasyPost

Classe indiscussa

Ripartiamo dunque dalle parole di Wegelius. E’ bastato chiedergli delle sue impressioni e l’ex corridore della Liquigas è partito con tono serio: «Andrea è un talento grosso – scandendo lentamente le parole e caricando di enfasi gli aggettivi – ha una mentalità vincente. Penso che potrà fare grandi cose. C’è da vedere fin dove potrà arrivare, ma questo lo vedremo solo strada facendo. Di certo è un viaggio interessante».

Ormai i due lavorano insieme da qualche mese e se nel corso dell’estate di tempo per i giudizi ce n’è stato poco adesso è diverso.

«Del suo talento… non c’è dubbio. Della sua voglia di lavorare… non c’è dubbio. Della sua capacità di tollerare grandi carichi di lavoro… non c’è dubbio. Per questo dico che possiamo attenderci ottimi risultati».

Dal tono e da come ne parla si capisce che Wegelius non sta parlando di un corridore qualunque. Ormai è un direttore sportivo da oltre dieci anni, ne ha visti passare di ragazzi… Cosa lo ha colpito dunque di Piccolo?

«Certe sue cose nell’approccio alle corse non sono comuni – spiega Wegelius – Non è comune come si pone di fronte alle gare e agli ostacoli. Spesso vedi corridori che mancano di vera fiducia in sé stessi. Andrea invece parte sempre con l’idea di poter vincere».

«Vedo che forse neanche ci ragiona. Fa parte del suo istinto. Gli altri pensano: “Come faccio?”. Andrea invece pensa: «Come faccio per vincere?”. Per questo dico che è un corridore vero. Non c’è solo l’atleta. C’è l’istinto del campione. E credo che sia un aspetto molto importante in questo mondo fatto di numeri, di strumenti… spesso l’istinto è trascurato. Piccolo corre e non si allena e basta».

Andrea Piccolo (al centro) si è ben integrato con i compagni della EF (foto Instagram)
Andrea Piccolo (al centro) si è ben integrato con i compagni della EF (foto Instagram)

Programmi ad hoc

Piccolo ha iniziato la stagione relativamente presto: il 25 gennaio con il Trofeo Calvia, alle Baleari. Da allora ha inanellato 13 giorni di gara. Ha lavorato per il team e ha raccolto un buon quinto posto. Ma come sarà gestito?

«Sappiamo che Andrea riesce a gestire bene delle fasi intense – va avanti Wegelius – periodi di corse ravvicinate. Noi vogliamo agevolarlo per i piazzamenti e la vittoria. Quindi abbiamo pensato ad un calendario specifico per lui, che ricordo è anche molto giovane. E anziché mandarlo alle grandi gare e farlo correre in modo anonimo abbiamo scelto delle corse più “piccole” affinché possa fare risultato e soprattutto giocarsi le sue carte».

«In questa prima parte di stagione, abbiamo pianificato di fatto due pause maggiori: una dopo la Sanremo e una dopo le Ardenne. La nostra idea è di fare un blocco di corse e un reset. Corse prevalentemente di un giorno. Per ora lo vedo meglio per queste piuttosto che per quelle a tappe».

Poi sempre Wegelius aggiunge: «Ma per ora…», come a dire che non ci sono limiti per Piccolo anche pensando ai grandi Giri. «Anche perché mi sembra piuttosto portato anche per le crono».

«In ogni caso non vorrei fare troppi calcoli sul domani, ma concentrarci sull’oggi. Fare sì che possa essere protagonista il più possibile. Che possa esprimersi in prima persona, anziché stare nascosto in gruppo. Deve imparare a vincere».

Il milanese (classe 2001) impegnato nell’ultimo piovoso Trofeo Laigueglia
Il milanese (classe 2001) impegnato nell’ultimo piovoso Trofeo Laigueglia

Etna: sì, no, forse

Insomma Wegelius non fa altro che confermare le buone impressioni di chi ha avuto Piccolo tra le mani prima di lui, vedi Ellena, il preparatore Toni, Valoti…

«Andrea si è ben ambientato – dice Wegelius – ma questo è piuttosto normale nel nostro ambiente. In EF accogliamo chiunque molto bene. In tanti anni ho davvero poche esperienze di chi non si è integrato bene da noi. Siamo una squadra così internazionale che l’accoglienza ce l’abbiamo nel DNA! In più lui è sveglio, giovane… un atleta e un ragazzo moderno. Senza contare che sa farsi voler bene».

Infine si torna a parlare brevemente dei suoi reset. E ci si chiede se anche Piccolo seguirà la tendenza a cui stiamo assistendo: vale a dire meno corse e solo al top. E tra un blocco e l’altro ritiro in altura.

«Ne abbiamo parlato questo inverno. Forse ci andrà a fine marzo e possibilmente sull’Etna, ma vediamo. Alla fine parliamo di un ragazzo molto giovane e magari ci sta che abbia anche bisogno di stare casa. Anche perché l’altura è stressante per il fisico e anche per la mente e se non dovesse essere super predisposto, gli peserebbe ancora di più e magari non raccoglierebbe gli stessi benefici».