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Come si batte Lorena Wiebes? La firma di Yaya Sanguineti

16.09.2023
6 min
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Wiebes è più velocista, ma si sta asciugando. Balsamo è più definita, forse meno potente, ma può vincere le volate a capo delle corse più dure o tecniche. Abbiamo lasciato Giorgia Bronzini con questa conclusione, cui si è unito l’invito per Elisa Balsamo di volersi più bene, tirando il fiato qualora sentisse di essere al limite. E visto che la piacentina poi ha attribuito al leadout l’80 per cento del merito delle volate vinte, ci sembrava il minimo scomodare Ilaria “Yaya” Sanguineti, che da quest’anno è tornata a fare il pilota per la piemontese. Si erano lasciate quando Balsamo lasciò la Valcar-Travel&Service per passare alla Trek e nella squadra americana, poi diventata Lidl-Trek, si sono ritrovate all’inizio del 2023.

Come si fa per battere Lorena Wiebes nel testa a testa? In che modo ragionano l ragazze del team di Luca Guercilena, sapendo di avere di fronte un simile avversario?

«Davanti a lei – dice Yaya – Wiebes ha una squadra strutturata molto bene. La portano veramente bene nel finale, poi è ovvio che lei ha grandi gambe. Ci sono anche altre squadre che corrono unite, ma non hanno la velocista del livello di Elisa, Wiebes e Kool, quindi non possono competere».

Women’s Tour 2021, ultima corsa di Balsamo con la Valcar: vinta una tappa anticipando Wiebes
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Come si fa per batterla?

Bisogna anticiparla. Dobbiamo evitare che ci veda fino all’ultimo, le dobbiamo arrivare da dietro: ormai l’abbiamo capito. Dobbiamo usare l’astuzia e poi sorprenderla. Deve avere lei il finale in mano, anche perché noi siamo strutturati bene, ma non abbiamo mai fatto un treno vero e proprio. Anche nelle riunioni tecniche viene detto che le altre devono portare a me ed Elisa nella miglior posizione possibile agli ultimi 2-3 chilometri, però io non sto mai a ruota delle mie compagne. Le tengo due o tre posizioni più avanti, in modo che siano un punto di riferimento.

Come è andata la tappa che avete vinto al Simac Tour?

Siamo state tranquille tutto il giorno. Poi mi sono messa ad aspettare la chiamata di Elisa nella radio: «Yaya, dove sei?». Mi chiama sempre ai meno 10, anzi questa volta era in anticipo perché ne mancavano 11. Ho risposto che stavo arrivando, poi si sono messe a lavorare Shirin Van Anrooij e Lauretta Hanson in testa al gruppo, mentre Lucinda Brand era un po’ più vicina a noi, perché si sa muovere bene in gruppo. Era un finale molto tecnico, ho detto alle mie compagne di tirare a blocco il più possibile, in modo che il gruppo rimanesse in fila e nessuna ci affiancasse. Elisa si fida ciecamente di me. Io penso di sapermi muovere bene, però le volate sono sempre un bingo.

Sanguineti spiega che la vittoria al Simac Ladies Tour è venuta costringendo Wiebes a una volata troppo lunga
La vittoria al Simac Ladies Tour è venuta costringendo Wiebes a una volata troppo lunga
E cosa è successo?

Shirin si è spostata che mancava circa un chilometro. Sulla destra ci ha passato il treno della DSM ed Elisa mi ha urlato di andare. Allora mi sono messa a ruota della Kool, l’ultima curva l’ho fatta con gli occhi chiusi e ho pensato: adesso ci ammazziamo, perché siamo entrati proprio come dei caccia. Sono arrivata in prima posizione che mancavano 200 metri, quando Elisa che mi ha urlato di partire e a quel punto la Wiebes mi ha visto ed è scattata a sua volta.

Vi ha anticipato?

Ha fatto una volata lunga per le sue abitudini, perché lei è molto esplosiva, però poi scende un po’ di velocità. Invece Elisa magari non è esplosiva come lei, però quei watt riesce a tenerli più a lungo e questo l’ha fatta vincere. E’ stata una volata dura, ma abbastanza ordinata. Lorena ha un’esplosività paurosa se l’arrivo è in un piattone che non è tanto tecnico, in quel caso puoi solo provare a partirle da dietro.

Al Baloise Tour, durante la convalescenza di Balsamo, Sanguineti ha scortato alla vittoria Brand
Al Baloise Tour, durante la convalescenza di Balsamo, Sanguineti ha scortato alla vittoria Brand
Era già successo al Women’s Tour, ultima vittoria di Elisa in maglia Valcar?

Esatto, l’ultima corsa che fece con noi da campionessa del mondo e anche la prima vittoria con quella maglia. Eravamo in Inghilterra, con un rettilineo di un chilometro e mezzo. Davanti c’era il treno della Wiebes e noi le siamo arrivate proprio da dietro, perché per batterla, devi… fregarla così. Altrimenti lei vede che stai partendo e piuttosto si fa 500 metri di volata per lanciarla prima di te.

Ha ragione Giorgia a dire che l’80 per cento delle volate è sulle tue spalle?

E’ vero. Quando ti abitui a farlo non è più nemmeno stressante. E’ un ruolo che mi piace tantissimo, lavorare con Elisa che si fida accecamento di me è un piacere. So che posso passare sotto il telaio di un’altra bicicletta e lei ci passa con me. Quando mi chiama ai 10 chilometri dall’arrivo e io arrivo che ne mancano 7-8, perché non è che arrivo subito (ride, ndr), lei si mette a ruota e so che non mi molla più. Se dietro succede qualcosa, mi urla. Mi dice solo «Ya», senza dirmi altro. Quando sento il mio nome, so che devo rallentare perché magari qualcuno ha preso la mia ruota. Sembra facile a dirsi, ma in effetti anche se sei abituato, un po’ stressante lo è davvero.

Cosa ha significato vincere dopo tutto quello che ha passato Elisa con l’ultimo infortunio?

Abbiamo pianto un bel po’. Sia per lei sia per me. Se vedo vincere la mia compagna, visto che abbiamo anche una grande amicizia, e un po’ di merito è il mio, mi emoziono. Perché io comunque so che una volata così non la potrei mai vincere. Se invece faccio bene il mio lavoro e lei lo concretizza, è bellissimo. Poi avendo vissuto quello che ha passato quest’anno, ricordando come stava quando è successo quel brutto incidente, è stato proprio bello rivederla così.

Sanguineti è estremamente soddisfatta della scelta Lidl-Trek: cè tutto per lavorare al meglio
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Com’è stato per te il periodo senza Elisa?

E’ stato diverso, perché quando tiro le volate per lei, sono nella mia comfort zone. Diciamo che mi sono giocata in altri ruoli. Ho fatto la leadout per prendere davanti una salita. Al Baloise l’ho fatto un paio di volte per Lucinda Brand che ha anche vinto, quindi diciamo che sono rimasta nella mia parte. Con Elisa c’è un rapporto diverso, avendo lavorato tanto tempo insieme, però mi rendo conto che anche le altre si fidano di me. Quindi sono rimasta allenata per lei.

Sei soddisfatta di questo primo anno alla Lidl-Trek?

Assolutamente sì. Non ti fanno mai mancare niente, devi pensare solo ad andare in bici e fare quello che ti dicono in riunione. Non devi preoccuparti di nulla, quindi penso che anche questa sia anche un’energia in più.