Melavì Valtellina Ebike Festival, le due ruote per tutti immerse nella natura

15.02.2023
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Il più grande evento italiano di eMtb si sposta in primavera e apre la stagione valtellinese del cicloturismo. Il Melavì Valtellina Ebike Festival conferma la sua formula vincente fatta di escursioni, enogastronomia e atmosfera di festa, insieme a tante novità. Una su tutte il periodo, il festival infatti avverrà tra i profumi della stagione dei fiori più precisamente sabato 27 e domenica 28 maggio. Il magnifico teatro naturale sarà sempre Morbegno, una bellissima cittadina medievale alle porte della Valtellina, a pochi passi dal Lago di Como. Un territorio dalle peculiarità culinarie e paesaggistiche uniche nel loro genere che conferma la sua evoluzione in campo promozionale e sportivo in vista delle prossime Olimpiadi

Un Festival per tutti

Arrivato alla sua quarta edizione, il Melavì Valtellina Ebike Festival vanta già un’esperienza e un  entusiasmo collettivo in grado di confermare anno dopo anno tante iniziative, accrescendo e migliorando le attività. 

«A partire dalla prima edizione nel 2020 – dice Camillo Bertolini di DaysOff – l’evento ha continuato a crescere sia in termini di partecipanti attivi alle iniziative, sia come numero di visitatori ed esposizione mediatica. L’edizione 2022 è stata bellissima per via del fatto che, essendo cadute tutte le restrizioni sanitarie, abbiamo potuto vivacizzare il villaggio con tante side activities e spettacoli.

«Quello che vogliamo – prosegue – è far crescere ancora la manifestazione, mantenendo però lo spirito di accoglienza e di festa che si è respirato in queste prime edizioni. Vogliamo che l’evento diventi sempre più una grande festa della bicicletta elettrica e del territorio valtellinese. Un altro punto di cui andiamo particolarmente orgogliosi è la presenza di pubblico femminile (le donne rappresentano il 25% dei partecipanti). E questo ci dice come il Melavì Valtellina Ebike Festival sia percepito come un evento che, grazie al format e alle iniziative, riesce ad attrarre una platea di pubblico molto aperta».

Escursioni nel gusto

Morbegno è il centro di una rete sentieristica spettacolare che si dirama sui versanti orobico e retico offrendo la possibilità di realizzare tour di ogni difficoltà. Da escursioni facilissime di fondovalle e tra i vigneti terrazzati, fino ai percorsi pastorali che raggiungono gli alpeggi oppure ancora su sentieri alpini raccomandati ai soli esperti della mountain-bike. Per questo ognuno può trovare iniziative adatte al proprio livello di abilità, con la certezza di visitare le grandi bellezze naturalistiche del territorio all’interno di valli incantate. A far da filo conduttore c’è l’enogastronomia, con tappe di gusto alla scoperta dei sapori più autentici della cucina valtellinese.

Il format della nuova edizione prevede la conferma della Festival Ride, il grande tour all-mountain di 40 chilometri su un percorso super panoramico (rivisitato per il 2023) che ha visto nella scorsa edizione la partecipazione di più di 250 appassionati. Confermato anche Gusto di Valtellina, un percorso enogastronomico con poco dislivello intervallato da stop degustativi in location di pregio. Infine l’escursione Val Masino e Foresta Incantata, che porta alla scoperta di uno dei luoghi naturalistici più belli d’Italia e che lo scorso anno ha visto il sold-out in soli pochi giorni.   

L’ebike Village presenterà attività aperte a tutti e momenti di intrattenimento
L’ebike Village presenterà attività aperte a tutti e momenti di intrattenimento

Esperienze adrenaliniche

Non mancano le iniziative più adrenaliniche come la Trail Experience. Un nuovo percorso accattivante che prevede anche un pranzo e momenti di goliardia in compagnia degli alpini locali.

«Tra le novità del 2023 – dice Bertolini – c’è l’integrazione di una tappa del circuito italiano E-Enduro che porterà all’interno del Festival quel target della mountain-bike più core al quale il territorio (specialmente il versante orobico) può offrire molto in termine di dislivello e tecnicità dei sentieri».

Le iscrizioni alle iniziative sono aperte sul sito www.valtellinaebikefestival.com con un prezzo promozionale per chi prenotata prima di fine febbraio. Per chi ne fosse sprovvisto, è inoltre possibile richiedere il noleggio di una delle più di 100 ebike messe a disposizione direttamente in loco. Fulcro del Melavì Valtellina Ebike Festival sarà l’eBike Village localizzato in una grande piazza a ridosso del centro storico. Questo sarà il punto di partenza e di arrivo di tutte le attività e delle competizioni, ma anche un’area espositiva dove poter vedere e testare le nuove e-bike, partecipare a test drive di auto elettriche, assistere agli show di bmx freestyle e molto altro.   

Sicurezza e valorizzazione

L’evento, in costante crescita negli ultimi anni, è sostenuto da Melavì, eccellenza di Valtellina che riunisce oltre 300 coltivatori di mele del territorio. Un altro partner a chilometro zero è Met Helmets, azienda riconosciuta a livello mondiale nella progettazione e produzione di caschi e dispositivi protettivi per il ciclismo che proprio a Morbegno ha il suo head quarter. Anche il territorio ha risposto positivamente con il supporto da tutte le principali istituzioni come Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, BIM Adda e il Comune di Morbegno. Partner invece per la tracciatura dei tour è komoot, applicazione mobile che consente di percorrere in modo guidato i migliori percorsi cicloturistici. 

Tra gli organizzatori figurano Mondo Ebike, mega-store focalizzato nella vendita di biciclette elettriche. Days Off, agenzia di marketing specializzata in attività outdoor e 360 Valtellina Bike, associazione che si occupa del ripristino di antichi percorsi e della manutenzione della sentieristica della bassa Valtellina.

MelavìValtellinaEbikeFestival

La nuova Scott Solace eRide, due bici in una

23.12.2022
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Scott lancia ufficialmente la sua nuova e-road, ovvero la Solace eRide. Si tratta di una piattaforma che prende forma dalla Addict Gravel, dotata di unità elettrica di supporto TQ e un telaio che permette di essere una sorta di camaleonte tra bicicletta road e gravel.

L’impatto estetico è quello che fa parte del DNA Scott, che vuole delle forme sostanziose e piene, ma al tempo stesso equilibrate e sempre attuali.

Tutta in carbonio

Il frame kit della Solace elettrica è in carbonio HMX e l’applicazione delle pelli di composito è specifica. Nella sezione alta del telaio la fibra ha l’obiettivo di fornire comfort e di distribuire le vibrazioni, spalmandole in modo da non influire negativamente sulla comodità e sul piacere di guida. Nella parte inferiore la bicicletta è dotata di una rigidità maggiore, proprio grazie all’orientamento della fibra.

Qui si devono contrastare le diverse forze in gioco, che in parte arrivano dalla pedalata, ma anche dal peso. Il peso? È necessario considerare che buona parte delle masse complessive della bicicletta sono verso la parte inferiore, anche per via del motore.

La porta che corrisponde anche al punto per la ricarica della batteria (@scott- Michael Caveny)
La porta che corrisponde anche al punto per la ricarica della batteria (@scott- Michael Caveny)

Le geometrie sono endurance

Un po’ Scott Solace e un po’ Scott Addict Gravel. Il risultato è un angolo anteriore aperto e un passaggio ruota ampio, anche per contestualizzarsi meglio all’interno del segmento e-gravel. Volendo fare un esempio tangibile e prendendo in considerazione la Solace eRide in taglia media, abbiamo un avantreno aperto a 71°, un piantone a 73,5°, con un reach di 38,7 centimetri. Taglia per taglia la eRide ha l’orizzontale più lungo di 1 centimetro, rispetto alla Addict Gravel.

Unità di supporto TQ

Diverse aziende che hanno rinnovato i concept legati alle piattaforme e-road e e-gravel hanno sviluppato i prodotti basandosi sull’elettronica del produttore tedesco. Nel caso della Scott si tratta del pacchetto TQ HPR50, molto silenzioso, particolarmente integrato e leggero, quasi immune da frizioni e attriti anche a motore spento.

La batteria (360Wh) è alloggiata nella tubazione obliqua, ma è possibile aggiungere il range extender tramite la batteria aggiuntiva che prende il posto della seconda borraccia. Il display dell’unità è integrato della tubazione orizzontale ed è configurabile con la app ( iOs, oppure Android). TQ è configurabile anche con i device, Garmin, Wahoo e Hammerhead.

Allestimenti e prezzi

Le Scott Solace eRide 10 e 20 hanno in dote il cockpit integrato Syncros Creston IC, bello da vedere e capace di offrire un’integrazione completa delle guaine. La predisposizione per i parafanghi è completa. Gli altri modelli con l’allestimento sono muniti del kit manubrio/stem separati.

Sono due le versioni eRide stradali, 10 e 20, rispettivamente ad un prezzo di 11.999 e 7.999 euro. La prima si basa sulla trasmissione Sram Red AXS con doppio plateau anteriore e ruote Zipp 303 Firecrest. La seconda ha il cambio Shimano Ultegra Di2 a 12 rapporti posteriori e la doppia corona davanti. Le ruote sono Syncros con cerchio in carbonio.

Passando invece alle versioni con allestimento gravel, sono 4 in totale (10 e 20, 30 e Contessa Gravel eRide). I prezzi sono: 9.999 e 7.599 euro, 5.999 euro per la 30 e la Contessa. Tutti gli allestimenti gravel sono accomunati dalla monocorona anteriore da 42 denti e dagli pneumatici con sezione da 50.

Shimano State of the Nation, Italia ed e-bike: che rapporto c’è?

02.12.2022
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In un momento storico come quello che stiamo vivendo ora, il mercato della bici è spesso al centro degli argomenti globali. In una società che si sta orientando sempre di più verso un concetto di sostenibilità e diminuzioni delle emissioni la bicicletta rappresenta il mezzo più spesso tirato in causa. State of the Nation 2022 è uno studio commissionato da Shimano e condotto su oltre 1.000 intervistati in Italia, parte di un campione più ampio di oltre 15.500 persone in 12 Paesi europei, dove è stato dimostrato che l’aumento del costo della vita e le preoccupazioni in materia ambientale sono i fattori principali nell’incoraggiare le scelte di acquisto/noleggio di una e-bike.

Un possibile volano per la mobilità urbana che si può tradurre in un futuro prossimo come turismo green nelle città europee o più semplicemente piacere di utilizzare la propria bici elettrica sul territorio. Un modo di intendere le due ruote che ha alle spalle motivazioni che rispecchiano la situazione della società moderna, che muta di anno in anno come si può notare dai dati raccolti.

Un segmento in crescita

In Italia, i timori per l’ambiente e l’aumento del costo della vita sono motivazioni determinanti nella valutazione dell’acquisto di una e-bike. Questo è il quarto rapporto annuale Shimano State of The Nation, che analizza i cambiamenti nella percezione e nella conoscenza delle e-bike in tutta Europa.

Jonathan Davis, PR & Communications Manager di Shimano Europe, ha dichiarato: «Siamo lieti di presentare il nostro quarto rapporto Shimano State of The Nation. Sulla base di un panel di oltre 15.500 persone in tutta Europa, vogliamo esaminare le motivazioni che spingono a utilizzare una e-bike e comprendere meglio l’atteggiamento generale verso il ciclismo. I risultati sono molto interessanti ed evidenziano le tendenze chiave in atto sul mercato. La consapevolezza (e anche l’atteggiamento favorevole), di chi interagisce con le e-bike appaiono in aumento. Ci auguriamo che questo rapporto risulti utile per chiunque lavori nel settore ciclistico e in altri settori, svolgendo un ruolo importante nella crescita del segmento delle e-bike».

L’ambiente in Italia viene particolarmente collegato all’acquisto di e-bike
L’ambiente in Italia viene particolarmente collegato all’acquisto di e-bike

Perché si acquista una e-bike?

E’ stato chiesto di indicare gli elementi capaci di spingere una persona ad acquistare o noleggiare una e-bike oggi, rispetto a 12 mesi fa. E’ emerso come il costo della vita (55%) e gli incentivi all’acquisto delle e-bike (47%) siano fattori importanti nel determinare la scelta. In Italia, la metà degli intervistati ritiene che anche la preoccupazione per l’ambiente sia un fattore motivante, la percentuale più alta rispetto a tutti gli altri Paesi intervistati (51% contro una media del 33% a livello europeo).

In tutta Europa le motivazioni economiche, come il costo della vita (47%) e i sussidi per le e-bike (41%), sono risposte indicate più spesso degli effetti del COVID 19 (18%) come fattori che spingono all’aumento dell’uso delle biciclette elettriche. Questo appare in contrasto con i dati dello scorso anno, quando il 39% degli intervistati in tutta Europa dichiarò che avrebbe valutato l’acquisto o l’uso di una e-bike per evitare i trasporti pubblici per via del Covid-19. Tra coloro che indicano le preoccupazioni ambientali come fattore di scelta, a livello europeo la percentuale risulta più alta nella fascia d’età 18-24 anni (37%) e tra le donne (36% contro il 30% degli uomini), rispetto al 33% complessivo.

Italiani sensibili all’ambiente

In Italia la sensibilità all’ambiente secondo il rapporto e la risposta degli italiani appare forte e più marcata rispetto al resto dell’Europa. Infatti è motivata da ben il 55% delle donne e dal 47% degli uomini, e arriva fino al 55% nella fascia di età 18-24 anni. Non a caso il turismo green è uno dei settori che più sta prendendo piede a livello nazionale. L’utilizzo di un mezzo gentile e alla portata di tutti può essere la chiave per reinterpretare la riscoperta del territorio.

Per tentare di comprendere la percezione generale dell’utilizzo delle e-bike, Shimano ha chiesto: “In generale, a chi pensate che siano destinate le e-bike?”. In Italia le e-bike sono spesso considerate come associate al pubblico più attento all’ambiente (65% rispetto a una media del 52% in Europa). Allo stesso tempo, in Italia il 40% degli intervistati ritiene che le e-bike siano bici per pendolari o comunque associate ai tragitti casa-lavoro. Lo studio ha anche evidenziato come gli italiani siano più interessati alla manutenzione ordinaria delle loro bici rispetto alla media europea, infatti il 29% ha dichiarato di voler fare la manutenzione nei prossimi 6 mesi; inoltre, il 59% del campione ritiene importante mantenere la bici in buone condizioni per farla durare più a lungo.

Shimanolifestyle

La nuova BMC Roadmachine AMP 01 X utilizza TQ

17.11.2022
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AMP è l’acronimo di “amplifyed” identifica la famiglia e-bike di BMC. La Nuova Roadmachine AMP 01 X non è una rivisitazione del modello lanciato alla fine di giugno. Questa versione X ha l’obiettivo di completare l’offerta in questo segmento di prodotti, grazie alla sua versatilità.

Il design e l’impatto estetico sono quelli della famiglia Roadmachine, una piattaforma votata all’endurance. Qui però c’è l’unità elettrica TQ, che in questa configurazione è la più leggera della categoria: 3900 grammi, 360Wh e tanta integrazione, con la possibilità di incrementare l’autonomia grazie ad un power range extender da 160Wh. Vediamola nel dettaglio.

Prima di tutto una bici comoda e versatile (foto BMC)
Prima di tutto una bici comoda e versatile (foto BMC)

Geometria è endurance

Lo sviluppo geometrico della Roadmachine adotta un concetto votato a massimizzare il comfort e le performances nel lungo periodo. Il medesimo concept è ripreso anche sulla nuova AMP 01 X.

La geometria endurance di BMC ha la peculiarità di utilizzare uno stack aumentato (ad esempio nella taglia 54 è di 57 centimetri), un reach ridotto (38,3 centimetri) e un trail della forcella di 6,3 centimetri (piuttosto avanzato e aperto in avanti). L’insieme di questi fattori permette di avere un mezzo stabile in ogni situazione (anche nell’off-road), che non obbliga a sacrifici una volta in sella. La stessa geometria porta ad utilizzare una posizione eretta (di più, rispetto ad un segmento race), limitando gli schiacciamenti vero il basso sull’anteriore.

Il carro posteriore è corto, grazie ai foderi da 42 centimetri di lunghezza, valore comune a tutte le misure. Per massimizzare la sfruttabilità di un carro così compatto, cosa non comune in questa categoria di biciclette, il piantone è stato sagomato, proprio per agevolare il passaggio della ruota.

AMP 01 X, come è fatta

Si tratta di una e-bike road con kit telaio completamente full carbon Premium, ovvero il top di gamma della produzione in serie di BMC. Per kit telaio si intende telaio, forcella e seat-post con un off-set di 15 millimetri. Quest’ultimo adotta il design D-Shape con profilo posteriore tronco. Il reggisella integra una luce posteriore che è collegata direttamente alla batteria principale.

L’unità elettrica di supporto è firmata da TQ con la versione HPR50. E’ leggera e potente, silenziosa, integrata (la batteria è nascosta nella tubazione obliqua) e l’ingombro della pedivella è minimo, grazie ad un fattore Q 158 millimetri. Un’altra particolarità è relativa al feeling naturale di altissimo livello: a tratti sembra di pedalare su una bicicletta tradizionale. Questa unità TQ si configura con la nuova normativa statunitense, che permette alle e-bike di classe 3 di raggiungere i 45 chilometri orari. C’è un display da 2” posizionato in cima al profilato orizzontale.

Spazio per gomme e parafanghi

La BMC Roadmachine AMP 01 X ha in dotazione gli pneumatici da 35 millimetri di larghezza, ma le gomme da 38 ci stanno senza alcun problema. Inoltre è possibile montare i parafanghi e non è un semplice dettaglio, perchè rendono questa bicicletta ancor più versatile e sfruttabile anche nei piccoli spostamenti quotidiani.

Il passaggio della gomma e l’asola per il montaggio del parafango (foto BMC)
Il passaggio della gomma e l’asola per il montaggio del parafango (foto BMC)

La sospensione nello stem

La AMP 01 X porta in dote il primo attacco manubrio con la sospensione integrata sviluppato da BMC, ovvero l’ICS MTT stem (MTT, acronimo di Micro Travel Technology). Il suo design si integra perfettamente con il design della bicicletta ed è sviluppato base dell’esistente ICS (i cavi e le guaine scorrono all’interno dell’attacco manubrio, ma in caso di manutenzione non è necessario smontare tutto il comparto, facilitando la manutenzione). La fase ammortizzante è garantita da un sistema di elastomeri con una durezza differente.

Gli allestimenti

Gli allestimenti sono due: One e Two, entrambi con la monocorona anteriore da 44 denti montata su pedivelle Rotor Vegast in alluminio.

La versione One ha la trasmissione Sram Force AXS con il bilanciere ed i pignoni posteriore XPLR (10/44). Le ruote sono le CRD-400 SL con cerchio full carbon, gommate Pirelli Cinturato Gravel H da 35 millimetri. Le combinazioni cromatiche disponibili sono due, per un prezzo di listino di 8.499 euro. Il valore alla bilancia dichiarato è di 12,9 chilogrammi.

La BMC Roadmachine AMP 01 X Two si differenzia per via della trasmissione Sram Rival AXS, ma anche in questo caso è stata adottata la soluzione XPLR. Ci sono le ruote con cerchio in alluminio. Il prezzo di listino è di 7.499 euro, per un peso dichiarato di 13,3 chilogrammi.

Una particolarità, legata al progetto X e non solo alle versioni descritte. La BMC Roadmachine AMP 01 X è compatibile (e utilizza) i dischi da 180 millimetri di diametro, soluzione voluta per offrire una versatilità d’impiego maggiorata e una piena sfruttabilità del mezzo anche in ambito offroad.

BMC

Basso Vega Gravel, la e-bike adatta a tutti

25.10.2022
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Basso propone una bicicletta trasversale e accessibile, progettata per muoversi comodamente in città o per avventurarsi su strade bianche potendo contare su un’assistenza elettrica di oltre 220 chilometri. Si chiama Vega e incarna tutta la voglia di rendere accessibile le avventure in sella a tutti gli appassionati e non. 

Per la progettazione di questa e-bike la casa italiana ha combinato alcuni dei modelli più iconici della sua storia recente. Vega vanta infatti una discendenza illustre: Tera, da cui eredita le geometrie studiate per il comfort, e Volta, con cui condivide il proprio cuore tecnologico. Il tutto tradotto in un’indole precisa e maneggevole, adatta a ogni tipo di strada. 

La batteria da 500 Wh offre un’autonomia che può arrivare fino a 220 chilometri
La batteria da 500 Wh offre un’autonomia che può arrivare fino a 220 chilometri

Un nome rappresentativo

Una bicicletta che rende il gravel terreno fertile per ogni ciclista, aprendo alle infinite possibilità di emozionarsi in sella. Il nome, che in spagnolo nel suo significato generico indica un territorio piano o pianeggiante, ben irrigato o comunque provvisto di acque sì da consentire una coltivazione intensiva o specializzata (Treccani). Viene più particolarmente applicato alla regione che si stende ad Ovest e a Sud di Granada, in Andalusia, regione detta appunto, per antonomasia, “La Vega”. 

Ispirandosi a questa filosofia Basso ha voluto creare una bici che godesse di ibridazione trasversale. Un modello elettrico in grado di combinare elementi per creare una nuova identità. Vega Gravel è quindi la somma che esalta le singole parti, per permettere a chiunque di esplorare, che sia su asfalto o su ghiaia.

Telaio versatile

Il telaio è in alluminio (6061 triple butted) con forcella in carbonio per garantire precisione di guida e una sterzata prevedibile e sicura, anche quando si pedala con le borse cariche. Il passaggio copertoni arriva fino a 45 mm per maggiore versatilità e comfort in ogni situazione. Predisposta al montaggio di accessori come: portapacchi, parafanghi e reggisella telescopico, attacchi porta borraccia e borsa anche sul tubo orizzontale.

La geometria è adatta a ogni tipo di fisicità ma la taglia S, molto sloping (inclinata), è la più ricercata dal pubblico femminile per la comodità che offre. Il buon posizionamento consente di beneficiare di una guida più efficiente, della massima performance e del miglior comfort. Disponibile in quattro taglie: S, M, L e XL.

Propulsione italiana

Il motore è il Polini EP3 + Evo, con più di 75Nm di coppia 250 W di potenza. La batteria integrata Polini da 500 Wh, cinque livelli di assistenza personalizzabili arriva fino a 220 chilometri di assistenza. Un sistema propulsivo compatto, potente e durevole, compatibile con la bottle battery extender che aggiunge ulteriori 250Wh di assistenza.

Equipaggiata con display TFT Polini di facile lettura grazie a uno schermo a colori da 2,5 pollici adattive light, ovvero con adattamento automatico del colore e dell’intensità in base alla luce dell’ambiente. Un vero e proprio computer di bordo che mostra in maniera accurata la potenza di pedalata del ciclista, la cadenza, la potenza del motore e l’autonomia residua.

Versioni e prezzo

La nuovissima Basso Vega è pronta a stupire e a mettersi al servizio del ciclista per affrontare avventure e pedalate in compagnia. Sarà disponibile da novembre con la possibilità di scegliere tra due colorazioni: Anthracite e Clay Beige. I prezzi per la versione gravel partono da 3999 euro. In più da febbraio 2023 verrà lanciata anche la versione Urban con prezzi a partire da 3499 euro. 

Basso

La nuova Trek Domane+ SLR, meno di 12 chili

13.10.2022
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Dopo aver lanciato la nuova piattaforma Trek Domane, arriva anche la versione dotata di assistenza alla pedalata con suffisso +.

La nuova e-Bike Domane+ SLR è molto vicina alla bici tradizionale, per design e concept e adotta un inedito unità di supporto TQ. Il carbonio utilizzato per il frame-kit è l’OCLV800, il top di gamma.

Domane con il suffisso + (foto Trek-SNeedham)
Domane con il suffisso + (foto Trek-SNeedham)

Obiettivo leggerezza

La conferma che la leggerezza è ricercata anche in questa categoria di prodotti arriva anche da casa Trek. La nuova Domane+ SLR raggiunge un valore alla bilancia dichiarato di 11,8 chilogrammi (versione Domane+ SLR9). Oggi ci sono le tecnologie disponibili e c’è anche la richiesta, l’ambizione a la voglia di avere una e-road versatile e light.

E poi si tratta di una bicicletta che sfrutta la rinnovata piattaforma endurance del brand americano, che utilizza la geometria endurance e alcune soluzioni mutuate proprio dalla bicicletta tradizionale. Alcune di queste sono parte integrante del DNA Trek.

La zona centrale, davvero compatta e con il motore TQ (foto Trek-SNeedham)
La zona centrale, davvero compatta e con il motore TQ (foto Trek-SNeedham)

Power unit firmata TQ

E’ sviluppato dall’omonima azienda tedesca e fa parte della famiglia Harmonic Ping Ring. TQ non è una meteora e moda del momento, ma un’azienda che da anni sviluppa e produce unità elettriche, tra le più utilizzate su droni e rover. Si tratta di una unità elettrica compatta e leggera, silenziosa e con una buona autonomia, oltre ad avere ottimi margini di customizzazione.

La compattezza offre dei vantaggi anche per quello che concerne il fattore Q della zona centrale della bici (163 millimetri), molto vicina alle biciclette tradizionali. Le guarniture possono essere mono e/o con doppia corona.

La batteria, nascosta nella tubazione obliqua sviluppa 360watt/ora (50Nm di coppia) e come standard arriva a fornire il supporto fino a 95 chilometri (modalità eco). La distanza aumenta in caso di utilizzo del range extender (al posto del secondo porta-borraccia e con un peso dichiarato di 900 grammi). E’ previsto un display sulla tubazione orizzontale e dei pulsanti di controllo posizionati vicino agli shifters.

Non solo, perché c’è anche la nuova app Trek Central che permette di personalizzare le funzioni di base e di aumentare l’autonomia e le fasi di erogazione delle tre modalità di assistenza.

Frame-kit Trek Domane+ SLR

Come scritto in precedenza il telaio è full carbon e utilizza la fibra composita OCLV800, ha l’IsoSpeed posteriore e permette il passaggio di pneumatici fino a 40 millimetri di sezione (35 in caso di utilizzo dei parafanghi). Un pensiero ad un gravel leggero, in termini di viaggio e bikepacking non è peccato.

Inoltre, per gli amanti del peso, lo stesso telaio a parità di taglia è più leggero di 700 grammi.

La nuova Domane+ è una bicicletta votata all’endurance, la conferma arriva da alcune caratteristiche che collimano tra loro e dalla geometria: non è di matrice H1.5, quindi si differenzia dalla Madone e l’Emonda. La Domane+ non è compatibile con il manubrio integrato Bontrager RSL, ma adotta il nuovo stem RCS Pro che invece è compatibile con alcuni modelli tradizionali senza motore. La bicicletta è compatibile esclusivamente con le trasmissione base elettronica.

In questo caso la colorazione bianca con allestimento 9 Dura Ace (foto Trek-SNeedham)
In questo caso la colorazione bianca con allestimento 9 Dura Ace (foto Trek-SNeedham)

Gli allestimenti

Un modello, ovvero la Domane+ SLR, tre versioni, ovvero 6, 7 e 9, per sei allestimenti in totale. Le versioni 6 e 7 hanno in dotazione le ruote Bontrager Aeolus Pro 37 tubeless ready, con dei pesi dichiarati compresi tra i 12,60 e 12,20 chilogrammi. Tutte le versioni hanno in comune la guarnitura Praxis Carbon.

Tutte le nuove Domane+ hanno il seat-post KVF2 in carbonio e da 27,2 millimetri di diametro, oltre alla piega Pro IsoCore. Lo stem previsto è per tutte l’RCS Pro, sempre Bontrager con 7° di angolazione.

Le due 6 hanno: una ha la trasmissione Shimano 105 Di2 a 12v, l’altra il pacchetto Sram Rival eTap.

Le 7: anche in questo caso sono due, una con Shimano Ultegra Di2 e la seconda con Sram Force XPLR (monocorona anteriore).

Trek Domane+ SLR9: ne è prevista una con la trasmissione Shimano Dura Ace (doppio plateau davanti) e una eTap con lo Sram Red eTap XPLR, sempre con la mono davanti.

Le Trek Domane+ SLR9 montano le ruote Bontrager Aeolus RSL 37, leggerissime e sempre tubeless ready. In questo caso il peso è di 12,15 chilogrammi per la eTap, 11,75 per quella con trasmissione Shimano Dura-Ace 12v.

Trek

Selle SMP e l’anima elettrica: ecco i modelli e-trk ed e-sport

16.09.2022
4 min
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Le e-bike stanno diventando un mondo sempre più esplorato dagli amanti della bici. Sia da chi cerca un’anima race, sia da chi, invece, sposa l’idea urban della mobilità elettrica. Anche tutta la parte che riguarda gli accessori legata all’e-bike si è, di conseguenza, evoluta, arrivando ad accontentare un maggior numero di appassionati. Selle SMP, ha seguito la grande crescita di questo mondo e propone due modelli di selle, anzi tre, per le e-bike. Ce n’è per tutti i gusti.

Il modello e-trk è pensato chi cerca un alto livello di comfort quando pedala
Il modello e-trk è pensato chi cerca un alto livello di comfort quando pedala

Anima urban

Nicolò Schiavon, responsabile vendite e commerciale di Selle SMP, ci fa da guida tra i prodotti pensati dall’azienda padovana. 

«In ambito urban, elettrico – ci dice al suo stand dell’IBF Nicolò – starei sulla e-trk: una sella che fa parte della nostra gamma dedicata all’e-bike. E’ una sella polivalente: può essere usata in ambito elettrico ma anche per quello che è un uso più comodo da città. Per sviluppare questo modello siamo partiti da un presupposto: quando pedaliamo su una bici elettrica sviluppiamo meno potenza sui pedali grazie all’aiuto del motore. Di conseguenza, rispetto ad una bici muscolare stiamo seduti più a lungo in sella, per questo il comfort diventa ancor più importante».

Le linee del design della sella e-trk sono più squadrate, per creare armonia con i telai delle moderne e-bike
Le linee del design della sella e-trk sono più squadrate, per creare armonia con i telai delle moderne e-bike

Le caratteristiche

«Si tratta di un modello di sella che mantiene le caratteristiche ergonomiche che ci caratterizzano da sempre. Canale centrale completamente aperto, densità differenziata dell’imbottitura, così da avere sempre il massimo comfort, qualsiasi posizione si assuma in bici. Strato in gel automodellante su tutta la superficie d’appoggio, perché le ossa ischiatiche si muovono verso i lati della sella ed è importante avere sempre la stessa densità di appoggio. Esteticamente la sella e-trk ha una forma squadrata, per assecondare e valorizzare l’estetica delle bici elettriche».

Carattere aggressivo

Selle SMP ha utilizzato le sue conoscenze tecniche, derivanti dal mondo dello competizioni, anche nel mondo e-bike, creando un modello di sella per la sezione “race”. Uno dei prodotti che emerge da questa categoria è il modello e-sport, realizzato in due versioni: large e medium. 

«Il concetto ergonomico – riprende Nicolò – è lo stesso delle nostre altre selle sport: come la VT30C Gel. Ha le stesse caratteristiche tecniche della sella e-trk a livello di imbottiture e comfort. Perché due modelli? Noi di Selle SMP vogliamo avvicinarci alle esigenze di ogni singolo utilizzatore. Abbiamo lo scafo in nylon 12 caricato in fibra di carbonio, il carrello più lungo disponibile sul mercato. Insomma, tutto il necessario per trovare il massimo delle prestazioni».

«Per i clienti che desiderano un modello più “corsaiolo” proponiamo il modello e-sport medium. Dal carattere più aggressivo, per un utente elettrico un po’ più evoluto. La versione large, invece, è pensata per chi desidera, anche nella situazione più aggressiva, un livello di comfort massimo. Più largo e più imbottito».

Selle SMP

MV Agusta spinge forte sulle e-bike

14.09.2022
5 min
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Le e-bike di MV Agusta

Uno dei brand più iconici del motociclismo entra a gas spalancato nel mondo delle e-bike. MV Agusta, all’Italian Bike Festival ha presentato le sue biciclette con assistenza alla pedalata, da quelle per muoversi in città, passando per la categoria gravel e arrivando all’enduro.

C’è la famiglia Amo con frame in alluminio, pensata per la nuova mobilità. La Lucky Explorer Project e-gravel strizza l’occhio al gravel elettrico e si ispira alle moto che hanno fatto la storia della Dakar. Abbiamo approfondito l’argomento con Matteo Gerevini.

Con Matteo Gerevini allo stand MV Agusta di Italian Bike Festival
Con Matteo Gerevini allo stand MV Agusta di Italian Bike Festival

MV Agusta Amo RR Pinion

La bici si rivolge principalmente a chi vuole entrare con stile nella nuova mobilità urbana, che sempre più si sviluppa a favore della bicicletta. La famiglia Amo non è city bike, ma è caratterizzata da un design differente e uno stile che è parte del DNA MV Agusta. Amo RR Pinion ha il telaio in alluminio e la forcella è full carbon.

Amo RR Pinion, sofistica e prestazionale, adotta la trasmissione Pinion C1.9 con la cinghia ed il nuovo cambio da 6/9 rapporti. L’unità di assistenza alla pedalata è della Mahle, con il modello X35+, con il blocco centrale integrato nel telaio e il mozzo posteriore che eroga la potenza alla ruota. Fornisce un supporto di 250 watt. Su richiesta è possibile montare il display Mahle sul copckpit.

E’ curatissima nei dettagli, a conferma che nulla è lasciato al caso. Ha le ruote con i cerchi in carbonio dal profilo medio e molti particolari sono in alluminio CNC ricavati dal pieno (l’attacco manubrio e l’adattatore per la pinza del freno anteriore, che riprende anche la cromia del telaio). E’ disponibile in due colorazioni, entrambe identificative del marchio MV Agusta. Il prezzo di partenza è 4.000 euro.

Lucky Explorer e-gravel

Ma che bella e-gravel! Permetteteci questa considerazione, che ha come soggeto un design moderno e distintivo, delle soluzioni tecniche funzionali al progetto e richiama una categoria storica delle due ruote a motore.

Tecnicamente si tratta di una bicicletta con un telaio in carbonio monoscocca, con l’inserzione ribassata dei foderi obliqui e volumi dei profilati che non sono mai esagerati. Solo la tubazione obliqua è più abbondante, ma integra la batteria. Inoltre la MV Agusta Lucky Explorer e-gravel ha la forcella rigida e permette di montare anche quella ammortizzata specifica (con il travel ridotto) per il gravel: la Fox 32.

Come una bici top

E’ prevista la trasmissione Campagnolo Ekar con corona singola anteriore e 13 rapporti posteriori. Anche i cerchi sono in carbonio e la ruota posteriore ha il mozzo Mahle che firma l’unità di supporto con il modello X20 da 350 watt/h.

Ha il seat-post da 27,2 millimetri di diametro. Tutta la sezione dello sterzo è sviluppata con il concetto ACR di FSA. Le taglie disponibili sono 4: S, M, L e XL. E’ leggera, perché il valore alla bilancia dichiarato è di 13,4 chilogrammi.

emvagusta

FMoser: la bici, il brand e i test qui all’IBF

11.09.2022
5 min
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Un marchio pronto a uscire dagli standard del mercato. FMoser con la sua bici rivoluziona il modo di intendere le ebike e le bici tradizionali. Francesco Gorghetto, Resp. Com. Fantic Bike e FMoser ci spiega l'anima del marchio e il legame con Moser. Enrico Fidelfatti Responsabile di ricerche e sviluppo FMoser ci porta alla scoperta del progetto e delle caratteristiche tecniche della bici tra innovazioni e unicità

Innovazione, multi utilizzo e soprattutto il cognome Moser che torna ad essere scritto sul telaio di una bici. Qui a Misano Adriatico, FMoser ha portato al cospetto delle migliaia di persone accorse per il festival, il suo prodotto pronto a rivoluzionare il modo di intendere la bicicletta elettrica

Francesco Moser è il simbolo dell’innovazione delle due ruote, per lui la concezione del normale non è mai esistita. Il mezzo era ciò che gli permetteva di arrivare a risultati e record e il suo palmares ne è la dimostrazione. Questa FMoser è la reincarnazione di quella sfrontatezza rivolta ad abbattere ogni standard. E’ infatti una bici due in uno che non scende a compromessi. Alcuni mesi fa l’abbiamo provata al Maso Warth ospiti dello “Sceriffo” tra le colline del Trentino e oggi la ritroviamo a pochi passi dal mare in tutta la sua unicità e perfettamente a suo agio. 

La versione gravel si differenzia per colore, pneumatici, gruppi di trasmissione, impianto frenante e manubrio
La versione gravel si differenzia per colore, pneumatici, gruppi di trasmissione, impianto frenante e manubrio

La bici e le sue caratteristiche

La possibilità di avere una bici che si adatta a quello che più ci ispira. Che sia una giornata da passare all’insegna dell’ebike o che si esca con le bici tradizionali, questa FMoser dispone di una capacità camaleontica di adattamento ad ogni condizione senza rinunciare mai alla performance. 

L’anima di questa bici è sicuramente il Dual Mode System.  La doppia ruota, viene infatti inclusa in tutti gli allestimenti, permette di passare da muscolare ad assistito in meno di due minuti. Il montaggio può essere effettuato in autonomia seguendo pochi semplici passi. Un’altra peculiarità di questo progetto è il disegno del tubo obliquo a sezione chiusa con estrazione della batteria appena sopra il movimento centrale. Le sensazioni di guida con la bici senza batteria sono infatti da bici muscolare senza nessun tipo di rimpianto o mancanza di ciclistica. Questo è permesso anche dal fantastico peso di 7,5 chili

Il motore è FSA HM1 Hub Motor con 42 Nm di coppia. La batteria da 250 Wh è formata da venti celle Samsung, le migliori in commercio con queste caratteristiche. Affidabilità e durabilità infatti sono garantite anche da questa scelta tecnica. Il tutto con un peso complessivo che rimane sotto i 4 chili.

Il motore FSA è situato nella ruota posteriore, risulta piccolo e leggero
Il motore FSA è situato nella ruota posteriore, risulta piccolo e leggero

FMoser tra la gente

Per capire come FMoser stia lanciando il marchio ci siamo affidati a Francesco Gorghetto, Responsabile della Comunicazione di Fantic Bike e FMoser. «Il progetto è interessante ma soprattutto innovativo, pensando anche a quello che è il messaggio manifesto del brand Moser. Il fatto di aver già ricevuto uno dei premi più importanti dai media francesi come Top Vélo ne è la dimostrazione. Il pubblico sta scoprendo finalmente con mano il nostro prodotto. Fino ad ora ci stiamo dedicati a lanci del prodotto e contenuti di presentazione nonostante la bici sia presente sul mercato da qualche mese, questi tre giorni sono finalmente l’occasione di farla provare al grande pubblico».

I modelli da corsa sono quattro: FSA, Force, Red e Rival. Le colorazioni sono due, argento e iridescente. Mentre per quanto riguarda la linea gravel ci sono Gravel Force e Gravel Rival entrambe monocorona in colorazione nera/verde salvia.

I prezzi variano in base all’allestimento che ne determina il nome del modello, e partono da 5.500 euro a 11.500 euro.

Durante il test fatto in Trentino lo Moser ci ha accompagnati tra le montagne
Durante il test fatto in Trentino Moser ci ha accompagnati tra le montagne

Lo sceriffo in circuito

Oltre a metterci il nome e la faccia, Francesco Moser è ambasciatore in prima linea del brand, dalla progettazione allo sviluppo fino ai test su strada.  «In queste tre giornate qui all’IBF – racconta Gorghetto – abbiamo avuto la possibilità di far provare la bici con i test all’interno del circuito.

Ieri era presente Francesco qui al festival e ha pedalato insieme a noi. E’ stato ovviamente un’ospite molto gradito. Nonostante i suoi settant’anni risulta essere molto competitivo. Per i più giovani e per i più allenati è stata un’esperienza anche solo stargli dietro. E’ una persona brillante ancora oggi, tanto che non voleva più uscire dalle curve del circuito».

Lo stand si presenta con tutte le versioni della FMoser e le bici da testare nel circuito
Lo stand si presenta con tutte le versioni della FMoser e le bici da testare nel circuito

Una dimensione che funziona

L’impressione è quella che questo fine settimana all’insegna delle bici sia un’occasione che le aziende stanno apprezzando davvero tanto. 

«L’Italian Bike Festival – conclude Gorghetto – finalmente ha trovato la sua destinazione ideale. Misano con quello che è il circuito e il paddock rappresenta la dimensione naturale dove fare questo tipo di festival. Qui l’organizzazione ha potuto esprimere al meglio il potenziale. In quello che si è potuto vedere non dico che possa diventare il miglior festival europeo fin da subito ma c’è molto vicino. La risposta del pubblico è ovviamente stata pronta e con numeri importanti. Siamo molto contenti come afflusso complessivo e come espositori».

FMoser