Colnago incontra l’arte di Motoki Yoshio

08.11.2022
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Per molti appassionati ogni nuova bicicletta Colnago è un’opera d’arte che racchiude in sé il meglio del vero Made in Italy.

Da sempre l’azienda di Cambiago ha fatto parlare di sé grazie alle tante innovazioni tecniche che ha saputo introdurre sul mercato e che hanno tracciato la strada seguita poi da altri brand. Fra i tratti distintivi di ogni nuova bicicletta Colnago c’è sicuramente anche la livrea, sempre unica e originale. Farà sicuramente parlare molto di sé anche quella realizzata da Motoki Yoshio per un’edizione limitata della nuova Colnago C68.

Motoki Yoshio insieme alla Colnago C68 disegnata da lui
Motoki Yoshio insieme alla Colnago C68 disegnata da lui

Cuore giapponese, spirito milanese

Motoki Yoshio nasce in Giappone nel 1975, ma dal 1997 vive in Italia. Dopo la laurea in Transportation Design presso lo IED di Torino nel 2001, ha conseguito un master in Transportation-Interface Design presso lo IED di Madrid. Entrato in Pininfarina nel 2002, ha lavorato per Motorola a Miami dal 2005 al 2006. Dal 2011 è diventato freelancer a Milano, città dove attualmente vive. Ha vinto diversi premi internazionali di design tra cui un IF Gold Award e Good Design Award. E’ stato inoltre selezionato come giudice per il premio Compasso d’Oro in Italia nel 2018.

Oggi Motoki Yoshio ha deciso di mettere a disposizione il suo ingegno per realizzare una livrea speciale per la Colnago C68.

Rispetto e Armonia

Sono queste le parole chiave del progetto che vede protagonista Motoki Yoshio insieme a Colnago. Rispetto per la tradizione e la qualità della serie C Colnago e Armonia nell’evidenziare e far coesistere le parti da cui il telaio è formato.

E’ lo stesso Motoki Yoshio a sottolinearlo: «Armonia significa anche piacere, equilibrio, quello che vorrei si provasse pedalando su questa bici. Quando si è in bici, si è in profonda armonia con il contesto, chi pedala vive un’esperienza unica, così come un design diventa unico quando è in perfetta armonia con il prodotto».

La Colnago C68 disegnata da Yoshio monta copertoni Pirelli PZero e ruote Bora Ultra WTO
La Colnago C68 disegnata da Yoshio monta copertoni Pirelli PZero e ruote Bora Ultra WTO

I colori seguono il telaio

Il design dello schema colore della livrea disegnata da Motoki Yoshio per la Colnago C68 parte da un’analisi delle geometrie del telaio e delle intersezioni delle parti di cui è composto. I diversi colori infatti sono disposti seguendo le linee delle giunzioni del telaio. Sono un omaggio alla tradizione della linea C Colnago. Un prodotto iconico, massima espressione della lavorazione artigianale italiana del carbonio. La C68 ha rappresentato un cambio nella serie C, con l’abbandono degli spigoli vivi delle congiunzioni con l’introduzione di innesti fasciati. La sfida di Motoki Yoshio è stata anche questa: mantenere e sottolineare l’identità C su un telaio dalle forme più innovative.

In una prima fase il designer giapponese ha tracciato le linee dei componenti del telaio e le ha associate a colori forti, come avviene tipicamente in fase di progettazione. Le sfumature sono venute dopo, per dare ancora più armonia ed evidenziare ancora meglio le componenti principali.

Tutti i modelli della Colnago C68 in edizione speciale saranno montati con gruppo Campagnolo EPS e ruota Bora Ultra WTO, pneumatici Pirelli e sella Selle Italia, completando così un full-italian look.

Colnago

Lo stile Colnago ora è di casa a Abu Dhabi

28.10.2022
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Colnago si conferma uno dei brand italiani più riconosciuti e apprezzati al mondo, sinonimo da sempre del Made in Italy più autentico. Una nuova pagina della sua ricchissima storia è stata scritta nei giorni scorsi negli Emirati Arabi Uniti grazie all’inaugurazione del Colnago Abu Dhabi, il primo flagship store di casa Colnago.

Non stiamo parlando di un negozio tradizionale, ma di qualcosa di diverso e unico. Un luogo che unisce la storia del marchio all’innovazione presente nei modelli attuali, capaci di trionfare nelle corse più importanti del calendario ciclistico mondiale. Tutto ciò ora è presente in un ambiente che unisce eleganza e modernità.

Il nuovo store si trova all’interno dell’isola di Hudayriyat, caratterizzata da ben 40 chilometri di piste ciclabili illuminate. La scelta della location non è stata quindi casuale. Il nuovo flagship store mira infatti a diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di ciclismo che abitano ad Abu Dhabi e non solo.

Alla inaugurazione erano presenti anche Tadej Pogacar e Safiya Al Sayegh
Alla inaugurazione erano presenti anche Tadej Pogacar e Safiya Al Sayegh

I campioni Colnago

L’inaugurazione del Colnago Abu Dhabi è avvenuta lo scorso 21 ottobre alla presenza dei campioni del brand lombardo. Stiamo parlando naturalmente degli atleti dell’UAE Team Emirates e dell’UAE Team ADQ. Le due formazioni si sono ritrovate a Abu Dhabi per una sorta di “rompete le righe” di fine stagione e hanno approfittato dell’occasione per vedere il nuovo flagship store. Non poteva mancare Tadej Pogacar, il due volte vincitore del Tour de France e dell’ultimo Il Lombardia. Con lui Juan Ayuso, reduce dal terzo posto alla Vuelta, Matteo Trentin e Joao Almeida. Per la UAE Team ADQ era presente Yousif Mirza, insieme a Sofia Bertizzolo, Laura Tomasi, Eugenia Bujak e Safiya Al Sayegh.

A destra di Mauro Gianetti c’è Nicola Rosin, Amministratore Delegato del brand
A destra di Mauro Gianetti c’è Nicola Rosin, Amministratore Delegato del brand

Non solo bici

Il nuovo Colnago Abu Dhabi si sviluppa su due piani che ospitano, accanto ai nuovi modelli, un’esposizione di alcune biciclette che hanno fatto la storia del brand di Cambiago. Per permettere al cliente di vivere una esperienza autentica, sono state previste installazioni tecnologiche avanzate, tra cui uno schermo scorrevole che ricostruisce la storia dei modelli storici del brand lombardo. E’ stato inoltre previsto un configuratore tridimensionale su schermo di 4,8 x 2,7 metri per progettare la propria bici e un sistema di montaggio bici all’avanguardia.

Colnago è anche cultura e per questo motivo all’interno del nuovo flagship store di Abu Dhabi è presente una serie unica di opere d’arte contemporanea, interamente progettata dall’architetto d’interni spagnolo Pablo Paniagua e dal suo team.

Il nuovo Colnago Abu Dhabi vuole soprattutto essere un luogo di incontro dove passare del tempo scegliendo la propria bici oppure anche scambiare due chiacchere parlando di ciclismo, magari bevendo un buon caffè italiano. Ecco allora il primo Colnago Caffè al mondo, una caffetteria dove i visitatori possono degustare piatti della cucina italiana e seguire le gare più importanti su un maxischermo dedicato.

Questo l’interno dello store nato ad Abu Dhabi
Questo l’interno dello store nato ad Abu Dhabi

L’essenza di Colnago

All’inaugurazione del Colnago Abu Dhabi era presente Nicola Rosin, Amministratore Delegato di Colnago, oltre ai soci dell’azienda. E’ stato lo stesso Rosin a sottolineare con un suo intervento quanto il nuovo flagship store rappresenti nel migliore dei modi l’essenza del marchio Colnago.

«Colnago è più di un marchio di biciclette, questo negozio è stato pianificato e progettato per mostrare il nostro ricco patrimonio di cui siamo orgogliosi. Ci auguriamo che avere questo spazio fisico in una città in rapida crescita aiuterà a soddisfare le esigenze degli appassionati di ciclismo ad Abu Dhabi, consentendo loro di sperimentare in prima persona i prodotti che ci hanno reso famosi nel mondo del ciclismo».

Colnago

Colnago C68, il nostro test

17.10.2022
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Il test della Colnago C68

Abbiamo provato la Colnago C68, la bicicletta che si posiziona nella fascia alta del catalogo e si rivolge ad un pubblico “leisure-heritage”, ma che non vedremo tra i professionisti. Eppure in termini di performance questa bicicletta raggiunge livelli di eccellenza. Questa bici rappresenta l’eccellenza della bicicletta, ma anche un brand che rappresenta una griffe, innovazione e l’eccellenza della lavorazione del carbonio, ma anche la tradizione.

Le geometrie permettono di sfruttare a pieno le peculiarità delle taglie
Le geometrie permettono di sfruttare a pieno le peculiarità delle taglie

Colnago C68: fatta a mano in Italia

Lo avevamo documentato e sottolineato al momento del suo lancio ufficiale; questa bicicletta prosegue la tradizione della famiglia C, ovvero è fatta a mano nelle officine di Cambiago.

La Colnago C68 non è destinata al World Tour (anche se le biciclette con il suffisso C hanno vinto tantissimo ovunque), perché per i corridori professionisti ci sono la V3Rs e la nuovissima Prototipo. Questi ultimi due modelli sono dei monoscocca.

L’allestimento

Prima di tutto è necessario scrivere che si tratta di una taglia 51, con un valore alla bilancia (rilevato) di 7,2 chilogrammi.

Telaio, forcella e reggisella Colnago, full carbon. Interessante la scelta della serie sterzo che è CeramicSpeed e con una garanzia a vita, compatibile con i cockpit integrati Deda e Vision. Si abbina perfettamente al passaggio interno delle guaine. C’è il nuovo manubrio integrato e full carbon Colnago CC01 e la trasmissione è la Shimano Dura-Ace, con guarnitura 52/36 e i pignoni 11/30. La sella è la Prologo Scratch M5.

E poi le ruote, che sono le Dura Ace C50 della nuova generazione. Non sono le più leggere della categoria, ma sono in grado di fornire un boost prestazionale all’intera bicicletta, nella configurazione copertoncino e anche in modalità tubeless. In questo caso sono gommate Pirelli PZero Race 28c, a nostro parere una scelta perfetta. Il prezzo di listino di questa C68 è di 13.540 euro.

Mix Fra eleganza e modernità

La Colnago C68 tiene fede al family feeling design che caratterizza la serie C fin dai suoi primissimi sviluppi. Certo, ci sono dei cambiamenti importati, dovuti al progresso tecnologico e delle forme che tocca anche i componenti. Nei termini di impatto visivo, la C68 è facilmente accostabile a quella che possiamo definire una “bici tradizionale”, che non stanca mai e capace di abbinarsi a qualsiasi tipo di allestimento.

La ruota alta veste la bicicletta, la completa e gli dà quel tocco di aggressività che non guasta e anche la resa tecnica ne guadagna. C’è il manubrio integrato Colnago, con un’ergonomia che abbiamo apprezzato tantissimo, non troppo rigido, ma al tempo stesso ben sostenuto anche nella fasi più concitate dell’attività. Anche il cockpit offre uno spunto interessante in un ragionamento ampio atto a far collimare la tradizione e le soluzioni tecniche di ultima generazione.

Le gomme da 28

Gli pneumatici con la sezione da 28 millimetri (qui sono montati i clincher, ma noi abbiamo provato la bici anche con la configurazione tubeless Pirelli PZero TLR) ci stanno alla grande e i motivi principali sono due.

Il primo è che abbiamo un wheelset piuttosto rigido, con un cerchio full carbon dotato di canale interno da 21 millimetri.

Il secondo è da collegare ad una bicicletta molto sostenuta sull’anteriore e nella sezione centrale, fattori quasi inaspettati, presenti e ben percepibili. E’ importante considerare la corretta gestione delle pressioni su una coppia di ruote come queste e sugli pneumatici da 28. Una tacca sul manometro può fare una grande differenza, sulla guidabilità e sul comfort, sulla sicurezza e su una scorrevolezza del mezzo. La C68 è di suo una bicicletta molto scorrevole.

Geometria “italiana”

Scriviamo di una produzione standard, non su misura. La lunghezza dello sterzo è di 148 millimetri, con un’angolazione dell’avantreno di 71,8°. L’angolo del piantone è invece di 74°, piuttosto dritto in relazione alla taglia. E poi abbiamo dei valori, reach e stack piuttosto abbondanti, rispettivamente sono di 38,8 e 55,7 (sempre in relazione alla misura del frame).

Tradotto: abbiamo una bicicletta che tiene il corridore in una posizione centrale e ben caricata sul movimento centrale, utile nelle fasi di spinta e di uscita dalla sella. Non è bassa sull’anteriore e offre un buon allungamento in senso orizzontale. La posizione in sella, al di la delle personalizzazioni, risulta sempre ben equilibrata.

Una bicicletta che ha la versatilità nelle sue corde (foto Matteo Malaspina)
Una bicicletta che ha la versatilità nelle sue corde (foto Matteo Malaspina)

In conclusione

La Colnago C68, a nostro parere, non è solo una bicicletta d’immagine, ma è un mezzo concreto, sostanzioso e ben fatto. E’ una bicicletta che permette di spingere forte quando lo si vuole e comunque non è mai invadente; non è lei che comanda. In base alle proprie necessità e volontà diventa anche comoda anche dopo diverse ore consecutive di sella.

Colnago “Purple Rain”, nuovo pezzo unico per Nathan Haas

12.08.2022
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Il progetto “Full circle” che vede protagonisti Colnago e l’ex biker e stradista Nathan Haas sta arrivando alla sua conclusione. Il capitolo finale è previsto per ottobre con il mondiale gravel, ma prima c’è da completare un nuovo capitolo sempre in sella ad una Colnago G3-X.

Ricordiamo che il progetto “Full circle” nasce da un’idea dello stesso Nathan Haas: cinque biciclette, rigorosamente Colnago, con cinque differenti livree realizzate per ritornare sui percorsi sterrati che hanno visto sbocciare la sua carriera di atleta prima di approdare alla strada e al WorldTour. L’obiettivo che si prefigge oggi Haas è quello di ridare nuova linfa alle sue motivazioni di corridore. 

Il progetto “Full circle” è nato da un’idea di Haas che ha voluto celebrare i percorsi che lo hanno visto nascere
Il progetto “Full circle” è nato da un’idea di Haas che ha voluto celebrare i percorsi che lo hanno visto nascere

Destinazione Colorado

Dopo aver trionfato lo scorso mese di luglio in Islanda alla The Rift Gravel Race, il 14 agosto Haas sarà in gara in Colorado per la SBT GRVL. Il menù è di quelli tosti e prevede 230 km e 2.800 metri di dislivello positivo. Una cavalcata epica per sfidare alcuni tra i migliori specialisti della disciplina a livello mondiale. Per questa nuova sfida Colnago gli ha messo a disposizione una bici assolutamente unica, estremamente curata sotto tutti i punti di vista, sia graficamente sia tecnicamente. 

La prossima gara che Nathan correrà in sella alla sua Colnago sarà la SBT GRVL il 14 agosto
La prossima gara che Nathan correrà in sella alla sua Colnago sarà la SBT GRVL il 14 agosto

A bocca aperta

Il modello è sempre l’ormai collaudato G3-X. La livrea è però davvero unica… color “Purple Rain”. Una colorazione davvero spettacolare che ha lasciato a bocca aperta lo stesso Haas. Il suo primo commento davanti alla nuova bici è stato il seguente.

«Per ogni bici che mi è stata data – ha comentato – ho pensato: ok è bellissima! E’ il top, sarà impossibile fare meglio. E poi, boom! Mi portano questa Purple Rain e rimango senza parole. E’ incredibile come lo staff Colnago sia riuscito a coniugare un incredibile gusto estetico con prestazioni tecniche superiori. Sono felice come un bambino. Queste bici sono costruite con passione, sono fatte per vincere e sono bellissime. Ne sono letteralmente innamorato».

Così come avvenuto per le precedenti bici del progetto “Full circle”, l’outfit di Nathan è stato curato dal designer Richard Pierce ed è stato sviluppato in collaborazione con Colnago e Castelli. Il risultato è una simbiosi perfetta tra la livrea della bici e la divisa che lo stesso Nathan Haas indosserà il 14 agosto in gara.

L’ultimo capitolo della collaborazione tra Colnago e Haas si correrà al mondiale gravel ad ottobre
L’ultimo capitolo della collaborazione tra Colnago e Haas si correrà al mondiale gravel ad ottobre

Un collaudo speciale

Nathan Haas ha avuto l’opportunità di provare in anteprima la G3-X “Purple Rain” sui nuovissimi percorsi gravel protagonisti della prima edizione del “Colnago Garda Gravel”. In occasione del prossimo Colnago Cycling Festival del 14-15-16 aprile 2023, saranno previsti tre percorsi immersi nelle colline del Lago di Garda. Questi percorsi, da percorrere in autosufficienza con partenza e arrivo a Desenzano del Garda, daranno vita al “Colnago Garda Gravel”. Un’avventura a portata di tutti: l’itinerario GPS sarà disponibile agli iscritti tramite email o al ritiro del rack pack il giorno prima dell’evento. Non sarà previsto alcun tempo limite, perciò gli iscritti potranno vivere la propria esperienza su due ruote in piena autonomia e al proprio passo.

Chiudiamo con le parole di Nicola Rosin, Amministratore Delegato di Colnago: «Il progetto con Nathan ha dato libero sfogo alla nostra capacità creativa in termini di colore, una delle caratteristiche principali della storia di Colnago. Quest’ultima creazione, Purple Rain, è davvero unica. Ci è piaciuta così tanto che ci ha dato un’idea. Presto per svelarla ma… stay tuned!».

Colnago

Una nuova livrea per la Colnago G3-X di Nathan Haas

23.07.2022
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La collaborazione fra Nathan Haas e Colnago legata al progetto “Full Circle” si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Questa mattina l’ex biker e stradista originario di Brisbane in Australia sarà impegnato nella The Rift Gravel Race. Si tratta di una competizione gravel di 200 chilometri in Islanda sulle strade nere di pietra lavica intorno al vulcano più attivo dell’isola, l’Hekla.

Haas (ritratto in apertura nella foto di Laura Fletcher) ha debuttato in mountain bike poi è passato alla strada, mentre quest’anno ha deciso di dedicarsi al gravel e proprio quest’ultima disciplina va simbolicamente a chiudere un cerchio ideale nella sua carriera di ciclista professionista. Ecco quindi facilmente spiegato il nome “Full Circle” per il suo progetto sportivo.

Una Colnago speciale

Fin dall’inizio di questa sua nuova avventura, Haas ha potuto contare sul supporto di Colnago. L’azienda di Cambiago ha messo a sua disposizione il modello G3-X e per ogni appuntamento di rilievo ha studiato una livrea speciale. A giugno vi abbiamo raccontato della colorazione particolare realizzata per l’UNBOUND Gravel che si è disputata in Kansas. A fine anno saranno complessivamente cinque le colorazioni speciali realizzate per Haas. Si tratterà di cinque pezzi unici non destinati alla vendita.

In occasione della The Rift Gravel Race Nathan Haas gareggerà con una G3-X Dopamine dai colori luminosi e accesi, in contrasto con il nero della terra lavica. La scelta del nome è davvero curiosa e merita un approfondimento. La dopamina è chiamata anche “ormone della felicità”. Si tratta di una sostanza che il corpo umano rilascia in determinati momenti e che genera un senso di gioia e appagamento. Non solo, questa sostanza aiuta a trovare la motivazione e l’energia per essere più attivi e continuare nel tempo a fare le cose che ci appagano.

E’ proprio la dopamina a essere responsabile del senso di piacere e soddisfazione che i ciclisti, e gli sportivi in generale, provano alla fine di un allenamento. E’ sempre la dopamina a fornire all’organismo l’energia e la voglia di ripetere l’attività al più presto nei giorni a seguire.

Le geometrie della G3-X sono pensate per essere confortevoli anche ad alte velocità e dopo tante ore in sella
Le geometrie della G3-X sono pensate per essere confortevoli anche ad alte velocità e dopo tante ore in sella

Nata per il gravel

Il modello G3-X nasce espressamente per il gravel. Porta dentro di sé tutta l’esperienza maturata nel corso degli anni da Colnago nel ciclocross e da questa disciplina ha saputo trarne ispirazione. Rispetto al modello Prestige, uno dei telai di maggior successo nella storia del ciclocross, pensato per pedalare il più veloce possibile per un’ora all’interno di un circuito tecnico fuoristrada, la G3-X è studiata per le gare di lunga durata.

Per questo motivo ha una geometria ottimizzata a montare pneumatici di dimensioni maggiori, con angolo di sterzata e lunghezza complessiva progettati per offrire maggiore stabilità e comfort alle alte velocità. Sulla G3-X è inoltre possibile montare fino a quattro portaborracce, insieme ai bagagli per chi desidera affrontare un viaggio in bici. La G3-X viene proposta in cinque taglie, tutte sloping.

Questo è il terzo telaio che Colnago personalizza per Nathan Haas
Questo è il terzo telaio che Colnago personalizza per Nathan Haas

La gioia di andare in bici 

Nelle intenzioni dello staff Colnago la GX-3 che utilizzerà oggi Nathan Haas nella The Rift Gravel Race vuole essere un inno alla gioia dell’andare in bici, il vero motore che muove tanti appassionati verso questo sport e che li spinge a macinare chilometri e chilometri in tutte le condizione meteo e su qualsiasi tipo di terreno. La scelta della colorazione non è quindi affatto casuale. Il risultato finale è un telaio dai colori luminosi in perfetto contrasto con la cupezza del paesaggio in cui si disputerà oggi la gara.

Anche per questa particolare occasione l’abbigliamento di Nathan Haas è stato curato dal designer Richard Pierce che, in collaborazione con Colnago e Castelli, ha portato alla realizzazione di una speciale divisa dai colori brillanti che riprende la livrea della bici.

Colnago

Colnago Prototipo: dietro il mistero, un concetto innovativo

10.06.2022
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Una bici completamente nera e senza brand. Tadej Pogacar a fine maggio è stato paparazzato dal giornalista Nicolas Geay, mentre faceva la ricognizione dell’undicesima tappa del Tour (arrivo a Col du Granon) in sella ad una Colnago completamente oscurata e mai vista prima. Ora questo segreto è stato finalmente svelato e si chiama Prototipo. Un nome che è un programma ed è esplicativo più che mai di ciò che i tecnici hanno e stanno progettando per questa bici. 

La Prototipo sarà presente al prossimo Tour de France e affiancherà la V3Rs già in dotazione agli atleti del UAE Team Emirates. Quella della Grand Boucle sarà l’occasione soprattutto per testare questo nuovo modello esclusivo firmato Colnago. Proprio così. Alla base di questo concetto gli atleti sono in prima linea e saranno gli attori principali dello sviluppo della bici prima della sua commercializzazione.

La foto scattata da Nicolas Geay, giornalista sportivo di France Télévisions e pubblicata su Twitter
La foto pubblicata su Twitter da Nicolas Geay, giornalista sportivo di France Télévisions

Primo esemplare

Fino ad ora abbiamo visto la Colnago Prototipo solo in foto e senza nessun tipo di feedback apprezzabile. Tra pochi giorni però i test passeranno sul campo e saranno direttamente misurabili una tappa dopo l’altra, attraverso interviste, scatti e anche probabili vittorie, visti gli interpreti del calibro di Pogacar.

Dopo una prima fase di sviluppo i progettisti si aspettano di trovare, durante la prova in gara delle cinque diverse laminazioni della fibra di carbonio, la soluzione migliore per un telaio che dovrà essere soprattutto versatile ed eccellente su ogni tipo di terreno.

Esistono cinque differenti versioni, fra cui verrà scelta quella per la commercializzazione
Esistono cinque differenti versioni, fra cui verrà scelta quella per la commercializzazione

Design di Torgny Fjeldskaar

Due concetti determinano questa nuova creazione: risultati tecnici ed estetica. Dal punto di vista del design, i punti chiave dello sviluppo della Colnago Prototipo sono soprattutto il tubo di sterzo (sottile e scavato con venature profonde e marcate) e la zona del movimento centrale, più ampia e robusta

La matita che ha disegnato le curve e le linee del nuovo gioiello Colnago, è quella del rinomato designer del ciclismo, il norvegese Torgny Fjeldskaar, il quale vanta una lunga lista di creazioni uniche legate alle ruote strette.

«Il punto di partenza nello sviluppo della Prototipo – dice – è stato quello di creare un telaio totalmente performance-driven. Cioè con un design chiaramente orientato all’ottenimento delle migliori prestazioni tecniche. Gli obiettivi sono quelli di ottenere una maggiore rigidità verso le sollecitazioni generate dalla pedalata ed un minore drag aerodinamico. Il tutto a fronte di un peso complessivo del telaio sostanzialmente invariato se comparato a quello della V3Rs.

«Ritengo che il lavoro più importante sia stato quello di migliorare l’aerodinamica attraverso un nuovo disegno del tubo sterzo, che ha migliorato anche la rigidità, rendendolo ancora più reattivo».

Colnago ha deciso di affrontare la progettazione di questo modello direttamente sul campo
Colnago ha deciso di affrontare la progettazione di questo modello direttamente sul campo

Il progetto

Per lo sviluppo di questo innovativo progetto, gli ingegneri Colnago sono partiti da quello che conoscevano già sulla base delle gamme già in commercio. Per poi tramutarlo in un metodo completamente nuovo. In una prima fase, le caratteristiche di rigidità della Prototipo – telaio monoscocca – sono state sperimentate dal brand italiano sulle parti che compongono il nuovo telaio della serie C, formato da parti componibili e non monoscocca. 

Poter lavorare su parti di un telaio invece che su uno completo, come dovrebbe succedere per il monoscocca, ha dato la possibilità ai progettisti di studiare diverse laminazioni dei tubi di carbonio con una sequenza molto più agile e verificabile in breve tempo.

Le linee sono state progettate dal designer norvegese Torgny Fjeldskaar
Le linee sono state progettate dal designer norvegese Torgny Fjeldskaar

Cinque versioni

Dai vari test dietro le quinte sono state selezionate cinque matrici di rigidità, quindi altrettante laminazioni in prova per i telai monoscocca sulle quali lavorare durante i test Saranno infatti cinque le versioni differenti che saranno a disposizione del team nelle competizioni a partire da questo weekend. 

Una fase di sviluppo a imbuto che al suo epilogo ne consegnerà soltanto una in pasto al mercato mondiale. Un compito difficile, che Colnago ha scelto di affidare a chi su queste queste bici passa gioie e dolori, tanto sudore e sopratutto gli dedica la propria vita quotidiana: i corridori. Saranno infatti loro attraverso i feedback e le impressioni a determinare il risultato finale di questo test premium.

Rigidità e aerodinamica sono due aspetti su cui i progettisti si sono focalizzati maggiormente
Rigidità e aerodinamica sono due aspetti su cui i progettisti si sono focalizzati maggiormente

Atleti protagonisti

Dietro a questo progetto audace ma del tutto funzionale, c’è Davide Fumagalli, responsabile R&D Colnago, che spiega così il progetto.

«Per migliorare le performance di questo telaio – dice – abbiamo utilizzato un metodo totalmente nuovo. Ovvero collaborare direttamente con gli atleti della UAE Team Emirates, proponendogli di usare di volta in volta telai prodotti con laminazioni di carbonio diverse. L’obiettivo finale è di giungere alla migliore laminazione per un telaio che dovrà essere il più polivalente possibile. Quindi adatto alle esigenze dei velocisti, dei passisti e degli scalatori e di essere all’altezza nelle diverse fasi della corsa.

«D’altronde i test a computer e in galleria del vento sono importanti, ma presentano sempre dei limiti. E’ infatti difficile replicare i contesti di gara, le irregolarità del percorso, le sollecitazioni del terreno, le turbolenze aerodinamiche, le accelerazioni nei diversi momenti della competizione».

Colnago

Colnago incontra a Milano lo stile Tod’s

09.06.2022
3 min
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Siamo nel pieno della Settimana internazionale del Mobile in svolgimento in questi giorni a Milano e fra gli eventi più interessanti del Fuorisalone possiamo sicuramente annoverare la presentazione della Tod’s T Bike. Si tratta di una bicicletta speciale nata dall’incontro di due eccellenze del made in Italy: Colnago e Tod’s.

La presentazione è avvenuta nell’esclusiva cornice della boutique Tod’s di via Monte Napoleone a Milano. 

La Colnago G3-X ha montato il gruppo Campagnolo Ekar, specifico per il gravel
La Colnago G3-X ha montato il gruppo Campagnolo Ekar, specifico per il gravel

In edizione limitata

La Tod’s T Bike sarà disponibile in una serie limitata di 70 esemplari unici ed è stata realizzata sulla base della Colnago G3-X con telaio in fibra di carbonio monoscocca. Particolare anche la scelta dei colori. La Tod’s Bike sarà infatti disponibile nei colori racing green e arancio cuoio.

La scelta di partire da un telaio gravel come il G3-X non è affatto casuale. Si tratta infatti di un telaio adatto a percorrere tratti asfaltati e nello stesso tempo strade bianche e più in generale terreni accidentati. Il risultato è una bicicletta perfetta per affrontare superfici diverse. E’ inoltre adatta anche alle pedalate urbane e al commuting. Tutto questo senza mai dimenticare lo stile Tod’s.

Tod’s T Bike interpreta dunque il desiderio di una mobilità sostenibile con stile e riflette la volontà di Colnago di spingersi oltre i tradizionali orizzonti del ciclismo hi-performance per esplorare nuovi linguaggi e nuovi scenari.

Componentistica di livello

Massima cura è stata riservata anche alla scelta della componentistica, tutta naturalmente made in Italy. Il gruppo è il Campagnolo Ekar a 13 velocità. Campagnolo firma anche le ruote con il modello Levante con cerchi in fibra di carbonio completate da pneumatici Pirelli Cinturato Gravel H con battistrada studiato per terreni compatti. Attacco e piega sono Deda Elementi, la sella ed il nastro sono Brooks, marchio di proprietà di Selle Royal. 

Passaporto digitale

Ciascuno dei 70 modelli Tod’s T Bike potrà beneficiare della tecnologia blockchain messa a punto da Colnago in collaborazione con il partner tecnologico MyLime. Quest’ultimo ha sviluppato e creato un tag RFID che è indissolubilmente legato al telaio e consente l’accesso alle informazioni nel passaporto digitale della bicicletta tramite un’app per smartphone collegata alla blockchain. La trasparenza offerta dalla soluzione blockchain permette una tracciabilità assoluta e garantisce il valore della bicicletta nel tempo per fornire ai clienti prove di validità e proprietà, combattendo furti e contraffazioni. Ricordiamo che Colnago è stato il primo costruttore di biciclette ad adottare la tecnologia blockchain.

La Tod’s T Bike presentata in anteprima a Milano sarà disponibile in pre-order a partire dal 13 giugno su Tods.com e in una selezione di boutique monomarca Tod’s in tutto il mondo. Esclusivamente nella boutique Tod’s di Milano Montenapoleone la collezione potrà essere acquistata con cryptocurrency Bitcoin, formula di pagamento che potrà essere utilizzata anche per l’acquisto online della Tod’s T Bike in Europa.

Colnago

Una livrea speciale per la Colnago di Nathan Haas

04.06.2022
4 min
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In un articolo del mese di febbraio vi avevamo raccontato la storia di Nathan Haas e della sua collaborazione con Colnago nella realizzazione di un progetto sportivo chiamato “Full Circle”. Haas, originario di Brisbane in Australia con un passato da biker e stradista, ha di recente deciso di dedicarsi all’attività gravel. Il passaggio a quest’ultima disciplina va simbolicamente a chiudere un cerchio ideale nella sua carriera di ciclista professionista. 

Da qualche mese Haas sta partecipando alle principali gare del calendario UCI Gravel World Series, oltre ad alcune delle più importanti gare del calendario internazionale, e lo fa in sella ad una Colnago G3-X.

Il modello usato da Nathan Haas sarà la Colnago G3-X
Il modello usato da Nathan Haas sarà la Colnago G3-X

Omaggio al Kansas

Proprio oggi è in programma l’UNBOUND Gravel, una delle gare storiche del calendario gravel americano in calendario ogni anno durante la tarda primavera nella regione di Flint Hills intorno a Emporia in Kansas. Per omaggiare lo stato americano che ospita la gara, Colnago ha deciso di realizzare una livrea speciale per la G3-X con la quale gareggerà Haas.

La G3-X di Nathan, sulla quale spicca l’iconico ciclista Colnago ritratto di spalle sul tubo orizzontale, vuole essere un omaggio al Kansas e ai colori della sua bandiera. Sul telaio è riportata la frase “ad astra per aspera”, in lingua latina, che è diventata il motto del Kansas e che significa letteralmente “attraverso le asperità sino alle stelle”. Incarna perfettamente lo spirito dei pionieri e il loro sogno di realizzare l’impossibile.

I colori della bici usata da Nathan Haas sono ispirati dalla bandiera del Kansas
I colori della bici usata da Nathan Haas sono ispirati dalla bandiera del Kansas

Divisa speciale

Non sarà solo speciale la livrea della Colnago G3-X con la quale oggi gareggerà Haas. Sarà unica anche la divisa che indosserà il forte atleta australiano. Il look di Nathan è infatti curato dal designer Richard Pierce che, in collaborazione con Colnago e Castelli, ha realizzato una speciale divisa ispirata alle tendenze nel mondo del ciclismo degli anni Duemila.

L’idea di fondo era quella di mescolare con libertà e riproporre qualcosa del passato abbinato al moderno. Colnago ha deciso di celebrare il culto del vintage e dell’era della personalizzazione, sempre con il proprio stile.

Scopriamo la G3-X

La G3-X con la quale gareggerà oggi Nathan Haas è un modello specifico per l’utilizzo gravel. Nasce dall’esperienza maturata da Colnago nel mondo del ciclocross ma è stato studiato specificatamente per una disciplina particolare come il gravel. Ha una geometria ottimizzata per montare pneumatici di dimensioni maggiori, con angolo di sterzata e lunghezza complessiva progettati per offrire maggiore stabilità e comfort alle alte velocità. Sulla G3-X è inoltre possibile montare fino a quattro portaborracce, insieme ai bagagli per escursioni di lunga durata. La G3-X viene proposta in cinque taglie, tutte sloping.

La bici che userà Haas è il secondo esemplare di una serie di cinque G3-X che verranno proposte nel 2022 e che non saranno destinate alla vendita.

Colnago

Almeida, che peccato. La Colnago TT1 era pronta per Verona…

26.05.2022
5 min
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Doveva essere la bici con cui Almeida avrebbe ribaltato il verdetto delle montagne. Invece rimarrà sul camion del UAE Team Emirates. Oggi il portoghese ha annunciato il ritiro per la meno attesa positività al Covid. E la sua Colnago TT1 è tornata sul camion dei meccanici. Una vera arma contro le lancette, sviluppata con la collaborazione di tanti protagonisti: Colnago, Campagnolo e il Politecnico di Milano, università meneghina che è sempre di più un riferimento per il ciclismo dei pro’. Peccato…

La TT1 sembra nascondersi dietro la forcella
La TT1 sembra nascondersi dietro la forcella

La Colnago più costosa di sempre

«E’ difficile quantificare il costo di un progetto come la nostra TT1 – dice Manolo Bertocchi di Colnago – perché i processi di ricerca e sviluppo per un progetto come questo sono diversi, complicati e vedono tante forze in gioco. Fondamentale è stato anche l’apporto di Campagnolo. Alcuni corridori del Team UAE hanno iniziato a lavorare sulla bicicletta prima della fine del 2021 e anche nell’inverno il lavoro di sviluppo è stato intenso. Uno dei più attivi nello sviluppo è stato Mikel Bjerg. Oltre che essere un cronoman, è anche ingegnere».

La sensazione è che la TT1 è parte di un processo di innovazione dell’azienda, dove abbiamo visto la C68 e proprio la nuova bicicletta dedicata alle cronometro. Ci saranno altre novità in futuro? Siamo convinti che questo è solo l’inizio.

I test al Politecnico di Milano
I test al Politecnico di Milano

La TT1 di Almeida sotto la lente

Tutta in carbonio e con i freni a disco. Si parte dall’anteriore con una forcella con i foderi larghissimi, ma piatti nella sezione frontale. Rispetto alle bici da crono “tradizionali” ha il passaggio ruota più ampio, fattore che permette il passaggio di pneumatici panciuti: ci stanno comodi anche i tubeless da 28.

Noi l’abbiamo fotografata con una Bora Ultra WTO da 80 millimetri. Il manubrio full carbon è integrato e sviluppato in parallelo con la bicicletta. E’ alare con i due le due “corna arrotondate. Qui sono montate le leve dei freni e due “nuove scatolette” che sono i pulsanti aggiuntivi della trasmissione Campagnolo. E poi, osservando la bici frontalmente, la stessa sembra nascondersi dietro la forcella e il manubrio; la sezione centrale e il carro spariscono.

Le protesi con i terminali curvati

In questo caso le protesi non sono brandizzate, sono rialzate con le “torri” e gli appoggi dei gomiti sono paralleli proprio alle torri. Ci sono degli inserti CPC di Prologo, anche questi di nuova concezione.

Le prolunghe si “snodano” verso l’alto, sono in carbonio e hanno un volume maggiore verso la fine. Qui ci sono gli altri pulsanti della trasmissione.

Doppio profilato orizzontale

C’è la tubazione orizzontale con un ampio fazzoletto di rinforzo nella zona dello sterzo e che si collega all’obliquo. La vera particolarità è quella sorta di orizzontale aggiuntivo nella sezione mediana del telaio. Qui è integrata anche la borraccia, costruita con la tecnologia 3D e che è perfettamente integrata nel progetto. Dentro questa zona, sopra la scatola del movimento centrale è inserita la centralina della trasmissione SuperRecord.

Le calotte esterne del movimento centrale
Le calotte esterne del movimento centrale

I foderi obliqui non si innestano nel piantone, ma sono corti e uniscono i forcellini all’orizzontale aggiunto. Questa soluzione inoltre, permette di contenere l’affetto clessidra del carro, che si allarga solo per contenere il perno passante della ruota. C’è la pinna sopra la ruota, nei pressi di un nodo sella che segue la tangente obliqua.

Il seat-post è specifico e permette uno scarrellamento abbondante in senso orizzontale. La sella è la Prologo Dimension Tri CPC.

Il movimento centrale con le calotte esterne

La scatola del movimento centrale è stretta, se consideriamo i canoni più moderni, arrotondata e con le calotte esterne.

Power Meter SRM e due corone, la più grande da 56 denti, quella interna da 44, questa la configurazione che avrebbe utilizzato Almeida nella crono di Verona. Le pedivelle sono le classiche Campagnolo in carbonio, da 172,5 millimetri. Ci sono i pedali Look Blade Ceramic con molla di tensione da 20Nm. E ancora, la ruota posteriore lenticolare, nuova anche questa e tubeless (gommata Pirelli), un altro prodotto della generazione WTO Bora Ultra.

Per vedere la stessa bici lottare ai vertici di un grande Giro, ci sarà da aspettare il Tour. Per Pogacar ne hanno prodotta una identica…