Bellaria Igea Marina e turismo: la ricetta del successo

14.05.2023
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BELLARIA IGEA MARINA – L’Italia che a volte ci riesce e sicuramente nel frattempo ci prova, ha il volto e la voce di Massimo Ceccarelli, imprenditore e amministratore di realtà che operano nel turismo a Bellaria Igea Marina. Siamo in piena costiera romagnola, fra Cesenatico e Rimini: alle spalle, a una decina di chilometri, inizia la collina. Da queste parti il prossimo anno passerà il Tour, che arriverà proprio a Rimini e ripartirà da Cesenatico, invadendo come di consueto strade e hotel. E proprio di hotel parliamo con Ceccarelli, che gestisce in prima persona l’Augusta di famiglia e si spende anche per gli interessi comuni. Perché qui la bici e il turismo ad essa collegato sono una vena preziosa su cui si scava da tempo.

«Sono più di trent’anni – spiega – che la città è inserita nel mondo del ciclismo. Forse siamo stati fra i primi a credere in questa opportunità turistica. Poi qualcuno è stato più bravo a implementare la capacità promozionale e la qualità dei servizi all’interno delle strutture, fino ad arrivare a quelli che oggi sono i migliori alberghi della Romagna, in grado di proporre servizi da 4-5 stelle».

Massimo Ceccarelli è un imprenditore, si impegna per il suo territorio e organizza eventi di Mtb
Massimo Ceccarelli è un imprenditore, si impegna per il suo territorio e organizza eventi di Mtb
E’ un po’ tutta la Regione ad averci creduto, no?

Questo è stato un passaggio importante. Lo stesso Terrabici (club di prodotto regionale specializzato nell’offerta cicloturistica, ndr) ha fatto sì che alcune città e alcuni alberghi si promuovessero insieme. Noi siamo fra i primi a credere che unire le forze sia il modo migliore per farsi conoscere.

Perché?

Da solo puoi essere forte quanto vuoi, ma è difficile fare destinazione ed è molto complicato acquisire credibilità. Anche se le eccezioni ovviamente ci sono.

La città, si diceva, ha una storicità importante.

Siamo stati fra i primi a proporre la bicicletta nel periodo delle vacanze pasquali. Con il passare degli anni, ci siamo accorti che in alcuni alberghi ci sono clienti di terza generazione, che continuano a venire in bicicletta. Nonni che erano i ragazzi di tanti anni fa, che adesso portano i nipoti con sé per fargli vedere San Leo e San Marino. Appassionati che dopo tanti anni conoscono le strade anche meglio di me. Quando esco con loro, non faccio io la guida, sono loro che portano me, perché conoscono strade poco trafficate anche se più impegnative.

Bellaria è sul mare, la bicicletta è il mezzo di trasporto naturale
Bellaria è sul mare, la bicicletta è il mezzo di trasporto naturale
Sul serio?

Per andare a Tavullia non fanno la statale, ma passano da dietro San Marino. Un dedalo di stradine lontane dal traffico, che quando arrivi in paese, hai già fatto tanti metri di dislivello. Hanno una filosofia molto bella di cicloturismo. Cioè quella del partire la mattina e tornare la sera. Senza fare le corse, senza fretta. Poi è chiaro che ci sono anche i gruppi di agonisti, che in sei giorni devono fare 20.000 metri di dislivello. Con loro è solo testa bassa, barrette e gel.

In che modo il cicloturismo si integra con il turismo estivo da spiaggia?

Siamo arrivati al punto di considerare come stagione turistica anche la primavera e l’autunno, in certi casi anche l’inverno. Stiamo cercando di convincere gli amministratori pubblici a non parlare più di destagionalizzazione. C’è qualche struttura che con la primavera e l’autunno lavora tanto quanto d’estate. Non è un piano B, come il Natale, il Capodanno o il periodo fieristico. Sono stagioni a tutti gli effetti, con caratteristiche diverse, sia per il tipo di cliente sia per il servizio che devi offrire. Se vuoi essere un bike hotel, devi capire quali sono le esigenze del ciclista. Se vuoi lavorare col cliente fieristico, devi capire di cosa hanno bisogno. 

Di cosa ha bisogno il ciclista?

Il nuovo ciclista, non conoscendo il territorio, necessita di servizi diversi oltre che di qualità. L’Augusta oggi lo vediamo ristrutturato, dopo 10 anni di lavori. Era una pensioncina da 27 camere, nella doccia c’era la tenda e al quarto piano andavi senza l’ascensore. Quando lo abbiamo ripensato, gli abbiamo dato un indirizzo.

Quale?

Lo abbiamo immaginato come “family suite hotel”: camere grandi e spaziose per le famiglie, perché l’obiettivo doveva essere quello. Nel momento in cui ristrutturi devi pensarci, perché negli anni le esigenze del cliente cambiano, che sia sportivo, fieristico o una famiglia.

L’hotel Augusta di Ceccarelli sorge praticamente in riva al mare
L’hotel Augusta di Ceccarelli sorge praticamente in riva al mare
Gli altri?

Faccio parte di Terrabici, sono presidente di un consorzio regionale di promozione turistica che coinvolge il territorio. Condivido con loro tanti momenti, nuovi obiettivi e le nuove esigenze del turista. Un modo per confrontarsi e migliorarsi e per variare l’offerta turistica in modo da incotrare le diverse esigenze dei turisti americani, canadesi e europei..

In quale segmento?

Ci sono hotel che hanno aumentato la qualità dei servizi per andare incontro anche alle richieste dei ciclisti sempre più esigenti.

Le colline sono a due passi da Bellaria, una rete di ciclabili porta verso l’interno in sicurezza
Le colline sono a due passi da Bellaria, una rete di ciclabili porta verso l’interno in sicurezza
Hai detto che il ciclismo è una delle attività in cui la città crede.

Esatto e noi ne abbiamo approfittato per avere una pista ciclabile dal porto e lungo il corso del fiume, perché ci portasse nell’entroterra in sicurezza. Questo ha dato inizio allo sviluppo di altre piste ciclabili, cioè di altri percorsi lungo i fiumi. Il Marecchia è cresciuto, anche il Savio e la valle del Rubicone. Quando la Regione crede in certi progetti, i comuni e gli imprenditori si attivano. Se la parte pubblica fa vedere che crede in un progetto, il privato segue volentieri.

Solo ciclismo?

Come destinazione turistica, Bellaria crede molto nella cultura, nella musica e nello sport, che si tratti di beach volley, rugby, pallavolo, ciclismo oppure tennis e calcio. Il prossimo anno ci sarà anche il Tour de France e sarà un’attrazione per i turisti che sono già qui. La nostra città è frequentata da tantissimi francesi, quindi il Tour sarà un valore aggiunto. 

I comuni nell’entroterra di Bellaria hanno capito la portata del cicloturismo
I comuni nell’entroterra di Bellaria hanno capito la portata del cicloturismo
Avete rapporti con i comuni delle colline?

Collaboriamo. Come consorzio, abbiamo proposto per anni dei pacchetti che propongono mare e collina. Mi incontrerò con i referenti di alcuni centri termali della zona di Forlì e Cesena per promuovere all’estero una settimana di vacanza, con quattro giorni al mare e tre alle terme. Non tanto per le terme fini a se stesse, quanto per far vedere il mare e poi un’altra parte della regione.

Organizzate ancora gare di mountain bike?

In collaborazione con l’Associazione Sportiva Mare-Terra Bike Team e un nutrito gruppo di amici e volontari, organizziamo da dieci anni, la 24h e ora la Bim 6h Mtb. La volontà è quella di realizzare eventi e attività coinvolgendo le diverse realtà e i Comuni, dal mare all’entroterra collinare. Dopo il covid, gli eventi sono diventati complicati e costosi: è necessario programmarli per tempo e collaborando con i vari soggetti sul territorio. Solo uniti si riesce ad avere la forza necessaria per raggiungere gli obiettivi e per realizzare nuove sfide sempre più entusiasmanti.

Cicalino, la Toscana a colpi di pedali e buona tavola

04.05.2023
6 min
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MASSA MARITTIMA – Colline dolci, strappi duri, salite facili. Cipressi, vini eccellenti, poderi antichi. Piscina, centro benessere, piatti gustosi e verdure genuine… il tutto col filo conduttore della bici. Siamo in Toscana, tra l’Alta Maremma e le Colline Metallifere e più precisamente alla Tenuta Il Cicalino (in apertura foto Mirror Media).

Questa splendida tenuta col tempo è divenuta una vera roccaforte della Green Project-Bardiani, ma del ciclismo stesso, potremmo dire. E’ qui che tanti turisti scelgono di soggiornare per le loro vacanze a due ruote (e non solo ovviamente) e sempre qui le aziende di settore si danno appuntamento per delle fiere particolari, come è successo qualche settimana fa con BCA, Bike Connection Agency

Dal punto di vista turistico le potenzialità sono enormi. Oltre alla cucina, le strade sono davvero ottimali per pedalare. E la Toscana fa il resto con i suoi paesaggi e la sua offerta storica-culturale. E’ bastato salire di un paio di chilometri in quel terrazzo naturale che è Massa Marittima perché tutto ciò diventasse concreto.

Elisabetta Pasinato, è la direttrice del Cicalino ed è lei che ci parla di questo vero paradiso per i ciclisti.

Elisabetta Pasinato, direttrice del Cicalino
Elisabetta Pasinato, direttrice del Cicalino
Signora Pasinato: Cicalino e ciclismo un connubio sempre più stretto, come mai?

Un connubio sempre più stretto, un po’ per la nostra passione per la bici e un po’ per questo territorio meraviglioso. Un territorio sul quale abbiamo lavorato, non solo noi, per creare una sentieristica, soprattutto per la mountain bike, ma anche per la bici da strada e per il gravel. La nostra è chiaramente un’area vocata alla bici, sia per la bellezza dei suoi sentieri, sia per la bontà delle strade: l’asfalto è buono e il traffico è scarso. E poi non va trascurato l’aspetto della cucina che è sempre più importante per gli sportivi.

Voi avete uno stretto connubio anche con la famiglia Reverberi. Da anni ospitate le loro squadre, dalla Colnago-Csf alla Green Project-Bardiani. Come è nato questo rapporto?

Se non ricordo male, perché in effetti sono passati diversi anni, avevamo organizzato qui all’epoca, una corsa (il Giro della Provincia di Grosseto, ndr). Loro erano ospiti nostri, si trovarono molto bene ed è nata anche un’amicizia. 

Una bella storia…

E’ una squadra che a me piace molto perché è italiana, composta da tutti i ragazzi giovani ed anche la loro è un po’ una famiglia, come noi del Cicalino. Si lamentano sempre perché mangiano troppo e bene! Speriamo di non rallentarli per questo!

Chiaramente il cliente del Cicalino va oltre il professionista. Sappiamo che avete anche preso delle bici da dare ai clienti…

Esatto. Abbiamo firmato un contratto con Cannondale, anche per diventare centro Cannondale qui in Toscana. E’ un ‘azienda che ci piace molto. Ci siamo conosciuti un po’ casualmente durante un evento e abbiamo stretto questa collaborazione. La flotta di bici è composta sia da bici elettroassistite che tradizionali, per ora si tratta solo di mountain bike. Ma stiamo valutando di prendere anche qualche gravel visto il territorio e le numerose strade bianche che ci sono.

Il Cicalino è un “piccolo” villaggio. Ci sono questi poderi dislocati, le stradine che li collegano, le indicazioni all’interno, le piscine, la Spa… ci sono percorsi persino per correre a piedi. Ma quale può essere una giornata tipo del cliente ciclista?

Il nostro cliente è un po’ particolare. Volutamente il Cicalino non è un bike hotel classico: è un villaggio con tutti i servizi alberghieri. Ci sono le Spa, il centro benessere, la palestra, una ristorazione di alto livello, che però è attenta anche alle esigenze dell’atleta… La giornata tipo per questo cliente chiaramente si focalizza sulla bici e sul suo tour in bicicletta, che sia su strada o in mtb.

Chiaro…

Quando rientrano normalmente c’è un ottimo pranzo che li attende. E prima del tour c’è una colazione ad hoc. Per i pro’ ne abbiamo un tipo, per gli altri volendo c’è anche quella più ricca. Al pomeriggio vanno nelle Spa, oppure ci sono corsi di yoga… Solitamente il cliente appassionato di bicicletta vuole fare tante altre cose e qui al Cicalino può farle.

Elisabetta, prima ha parlato di sentieristica. Cosa offrite in tal senso?

Abbiamo le nostre piattaforme e i percorsi sono stati digitalizzati. Oggi sui Gps si scaricano tutti i percorsi possibili. Abbiamo anche una collaborazione molto stretta con un servizio guide della zona. Fanno anche “bike service” e sono molto bravi. Conoscono tutti i sentieri e lavorano con noi nella loro manutenzione. Quindi, chi vuole può affidarsi alle guide e può uscire in un tour guidato, altrimenti può scaricare le mappe.

C’è un periodo dell’anno che secondo lei è migliore per fare del cicloturismo al Cicalino?

Le stagioni sono cambiate moltissimo. Una volta si immaginava che febbraio fosse un mese impossibile, mentre negli ultimi dieci anni, febbraio e marzo sono delle stagioni ottimali. Marzo offre un clima meraviglioso. E le nostre piscine sono già aperte! Non c’è traffico sulle strade, soprattutto perché non è iniziato ancora il turismo sulla costa. Poi da aprile-maggio, inizia quella che io chiamo la stagione degli svizzeri. Ce ne sono moltissimi, ma è ancora un buon periodo. Sono molto belli anche i mesi di settembre, ottobre e novembre. Mentre sconsiglio – e lo devo dire sinceramente – luglio ed agosto. Sia per il caldo che per i flussi specie sulla costa.

Tenuta Il Cicalino

Catalogna, la vera vacanza a misura di bici

02.05.2023
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Tutti la conoscono. In pochi però sanno cosa la Catalogna abbia in serbo per gli appassionati delle due ruote. Parchi naturali, luoghi d’arte, zone montuose, fiumi, torrenti e tratti a ridosso del litorale catalano. Il ciclismo da queste parti viene vissuto a tutti i livelli e in tutte le discipline, l’importante è pedalare e godersi il panorama oltre che il viaggio. 6.000 chilometri di piste ciclabili, all’esplorazione di paesaggi unici dalla Costa Brava alle Terres de l’Ebre, dalle vette dei Pirenei alla Val d’Aran, passando naturalmente per la capitale Barcellona.

Paesaggi mozzafiato nascosti tra i Pirenei – (c) val d’aran photos
Paesaggi mozzafiato nascosti tra i Pirenei – (c) val d’aran photos

Val d’Aran e Pirenei

La prima zona da inserire nel programma di viaggio, considerata il non plus ultra per chi ama lo sport di montagna, è la Val d’Aran. Grazie alla sua posizione privilegiata e all’ampia varietà di paesaggi permette di scoprire una Catalogna più intima, caratterizzata da piccoli villaggi, distese naturali incontaminate, custodi di una fortissima identità culturale.

Prima destinazione di montagna al mondo ad essere riconosciuta con la certificazione di turismo sostenibile Biosphere Destination dall’Istituto di Turismo Responsabile, ente associato all’UNESCO e all’Organizzazione Mondiale del Turismo e dal 2004 Destinazione per il Turismo Sportivo. Questa valle incastonata nei Pirenei è sicuramente un paradiso per gli amanti della bicicletta che qui trovano oltre 800 chilometri di percorsi adatti a qualsiasi grado di difficoltà

Dagli spettacolari passi di montagna, scenari del mitico Tour de France, ai vertiginosi circuiti di enduro per i più professionisti nelle foreste di Baricauba, La Tuca e la montagna di Montromies, agli oltre 400 chilometri di percorsi segnalati per la mountain bike attraverso boschi lussureggianti, a numerose possibilità per la gravel sia su superfici asfaltate che su sentieri naturali. Infine un luogo adatto anche a tranquille pedalate lungo il fiume che collegano i villaggi che sorgono in questa zona e più idonei agli amanti della bici su strada, fino ad una serie di percorsi specifici per ebike che si distinguono per la bassa difficoltà tecnica e la bellezza dei tragitti.

Itinerari adatti a tutte le discipline, dalla bici da strada alla mtb – (c) val d’aran photos
Itinerari adatti a tutte le discipline, dalla bici da strada alla mtb – (c) val d’aran photos

Vies Verdes (Vie Verdi)

Un turismo che si addentra nelle zone più belle e intime della Catalogna. Le Vie Verdi della Catalogna sono itinerari che si snodano sinuosi tra vecchi tracciati ferroviari della provincia di Girona e di Tarragona. Oggi rappresentano un esempio virtuoso di recupero di patrimoni storici dismessi, trasformandosi in sentieri adatti al cicloturismo, dove appagare la propria curiosità anche grazie alla ricchezza culturale e storica del territorio, situato nel nord-est della regione.

Una delle Vie Verdi più incantevoli è quella che, dalla Costa Brava, permette di raggiungere i Pirenei, snodandosi lungo un percorso di grande importanza paesaggistica, ecologica e culturale nella straordinaria zona vulcanica di La Garrotxa, a Olot, dove spiccano ben 4 coni vulcanici, crateri, boschi di faggi su fiumi di lava e spettacolari gole con pareti in basalto, frutto di esplosioni millenarie. Lungo il percorso si incontra Girona, un vero e proprio gioiello di architettura medievale, perfettamente conservato.

Itinerari rivalorizzati

Per ammirare l’incantevole bellezza dei panorami mediterranei di questo tratto di costa catalana, si può anche optare per l’Itinerario del Ferro e del Carbone che ripercorre la tratta che seguiva il treno dalle miniere di Carbone di Ogassa a El Ripollès: un percorso semplice, che segue dolcemente il corso del fiume Ter, o l’Itinerario del Tren Petit che ripercorre la linea del piccolo tram-treno che collegava le meraviglie della Costa Brava, dal mare all’entroterra, regalando scorci incantevoli della zona dell’Empordà, dove sorgono piccoli villaggi che sembrano piccoli musei a cielo aperto, ricchi di storia e tradizioni.

Se invece si intende andare alla scoperta della punta meridionale della Catalogna, nelle Terres de l’Ebre, è possibile scegliere tra due itinerari che si snodano tra mandorli e foreste di pini, nella provincia di Tarragona. Lungo il primo itinerario della Terra Alta si incontrano luoghi e paesaggi spettacolari, intervallati da tunnel e viadotti, mentre con l’itinerario del Baix Ebre si percorrono circa 26 chilometri lungo il fiume Ebre, in un alternarsi quasi a creare un vero e proprio mosaico di paesaggi montuosi, prati e fattorie e argini fluviali fino a Tortosa, la città delle tre culture.

Cambrils si trova nel centro-sud della Costa Daurada
Cambrils si trova nel centro-sud della Costa Daurada

La Costa Daurada

Certificata come Destinazione di Turismo Familiare specializzata in cicloturismo, Cambrils si trova nel centro-sud della Costa Daurada. E’ un luogo onirico dove gli amanti delle due ruote si troveranno a pedalare tra montagne e mare, tra vette e costa, in un emozionante susseguirsi di sensazioni e visioni indimenticabili.

Piste ciclabili che corrono lungo l’intero litorale e attraversano il tratto urbano in pianura, come l’itinerario che da Salou permette di raggiungere Cambrils e costeggia costantemente il mare, lungo tutti i 7 chilometri della tratta o, se un sentiero più lungo non spaventa, resta da provare l’itinerario ad anello del Baix Penedès. Si parte e si arriva a El Vendrell, città natale di Pau Casals (celebre compositore e direttore d’orchestra catalano) e per 37 chilometri si attraversa questa zona tra foreste, vigneti e una storia che affonda le radici nell’antica Roma.

Catalunyaexperience

Assos “spacca” con i pantaloncini GTC Kiespanzer

22.04.2023
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Assos propone un nuovo modello di pantaloncini dedicati in particolare a chi pratica gravel, cicloturismo e bikepacking. Si tratta dei GTC Kiespanzer, che letteralmente significa: carro armato da ghiaia. Un prodotto in grado di rispondere ad esigenze sempre maggiori da parte di questa clientela in continua espansione. 

Le tasche laterali, in rete 3-Mesh, sono estremamente capienti
Le tasche laterali, in rete 3-Mesh, sono estremamente capienti

Resistenza

Il nome di questo nuovo capo d’abbigliamento di Assos è tutto un programma, nato per fronteggiare al meglio tutte le situazioni e le sollecitazioni che nascono dalle avventure lontane dall’asfalto. Vengono realizzati con il tessuto Type.429, il quale offre una buona compressione, rimanendo comunque molto traspirante ed aerodinamico.

Nella parte esterna sono stati aggiunti dei pannelli che proteggono il ciclista dalle abrasioni che si possono verificare quando ci si inoltra nei vari sentieri. Questa caratteristica deriva dall’uso del tessuto Bunny Hop: ortogonale e resistente. Bielastico e compatto, composto in parti uguali da poliammide ed elastan. 

Il disegno delle bretelle ad “A” evita l’abbassamento dei pantaloncini durante la pedalata
Il disegno delle bretelle ad “A” evita l’abbassamento dei pantaloncini durante la pedalata

Performante e con tanto spazio

Indumento realizzato con taglio C2 AEPD regular fit, ha un disegno ereditato dai modelli più performanti, quelli da gara. Nonostante ciò risulta meno aggressivo, con una lunghezza standard delle gambe, in modo tale da permettere dei movimenti comodi anche quando si scende di sella. 

I pantaloncini GTC Kiespanzer hanno un maggiore spazio di stoccaggio, per riporre tutto ciò di cui abbiamo necessità per le nostre lunghe pedalate. Queste tasche si trovano nella parte laterale, sono elastiche, realizzate con pannelli in rete 3-Mesh. 

I tiretti facilitano l’accesso alle tasche posteriori
I tiretti facilitano l’accesso alle tasche posteriori

Bretelle e sicurezza

La forma delle bretelle è la classica ad “A” nata con i modelli Mille GTS, una soluzione che evita l’abbassamento dei pantaloncini nella zona lombare. Inoltre, questa forma data alle bretelle, rende il fondello molto stabile. 

A proposito, il fondello è il Mille GTC C2: formato da due strati, nella parte inferiore, il primo di Microshock, il secondo è il Filterfoam. Un doppio supporto, dallo spessore di 19 millimetri che dona un maggior comfort. Una soluzione per avere ancor più stabilità sono le goldenGate, ovvero delle cuciture che fissano il fondello nella parte posteriore ed anteriore. I kraterCooler sono dei fori, che si trovano nella parte superiore, i quali garantiscono un perfetto ricambio d’aria. 

La sicurezza è importante, per questo Assos ha applicato delle strisce riflettenti, che forniscono la giusta visibilità in ogni situazione ed a qualsiasi ora del giorno

I GTC Kiespanzer sono in vendita al prezzo di 250 euro.

Assos

Valle Savio Bike Sound, bici e musica sulla stessa frequenza

18.04.2023
5 min
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Bici e musica. Pedalate sulle note. Uno spartito tutto nuovo che fa incontrare due mondi, dando luce ad un nuovo modo di intendere lo stare insieme in sella. L’auditorium naturale che ospiterà questo evento e farà da amplificatore alle bellezze del suo territorio sarà Valle Savio Bike Sound con sei Comuni in evidenza (Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto).

Un format nuovo ed originale che in tre date unirà due universi all’apparenza distanti, ma che hanno molte cose in comune. Il mezzo saranno i percorsi ciclistici e cicloturistici con esibizioni live, musica diffusa e colonne sonore personalizzate. 

Le curve del territorio si muovono sinuose come onde sonore
Le curve del territorio si muovono sinuose come onde sonore

Stare insieme

Un format adatto a chiunque sia appassionato di bicicletta e aperto a nuove esperienze, con giornate suggestive a tema “Bike Sound”: l’anello ciclistico del Monte Fumaiolo con musica diffusa e ristori animati, l’inedita cronoscalata della salita del Barbotto con la propria colonna sonora, concerto all’alba in una location segreta raggiungibile solo in bicicletta; e ancora, concerti di ex-ciclisti e pedalate con cantanti e dj.

«Il progetto è nato – spiega Marco Pavarini, direttore di ExtraGiro – dall’idea che il ciclismo deve essere una festa. L’idea è quella di trasformare l’esperienza del ciclismo e unirla a qualcosa di collettivo com’è la musica. Ma anche quella di portare la musica all’aria aperta in mezzo alla natura, sulle strade del ciclismo. Questo amplifica la capacità delle due ruote di arrivare a tutti. Se il cicloturismo si protende già verso tutti, dalle donne ai bambini ai principianti, la sinfonia può essere un ulteriore stimolo per mettersi in sella e fare nuove scoperte».

Gli appuntamenti sono per domenica 7 maggio, domenica 28 maggio e domenica 24 settembre. Saranno tutti eventi gratuiti, con prenotazione obbligatoria e accesso ai servizi di ristori, gadget e animazione sul posto.

Il territorio di Valle Savio si trova nella provincia di Forlì-Cesena
Il territorio di Valle Savio si trova nella provincia di Forlì-Cesena

Monte Fumaiolo

La prima data in calendario è domenica 7 maggio, con un programma che prevede il Bike Day in sicurezza nel circuito ad anello sul Monte Fumaiolo, da Bagno di Romagna a Verghereto e ritorno (con musica diffusa), con ristori lungo il percorso. A Bagno di Romagna i partecipanti troveranno il Villaggio Bike Sound con animazione e la music selection live di Renée La Bulgara, miglior woman dj italiana 2022 ai recenti Dance Music Awards. La giornata Bike Sound sarà completata dal concerto di Mauro Ermanno Giovanardi, ex ciclista e acclamato frontman dei La Crus. 

«Noi abbiamo una grande passione per la musica – dice Pavarini – così come il territorio di Valle Savio che ci ospita. Sono luoghi che vivono la musica tutto l’anno con concerti, web radio e altri progetti. Parallelamente si scopre come tanti musicisti siano appassionati di bicicletta. Un esempio è proprio Giovanardi che ha corso in passato e tutt’ora pratica e segue questo mondo. Come lui diversi dj come Benny Benassi e altri musicisti che stiamo scoprendo essere fan delle due ruote».

Il territorio di Valle Savio è parte attiva nel movimento ciclortuirstico (foto di Andrea Bonavita)
Il territorio di Valle Savio è parte attiva nel movimento ciclortuirstico (foto di Andrea Bonavita)

Cronoscalata del Barbotto

Valle Savio Bike Sound prosegue domenica 28 maggio, con Bike Day a pedalata libera nel circuito ad anello Mercato Saraceno – Sarsina, con la prima Cronoscalata del Barbotto con colonna sonora personalizzata a squadre e individuale e il Villaggio Bike Sound a Mercato Saraceno

«Tutto il Barbotto – spiega Pavarini – verrà musicato e scalato a suon di pedalate e canzoni. Un modo divertente per affrontare la salita in squadra, dove ogni team avrà la sua musica. Non sarà una competizione, prenderemo il tempo sul decimo, proprio per comunicare che si deve andare su tutti insieme.

«Musica e ciclismo – dice – sono vicini più di quanto si crede. Alessandro Covi per esempio ci ha consigliato una sua playlist da trasmettere, come lui Luca Gregorio ha contribuito con il suo gusto musicale. E altri ne arriveranno ad arricchire questa esperienza. I ciclisti hanno tanto da comunicare e la musica è una passione che stiamo scoprendo essere nelle loro corde, come Domenico Pozzovivo che ho saputo essere un ottimo pianista».

Musica e ciclismo sono due input in grado di unire le persone
Musica e ciclismo sono due input in grado di unire le persone

Alba segreta

Il terzo appuntamento, domenica 24 settembre, vedrà un concerto all’alba per ciclisti a Montiano, in località segreta raggiungibile attraverso un percorso in bici. Ma anche il Bike Day nel circuito Cesena-Cesenatico-Cesena con musica diffusa e ristori in case private, aperte in via eccezionale per l’evento. Per la Valle del Savio, il format Bike Sound è un grande strumento di promozione, nato per mostrare che in questo territorio la bicicletta è al centro dello sviluppo di un cicloturismo culturale ed emozionale.

«Con Valle Savio – conclude Pavarini – stiamo collaborando attraverso il cicloturismo e devo dire che questo evento è venuto da sé. La stessa conformazione del territorio sembra avere queste caratteristiche. Il silenzio è musica. Ci sono salite pazzesche dove è possibile ascoltare il suono della natura. Quando si guardano le immagini di questi paesaggi, puoi immaginare il suono che c’è in quei territori. Siamo partiti così dall’idea di dare voce a questi territori e di aggiungere la nostra di musica per accompagnarli».

Sul sito web e su Spotify saranno pubblicati tutti i brani che compongono questo progetto e che sono stati scelti da Music Selector d’eccezione con la direzione artistica di ExtraGiro. Inoltre Radio Monte Carlo, emittente del Gruppo RadioMediaset, supporta l’evento di Valle Savio Bike Sound per raccontare la particolarità e le suggestioni di un evento ciclistico che è diventato anche musicale.

ValleSavioBikeSound

Comune di Garda, la culla del cicloturismo sulle sponde del lago

01.04.2023
5 min
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Clima mite, ciclovie e paesaggi mozzafiato sono la cartolina di questo luogo a misura di bici. Stiamo parlando del Comune di Garda, un piccolo e affascinante borgo che dal golfo racchiuso fra Punta San Vigilio e la sua Rocca, domina la sponda orientale del Lago di Garda. Qui la cultura per il cicloturismo ha una storia di lunga data, così come quella per le due ruote in generale che vede spesso passare Giro d’Italia e Gran Fondo. 

I percorsi che partono da questa sponda portano dalle rive del lago alle dolci colline, fra i vigneti del Bardolino e gli uliveti della Riviera degli Olivi, spingendosi fino al paesaggio alpino del Monte Baldo che sovrasta la sponda orientale del Lago.

Un luogo adatto a tutti, dai più allenati ai neofiti che vogliono utilizzare una e-bike per apprezzare il turismo lento e la natura rigogliosa che circonda il lago. Tanti itinerari da scoprire e vivere in sella una pedalata dopo l’altra. 

Gli itinerari si suddividono su più discipline come per esempio il gravel
Gli itinerari si suddividono su più discipline come per esempio il gravel

Anche ciclismo dei pro’

Per il ciclista, il clima è spesso il decano che scandisce le uscite in bici. Garda ha come complici il clima mite del lago e un territorio unico, stretto fra il Monte Baldo dagli alpeggi che superano i 2.000 mt di altitudine, e le dolci colline moreniche di origine glaciale coperte da vigneti e uliveti, hanno reso da sempre il golfo di Garda e il basso lago la culla del ciclismo

Tappe immancabili del Giro d’Italia, della Monaco-Cesenatico e della Transalp su strada. Patria della MTB fin dai suoi albori negli anni ’80 e oggi punto di riferimento per il gravel. Garda è il luogo dove ogni anno migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo trovano la destinazione perfetta per la bici. Un punto di partenza e di ritorno in grado di collegare tantissime mete e strade rese famose dal passaggio del ciclismo dei grandi. Un gancio e un rifugio per poter apprezzare ciò che è il Comune di Garda e che gli sta intorno. 

Il clima è un valore aggiunto per un luogo come questo, perfetto per la bici
Il clima è un valore aggiunto per un luogo come questo, perfetto per la bici

Percorsi naturali

Partendo dalla piazza del paese, i percorsi ciclistici portano alle più importanti ciclovie europee, come la Ciclovia del Sole che, inserita nell’EuroVelo Nr. 7 (Sun Route), collega Capo Nord a Malta passando da San Candido, Peschiera, Bologna e Palermo. Oppure la Ciclovia del Po, parte di EuroVelo Nr. 8 (Mediterranean Route), la quale, attraversando Savona, Torino, Rovigo e Venezia, si spinge dall’Andalusia fino alla Grecia. 

A breve sarà inaugurata la pista ciclabile che collegherà Garda al vicino Costermano sul Garda, per raggiungere la Ciclovia del Sole in tutta sicurezza, attraverso percorsi dedicati ai cicloamatori. Non mancano inoltre i servizi dedicati ai ciclisti, come i punti ricarica per le e-bike, i noleggi bici che offrono MTB, gravel, bici da strada e e-bike, gli hotel e i residence bike-friendly, attrezzati con bike room, officina e servizio lavanderia. informazioni inserite nel portale dedicato al cicloturismo Garda Bike Weeks che si occupa anche di organizzare un fitto calendario di uscite settimanali e tour di gruppo con guide selezionate. 

E’ possibile pedalare in compagnia con il supporto di guide esperte
E’ possibile pedalare in compagnia con il supporto di guide esperte

Senza preoccupazioni

Per chi vuole invece programmare una vacanza in bici senza doversi preoccupare di nulla, Ital Cycling Bike Tours organizza tour su strada, gravel ed MTB per tutti i livelli per scoprire le colline del Garda. Con la possibilità di partecipare ad esclusivi training camp con le star internazionali del ciclismo italiano Claudio Chiappucci, Alessandro Ballan, Ivan Quaranta, Valerio Agnoli e l’ultra-cyclist Paola Gianotti

«L’amministrazione ha un grande interesse – dichiara Giovanna Rizzi, Assessore al Turismo e Manifestazioni di Garda – ad investire nel cicloturismo, offrendo servizi per i cicloamatori che rendano Garda una meta sportiva sempre più importante per gli appassionati italiani e stranieri. La bicicletta rappresenta anche l’occasione per puntare al turismo ecosostenibile, alla scoperta del nostro territorio e delle sue bellezze naturali».

Il Comune di Garda si impegna da anni per lo sviluppo del cicloturismo su queste sponde
Il Comune di Garda si impegna da anni per lo sviluppo del cicloturismo su queste sponde

Appuntamenti delle GF

Per chi la bici la vive come disciplina sportiva, sono due quest’anno gli appuntamenti da segnare in agenda. La MTB Garda Marathon, il 7 maggio, gara dalle emozioni forti che grazie a due percorsi alternativi, farà scoprire i sigle track da cartolina che collegano Garda al Monte Baldo. E la Granfondo Garda Bottecchia andata in scena il 26 marzo, dedicata agli stradisti, con un percorso attraverso un tracciato “fiammingo” estremamente vario, che si sviluppa fra il lago e il suo entroterra.

La vocazione è quella di un territorio adatto a tutti i cicloamatori, dai più audaci, ai neofiti e alle famiglie, che preferiscono la comodità dell’e-bike a pedalata assistita. I percorsi ciclabili conducono alla Valpolicella, al Monte Baldo, alla Val d’Adige, a Verona e Peschiera del Garda patrimonio dell’UNESCO, a Valeggio Sul Mincio. Infine un piccolo traghetto, attraversando il lago, permette facilmente di arrivare alla sponda lombarda con la propria bicicletta, facendo di Garda uno snodo strategico per chi vuole fare una vacanza sulle due ruote in un territorio meraviglioso.

Comune di Garda

Puglia bike destination, una nuova meta per il cicloturismo

25.03.2023
6 min
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La Puglia, cuore del Mediterraneo, è stata culla di numerose civiltà antiche, oggi è custode di patrimoni dell’Unesco e secoli di tradizione. Uno scrigno d’arte, storia e natura pronto ad accogliere le due ruote a pedali nella sua lunga costa bagnata dal limpido Adriatico. Il traguardo è definito, chiaro e raggiungibile: la Regione Puglia ha come obiettivo l’immersione nel settore del cicloturismo, con la mission di diventare in tempi brevi, e a tutti gli effetti, una nuova “bike destination”.

Colori, natura, cultura e le due ruote

Unione d’intenti

Si è svolto il 17 e il 18 marzo un’incontro organizzato presso la Fiera del Levante di Bari da Regione Puglia e da Pugliapromozione, al quale hanno partecipato le Istituzioni, gli operatori del settore, alcuni esperti di marketing turistico e di “bike economy”. Un’appuntamento necessario per fare il punto sullo stato di avanzamento di questo percorso evolutivo, intrapreso dalla stessa regione per poter essere presto considerata una nuova ed ambita meta cicloturistica.

Il turismo su due ruote ha un’importanza ed un valore assolutamente di primo piano. Non a caso, il cicloturismo si distingue per una propria funzione complementare che lega più turismi e settori. La sua versatilità lo rende un terreno fertile su cui gettare i semi di una nuova economia sostenibile e amica dell’ambiente. Un turismo in grado di fare interagire Comuni e turisti e decongestionare e destagionalizzare i flussi. 

Ad aprire i lavori sono stati l’Assessore a Turismo, Sviluppo e Impresa Turistica della Regione Puglia, Gianfranco Lopane, Anna Grazia Maraschio, Assessore regionale ad Ambiente, Assetto del territorio, Paesaggio e Urbanistica. L’Assessore ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile Anita Maurodinoia, il direttore generale di Puglia Promozione Luca Scandale e Tommaso Depalma. Quest’ultimo organizzatore dell’evento e delegato ANCI per la mobilità sostenibile e i corretti stili di vita nonché consigliere del Presidente regionale Michele Emiliano per il coordinamento dei progetti connessi al “Puglia Bike Destination: Puglia meta del Turismo sportivo”. 

Amici della bici

Una macchina organizzativa che si sta muovendo all’unisono facendo collimare intenti e forze lavoro rigorosamente rivolte alle due ruote.

«La Regione Puglia punta sui prodotti legati all’outdoor e alla sostenibilità – ha dichiarato l’Assessore al Turismo Gianfranco Lopane – e dopo il lavoro già avviato sulla rete dei cammini, proseguiamo ora con le azioni sul turismo in bicicletta. Il nostro obiettivo è molto chiaro, vogliamo diventare una vera bike destination. Coordinata, ben organizzata e ricca di offerte in grado di attrarre turisti in bici, sia italiani che stranieri. E per poterci preparare al meglio, per capire bene che cosa vorremo diventare abbiamo voluto organizzare questa due giorni di confronto con gli operatori, con la rete dell’ospitalità e con le associazioni pugliesi. 

«Non un momento celebrativo, dunque, ma un focus estremamente concreto, con tavoli di lavoro tematici e di confronto con esperti del settore ed operatori. Riteniamo che l’offerta cicloturistica della Puglia debba partire dalle indicazioni che provengono dai territori. Che sia necessario dettagliare tutti gli aspetti che possano permettere di costruire una meta realmente bike friendly per i turisti che sceglieranno la nostra regione per poterla conoscere pedalando.

«Le progettualità che promuoveremo nei prossimi mesi, a cui destineremo nuove risorse, saranno focalizzate proprio sul cicloturismo e sui relativi servizi. La Puglia, da nord a sud, può regalare emozioni e scenari incantevoli: ed attraversarli in bicicletta offrirà sicuramente a chi lo potrà fare delle emozioni uniche».

Da sinistra, Luca Scandale, Tommaso Depalma, Gianfranco Lopane e Alessandro Ballan
Gianfranco Lopane, Assessore a Turismo, Sviluppo e Impresa Turistica della Regione Puglia, e Alessandro Ballan

Opportunità turistica

Assieme alla Regione Puglia, rappresentata da ben quattro Assessori, co-organizzatrice dell’incontro barese è stata come già anticipato anche l’agenzia Pugliapromozione.

«Questi due giorni di incontri – ha commentato il direttore di Pugliapromozione Luca Scandale – rappresentano un momento molto importante di confronto relativamente il tema del turismo in bicicletta. Un cluster che, assieme a enogastronomia e wedding, rappresenta un prodotto importantissimo per noi, già per la stagione 2023. Chi decide di programmare le proprie vacanze in bicicletta movimenta risorse importanti. Siamo convinti che questa che stiamo percorrendo sia la strada giusta per fare in modo che i turisti scelgano di venire in Puglia anche per viverla ed assaporarla in sella». 

«L’incontro che abbiamo organizzato – ha aggiunto Tommaso Depalma – mi piace vederlo ed inquadrarlo come una progressione rispetto a quanto fatto a fine 2021. Quando con il Patto di Mattinata partimmo a sensibilizzare i Comuni Pugliesi sulla validità del nostro progetto. Quello che abbiamo appena archiviato con successo è stato un momento necessario per verificare quanto abbiamo realizzato e che dobbiamo ancora fare. Abbiamo avuto presente la parte istituzionale, con gli Assessori e i dipartimenti, le agenzie, ANCI Puglia, che mi piace definire come la cinghia di trasmissione di questo bellissimo progetto, oltre naturalmente agli operatori sul territorio».

Nel corso di questa intensa due giorni di lavori, il Direttore Generale di ASSET Elio Sannicandro ha avuto modo di presentare la realizzazione di una guida cicloturistica in doppia lingua, italiano ed inglese. Lo scopo è la conoscenza in bici di alcune meravigliose aree regionali come il Gargano, la Daunia, Bari e la Murgia e il Sud della Puglia.

Azzurri presenti

I primi ad assaporarne l’etusiasmo e a mettere una metaforica spunta blu su questa nuova meta turistica sono state le giovani promesse azzurre U23 guidate da Marino Amadori.

I ragazzi sono arrivati in Puglia per il ritiro in vista delle prossime corse di inizio stagione: una conferma del rapporto forte che anche in prospettiva Regione Puglia e Pugliapromozione hanno intrecciato con la Federazione Ciclistica Italiana. Non a caso tutti i giovani azzurri riportavano sulla propria maglia l’hashtag #weareinpuglia. 

Invitato d’onore a Bari è stato Alessandro Ballan: ultimo professionista italiano a vestire la maglia iridata di campione del mondo. Il quale ha espresso grande apprezzamento relativamente quanto si stia organizzando in Puglia per quanto riguarda la promozione in chiave ciclo turistica del territorio. Un doppio in bocca al lupo pronto a sostenere una regione che ha già iniziato a rimboccarsi le maniche per portare il ciclismo in questa terra unica e rara.

Con Garzelli sulle strade delle corse valenciane

23.02.2023
6 min
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A volte la storia del ciclismo e dei campioni passa anche per una strada che non ci si aspetta. Una strada che, nel vero senso della parola, si snoda fra campi coltivati a mandarini e arance e che è costantemente teatro di grandi sfide tra i pro’. E’ la gran fondo Stefano Garzelli, che si terrà in Spagna, a Betera, il 2 aprile prossimo.

Il campione varesino da anni vive nella regione di Valencia. Betera dista meno di 20 chilometri a Nord Ovest di Valencia stessa.

Complici il buon clima, una certa tradizione ciclistica e strade bike friendly, è qui che si tengono corse come la Clasica Comunitat Valenciana 1969, la Volta a la Comunitat Valenciana e tanti transiti della Vuelta Espana. Anche quest’anno la quinta e la sesta tappa toccheranno quelle terre.

Colline più spoglie e grandi coltivazioni di arance e mandarini. Questa foto è stata scattata nel giorno della vittoria di Velasco
Colline più spoglie e grandi coltivazioni di arance e mandarini. Questa foto è stata scattata nel giorno della vittoria di Velasco

Nasce la GF Garzelli

A Betera Stefano Garzelli è ormai di casa e ha deciso di lanciare qui la prima edizione della gran fondo a lui dedicata.

«Più che una prima edizione – racconta la maglia rosa 2000 – per me è un po’ un’edizione zero. Immagino che ci saranno molte cose che dovranno poi essere perfezionate nel corso del tempo, ma c’è la voglia di regalare una giornata di sport e divertimento ai ciclisti della zona e non solo. Penso anche agli appassionati italiani».

E, aggiungiamo noi, ai tanti turisti del Nord Europa che vanno a “svernare” in Spagna. E, credeteci, sono tantissimi, specie i cicloturisti tedeschi e belgi. Tanto più che qualche decina di chilometri più a Sud, fra Oliva, Denia, Benidorm, Calpe, tutte le squadre svolgono i loro ritiri invernali.

Stefano Garzelli con i suoi ragazzi sul percorso della gran fondo che si terrà il 2 aprile
Stefano Garzelli con i suoi ragazzi sul percorso della gran fondo che si terrà il 2 aprile

Tracciato per tutti

Ma torniamo all’evento di Garzelli. Dicevamo “edizione zero”, ma idee chiare. Garzelli vuole unire l’aspetto ludico-turistico a quello agonistico. E per questo Stefano stesso ha pensato ad una formula molto interessante.

Il percorso si snoda su un anello di 120 chilometri per un totale di 1.200 metri di dislivello. Si parte e si arriva a Betera. La prima parte (circa 45 chilometri) è un continuo saliscendi che tende a salire. Poi a Casinos, inizia la salita di Alcublas. La seconda parte, invece è più filante.

«La prima parte – spiega il varesino – sarà ad andatura controllata, dietro macchina. Un’andatura che consentirà a tutti di pedalare senza stress e di godersi il paesaggio. Ai piedi della salita di Alcublas, scatterà la gara. La scalata tocca i 950 metri di quota. E’ lunga 7 chilometri e ha una pendenza media che oscilla fra il 6% e il 7%.

«In cima, ci sarà un grande ristoro. Aspetteremo che il gruppo si ricompatterà e una volta che tutti saranno pronti, ripartiremo per la seconda parte del percorso, che farà ritorno a Betera. Di nuovo un tratto di una trentina di chilometri dietro macchina e gli ultimi 20 chilometri, pianeggianti saranno di gara.

«Ho scelto due tratti diversi per la gara in quanto ritenevo giusto dare spazio sia agli scalatori che ai ciclisti che più amano la pianura e sono veloci. In questo modo tutti avranno le loro possibilità. E poi volevo un evento che fosse per tutti: dalla signora che ama godersi la bici, al cicloamatore che vuole “darsi le legnate” con i compagni!».

In questo modo la gran fondo diventa una “micro corsa a tappe”: una frazione per scalatori e una per velocisti, tutti ad armi pari. Se in cima non fosse previsto il ricongiungimento, le ruote veloci sarebbero tagliate fuori. Una formula innovativa e interessante.

Tanto da vedere

«Al netto dell’evento, a cui tengo molto – prosegue Garzelli – mi piaceva ideare questa gran fondo. Credo sia un’opportunità per il territorio e per gli appassionati. Bisogna considerare che nella zona di Valencia c’è molto da vedere, a partire da Valencia stessa, città stupenda. Facile da raggiungere anche via aereo dall’Italia».

Valencia è una delle città europee che più si è evoluta negli ultimi anni. Ha visto una trasformazione architettonica importante, sviluppandosi “sul mare” e alternando la modernità del litorale alla tradizione del centro storico. Basti pensare che vi sono stati disputati dei Gp di Formula 1 (proprio nell’aera litoranea) ed è stata sede dell’America’s Cup, il più importante trofeo velistico al mondo.

Strade per ciclisti

«La cosa bella di questa zona – spiega Garzelli – è anche la cultura della bici che c’è e che ormai vive nei cittadini. Pensate che la legge del metro e mezzo di distanza tra veicoli e ciclista è stata modificata in 2 metri. C’è grande rispetto per il ciclista. Qui, le auto, sono in grado di restare dietro alle bici per più chilometri senza che si attacchino al clacson.

«E anche la segnaletica è “bike friendly”. Sulle salite per esempio ci sono i cartelli che indicano la pendenza del chilometro che si va ad affrontare e quanto manca alla cima. Sono strade ampie con un buon fondo, sicure. Qui ci sono diverse gare, specie ad inizio stagione. Io ci porto i miei ragazzi, gli allievi, a pedalare. E’ da qui per esempio che viene Iker Bonillo, ora alla Green Project Bardiani e sempre qui mi allenavo io».

Un piccolo paradiso per i ciclisti dunque questa zona valenciana. E sempre per restare in tema di tradizioni e cultura, a fine gara, anziché il pasta party, ci sarà il “paella party”! Una gigantesca e gustosa paella valenciana preparata in un mega padellone.

Ma le sorprese non finiscono qui. Perla del villaggio di gara sarà il Trofeo Senza Fine, che Garzelli conquistò nel 2000. E al suo fianco ci sarà anche il tridente della Tirreno-Adriatico del 2010. Ci si potrà fare un selfie indimenticabile, magari con Garzelli stesso e con altri campioni. Anche Ivan Basso e Alejandro Valverde infatti dovrebbero far parte della sfida!

Per tutte le info potete cliccare qui.

Alla Corte Bike Hotel e i valori del cicloturismo

04.11.2022
5 min
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«Chi arriva qui trova l’essenza del turismo italiano in tutte le sue forme. Arte, cultura, enogastronomia e sport». A parlare è il General Manager di Alla Corte Bike Hotel, Roberto Astuni. Poche semplici parole che racchiudono la passione e la volontà di una struttura situata in un nido del ciclismo, Bassano del Grappa, che dal 2011 a oggi ospita cicloturisti da tutto il mondo. Proprio così, perché qui il turismo in sella è una cosa seria. Non bastano una bike room e qualche attrezzo per rendere un hotel adatto alle bici. Alla Corte applica una filosofia rivolta allo sport e al benessere che lavora in sinergia con il territorio, facendolo scoprire in ogni sua sfumatura. 

Dalla base

Per poter apprezzare un territorio la scelta della struttura è determinante sotto ogni punto di vista. Se lo si vuole fare in sella alla propria bici tutto ciò diventa ancora più importante. Alla Corte affina e migliora i propri servizi ad hoc per le due ruote da oltre dieci anni.

«Abbiamo iniziato nel 2011- dice Astuni – nel mondo bike. Prima di iniziare abbiamo studiato veramente a fondo il mercato che in quegli anni stava nascendo e che comunque vedeva la crescita di questo movimento.  La visione di chi voleva approcciarsi a questo mondo inizialmente era per motivazioni di sostenibilità e per risparmiare benzina, niente di più sbagliato. Nel 2012 siamo stati tra i primi a fare dei pacchetti per le vacanze in bici. Noi con le nostre guide tutti i giorni accompagnavamo a fare questi viaggi in bici e fin da subito ci siamo distinti per questo. 

«Il nostro mercato – dice – è il mondo. Abbiamo iniziato a disegnare esperienze complete. In virtù di tante fiere e workshop alle quali abbiamo partecipato e cominciato a lavorare con qualche tour operator ai quali vendiamo il pacchetto completo. Per relazioni e conoscenze di ciò che ci sta intorno abbiamo avviato questo nostro movimento che oggi vanta più di dieci anni nel settore».

Esperienza su misura

Perché un’esperienza diventi indimenticabile, l’unicità di essa è spesso uno degli elementi che ci porta a tornare. Non il solo perché anche i luoghi sono l’altra motrice di questo mondo. La bici è in grado di accomunarli, partendo dalla tranquillità di trovarsi in un Bike Hotel al poter scorrazzare in sella sulle salite del Giro d’Italia.

«I territori del Brenta – spiega Astuni – sono circa venti e hanno questa particolarità che sono gli sport outdoor. Nell’arco di qualche chilometro abbiamo il ciclismo in tutte le sue discipline e forme. Strada, gravel, Mtb fino al downhill che arriva qui dietro la nostra struttura. Poi abbiamo rafting, trekking, parapendio e gite a cavallo. Perché viene scelta questa destinazione? Chi ama fare attività fisica trova il suo contesto perfetto. Il tutto abbinato a all’enogastronomia di cui la nostra zona ma tutto il paese in generale gode. 

«Qust’anno – dice – abbiamo avuto un anno record da quando esistiamo. Proprio grazie al cicloturismo. Per fare un esempio un gruppo di 60 turisti americani sono stati ospiti qui da noi due settimane. Quello che ha fatto scegliere il nostro hotel è stata l’organizzazione. Io sono il primo che spingo il mio ristorante Sant’Eusebio, ma non voglio che cenino solo da me. Per questo ho organizzato cene in ristoranti gourmet oppure in osterie tipiche.

«L’ultima sera ho organizzato la cena di gala nella sala degli affreschi di Villa Godi Malinverni, prima villa del Palladio. Poi tra un giro in bici l’altro, c’è stata la visita al museo della grappa e tante altre attività su misura per questi ospiti d’oltre oceano. Così come loro anche ospiti canadesi, finlandesi, ungheresi, tedeschi e austriaci».

Unione d’intenti

I territori del Brenta sono un angolo d’Italia a misura di bici. Salite iconiche come quella del Monte Grappa e contesti unici come quelli affrontati nel primo mondiale gravel della storia, svoltosi a ottobre tra Vicenza e Cittadella.

«Sentire qualcuno – dice Astuni – che fa le vacanze a Bassano del Grappa per più di qualche giorno è difficile. Con i pacchetti rivolti alle due ruote che facciamo noi si portano i soggiorni da una a due o anche tre settimane. La chiave sta nel portare avanti il discorso di marchio d’area. A mio avviso bisogna creare un’identità comune che spinge in un’unica direzione. Poi all’interno di tutto ciò ognuno si differenzia per servizi come rafting, equitazione eccetera. Con a contorno enogastronomia e arte.

«Ad oggi nella mia zona – conclude il titolare – siamo l’unico Bike Hotel, da maggio a settembre siamo quasi sempre al completo. Purtroppo capita di rifiutare alcuni gruppi. Mi trovo a volte in difficoltà a consigliare a qualche collega. Attenzione: collega, non concorrente. I concorrenti sono quelli del lago di Levico, di Treviso e altri, mete distanti da noi. Manca un po’ di visione. Si tratta di fare un’esperienza a misura dei propri ospiti. Bisogna adattarla al ciclista o gruppi di ciclisti che ci si trova davanti. Quest’anno tra luglio, agosto e settembre abbiamo fatto il miglior trimestre che risaliva al 2016. Oggi l’unica incognita è quella del costo della vita e delle bollette».

AllacorteBikeHotel