Gruppetto, l’app che unisce tutti i ciclisti

21.10.2022
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Gruppetto nel mondo del ciclismo è una parola internazionale. Che sia un Tour de France, il Giro d’Italia, la Vuelta Espana o qualsiasi altra corsa, quando si pronuncia la parola “gruppetto” (rigorosamente in italiano) tutti sanno che di lì in poi non si pedalerà più da soli. Ed è proprio questo il concetto che c’è alla base di questa app unica e innovativa. Un nuovo modo di intendere le uscite in bici, che partono da una una vera e propria piazza virtuale in cui ritrovarsi per decidere che strada percorrere insieme nella vita reale. 

Le funzioni sono varie con possibilità di organizzare il giro su più livelli e specifiche tecniche
Le funzioni sono varie con possibilità di organizzare il giro su più livelli e specifiche tecniche

Come funziona?

La funzione principale è quella di organizzare gruppetti per poter pedalare insieme, scegliendo in base alla propria località e al proprio livello. Tutti possono vedere l’evento creato e farsi trovare al punto di partenza prestabilito, è un modo per connettere tutti i ciclisti che spesso non sanno con chi uscire oppure per scoprire nuovi percorsi. 

Le opzioni sono tante, dalla pedalata semplice all’organizzazione di una “Ride” non competitiva o una vera e propria “Gara” con tanto di dettagli relativi al tesseramento degli iscritti ed elenco su file excel (scricabile dall’organizzatore).  Con il valore aggiunto della community dove condividere come se fosse un social network il ciclismo, dai giri agli articoli a post e foto. Ci porta alla scoperta di quest’app Danilo Borroni, fondatore di Gruppetto. 

L’idea

La nascita risale nel momento più buio dell’ultimo biennio, come per molte altre idee legate alla socialità. Un’idea che abbatte ogni limite e orizzonte dello stare insieme in sella.

«E’ un progetto nato nel 2020 – dice Borroni – quando eravamo tutti chiusi in casa e non potevamo fare niente. Facendo i rulli ho pensato a questa cosa. Perché non passare dal meetup virtuale a quello reale? Allora mi sono confrontato con Simone Valenziano che è poi entrato in società e nella fattispecie chiedendo a lui che ha un’azienda di nome operaLogica che si occupa di sviluppare app e software. Abbiamo cercato di capire quale sarebbero state le difficoltà e i costi. Quando abbiamo capito che l’idea si sarebbe potuta realizzare, ci siamo rimboccati le maniche e siamo partiti.

«L’idea di base – continua – è stata quella di creare uno strumento che permettesse di organizzare uscite e socializzare in bicicletta. Io domani se voglio uscire in bici vado sull’app, creo il mio gruppetto, invito i miei amici e chiunque da quel momento può vedere e semmai aggiungersi. Si possono vedere l’orario di partenza e le specifiche del giro. Le fondamenta sono proprio queste. La speranza è che un domani non solo in Italia ma in tutto il mondo si possa aprire l’applicazione, vedere se ci sono giri nei dintorni per aggregarsi o crearne uno. 

«Non ci siamo limitati al concetto base. L’app si è evoluta in questo anno con delle nuove funzionalità. Si possono per esempio organizzare gare oppure anche degli eventi sponsorizzati. Per esempio i produttori di bici o componenti possono far scoprire i propri prodotti organizzando una ride. O per esempio anche per far conoscere il territorio, per esempio una Pro Loco che organizza un giro per mostrare una zona in particolare».

Scegli tu il gruppetto

La scelta è in mano all’utente che si può creare il suo gruppetto o aggregarsi a quello più congeniale. «Nel momento in cui l’utente – spiega Borroni – va a creare il gruppetto, ci sono quattro tipologie di creazioni. Una semplice dove tu crei il gruppo dando solo le coordinate di partenza. Perciò si impostano data orario e luogo e una serie di specifiche come: livello partecipanti e la media oraria che si terrà a grandi linee. Poi c’è l’opzione per creare il percorso e disegnarlo sulla mappa, mettendo i punti e le strade. Dopodiché condividendolo in automatico l’applicazione fornisce tutte le caratteristiche del giro con altimetria e chilometraggio. La terza tipologia consiste nell’importare un percorso da Strava, come per esempio un giro già fatto o visto da qualche altro profilo. L’ultima possibilità è invece quella di caricare la traccia GPX. Scaricando le tracce si possono replicare tappe, corse, giri famosi o semplicemente una percorso consigliato da un amico. 

«Rimane alla base di tutto – dice – l’inserimento di dati che ti permettono di capire che tipo di gruppetto è pronto a partire per evitare che neofiti vadano in giro con esperti e viceversa. Oltre a questo bisogna decidere la tipologia di terreno. Lo abbiamo diviso in tre: strada, fuoristrada e misto. Quest’ultimo è da intendersi come gravel, ma non per forza esclusivamente per questa disciplina. Si possono inserire punti d’interesse a livello territoriale e non solo. Per esempio posso mettere che nel giro si passerà vicino ad un monumento in particolare per rendere interessante il percorso».

Condividere la passione

Oltre al giro in bici, Gruppetto vuole mettere al servizio del ciclista la voglia di condividere una passione unica come quella della bici anche quando si scende di sella.

«La community – racconta Borroni – per come la intendiamo noi si basa sul fatto di creare un vero e proprio social per il ciclista. Banalmente se si va sui social network, spesso veniamo tempestati di informazioni che molte volte non ci interessano nemmeno. La nostra idea è quella di far sì che chi apre la sezione community trovi i gruppetti e i giri degli amici che sono stati fatti e quelli che sono in programma. In più la parte social con un’interazione anche esterna con post di articoli di giornale inerenti al ciclismo ma anche contenuti come risultati legati alle corse a approfondimenti tecnici». 

La sezione community può essere una preziosa cassa di risonanza per chi vuole organizzare eventi e pubblicizzare gare o ride.

«Prendendo come esempio il mondo gravel agli albori – conclude Borroni – tante manifestazioni sono organizzate in modo non così esaustivo. Con la nostra funzione gara, l’organizzatore di turno può dire che per iscriversi si può fare tramite Gruppetto e gran parte viene gestita dall’app. Tra le altre cose se tu sei un agonista quando si crea il profilo si può caricare la propria tessera della federazione. Nel momento in cui ci si iscrive alla gara l’organizzatore vede la tua tessera in automatico e di conseguenza estrapolare un file excel con i dati collegati».

Gruppetto

Slovenia Green Wellness Route, in sella nel relax delle Spa

03.09.2022
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Un’occasione unica di scoperta del territorio, che abbraccia l’idea di una vacanza rilassante e benefica, unita al fascino e all’attività salutare della pedalata. E’ la descrizione perfetta del nuovo itinerario ciclo-turistico chiamato Slovenia Green Wellness Route. Sarà percorribile dal prossimo ottobre e sarà un viaggio nelle migliori Spa slovene, certificate Slovenia Green. Si attraverseranno splendidi territori in un percorso ad anello che da Lubiana accarezza le Alpi di Kamnik e della Savinja, per poi planare sulla pianura pannonica verso il confine meridionale. 

La Slovenia continua a sorprendere, con nuovi modi di viverla e di scoprirne il territorio in chiave assolutamente sostenibile e sempre accogliente. Il contesto scelto sono le porte dell’autunno dove la flora viene baciata dalla luce con riflessi ramati e dove le giornate si fanno man mano più fresche. La stagione ideale per pensare a una vacanza relax, che possa donare piacevoli momenti di benessere, adottando un modo di viaggiare lento e green. Il tutto per godere pienamente del Patrimonio naturale e del fascino delle località termali slovene.

La Slovenia ha una natura rigogliosa e un turismo eco sostenibile
La Slovenia ha una natura rigogliosa e un turismo eco sostenibile

Tra cibo e relax

L’eco-mobilità è un punto cardine del turismo nel Cuore Verde d’Europa. Da questo presupposto è nata la Slovenia Green Wellness Route, ciclabile che unisce le terme naturali e i centri termali sloveni, il ciclismo e l’ospitalità sostenibile. Un modo originale di approcciarsi alla Slovenia e di conoscere questo territorio che continua ad affermarsi quale destinazione green, entrando in sintonia con le persone, il cibo, la natura e il paesaggio di un Paese che ha saputo essere lungimirante, combinando il benessere dell’attività fisica e il relax in spa, con acque termali e invitanti trattamenti wellness

Un mantra che già ci era stato anticipato nella scoperta del Green Gourmet Route, il percorso ciclo-turistico dedicato all’aspetto gastronomico del Paese.  Queste vie del benessere prendono vita dall’Ente per il Turismo Sloveno, in collaborazione con l’Associazione delle Terme Slovene, il Consorzio Green Slovenia e le destinazioni partecipanti. Infine anche Visit GoodPlace, agenzia di viaggi boutique specializzata nell’offerta di tour in bicicletta sostenibili.

Tutto a misura di bici. Gli itinerari sono rivolti alle due ruote e al turismo slow
Tutto a misura di bici. Gli itinerari sono rivolti alle due ruote e al turismo slow

Rigorosamente green

Una vacanza attiva e salutare, ma anche un momento per se stessi da vivere seguendo i propri tempi, grazie al tour ben segnalato e semplice da seguire. Per la pianificazione del viaggio infatti è possibile avere in dotazione una mappa interattiva. Sarà presente la segnalazione dei centri termali, dei luoghi dove soggiornare e di quelli consigliati per assaporare la cucina slovena. Sono inoltre segnalate cinquecento attrazioni indicate lungo il percorso.

La Slovenia Green Wellness Route è un tour ecologico e a basso impatto ambientale. In questo itinerario, infatti, sono inserite esclusivamente le destinazioni che hanno ottenuto il certificato Slovenia Green, dimostrando impegno per un futuro sempre più “verde” e promuovendo lo sviluppo sostenibile del turismo.

Il percorso

Un itinerario da percorrere in libertà sulla propria bicicletta, immersi nella natura, tra i ruscelli e i vapori termali. Un percorso da respirare a pieni polmoni, capace di rigenerare mente e corpo attraverso l’attività del ciclismo e degli effetti benefici delle acque termali. Sarà difficile non innamorarsi della Slovenia, dei suoi paesaggi, dell’accoglienza dei suoi abitanti, del cibo delizioso e genuino che si potrà assaggiare lungo il tour. 

Sedici giorni e altrettante tappe suggerite, per una lunghezza totale di 640 chilometri, con un’altitudine massima di 940 metri.  Così si presenta l’itinerario completo, che può essere frazionato e personalizzato a piacimento, sia per quanto concerne le soste, sia nei tempi di percorrenza. 

La ciclovia collega le migliori terme slovene attraverso meravigliose strade affacciate su panorami scolpiti dalla natura e splendide cittadine. Partendo da Lubiana, si sfiorano le Alpi di Kamnik e della Savinja,  per poi pedalare tra le colline del vino e dei vitigni puntellate dai filari, sino alle ampie distese della pianura pannonica e tra i più dolci pendii collinari in direzione del confine meridionale, dove ci si immerge nella quiete del Parco Regionale Kozjansko. Qui si incontra Kostanjevica, nota anche come la “Venezia slovena” e il castello di Otočec, che si erge su un’isola nel mezzo del fiume Krka e regala un panorama molto scenografico. Il tour prosegue e si conclude con il ritorno nella capitale, in un disegno ad anello. 

A ciascuno la sua Spa

Ogni tappa è studiata per coprire una lunghezza media di 40 km, lasciando il tempo necessario per godersi i centri termali e i trattamenti benessere in tutta calma, rilassando i muscoli e la mente dopo la pedalata. Slovenia Green Wellness Route raggiunge oltre 10 centri termali, in cui provare diversi trattamenti benessere o semplicemente rigenerarsi tra acque termali e vapori, aria salubre e cibi genuini. 

La vasta proposta di strutture permette di trovare i propri comfort assecondando ogni esigenza. A partire dalle terme di Snovic, un vero e proprio eco-mondo dedicato al wellness con tanto di riviera termale al coperto e una bellissima area esterna, fino alle terme di Dobrna, le più antiche della Slovenia, passando alle terme di Laško, cittadina conosciuta per la tradizione birraia, la cui acqua è fonte di salute, passando per il centro termale Olimia, una delle prime destinazioni del Paese quando si parla di benessere. E ancora, Rimske, con piscine calde e fredde già utilizzate dagli antichi romani, senza dimenticare i numerosi centri medicali per la salute cardiovascolare o respiratori. Sedici giorni saranno sufficienti per provarle tutte. E’ possibile scegliere di percorrere la Route anche in un weekend lungo o in una manciata di giorni. Basterà fare una selezione delle mete preferite e muovendosi in treno oltre che in bicicletta. 

GreenWellnessRoute

Mangia, Bevi e Bici: gusto, divertimento ad Ispra

04.08.2022
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Un territorio pronto ad abbracciare appassionati e famiglie su due ruote. Mangia Bevi e Bici è un progetto cicloturistico. Si tratta di una pedalata enogastronomica non competitiva, arrivata alla sua decima edizione. Questa volta l’appuntamento è il 4 settembre: si rilancia dopo due anni di stop con l’intento di ritrovare quella spensieratezza e voglia di vivere luoghi e tradizioni. 

La pedalata è organizzata dalla Bottega del Romeo di Ispra. Un’antica bottega artigiana di biciclette, diventata un riferimento per il cicloturismo che si occupa da molti anni di valorizzazione del territorio nella terra dei Laghi in provincia di Varese e nel Parco del Ticino.

L’occasione sarà quella di poter attraversare in sella località suggestive e monumenti, nell’area del basso Verbano e dei laghi di Varese, Comabbio e Monate. 

Gli itinerari sono adatti a tutti, per grandi e piccini
Gli itinerari sono adatti a tutti, per grandi e piccini

Come si svolge

Senza pensieri in sella alla propria bicicletta, guidati dai sapori e dalle bellezze del territorio. Al cosa e come farlo ci hanno già pensato gli organizzatori. Tutti i particolari sono curati e a misura di due ruote. Ogni partecipante affronta il percorso prescelto in autonomia, scegliendo a piacere la propria tabella di marcia.

Ed ogni partecipante tenuto a rispettare il codice della strada, oltre che a seguire le indicazioni e le frecce poste lungo il tracciato.

Gli itinerari enogastronomici coincidono con percorsi culturali ricchi di monumenti visitabili gratuitamente e spettacoli. Alla partenza, ogni partecipante riceve un kit contenente una mappa del percorso nel quale sono indicati i punti di ristoro, con relativo menù e le tappe culturali. Nel kit di partecipazione sono compresi alcuni ticket che danno diritto alle consumazioni presso i ristori.

Il cicloturista sceglie liberamente i ristori presso cui fermarsi attraverso uno dei due percorsi, completamente segnalati. Inoltre, presso i ristori, il ciclista avrà la possibilità di acquistare prodotti tipici che gli verranno consegnati al traguardo, direttamente dall’organizzazione. 

Attraverso i ticket si ha la possibilità di fermarsi ai ristori e fruire dei servizi
Attraverso i ticket si ha la possibilità di fermarsi ai ristori e fruire dei servizi

Due percorsi

A dirigere e organizzare questa giornata ci sono Alessandra Doridoni e Lorenzo Franzetti della Bottega del Romeo di Ispra e una ricca squadra di collaboratori e volontari.

La partenza sarà come da tradizione da Ispra, sul Lago Maggiore per poi addentrarsi nelle meraviglie della provincia di Varese e non solo. Due saranno i percorsi in programma, uno da venticinque chilometri facile e fruibile da tutti. E uno da trentacinque chilometri con qualche difficoltà in più e maggiori tratti su strade sterrate. 

«Per questa decima edizione – spiega Alessandra Doridoni – abbiamo voluto concentrarci su percorsi nel “cuore” del nostro territorio, andando ancora una volta a proporre qualcosa di nuovo e di inedito». 

La decima edizione di Mangia Bevi e Bici, infatti si snoderà nei comuni di Ispra, Ranco, Angera, Taino e Sesto Calende, come fu nella prima edizione, con tappe gastronomiche già apprezzate in passato e mete note, ma anche con spunti e idee inedite e originali. 

Un intreccio di cicloturismo, cultura, natura, incontri, storie, arte e tradizioni: lungo i percorsi che mirano a valorizzare il paesaggio. Il tema della decima edizione è “leggende e sogni” del territorio, ma non solo. Nell’arco della giornata si toccheranno ville antiche circondate da parchi e la possibilità di entrare in luoghi inediti e esclusivi, come villa Sagramoso a Ispra

Gli itinerari disponibili sono due uno da 25 km e uno 35 km
Gli itinerari disponibili sono due uno da 25 km e uno 35 km

Pit stop enogastronomici

L’enogastronomia è un modo per conciliare i sensi apprezzando le eccellenze culinarie e i prodotti tipici di un territorio. Mangia Bevi e Bici ha un nome emblematico sotto questo aspetto e il focus si incontra proprio su questi valori. A cominciare dalla proposta del ristorante Nettare di Giuggiole di Angera, che abbinerà il pane “romano”, lo zafferano (entrambi prodotti tipici De.Co) con la fantasia dello chef Riccardo Baranzini.

Si incontreranno invece passione e qualità nella tappa di Capronno, grazie ai ragazzi di “Natura in moto”, mentre a Barzola si respirerà l’atmosfera delle vecchie sagre di paese con la “salsicciata dei burattini”. E ancora, una tappa immancabile è quella della fattoria Bertoldo Francesco di Taino che con i suoi formaggi e salumi accoglierà i cicloturisti del percorso lungo.

Le collaborazioni e gli interpreti della gastronomia territoriale è vasta e rivolta a valorizzarne i propri prodotti di punta. Come per esempio i vini dell’Enoteca Forni e di Cascina Piano, alla pasticceria San Gabriele, dalla gelateria Il Capriccio alla gastronomia Le Delizie e all’ortofrutta BP, tutti di Ispra. Infine le collaborazioni con l’apicoltura Costantini di Angera, la Bottega del bosco di Taino, Mirtilli al Volo di Laveno Mombello.

La lista non si esaurisce qui grazie a nuovi collaboratori che stanno completando la magnifica rete di produttori e interpreti delle località ospitanti. 

Dopo due anni di stop l’edizione in programma il 4 settembre è la decima
Dopo due anni di stop l’edizione in programma il 4 settembre è la decima

Arte in sella

Oltre ai sapori, Mangia Bevi e Bici è anche l’occasione per fare un viaggio nella cultura e nell’intrattenimento. Tra questi spiccano il Kapannone dei libri di Angera, che proporrà una tappa dedicata alle leggende del cinema, e l’associazione Amaltheatro di Barzola con la magia dei suoi burattini. Pedalata dopo pedalata, Mangia Bevi e Bici vuole far conoscere storie meravigliose e raccontarle. In un paio di punti lungo il percorso, ci saranno anche gli “storyteller” del gruppo “Raccontoebasta”.

A rendere speciale la giornata contribuiranno anche i volontari degli “Amici della Spondamagra”, dell’associazione “Il Castellaccio” di Capronno, Laura Tirelli con Marco Tresca, responsabili del museo di storia locale di Taino e gli amici della scuderia Pretty Sun Luna di Lentate. 

L’arte è un altro aspetto fondamentale della giornata. Le soste saranno un incontro nuovo e da scoprire con la storia. I luoghi saranno ad Angera, alla chiesa di Sant’Alessandro, a Cheglio, nella chiesetta di San Giovanni Battista, e a Capronno con gli antichi dipinti della chiesa di Santa Maria Maddalena. Infine la cappelletta di Sant’Ambrogio, grazie anche alla collaborazione della Comunità parrocchiale San Carlo Borromeo.  

I momenti di ristoro sono spalmati su tutto i percorsi e sono fruibili in autonomia
I momenti di ristoro sono spalmati su tutto i percorsi e sono fruibili in autonomia

Ticket e iscrizione

La quota di partecipazione è di 28 euro per gli adulti e 15 euro per i ragazzi fino a 15 anni. L’iscrizione include i ticket “degustazione”, le visite culturali e guidate, gli incontri e i piccoli spettacoli, oltre a un omaggio finale. C’è inoltre la possibilità di noleggiare le bici su prenotazione. 

MangiaBeviBici

BottegadelRomeo

Visit Malta: si punta sulla bici per la promozione del territorio

01.08.2022
4 min
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Prosegue spedita la collaborazione tra l’ente turistico ufficiale maltese Visit Malta ed il team Eolo Kometa di Alberto Contador e Ivan Basso. La partnership, resa operativa ai primi giorni di maggio, in coincidenza con la grande partenza del Giro d’Italia da Budapest, mira a mettere in evidenza e promuovere tutte le opportunità di vacanza attiva, ma non solo, che lo stesso arcipelago è in grado di offrire agli sportivi, in modo particolare ai praticanti ciclisti.

Quello del turismo sportivo è in generale un settore decisamente in crescita. Un ambito dove la passione per una specifica disciplina sportiva rappresenta una leva per approfondire la conoscenza di uno territorio. A maggior ragione se poi questo possiede caratteristiche  uniche ed originali come la stessa Malta è in grado di offrire.

E proprio il turismo sportivo effettuato nelle isole maltesi nel corso degli ultimi anni ha guadagnato una notevole popolarità. Questo interesse è riscontrabile anche nell’adozione del sistema di incentivi specifici che è stato lanciato per gli eventi sportivi internazionali, come parte del piano di recupero del turismo dopo le complicazioni legate alla pandemia.

Una destinazione bike ideale

«La stretta partnership di sponsorizzazione ma anche di collaborazione attiva che abbiamo definito quest’anno con il team Eolo Kometa – ha dichiarato il ministro del Turismo e della Protezione dei Consumatori Clayton Bartolo – rappresenta una prova tangibile dei nostri sforzi per sfruttare i segmenti di turismo emergenti e in via di sviluppo, compreso appunto il turismo legato allo sport».

«In virtù di questo accordo, le isole maltesi beneficeranno della promozione itinerante che il mondo del ciclismo professionistico è in grado di garantire, rafforzando il nostro posizionamento come futura e ideale destinazione per gli appassionati della bicicletta».

Visit Malta vuole rafforzare il posizionamento delle sue isole come destinazione per gli appassionati
Visit Malta vuole rafforzare il posizionamento delle sue isole come destinazione per gli appassionati

Cicloturismo a Malta

L’Italia può giocare un ruolo importante nell’indirizzare i propri turisti-ciclisti verso l’arcipelago maltese. La distanza, ed il tempo di viaggio, sono davvero contenuti, e Malta è collegata con voli diretti da moltissimi aeroporti italiani. Inoltre, considerando il clima estremamente favorevole, Malta rappresenta un’ottimale meta ciclo turistica per molti gruppi di appassionati. Pronti a sfruttare la bella stagione, visitandola in bici ad esempio, tra settembre e il mese di ottobre.

Un aspetto da non sottovalutare offerto dall’arcipelago maltese è che con poche pedalate è possibile raggiungere facilmente tutti gli angoli delle isole. Con la possibilità di ammirare città monumentali, dolci colline di campagna, siti archeologici tra i più antichi al mondo e straordinari panorami marini.

Un territorio ricco di storia e tradizioni, perfetto per essere scoperto e “gustato” in punta di sella… Inoltre ci sono numerose offerte per noleggiare qualsiasi tipologia di biciclette: da corsa fino alle Mtb, senza dimenticare le e-bike. Per chi lo vorrà, valida rimane la possibilità di affidarsi a tour operator esperti sempre disponibili a farvi scoprire gli angoli più affascinanti dell’arcipelago.

Quanti itinerari

Un pratico esempio? Il bike tour della zona sud ovest di Malta, un anello di circa 30 chilometri che partendo dal villaggio di Zurrieq potrà portarvi a visitare la città monumentale di Mdina, l’antica capitale di Malta. Dalla propria bicicletta si scorgeranno dei paesaggi a dir poco straordinari, come quello offerto dalle alte scogliere di Dingli e dallo stupefacente arco di pietra naturale della Blue Grotto…

Anche l’isola di Gozo è perfetta per essere visitata in bicicletta. In un solo giorno se ne potranno difatti conoscere tutti gli angoli più nascosti: come la zona di Dwejra con le sue caratteristiche conformazioni rocciose, oppure i mulini di Qala, la spiaggia di sabbia rossa finissima di Rambla e le saline Xwejni.

Visit Malta

Terre Autentiche di Piemonte, un viaggio in bici guidati dai sensi

30.07.2022
5 min
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Un progetto che si propone di raccontare e promuovere il territorio in maniera responsabile, sostenibile e nel pieno rispetto di chi lo abita e lo vive ogni giorno. Lo scopo del “Viaggio nelle Terre Autentiche di Piemonte è la valorizzazione turistico-culturale di un territorio dalle caratteristiche uniche. Un’insieme di luoghi fantastici come la Valle Mongia, la Langa Cebana, la Val Cevetta e le sorgenti del fiume Belbo.

Sei percorsi ciclo-turistici, affrontabili anche a piedi, e accompagnati da una mappa interattiva, saranno pubblicati entro agosto per accompagnare alla scoperta di dolci e ondulati orizzonti, tra profumi, colori e sapori di una terra autentica. Scopriamo i primi due itinerari cicloturistici che attraversano la Langa Cebana.

I paesaggi mozzafiato si susseguono, qui la Valle Mongia
I paesaggi mozzafiato si susseguono, qui la Valle Mongia

Guidati dai profumi

Biodiversità, culture secolari, persone che vivono e plasmano, di stagione in stagione, un territorio ricco di risorse e bellezze. Il Sud del Piemonte, dalle cui colline si comincia a percepire la brezza del mare, è una gemma preziosa.

Il primo itinerario parte dal borgo di Sale San Giovanni, famoso da tempo per i filari di lavanda, ma anche per l’elicriso, l’issopo, la salvia, la melissa, il finocchio e tante altre ancora. 

Coltivazioni, tutte dotate di certificazione biologica e biodinamica che rappresentano il secondo polo per la produzione di erbe officinali in Piemonte. Si continua raggiungendo castelli e campi di grano dove paesaggi e ciclisti possono condividere la pace e l’armonia. Per questo percorso, che prevede anche alcune strade bianche, sono ideali Mtb, ebike o gravel.

Qui un passaggio caratteristico nella Cappella di Sant’Eusebio di Rocca Cigliè
Qui un passaggio caratteristico nella Cappella di Sant’Eusebio di Rocca Cigliè

Il viaggio continua 

Proseguendo il primo itinerario, scendendo si incontra Sale San Giovanni il cui borgo storico è dominato dalla presenza del castello “Marchesi Incisa di Camerana”. A pochi passi non ci si può esimere dal visitare ilciabot”, un tradizionale rifugio in Pietra di Langa preservato con grande cura dai locali.

Dopo aver ammirato gli affreschi Quattrocenteschi nell’abside della suggestiva cappella medievale di Sant’Anastasia, si continua in discesa fino al bivio per Torresina. Superata la croce napoleonica che commemora la battaglia del 1796, si prosegue su una strada bianca. Avvolti da fitti boschi si mettono le ruote su un sottobosco ricco di pregiati tartufi e prelibati funghi porcini. 

Continuando il viaggio si giunge così a Roascio, borgo rurale dove si possono gustare tume deliziose (ed etiche), prodotte esclusivamente dal latte di capre autoctone. Le capre brucano queste terre in libertà.

Qui si ritorna in sella lungo il Tanaro alla volta di Ceva, il vero e proprio capoluogo della zona. Superate le mura e arrivati alla torre civica, si incontra “l campanun” che svetta sopra i tetti dell’abitato dalla collina Soraglia. Da qui si può godere di una vista incantevole su tutta la valle, sul centro storico racchiuso tra i fiumi Cevetta e Tanaro.

Attraverso Sale Langhe si torna dunque al punto di partenza di Sale San Giovanni. Si chiude così una giornata all’insegna della natura e del territorio sempre accompagnati dal profilo imponente delle Alpi.

Il panorama dalla torre campanaria che si può scorgere durante il viaggio
Il panorama dalla torre campanaria che si può scorgere durante il viaggio

Viaggio tra vigne e sapori

Il secondo tour è un’esperienza per tutti gli amanti del buon vino e dei paesaggi romantici. Anche in questo caso si tratta di un percorso circolare. Se il primo tour era un itinerario sensoriale dedicato ad olfatto e vista, a farla da padrone in questo caso è il gusto autentico del Piemonte.

Tra noccioleti e antichi filari di vite corrono strade che scavano il proprio percorso nella pietra arenaria o Pietra di Langa per raggiungere piccoli gioielli di architettura romanica.

Il tour parte da Castellino Tanaro, con la sua torre cilindrica in roccia arenaria e una terrazza da cui ammirare tutta la vallata, fino alle creste del Monviso. Con l’imponente torre alle spalle, si arriva al corso del Tanaro alla volta di Ciglié, attraversando colline ricoperte da vigneti e noccioleti, e campi coltivati con grande cura e amore.

Qui c’è la possibilità di scattare qualche selfie sull’originale panchina gigante di Ciglié. L’accogliente paese ospita alcune delle Cappelle del Tanaro, poste tra il XIII e il XV secolo lungo l’antica via del sale che vanta una storia risalente alle tratte commerciali dell’Impero romano. 

Seguendo il gusto

In un viaggio tra i sapori non mancano i momenti da dedicare al palato. Continuando per il secondo itinerario è doveroso perdersi il tempo per gustare la cisra, tipica minestra di ceci locale o un piatto di tradizionali tajarin fatti a mano, accompagnati da un buon calice di Dolcetto, tesori enogastronomici di Langa Cebana. 

A seguire da Ciglié si parte per addentrarsi in uno scenario tutto langarolo, dominato da edifici in pietra che seguono la cresta delle colline,andando alla volta di Rocca Ciglié, dove ci si ritrovano le cappelle del Tanaro. La prima, quella di Sant’Eustachio, si trova appena fuori dall’abitato, mentre si incontra quella di San Bernardino in paese, con sullo sfondo le Alpi Marittime

Qui la tradizione contadina è antichissima, tant’è vero che nei terreni incolti sono stati impiantati vitigni di Dolcetto da cui si producono pregiati Dogliani DOCG ma anche uve bianche da cui si produce un ottimo Alta Langa DOCG. La strada tra Rocca Ciglié e Castellino è unica: dalle coltivazioni biologiche di farro, ai filari di acacie e sambuco, che rendono possibile l’apicoltura “nomade”.

Il tour giunge al termine, e non c’è finale migliore di una cena gourmet nell’osteria di Castellino Tanaro.

Terre Autentiche

Museo Digitale Diffuso del Ciclismo, incontro fra narrazione e territorio

13.05.2022
5 min
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Il ciclismo è parte integrante del patrimonio culturale italiano e ha contraddistinto passaggi fondamentali della storia e del senso di comunità che oggi ci rende un’unica nazione. La mission del Museo Digitale Diffuso del Ciclismo parte proprio da qui. Con la volontà di salvaguardare il patrimonio narrativo e immateriale delle due ruote. Allo stesso tempo promuovere il territorio e le “micro zone” d’Italia (per il turismo di domani) utilizzando la narrazione della storia del ciclismo (il patrimonio di ieri). 

Percorsi e storie che rappresentano stanze in cui passeggiare, prima scorrendo sullo schermo del proprio smartphone, per poi andare sul posto e assaporarne sensazioni e tradizioni. Museo Digitale Diffuso del Ciclismo è un’app dov’è possibile immergersi nella storia, attraverso archivi video, foto, altimetrie e planimetrie che racchiudono l’essenza del territorio che li ospita.

Lanciato alla fine del 2020 da ExtraGiro in joint venture con Len Soc. Coop. Onlus, oggi viene riportato al centro delle strategie di sviluppo con l’obiettivo di metterlo a disposizione dei territori a vocazione cicloturistica, per avere uno strumento comune di narrazione. Per questo 2022 infatti è previsto l’inserimento nel database di 15 nuovi segmenti e il collegamento diretto con i Tour Operator del mondo Bike distribuiti su tutto il territorio italiano.

Nell’applicazione è possibile trovare i file GPX per poter percorrere gli itinerari
Nell’applicazione è possibile trovare i file GPX per poter percorrere gli itinerari

La narrazione del ciclismo

Per approfondire questo progetto così originale ci siamo affidati a Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro che ci ha accompagnato alla scoperta del Museo dalla sua creazione al presente.

«Il Museo è nato un paio di anni fa con l’obbiettivo di avere due livelli di narrazione intorno al ciclismo. Uno per il cicloturismo, raccontandone i territori, partendo da quanto è successo di importante in quel determinato luogo.

«Dall’altra parte, andando a recuperare qual patrimonio narrativo fatto da persone che hanno vissuto l’epica del ciclismo negli anni precedenti fino a recuperare archivi storici di foto, video e interviste. Consiste quindi nell’andare sul territorio a intervistare quelle persone che sono ancora tra di noi e ci possono raccontare quanto epico è stato il ciclismo in quegli anni e di come abbia parlato dell’Italia. 

«Quella era l’idea, recuperare un patrimonio narrativo che era sparpagliato negli archivi personali, senza una casa vera e propria. Siamo partiti due anni fa in epoca Covid. Quest’anno lo abbiamo rilanciato e rinnovato».

Il Museo crea un legame tra racconto e scoperta del territorio
Il Museo crea un legame tra racconto e scoperta del territorio

Per il territorio

Attraverso la narrazione l’obiettivo del Museo è quello di creare un assist per il territorio che a sua volta deve tradurre in accoglienza e promozione di se stesso.

«Il ciclismo turistico – spiega Pavarini – è un asset su cui l’Italia sta puntando per il futuro. Noi vogliamo prenderlo e rilanciarlo per metterci dentro altri segmenti, quindi stanze, e recuperare altri materiali per legare sempre più quello che è il Museo ai singoli territori. Una trade union tra le singole stanze (una stanza del museo è un percorso, ndr).

«Dalle ricerche che abbiamo fatto, ad oggi ogni territorio promuove se stesso. Si crea quindi una battaglia impari con i grandi operatori. Questo progetto vuole essere un po’ la casa comune per aggregare più territori e non essere così, sciovinista di sé. Più è micro, più la battaglia è isolata. Noi crediamo invece che più territori si incontrino, più la storia del grande ciclismo unisce. Questo è quella che è l’anima di Museo Digitale Diffuso del Ciclismo».

Nell’app è presente una linea del tempo per poter fruire dei contenuti in sequenza storica
Nell’app è presente una linea del tempo per poter fruire dei contenuti in sequenza storica

Il rilancio del progetto

Nato alla fine del 2020, questo progetto ha riscosso sempre più successo tra gli addetti ai lavori e tra gli appassionati di ciclismo. ExtraGiro ha deciso di rilanciarlo per dare ancora più valore e spazio ai sani valori che questo sport è in grado di regalare a chi lo pratica. «Nei prossimi sei mesi – racconta Pavarini – l’obiettivo è andare sui territori a intervistare e conoscere i protagonisti del passato ma anche del presente

«L’idea piace. Alcune città che ospitano arrivi di tappa del Giro d’Italia, ci hanno chiamato perché avevano voglia di fare mostre con i nostri contenuti storici. Noi quindi risultiamo per loro la fonte di approvvigionamento per i temi dei territori. Stiamo diventando un’estensione narrativa del ciclismo anche di altri eventi. Il pubblico pian piano sta arrivando. 

«Un altro nostro obiettivo è mettere in connessione l’utente con il territorio. Sono poi le APT locali e le offerte delle strutture a cogliere l’occasione per ospitare e promuoversi. Quello che stiamo costruendo è questa relazione».

Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro e ideatore del progetto
Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro e ideatore del progetto

Non a scopo di lucro

Il Museo Digitale Diffuso del Ciclismo è un progetto che non ha scopo di lucro: le risorse raccolte e investite sono infatti destinate all’inserimento di lavoratori svantaggiati provenienti dal mondo del ciclismo. 

«E’ una sorta di legacy – spiega Pavarini – della potenza narrativa del ciclismo, per questo non abbiamo scopo di lucro. Se riusciremo a costruire e raccogliere risorse, le investiremo per portare all’interno di questo progetto delle persone con disabilità che ci aiutino per lo sviluppo editoriale.

«Len Service è il nostro socio, ed è proprietario di alcuni asset e tecnologie digitali che in futuro implementeremo. Una di queste è la realtà aumentata, che permette di avere un’esperienza immersiva comodamente dal proprio divano. Abbiamo fin da subito trovato una mission comune che è quella dell’essenza del progetto».

Osttirol a portata di bici, per famiglie ed agonisti

30.04.2022
5 min
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Nei giorni del Tour of the Alps abbiamo solcato valli incantevoli. Alcune molto conosciute, altre meno, almeno per il pubblico italiano. Tra queste ci ha colpito non poco la porzione dell’Osttirol.

Si tratta della zona austriaca che si prolunga dalla Val Pusteria, arriva fino a Lienz e da una parte, a Nord, risale verso il Grossglockner, e dall’altra, a Sud, torna ancora verso l’Italia, verso la Carnia per la precisione.

Anche i pro’ del Tour of the Alps hanno beneficiato delle ampie pianure che circondano Lienz
Anche i pro’ del Tour of the Alps hanno beneficiato delle ampie pianure che circondano Lienz

Pianura, l’elemento in più

Per chi ama andare in bici il piatto forte sono senza dubbio i paesaggi. Il Grossglockner che sfiora i 3.800 metri e altre 265 vette che superano i 3.000 metri. E poi boschi, fiumi, cascate, ampi pascoli e cittadine scrigno da visitare, a partire da Lienz stessa.

Ma c’è un elemento che a nostro avviso marca la differenza dell’Osttirol con altre zone di montagna: ed è la pianura. Può sembrare un controsenso visto che parliamo di un paesaggio montano in cui a rubare la scena sono le salite, ma non è del tutto così. Le salite, tranquilli, non le tocca nessuno!

Visto che parliamo principalmente di turismo con bici da strada o comunque da viaggio (per la Mtb servirebbe un libro a parte, tanti sono percorsi e opportunità), la pianura è qualcosa che agevola non poco gli spostamenti. Rende fruibile quella zona ad una pletora molto più ampia di utenti.

Meno fatica, possibilità di coprire chilometraggi maggiori e piace persino ai ciclisti dall’animo agonistico che possono svolgere i loro lavori specifici tra una salita e l’altra o “fare scarico”.

Drava, la spina dorsale

E la pianura è quella che segue i principali corsi d’acqua. La Drava scende dolcemente dal confine con la Val Pusteria. La pista ciclabile è collegata a quella che muove verso Brunico. E’ questa la spina dorsale dei percorsi su asfalto dell’Osttirol. E’ quella più famosa e battuta. Anche perché ci si può organizzare con il ritorno in treno, in entrambe le direzioni la si percorra.

Solitamente si va dal confine italiano a Lienz. In questo modo la strada tende sempre a scendere. Il percorso in questione è segnalato come R4. Partendo da Dobbiaco e arrivando fino a Nikolsdorf, paesino a Sud di Lienz, il percorso misura 63 chilometri e circa 600 metri di dislivello a scendere e 300 a salire. Pertanto è molto facile.

Verso il Grossglockner

Se il percorso della Drava è quello più “family friend”, quello lungo l’Isel oltre che strizzare l’occhio alle famiglie, lo strizza anche anche ai più esperti. Seguendo il corso di questo fiume, che proprio a Lienz va a gettarsi nella Drava (le due arterie ciclabili sono collegate), oltre alla pianura ci sono tante scalate e “vallecole” laterali in cui avventurarsi.

Da Lienz a Matrei in Osttirol, è tutta pianura ma di qua e di là le alternative non mancano. Si può scoprire la più dolce Virgental, che parte ad ovest di Matrei, oppure risalire le arcigne pendenze del Grossglockner a ovest.  E’ questa per esempio, la strada che all’ultimo Tour of the Alps hanno percorso i corridori e dove ha vinto Miguel Angel Lopez.

Ogni anno la Dolomiten Radrundfahrt raduna migliaia di partenti
Ogni anno la Dolomiten Radrundfahrt raduna migliaia di partenti

Per gli agonisti

Il Grossglochner è di certo l’attrazione maggiore per gli scalatori: c’è anche il Glocknerrunde, anello di 180 chilometri e 4.700 metri di dislivello che gira attorno alle falde del più grande massiccio austriaco. Ma è bellissimo anche il Giro del Passo Stalle (famoso per la sua biodiversità), che tra l’altro si estende anche in Italia proprio attraverso questo valico.

Ma se proprio amate le sfide c’è la Dolomiten Radrundfahrt, con partenza e arrivo a Lienz. E’ una granfondo (quest’anno si disputa il 12 giugno). I suoi percorsi sono davvero un tuffo nel cuore dell’Osttirol, soprattutto quello più corto da 112 chilometri e 1.870 metri di dislivello.

Questo va da Lienz a Oberdrauburg e da lì a Strassen attraverso la selvaggia Lesachtal per rientrare poi a Lienz.

Mentre il giro lungo, misura ben 228 chilometri e 5.450 metri di dislivello. Si tratta di un “doppio anello”. Il primo scala prima il Plockenpass e poi lo Zoncolan. Sì, avete capito bene: sconfina in Italia. Rientrati a Lienz per la strada percorsa al contrario, va poi a comprendere l’intero percorso corto di cui abbiamo parlato prima.

Parkade: Austria e Italia

La cosa bella è che di fatto questo giro grande riprende parte del Parkade. Sono tre arterie principali, tutte ben segnalate, che dall’Osttirol portano al Mar Adriatico. Quasi tutte piste ciclabili super mantenute. 

Ecco le tre direttrici: Lienz-Trieste (230 chilometri); Lienz-Grado (192 chilometri) e Lienz-Venezia (255 chilometri). Ci sono partenze scandite con delle guide e trasporto di bagagli al seguito, oppure si possono fare in autonomia. in ogni caso è un bellissimo progetto transfrontaliero. E’ rivolto soprattutto alle ebike, ma anche alle bici tradizionali. E a proposito di ebike: le colonnine di ricarica in Osttirol sono tantissime e in continua espansione. 

Su maps.osttirol ci sono l’elenco delle colonnine e di tutti i percorsi. E per tutti intendiamo anche quelli per escursionisti a piedi e biker…

Osttirol

Valle Savio Bike Hub, un ecosistema turistico per la bici

19.04.2022
5 min
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Un territorio ricco di cultura, storia, natura ed ospitalità. Questo è il contesto che ha dato alla luce dopo due anni di progettazione e mappatura alla certificazione della Valle del Savio. Una destinazione cicloturistica volta ad accogliere con un sistema diffuso di servizi ed esperienze che promuovono un turismo sostenibile e inclusivo, bike friendly. Un progetto finanziato dalla regione Emilia Romagna per lo sviluppo del cicloturismo, dell’innovazione e della sostenibilità.

Valle Savio Bike Hub comprende una ricettività fatta di strutture di diversa tipologia, da hotels, agriturismi e b&b e persino Luxury Bike Hotels. Sono presenti servizi di assistenza e noleggio bike, cantine e ristoranti bike friendly e una rete di percorsi ciclistici per ogni livello di difficoltà. Per tutte le discipline e con itinerari permanenti come il Gran Tour Valle di Savio che rappresenta il fil rouge del bike hub. 

I percorsi sono adatti a qualunque bicicletta e grado di utilizzo
I percorsi sono adatti a qualunque bicicletta e grado di utilizzo

La vallata

Valorizzazione di percorsi e iniziative per il cicloturismo e il turismo slow, sono alla base di ogni itinerario presente nella formazione della Valle del Savio. La vallata composta dai sei comuni di Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna, Verghereto e Montiano. 

E’ ora mappata con più di 1.800 chilometri di percorsi a petalo che partono da ogni comune per addentrarsi nel territorio allargando i confini dell’area ed il percorso permanentemente segnalato Grand Tour Valle del Savio.

La sua conformazione naturale, che va dalle montagne di Verghereto e Bagno di Romagna, con aree boschive come le colline di Sarsina, Mercato Saraceno e Montiano. E ancora, le coltivazioni di cereali e viti, fino alla pianura di Cesena, con i suoi filari di frutteti. I percorsi che si snodano lungo la centuriazione romana. Tutte caratteristiche che ne fanno la meta ideale per i cicloturisti che ricercano un’esperienza autentica e su misura a due passi dalla riviera romagnola.

I paesaggi collinari si alternano a quelli della pianura a pochi chilometri dal mare
I paesaggi collinari si alternano a quelli della pianura a pochi chilometri dal mare

Romagna da scoprire

Grand Tour Valle del Savio è il percorso permanente del Valle Savio Bike Hub. Progettata per ciclisti sportivi, cicloturisti e famiglie che tra saliscendi, curve e panorami mozzafiato hanno la possibilità di scegliere percorsi ideali per grado di difficoltà e per tipologia di bicicletta. Un’esperienza immersiva che accompagna il ciclista tra natura e storia, tra l’arte nei borghi e l’enogastronomia locale famosa in tutto il mondo. 

L’intermodalità, con la possibilità di poter arrivare pedalando dalle altre regioni o raggiungere Cesena percorrendo la neo inaugurata Ciclovia del Sole e abbinare treno e bici. Queste sono solo alcune delle vie d’accesso a questa zona a due passi dal mare. 

Inoltre tra le mete più iconiche ci sono. Cesena con la sua Rocca, l’Abbazia del Monte, il Teatro Bonci e la Biblioteca Malatestiana iscritta nell’elenco delle “Memoire du Monde” Unesco. Ancora, il borgo medievale di Montiano, Mercato Saraceno con i suoi edifici in stile liberty, Sarsina con l’Arena Plautina ed il Plautus festival. Il santuario di San Vicinio e la basilica ultra millenaria. Bagno di Romagna con le sue terme e palazzo Pesarini, Verghereto con l’eremo di Sant’Alberico e il monte Fumaiolo. Per finire con le Sorgenti del Fiume Tevere da un lato e del Fiume Savio dall’alto a distanza di solo qualche chilometro. 

Sul percorso sono presenti zone ristoro e di ricezione totalmente bike friendly
Sul percorso sono presenti zone ristoro e di ricezione totalmente bike friendly

Unione dei Comuni

L’Unione dei Comuni Valle Savio con la sua superficie complessiva di 810 chilometri quadrati, racchiude una ricchezza territoriale unica. Lo scenario che si percorre alterna i centri storici dei Comuni, il borgo dei Murales e le miniere di carbone del basso Savio. Si incontrano coltivazioni agricole alternate a famosi vigneti. Tratti panoramici sulla vallata accompagnati da tratti immersi nel bosco o ancora scenari quasi alpini fatti da tornanti e da una roccia viva e ricca di storia. 

Il fiume Savio sempre presente alla vista o al suono. L’acqua ricorrente in cascate e nei laghi che invitano a soste rigeneranti.Un altro aspetto importante è il patrimonio di cultura immateriale. Apprezzabile tramite, le tradizioni, gli artigiani e le botteghe che rendono unico questo territorio e che si nutrono della memoria storica dei luoghi fisici e delle persone che li animano. 

Infine la Via Verde Grand Tour Valle del Savio include cinque punti di valenza sportiva e ciclistica dedicati al Pirata, Marco Pantani, che amava allenarsi su questo percorso, famoso anche per Giro d’Italia e per la GF Nove Colli.

Salite e discese per un totale di 1800 chilometri tracciati
Salite e discese per un totale di 1800 chilometri tracciati

I servizi

Sono presenti negozi bici convenzionati con Valle Savio Bike Hub che hanno aderito con una carta dei servizi Bike Friendly e di Sostenibilità Ambientale per ogni tipo di necessità. Lungo il percorso è presente una mappatura delle mete storico-architettoniche e naturalistiche da visitare. Ma anche una segnalazione delle aziende agricole, dei ristoranti, delle cantine vitivinicole e degli agriturismi, hotel e B&B che offrono servizi per il ciclista e servizi bike friendly.

Inoltre il Grand Tour Valle del Savio è permanentemente segnalato con cartelli turistici dedicati ai ciclopercorsi e con pannelli informativi e illustrativi dell’intero percorso. Indicazioni presenti in ognuno dei sei comuni della Valle del Savio con QR code per scaricare il tracciato GPX. La segnaletica realizzata grazie alla Wellness Foundation che dal 2003 con Nerio Alessandri , fondatore di Technogym, ha istituito la Wellness Valley come primo Distretto al mondo per competenze sul benessere e sulla qualità della vita.

Il Valle Savio Bike Hub oltre ad avere un sito dedicato ai percorsi e alle strutture ricettive, presenta la guida turistica Valle del Savio in bicicletta edita da Ediciclo in vendita in tutte le librerie del territorio nazionale.

Brave, la maglia estiva e versatile di Wilier

06.04.2022
3 min
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Brave è la nuova maglia estiva di Wilier pensata per gli amanti del cicloturismo, per coloro che vogliono godersi la bici con un approccio meno severo rispetto alla pura performance. Ideata principalmente per il mondo gravel, il più avvezzo al cicloturismo, è comunque un ottimo prodotto anche per tutte le altre discipline: dalla strada alla Mtb.

La maglia Brave è adatta per chi ama fare lunghe uscite
La maglia Brave è adatta per chi ama fare lunghe uscite

Fresca e versatile

Cucita con un mix di pregiata lana Merinos e poliestere, la maglia è allo stesso tempo comoda come una t-shirt e tecnica. Grazie alla lana il tessuto ha delle proprietà antibatteriche e termoregolatrici oltre ad una grande resistenza agli odori. L’aggiunta del poliestere rende la maglia elastica aumentando così anche la vestibilità.

La forma del collo è leggermente a “v”, questo per unire comodità e una buona protezione dall’aria. La cucitura delle maniche viene fatta in maniera leggera per non avere fastidio in nessuna posizione durante la pedalata.

Dettagli tecnici

La maglia è dotata di una fascia grip di due centimetri sul fondo, per mantenere la vestibilità sempre stabile. La chiusura avviene con zip modello YKK a spirale con 3 camlock. Le tasche posteriori sono 3 bordate con elastico da un centimetro, inoltre sono presenti altre 3 tasche aggiuntive in tessuto rete.

La maglia è disponibile in due colorazioni: Brave verde e Brave sabbia, il prezzo è di 109 euro. Le taglie vanno dalla XS alla XXL.

Wilier