Trek celebra un compleanno importante, 50 anni di produzione e storia, lo fa grazie ad una collezione limited edition e Project One della sua bici più rappresentativa. L’ultima versione della Madone, SLR e SL.
Tre le livree cromatiche che rappresentano questo importante traguardo. La The First 50 Project One Icon, The first 50 Replica e la No. 76 Project One Icon. Le bici sono pre-ordinabili con un lasso temporale di sei settimane. Comunque entro il 13 di aprile 2026. Le prime consegne relative ai primi ordini saranno effettuate a giugno 2026.
Il logo originale di Trek sulle bici in edizione limitataIl logo originale di Trek sulle bici in edizione limitata
Madone SLR No. 76 Project One Icon
Delle tre livree celebrative, la Madone SLR No. 76 Project One Icon resta la più “sobria”: tanto elegante, quanto distintiva, un tributo alla storia di Trek e all’iconografia rappresentata dal design, ma anche dalle colorazioni Trek che hanno fatto la storia.
Lo schema della verniciatura parte dal logo originale impresso sul profilato dello sterzo: logo risalente al 1976. Per quello che concerne il montaggio, il pacchetto si basa sui componenti della SLR9, quindi con la trasmissione Sram Red AXS 2×12 e le ruote Bontrager Aeolus RSL, anch’esse con decals limited edition. Il prezzo di listino è di 14.399 euro.
Madone SLR No.76 Project One IconElegante con quel tocco dorato che non passa inosservatoLe ruote Bontrager con i dettaglio d’oroI particolari dorati e cangianti della No.76Madone SLR No.76 Project One IconElegante con quel tocco dorato che non passa inosservatoLe ruote Bontrager con i dettaglio d’oroI particolari dorati e cangianti della No.76
The First 50, mezzo secolo dipinto su un telaio
La colorazione The First 50 è sicuramente quella maggiormente impattante e forse quella che meglio rappresenta i 50 anni dell’azienda di Waterloo. Innovazione ed azzardo, un marchio che tra i primissimi ha reso la customizzazione delle verniciature disponibili al grande pubblico, ma anche un design delle bici che ha fatto la storia nelle diverse epoche.
The First 50 è una sorta di libro illustrativo, che prende forma (e colore) grazie alle 48 icone selezionate. Ogni singolo riquadro impresso sui telai ha un significato particolare e rappresenta un tassello della storia Trek. Dalle iniziative benefiche alle vittorie, toccando alcuni volti rappresentativi e celebrando icone di un periodo storico. E poi quello sguardo ai 100 anni di Trek, che saranno festeggiati nel 2076.
Due gli allestimenti disponibili per la grafica The First 50, ovvero la Icon e la Replica. Icon si basa sul frame-kit Madone SLR, quindi con la trasmissione Sram Red AXS 2×12, le ruote Bontrager Aeolus RSL (con livrea dedicata che richiama il telaio) ed il cockpit integrato. Il prezzo di listino di questa limited edition è di 14.399 euro. Il prezzo scende in modo deciso per la bici in versione Replica (6.099 euro di listino). Il frame-kit è la versione SL, il pacchetto trasmissione è Shimano Ultegra Di2 e le ruote sono Bontrager Aeolus standard. Questo allestimento non prevede il cockpit integrato, ma lo stem separato dalla piega.
Una SL Project One, versione ReplicaOgni elemento grafico ricorda qualcosa nella storia di TrekIl richiamo al 1976 è forteOgni simbolo, ben 48, ha un significato specificoAnche la sella ha i rail dedicati che richiamano alcuni dettaglio del telaioIl logo Icon impresso un po’ dovunqueUna SL Project One, versione ReplicaOgni elemento grafico ricorda qualcosa nella storia di TrekIl richiamo al 1976 è forteOgni simbolo, ben 48, ha un significato specificoAnche la sella ha i rail dedicati che richiamano alcuni dettaglio del telaioIl logo Icon impresso un po’ dovunque
Parola di artista
«Ci sono sorprese ovunque sulla sul telaio e sulla forcella – ha detto Micah Moran, Trek Art Director e capo progettista del progetto – come se tutto fosse una cornice. Ogni elemento grafico rappresenta qualcosa di reale che ha plasmato Trek e modellato il ciclismo. E’ vero, questa è una bicicletta, ma anche una storia da esplorare che il ciclista può portare in giro in ogni momento».
La prova della Trek Madone SLR 9 AXS 1X nella taglia 54. Peso di 6,45 chilogrammi (senza i pedali), è una delle bici più leggere che abbiamo provato. Sfrutta a proprio vantaggio il peso ridotto, senza sacrificare la stabilità e la precisione di guida. La trasmissione 1x12? E' divertente, ma può mostrare qualche limite.
La Trek Madoneera ed è un riferimento in senso assoluto. E’ una bici totale e definitiva, aggressiva e tanto corsaiola, ma al tempo stesso è utilizzabile da utenze differenti. La configurazione con la monocorona Sram 1×12 offre quel qualcosa in più di curioso ed accattivante.
Il soggetto della nostra prova è la Madone SLR 9 AXS 1X nella taglia 54 (con livrea cromatica team edition Lidl-Trek). Con un valore (rilevato e senza pedali) di 6,45 chilogrammi, èuna delle bici più leggere che abbiamo portato su strada. Sfrutta a proprio vantaggio il peso ridotto, senza sacrificare la stabilità e la precisione di guida. La trasmissione 1×12? E’ divertente, ma può mostrare qualche limite. Entriamo nel dettaglio del test.
Madone generazione 8, la bici totaleMadone generazione 8, la bici totale
Trek Madone SLR 9 AXS 1X
Pacchetto telaio Trek Madone generazione 8, cockpit full carbon integrato Trek Aero RSL. Trasmissione Sram Red AXS 1X, con corona singola anteriore da 48 denti alla quale è abbinato il power meter Quarq. 12 pignoni Red posteriori con scala 10-36. Vale sempre la pena sottolineare il vantaggio offerto da Sram, relativo al bilanciere posteriore che arriva a supportare pignoni fino a 36 denti ed è stabilizzato in modo eccellente. Ruote Bontrager Aeolus 37 RSL, gommate Pirelli PZero Race RS tube type da 28 (montati con camera d’aria in TPU). Per biciclette di questa caratura e così veloci in ogni contesto, a nostro parere, la soluzione ottimale è relativa alla configurazione tubeless.
I portaborracce (e relative borracce in dotazione) sono quelli aero design e sono compatibili anche con le borracce classiche (quelle rotonde). La sella è la Aeolus RSL 145 (un gran bel prodotto, sotto il profilo tecnico è inferiore solo alla versione AirLoom). 11499 euro il prezzo di listino della bici in questa versione.
Trasmissione 1×12, ben integrata con le forme della biciCatena sempre perfetta sulla corona, ma resta fondamentale l’impiego del chain-catcherCi sono comunque le asole per un eventuale deragliatoreIl profilo (interno) scavato della corona Sram12 pignoni Red 10-36Madone generazione 8, una delle prime bici ad adottare il supporto UDHTrasmissione 1×12, ben integrata con le forme della biciCatena sempre perfetta sulla corona, ma resta fondamentale l’impiego del chain-catcherCi sono comunque le asole per un eventuale deragliatoreIl profilo (interno) scavato della corona Sram12 pignoni Red 10-36Madone generazione 8, una delle prime bici ad adottare il supporto UDH
Con la mono cambia qualcosa?
Le sue peculiarità riferite a telaio e forcella, quelle relative alle geometrie e resa una volta su strada, nulla cambia. La Trek Madone SLR è quella e quella resta (tanta roba). Eppure la gestione della bici con la corona singola porta ad adeguare in parte lo stile di guida, la gestione soprattutto nel medio e lungo periodo, in modo particolare quando c’è da esprimere forza e velocità.
A nostro parere per sfruttare al pieno delle potenzialità una trasmissione 1X ed avere a disposizione una bici da usare sempre ed ovunque, sarebbe importante avere 13 pignoni e magari un piatto anteriore da 50 denti. Quindi, una trasmissione 1×12 (nell’ottica di usarla ovunque al pieno delle potenzialità) va gestita e capita per bene.
Se consideriamo i due estremi della ruota libera, il pignone da 10 e quello da 36 denti (con la corona da 48 in dotazione) gli eventuali limiti legati agli sviluppi metrici diventano bypassabili (gestibili anche in salita). La combinazione 48×10 corrisponde all’incirca a 52×11, mentre la 48×36 è quasi una 36×28 (nel corso delle salite lunghe e pendenti può diventare impegnativa). C’è qualche salto nel mezzo che manda un po’ fuori equilibrio la gestione delle rpm.
Il punto cardine e simbolo di questa piattaformaIsoFlow non prevede alcun dispositivo o inserto meccanicoSterzo sagomato, design TrekLa sella Aeolus RSL con scocca full carbonRuote Bontrager Aeolus RSL 37 con copertoncini Pirelli da 28Il manubrio integrato e tutto in carbonioBorracce squadrate aero in dotazione, ma ci stanno anche quelle standardIl punto cardine e simbolo di questa piattaformaIsoFlow non prevede alcun dispositivo o inserto meccanicoSterzo sagomato, design TrekIl manubrio integrato e tutto in carbonioRuote Bontrager Aeolus RSL 37 con copertoncini Pirelli da 28La sella Aeolus RSL con scocca full carbonBorracce squadrate aero in dotazione, ma ci stanno anche quelle standard
Cosa può comportare?
In alcune situazioni diventa necessario gestire un’agilità aumentata, sinonimo di una pedalata scomposta. In altre situazioni si è obbligati a spingere di forza calcando sulle pedivelle e tutto il comparto centrale. Ecco che la bontà costruttiva della bici e la sua geometria possono dare un’aiuto. Siccome tra i comuni mortali non ci sono i Mads Pedersen ed i Jonathan Milan (con la loro profusione di watt e newton), il vantaggio di avere un bici rigida, ma non estrema, leggera ed al tempo stesso ripartita in modo ottimale nei pesi può offrire dei vantaggi anche nella gestione con il monocorona.
L’avantreno della Madone è tanta (tantissima) roba. Tosto e super preciso, una lama calda che entra nel burro e pronto a sostenere anche i rilanci fatti con il rapporto più duro. Comparto centrale e retrotreno mostrano una buona rigidità, non esagerata una volta su strada, ma soprattutto sono reattivi alle sollecitazioni e quasi sembrano spingere in avanti, come una molla. Rispetto alla Madone versione precedente e anche alla Emonda è decisamente superiore la stabilità generale. Anche sullo sconnesso importante.
Provata con le ruote da 50 e gomme da 30, ancora più stabile e veloceUn altro setting per il test della Madone, profilo da 45 e pneumatici da 30Provata con le ruote da 50 e gomme da 30, ancora più stabile e veloceUn altro setting per il test della Madone, profilo da 45 e pneumatici da 30
Ruote alte e gomme da 30 (tubeless)
Partiamo dal presupposto che le Bontrager Aeolus 37 sono delle super ruote, non solo per gli amanti della salita. Pur non avendo un profilo esagerato sono veloci tanto quanto basta, ma soprattutto sono facili da guidare e rilanciare quando la velocità è bassa. Sono molto agili.
Come spesso capita, non ci siamo fermati al test della bici da etichetta, ma siamo andati oltre, immaginando anche una configurazione maggiormente dedicata alla velocità.Cerchio da 50 millimetri e tubeless da 30 di sezione e la Madone plana sui tratti pianeggianti, sui vallonati e quando è fondamentale cambiare ritmo ad andatura elevata. Ruote alte, medie e basse, i limiti sono quelli del ciclista e non della bicicletta.
Semplicità in fase di rilancioCambiare direzione con lo spostamento di un dito, facileNonostante sia una bici che nasce per correre in mano a dei professionisti, non è scomodaSemplicità in fase di rilancioCambiare direzione con lo spostamento di un dito, facileNonostante sia una bici che nasce per correre in mano a dei professionisti, non è scomoda
In conclusione
Se si punta ad avere una bici gratificante su ogni terreno, la Trek Madone è una di quelle da prendere in considerazione. E’ un’opinione tecnica e relativa al mezzo meccanico, non al prezzo. A riguardo di quest’ultimo, ognuno la vede ed interpreta a suo modo, con il suo portafoglio in mano e le proprie possibilità. Di certo questa Madone è una delle F1 del circus resa disponibile al pubblico, con tutto quello che comporta.
Per quanto riguarda la configurazione di questa bici road con la monocorona, sicuramente è impattante ed è un bel biglietto da visita. Come argomentato in precedenza il pacchetto 1×12 mostra qualche lacuna in ottica interpretazione race e su percorsi vari. E’ altrettanto vero che le soluzioni Sram sono diverse ed il range di adattabilità è ampio, inoltre una trasmissione mono è anche divertente.
In casa Trek hanno appena presentato i nuovi Bontrager Aeolus RSL, degli pneumatici da gara che si presentano semplicemente così: i più veloci mai prodotti dal brand.
Sono stati progettati per risparmiare watt sia nella resistenza al rotolamento che nell’aerodinamica, con una struttura in cotone e una protezione antiforatura che li rende al contempo elastici (quindi confortevoli) e resistenti. Il tutto naturalmente tubeless, come ormai da standard. Andiamo ad approfondire meglio i nuovi arrivati del marchio di casa Trek.
La struttura principale è realizzata in cotone 320 tpiLa struttura principale è realizzata in cotone 320 tpi
Pneumatici con il vento in poppa
Gli Aeolus RSL devono il loro nome ad Eolo, il dio greco del vento. Il progetto quindi è chiaro fin dall’inizio e, per trasformare il vento da nemico ad alleato, in Bontrager si sono avvalsi della tecnologia Race Dual-Compound.
Funziona così: la parte di gomma più solida è stata posizionata al centro del battistrada per ridurre la resistenza al rotolamento. La parte di gomma più morbida è stata distribuita sulla spalla dello pneumatico per favorire l’aderenza in curva. Dall’azienda fanno sapere che questa combinazione si traduce in un miglioramento della resistenza al rotolamento quantificabile in 3,7 watt rispetto al precedente pneumatico da corsa R3 TLR.
Oltre a questo il nuovo design degli Aeolus RSL consentirebbe di ottenere un ulteriore guadagno aerodinamico. Insomma, in tutto e per tutto degli pneumatici… Eolo-friendly.
La distribuzione della diversa mescola e il disegno che migliora il grip in curva e la scorrevolezzaLa distribuzione della diversa mescola e il disegno che migliora il grip in curva e la scorrevolezza
Struttura in cotone e protezione antiforatura
La struttura principale è realizzata in cotone da 320 tpi (fili per pollice) che garantisce una grande aderenza alla superficie stradale, traducibile in maggior comfort, velocità e fluidità. Ma, come si dice, la fluidità sarebbe nulla se poi la gomma finisce a terra.
Per ovviare a quest’eventualità gli sviluppatori del brand hanno integrato nello pneumatico una protezione antiforatura realizzata da una cintura posta direttamente sotto il battistrada. A ciò sì aggiunge che il tubeless è un prodotto davvero affidabile su tutti i terreni, specie considerando la sua spiccata vocazione agonistica.
Sotto il battistrada c’è una cintura che mette al riparo dalle foratureSotto il battistrada c’è una cintura che mette al riparo dalle forature
Disponibilità e prezzo
Compatibili con cerchi con e senza uncini, i nuovi Bontrager Aeolus RSL sono disponibili in quattro diverse misure: da 26, 28, 30 o 32 mm. Per quanto riguarda il peso l’azienda dichiara 265g per la versione da 26 mm.
Sono acquistabili fin da ora presso tutti i rivenditori Trek al prezzo consigliato al pubblico di 89,99 euro.
Bontrager XXX WaveCel è uno dei caschi utilizzati dai ragazzi del Team Trek-Segafredo, un prodotto che non conosce limiti di utilizzo e che adotta una membrana cellulare per aumentare la protezione.
Trek ha posto la sua attenzione sulla sostenibilità ambientale attuando una serie di misure sia negli imballaggi che nella realizzazione di alcuni prodotti Bontrager
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Il marchio Bontrager presenta due nuove ruote della gamma Aeolus Pro Carbon, con struttura in carbonio termoplastico. Queste due novità offrono ai ciclisti che amano utilizzare pneumatici di volume più ampio su strada e gravel maggiori opzioni di scelta. Si tratta dei modelli Aeolus Pro 37V e Aeolus Pro 49V.
Le ruote Aeolus Pro 37V hanno un profilo più basso, che le rende molto più versatili Per le Pro 49V il profilo più alto permette una migliore performance a livello aerodinamicoLe ruote Aeolus Pro 37V hanno un profilo più basso, che le rende molto più versatili Per le Pro 49V il profilo più alto permette una migliore performance a livello aerodinamico
Versatile
Il modello Aeolus Pro 37V è stato pensato da Bontrager per sostituire le Pro 3V. Si tratta di una ruota versatile, adatta sia alla strada che alle avventure fuoristrada. Sono l’ideale per i ciclisti che cercano un compromesso tra questi due mondi. Costruite con il carbonio OCLV NEXT, ecocompatibile, lavorato al laser e tramite stampaggio di materiali termoplastici. Una lavorazione che rende le ruote di Bontrager più resistenti, assorbendo al meglio le vibrazioni del terreno e garantendo una guida molto più fluida.
Testate sui ciottoli più sconnessi della Parigi-Roubaix, le nuove ruote Aeolus Pro 37V offrono il 15 per cento in più di deflessione radiale e riducono le vibrazioni del 5 per cento, pur essendo più leggere di oltre 100 grammi rispetto alle precedenti Aeolus Pro 3V. I cerchi da 25 millimetri di larghezza interna, ottimizzati dal punto di vista aerodinamico, sono progettati per essere più veloci con gli pneumatici stradali con larghezza da 28 millimetri.
Il peso risulta estremamente ridotto: per la ruota anteriore si parla 620 grammi, la ruota posteriore, invece, ferma la bilancia a 735 grammi. Il prezzo al pubblico è di 1.149,99 euro.
Il canale interno da 25 millimetri accoglie copertoni di misure più ampie per una maggior scelta da parte dell’utenteIl canale interno da 25 millimetri accoglie copertoni di misure più ampie per una maggior scelta da parte dell’utente
Velocità
Per chi ama cercare sempre la velocità e la massima prestazione ecco che Bontrager propone le Aeolus Pro 49V. Anche questo modello è prodotto con carbonio OCLV NEXT, il profilo più alto è votato alla ricerca dell’aerodinamica.
Anche queste ruote, così come le 37V, utilizzano il mozzo Rapid Drive a 108 denti, che offre un innesto più rapido per un’accelerazione immediata e un controllo superiore. La scelta di un canale interno più largo, da 25 millimetri, permette di avere pressioni minori. Infatti per un copertone da 28 millimetri la pressione massima consigliata da Bontrager è di 6,2 bar.
Il peso della ruota anteriore, nel modello Aeolus Pro 49V è di 690 grammi, mentre per la posteriore è di 865 grammi. Il prezzo invece, è di 899,99 euro.
La settima generazione della Trek Madone si completa grazie alla versione SL. C’è una carbonio differente, ovvero l’OCLV500 invece dell’800 (impiegato per la SLR), ma le forme ed il design rimangono invariati.
Mutuando le soluzioni aerodinamiche della SLR, la nuova SL eredita anche la velocità e l’efficienza in termini di penetrazione dello spazio. Entriamo nel dettaglio.
Il particolare sviluppo del piantone e dell’IsoFlowIl particolare sviluppo del piantone e dell’IsoFlow
Nuova Madone significa IsoFlow
IsoFlow, ha sostituito completamente il dissipatore e sdoppiatore di vibrazioni IsoSpeed, adottato fino alla generazione precedente. Seppur molto efficace (considerando anche il periodo in cui è stato progettato), l’IsoSpeed creava anche un significativo aumento di peso.
Questo non accade con “la feritoia” IsoFlow, che oltre ad ottimizzare alcuni fattori dell’aerodinamica, permette di non influire negativamente sul valore della bilancia, oltre ad essere un segno di distinzione della Trek Madone. Inoltre, così come per la SLR, anche la SL adotta l’ultima generazione di sviluppo Kamm per le tubazioni, in fatto di volumi e disegno.
Il manubrio RSL e lo stem in alluminioLa massiccia zona dello sterzo, svasata al centroIl manubrio RSL e lo stem in alluminioLa massiccia zona dello sterzo, svasata al centro
Non c’è l’integrato, ergonomia top
Il manubrio RSL riprende il concetto (e la geometria) espresso dal nuovo cockpit integrato in dotazione alla SLR. C’è una svasatura laterale (flare) pronunciata che aiuta a massimizzare gli effetti della posizione ribassata e influisce in modo esponenziale anche sul controllo dell’avantreno quando le velocità si alzano (anche nei tornanti in discesa). Traducendo in numeri: sul punto di ancoraggio dei manettini il manubrio è largo 39 centimetri, mentre al limite della piega inferiore è 42.
E’ parecchio sfruttabile in diverse posizioni e pur non essendo integrato è molto rigido. E’ abbinato ad uno stem in alluminio massiccio con linee squadrate e decise.
Una taglia 54, ma con un passo molto cortoTrasmissione Ultegra Di2 per l’allestimento 7La sella corta Aeolus CompI foderi della forcella, veri e propri fendentiMolto efficienti, le Bontrager Aeolus Pro51Sempre il chain catcher nella dotazione standardUna taglia 54, ma con un passo molto cortoTrasmissione Ultegra Di2 per l’allestimento 7Sempre il chain catcher nella dotazione standardLa sella corta Aeolus CompI foderi della forcella, veri e propri fendentiMolto efficienti, le Bontrager Aeolus Pro51
La Madone SL7 in test
Una taglia 54, con la trasmissione Shimano Ultegra 12v (52-36 e 11-30) e le ruote Bontrager Aeolus Pro51. Queste ruote a nostro parere sono il compromesso ottimale tra peso, scorrevolezza e versatilità. Sono gommate con i copertoncini Bontrager da 28, ma i cerchi sono perfettamente compatibili con i tubeless. C’è la sella corta Bontrager Aeolus Comp. Il peso rilevato è di 8 chilogrammi (senza pedali).
Il prezzo di listino è di 7.999 euro. C’è anche un allestimento SL6, con trasmissione Shimano 105 Di2 e ruote Bontrager versione Elite, disponibile ad un prezzo di listino di 5.999 euro.
In fase di rilancio è un punto di riferimento per la categoriaIn fase di rilancio è un punto di riferimento per la categoria
Come va
C’è poca differenza rispetto alla sorella SLR7, considerando il valore alla bilancia e anche in fatto di performances, tenendo ben presente la parità di taglia e l’allestimento. Quando è messa alla frusta la SL è meno “cattiva”, meno perentoria ed è più “gommosa” quando si affrontano tratti di strada malmessi, ma per tutto il resto emerge il DNA corsaiolo senza mezze misure.
La differenza più grande e percepibile fin dalle prime pedalate è legata all’avantreno, dove il manubrio integrato in dotazione alla SLR fa la differenza. Ma è giusto sottolineare la bontà progettuale, la sfruttabilità e la rigidità dell’RSL presente sulla versione SL, sicuramente bello da vedere e gratificante da utilizzare, decisamente superiore (in fatto di resa tecnica) rispetto a un qualsiasi altro comparto che prevede stem e piega separati.
La Trek Madone SL rimane una bici racing aero prima di tutto, pensata, sviluppata e costruita per gareggiare. Invita a caricare l’avantreno sempre e comunque e spinge ad usare il manubrio in tutte le sue parti, un dettaglio tutt’altro che secondario. E’ un compasso in ogni situazione di guida, con una precisione di tenuta delle traiettorie non comune a questo livello di bici. Non la consideriamo una bicicletta da scalatore, anche se la sua efficienza non rimane nascosta neppure quando la strada sale in modo importante.
I tratti vallonati sono il suo paneVersione SL, comunque una bici da agonistaI tratti vallonati sono il suo paneVersione SL, comunque una bici da agonista
In conclusione
La scelta di proporre una versione meno costosa (rispetto alla SLR) della Trek Madone è a nostro parere corretta e permette ad una schiera di utenza diversa di poter usare una delle bici aero più azzeccate dell’ultima generazione. Se confrontata con la versione SLR, mostra delle differenza, anche se non sono così lampanti e bisogna avere una buona sensibilità per riuscire a fare delle sovrapposizioni.
Proprio questo fattore rende la Madone SL una bici vera, un pacchetto da valutare con interesse e che mostra un range di prezzi adeguati ad una sorta di gamma media del mercato che torna ad essere un buon riferimento anche per chi ha un animo (e la gamba) da agonista.
Trek Emonda ALR, ovvero la versione in alluminio di una delle bici più iconiche dell’era attuale. La ALR mutua molti dei concetti utilizzati per la sorella in carbonio, adattandoli alla piattaforma in lega leggera.
Si tratta della terza generazione dell’alluminio Alpha serie 300, il più leggero e con saldature che in alcuni punti scompaiono quasi completamente. L’abbiamo provata in anteprima.
E’ una bici perfetta per molte situazioni e interpretazioniE’ una bici perfetta per molte situazioni e interpretazioni
La Trek in lega più leggera
Alcune sezioni della nuova Emonda ALR sono sovrapponibili a quelle della versione OCLV in carbonio e questo anche grazie alle saldature Invisible Weld. Inoltre è stata eseguita un’importante cura dimagrante agli spessori dei profilati, ma al tempo stesso è stata mantenuta la sagomatura Kammtail, ovvero il concetto aerodinamico mutuato proprio dalla Emonda in carbonio.
Lo si nota principalmente nella sezione dello sterzo, dell’orizzontale ed in parte anche nella tubazione obliqua. Solo qualche anno a dietro era impensabile raggiungere delle forme del genere con le tubazioni in lega.
La tubazione dello sterzo, design e DNA EmondaIl cap con l’asola per il passaggio di guaine e filiI foderi obliqui sono rotondi e non prevedono il ponticello di unioneIl nodo sella è tradizionaleLa tubazione dello sterzo, design e DNA EmondaIl cap con l’asola per il passaggio di guaine e filiI foderi obliqui sono rotondi e non prevedono il ponticello di unioneIl nodo sella è tradizionale
Geometria H1.5
Ormai è un punto fermo delle piattaforme Trek ed è uno dei punti di forza delle biciclette del marchio statunitense. In base alla taglia si sfrutta una posizione in sella ben equilibrata, mai eccessivamente caricata sull’anteriore, fattore che porta dei vantaggi anche in termini di comfort nel medio e lungo periodo.
Le guaine escono fuori dall’obliquo per un breve trattoI foderi bassi hanno un’asimmetria appena marcataLe guaine escono fuori dall’obliquo per un breve trattoI foderi bassi hanno un’asimmetria appena marcata
Scatola movimento bella grossa
Rispetto alla Emonda in carbonio non è squadrata e ovviamente il piantone si innesta in modo differente, così come i foderi bassi del carro. E’ una sorta di tubo rotondo oversize, non è press-fit ed è di natura T47, con le calotte filettate ed avvitate. Permette di alloggiare tutte le guarniture presenti sul mercato, anche quelle con asse passante da 30 millimetri di diametro (previo utilizzo dei cuscinetti adatti). Tra la scatola e l’inizio dell’obliquo escono i cavi e le guaine.
La forcella è tutta in carbonio ed il reggisella è tondo, con un diametro di 27,2 millimetri. Il passaggio massimo dichiarato per gli pneumatici, anteriore e posteriore è di 28 millimetri, anche se in questo caso è sempre necessario considerare anche la forma del cerchio ed il canale interno di quest’ultimo.
Equilibrata nelle linee, quasi classicaIl carro posteriore è dritto, non ci sono i tubi a clessidraLe ruote Bongrager Paradigm SL tubeless ready in alluminio, canale interno da 21 e profilo da 25Il feeling che offre la geometria H1.5 è un punto di forzaEquilibrata nelle linee, quasi classicaIl carro posteriore è dritto, non ci sono i tubi a clessidraLe ruote Bongrager Paradigm SL tubeless ready in alluminio, canale interno da 21 e profilo da 25Il feeling che offre la geometria H1.5 è un punto di forza
Emonda ALR5 in test
Si tratta di una taglia 54, con un valore alla bilancia rilevato di 9 chilogrammi netti. Un montaggio sostanzioso che nulla fa per abbassare il peso. Attacco e piega Bontrager in alluminio, così come il reggisella. Sella Bontrager, non in carbonio e trasmissione Shimano 105 2×11. Ruote Bontrager in alluminio con un profilo basso (compatibili anche con i tubeless) e gomme Bontrager da 25. I dischi dei freni sono da 160 millimetri di diametro. Il prezzo di listino è di 2.599 euro.
Comoda certo, ma sempre pronta ad accendersiComoda certo, ma sempre pronta ad accendersi
I nostri feedback
La Trek Emonda è molto simile ad una bicicletta endurance, dove il comfort e le “risposte lunghe”, che difficilmente mettono in crisi il modo di guidare ed il ciclista, sono fattori che spadroneggiano. Non è una bici scomoda neppure per quello che concerne la messa in sella, perché davanti ha delle proporzioni ottime e non obbliga a schiacciarsi verso il basso.
In salita, sul passo e nei rilanci non è mai violenta, non è nervosa, semplice da portare. Eppure non è complicato far emergere la sua grinta, perché è sufficiente cambiare le ruote, montare un set più leggero e magari con un profilo medio. Il gioco è presto fatto, si risparmiano parecchi grammi nel comparto rotante e la resa tecnica sale ad uno step più alto.
Non mette mai in crisi il ciclista neppure in discesa e nei tratti dove è fondamentale guidare la bicicletta. L’avantreno è un bel punto di riferimento, che si comporta in modo adeguato nei momenti dove è necessario creare sostegno, preciso quando si fa correre la Emonda alle alte velocità.
Peso del corpo ben scaricato su piantone e retrotrenoPeso del corpo ben scaricato su piantone e retrotreno
In conclusione
Le biciclette in lega d’alluminio occupano (troppo spesso ingiustamente) un ruolo di secondo piano, surclassate dal carbonio. Eppure molti telai in lega leggera anche di ultima generazione e questa Emonda ne è un chiaro esempio, non hanno nulla da invidiare (o poco) a biciclette in carbonio della medesima fascia di mercato che oggi risultano anche più costose.
L’alluminio di oggi inoltre, è molto differente rispetto a quello di anni fa e non è solo una questione di lavorazione del metallo. Le geometrie sono diverse, così come alcuni concept di sviluppo, la componentistica è cambiata. Sono biciclette molto più versatili e comode. Le bici in alluminio di oggi sono più “docili” e facili, sicuramente un po’ per tutti e sono una ottima porta d’ingresso al mondo della bicicletta e, senza eccessi di spesa per gli eventuali upgrades, non disdegnano le competizioni.
Trek lancia il manubrio GR Elite pensato per il gravel, leggero e a resistente. Realizzato in alluminio 6061-T6, offre prestazioni in termini di comfort
«La Trek Madone precedente era un po’ per tutti. Questa è una vera bici aerodinamica da corridore e pensata per chi vuole spingere, sentire la bicicletta ed essere veloce quando c’è da scattare, fare uno sprint, rientrare sulla fuga a gas aperto e tirare a vento in faccia».
Apriamo il racconto del test della nuova Madone di settima generazione con questo virgolettato di Jacopo Mosca, che dal momento della consegna non ha più mollato la nuova versione della bicicletta.
Imponente e muscolosa, unica, con l’IsoFlow che oltre ad essere una nuova soluzione, pone anche un solco netto tra le bici “normali” e quelle aerodinamiche da agonista e senza mezze misure. E poi abbiamo raccolto le considerazioni di tre corridori molto differenti tra loro: Giulio Ciccone, Juanpe Lopez e Quinn Simmons.
La nuova Trek Madone, senza dubbio aggressiva e corsaiolaLa nuova Trek Madone, senza dubbio aggressiva e corsaiola
GIULIO CICCONE: «Io uso sia la Emonda come prima bici per un 70% e poi la Madone che è quella più aerodinamica e più adatta per le tappe di pianura dei grandi Giri. Quest’ultima è velocissima. E’ stata lanciata al Tour de France e proprio lì ho iniziato ad usarla. La prima impressione, quando monti in sella è quella di sentire la bici che scappa via. Offre degli enormi vantaggi nelle fasi di rilancio, ad esempio all’uscita delle curve. E si sente come agevola il mantenimento di un’alta velocità senza grosse resistenze».
JUANPE LOPEZ: «La nuova Trek Madone è velocissima. L’ho usata la prima volta alla Vuelta Burgos. Mi piace. Rispetto alla precedente è più veloce e più sfruttabile anche su salite inferiori ai 15 minuti. Il peso entro quel limite non è un problema. Quando devo affrontare dislivelli importanti scelgo la Madone. E’ utile anche nelle corse mosse, perché forse, fra le bici aerodinamiche del gruppo è la più maneggevole e leggera.
QUINN SIMMONS: «Uso due modelli di bici Trek, la nuova Madone e la Emonda, direi che ora sono probabilmente 50 e 50. Prima ero quasi sempre sulla Emonda, ma ora con la nuova Madone, un po’ più leggera e un po’ più veloce, considero fifty-fifty. Ti fa sentire sempre veloce e ti permette di tenere un’ottima impostazione in sella, favorevole all’aerodinamica».
Quinn Simmons all’ultimo Tour con la nuova MadoneQuinn Simmons all’ultimo Tour con la nuova Madone
Madone SLR7 in test
Il telaio e la forcella sono quelli costruiti con il carbonio OCLV800, ultimo sviluppo del composito Trek. Il cockpit è quello di nuova generazione, più stretto sopra e con un flare (ovvero una sorta di svasatura) che lo porta ad essere largo nella sezione bassa. Quello usato sulla bici test ha un appoggio superiore, in pari ai comandi del cambio pari a 39 centimetri, mentre le estremità basse sono aperte a 42.
C’è la trasmissione Shimano Ultegra Di2 (52-36 e 11-30) con le ruote Bontrager Aeolus Pro51. Il cerchio è full carbon con il canale interno da 21 millimetri e le gomme sono le R3 da 25, sempre Bontrager e in versione copertoncino.
La sella è corta con i rails in acciaio. Il valore alla bilancia, rilevato e senza pedali è di 8,12 chilogrammi per un prezzo di listino di 10.999 euro.
Una bici che invita a spingere sempreL’impatto svasato frontale del manubrioScatola centrale grande, grandeIl chain catcher integrato, come vuole la tradizione TrekLa zona del frame che caratterizza la MadoneL’IsoFlow si sviluppa in questo modo e non è solo un bucoLe ruote Bontrager in dotazione alla versione 7I mozzi sono sulla base DT Swiss SplineUna bici che invita a spingere sempreL’impatto svasato frontale del manubrioScatola centrale grande, grandeIl chain catcher integrato, come vuole la tradizione TrekL’IsoFlow si sviluppa in questo modo e non è solo un bucoLa zona del frame che caratterizza la MadoneLe ruote Bontrager in dotazione alla versione 7I mozzi sono sulla base DT Swiss Spline
IsoFlow, stabilità da primato
Le versione più anziana della Madone SLR aveva l’IsoSpeed, ovvero il dissipatore che permetteva alla bicicletta di essere più confortevole della media delle bici aero, ma anche di garantire stabilità e trazione ottimali su fondi sconnessi. Qui invece abbiamo una bici che sfrutta la zona del nodo sella, il piantone ed i foderi obliqui per aumentare l’efficienza aerodinamica, sacrificando in parte il comfort, ma non la stabilità.
Anzi, la nuova Trek Madone ha una stabilità da primato e una reattività del tutto accostabile ad una bicicletta molto più leggera. L’Iso Flow non prevede nessun inserimento meccanico smorzante.
Nuova Trek Madone SLR7, i muscoli fanno parte del progettoLa sagoma dello sterzo è di quelle importanti e “lavorate”Nuova Trek Madone SLR7, i muscoli fanno parte del progettoLa sagoma dello sterzo è di quelle importanti e “lavorate”
Reggisella diverso…
Il profilato che parte dall’orizzontale e sostiene la sella non è poi così diverso dal passato, con il reggisella vero e proprio che si innesta nel telaio. Efficiente il sistema che permette di variare l’angolazione della sella, senza che questa venga sganciata dal fermo.
Cambia la modalità di serraggio e dal lato pratico cambia anche la performance di questa parte del telaio, proprio perché non c’è più l’IsoSpeed e per via di quella tubazioni che formano una sorta di traliccio. La bici è rigida e si sente.
Il cockpit un esempio di funzionalità e comfortIl cockpit un esempio di funzionalità e comfort
Tubeless da 28, tanta roba
A nostro parere è la configurazione migliore, considerando una ruota medio-alta. Un buon tubeless da 28, gonfiato nel modo corretto permette di non disperdere nulla quando la strada sale, essere scorrevoli e attaccati al terreno quando si spinge nei tratti pianeggianti e di andare alla corda in discesa, piegando senza paura. E anche il comfort ne guadagna in differenti contesti stradali.
Abbiamo provato la nuova Trek Domane SLR con allestimento 7 eTap. Il comfort e il piacere di guida emergono fin da quando si monta in sella per la prima volta, ma è la fluidità di marcia a fare la differenza, anche e soprattutto sullo sterrato.
La nuova Domane non è solo una bicicletta sviluppata per andare ovunque e con ogni tipo di ciclista, ma il mezzo da strada che si distacca in modo netto da Emonda e Madone, pur mantenendo un feeling diretto con la famiglia road di ultima generazione.
Nuova Domane, il comfort su tuttoNuova Domane, il comfort su tutto
Domane SLR, geometria endurance
L’ultima versione della Domane SLR prevede una geometria endurance e un carbonio OCLV800, il medesimo utilizzato per Emonda SLR e Madone SLR, ma con delle quote geometriche molto differenti (la geometria H1.5 usata per le superleggera e per la bici aero è diversa). La Domane ha uno stack maggiorato e un reach più contenuto. A parità di taglia una Trek Domane è più alta. Tradotto: è più facile andare in presa bassa e farlo anche per chi non è avvezzo alla posizione, sfruttando una posizione efficiente e mai troppo esigente.
E’ più alta. Significa meno estremizzazioni per chi la guida, meno affaticamento anche per la parte alta del corpo e una respirazione senza costrizioni dell’addome. Un setting rialzato influisce anche sulla stabilità e sulla conduzione della bici anche sullo sconnesso importante.
La nuova Domane è questo e non solo, perché la componentistica contribuisce al completamento di un pacchetto con delle performances inaspettate quando si percorrono tratti di strada al limite della percorribilità.
Sterzo alto, ma rimane la forma slopingSterzo alto, ma rimane la forma sloping
La Domane SLR in test
Una 54 da 8,1 chilogrammi di peso (rilevatie con gli accessori nell’obliquo). Il framekit è un full carbon OCLV800 monoscocca, con scatola del movimento centrale bb86 e calotte T47.
C’è il nuovo IsoSpeed, il dissipatore/sdoppiatore delle vibrazioni, diverso rispetto a quello utilizzato sulle Domane delle generazioni precedenti. Il suo comportamento è simile a quello utilizzato sulla gravel Checkpoint SLR, progressivo e “soffice”, che sembra sparire quando si tratta la Domane come una bici da gara, sull’asfalto. Questa versione dell’IsoSpeed ha la variabile (rispetto alla Checkpoint) di un reggisella diverso, diciamo tradizionale e non integrato nel piantone.
C’è una trasmissione Sram Force AXS eTap 2×12 (46-33 e 10-33) con il power meter Quarq. Ci sono le ruote Bontrager Aeolus Pro37 tubeless ready con gli pneumatici tubeless R3 da 32. Una larghezza importante per uno stradista duro e puro, ma una soluzione che permette di sfruttare la stabilità della bicicletta anche su percorsidove, non si andrebbe con una bici “standard”. Lo stem è il Bontrager RCS Pro in alluminio, mentre la piega è sempre Bontrager, ma in carbonio.
La scritta Trek è “olografica”La trasmissione con il Quarq inclusoIl nuovo stem RCS Pro e la nuova battuta dello sterzoL’ampio passaggio ruota del carroPassaggio abbondante anche per la forcellaL’asola alla base della forcella, è possibile montare un parafango La scritta Trek è “olografica”La trasmissione con il Quarq inclusoIl nuovo stem RCS Pro e la nuova battuta dello sterzoL’ampio passaggio ruota del carroPassaggio abbondante anche per la forcellaL’asola alla base della forcella, è possibile montare un parafango
Orizzontale inconfondibile
Lo è perché vicino allo sterzo ci sono le due asole utili per posizionare un piccolo bag, soluzione spesso adottata per le bici gravel. E poi c’è l’IsoSpeed che è ancorato all’interno della tubazione, nella zona del nodo sella.
Questo profilato ha un design “ergonomico”, mutuato da Emonda e Domane, voluminoso alle estremità, più stretto nella parte mediana. Un vantaggio per chi tende a chiudere le ginocchia verso l’orizzontale.
Lo sterzo sagomato con una sorta di family feeling designLo sterzo sagomato con una sorta di family feeling design
Il vano portaoggetti
Uno spazio abbondante dove mettere un minitool e una sacca porta attrezzi, proprio come sulla Checkpoint e comunque presente anche sulla generazione più anziana. Per chi sfrutta la Domane nell’ottica del viaggio non è un aspetto secondario.
Il portaborraccia sull’obliquo che funge da coperchioIl vano contiene un kit di pronto intervento meccanicoLa scatola centrale, il fodero basso e la possibilità di montare un portaborraccia sotto l’obliquoIl portaborraccia sull’obliquo che funge da coperchioIl vano contiene un kit di pronto intervento meccanicoLa scatola centrale, il fodero basso e la possibilità di montare un portaborraccia sotto l’obliquo
Alcuni numeri interessanti
Lo sterzo (nella taglia 54) è alto ben 16 centimetri. Il carro posteriore è lungo 42 centimetri, più corto rispetto alla media della categoria. Questo fattore si fa sentire in salita, perché la Trek Domane si sfrutta bene con il naso all’insù, pur non essendo una scattista. E’ ridotto anche il passo totale, con i suoi 101 centimetri, considerando che si scrive di una endurance.
Il nuovo Iso SpeedSi toglie la cover magnetica e c’è il blocco per il seat-postLa base asimmetrica del piantoneIl nuovo Iso SpeedSi toglie la cover magnetica e c’è il blocco per il seat-postLa base asimmetrica del piantone
Gravel, ma non gravel race
La nuova Trek Domane SLR è un gran cavallo sullo sconnesso, quei tratti percoribili da non capire più nulla, quelli che fanno ballare il cervello dentro la scatola cranica. Eppure avantreno e retrotreno, soprattutto quest’ultimo non fanno una piega, ecco perché questa bicicletta è al limite dell’utilizzo gravel.
L’eventuale utilizzo di gomme da 38 è un valore aggiunto non da poco. In discesa è una belva e ha una precisione invidiabile, comunque un marchio di fabbrica Trek, che ritroviamo anche sulla Emonda (non abbiamo ancora approfondito la nuova Madone).
In salita su asfalto l’Iso Speed sparisceIn salita su asfalto l’Iso Speed sparisce
In conclusione
Il distacco dalle bici road dedicate all’agonismo spinto come la Emonda e la Madone è netto. La nuova Trek Emonda è la bici comoda, che mette il comfort in cima alla scala dei valori. Di seguito vengono la stabilità, la fluidità di marcia e la possibilità di sfruttare la bici con diversi allestimenti e nei diversi contesti ambientali, ma sempre con la certezza di avere un mezzo meccanico che asseconda in tutto e per tutto le richieste di chi la guida.
Il prezzo di questa versione, la SLR7 eTap, è di quelli importanti, ma dalla sua possiamo scrivere che è una sorta di bici totale.
L'asfalto non basta più, si cercano rotte sempre nuove. E allora Fulcrum lancia la ruota Sharq, pensata per endurance e allroad. Veloce, reattiva, comoda
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Quando si pedala la sicurezza è fondamentale, in tutte le situazioni: che si percorrano ciclabili o strade più o meno trafficate. Gran parte della sicurezza passa dalla visibilità: vedere, ma anche essere visti. Per questo Bontrager, marchio che produce accessori per ciclismo di proprietà Trek, propone tre prodotti differenti per ogni situazione. Le luci Bontrager sono le stesse che usa il team Trek-Segafredo per allenarsi ogni giorno in completa sicurezza.
La luce Ion Pro RT può essere connessa ai dispositivi Bontrager ANT+ e Garmin così da attivare la modalità “always on”La luce Ion Pro RT può essere connessa ai dispositivi Bontrager ANT+ e Garmin così da attivare la modalità “always on”
Ion Pro RT/Flare RT
Un set che garantisce la massima visibilità anche in condizioni di luce diurna. La luce frontale Ion Pro RT dispone dell’energia sufficiente per illuminare qualsiasi sentiero. Per quanto riguarda invece la luce posteriore la Flare RT consente di essere visti anche a distanza di 2 chilometri in qualsiasi situazione. Garantisce 12 ore di autonomia, quindi può lampeggiare tutto il giorno: in più nella modalità risparmio energetico si hanno altri 30 minuti di autonomia extra. Entrambe le luci possono essere connesse a dispositivi Bontrager ANT+ e Garmin per funzione “always on” (sempre accesa). E’ possibile caricare i due dispositivi anche tramite porta USB.
La Ion 100 R e Flare R City sono vendute insieme a due staffe Quick Connect ed al cavo di ricarica USBLa Ion 100 R e Flare R City sono vendute insieme a due staffe Quick Connect ed al cavo di ricarica USB
Ion 100/Flare R City
Due accessori dal design compatto pensati per l’utilizzo urbano, presentano entrambi un’ottica concentrata e una modalità flash intermittente ad ampio raggio. Caratteristiche che permettono una grande visibilità in tutte le situazioni. Anche questi due dispositivi sono ricaricabili tramite porta USB. Nel caso le due luci si dovessero scaricare, quando la batteria scende al di sotto del 5 per cento la potenza luminosa viene ridotta per estendere notevolmente l’autonomia residua.
La luce anteriore Ion 200 RT ha a disposizione ben 4 livelli di intensità luminosa differentiLa luce anteriore Ion 200 RT ha a disposizione ben 4 livelli di intensità luminosa differenti
Ion 200 RT
Questo prodotto offre le stesse prestazioni di una luce di marcia diurna, ovvero il modo più semplice ed efficace per aumentare la visibilità su tutte le tipologie di strade. Al contrario delle altre luci la Ion 200 RT è molto più compatta per un peso ed un ingombro decisamente più contenuti. E’ contraddistinta da un lampeggio molto nitido e specifico, che rende il ciclista visibile fino a 2 chilometri di distanza.
La Ion 200 RT ha ben 4 modalità di fascia luminosa disponibili: 200 Lumen, per una durata di un’ora e mezza, 100 Lumen per un tempo di utilizzo di 3 ore. Se si scende a 5 Lumen le ore di autonomia arrivano fino a 14. E’ disponibile anche la modalità lampeggio notturno che porta la durata a 30 ore. E’ stato inserito anche un sensore in grado di regolare automaticamente la fascia di luce. Anche la Ion 200 RT è venduta insieme alla luce posteriore Flare RT