Elisa Longo Borghini qui in azione alla Pointe du Raz Ladies Classic (foto Mathias Prigent MP Visuals)

Velo e le azzurre per Montreal: Longo Borghini e scelte precise

08.09.2026
8 min
Salva

Quattordici nomi distribuiti su tre categorie e per alcuni di essi il cittì Marco Velo ha dovuto sfogliare la proverbiale margherita, magari con qualche piccola sorpresa, per completare le convocazioni per i mondiali di Montreal.

Il faro della spedizione, anche come riferimento per le più giovani, resta Elisa Longo Borghini (in apertura foto Mathias Prigent MP Visuals), ma non sono state scelte semplici o scontate per il tecnico azzurro in virtù di tante considerazioni, partendo comunque dal fatto che il circuito iridato canadese presenta, con trasferta e ambientamento al fuso orario, difficoltà e insidie altimetriche da prendere con le dovute attenzioni. Con Velo abbiamo approfondito queste liste mondiali, sapendo che all’orizzonte ci saranno anche gli europei in Slovenia e il gruppo azzurro, visto il percorso, potrebbe avere qualche avvicendamento.

Le quattro junior

In queste ore Velo sta terminando gli ultimi giorni di una serie di ritiri con un “turnover” di junior. Tra i vari impegni agonistici – oggi e domani va in scena il Giro di Lunigiana femminile – il cittì sta conoscendo meglio tante giovani che in questa stagione si sono messe più in luce. Come ci ha detto lui stesso, alcune di loro potrebbero correre mondiale ed europeo oppure uno dei due e altre nessuno dei due.

L’intento di questi collegiali è quello di far capire come si lavora in funzione di certi eventi, considerando la presenza di atlete al primo anno nella categoria. Non servono allenamenti sfiancanti conoscendo quali saranno distanza e durezza. Le uscite in bici delle azzurrine sono state fatte riproducendo percorsi e sforzi che si troveranno a mondiali ed europei. Al netto di tutto ciò, le quattro junior che correranno a Montreal sono Maria Acuti, Azzurra Ballan, Giorgia Pellizotti e Matilde Rossignoli.

«Non è stato troppo difficile – analizza Velo – scegliere le convocate, anche se mi è spiaciuto non poter chiamare Elisa Bianchi che ha dimostrato di andare forte e sarebbe stata una quinta ideale se avessi potuto portarne una in più. Guardando però il percorso ho ritenuto che quelle quattro ragazze fossero più adatte, tenendo conto di certe caratteristiche. Anche perché faranno 80 chilometri con più di 1.600 metri di dislivello, corse che non sono abituate a fare durante l’anno a parte qualche raro caso.

«Tutte e quattro – aggiunge – possono essere leader e quasi tutte sono dotate di uno spunto veloce in arrivi ristretti. Forse Pellizotti è quella che paga un po’ sotto questo aspetto, ma lei sta crescendo bene e cambiando mentalità arrivando dal fuoristrada. Anche Acuti, Ballan e Rossignoli hanno fatto una buonissima annata e ad oggi non saprei sbilanciarmi su chi puntare. Vedremo come andrà l’avvicinamento e anche l’andamento della gara, che tra le junior è sempre un po’ particolare».

Ciabocco a Plouay ha colto un incoraggiante 7° posto. Sarà lei la capitana delle azzurre U23 ai mondiali
Ciabocco a Plouay ha colto un incoraggiante 7° posto. Sarà lei la capitana delle azzurre U23 ai mondiali
Ciabocco a Plouay ha colto un incoraggiante 7° posto. Sarà lei la capitana delle azzurre U23 ai mondiali
Ciabocco a Plouay ha colto un incoraggiante 7° posto. Sarà lei la capitana delle azzurre U23 ai mondiali

Ciabocco guida le U23

Le prime italiane a correre il mondiale in linea saranno le U23 giovedì 24 settembre, un giorno prima delle junior. Per loro il menù prevede 134 chilometri con 2.690 metri di dislivello, paradossalmente una gara molto più dura di quella delle elite. Un menù che può risultare molto indigesto se non ci si arriva preparati. In questo caso correranno in tre con Eleonora Ciabocco capitana incontrastata.

«In questa categoria – sottolinea il cittì Velo – siamo un po’ risicati e assieme al team manager delle nazionali Elia Viviani abbiamo deciso di portarne solo tre, sempre tenendo conto del percorso. Ci spiace molto che Venturelli non abbia recuperato dall’infortunio perché sappiamo quanto avrebbe fatto bene nell’economia della corsa. Abbiamo ancora negli occhi il lavoro straordinario all’europeo dell’anno scorso quando riportò in gruppo Ciabocco, che poi fece seconda, chiudendo un gap di due minuti dopo una caduta.

«Eleonora – continua – avrebbe potuto correre tra le elite, ma era giusto sfruttare il suo ultimo anno nella categoria per puntare ad un bel risultato. E’ rientrata a Plouay dove ha chiuso settima mostrando di stare bene. Mancano ancora giorni al mondiale e può crescere ancora. Le altre due ragazze saranno Gaia Segato (che torna al mondiale dopo quello junior nel 2022, ndr) e Giada Silo. Gaia ha sempre corso bene, facendosi vedere, mentre Giada che è al primo anno nella categoria l’ho vista trasformata e penso che fosse giusto vivesse una esperienza simile, dopo i due mondiali da junior (nel 2025 a Kigali chiuse al quinto posto, ndr).

Tutte per Elisa

Sabato 26 settembre sarà il turno delle elite e anche per loro il programma non scherza, col mondiale più lungo della storia: 180 chilometri e 2.570 metri di dislivello. La differenza rispetto alle colleghe più giovani, che correranno tutte in città, sta nel tratto in linea iniziale prima di entrare nel circuito di Montreal di 13,4 chilometri da ripetere otto volte. Sette atlete in cui spiccano solide certezze e nomi forse inaspettati.

«Quando – spiega Velo – ho dovuto definire le convocate mi è pianto il cuore essere stato obbligato a fare scelte. Ho chiamato Barale e Casasola e so che per qualcuno può essere una sorpresa. So che ad esempio potevano starci anche Paladin e Silvestri, entrambe una garanzia in corsa, ma ho provato a cambiare, anche fidandomi di ciò che mi dicono le ragazze. Quando io non sono presente in gara, tante di loro diventano i miei occhi e mi forniscono riscontri. Ho parlato con Soraya e con Debora, sono ragazze intelligenti e hanno compreso la mia decisione.

«Sia Barale che Casasola – chiarisce il tecnico bresciano – hanno fatto un ottimo Tour Femmes. Francesca in appoggio a Reusser finché è stata maglia gialla e nelle prime posizioni, Sara invece alla squadra. E di entrambe mi hanno parlato bene le ragazze che le hanno viste all’opera. Hanno dimostrato di saper fare un certo tipo di lavoro e mi sono sentito di chiamarle.

«Trinca Colonel – va avanti – è adatta ad un percorso del genere e so cosa può dare. Infine ho chiamato il blocco UAE, abituato a lavorare a fondo per Longo Borghini, che sarà la nostra leader. Attorno ad Elisa ci saranno Gasparrini, Magnaldi e Persico, che rappresentano un gruppo di atlete che si conosce alla perfezione e che sa come muoversi in determinati frangenti».

Velo ai Giochi del Mediterraneo ha apprezzato lo spirito delle ragazze in una prova non scontata (foto Mattia Martegani/CONI)
Velo ai Giochi del Mediterraneo ha apprezzato lo spirito delle ragazze in una prova non scontata (foto Mattia Martegani/CONI)
Velo ai Giochi del Mediterraneo ha apprezzato lo spirito delle ragazze in una prova non scontata (foto Mattia Martegani/CONI)
Velo ai Giochi del Mediterraneo ha apprezzato lo spirito delle ragazze in una prova non scontata (foto Mattia Martegani/CONI)

Alternative e lo spirito azzurro

Difficile che anche a Montreal possa ripetersi quello che si è visto un anno fa a Kigali. Senza nulla togliere al podio del Rwanda, quanto meno si presume che tutte le big abbiano imparato da quella situazione. Marco Velo in ogni caso ha fatto tesoro di ogni situazione, bella o infelice che sia, da quando guida le nazionali femminili. Su Montreal ha le idee chiare, così come sulla splendida trasferta ai Giochi del Mediterraneo vinti con Barbieri.

«Non ho ancora pensato – riflette – ad una eventuale alternativa ad Elisa qualora la gara prendesse una piega inaspettata, un po’ come l’anno scorso. Bisognerà capire come ci arriveremo e come si svilupperà la corsa. Di sicuro è indiscutibile che si corra per Elisa, ma ad esempio Gasparrini e Persico stanno andando forte e hanno pure uno spunto veloce. Sarà una gara dura e lunga, prepariamoci.

«A Taranto – conclude Velo – è stata una grande soddisfazione riempire il podio, anche perché al mattino il CONI ci aveva detto che ne mancavano giusto tre per raggiungere le 2.500 medaglie totali ai Giochi del Mediterraneo. E le ha portate tutte il ciclismo femminile. Sarebbe stato bello che anche Cecchini a crono avesse preso quel bronzo sfuggito per due secondi. Se lo sarebbe meritato perché è una ragazza fondamentale.

«Tuttavia mi ha dato fastidio leggere e sentire commenti di persone che hanno sminuito quello che hanno fatto le nostre ragazze o i ragazzi. Non c’era una grande concorrenza, ma abbiamo visto come in altri sport a Taranto alcune nazionali favorite non abbiano conquistato l’oro. Alcune gare non sono così semplici come si pensa. Certo, non bisogna fare caso a certe cose, ma le ragazze si sono messe a disposizione della nazionale e l’hanno fatto alla grande. Questo spirito non può essere sminuito dalla gente».