Maria Acuti e Alessia Orsi impegnate al Watersley Ladies Challenge in Olanda (foto Frantz Piva)

Acuti sul podio: Bastianelli racconta la trasferta al Waterlsey

30.07.2026
8 min
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In una moltitudine di impegni ravvicinati tra gli europei in pista a Cottbus di due settimane fa e i campionati italiani in pista a San Francesco al Campo, proviamo a fermarci un attimo chiedendo a Marta Bastianelli di riavvolgere il nastro di qualche giorno per tracciare un bilancio sulla spedizione delle donne junior al Watersley Ladies Challenge (in apertura foto Frantz Piva).

La gara a tappe olandese – sesta delle sette prove di Nations Cup – è una di quelle più importanti della categoria e da sempre fornisce indicazioni per i tecnici azzurri in vista di mondiali ed europei. La nazionale italiana rientra con il terzo gradino del podio finale di Maria Acuti, dopo che la campionessa italiana aveva esordito con un terzo posto nella crono d’apertura e un secondo nella tappa successiva. E’ mancata solo la vittoria, ma non le prestazioni e questo a Bastianelli, vice-cittì di Marco Velo, basta per riempire il proprio taccuino di appunti.

Bastianelli è contenta per la coesione mostrata dalle ragazze (Campana, Orsi, Acuti, Rapporti, Bonassi e Bianchi)
Bastianelli è contenta per la coesione mostrata dalle ragazze (Campana, Orsi, Acuti, Rapporti, Bonassi e Bianchi)
Marta innanzitutto com’è stato l’impatto atmosferico in Olanda?

Buono, siamo anche stati fortunati. Appena scesi dall’aereo pioveva, c’era freddo e ci siamo un po’ preoccupati perché le previsioni non davano quel meteo. Nella nottata poi è tornato il bel clima che ci ha accompagnati durante i giorni di gara. Un altro forte temporale è arrivato alla fine dell’ultima tappa, durante le premiazioni, quindi l’abbiamo scampata bella sotto quel punto di vista.

E col vento invece come vi siete adattati? A marzo le ragazze della BFT Burzoni erano rimaste impressionate dai ventagli.

Quello in effetti era un aspetto molto importante e ringrazio le nostre formazioni che preparano le ragazze a questi fondamentali. Tuttavia prima di partire avevo mandato alle ragazze un video riguardante proprio ai ventagli. L’ho fatto con una mira costruttiva per fargli capire cosa avremmo trovato. E’ sempre complicato farlo se non lo vivi direttamente. In ogni caso i team più esperti non sono riusciti ad aprire nessun ventaglio perché non c’era un percorso che lo consentiva.

Al Watersley Campana (davanti) è stata condizionata da problemi di stomaco, mentre il primo anno Bonassi ha fatto esperienza (foto Wim Van Tendeloo)
Al Watersley Campana (davanti) è stata condizionata da problemi di stomaco, mentre la primo anno Bonassi ha fatto esperienza (foto Wim Van Tendeloo)
Al Watersley Campana (davanti) è stata condizionata da problemi di stomaco, mentre il primo anno Bonassi ha fatto esperienza (foto Wim Van Tendeloo)
Al Watersley Campana (davanti) è stata condizionata da problemi di stomaco, mentre la primo anno Bonassi ha fatto esperienza (foto Wim Van Tendeloo)
Le tappe com’erano?

Classico paesaggio olandese, per lo più con stradine strette. La tappa più dura era l’ultima, la terza, che presentava un circuito di 17 chilometri da ripetere cinque volte. Un circuito pieno di strappi e ripartenze per le tante curve. A parte quelle altimetriche, l’altra difficoltà, la solita, è che le ragazze hanno corso senza radioline. Così ci siamo distribuiti lungo il percorso. In ammiraglia c’era Diego con Gianfranco, che poi è sceso in uno dei due punti di riferimento (riferendosi a Bragato e il meccanico Zanatta, ndr). Anch’io ho seguito tre giri a bordo strada in cima allo strappo più duro per dare suggerimenti alle ragazze.

Ecco, passiamo alle ragazze, una battuta per ognuna. Da chi vuoi iniziare?

Prima di tutto ci tengo a dire che il gruppo è stato molto coeso, sono tutte eccezionali. Le ragazze si conoscono bene, hanno fatto assieme gli europei in pista e hanno avuto un grande senso di responsabilità fin dal primo giorno. Poi partirei da Campana che ha avuto problemi di stomaco sia sabato che domenica, ma non ha fatto mancare l’appoggio alla squadra. Nonostante tutto, domenica stava cercando di rientrare sul gruppetto di testa, ma ha anche bucato. E’ stata molto sfortunata.

Con chi continuiamo?

Un’altra che ha pagato cara la sfortuna è stata Elisa Bianchi. Al sabato si stava giocando la vittoria con un’altra ragazza, però a cento metri si è toccata con lei ed è finita a terra. Malgrado i dolori e le botte, ha scelto di ripartire alla domenica, però anche in quel caso la malasorte l’ha colpita quando le sono entrate nel cambio posteriore rompendoglielo. Non ha potuto cambiare subito la bici e alla fine si è dovuta ritirare perché avevano fatto barrage alle ammiraglie. Tuttavia ha mostrato di essere sorretta da una buona condizione.

Bonassi che è una delle migliori primo anno, come si è comportata?

Anna è giovane e ha fatto tanta esperienza, lavorando tanto per le compagne. Purtroppo anche lei si è dovuta fermare all’ultima tappa per il solito barrage di cui parlavo prima. Di lei mi è piaciuto l’atteggiamento, l’ho vista molto motivata, anche perché non è mai facile o scontato far capire certe cose le ragazze.

A chi tocca ora?

Linda Rapporti ha fatto un bellissimo Watersley complessivamente. A crono è andata forte centrando una bella top 10. Lei ha un po’ di timore a correre in gruppo e sabato ha sofferto questa situazione. Domenica invece è andata alla grande. All’ultimo giro è passata davanti a me con 20” di ritardo e l’ho incitata a rientrare. E’ rientrata dopo un grande sforzo e nel finale è riuscita ad aiutare le altre due compagne nel drappello di testa.

Tra quelle davanti c’era Orsi. Cosa ci dici di lei?

Per me Alessia ha fatto una super trasferta. A crono è andata bene, partendo fin troppo forte all’inizio tant’è che le ho detto scherzando che se avesse tenuto quel ritmo stravinceva (sorride, ndr). Ha fatto ottime prestazioni anche nelle altre due tappe, stando sempre vicina ad Acuti. Alessia era contenta perché non si aspettava di andare così forte. Anche questo è un buon segnale, perché queste gare possono dare maggiore consapevolezze alle ragazze.

Chiudiamo con Acuti, che ha confermato di vivere una grande stagione. Qual è il giudizio di Marta Bastianelli?

Maria è andata fortissimo ogni giorno. Peccato perché alla fine è arrivata terza per soli 6”. E’ stata bravissima nella tappa di domenica a recuperare i secondi di ritardo che aveva accumulato nelle altre due frazioni andando anche a sprintare ad un traguardo volante. Sapeva che si stava giocando tutto e ha fatto grandi sforzi per rispondere ad ogni scatto, specie nel finale a quelli di Neira, la spagnola che vinto la tappa e ha fatto seconda nella generale.

Il podio finale del Watersley: vittoria della polacca Okrucinska, davanti alla spagnola Neira e Acuti (foto facebook Biesse Carrera Girls)
Il podio finale del Watersley: vittoria della polacca Okrucinska, davanti alla spagnola Neira e Acuti (foto facebook Biesse Carrera Girls)
Il podio finale del Watersley: vittoria della polacca Okrucinska, davanti alla spagnola Neira e Acuti (foto facebook Biesse Carrera Girls)
Il podio finale del Watersley: vittoria della polacca Okrucinska, davanti alla spagnola Neira e Acuti (foto facebook Biesse Carrera Girls)
Visti i margini così risicati, c’è stata una possibilità di poter conquistare il Watersley?

Sono convinta di sì. Negli ultimissimi chilometri la leader Okrucinska si era staccata e stava faticando molto. Se Maria fosse rimasta a ruota di Orsi nello sprint ristretto, probabilmente parleremmo di un altro risultato. Sono contenta però perché ogni gara ha una sua storia e anche perché a fine corsa Maria mi ha detto che marcava Neira e si è finita per tenerla ogni volta. Anche questa è esperienza di cui fare tesoro.

Che spunti hai preso per i prossimi impegni internazionali delle ragazze? Ne hai già parlato con Velo?

I fari sono puntati su mondiali e europei ovviamente. Per quegli appuntamenti qualche idea più ampia su alcune ragazze ce le abbiamo. Bisognerà vedere però come staranno nelle gare italiane, in quelle che presentano percorsi più simili a mondiali ed europei. Visto che non avranno tracciati semplici, ad esempio avremo qualche indicazione dalla gara di Ornavasso, quella organizzata da Elisa (Longo Borghini, ndr), che ha un arrivo in salita. Teniamo sotto osservazione tante situazioni.

Acuti ha chiuso terza per soli 6" e per Bastianelli se fosse rimasta a ruota di Orsi nella volata finale, poteva anche vincere la generale (foto Frantz Piva)
Acuti ha chiuso terza per soli 6″ e per Bastianelli se fosse rimasta a ruota di Orsi nella volata finale, poteva anche vincere la generale (foto Frantz Piva)
Acuti ha chiuso terza per soli 6" e per Bastianelli se fosse rimasta a ruota di Orsi nella volata finale, poteva anche vincere la generale (foto Frantz Piva)
Acuti ha chiuso terza per soli 6″ e per Bastianelli se fosse rimasta a ruota di Orsi nella volata finale, poteva anche vincere la generale (foto Frantz Piva)
Ti vediamo sempre più a tuo agio in questo ruolo, specie con le juniores. E’ corretta la nostra impressione?

Sì, è vero, ma è normale che all’inizio dovessi inserirmi perché non volevo che mi vedessero come l’ex atleta che ha vinto tanto e che dà giudizi. Con le ragazze c’è ottima sintonia, abbiamo imparato a conoscerci reciprocamente e sono contenta che adesso ci sia per quanto possibile più confidenza. Con loro ogni tanto cerco di essere un po’ la mamma buona e un po’ la mamma severa, cercando di spiegare tante cose o far comprendere i limiti da non superare. Anche con Marco (Velo, ndr) c’è grande armonia e pure con lo staff c’è tanta fiducia in noi. Ad esempio Elia (Viviani, il team manager delle nazionali di pista e strada, ndr) ha voluto che andassimo al Watersley. Questo è un grande supporto al nostro lavoro.