Sara Casasola

Il post Tour di Casasola: «Certe andature non mi danno più fastidio»

17.08.2026
6 min
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Esordire al Tour Femmes non è un’esperienza come le altre. Per Sara Casasola lo è stato ancora di più, perché la friulana della Fenix-Premier Tech ci è arrivata dopo un percorso di crescita che l’ha portata a diventare sempre più una stradista, senza però dimenticare le radici nel ciclocross.

Nove giorni di gara, un livello altissimo e un percorso che nel 2026 ha raggiunto numeri record, come abbiamo visto anche ieri parlando con Paolo Slongo. Casasola ha vissuto la corsa soprattutto al servizio di Puck Pieterse, imparando però qualcosa di importante anche per se stessa: esperienza e ritmi che prima sembravano fuori portata, adesso fanno meno paura. Un segnale che va oltre il risultato e che racconta bene la crescita di una ragazza alla prima esperienza nella corsa più importante del calendario femminile.

Sara Casasola
Casasola ha gestito bene le energie e alla fine è sempre riuscita a dare il suo apporto al team
Sara Casasola
Casasola ha gestito bene le energie e alla fine è sempre riuscita a dare il suo apporto al team
Esordio al Tour Femmes, Sara. Come è andata? Lo sapevi da tempo?

Sì, lo sapevo. Già qualche mese fa mi avevano detto che ero nel gruppo di nove atlete da cui sarebbero state selezionate le sette per il Tour, quindi sono andata in ritiro con la squadra a luglio. Mi sono preparata a tutti gli effetti per il Tour, poi a un certo punto hanno deciso la selezione completa. Speravo di essere tra quelle selezionate, poi ovviamente ci sono più variabili in gioco e c’è stata un po’ di attesa. Alla fine, però, l’ottica con il mio preparatore e con la squadra era quella di prepararsi a tutto e per tutto per andare al Tour.

Dove sei stata in altura?

A La Plagne, sulle Alpi francesi.

Come erano le sensazioni prima di partire? Ti sentivi al top o c’era da limare ancora qualcosa?

Stavo bene. A parte la caduta in Svizzera, che mi ha fatto perdere una settimana di allenamento, le sensazioni sono tornate buone immediatamente. Anche in ritiro abbiamo lavorato bene. Sono uscita dal ritiro in crescendo e speravo di avere buone sensazioni anche al Tour.

Con quali sensazioni è tornata a casa Sara Casasola?

Diciamo che è stato un Tour duro, il livello era molto, molto alto. Me lo avevano detto tutti, però poi trovarsi lì è un’altra cosa. C’era parecchia salita e le atlete erano tutte molto preparate, quindi rispetto al Giro Women è stato un po’ più impegnativo, devo dire. E’ stato più per il livello medio del gruppo che per il percorso in sé, perché anche al Giro c’erano tappe dure. Però nel complesso è stata una bella esperienza, abbiamo fatto bene come squadra, quindi sono contenta.

Sara Casasola, Tour Femmes
Casasola ha parlato di un ottimo clima in squadra
Sara Casasola, Tour Femmes
Casasola ha parlato di un ottimo clima in squadra
Tolte le super big che lottavano per la classifica, voi della Fenix come siete partite? Avevate qualche tappa cerchiata in rosso?

Sì, il nostro obiettivo era dall’inizio proprio quello di non andare per la generale e puntare invece a delle tappe. Speravamo soprattutto all’inizio di fare bene con Puck Pieterse.La prima tappa era buona, molto buona per lei e alla fine ha fatto quarta. Ci è andata vicino un paio di volte e abbiamo lavorato il più possibile per provare a vincere una tappa, ma non è così facile con il livello che c’era.

Avevato anche una velocista?

Sì, Charlotte Kool, ma il fatto che il livello in salita fosse molto alto le ha reso difficile arrivare fresca e con il gruppo alla volata. Non abbiamo vinto nessuna tappa, però avevamo anche il secondo obiettivo di provare a prendere qualche punto per i GPM. E lì Puck ci è riuscita.

E il tuo Tour Femmes, Sara? In questo contesto che mi hai descritto, qual era il tuo ruolo specifico?

Io ero lì a supporto, completamente a supporto, principalmente di Puck. Per le volate non sono la persona migliore da mettere in un treno, quindi ho cercato di aiutare comunque come potevo, da lontano. Cercavo di coprire se qualche fuga andava via, soprattutto all’inizio, oppure anche sul finale magari aiutare a posizionare le compagne. Ogni tanto davo supporto anche con l’acqua. Un supporto basilare, nel vero senso della parola.

Tra gli uomini si dice che addirittura i Grandi Giri cambino i motori dei giovani. Tra le donne sono più brevi e magari non è del tutto così. Ma a te ha lasciato qualcosa questo Tour Femmes?

Sicuramente è diverso fare tre settimane come gli uomini, rispetto a otto-nove giorni. Però penso che, avendo meno tappe, corri ogni giorno abbastanza al massimo. Non è che hai una tappa in cui lasciano andare una fuga grande all’inizio e poi in gruppo vai tranquillo. E per questo è stato effettivamente impegnativo ogni giorno.

Sara Casasola
Secondo Casasola questo Tour Femmes le ha dato qualcosa in più sia sul piano fisico che dell’esperienza (foto Instagram)
Sara Casasola
Secondo Casasola questo Tour Femmes le ha dato qualcosa in più sia sul piano fisico che dell’esperienza (foto Instagram)
Quindi qual è il tuo bilancio?

Io penso di esserne uscita abbastanza bene comunque. Sicuramente ti dà una buona gamba quando lo finisci… se non arrivi del tutto cotta alla fine. Poi c’è anche l’aspetto dell’esperienza. Saper prendere la fuga giusta, sapere cosa fare e cosa non fare, dove mettersi in gruppo. Per forza di cose eri costretta a stare un po’ più attenta, a risparmiare le energie con il livello che c’era.

E a livello di potenza? Di sensazioni in bici?

I primi giorni li ho presi molto tranquillamente. Ho cercato di recuperare. Ma adesso i ritmi che prima mi davano fastidio non mi infastidiscono più di tanto. Questa è la differenza principale.

Ora cosa prevede il menù di Sara Casasola?

Adesso vado in Inghilterra per il Tour of Britain Women, che scatterà questa settimana. Poi farò Plouay a fine mese.

Mondiali, se n’è parlato? Sara Casasola fa parte della rosa allargata di Marco Velo?

Ancora non so niente, sinceramente. Però ho ricevuto un messaggio da Velo, che si congratulava per il mio Tour Femmes. Siamo rimasti che mi contatterà a breve, quindi non so ancora nulla dal punto di vista nazionale. In ogni caso è bello anche ricevere un commento positivo dal cittì per il momento. Vediamo cosa avrà in mente per me…

Sara Casasola
E a Nizza Casasola ha festeggiato la maglia a pois di Pieterse (foto Instagram)
Sara Casasola
E a Nizza Casasola ha festeggiato la maglia a pois di Pieterse (foto Instagram)
Di questa lotta agli alti vertici, cosa hai visto tu che eri in gruppo?

Prima di tutto è stato bello vedere Elisa Longo Borghini sul podio. Portare il colore italiano così in alto, con il livello che c’era, è stato sicuramente qualcosa di importante. Anche in Francia si parlava quasi tutti i giorni di quei numeri e di quei valori sulla potenza effettiva che hanno espresso, sia sugli sforzi corti sia su quelli lunghi. Sono atlete molto complete. Non sono andate forte solo sul Mont Ventoux: abbiamo avuto una cronometro e altre tappe e loro erano sempre lì, sempre tra le migliori. Ogni giorno sembrava una classica, quindi sono rimasta parecchio impressionata dal livello delle prime. Si sapeva che andavano forte, ma così tanto e tutti i giorni… tanto di cappello.

E quando Sara Casasola vede le rivali andare così tanto forte, ne fa uno stimolo oppure torna a casa un po’ con le ossa rotte?

Un po’ ti rendi veramente conto del livello che hanno e già questo è un bene, nel senso che se pensassimo che fosse tutto così facile non lavoreremmo neanche così duramente, penso. Sicuramente ti danno uno stimolo per lavorare. Poi però penso anche che ognuna abbia il suo ruolo. Pertanto devi lavorare non solo in scala assoluta, ma anche nel ruolo che sei chiamata a fare. Per me, dunque, alla fine sono più le cose positive che porto via rispetto a quelle negative. Anche perché è inutile cervellarsi di fronte a una FTP o a una VAM se sono totalmente fuori dalla tua portata.

Certo, dici che bisogna anche essere realisti…

Esatto. Sicuramente puoi, e devi, migliorare, ma oltre certi limiti il fisico di una persona è quello. E altra cosa: servono anni. Non si passa da uno a mille in un attimo.