Ursus Diablo e Cliff: la nuova frontiera del fuori strada

10.09.2022
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Bici, accessori, scarpe, ruote, sotto il cielo dell’Italian Bike Festival si riuniscono distributori e marchi di ogni tipo. C’è anche lo stand di Ursus, che si trova poco distante dall’ingresso principale, leggermente spostato sulla destra. Ci accoglie Enrico Stragliotto: sales and product manager di Ursus. Il marchio di Rosà, provincia di Vicenza, propone due nuove ruote: le Diablo XC (foto di apertura) e le Cliff. 

Le Diablo XC hanno 28 raggi, questo le rende più resistenti alle sconnessioni dei tracciati off-road
Diablo XC: 28 raggi che le rendono più resistenti alle sconnessioni dei tracciati off-road

Le Diablo di Paez

«Si tratta delle nostre nuove ruote da Marathon e Ciclocross – ci spiega Enrico – sono le ruote in carbonio con le quali sta correndo da inizio stagione Leonardo Paez, della Soudal Lee Cougal. Una delle caratteristiche principali di queste ruote è la leggerezza, infatti pesano 1300 grammi. Sono disponibili in due canali: interno da 25 millimetri o da 30, Paez ed il team usano la ruota con il canale più stretto, quello da 25 millimetri».

Hanno 28 raggi, un dettaglio che fornisce maggiore rigidità ed una guidabilità elevata nei single track. Si tratta di cerchi tubeless ready e lockless: ovvero il fatto che non ci sia più la spalla interna al canale, questo aumenta la leggerezza. In più nel mondo dell’off-road le pressioni sono più basse e questo dettaglio evita stallonature». 

Le Ursus Cliff sono costruite in alluminio, un materiale più leggero e resistente, perfetto per l’enduro
Le Ursus Cliff sono costruite in alluminio, un materiale più leggero e resistente, perfetto per l’enduro

Le Cliff

Sono ruote pensate per l’utilizzo da enduro, di conseguenza aumenta la larghezza del cerchio: la scelta è tra il canale da 27,5 millimetri oppure da 29 millimetri. Il dettaglio sul quale Ursus si è concentrata maggiormente, per le ruote Cliff, è la resistenza, cosa fondamentale nel mondo dell’enduro.

Queste ruote hanno il cerchio in alluminio, un materiale molto resistente ed anche abbastanza leggero. La bilancia, per questo paio di ruote, infatti, si ferma a 1800 grammi. Si tratta di un buon compromesso un per una disciplina che prevede tante ore in sella e percorso accidentati.

Il test con gli atleti

«Una delle fortune che abbiamo – riprende Enrico – è quella di lavorare a stretto contatto con atleti di alto livello e di grande sensibilità tecnica. Anche i meccanici sono un grande valore quando si parla di prodotti, ma soprattutto di dettagli, la loro grande esperienza rende anche più semplice migliorare e perfezionare il prodotto. Ovviamente prima di fornire qualsiasi prodotto come test o prototipo facciamo dei controlli interni, molto dettagliati e stressanti, e questo è già un primo step importante. Questo genere di test e di confronti li abbiamo anche con i team che corrono su strada. Spesso ci affidiamo anche alle conoscenze tecniche di ex atleti, come Petacchi, uno degli ultimi entrati nella nostra squadra».

Ursus

Ursus: sfida al futuro tra produzione, organizzazione e ambiente

02.08.2022
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Oramai chiusa da qualche giorno la rassegna expo Eurobike, per Ursus è tempo di effettuare un primo bilancio parziale sull’andamento dell’attività commerciale 2022. E per poterlo fare “a caldo”, abbiamo colto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere, direttamente allo stand Ursus presente alla rassegna di Francoforte, con Mirko Ferronato che della stessa realtà imprenditoriale veneta è il CEO.

«Mi piace definire la nostra azienda come un’impresa metalmeccanica a sostegno della mobilità alternativa – ha detto Ferronato – Proprio qui a Eurobike abbiamo toccato con mano, una volta di più, quanto la bicicletta, in tutte le sue forme, sia strategica e funzionale alla complessa rivoluzione ambientale che ci attende».

«E al tema generale del rispetto dell’ambiente in Ursus crediamo moltissimo, impegnandoci quotidianamente a promuove una linea produttiva green».

La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà
La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà
Come si sta sviluppando il vostro lavoro? Qui in fiera abbiamo notato grande folla allo stand e molti prodotti in uscita…

La nostra azienda, in continua crescita, guarda al futuro con ottimismo, questa spinta viene dal percorso di consolidamento intrapreso negli ultimi anni, che ha visto nascere la sede operativa di Rosà. Una struttura che ha offerto a Ursus una produzione ed una direzione di ultimissima generazione. L’intero ciclo produttivo avviene nel pieno rispetto degli standard qualitativi più alti. Tutto 100% Made in Italy. Abbiamo attuato un vero e proprio processo di riorganizzazione della filiera produttiva, ampliata e ristrutturata secondo i principi di Industry 4.0 e i più alti standard di qualità europei (ISO 9001 e ISO 14001).

Un grande impegno…

Per fare tutto ciò abbiamo fatto ingenti investimenti. E’ stato aumentato lo spazio dedicato alla manifattura e allo stoccaggio dei prodotti, tramite la costruzione di un secondo capannone industriale da 3.000 metri quadrati che si è aggiunto a quello esistente che di metri ne misura 9.000.

Ursus fornisce le ruote anche al team Corratec, la neonata continental guidata da Serge Parsani
Ursus fornisce le ruote anche al team Corratec, la neonata continental guidata da Serge Parsani
E sempre con un occhio alle tematiche ambientali?

Il tema del rispetto ambientale è diventato il nostro mantra. Sempre riferendoci alla nostra struttura operativa, ad esempio, quest’ultima è stata dedicata ad una produzione pulita, che comprende lo stoccaggio e l’assemblaggio di componenti semi-lavorati. Mentre l’area già esistente è stata razionalizzata per contenere le lavorazioni pesanti delle materie prime. La tecnologia al servizio dell’azienda viene supportata da un impianto fotovoltaico che produce 550 KWh. La battaglia per la conservazione climatica parte da ciascuno di noi, e questo in Ursus lo sappiamo bene.

Una grande sensibilità green, insomma…

La nostra realtà metalmeccanica ha scelto di orientare l’attività alla produzione di componenti concepiti per supportare lo sviluppo della mobilità in bicicletta. Ma non è tutto: Ursus spa ha scelto di diventare un motore del cambiamento, attenendosi ad un’etica green anche per quanto riguarda la trasformazione pulita delle materie prime. Rispetto per l’ambiente, ma rispetto anche per il lavoro e la salute dei nostri dipendenti.

Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus spa
Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus spa
Differenziazione dei prodotti per tutte le declinazioni della bicicletta, attenzione massima per l’ambiente e poi?

Aggiungo un terzo fattore chiave. La razionalizzazione dei sistemi di produzione. Tutte le nostre attività produttive sono oggi gestite tramite M.E.S. (Manufacturing Execution System) e S.P.C. (Statistical Process Control).

Può spiegarci meglio?

Il primo è uno strumento gestionale che permette di ottimizzare i processi aumentando la produttività dell’impianto, migliorando al tempo stesso le condizioni ambientali. L’S.P.C. è invece un software di monitoraggio che utilizza i big data per fornire tutta una serie di statistiche utili al continuo miglioramento dei nostri apparati. Abbiamo poi reso più efficienti le operazioni di stoccaggio grazie al nuovo magazzino automatico e al gestionale Stockforce WMS.

Ursus

Ursus Miura C37 Disc e TC47 Disc per la Colpack-Ballan

18.06.2022
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Affidabilità e reattività: sono la caratteristiche principali delle ruote Ursus Miura C37 Disc e Miura TC47 Disc, le ruote che non a caso sono state scelte dalla Colpack-Ballan per i suoi corridori.

Al Giro d’Italia U23, i ragazzi di Bevilacqua e Valoti le stanno usando entrambe, tra l’altro con ottimi risultati. Per loro già due podi in altrettante tappe.

Parola al corridore

Davide Persico (nella foto di apertura, ndr) il corridore con maggior sensibilità tecnica del clan bergamasco, ci parla di queste Ursus.

«Non solo affidabilità direi – dice Persico – sono anche molto performanti. Si tratta di ruote molto rigide e scorrevoli. Io utilizzo molto spesso quella con profilo da 37 millimetri (nonostante Davide sia un velocista, ndr), specie su percorsi ondulati, come per esempio è stato quello dell’altro giorno a Peveragno.

«Questo profilo va bene un po’ dappertutto: è aero e leggero al tempo stesso. Anche perché questa è una ruota per copertoncino. Noi la utilizziamo con delle speciali camere d’aria molto leggere, ovvero le Smart Tube e coperture Pirelli da 28 millimetri. Il peso resta basso e la massa rotante ne guadagna.

«Abbiamo anche quelle con profilo da 47 millimetri che utilizziamo nelle tappe più piatte, laddove la velocità e la volontà di mantenere alta l’andatura diventano i fattori più importanti».

Raggi curatissimi

E allora “studiamole” queste ruote. Le Miura C37 sono per copertoncino (o comunque tubeless ready) come detto. Una soluzione “nuova” per Ursus, che ricalca quel che si vede in alcuni team WorldTour. Hanno il profilo da 37 millimetri, il canale interno da 17 millimetri e mozzo RD30, chiaramente per perno passante. Le Miura C37 pesano 1.600 grammi (710 all’anteriore e 890 al posteriore).

Le Miura TC47 hanno invece un’altezza di 47 millimetri e il canale interno da 21. Il mozzo RD50 è più corposo. Queste ruote fermano l’ago della bilancia a 1.660 grammi (780 grammi all’anteriore e 890 al posteriore). In termini di peso, rispetto alle 37, la differenza non è molta, ma le performance cambiano parecchio.

I due modelli hanno anche delle caratteristiche in comune, come ad esempio i raggi: i Sapim CX-Sprint. Si tratta di raggi di tipo straight-pull: in pratica sono dritti anche nell’innesto col mozzo e questo aumenta a dismisura la rigidità e la reattività della ruota. Si spiega così la necessità di mantenere le flange dei mozzi con un profilo non eccessivamente pronunciato.

Tra l’altro, per le TC47 il meccanico tensiona i raggi in modo diverso per i velocisti. Un “giro di nipples in più” per renderle un po’ più reattive.

Tornando ai raggi e al cerchio. I primi sono sono costituiti da un materiale estremamente rigido chiamato “acciaio al carbonio”. Altra caratteristica in comune è il materiale utilizzato per i cerchi monoscocca: carbonio con finitura UD.

Infine un dettaglio (decisivo visto che si lega alla sicurezza): le etichette possono essere personalizzate (nero o bianco) ma entrambe sono riflettenti, a tutto vantaggio della visibilità passiva.

Maneggevolezza sempre

Quando si ha a che fare con profili più alti, spesso quando ci si alza sui pedali si ha una sorta di “effetto pendolo”, ma con queste Ursus, tale sensazione pare non esserci.

«Niente effetto pendolo – dice Persico – la ruota è stabile e non flette mai, neanche sotto sforzo o in volata. Grazie al perno passante e alla struttura robusta che si ha per il freno disco, la ruota resta rigida.

«La differenza tra i due profili non si sente poi tantissimo, a meno che non ci sia vento laterale e in quel caso scegliamo il set sul momento. Solo quando ci si alza in piedi, si avverte una leggera differenza di peso chiaramente, ma la scorrevolezza maggiore delle TC47 Disc colma questo gap. E anche la maneggevolezza non ne risente: merito del canale largo. Personalmente mi trovo molto bene.

«Le due ruote si equivalgono anche dal punto di vista del comfort. Per assurdo quella da 47 è un po’ più comoda, perché almeno nel nostro caso le abbiamo con il tubeless. Senza contare che dall’inizio del Giro non abbiamo mai forato».

Ma se il corridore bada alla prestazione, il meccanico bada anche alla sostanza e alla praticità. Stefano Casiraghi, meccanico della Colpack-Ballan, esalta il sistema del corpetto estraibile. 

«Si tratta – dice Casiraghi – di un sistema molto pratico. Io ormai non smonto più i pacchi pignoni. Con questo sistema a pressione cambio direttamente il corpetto. Ed è compatibile con tutti i gruppi».

Alessandro Petacchi nuovo product & brand ambassador Ursus

28.05.2022
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Alessandro “Alejet” Petacchi è il nuovo brand & product ambassador di Ursus, la conosciuta realtà tutta italiana produttrice di componenti per il ciclismo alto/altissimo di gamma. E per inaugurare al meglio il proprio ruolo, Petacchi ha recentemente visitato la bellissima sede Ursus di Rosà (Vicenza): il nuovo quartier generale dell’azienda che strizza l’occhio alla razionalità del lavoro ma anche alla sostenibilità ambientale.

Per Alessandro Petacchi una visita in azienda
Per Alessandro Petacchi una visita in azienda

La visita in sede

Uno dei più grandi velocisti degli ultimi decenni entra dunque a far parte della qualificata schiera di ambassador Ursus. Ad accogliere Petacchi in azienda, nel corso di questa prima visita avvenuta in coincidenza con il passaggio del Giro d’Italia dal Veneto (Petacchi è commentatore tecnico Rai), ci ha pensato direttamente Mirko Ferronato che di Ursus è il CEO. Durante questo primo incontro, Petacchi si è dimostrato incuriosito dalle tecnologie utilizzate per progettare e costruire le ruote e i manubri Ursus. Prodotti destinati sia agli agonisti ma anche a chi pedala nel tempo libero. 

«Siamo davvero molto felici e soddisfatti di aver avuto modo di dare il via a questa importante collaborazione con Alessandro Petacchi ha dichiarato Ferronato – un campione che ho sempre ammirato, sia da un punto di vista prettamente sportivo ma anche a livello caratteriale ed umano. Petacchi di velocità e scorrevolezza se ne intende, e non poco… E questa opportunità di collaborazione sarà per noi molto preziosa per far tesoro anche dei suoi consigli tecnici. Fra i nostri ambassador ci sono campioni di più discipline, ma oggi siamo molto fieri di poter inserire tra loro uno degli uomini più veloci che il ciclismo abbia mai avuto: 187 vittorie in carriera, fra cui una Milano-Sanremo, 22 tappe al Giro d’Italia, 6 al Tour de France e 20 alla Vuelta non sono davvero poca cosa».

“Alejet” ha scelto le ruote Miura 47TC e 37TC
“Alejet” ha scelto le ruote Miura 47TC e 37TC

Qualità e sicurezza

E per le proprie uscite in bici, Petacchi ha scelto le ruote in carbonio Miura TC47 Disc e Miura TC37 Disc: aerodinamiche, perfettamente bilanciate e caratterizzate dalla predisposizione di cuscinetti ad alta scorrevolezza. Queste ruote si distinguono per essere adatte su qualsiasi tipologia di percorso. Il profilo medio del cerchio, progettato seguendo l’aerodinamicità del profilo NACA 0027, consente ai ciclisti amanti dei tracciati misti di pedalare sempre al massimo delle prestazioni. La particolare disposizione della fibra di carbonio permette inoltre di controllare la distribuzione del materiale in modo che il cerchio risulti sempre perfettamente bilanciato.

Per quanto riguarda la velocità, le Miura TC47 Disc montano il nuovo modello di mozzi Ursus in alluminio, con cuscinetti a sfere ad elevatissima scorrevolezza, minuziosamente assemblati a mano direttamente in azienda e controllati con degli appositi macchinari a controllo ottico prima di essere montati all’interno delle ruote. 

La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà
La bellissima e nuova sede Ursus di Rosà

Inoltre, non da ultimo, Ursus è impegnata a garantire ai propri clienti le migliori soluzioni tecniche incrementando anche la sicurezza in strada. Per questo motivo anche gli adesivi che sono applicati sui cerchi si evolvono in strumento di sicurezza. Ogni etichetta viene stampata su una base riflettente ad alta visibilità per così poter essere sempre riconoscibili sulla strada.

Ursus

Finotti Team F22, telaio da 940 grammi, nata per correre

02.04.2022
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Finotti lancia sul mercato la Team F22 un’altra top di gamma per chi vuole il massimo delle prestazioni in gara e in allenamento. Queste caratteristiche sono contenute in appena 940 grammi di telaio per un concentrato di leggerezza e rigidità che non invidia la concorrenza. Lazienda di Tortona ha infatti progettato questo modello per far collimare caratteristiche che puntano alla performance per la gara senza però rinunciare al comfort per le uscite di tutti i giorni. 

Le linee sono pulite e leggere e ne risaltano le caratteristiche di versatilità di questa F22
Le linee sono pulite e leggere e ne risaltano le caratteristiche di versatilità di questa F22

Leggera e reattiva

La Team F22 è dei tre top di gamma la più leggera e più dedicata all’agonismo. Le sue due caratteristiche predominanti sono reattività e il peso contenuto. Rispetto agli altri modelli di riferimento infatti per questa versione la bici completa vede un alleggerimento di 500/600 grammi a seconda della taglia. Il passaggio ruote non è grande come per le endurance e questo permette un’ulteriore perdita di grammi. 

Le performance sono all’altezza dei pro’ o più semplicemente di chi cerca l’agonismo più puro. La bici è pensata per un utilizzo anche in allenamento. Le sconnessioni del terreno vengono assorbite in maniera uniforme e non bruscamente trasferite al ciclista.  La forcella leggermente a “S” è sì prestazionale, ma comunque confortevole. Il carro è piccolo e riesce a contenere il peso mantenendo una comodità costante. Adatta a salite e per essere lanciata ad alta velocità. 

La trasmissione scelta per questa versione è lo Shimano Ultegra 12 velocità DI2
La trasmissione scelta per questa versione è lo Shimano Ultegra 12 velocità DI2

Maneggevole e versatile

Questa Team F22 è versatile, grazie alla sua maneggevolezza in ogni condizione e stress. Il telaio è monoscocca ad alto modulo con passaggio fili e tubi tutti integrati, anche nel manubrio. Le linee sono pulite e leggere e questo porta a un design filante sotto ogni aspetto. La trasmissione e l’impianto frenante vengono dallo Shimano Ultegra 12 velocità DI2

Le ruote assemblate sono le Ursus in carbonio a profilo differenziato, queste possono essere configurate con un profilo più basso per renderla adatta a percorsi più impegnativi. Le taglie disponibili sono: XS, S, M, L e XL. La colorazione è personalizzabile, con nuovi colori esclusivi. Il costo del kit telaio (manubrio compreso) è di 4200 euro. 

Finotti

Ursus Magnus H.02, la sintesi del manubrio da corridore

29.01.2022
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Magnus H.02 di Ursus è l’ultima evoluzione del manubrio integrato, un componente che ha l’obiettivo di mettere insieme le diverse peculiarità richieste dagli atleti: leggerezza e rigidità, ergonomia e integrazione. Magnus H.02 è completamente in carbonio monoscocca ed è disponibile in quattro larghezze, comprese tra i 380 e 440 millimetri.

Ecco qui l’Ursus Magnus H.02
Ecco qui l’Ursus Magnus H.02

L’efficienza prima di tutto

Il cockpit integrato dell’azienda italiana è stato disegnato per soddisfare le esigenze dei telai moderni, che adottano un concept di integrazione sempre più evoluto. I cavi delle trasmissioni e le guaine dell’impianto frenante scompaiono all’interno dei profilati, ma per essere efficienti e azzerare i rischi di strozzature è necessario avere un manubrio ben fatto e capace di seguire questo fil rouge.

Magnus H.02 è così, perché nella zona di fissaggio degli shifters sono presenti due asole d’ingresso per fili e guaine. Questi scorrono all’interno del manubrio, con profilo aero e si distribuiscono in modo ottimale nello stem, soluzione voluta per non creare frizioni e lasciare liberi i cuscinetti dello sterzo. In base alla tipologia di bici, il tubo idraulico del freno anteriore, può scorrere direttamente nella forcella, oppure grazie ad una seguendo il percorso di altri cavi.

Fra ergonomia e aerodinamica

Il manubrio adotta tre profili differenti delle tubazioni, soluzione che offre dei vantaggi anche in termini di ergonomia e comfort dell’atleta. Non viene sacrificato l’impatto frontale, grazie ai profili ridotti che penetrano nello spazio. La sezione centrale, piatta, offre comunque un comfort di alto livello. La piega ha delle zone di appoggio modellate in più punti, facilitando la presa delle mani. E poi c’è questa proporzione della costruzione del monoblocco in base alle geometrie e alle taglie, uno sviluppo tecnico che permette a Magnus H.02 di avere uguale rigidità e resistenza, taglia per taglia.

La larghezza non è tutto

Le misure di Ursus Magnus H.02 non si basano esclusivamente sulla larghezza, ci sono alcuni fattori da considerare. Le taglie sono 8 in totale ( S, SB, M e MB, L e LB, XL XLB) e variano anche in base alla lunghezza dello stem, compresa tra gli 85 e i 125 millimetri. Tutti i Magnus hanno in comune l’angolazione negativa dello stem, di 6°, il reach ed il drop, rispettivamente di 75 e 130 millimetri.

Tre differenti tipologia di design e di conseguenza tre diversi volumi delle tubazioni (grafico Ursus)
Tre differenti tipologia di design e di conseguenza tre diversi volumi delle tubazioni (grafico Ursus)

Il serraggio è integrato

Il punto di innesto alla forcella è integrato e segue le linee del manubrio. Qui c’é una placca in alluminio che può essere sostituita all’occorrenza e che segue un design concept di Ursus. Le viti di chiusura agiscono sul materiale metallico e non sulla fibra composita ( e non è un semplice dettaglio). La zona frontale sotto lo stem, ha delle asole per il supporto del device.

Ursus

Automazione e sostenibilità: Ursus c’è!

14.12.2021
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L’impegno che Ursus ha preso nei confronti della propria, costante modernizzazione, quanto della generale sostenibilità è davvero concreto. Nello specifico, per la stessa realtà veneta la riduzione al minimo delle emissioni di CO2 e l’automazione del processo produttivo, rappresentano due tra gli obiettivi principali da centrare nel prossimo futuro. E nonostante la generalizzata difficoltà nel reperire le materie prime adatte a produrre i propri componenti, quest’anno Ursus incrementerà il proprio fatturato: passando da 21 a oltre 30 milioni di euro. 

Sergio e Mirko Ferronato, titolari di Ursus Spa
Sergio e Mirko Ferronato, titolari di Ursus Spa

Per le due e le quattro ruote

Ursus Spa si è sempre definita “un’azienda metalmeccanica che viaggia su due e su quattro ruote”. Il simbolo di questa realtà produttiva, operativa a Rosà (Vicenza), è il toro scalpitante. Un’immagine particolarmente familiare agli appassionati di ciclismo considerando che all’interno degli stabilimenti Ursus vengono create le ruote superleggere in fibra di carbonio che oramai da diverse stagioni percorrono le strade più celebri del ciclismo mondiale: dal Tour de France alla Parigi Roubaix, dal Giro d’Italia alla Milano-Sanremo. 

Ma bicicletta per Ursus non significa solo ed esclusivamente agonismo. Il brand sforna ogni anno milioni di componenti “urban”. In prevalenza mozzi, cavalletti e bloccaggi, inserendosi di diritto nel ristretto “pool” dei principali produttori al mondo. Ursus significa anche automotive, considerando le importanti commesse di componenti meccanici in alluminio e in acciaio destinate a clienti finali dai nomi altisonanti come Bmw, Daimler (Mercedes), Porsche, Peugeot e Citroen. 

Negli stabilimenti vengono prodotti anche molti accessori legati al settore urban, come mozzi, cavalletti e bloccaggi
Ursus produca anche molti accessori legati al settore urban

L’innovazione è nel Dna aziendale

«I nostri clienti – ha ammesso Mirko Ferronato, che di Ursus è il Ceo – sanno che affidandosi a noi trovano la preziosa certificazione IATF, un protocollo molto rigoroso, dettato dall’industria automotive, che si traduce in una garanzia assoluta di qualità, rappresentando al tempo stesso una forte credenziale per l’azienda».

Ursus è una realtà imprenditoriale con oltre cinquant’anni di storia, un’azienda che dà impiego quotidianamente a 65 addetti. Le sedi produttive sono tre, tutte a Rosà, per complessivi 12 mila metri quadrati di superficie coperta. L’80% della produzione è destinata al mercato estero. L’azienda, oggi guidata da Mirko Ferronato, fu fondata nel 1967 da suo papà Sergio assieme al fratello Domenico. E fu proprio Sergio, nel lontano 1966, a gettare il seme dell’innovazione, che tuttora oggi ispira l’operatività sul mercato di Ursus.

La sua invenzione ha rivoluzionato il sistema di fissaggio di manubri, cannotti reggisella e non solo: una leva a chiusura su un perno eccentrico, facilmente azionabile a mano, al posto del tradizionale bullone. Da allora Ursus non ha mai smesso di innovare, e ne rappresentano un esempio le ruote in carbonio superleggere TS47 Disc, l’avveniristico manubrio da corsa Magnus H.02, a totale integrazione dei cavi di comando, e il “supermozzo” HD50 con le tolleranze ridotte al micron per una scorrevolezza e silenziosità un tempo impensabili. 

Ursus è offre componenti ed accessori di ottimo livello, un esempio sono le ruote Miura TC47
Ursus produce componenti di alto livello per i team World Tour, come le ruote Miura TC47

Tutto made in… Veneto

L’intero ciclo produttivo in Ursus avviene sotto un unico tetto. «Abbiamo fatto dell’internalizzazione un nostro punto di forza – ammette Mirko Ferronato – che si tratti di particolari di una sospensione per auto oppure di una ruota in carbonio, il prodotto nasce e viene ultimato nei nostri stabilimenti. In questo modo, l’intero processo produttivo è sempre sotto il nostro totale controllo. Noi crediamo moltissimo nell’innovazione e nella tecnologia, e la nostra prossima frontiera si chiama automatizzazione. Abbiamo difatti introdotto da poco tempo una nuova linea completamente automatizzata e vogliamo continuare ad investire in questa direzione». 

L’approvvigionamento delle materie prime è oramai divenuto un problema estremamente generalizzato. Così come lo è il reperimento del personale. Ursus è alla costante ricerca di addetti per completare la pianta organica. Di figure tecniche, ma non solo. Inoltre, per venire incontro alle esigenze del personale femminile impiegato in produzione, l’azienda ha introdotto l’orario: 7-11,30 / 12-15,30. Un’iniziativa che è stata molto apprezzata, perché tiene conto delle esigenze delle famiglie e consente alle stesse dipendenti di stare più tempo con i figli.

Sostenibilità e trasparenza 

La sostenibilità, un tema fondamentale sul quale tutti, ciascuno nel proprio ambito, ha la concreta possibilità d’impegnarsi. L’accorciamento della filiera e la sua riorganizzazione secondo i criteri Industry 4.0 sono espressione del fattivo impegno dell’azienda verso la riduzione delle emissioni di Co2. Ursus è difatti dotata di un massivo impianto fotovoltaico che produce 550 KWh di elettricità pulita. Come ha ribadito anche Ferronato: «Per noi le energie rinnovabili sono molto più di uno slogan. Personalmente ritengo che il consumo di Co2 per realizzare qualsiasi prodotto debba essere una delle informazioni messe a disposizione del consumatore. Ma prima servono gli strumenti per misurare le emissioni. Noi lo stiamo cercando, e spero che presto arriveremo a dare questo servizio ai nostri clienti… e all’ambiente. E soprattutto mi auguro che non saremo gli unici a farlo».

Ursus

Lo snowboarder Alberto Maffei nuovo #Gladiatore Ursus

30.11.2021
2 min
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Dopo il pilota MotoGP Enea Bastianini, un’altro sportivo azzurro di livello entra a far parte del team di testimonial Ursus. Lo snowboarder professionista trentino, Alberto Maffei, olimpionico di Pyeongchang, è difatti un nuovo #Gladiatore Ursus (foto di apertura). Sulla tavola come in sella alla propria bicicletta Maffei sa bene come sfidare il limite…

Allenamento e passione

Ventisei anni compiuti, originario di Madonna di Campiglio, Alberto Maffei è letteralmente nato per gareggiare. Ma cosa spinge un giovane snowboarder a familiarizzare con una specialissima? Secondo quanto dichiarato dallo stesso Maffei, si è trattato di un processo di avvicinamento del tutto naturale. Da mezzo di allenamento integrativo, la bicicletta è così diventata qualcosa di più: una vera e propria passione travolgente. E anche quando Maffei non ha la tavola sotto i piedi, di separarsi dalle sue montagne proprio non ne vuole sapere. Ed ecco allora che entra in scena la bicicletta che per lui diventa un’opportunità per rimanere connesso al proprio ambiente e di ritrovare sensazioni familiari.

Le Miura TS47 Disc, le più apprezzate dai professionisti e anche dallo snowboarder trentino
Lo snowboarder trentino usa le Miura TS47 Disc

E sulla sua bicicletta Alberto Maffei ha scelto di montare componenti Ursus di altissima fascia, come le ruote Miura TS47 per freno a disco, realizzate in monoscocca di carbonio per ottenere leggerezza, stabilità e scorrevolezza senza tralasciare l’affidabilità in frenata. Anche il controllo, per un pro snowboarder Freestyle come Maffei, rappresenta una autentica priorità… Ed ecco allora per lui il cockpit rigido, ma al tempo stesso filante, Ursus Magnus H.01…

Miura TS47 e Magnus H.01

Alberto inizia a fare sul serio sulla neve nel 2010. All’epoca delle prime gare ha appena quindici anni e ottiene i primi successi a livello nazionale, ma è nel 2015 che fa il suo esordio in Coppa del mondo di snowboard freestyle. Si piazza 53° nella classica generale di Big Air e settantesimo in quella dedicata agli specialisti dello Slopestyle. Un anno dopo ottiene i primi punti, arrivando ventottesimo a Milano, ed in seguito arriva il gettone ai mondiali in Nevada ad attestare una crescita che non accenna a fermarsi.

La stagione Big Air 2017/18 è di quelle da ricordare, grazie alla doppia top ten ottenuta in Coppa del mondo (Milano e Moenchenglabach) ma soprattutto alla qualicazione per i Giochi Olimpici in Corea del Sud. A Pyeongchang Alberto Maffei (unico azzurro in gara nello snowboard freestyle) termina dodicesimo nella sua batteria e ventiquattresimo nella generale.

Alberto è tornato alle gare nella stagione 2020/21 dopo essersi lasciato alle spalle un brutto infortunio al ginocchio. Nel frattempo, per lui tanta palestra… tanto allenamento e tanta bicicletta, entrata – anche grazie a Ursus – tra le passioni preferite del forte atleta trentino!

ursus.it

Baroncini da Ursus per celebrare un’annata straordinaria

04.11.2021
2 min
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E’ stata una giornata da ricordare quella recentemente vissuta dal campione del mondo under 23 Filippo Baroncini e da tutto lo staff di Ursus. L’azienda di Rosà ha infatti fornito all’iridato del Team Colpack-Ballan le ruote montate sulle Cinelli del team, per cui il romagnolo ha mantenuto una promessa e ha fatto visita agli stabilimenti che sorgono nella provincia di Vicenza.

La Cinelli Pressure di Baroncini al mondiale di Leuven montata con le ruote Ursus
La Cinelli Pressure di Baroncini al mondiale di Leuven montata con le ruote Ursus

Tech & produzione made in Italy

Ad accogliere Baroncini ha pensato direttamente il CEO dell’azienda Mirko Ferronato. A lui il campione di Leuven, accompagnato dal team manager Antonio Bevilacqua, ha consegnato una maglia iridata con dedica e autografo in segno di gratitudine. Un omaggio importante, a testimonianza dell’impegno congiunto del team e dell’azienda nel fornire agli atleti materiali di prim’ordine. Guidati sempre da un unico e chiaro obiettivo: ottenere il massimo in termini di prestazioni in occasione delle competizioni affrontate durante la stagione agonistica.

Nel corso della visita in Ursus, il campione del mondo under 23 è stato accompagnato fra i reparti produttivi dell’azienda. Ferronato e i suoi collaboratori hanno così avuto modo di illustrare le tipologie di materiali, le tecnologie e il processo produttivo delle ruote con le quali il giovanissimo atleta di Massa Lombarda è arrivato a vestire la maglia più ambita! Oltre al mondiale, nel 2021 Baroncini ha conquistato il campionato italiano a cronometro, una tappa all’Etoile d’Or e una al Giro d’Italia Under 23. Corsa vinta dal compagno di squadra Ayuso. E’ inoltre vice campione europeo ed italiano in linea e dalla prossima stagione passerà professionista con il team WorldTour Trek-Segafredo.

Soddisfazione del cliente

«Siamo estremamente orgogliosi – ha dichiarato Mirko Ferronato – di aver contributo ai quaranta successi del Team Colpack-Ballan e in particolare a quelli di Baroncini. Filippo è un ragazzo dalle grandissime doti, al quale auguro di proseguire di slancio verso una luminosa carriera nel professionismo».

Ursus è una azienda italiana specializzata da oltre cinquant’anni in lavorazioni meccaniche di precisione. La sua filosofia è caratterizzata dall’apertura all’innovazione e dalla costante ricerca dell’eccellenza. Dal 1967 si pone come obiettivo primario la soddisfazione totale del cliente (la “customer satisfaction” è davvero un elemento imprescindibile dell’attività Ursus…).

Alle porte del 2000 il business dell’azienda si è esteso al mondo delle biciclette, sia corsa che Mtb, grazie alla produzione di componenti di altissima gamma. Una scelta efficace che nell’ultimo decennio ha permesso ad Ursus di addentrarsi nel mondo del professionismo, facendo leva su un prodotto in continua evoluzione e ad una qualità sempre impeccabile.

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